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13-10-2010

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Ambrogia Cereda
1155.1.30 - A. CEREDA - TRACCE DIDENTIT

Il nostro corpo dato per scontato nelle molte attivit che compiamo ogni giorno: camminiamo, parliamo, prendiamo l'autobus in
maniera spontanea, senza porci troppi problemi in merito. Talvolta, per, prestiamo estrema attenzione al modo in cui gli altri ci vedono, l'abito, il gesto, l'aspetto del volto diventano i segnali di tutta
la nostra storia personale.
Avere il corpo 'giusto', allora, diventa un compito da svolgere per
stare in societ e ottenere riconoscimento. In questa duplice dimensione, che intreccia natura e cultura, tatuaggi, piercing, scarificazioni e chirurgia estetica possono diventare modi efficaci per acquisire un aspetto e un'identit adatti alle richieste del contesto o, al
contrario, per opporvisi, criticando i codici condivisi e rinunciando a essi.
Il volume vuole scavare sotto le apparenze e provare a offrire una
descrizione pi attenta e articolata di queste pratiche che, da un
lato, vengono spesso racchiuse sotto l'etichetta della trasgressione e
dell'esibizionismo mentre, dall'altro, vengono facilmente ridotte a
fenomeno di moda passeggero. Partendo da testimonianze raccolte
sul campo si intende ricostruire lo scenario entro cui i corpi sono
modificati dagli attori sociali. Attraverso interviste in profondit a
professionisti, clienti e pazienti ed etnografie condotte nei negozi di
tatuaggi, piercing e scarificazioni, viene, infatti, a delinearsi un
quadro in cui gli interventi 'volontari' sul corpo sono ricompresi
alla luce dei parametri di genere.
Il filo conduttore una corporeit che sempre meno cerca di discostarsi dai modelli unici di femminilit e maschilit e nelle pratiche segue direttrici sempre pi tradizionali e conformiste, anzich
sovversive o innovative, anelando tuttavia a una rivoluzione dei codici di rappresentazione di genere.

TRACCE
DIDENTIT
Modificare il corpo,
costruire il genere

CREARE COMUNICAZIONE

1155.1.30

Ambrogia Cereda, dottore di ricerca in Sociologia e metodologia


della ricerca sociale, si occupa di temi inerenti alluso sociale ed
espressivo del corpo e delle tematiche di genere. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo Il tatuaggio fra autobiografia e narrazione collettiva (2006).

P R O D U R R E C U LT U R A

I S B N 978-88-568-3222-8

21,00

(U)

788856 832228

FrancoAngeli

Collana del Centro per lo studio della moda e della produzione culturale. Produrre cultura,
creare comunicazione
Il Centro per lo studio della moda e della produzione culturale (Modacult), fondato nel 1996,
vanta una reputazione internazionale per lo studio sociologico della moda e una lunga esperienza di ricerca nel campo dei consumi, delle imprese culturali e dei quartieri creativi.
Il Centro dedica alla moda, analizzata per le pratiche comunicative che hanno luogo lungo
tutta la filiera produttiva, un convegno internazionale annuale e percorsi di formazione.
Il Centro coordina per la Facolt di Scienze politiche dellUniversit Cattolica di Milano un
Master universitario di I livello in Comunicazione per le industrie culturali e, in collaborazione con lUniversit Bocconi e il Politecnico di Milano, ha dato vita al Milano Fashion Institute, un consorzio per lalta formazione nel campo della moda.
Per le attivit di ricerca e di formazione il Centro ha stabili rapporti con soggetti e imprese che
operano nella moda ai diversi stadi della filiera, nonch con unampia rete internazionale di
centri universitari che lavorano nellambito dei Fashion Studies.
I volumi pubblicati in questa collana sono soggetti alla valutazione di almeno due referee.
Direttore: Laura Bovone, ordinario di Sociologia della comunicazione nella Facolt di Scienze politiche dellUniversit Cattolica di Milano.
Il Consiglio Direttivo: Laura Bovone, Elena Besozzi, Emanuela Mora, Giancarlo Rovati, Lucia Ruggerone.
Il Comitato Scientifico Internazionale/International Advisory Board: Monica Codina Blasco,
Fausto Colombo, Diana Crane, Ana Marta Gonzalez, Wendy Griswold, Mario A. Maggioni,
Antonietta Mazzette, Justin O'Connor, Raimondo Strassoldo, Paolo Volont.
Collaboratori del Centro: Nella Audisio, Maria Rosaria Becchimanzi, Elisa Bellotti, Mariangela Breda, Ambrogia Cereda, Paola Chessa Pietroboni, Federica Colzani, Raffaella Ferrero
Camoletto, Antonella Gilardelli, Nicoletta Giusti, Michela Grana, Carla Lunghi, Silvia Mazzucotelli Salice, Flavio Merlo, Silvia Morsenchio, Marco Pedroni, Italo Piccoli, Gabriella
Salvini, Simona Segre Reinach.
Per informazioni: Tel. 0039-02-7234.2505 Fax 0039-02-7234.3665
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Ambrogia Cereda

TRACCE
DIDENTIT
Modificare il corpo,
costruire il genere

FrancoAngeli

La pubblicazione di questo volume ha ricevuto il contributo finanziario dellUniversit


Cattolica del Sacro Cuore di Milano nellanno 2007 sulla base di una valutazione dei
risultati della ricerca in esso espressa.

Limmagine di copertina di Alberto Bellanti


Copyright 2010 by FrancoAngeli s.r.l., Milano, Italy.
Lopera, comprese tutte le sue parti, tutelata dalla legge sul diritto dautore. LUtente nel momento in
cui effettua il download dellopera accetta tutte le condizioni della licenza duso dellopera previste e
comunicate sul sito www.francoangeli.it.

Indice

Introduzione
1.
2.
3.
4.

Interrogare il corpo, scoprire lidentit


Le modificazioni come rappresentazioni incorporate
Comprendere lincorporazione: le arene
Metodologia della ricerca
4.1. Letnografia etnometodologica
4.2. Raccontare le etnografie
4.3. Lintervista come account dellincorporazione
5. Articolazione del libro
1. Figure dellidentit
1.1. Identit: vecchie questioni, nuovi racconti?
1.2. La figura dellautotrasformazione
1.3. La figura della scrittura scenica
1.4. La figura della performance
2. Presentare il corpo, comunicare il genere:

i contorni dellidentit
2.1. Corpo e genere: un intreccio per lidentit
2.2. Le rappresentazioni ibride: una moltiplicazione

apparente?
2.3. Incorporare il genere: le tecniche del corpo
3. Tra pratiche e discorsi. Il corpo ordinario
3.1. I limiti del corpo ordinario: lidioma corporeo
3.2. Le possibilit del corpo ordinario: il body project
3.3. Lavoro sul corpo, lavoro di socializzazione

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4. Larena dei media internazionali


4.1. Tra sensualit e obsolescenza: il corpo schermo

pag.

82
87

5. Larena del disciplinamento


5.1. Il disciplinamento: cellulare, organico, genetico,
combinatorio
5.2. La disciplina come compimento del genere:
il corpo monumentale

94

95

102

6. Larena estetica
6.1. I creatori delle performance estetiche
6.2. Convenzioni e concezioni estetiche: la performance
6.3. Il corpo difforme: lontano da femminilit resistente

e maschilit subordinata
6.4. Lorizzonte estetico

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114

118
120

7. Larena commerciale
7.1. Il corpo consumabile
7.2. La (com)modificazione delletnia e della spiritualit

123
128
136

8. Il corpo conviviale. Una nuova incorporazione?

143

Osservazioni conclusive. I corpi: le nuove arene?

151

Glossario

161

Riferimenti bibliografici

165

Ai miei genitori

Ogni uomo non tanto uno che operi nel mondo,


ma piuttosto un suggerimento di ci che vorrebbe essere.
Gli uomini camminano come profezie di unet a venire.
R.W. Emerson

I miei pi sentiti ringraziamenti vanno a Laura Bovone, che ha reso possibile la realizzazione di questo progetto e a Lucia Ruggerone per la pazienza
e la disponibilit con cui ne ha seguito le fasi della lavorazione, sostenendomi e orientandomi nel lungo e a volte accidentato cammino. Per compierlo
mi sono stati particolarmente preziosi i suggerimenti di Roberta Sassatelli,
che ha seguito la prima stesura del lavoro di ricerca, cos come gli stimoli di
Emanuela Mora, che ne ha letto la prima versione.
Un ringraziamento particolare va poi a David Le Breton, che mi ha accolta e seguita con grande disponibilit e interesse nel periodo francese di
questo studio.
Infine, ringrazio tutti i professionisti e le persone comuni che si sono prestate con grande apertura e propensione a raccontare le loro storie, permettendo a questo libro di vedere la luce.

Introduzione

Ogni giorno, guardandoci attorno, possiamo vedere un numero sempre


maggiore di giovani e adolescenti dai corpi sempre pi ornati: tatuaggi, piercing, altre bizzarre modifiche che sembrano piccoli nei metallici sparsi qua e
l a decorare le orecchie o il viso come usava nella moda dellOttocento. Miriadi di labbra che sembrano tumefatte vengono oggi sfoggiate come trofei
di caccia in citt, nasi sempre pi simili luno allaltro segnalano pubblicamente che il corpo non un fattore irrilevante, e tanto meno compiuto, nella
quotidianit. Quando poi arriva la bella stagione e la pelle inizia a essere pi
esposta, possiamo vedere che intervenire sul corpo per modificarne laspetto
non una competenza esclusiva di giovani e adolescenti, ma sembra toccare
in maniera diversa per stile e numero quasi tutte le fasce det. Alcune
pratiche sono ormai tanto diffuse che in molti casi passano inosservate. Tuttavia, proprio per la parabola che hanno compiuto nella storia socioculturale,
passando dalla marginalit di alcune classi sociali alla centralit di alcune
mode, incuriosiscono e spingono a chiedersi per quale motivo le persone
siano portate a trasformare anche in maniera profonda il proprio corpo, pu
bastare il motivo di fare bella figura quando partecipano alle attivit ordinarie? Che cosa accomuna i soggetti che scelgono pratiche come il tatuaggio, o
il piercing o la chirurgia estetica? Quali regole tacite si nascondono dietro a
scarificazione1 e rinoplastica?2

1. Interrogare il corpo, scoprire lidentit


Il punto di partenza per cercare di rispondere a queste domande lassunzione del fatto che fra le rappresentazioni sociali vi sono modelli, anche
corporei, che orientano le azioni dei soggetti sui loro corpi. Queste creazioni
1
2

Cfr. Glossario.
Cfr. idem.

collettive ci fanno percepire la realt in un modo piuttosto che in un altro e,


inoltre, ci spingono verso trasformazioni specifiche, perch, pur temendo la
cristallizzazione sono molto potenti nella definizione della realt (Potter e
Litton 1985).
Un dato da interrogare , allora, lo statuto del corpo: non solo come elemento fondamentale dello stare con gli altri, ma anche come incertezza, dato
di partenza che aspetta di trovare la forma migliore, modificandosi. La prospettiva in cui mi pongo per osservare le pratiche con cui viene trasformato
laspetto del corpo , infatti, considerare la corporeit come un fondamento
per la comprensione del mondo e per la creazione, o larticolazione, di significati (nuovi) nel contesto sociale.
Tale scenario appare oggi contrassegnato da grandi trasformazioni ancora
in corso, interconnesse fra loro e legate a processi di globalizzazione, deistituzionalizzazione, incremento della riflessivit, polverizzazione dei confini
territoriali (Beck, Giddens e Lash 1999). Gli effetti di questi mutamenti sono
ricaduti sugli attori sociali generando comportamenti sociali definiti da incertezza, rischio (Beck 2000), liquidit (Bauman 2002a) e da una crescente
ambivalenza, che influisce sostanzialmente sulla questione dellidentit personale. In questo quadro, ora pi che mai, il corpo lasciato alla cura (o alla
negligenza) dei soggetti che ne fanno lo strumento principale per rispondere
alle sfide delle situazioni sociali.
La materialit del corpo , infatti leffetto pi produttivo del potere sui
soggetti e attraverso il processo di materializzazione esso delimitato, fissato, dotato di superficie, reso controllabile e conoscibile (Butler 1996). Questi
sono i parametri entro cui delineer e orienter la comprensione dellincorporazione, ossia lespressione dellidentit attraverso il corpo, processo in
cui il corpo acquista senso e contemporaneamente entra nelle pratiche, ossia
si materializza. La materializzazione del sesso pu essere considerata il
passo successivo, che origina la costituzione di un individuo sessualmente
significante allinterno di un Discorso, ossia un paradigma di rappresentazione sociale, che definisce e regola lintreccio tra genere e corpo sessuato
(Butler 2004). Seguendo questa interpretazione, anche sesso non pu essere
considerato un dato scientifico neutro, ma anzi un elemento discriminante
nelle pratiche sociali e, soprattutto, nel processo di costruzione dellidentit.
La coincidenza di genere, sesso e sessualit, dunque, molto meno naturale
di quanto si potrebbe credere, poich partecipa a una costruzione sociale che
nel corso della storia ha attribuito specifici significati ed escluso da altre valenze i soggetti e i gruppi sociali (Piccone Stella e Saraceno 1996).
Continuare a riflettere su come le modificazioni del corpo possano intervenire in maniera apprezzabile nel rafforzare le strutture sociali, ossia ripro10

ducendo i corpi giusti, non solo non mi pare superfluo, ma quasi necessario,
se si vogliono capire le relazioni sociali e il contesto in cui queste nascono.
Per quanto molti esperti abbiano messo in rilievo limportanza e la complessit crescente delluso del corpo e abbiano segnalato una relazione con le
trasformazioni che la societ (Giddens 1995) e anche la sessualit (Bauman
2002b) hanno subito nel passaggio dalla modernit alla modernit avanzata,
nel lavoro ordinario di auto(tras)formazione che la comprensione del processo di costruzione dellidentit crea i maggiori problemi di comprensione e
interpretazione. Nella premessa al suo volume antologico, Loredana Sciolla
(1983: 8), indica come il termine identit sia stato in numerose occasioni
impiegato come una facile scappatoia per risolvere il disagio teorico del
ricercatore di fronte allincalzare di fenomeni che non si lasciano facilmente
definire negli schemi tradizionali.
La questione dellidentit costituisce, infatti, un problema quotidiano per
gli attori sociali e continua a rappresentare un rompicapo anche per gli studiosi, poich la tarda modernit ha radicalizzato le trasformazioni dellepoca
precedente per quanto riguarda il ritmo del mutamento, la portata del cambiamento e la natura delle istituzioni moderne. Le nozioni di velocit, tecnica
e visibilit hanno preso il sopravvento su altri requisiti e plasmano la vita di
ognuno, scardinando il sistema di significati dellepoca precedente e le condizioni di vita postmoderne producono un aumento della riflessivit nei soggetti che si trovano a dover deliberare sulla vita, sulla morte e sui significati
stessi da attribuire a questi concetti e alle loro esperienze (Giddens 1995).
Sulla scorta di queste premesse, ho cercato di osservare alcune forme
dellincorporazione, ossia dei modi specifici in cui gli attori sociali prendono
parte alle attivit situate e risolvono i problemi dellidentit usando tatuaggi,
piercing, scarificazioni e chirurgia estetica. Si tratta di interventi sul corpo
notoriamente legati allespressione/fissaggio dellidentit, producendo o riproducendo il corpo come un testo che contiene elementi e norme culturali
(Sullivan 2001). Mi sono interrogata e ho interrogato diversi testimoni che
mi hanno espresso le loro opinioni su che cosa comunichino i corpi quando
vengono modificati con tecniche invasive che ne alterano laspetto in maniera vistosa o perlopi irreversibile e ho cercato di capire in che modo tali
modulazioni stiano in relazione con la cultura che li produce.
Alla base della mia indagine c lipotesi che le pratiche di modificazione inscrivano nel corpo non solo pezzi di cultura in senso lato ma anche, e
soprattutto, specifiche informazioni sulla maschilit e sulla femminilit. La
questione del genere , infatti, pi complessa di quella del sesso e pi suscettibile di venire orientata in base alle norme sociali condivise. La posizione
da cui osservo riconosce alle pratiche culturali un forte potere di influenzare
11

la comprensione dei soggetti e, tuttavia, attribuisce ai soggetti la capacit di


prendere le distanze dai dettami culturali e operare scelte mediate da fattori
molteplici. Per parafrasare unintervistata: i media, la televisione e le mode
dicono come le donne devono apparire e si devono comportare, ma alla fine
sono i singoli individui che scelgono cosa vogliono fare del loro aspetto, se
fare tatuaggio, un piercing, o se si vogliono rifare il seno, o le labbra come
quelli che vedono in televisione e sui cartelloni.
Il punto di partenza teorico per capire come il genere e le pratiche di modificazione si intreccino nellincorporazione , innanzitutto, che il primo ci
manifestato attraverso laspetto, gli atteggiamenti e i ruoli, mentre le seconde
cercano di rafforzare o indebolire questa espressione seguendo dei canoni. Le
norme relative al corpo, per, sembrano essere sempre meno dipendenti dal
sesso, (che pu ormai essere modificato nel corso della vita e armonizzato con
la precezione di s che un individuo sviluppa nel suo mondo psichico). Pur essendo indubbiamente legato al genere, il sesso sembra definito, rappresentato e
agito nel gruppo sociale secondo le norme che regolano il genere: le norme di
genere ci precedono sempre e la nostra situazione di partenza , infatti, sempre
un corpo sessuato. Tuttavia, la conoscenza di questi aspetti ha rivelato che anche il sesso non cosa certa e dipende da definizioni e schemi culturali.3
Fra questi, lapparenza del corpo, parallela alla ricerca della bellezza e
della giovinezza, stata prerogativa della femminilit per tradizione, ma
oggi apapre una norma di regolazione dei corpi condivisa. Ora, infatti, che
il processo di femminilizzazione della popolazione maschile ha raggiunto
livelli che permettono ai suoi membri di prendersi cura del corpo e di abbellirlo, o truccarlo, senza necessariamente mettere in discussione il proprio
orientamento sessuale (Robin 2005), appare interessante studiare i modi in
cui le pratiche impiegate per ottempreare a questi doveri arrivino a coinvolgere anche tecniche di estetizzazione invasive (come piercing, scarificazione e chirurgia estetica) e quale percezione abbiano di questa trasformazione
gli operatori. Tale processo, infatti, non ha compiuto il passaggio di consegne dalle donne agli uomini, n ha equamente distribuito il peso della responsabilit della bellezza fra popolazione maschile e femminile (Vigarello
2007), non senza riprodurre nuove asimmetrie nelle procedure atte a far
intendere leffettiva appartenenza di genere sulla base della cura del corpo
(Remaury 2006).

Mi riferisco in particolare agli studi di Anne Fausto Sterling (2000) secondo cui gli individui
non sono sempre ascrivibili in un sistema dicotomico, e presentano una percentuale gruppi
intersessuati e di Judith Lorber (1994) che ha distinto cinque sessi e dieci tipi d autoidentificazione sessuale allinterno delle societ occidentali contemporanee.

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2. Le modificazioni come rappresentazioni incorporate


Questo libro nasce, allora, da uno studio svolto per cercare di fare luce
sulle conseguenze delle modificazioni volontarie del corpo rispetto allidentit e al genere. Come ho detto, non prender in considerazione tutte le innumerevoli pratiche di modificazione del corpo esistenti oggi, ma solo una
selezione di queste: due che nel contesto sociale sono diffuse da pi tempo e
possono sembrare quasi fuori moda (tatuaggio e piercing) e altre due che
stanno diventando pratiche diffuse (chirurgia estetica e scarificazione). Queste tecniche sono accomunate dal fatto di penetrare la superficie corporea e
di trasformarla in maniera differente e specifica dal punto di vista materiale
e simbolico. Le analizzer come strumenti privilegiati per interpretare il processo di denaturalizzazione del corpo in un continuum che va dalla tecnica
pi alla moda e reversibile, come il piercing, a quella pi estrema e tribale,
come la scarificazione, passando per tecniche come la chirurgia estetica che
si svolge in un ambiente fortemente istituzionalizzato e il tatuaggio che pur
operando un parziale fissaggio dellidentit profondamente condizionato
dalle tendenze di stile del momento.
Questultima tecnica, infatti, comparsa nel contesto italiano dapprima
come segno di marginalit: criminali o nobili erano le principali categorie
contraddistinte dallinscrizione della pelle. In seguito, sullo stimolo delle
subculture giovanili degli anni Sessanta e Settanta, ha preso piede tra gli
affiliati, per divenire nel decennio seguente un simbolo di status tra personaggi dello spettacolo, della musica e appassionati. Fino a rappresentare al
presente un modo di abbellire il corpo analogo a altre forme di decorazione,
dallabbigliamento al body painting.
La chirurgia estetica penetrata nella trama del tessuto sociale attraverso la richiesta di normalizzazione dei corpi che difettavano di funzionalit,
o portavano lo stigma della razza. Tramite un processo di diffusione quasi
capillare viene divulgata oggi come un modo di migliorare la qualit della
propria vita e risolvere i problemi che le varie procedure di etichettamento
sociale portano con s. Questa pratica ha sicuramente una sua propria storia,
che si modificata con la trasformazione della societ e ha trasformato di
rimando la societ stessa e con essa lapproccio al corpo, ma sembra che
una parte di questa abitudine allintervento chirurgico sia anche provocata
dalleducazione allattenzione rivolta verso la forma estetica del corpo intesa come ricerca ed esibizione di un corpo bello che si diffusa allinterno
della societ occidentale del dopoguerra in forma massiva con la cultura del
consumo. Tale processo ha, quindi, progressivamente coinvolto individui
sempre pi giovani, trascinando con s in maniera preponderante chi, come
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gli adolescenti, inizia a percepire la trasfigurazione di un corpo e di unidentit in costruzione. Nel lavoro sul campo lo sguardo stato focalizzato sugli
interventi chirurgici di ridefinizione del naso, perch in questa parte del viso
si concentrano gran parte delle ansie sociali e dagli albori della chirurgia ha
reso possibile un riscatto dai danni della guerra, della malattia (ad esempio,
la sifilide), e la conformazione agli ideali prevalenti di bellezza, di scampo allassociazione con immagini negative delletnia (ebreo, irlandese,
orientale, nero) (Gilman 1999).
Il piercing una tecnica di foratura della pelle, per inserire orecchini,
borchie e altri gioielli nelle pi varie parti del corpo, che deriva la sua funzione di denaturalizzazione dallambiente delle subculture. Soprattutto i gruppi
punk e omosessuali lhanno mutuata dalle comunit tribali e dalle tradizioni
primitive per farne un rito di appartenenza alla comunit di elezione. Chi vi
ricorre non solo si propone di segnalare lappartenenza ad un gruppo distinto
dal resto della societ, ma spesso attribuisce al rito la funzione di riappropriazione della corporeit (Pitts 2003). Estremamente comune tra gli adolescenti che in molti casi labbandonano appena raggiungono let della
ragione adulta o un impiego stabile (Pietropolli Charmet e Marcazzan 2000)
questo modo di dare forma al corpo raggiunge livelli quasi parossistici in
alcuni scenari subculturali, che ne fanno un rito collettivo.4
Analogamente la scarificazione, dapprima tecnica di inscrizione delle
qualit sociali tra le comunit tribali a pelle pi scura, rappresenta oggi una
forma di ridefinizione dellaspetto e di connotazione/espressione dellidentit in gran parte praticata dagli esperti e professionisti del settore inizia ora
a diffondersi fra gli appartenenti agli ambienti di alcune delle subculture
che dalla scena anglosassone si stanno diffondendo nel contesto europeo (in
particolar modo) anche sulla scorta delle body performance di soggetti chi fa
parte del circuiti urbani delle controculture e delle avanguardie artistiche.
Queste quattro tipologie rappresentano, dunque, altrettante fonti di significato per andare a indagare il modo in cui il senso dellidentit di genere
implicato.

3. Comprendere lincorporazione: le arene


Tentare di capire cosa tenga uniti o separi le pratiche degli attori che vi
ricorrono oggi quello che mi propongo di fare, utilizzando il concetto di
arena (Connell 1996). Nellanalisi dei diversi risultati della modificazione
4

Cfr. www.bodyplay.com, 29/08/2010.

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del corpo, metter in questione un processo storico e non gi un gruppo fisso


di determinazioni. Questo significa, inoltre, intendere il genere come una
prassi sociale costantemente riferita ai corpi e a ci che i corpi fanno, e non prassi
sociale ridotta ai corpi. Anzi, il riduzionismo ci presenta lesatto opposto della situazione reale (Connell 1996: 64).

Inoltre, ci comporta ladozione di una visione dinamica dellorganizzazione della prassi e una lettura della maschilit e della femminilit come
progetti di genere, ossia processi di configurazione della prassi nel tempo che trasformano i loro punti di partenza in strutture di genere (Connell
1996: 64). Analizzare le pratiche, in questa prospettiva, implica unattenzione particolare al contesto in cui gli eventi si stanno svolgendo, perch dalle
conoscenze tacite, dipendenti da esso, che possibile render conto di quegli
eventi specifici che si stanno verificando e stanno cambiando la pelle degli
attori sociali. Lapproccio etnometodologico, di cui mi avvalgo, considera,
infatti, i caratteri di oggettivit della realt riconducibili alle procedure interpretative che gli attori sociali impiegano per costruire tale mondo allinterno
delle attivit concrete, mettendo pertanto in evidenza il legame delle argomentazioni e delle pratiche stesse con il contesto nel quale vengono condotte
(Coulon 2002).
Alcuni studi sulla moda (Bovone e Mora 1997; Bovone e Ruggerone
2004; Volont 2003; Mora 2009) hanno mostrato la consolidata capacit degli attori sociali di maneggiare o decifrare immagini e passare da un codice
allaltro per dare vita a una personale commistione di forme e stili espressivi.
In particolare, lo studio delle campagne pubblicitarie di moda ha messo in
luce come la rappresentazione di particolari figure corporee, che occupa un
punto nevralgico nel processo di stimolazione del desiderio e nella cristallizzazione dei modi di percepire e rappresentare il corpo, sia assai distante dalla
quotidianit e dalle reali esigenze degli attori sociali (Ruggerone 2006).
Di nuovo, possibile riconoscere che le prassi stimolano lanalisi delle
procedure usate, per capire come si esercitino forme di criticit e di presa di
distanza da una struttura discorsiva e iconica che cerca di imporre modelli di
corpi secondo parametri estetici elaborati a priori e volontariamente allontanati dal reale. Non solo, anche il fenomeno della moda sta da qualche anno
attraversando una fase in cui il consumo di prodotti di moda non si riduce
al mero aspetto immateriale, e quindi al solo contenuto estetico di ci che
viene acquistato, ma sempre pi vede i consumatori prestare attenzione al
contenuto etico dei prodotti, dando vita a meccanismi di identificazione e di
comunicazione critici e antagonisti (Mora 2009). Questi assunti mettono in
evidenza che le regole cui i soggetti si attengono risultino perlopi ricostru15

zioni a posteriori. Non sono sistemi normativi, bens sistemi di descrizione,


allinterno dei quali
valori, scopi, norme, strutture non sono fatti che stanno allorigine dellagire sociale
come copioni che gli attori dovrebbero recitare, ma sono razionalizzazioni, costruzioni e ricostruzioni ideali che hanno valore euristico e non causale (Dal Lago e
Giglioli 1983: 32).

Tatuarsi, farsi dei piercing, ritoccare naso o labbra, allora, possono davvero essere liquidate come delle esecuzioni di compiti prescritti dalla cultura
o costituiscono compimenti continuamente nuovi di regole, valori e finalit?
Il punto di vista qui proposto cerca di rispondere a questa domanda considerandole pratiche di ricerca e di (ri)creazione di identit realizzate da soggetti
che hanno gi acquisito una certa dimestichezza con i cosiddetti stili della
carne (de Lauretis 1996), nonch con libridismo e la globalizzazione a essi
legati. Pertanto, in base a precise finalit comunicative (non sempre fornite
dal mainstream, o dallarena che le ospita)e dalla serie di dettagli che danno
senso e ricostruiscono le procedure (Garfinkel 1997) sottoscrivono generi
e modelli corporei. La sfida consiste nellindividuarne la collocazione, la
continuit o discontinuit, fra pratiche e simboli. Nelle pratiche di tatuaggio,
piercing, scarificazione e chirurgia estetica i significati delle procedure sono
connessi alla difficolt di eseguire il compito di scegliersi lidentit. Da un
lato, infatti, le immagini dei corpi non sono puro frutto di ideologie, ma
propongono anche il compiacimento dei soggetti che le elaborano. Dallaltro
lato, non possibile individuare una pratica che non sia condizionata da indicatori di classe o razza o genere.
Per chiarire questa dialettica, le tipologie di modificazione selezionate
risultano vie per capire come gli attori sociali cerchino in modi differenti di
ritagliarsi uno spazio nellambiente sociale, generalmente, rimanendo totalmente immersi nelle attivit situate. Il risultato, pertanto, non loro immediatamente e disponibile ma forse lo pu essere a chi osserva, a chi riesce
a vedere tutto il racconto che i singoli soggetti si sono lasciati alle spalle
(Cavarero 1997).

4. Metodologia della ricerca


Questo studio, come ho detto, cerca di rendere trasparenti le pratiche di
modificazione del corpo nelle loro implicazioni con il processo di incorporazione del genere. Nellambito dei gender studies il dibattito metodologico ha
occupato considerevole spazio, collocando il problema della modalit della
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conoscenza almeno sullo stesso piano delloggetto che si desidera conoscere


(Oakley 1981; Fox Keller 1989). La riflessione femminista sul genere, infatti, non ha solo riscontrato limportanza di tematizzare la metodologia della
ricerca, ma ha anche individuato una connessione necessaria tra pratiche di
ricerca e possibilit di sviluppare pratiche sociali adeguate.
Nel panorama delle pi recenti teorie femministe intorno al corpo possibile rilevare una tendenza a privilegiare la dottrina psicoanalitica e a situarla in posizione centrale nel processo di incorporazione del genere (Irigaray
1978; Butler 1996; 2004). questo, per, un condizionamento speculativo
che deriva da uninsistenza particolare sullinterpretazione della corporeit
come struttura testuale e che riconosce la fatica di render conto della difficolt prassiologiche inerenti al corpo vissuto. Ci dipende, infatti, dal modo
in cui si fa riferimento alla dimensione materiale del corpo nelle pratiche:
la divergenza fra corpi e testi nelle attivit concrete e nei contesti sociali
significativi (Howson 2005). Concordando, quindi, sul fatto che lesperienza
rimane una questione nodale di ogni discorso sullincorporazione del genere,
cercher di render conto di cosa accade ai corpi, impiegando una metodologia qualitativa e focalizzando lo sguardo sulle pratiche di modificazione e di
spiegazione dei soggetti.
Il resoconto fornito apparir inevitabilmente parziale, poich pare pressoch impossibile rendere per intero in forma testuale la ricchezza degli eventi
e veicolare tutto quanto avviene nella pratica. Ci anche conseguenza del
fatto che a ogni passaggio della raccolta dei dati entrano in gioco aspetti
nuovi che modulano quelli gi noti. Infatti, di volta in volta angolature che
possono accogliere chiavi di lettura nuove, sono dischiuse dai nuovi elementi. Per riuscire, comunque, a evitare una divergenza eccessiva tra lettura
dei corpi e corpi vissuti e, soprattutto, per tenere in primo piano la categoria
dellesperienza, ho ritenuto fosse necessario cercare di conseguire uno sguardo esperto attraverso losservazione partecipante, cos da cogliere i significati nel vivo della situazione e riuscire a seguire il processo di trasformazione
del corpo da vicino, facendo emergere i modi e i momenti di incorporazione
dellidentit di genere.
Il metodo privielgiato per riuscire in questo si basa su account, descrizioni, interpretazioni e rappresentazioni della vita umana storicamente, politicamente e personalmente collocate [] il risultato collocato tra linteriorit
dellautobiografia e lesteriorit dellanalisi culturale (Tedlock 2000: 455).
Questo particolare strumento dellindagine qualitativa una strategia di
ricerca (Gobo 2001; Cardano 1997) che, insieme ad altre particolari tecniche
(osservazione naturale, intervista, esperimento naturale, analisi documentale
e introspezione), costituisce il cosiddetto metodo etnografico. Esso do17

tato di un procedimento specifico che favorisce la raccolta dei dati in prima


persona da parte del ricercatore che vuole comprendere una cultura dal punto di vista dei nativi. Ci significa cercare di descrivere anche aspetti che i
nativi stessi non mettono a fuoco, essendo immersi nel frame culturale. Le
modificazioni del corpo sottintendono una quantit di saperi intorno alla corporeit e alle rappresentazioni di genere, che, a mio parere, meglio possono
essere organizzati a posteriori dallo studioso, se compresi dentro il contesto
nel quale vengono immessi per la prima volta nel corpo, ossia quando si
rende chiaro il significato che la modificazione acquisisce per i partecipanti
allattivit e i ruoli che ricevono in funzione di ci che essi stessi fanno.
Per quanto risulti una modalit particolare dei ricercatori di essere-nelmondo (Hammersley e Atkinson 1994: 249, cit. in Gobo 2001: 22), losservazione partecipante ha comunque caratteristiche precise: innanzitutto,
richiede che il ricercatore instauri un rapporto diretto con gli attori sociali
che ha deciso di studiare e che trascorra un periodo di tempo apprezzabile
(variabile dai due mesi ai due anni) nellambiente naturale della comunit
per osservarne e descriverne i comportamenti. La partecipazione e la condivisione ai rituali quotidiani permette di apprendere il codice e di attribuire senso allagire dei membri (Gobo 2001). Obiettivo dellosservazione ,
infatti, guadagnare una prospettiva olistica, che possa oltrepassare il dato
immediato, per raccogliere una serie di dati che possano ricomporre una raffigurazione sociale di interezza che vada poi a comporsi con le descrizioni
degli altri aspetti specifici della comunit indagata (Fetterman 1998). Nello
specifico, questo si traduce in una disponibilit non solo da parte del ricercatore di dedicare tempo alla comunit, ma anche, e soprattutto, da parte dei
membri sociali ad accogliere lo studioso in seno alla comunit.
Laccesso al campo delle modificazioni del corpo del tipo del piercing,
del tatuaggio e della scarificazione stato un passaggio abbastanza facile da
compiere sia in Francia e sia in Italia. In particolare nel primo Paese, ulteriormente agevolato dal fatto di essere stata introdotta nellambiente da uno
studioso di modificazioni corporee. Ben pi difficile invece stato, per ragioni mediche e di privacy, assistere a interventi di chirurgia estetica, ambito
in cui il campionamento di testimoni e professionisti si rivelato pi arduo
vuoi per ragioni di pudore, vuoi per ragioni di riservatezza.
La scelta di esaminare il fenomeno attraverso questa particolare lente di
analisi si prospettata come la pi adatta per rendere conto di come la modificazione del corpo e lincorporazione del genere dipendano da una prospettiva emica che costringe ad accogliere angolature e realt molteplici in un approccio profondamente connotato dal modo di interpretare fenomenologico
(Fetterman 1998). Le modificazioni volontarie che gli attori sociali operano
18

sui corpi si legano a differenti percezioni della realt che, oltre a determinare
azioni e concezioni differenti, possono giocare da spunto per il ricercatore
nel tentativo di comprendere gli aggiustamenti o le sovversioni delle strutture di comportamento e di senso.
La ridefinizione dellidentit, che in questo particolare caso di indagine si
manifesta attraverso unalterazione dellaspetto fisico, pi o meno accentuata, pi o meno superficiale, un affare che coinvolge tutti quelli che hanno
o avranno a che fare con il nuovo aspetto del soggetto. Non pertanto solo
lavoro individuale di codificazione del proprio modo di sentirsi, ma un lavoro collettivo, attraverso il quale una nuova identit viene creata e riceve
riconoscimento dagli altri, i quali, simultaneamente, vedono ridefinito il loro
ruolo di partecipanti alla pratica.
4.1. Letnografia etnometodologica
Per cogliere il senso delle pratiche nel modo in cui ho accennato appena
sopra, ho deciso di servirmi di un approccio di tipo etnometodologico, attraverso cui adattare langolatura della comprensione e i parametri dellosservazione. In questa specifica declinazione, lo sguardo dello scienziato orienta
la propria indagine in base ai principi di quel tipo di approccio della sociologia che nasce negli Stati Uniti grazie allopera di Harold Garfinkel intorno
agli anni Cinquanta, ossia letnometodologia. In questa prospettiva, lautore
si concentra sui metodi che i membri di un gruppo utilizzano per dare senso
alle pratiche, ossia i modi che gli attori sociali adoperano quotidianamente
per attribuire un significato alle attivit che compiono e per classificare le
azioni proprie e anche quelle degli altri.
La riflessione di Garfinkel, pur contenendo alcuni dei nodi tematici della tradizione sociologica (le condizioni che sostengono lordine sociale; le
propriet dellatteggiamento naturale; il concetto di regola come risorsa
cognitiva)5 che lautore aveva fatto propri attraverso la lezione di Talcott
Parsons (1937) e di Alfred Schtz (1974), mette per in rilievo limportanza delle conoscenze tacite, ossia di quella porzione di sapere di cui tutti
i membri del gruppo dispongono e che adoperano nella quotidianit senza
tematizzarla mai. Egli, inoltre, mostra empiricamente la presenza di due caQuesti concetti meriterebbero una trattazione pi ampia, tuttavia in questa sede di chiarificazione metodologica mi limito a segnalarne la presenza come componenti essenziali del
percorso di riflessione del fondatore delletnometodologia che rimangono presenti anche nei
parametri di osservazione. Per approfondimenti in merito si vedano Gobo (2001); Ruggerone
(2000); Garfinkel (1997).

19

ratteristiche essenziali e inevitabili delle pratiche sociali, ossia lindicalit e


la riflessivit, ossia il legame con il contesto in cui le attivit sono condotte e
lelaborazione fatta per rivelarne il senso. Secondo questa specifica prospettiva, infatti, nelle attivit ordinarie presente
una reciprocit e un mutuo rimando [] tra evento reale e evento inteso, per cui
luno si modifica e si ridefinisce in funzione dellaltro proprio nel corso dello svolgersi. Il racconto a posteriori o anche nel corso dellazione degli eventi non mai
esattamente coincidente con ci che levento in s, ma sempre reinterpretato
(Ruggerone 2000: 65).

In questa prospettiva laccento viene posto con forza sul senso comune
come strumento per orientare e concludere le attivit, poich linterpretazione degli eventi della quotidianit avviene sempre attraverso di esso, seppure non comporti valori normativi assoluti e inalterabili. Il senso comune
costituisce il riferimento fondamentale e fa emergere la ragionevolezza dei
comportamenti nelle pratiche, anche se nel racconto qualcosa rimane sempre implicita, perch i soggetti danno per scontata lappartenenza di tutti i
membri al contesto sociale in cui operano. Tuttavia, sul presuppposto che
le pratiche possono rivelare il sapere non tematizzato dai singoli individui
coinvolti o dal gruppo in s, nelletnografia etnometodologica, vengono intese come centrali nel percorso di investigazione della realt. Il senso occulto, potremmo dunque dire, esiste, ma si rivela solo nellagire concreto dei
membri delle attivit. Pertanto, ho cercato di comprendere la costruzione
del genere attraverso lunit di senso sottostante le pratiche volontarie di
modificazione del corpo.
Si possono sollevare, tuttavia, questioni inerenti allo statuto dellosservatore. In particolare, il fatto che chi partecipa, risulta differente sia dal
punto di vista temporale sia dal punto di vista cognitivo da quello che osserva, pertanto la partecipazione e losservazione, ma soprattutto limpegno
a decodificare con occhio scientifico quanto sta avvenendo va in direzione
opposta rispetto a quella che egli segue per la buona conduzione delle pratiche. Vale a dire che il lavoro per produrre sapere teorico stabile, che si basa
su un metodo logico induttivo, sembra entrare in conflitto con le finalit pratiche dellazione, che, seguendo regole ipotetico deduttive, il senso comune
impiega nellattivit situata. In realt questa situazione tipica per tutti gli
attori che conducono pratiche ordinarie, quindi anche i soggetti che il ricercatore vorrebbe studiare,
svelando pi che mai lesigenza di studiare la vita cos come essa avviene nella realt ed percepita e costruita dagli attori in essa impegnati, cercando attraverso questa

20

osservazione di definire quale significato di razionalit (o quale combinazione di


significati) li ha guidati nella scelta del loro corso di azione (Ruggerone 2000: 66).

Negli ultimi anni si riconosciuta sempre pi la natura interattiva della


ricerca e in modo particolare limportanza dello scambio tra ricercatore e
soggetto di ricerca. Pi che affermare che i risultati siano scoperti per come
realmente sono, e come realmente funzionano attraverso unosservazione
oggettiva, essi appaiono creati attraverso linterazione tra ricercatore e fenomeno (Neresini 1997; Melucci 1998; Chiaretti, Rampazi e Sebastiani 2001;
Montesprelli 2001).
In altre parole, il problema dello studioso gestire un processo di costruzione di conoscenza che nellambito della ricerca sociale avviene in una
relazione (tra ricercatori e attori sociali interessati). In questo interscambio,
pi che svelare una conoscenza esistente a priori e indipendentemente dai
soggetti coinvolti, si realizza una progressiva costruzione di spiegazioni e
significazioni, tradotte dal ricercatore sulla base di spiegazioni e significazioni che sono state costruite e comunicate dai soggetti. Le nuove pratiche di
ricerca hanno avuto impulso dai mutamenti teorici recenti, ma hanno anche
influito sulla definizione stessa dei nuovi campi dinteresse conoscitivo e
sugli scopi stessi della ricerca sociale, ed ormai chiara
la doppia ermeneutica in cui la ricerca sociale inevitabilmente presa. Non si tratta
di produrre conoscenze assolute ma interpretazioni plausibili. I comportamenti ci
dicono qualcosa sul come gli attori sociali interpretano la propria azione. La ricerca
produce interpretazioni che cercano di dar senso ai modi in cui gli attori cercano a
loro volta di dar senso alla loro azione. Si tratta di resoconti di senso, o se vogliamo
di narrazioni di narrazioni. La nozione di plausibilit rappresenta un punto critico
della sfida metodologica introdotta dalla ricerca qualitativa, che oggi investe come
si detto la ricerca sociale nel suo insieme. (Melucci 1998: 23)

Luso del dialogo come strumento di indagine in campo sociologico,


usato in maniera pioneristica dalletnometodologia (Gobo 2001), si unisce
in questo approccio scientifico specifico, anche allutilizzo dei documenti
scritti6. Pu essere concepito come uno strumento che contribuisce alla comIl metodo documentario di interpretazione (documentary method of interpretation), nozione
introdotta originariamente da Mannheim (cfr. Fele 2002) nel saggio On the Interpretation of
Weltanschauung, un elemento di struttura identica sottostante una ampia variet di realizzazioni di significato totalmente diverso (1952: 53-63). anche il fondamento su cui si
basa la comprensione dei dati etnografici raccolti. Utilizzo il concetto per come ripreso da
Garfinkel, che gli attribuisce unaccezione differente, usandolo per spiegare ci che accade
in ogni episodio in cui un soggetto qualsiasi tratta lapparenza di un oggetto come una particolare manifestazione di ununit sottostante (Ruggerone 2000: 68).

21

prensione delle attivit ordinarie sulla base di una congruenza tra azioni e
spiegazione delle azioni compiute, come ha avuto modo di rilevare il suo
fondatore nei suoi studi e nelle esercitazioni impartite agli studenti, gli attori
sociali investono le azioni che compiono di un significato che nelle loro percezioni risulta uguale a quello che rivela poi levento. La ricognizione esatta
degli eventi da parte dello studioso, pertanto, deve tenere in considerazione
principalmente un fatto: la descrizione delle azioni e la comprensione delle
stesse nellatteggiamento comune non sono due momenti separati (Ruggerone 2000), ma, piuttosto, i resoconti [account] che ne forniscono i membri
hanno il valore di renderne esplicito lagire, facendo il necessario per fornire
e assicurare la ragionevolezza delle pratiche. La riflessivit degli account,
ossia il racconto che gli attori fanno a loro stessi e agli altri, pur essendo un
elemento in grado di contribuire al conferimento di realt agli eventi, non
la preoccupazione dei membri delle attivit situate. Ci dipende dal fatto che
essi non tematizzano in modo dettagliato e approfondito questa dimensione
come una risorsa, bens, quando agiscono, cos come quando raccontano, si
limitano a una percezione di senso comune finalizzata al compimento dellattivit. Per lo studioso che vuole smascherare il senso delle pratiche e il sapere
implicito che queste contengono e rivelano, il centro della ricostruzione del
senso delle pratiche si sposta sulla riflessivit.
Le attivit e i resoconti si implicano a vicenda perch, da un lato, ogni attivit acquisisce un senso solo nel momento in cui le si attribuisce un significato,
ossia quando viene riferita a un account, esplicito o implicito che sia. Dallaltro
lato, i soggetti utilizzano la conoscenza condivisa per definire le situazioni,
ordinarle, e agire in esse in modo funzionale ai loro fini pratici (i famosi all
practical purposes gi teorizzati da Schtz) (Ruggerone 2000: 95). Losservazione, pertanto, mette in evidenza come si integrino e si completino a
vicenda le spiegazioni delle pratiche e le attivit nel loro farsi, ossia come i
discorsi appaiano illuminati dalle pratiche, confermando lassunto che
vi un ordine endogeno nelle attivit quotidiane, e che non vi possa essere una
netta separazione tra questo ordine e i racconti e perfino gli schemi teorici che la
spiegano. Lesperienza non affatto caotica poich le azioni di cui composta sono
portate a termine nella misura in cui vengono organizzate in maniera intelligibile.
Per decifrare la realt sociale non occorre quindi specificare un certo numero di variabili e le loro relazioni analitiche, quanto studiare le attivit pratiche mediante le
quali gli attori producono, riconoscono e spiegano le circostanze in cui si trovano.
(Sassatelli 2000b: 12)

Dato che la finalit stata principalmente quella di fare emergere i significati nascosti, sciogliendo la complessit che le pratiche di modificazione

22

incorporano e, di volta in volta, ripresentano secondo modalit nuove e particolari a seconda dei soggetti, latteggiamento di apertura, risultato perlopi
agevole e ritenuto necessario in qualsiasi tipo di studio, apparso ancor pi
indispensabile in questo contesto specifico e si rapidamente tradotto in una
buona collaborazione e una partecipazione sentita da parte dei soggetti presi
in esame.
La rilevazione stata compiuta fra il 2005 e il 2008 allinterno di contesti
selezionati, che sono stati ritenuti interessanti per investigare gli orientamenti nelle pratiche di marcatura del corpo per un uso espressivo, consapevole
o inconsapevole, e che hanno permesso di fare luce, inoltre, sui processi di
interazione fra i clienti e fra chi offre e produce modificazioni.
Una serie di osservazioni stata condotta in maniera continuativa per
circa un mese in un negozio di piercing, tatuaggi e scarificazioni della citt di
Strasburgo (FR). Visite mirate allinterno di altri spazi analoghi italiani sono
state inoltre effettuate in: un negozio di tatuaggi allinterno di un centro estetico nella periferia di Milano; un negozio di piercing e tatuaggi nel centro di
Milano; infine, a una Tattoo Convention tenutasi nei pressi di Milano. In tali
realt ho potuto osservare i toni delle relazioni che nascono o si consolidano
nelle interazioni fra chi anima e frequenta assiduamente o saltuariamente
il mondo delle modificazioni del corpo, avendo come obiettivo principale
quello di cogliere le matrici culturali delle procedure utilizzate dai vari attori
e le ricadute identitarie di queste.
4.2. Raccontare le etnografie
I contatti quotidiani tra studioso e informatori coinvolgono sempre un
intreccio di registri: analisi descrizione, punto di vista dellosservatore e
dellosservato (Malinowski 1962). La letteratura etnografica, per cercare di
render conto di questo intreccio, presenta diversi generi, che differiscono
essenzialmente per il modo in cui i dati della ricerca vengono comunicati.
Fra questi il pi utilizzato solitamente la biografia o la storia di vita, grazie alla quale la restituzione dei dati raccolti sui fenomeni studiati si regge
su un rapporto di sineddoche fra un individuo e una cultura, della quale
questo appare rappresentativo e viene scelto per stare a significarla. Accanto a questa prima tipologia si colloca il memoir attraverso il quale lautore
riporta il lettore in un angolo della sua vita che egli ritiene particolarmente
intenso di eventi e carico di affettivit. Con letnografia narrativa, poi, evolutasi dal superamento dei primi due generi, gli scienziati hanno cercato di
soddisfare lesigenza degli studiosi di riferire in modo fedele la storia dei
23

soggetti delle biografie, cercando di includere anche la loro esperienza personale (Tedlock 2005).
Nellesposizione dello studio sul campo delle modificazioni del corpo
stato adottato un registro narrativo di scrittura creativa, affine a quello
delletnografia narrativa. Il mio obiettivo era, infatti, cercare di restituire la
ricchezza delle biografie dei soggetti studiati nella comunit di operatori con
cui ho potuto prendere contatto e allo stesso tempo integrare le informazioni con dati relativi ai tempi e ai modi in cui sono stata da loro accolta. Il
gruppo costituisce pertanto il termine di base della sineddoche, attraverso la
quale essi rappresentano la cultura della modificazione del corpo, ossia del
processo di incorporazione, di inscrizione del genere. Ho pertanto preferito impiegare per frammenti le ricostruzioni descrittive lungo il corso della
strutturazione dei parametri di indagine, conservando in esse anche la mia
esperienza personale di soggetto coinvolto nelle pratiche che si stavano sviluppando. Queste figurano codificate riportando fra parentesi tonde il luogo e
al periodo in cui losservazione stata condotta (ad es. (Strasburgo, maggio
2005); (Milano, febbraio 2008) ecc.).
4.3. Lintervista come account dellincorporazione
La modificazione del corpo pu a pieno titolo essere considerata come
una parte del processo di produzione culturale (Atkinson 2003; Caplan 2001)
e come tale spinge alla ricerca dei diversi significati e delle valenze simboliche che sono innestate in ogni scelta personale. Esso appare come un
ulteriore modo di raccontare se stessi che i soggetti hanno imparato a gestire
e ricostruire secondo modalit complesse (Pitts 2003; Sullivan 2001; Sweetman 1999), modificando i significati convenzionalmente accolti, talvolta
rinnegandoli o solo discostandosene parzialmente. Tuttavia, la comprensione delle competenze, cos come il funzionamento delle rappresentazioni
non facilmente indagabile, proprio perch appare spesso come un dato per
scontato dellagire. sulla base di ci che risulta, dunque, assai proficua
limmersione concreta dellosservatore nel contesto in cui il fenomeno si
concretizza.
Assistere personalmente alle pratiche nel loro farsi ha permesso, da un
lato, di raccogliere informazioni inerenti ai corpi e alla questione del genere
non tematizzate e difficili da spiegare nelle interviste in profondit, ma utili
al pari e talvolta pi dei discorsi per avvicinarsi al senso nascosto dellincorporazione; dallaltro lato, ha comportato in qualche modo dover mettere in
discussione le abitudini a leggere chirurgia, piercing, tatuaggi e scarificazioni
24

per riflettendo sulle motivazioni di partenza e sugli effetti materiali che portano i soggetti a preferire determinate pratiche, escludendone altre. La lente
pi adatta attraverso cui rendere conto di tale realt mi pertanto sembrata
quella che cerca di sottolineare laspetto argomentativo della fase di raccolta
dei dati e le significativit vissute dai soggetti durante il colloquio.
Per realizzare tale obiettivo sono state raccolte interviste individuali, che
in sinergia con le etnografie hanno permesso di mettere a fuoco le relazioni
con le rappresentazioni di genere insite nelle tecniche di trasformazione del
corpo e le differenti logiche sulle quali esse poggiano. Le interviste individuali ai clienti sono state basate su un tipo di intervista in cui il ricercatore
presenta allintervistato uno stimolo neutro e in seguito analizza, attraverso la discussione, limpatto di questo stimolo sul soggetto. Servendosi del
sussidio di una traccia aperta, lintervistatore inizia a porre domande generali
che non presuppongono una risposta precostituita e prosegue poi facendo domande pi o meno strutturate. Volendo approfondire contemporaneamente il
senso di procedure di modificazione differenti e raramente presenti insieme
in un singolo individuo lo stimolo iniziale sono state alcune immagini di
corpi tatuati, con piercing, scarificazioni e che mostravano fasi pre- e post- di
interventi di chirurgia estetica raccolte dalla rete.
Il criterio fondamentale per la raccolta dei dati stato dunque un atteggiamento non direttivo, che permette allintervistato di esporre il proprio punto
di vista, senza che una cornice interpretativa venga sovrimposta alle sue impressioni personali sul tema indagato (Flick 1998; Bichi 2000). stato fatto
un uso combinato di interviste a operatori professionisti e persone comuni,
utenti delle tecniche di modificazione per ottenere punti di vista esperti e
profani su chirurgia estetica, piercing, tatuaggio e scarificazione. Lintervista
agli operatori (piercer, tatuatori, chirurghi) si concentrata sulle porzioni di
storia personale che sembravano particolarmente utili per lindagine, ma ha
impiegato comunque rilanci neutri per stimolare e accompagnare il soggetto
durante lesposizione. Questo apparso anche un metodo appropriato per
approfondire e sondare il livello di tematizzazione da parte dei non professionisti per riconfigurare la ricchezza di stimoli e informazioni gi raccolte
durante la prima fase di osservazione partecipante.
Lanalisi dei dati stata svolta su un campione distribuito sul territorio
metropolitano della zona del centro e della periferia e nella provincia di Milano. Lobiettivo della distribuzione stato quello di realizzare un campione
sufficientemente eterogeneo da poter contenere caratteristiche variabili, innanzitutto, a seconda del genere, ma anche del contesto sociale di provenienza. La composizione tra maschi e femmine riprodotta nelluniverso considerato, ha cercato di fornire, una rappresentazione sufficientemente completa
25

del fenomeno della modificazione del corpo in relazione con la variabile di


genere, tenendo conto anche della variet interna alluniverso. In particolare,
il lavoro condotto incentrato sullipotesi che chi modifica il corpo sceglie
di trasformare il proprio aspetto, facendo riferimento a un bagaglio di conoscenze, attinte nei diversi ambiti della quotidianit. A monte di ciascuna
scelta di agire sempre possibile individuare una serie complessa di istanze
(educazione, curiosit, convinzioni personali, condizionamenti/suggestioni/
orientamenti dalla rete di legami amicali o parentali, informazione) che cooperano in sinergia e portano con modalit pi o meno consapevoli alla
selezione di una pratica piuttosto che di unaltra.
La composizione del campione (cfr. tab. 1) ha inevitabilmente risentito
dei condizionamenti contingenti e ha richiesto una ridefinizione in corsa
per quanto concerne la distribuzione dei casi. stato inoltre necessario intervistare due rappresentati maschili per le scarificazioni, poich allinterno del
territorio e delluniverso non sono stati trovati portavoce femminili di una
pratica cos particolare e poco frequentata dal mainstream.
Tab. 1: Composizione del campione di intervista
Professionisti
Genere

m
2
2
2
2

f
2
2
1

Clienti/pazienti
m
2
2
2
2

f
2
2
1
2

Tipologia di pratica
Piercing
Tatuaggio
Scarificazione
Chirurgia estetica

Dal punto di vista socio-culturale (cfr. tab. 2), sono stati considerati casi
eterogenei (dalla realt di un single, professionista, laureato a quella della commessa di una panetteria di provincia, dalla giovane madre impiegata
allimprenditore) che per le loro particolarit hanno portano alla superficie
un plus semantico e simbolico che contribuisce a orientare il percorso di indagine qualitativo. I dati, raccolti in fasi successive tra il 2005 e il 2008 sono
stati, infatti, sempre riveduti, originando un percorso circolare tra analisi e
riflessione che porta a scoprire elementi talvolta nuovi e inaspettati, in grado
di confermare o confutare le ipotesi precedenti, ma sempre essenziali per
larricchimento e lapprofondimento dellanalisi.

26

Tab. 2: Dati strutturali degli intervistati


Codice

Sesso

Et

Professione

P, 1
P, 2
P, 3
P, 4
P, 5
P, 6
P, 7
P, 8
S,1
S, 2
S, 3
S, 4
S, 5
T, 1
T, 2
T, 3
T, 4
T, 5
T, 6
T, 7
T, 8
CH, 1
CH, 2
CH, 3
CH, 4
CH,5

m
f
m
f
f
m
m
f
m
m
m
f
m
m
f
m
f
f
f
m
m
m
f
m
f
f

36
34
20
29
33
38
20
19
38
30
40
28
24
26
24
26
23
43
30
38
46
50
43
39
27
36

Piercer
Piercer
Operaio
Impiegata
Piercer
Piercer
studente
studentessa
Piercer
Piercer
Tatuatore
Commessa
Studente
Tatuatore
Studentessa
PR
Commessa
Tatuatrice
Tatuatrice
Tatuatore
Imprenditore
Chirurgo
Chirurgo
Impiegato
Analista di laboratorio
Avvocato

CH,6
CH, 7

f
m

50
48

Chirurgo
Libero professionista

Le supposizioni di base sono state ampiamente confermate, ma anche


rivedute e articolate proprio grazie al fatto che ogni intervistato ha costituito,
in qualche modo, un caso unico e ha portato ulteriore ricchezza nel set di informazioni che man mano andava strutturandosi nel cammino della ricerca.

5. Articolazione del libro


Il libro segue una suddivisione in otto capitoli. Il primo capitolo considera le questioni inerenti al tema dellidentit. In particolare, approfondisce
gli aspetti legati alla costruzione di una biografia scelta, in cui la gestione
27

della dialettica fra individuazione e integrazione diviene compito degli individui e mette in evidenza i nessi fra espressione del self e autenticit, fra
identificazione e distanziamento dal ruolo, riflettendo, infine, sulla relazione
fra identit e genere.
Questo tema viene ripreso e ampliato nel secondo capitolo, dove la questione del genere messa in relazione con il ruolo delle prassi in special
modo nella forma di tecniche corporee attraverso cui maschilit, femminilit e identit ibride vengono manifestate e riprodotte nel corpo sociale,
processi in cui il corpo individuale gioca un ruolo cardine.
Il terzo capitolo sviluppa, quindi, il tema della corporeit nel processo di
costruzione dellidentit e del genere. Il suo ruolo preminente nelle interazioni della vita quotidiana argomentato attraverso la riflessione sulle diverse
immagini di s che gli attori sociali sviluppano e cercano di realizzare come
materializzazione della propria identit.
Nei capitoli quarto, quinto, sesto e settimo sono analizzati i contesti (arene) in cui le pratiche di modificazione del corpo materializzano le identit
individuali, rendendo possibile la definizione di modelli corporei che sottoscrivono precisi ordini di genere. Nello specifico, viene fatta una ricostruzione del contesto dei media internazionali come fonte di ispirazione e struttura
semantica in cui i corpi sono inseriti come supporto per identificazioni rapide
e mutevoli (cap. 4). Successivamente viene considerato il tema della disciplina come perno attorno a cui ruotano incorporazioni in cui anche il genere
sembra rientrare fra le competenze del corpo da acquisire con un apprendistato presso i professionisti (chirurghi, piercer, tatuatori) (cap. 5). Accanto a
questi temi emerge poi il quello dellestetica qui ritratto come un atteggiamento idealizzante e oppositivo rispetto alle tendenze omogeneizzanti della
cultura del consumo (cap. 6). Questultima fonte di significati trattata poi
come generatore di unulteriore arena, in cui i soggetti attingono ai simboli del contesto ponendosi in una prospettiva di oggettivazione del corpo e
dellidentit di genere (cap. 7).
Lottavo capitolo, infine, presenta un ulteriore modello di corporeit,
emerso come parziale negazione di quelli delineati nelle precedenti esposizioni e, tuttavia, auspicato come ideale regolativo delle prassi che danno
forma al genere e dei discorsi che ne regolano lappropriatezza.

28

1. Figure dellidentit1

Tutti abbiamo labitudine di fare fotografie, sceglierne una certa quantit


e organizzarle seguendo un certo ordine, perch vogliamo (oppure speriamo di) conservare la storia della nostra famiglia e di noi stessi. qualcosa
che facciamo in modo praticamente naturale, non tanto per svelare filosoficamente lessenza nascosta di chi siamo, ma pi banalmente perch ci
serve un punto di equilibrio per andare avanti nelle attivit di ogni giorno
e per dare una linearit alla nostra biografia e a quella di chi vive intorno a
noi. Guardando le fotografie, cominceremo a identificare degli schemi che
conosciamo e ci potremo convincere che si tratta davvero della storia di un
soggetto, la nostra storia.
Ci che viene definito come soggetto, infatti, altro non che il punto in
cui le reti cognitive e comunicative si incontrano e costituiscono lidentit
del s come contesti situazionali ed eventi significativi (Melucci 1984). Per
capire chi un individuo sia, dunque, occorre considerare innanzitutto la sua
riflessivit [reflexivity] e il suo legame a un contesto specifico in cui egli, o
ella, si trova e si racconta [indexicality] (Garfinkel 1969). Lidentit individuale, quindi, da abitudine della vita di ogni giorno diventa questione complessa quando vogliamo capire noi stessi e gli altri.
Allo stesso tempo anche un problema piuttosto pratico, che va risolto
tempestivamente per comportarsi in modo adatto nelle mille situazioni della
vita. Quando la mattina in tram ci troviamo faccia a faccia con qualcuno che
non abbiamo mai incontrato prima ci viene spontaneo chiederci: chi ? Da
dove viene? Che lavoro far? Cosa avr fatto prima di trovarsi qui? Laspetto
ci pu venire incontro: una valigia, un cappotto di taglio curato ci possono
far capire la professione, la posizione sociale, un pezzetto della biografia di
chi osserviamo. Se arriviamo anche a uno scambio verbale, possiamo racIn questo studio mi sono avvalsa di unaccezione del termine identit che pone laccento
sulla costruzione della soggettivit come risultato di un lavoro di narrazione che attribuisce
coerenza interna per lindividuo, anche in relazione a una dimensione temporale e si rende
intelligibile intersoggettivamente (cfr. Cavarero 1997, 1998; Ricoeur 1991, 1993).

29

cogliere altre informazioni e, magari, scoprire che vive nella nostra stessa
citt, lavora vicino a dove lavoriamo noi e ha una famiglia simile alla nostra.
Ci sembra di conoscerlo un po di pi, di avere unidea di chi sia e di avere
persino qualcosa in comune. Di appartenere a uno stesso mondo, a uno stesso
gruppo, a una stessa situazione.
Al di l di quanto possiamo esserne consapevoli, il modo in cui lidentit
si struttura ci crea problemi, fondamentalmente perch rimane un paradosso:
da un lato, richiede di avere aspetti in comune con gli altri e, da un altro, ha
bisogno che rendiamo chiara la differenza, che segnaliamo a tutti la distinzione da essi. Il paradosso apparente, perch lidentit si nutre proprio di
questa dialettica e si forma proprio quando una persona cerca di rappresentarsi in seno al gruppo di cui fa parte (Mead 1966).
La duplice attivit in cui un individuo deve mostrarsi capace di elaborare
in modo personale i significati e di interiorizzare valori e modelli fa delle
interazioni un momento fondante del lavoro sullidentit. In un moto dialettico, come mostrer pi avanti (cfr. par. 2.2), nellinterazione vengono
negoziati i significati e tutti i segnali che attraverso il corpo vengono utilizzati con finalit identitarie ne sono il risultato. Vedere un ragazzo di pelle
bianca con i lobi allungati non ci fa pensare alla sua appartenenza a una trib
indigena, ma ci segnala la sua separazione da una cultura condivisa, quella
occidentale, e la sua prossimit a un gruppo, quello della cultura giovanile,
dedito alla modificazione del corpo. Se poi magari gli parliamo, come pi
volte accaduto a chi scrive con alcuni avventori dei negozi di piercing, ci
potrebbe sorprendere dicendo che quella modificazione il risultato di un
lungo lavoro di attenzione a se stesso e di un consapevole distanziamento
da alcuni valori della sua cultura dappartenenza, che egli percepisce come
artefatta e mercificata. Interagendo, infatti, gli attori sociali scambiano esperienze, ognuno negozia non solo significati per fondare un terreno comune di
comprensione e scambio reciproco, ma mette in gioco parti della sua biografia. Chi parla non si trova solo preso in un gioco linguistico2 che definisce i
significati delle parole attraverso il loro uso (Wittgenstein 1964), ma a ogni
Wittgenstein elabora questo concetto nelle opere successive al Tractatus logico-philosophicus (1918), dopo aver riscontrato la presenza di una pluralit di linguaggi comuni, egli mette
in evidenza come il nesso tra linguaggio e mondo che a suo dire non pare pi possibile
interpretare secondo il modello linguistico della scienza si trasformi in un nesso tra giochi
del linguaggio e forme di vita diversi, dove la molteplicit di ci che definiamo segni,
parole, proposizioni non qualcosa di fisso, di dato una volta per tutte; ma nuovi tipi di
linguaggio, nuovi giochi linguistici, come potremmo dire, sorgono e altri invecchiano e vengono dimenticati. [] qui lespressione gioco linguistico destinata a mettere in evidenza
il fatto che parlare un linguaggio fa parte di unattivit, o di una forma di vita (Wittgenstein
1974: 21, n. 23).

30

interazione, a ogni ripetizione del discorso, attraverso un frammento di racconto mette anche in gioco tutta la realt che conosce.
Dato che si tratta di scambiare informazioni personali, di costruire identit, le informazioni andrebbero maneggiate con cura. Tutto si svolge invece
allinsegna della prontezza e della competenza: per completare il senso di ci
che avviene in una certa situazione, bisogna essere pronti a fare nel gruppo
ci che serve, usando un sapere tacito e condiviso dagli altri membri della
comunit (Garfinkel 1965). In questa prospettiva, farsi un tatuaggio, o subire
un intervento di chirurgia estetica, rivela di essere in gran parte dipendente
dalla definizione del sapere tacito sullaspetto corporeo necessario per condurre le pratiche. Esprimere la propria identit, mandando segnali sui propri
gusti e convinzioni, non deve allora sconvolgere la capacit degli altri di
darvi un senso bens ottenere il loro lapprezzamento.
Il nostro aspetto , infatti, una parte delle conoscenze tacite che costruiscono il senso comune e lo riproducono. Per esemplificare uso un aneddoto
riportato da un intervistato: trovare al supermercato quattro giovani uomini
vistosamente tatuati e con svariati piercing (su orecchie, labbra, sopracciglia,
naso, mento), con un bimbo di tre anni seduto sul carrello della spesa, manda
in crisi il senso comune e, inoltre, genera in loro stessi la percezione che non
sar facile far capire immediatamente chi sono e cosa fanno in quella situazione ordinaria. Il senso delle loro storie aspetta unautenticazione. Come
ci ha spiegato Schtz (1974), pur avendo a disposizione un fondo comune di
conoscenze, il vissuto degli altri non evidente, ma solo appresentato e interpretato sulla base di esperienze che abbiamo avuto, che ci caratterizzano e
che provengono dal nostro ambiente sociale. Mostrarsi agli altri e osservarli
sono due modi per cercare di dare una definizione a noi stessi e alla nostra
biografia (Ricoeur 1993). Ci che ci appare, ci che ci viene mostrato, come
le nostre fotografie, una prova di quello che siamo autenticamente.
Ma lautenticit non un dogma, anzi molte volte un teorema da dimostrare. Il concetto spesso impiegato come contrario dellapparenza:
autenticit dovrebbe essere garanzia di ci che si , laddove apparenza
rappresenta qualcosa di sfuggente, legato alla situazione, a una contingenza
particolare e magari unica, che perci non crea una regola e nemmeno assicura la continuazione del racconto. Ad avere maggiore dimestichezza con i
limiti di questo assioma sono soprattutto i giovani, che sanno bene come ci si
esprime attraverso il modo in cui si appare agli altri (Bovone e Mora 1993).
Si pu essere seriamente impegnati a veicolare unidentit definita, chiara,
ma laspetto, ossia limmagine, lapparenza, ci parlano di un individuo in
trasformazione, che suo malgrado ha una narrazione in corso.
Ciascuno gode, dunque, di unautonomia relativa: per lidentit, per lau31

tostima (e per la sopravvivenza) deve usare delle forme di determinazione


che trova nei sistemi di significato culturali socialmente codificati, ma non vi
si adatta totalmente. Gli attori sociali vanno alla ricerca di mezzi espressivi
per dare concretezza a una differenza irriducibile, ci che troppo piccolo
o parziale per entrare nei circuiti standardizzati del mercato culturale di massa, cercano di dare corpo allo spreco simbolico, allinalienabile diritto
del particolare ad esistere, [al]lirriducibile significato dei tempi interiori che
nessuna Storia sarebbe in grado di riportare (Melucci 1996: 142). Possono trovare questi segni grazie a tecniche che il gruppo sociale condivide
(e apprezza)? Nel corso della ricerca ho appreso che una modificazione di
dimensioni ridotte (come una stellina, o una farfalla, o una scritta in caratteri
gotici tatuate sul corpo o una leggera smussatura alla curva del naso) aiutano
a sentirsi parte della Storia e, per dare corpo allo spreco simbolico, meglio
scegliere un segno che viene dallentroterra africano e che, formando una
cicatrice in rilievo, cerca di raccontare unaltra storia.
Daltra parte, praticamente nessuno del tutto permeabile alle influenze fisiche e psichiche delle persone che lo circondano, dei simboli, delle
regole sociali, dei modelli di comportamento, dei condizionamenti materiali, ossia del sistema culturale in senso lato, pertanto ognuno pu compiere
una selezione delle esperienze e ristrutturare se stesso, costruire insomma
la sua identit. Anche attraverso un pezzetto di metallo inserito sotto pelle
gli attori sociali ci stanno dicendo che qualcosa sta cambiando nel modo di
intendere il corpo e lincorporazione. Il mondo interno del soggetto e quello
esterno dei significati condivisi si distanziano in modi nuovi e nei prossimi
paragrafi cercher di capire in che modo ci permette ai soggetti di entrare
in relazione con i loro simili e come riescano a salvaguardare la loro identit
(Crespi 2004).

1.1. Identit: vecchie questioni, nuovi racconti?


Una prima questione dellidentit, come gi stato rilevato (Melucci
1991, 1996; Giddens 1995; Crespi 2004), consiste nellessere uninvenzione moderna (Bauman 1995: 18). Nelle societ tradizionali lidentit veniva
definita attraverso pratiche rituali che legavano lindividuo alla collettivit
e alla struttura sociale per riprodurre un ordine e stabilizzare le posizioni
occupate dai singoli individui. Con let moderna queste certezze, e tutte
le forme dordine sociale tradizionali, sembrano essere state spazzate via.
Attraverso un lento processo di trasformazione, la societ andata perdendo progressivamente la struttura sociale salda, nella quale ruoli e posizioni
32

erano definiti in maniera stabile, per passare a una struttura flessibile, permeabile e quasi assente. Gli individui progressivamente perdono labitudine a
definire facilmente la propria identit in modo chiaro e duraturo e penetrano
in una realt, che li vede impegnati a rivestire molteplici ruoli: lidentit
moderna aperta [] sempre pi differenziata, complessa e interessante
per lindividuo, [] riflessiva [] individualistica permanente(mente in)
crisi (Berger, Berger e Kellner 1973: 77-79).
Come ho detto sopra, la riflessivit centrale nella comprensione dei significati che un individuo attribuisce al contesto e in misura crescente diventa un elemento cospicuo nelle pratiche dei soggetti che risentono della crisi
della tarda modernit (Berger, Berger e Kellner 1973). Essi, infatti, si trovano in situazioni nelle quali due spinte simultanee sembrano regolare il loro
agire: la sensazione di aver perso le radici, che crea difficolt nel rintracciare
valori condivisi e validi per tutti in ogni situazione; e il senso di repulsione
per qualsiasi tipo di esperienza apparentemente irreversibile o totalizzante,
che si traduce nella necessit di rimanere in parte sradicati (idem). Il self
non viene pi percepito come un nucleo solido e omogeneo che orienta lagire di un individuo dallinterno, ma richiede un sostegno intuitivo: con ladozione di uno stile di vita che traspaia da elementi concreti un individuo vede
garantita la propria identit. Un soggetto, insomma, non pu basarsi solo sul
fatto che ha un lavoro fisso per un giornale online, una famiglia e un figlio di
nove anni, gli occorre altro. Come deve lavorare, allora, per sostenere il self,
ossia per costruirsi lidentit giusta?
Innanzitutto facendo fronte al mutamento continuo che lo scenario tardo
moderno attraversa, spingendo il lavoro riflessivo verso una qualche forma
di narrazione e, tuttavia, vedendosi precludere la possibilit di un progetto
narrativo stabile. La mancanza di ormeggi sicuri per ancorare una scrittura di
s coerente e ininterrotta certo non dipende solo da una percezione individuale, ma ha numerosi riscontri nei dati dei processi di de-territorializzazione,
del crollo delle ideologie forti, della frammentazione delle relazioni sociali,
della caduta delletica in una molteplicit di etichette. Ancor di pi, non un
fatto solo strutturale, ma emerge in ogni interazione perch lavorare su se
stessi allo stesso tempo lavorare sul sistema che deve autenticare lidentit
degli attori sociali.
Il contributo di Goffman (1998) chiarisce infatti il senso del lavoro fatto
dagli attori sociali per salvare la propria differenza. Lo scarto simbolico, cui
ho gi accennato nelle pagine precedenti, si pu manifestare nella necessit
di essere riconosciuti come singoli e rendere le molte situazioni in cui gli
individui cercano di preservare la propria identit una richiesta di allontanarsi da quella socialmente imposta: si strutturano cos distanziamenti da
33

un self virtuale che il ruolo sociale impone (Goffman 2003). Vale a dire che
un manager che si fa tatuare un dragone su un braccio pu viverlo come una
presa di distanza da un ruolo sociale che richiede impermeabilit agli ammiccamenti della moda e della decorazione frivola (o popular) del corpo. La
modificazione, come misura del distanziamento, in questo caso, non una
negazione del ruolo, n tanto meno della struttura sociale, ma rappresenta un
momento per capire che nei buchi del sistema vi spazio per lespressione
di nuove identit
la percezione della nostra personalit pu emergere dai piccoli modi con cui resistiamo alle pressioni. Il nostro status supportato dal solido edificio del mondo, mentre
la percezione della nostra identit spesso risiede nelle crepe (Goffman 2003: 133).

Tenendo allora presente che la biografia di un individuo un fenomeno


dintreccio (Elias 1983: 104), una questione nuova dellidentit consiste
nel decodificare i nuovi modi di creare lintreccio e, ancor di pi, il riconoscimento degli altri che assicura al soggetto di avere unidentit adeguata.
Fare un piercing in adolescenza serve a una ragazza o a un ragazzo che vuole
sentirsi membro della sua generazione, ma se a mettere un anellino allombelico sua madre? Quasi sicuramente dovr fare i conti con il suo ruolo e
cercare crepe in cui inserire questa intuizione sulla sua autenticit. La nuova
identit di un soggetto passa sempre attraverso gli scambi con gli altri, con
lambiente esterno e attraverso le risorse/impedimenti che questi trova. Per
quanto sia importante la fase di autocostruzione e sia un impulso soggettivo
(Melucci 1991), tuttavia, il riconoscimento intersoggettivo dei segni impiegati a fondare la possibilit della nuova identit.
Marcare il corpo con un tatuaggio, o modificare laspetto del volto attraverso una rinoplastica, sono gesti non senza conseguenze che se fraintesi dal
gruppo, possono minare lidentit personale. Viceversa, le labbra carnose,
codificate come elemento di uno stereotipo di femminilit seduttiva allinterno di un sistema culturale come quello occidentale contemporaneo, sono
materiali iconici a disposizione di tutti, da decodificare e usare, per mostrarsi
e riconoscersi membri competenti del gruppo sociale. Se, cio, quello che
cerco di esprimere come la mia differenza non riceve unautenticazione
dagli altri, tutta la mia biografia perde di significato. Perch se questi non
riconoscono, il suo fondamento allinterno della realt simbolica comune
allora la mia unit come persona che viene a mancare (Habermas 1979).
Prima di andare a vedere quali scenari ospitino e riconoscano le nuove
identit, per il caso di individuare alcune tesi relative al tema dellidentit.
Mi soffermer sostanzialmente su tre. Partendo dalle questioni poste dallautenticit del soggetto che si autocrea (1.2), analizzer il contorno del conti34

nuo oscillare tra libert e imposizione del ruolo nellattivit situata (1.3), per
considerare, infine, come si tematizzi e venga espressa la differenza particolare rispetto a quella serie di aspettative, generate dalle norme sociali, che
fungono spesso da catalizzatore meccanico per la stereotipizzazione o da
setaccio per lincasellamento degli individui in categorie stabili (1.4).
1.2. La figura dellautotrasformazione
Anche se il concetto di identit fa spesso il paio con quello di autenticit,
ossia con un atteggiamento che ci fa intuire in noi stessi il senso della nostra
singolarit, labbinamento non chiarisce il concetto, sembra anzi indebolirlo,
proprio perch si basa su unintuizione. Lintuizione dellautenticit somiglia a un ripiegamento su noi stessi, uno sguardo carico di tensione ma difficile da comunicare con le parole e soprattutto da far arrivare agli altri come
vorremmo (Bovone e Mora 1997).
Lintuito, infatti, non si avvale di discorsi logici, n dimostrazioni scientifiche, quindi non ricaviamo definizioni di noi stessi o mappe del nostro
progetto di vita, n tanto meno assiomi su che cosa lidentit sia. Se riuscissimo invece a ripartire gli elementi dellidentit in termini di capacit di
controllo di s (repressione degli istinti, gestione dei bisogni, sviluppo delle
potenzialit personali ecc.) alla fine otterremmo lequazione matematica per
comporre lidentit autentica? Molto probabilmente no, perch lautenticit
pi complessa di questo e coinvolge diversi di fattori, che influiscono sul
processo di individuazione. Inoltre, il perno attorno a cui ruota lagire orientato allautenticit sempre e comunque il sistema simbolico, che orienta e
comprende lagire degli individui. Una soggettivit autentica, dunque, non
pu prescindere dal sistema simbolico, ossia dai modelli culturali che la societ propone e i soggetti utilizzano. Ma come pu essere autentica quellindividualit che pedissequamente incorpora i modelli condivisi?
Il soggetto autentico unentit che riesce a modificare a suo vantaggio i
modelli, o per meglio dire la forme dei discorsi e, semmai, si pone in opposizione rispetto alle rappresentazioni della cultura dominante. Per definirsi
autentici, dunque, gli attori della tarda modernit dovrebbero essere capaci
di decostruire i modelli culturali ed essere in grado di modificare il proprio
aspetto eludendo (o sovvertendo) i significati che la cultura condivisa utilizza per rigenerare il controllo sociale. In breve, la scrittura del corpo, attraverso il bisturi del chirurgo, o la china del tatuatore, o il metallo del piercer, per
svelare lautenticit, dovrebbe valere innanzitutto come lavoro per riflettere
sulle imposizioni di ruolo e riconoscere in se stessi qualcosa che poi si vuole
35

comunicare. Tutto ci pu essere utile a rivelare i metodi di controllo insiti


nei modelli condivisi.
Linautenticit pu essere letta come leffetto di alcuni metodi specifici
di disciplinamento e di addestramento del corpo (i cosiddetti dispositivi,
come le strutture architettoniche, le misure amministrative, gli enunciati filantropici) che formano una rete di elementi in grado di controllare e dirigere la condotta degli individui. Seppure vi sia unampia serie di tecniche
del corpo (Mauss 2000) a disposizione degli individui, infatti, queste non
sono neutre rispetto allesercizio del potere, anzi, essendo nate contemporaneamente allemergere del soggetto moderno, sono contrassegnate da una
finalit normalizzante: esistono nella misura in cui possono essere utili alla
stabilit della societ. Sotto questa luce le tecniche di modificazione del corpo hanno avuto nel corso della storia un ruolo importante correggendo con
la chirurgia i caratteri che risultavano stigmatizzanti, come il naso aquilino o
camuso; segnalando con il tatuaggio le deformazioni morali di un soggetto,
come il criminale o la prostituta.
Lautenticit, invece, sembra legata alla possibilit di trovare un certo
modo di considerare le cose e di stare nella realt, cio saper intrattenere
relazioni con gli altri, generando una certa attenzione, un certo sguardo
(Foucault 2003: 12) che il soggetto deve distogliere dallesterno e rivolgere
su se stesso, vigilando su ci che accade nel suo stesso pensiero. Infine, deve
tener presente una serie precisa di azioni che, esercitate da egli stesso su di
s, si prefiggano lautopurificazione, lautotrasformazione, lautotrasfigurazione, ossia la cura di s.
Lidentit autentica, dunque, somiglia a un processo, in cui lindividuo
diventa autentico, mentre acquisisce la consapevolezza di s. Questa figura
si manifesta a partire da quando il soggetto si riconosce capace di pulsioni e desideri, quindi soggetto di una sessualit (Dreyfus e Rabinow 1982).
La capacit di riflettere sul proprio agire (che nella prospettiva foucaultiana
coincide con il desiderare e lavere pulsioni) e di farlo in funzione di un altro
generico fonda quindi la trasformazione degli atteggiamenti e costituisce un
discorso di verit su se stesso che un individuo riesce a compiere non come
monologo, bens come pratica sociale
questa applicazione nei confronti di se stessi non richiede semplicemente un atteggiamento generale, unattenzione diffusa [] implica un preciso lavoro. Richiede
del tempo []. E qui si tocca uno dei punti pi importanti di questa attivit consacrata a s stessi: essa costituisce non gi un esercizio della solitudine ma una vera e
propria pratica sociale. E questo, sotto diversi profili (Foucault 2001: 53-55).

In unottica in cui luomo per definizione un essere deputato a prender36

si cura di s (Foucault 1984: 20), lo sguardo su se stessi come una tecnica


morale attraverso cui un individuo si deve formare, applicandosi, contenendosi, trasformandosi. Non dipende n da una codificazione delle azioni n da
una ermeneutica del soggetto, quanto piuttosto da una stilizzazione dellatteggiamento e da unestetica dellesistenza. Aver cura di s costituisce unart
de vivre attraverso la quale un individuo si costruisce come unopera darte,
dotandosi allo stesso tempo di unetica e di unestetica.
Lautenticit finisce, allora, col coincidere con la cura di s, che i pensatori stoici avevano trasformato in unarte: con lesercizio un individuo impara a scrivere la sua vera storia. , infatti, solo avendo cura di s che si
pu arrivare a decostruire le strategie di controllo sociale. Tali strategie sono
riprodotte nelle relazioni che si tratti di strategie di tipo discorsivo o non
discorsivo e prendono la forma di insiemi di leggi, istituzioni, misure amministrative, affermazioni scientifiche, iniziative filantropiche, che in qualche modo definiscono sempre un potere sociale. Ma non lo attribuiscono a un
individuo in particolare, anzi glielo sottraggono. Proprio perch sono neutre,
regole, conoscenze e procedure, non sono prerogative di una classe sociale
oppure di una forza sociale particolare, chiunque pu interiorizzare (del resto
raggiungere tutti indistintamente proprio lobiettivo del controllo sociale).
Sono per il disinteresse a dominare gli altri e la forza di volont che rappresentano anche il cuore della questione dellindividualit (Merquior 1988;
Cotesta 1979) i pochi requisiti fondamentali dellautenticit. Non vi un
contro-modello preciso, delineato secondo parametri esterni e condivisibili,
se riesce a scorgere in s queste caratteristiche, ciascuno potrebbe dotarsi di
unidentit autentica, compiendo un processo di trasformazione in cui inventare se stesso come un artista. Lopzione di questa identit autentica , infatti,
(ri)crearsi ispirandosi al modello precorso dal pensiero stoico, la figura di
un soggetto sano, per nulla collegato a un dominio sociale sul singolo
(Merquior 1988: 146). Modificare il corpo con la chirurgia, o i piercing appare autentico nella misura in cui non ha la finalit di impressionare, sedurre,
disgustare gli altri, bens un passaggio della creazione di se stessi.
Questa forma dellidentit non il risultato opinabile di un lavoro di costruzione razionale (come ho gi detto pi volte il chi sono rimane una
domanda aperta), lidentit autentica piuttosto una figura travagliata, impregnata dallidea della propria finitezza. lidentit attraversata dallambivalenza di fronte alle nuove possibilit di esistere che caratterizza i soggetti tardo moderni, privati degli strumenti e della consapevolezza di s dalle
trasformazioni storiche filosofiche ed epistemologiche della modernit, che
persino Foucault sembrerebbe aver intravisto. Questa identit anche il risultato di un doppio rovesciamento: nel Cristianesimo si prodotto un ro37

vesciamento della cultura classica di s, oggi, anzich rinunciare a se stessi


per non allontanarsi da Dio, si costruisce e si crea un s come unopera darte (Dreyfus e Rabinow 1982: 339).
La novit di questa proposta un capovolgimento, ossia rendere possibile
una lettura del culto contemporaneo di s come scoperta del vero self (Frank
1991), separato da ci che potrebbe renderlo oscuro o alienarlo: occuparsi di s significherebbe compiere un lavoro preciso che ha procedimenti e
obiettivi caratterizzanti,3 ma soprattutto, un processo e, una volta che lo si
intrapreso, inevitabilmente, pu coprire la durata della vita, pertanto non vi
un momento giusto per intraprenderlo: non mai troppo presto n troppo
tardi per iniziare a prendersi cura di s.
La prospettiva individuata da Foucault sembra sottintendere lidea che
occorre una gran dose di volont per compiere la trasfigurazione del soggetto
in self autentico, tuttavia non chiaro il tipo di volont necessaria. In quale
modo un individuo arriva a darsi un senso, unidentit autentica grazie alle
sue azioni? La vocazione, coltivata con la dedizione di una vita il movente
del modello del pellegrino (Bauman 1999), ma potrebbe esserlo anche per
questa figura dellidentit?
La cultura occidentale contemporanea sembra da qualche tempo orientata verso il cosiddetto edonismo generalizzato, evita quindi di vincolare a principi morali e alletica del sacrificio il progetto di vita individuale:
lesaltazione dellistante e della presenza sono le cifre distintive del vivere
sociale (Maffesoli 1986). Inoltre, i progetti di lungo respiro vengono tendenzialmente frammentati in micro movimenti di adattamento progressivo
che trasformano anche letica in una molteplicit di etichette, codici formali
che governano gli incontri e che hanno una funzione pratica, differente dalla
ricerca razionale della verit (Bovone 2000).
Letica di questa figura ambivalente e viene praticata con una volont
che potrebbe sembrare tipicamente postmoderna, dimorando a met strada tra
limposizione morale e la riluttanza nei confronti della morale stessa (Frank
1991). Tuttavia, avendo il self come obiettivo, la volont non chiarisce il
chi sono come un ambito che in quanto soggetto devo conoscere, bens
lo costruisce come una meta che devo raggiungere. Il soggetto autentico,
quindi, pur vivendo tutto il travaglio e avvertendo tutto il disorientamento
della postmodernit, rimane fondamentalmente un pellegrino che attende di
3

Le procedure da impiegare comprendono una gamma di orientamenti di matrice classica


(come scrivere per analizzare ogni aspetto di s dalle emozioni, alle riflessioni alle azioni)
perch il soggetto sia innanzitutto autore di un discorso su se stesso. Inoltre, occorre unattivit di automonitoraggio, dove lanalisi si trasformi in un principio di azione razionale, che
non si riduca a una serie di precetti ma sia incorporato come habitus in un corpo di sangue,
quello della persona stessa che scrive. Cfr. Foucault (2003).

38

arrivare alla sua meta agognata. Quando presta attenzione al suo corpo nelle
attivit quotidiane, dunque, non manifesta tutto il suo racconto, ma un frammento per andare avanti nel cammino e solo gli altri possono assicurare che
si tratta del pezzo giusto di racconto.
Le tracce di s che gli attori sociali scambiano in interazione non costituirebbero quindi spiegazioni del self, ma tracce sul sentiero dellidentit. Nella
biografia di un individuo possono metaforicamente rappresentare lo sfondo
di una tensione costante verso lo scopo che egli, o ella, si pone. Sono parte
di ci che necessario per conseguirlo e delle possibilit espressive che gli
attori sociali hanno per raggiungerlo in una data situazione. Segnare la propria affiliazione a una subcultura con una scarificazione, allora, pu essere la
traccia di un percorso pi articolato e duraturo in cui il soggetto cambia lentamente stile di vita e arriva a scegliersi unidentit nuova, fino ad attribuirsi
talvolta un soprannome che diventa la sua nuova identit scelta (Le Breton
2002; Castellani 1995).
Nella paradossale posizione di esclusione-inclusione che il processo di
costruzione dellidentit descrive, comunque possibile provare a gettare
luce sulla condizione dei soggetti postmoderni. In particolare, per comprendere il senso delle pratiche di modificazione del corpo, che sempre pi
sembrano riflessi di un individualismo crescente, la forza con cui sembrano
richiedere la concertazione di gruppo per acquisire un significato e ottenere
unautenticazione.
Come nella pratica si pu imparare quali siano le migliori strategie di gestione del self e del corpo, cos dalle tracce di identit che i soggetti lasciano
nei loro corpi tatuaggi, scarificazioni, mastoplastiche e rinoplastiche si
pu leggere il senso del legame fra quelle identit (e quei corpi) e la cultura
di cui sono imbevuti, poich i discorsi sono fatti di segni, ma fanno molto
di pi che utilizzare questi segni per designare delle cose. questo di pi
che li rende irriducibili alla langue e alla parole. questo di pi che bisogna
mettere in risalto e bisogna descrivere (Foucault 1971: 67).
In questa prospettiva, comprendere il senso dellidentit, ossia dellindividuo autentico, non equivale a individuare un discorso dominante al quale si
contrappone una pratica discorsiva di segno opposto, che sia magari espressione di una controcultura. , piuttosto, riconoscere che il discorso personale
una serie di frammenti composta dal soggetto a partire da quanto gi
presente nel contesto. Ciascuno, infatti, si confronta continuamente con una
miriade di discorsi e da essi trae prescrizioni destinate a modificare il suo
modo di essere.
La figura dellidentit autentica, allora, reggendosi su unontologia del
self (Frank 1990), esercita nelle pratiche la capacit critica come requisito
39

essenziale, che consente di decostruire progressivamente i dispositivi. Non


si tratta di neutralizzare il discorso trasformandolo nel segno di unaltra cosa,
ma di attraversarne lo spessore, di mantenerne la consistenza, facendolo sorgere nella complessit che gli propria (Foucault 1969).
A questo punto, per, un altro punto rimane da chiarire, ossia, quale libert veramente possiede il soggetto che compie questo percorso di autenticazione. La libert di scegliere fra i vari frammenti di discorso non
solo prerogativa di quei pochi che sanno, che conoscono i discorsi e hanno
sufficienti capacit critiche per distanziarsene o per scoprirne di nuovi?
1.3. La figura della scrittura scenica
La riflessione di Goffman sul self illuminante per riuscire ad analizzare
e comprendere che una gamma di variazioni messa a disposizione di ciascun soggetto nel contesto sociale mentre compone la sua biografia e questi
potrebbero celarsi ovunque, perch la facciata personale, compresi i vestiti,
fa parte della nostra partecipazione ad ogni tipo di organizzazione, dobbiamo
tener conto che qualsiasi aspetto di qualsiasi persona potrebbe nascondere la
prova di qualche libert spirituale (Goffman 2001: 211). In ogni situazione
della vita quotidiana, dunque, insieme a un ruolo, lattore sociale trova anche
una base predisposta per limmagine del s, combinazione della definizione
ufficiale della posizione che occupa e delle qualit che gli sono attribuite (e
che egli/ella rivendica).
Per quanto possa essere sufficiente a un individuo aderire alle impressioni che subir per trovarsi un io belle fatto (Goffman 2003: 104), lesecuzione del ruolo diventa una questione di situazioni che richiedono a un solo
individuo di interpretare pi ruoli, talvolta anche molto diversi (o persino in
opposizione fra loro). Il problema allora non tanto trovare aspetti di s differenti da vivere, ma gestirne la molteplicit. Normalmente questo si fa
conservando uno o pi ruoli dormienti che diventano attuali in altre occasioni.
questo che rende possibili i cicli di una vita, di un anno e di un giorno delle esecuzioni di ruolo; questa pianificazione comporta accordi giurisdizionali relativi al dove, al
quando e al cosa lindividuo debba essere (Goffman 2003: 106).

Lattore sociale partecipa, quindi, ai rituali dellinterazione in maniera


sempre creativa, tentando di affermare in ogni caso la supremazia del suo s
contro le pretese del formalismo delle organizzazioni, oppure dei ruoli artificiali che gli vengono assegnati nelle routine. In questa prospettiva, le modificazioni del corpo rappresentano elementi del rituale che i soggetti possono
40

usare per inscenare la propria identit, cercando di rivendicare il potere del


self, ossia creandosi un aspetto originale, oppure mettendo in scena unimmagine pi conformista.
Limmagine stereotipica viene imposta dalla cultura ufficiale attraverso
giudizi sullidentit personale dei singoli soggetti solo in virt della loro partecipazione allattivit organizzata, le forme pi quotidiane e ordinarie di
resistenza a questo processo si realizzano sia attraverso un impegno orientato a un fine non richiesto, sia con il rifiuto a prendere parte allattivit. Per
dare vita a forme corporee (e identit) non stereotipate tatuaggi, piercing,
scarificazioni e, forse soprattutto, interventi di chirurgia estetica dovrebbero
essere orientati verso fini non richiesti. Ma come? Se i fini, come vedremo
meglio pi avanti (cfr. cap. 3), sono prevalentemente bellezza, giovinezza,
seduzione, allora, gli attori sociali dovrebbero mettere in scena altri fini, o
allontanarsi dalle posizioni che occupano?
La posizione occupata dallindividuo, ossia il suo il ruolo, costituisce un
problema di possibilit di vita e comporta il passaggio attraverso una serie di
esperienze importanti, che caratterizzano il modo in cui un individuo entra
in relazione con gli altri
limmagine di se stesso che finiscono per avere lui e gli altri; i piaceri e le angosce
che probabilmente sperimenter; le condizioni che incontra nelle interazioni faccia a
faccia con gli altri; le relazioni che tender a creare; i suoi probabili schieramenti e
le prese di posizione su controversie pubbliche, che porteranno vari tipi di persone a
sostenerlo o a contrastarlo in varie circostanze [] gli obblighi e le aspettative che
molto spesso finiscono per guidare la sua azione in rapporto ad altre persone specifiche (Goffman 2001: 108).

Attraverso i cosiddetti adattamenti secondari (Goffman 2001: 212) i


soggetti si distanziano dal ruolo che listituzione ha approntato per loro. I tatuaggi i piercing e gli interventi di chirurgia possono in maniera ambivalente
rappresentare una base per ottenere gratificazioni, o rientrare nel lavoro di
ricerca di uno spazio personale allinterno dellinterazione, o dellattivit, e
ancor di pi in astratto allinterno del ruolo che gli altri hanno gi in mente
per lui, rientrano cos nella cosiddetta vita sotterranea delle istituzioni sociali (idem), in modi specifici.
Nelle interazioni ordinarie, nei contesti micro della vita quotidiana, le
competenze inerenti al proprio aspetto fisico hanno progressivamente acquisito valore e si rivelano indispensabili, e tanto pi preziose, quanto pi i singoli soggetti riescono a sfruttarle per effettuare una performance di successo
(Featherstone 1991). Ci richiede un uso competente degli elementi della
scena, ossia di quella parte dellinterpretazione individuale che funziona
41

in modo generale e prefissato con lo scopo di definire la situazione per lo


spettatore (Goffman 1988: 22). Linguaggio, modulazione della voce, abito,
postura, mimica facciale e gestualit sono parte integrante della scena, che si
possono anche leggere in relazione con lapprendimento che i soggetti hanno
avuto durante le loro storia personale. Tali elementi, letti nella prospettiva
di Mauss (2000), costituiscono quelle tecniche del corpo che una comunit
appronta per i membri come strumenti adattivi prima del loro ingresso nel
gruppo (Lvi-Strauss 1950).
Al presente la gestione delle impressioni passa in maniera crescente attraverso la capacit di discernere quale tecnica delle corpo impiegare per mostrare
unapparenza di successo nellinterazione. Tatuaggio, piercing, scarificazione
e chirurgia estetica rientrano progressivamente nel novero delle tecniche da
controllare e gestire per evitare sbavature e occultare allo spettatore elementi
non consoni alla parte che si sta rappresentando (cfr. 3.1).
Ci non significa, per, che il ruolo che ciascuno ricopre in una situazione
debba essere inteso come una gabbia e il soggetto sia obbligato a giocare il suo
ruolo in un solo modo. Gli attori sociali della tarda modernit sanno bene che
la loro personalit non si riduce a una farfalla tatuata su una spalla, n a una
barretta di acciaio nel sopracciglio, poich appartengono a una molteplicit di
strutture. Come molti intervistati hanno messo in evidenza, nel momento in
cui esprimono qualcosa di s, hanno fondamentalmente lesigenza di armonizzare quella modificazione con i vari self di cui sono la centrale operativa.
La scrittura scenica dellidentit consiste nel gestire i numerosi ruoli che
i contesi richiedono e, come ci dice Goffman (2003: 119), se uno accetta
come identificazione di se stesso ci che sta facendo al momento, una
volta che dei segnali sulla propria posizione sono stati comunicati, il resto
dellinformazione accessibile nella situazione conferma questi segnali iniziali, quindi pur essendo consapevole di non essere solo il bel naso o la
bella araba fenice che gli attraversa la schiena, lattore sociale deve sostanzialmente preoccuparsi che i segnali che comunica attraverso di essi siano
accettabili. Come spiega questa intervistata, piercer professionista, la messa
in scena deve convincere per primo chi la interpreter:
giusto provare, sperimentare con le cose non permanenti. Per con la chirurgia, la
scarificazione, occorre stare attenti perch poi ti devi guardare tu allo specchio. Allo
specchio non te lo devi vedere, altrimenti vuol dire che non sei contenta di quello
che hai fatto. (P5)

Ovviamente, un individuo non pu controllare tutto il flusso informativo


e men che meno gli eventi allinterno della situazione in cui si trova, dunque abbastanza inevitabile che non vi sia sempre coerenza nei fatti (almeno
42

se si osserva la situazione nel suo insieme). Questo aspetto, particolarmente


interessante, sfiora il tema della libert, questione che si pu chiarire nel
contesto in cui la modificazione del corpo avviene, perch nel divario tra
esecuzione effettiva e obbligo, la distanza dal ruolo un elemento del ruolo
tipico. Ci significa che le esitazioni rispetto al s ideale dipendono dalla situazione stessa e finiscono poi con il condizionare intimamente la percezione
e la rappresentazione che abbiamo di noi stessi. Ma la situazione anche
lo spazio ideale per permettere allindividuo di esprimersi, perch solo in
essa pu generarsi unimpressione chiara di chi siamo: laspetto personale
e lambiente sociale forniscono esattamente il campo di cui ha bisogno un
individuo per ritagliarvisi dentro un personaggio; un personaggio scherzoso,
imbronciato, silenzioso, oppure indifferente (Goffman 2003: 133).
Le occasioni pi numerose per esibire una distanza dal ruolo si verificano
quando il ruolo molto complesso, in tal caso si presentano molte possibilit
di chiarire che cosa non si ha intenzione di essere, scegliendo di fare altro, o
di usare i materiali disponibili in modo alternativo. Gli individui hanno molti
elementi (compreso il loro stesso corpo) per resistere al ruolo, ma pi dei
mezzi sono interessanti i motivi per cui un individuo si distacca dal ruolo.
Sicuramente questo avviene per difendere la stima di s, lintegrit dellio,
non per fuga in un mondo psicologico immaginario o in una deformazione
irreale dei dati oggettivi, anzi la libert di distanziarsi autorizzata e in un
certo senso richiesta da altre costrizioni sociali. Uno dei limiti che i soggetti interpellati riconoscono a questa possibilit definito dalla cultura del
consumo che, attraverso precise sollecitazioni, predispone i soggetti ad adattarsi a ruoli e identit provvisorie apparentemente identiche e succubi della
forma del corpo (cfr. cap. 6). A questo punto occorre, innanzitutto, capire
quali crepe il sistema presenti e come accolga tutte le declinazioni eseguite;
o se, piuttosto, non scarti gi da principio una serie di ruoli non a norma.
Inoltre, linaccettabilit di questi adattamenti di ruolo, dipende dalletica o
dallla situazione, ossia, quando modifichiamo il nostro corpo (o non ci curiamo di noi) trasgrediamo la morale o il senso della situazione?
1.4. La figura della performance
Le figure dellidentit delineate finora suggeriscono che un individuo pu
e in una certa misura deve coltivare un certo sguardo sulla situazione e
ottenere riconoscimento della propria identit. Un altro aspetto da non trascurare per quanto concerne lespressione dellidentit per il suo incancellabile ancoraggio al dato biologico. Attraverso lidentit soggettiva, infatti,
43

ciascuno rende conto della propria storia e delle proprie scelte, ma si appoggia anche sullemergenza epifenomenica del suo sesso, che veicola con il
corpo. Comprendere lidentit attraverso la modificazione del corpo equivale anche a mettere in discussione la naturalit del legame fra modificazioni
maschili e femminili, se farsi tatuare un dragone giapponese su tutto il corpo
o intervenire sulla forma del proprio naso pu prescindere dalla sessualit e
dallapparenza di genere, non un dettaglio irrilevante dato che dipende da
aspetti normativi inerenti allespressione sociale dellidentit personale.
Focalizzare lo sguardo sulla corporeit, pertanto, significa comprendere il
motivo, e il modo in cui essa conta [matter] (Butler 1996), nella creazione di
unindividualit, acquisendo una consistenza, un peso e un significato nelle
pratiche quotidiane. La marcatura dei corpi e il lavoro individuale di conformazione dellapparenza ai canoni condivisi, mostrano che questo processo di
materializzazione legato a una parabola culturale ancora in corso.
La sfera della morale sessuale stato uno degli ambiti in cui sono stati
registrati i cambiamenti maggiori a partire dal secondo dopoguerra, epoca
in cui sono state gettate le basi per nuove rappresentazioni della maschilit
e della femminilit. La spinta alla diffusione di modelli di genere dai chiari
caratteri nuovi proviene, infatti, dalla cultura di massa che ha mutuato dal
cinema hollywoodiano, dai rotocalchi, dai romanzi illustrati, quelle immagini con cui gli individui potevano confrontarsi ed esprimere aspirazioni al
cambiamento, alla realizzazione personale a unesistenza moralmente meno
austera in forme sempre meno etichettabili come devianti (Bellassai 2004).
Tatuaggi e piercing, in questa parabola, hanno cambiato pi volte significato e conferito visibilit a biografie di chi passato dalla posizione marginale, della subcultura biker o punk degli anni Cinquanta e Settanta, alla
centralit, delle culture delle star dello spettacolo e della musica. I segni
del tribalismo sono stati cos progressivamente integrati sia nelle identit
di successo, sia in quelle seduttive come espressione di virilit e capacit di
sedurre, o di mostrare una rappresentazione di genere.
La rappresentazione stereotipica fornita dalla cultura tende a escludere le
fratture da cui le identit individuali cercano di emergere cos da conservare una classificazione binaria ed eterosessuale (Butler 1996). Gli intrecci tra identit individuale e situazione, agire e struttura, come vedremo nel
prossimo capitolo, rivelano invece che molti fattori minano una classificazione rigida che tende a ridurre a questioni meramente biologiche o psichiche il fondamento dellidentit individuale e della sua espressione attraverso
lappartenenza di genere. Lindividualit, tuttavia, non del tutto antecedente allordine in cui gli individui vengono suddivisi in categorie di uomini
e donne, anzi in gran parte prodotta dalle rappresentazioni ordinate di
44

maschilit e femminilit. In questa prospettiva la possibilit di esistere come


maschio o femmina dipende da come un individuo incorpora il genere, ossia
dalla ripetizione di atti stilizzati che producono la sua maschilit o femminilit, e non sono indipendenti dalle circostanze oggettive in cui uomini e donne si trovano, bens sono condizionate da fattori culturali, etnici e di classe.4
Proprio perch vengono ripetuti, gli atti corporei danno limpressione che
il genere rimandi a qualcosa di essenziale (Butler 2004). Per quanto concerne
la cura della corpo e lapparenza, queste attivit rientrano nel processo di
definizione del genere come atti strutturanti la mascolinit e la femminilit.
Al di l della banale attribuzione della bellezza al set di cure femminili, luso
di una certa tecnica quale potrebbe essere la chirurgia estetica richiede
atti specifici e ripetuti sul corpo e pu costituire un dispositivo attraverso cui
regolare i generi e adattarli alle convenzioni sulla forma del corpo.
La performance del genere, infatti, non appare del tutto come il frutto di
una libera scelta, ma dipende anche da specifiche cornici che stabiliscono
in anticipo quali possibilit gli individui hanno di esprimere la propria appartenenza di genere, la propria sessualit e il proprio sesso. Nella cultura
del consumo, ad esempio, i corpi femminili sono prevalentemente procaci,
giovani, esibiti, mentre quelli maschili devono essere imponenti, giovani e
in forma. Rispettando questi framework i soggetti hanno la garanzia che le
loro identit appaiano coerenti e naturali. I loro corpi, infatti, sono oggetto e
agente delle azioni che compiono e formano le strutture entro cui vengono
definiti e appropriati secondo un modello di azione corporea riflessa (Connell 1996: 59).
La corporeit , infatti, sia il luogo dellinterpretazione culturale, sia una
collocazione materiale, quindi costituisce un campo di possibilit entro cui
dare forma alla propria soggettivit (Butler 1996). Pertanto dare un aspetto
femminile o maschile al proprio corpo richiede le procedure che la cultura
appronta per gli individui in una certa epoca. Plasmare con la chirurgia delle
parti di noi, o inciderle per lasciare dei segni simbolici, rivela, da un lato,
la volont di un individuo di rivendicare unidentit, dallaltro, la disponibilit, o meno, del sistema simbolico a riconoscerne la novit. Trovare uno
spazio nellalveo della femminilit, cercando di ripetere il modello corporeo
di Angelina Jolie incontra sicuramente meno resistenze di quante ne possa
incappare chi cerca di somigliare a una gatta, entrambi tuttavia, sono modi di
progettare la propria identit di genere che le donne realmente usano, e che
portano a compimento la sottoscrizione di precise norme di femminilit.
Il tentativo di opporsi alle logiche delle rappresentazioni, daltro canto,
Si vedano a questo proposito gli studi di Margaret Mead (1967); Candace West e Don Zimmerman (1987); Judith Lorber (1994).

45

non dovrebbe necessariamente naufragare in un mero rifiuto di esse. Come


ho gi detto, porsi in posizione critica rispetto ai ruoli predisposti dal contesto pu sfociare in un rifiuto di prendere parte alle attivit situate, non pu
invece esitare in un semplice ignorare il legame tra prestazioni corporee e
definizioni di genere (Connell 1995). I modelli basati, naturalizzati e immobilizzati attraverso un linguaggio che si avvale delle categorie normative
(Butler 2004) possono generare reazioni diverse nei casi in cui un soggetto
non riesca a ottemperare a tali richieste, ma difficilmente sembrano cadere
nellindifferenza.
Il fatto stesso di appartenere a un sistema di ordini e convenzioni che
determinano la nostra percezione di che cosa sia la realt di un corpo femminile, o un corpo maschile, definisce e determina le possibilit e lessenza
stessa di ogni individuo, in quanto rappresenta una certa tipologia, ossia fa
parte di una categoria. Al punto che i requisiti della femminilit e della maschilit non possono essere ignorati per definire lidentit, essendo i limiti
del modo in cui possiamo definirla (Kristeva 1984) e poi metterla in scena.
quasi strano oggi vedere ragazzine che non portano piercing allombelico o
alla narice, cos come altrettanto sorprendente un manager di successo che
sfoggi delle stelline tatuate sul bacino o delle labbra prominenti.
Lidentit dipende, inoltre, anche da una relazione sociale, ossia dal fatto
di far parte di un gruppo da cui poter prendere le distanze, ma anche essere
riconosciuti, come ho gi detto. Pertanto, un individuo che non riconosciuto o non si riconosce per laspetto che ha, vede venir meno la sua possibilit
di mettere in pratica lidentit di genere. Questo rivela la necessit e lopacit
della nostra biografia, che non possiamo mai possedere completamente, perch le condizioni per esprimerla ci sfuggono in parte e, in parte, ci mancano
le conoscenze e il potere di gestire la ricezione del racconto: il nostro racconto rimane sempre incompleto e ci sempre parzialmente oscuro. Infatti,
anche se non sappiamo e non possiamo raccontare lorigine di noi stessi e, in
fondo, non siamo nemmeno in grado di descrivere la fine della nostra storia
ma possiamo solo farcela raccontare fintanto che in corso (Cavarero 1997),
tuttavia quello che ci accomuna il fatto che questa preistoria esiste e rende
parziale ogni tentativo di dare spiegazioni ultimative di come siamo e di
quello che abbiamo fatto.

46

2. Presentare il corpo, comunicare il genere:


i contorni dellidentit

Nel precedente capitolo lidentit emersa come una questione sempre


aperta, alla quale gli attori sociali cercano di dare almeno risposte provvisorie. Essi partono dai materiali che il sistema simbolico mette a disposizione e
che possono interpretare come copioni tra cui scelgono il pi confacente per
loccasione (Goffman 1969); oppure come discorsi attraverso cui gestire, a
volte in modo illusorio, il proprio potere su se stessi e sul contesto (Foucault
2003); oppure come un sistema di rappresentazione, che deve essere messo
in crisi per accogliere identit differenti che non siano riconducibili ai modelli eterosessuali di maschilit e femminilit (Butler 1996).
Soprattutto questultima opzione introduce fra i tanti materiali simbolici
delle routine il genere sessuale. Esso costituisce un punto di riferimento certo per la definizione dellidentit: essere uomo o donna quasi sempre una
parte del dato per scontato quotidiano di un individuo, nessuno si mette a riflettere su quali siano le modalit pi opportune rispetto al proprio genere di
appartenenza di salire su un autobus, di mangiare, di conversare, di comprare
il giornale ecc. nelle situazioni in cui si trova, semplicemente, agisce.
Proprio per questo, attraverso le azioni pi ordinarie, ognuno di noi, in
realt, fornisce continuamente delle prove del fatto di essere maschio o femmina in innumerevoli modi: dal modo di portare i capelli a quello di gesticolare, dalla scelta dellabito per la giornata al modo di entrare in contatto
con un altro individuo comunichiamo la nostra mascolinit o la nostra femminilit. Il fatto che questo agire appaia ordinario, non implica che il motivo
sia evidente, ma anzi prova che c una vasta gamma di conoscenze che
ciascuno possiede per svolgere con naturalezza la costruzione di un mondo complesso. Questo agire, piuttosto, suggerisce allosservatore attento che
la realt altro non che un lavoro di gruppo condotto con astuzia la realt
oggettiva dei fatti sociali sia da considerarsi una permanente realizzazione
delle attivit concertate della vita quotidiana, e che i membri stessi usano,
conoscono e danno per scontato i modi ordinari e astuti di questa realizzazione (Garfinkel 1976: VII).
47

Lastuzia che forse meno si riconosce consiste nel fatto che la divisione dei
sessi viene rafforzata dal fatto di sembrare naturale e interna allordine delle
cose (Bourdieu 1998). Che vi siano principalmente due categorie uomini e
donne , e dei modi femminili o maschili di agire, un fatto tanto ovvio da
non dover essere giustificato, ma grattando un po la vernice dellapparenza,
questa ovviet si rivela come il risultato di un doppio condizionamento. Le
strutture oggettive della realt, infatti, concordano con le strutture cognitive
che usiamo per interfacciarci con la realt che ci circonda e, inoltre, appaiono
ovvie perch sono ben ancorate alle strutture sociali che le hanno imposte.
Sedersi in maniera composta accavallando le gambe, truccarsi, camminare con le braccia adese al corpo, ancheggiare, rappresentano delle strutture
cognitive specifiche, che continuano a essere forgiate in forma precoce e
ripetuta negli individui di sesso femminile. Progressivamente queste entrano
a fare parte degli schemi di pensiero, di percezione, attraverso i quali osserviamo i fatti e, di conseguenza, ci rendono plausibile, poi del tutto accettabile
e, infine, naturale lassociazione fra tali schemi e la femminilit.
Il processo di realizzazione di questi schemi di pensiero, altrettanto ovvio e invisibile, fa parte del lavoro con cui costruiamo lidentit, con le sue
molte identificazioni provvisorie (Maffesoli 1996) e i suoi pochi tentativi
di stabilizzarla (Berger e Luckmann 1969; Bauman 2002a), lappartenenza
di genere viene tessuta cos in una trama che intreccia biografia personale e
mondo sociale di un individuo come un fatto del tutto naturale. , dunque,
importante capire quale spazio sia tracciato dagli attori sociali usando questi
schemi e come ne siano condizionati rispetto al loro bisogno di individuazione. Nei prossimi capitoli, infatti, cercher di capire quali siano questi ambiti
che concepir come arene, ossia come processi di compimento delle
prassi (Connell 1996) in cui i discorsi della cultura dei media, dellarte,
della disciplina, della cultura commerciale a volte offrono spunti, altre volte
impongono diktat agli individui che vogliono comporre la propria storia e
rendere chiaro il proprio genere. Per ora mi vorrei soffermare sulla natura
degli schemi di pensiero, che sono poi i materiali con cui gli attori sociali
compiono il lavoro sullidentit e sul corpo.
Innanzitutto, occorre tenere presente che lagire umano, a differenza di
quello animale, sempre un agire mediato da rappresentazioni. Per muoversi
nel mondo, gli esseri umani hanno, infatti, bisogno di una serie di informazioni che non possono trovare con listinto o nelle emozioni; per il semplice
fatto di essere creature pi complesse delle altre specie devono compiere
una serie di attivit pi articolata per condurre la loro vita in maniera soddisfacente e non possono farlo senza ricorrere alla cultura. I modelli culturali,
quindi sono per un individuo fonti simboliche di illuminazione indispen48

sabili, perch quelle di tipo non simbolico, inserite nel suo corpo costituzionalmente, gettano una luce troppo soffusa (Geertz 1987: 89). Infatti, se non
fosse diretto dai modelli culturali ossia, da sistemi organizzati di simboli
significanti il comportamento delluomo sarebbe praticamente ingovernabile, un puro caos di azioni senza scopo e di emozioni in tumulto, la sua
esperienza sarebbe praticamente informe (ivi). Nella vita di tutti i giorni,
pertanto, ognuno di noi si guarda intorno per capire come deve comportarsi,
come pu soddisfare i suoi bisogni e come pu mostrarsi agli altri per essere
compreso.
Nel passaggio alla modernit, i modelli culturali sono andati acquisendo sempre pi valore normativo (Mosse 1997) essi dirigono il processo di
concretizzazione dei significati e quindi irregimentano le percezioni e le
intuizioni individuali entro un sistema. Il complesso delle rappresentazioni
sociali, infatti, si muove di pari passo con la definizione delle situazioni e il
comportamento degli individui: le interpretazioni di eventi, immagini del
mondo, idee circa la famiglia, lo Stato, il lavoro, regole morali o giuridiche
ecc. orientano lagire pur non essendo necessariamente corrispondenti di realt oggettive. Se la cultura unaccumulazione di significati senza i quali
lesistenza umana risulterebbe impossibile, i modelli sono quelle porzioni di
cultura senza cui la quotidianit non potrebbe essere sperimentata e il mondo
(fatto di situazioni, persone, emozioni vissute) non potrebbe essere compreso
come tale dagli attori sociali (Geertz 1987). Proprio per questo rappresentano
delle strategie che i soggetti devono elaborare per muoversi nella realt insieme a chi sta loro intorno e implicano un aspetto importante, ossia che se il
gruppo concorda nellinterpretazione di un aspetto della realt, questo sufficiente a produrre effetti concreti anche se le interpretazioni sono erronee.
Poich le rappresentazioni guidano le interpretazioni, se nel nostro gruppo
sociale pensiamo che chi presenta un corpo in forma e dallaspetto giovane
un uomo di successo, o che chi ha un corpo sinuoso e porta abiti succinti
una vera donna, queste definizioni della realt possono avere effetti reali.1 Le
forme concrete dei modelli maschili e femminili che i soggetti manifestano
nellincorporazione provengono oggi in gran parte dalle immagini pubblicitarie. Queste, fra le molte funzioni, svolgono il compito importante di regolare i termini del contatto con gli altri individui ai quali veicoliamo la nostra
identit sociale, i nostri umori umore e le nostre intenzioni (Goffman 1979).
Questo aspetto dei fatti sociali, ossia che se gli uomini definiscono reali le situazioni esse
saranno reali nelle loro conseguenze (cfr. Thomas e Znaniecki 1968), noto da tempo alle
scienze sociali ed applicabile a comunit differenti in tempi differenti, in riferimento al
genere permette di cogliere la relazione tra pratiche che materializzano le caratteristiche di
genere ed effetti di questo lavoro di costruzione sullidentit.

49

Proprio perch non occorre che le rappresentazioni siano corrispondenti ai


fatti, le immagini pubblicitarie non hanno il compito di ritrarre il modo in
cui gli uomini e le donne si comportano, piuttosto, sufficiente che noi le
accettiamo come quei modi in cui pensiamo essi si comportino. Donne
ammiccanti e perlopi poco vestite che ci guardano dalle riviste; uomini che
lottano strenuamente con le rughe; giovani che anelano al regalo dellintervento di chirurgia estetica per il diciottesimo compleanno, cos da ritrovare
la felicit perduta e il successo sociale incrinato da un naso irriconoscibile,
sono presentati come schema di condotta in molti mezzi di comunicazione,
e rappresentano immagini di come gli attori sociali sono o vogliono essere, pertanto, ci forniscono unidea, una rappresentazione appunto, di come
gli uomini e le donne stiano insieme quotidianamente e portino a termine
il compito comune a tutti gli individui: conservare un certo ordine sociale
(Goffman 1979).
Da qualche decina danni, insieme al lavoro di faccia (Goffman 1969) il
compito di mantenere lordine comprende anche il lavoro sul corpo (Turner 1985): persino attraverso i dettagli pi minuti dellaspetto fisico gli attori sociali sottoscrivono e riproducono ordine sociale e gerarchie di genere
(Connell 1996; Garfinkel 2000). Dato che non si tratta di un ordine ideale e
fine a se stesso, bens di uno schema di organizzazione del mondo, le rappresentazioni ci forniscono i modi di comprensione e di esistenza delle identit individuali di genere. Capire, viceversa, come vengano materializzati nei
corpi i modelli culturali con cui gli attori si confrontano e che incorporazioni
di genere producano significa render conto del modo in cui essi danno senso
al proprio mondo e alla propria biografia, come, cio, insieme alla realt,
vengono definite personalit e modo di essere donne e uomini.
Le rappresentazioni che le immagini pubblicitarie suggeriscono, configurano sistemi cognitivi con un linguaggio e una logica propri, costituiscono
teorie o branche di conoscenza che consentono la scoperta e lorganizzazione della realt (Moscovici 1984). Poich sono il risultato di una serie di
procedimenti attraverso i quali gli attori sociali si pongono domande e cercano risposte, pensano, e non solo manipolano informazioni o agiscono in un
certo modo, queste operazioni mettono in gioco anche il genere e le tecniche
con cui mascolinit e femminilit prendono forma (o sono compiute) nelle
attivit sociali.
Le forme con cui possibile incorporare il genere variano a seconda che
lindividuo sia un uomo o una donna, perch si basano su una serie di caratteri biologici ritenuti certi e assoluti; inoltre possono ritrarre come verit assoluta qualcosa che in un certo momento segnala la disponibilit a sottoscrivere le convenzioni dei display. Attraverso laspetto fisico, ad esempio, gli
50

attori sociali di oggi mostrano la loro disponibilit ad aderire alla cosiddetta


cultura dellapparenza e, in questa cultura, sottoscrivono la distinzione tra
le donne di successo, che si curano dellaspetto, della linea, del colorito e
della consistenza della pelle, e le altre che non ricercano la bellezza e si autoemarginano (Vigarello 2007).
Se ogni tipo di rappresentazione sociale costituisce la risoluzione di un
problema rilevante e particolarmente pressante per il singolo e per il suo
gruppo (Moscovici 1984), e contribuisce cos a mantenere lordine sociale, vediamo che lattenzione oggi dedicata ai quesiti dell'apparenza e delle
performance del corpo conta un numero cospicuo di rappresentazioni collettive e una fetta ampia della comunicazione (almeno nel contesto culturale
italiano). Sarebbe questa, allora, una fra le prime questioni, se non la prima,
dellagenda sociale: giovent, bellezza e forma fisica costituiscono il set di
competenze per il riconoscimento sociale.
Poich costituiscono una parte ingente del materiale di cui gli attori sociali dispongono nella produzione delle attivit situate, queste rappresentazioni
costituiscono un ponte inevitabile nel percorso di costruzione dellidentit,2
che, come ho gi detto (cfr. cap. 1), al presente si configura come lespressione di una permanente crisi, quella di un soggetto che non ha fonti di orientamento stabili al di fuori di s, ma deve trovare in ogni situazione la pi adatta,
esercitando su se stesso un controllo riflessivo esasperato (Beck, Giddens e
Lash 1999). Le finezze delletichetta di genere forniscono in tal caso persino
una soluzione per i vari problemi organizzativi che emergono nelle diverse
situazioni: chi deve cedere il passo, chi deve avanzare, chi deve seguire, chi
deve condurre, cosicch voltarsi, fermarsi, muoversi possono essere coordinati e le partenze e gli arresti possono essere sincronizzati (Gornick 1979:
viii), ma la scelta delle rappresentazioni pi che una potenzialit creativa e
liberatoria, appare spesso leffetto inevitabile di una situazione che contiene
gi in s tutti i requisiti per la definizione dei soggetti impegnati in essa.
Sar allora la situazione a fare emergere specifiche rappresentazioni di
genere piuttosto che altre? E come interviene il corpo nel processo?

Esse occupano, infatti, una posizione intermedia tra i concetti che usiamo per astrarre il
significato del mondo per ordinarlo e le immagini con cui riproduciamo il reale in un modo
comprensibile (Palmonari 1989). Hanno sempre due facce tra loro interdipendenti: una che
indica il valore, unaltra che con un simbolo esprime il riferimento alla comunit nazionale,
facendo quindi corrispondere ad un significato (o ad unidea) unimmagine e viceversa. Nascono dallelaborazione che ogni gruppo sociale attiva nei confronti di fenomeni singolari,
o di conoscenze acquisite nellesperienza diretta, oppure tramite la comunicazione sociale,
perci le rappresentazioni sociali permettono ai membri di un gruppo di comportarsi e comunicare in maniera comprensibile (Moscovici 1963).

51

2.1. Corpo e genere: un intreccio per lidentit


Prima di considerare quale sia la definizione di genere emergente oggi nei
gruppi sociali che modificano il corpo, il caso di considerare quali ne siano
i margini teorici e pratici. La complessit dellidentit di genere sembra sia
stata gi da tempo condensata nelle parole di Simone de Beauvoir, quando
nel saggio Le deuxime sexe (1994) afferm che donna ma anche uomo,
mi sembra il caso di aggiungere non si nasce, ma si diventa. Gi in quella
breve definizione, il concetto di genere appare come un processo e non come
qualcosa che viene sancito alla nascita. Fornire una definizione scientifica,
o filosofica, per, porta sempre con s qualche difficolt, poich chiama in
gioco il sesso biologico.
Questi due elementi sono stati legati in modo differente in diverse fasi,
riconoscendo dapprima una sovrapposizione perfetta tra sesso biologico e
genere di un individuo e poi una quasi totale separazione tra i due, ma sempre a partire da una differenza riproduttiva che si riflette poi in una serie di
altre differenze che vanno dagli aspetti caratteriali alle capacit manuali
o tecniche in vari campi della vita quotidiana. Volendo ridurre le due prospettive entro cui le differenze sono interpretate, possibile parlare di un
primo indirizzo, che insiste sullesistenza di un carattere essenziale nella
maschilit e nella femminilit, e un secondo che li interpreta invece come
costrutti sociali.
Nella prima prospettiva, quindi, possibile vedere negli uomini e nelle
donne delle diversit fondamentali che influenzano il loro modo di comportarsi allinterno di una cultura, cosicch la differenza sessuale diventa un
tratto decisivo e inequivocabile per la definizione e la distinzione di genere fra soggetti. Di conseguenza, nel corso della vita il dato biologico verr
manifestato (e confermato) attraverso caratteristiche ritenute maschili (forza
fisica, superiorit, attitudine al comando) o femminili (capacit dascolto,
sensibilit, intimit). Nella seconda, invece, laccento cade sulla costruzione sociale dellidentit di genere e quindi sullacquisizione (e sullapprendimento) di modelli condivisi dalla comunit, che portano gli individui a
elaborare unidentit fluida, storicamente condizionata e sempre soggetta a
trasformazioni.
Mentre il primo approccio risente della tradizione filosofica classica, che
ha attribuito alle caratteristiche sessuali, tradotte in capacit e attitudini specifiche, il ruolo di discriminante naturale tra maschi e femmine; il secondo
approccio cerca di fare emerge limportanza degli elementi discorsivi che la
cultura ci spinge a considerare naturali, rivelando i processi che li hanno fatti
diventare parte del dato per scontato.
52

Fra i vari momenti della trasformazione della relazione tra sesso e genere
possibile individuare alcune tappe che possono gettare luce anche sulla
relazione tra genere e incorporazione.
Una prima tappa pu essere situata nel periodo compreso tra il 1860 e il
1940, epoca in cui si realizza una separazione graduale fra strutture anatomiche, funzioni psicologiche, identit sessuale, desiderio sessuale e ruolo
sociale. Gli studi etnografici sul concetto di virilit condotti in questi anni
contribuiscono ad ampliare la comprensione dei modi in cui le aspettative di
genere vengono elaborate a livello sistemico. Emergono cos specificit culturali che influenzano profondamente i parametri impiegati per definire che
cosa sia normale, naturale, accettabile. Gli standard sessuali vengono
di conseguenza riconsiderati, insieme ai canoni in base ai quali formulare
giudizi estetici o morali, poich non appaiono pi universali e assoluti, bens legati al contesto storico sociale e ai sistemi di riferimento di un gruppo
(Crozier 2003). La suddivisione del genere di tipo binario (maschilit vs
femminilit) rivelata nel suo legame con lordine culturale e sociale e la
sua universalit inizia a entrare in crisi. Molte societ non occidentali (indiani dAmerica, India, Polinesia, Alaska, Madagascar) mostrano, infatti, una
suddivisione che conta almeno tre generi e rivelano che la ricchezza e la
complessit delle differenze tra i comportamenti sessuali di uomini e donne
potrebbe soltanto con grande difficolt essere ricondotta a due categorie in
opposizione (Gilmore 1993).
Un altro momento di variazione coincide con il ventennio compreso fra
il 1940 e il 1960, anni in cui il legame tra identit profonda e genere, porta
a interpretare le disfunzioni dellapparato riproduttivo, le defaillances del
desiderio sessuale, le anomalie del sesso dei neonati come disturbi da trattate
con terapie di ormoni sintetici, ormai prodotti su scala industriale, iniziando
anche un uovo intreccio, quello fra scienza sociale e biologia. Negli anni
Cinquanta, inoltre, compare la figura del transessuale come tipologia di soggetto che soffre di disturbi di genere e per questo disallineamento richiede
la normalizzazione attraverso un cambiamento del sesso biologico (Lwy
2003). Questo nuovo fatto sociale appare una prova della maggiore duttilit
dellidentit psichica rispetto a una dicotomia di sessi funzionale alla riproduzione (Crozier 2003).
Il terzo momento significativo coincide con la svolta degli anni Settanta,
epoca in cui il concetto di genere riemerge come sinonimo di relazione di
dominio, accezione influenzata dai gender studies, che in questo periodo
si sviluppano nel mondo accademico anglosassone. In questi anni il genere
diventa il filtro attraverso cui indagare la realt sociale, non limitandosi a
proporre teorie e ad applicarle alla comprensione della cultura, ma auspican53

do e promuovendo una trasformazione della societ in particolare dei gruppi


svantaggiati o marginali (Jami 2003). Dopo aver rivelato la presenza di un
sex-gender system, in cui il dato biologico viene trasformato in un sistema
binario asimmetrico che colloca la maschilit in una posizione privilegiata rispetto alla femminilit e, tuttavia strettamente legata ad essa (Rubin 1975).
Dal punto di vista delle pratiche, la nascita e la diffusione di identit che
tendono a sfidare la concezione essenzialista e dicotomica del genere, come
i soggetti omosessuali, lesbici, queer, o transgender, presentano dunque i limiti di una concettualizzazione che riduce alla dimensione simbolica la dialettica tra genere e sesso e vuole affidare alle pratiche mediche il lavoro di
separazione tra i due (Lwy 2003). In questo ritmico oscillare tra divisione
e sovrapposizione i due concetti mettono infatti in evidenza come ogni teorizzazione e modellizzazione debba poi fare i conti con le pratiche che sono
sempre il banco di prova delle interpretazioni prodotte da chi osserva e cerca
di capire le storie degli attori sociali.
La complessit del genere sembra derivi dalla sua dinamicit e allo
stesso tempo dal suo essere orientativo. Lincorporazione rappresenta e d
un senso alla mascolinit, alla femminilit e alle forme ibride, cosicch nella
quotidianit usiamo il genere come concetto euristico, per scegliere fra una
serie di tecniche che ci fanno apparire maschili o femminili, perch troviamo
aggiustamenti opportuni fra concetti e pratiche che si basano sulla nostra
corporeit. Ciononostante, il concetto di genere non solo definito da adattamenti a requisiti particolari, che il soggetto pu (o non pu) avere, ma
anche una trasformazione dinamica di caratteri che vengono usati dagli individui per dotarsi di una storia e per passare da una situazione allaltra, da un
gruppo a un altro, ma soprattutto per fare di un mondo un altro mondo. Per
capire i nessi tra genere e incorporazione occorre quindi fare un altro passo
verso la struttura in cui agiamo come soggetti.
Pierre Bourdieu, nel suo celeberrimo scritto Il dominio maschile (1999),
riferisce un esempio efficace, il racconto di una transessuale americana, sorpresa lei stessa di come si fosse adattata alle aspettative che gli altri avevano
rispetto alle sue capacit e possibilit personali una volta divenuta donna:
se si presumeva che fossi incapace di fare una retromarcia o di aprire una bottiglia,
sentivo, stranamente, che non ne ero effettivamente capace. Se qualcuno pensava
che una valigia fosse troppo pesante per me, inspiegabilmente, anchio la ritenevo
tale (Bourdieu 1999: 75).

Quello che potrebbe apparire come il racconto di una personalit fragile al senso comune, o lennesimo esperimento materiale per smascherare
il fondamento culturale del sistema di genere agli studiosi (Connell 2006),
54

stimola invece a riflettere sui modi in cui gli attori sociali percepiscono la
situazione, il suo senso e vi si adeguino profondamente. Agendo in un certo
modo, mostrandosi pi deboli, pi belle o pi seduttive, le donne, risultano
non indifferenti a quanto accade, anzi, attribuiscono un senso a ci che fanno
e mantengono un ordine usando quei modi astuti, quelle conoscenze tacite, e,
soprattutto, quei dati contestuali che danno senso alle loro prassi (Garfinkel
1967). Lesempio del soggetto transessuale, infatti, mette in evidenza quanto
mantenere lordine equivalga per un individuo a riconoscere dei valori, mostrare competenza, soddisfare desideri e ottenere riconoscimento. Per lattore sociale ne va sempre della sua identit quando interagisce e questo vale
anche per le caratteristiche di genere.
Un certo uso e una certa presentazione del corpo, infatti, rientrano nelle
competenze ordinarie quei metodi usati dagli altri membri della situazione per costruire o mantenere un certo ordine fra i generi, o meglio ancora
dare consenso personale alla fiducia riguardo alle competenze di genere (le
aspettative sociali) rivolta dagli altri membri delle attivit situate (Goffman
1979). Una transessuale, allora, non banalmente fragile, bens per dare
senso a ci che fa, semplicemente si fida di ci che pensano gli altri di lei e
cos facendo sottoscrive unidea precisa di femminilit.
Questo schema di comportamento rientra in un quadro pi ampio che permette di considerare un altro aspetto del genere, ossia la dimensione relazionale. Nel vivere sociale possibile individuare un ordine di genere, ossia
un ambito organizzato di pratiche umane e relazioni sociali con cui le forme
della maschilit e della femminilit sono definite (Connell 1987; 1996). Tali
forme non possono essere comprese al di fuori di esso n separando le une
dalle altre.3 Nelle societ capitalistiche occidentali, ad esempio, riconoscibile lesistenza di un ordine di genere di tipo patriarcale, in cui le forme della
maschilit e della femminilit sono funzionali al predominio degli uomini
sulle donne e alla definizione di una gerarchia fra i due gruppi sulla base di
alcuni tipi ideali. Uno di questi la maschilit egemone, caratterizzata da
unesibizione dellaggressivit, dellambizione, della fiducia in se stessi, che
devono essere incoraggiate fra gli uomini e scoraggiate fra le donne, data la
convinzione dellinferiorit del sesso femminile. Non si tratta di un modello
prevalente in termini statistici (solo una minoranza, infatti, lo mette in atto),
bens di uno indubbiamente normativo, che incorpora il modo pi onorato
Lordine di genere una struttura triplice che distingue i rapporti: di produzione, che riguardano la divisione sessuale delle attivit sia in ambito familiare, sia in ambito professionale; di
potere, che concernono le relazioni basate sullautorit, sulla violenza o sullideologia nelle
istituzioni sociali e nella vita domestica; di catessi (o investimento emotivo), che riguardano
la dinamica dei rapporti intimi, emozionali e affettivi. Linterazione tra queste tre dimensioni
determina un particolare ordine di genere a livello dellintera societ. Cfr. Connell (1996).

55

di essere uomo oggi, richiedendo a tutti gli altri uomini di prendere posizione
rispetto a esso, e legittima dal punto di vista ideologico la subordinazione
globale delle donne agli uomini (Connell e Messerschmidt 2005: 832).
In questo quadro, i corpi devono avere un sesso definito, espresso attraverso un genere stabile per avere un senso ed essere coerenti. Il genere diviene allora mutuamente esclusivo e gerarchico attraverso la pratica compulsiva
delleterosessualit (Butler 1996). Non pu essere separato pi nemmeno
dalle pratiche di cura del corpo che la societ sempre pi promuove come
strategie normali di compimento del genere. Queste rientrano nei mezzi che
gli individui hanno per fare presa sulla realt.
Per ogni attore, infatti, nessuna pratica neutra, non soltanto perch non
lascia nulla uguale a prima, ma anche perch costituisce la riproduzione di un
senso morale, ciascuno si conforma a un determinato ordine di eventi in virt
del fatto che considera le aspettative della vita quotidiana come una moralit
(Garfinkel 1963). Ci permette di capire come sia possibile fare introiettare
agli attori sociali, in particolar modo ai neofiti, le regole condivise e come, in
questa prospettiva, ogni azione sociale ha conseguenze sullordine.
Attraverso lincorporazione di schemi pratici, infatti, le rappresentazioni
compongono la struttura portante e ordinata della realt sociale. Queste garantiscono al corpo sociale di mantenere la forma che gli attori sociali hanno
imparato a riconoscere e a riprodurre nelle varie situazioni.
Tutti sanno che i corpi sociali hanno abitudini, tendenze immanenti a perseverare
nel loro essere, qualcosa che assomiglia a una memoria o una fedelt, e che in realt
solo la somma di tutti i comportamenti di agenti che forti del loro mestiere,
generano [] comportamenti adeguati alla situazione [] quindi fatti apposta []
per riprodurre la struttura di cui hanno incorporato la necessit (Bourdieu e Wacquant 1992: 105).

I gesti, le espressioni, la postura, rivelano molto riguardo a come siamo,


ma contribuiscono anche a creare una scena per il nostro agire. In generale, il
contesto entro il quale si realizza la rappresentazione dellidentit non uno
scenario neutro, costituisce la materializzazione di valori culturali precisi.
La femminilit o la mascolinit, in particolare, non sono corollari delle interazioni, ma evocate od ostentate nella quotidianit divengono elementi
inevitabili dellespressione dellidentit attraverso il corpo. Questo, che appare come un tratto portante delle procedure della vita ordinaria, trascina
con s una serie di questioni sul significato dei modi adottati dagli attori
sociali per presentarsi e autorappresentarsi. Nella quotidianit, infatti, molte
convenzioni sono state eliminate, soprattutto grazie alla rapida obsolescenza
dei cicli della moda, dunque limmagine di noi stessi che ci abituiamo a dare
56

agli altri prevalentemente una questione di rapidit e inventiva, tuttavia


richiede anche competenza dei linguaggi disponibili per lespressione. Ci
che mostriamo nella vita quotidiana , infatti, il risultato di un gioco di codificazione-decodificazione dei codici condivisi, apprendimento di conoscenze
precise che riguardano lespressione dellappartenenza di genere. La distinzione fra maschi e femmine che caratterizza il cerimoniale delle interazioni
costituisce, in effetti, una suggestione assai profonda riguardo al modo di
comportarsi in pubblico (Goffman 1977), che spinge ciascuno a modulare in
maniera proficua la sua autopresentazione. Essa si costruisce, pertanto, come
una performance regolata dallesterno (Gornick 1979).
Lesterno della tarda modernit, come ho gi detto e come spiegher
meglio pi avanti (cfr. capp. 4 e 7), per un patchwork di modelli e opzioni
dove la proliferazione di interpretazioni dei fatti, punti di vista e immagini
anche molto eterogenei tra loro posta sotto gli occhi di tutti incessantemente dai media. In questo scenario composito, la condivisione di temi e
opinioni di altri gruppi controcultura, subcultura, minoranze etniche ecc.
e la condivisione di rappresentazioni sociali, diviene non solo possibile, ma
costituisce un momento fondante dellappartenenza simultanea di un attore
sociale a pi contesti, o province di significato (Schtz 1974).
In queste province il genere legato a una precisa configurazione della
realt sociale, con i suoi schemi e i suoi simboli, e si materializza come hexis
corporea definita (Bourdieu 1999). Dal cinema ai programmi televisivi, ai
casi di cronaca, sembra che i modelli culturali stiano costituendo un macroimmaginario della realt (Capecchi 2002: 112) nel quale non trovano pi
posto solo uomini-lavoratori-padri di famiglia o donne-casalinghe-madri,
bens figure articolate che possono mescolare aspetti della femminilit e della mascolinit in gradazioni differenti. Gli attori sociali sembrano aver acquisito competenza riguardo alla gestione di queste rappresentazioni e possono,
volendo, attingere allinterno di un continuum che va dai modelli pi tradizionali e concreti a quelli pi sovversivi e mediali. Ci non significa, tuttavia, che gli attori sociali possono scegliere di mettere in scena un giorno un
ruolo da uomini e quello successivo da donne o possono avere gusti sessuali
che si rivolgono contemporaneamente a soggetti maschili e femminili.
Apparentemente solo drag queens e drag kings, che si travestono in maniera ostentatamente parodistica, possono compiere volontarie e temporanee
contravvenzioni alla distinzione di genere, mentre transessuali o soggetti di
genere trasversale offrono esempi di trasgressione pi o meno involontaria
e dilatata nel tempo. La connotazione di genere che i soggetti mettono in
atto e che contribuisce a sottoscrivere lordine di genere con le attivit situate assume di conseguenza una tonalit etica: essere un membro esperto
57

del gruppo, conoscere il valore della distinzione di genere, significa allora


conoscere il senso morale condiviso e saperlo leggere nella situazione in cui
ci si trova?
Apparentemente, anche se i modelli sembrano pi articolati, ognuno in
nella pratica vivamente invitato (e deve adeguarsi) a non far saltare lordine, la fiducia nella distinzione dicotomica della realt, nella morale, nellinvisibile ordine sociale.

2.2. Le rappresentazioni ibride: una moltiplicazione apparente?


La presenza di rappresentazioni ambivalenti o ibride, fornite dai soggetti queer, crossdresser4, transgender e crossgender5 assume spesso i caratteri
della parodia, o suscita bonariet nei confronti di identit che non sono lette
come pratiche di dissidenza ma innocenti evasioni rispetto allordine dicotomico nel quale risulterebbero ingabbiate. Scegliendo di presentare un corpo e una sessualit ibridi, essi potrebbero contribuire a problematizzare (se
non a trasformare) i codici di rappresentazione, ma molto spesso risultano
rafforzamenti dellesigenza di normalizzazione attraverso lintervento della
chirurgia (Sassatelli 2005), di conseguenza anche gli schemi cognitivi con
cui la femminilit e la mascolinit vengono stereotipate risultano rafforzati.
Forse questo significa che gli attori sociali non hanno in realt molte opzioni
per materializzare il genere attraverso il corpo? Come vedremo pi avanti
non possibile dare una risposta semplice, tuttavia, chiaro che la proliferazione di modelli pu celare sotto una variet solo apparente lesigenza
di rafforzare una struttura che scricchiola e pu reggersi solo se soddisfa il
bisogno individuale di avere fonti di illuminazione per lagire.
Avere molti modelli di genere fra cui scegliere servirebbe agli attori sociali
per portare a compimento le pratiche senza turbare lordine sociale, semmai
articolandolo. Attraverso le attivit situate, infatti, gli individui sottoscrivono
una divisione di genere che vale come principio dordine della realt (Sassatelli 2006) e questa organizzazione pu funzionare anche come riferimento
morale allinterno del gruppo sociale (Sciolla 2006). In questa prospettiva, se
i confini tra maschilit e femminilit vengono spostati, il senso delle pratiche
pu andare in crisi. Per qualche decennio nellabbigliamento stato possibile
rintracciare una tendenza generale verso landroginia, come tutte le mode
anche questa era la manifestazione di un processo culturale in corso che,
4
5

Cfr. Glossario.
Cfr. Glossario.

58

oltrepassandoli, cancellava sessi e differenze (Baudrillard 1980). A livello teorico, la tendenza di stile, ha tentato di essere unopzione alternativa rispetto
alla dicotomia, cercando di combinare caratteristiche maschili e femminili
che un individuo o una societ avrebbe potuto scegliere e su questo costruire
una nuova agenda politica (Bem 1974).
Leffetto di questa opzione sui soggetti rendere la loro realizzazione del
genere sempre pi dipendente dalla situazione in cui essi si trovano.
La confusione di generi ha cominciato a materializzarsi negli anni Settanta, in effetti, ma anzich articolare le differenze sociali contingenti e strutturali tra sessi e generi apparsa piuttosto il riflesso dellimmaginario sociale
e del regime economico postindustriale di tipo unisex (Lyotard 1981), dove
maschile e femminile erano parificati in una logica di difesa e distinzione di
una classe sociale definita: la borghesia (Wilson 2008).
stata soprattutto la moda a permettere un progressivo attenuamento e
una parziale sovrapposizione tra i generi, poich la moda ossessionata dal
genere, di cui continua a definire e ridefinire i confini (Wilson 2008: 131) e
nel suo incessante, ciclico proporre e vietare suggerisce anche i parametri di
materializzazione della femminilit e della maschilit. Il corpo, da strumento
di comunicazione sociale, negli anni Settanta diventa il palcoscenico della
sessualit deviante che rende la proliferazione di stili di abbigliamento un
fenomeno paradossale (Wilson 2008). A dare il primo e pi forte impulso
a questo processo il Gay Liberation Front, movimento che concentrava
lattenzione sullabbigliamento come perno della pratica politica e traduceva
il travestitismo in uno strumento per abbattere le barriere fra ruoli di genere
stereotipati
indossare una gonna e i tacchi alti significava rinunciare al privilegio maschile.
Ma il Gay Liberation Front and ben oltre. Era necessario un abbattimento generale
di tutte le divisioni convenzionali, ed era necessario uno stile di vita rivoluzionario
che avrebbe annientato lindividualismo (Wilson 2008: 215).

Nel decennio successivo landroginia diffusa appare un altro tentativo di


annullare le rigide distinzioni di genere e trova, soprattutto nelle star della
musica, i suoi portavoce. Quei personaggi proprio perch difficilmente possono essere collocati allinterno di una categoria definitiva danno ai giovani
spunti per identificarsi e dare corpo allesigenza di sfidare i codici di materializzazione della loro identit e dei loro desideri, cos come rappresentano
un momento di disimpegno e di evasione dal faticoso lavoro di dotarsi di
unidentit:

59

A prima vista, landroginia di rock star come David Bowie shocka. Certamente quando un uomo si trucca o una donna si rasa i capelli si fissano nuovi confini di audacia.
Ma non necessariamente, possibile che questi stili finiscano per dimostrarsi poco
pi che nuove forme di dandismo. Il dandismo serve ad esprimere tanto diversit e
disimpegno quanto ribellione (Wilson 2008: 215).

Gli stili androgini, esplosi qualche decennio fa e apparentemente di nuovo in auge al presente,6 non sembrano pi, allora, dei tentativi di articolare
il lessico della sessualit e dellidentit di genere, ma potrebbero manifestare
lambivalenza, quel carattere tanto ricercato e apprezzato soprattutto nelle
culture giovanili.7 Lambivalenza dellandroginia, allora, pi che un modello di distinzione, sarebbe una rappresentazione sfuggente cos come altre
tendenze hanno cercato di sottrarsi alla necessit di fare catalogazioni, il dandismo, ad esempio, stato un modello di reticenza, opposto allaffiliazione
aperta a uno stile, a un gruppo o a una norma (Wilson 2008).
La diffusa androginia che possiamo vedere oggi nel corpo sociale, frutto
delle pratiche sociali sui corpi individuali, pare pi effetto di questa tendenza
a non dire troppo di s, quindi a sottrarsi alla classificazione piuttosto che ad
ampliare la gamma di generi. Lofferta della moda infatti non nuova ed
un gioco con i generi che suggerisce ai soggetti possibilit inaspettate di mostrarsi e evadere le regole di costruzione della realt. Tuttavia, tali proposte
rappresentano dei progetti temporanei (cfr. cap. 3) che la societ stessa predispone e che i soggetti assecondano. I modi di presentare lappartenenza di
genere oggi potrebbero infatti apparire ambigui, certamente sono pi numerosi, complessi e dispersi di quanto non fossero in passato, tuttavia sono presentati e usati come istantanei, non destinati a costruire un lungo pezzo del
racconto dellidentit, ma semmai a sfuggire per breve tempo dalla trama.
Il clima orgiastico e confusionale, che a fasi alterne plasma il corpo sociale sembra offrire anche corpi altrettanto confusionali (Maffesoli 1986) e
questa pulsione dionisiaca tocca certo anche le distinzioni di genere. Tuttavia, sembra che il varco sia aperto a identificazioni plurime di breve durata,
giustapposte a quelle pi tradizionali o egemoni senza scardinarel, ma quasi
rafforzandole. Nella giustapposizione, infatti, le seconde appaiono incomprensibili, o tuttal pi prive di senso, o paradossali (come i corpi transgenFaccio qui riferimento alle recenti sfilate delle collezioni A/I 2009, dove molti stilisti hanno
presentato modelle in abiti di taglio maschile, con accessori come cravatte e gilet e modelli
con bigodini e ampi scialli, ma anche alle settimane parigine che hanno visto le modelle di
Vivien Westwood sfilare truccate con barba e baffi. cfr. http://www.stile.it/foto/sfilate-parigivivienne-westwood/page/5, 29/08/2010.
7
Per una trattazione dettagliata del modo di gestire lambivalenza nella moda giovanile si
rimanda a Bovone (1993) e Mora (2009).
6

60

der, queer, quelli di chi si tatuato il volto o ha inserito delle protesi nella
fronte) (cfr. cap. 6).
Nella rassegna di modelli che circolano nel tessuto sociale (pubblicit,
storia, cinema, letteratura ecc.) numerosi sono gli esempi di rafforzamento
di un ordine tradizionale, in cui la differenza di genere rimane dicotomica e gerarchica (Detrez e Simon 2008). Questi rappresentano una reazione
allambiguit della comunicazione da parte degli attori sociali che accolgono
anche qualche ancoraggio sicuro insieme alla (apparente) libert di scegliere.
Nelladolescenza, in cui la trasformazione fisica e psichica genera i dubbi
maggiori riguardo allidentit, i giovani cercano di ridurre i rischi e le complessit ricorrendo alle pratiche a portata di mano nellambiente sociale
(Pietropolli Charmet e Marcazzan 2000).
Il fenomeno non si limita pi al tatuaggio dellamica del cuore o al
piercing sulla lingua, ma comprende anche la chirurgia estetica. Basti pensare al proliferare di giovani ragazzine ancora minorenni che richiedono come
regalo per le feste pi importanti un intervento che adegui il loro decollet
non ancora florido agli standard delle immagini pubblicitarie, o la pletora di
giovani uomini che al si rivolgono al chirurgo pi disponibile ed economico
per effettuare un trapianto di capelli. Mi pare che questo sia il riflesso di un
processo in corso da tempo, ma che solo ora registra picchi tali da richidere
un decreto di legge per le nuove strategie di gestione individuale del rischio
attraverso la modificazione massiva del corpo (Ddl. 30/07/10). Esso diviene centrale proprio quando incertezza e pericolo aumentano e su di esso si
ricostruisce tutto il processo di identificazione/individuazione: nel caos il
corpo diventa la prima zattera cui aggrapparsi per attraversare il mare delle
possibilit di vita (Giddens 1999; Shilling 2003).
La connotazione di genere binaria conserva valore, allora, nelle pratiche
di presentazione del corpo, orientando e strutturando lagire degli attori sociali che devono scegliere la tecnica pi appropriata per incorporare il genere. In molti casi, le rappresentazioni possono essere tolte dallo spazio simbolico trasferite nelle attivit situate come ready made, senza troppi sforzi
di personalizzazione. Non consentono una materializzazione perfetta, anzi,
sono ideali regolativi, dai quali le prese di distanza fanno parte delle possibilit che il sistema stesso offre (e si aspetta di vedere usate) dagli attori sociali.
Scegliere la forma del corpo in maniera consapevole e, di conseguenza, percepire tale scelta come libera, porta inevitabilmente i soggetti allinterno del
campo della riflessivit: chi sono e come posso controllare il mio corpo per
meglio adattarlo al modello maschile (o femminile) che conosco?
Questo parte del lavoro su di s che gli individui sono tenuti a compiere
per materializzare tratti maschili e femminili in modo comprensibile. Cos
61

facendo per si espongono a una serie di prescrizioni che mediano lesperienza del corpo:
con una tipica progressione foucaultiana tanto pi i soggetti parlano del loro mondo, esercitando su di esso un potere ed accumulando su di esso un sapere, tanto pi il
soggetto individuale si pone suo malgrado come scopo di conoscenza e di prescritti
che gli tolgono innanzitutto lesperienza ambivalente contraddittoria biografica della
propria corporeit (Stella 1998: 185).

Si potrebbe obiettare che in fondo le rappresentazioni sono nulla pi che


riferimenti vaghi, non sono leggi imposte, non comportano sanzioni legali.
Tuttavia, dicono che cosa importante, o per meglio dire vitale, e che cosa
invece occupa gli ultimi posti di una gerarchia di requisiti che si costruita
attraverso il tempo e conserva valore prescrittivo al presente. Materializzare
il genere, quindi, non pu prescindere o essere indifferente a tali prescrizioni,
perch sono il ritratto di una situazione, di un momento.
Il modello virile, ad esempio, ha avuto un ruolo fondamentale nella formazione dellidea di nazionalit, di rispettabilit e di guerra: pervadendo
ogni aspetto della storia moderna, riuscito infine a radicarsi in maniera
solida e ha portare la cultura di tutta lEuropa a riconoscerlo, come effetto,
ha prodotto nei soggetti lesigenza a conformarsi ai modelli morali e di comportamento relativi a esso (Mosse 1997).
Ma per quanto solide possano apparire nella riorganizzazione della realt
circostante, le rappresentazioni temono la cristallizzazione, modi nuovi di
dare corpo alla maschilit virile o alla femminilit enfatizzata richiedono
quindi di essere incorporati e per questo necessitano anche di tecniche flessibili. A questo punto mi pare sia necessario addentrarsi un po pi a fondo
nella comprensione delle pratiche per capire quali relazioni vi siano fra esse
e la materializzazione dellidentit di genere.

2.3. Incorporare il genere: le tecniche del corpo


La realizzazione di un senso che sia funzionale al compimento delle prassi e non mandi in crisi la fiducia fra i membri del gruppo, come ho gi detto,
dipende dalle conoscenze tacite, fra queste figurano le numerose modalit
con cui gli individui sanno come usare il proprio corpo, ossia le tecniche del
corpo (Mauss 2000).8 Questi gesti sono codificati e hanno effetti pratici, o
Le tecniche del corpo rappresenterebbero un montaggio e una concatenazione psico-biosociale, un ponte tra psicologia e sociologia, tra corpo individuale e corpo sociale. Sono,
in effetti, comportamenti che presuppongono strutture biologiche e incorporano conoscenza,

62

simbolici, inoltre, si caratterizzano per alcuni elementi distintivi: attraversano societ e gruppi sociali; preesistono e sopravvivono alle persone che le
praticano in un qualsiasi dato istante; costringono in qualche modo il soggetto che le pratica.
Ci significa che i modi in cui usiamo o trascuriamo il nostro corpo non
sono soltanto spontanee espressioni della nostra personalit, ma dipendono
da un sistema preordinato di convenzioni che la nostra cultura ci mette a disposizione. Rientrano nel novero persino le tecniche pi banali di riconoscere il corpo che abbiamo acquisito, come il saper distinguere la scarpa destra
da quella sinistra, e che ci sembrano naturali solo per il fatto che abbiamo
dimenticato come le abbiamo apprese (seppure possiamo aver avuto qualche
difficolt iniziale).
Il concetto pu essere parzialmente articolato ricorrendo alla definizione
di reflexive body techniques (RBT), ossia linsieme di quelle tecniche del
corpo che hanno come fine primario di rielaborare il corpo, cos da modificarlo, mantenerlo, o tematizzarlo in qualche modo (Crossley 2005: 9).
Questa prospettiva sottintende che i corpi sono mantenuti e modificati per
mezzo di sforzo corporeo e competenza incorporata; inoltre, incoraggia a
identificare laspetto mentale e sociale di attivit incorporate e non subordina quegli aspetti al significato simbolico e non riduce lazione incorporata
a mero comportamento meccanico.9 Le RBT, infatti, giocano un ruolo fondamentale nella costruzione del senso riflessivo del self: quando ci laviamo,
vestiamo, etc. il ritmo di oscillazione tra noi come soggetto e come oggetto
dellazione varia, mostrandoci che siamo a contatto ma allo stesso tempo
a distanza da una immagine oggettivata di noi stessi. Infatti, cos come i
movimenti del corpo non sono puri e semplici gesti, le tecniche del corpo
sono forme incorporate di conoscenza pratica e di apprendimento (Crossley
2005).10
Le tecniche di modificazione del corpo, infatti, fanno parte di quei disporagione e propriet psicologiche. Possono essere lette come unestensione della nozione durkheimiana di rappresentazione sociale, poich costituiscono delle forme collettive di saggezza
e di ragionamento che sono pre-rappresentative nella forma, cio sono forme di conoscenza
pre-riflessiva, cfr. Leveratto (2006).
9
Tale concetto, inoltre, da una prospettiva metodologica, sufficientemente concreto per facilitare lanalisi empirica e sufficientemente ricco per includere linvestigazione etnografica/
fenomenologia e analisi quantitativa, cfr. Crossley (2005).
10
Allo stesso modo potremmo dire che aggiungono una ragion pratica collettiva alla ragion
pratica kantiana, ci conferma linstabilit epistemologica della nozione di tecniche del corpo,
che pu designare secondo i casi azioni fisiche dirette e controllate coscientemente, automatismi corporei, mezzi di comunicazione non verbali ecc. e autorizza il controllo etico del suo
utilizzo cfr. Leveratto (2006).

63

sitivi che occorrono alla societ perch i membri di una comunit sappiano
come comportarsi con gli altri ed essi sappiano, a loro volta, chi un membro
del gruppo e chi non lo (de Mello 2000). Come uomini e donne, del resto,
siamo sempre socializzati a modi di comportarci e di usare o trasformare il
nostro corpo che precedono ogni nostra idea creativa sul tema e che sono necessari per confermare le ipotesi che gli altri formulano riguardo alla nostra
natura (Goffman 1979).
Il concetto di tecnica corporea incrocia, infatti, quello di habitus, ossia
una disposizione corporea acquisita o incorporata che organizza forme di
comprensione o competenza pratica (Bourdieu 1983). Le tecniche del corpo
rappresentano un perfezionamento definitivo delleducazione fisica intrapresa, laddove la nozione di perfezionamento definitivo indica al tempo
stesso un compimento e unincorporazione in un habitus ma dal carattere
irreversibile (Leveratto 2006). Una volta che abbiamo appreso che nelle situazioni pubbliche ufficiali della nostra cultura ci dobbiamo presentare con
abiti puliti, possibilmente di buona fattura e dal taglio classico, mantenendo
una postura composta, ed sconsigliabile che ci presentiamo in perizoma o
con un copricapo di piume di tucano, accovacciandoci a terra, non possiamo
pi decorporare lhabitus, o perderlo senza uscire dal nostro tempo, ossia
scorporandoci.
Questo avviene perch sia lhabitus, sia le tecniche corporee, costituiscono per i soggetti che vi fanno ricorso delle forme di ragione o conoscenza
o comprensione incorporata, pre-riflessiva (Crossley 2005: 8). Esse valgono soprattutto perch non sono messe in discussione e sono ripetute da
altri soggetti che le vedono utilizzare dagli altri membri del gruppo. Godono
insomma di qualcosa che somiglia da vicino al concetto garfinkeliano di fiducia (cfr. cap. 1) e contribuiscono a mantenere un ordine e una relazione tra
competenze e comportamenti nelle situazioni.
La conoscenza fornita dalle tecniche corporee, infatti, procede da e con il
processo di civilizzazione e con esso subisce la metamorfosi, che traduce il
controllo dei propri istinti determinato in base alla sudditanza dovuta a una
persona di ceto superiore in unautocostrizione esercitata sui desideri e sulle pulsioni, imposta dalla societ allindividuo in modo impersonale e razionale (Elias 1998). In questa nuova cornice simbolica, ogni individuo spinto
a conformarsi ai parametri di presentazione del self, riferendosi prevalentemente a se stesso. Anche rispetto al genere la conoscenza pre-riflessiva fornita dalle tecniche del corpo si incentra sulla capacit di esercitare un autocontrollo sui propri desideri e di seguire le spiegazioni impersonali e razionali
del contesto sociale. Fra queste lo spostamento dellattenzione allaspetto e
alla bellezza fisica come cartine di tornasole del successo sociale ha portato
64

dapprima le donne e poi gli uomini ad apprendere una serie di tecniche del
corpo (dieta, fitness, depilazione, uso di profumi, ornamenti, decorazione del
corpo ecc.) che implicano parallelamente una serie di autocostrizioni sulle
proprie inclinazioni. Tale comportamento non provocato da una prescrizione o da una minaccia diretta, bens da unimposizione sempre potenzialmente presente come istanza di controllo sociale: nessun gruppo sociale dice
esplicitamente ai suoi membri che devono avere un certo numero di tatuaggi
o una forma specifica del naso, tuttavia, essi lo percepiscono e si adeguano,
perch lefficacia delle tecniche corporee sta proprio nel condizionamento
che ciascun individuo impara precocemente a operare su se stesso.
In quanto consapevole delle conseguenze di una serie di atti e dei loro
intrecci, oppure in base ai corrispondenti gesti di adulti che hanno modellato il suo apparato psichico sin dallinfanzia, un individuo sa con esattezza
quali rappresentazioni deve incorporare e a quali tecniche deve ricorrere per
ottenere premi o sanzioni.11 Come ho gi accennato, nel mondo occidentale
oggi i modelli da incorporare sembrano veicolati attraverso immagini che
saturano lo spazio mediatico, soprattutto nella comunicazione pubblicitaria,
rari, e pur sempre iconici, sono invece controesempi che attingono allambito dellarte e fungono da sanzione o critica di questi modelli condivisi.12
In questo mosaico di comportamenti socialmente desiderabili o esecrabili, le tecniche di modificazione del corpo vengono promosse come strumenti
necessari a una buona performance sociale e agli attori sociali non resta che
scegliere. Gli orientamenti di esperti (chirurghi, tatuatori, piercer) che insegnano loro come materializzare identit conformi (o difformi) nella situazione in cui si trovano sono cruciali sia per la materializzazione dellidentit,
sia per la riproduzione dellordine di genere. In queste prassi si manifesta
la distinzione dal resto del gruppo. Lo scenario della tarda modernit risulta di conseguenza solcato da piccole aristocrazie corporee che non cercano
Il concetto di autocostrizione automatica e lapplicazione razionale del principio dellinterdipendenza e della valutazione delle catene di azioni che ciascuno deve prevedere responsabilmente permettono di gettar luce sul ruolo teorico del soggetto nella relazione tra piano
generale della struttura della societ e piano personale delle emozioni. Rendere il comportamento socialmente desiderabile un automatismo e farlo apparire alla coscienza del soggetto
come un comportamento che scaturisce dallinterno per sua autonoma iniziativa emancipa
tale comportamento dai vincoli di subordinazione di ceto e, soprattutto, genera in parallelo
un meccanismo di interiorizzazione delle norme. Come conseguenza di ci, il rispetto agli
standard collettivi si configura come una condizione naturale dellindividuo, scaturito dalla
sua riflessione (cfr. Stella 1998).
12
Mi riferisco in particolar modo al lavoro di Cindy Sherman, Marina Abramovic (2004) e
Vanessa Beecroft, artiste che pongono il corpo al centro delle loro performance artistiche e
investigano il tema del genere e delle politiche della costruzione sociale. Cfr. www.cindysherman.com; www.vanessabeecroft.com, 29/08/2010.
11

65

di scardinare lordine, quindi di minare la fiducia degli altri membri delle


attivit, ma semplicemente provano a sperimentare nel corpo una sorta di
differenza, vivendo nellhic et nunc per quanto loro possibile farlo.
questa forse la frontiera ultima entro cui lantico paradigma del controllo sociale
si incarna, influenzando la vita di milioni di individui, eternamente tentati da scelte
orgiastiche o ascetiche, divisi tra eccessi e continenze, obbedienti ora a discipline
mediche, ora a modelli di consumo, e dove, sempre la prima posta in palio il corpo
che si possiede, la sua adeguatezza ad essere segno o contenitore di unidentit
(Stella 1998: 186).

Il carattere fondamentalmente ordinato della distinzione di genere insieme al suo potere di fare da principio ordinatore del sistema simbolico
in generale per essere manifestato necessita quindi di adeguamento. Il
tatuaggio, la foratura del setto nasale, allallungamento dei lobi, o delle labbra, ad esempio, sono pratiche radicate nelle societ tradizionali come rito di
passaggio che mantiene ordine tra generazioni e generi, designando lapprovazione del gruppo verso chi ha compiuto una trasformazione ontologica e
morale nella direzione consona alle aspettative condivise. In simili contesti
il corpo modificato mostra che lindividuo ha avuto accesso ad un altro livello di consapevolezza, potere sociale e riconoscimento.
Nelle societ postindustriali, invece, incidere il corpo o decorarlo con dei
piercing rende chiaro che lindividuo sta effettuando un rituale individuale,
attraverso cui sceglie di manifestarsi con unidentit cui lui stesso cerca di
dare una codificazione (Shilling 2003). Ladeguamento ai parametri di genere, come ho gi detto, non una variabile ininfluente e rientra pertanto nel
processo di autocostrizione. Se lidentit (autoimposta) viene riconosciuta come momento significativo del processo di socializzazione e il corpo
conseguentemente introdotto nelluniverso simbolico,13 le caratteristiche
convenzionali del genere vengono rafforzate, o portate allo scoperto con le
tecniche del corpo.
Si tratta di una inscrizione ambivalente dellidentit che, da un lato, sottostando a un codice collettivo interiorizzato, ha analogia con le tradizioni
delle societ premoderne e tribali, nelle quali la connotazione di genere
un rituale collettivo di attribuzione dellidentit sociale. Da un altro lato,
fortemente postmoderna, perch la conseguenza di una progressiva trasformazione dello statuto dellidentit, divenuta sempre meno certa, sempre pi
dipendente dai contesti dazione e sempre pi effetto delle scelte individuali.
Attraverso procedure opportunamente selezionate, allora, la maschilit e la
13

Cfr. Giddens (1999); Shilling (2003); Turner (1985); Le Breton (2000); Polhemus (2003).

66

femminilit si materializzano come adeguamenti del proprio modo di esprimersi secondo un idioma costruito e ordinato socialmente, che oggi ruota
principalmente attorno al corpo dellindividuo.
si uomini e donne per socializzazione di comportamenti e pensieri maschili e femminili costruiti attraverso le attribuzioni di genere, piuttosto che per caratteristiche
sessuate, le quali poi trovano traduzione in specifiche culture di genere. Si uomini
e donne non per corpi, ma per ruoli, ideologie, mentalit, saperi, il cui effetto cumulativo la produzione sociale, culturale e soggettiva della propria e dellaltrui
corporeit (Stella 1998: 184).

Se lincorporazione del genere, o per meglio dire lespressione dellidentit di genere attraverso il corpo, dipende sempre meno da fattori biologici o
terapie cliniche (psicologiche, psichiatriche o farmacologiche), tuttavia nel
corpo che si manifesta leffetto materiale di una serie di pratiche condotte
nella quotidianit che sono il riflesso di poteri specifici quali la tecnologia
(Haraway 1995), la visibilit (Braidotti 1996) e la mobilit (Pitts 2003). A
questo i soggetti ricorrono per compilare da soli la propria biografia e rendono chiaro che non sarebbero i caratteri sessuali a definire il nostro essere
maschi o femmine, ma piuttosto il nostro modo di entrare in interazione con
gli altri. E come possiamo usare le tecniche giuste quelle che sappiamo
apportare premi e non sanzioni per dare corpo al racconto della nostra
identit? Occorre ora interrogare il corpo.

67

3. Tra pratiche e discorsi. Il corpo ordinario


Ce quil y a de plus profond, cest la peau.
Paul Valery

Il corpo non mai stato tanto presente quanto oggi nei discorsi della cultura del consumo, del loisir e dello spettacolo. Divenuta sinonimo di oggetto
da esibire, manipolare o trasformare, la corporeit delimita concettualmente
il territorio privilegiato per le nuove battaglie fra diversi tipi di potere e interessi sociali, economici, politici e rende sempre pi sottile e invisibile la
forza del controllo sociale (Turner 1985).
Attraverso il corpo i mutamenti della lingua, della tradizione, del senso
di identit vengono ripresi e messi in dubbio, lungi dallessere un luogo fisso e dato per scontato, il corpo individuale riapre cos questioni mai chiuse
sulla necessit di essere un soggetto della storia, della cultura e della psiche.
Questo per al tempo stesso sradicato perch deve rispondere alle domande
dellesistenza con le categorie del movimento e della metamorfosi (Chambers 2003).
La trasformazione avviene in due sensi: fa in modo che le regole vengano
incorporate e che il corpo individuale si trasformi in un segno e in un testo
del mondo che abita (Stella 1998). Ci dipende dal fatto che il mondo stesso
una elaborazione individuale quotidiana e incessante e non sembra pi reggersi su una struttura vincolante e immutabile in cui le posizioni sociali sono
definite e controllate dallesterno: ciascuno deve scegliere nella complessit
i comportamenti e gli stili di vita, ma non lo pu fare una volta per tutte, perch la razionalizzazione ha moltiplicato le pratiche politiche e simboliche
la razionalizzazione burocratica di ogni sfera della vita non ha portato a modelli
sociali rigidi e chiusi, ma ad una complessit di scelte, comportamenti e stili che
si afferma, innanzitutto, come moltiplicazione incessante delle pratiche politiche e
simboliche di azione (ivi: 185).

Come ho gi detto (cfr. par. 2.3), fra tali pratiche anche la definizione della forma del corpo, con i connotati di genere, diventa un compito e il lavoro
da compiere per modificare il proprio aspetto, anche radicalmente e, alla fine,
diviene una pratica tanto diffusa da risultare ormai un luogo comune (Le
68

Breton 2002). Il corpo, rimodellato in base alle circostanze storico sociali


in cui i singoli individui vivono, non lascia pensare a una forma comune (o
a una forma eccellente), dato che gi ripropone qualche caratteristica inevitabilmente soggetta allinflusso delle trasformazioni generali della societ
(Ory 2008). I mutamenti sociali e culturali avvenuti nellultimo secolo hanno, infatti, messo profondamente in discussione la diversa mentalit con cui
il corpo sociale viene oggi definito e con cui il carattere di un corpo individuale pu risultare ordinario.
Ci che fa corpo , infatti, una simbolizzazione socio-storica caratteristica di ciascun gruppo: esiste un corpo greco, un corpo indiano, un corpo occidentale moderno, certo occorrerebbero ulteriori suddivisioni, ma nessuno di
questi identico allaltro, nessuno stabile. Riprendendo la metafora della
messa in scena (cfr. par. 1.2), ciascuna simbolizzazione pu essere letta come
un teatro di operazioni: tagliata conformemente ai quadri di riferimento di
una societ, la corporeit della vita quotidiana fornisce uno scenario per le
azioni che la societ privilegia e su questo palco alcune sono tollerate, alcune
accettate marginalmente, altre ancora sono escluse.
Il corpo ordinario, dunque, sostanzialmente unidealizzazione, a sua
volta simile a unistanza simbolica avvolgente, che inserisce tutti gli individui di un gruppo sociale in una rete di significati, pratiche e credenze (Le
Breton 1990). Appare nuovo, per, che la modificazione dei caratteri visibili
dei corpi vissuti diventi sempre pi invasiva e si configuri come tale per un
gruppo sempre pi ampio e diffuso di individui, avviato a rafforzare definiti
criteri estetici ed etici di controllo sul corpo. Ordinaria diventa cos anche
la coercizione costante e attenta a decodificare i dettagli infinitesimali della
costruzione del corpo secondo un modello definito e condiviso. Gli attori
sociali hanno sempre pi a che fare con un modello totalmente asettico e
astratto, che cerca apparentemente di seguire le regole del mercato e colpevolizza i corpi che non si adeguano, o non sanno adeguarsi a esso (Holiday
e Sanchez Taylor 2006).
La seconda met del Novecento ha visto realizzare con unefficacia inedita il progetto di creare una vita senza malattie, di accompagnare gli individui nel processo dinvecchiamento, di educare i bambini, di ridurre il tasso
di mortalit infantile. Questi fattori hanno consolidato lapproccio al corpo
come processo di riappropriazione e hanno tradotto il destino biologico in un
progetto a lungo o lunghissimo termine, tale da spostare progressivamente
il confine tra ci che dipende dallindividuo e ci che indipendente dalla
sua volont (Queval 2008). In questo scenario, dalla stampa femminile alle
riviste di moda, dagli articoli sulla cura di s, e della propria bellezza, ai
nuovi magazine dedicati al pubblico maschile una valanga di rappresenta69

zioni convergono e mettono il corpo in gioco allinterno di sistemi di segni


mutevoli ma di grande potere (Banner 1983; Easthope 1986). Al pubblico
vengono fornite conoscenze sul corpo che attingono ai campi pi disparati,
miscelando saperi colti e vulgata, lasciando sottotraccia il messaggio che
ogni azione sul corpo responsabilit individuale. Possiamo cos vedere che
semiotica, fenomenologia, psicologia, sociologia e storia partecipano insieme, e con contributi specifici, alla costruzione del sapere comune sulla nuova
corporeit.
Lo sguardo del semiologo perlopi si raffigura il corpo come uno
strumento,1 un accessorio della comunicazione verbale che gli attori sociali
possono impiegare per rafforzare, replicare o completare ci che dicono con
le parole. Questa rappresentazione pu fornire giustificazioni razionali a tutti
gli effetti quando gli attori sociali si trovano a rendere conto delle scelte che
hanno fatto su come presentarsi: il corpo proprio pu prestarsi a qualsiasi
tipo di segnalazione, riuscendo a estendersi fino a contenere lespressione
incontrollata di tutti i segni (il mostro), o a raccogliersi nello spazio minimo
di un segno per renderlo significativo di una intera realt (il simbolo), ci
che conta in entrambi i casi il risultato, ossia lintenzione comunicativa individuale. Questo un tipo di conoscenza che gli attori sociali acquisiscono
attraverso le immagini pubblicitarie e che le riviste insegnano a leggere e
riprodurre in maniera esperta (cfr. cap. 4).
Anche attraverso lenti fenomenologiche la corporeit viene rivelata al
senso comune, in prima battuta, come un utilizzabile, qualcosa che permette di fare, di afferrare altri oggetti-utilizzabili, di compiere azioni nello
spazio circostante e solo successivamente appare come lorigine del senso,
ci che sta alla base dellazione e dellintenzionalit. In questa prospettiva
non pi n un oggetto n uno schema concettuale, ma usa il mondo come
un punto dappoggio. Ci permette a un individuo di inerire a se stesso perch inerisce al mondo (Merleau-Ponty 1965). Operare una trasformazione
del nostro corpo, quindi, significa modificare lo schema che ci fa comprendere il nostro mondo e che ci fa agire in esso. La vulgata per ne fa un oggetto
da abbellire, che serve sostanzialmente a manifestare il proprio gusto e ad
esprimere limpulso creativo (cfr. cap. 6).
La trasformazione, quindi, non superficiale. Infatti anche se la dimensione corporea appare immediatamente come un io-pelle (Anzieu 1994),
un involucro sensoriale e psichico, quella membrana che separa e mette in
contatto un me e un mondo per me non un mero contenitore materiale,
il corpo adiuvante gesticolante, opposto a quel modello psicanalitico che ne fa lorigine
e il luogo delle energie pulsionali e delle rappresentazioni psichiche (Fontanille 2004: 191).

70

bens una realt e attraversa molte trasformazioni,2 rispecchiando contemporaneamente linstabilit e la necessit del nostro legame con il mondo e il
corpo sociale. Questo quanto la psicologia pu dire e quanto rimane nella
spiegazione di chi agisce sul corpo per impartirgli una disciplina: laspetto
psicologico e le emozioni sono temi su cui necessario acquisire un set di
conoscenze adeguato e sensibilizzare il resto del gruppo (cfr. cap. 5).
Il discorso sociologico parte da questo legame, in cui lazione sul corpo
ha a che fare con il contesto sociale e sembra generare al presente un modello
preponderante di simulacro corporeo: un corpo inodore e privo di pori, di imperfezioni o delle caratteristiche che lo rendono unico e vivente (Baudrillard
1981). Questo corpo laminato, tipicamente postmoderno, uno strumento
perfetto per mettere in pratica quellomogeneizzazione con cui gli individui
riproducono gusti, preferenze e comportamenti (Featherstone 1991). Un processo in cui gli attori sociali si mostrano abili mercanti di loro stessi e danno
corpo ai desideri stimolati dalla cultura commerciale (cfr. cap. 7).
Queste diverse letture, che comunque dipendono da un processo storico
ricostruiscono per parti il corpo di un epoca, originando discorsi differenti
ormai ricuciti come abiti incorporati dai soggetti. In essi si celano i presupposti ordinari per usare il corpo in societ, spesso anzi diventano la spiegazione
razionale e impersonale per controllare il proprio comportamento affinch
il corpo sia una buona cassa di risonanza del self percepito. La specificit
dellestetica contemporanea risiede, infatti, nella soggettivazione apparente
del progetto, nella moltiplicazione dei mezzi per realizzarlo e nellinscrizione di questa estetica in temporalit distinte, riflesse le une dalle altre
(Queval 2008: 138).
Un fatto di cui gli attori sociali della tarda modernit sembrano abbastanza
consapevoli che al corpo si deve riconoscere una posizione liminale, perch si interpone nella relazione fra coscienza e mondo e diventa per ciascuno
la membrana in cui circolano simboli, oggetti, schemi percettivi della realt
sociale. La capacit di leggere queste codificazioni sui corpi interconnessa
alla crescente capacit di riconoscerne la presenza in se stessi, come spiega
questa professionista di piercing, larma a doppio taglio per lespressione del
self proprio la visibilit
Io non sono mai stata una modaiola e mi sono resa conto che mi vestivo come vedevo i manichini lanno scorso, per quanto penso di non essere una persona non
assoggettabile alle mode il continuo martellamento visivo mi era entrato dentro. Io
Preservazione, contenimento, para-eccitazione, filtro qualitativo, connettore intersensoriale,
ricettore del piacere e del dolore, barriera di ricarica e di scarica energetica, superficie discrizione delle tracce significanti esterne.

71

mi sono resa conto che da tre anni avevo sacrificato una parte un mio modo di vestire
comodo, mi son svegliata e mi son detta ma no, ma questa non mia. Perdiamo
noi stessi ci alieniamo perch abbiamo un bombardamento mediatico, e cartelloni, e
le persone stesse che magari son pi vittime di altre e te la ripropongono per strada
e piano piano ci si autoconvince che giusto vestirsi o fare tante cose. Noi siamo
ormai vittime della visualizzazione. // E questo vale per tutto. //Lo vedo, lo vedo, lo
vedo, lo vedo, lo accetto. E se lo accetto poi decido di farlo. Pi persone lo fanno pi
ho lautorizzazione di poterlo fare, pi mi sento meno solo nel farlo. (P5)

Il corpo, quindi, non acquista un significato per il fatto di essere concreto


e materiale, n perch agisce in un contesto socioculturale che gli d senso, ma piuttosto perch cangiante: la cosa che si trasforma allinterno
dellambiente che pu contenerne i segni culturali (tatuaggi, incisioni ecc.) e
pu far parte del modo sociale come piccolo museo della storia individuale.
Esso per pu anche essere la sorgente della trasformazione sociale, divenendo lespressione di desideri di autonomia rispetto alle regole sociali
che cercano di normalizzarlo, come ha spiegato una intervistata, facendo
riferimento ad un ampio tatuaggio fattosi eseguire sulla schiena poco tempo
prima: se vuoi cambiare il mondo devi partire da te stesso(T1).

3.1. I limiti del corpo ordinario: lidioma corporeo


Il corpo traccia un limite concreto nelle situazioni sociali e riveste una
posizione privilegiata nella circolazione simbolica che caratterizza la realt
sociale, dove la maggior parte dellattivit dei soggetti legata allelaborazione interiore dei significati (Baudrillard 1981). Ingenuamente potremmo,
allora, dire che i limiti del corpo sono quelli del corpo materiale individuale.
Tuttavia, la dialettica che si verifica nel corso del processo di socializzazione
unesperienza duplice di incorporazione e di aggiustamento, nei momenti
delleducazione3 tutte le conoscenze impartite partecipano alla trasmissione
della coesione sociale secondo un ordine di genere, ma solo le tecniche del
corpo costituiscono un perfezionamento di questa conoscenza, laddove le
altre sono perlopi fasi di apprendistato o istruzioni utili. Ci che la socializzazione apporta dallesterno ai soggetti dunque qualcosa che faticosamente
i soggetti potrebbero trovare dentro di s e che si affina nel corso della vita
Mauss (2000) riflette su questo tema considerando liniziazione dei ragazzi, procedura che
determina la distinzione in due sessi, ed separata dalleducazione in senso lato. In sei tappe,
nelle quali vengono impartite varie conoscenze relative a tecniche del corpo; tecniche manuali; tradizioni tecno-scientifiche; educazione estetica; educazione economica; educazione
giuridica e religiosa si costruisce uneducazione intensiva.

72

con un continuo lavoro di addestramento del corpo (Vigarello 1978). Il corpo


pertanto sottoposto a una gestione sociale: obbedisce a delle regole, segue
dei rituali di interazione, ha delle messe in scena quotidiane, cos come delle
deviazioni alle regole.
Questobbedienza si manifesta trovandosi in interazione faccia a faccia,
in cui il soggetto mette in gioco informazioni che lo riguardano, non si solo
parlando, ma anche attraverso la comunicazione non verbale, ossia con il
modo di vestire, di muoversi, di mantenere la postura, di modulare la voce,
di gesticolare, di usare il trucco o la mimica facciale. Come ho gi detto (cfr.
2.4), le tecniche del corpo ci dicono come la nostra comunit usa il corpo,
ma non servono solo a guidare lindividuo che non saprebbe altrimenti come
comportarsi, sono anche possibilit di comunicazione istituzionalizzate, che
costituiscono un vero e proprio idioma del corpo (Goffman 1988: 35), capace di evocare nellattore sociale ci che richiama negli altri che si trovano
di fronte a lui. Molti elementi possono essere regolarizzati e ci consente di
regolare il proprio comportamento in pubblico. Infatti, decodificare quanto
espresso dal corpo serve anche a regolare la comunicazione, che potrebbe
invece essere messa in crisi da elementi atipici, non regolamentati, che stridono nella routine.
Piercing, tatuaggi e rinoplastica, in linea generale possono rientrare nel
concetto di idioma corporeo, in quanto contribuiscono ad articolare la capacit di significazione del corpo individuale. A volte, passano inosservate, divenendo normali orpelli del corpo, come lo possono essere gli abiti,
lacconciatura, gli occhiali da vista, ma esattamente come questi elementi,
la loro eventuale non conformit ai parametri condivisi che genera distorsioni nella comunicazione e empasse nel riconoscimento dellidentit di un
individuo. Ogni societ, infatti, ha il suo corpo, cos come ha la sua lingua,
costituita da un sistema pi o meno raffinato di scelte tra un incalcolabile insieme di possibilit fonetiche, lessicali e sintattiche e le interazioni della vita
quotidiana inevitabilmente coinvolgono una serie di mimiche e gesti specifici. in base a questo set di conoscenze incorporate che sappiamo in quale
misura toccare, guardare linterlocutore, quale postura dobbiamo assumere,
quale distanza tenere, cosa possiamo dire e cosa meglio tenere fuori dalla
routine. Da un lato, mettere in mostra i propri piercing o tatuaggi pu far
pensare a comunicazioni a cui si attribuisce grande priorit, perch si tratta
di una sorta di filtro, test di trasmissione che tali informazioni siano estremamente importanti e debbano essere tenute in conto ancor prima di stabilire
una relazione con la persona che li porta (Pietropolli Charmet e Marcazzan
2000). Daltro lato, potrebbe anche far precipitare la situazione, suscitare imbarazzo o vedere ingabbiata la propria identit nella casella dello stravagante
73

o delloutsider. In quale misura, allora, oggi tatuaggi, piercing, scarificazioni,


interventi di chirurgia estetica articolano lidioma corporeo?
Le regole per la gestione del corpo sono state ridefinite in poche generazioni, nel retroscena, nello spazio privato occorre prestare sempre pi attenzione a se stessi con strumenti opportuni (bilance pesa persone, specchi)
abbandonando restrizioni e rigidit:
[si verificato] un analogo mutamento dei valori morali cui si possono ricondurre i
segni multipli di una tendenza globale del corpo ad abbandonare le restrizioni puritane che gli imponevano un contegno composto di rigidezza nel portamento (stai
dritto), di modestia nello sguardo (abbassa gli occhi), di lentezza negli spostamenti (non correre) e di distacco dal corpo dellaltro (mantieni le distanze) (Ory
2009: 139-140).

La morbidezza e la flessibilit in tutte le sfere sociali hanno occupato lo


spazio che spettava al rigore e, sia nello spazio privato sia in quello pubblico, le occasioni di contatto fra i corpi sono andate aumentando al punto che
lidioma del corpo ha attraversato una vera e propria rivoluzione epidermica (Ory 2008), effetto di una democratizzazione amplificata e sostenuta
dalla crescita dellindustria della cosmesi delle pratiche di cura ed estetizzazione del corpo. Come i nuovi parametri di igiene e le nuove parure corporee hanno influenzato in modo pi o meno duraturo ampi strati della societ,
cos leconomia e la tecnologia hanno accompagnato, reso possibile e amplificato una tendenza di cui non erano lorigine: lerotizzazione del corpo, che
diviene il tratto dominante della comunicazione non verbale.
La potenzialit dellidioma del corpo vasta e pu investire qualsiasi
aspetto interessi allindividuo che li usa, in prevalenza, tuttavia si esplica nel
fornire informazioni sugli attributi sociali di chi agisce, sul suo concetto di
s, degli altri presenti e della situazione (Goffman 1971: 36).
Per quanto lidioma non sia codificato con un lessico e una sintassi precise, tuttavia il corpo che presentiamo in interazione sempre il risultato di un
progetto [body project] nel quale confluiscono cultura, intuizioni sullautenticit e capacit di gestire le impressioni.

3.2. Le possibilit del corpo ordinario: il body project


Lidioma del corpo comprende, dunque, modalit sempre pi diffuse
nel corpo sociale di affermare, negare, esibire, concretizzare, produrre e riprodurre precise strutture culturali, ossia specifici modi sociali di leggere e
attribuire senso ai requisiti di genere, classe, razza e sessualit (Atkinsons
74

2003; Pitts 2003). Appare chiaro a questo punto che usare un discreto paio
di lenti a contatto ha qualche analogia con un ben pi plateale anello portato
al naso. In entrambi i casi, tuttavia, il soggetto sta ricorrendo alle tecniche
riflessive del corpo e opera una modificazione del proprio aspetto riferendosi
a parametri culturali specifici, nel primo caso pi occidentali e relativi alla
salute, nel secondo caso pi esotici e tribali. Come ho gi accennato allinizio di questo capitolo, la centralit del corpo nelle pratiche quotidiane una
delle prerogative della tarda modernit, ma anche leffetto di una crescente
accettazione sociale di uno stato di variazione permanente del corpo, in cui
confini e identit si confondono con lesterno e stabiliscono un flusso ininterrotto di scambio: il corpo flusso (Codeluppi 1995: 85). Poich il corpo
percepito e vissuto come qualcosa di incompiuto, un progetto da proseguire
[body project], discipline specifiche come tecnologia, scienza, medicina, cultura possono e devono completare il piano (Shilling 2003).
Per realizzare il progetto sul corpo le possibilit a disposizione di ciascuno sono oggi molte e si differenziano, non solo per tipologia ma anche
per costi e durata.4 Si pu scegliere di fare un piccolo foro al mento che
scomparir senza lasciare tracce vistose della sua esistenza una volta tolto il
gioiello, cos come si pu arrivare a rimodellare lintero corpo con ripetute
(e costose!) sedute dal chirurgo estetico. Da un lato queste pratiche hanno
finalit di individuazione, in quanto sono destinate a compiere una precisa
narrazione identitaria; dallaltro, rivelano lidentificazione con un gruppo,
poich appaiono come comportamenti appresi. Ma in quale misura possiamo
parlare di progetti scelti?
Il primo aspetto comune dei body project costituito dallatto di inscrivere nel corpo un set di simboli, che connota interdipendenza, posizione
sociale, e differenza personale allinterno di una configurazione (Atkinsons
2003). Il processo di civilizzazione ha reso i soggetti sempre pi attenti alle
conseguenze del proprio modo di comportarsi e le trasformazioni nei costumi e nei parametri di attenzione al corpo richiedono un self sempre in
performance, ossia un corpo sempre capace di leggere il contesto culturale
per guadagnare riconoscimento sociale (cfr. cap. 1). Nelle societ tardo moderne, infatti, debolezza e distanza caratterizzano i legami tra gli individui,
che sono il risultato di unadesione volontaria al gruppo, marcata da segni
opzionali, decorativi, non-permanenti e narcisistici. Al contrario del tribalismo tradizionale, che genera marchi corporei obbligati per i membri di una
societ coesa, caratterizzata da legami forti (Turner 1999). Manipolazioni,
frammentazioni e deformazioni del corpo flusso si caratterizzerebbero, dun4

Cfr. Glossario.

75

que, per la dimensione estetica pi che per quella etica, essendo rituali che
non producono quelle norme o quei valori che servono a rinsaldare il gruppo, ma piuttosto confermano al soggetto che sta fluendo liberamente verso
lesterno, per perdersi nel corpo sociale.
Messo da parte il punto di riferimento del modello narcisistico, il corpo
oscilla in una deriva senza fine (Codeluppi 1995: 87), passando spesso da
un progetto a un altro e ha tipologie diverse a disposizione, che possono essere suddivise in base allinvasivit, allo scopo e allesposizione pubblica
in body project di camuffamento, estensione, adattamento e ridefinizione
[redesigning] (Atkinsons 2003). Pi accessibili e accettati di quanto si possa
immaginare, i progetti sul corpo della tipologia del camuffamento coprono,
nascondono, mascherano o potenziano esteticamente il corpo biologico, ricorrendo a pratiche non invasive che producono modificazioni temporanee
(make-up, abbigliamento o uso di deodoranti e profumi).
I ritocchi funzionali, invece, che compensano o cercano di superare alcune limitazioni fisiche rientrano nella tipologia dellestensione e potenziano
le performance corporee in maniera non invasiva, ponendo laccento sullinnovazione dei metodi usati.
Il mantenimento fisico come fine in s centrale nei progetti sul corpo
della tipologia delladattamento che possono avere ragioni estetiche (perdita
di peso, depilazione) e/o mediche (ablazione di masse a fine preventivo).
Lesibizione di questi progetti in pubblico ambivalente, varia cio a seconda del progetto: alcuni sono esibiti per influenzare la percezione che il pubblico ha del soggetto, mentre altri vengono tenuti segreti per non suscitare
sanzioni negative o produrre immagini deleterie del proprio self.
I progetti di ridefinizione, infine, sono prevalentemente invasivi e dolorosi. Si tratta, del resto, dei meno comuni, dal momento che ricostruiscono
letteralmente il corpo in maniera duratura; riguardano i contorni della carne,
la durata degli organi, la forza delle giunture e dei legamenti, la pigmentazione della pelle ecc. e non solo per potenziamento estetico delle forme
corporee come avviene spesso per gli interventi di chirurgia estetica , ma
anche performance corporee inibite o venute a mancare in seguito a eventi
traumatici.
Questa tipologia di progetti sul corpo richiede il maggior livello di impegno e grande attenzione al contesto, un pubblico sensibile che conferisca un
riconoscimento positivo al corpo trasformato.
Seguendo queste diverse strade, ciascuno, mentre mette in scena il suo
self, pu mostrare anche in che misura si sta adeguando al codice culturale
inerente a corpi e norme di rappresentazione, impegnandosi personalmente
a comunicare la sua versione delle abitudini corporee culturali apprese. Sep76

pure sia interpretabile come un azione individualistica o un rituale privato


(Shilling 2003; Le Breton 2002), attraverso linterazione e limitazione,
che coinvolgono anche altri soggetti fornitori di servizi di cura del corpo
(parrucchiere, tatuatore, chirurgo estetico ecc.), che il progetto sul corpo
reinterpreta la relazione al mondo sociale. Anzi, spesso la rivelazione di
una relazione con una dimensione percepita come troppo vasta e complessa,
nella quale lattore sociale rischierebbe di perdersi, se non si fosse dato dei
segnali che gli permettono di illuminare il suo percorso di vita (Le Breton
2002). In pi, poich le pratiche di trasformazione vengono per la maggior
parte intraprese per essere mostrate agli altri, il gioco dei ruoli porta gli
autori dei progetti sul corpo a immedesimarsi costantemente negli altri che
ne vedranno il risultato.
Entro quali limiti allora questi progetti possono essere considerati trasgressivi o capaci di rafforzare i codici culturali? Le tipologie oggetto di
questo studio piercing e rinoplastica in primo luogo, ma anche tatuaggi e
scarificazioni risultano leggibili a chiunque si trovi in compresenza con il
soggetto che li ha scelti. In una situazione di tipo quotidiano, costituiscono
parte della comunicazione focalizzata e attraverso la negoziazione portano a
ricercare laccordo sul loro significato e sui pezzi di biografia gi noti. Negoziare i significati dellespressione corporea per un lavoro ambiguo. Mentre in un gruppo sociale nessuno pu usare tutto il lessico (lintero idioma
espressivo) o anche una porzione apprezzabile di esso, tutti sono provvisti
invece di una buona competenza del medesimo repertorio dei simboli del
corpo. I corpi modificati e le pratiche di modificazione impiegate entrano
nel lessico solo quando c accordo in linea di massima sulle possibilit di
decodificare il messaggio. Tatuaggi, chirurgia estetica hanno guadagnato la
ribalta della comunicazione massmediale: lo spazio e linsistenza con cui i
programmi-contenitori della televisione generalista e quelli tematici dei canali a pagamento rivolgono a piercing e a molte altre pratiche di modificazione dalle interviste ai professionisti alle performance dal vivo insieme
ai recenti pseudo-reality (Bisturi, Plastic Fantastic, Extreme Makeover) sulla
chirurgia estetica, alle immagini pubblicitarie di corpi tatuati e forati (o alterati in stili eterogenei), hanno prodotto una vera e propria alfabetizzazione
dello sguardo riguardo alle strutture del nuovo linguaggio corporeo (Morgan
1998). Tuttavia, una concomitante acquisizione ideologica in corso e continua a trovare appassionati e frequentatori occasionali, mostrando la possibilit di ampliare il ventaglio delle modificazioni interpretabili e decodificabili
ben al di l di quello cui il pubblico ormai esperto avvezzo.

77

3.3. Lavoro sul corpo, lavoro di socializzazione


La comprensione di un idioma comune del corpo anche uno dei motivi
per cui si definisce come societ un gruppo di individui (Goffman 1971).
Diversi modelli hanno articolato il lessico dellidioma corporeo condiviso
oggi dagli attori sociali della tarda modernit. La panoramica fornita sulle
ricadute delle trasformazioni socio-storiche sullidentit di oggi (cfr. cap. 1),
indica come quasi tutti gli individui siano impegnati a fare di s un bricolage
di elementi che dicano qualcosa della loro identit, della loro comprensione
del mondo e della loro capacit di stare o meno con gli altri. Ogni individuo
risulta seriamente affaccendato a scegliere il copione che meglio descrive
il suo modo di stare bene con se stesso. Questo potrebbe erroneamente
portare a pensare che ciascuno sia preso nel proprio lavoro su di s, facendo
precipitare lespressione in una miriade di monologhi.
Al presente, almeno a uno sguardo superficiale, sembrerebbe invece prevalere una forma di discorso, che funge da vero e proprio idioma del corpo:
il corpo giovane, bello e in forma, ossia quello della cultura commerciale.
Questo corpo rivela due costituenti di base: il corpo interno e il corpo esterno
(Featherstone 1991). Il primo riguarda gli aspetti pi legati alla salute e al
buon funzionamento dellorganismo, quindi alla sua cura e alla protezione
dalle malattie; il secondo rappresenta la dimensione dellapparenza, laspetto
fisico e la capacit di controllo, gestione del comportamento e dei movimenti
allinterno dello spazio sociale. Questultimo, in particolare, anche se le due
categorie si incrociano e si condizionano reciprocamente, diviene centrale
per linterazione in pubblico e per le impressioni che scaturiscono da essa,
da un lato, per la capacit di esercitare potere sul corpo (e per suo tramite),
dallaltro, per la dimensione estetica che lo caratterizza.
Lesplosione di fenomeni generati dallattenzione per la dieta e per la
forma, promossi allinterno della cultura del consumo a partire dagli anni
Settanta e Ottanta, ha portato un numero crescente di individui a lavorare
sul proprio aspetto, ossia sul corpo esterno, per suggerire il perfetto stato del
corpo interno. Le ricadute sociali sono state sia economiche sia etiche: si
andata diffondendo lidea che, investendo un po denaro e di energie, il corpo
si pu trasformare e pu raggiungere lideale di giovinezza, forma fisica e
bellezza che garantisce il successo e il riconoscimento sociale a chiunque lo
voglia (Featherstone 1991). Tale modello ideale procede nel tempo e si materializza in una serie di passaggi, dapprima come corpo razionale, poi come
corpo-materia plasmabile e, infine come corpo estetico (Travaillot 1998).
Ciascuno di questi modelli ha caratteri specifici e incrocia la costruzione
dellidentit, attribuendo al processo una variazione di senso che non scom78

pare del tutto, ma rimane latente per essere attivata in unarena specifica al
momento opportuno.
La produzione del corpo razionale compiuta a titolo individuale e collettivo. Esso scaturisce come effetto di un intreccio progressivo fra la cura di
s, salute e i regimi di igiene pubblica. La cura di s viene a definirsi come
unattenzione che ciascun individuo deve rivolgere a se stesso per segnalare
la presa di coscienza della propria identit, di una specificit umana riguardo
al ben vivere, ai tempi e ai fini per differenziarsi e stare in relazione con lambiente sociale. Si riscontra dapprima come pratica nella Grecia antica, poi
nella dottrina cristiana assume i connotati dellesame di coscienza e spinge il
processo di soggettivazione nella direzione dellinteriorizzazione e del senso
di colpa: lindividuo non pi solo soggetto di unidentit di cui si prende
cura a partire dal corpo, ma anche responsabile di un mondo interiore, di
una tempra morale da manifestare concretamente come riflesso della somiglianza a dio. Il corpo diviene un tempio da non toccare e non profanare,
ossia da non modificare con pratiche culturali che apparirebbero inadeguate
e illecite in quanto mascherano e abbruttiscono lopera divina.
Lintervento successivo della pratica medica e la sua attenzione per il
buon funzionamento dellorganismo, epitomizzate nello sguardo anatomico,
trasformano il modello del corpo razionale in un corpo come materia plasmabile, legando la bellezza alla medicina. Questa disciplina crea una nuova
forma di bellezza unita a bont [kalokagatha], ridefinendo la corporeit nel
legame tra bello e sano. Gli individui sono quasi spinti a confrontarsi con
unincrementata riflessivit riguardo alla vita e al suo significato e pertanto
non possono evitare di assumersi la responsabilit del design del loro stesso
corpo. Lo sviluppo delle tecnologie e la loro diffusione sul mercato contribuisce a rendere pressoch inevitabile lincontro degli attori sociali con esse e
la stimolazione del desiderio di trasformarsi, come se mancassero di qualche
caratteristica necessaria: il corpo pu e deve essere costruito come il modello
vigente richiede, seguendo la moda, lo sguardo degli altri e le tecnologie,
perch lapparenza e la presentazione del corpo possono materializzare il
self (Sennett 1976) e procurare la fiducia del resto del gruppo.
Lultimo passo verso il corpo estetico viene compiuto nel momento in
cui moda e medicina si incrociano nel registro dei cosiddetti abiti intelligenti, a cui si associano anche dietetica e sport sempre pi intrecciati per
completare la produzione di una bellezza calcolata, ossia voluta e nutrita da
un paradigma medico (Hughes 2000). La bellezza sembra aver ampliato la
panoplia dellapparenza, comprendendo qualsiasi modalit di intervento sul
corpo: dal tatuaggio al nail styling, dalla chirurgia estetica al parrucchiere, la
schiera di esperti al servizio dellindividuo apparentemente infinita e alla
79

portata di tutti. Incrociando il concetto di salute e quello di bellezza nutriceutica, meditazione e arti marziali entrano nei percorsi per adeguare il corpo
a un modello riconosciuto (Remaury 2006). Anche il concetto di tecniche
del corpo diventa elastico e si ridefinisce in relazione alle mutate esigenze
culturali, che progressivamente ampliano il concetto di cura di s e, parallelamente, incorporano una serie pi variegata di nuove tecniche per far fare al
corpo quello che il modello sociale richiede.
Il modello del corpo come materia plastica affonda le sue origini nellilluminismo e dipende da ragioni principalmente igieniche. Esso si pone come
pietra di paragone per ciascun individuo che pu, pertanto, pensare di costruirsi, di diventare quello che vuole. Tuttavia, ciascun individuo spinto
a vivere non solo langoscia dellerrore, ma anche della stigmatizzazione
dellerrore: un corpo non in forma (oppure non a norma) sinonimo di colpevolezza, di cattiva volont, viola cio la fiducia, la tonalit morale delle
pratiche. Inoltre, rovesciare il progetto sul corpo comporta tempo e fatica:
dimagrire, ingrassare, subire un intervento di chirurgia estetica richiedono
tempo. Ora, la durata del corpo materiale e di conseguenza del corpo psicologico, pu suggerire lidea che si tratti di un processo di soggettivazione
originale, poich unidentit viene in tal modo costruita e adattata, in verit
emerge un altro aspetto fondamentale: il corpo non pi solo inserito e modellato dalla singolarit, ma viene vincolato alla temporalit di un progetto,
pertanto laddove sembrava essere scomparsa, una sorta di norma ricompare:
il corpo ha le sue leggi (Leveratto 1999).
La produzione del corpo estetico ha come motore e come fine la costruzione identitaria attorno a un me corporeo idealizzato, interiorizzato ed
esteriorizzato, costituito da pelli dei tessuti, nei due significati del termine
le cui strutture sovrapposte sono dei dispositivi tanto di sapere quanto di
potere (Queval 2008; Foucault 1971). Questo corpo anche per il riflesso di
una paura di perdere il controllo della situazione e quindi della propria vita.
Norbert Elias (1978) ha mostrato bene come sia difficile per una persona
dal corpo deforme o dallaspetto malsano raggiungere gli apici della gerarchia sociale. Ma come Susan Bordo (1997) ha poi rilevato, oggi laccento
non viene tanto posto sulle caratteristiche biologiche, ma sullimpegno a
gestire e controllare il corpo per conformarlo ai canoni: possiamo tollerare
qualsiasi difformit a condizione che lindividuo se ne faccia carico e cerchi
di adeguarsi al modello condiviso, mostri insomma di essere sulla via della redenzione. In questa prospettiva, lestetica diviene quasi esclusivamente
una questione di impegno personale verso un valore condiviso, ossia si colora di tonalit etiche: non ci sono corpi brutti, ma solo soggetti con una cattiva
volont. Sembra dunque che il progetto sul corpo non sia solo unesigenza
80

che viene stimolata dalla riflessivit individuale (Shilling 2003), ma si innesti sulla fiducia che ogni attivit ordinaria richiede per essere compiuta. Farsi
piacere un modo per non far cadere questa fiducia, per mostrarsi membri
competenti che sanno che per condurre le attivit non bisogna mai dimenticare che
un corpo magro in buona salute, unandatura armoniosa, dei tratti regolari e una
pelle curata, oltre ai benefici del benessere secondo i criteri medico-sportivi e la
soddisfazione narcisistica, rimangono i pi piccoli comuni denominatori dellapprovazione collettiva (Queval 2008: 145).

Ciascuno, incoraggiato dalla disponibilit delle innovative tecniche del


corpo, si vuole creatore della propria bellezza. In questo spazio si instilla la
colpevolezza di non poter dominare la propria apparenza. Da un lato, allora, labbigliamento, la gestualit e landatura offrono una via daccesso alla
parte pi nascosta di un soggetto: la sua capacit di impegnarsi per un fine
condiviso da tutti. Dallaltro lato, sono la materializzazione di un continuo e
esercizio di autocoscienza e autocritica nella vita pubblica (Featherstone
1991: 189).
Nella quotidianit, dunque, la capacit di scegliere le tecniche giuste
per ottenere il corpo giusto diviene cruciale e costituisce il nucleo di un
lungo percorso di metamorfosi che riscrive le nuove identit (individuali e
sociali) e sottoscrive il sistema delle rappresentazioni. Il concetto di scelta si
unisce nelle procedure di modificazione corporea con quello di competenza
poich, con la sorveglianza e lautocontrollo, i soggetti modellano i propri
corpi sulle rappresentazioni disponibili e si dimostrano in grado di far parte
del gruppo sociale.
Secondo il buon senso, tali valutazioni dovrebbero essere effettuate a partire da una crescente attenzione verso le tecniche, specialmente quelle nuove,
e ai rischi che possono compromettere salute ed equilibrio psicologico, o
mettere a repentaglio lintegrit del corpo, ma in quale misura effettivamente
un individuo ne tiene conto?
Per rispondere occorre individuare innanzitutto quali contesti diano spazio e nutrimento alle pratiche di modificazione e quali modelli sorgano in
questi differenti ambiti. I contesti cui ho gi fatto riferimento sono principalmente quelli della comunicazione, delleducazione, dellarte, che danno vita
a delle arene, rispettivamente, dei media internazionali (cap. 4), del disciplinamento (cap. 5) e unarena estetica (cap. 6).

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4. Larena dei media internazionali

Larena dei media internazionali si caratterizza per il fatto di essere un


insieme di rappresentazioni, in cui poteri e saperi rivelano porzioni di realt
e conoscenze non-locali inerenti a modelli di comportamento una volta impensabili o impresentabili.
La riflessione sul ruolo dei media e sulla relazione di questi con il processo di costruzione dellidentit ha messo in evidenza il loro potere di accrescere la gamma di opzioni identitarie ad uso degli attori sociali contemporanei. Questi modelli, che assumono un valore cognitivo specifico, dirigono
gli attori sociali nel loro contesto quotidiano e possono svolgere funzioni
differenti dallessere un modo di rigenerare la fiducia ( la Garfinkel) dei
membri delle pratiche, al creare scetticismo, oppure ancora rendere i corpi
dei simulacri di se stessi.
La particolare condizione creata nelle varie realt socioculturali dallintreccio fra tecnologie di comunicazione di massa e processi migratori che
stata definita di modernit diffusa (Appadurai 2001) ha portato in primo
piano il ruolo dellimmaginazione individuale e collettiva come strumento
per adeguarsi al campo di possibilit di scelta di cui gli attori sociali dispongono. Limmaginazione diventata parte del lavoro mentale quotidiano
della gente comune in molte societ. entrata nella logica della vita ordinaria (ivi: 19). Gli attori sociali si orientano tra materiali simbolici eterogenei
e producono espressioni di s come racconti immaginati tendenzialmente
unitari ma sui quali potranno sempre intervenire.
Il tassello pi importante dato dallevoluzione delle rappresentazioni,
dei discorsi sul corpo e dalle sensibilit (individuali e collettive) che nellarena mediatica sono veicolati per promuovere gli interventi sul corpo. La panoplia che le riviste cosiddette femminili e i lifestyle magazine maschili
forniscono, insieme alla vasta gamma di pubblicazioni dedicate alla salute
e al benessere psico-fisico, diventa la sorgente primaria di informazione per
costruire il corpo nella tarda modernit (Travaillot 1998) e muta in ciascuno
il modo di percepirsi e di essere percepito. Le forme di interazione nuove
82

che si sviluppano in questa arena, inoltre, contribuiscono a diffondere una


percezione e un uso peculiare delle informazioni da parte degli attori sociali,
che ne fanno unarma per le sfide della vita quotidiana: una visibilit mediata che si distingue dalle forme basilari dellinterazione faccia a faccia pu
cambiare le regole.
I mezzi di comunicazione non sono semplicemente dei dispositivi tecnici che trasmettono informazioni da un individuo a un altro lasciando la loro relazione invariata; piuttosto, utilizzando i mezzi di comunicazione gli individui creano nuove forme
di azione e interazione con propriet distintive (Thompson 2006: 184).

Un nuovo genere di interazioni integra cos lo scambio faccia a faccia


senza sostituirlo, bens affiancandolo, e acquisisce sempre pi importanza.
Gli attori sociali possono procurarsi un set differente e pi ampio di informazioni e di contenuti simbolici che le situazioni di compresenza o di interazione mediata mettono a loro disposizione ma, soprattutto, hanno sempre pi
accesso a un sapere non-locale che possono includere riflessivamente nel
processo di autoformazione (Thompson 2006: 187).
Nei capitoli precedenti, in sintonia con alcuni studi sul ruolo della moda
(cfr. capp. 1 e 2), emerso come il progetto dellidentit si possa definire
oggi perlopi in termini di progetto dellimmagine di s che un individuo
vuole rappresentare. In tal caso lincorporazione fa cadere laccento sulla
necessit di dare una risposta efficace alle richieste della vita quotidiana.
Facendo perno sulla propria dimensione visuale-corporea, un individuo pu
cercare di rispondere alle domande poste dalla situazione utilizzando i materiali dellarena dei media internazionali.
Questi materiali, non va dimenticato, sono fondamentali per organizzare
le routine (Goffman 1969) e sono gi profondamente connotati dal punto
di vista del genere. Le immagini proposte dai quotidiani, ad esempio, che
sono generalmente molto connotate sia in termini di produzione, audience e
contenuti, hanno una tiratura e una diffusione ben pi ampia dei magazine
e, pertanto, pi influenti di quelli nella stereotipizzazione di genere (Wykes
e Gunter 2005).
Molte immagini, in effetti, in linea con i parametri di femminilit del
clima culturale partecipano a un pi ampio lavoro di costruzione della soggettivit femminile che, tuttavia, realizzato attraverso mani di uomini (Holland 1998; Turnstall 1998). Inoltre, poich, la maggioranza dei giornalisti
composta da maschi, le poche donne coinvolte sanno bene che devono essere
come i colleghi per restare in gioco (Christmas 1997). Il discorso giornalistico, pertanto, ha un ruolo centrale nella produzione di un dispositivi tesi a
potenziare la maschilit e a fornire di conseguenza significati profondamente
83

maschilizzati (Chibnall 1977). Interpretazioni, simboli, valori e miti collettivi,


pertanto, risultano prevalentemente creazioni maschili. Le pagine pubblicitarie
traboccano per di donne, ammiccanti e spesso seminude, riproduzioni di un
modello non solo italiano che d visibilit alle donne solo se sono giovani, decorative, fertili, famose, eterosessuali, bianche, magre, preferibilmente bionde,
oppure con partner famosi (Wykes e Gunter 2005: 77).
Leffetto dei media sullaudience di produrre una dissonanza tra il corpo
vissuto e il modello corporeo con cui i soggetti sono invitati a identificarsi. Gli studi sugli adolescenti (Harrison e Cantor 1997; Hargreaves 2002;
Hofschire e Greeenberg 2002), ad esempio, segnalano il senso di insoddisfazione generato dal consumo di pubblicit, video-clip, riviste, che inneggiano
con un linguaggio visuale alla creazione di uno stereotipo restrittivo che non
viene n ignorato, n recepito ironicamente. Come hanno spiegato anche
alcuni intervistati in questa ricerca, la preoccupazione maggiore consiste nel
non riuscire a calibrare il peso del messaggio dei media nel bisogno di cercare appigli in fonti dorientamento esterne
Noi ci facciamo problemi perch abbiamo dei messaggi. Noi ci aggrappiamo a quello che la televisione e i media in generale e li consideriamo troppo, e vogliamo
essere come quelli che loro ci mostrano. Crediamo che la loro vita bella, le persone
sono famose, le riconoscono per strada. // Io sono veramente preoccupato per le
nuove generazioni, perch hanno quel genere di modelli. // Ma io preferisco pensare
a Gandhi, Martin Luther King che avevano degli scopi, e scopi molto importanti a
livello sociale. (T3)
normale che anche i giovani vogliano farlo [un intervento di chirurgia] se guarda
i modelli che vengono proposti ai giovani. Se accende la televisione si rende conto
subito perch una di 16 anni ha voglia di rifarsi le tette. Poi comunque da giovani, si
vuole, non si ragiona con la propria testa, si vuole essere in un certo modo. (T4)

Il ruolo della vista e la sua superiorit su tutti gli altri sensi sono stati da
tempo messi a tema da Simmel (1903) che ne ha riconosciuto lessenzialit
per lagire sociale nei concitati ritmi della vita urbana. Lesperienza intensificata poi da un ulteriore sovraccarico di stimoli a causa della compressione spazio-temporale postmoderna (Harvey 1993) e locchiata rapida diventa
la sola arma a disposizione degli attori sociali per distinguere un soggetto
dallaltro nella massa, un corpo dallaltro nel flusso di immagini e materializzazioni. Il Vedere si rivela un requisito cardine per condurre le routine e, ancor pi essenziale, allinterno dellarena dei media, poich nello scenario cittadino contemporaneo le situazioni di prossimit sono sempre meno e, come
gi accennato, sono sempre pi legati a una visibilit mediata che struttura la
loro capacit di leggere e rappresentare, di raccontarsi e immaginarsi.
84

Noi siamo ormai vittime della visualizzazione. // E questo vale per tutto. //Lo vedo, lo
vedo, lo vedo, lo vedo, lo accetto. E se lo accetto poi decido di farlo. Pi persone lo
fanno pi ho lautorizzazione di poterlo fare, pi mi sento meno solo nel farlo. (P5)

La visibilit, allora, essendo un codice da usare con competenza, fa sviluppare uno sguardo abile che stato educato a decodificare il lavoro culturale svolto sul corpo: piercer, tatuatori, chirurghi estetici sono gli esperti che
in questa arena possiedono le competenze maggiori poich, avendo affinato
la vista, sanno cogliere i dettagli e lhabitus di chi incontrano.
Dal corpo e dal tatuaggio riconosci una persona il modo di essere lo stile, io ad esempio che ho le fate tatuate addosso sono una persona diversa da uno che ha i tribali,
il tribale molto pi aggressivo, molto pi violento... le fate, i folletti son dolci... i
fiori anche... son modi di essere un tribale meno artistico rispetto a un pesce giapponese, a un ciliegio... diviso per stili, ce ne sono diversi //devi vedere tu in quale
ti identifichi.// Per io sono convinto che il tatuaggio deve essere una cosa tua non lo
devi fare in posti che vuoi far vedere che sei tatuato, capito!? Come la maggior parte
dei ragazzi che dove lo fanno? A filo della maglietta perch vogliono far vedere che
sono tatuati, invece il tatuaggio deve essere una cosa che// non fai vedere a richiesta
ma che fai vedere di tua spontanea volont... una cosa personale, comunque tua.
Non da esibire. (T2)

Lo sguardo specifico, non sembra per repressivo, sottosta, piuttosto, al


principio della violenza simbolica,1 una violenza dolce che pi che costringere invita e, in questa arena in particolare, si avvale del potere di suggestione delle immagini per canonizzare la propria apparenza. Nessuna pratica,
infatti, esplicitamente vietata, n viene impressa nei corpi una disciplina
specifica che tempri la personalit, pi semplicemente si bada a incorporare
una certa forma e a mantenere un certo ordine nelle rappresentazioni. I risultati migliori si riconoscono a prima vista e si introietta la loro desiderabilit.
Nella pubblicit che ricorre sia nelle citt, come Milano, continuano a montare modelle e modelli con tatuaggi, poi anche la persona che viene vista per strada. Ci sono
modelli che ricorrono, come la stellina la ragazzina di un certo tipo ha la stellina sulla pancia che lha presa dal gusto della velina. Sia nei messaggi pubblicitari e sia la
persona stessa che ripropone un modello ai propri coetanei. E crea delle tipologie.//
non una regole ferrea generale, per, alla fine c. (T6)
Il concetto di violenza simbolica introdotto da Bourdieu (1998) per esprimere un tipo
di costrizione che non viene esercitata con la forza, ma che estremamente potente, perch
suggerisce uno schema mentale attraverso cui i soggetti pensano il mondo, i ruoli sociali,
individuano le categorie cognitive. Intrecciando lhabitus e lincorporazione, questo tipo di
condizionamento si ripercuote principalmente sul corpo individuale e sulle autopercezioni degli individui, che soprattutto in termini di genere si traduce in una riproduzione dello schema
patriarcale, cfr. Bourdieu (1999).

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In questa arena, il Panopticon benthamiano (Foucault 1967), ossia il modello di sorveglianza perfetta in cui il singolo sempre sottoposto al controllo di un soggetto che non lo vede e potrebbe non esistere nemmeno, sembra
suscitare negli attori sociali il desiderio del corpo giusto e ricambia con il
premio della visibilit chi ha accettato di incorporare un modello di pronto
consumo che i media propongono e che i professionisti accettano (volenti o
nolenti) di rendere disponibile ai loro clienti:
Tanti vengono in negozio e dicono ah, io voglio il tatuaggio personalizzato, solo
mio che non ha nessuno che non ho visto su nessuno, noi glielo prendiamo, glielo
facciamo, e quando pronto loro cosa scelgono? Quello che sul catalogo e che si
son fatte altre centomila persone, perch lhanno visto. (P5)

I corpi si caratterizzano, infatti, per aver interiorizzato il momento


dellesposizione allo sguardo. Lo scrutinio altrui funge da centro nevralgico,
se non da principio unico del progetto sul corpo.
Se lei guarda bene, alla televisione tutte le donne tendono ad avere le labbra grosse,
le tette grosse, secondo me allucinante, non detto che bisogna essere tutti uguali
per essere affascinanti. Ci sono state donne, e modelle, brutte, che comunque erano affascinanti o comunque espressive, e questo si perso completamente. (T4)

Qualsiasi tipologia di materiale messa a disposizione degli attori sociali


attraverso i media pu pertanto transitare nei progetti di autopresentazione e
venire incorporata.

4.1. Tra sensualit e obsolescenza: il corpo schermo


Il modello di corpo che emerge in questa arena ha tutti i caratteri di uno
schermo, in cui, non una, ma molteplici incorporazioni si succedono e vengono proiettate per adeguare lidentit alla situazione. Esso somiglia a una
superficie neutra sulla quale operare allinfinito per rimandare a chi guarda
le immagini di corpi che la cultura condivide. In questo processo, la corporeit costituisce il luogo sempre insufficiente di un bricolage del self, di una
messa in scena provvisoria della presenza (Le Breton 2008). Questo corpo,
tuttavia, non informe o caotico. Se volessimo racchiuderlo in un aggettivo
potremmo intenderlo come istantaneo, sintesi di un momento e di uno spazio
narrativo che ha il sapore dellistantaneit, destinato, volente o nolente, a
conformarsi alla logica dellarena: lesposizione del self.
Le identificazioni e le incorporazioni accelerate che lo producono, creano

86

un self spendibile ed efficace, da bruciare nella situazione e subito sostituire


con uno nuovo di zecca in quella successiva.
Un corpo mantenuto il pi possibile, anche con la chirurgia estetica. Magari anche
tatuato. Un corpo che non faccia pensare al cedimento. Ecco. Anche fisico. E il
tatuaggio anche l ci sta, anche perch viene attribuito alla persona giovane, comunque. Se sente molte donne dicono, ma no io non lo faccio, ho gi 45 anni. Non che
sei a due passi dalla tomba. (T4)

Laccelerazione dellesposizione del self coinvolge, o per meglio dire,


resa possibile dallidioma del corpo impiegato nella routine. Per essere
al passo con le trasformazioni del contesto, limmagine personale presto
rigenerata con le tecniche del corpo, lavoro incessante perch infinite sono le
situazioni di esposizione e uso sociale del corpo in cui i soggetti si possono
trovare. Per alcuni gruppi di giovani costituisce gi unoccupazione a tempo
pieno che non concede pause n vacanze: se a veline, presentatori, attori, star
del cinema la societ dellapparenza impone una dedizione che pu sfociare
in una ridefinizione spesso radicale del corpo, come avviene per i beni di
consumo, anche i comuni mortali devono seguire lesempio e imitare limpegno (Le Breton 2008).
Questa abitudine, su cui si innestano anche quelle che ho preso in esame
nella mia ricerca, rientra nelle procedure di presentazione di s, che vengono
sapientemente usate per generare un effetto sugli altri. La gestione delle impressioni, che in questa arena prende perlopi la forma della spettacolarizzazione del self, serve a suscitare lattrazione per il corpo modificato ad hoc e
la forma giusta viene ricercata per fare bella figura in piscina, in palestra, nel
gruppo dei pari (Travaillot 1998), perch lopinione condivisa che lobsolescenza dellidentit segue il mutamento delle situazioni.
Di nuovo qui torniamo al discorso che le dicevo prima, della moda. Le immagini
che vengono mandate dai media, dalla televisione, spingono verso dei modelli che
poi bisogna cercare di far tornare le persone con i piedi per terra. Uno crede che
pu cambiarsi cos come stamattina mi sono messo la camicia blu e stasera la metto
bianca, invece il tessuto del corpo non un tessuto di cotone o di lino che si taglia
e si cuce, un tessuto vivo che ha i suoi tempi e i suoi modi di adattamento ognuno
ha un suo habitus. (CH1)

Il modello dello schermo trascina nella rapida obsolescenza anche il progetto sul corpo che a ogni scenario, non pi solo un modo di completare
qualcosa di non concluso, come sosteneva Shilling (2003), ma subisce aggiustamenti repentini o radicali, continue revisioni a seconda della situazione. Come si pu evincere da ci che dicono le riviste e il web, il corpo giusto
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questo mese sar obsoleto il mese prossimo, o gi la settimana prossima,


dunque, solo due certezze sembrano trovare cittadinanza in questo mondo di
rappresentazioni: la trasformazione un dovere e per ottenerla ogni tecnica
pu andare bene; il corpo giusto giovane, sensuale, con un tocco esotico
pu conferire potere attraverso la seduzione.
Nellarena dei media, infatti, la conformit offerta dalle tecniche del corpo deve essere tradotta in potere di sedurre. Avendo assimilato limportanza
di essere in linea con il contesto, gli attori sociali sanno che un corpo giusto
nella misura in cui dotato o pronto a dotarsi degli accessori pi alla
moda: un naso piccolo e ben definito, unanca tatuata da esibire con i jeans
a vita bassa, unammiccante piercing allombelico devono materializzare seduzione, metaculturalismo e giovinezza.
1. La seduzione. Il desiderio di piacere, piacersi e compiacersi, e di disporre del proprio corpo liberamente un tema ricorrente nelle testimonianze
degli intervistati che, siano operatori o clienti/pazienti, riconoscono in questa
condizione un legame forte con la spettacolarizzazione del self:
S quando ti fai un tatuaggio secondo me te lo fai per piacerti, ma proprio nel senso
che una pratica autoerotica, te lo fai per te // eh, s perch tu dici io lo faccio per
me. Poi se lo vedono gli altri, va beh. (T2)
A: un po come dire s, mi piaccio, e allora?
B: E allora...
A: E allora nel senso di cosa c di male, ma anche nel senso che ci sono riuscita, a
essere libera ad avere il coraggio di piacere a me e perch no, perch no, anche agli
altri, s perch io non ci credo a quelli che dicono che si fanno la chirurgia solo per
se stessi, ma figurati! Autistici? No, no, si fa anche e soprattutto per gli altri, perch
nasconderlo? Perch essere ipocriti? cos che la societ ci vuole, e con la societ o
stai dentro o stai fuori non puoi stare in mezzo, e allora, ti trovi un modo, ti trasformi,
ti adatti. (CH3)

Le riviste, cos come il web, pullulano di consigli su quali siano le tecniche pi appropriate per accendere la passione nelle relazioni personali, come
si debbano sprigionare il carisma e il fascino seduttivo, come diventare seduttori o seduttrici di grande fascino, come piacersi per piacere o passare da
timido a vincente ecc. Questo capitale di informazioni viene proposto anche
in forma di immagini corporee, incorporato in maniera pi o meno consapevole e, infine, materializzato nella creazione di immagini, che per le donne
tendono a prendere la cifra della cura incessante e targettizzata dal marketing.
Saper porre ripari a un corpo che rischia sempre pi di essere imbarazzante, invecchiando, ingrassando, perdendo tonicit e potere di sedurre. Per gli
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uomini invece lincorporazione tende ad assumere i connotati di una messa


in scena della seduzione, un cesellare accurato la virilit, senza escludere un
eventuale rimodellamento degli organi genitali, consapevoli che: Il beneficio pi estetico che funzionale. particolarmente indicato per persone che
praticano sport e sono spesso nudi negli spogliatoi sentendosi a disagio.2
La trasformazione delle pratiche sessuali e il loro affrancamento dai tab
ha, infatti, reso pi sottile il potere simbolico dei media e pi pressanti il lavoro di sintonizzazione del corpo con il contesto. In questa parabola, il corpo
libero di sedurre ed essere sensuale promosso come valore da incarnare e
vengono suggerite scorciatoie che in modo un po paradossale presentano
come ideale obbligatorio. I progetti sul corpo che si focalizzano sul ringiovanimento sconfinano sempre pi nellerotizzazione del corpo o nella decorazione finalizzata al miglioramento delle performance sessuali, che ormai
sono parte integrante delle procedure di auto rappresentazione.
Resoconti sempre pi dettagliati investigano le pratiche di modificazione
e rendono disponibili tecniche del corpo nuove o meno considerate per senso
del pudore:
Non sono molto conosciuti in Italia, ma nei paesi anglosassoni la loro diffusione in
costante aumento: gli interventi di chirurgia estetica per i genitali femminili stanno
vivendo un momento di estrema popolarit, soprattutto grazie alle riviste non specialistiche, che ne hanno fatto un argomento di tendenza e li hanno resi visibili ad un
vasto pubblico. Alcuni di questi interventi sono semplici rimodellamenti cosmetici
dellaspetto esterno dei genitali (ad es. riduzione delle piccole labbra), altri, come il
vaginal tightening (restringimento della vagina, nella traduzione letterale), hanno lo
scopo di incrementare il piacere fisico e costituiscono una vera e propria novit nel
mondo della chirurgia estetica.3

che la retorica presenta come risorse da mettere a frutto nella quotidianit.


Il sapere sul corpo soprattutto nellarena dei media internazionali sembra,
infatti, ribadire la facilit con cui il capitale corporeo viene letto come potere
sociale. Gran parte delle competenze che rendono abituale questa traduzione
sono state comunicate come lessico indispensabile dai lifestyle magazine
maschili e femminili. Le competenze del gruppo consistono quindi nel saper
veicolare un tipo di corporeit ready made che contenga tutte le determinazioni del momento, anche se contraddittorie. Per fare un esempio, GQ offe
ai suoi visitatori4 una serie di parole chiave per la seduzione da usare con
garanzia di successo, sia che abiti a Milano, sia che viva a Boston.
Cfr. http://www.giorgiofischer.it/organi_genitali_maschili.htm, 29/08/2010.
Cfr. http://www.xthetic.com/genitali.htm, 29/08/2010.
4
Cfr. http://www.menstyle.it/cont/mst/gqstyle2010, 29/08/2010.
2
3

89

2. Il metaculturalismo. I modelli corporei dellarena dei media internazionali per non possono scendere troppo nei dettagli, diventare troppo
caratteristici, altrimenti non sarebbero pi condivisibili e comprensibili.
Pi che una proposta sincretica di stili, che labbigliamento di moda pu
invece spesso offrire agli attori sociali, in questo scenario i corpi proposti
sembrano dei grimaldelli metaculturali, con i quali gli individui aprono le
porte dellincorporazione. Tali modelli non fanno incorporare caratteri eccessivamente esotici o subculturali, ma li ritraducono in modo tale da poter
stare nei circuiti mainstream della cultura. Pur essendo lontano dal modello
universale e risultando dalleffetto di sistemi estetici differenti, il modello
del corpo schermo, dominante in questa arena, rivolto a un pubblico vasto
e relativamente indifferenziato. Per raggiungere questo pubblico, il modello
mediatico generalmente costruito, e sottoscritto, come bello, di successo e
sano (Downs e Harrison 1985), aspetti tipici della cultura bianca occidentale. Il fatto che sia perlopi bianco viene sottaciuto proprio per naturalizzare
lidea che quella caratteristica non sia opzionale. Questo fatto incide profondamente sulla possibilit di identificazione da parte di individui di altre etnie
che, malgrado ci, ricorrono a modelli bianchi pur avendo una pelle scura
(Gilman 1999).
Gli intervistati concordano nel ritenere che luso espressivo del corpo
suggerito dai media sia pi unesigenza sociale che una potenzialit creativa.
Tuttavia, riconoscono anche che fare un ritocco al naso, tatuare una stellina
su una spalla, inserire una barretta di metallo nella lingua sono accorgimenti
progressivamente trasformati in requisiti sociali indispensabili per dare sfoggio delle proprie competenze sulle tecniche corporee tardo moderne.
Abbiamo bisogno di informazioni, le guardiamo le immagazziniamo, ma senza chiederci se sono vere o non vere. // abbiamo bisogno di finzione. (T3)

Il modello del corpo schermo che larena dei media internazionali propone , inoltre, trasmesso a tutti in modo che le rappresentazioni alternative e le
discussioni delle differenze vengano tenute in sospeso. Il discorso promosso
dai media fondamentalmente incentrato sulla riproduzione dei valori e sulla legittimazione dei comportamenti dei gruppi dominanti (Wilson, Gutierrez e Chao 1995), ossia, nella riproduzione di una fantomatica cultura della
maggioranza. Cos facendo giovani e meno giovani sembrano destinati, per
forza o per amore, a entrare nel calderone dei corpi modificati come frange
dellaudience dei media internazionali per le quali sono stati trovati contenuti e temi opportuni, seguendo i parametri dellautocreazione, per le donne
(Lipovetsky 2000), e della moltiplicazione delle possibilit, per gli uomini
(Bellassai 2004). La ripetizione e il consolidamento di questi costituisce poi
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la mitologia del corpo schermo, attorno alla quale la differenza di genere


poi sottoscritta.
La cultura della maggioranza in un certo senso quella che essi considerano di riferimento per ciascuno, o meglio quella che pur avendo un aspetto
melting pot capace di accogliere laltro, il diverso, limmigrato, tende a trattarlo perlopi come outsider, di passaggio. Secondo alcuni autori questa
una caratteristica di base della cultura statunitense, le cui rappresentazioni
mediali costituiscono i principali motori del processo di americanizzazione
(Ritzer 1997; Harvey 1993; Latouche 1992), che anche gli intervistati suggeriscono come bacino dal quale attingere per promuovere un uso pi libero
della chirurgia estetica e, paradossalmente, un rapporto meno massificato
con la corporeit.
E poi, secondo me, la chirurgia estetica dovrebbe servire a togliere un problema, non
a uniformarsi a determinati canoni estetici. Che poi, oltretutto, cambiano pure. Infatti, comincia ad esserci anche una certa quantit di pentiti della chirurgia estetica.
La conformazione ai canoni secondo me, non diventare quello che secondo me, o
secondo quello che sento, seducente, ma secondo quello che la maggioranza ritiene
seducente. Cio deve essere una cosa personale. (T4)

3. La giovinezza. Lobbligo alla giovinezza un altro carattere del


corpo schermo, che rappresenta un obbligo quasi inevitabile per il pubblico
femminile e lo sta diventando anche per il pubblico maschile. Entrambi si
trovano a dover ottemperare a obblighi del ben apparire sempre pi segnale
di una cultura che si sta globalizzando e che accetta tutte le tecniche disponibili per avere risultati.5
Io sono stata di recente a New York, mia sorella abita a New York, e stiamo diventando un po come gli americani, bisogna essere sempre giovani, sempre allaltezza
anche nel lavoro. Ma perch!? Non so, non bello, una donna tutta liftata, che ha
fatto di tutto e di pi non sembra, se ha 50 anni, una donna di 30. Sembra una donna
di 50 anni che ha fatto tutte queste cose qua. Per cui tanto vale tenersi bene, senza
diventare delle macchiette. (T4)

I giovani hanno escogitato un self design, vere e proprie operazioni di


marketing su se stessi per essere come la societ del momento richiede
Negli Stati Uniti nel 2007 circa 136.000 uomini hanno subito interventi di chirurgia estetica, 48.663 si sono sottoposti a procedure di liposuzione, 44.726 hanno ritoccato le palpebre,
27.817 hanno fatto un trapianto di capelli, 18.548 sono intervenuti per ridurre le mammelle,
106.056 sono ricorsi a delle iniezioni di botulino per arrestare gli effetti dellinvecchiamento
sulla fronte, cfr. http://www.pallaoro.it/chirurgiaestetica/chirurgia-estetica-usa/chirurgia-estetica-usa.htm, 29/08/2010.

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(Stagi 2008: 56). Questo il modello trionfante nellarena dei media internazionali, capace di travalicare confini territoriali e culturali nella modalit del
conformismo. La situazione in cui gli attori sociali si trovano , infatti, sempre meno definita da una relazione tra locale e familiare, anzi, con facilit
crescente il limite dellesperienza del luogo fisico pu essere superato e persino tradotto in un rapporto sociale fra individui mediato dalle immagini. La
traduzione del corpo, o meglio dellidentit e del self, in immagini definisce
la societ stessa, per come si presenta: limmagine diviene cio la condensazione dello spettacolo, laccumulazione del capitale (Debord 2002).
Negli ultimi decenni i modelli femminili proposti dai media hanno trasformato una recente e deliberata strategia rappresentativa (usata soprattutto
sulle giovani donne) in un modo di progettare lidentit ampiamente avvalorato dalla maggioranza della popolazione femminile e maschile: la donna
come soggetto attivo della sessualit e del desiderio (Gill 2006). In questo
processo di costruzione, il corpo femminile diviene strumento di seduzione
e allo stesso tempo palcoscenico dellidentit. Il corpo della seduttrice una
costruzione artificiale, deve farsi apparenza per gettare scompiglio fra le apparenze, e fuori dal tempo. Mentre quello del seduttore mantiene le distanze,
delude e raffredda il desiderio, lasciando tuttavia in sospeso la sua identit e
il senso delle sue azioni:
la seduttrice si vuole immortale, come listerica, eternamente giovane e senza domani, suscitando lo stupore di tutti [...]. [] Se persino lei cerca di darsi spiegazioni,
motivazioni, colpevoli o ciniche che siano, ancora soltanto una trappola e la sua
ultima trappola sollecitare linterpretazione dicendo: Dimmi chi sono, quando
non niente, indifferente a quello che , immanente, senza memoria e senza storia
[]. (Baudrillard 1997: 92).
Il seduttore colui che sa lasciar fluttuare i segni, sapendo che la loro sospensione
favorevole [] (idem).

Questo doppio modello, promosso parallelamente da riviste femminili e lifestyle magazine maschili si basa sullincorporazione di una serie di
caratteri stereotipici, che la sensibilit post-femminista li ha riconosciuto
come tratti propri della cultura dei media ed ha messi al vaglio in quanto
fautori di identit di genere preconfezionate e catalizzatori dei fenomeni di
disuguaglianza sociale (Gill 2006). Tali proposte di corpi e incorporazioni
enfatizzano lappartenenza a unarena globale come dato di fatto della vita
quotidiana e con questo orientamento esterno ognuno pu muoversi in una
rete di relazioni transnazionali e di strutture di senso interconnesse fra loro,
solo se cerca di parlare attraverso modelli corporei comprensibili a tutti: le

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rappresentazioni giuste, sempre a portata di mano nelle riviste, sui cartelloni


per strada e nel web, gli permetteranno di mantenersi giovane o di liberarsi di
qualche tab. I corpi saranno cos assimilati a quelli pi illustri (di calciatori,
nuotatrici, starlette televisive, personaggi delle fiction pi seguite) per fare
parte del processo di inclusione/esclusione dal corpo sociale del momento. I
soggetti si costruiscono un modo di percepirsi utilizzando il bacino mediatico
come fonte cui attingere lidentificazione pi opportuna a seconda delle situazioni della vita quotidiana. Sono soluzioni che i media propongono come
comprovate ed efficaci, ma soprattutto come opzioni ad hoc e disponibili alla
scelta di ciascuno.
Poter scegliere implica anche una certa dose di libert e di creativit,
in quale misura, allora, possibile compiere una ricerca personale in questa arena che si configura sempre pi come un mercato dei corpi di massa?
La tipologia di corporeit qui descritta, infatti, sembra entrare in conflitto
un modello diametralmente opposto, materializzazione della responsabilit
di s e del dovere verso il compimento del progetto sul corpo, che emerge
nellarena del disciplinamento (cap. 5).

93

5. Larena del disciplinamento

Il body project cela alcune volte un lungo e attento percorso di educazione alle tecniche di controllo e gestione del corpo. In questi casi il processo
di incorporazione viene tematizzato come una serie complessa di pratiche
che generano linee di condotta sociale. La nuova identit conseguita con la
modificazione si manifesta spesso come risultato di esse, ossia come effetto
di una disciplina, che fa della corporeit il luogo di controllo e gestione dei
pi minuti e dettagliati aspetti del comportamento di un individuo. Di conseguenza, analizzandola con cura, anche la disciplina si rivela come la sorgente
di uneconomia e di una politica dei corpi sempre nuove.
Il disciplinamento rappresenta il carattere fondamentale di una nuova arena, in cui laccento delle pratiche di modificazione si sposta dal corpo giusto
al modo giusto di approcciarsi alle rappresentazioni e di incorporarle come
performance di genere condivisibili e accettabili nel contesto culturale. Lattenzione ai modi dellincorporazione ci che d successo e permette agli
attori sociali di stare nella situazione.
Dopo che nella modernit stata sancita lequivalenza tra disciplinamento e potere (soprattutto economico), classificando i corpi in base ai loro scopi,
alladdestramento, allosservazione e al controllo, la corporeit ha costituito
la dimensione della costruzione di gerarchie nel gruppo sociale (Foucault
1976). Allapice della scala gerarchica si pu trovare, per le donne, il corpo
bello, giovane e iperseduttivo e, per gli uomini il corpo iperefficiente e in
forma, adeguato ai canoni di una virilit aggiornata, ma facilmente riconducibile al modello di maschilit egemone (Connell 1996).
questo il modo in cui una forma di individualit del tutto nuova si
materializzata e compiti specifici sono stati attribuiti e conservati nelle organizzazioni economiche, politiche e militari che stavano allora emergendo e
che continuano a esistere e svilupparsi oggi.

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5.1. Il disciplinamento: cellulare, organico, genetico, combinatorio


La disciplina, elemento simultaneo allaccesso alla cultura, impartita e
messa in pratica quotidianamente rappresenta un elemento cruciale della
differenziazione dei corpi, perch genera un ordine, delle categorie che
perlopi tende a rafforzare in vista di unineguale distribuzione di potere
allinterno degli scenari sociali. Realizzare dei progetti sul corpo che tengano innanzitutto conto delle procedure e dei caratteri di queste, significa,
nellarena del disciplinamento, incorporare un modello a partire da competenze specifiche e acquisite pi o meno ufficialmente, rispettando i passaggi
fondamentali dellintroiezione della disciplina. Lindividualit disciplinata
si forma e si riproduce in un processo che ha quattro caratteri fondamentali,
: cellulare, ossia determina la distribuzione spaziale dei corpi; organico,
poich assicura che le attivit richieste per i corpi siano naturali per loro;
genetico, nella misura in cui controlla levoluzione nel tempo dellattivit
dei corpi; combinatorio, facendo in modo di combinare la forza di pi corpi
in ununica di massa.
Cellulare. Il lavoro sul corpo pu avvenire solo in spazi specifici e, di
rimando, in quegli spazi vengono attirate tipologie specifiche di corpi. La
differenza rispetto agli altri sancita dal loro apparire distonici rispetto al
contesto, ossia proprio tramite il confronto con i corpi di altri, che magari
hanno gi modificato qualche dettaglio e mostrano disinvoltura e sicurezza
nello stare in quello spazio preciso. Lo spazio in questione, ovviamente,
il negozio del professionista di tatuaggi/piercing, o lo studio del chirurgo.
In questi luoghi latmosfera sembra sospendersi in attesa dellevento della
creazione dellindividuo.
Nei casi in cui ho potuto effettuare osservazioni sul campo ho visto in
maniera evidente come questi spazi siano concepiti e vissuti in quanto fucine di identit nuove, mondi intermedi tra la realt delle attivit ordinarie
e la virtualit delle rappresentazioni collettive. I pazienti nelle sale dattesa
degli studi dei chirurghi e i clienti dei tattoo studio che non avevano ancora
messo mano al corpo finivano con il manifestare attraverso il linguaggio non
verbale il loro essere fuori luogo: sprofondati nelle sedie come se cercassero di sparire allinterno di esse; in bilico sul bordo come se attendessero
un alito di vento per volare via, perlopi leggevano tutto quello che potesse
loro sembrare materiale informativo. Avendo potuto osservare le attivit per
un periodo di tempo apprezzabile, mi stato possibile anche rilevare come
a ogni successivo incontro questi si sintonizzassero progressivamente con il
contesto.
95

In generale, lo spazio del negozio costituisce una sorta di prolungamento dellidentit del professionista. Ogni operatore di piercing e tatuaggi ne
molto orgoglioso e lo accudisce come una sua creatura: gli ha dato il nome,
lo riordina, lo pulisce, lo arricchisce di elementi che ne facciano un ambiente
accogliente e familiare, come il rituale del t del pomeriggio, da offrire anche
ad amici e avventori che si trovano a passare da quelle parti. un luogo di
scelta, progettazione e come una grossa vetrina, rivolto a chi gi conosce
alcuni tipi di pratiche, ma anche, pi in generale, alla citt: qui, i suoi abitanti,
possono afferrare a colpo docchio molte delle connotazioni del lavoro sul
corpo. Ognuno pu cogliere le somiglianze con altri negozi di cura del corpo
e trovarlo quindi meno deviante. Come lo studio del chirurgo, appare un
luogo ideale per incontrare diverse categorie dei progetti sul corpo, e dei soggetti che vi si accostano in maniera accidentale o comunque occasionale.
uno spazio di transizione per gli avventori e una specie di terza casa per il
professionista, dopo il suo corpo e la sua abitazione privata. forse anche uno
spazio intermedio tra i due: dove il primo rivelato solo in occasioni particolari, la seconda dischiusa solo a individui particolari (conviventi, amici, parenti), il terzo aperto a chi condivide una particolare concezione del corpo.
In questo ambiente tutto appare organizzato per mostrare lidentit autentica, la rispettabilit dei proprietari: vetrine in cui una disposizione razionalmente ordinata
di tutti i vari tipi di ammennicoli per il corpo illustra le possibilit offerte in fatto
di gamma di scelte, allinterno la riproduzione di un ambiente quanto pi possibile
igienico e asettico, per rassicurare il cliente in fatto di salute: specchi lucenti, banchi
neri che riflettono quanto gli specchi, espositori con pendenti e affini in fila sotto
vetro. (Strasburgo, marzo 2005)

Lorganizzazione dello spazio circostante i soggetti han inoltre un doppio ruolo nellincorporazione: prima del professionista, infatti, accoglie gli
avventori al loro arrivo e li riconsegna al gruppo dei praticanti dopo la trasformazione. Le gerarchie, dunque, sono materializzate al punto da essere
gi visibili prima di acquisirne la conoscenza consapevole. Mentre il lavoro
di incorporazione guidato dai chirurghi si svolge in un contesto altamente
istituzionalizzato (ospedali, ambulatori, cliniche private) e mette in scena
lautorit del sapere medico, quello di piercer e tatuatori professionisti per
quanto possano essere iscritti ad albi professionali ed eccellere nella tecnica
pi simile al lavoro di un artigiano o di un commerciante. Questo secondo
gruppo, infatti, svolge la sua attivit in un negozio, talvolta di strada e, nel
processo di disciplinamento, cerca di evitare che lincorporazione sia scambiata con una mera attivit di compravendita delle identit. Ci che preme sia
espresso in modo chiaro dallambiente limportanza della pratica e, soprat96

tutto, attraverso di esso si vuol comunicare la propria affidabilit e ribadire la


propria rispettabilit sociale.
In entrambi i casi, tuttavia, la disciplina , innanzitutto, un lavoro di selezione dei corpi come delle rappresentazioni quindi, una vera e propria catalogazione (e gerarchizzazione) dei tanti individui che vogliono completare il
progetto sul corpo. La collaborazione con i professionisti di altre discipline (ad
esempio, gli psicologi) rende tale processo unattivit di concertata che riproduce e rafforza una disparit di poteri sui corpi fra chi sa meglio e pu disporre
e chi sa meno e deve seguire il percorso consigliato. Questo vale soprattutto
per chi si trova in momenti di crisi e pensa di risolvere con un intervento la
questione, o ha fretta di buttarsi nella mischia di chi lha gi fatto. Come non
sortisce risultati per chi decide di ricorrere alla chirurgia, cos non cambia le
cose per chi sceglie unaltra tecnica: il risultato non soddisfer il bisogno.
Oppure arrivano quelli che hanno lesigenza di cambiare, perch stanno attraversando una fase particolare, magari sono donne che hanno in corso una separazione dal
marito, o altre situazioni problematiche familiari, o psicologiche alle spalle, e allora
necessario che capiscano che non il momento di fare una modificazione, perch
nel 99% dei casi non si riconoscerebbero, non troverebbero riuscita la modificazione. (CH1)
Tendenzialmente lavoriamo con persone tutto lanno, anche perch la nostra clientela forse pi fidelizzata rispetto a un tattoo studio che lavora pi sul momento, sul
boom estivo. Tante volte mi capitato di avere persone che venivano dopo il periodo
estivo a farsi correggere tatuaggi fatti di corsa nel periodo estivo. O che non gli piaceva pi tanto perch lo aveva visto tante volte su tante persone in vacanza. Dopo,
uno, a posteriori decide che forse era meglio che aveva un po pi di pazienza e lo
sceglieva con pi attenzione. (T5)

Organico. Il primo requisito da mostrare al professionista che effettuer


la modificazione, e seguir il percorso di disciplinamento, la seriet e la
volont di impegnarsi. Dal lato del professionista queste rappresentano garanzie che il suo lavoro non vada sprecato, dal canto del cliente (o paziente)
limpegno propedeutico ad acquisire nei confronti dellincorporazione latteggiamento di chi inizia un percorso.
Nel negozio di piercing e tatuaggi arriva una ragazza che aveva preso appuntamento e deve anche lei, come molti altri nella giornata di oggi, fare un piercing: lei ha
deciso di collocarlo nella zona intorno alla bocca. Il piercer mi invita di nuovo a
seguire il lavoro: Adesso faccio unaltra, vuoi venire a vedere anche questa? Posso?
Ma sicuramente! Pare che ci tenga molto a che io assista e la ragazza ha dato il suo
benestare, quindi ripetiamo losservazione partecipante al rito di piercing. In realt
non si ripete un bel niente, perch la ragazza molto diversa nellaspetto e nei modi

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dallaltra che lha preceduta, non solo, anche latteggiamento del piercer molto
diverso: da gentile e carezzevole il tono della sua voce diventato secco e deciso.
Prima la rimprovera un po per il fatto che aveva preso appuntamento per un tatuaggio e poi non si presentata, goffamente lei cerca di spiegare che non era in citt e
non poteva essere presente allappuntamento.
- E non potevi nemmeno telefonare? I numeri ce li hai, la rincalza.
- Smidispiacemoltomanoneroastrasburgononhopropriopotuto.
- Ma lui ti aspettava, tutto il materiale era stato preparato, sterilizzato per te.
Ancora, spiacente, la ragazza cerca inutilmente di convincere il piercer e il tatuatore,
che le sta accanto, che non aveva fatto apposta a bidonarli, era stato inevitabile. Ma
nulla. (Strasburgo, marzo 2005)

Rispetto allagire degli attori sociali di altre arene (cfr. capp. 4 e 7), che
semplicemente adattano la superficie del corpo alle rappresentazioni egemoni di maschilit e femminilit scegliendo la tecnica secondo la moda del
momento o leffetto di successo, nellarena del disciplinamento la scelta
regolata dalla base di partenza: la forma e lhabitus del corpo.
Le informazioni impartite dai professionisti, infatti, servono a fornire agli
individui un know how esperto che permetta loro di lavorare su se stessi
anche dopo lintervento del professionista, monitorando il decorso post-operatorio o la cicatrizzazione dei disegni. Quindi, si strutturano come competenze di base sulla propria anatomia, psicologia, reazione alla chirurgia e alla
medicina generale, alla farmacologia tradizionale, o alla medicina omeopatica, e sono funzionali a sviluppare una conoscenza personale del corpo cos
com.
Nuove informazioni dopo quelle propedeutiche al piercing vero e proprio:
- Nei prossimi giorni la bocca si gonfier leggermente allinterno e allesterno.
Per questo ti ho messo una barra pi lunga di quella che ti metter dopo, non ti
preoccupare tutto andr a posto in pochi giorni se esegui attentamente la cura e la
pulizia del piercing.
Nuove raccomandazioni:
- Non bere, non fumare, non mangiare cose che possono irritare, non prendere
farmaci che possono interagire fra loro o con la cicatrizzazione. Se devi fare qualche
terapia, meglio avvertire per avere garanzia di essere esente da interazioni. Pulizia
del piercing tre volte al giorno con prodotti appositi: sapone neutro, sioluzione fisiologica e disinfettante spray non aggressivo.
- Ma il fondotinta posso metterlo?
- No.
- Ma neanche met viso?
- No perch il trucco cola, la pelle traspira durante il giorno e si possono creare
delle infezioni.
- Neanche la crema idratante?
- No. Neanche quella. Ti lavi con un sapone normale, che non rischi di creare
irritazione al piercing.
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La cliente si arrende: Va bene, va bene, va bene.


Il piercer non molla la presa:
- Tra due settimane torni e ti controllo stai molto attenta perch se non hai seguito con scrupolo i tuoi compiti mi basta un colpo docchio per capirlo.
Loperatore lascia uscire la ragazza dalla saletta dei piercing e poi mi confida
che, secondo lui, far sicuramente qualche sciocchezza, niente di particolarmente
grave ma, se lo sente gi, magari si dimenticher di eseguire qualche passaggio di
disinfezione, anche un accorgimento banale, ne certo. Decide di giustificare, allora,
il suo atteggiamento perentorio con la ragazza. Sostiene che per un motivo che
stato cos duro e deciso con questa cliente, perch sa che il tipo di persone che deve
essere tenuta sotto pressione,
- Hai visto con laltra? ero molto pi dolce, pi rilassato, perch quella il tipo
che ci sta attenta, questa no.
- E da cosa dipende?
- Carattere. E lo capisci subito. (Strasburgo, marzo 2005)

La differenza fra i vari tipi di clienti/pazienti, che equivale poi alla disuguaglianza nella possibilit o diritto di realizzare il corpo giusto, si capisce
nella societ somatica (Turner 1995) in cui gli individui preferiscono focalizzare lattenzione sulla materialit del corpo, anzich sul solo spirito. Questo
spostamento di accento permette sia di formulare considerazioni di tipo morale, sia di leggere il corpo come sede della moralit individuale. In questa
nuova prospettiva, limpegno nella disciplina misura la capacit del soggetto
di sottomettersi alla rigida osservanza dei regimi imposti.
Genetico. Una volta ottenuta lapprovazione da parte del professionista,
inizia il processo di materializzazione della nuova corporeit che coincide
con la negoziazione di una data per conferire concretezza al desiderio. Il
tempo intercorso tra il primo incontro nello studio (o nel negozio) e lintervento pi importante della stessa modificazione, perch serve a riflettere
sulla decisione presa, a chiarirsi le idee, pu far nascere nuovi dubbi e paure
o far trovare senso di ci che si vuol fare. Nel caso in cui non ci si vuole adeguare al protocollo, i desideri (e i desideranti) verranno respinti.
Un ragazzino (avr al massimo 13 anni) entra in negozio con un amico, si dirige al
bancone, saluta: vuole fare un piercing,
- Quanti anni hai?
- 15
- Non li dimostri, per sembri pi giovane
- Ok, 12
- Se hai solo 12 anni, non puoi fare nulla! Noi non lavoriamo sui minorenni, non
va bene fare i piercing quando sei cos giovane, non sei preparato psicologicamente
a sopportare quel tipo di dolore, e il tuo corpo non ha completato la crescita gli
spiega con pazienza e fermezza il tatuatore tu sai che cosa pu diventare il tuo
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piercing fra dieci anni? Se vuoi, telefono al mio collega cos viene e ti mostra il suo
allombelico, dove ormai riesce a far passare il suo dito mignolo
- Ma i miei sono daccordo
- Non importa, non si pu fare, mi dispiace. Non credo che ci sia qualcuno disposto a fartelo.
Il ragazzino esce. Il tatuatore spera che davvero nessuno sia cos sciagurato da fargli
un piercing. Tutti i presenti sono fieri del trattamento impartito al ragazzino che era
venuto senza sapere cosa stava facendo e si congratulano con il professionista per
il suo comportamento. Del resto chi presente ha cercato di lavorare sul suo corpo
accettando e rispettando i divieti, quindi non basta il desiderio di essere pi belli o
sentirsi pi grandi. (Strasburgo, maggio 2005)

Lelaborazione dellintuizione del self nellintervallo di tempo stabilito


una fase critica per i professionisti (chirurghi, piercer e tatuatori), perch
rappresenta il banco di prova per capire la lezione sul corpo: impegno, seriet e assunzione di responsabilit per lidentit che cambia. A volte un
compito difficile per chi ha un progetto sul corpo da realizzare; altre volte
una scommessa per chi opera con il bisturi, traccia un disegno o inserisce un
gioiello o una borchia, perch gli scenari mutano e i clienti possono cambiare
idea o sparire con le mode che passano.
Combinatorio. Per unire le forze in ununica forza di massa utile un principio guida che garantisca linteriorizzazione dellindividualit disciplinare e
la prosecuzione del lavoro sul corpo. Quello adottato dai professionisti presi
in esame pu essere riassunto nel concetto che il body project (inscrivendo,
incidendo, plasmando con o senza protesi) pu essere compiuto da chiunque,
pi o meno esperto, pi o meno bravo, ma il disciplinamento costituisce un
fine in s e un plusvalore aggiunto.
Arrivano nel negozio due ragazzi sui diciotto anni, luno, di corporatura media, dai
lineamenti molto duri, carnagione scura, vestito in perfetto stile hip hop: tuta bianca
oversize, cappellino, varie massicce collane doro, dita bardate dai grossi anelli, sneakers bianche sapientemente slacciate. Laltro, dalla carnagione scura, mingherlino,
meno alla moda e con un giubbetto di jeans, cappellino, pantaloni scuri, maglia
rossa di marca, sembra il gregario del primo. Sono venuti per un tatuaggio al braccio
del ragazzo hip-hop: vogliono sapere il prezzo. Gli viene detto che sar fissato un
appuntamento e poi definito il costo in base al tipo di disegno, di elaborazione della
traccia e dellestensione.
- No, ne voglio uno cos, quanto?. Mostrando lavambraccio ne indica una
porzione di una buona met.
- Non posso dirtelo cos devo fare il disegno e vedere cosa ci vuoi fare, quanto dettagliato e via dicendo
- Non disegno, cos, quant? Stesso braccio. Stessa dimensione. Il tono inizia
a farsi molto scocciato.

100

- Senti, se vuoi ti fisso un appuntamento per settimana prossima?


- No, no. Escono pieni di rabbia con gesti di minaccia da parte del pi mingherlino. (Strasburgo, aprile 2005)

Chiarire le idee a chi decide di modificare il proprio aspetto attraverso una


delle tecniche corporee scelte diviene, allora, un incarico a far organizzare i
modi in cui gli individui si rapportano a se stessi, al proprio corpo, alla propria identit, per riprodurre un modo comune di percepire la realt.
Il tatuatore a met tra il turbato e lo scandalizzato e si lamenta con i colleghi di una
cosa successa qualche giorno prima, di un ragazzotto entrato in negozio perch voleva fare un tatuaggio e cercava di trattare il prezzo come asi fa al mercato del pesce.
Lui, proprio non capisce e non accetta gli atteggiamenti di certe persone: come si pu
entrare in un negozio a chiedere un tatuaggio senza nemmeno sapere che cosa si sta
facendo? senza rendersi conto che deve avere un senso? Molti non capiscono che
deve stare sul corpo, che non un pacchetto di patatine. Gli astanti, clienti affezionati
e abituali, amici e colleghi sono tutti concordi le espressioni dei volti sono identiche, come i commenti: doveva essere cacciato via. Partecipano allindignazione del
professionista, perch tutti hanno seguito lo stesso percorso e hanno interiorizzato i
parametri disciplinari, nonch le procedure, un iter fatto di contatti, accordi sui tempi
e sui significati, orientamento e informazione. (Strasburgo, maggio 2005)

Le competenze per impartire lezioni ufficiali agli attori sociali hanno una
duplice provenienza: sono state acquisite durante una formazione professionale e sono state raccolte nel tempo con lesperienza. Questa esperienza
stata acquisita prima su se stessi e poi sugli altri nel caso dei piercer, tatutatori ecc., mentre per i chirurghi, in maniera analoga ma non troppo, stata costruita nei reparti ospedalieri. La differenza di formazione determina anche
una differenza nellorigine del potere esercitato durante il disciplinamento,
che nel caso dei chirurghi deriva da un riconoscimento istituzionale, per usare termini weberiani potremmo parlare di potere tradizionale, mentre nel
caso degli altri professionisti il riconoscimento di una somma di qualit
artistiche, comunicative, empatiche, tecniche, sempre personali, che costituiscono un tipo di potere carismatico.1
Queste differenze dipendono anche dal tipo di modificazione effettuata:
una rinoplastica richiede competenze pi complesse e tecniche pi raffinate e
Il tema viene affrontato da Max Weber (1961) in riferimento alla questione del potere legittimo,
dove lautore distingue tra potenza [Macht], che un potere generico di far valere la prorpia
volont allinterno di una relazione, anche di fronte a unopposizione, e autorit [Herrschaft],
ossia la possibilit di trovare obbedienza a un ordine con un contenuto specifico. La forma di
legittimazione del potere ne influenza direttamente lestensione e la continuit nel tempo. Quella
di tipo carismatico, pur essendo molto fragile, oltrepassa i limiti della legge e della tradizione.
Quella di tipo tradizionale, invece, definisce limitazioni precise, pi solide nel tempo e meno
legate a fattori accidentali di valore personale.

101

rischiose di un piercing, ma in entrambi i casi si pu osservare che le procedure impiegate dai professionisti per consegnare ai loro clienti/pazienti delle
strategie di autocontrollo e sorveglianza prendono significato insieme alla
nuova forma del corpo. Laspetto pi tipico e insidioso di queste strategie
consiste nel fatto che lindividualit pu essere integrata allinterno di sistemi ufficialmente ugualitari solo grazie a esse, ma che, di contro, questi sistemi utilizzano la disciplina per costruire relazioni di potere asimmetriche:
Storicamente, il processo con cui la borghesia divenne nel corso del diciottesimo
secolo la classe politicamente dominante viene mascherato con listituzione di
una cornice giuridica esplicita, codificata e formalmente egualitaria, resa possibile
dallorganizzazione di un regime rappresentativo parlamentare. Ma lo sviluppo e la
generalizzazione di meccanismi disciplinari costituirono laltro lato quello buio
di tali processi. La forma giuridica generale che garantiva un sistema di diritti,
egualitari in linea di principio, era sorretta da questi minuscoli, quotidiani, fisici
meccanismi, da tutti questi sistemi di micro-potere essenzialmente non-egualitari
ed asimmetrici che noi chiamiamo discipline (Foucault 1969: 222).

lasimmetria si riflette anche nel rapporto con il corpo che durante il percorso di modificazione diventa di volta in volta una creatura da educare, un
antagonista da battere, un ostacolo da superare. In ogni caso, la riproduzione di un potere su se stessi che fa sentire in potere rispetto agli altri e che
potrebbe essere etichettato come come corpo monumentale.

5.2. La disciplina come compimento del genere: il corpo monumentale


Lincorporazione in questarena risulta principalmente un body project
di estensione, non gi perch invasivo, ma soprattutto perch rieduca in maniera duratura i corpi e porta i soggetti a variare il proprio modo di percepirsi
in relazioni sociali bene definite: fra individui, dolore e gerarchia. La disciplina impartita dai professionisti ai loro clienti e pazienti, infatti, si inserisce
proprio sul crinale fra potenziamento e addomesticamento, nel primo caso il
corpo giusto ottenuto con cautela e una certa dose di rispetto per le inclinazioni e le caratteristiche del corpo: un piercing o una rinoplastica devono
migliorare la forma del corpo e tener conto del fatto che il soggetto ha una
vita pubblica in cui apparir con la sua nuova identit, quindi non deve essere
trasformato in un alter ego di se stesso.
Nel secondo caso, invece, queste tecniche cercano di tradurre un corpo
indocile per natura a una forma pi malleabile, ossia spendibile nel gruppo
sociale: rendono efficace luso del piercing o della chirurgia per ottenere una
metamorfosi radicale o durevole.
102

Mi sembra che queste due facce del modello corporeo di tipo monumentale sottendano anche declinazioni della categoria di genere riconducibili rispettivamente a un polo maschile e a uno femminile: il primo, infatti, pu
essere la metafora dellincorporazione come spazio in cui il corpo accoglie
in s la forma (del sapere sul corpo), apprende la cura, riproduce modelli; il
secondo rappresenta invece la mera applicazione della tecnica e di esaltazione
del capitale corporeo come sinonimo di forza, efficienza, potere. Ad accomunarli resta la disciplina. Loperazione di far interiorizzare questo assunto
un passaggio fondamentale del disciplinamento e, pertanto, non pu essere
forzoso o aggressivo, bens frutto di unattenta osservazione dei codici di genere, grazie ai quale i corpi vengono forgiati nel modo corretto. Il genere si
materializza seguendo una traiettoria educativo-informativa riguardo a una
conoscenza di s che non fa appello alla corporeit in astratto, quindi a competenze spiccatamente scientifiche o essenzialiste, ma si radica nel corpo del
singolo individuo come situazione di partenza. Questo processo, in cui il corpo percorso dal sapere e usato come riferimento costante, perch il soggetto
comprenda chiaramente cosa gli succeder e in quale modo si trasformer il
suo corpo, rimette in gioco la seduzione come modello di relazione. possibile cogliere meglio questo aspetto attraverso i due passaggi seguenti, osservati
durante una seduta di piercing allombelico:
Entriamo nella stanza sterile e io mi sento molto a disagio, mi sembra di essere il
terzo incomodo, perch nei discorsi di accoglienza nel negozio si gi creata una
forte complicit fra il piercer e la cliente. Inoltre, si pu avvertire un senso di attesa
nellaria: c qualcosa di particolare, qualcosa di intimo, che sta per avvenire, molti
sguardi e poche parole vengono scambiati. A guardare meglio, infatti, mi rendo conto che davanti a me non ci sono pi le stesse persone che cerano prima, mentre si
parlava nella stanza accanto, i ruoli sono cambiati, non solo lo scenario, vedo due
persone che sanno bene che cosa stanno per fare. Il piercer cambia atteggiamento
ed entra nel ruolo di professionista e trainer. Si mette immediatamente il camice,
prepara il lettino con linvolucro di protezione, la ragazza si stende e poi inizia la
spiegazione delle procedure:
- Ora far unasepsi della parte tu non ti devi assolutamente toccare, se no devo
ricominciare da capo, poi segno il punto e poi tu ti alzi e ti metti in piedi e vedo se va
bene poi tu mi dici se va bene la posizione poi facciamo il piercing.
Loperatore sembra avere un forte ascendente sulla ragazza e sembra anche esserne consapevole: ha potere materiale perch la persona che tra poco trapasser
una parte del suo corpo e, bench abbia creato con parole suadenti unatmosfera
intima, la personalit della cliente sar in un certo senso invasa. Apparentemente
cosciente di ci, il piercer cerca di usare anche il potere simbolico di figura di riferimento, riducendo al minimo la sopraffazione, gesti e parole sono sicuri e mai bruschi
o tesi, tutto fluido, anche i silenzi. (Strasburgo, maggio 2005)

103

La ragazza del piercing allombelico era venuta accompagnata da un paio di amiche.


Alla fine delloperazione, dopo essersi ben guardata e rimirata allo specchio appeso
alla parete dello studio in tutte le pose possibili, visibilmente compiaciuta, accetta di sigillare il lavoro del piercer, e con esso la piccola metamorfosi operata, sotto una vaporizzazione di disinfettante e una garza sterile fermata con cerotto alladdome. Le dico
che molto grazioso, ma non mi sente troppo presa dalla sua nuova identit, si piace
e si compiace di quello che i due insieme hanno fatto. (Strasburgo, maggio 2005)

Il comportamento con i clienti maschi invece pi amicale e confidenziale. Da subito viene cercato un modo comune di ragionare sulla modificazione da effettuare e i buoni risultati conseguiti vengono premiati a volte
con magliette o altri gadget che riportano il logo del negozio. Quando gli
uomini vengono accompagnati dalle fidanzate, o dalle compagne che vogliono avere voce riguardo allestensione o al posizionamento di una modificazione, perlopi i professionisti cercano di evadere il controllo femminile e
gerarchizzare le competenze. Infine, il dolore un aspetto ineludibile della
modificazione del corpo, ma legato alla disciplina anche come fonte da
cui attingere unenergia latente. No pain, no gain , in effetti, una filosofia condivisa in questa arena e riunisce i soggetti sotto una stessa egida,
portandoli a sottoporsi pi o meno consapevolmente al male fisico. Il dolore
costituisce un elemento inevitabile cui con coraggio il singolo deve andare
incontro nella concezione tradizionale dei riti di passaggio. Un individuo
deve gestire lincorporazione secondo le aspettative del gruppo, dal momento che il suo cammino di crescita sociale e spirituale deve essere segnato dal
dolore e dalla menomazione (Salvioni 1996).
La gestione del dolore nellarena del disciplinamento influenzata dagli
stereotipi pi tradizionali, secondo i quali le donne hanno naturalmente
una maggiore capacit di sopportazione degli uomini, perch partoriscono e
si sottopongono a dolorose sedute estetiche. Tuttavia, i secondi mostrano la
propria virilit proprio nel resistere al dolore. Pur essendo comune ai due generi viene vissuto in maniera differente: per le donne qualcosa di ordinario,
mentre per gli uomini la manifestazione di una performance straordinaria.
In entrambi i casi, per, il corpo fa da antagonista al conseguimento della
nuova identit, proprio perch soffre.
Inoltre, dimostrare di saper resistere al dolore come segno di virilit o di
appartenenza al gruppo perde valore in un contesto caratterizzato dalla costante paura di soffrire e dove i modi antichi di affrontare il dolore non sono
pi significativi. Se dunque linclinazione degli attori sociali cercare lanalgesia e preferire altri generi di sensazioni, il dolore percepito durante il processo di addomesticamento del corpo, allora, deve essere accompagnato da
un sapere specifico proporzionato alle possibilit e alla situazione di partenza
104

del soggetto individuale (Foucault 1985) e lesperienza del dolore si configura sempre pi come una scelta opzionale che come un evento spontaneo.
Persistono, tuttavia, degli usi sociali attraverso i quali i soggetti possono
scegliere di dominare il dolore e piegare alla propria volont ci che sommerge luomo ordinario e lo lascia senza altra voce che il grido (Le Breton
1995: 173). Cos facendo essi sottomettono a se stessi la propria condizione
anzich lasciarsene dominare. Il modo pi comune e pi celebrato di vincere
su se stessi presente nellambito della competizione sportiva, dove lazione
corporea simboleggia anche la superiorit di genere: la performance sportiva
degli uomini allo stesso tempo simbolica e cinetica, sociale e corporea;
e lelemento essenziale che tutti questi aspetti dipendono luno dallaltro
(Connell 1996: 55).
La ferita, il sangue sono elementi che danno concretezza allincorporazione e al dolore, che una sensazione reale e imprescindibile (Scarry 1985).
Disciplinando il dolore, i soggetti danno inizio alla materializzazione delle
rappresentazioni, perch le ferite del corpo, effettuate in sala operatoria o
nella stanza dello studio dei piercing, aprono sempre una via per connettere credenze disincorporate, o idee, e mondo materiale (Fournier 2002). La
giustapposizione di unidea e un corpo ferito, da un lato, trasferisce la forza
della componente materiale su quella astratta e, dallaltro lato, restituisce alla
dimensione corporea il dovere di materializzare lidentit individuale.

105

6. Larena estetica

Abbiamo visto nelle arene precedenti come lincorporazione risulti sempre un processo entro cui gli individui si giocano il corpo e lidentit. Facendo appello allintuizione che in un certo momento hanno del proprio self,
ossia della propria autenticit, essi cercano di rispondere al proprio bisogno
di costruire una biografia. In alcuni casi, non si limitano a fissare sul corpo
i modelli proposti dallarena mediatica, n cercano di disciplinare il proprio
comportamento seguendo procedure rigorose. Cercano, invece, di creare un
vuoto, una sospensione nel flusso delle immagini, generando identit che
non si riducano a un cartellone pubblicitario o alla copia di un disegno visto
su un blog di tatuaggi. Danno cos vita a un ulteriore ambito di pratiche, che
potrebbe essere definito arena estetica, caratterizzata dallatteggiamento parzialmente critico che spesso anima le pratiche di modificazione del corpo.
Attraverso il piercing, ma soprattutto la scarificazione, gli attori sociali di
questa arena mostrano che lincorporazione deve superare i parametri espressivi convenzionali e focalizzarsi sulla struttura. Dunque, se nellarena del
disciplinamento laccento cade sui dispositivi, in questa posto sui circuiti
di idee e sullideologia che le mette in circolo. Qualche volta lobiettivo pu
essere perseguito attraverso il tatuaggio, se diventa un lavoro di ricreazione
del corpo come un prodotto con elevato contenuto simbolico/estetico, come
un morso di vampiro che unintervistata si era fatta tatuare sul collo. Altre
volte una ricomprensione della propria immagine corporea come racconto
in corso dove la narrazione creativa della propria storia stata intrapresa a
pi mani, e ha portato alla scrittura di un progetto concordato. Come piega
questa tatuatrice a proposito di un lavoro eseguito su un cliente che gi sapeva cosa fare ma doveva educare il suo gusto estetico:
Mi capitato un cliente che voleva fare una frase sul costato una frase che aveva
portato lui, ovviamente, la frase io lho mantenuta tale e quale, voleva poi delle
lettere che fossero agganciate a questo carattere in corsivo che partiva dalle lettere
e arrivava fino allanca e visto che questa parte [del fianco] tende poi a deformare
quello che il lettering, gli ho proposto di fare una pergamena con la scritta lunga e
106

dritta da qui a qui [parte alta del torace] e dato che non voleva un tatuaggio volgare nello stile ma raffinato, allora la pergamena diventata un cartiglio, e le lettere
sono state messe in uno stemma di famiglia come se fosse una casata, un nobile. E
il tatuaggio risultato comunque ben fatto, ben eseguito, originale comunque come
gusto. E quindi ho cercato di spostare lattenzione su una composizione migliore, lo
sposto ovviamente per quello che concerne il mio lavoro, non certo per quello che
la persona. Oppure lo faccio quando la scelta non motivata ma dipende da unindecisione: capitato che chiedessero la corona non perch lo trovassero divertente o
ironico, ma solo perch lavevano visto sul personaggio televisivo. (T4)

Gli interventi di chirurgia, sia nelle testimonianze di chi vi si sottoposto,


sia nellimmaginario di chi le conosce solo per storie di altri, assolvono assai pi di rado tali funzioni, poich, nella maggior parte dei casi soddisfano
unesigenza di normalizzazione e, soprattutto, di allineamento ai parametri
estetici condivisi, ma qualche volta possono rientrare nel novero di quelli
citati sopra, ad esempio, quando cercano di conservare alcuni difetti estetici per dare vita a narrazioni di s estetizzate e si traducono in riferimenti
per ristrutturare le pratiche (Bourdieu 1993). Un esempio dato dal caso
di unintervistata che pur essendosi sottoposta a rinoplastica che ha assottigliato il setto e ridotto le narici ha voluto conservare una gobbetta per non
perdere il suo orientamento nel mondo e non spersonalizzarsi troppo, e allo
stesso tempo farne un manifesto contro la dipendenza di approvazione da
parte degli altri.
In altri casi, invece, esaltano caratteristiche o simbologie femminili nel
processo di definizione dei corpi maschili. Come ha raccontato un intervistato, il quale, intendendo porsi volontariamente in controtendenza rispetto
al mainstream, che attribuisce il piercing allombelico alla panoplia della
seduzione da parte delle donne e quello al sopracciglio degli uomini, ha deciso di farsene fare due allombelico per esaltare la propria parte femminile.
Egli stesso, nel corso dellintervista, spiega come la sua sia stata una scelta
dettata dalla volont di uscire dai canoni di definizione della maschilit e
della femminilit, secondo modi specifici di ornare il corpo e allo stesso
tempo ribadirne il ruolo di sede privilegiata per sottoscrivere lappartenenza
di genere.
In questa arena, infatti, pi che nelle altre, produzione e ricreazione di
significati sono temi cardine dellespressione dellidentit. Il concetto di
creativit simbolica viene qui messo alla prova e materializzato nei corpi.
Lincorporazione rappresenta, infatti, nellarena estetica un processo attraverso cui i simboli e le forme sono consapevolmente usati nella cultura viva
per dare vita a significati identitari (Willis 2005) e, molto pi che nelle altre
arene, gli attori sociali tengono presenti due aspetti: primo, che gli elementi
simbolici della vita quotidiana, ossia le rappresentazioni popolari usate nel
107

quotidiano, sono un elemento fondamentale del loro lavoro di ricreazione;


secondo, che la creativit simbolica qualcosa che possiamo trovare in ogni
attivit ordinaria umana necessaria alla riproduzione dellesistenza.
Alla maniera dei giovani della working class studiati da Willis, i soggetti
di questa arena prendono il corpo come spazio di ricreazione e in esso danno
sfogo alla propria creativit. Una simile interpretazione della corporeit, che
si innesta sui presupposti del lavoro simbolico come condizione della quotidiana umanit di ciascuno (Willis 2005), trova i suoi significati non tanto
nella modalit artistica, ma nello schema di produzione e riproduzione di
nuove individualit estetizzate. Questo laspetto principale e il fattore che
permette agli individui di crearsi un s e di renderlo riconoscibile, ma soprattutto li spinge a fare sforzi per dare e darsi un significato non concettuale,
ma comunque comprensibile.
La forma darte un qualcosa che tu senti dentro e che si esprime poi in tante cose,
c chi fa un quadro, chi compone musica e c chi si fa tatuare. // quella cosa che
non devi stare molto a capire, una forma darte personale, che si manifesta nelle
persone che hanno quel modo di essere, quella strada. // ed il modo di espressione
per chi ce li ha. // una forma di libert. (T3)

Come ho gi detto (cfr. cap. 2), la biografia diventata sempre pi responsabilit personale di chi si affaccia al corpo sociale e al presente sembra
interessare in maniera crescente anche gli aspetti di genere. Il lavoro simbolico utile a dire qualcosa di s diventa, in questa prospettiva, anche lavoro
di genere, per il quale essere maschio o femmina non del tutto frutto di un
portato biologico ma anche e, in special modo, dellapplicazione di capacit
umane alle risorse simboliche e ai materiali grezzi come insiemi di segni e
simboli, ossia a ci che Willis (2005: 269) chiama creativit simbolica,
ossia la pratica, il fare nel senso pi pieno del termine [...] lessenza, ci che
tutte le pratiche hanno in comune, ci che le guida.
C sempre una richiesta che varia in base al fatto se uomo o donna, e questo viene
percepito da noi e posso accennarla con toni maggiori o valorizzarla un po di pi.
Anche quando eseguo sul corpo, aver visto la persona mi permette di essere pi precisa e pi mirata, quindi di dare anche una visione diversa della persona e del suo tatuaggio. Questo intendo come gusto estetico. Magari due persone chiedono la stessa
cosa, lo stesso disegno in stile tribale per a una piacciono di pi le forme raffinate,
pi ricamante e magari allaltra quelle pi risolute, magari con lo stessa dinamismo
ma con un impatto visivo molto pi forte. (T6)

Per meglio comprendere il funzionamento di questa arena, occorre dunque prenderne in considerazione i diversi elementi strutturali, ossia i creatori delle incorporazioni e il personale che li assiste (6.1), le convenzioni e
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concezioni condivise su come dovrebbero avvenire le incorporazioni (6.2),


il modello di corporeit (6.3) e lorizzonte di senso in ci i corpi prendono
forma (6.4).

6.1. I creatori delle performance estetiche


La figura del creatore e quella di chi aiuta, o supporta la creazione nel senso stretto del lavoro sul corpo, in verit, si confondono: nellarena estetica il
lavoro simbolico necessario collaborazione fra chi opera la modificazione
che sia piercer, chirurgo, o tatuatore e chi vi si sottopone. Fra gli intervistati, solo una piccola porzione ha dimostrato di essere interessata e di conoscere le figure che nel web e nelle culture di nicchia vengono promosse come
ispiratori dellazione artistica sul corpo attraverso le modificazioni. Tanto i
pi celebrati e considerati nel circuito accademico internazionale come Stelarc e Orlan (Featherstone 1999), quanto quelli pi legati al contesto francese
come Lukas Zpira (Le Breton 1993), appaiono agli occhi di chi si raccontato come outsider, che volontariamente si sono posti ai limiti della costruzione
di senso e usano il corpo come materiale per esperimenti che poco hanno a
che fare con larte e lestetica, o la body art.
La performer francese Orlan, ad esempio, che impiega gli interventi di
chirurgia estetica per esplorare il significato della femminilit e della soggettivit in relazione alla tecnologia e alla costruzione sociale dei canoni
estetici, per quanto radicale possa apparire a molta della critica femminista
(Davis 1995; De Mello 2000) sembrata, tuttavia, pi impeganta a celebrare il potere della tecnologia chirurgica che a indicare percorsi critici per la
decostruzione del discorso estetico dominante. Lartista australiano Stelarc
che, invece, ricerca lespansione della performance del corpo, inserendolo
allinterno di macchine e sistemi tecnologici complessi da lui progettati, e
sostiene la dissoluzione delle relazioni di potere attraverso la rottura dei confini tra corpo e cyber-tecnologia, non parso come un pioniere capace di
dischiudere le possibilit del self rispetto alle forzature del sistema sociale,1
bens lennesima spettacolarizzazione della corporeit.
Immagini di questi due performer sono state presentate agli intervistati e
ne sono scaturiti account, in cui vengono rielaborati il concetto di sovversione e di sperimentazione con il corpo. I creatori che hanno raccontato il loro
punto di vista in questa ricerca, infatti, hanno fatto spesso riferimento alle
tecniche di modificazione del corpo pi legate alle subculture, che vengono
Per una trattazione pi ampia delle questioni inerenti alla modificazione del corpo nella
performance art si veda Pitts (2003: cap. 5).

109

avvicinate nella loro percezione al grottesco. Perch costruiti sullaccumulazione di interventi di chirurgia, piercing, ecc. che ai pi appaiono come
una cronicizzazione del bisogno di cambiare, questi sedicenti artisti non
sembrano minacciare lordine, bens rifiutare lattribuzione di un senso.
Crudelia Demon. Questi sono esiti negativi o cose volute? (P5)
Orrore, semplicemente orrore, se io mi devo conciare cos per fare capire agli altri
che sono diversa... e poi, se sono diversa, solo perch mi sono conciata cos, se no
ero normale, no?! mi piacerebbe vedere comera questa prima di ridursi in questo
modo... mah... forse era lei che non si piaceva. (CH 5)

Le performance degli artisti sono note ad alcuni per averle sentite nominare o per le proprie frequentazioni dei siti web. Ma il concetto impiegato
per interpretarle quello di mutazione, distante anche da quello di estetica
o creazione.
Qui si parla di mutazione, questa lartista francese che ha fatto un sacco di interventi per scalpore, per un suo percorso artistico, lei lo chiama cos, per me larte
unaltra cosa.// Peraltro non neanche una cosa che fa su se stessa da sola, se lo fa
fare da persone che hanno studiato, sono chirurghi, di sicuro qualcosa cui non sono
abituati ma il loro lavoro. Quindi non ne vedo un fine, non mi spiego il fine quale
sia se no altro il sentir parlare di se e dire guarda questa cosa ha fatto. (T6)
una forma darte... o almeno pu esserlo. unartista francese che in una decina
danni si sar fatta 100-200 operazioni di chirurgia estetica... Ha dei modelli: si fatta il naso come quello della Gioconda... e altre parti come bocca, zigomi... come altri
personaggi famosi, e praticamente si ricostruita il corpo prendendo ogni singola
parte da un dipinto... da riferimenti artistici.
Ci sono moltissimi video che sono delle performances di lei sdraiata su un lettino
con la gente intorno che la guarda mentre sta leggendo dei trattati di Nietsche sul
Superuomo... Poi, va beh... non me la farei mai perch una cosa che non mi appartiene, sono troppi soldi per quello che , ma comunque non sono completamente
contro. (CH5)

In queste figure le persone che hanno gi modificato in qualche modo il


proprio corpo, non riconoscono, se non a fatica, una modalit efficace di sovvertire i codici usuali in fatto di identit, corporeit e genere, anzi, li relegano
in uno spazio sperimentale che rischia lisolamento, o il fraintendimento,
proprio perch rifiutano i significati condivisi e portano al parossismo i vincoli della corporeit. Le performance divengono quasi una parodia, quando
non sono comprensibili immediatamente, sembrano scimmiottare la fragilit
dellincorporazione

110

A: Le micro-mutazioni a me non piacciono, perch alterano secondo me quello che


in teoria Ges Cristo ha creato. Non so, non giudico, non conosco. Una persona
molto espansiva e sicura di s. Anche con queste micro-mutazioni, vedi i capelli stile
carica dei 101, Crudelia Demon. Se lei felice, va bene.
B: Ti sembra felice?
A: No, ma non tanto per una questione di chirurgia estetica. Forse si sente insicura e
deve fare queste cose perch un po il suo modo. (T3)

Costituiscono un modo estremo di sperimentare le potenzialit espressive


e ricreative del corpo, il cui senso, forse perch troppo concettuale, non
totalmente intelligibile e, pertanto, non permette di prendere una posizione
in merito. Questo vale anche per la chirurgia estetica, soprattutto incorporata
da quei soggetti che ne hanno fatto un investimento professionale, facendo
parte del mondo dello spettacolo
Di sicuro se parliamo di declino, come lestetica generale sta decadendo, anche la
chirurgia sta avendo un flop. Nel modo in cui viene richiesta, anche se sicuramente sar diventata pi avanguardista avr subito un miglioramento tecnico, le stesse
immagini che hai l [personaggi dello spettacolo], non mi sembrano bei lavori. Se le
guardo sotto forma di disegno hanno anche delle brutte proporzioni. (T6)

Mettendo in luce limportanza della qualit estetica del risultato sul corpo,
anche una nuova coppia di questioni emerge: autolesionismo e autenticit.
Dalle riflessioni sulle immagini proposte appare, infatti, chiaro che chi modifica il corpo deve mantenere un legame con la quotidianit, non imponendo
uno stravolgimento radicale delle rappresentazioni, deve piuttosto eroderle
lentamente attraverso una comunicazione che usa il linguaggio artistico/estetico per mettere in sospeso i significati abituali.
La differenza , allora, il prodotto del legame di questi significati con il
corpo vissuto, che non pu essere ricondotto allargomentazione razionale.
Se il disegno inciso sulla pelle esprime qualcosa di interiore della natura dellindividuo, allora magari giusto, o normale, che un uomo si faccia un certo tipo di
disegno, per comunque il fatto di voler trovare una spiegazione a tutti i costi per me
non ha senso, perch quello che influisce la personalit, quello che si disegna sulla
pelle, quello che si vuole esprimere... e si pu capire senza dover per forza trovare
un senso. Perch non pu essere bello e basta?! (T2)

Artisti e comuni mortali sembrerebbero assai lontani fra loro, a ben vedere, ci che li accomuna , forse, il concetto di narcisi post-umani (Refe
2000). Per i primi, pratiche come la scarificazione, lautomutilazione, lo
spargimento di sangue diventano tentativi ultimi di amplificare lespressione
di unincapacit a dare senso alla propria esistenza. Per i secondi, le tecniche
111

del corpo diventano un modo meno cruento, ma efficace, di far rivivere il


corpo intorpidito dalla cultura di massa e, quindi, di cercare di conoscere i
propri fantasmi e scardinare i miti della societ.
Il concetto di sperimentazione, che pi e pi volte ritorna nelle interviste con le parole chiave: bisogna sperimentare, devi provare, bisogna
vedere su di s, io lho voluto provare su di me, ho voluto provare
il principio ispiratore dei distanziamenti e, a volte, della polemica con il
mainstream che perlopi viene a coincidere con il discorso dei media e con
la moda. Ambiti che diventano sinonimi di affossamento della creativit e
di creazione del pensiero uniforme. Cos come quelli vengono trattati con
distacco e considerati mondi illusori e meccanismi manipolatori, funzionali
solo alla riproduzione di identit artificiali e inautentiche, allo stesso modo
le modificazioni estreme sono viste nella migliore delle ipotesi come prassi
di nicchia, lontane dalla sfera della quotidianit:
Le scarificazioni, le troviamo pi negli ambienti... pi di nicchia, pi underground,
anche perch siamo sul filo dellillegalit e, quindi, ci si nasconde, ci si chiude. E
quindi, si diffondono fra persone che frequentano locali particolari. (P5)

che per quanto siano effettuate da personale serio, faticano ad entrare nellufficialit del mondo delle modificazioni e dipendono dalla seriet e dalla capacit di autogestione dei singoli gruppi
Le persone che eseguono queste tecniche sono persone serie, sono persone formate, non esistono ancora corsi, tipo universitari per capirci, non esistono corsi indetti dalla Asl ma noi abbiamo associazioni e organizziamo convegni anche a livello
internazionale dove facciamo arrivare medici che ci spiegano i vari problemi e le
le varie tecniche sia di dermatologia sia di cicatrizzazione delle ferite. Siamo un
gruppo molto organizzato, molto informato e che lavora con la testa. Poi chiaro
che di tutto esiste un po. Quindi, esistono anche quelli che si improvvisano. Ma
esistono anche fra i dentisti. (P5)

Artista allora chi riesce a stare con i piedi per terra e sa usare in maniera
creativa, forse vagamente dissidente, le simbologie e i modelli culturali. Tali
pratiche vengono utilizzate anche per dare corpo a unoppressione culturale percepita e contestare le convenzioni dellappartenenza etnica. In forma
meno radicale delle figure appartenenti alla realt body art (Jeffreys 2000),
possibile per ognuno farsi portatore di un messaggio di critica, pi o meno
velata, al senso comune
una cosa molto tribale, risale ai Masai, comunque popolazioni africane, che lo fanno per un rituale di gruppo, sociale, per me un po come stare in questo gruppo,
112

non voglio far parte di quelli che fanno la spesa tutti insieme o partono tutti per le
ferie il primo agosto, o credono che il massimo delle libert comprare lo schermo
piatto... e poi una cosa bella anche... estetica, anche sensuale ... perch la pelle
sollevata... senti??... (porgendo il braccio). (S4)

Le prassi sono ben lontane dalla contestazione insistita e organizzata con


cui alcuni movimenti si propongono di intervenire nella scena culturale,2 bench lobiettivo degli attori sociali di questa arena, la riappropriazione del corpo, sia comune a quelli, si basa sullespressione e leducazione di un gusto,
piuttosto che di un dis-gusto e di un approccio molto umano e accudente.
Io trovo belle le mie scarificazioni... anche quelle che faccio agli altri e se alla gente piacciono sono contento un lavoro che si fa insieme che richiede colloqui... //
ci vuole molta attenzione a non turbare la persona, perch io praticamente le apro
linterno del suo corpo, spesso meglio che non veda... deve essere preparata, anche
culturalmente a volte, perch non sa del tutto cosa significa, da dove viene, cosa
succeder. (S3)

Nello scenario della body art, luso del corpo svolge di regola il ruolo
di strumento privilegiato per lespressione artistica, il fulcro di esibizioni
(happening, sequenze di azioni, installazioni, danze) che hanno il preciso intento di superare i confini fra le varie forme artistiche, mescolando
mezzi linguistici (teatro, danze, fotografia), per produrre effetti drammatici
o espressioni dolorose che pongono lespressione nellimprovvisazione al
centro del momento creativo (Le Breton 2007). Questo aspetto viene privilegiato rispetto agli altri elementi della produzione artistica, seguendo
la filosofia dellarte concettuale che predilige il momento della proposta
rispetto alla realizzazione come moto di opposizione alla mercificazione
dellarte. In questa arena, laccento viene posto sulla capacit dellartista,
o di chi d espressione allispirazione, riuscendo a raggiungere il pubblico
chiaramente, con una forma chiara e comprensibile, che non vuol dire necessariamente logico-matematica.

Mi riferisco al movimento che si autodefinisce Body Hacktivism, i cui principi ispiratori


sono luso delle modificazioni del corpo come medium, per teorizzare e inventare prospettive avanguardiste, attingendo a fonti quali la cultura manga, il fumetto, i film e la letteratura
di fantascienza (Steve Haworth, creatore della saga Star Trek considerato uno dei padri
fondatori del movimento). Le sperimentazioni, che prendono il nome di Body Hacking sono
sviluppate grazie a unattenzione particolare per lo sviluppo delle innovazioni tecno-medicali.
Lobiettivo di queste prassi lazione, ossia, lassunzione nelle proprie mani del proprio destino, supportata da una volont di incessante trasformazione. Cfr. http://www.body-art.net/
v6.0/Kortext/LZtxt4fr.html, 29/09/2010.

113

6.2. Convenzioni e concezioni estetiche: la performance


Il primo passo verso la ri-creazione del corpo la costruzione di unimmagine di s. Questa segue dei parametri condivisi: non rifiuta il concetto
di bello, non trascura la categoria del gusto, d forma allo stile di vita. Il
soggetto deve cercare di reinventarli e riscoprirli, facendo appello alla critica del gusto condiviso e del concetto di bello della maggioranza. Come
spiega questa intervistata, tatuatrice professionista, la creazione di qualcosa di bello dipende direttamente dalla ricerca e dalla sperimentazione in
prima persona. Questi diventano i pilastri su cui rifondare la performance
dellidentit (cfr. 1.4).
Per me percorso artistico innanzitutto studio, dedizione a una cosa, e... studio intendo per esempio quello che ti ho raccontato di me fino adesso, nel senso che io
vedo il tatuaggio come una cosa che mi piace, e per me il tatuaggio innanzitutto il
segno, cio io passo tanto, tanto, tanto tempo a disegnare. Cio tante volte sono qui
[in negozio] dalla mattina per fare un disegno e devo soltanto esercitarmi, non per
forza devo fare un disegno per poter fare il tatuaggio fatto bene, ed essere sempre pi
brava sia nel fare il tatuaggio, si a nellinterpretare la richiesta. (T4)

La modificazione del corpo, insomma, un percorso dellio quando si fa


con passione e con coscienza (P5) e contesto in cui questa sperimentazione
pu essere condotta per lo pi resiste alle spinte innovative, o critiche. Seppure luso del corpo ispirato alla body art, lidea che lo supporta declinata
in modo differente, anche perch il contesto profondamente mutato. I limiti
di questo discorso emergono soprattutto nella scarificazione, una tecnica difficile da eseguire su pelli occidentali.
Sono pochi quelli [clienti] che fanno le scarificazioni, ma ci sono, per diversi motivi
sono pochi. Non una cosa facile da farsi fare, anche se lincisione non fa male,
molto pi dolce lavorare col bisturi non come lavorare con la macchinetta, poi con
lago da piercing non c confronto, non senti nulla. Io lo preferisco perch pi
nelle mie corde, perch pi dolce, perch richiede una precisione maggiore, unattenzione maggiore. Anche se non ti d molte possibilit dal punto di vista artistico,
non puoi fare lavori troppo decorativi o delicati. Io ho cominciato con Lukas Zspira
e i lavori che fa lui sono esagerati, non vengono non risaltano poi sulle pelli bianche
si perdono. Un altro problema sono le cure che perch non tutti ce la fanno, le sostanze che devi mettere in seguito alla scar sono molto abrasive e dolorose e fa molto
molto pi male del tatuaggio durante la guarigione... e poi non tutte le... le pelli sono
adatte, le pelli bianche sono diverse dalle pelli scure o dalle pelli africane. Queste ti
permettono un risultato visibile, cicatrizzano in modo diverso e sono diverse proprio
come tipo di epidermide. (S1)

114

E altrettanto difficile da far apprezzare ai palati occidentali:


Anche la scarificazione, la gente la vede come una cosa molto pi estrema. La gente
ha bisogno di tempo per capire che una cosa non pericolosa e che magari la pu
apprezzare anche su se stessa. In Italia siamo al limite della legalit con questa cosa,
nel senso che bisogna eseguire una piccola anestesia e solo i medici possono eseguire anestesie, quindi siamo proprio sul confine, si cammina su un filo. Sicuramente
pi dolorosa, invasiva, quindi richiedono molta pi coscienza da parte del cliente
riguardo a quello a cui sta andando incontro e quello che sta facendo. Bisogna avere
un pochino pi di coraggio, la persona che le affronta deve essere molto pronto.
Loperatore che esegue deve impegnarsi a spiegare bene a che cosa sta andando
incontro una persona. (P5)
La scarificazione una cosa che non mi piace. La vedo gi come mutazione, non
disegno. una mutazione come il fatto di fare impianti. La vedo come una trasformazione. Sono dei segni, che poi quando cicatrizzano rimangono anche piuttosto
irregolari, non la vedo come una proiezione di un disegno su di un materiale quale
la pelle. Non mi piace, una cosa di cui non mi son poi tanto interessata. Lho vista
sia nel fare, sia quando era guarita, ma una cosa che non mi ha dato pi di tanto
soddisfazione. (T6)

La prima epoca della body art si inscriveva nel difficile clima politico
della guerra in Vietnam, che incrociava gli anni della guerra fredda e il fenomeno sociale della diffusione delluso di droga. Era il periodo in cui anche le relazioni fra uomini e donne venivano stravolte e il senso di moralit
profondamente messo in discussione. La liberazione sessuale e il culto del
corpo diventavano i punti nevralgici di un nuovo modo di presentare e intendere la corporeit (Le Breton 1999). possibile riscontrare un punto di
contatto fra quella situazione e il presente per mancanza di riferimenti stabili,
per ragioni di dispersione del senso di moralit, di difficolt a riarticolare le
identit di genere e i rapporti uomo-donna (Butler 2004), ma se nei decenni
Sessanta-Settanta il corpo cambiava di senso, mettendo in scena i rapporti di
amore e di odio tra uomo e donna, diventando incarnazione della forza, dei
desideri collettivi, delle pulsioni di separazione, distinzione, cambiamento,
odio, riunione, fusione ideale, che occupano la societ in alcuni momenti
storici (Pearl 1998).
Questo mutamento di senso sembra ritornare nelle prassi di quei soggetti
che si sentono investiti del compito di creare corpi nuovi che si allontanino
sensibilmente dai modelli alla moda, esaltando lo scarto simbolico. il caso
dei professionisti di piercing e tatuaggi che, tuttavia, evitano le modificazioni
pi radicali e le ricostruzioni integrali con la chirurgia estetica. La ricerca
dello scarto simbolico anche parte della retorica dei chirurghi estetici che
cercano di orientare i loro pazienti nella maniera pi obiettiva possibile, af115

finch scelgano di esprimere le proprie idee riguardo alla loro identit, anzich nascondersi ancor di pi dietro la maschera del vip del momento.
Dagli anni Cinquanta agli anni Settanta lesigenza di esprimere le proprie
idee stata tradotta in happening che gli artisti compiono davanti al pubblico, fondendo poesia, coreografia, musica, in opere non pi legate ai vincoli
del supporto materiale e del concetto di durata nel tempo, bens intrise dal
nuovo senso dato dal concetto di performance (Goldberg 1988). un concetto, tuttavia, che non permette di accogliere nellarena le forme estreme di
modificazione.
Per me questa [immagine di Orlan] una mutazione corporea. E non una cosa che
mi piace. A me piace il corpo per quello che . // Peraltro non neanche una cosa che
fa su se stessa da sola, se lo fa fare da persone che hanno studiato, sono chirurghi, di
sicuro qualcosa cui non sono abituati ma il loro lavoro. Quindi non ne vedo un
fine, non mi spiego il fine quale sia se no altro il sentir parlare di se e dire guarda
questa cosa ha fatto. // Non una performance di arte [quella di Orlan], per me
addirittura insultare il senso della performance di arte. Poi io non sono nemmeno
tanto addentro. Per per me non arte, non un percorso artistico. Non centra
niente con il creare, il mettere mano alla mente di una persona o alla sua volont.
un po come il saper scrivere e lo scrivere un libro. Le vedo come trovate pubblicitarie economiche, avranno centomila scopi ma non quello artistico. Non penso che
comunichi qualcosa. (T6)

Le identit create nellarena estetica cercano di fondere idee e filosofie


per acquisire concretezza negli studi degli operatori e nelle sale operatorie
dei chirurghi e, una volta terminata lazione, solo le tracce nel corpo restano
a testimoniare che il passaggio stato compiuto. Proprio perch hanno perso
il valore iniziatico e spesso sono traduzioni culturali di pratiche distanti nel
tempo e nello spazio, sia letica, sia soprattutto lestetica messe in campo
fanno delle modificazioni una performance. Di nuovo lesempio della scarificazione pu aiutare a chiarire il senso di queste prassi.
Se vado a vedere una scarificazione in una trib e quello che la scarificazione l, sicuramente diverso, ma anche leffetto estetico diverso. Una cosa vederla presso
quelli che se la sono inventata e che la realizzano con i mezzi che avevano, probabilmente una trib che aveva a disposizione pi materiale lha realizzata utilizzando
quel materiale nel migliore dei modi. Mentre invece in questo caso [la scarificazione
contemporanea in occidente] viene presa una cosa e viene anche usata male. Non
fatta propria. (T6)

Lanalogia con la performance consiste nel fatto di essere unazione che


cessa di esistere nel momento in cui il performer e il suo pubblico si separano, ma persiste in tracce corporee che ne attestano lavvenimento (i tagli nel116

la pelle di Gina Pane o i cambiamenti estetici di Orlan sono un esempio colto


di cui quelle costituiscono la vulgata). Poich la metamorfosi dipende da
unazione e questa, come la performance darte, dipende da un hic et nunc,
intrasportabile nello spazio e irriproducibile nel tempo: la performance si
svolge qui ed ora, compresenza in uno spazio-tempo (non necessariamente
reale) del performer e del suo pubblico. Nelle osservazioni che ho condotto
nei vari studi di tatuaggi e piercing italiani e francesi e nelle sale dattesa
degli studi dei chirurghi, la sensazione che ho ricevuto stata proprio quella
di trovarmi in uno spazio intermedio tra la realt e lideale, come se i soggetti
fossero l, ad attendere di essere investiti dellidentit come un evento incorporato (Budgeon 2003). Un attimo dopo lopera sarebbe stata esibita.
Il professionista, che conosce il ruolo delle aspettative sociali, chiede alla ragazza
se vuole mostrarlo prima una volta alle amiche. Radiosa. La porta si apre il piercer
chiama: Amiche venite a vedere che poi lo bendiamo!. Le ragazze accorrono, giudizi positivi fioccano, la nuova identit stata ben accolta ma del resto non cerano
grossi dubbi in merito, piuttosto, dato che sono amiche, si curano di sapere se ha
sentito dolore e se tutto andato bene. Tutto bene. Te lavevo detto rincalza una.
Per adesso il nuovo amico dovr scomparire, fino a sera, quando la ragazza si far
una doccia e comincer il suo percorso di cura di s. Questo con qualche conoscenza
in pi riguardo al suo corpo, ma soprattutto riguardo alle sue possibilit di piacersi e
di compiacersi. (Strasburgo, maggio 2005)

Un altro tema importante per comprendere la concezione estetica del corpo


in questa arena , infatti, la sua ricezione come creazione. Esso viene costruito
come qualcosa di cui lesistenza pi importante della visibilit. Il secondo carattere non indifferente, ma solo meno rilevante, perch comunque lartista
tale nella misura in cui si rivolge a un pubblico e da esso ottiene una risposta.
Quello che non mi piace fare, che mi sono resa conto anche a posteriori, quando ho
a che fare con una persona che non convinta. Non che non ha una motivazione
ufficiale, o una ufficiosa, ma quando vedo che se le avessi fatto anche un disegno
brutto se lo sarebbe fatto in egual misura. Penso che poi magari a distanza di tempo
possa vedere la differenza fra il tatuaggio fatto da me e quello fatto da unaltra persona che non lha fatto con la stessa attenzione di disegno. Per a volte succede e d
meno motivazione anche a noi. (T6)

Infatti, come spiegher meglio fra poco, larena estetica un orizzonte


entro cui linterrelazione fra soggetti cruciale. A modo loro anche i soggetti
intervistati vivono interrogativi dentro questo orizzonte e attraverso il corpo
provano a fare un passo ulteriore, ossia si sforzano di trovare una risposta
esistenziale che sia espressione artistica. Si dicono quindi che il loro corpo
certo il luogo in cui diverse identificazioni della loro vita si concretizzano
117

e, fissando quelle pi importanti, quelle che non dipenderanno dai passi successivi, ma saranno invece stimoli per andare avanti a ricrearsi. Come questo
intervistato che ha scelto di farsi fare un grande tatuaggio sulla schiena che
simboleggia il suo concetto di sofferenza ispirato alla copertina di una album
di un gruppo di musica metal, e che egli usa come leitmotiv del suo agire
Mi serviva un posto ampio per tatuare questa cosa, lho fatto sulla schiena perch il
significato che ha una cosa che luomo dimentica sempre, e ha un fascino perch
una condanna, ma anche meglio cos, lho tatuato sulla schiena, perch non lo
vedi, non lo vedi, ma sai che c. Quindi un tatuaggio, che ha un significato, ma
ha un significato, perch sta l. Non avrei mai potuto tatuarlo su un braccio o sulla
mano o in un punto visibile. // un viso in dissolvenza che soffre, in una lava digitale
e secondo me un momento di una persona, dove cambia veramente il lato della
sofferenza. Quello il punto in cui tutto quello che pensavi o che eri prima. Perch
un percorso obbligato, perch non viene fuori quando vuoi tu, viene fuori quando
il mondo esterno te lo manda davanti. L tu capisci, impari a capire non il tuo vero
io, perch secondo me non lo capirai mai. Per impari a capire molte cose di te. Che
non pensavi essere capace di farle e invece le fai. (T3)

Lautenticit, insomma, sta nel rendere il gusto estetico motore della performance. E il genere? I canoni secondo cui definire questo concetto sono
emersi indirettamente, ossia per esclusione di ci che non si dovrebbe fare,
tenendo conto che ogni individuo si trova ad agire allinterno di un orizzonte
di senso che lo precede e che dalle sue pratiche pu essere modificato.

6.3. Il corpo difforme: lontano da femminilit resistente e maschilit subordinata


Nella sfera dellarte contemporanea e nellambito specifico della body
art lordine pu essere ricostituito attraverso la teatralizzazione del gioco
di forze tra Stato e Individuo (Pearl 1998). Per mettere in scena questa dialettica, e compiere il lavoro simbolico il corpo dei performer della body art
diviene laltro pilastro, accanto a quello della cultura commerciale, entro
cui creare identit tendenzialmente critiche, che confrontano il soggetto con
movimenti, modi di essere, appartenenza sociale, modalit di organizzazione
e ripetizione delle attivit.
Ai due estremi di uno spazio in cui la costruzione dei significati si regge
sul lavoro simbolico necessario, lincorporazione adotta le tecniche corporee per materializzare un modello che potremmo chiamare corpo difforme.
Esso si differenzia, infatti, dal corpo schermo istantanea del mainstream
e tende a emergere come opposizione alla conformit che rimane lunica
118

dimensione della societ, quando lo spazio riservato al libero movimento, al


disordine creativo, alla contestazione rigeneratrice si riduce.
La nozione stessa di genere viene gestita come un concetto aperto che
trova una posizione in base alla definizione convenzionale, organizzando di
volta in volta alleanze e antagonismi, concordanze e contrasti, ma mira a
veicolare e dare senso a identit stabilizzate, che usano il gusto come punto
di appoggio per riprodurre le prassi di genere.
Il gusto femminile // diciamo che tendono a valorizzare il proprio corpo con un valore ornamentale, magari sul piede, o tipo liberty, o che richiamano lhenn. Mentre
gli uomini cercano unestetica maschile che vada a valorizzare quelli che sono i
volumi corporei delluomo. Ovviamente, potendo progettare un lavoro anche da noi
c unattenzione in quella direzione sia come gusto che come proporzione. (T6)
Le donne che si pierceano sono... pi facile dire che piercing fanno le donne. I piercing che vanno per la maggiore fra le donne sono lingua ombelico, naso orecchio.
Fra gli uomini lingua, sopracciglio, labbro, capezzolo. // Si pu riconoscere una
differenza fra uomini e donne per i lavori che si fanno eseguire. (P4)

Nella chirurgia estetica, poi, la connotazione di genere rimane come variabile dipendente dal concetto di estetica, e rimane anche la prassi di riprodurre
un gusto tipicamente occidentale. Questa estetica proprio il tema che ha
occupato il centro del dibattito femminista sulle tecnologie e sullinscrizione
della cultura cosiddetta patriarcale. Allinterno delle subculture, soprattutto negli ultimi anni Novanta, le tecniche del corpo sono state lette attraverso
lenti post-essenzialiste che ne hanno fatto un modo per rivendicare il corpo e
rovesciare la logica della vittimizzazione attraverso cui sono prodotti i corpi
modificati femminili e delle comunit dei body modifier (Pitts 2003). Le
testimonianze raccolte non riconoscono, per, alle tecniche di modificazione estreme il potere che i teorici hanno individuato. Alla luce di questo, il
lavoro simbolico svolto nellarena estetica per incorporare il genere appare
strettamente connesso alla capacit spontanea dei soggetti di esprimere un
gusto personale e, proprio nella dimensione comunicativa, manifestare una
differenza rispetto ai modelli condivisi.
Il concetto di gusto, tuttavia, rimette in gioco variabili strutturali che ne
fanno qualcosa di personale nella misura in cui manifesta le appartenenze di
un individuo a un milieu culturale specifico (Bourdieu 1983). Il tipo di gusto estetico, che qui dovrebbe rientrare nelle prassi di genere e dare corpo a
competenze culturali precise, un insieme di saperi sul genere e desiderio di
distinguersi dal gusto comune, quindi anche dalle rappresentazioni di genere
comuni. Questo si traduce in una ricerca della bellezza che soprattutto,
armonia con il corpo, rispetto delle sue forme e dei suoi tempi.

119

Queste qua [gli impianti subdermali sulla fronte di Orlan] sono degli impianti, a me
piacciono e non piacciono (ride), mettere delle forme in teflon // che creano questo
effetto in 3D. A me piacciono e non piacciono, perch non mi piace lestremo, perch devo diventare pi bella, non devo diventare un mostro, non devo diventare un
freak da circo. Per anche l... se uno lo vuole diventare giusto che lo diventi, se
uno se lo sente dentro di s giusto che porti avanti questo suo sentire, questo desiderio che ha. Nessuno dovrebbe essere limitato nelle cose, purch siano veramente
tue, cio devi svilupparle tu con la coscienza di volerle. Non perch il chirurgo che
ti ci spinge. Sono io che lo voglio e sono io che mi spingo verso e faccio un percorso
evolutivo della mia persona e della mia figura. Non deve essere una corsa a diventare
qualcun altro. (P5)

Lordine di genere, dunque, non scardinato mettendo in gioco incorporazioni di femminilit resistente o di maschilit subordinata,3 come avviene
invece nei circuiti subculturali omosessuali o sadomasochisti, bens, mantenendo quei modelli di maschilit e femminilit come limite, da cui mantenere le distanze per creare una performance che non sia spettacolarizzazione
del corpo, ma sospensione della logica di genere.
6.4. Lorizzonte estetico
Sforzandosi di rintracciare modalit originali e appropriate per dare concretezza al modello di corpo difforme, gli attori dellarena estetica inanellano
talvolta svariati interventi sul corpo ma tutti hanno il medesimo: definire un
ambito di senso. Per compiere le loro declinazioni questi soggetti selezionano accuratamente le procedure da impiegare, che sono le stesse utilizzate
nella vita di ogni giorno e ci con cui si compie il lavoro simbolico necessario, che rigenera gli elementi della quotidianit (Willis 2005). Le identit
cos rigenereate adottano quellestetica terrena che rende larena stessa un
orizzonte estetico, nel quale ogni cosa prende significato per il fatto di escluderne altre.
Nellarena estetica, infatti, il senso delle pratiche sembra fuoruscire dalla
selezione o dallesclusione di significati, tecniche, procedure per materializzare in maniera efficace e univoca le categorie di bello-brutto, artistico-non
artistico.
Lobiettivo fondamentale dellincorporazione risulta legato a doppio filo
alla metamorfosi quale valore portante delle pratiche, ma la capacit di diIl termine indica un tipo di maschilit, in opposizione con il modello egemone e caratterizzata dai tratti ripudiati da quella. Collocandosi al fondo della gerarchia di genre, inoltre il
corrispettivo della femminilit resistente tra cui figurano lesbiche, single, streghe, prostitute e
lavoratrici manulae, perlopi ignorate dalla storia. Cfr. Connell (1987).

120

scernere e la competenza dei mezzi sembrano pi enfatizzate di quanto non


lo siano nelle altre arene. La costruzione di un corpo, in parte o totalmente,
ricreato della chirurgia o dal tatuaggio sembra partire dallattenzione che gli
attori sociali prestano alle tecniche di modificazione.
La responsabilit e la necessit di coltivare lespressione del self, come se
la biografia personale potesse ancora sottintendere un progetto, anche in un
contesto sociale in cui la progettualit sembra dissolversi in una miriade di
stili di vita, rende lestetizzazione un modello esemplare, una buona mediazione per chi cerca di andare in controtendenza e adotta quellatteggiamento
non massificato che non ricerca levasione, bens lattesa e la selezione.
Cerchiamo di non mettere tantissimi clienti, perch i lavori richiedono tempo, per il
fatto di fare dei disegni di nostra produzione. I clienti cercano di seguire un po meno
la massa o cerchiamo di spronarli. Cerchiamo di evitare tatuaggi di massa. Nellinsicurezza uno tende a scegliere quello che ha visto pi in giro, su una rivista, in
metropolitana, anche nella stessa Milano, uno cerca dei punti di riferimento. Quindi
cerchiamo di spostare la loro attenzione su qualcosa di personale. Poi da l si crea un
bel disegno. Magari a volte la richiesta sbagliata ma non nel senso di quello che
vogliono, nel senso estetico, allora siamo noi disegnatori a correggere e a creare una
composizione bella. (T6)
Limportante portarlo con convinzione. // Pensarci per bene, non buttarsi sulla
prima cosa che passa per la testa. Adesso c la possibilit di capire abbastanza bene
quello che ci piace. Adesso, si va verso la specializzazione e uno pu scegliere cosa
fare, se una cosa adatta o meno adatta. Siamo talmente tanti e la domanda cos
alta che vale la pena cercare. (T4)
Spesso la fretta porta a scegliere le occasioni pi economiche. Ma si tratta di scelte
dannose, non si pu fare un intervento perch si raggiunta una certa et o perch
si stati attirati dalle dalle pubblicit. Spesso i chirurghi che operano in queste condizioni sono poco specializzati e vedono il paziente solo il giorno dellintervento.
Viene anche a mancare il rapporto tra paziente e medico. Tutto viene macinato in un
circolo vizioso. (CH4)

Dare una forma al s e al proprio modo di apparire agli altri richiede un


atteggiamento capace di criticare con ripugnanza il convenzionale e di non
godere senza critica di ci che eccessivamente nuovo. Nellarena estetica il
lavoro simbolico necessario sul corpo fatto innanzitutto per rendere stabile
il bello in tutte le sue forme: carino, tipico, caratteristico e persino brutto.
Le interazioni costruiscono nei fatti il senso estetico e, in base ad esso,
lidentit. Si tratta anche in questo caso di unarena che forse meno delle altre pu far comprendere il senso delle procedure quando vengono estrapolate
dal contesto che le ha generate, poich tutto si tiene in un rapporto di mutua
121

costruzione di senso. Diviene cos condivisione e estetica, perch estetico


il momento di fruizione, che si incontra in ogni esperienza e pu essere tematizzato attraverso la produzione di oggetti/significati, che si possono percepire come immediati: devono suscitare interesse e godimento alluomo.
In questa prospettiva, persino unesperienza rudimentale, se veramente
esperienza, pi adatta a fornire la chiave della natura intrinseca dellesperienza estetica di quanto non lo sia un oggetto che viene invece posto fuori
da ogni tipo di situazione ordinaria, poich tutto ci che intensifica il vivere
immediato oggetto di viva ammirazione e anche la comprensione dellestetico nelle sue forme conclusive e collaudate deve partire da uno stato greggio
(Dewey 1966).
Sembra un modo di fare arte, in fondo, primitivo che non risente dellallontanamento, delle differenziazioni che nel mondo occidentale le opere riconosciute hanno subito per entrare a far parte a pieno titolo di una sfera
piuttosto che di unaltra (Elias 1989). Si basa quindi su un concetto di gusto
che equivale ad apprezzare linsieme di quello che si mostra, al di l della
possibilit di spiegarlo.
Ad esempio bellissimo lo stile giapponese e se viene un italiano a chiedermi un
tatuaggio in stile giapponese so sicuramente che non sar un figlio della Yakuza
[lorganizzazione criminale i cui membri tatuano anche integralmente il corpo], ma
solo perch gli piace lo stile estetico giapponese (ride). Io lo trovo bellissimo. Trovo
che sia fin troppo esagerata adesso la mania di voler dare un significato, di volerlo
trovare a tutti i costi. Nel senso che uno pu attenersi a un gusto estetico che pu benissimo appartenergli anche nello stile di vita, nel senso che ognuno di noi comunica
un gusto estetico, sia in quello che indossa, sia come porta i capelli, come parla, nella
vita che ha. // Diventa la ricerca di un bello da portare poi addosso. (T6)

Questa concezione tende anche a sottolineare la differenza tra il lavoro


artistico tout court e il lavoro creativo che si esprime allinterno di limiti precisi e materiali, che sono il corpo del cliente (o del paziente) e le sue esigenze
nella vita di tutti i giorni:
Purtroppo, si sente dire dappertutto voi siete degli artisti, non vero, non siamo degli
artisti, innanzitutto perch non siamo liberi. Larte deve essere libera, la libert si ha
davanti a una tela bianca, uno pu metterci dentro tutto quello che gli esce dalla testa
o dal cuore. Mentre noi invece siamo sempre alle esigenze del cliente. Possiamo fare
anche un buon lavoro. (T5)

122

7. Larena commerciale

Il tragitto per entrare in questa nuova arena, attraverso lenti bourdieusiane, pu apparire come un triplo salto compiuto grazie alla duttilit del corpo.
Gli attori sociali investono il proprio capitale economico nella creazione di
un corpo che costituir poi una nuova forma di capitale (corporeo, appunto),
che sar poi tradotto in capitale sociale. attraverso questi tre momenti,
infatti, che sembrano articolarsi le prassi sul corpo, e il processo di commodificazione, nellarena commerciale. Sostenendo il commercio di ogni tipo di
prodotto e di tecniche per migliorarsi, la cultura del consumo introduce nel
set dei requisiti sociali un certo modo di lavorare sul corpo, che assume i caratteri della manutenzione della macchina, quel modello di corpo che risulta
tanto prevedibile quanto lo sono gli oggetti che lo circondano (Frank 1991).
Lidentit esternata attraverso il mercato ha la capacit di erodere i confini
delle identit nazionali nel mondo odierno (Mathews 2000). Ponendosi su
questa direttrice, concomitante allattivit di diffusione delle informazioni
dei media (cfr. par. 4.1), le modificazioni del corpo possono contribuire a
dare concretezza a unimmagine ibrida, che raccoglie elementi di etnie lontane dalla propria nello spazio e nel sentire. In particolare, possibile notare
che le due forme del mercato sono coinvolte nel processo e nelle pratiche
di costruzione dellidentit etnica: il mercato materiale che porta un flusso
di prodotti da tutte le parti del mondo in ogni angolo del mondo, e il supermercato culturale che porta un flusso di informazioni e identit potenziali da
ogni luogo in ogni angolo del mondo. Entrambe contribuiscono a costruire
per i soggetti un contesto allinterno del quale collocare i propri resoconti e
strutturare le proprie modulazioni identitarie. Probabilmente, questo supermercato culturale, come il supermercato materiale, esistito in forme rudimentali sin dalla notte dei tempi: le merci di scambio viaggiano verso luoghi
lontani dalle terre dorigine, anche le idee percorrono lunghissime distanze
come lantropologia ha documentato (Mathews 2000). Tuttavia la portata
sovversiva dei progetti sul corpo deve moderare lispirazione etnica tenendo conto della realt della corporeit dei soggetti contemporanei, che anche
123

volendo non possono permettersi di giocare a ripetere i gesti delle culture


tradizionali:
Ma vedi la gente non vuole stravolgersi, non vogliono corpi totalmente diversi o
irriconoscibili, non sono tribali, parlare di tribale oggi ha una valenza di distorsione
perlopi la gente si accontenta di un tocco tribale non sono riti tribali quelli che
facciamo, non c tutto il dolore che c nella danza del sole, quello s che un rito
duro, oggi, luomo non pu pi esporsi ai rischi cui si espongono i gruppi delle trib
tradizionali non ha praticamente pi peli sul corpo, si depilato, non ha anticorpi,
sempre pi avvolto in questo cocoon che la societ ha imposto di costruire. protetto, fragile. (P1)

Il centro commerciale il luogo dove intorno a ognuno di noi fluttuano i


prodotti delle cultura del consumo come significati che, evocando desideri ci
fanno indulgere in una sorta di fantasia che ci fa sentire a casa (Frank 1991).
Ancor pi degli oggetti, ci che viene consumato in questi luoghi il rituale,
cui tutti gli attori sociali prendono parte e attraverso cui generano un legame
con gli altri (Maffesoli 2004). La convention di tatuaggio il corrispettivo
di questo spazio rituale di suggestione e ipersollecitazione, dove lapproccio
oggettivante e commodificante alle tecniche corporee viene epitomizzato.
Simbologie polinesiane vengono esposte in grandi pagine sui banchi dei tatuatori, accanto alle vetrine di gioielli dei piercer, tutto a disposizione di chi
vuole partecipare al rito della modificazione.
Levento si svolge su pi giornate nello spazio di un grande hotel alla periferia di Milano. Le code di persone che aspettano di entrare sono fluide, sembra difficile classificare in categorie tutte queste persone, ci sono giovani adolescenti con i piercing
in gruppetti o accompagnati dai genitori, adulti in abito classico, giacca e cravatta,
in compagnia di donne in cappotto di montone, tacchi alti e occhiali da sole firmati,
giovani donne vestite con abitini attillati dai colori vivaci e truccate come le pin-up
degli anni Cinquanta, ragazzi con lunghi dredd, lobi allungati, felpone e pantaloni
larghi. Questo lultimo giorno della convention e comunque lafflusso di pubblico
sembra cospicuo, una conferma data anche dai parcheggi saturati di auto e moto di
tutti i modelli e marche, dalle pi economiche alle pi costose, Cinquecento accanto
a Mercedes, Harley Davidson, furgoni e Vespe dalla carrozzeria aerografata. Allingresso diventa subito chiaro che mi trovo in una vera e propria fiera della modificazione del corpo. Lo spazio rigorosamente organizzato per piani e settori di competenza: lala dei tatuaggi, quella dei piercing, quella degli accessori per i piercing (in
oro, argento, titanio, niobio, cocco, avorio, teflon e altri materiali, biologici al 100%)
e quella delle attrezzature per i tatuatori (macchinette, inchiostri, contenitori). Alla
sinistra dellingresso anche allestito un palco per le esibizioni artistiche in programma durante le giornate (danza del ventre, bodypainting, danze tribali) e per la
premiazione dei migliori tatuaggi nelle varie categorie (a colori, figurati, in bianco e
nero, schiena, gamba). In questo mare magnum ognuno pu trovare ispirazione
su cosa fare del proprio corpo, o come renderlo pi simile a quello delle persone che
124

stanno dietro i banchi e si fanno fare il primo tatuaggio, o si fanno completare un


braccio ormai quasi totalmente disegnato. Tutto contribuisce a dare la sensazione di
fare parte di una comunit allargata (Milano, febbraio 2008).

La commodificazione del corpo una tendenza che non investe solo le


tecniche di modificazione che da pi tempo sono nel mercato, ma anche
la chirurgia estetica, contesto nel quale stanno nascendo i cosiddetti hard
discount, situati nei paesi arabi e dellAmerica Latina, dove anche pi interventi possono essere effettuati in un unica seduta e le organizzazioni in
franchising effettuano pagamenti agevolati e scontati in diversi paesi europei.1 Nella cultura commerciale il corpo rappresenta il banco di prova per il
consumo di prodotti particolari: pelle, muscoli, adipe, peli, tutto fa parte del
materiale servibile per la metamorfosi e per la sperimentazione di tecniche
corporee in rinnovamento continuo, destinate a suscitare il compiacimento
per lautopresentazione e la seduzione grazie alla rappresentazione di un self
potenziato (dalla chirurgia, dal tautaggio ecc.).
I miei clienti sono di tutti i generi, nel senso che veramente sta dilagando a macchia
dolio anche la tecnica del piercing, adesso stanno nascendo nuovi generi di piercing, un volta era solo questo foro che passava da parte a parte il punto in ci si andava a eseguire la tecnica, ora ci sono anche i microdermal che sono questi brillantini
cui una parte va inserita sottopelle, sono molto pi discreti, meno invasiva, pi fini,
quindi anche noi stiamo andando ad allargare la clientela. (P5)

Si crea cos un corpo sociale che pu essere sorvegliato e regolato in


massa attraverso la suggestione del potere su se stessi (Foucault 1975). Un
assunto di base dellarena commerciale anche un principio della cultura
del consumo, ossia persuadere i membri della societ che le caratteristiche
fisiche ascritte possano essere considerate plasmabili, vale a dire che attraverso il lavoro sul corpo ognuno riceverebbe lincarico e le potenzialit di
acquisire la forma e laspetto che desidera avere (Featherstone 1993). La
coincidenza fra apparenza fisica e s praticamente assoluta e riesce, inoltre,
a mettere in campo la possibilit di dare una forma alla propria vita.
Se andiamo a guardare i canoni della bellezza ci vogliono tutti nello stesso modo e
vestiti tutti nello stesso modo. Anche se il piercing e il tatuaggio stanno dilagando
nella moda, per pazienza (sorride) per un pochino non siamo stati cos. (P5)

La variabile di genere e di classe rimangono in questa arena dei grimaldelli per lincorporazione secondo parametri specifici. Il vettore utilizzato per
1

Cfr. http://www.chirurgiaesteticaeplastica.com/chirurgia-estetica-low-cost.html, 29/08/2010.

125

veicolare tali parametri quello dellindustria della bellezza (Davis 1995),


che propone modelli apparentemente sempre pi accessibili sia agli uomini,
ma soprattutto, alle donne.
La bellezza da secoli il primo codice con cui viene classificata una donna, una
bellezza interpretata attraverso delle chiavi di lettura prettamente fisiche e che negli ultimi anni diventata un imperativo e lultima moderna schiavit. Luniverso
femminile e in particolar modo nellet adolescenziale infatti sempre pi attraversato da un senso di inadeguatezza, rispetto ad un modello ritenuto ideale, che
pu di volta in volta modificarsi, che non mai lo stesso, ma sempre ugualmente
irraggiungibile. Ed cos che il pressante peso della presentabilit e dellaccettazione sociale legata ad un aspetto piacevole ha fatto crescere linteresse accordato agli
interventi di medicina estetica e lofferta si moltiplica. Che sia per inseguire una
giovinezza perduta o per valorizzare la propria femminilit molte donne comuni, ma
anche giovani adolescenti dai tratti ancora acerbi ricorrono sempre pi spesso alla
medicina estetica per migliorare il proprio aspetto. Secondo stime non ufficiali sono
infatti circa 180.000 gli italiani che non sempre spinti da reali esigenze mediche
ogni anno ricorrono alla chirurgia estetica per la correzione di difetti fisici e di
questi 25.000 riguardano interventi di mastoplastica correttiva. Sicuramente questa
normalizzazione e spettacolarizzazione della chirurgia estetica pone delle grosse
problematiche non solo relative alle aspettative non sempre realistiche di quante
decidono di ricorrervi, ma anche e soprattutto rispetto ad una consapevolezza informata dei rischi fisici e psicologici che tali tipi di interventi comportano.2

Dunque, il ricorso alle pratiche di chirurgia estetica, che continua a essere


veicolata come una prassi femminile da molte agenzie di socializzazione,
anche parte di una seduzione verso la popolazione maschile prodotta dal
consumismo (Featherstone 1991). Al presente questa pratica di modificazione e i servizi analoghi si stanno diffondendo fra le fasce pi giovani in
maniera incontrollabile, al piunto da richiedere un intervenuto dello Stato
per regolamentarne luso attraverso un decreto legge. Il web e gli altri media, invece, continuano a fornire informazioni sulla crescita del fenomeno,
su di una popolazione maschile in netto aumento, con una moltiplicazione di
interventi consumati su pi parti del corpo.
Secondo i dati Censis, ogni anno in Italia vengono eseguiti 1,7 milioni di interventi
estetici e, di questi, circa il 22% vede come protagonisti gli uomini. Un numero
che, dal 2003 ad oggi, si quasi triplicato. Una recente ricerca condotta dallosservatorio Alineo Martini rileva poi che soprattutto la fascia di et compresa tra i 36
e i 65 anni a fare ricorso al chirurgo estetico. Anche se in Europa non si arrivati
ai livelli registrati in USA e Giappone, laumento stato davvero considerevole e
significativo. Lintervento pi richiesto in assoluto lautotrapianto di capelli con

Cfr. www.swg.it, 29/08/2010.

126

una percentuale pari al 29%, al secondo posto la liposuzione di fianchi, addome e


seno (22%), che comprende anche lintervento di ginecomastia. Seguono la rinoplastica (18%), il lifting del viso (12%) e la blefaroplastica (8%).3

Se le donne hanno incorporato canoni di femminilit, trovando i servizi giusti, che dalla cosmetica alla medicina estetica si spingono sempre pi
in profondit, anche passando dal tatuatore, dal piercer o dal chirurgo, per
produrre corpi visibilmente belli, anche gli uomini, allora, sembrano pi sensibili ai richiami della cultura commerciale e approfittano dei servizi disponibili in un movimento di massa che attraversa tutto loccidente. Negli Stati
Uniti, che rappresentano la piattaforma di lancio nel processo di diffusione
della chirurgia estetica (Ory 2008), i dati del 2001 vedevano ancora una forte
maggioranza femminile (80%), ma avevano rilevato la crescente insoddisfazione di molti uomini per il loro corpo e il loro anelito ad avere un fisico
muscoloso. Da una recente indagine su chirurgia plastica e trattamenti non
invasivi, condotta in parallelo fra Italia, Spagna, Belgio e Portogallo su 5.005
soggetti, il 2% delle donne e il 3% degli uomini ricorso alla chirurgia estetica, mentre il 3% delle donne e l1% degli uomini ha subito sia chirurgia sia
trattamenti estetici, (Altroconsumo, agosto 2009).
Queste tendenze hanno sollevato una serie di quesiti inerenti alla mascolinit e allincorporazione dellidentit di genere, suggerendo lipotesi che
gli uomini starebbero capitolando di fronte a ideali di bellezza analoghi di
quelli che da lungo tempo le donne hanno sposato (Pope, Phillips e Olivardia
2000). Non chiaro se tali atteggiamenti siano nuovi o radicati in un antico
desiderio di accettazione sociale,4 di fatto alcune modalit di rapportarsi
al corpo, che sfociano nella patologia, (come la vigoressia o la dipendenza
da farmaci che potenziano il tono muscolare), starebbero progressivamente
entrando nelle pratiche di costruzione della maschilit, secondo i dettami
della cultura commerciale.
In questa prospettiva, che colora lincorporazione dei toni della cultura del consumo, tutti gli individui (indipendentemente dallappartenenza di
Cfr. www.laclinique.it, 29/08/2010.
Il riferimento alla patologia etichettata come Complesso di Adone, per cui un individuo,
generalmente maschio, preoccupato dallidea che il proprio corpo non sia abbastanza definito e muscoloso. Questo senso di insicurezza si traduce in lunghe sedute di allenamento in
palestra (perlopi sollevamento pesi) e unossessiva attenzione alla dieta. Il senso di disagio
ha generalmente influenza negativa sulla vita sociale o professionale dellindividuo, che
portato a evitare situazioni in cui esporre il proprio corpo, continua ad allenare e a seguire
diete pur sapendo che potrebbe essere dannoso per la salute. Ci si accompagna alla sensazione di essere troppo piccolo e poco muscoloso e porta allassunzione di ormoni oppure altri
farmaci non autorizzati per laumento della massa muscolare, ingenerando spesso un rischio
per salute della persona. Cfr. Pope, Willis e Olivardia (2000).

3
4

127

genere) godrebbero, in linea teorica, di uguali possibilit ed esigenze. Una


adeguata disponibilit di risorse data per scontata, perch altrettanto scontata laccessibilit del servizio (molte sono le possibilit di dilazionare i
pagamenti e le offerte di pacchetti di interventi).5 Inoltre, il desiderio di
valere abbastanza da poter investire denaro nel miglioramento della forma
corporea, discorso promosso nellarena dei media internazionali come desiderio di adeguare il corpo al contesto, si traduce in questa arena in necessit
di conservare il corpo come buon supporto per tutti i prodotti.
Perch invece non entrare fiere nel camerino e provare costumi di tutti i tipi, senza
bisogno di dire questo no perch mi fa pi grassa, questo no perch non mi valorizza, questo no perch non trattiene la pancia. Pensa invece quanto sarebbe bello dire
a se stessi potrei prenderli tutti, tanto sul mio corpo sta bene qualsiasi modello!.
Quella shopping bag, appesa al tuo braccio con dentro un micro-bikini, sarebbe una
bella conquista per piacerti di pi.6

Alla base di questa conversione allapparenza si pu supporre, infatti,


anche la caduta di una fetta considerevole della popolazione maschile nella
trappola della bellezza, che per lungo tempo stata considerata un fardello
femminile. Ci che li differenzia per il modo in cui ritualizzano lincorporazione in questa arena.

7.1. Il corpo consumabile


La preoccupazione apparentemente nuova della popolazione maschile
per i capelli, lessere in forma, la chirurgia estetica e le disfunzioni sessuali
la declinazione di un modo di intendere la maschilit che pu essere ricondotta al secondo dopoguerra. Negli anni Cinquanta il modello corporeo della
maschilit era il professionista in abito grigio non troppo dedito allo sport,
che si distingueva per il consumo di liquori e il taglio di capelli da marines
che segnalava il conformismo con il sistema gerarchico dellorganizzazione
burocratica. Il mondo della vanit maschile si trasformato nel tempo fino
a diventare

In Inghilterra, ad esempio, stato ideato il Mummy Job un pacchetto comprensivo di mastoplastica e una seri di liposuzioni per rimettere in forma le donne che vogliono recuperare
subito dopo il parto laspetto fisico che avevano prima della gravidanza, cfr, http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_02/moda_operazioni_mamme_573da744-a100-11dc-a70a0003ba99c53b.shtml, 28/08/2010.
6
Cfr. www.laclinique.it, 29/08/2010.
5

128

[] un mondo di individui che abusano di steroidi e di corridori compulsivi, anoressici, bulimici, uomini che stanno perdendo capelli e potere, pazienti che si sottopongono a lifting del viso e delle natiche, innesti di silicone tutto per inseguire
giovinezza, sex appeal, e successo (Luciano 2002: 9).

In questo mondo il modello corporeo promosso soprattutto il risultato di


una concezione macchinica del corpo (Caronia 1991 in Codeluppi 1995)
generata dalla cultura industriale e dalla scienza moderna. Si tratta di un corpo che stato privato della possibilit di fungere da mediatore tra natura e
self, incapace di restituire un contatto immediato con la natura e infinitamente in modificazione. bello e curato, secondo i canoni di unestetica mainstream, ed il complemento del corpo schermo che dipende da un sistema in
cui non lindividuo, ma solo la sua mutazione ha valore. Se larena dei media
internazionali si distingue, infatti, perch manifesta un processo in cui
nessun racconto, nessuna istanza viene pi a metaforizzare la nostra presenza, nessuna trascendenza gioca pi nella nostra definizione, il nostro essere si consuma nelle
sue concatenazioni molecolari e nelle sue circonvoluzioni neuroniche. Tutto ci definisce non pi degli individui ma dei mutanti potenziali (Baudrillard 1987: 39),

larena commerciale si regge sullesigenza di soddisfare il bisogno di stare nel gruppo giusto pi che di mostrare il corpo giusto. Questultimo non
costituisce un fine in s, ma un mezzo per compiere i rituali dellarena, per
i quali non sono richieste caratteristiche tipiche, semmai ci che contraddistingue gli attori sociali il desiderio di sostituirle con altre pi funzionali.
Poich la societ non impone pi uniformi, il corpo consumabile lunica
uniforme che ognuno prova a mostrare nelle prassi. Metaforicamente diviene
la performance per tutti e, come tutte le performance, richiede attenzione ai
parametri, anticipazione, allenamento. A questo occorre fare riferimento nelle attivit situate anche per confermare identit e competenza di genere.
Ecco io adesso, se potessi, mi rifarei il seno, perch il mio troppo piccolo, cio,
perch una donna deve avere un bel seno, il seno grande, cos, io ne sono convinat
una cosa che penso da sempre. (CH4)
A me sarebbe piaciuto avere il piercing al sopracciglio, ma non si fa, da uomo,
insomma, non va. una mia amicane ha, ha anceh i capelli corti, sembra un uomo,
infatti, adesso che ci penso. (P4).
Una volta mi capitato di fare un tatuaggio, ti faccio vedere le foto se le trovo,
ecco una fenice che prende tutta la schiena, sexy, molto bello, ma raro in una
donna. In Italia siamo ancor un po indietro su queste cose, siamo ancora un po
perbenino. (T4)
129

La popolazione femminile da tempo ha appreso ad addomesticare una apparente libert (sessuale, estetica) per entrare nei parametri di bellezza fissati
dalle industrie del fitness e della cosmesi strutturate secondo lo sguardo maschile. Le procedure di costruzione del corpo bello, dunque, consistono principalmente in tecniche di riproduzione del modello consumabile che trova
nelle situazioni il momento di scoprirsi e di mostrare a tutti i risultati ottenuti durante linverno, o creare un percorso personalizzato di ricreazione:
Gli uomini e la liposuzione: un capitolo importante della moderna chirurgia estetica. Oggi gli uomini dedicano molte attenzioni allaspetto fisico. La cura del corpo
diventata una parte centrale della giornata e del tempo libero, con ore passate in
palestra, massaggi e trattamenti estetici. Lestate il momento di scoprirsi e di mostrare a tutti i risultati ottenuti durante linverno. Qualcuno, nonostante gli sforzi e la
costanza, non arriva soddisfatto alla prova costume.7

Il passaggio da una cultura basata su ruolo e successo a una che si regge


sul concetto di personalit e di immagine, mostra per anche la nascita di
una nuova figura: un uomo che consuma tutti i prodotti necessari per rendere
consapevolmente il suo corpo un prodotto della cultura materiale. Questo
pare un punto di contatto con le prassi femminili, anche perch questi uomini hanno anche imparato che si pu mettere a repentaglio la salute con il
ricorso a steroidi, interventi di chirurghi improvvisati, calo di peso estremo,
tatuaggi fatti nel negozio pi vicino nella pausa pranzo per apparire adeguati
(Luciano 2002).
Le esigenze della cultura commerciale, infatti, traducono il lavoro simbolico dirigendolo nella direzione delladattamento alle rappresentazioni standard e dellostentazione. Si tratta di una tendenza che insiste sulla capacit
individuale di ricrearsi, di monitorarsi con i mezzi pi adatti per ottenere il
pass per lintegrazione. Questa tendenza risale agli anni del secondo dopoguerra, quando si sviluppa nelle star labitudine di ricorrere sempre meno
ai trucchi del mestiere e sempre pi al lavoro sul corpo per salvare la faccia
quando si viene esposti allo sguardo spietato della macchina da presa. Cos
facendo si rafforza labitudine a cogliere le mancanze, sia nella competenza
dellidioma corporeo sia nella capacit di investire nel servizio giusto, e il risultato del lavoro difettoso porta lindividuo a nella categoria degli esclusi.
A volte poi ci sono donne che non hanno problemi di peso, ma di conformazione
fisica che interessa soprattutto torace, busto e fianchi. Per eliminare queste forme
tutte dun pezzo e avere il vitino da vespa, esiste la liposcultura soft (body contouring): un intervento poco invasivo e molto efficace per chi vuole una figura pi
7

Cfr. www.laclinique.it, 29/08/2010.

130

snella, le braccia leggere e le curve morbide. Oggi la chirurgia plastica mette a disposizione una soluzione per ogni problema estetico, dando la possibilit di avere
percorsi di bellezza su misura. Essere perfetta dalla vita in gi possibile.8

Il corpo che deve prendere una forma chiara e definita, dunque, appare
sempre pi un contenitore neutro per i prodotti della cultura commerciale,
se i percorsi sono personalizzati, il risultato comunque un modello unico.
Anche il genere, allora, diviene principalmente un effetto del consumo dei
prodotti giusti e della giusta manutenzione fatta al corpo. Il messaggio diffuso in essa looking good and feeling great che coincide anche con luso
creativo dei materiali disponibili. Il concetto di creativit viene impiegato
a profusione per suggerire ai soggetti come modificare il proprio corpo a
piacimento, ma le prassi devono soddisfare lesigenza di adeguamento, con
buona pace di chi poi dovr spiegare che le cose stanno in tuttaltro modo
(cfr. cap. 6).
Bisogna considerare lhabitus, il tessuto, la struttura ossea: se lei venisse qui e mi
dicesse mi faccia diventare come Brigitte Nielsen, io le direi che per la sua altezza
non possibile, che per il suo habitus, comporterebbe una alterazione della struttura
delle spalle, della gabbia toracica, unimplementazione della sua struttura muscolare
e scheletrica, che il suo fisico non potrebbe sopportare e allora bisogna cercare di
stare con i piedi per terra. (CH1)
Io non vivo il tatuaggio o il piercing o la chirurgia estetica come il modo per diventare pi simile al personaggio, o alla velina, o alla grande attrice o alla grande modella,
molte persone lo vivono cos e da qua si diventa drogati di queste cose. Perch io non
ci somiglier mai a quella persona perch non sono lei semplicemente e allora una
corsa, una lotta per cercare di diventare chi non siamo. (P5)

Entrambe le procedure di materializzazione del genere, per, svelano


la modificazione come effetto di un ulteriore condizionamento: nessuno
spontaneamente spinto a trasformarsi, ma si ricorda che lapparenza un
dovere, quando vede qualcun altro che lo ha fatto, o quando loccasione di
cambiare si presenta. E la coglie.
Ho sempre avuto qualche problema con il mio naso ma non ci pensavo troppo. Poi
ho visto questa amica che aveva veramente cambiato aspetto, modo di fare. Era molto pi sicura di s, beh, lei sempre stata molto carina, ma poi ha cominciato anche
a diventare pi snella, andava anche meglio in universit agli esami, allora... mi
tornato in mente. (CH4)

Cfr. www.laclinique.it, 29/08/2010.

131

Vedi, non che lho fatto [lintervento di rinoplastica] perch mi sentivo brutto sentivo brutto solo il mio naso, volevo solo correggere una piccola imperfezione, qui,
per poi, parlando con il chirurgo mi ha consigliato di alleggerire anche altri punti
e allora gi che cero ho dato un tocco in pi, ho dato una forma pi definita, pi
ordinata. (CH2)
Avevo dei problemi nella respirazione per della cartilagine che cresceva nei seni
nasali che mi occludevaIo non lho fatto [la rinoplastica] perch non mi piacevo,
o per somigliare a qualcuno, o per non somigliare a... certe cose le fanno i vip o le
modelle. // Poi dato che cero, ho fatto levare una incurvatura gi che cero... ma
una cosa minima, per adesso che mi fa respirare meglio ma anche sentire meglio,
va beh, adesso cambiato anche il resto (ride). (CH3)
Io penso che se uno ha un corpo non tanto bello, ma dei bei tatuaggi alla fine anche
il fisico ci guadagna. Insomma come fare della chirurgia per meno rischiosa e un
po pi artistico. (T5)

La differenza tra tecniche sembra annullarsi e anche quella fra le parti del
corpo: ridefinire il naso dargli il giusto taglio, come si farebbe con i capelli, con una ruga. questa larena in cui anche le variabili anagrafiche sono
messe in sospeso, soggetti pi o meno giovani sono accomunati dal fatto di
cercare di dare forma a progetti sul corpo come hotch potch appresi nel supermarket degli stili (Polhemus 1998).
A: Il tatuaggio un modo di fare chirurgia estetica, meno chirurgico e pi artistico,
mi sembra, sai per come la vedo io anche se chirurgia e tatuaggio non sono reversibili, almeno in teoria, scegliere luna o laltro dipende dalla necessit delle persone
B: In che senso
A: Mah Come io decido di farmi il naso cos una persona pu decidere di farsi un
tatuaggio che ne so, comunque possiamo modificarci come vogliamo, trovare chi
lo fa non impossibile. (CH4)

Inoltre, la tarda modernit ha distrutto la tradizione per non ricostruirla,


se prima la tradizione salvaguardava alcuni aspetti fondamentali della vita
sociale non ultimi la famiglia e lidentit sessuale che rimanevano gran
parte intatti, oggi gli esperti, lexpertise, i sistemi esperti sostituiscono la
tradizione, sono in relazione con principi al di fuori dellambiente concreto
ed esigono fiducia su argomenti astratti e principi universali (Giddens 1999).
Solo un esperto di modificazioni corporee in questo caso pu assicurare
quando il caso di porre mano al corpo e quale specialista pi indicato per
fornire il servizio.
Ci sono lavori per i quali non mi sento particolarmente indicata e, allora, consiglio
un collega che magari pi bravo. Tipo i tradizionali, io amo invece i ritratti, il
132

genere fantasy. Adesso ci sono talmente tante possibilit rispetto allo stile che ha
senso che la gente vada verso chi pi esperto. (T4)
A: Ogni tanto c qualche ragazzo che arriva e vuole fare il trapianto
B: Cosa intende per ragazzo
A: Dai diciottanni, diciotto, diciannove e vuole fare il trapianto, perch ha paura
di invecchiare, o si accorto che sta perdendo un po i capelli, o vuole far le labbra,
perch le ha viste cos su una foto, allora io chiedo se ha la prescrizione chirurgica,
mi rispondono no, cos. Ecco, se cos, senza motivo, senza prescrizione allora li
mando via, sperando che non ne trovino un altro che lo fa. (CH1)

La cultura commerciale , infatti, una fucina di idee su come il corpo deve


essere, ma non le impone, perch sa bene che il corpo di chi lo possiede,
pertanto, ciascuno in diritto di farne ci che vuole. O meglio, di assecondare le suggestioni rivolte al suo dsplasmarlo in un contenitore per le mode
del mercato
Adesso in America si sta purtroppo diffondendo la moda, speriamo che non arrivi
mai in Italia, di interventi di ricostruzione vaginale, perch a 50 una donna sente di
voler rinnovare, che risultati poi possa avere un intervento di questo genere dato
che dopo i 50 anni i risultati, il decorso insomma torniamo con i piedi per terra. //
Ma in America una decina danni fa cera anche la moda orribile degli interventi di
liposuzione, di plastica al seno alle bambine di 12 anni, perch cos le volevano per
farle sfilare in passerella. (CH1)
La figura pi innovativa quella dellAdvisor, pi di unassistente personale quasi
unamica, sempre al tuo fianco per aiutarti a fare la scelta giusta e organizzare ogni
aspetto. Lei donna come te e, per questo, sa ascoltarti, capirti e individuare le
tue esigenze. Lei sulla tua stessa lunghezza donda e conosce bene quali possono
essere le soluzioni per donarti un corpo come lo vuoi tu. Inoltre, hai la possibilit
di scegliere il chirurgo estetico che ti ispira pi fiducia tra 40 specialisti di comprovata esperienza. Tutti a tua disposizione. Questo il passo pi importante, perch la
chiave per ottenere un risultato ottimo sta nellabilit e nellesperienza di chi esegue
lintervento.9

Viene percepita come suggestione non pronunciata la possibilit di dominare meccanicamente il processo di trasformazione naturale del corpo e di superare i conflitti personali interiori attraverso la costruzione di una superficie
corporea adatta alle esigenze del consumo di immagini, ma senza eccedere
La chirurgia estetica... Dipende. Io ho visto delle donne che sembravano degli scherzi di natura, talmente tirate, gonfiate, terribile. Per se uno ha le orecchie da Dumbo
9

Cfr. www.laclinique.it, 29/08/2010.

133

e lo pu fare stare meglio... certo che inseguire il mito delleterna giovinezza ridicolo. (T4)

ed essendo sempre in grado di trovare a posteriori una giustificazione:


Modificare il corpo un puro piacere, s, perlomeno in una persona cerebralmente
dotata, s. Non penso che sia proprio una cosa fine a se stessa. Per me una pura
decorazione, a livello visivo, poi ho trovato sempre delle giustificazioni mie per farmeli, avvenimenti, compleanni piuttosto che cambio di vita o che, per mi piacciono
proprio, mi piace il corpo tatuato. (P3)

Allorigine di tale atteggiamento, che si traduce in un bisogno di dare


un forma precisa ai corpi, ci sono ancora le rappresentazioni prodotte dal
cinema di Hollywood (Featherstone 1991) e consumate dagli attori sociali.
Concepite per creare quello che si potrebbe definire un sistema industriale
della corporeit, una fabbrica di modelli in serie, che ha dato la stura alla
proliferazione di tecniche e procedure imperniate sulla commerciabilit e
destinate a un pubblico di proporzioni mondiali.
Vede, la gente che viene qui si riempita gi la testa di quelle immagini che spingono i media, le riviste, allora vogliono questo, vogliono quello, adesso quelli che
vanno per la maggiore sono Brad Pitt e Pamela Anderson. (CH5)
Ci sono quelli che arrivano con la foto di un divo o di una diva del cinema e dicono
mi faccia diventare cos. Io allora devo far loro capire che non ha senso perch
non dobbiamo diventare il clone di nessuno, ognuno diverso dagli altri. Ma non
sempre sono propensi a capirlo.. (CH1)
Molte ragazze che vengono qui adesso vogliono le stelline come le veline, a me le
stelline fan ca*** a loro possono anche piacere, non il disegno in s certo preferirei che non lo facessero per quello, per somigliare alle veline io cerco sempre
di proporgli qualcosaltro, non sar etico, ma neanche quello che vogliono fare loro
lo . (T1)

Se a partire dagli anni Cinquanta fino agli anni Ottanta la serie di personaggi proposti come campioni dei progetti sul corpo, individui non solo a
norma bens di successo rispetto ai canoni richiesti dalla cultura che li aveva
creati, era sostenuta da strategie appositamente inventate e commercializzate
(tipi di make-up, tecniche di cosmesi e cura del corpo) per facilitare ladattamento alla norma, oggi la persuasione al gioco della ricreazione si fa pi
sottile e richiede competenze pi raffinate. Tale ideale viene interiorizzato da
uomini e donne che sanno bene come non sia tanto lideologia,

134

quanto lorganizzazione del tempo, dello spazio e dei movimenti delle nostre vite
quotidiane a educare, plasmare e marchiare i nostri corpi con le forme storiche prevalenti dellindividualit, del desiderio della mascolinit, della femminilit. (Bordo
1997: 100)

I contenuti e i toni sono infatti cambiati nel tempo, le tecniche si sono rese
pi raffinate, ma ancora i soggetti apprendono che il loro capitale economico
deve essere investito urgentemente in un vistoso capitale corporeo.
Un tatuaggio qualunque basta essere tatuati questo da una parte mi fa comodo
perch mi fa mangiare la pagnotta, dallaltra mi d fastidio perch non c cultura
del tatuaggio. (T1)
Purtroppo c un sacco di gente che arriva qui e chiede di farli diventare come qualcuno che hanno visto in televisione, o in altri media, nei giornali sono tanti e tutti
vogliono essere come questo o come quella, ma la gente non vuole proprio capire
che non siamo i cloni di nessuno. (CH2)

Alcuni degli studiosi che si sono occupati di capire il legame tra comportamenti sociali e ruolo del corpo (Sennet 1976; Travaillot 1998; Stella
1998), hanno rilevato nellapproccio tardo moderno alla corporeit unanalogia con il percorso di salvezza promosso dalletica protestante di weberiana
memoria:10 come il fenomeno del capitalismo stato enfatizzato dallatteggiamento etico calvinista, cos oggi, gli attori sociali sembrerebbero mostrare
nel corpo la loro appartenenza alla cerchia degli eletti predestinati al successo sociale. Questa corporeit escatologica legata alla logica capitalistica,
che fa dellinvestimento e del consumo vistoso di beni legati alla cura e al
mantenimento del corpo una chiave della riuscita e un indicatore della predestinazione.
Le modificazioni del corpo attraverso le lenti della cultura commerciale
assumono allora la forma di beni durevoli come la macchina o liPad un
po pi costosi delle altre merci, ma facilmente reperibili in citt, dove tutto
a portata di mano, o in provincia, cercando un po, e ugualmente aderenti al
paradigma della cultura materiale: comunicare la propria identit attraverso
gli oggetti, i beni di consumo. In questo processo compiuto dai corpi possono
rientrare persino i caratteri dellappartenenza etnica.

Max Weber (1945) considera questo aspetto una delle variabili che ha promosso lo sviluppo
del capitalismo. Nel parallelismo con la corporeit, laccento posto sostanzialmente sul fatto
che la consapevolezza di essere nella grazia e quindi di essere predestinati deve essere manifestata visibilmente e le risorse, non pi economiche ma estetiche, devono essere gestite in
maniera responsabile, cercando di accrescerle sempre pi con incessante impegno.

10

135

7.2. La (com)modificazione delletnia e della spiritualit


Il modello di riferimento per gli interventi di chirurgia estetica un volto assai differente da quelli reali: perfettamente simmetrico e proporzionato secondo rapporti matematici adeguati a una tipologia euro-americana,
poich il volto deve acquisire armonia e appeal estetico indipendentemente
dalla razza, seppure se lossatura sia variabile da soggetto a soggetto e i canoni estetici possano essere percepititi differentemente da cultura a cultura
(Negrin 2002). Tuttavia la commodificazione del corpo rende anche i connotati etnici qualcosa di plasmabile, o cancellabile, a favore di un modello
pi globale:
da sempre predominante nella scena del beauty e del fashion. Dopo aver adottato
look, colore ed acconciatura dei capelli, cosmetici e profumi delle donne americane
ed europee, stile di vita compreso, le donne orientali si concentrano ora su come
assomigliare anche fisicamente ai loro modelli (in questo caso modelle) ideali. E
per raggiungere tale obiettivo sono disposte proprio a tutto, chirurgia estetica compresa.11

Per converso
molti occidentali sono affascinati dagli occhi a mandorla al punto da volerli sfoggiare loro stessi. La cantoplastica viene in aiuto anche a queste persone modificando
sempre con il laser CO2 pulsato il diametro e la forma dellocchio, restringendolo
ed allungandolo. Un leggero ritocco di questo tipo contribuisce a rendere lo sguardo
pi misterioso, arricchendolo di un fascino tutto orientale.12

Lintervento di chirurgia estetica etnica (Ethnic Cosmetic Surgery) apparentemente pi richiesto dai soggetti di origine africana riguarda perlopi il
rimodellamento del naso dalla conformazione tipicamente negroide. interessante considerare quanti dettagli di una parte cos piccola, ma cos esposta
del corpo si riveli un accumulo di difetti e richieda di essere normalizzata per
permettere al soggetto di ottenere riconoscimento sociale. In tali casi, infatti,
il rimodellamento viene accuratamente programmato in modo da ottenere
un risultato che sembri stare in armonia con il resto dei parametri facciali e
da rispettare le proporzioni dei piani che compongono il viso, la rinoplastica, informano gli esperti, pu concentrarsi sulla punta (carnosa), sulle narici
(larghe) o su entrambi gli elementi:

11
12

Cfr. https://www.chirurgiaestetica.it/stampa, 29/08/2010.


Cfr. idem.

136

Se la punta del naso troppo tondeggiante e voluminosa si interviene rimodellando


le cartilagini alari ed asportando il sottocutaneo con una particolare pinza, facendo
attenzione a non esercitare piccole trazioni che potrebbero generare inestetici infossamenti. Nel caso invece di ipertrofia alare (narici larghe), si interviene asportando
un cuneo cartilagineo-cutaneo dalla base alare.13

Per accelerare il processo di guarigione, rendendo pi rapido il passaggio


alla categoria di individui desiderata, gli esperti si prodigano a dare consigli
tranquillizzanti, suggerendo che con qualche seduta di linfodrenaggio manuale e un po di autodigitopressione tutto sar sistemato: lidentit etnica
verr smussata per quel tanto che serve a costruirne una pi giusta, nel senso
di conforme a quella interiorizzata attraverso il mercato simbolico.
In percentuale minore, questo tipo di chirurgia viene impiegata per correggere anche altre parti anatomiche la cui forma e dimensione prevalentemente dettata dal codice genetico. Ci conferma lassunto che il corpo
biologico, in ogni sua parte, non appare pi come un dato irreversibile, pertanto perde parte della sua stabilit come referente da cui far dipendere la
differenza e, soprattutto, la definizione dei ruoli, bens appare come effetto
di procedure impiegate nelle pratiche. il caso, ad esempio, delle labbra che,
se possono essere considerate troppo sottili, come nel caso delle popolazioni
del Nord Europa, e riempite con infiltrazioni di materiale biocompatibile;
se al contrario risultano troppo carnose (come nel caso delle labbra negroidi),
possono essere riadattate, eliminando leccesso di mucosa. Altro punto del
corpo svantaggiato dalletnia di appartenenza il seno, considerato spesso piccolo o quasi inesistente nelle donne asiatiche, ma anche scandinave e
brasiliane.14 La tecnologia da questo punto di vista cerca di alimentare il pi
possibile lillusione che si possano opporre soluzioni concrete a poteri invisibili, per passare, infatti, un soggetto deve essere in grado di spostarsi da una
categoria negativa a una categoria positiva (Gilman 1999), ossia da una categoria che percepita priva di potere a una che ne appare dotata e lo gestisce.
Cercando di progredire sempre pi rapidamente, infatti, le conoscenze tecnologiche cercano di dare garanzie ai soggetti che percepiscono loppressione
di tali poteri: attraverso la modificazione delle parti pi superficiali del corpo
essi si sentiranno guariti interiormente, pertanto diverranno, con il minimo
sforzo da parte loro, dei membri competenti del nuovo gruppo.
Allinterno di questo percorso anche i caratteri sessuali vengono tradotti
in potenziali difetti da dissimulare: la riduzione del seno diviene pratica di
Cfr. idem.
Oltre 20.000 di queste ultime, ad esempio, ricorrono ogni anno allinserimento di protesi
mammarie, cfr. Gilman (1999).
13
14

137

genere che si collega anche allalleviamento di marchi di stigma di tipo razziale. Per converso, le categorie sessuali non sono pi categorie biologiche,
ma divengono categorie estetiche, poich le pratiche di modificazione corporea sono apprese e la chirurgia estetica si sta traducendo rapidamente in una
di esse, il modello estetico uniforme da essa prodotto viene reso accessibile
in quanto socialmente buono
Bello equivale, per le societ tradizionali a buono socialmente e viceversa, molti
racconti tradizionali parlano di mutilazioni genitali, o dentali, di scarificazioni e le
definiscono belle: belle vale per buone, adatte, utili a perdere qualche fattore di
indeterminazione (Salvioni 1996: 36).

Del resto le informazioni contenute nel supermercato culturale possono


essere categorizzate in modi diversi: in base alla regione dorigine, oppure per
ambito duso. Mentre il primo si riferisce al modo di vivere di una societ, il
secondo fa riferimento al modo in cui ci adorniamo dal supermarket culturale. Le procedure estetiche erano e sono quelle che permettono ai soggetti
di far passare anche la propria appartenenza etnica come adeguata, tuttavia
una procedura medica che cerca di correggere lincorreggibile, semplicemente maschera la realt dellindividuo (Gilman 1999: 25). La chirurgia
estetica prende in considerazione lidea di corpo naturale, ma solo come ente
materiale che, come perlopi accade, non un ricalco del prototipo scientifico, o artistico, un potenziale, che ha bisogno di elaborazione, un dato
grezzo che pu e deve essere reso migliore, ritoccato, trasformato secondo
un sistema di regole precise, dettate da un modello, ossia dallo standard di
bellezza prodotto allinterno di una data cultura. Laspetto pi curioso e
dissonante rispetto alle finalit di altre pratiche di modificazione del corpo
lesigenza di invisibilit, di segretezza del tocco magico dato dal chirurgo.
Vede complicato, perch non ci tengono a farlo sapere, ma neanche a me, molte
volte lo scopro, che hanno fatto interventi da altri e non mi hanno detto niente,
perch li guardo, vedo le cicatrici e poi, se domando Ah ma non mi aveva detto
che aveva fatto altri interventi mi dicono Ah, gi vero oppure Ah, gi mi ero
dimenticato. (CH1)

Che a detta di qualcuno pu segnalare disagio con se stessi:


Io trovo assurdo anche che la gente neghi di essersi fatta la chirurgia estetica. Se io
un giorno dovessi rifarmi, che so, il seno e le persone mi chiedessero ma ti sei ti
fatta il seno?, s, perch trovo che sia assurdo negare, vuol dire che te la vivi male.
Solo per lostentazione delle cose. Solo perch non lo fanno per se stessi, non lo fanno per lapparire, lo fanno per gli altri, non per loro. Per lapparire pi bella a tutti i
costi. S, lho fatto per me stessa e perch sono pi felice. Non per quello che ti dice
138

oh, come sei bella oggi perch quello che ti dice oggi, magari non c domani,
mentre tu rimani e allora devi essere contenta tu di fare una cosa. (P5)

Linvisibilit della modificazione, per, si sposa perfettamente con alcune esigenze di passing nellarena etnica, in quanto il passing razziale
imperniato sul desiderio di invisibilit e abilit a passare. Il risultato di
un buon rimodellamento, infatti, deve essere il pi possibile naturale, armonico, insomma, deve cercare di correggere con delicatezza, evitando di
stravolgere il disegno della natura, ossia di cadere nella deformit di un
corpo grottesco.
Trovo la chirurgia estetica sensata per quello che , non perch sortisca unimpressione o una sorpresa in chi la vede, come questa. Pi perch magari uno si trova
meglio con se stesso, o va a eliminare una cicatrice, o un difetto che vede in s. Ma
credo che la figura del corpo umano deve rimanere quello che . Non sarei contenta
di vedere a distanza di 30 o 40 anni delle generazioni mutate, o di avere dei figli o
dei nipoti che si creano degli impianti sottopelle. Se mi fai vedere questimmagine e
mi dici la vedi vicina al tuo lavoro, no, non la capisco pi di tanto. (T6)

Parlare di etnia e di corpi costruiti culturalmente porta a riflettere, anche


sulla vocazione delle tecniche pi connotate dal punto di vista tribale che,
nellarena commerciale, sono riconvertite in tecniche di ricreazione di un
corpo primigenio, prorpio perch affrancate dalle istanze iniziatiche e apotropaiche e rilette come esercizio di stile:
Diciamo che dalla fine degli anni Novanta noi ci definiamo dei primitivi moderni, che vuol dire recuperare un retaggio culturale, tra virgolette tribale e riproporlo
nella societ moderna... per vari motivi, nel senso che fino agli anni Ottanta era un
fenomeno un po di nicchia, per adesso, da fine anni Novanta-Duemila diventato
un fenomeno un po di moda, // Primitivi Moderni perch siamo andati a recuperare delle pratiche che erano cariche di iniziazione, come anche la scarificazione,
piccole mutilazioni che servono a far vedere il passaggio dalladolescenza allet
adulta, quindi che gli individui erano in grado di sopportare un certo dolore e, quindi, erano persone adulte. Poi, ovviamente, non facciamo questa cosa, perch a noi
non interessa questo lato, siamo andati a rubare la perforazione del corpo, o piccoli
tagli che poi lasciano cicatrici, questa la scarificazione, che era iniziazione, ma era
usata anche con funzione estetica fra le donne, soprattutto nei paesi africani, che si
facevano infliggere queste tipo di cicatrici, perch cos erano pi belle. Siamo andati
cos a rubare anche altre tecniche, ad esempio, lallungamento dei lobi, o del labbro
inferiore della bocca, per studiare un po questa cosa, per sentire anche il lato un po
ancestrale del corpo. (P5)

A partire dagli anni Ottanta il movimento subculturale dei Modern


Primitives ha rilanciato molte tecniche tribali di modificazione del corpo
139

(piercing, sospensione, cutting, scarificazione, branding ecc.) presentandole


come modi di ricerca di un rapporto pi autentico col corpo e facendone il
proprio programma operativo (Vale e Juno 1994: retrocopertina):
Modern Primitives: unindagine antropologica in un enigma sociale contemporaneo, il revival sempre pi popolare dellantica pratica umana di decorazione come
tatuaggio, piercing multiplo, scarificazione rituale, [atti] profondamente simbolici
e personali. Azioni primitive che spezzano i confini convenzionali del comportamento e dellestetica vengono accuratamente messe al vaglio. Nel contesto della
morte globale delle frontiere questo volume delinea la zona dellultima fonte rimasta
sottosviluppata di esperienza di prima mano: il corpo umano.

Il corpo dunque una fonte di esperienza trascendente che la societ attuale sottovaluta e i fautori di questo nuovo approccio alla corporeit sembrano
avere invece riscoperto. Le analisi di queste tendenze subculturali mettono
in evidenza che nei discorsi dei soggetti dediti alle modificazioni del corpo
non occidentali come piercing multiplo, tatuaggio rituale, scarificazione ecc.
la connotazione spirituale delle pratiche piuttosto insistita rispetto alle valenze di tipo sessuale, fisica, espressivo/esibizionistica che spesso si accompagnano alle pratiche. Allinterno di questo gruppo trovano spazio comunit
molteplici, perlopi bianche, popolari nel contesto delle modificazioni non
normative,15 che tendono ad appropriarsi dei rituali primitivi.
I pareri degli studiosi sono controversi come controverse sono le letture
che i praticanti forniscono delle tecniche di modificazione da loro celebrate.
Diversi aspetti segnalano la contraddittoriet di queste pratiche, che talvolta
ignorano il significato originale per un mero recupero dellinsolito; oppure
storicizzano il multiculturalismo e non prendono in considerazione la storia,
poich ignorano i fondamenti effettivi e la declinazione temporale delle pratiche esaltate; consistono nella privatizzazione e nellerotizzazione di eventi
culturali originariamente comunitari e moralmente approvati dalla cultura
(come, ad esempio, il piercing) (Klesse 1999). Questultimo aspetto, in particolare, porta in evidenza il malinteso culturale di fondo, la volont di creare
una vulgata secondo cui riconosciuto ai pochi occidentali dotati di occhi
sensibili il privilegio di rivalutare le tecniche tribali come usi sociali del corpo pi autentici di quelli cui la societ tardo moderna, troppo civilizzata si
dedica (Pitts 2003: cap. 4).
Con questo termine mi riferisco a quei contesti subculturali in cui viene attuata una serie
di procedure sorrette da una filosofia elaborata non condivisa su larga scala, nello specifico
intendo qui le comunit leather fetish, sadomasochiste che compaiono in maniera preponderante sulla scena gay e lesbica statunitense, ma stanno sviluppandosi anche in quella italiana.
15

140

Mi sembra quindi che la discrasia, avvertita dagli osservatori e vissuta


in prima persona dai soggetti che trovano difficolt a render conto delle
proprie modificazioni con spiegazioni che vadano al di l della mera emulazione dello stile di vita, confermi la disponibilit di una gamma assai ampia
di tecniche di modificazione che questarena promuove e concretizza come
requisiti di un progetto sul corpo di natura individuale, ma non tematizzabile.
La rappresentazione apparentemente inconsapevole dellesotico, vuoi
come opzione del corpo vuoi come spiritualit di pronto consumo, continua
a costituire una caratteristica importante nellapproccio al corpo come consumabile e genera un bacino sempre nuovo di rappresentazioni possibili,
che giocano sul limite tra il carattere normativo e non-normativo della modificazione del corpo.
Nella chirurgia estetica, come ho accennato sopra, avviene un rafforzamento di questa suggestione: attraverso immagini pre e post-intervento,
informazioni riguardo ai parametri igienici, aggiornamento sui progressi
tecnologici disponibili, vengono presentati insiemi di metamorfosi corporee
che traducono lesotico e la spiritualit di un rito in una questione di manutenzione del corpo.
Limportanza attribuita alla tecnologia, e in particolare alle innovazioni in questo campo, conferma un leitmotiv di tutti gli interventi sul corpo,
ossia, la disuguaglianza nella possibilit di concretizzare i progetti, ottenendo una ricreazione autentica. Avere chiaro il proprio self e avere rielaborato
criticamente le rappresentazioni non sufficiente per condurre a buon fine
le pratiche, poich le procedure dipendono considerevolmente dallimpiego
delle tecnologie che condizionano la scelta e, di conseguenza, lauto-trasformazione e questo pu interdire o far fallire lincorporazione.
Il potere simbolico delle rappresentazioni e la violenza simbolica che
esse possono esercitare sugli attori sociali stato pi volte qui ribadito, ma
in questa arena pare pi che mai evidente la loro utilit nel dare orientamento ai soggetti quando si ritrovano immersi nelle prassi. Le conoscenze
tacite sono perlopi promosse dallindustria dellapparire (centri estetici,
industrie cosmetiche e farmaceutiche) attraverso cultura del consumo (Wolf
1991) e da una tendenza alleterodirezione che deve confermare lesistenza
dellattore sociale postmoderno come nuovo soggetto del suo tempo (Lash
1992).
Ma c dellaltro, agli attori sociali rimane la capacit di regolarsi rispetto
agli stereotipi proposti, ossia, possono sottrarre alle rappresentazioni parte
del potere simbolico, cos da non vedersi ritorcere contro i progetti sul corpo.
Inoltre, il processo di socializzazione alle tecniche corporee non un puro
141

comportamentismo, dove la ripetizione lunica via per lincorporazione.


Pertanto, non da escludere che gli individui avvertano lesigenza di un un
modello corporeo del tutto differente da quelli presentati finora in modo
analogo alla necessit di riconoscimento, per dare forma alla propria vita e,
in questo senso, ricerchino la costruzione di un ordine attraverso la gestione
del corpo (Bordo 1997). Questo modello, che definirei corpo conviviale, il
tema del capitolo che segue.

142

8. Il corpo conviviale. Una nuova incorporazione?

Nei capitoli precedenti gli interventi sul corpo sembrano ribadire che non
la forma del naso a dover essere migliorata, n la quantit di capelli sulla
testa a dover essere aumentata, ma lapproccio allesperienza e il tipo di
agire sociale. Modificare il corpo per capriccio o per rinunciare ad avere
presa sulla propria vita la direzione opposta a quella che i progetti sul corpo dovrebbero seguire. Negli account dei professionisti ci si traduce in un
lavoro di persuasione a farne il punto di partenza per unazione pi ampia
di comunicazione di s e di gestione della propria identit sociale e della
propria quotidianit.
Non si tratta di fare una cosa piuttosto che unaltra, si tratta di analizzare tutto quello
che sta succedendo, imparare come fatto il corpo come reagisce, come guarisce,
come cambia, una disciplina che poi porti nella vita, che ti fa cambiare il modo di
essere. (S2)

Le prassi dei testimoni intervistati hanno creato uno spazio ulteriore in


cui stato possibile collocare unaltra astrazione, una tipologia di corpo differente da quelli gi enunciati e apparentemente capce di attraversare silenziosamente tutte le arene, senza per trovare vera cittadinanza in nessuna.
Il nuovo modello, ceh riprendendo la lezione di Illich definirei corpo
conviviale,1 rimane come una negativa delle immagini proposte nellarena commerciale, estetica, dei media, del disciplinamento. Libert espressiva
e originalit nelluso della creativit sarebbero i suoi caratteri fondamentali, che premetterebbero poi al soggetto di sentirsi e comportarsi in sintonia
con tutte le situazioni. unincorporazione sempre orientata dallintuizione
dellautenticit, piuttosto che dalla suggestione delle immagini, dalla norPrendo a prestito il concetto di convivialit da Ivan Illich, il quale in uno dei suoi scritti pi
tardi La convivialit (1973), appunto indica nel carattere conviviale della societ il punto,
superato il quale luomo diventa schiavo della macchina e la societ iperindustrializzata perde
il senso della misura nei confronti di scale e limiti naturali.

143

mativit della disciplina, dalla superficialit della bellezza, dalla creativit


fine a se stessa. Poich si definisce anche in base allapertura del self verso
lesterno e, quindi, conserva la valenza espressiva dellindividuazione. Conviviale sarebbe anche il carattere dellarena in cui questo modello di corpo
prende forma, ossia uno spazio sociale governato dallidea che gli strumenti
fondamentali per la collettivit non sono privilegio di un gruppo di specialisti che li tiene sotto il proprio controllo, bens sono messi a disposizione
di tutti. Con il termine strumenti faccio riferimento alle competenze dellincorporazione che, come ho gi detto, occupa una posizione centrale nelle
lotte di potere e sempre pi si appoggia a un corpo come compito restituito
agli individui per migliorarlo, ossia adeguarlo alle esigenze della cultura e
dellordine sociale. Dunque, in questa arena ipotetica il modello di individuo
cui fare riferimento un soggetto che si caratterizza essenzialmente per la libert di modellare gli oggetti che gli stanno attorno, di conformarli al proprio
gusto, di servirsene con gli altri e per gli altri (Illich 1973). Alcune analogie
fra questo tipo di societ e quella ideale auspicata da professionisti, clienti e
pazienti emergono nei discorsi di diversi intervistati che sembrano anelare a
uno spazio sociale, forse utopico o forse solo pi impegnativo, in cui essere
da esempio edificante per altri gruppi
Quello che trovo invece bello che la maggior parte dei tatuatori siano propensi a
diventare dei bravi tatuatori. Anche come cose eseguite ma anche con una volont di
mirare sempre pi in alto. una tendenza generale, di sicuro perch la gente adesso
sempre pi tatuata, vuole sempre pi un lavoro sempre migliore. Per anche
unintenzione da parte della persona stessa. E questo bello. Trovo che sia uno stimolo forte per tutti, anche per chi svolge unaltra attivit. Specie adesso come adesso
chela maggior parte delle persone fanno lavori per cui sono costretti a farli, ma non
sono gratificati o non sono stimolanti. Ormai lavorare fare qualunque tipo di lavoro
purch porto la michetta a casa. Quello che chiede il mercato lavora sempre di pi
sempre con meno attenzione perch devi correre, perch tutto costa, o subisce dei
rincari. assolutamente demotivante, ma per lessere umano, proprio inteso come
essere umano. Poi porta sempre pi al brutto. Quello che facciamo noi oggi non
rimarr per secoli, fortunatamente, tra laltro. (T6)

Le testimonianze raccolte potrebbero sembrare una vulgata della critica


della tarda modernit, ma mi pare segnalino lesistenza di un discorso presente e che non somiglia n alla sorpresa per le frustrazioni derivate dalla
resistenza degli oggetti che ci circondano, n allesigenza di controllo su
un corpo consumabile che si pu guastare. Forse sono i germi di un diverso
modo di cercare e veicolare coerenza e chiarezza nellaspetto corporeo.
Non possiamo pi pensare che siamo delle macchine, dei cloni, la gente proprio deve
imparare a capire che ci sono dei limiti naturali del corpo che non pu essere mo144

dificato a piacimento, lhabitus, la struttura, let stessa sono cose che non possono
essere messe da parte e che sono naturali e che superati questi limiti si diventa dei
mostri. (CH 1)
Io cerco di far capire alle persone che non devono avere fretta, che non devono forzarsi a fare le cose, ci sono dei limiti naturali nel corpo che vanno rispettati, ci sono
dei tempi, bisogna avere pazienza, stare attenti, osservare quello che accade e capire,
riflettere. (P 3)

, infatti, difficile non trovare analogie con queste altre parole di Illich
(1973: 5), che descrive il profilo della societ cui aspirare:
Se vogliamo poter dire qualcosa sul mondo futuro, disegnare i contorni di una societ a venire che non sia iper-industriale, dobbiamo riconoscere lesistenza di scale
e limiti naturali. Esistono delle soglie che non si possono superare. Infatti, superato
il limite, lo strumento da servitore diviene despota. Oltrepassata la soglia, la societ
diventa scuola, ospedale, prigione e comincia la grande reclusione.

In questa prospettiva, lidentit dellaltro, nel suo racconto verbale e con


lidioma del corpo, pu apparire quando uno spazio aperto e in esso immediatezza, intimit e libert dellincontro con laltro, possono esistere. Questi
elementi che sono requisiti necessari per lespressione dellidentit (Ricoeur
1993; Cavarero 1998), rappresentano anche il punto di partenza per la sua
comprensione e quindi stabiliscono le basi per un agire concertato.
Tuttavia molti sono i fattori che gli intervistati hanno segnalato come
ostacoli alla costruzione di un rapporto pi consapevole con la corporeit e
con lincorporazione del sociale, che essi individuano negli strumenti stessi che la cultura predispone come rappresentazioni utili. Nellagenda figura
pertanto la revisione delleducazione,
Secondo me tanto per cominciare dovrebbero i genitori insegnare i propri figli a pensare con la propria testa e non con la televisione, poi per il resto... anchio quando ero
pi giovane ho avuto dei modelli, che ho cercato di seguire, i miei genitori non mi
hanno detto non importante quello che ti metti importante che persona sei. Sono
cresciuta con lidea che non era tanto importante vestirsi in una certa maniera, anche
perch tanto non me lavrebbero comprato comunque. //Io conosco persone giovani
che hanno da parte dei genitori cose che i genitori fanno fatica a procurare. Faccio
un esempio, la bustina di Louis Vuitton che costa 500 euro, fanno dei sacrifici perch ritengono giusto che la figlia non debba vergognarsi a stare con gli altri, e abbia
quella borsa l. Mi pare che questo passare un messaggio disastroso. Se io chiedevo
una borsa a i miei genitori mi dicevano sai che cosa c? Che questestate ti trovi un
lavoretto e te la compri. E io a 16 anni ho cominciato a fare di tutto, dalla babysitter,
la barista, la caddy al golf e quando i soldi ce li avevo alla fine quella cosa l non la
compravo pi, perch avevo fatto tanta fatica a guadagnarli che non mi sembrava
145

pi tanto importante avercela quella cosa l. // I sacrifici si possono fare ma per altre
cose. Per esempio, metter via i soldi per fare un viaggio con i figli per far vedere loro
cose belle che non si possono vedere da nessunaltra parte. Per comprare dei libri.
// Penso che i genitori debbano dare degli strumenti. Lidea che ci sono mamme che
preferirebbero vedere la propria figlia, piuttosto che architetto o ingegnere, velina,
un dramma. Se i genitori per primi pensano che quelli sono i modelli da seguire:
aiuto! Se i genitori non ci arrivano, non ci arriva neanche il figlio. (T4)

un certo rapporto con il dolore:


Sul nostro sito c una frase di Michelangelo un po rivisitata che dice che secondo
lui le statue erano gi dentro la pietra e lunica cose era per lui ritirarle fuori per me
fondamentalmente la stessa cosa, io vedo gi nella persona un tatuaggio, quando
guardo la pelle vedo gi fondamentalmente il tatuaggio che c sotto. A me resta
solo di tirarlo fuori fondamentalmente di disegnarlo e di ripassarlo, perch si entra
in sintonia, molto, con il cliente perch secondo me c uno scambio energetico
molto forte, nel senso che... la persona sta sentendo molto dolore non una cosa
molto semplice io da parte mia sto accumulando la sua energia negativa il dolore e
sto cercando praticamente di dargli la mia positiva in quanto sto facendo una cosa
che mi piace quindi io dentro di me sono contento, sono felice, una questione di...
chimica e di energetica... nella quale peraltro io credo perch ho avuto esperienze
che mi fanno credere in questa cosa. (T1)

con la cultura del consumo:


A volte sei talmente usa-e-getta che non vuoi aggiustare, vuoi cambiare. E io penso
che la gente un po sta diventando cos. // Credo che uomini e donne debbano essere
un po pi presenti e non intendo presenza fisica, presenza mentale. A volte ci dimentichiamo anche di mangiare, ci dimentichiamo delle persone e questo molto grave.
// Quello che cercher di insegnare a mio figlio : cerca di essere te stesso. // Ricerca
tu le cose, non devono essere loro a cercare te. (T3)

con i bisogni e con i valori dellepoca:


A volte [il bisogno di modificare il corpo] diventa ossessione, diventa un po una
dipendenza, pi ne faccio, pi ne voglio, ma a volte c un problema psicologico,
magari un o gravemente insoddisfatto di se stesso sia da un punto di vista fisico o
estetico, sia da un punto di vista professionale e intervenendo sul suo corpo, pensa
che possa venire fuori da questa insoddisfazione e continua alla ricerca di una soddisfazione che non pu avere, perch c da curare la testa, o lanimo magari. (P5)
La bellezza da sempre un requisito importante per stare nella societ, certo, ma
mica solo per le donne, anche per gli uomini sempre stato cos, anche se non lo
ammettevano. Per una cosa credo che sia arrivato il momento di capirla. Che non
tutto e, soprattutto, non quello che ci dice la nostra cultura. Non tutti i valori
dipendono da quello. (CH5)
146

Queste parole, che possono apparire per alcuni aspetti di ispirazione vagamente New Age, mi sembrano per anche i germi di qualcosa che si sta
muovendo nelle diverse arene e che sta dando vita a una cultura del corpo
in fieri. Si tratta certo di un gruppo pi piccolo rispetto ai grandi numeri del
mercato della modificazione standard, tuttavia un gruppo che aspira a diventare massa critica e lo fa usando le prassi delle arene. Cercando un gusto anzich adeguandosi al gusto del momento, guardando le immagini dei media
per distaccarsene, prendendosi cura del corpo anzich revisionandolo come
se fosse una macchina. Nei sommovimenti del corpo sociale allora possibile riconoscere in queste attivit quel modo di lavorasi il sistema (Goffman
2001) che permette ai soggetti usarlo a proprio vantaggio e di fare infiltrare
nuovi significati nelle crepe del sistema simbolico.
In via ipotetica, allora, larena del corpo conviviale si potrebbe collocare
nel punto di convergenza fra le arene descritte e realizzerebbe un approccio alla corporeit come continuo compimento di decostruzione dei modelli
proposti (Foucault 2003). Molti intervistati mostrano di aver inteso le modificazioni del corpo come uninvenzione umana per soddisfare bisogni di
appartenenza sociale, di comunicazione e, quindi, di attribuzione di senso
alla realt grazie anche allidentit che agevolano. Posto che i corpi sono
qualcosa su cui lavoriamo, mangiando, lavandoci, facendo sport, mettendoci
a dieta (Turner 1985), allora, conservando la loro prospettiva, gli accorgimenti da prendere per sottrarsi ai condizionamenti meccanici della cultura
commerciale e della disciplina del corpo cos come al gusto estetico ci massa
sembrano proprio coinvolgere un intenso lavoro di riflessione sui significati
che il lavoro sociale pu far ricader sul corpo. Ossia, occorre ridurre il ruolo
delle immagini, gestire i desideri che creano confusione con li veri bisogni
del corpo, osservare cosa accade anche nelle sensazioni e nelle emozioni.
Questa rappresentazione dellincorporazione si materializza nelle preoccupazioni primarie dei professionisti che incitano i clienti/pazienti a lavorare
nella direzione auspicata, sforzandosi di scremare leccesso di rappresentazioni per trovare una via alla loro necessit di ri-crearsi. Anche attraverso
tecniche come il piercing, un soggetto pu imparare qualcosa di se stesso.
Molte persone hanno problemi ad accettare delle parti del loro corpo, e compensano
con il lato estetico della cosa, molte persone vengono anche a coprirsi cicatrici ad
esempio. Vanno ad abbellire una parte del corpo che magari non ci soddisfa pienamente, insomma andiamo a creare un abbellimento. Ecco a me piace dire che il
piercing va ad abbellire il corpo non lo va a ferire. Quindi si va a prendere cura di una
parte del corpo che magari non ci piaceva e cos impariamo ad accettarla. Dovendola
curare, anche per mesi a volte// impariamo anche ad accettarla. Questa la mia interpretazione, perch una cosa che guardavamo e dicevamo mamma mia come non
mi piace impari a guardarla, la curi, ne prendi coscienza anche. (P5)
147

o con un intervento di chirurgia, che permette al soggetto di ri-identificarsi


Un ragazzo di sedici anni che aveva un naso normale, sviluppando il naso cresciuto, in modo normale, forse un po pronunciato, ma nella norma venuto a richiedere
un intervento perch non si guardava pi allo specchio da tre anni, non si faceva la
barba, perch non si riconosceva. Dopo lintervento, dopo il decorso post operatorio,
con il gesso i cerotti il viso gonfio, lematoma neanche tanto, dopo tutto questo si
specchiato perch finalmente si riconosceva. (CH1)

Tutti gli insegnamenti che invitano a vigilare sulle rappresentazioni sembrano confluire in un unico set di competenze, aggiornamento del corpus di
precetti che la dietetica stoica presenta come basi della cura di s, elaborato
nella ricostruzione della Storia della sessualit da Michel Foucault (2003),
dove la creazione della soggettivit o per meglio dire lincorporazione
acquisisce i caratteri di un compimento continuo, effetto della riflessione del
soggetto sulle proprie azioni e su quanto la cultura gli offre. Prendersi cura
di se stessi, quindi, non solo prestare attenzione al corpo materiale in cui un
individuo vive, soprattutto il grado di riflessivit che dovrebbe intervenire
nellincorporazione in quanto processo e rappresenta un modo di lavorare sul
corpo di natura completamente differente dalla sorveglianza volta al controllo e che nulla a che fare con la plasmazione a volte deformante.
In questa nuova chiave di lettura la creativit pu trovare regimi con cui
armonizzare personalit e situazione (tensioni, stato e circostanze in cui si
trova il soggetto) se il soggetto riesce a porsi in una posizione che privilegia
la costruzione personale e consapevole della propria corporeit, e mette in
discussione i canoni condivisi rispetto alle rappresentazioni di genere. Il valore sovversivo delle prassi diviene permettere agli utenti della chirurgia, del
piercing, del tatuaggio, della scarificazione di intervenire nel mercato simbolico con significati che non sono pi identificazioni di pronto consumo che ne
ingabbiano la personalit, ma espressioni consapevoli del self, dotate quindi
di una portata politica: la modificazione di s in direzione conviviale.
Unincarnazione che nasce sulla contrapposizione tra buon gusto e abiezione, tra naturale e artificiale, finisce col generare un legame tra coloro i
quali condividono, o rifiutano, o ignorano questa tipologia di pratiche come
manifestazione di un modo preciso di sentirsi e comunicarsi. Gli stili elaborati sulla spinta dellispirazione offerta dai media o dalle subculture addomesticate dallarena commerciale, dipendono dalle capacit di embedding
e disembedding (Giddens 1991) dei professionisti e dei loro clienti/pazienti.
In questo movimento fluido si gioca per gli individui la possibilit di erodere
i codici dominanti e inserire elementi altri per la creazione di un universo
simbolico differente. , infatti, nel potere di ognuno apportare una varia148

zione verso un altro significato e, cos facendo, spostare infinitesimamente


il modello in unaltra posizione. Questo, ovviamente, non significa per far
diventare la chirurgia estetica una pratica maschile, n far diventare la scarificazione una prassi di massa.
Lo spostamento che larena del corpo conviviale effettua spostare laccento dalla riproduzione alla ricreazione: pi che a essere cloni perfetti di
uomini e donne ideali, gli attori sociali si inclinano a essere soggetti aperti
e tuttavia capaci di chiudere le porte ad alcune possibilit di identificazione,
venendo talvolta quasi costretti a essere autentici produttori di (variazioni di)
significati. Il ruolo attivo, lungi dallessere una garanzia di sicurezza dellautenticit dei risultati, invece ci che espone gli attori sociali alle ingerenze
del sistema simbolico e dellordine di genere, che nelle prassi si riproduce
attraverso un corpo percepito come sempre pi alienato.
Nellepoca moderna lo sentiamo poco il nostro corpo, perch siamo presi da mille
cose, il lavoro, la casa, i figli. un po per sentire il nostro corpo, alcuni vanno in
un centro estetico e si fanno fare un massaggio, altri vanno dal chirurgo e si fanno
sistemare qualcosa che non va. sempre parte del prendersi cura e del volersi sentire
e vedere, secondo me, perch andiamo incontro a unepoca in cui siam sempre pi
alienati dal nostro corpo e invece queste cose ci ri-rendono un pochino unici, magari
per poco tempo, perch poi ricadiamo nel tran-tran della vita e dello stress delle culture occidentali, per comunque riusciamo a riconoscerci, a prendere possesso della
nostra identit e della nostra unicit. (P5)

Fondamentalmente, questo modello di corpo sembra porre pi domande


di quante risposte riesca a fornire, poich sostanzialmente un modello di incorporazione riflessiva che spinge a ricercare il senso del soggetto in un contesto sempre pi saturo di modelli quasi uguali e sempre pi raffinatamente
cesellati per imporsi, dando limpressione di essere gli uni diversi dalgli altrei e allo stesso tempo lunica buona soluzione per risolvere il problema del
vivere in societ. Lastrazione del corpo conviviale sembra essere accettata
come una serie di norme estetiche che valgono solo se sono etiche, ossia se
sotto il bellapparire nascondono un lavoro critico, che deve essere rivelato
non scardinando i codici di attribuzione di genere, bens mostrando che sono
stati adattati al proprio progetto sul corpo, e non viceversa.
Lidentit, dunque, non sembra un elemento o un carattere distintivo che
risiede nellinteriorit di un individuo, piuttosto, d lidea di uno sfondo su
cui tutta lattivit del soggetto viene mostrata agli altri. In un continuo movimento dialettico tra identificazione e individuazione, il soggetto cerca di
dare una forma ordinata alla sua biografia e di farne la storia della sua autenticit, per quanto questa rimanga sempre un racconto aperto. Nelle tecniche
di scrittura, e proprio fra quelle che modificano il corpo pi radicalmente, gli
149

attori sociali sembrano trovare oggi pi possibilit, pi garanzie o pi consuetudine a soddisfare le proprie esigenze comunicative.
Le pratiche di modificazione, per, come non possono essere comprese
fuori dal contesto, ma risentono dellindessicalit, cos non possono essere
spiegate a prescindere da due fattori fondamentali, ossia la capacit individuale di muoversi e definire la relazione di genere rispetto a dei ruoli gi
predisposti e a un codice corporeo espressivo che genera un modello di corpo
ordinario condiviso.

150

Osservazioni conclusive. I corpi: le nuove arene?

Le trasformazioni attivate dal processo di globalizzazione e ospitate dai


diversi mondi della realt sociale da quello finanziario a quello politico, da
quello dellecologia a quello dellinformazione e della comunicazione hanno
creato configurazioni nuove di interessi, relazioni (Appadurai 2001; Latouche 1992) e politiche di genere.
In questo nuovo scenario culturale nessuna logica sembra riuscire a configurarsi come dominante. Tuttavia la variabile di genere pu apparire come
modello di organizzazione delle pratiche e, allo stesso tempo, effetto dello
sfruttamento tecnologico: in assenza di una logica culturale uniforme, il fatto di essere uomini o donne sembra valere come punto di riferimento per
lorganizzazione sociale, mentre luso della tecnologia ne rafforza il valore
cognitivo (Balsamo 1999). Mettere a tema questo argomento significa esplorare la possibilit di definire il genere come uno schema organizzativo, che,
da un lato, conferisce forma alla potenzialit della tecnologia, dallaltro invece ne limita gli aspetti revisionisti. Ma per fare questo anzitutto necessario
rilevare che lo scenario sociale andato configurandosi come composto da
una serie di arene, che presentano delle dinamiche specifiche e caratterizzanti (Connell 2006).
Nel corso della ricerca sono state delineate quattro arene fondamentali
dei media, del disciplinamento, estetica e commerciale ciascuna delle quali
presenta caratteri tipici che non sono intesi come caratteristiche strutturali
bens come fasi di un processo storico.
Larena dei media per la sua funzione avvolgente, derivata anche dal fatto
di contenere una realt iconica intermedia tra corpo sociale e corpo individuale, sembra anche la pi estesa. Potendo viaggiare e diventare materiale
dei progetti sul corpo, le immagini e discorsi definiscono le cornici entro
cui i le tecniche di modificazione diventano disponibili per gli attori sociali
come vere e proprie pratiche di genere. Chi si volesse cimentare a scorrere
le pagine che il web dedica ai molti addetti ai lavori, capirebbe gi dalla
prima occhiata quanto vasto sia materiale in circolazione e quanto sia labo151

rioso (e talvolta persino frustrante) cercare di orientarsi nella miscellanea:


le informazioni sui metodi pi sicuri di piercing o rinoplastica si mescolano
alle suggestioni sui modi pi originali per soddisfare il desiderio sessuale
o quello di cambiare corpo. Le immagini servono certo a mostrare agli
attori le pratiche, ma il modo in cui sono iterate le informazioni e quello in
cui i soggetti le usano sono fondamentalmente incorporazione delle parti
di un idioma del corpo gi accolte nel bacino delle rappresentazioni come
tipologie adatte al momento, che rendono pi accessibili e riproducibili tali
stereotipi. In questa arena si vede quindi allopera la vulgata della semiologia
che porta a vivere il corpo come un accessorio della biografia, che i soggetti
raccontano nelle interazioni.
Come insegna la cultura del consumo, incorporare un modello solo
questione di scelte, infatti, larena dei media si lega a quella commerciale
per diversi aspetti. Innanzitutto, lattenzione per il corpo si manifesta come
capacit di adeguarsi a delle richieste sociali: una metamorfosi eterodiretta
muove queste incorporazioni e si appoggia ai discorsi dellarena dei media,
cercando di tradurre leconomia dei desideri in atti di acquisto. Nel corpo
questi si tradurranno poi in caratteristiche necessarie per condividere la presenza nei rituali della quotidianit.
Ma si differenzia anche su punti precisi. La metamorfosi si traduce in una
costruzione simulacrale del corpo ( la Baudrillard), che cancella i caratteri
naturali del soggetto, per conferirne di pi adatti. Infatti, la capacit di
consumare i segni e i contenuti consiste nello scegliere quelli che lo rendono
omogeneo agli altri, non tanto a dei modelli ideali. Inoltre, la trasformazione
bada a creare un corpo seguendo la logica della manutenzione meccanica,
rendendo il corpo sempre meno parte della biologia e sempre pi della cultura materiale. Proprio perch subisce queste procedur, pu veicolare significati
e appartenenze, fra queste figura anche il genere, che i soggetti manifestano
come parte delle loro competenze riguardo al mantenimento del corpo.
La disciplina, invece, viene presentata dagli attori sociali come un composto di forme di sapere specifiche inerenti al corpo e provenienti in gran parte
dalla letteratura specialistica in campo psicologico, anatomico, medico-sanitario ecc. e in parte dallesperienza raccolta e vissuta in prima persona. il
tessuto di tutte le modalit di cura impartite al corpo come retaggio specificatamente femminile, ma riconosciute oggi come indispensabili a chiunque per
gestire il proprio corpo nelle situazioni della vita. In questa arena la disciplina della modificazione del corpo diviene struttura di comportamento, aspetto
pi importante anche del risultato dellincorporazione. I soggetti apprendono
un modo di stare nel corpo e nellordine di genere e il senso di ci a volte
oscilla, con la naturale ambiguit del corpo, e sfugge nellestetica.
152

Al centro dellarena estetica si trova, infatti, lobiettivo della ricerca


quasi poetica e spesso narcisistica della differenza e dellunicit. Il principio dordine secondo il quale un progetto sul corpo concepito limpulso
creativo, come insegnano alcuni performer della body art. In una simile logica, il corpo diviene un limite superabile e lidentit di genere si pu rendere
fluida e mutevole. Anzi entrambi devono risultare da una sperimentazione
e dalla consapevolezza che larena commerciale sembra invece precludere
la vera bellezza e la libert della ricerca di s. In questa arena si vede allora
allopera il ribaltamento dei parametri di gusto, bello e stile di vita che larena commerciale e quella dei media promuovono come senso comune.
Allinterno di queste arene, le modalit di sviluppo della femminilit e
della maschilit costituiscono delle dimensioni cruciali per la vita individuale e per la rigenerazione delle relazioni sociali. Definire i confini tra maschile
e femminile e interrogarsi sul funzionamento dei modelli di genere in queste
arene (inerenti alla forma e al funzionamento delle rappresentazioni sociali)
significa rimettere sotto il fuoco della riflessione non solo lidentit di genere, ma anche la trasformazione dei ruoli di genere nelle istituzioni politiche
e nella cultura stessa.
Nelle arene presentate, lincorporazione si confermata come un processo condizionato non solo dalle tensioni del corpo sociale, ma anche dalla
necessit di gruppi e individui di materializzare istanze diverse. I conflitti irrisolti, le trasformazioni in corso nei canoni di rappresentazione e nella codificazione dei ruoli si cristallizzano in forme corporee composite che cercano
di comunicare percorsi biografici e coinvolgimenti in reti sociali altrettanto
complessi (o accidentati). Il corpo individuale diviene cio lo scenario privilegiato per dare espressione ai sommovimenti del corpo sociale: dai media
alla body art, dalla cultura del consumo alla moda, alla realt digitale ognuno
ha molto materiale a disposizione per costruire da solo la propria biografia e
partecipare allarticolazione del sistema simbolico. Alla fine di questa parabola tra i corpi modificati, allora, sembra lecito chiedersi: quali sono i corpi
che contano?
Posto che lattenzione verso il corpo ha ormai la forma di una preoccupazione assoluta e allo stesso tempo rappresenta il pi ambito passatempo della
nostra epoca (Bauman 1999), le tecniche del corpo, sostenute e potenziate
dalla tecnologia e dalla scienza, agevolano le procedure di controllo e autosorveglianza. Il concetto di corpo cos tematizzato e articolato a diversi livelli nel discorso culturale. Poich si carica della possibilit di essere scritto,
scolpito, rimodellato, intagliato, disegnato, diventa unopera mai conclusa. Il
progetto sul corpo rimane un ideale regolativo, che necessita di aggiustamenti proprio quando si comporta come le cose frustranti che ci stanno intorno
153

e che si impongono alla nostra visione, al nostro pensiero perch perdono la


loro utilit e resistono alla nostra intenzione di usarle. Questi imprevisti che
sono accidentali e occasionali con gli oggetti, diventano invece rischi costanti con la corporeit, che rivolge verso se stessa anche la speranza di una
vittoria basata su forza del pensiero e forza fisica
Limprevedibilit genera ansia e paura: poich il mondo pieno di incidenti e sorprese, non si dovrebbe mai allentare le vigilanza e abbassare la guardia. Ma linstabilit,
la mollezza e la malleabilit delle cose possono anche stimolare lambizione e la risolutezza: si pu rendere le cose migliori di quanto non siano, senza necessariamente
accettare quello che , giacch nessun verdetto della natura definitivo e nessuna
resistenza della realt insormontabile. Si pu sognare, ora, una vita differente, pi
decente, sopportabile piacevole. E se si fiduciosi nella potenza del proprio pensiero
e nella forza dei propri muscoli, si pu anche aire sulla base di quei sogni e forse
addirittura far s che si realizzino (Bauman 2002: 178-179).

Da ci deriva la possibilit di mettere a tema la corporeit come limite,


non solo fisico ma anche concettuale, che si andrebbe a inserire tra sistemi
di significato in competizione che includono e in parte definiscono le lotte
materiali dei corpi fisici (Balsamo 1999: 172). Si tratta di unautolimitazione che i soggetti esercitano in prima battuta (e talvolta in modo esclusivo) sul
corpo e poi sulla socialit. Essa diviene allora anche la sede della moralit e
scenario in cui questa viene esercitata e manifestata agli altri: il corpo si fa
monumento dellimpegno per la rappresentazione di un s, pi conforme e
attento a valori specifici.
Diversi studi (Sassatelli 1999; Monhagan 2003; Crossley 2006; Stagi
2008) hanno sottolineato il ruolo dellallenamento, dellesibizione e del confronto con le forme corporee degli altri. Il ben apparire sembra ci che pi
riesce ad avere peso nellorientamento delle pratiche che i soggetti si trovano
a gestire in contesti situati. Tale atteggiamento , a ben vedere, leffetto di un
processo di autodefinizione continua che spinge i soggetti a intervenire sulle
variabili che la modernit assumeva come ascritte e che oggi devono essere
acquisite. Il corpo va adeguato allidentit di genere, il processo di invecchiamento va eluso, i parametri di inclusione ed esclusione sociale a livello macro vanno sottoscritti, mentre il limite tra categorie culturali a livello micro
si offusca. Da un lato, allora, le routine continuano a essere condotte secondo
rappresentazioni stereotipiche, dallaltro lato, i modelli di corpi maschili e
femminili, creati in parallelo e in analogia con la tecnologia e la medicina,
frammentano il concetto di corpo e ne oggettivano le parti perch siano poi
investite di un significato dalla cultura (Balsamo 1999): gli individui, insomma, appaiono femminili, maschili o ibridi per attribuzione di significato a
naso, gambe, labbra, spalle che hanno preso la forma opportuna.
154

Perch un individuo riesca a plasmare il progetto ideale che coltiva nella mente, intraprende una composizione basata sui significati di identit di
genere che ha a disposizione nellarena in cui opera. Nelle arene dei media
e commerciale il corpo femminile continua a essere letto seguendo la logica
della sineddoche, secondo la quale gli attributi sessuali fungono da equivalente della natura e rafforzano lidentificazione femminile con un ipotetico
corpo materno; il corpo maschile invece, per sfuggire al sovraccarico delle
aspettative culturali, sembra subire un processo di repressione progressiva
che lo porterebbe sulla via dellannullamento delle categorie, ipotizzando un
corpo neutralizzato.
il corpo che scompare una risposta di genere alle ansiet culturali relative
allinvasione del corpo. I sogni maschili di trascendere il corpo e, di conseguenza,
gli sforzi degli uomini per reprimere il corpo, segnano un desiderio di ritornare
alla neutralit del corpo, di liberarsi del corpo classificato culturalmente (Balsamo
1999: 197).

La conseguenza logica sarebbe quindi che lunico modello corporeo materiale, effettivamente esistente ed esperibile dallinterno o dallesterno per
gli attori sociali sia quello femminile. Ma in quali contesti gli attori sociali si
trovano a fare i conti con un simile modello di corpo?
A considerare almeno le rappresentazioni visuali della corporeit tardo
moderna, senza volersi addentrare in unintricata ricostruzione storica dei
messaggi di tali raffigurazioni,1 nella percezione degli intervistati il corpo
femminile occupa in maniera preponderante larena dei media e larena estetica: il profluvio di immagini che invade riviste e quotidiani, manifesti e
cartelloni sulle strade, nella televisione, nei video in rete rimanga femminile.
La prevalenza di questo modello pare eclissare i confini tra oggettivazione
commerciale ed esaltazione semiotico/spettacolare e si basa su un uso delle
tecniche di modificazione come strumenti dellapparire. In unaltra prospettiva, soprattutto nellarena del disciplinamento e in quella estetica per opposizione, il senso comune lagente che rafforza il valore delle pratiche di
modificazione e di presentazione del corpo come tecniche di apprendimento
dei canoni estetici e di genere in vigore (Brush 1998): non solo il ricorso
alla chirurgia estetica appare un indicatore dei differenti gradi di imposizione della cultura sia in senso figurato sia letterale, ma anche le tecniche
subculturali dimostrano di sottostare a precise regole di presentazione e di
apprendimento.
Per una ricostruzione dettagliata e sistematica dei paradigmi di raffigurazione del corpo nel
Novecento, cfr. Corbin, Courtine, de Blacque e Vigarello (2008).

155

Questo pare confermare lipotesi che i discorsi intorno al corpo hanno eliminato dalla prospettiva storica la questione della specificit sessuale e razziale della superficie che viene inscritta (Grosz 1995). In questa prospettiva,
la questione dellidentit di genere viene cancellata dal corpo, poich compete allo sguardo disciplinare (Balsamo 1992: 208) del chirurgo estetico, del
piercer, o del tatuatore, la convalida della giustezza della forma corporea e
dellaspirazione alla metamorfosi. I modi in cui attraverso lo sguardo i corpi
femminili non a norma appaiono disciplinati e frammentati in parti sottoscrive, inoltre, la definizione di tali parti come patologiche e difettose. Quando
per gli standard estetici e di genere vengono re-inscritti nei corpi, allora i
corpi possono essere riconosciuti nellambito dellordine di genere.
Nella societ complessa della globalizzazione lesperienza culturale risulta sempre pi differenziata e la produzione culturale sempre pi indeterminata nei propri esiti. Attraverso fenomeni di diffusione non delimitabili,
policentrismo, innovazione locale prontamente immessa nel circuito globale,
i pi cospicui effetti del processo di trasformazione globale emergono dalla
conformazione culturale, infatti, in quanto sistemi collettivi di significato le
culture appartengono innanzitutto alle relazioni sociali e ai network di queste
relazioni. Appartengono ai luoghi solo indirettamente e senza una necessit
logica (Hannerz 1998: 18).
Parlare allora di incorporazione della cultura e di espressione della variabile di genere attraverso il corpo si rivela parte di una riflessione sulle relazioni sociali e sui network di relazioni che si pongono alla base dei progetti
sui corpi. Al presente sembra difficile individuare delle regole e dei punti di
riferimento stabili non solo per svolgere lagire sociale, ma anche per interpretarlo, poich, come ho cercato di mostrare in questo libro, le strategie di
vita non sono pi scelte in modo razionale e i valori mutano continuamente:
tutti i punti di riferimento che davano solidit al mondo e favorivano la logica nella
selezione delle strategie di vita (i posti di lavoro, le capacit, i legami personali, i
modelli di convenienza e decoro, i concetti di salute e malattia, i valori che si pensava andassero coltivati e i modi collaudati per farlo), tutti questi e molti altri punti di
riferimento un tempo stabili sembrano in piena trasformazione. Si ha la sensazione
che vengano giocati molti giochi contemporaneamente, e che durante il gioco cambino le regole di ciascuno. Questa nostra epoca eccelle nello smantellare le strutture
e nel liquefare i modelli, ogni tipo di struttura e ogni tipo di modello, con casualit e
senza preavviso (Bauman 2002: 159).

I modelli incorporati quindi, soprattutto nellarena commerciale, sembrano sciogliersi nella continua trasformazione delle regole del gioco: non esiste
un corpus di conoscenze inerente allespressivit e alluso sociale del corpo,
il modello consumabile pare pi impegnato nella decostruzione che nella
156

costruzione di una corporeit tipica. Questo modello di corpo, porta in luce


in maniera emblematica che la mascolinit e la femminilit appaiono sempre
meno dipendenti dalle variabili sessuali ascritte e sempre pi effetto del comportamento nelle attivit situate (Stella 1998) tanto che persino letnia e la
simbologia de riti di passaggio diventano parte di una ritualit commerciale
basata sulla possibilit di scelta e sulla commodificazione dei servizi.
Le forme postmoderne della materializzazione della cultura attraverso il
corpo segnalano infatti che la relazione tra individui, corpo e identit di genere parte dalla possibilit di ridefinirne i contorni semantici: il corpo che
un individuo ha il corpo che ha ereditato, ma non pu lasciarlo a se stesso,
deve decidere che cosa farne (Bordo 1993). Ci si combina bene con limperativo dellautopotenziamento e con il mito del corpo duttile (Giddens 1995),
teorizzati gi negli anni Novanta e capaci di cancellare delle vere possibilit
di sovversione in uno scenario sociale, che come quello postmoderno pu
contenere tutti i discorsi e il contrario di ciascuno. Il lavoro svolto per fare
chiarezza sulla questione dellidentit soggettiva ha messo in luce le difficolt che emergono nel tentativo di fornirne una comprensione stabile in
relazione alla questione del genere.
Tatuaggi, piercing, rinoplastica e scarificazione costituiscono le forme
tangibili dei saperi che si celano dietro e dentro le attivit che coinvolgono
il corpo nella sua connotazione di genere, danno un senso alle attivit stesse
e alla soggettivazione espressione dellidentit personale come forma
di identit/narrazione veicolata col corpo. Riconoscere il potere normativo
delle rappresentazioni, infatti, equivale essenzialmente a ribadire linevitabile riduzione di complessit che, facendovi ricorso, i soggetti ottengono per
condurre le proprie esperienze e percezioni del corpo, o dei modi che essi
adottano per farne un uso espressivo.
Il senso di indeterminatezza e di instabilit in parte giustifica il cambiamento che gli account sui concetti di sesso e genere producono e appaiono
richiedere e, in questo scenario, il concetto di arena si rivelato assai efficace
per chiarire gli account, da un lato, mettendo in discussione le strutture rigide
della biologia e del sistema simbolico nellincorporazione, dallaltro, individuando nel carattere dinamico delle prassi lincessante lavoro di costruzione
delle soggettivit, dei generi e della corporeit, cui la riflessione femminista
da sempre aspira a dare una connotazione e una visibilit. Tale prospettiva
permette di capire come i soggetti concilino le proprie razionalizzazioni e
spiegazioni riguardo a sesso e genere con la necessit di autonomia, autodirezione e, di conseguenza, di agire sociale. Nelle arene descritte emerso
come agire in funzione di modelli predefiniti sia fondamentale per orientare
una serie di aggiustamenti dellidentit che costituiscono un processo mai
157

compiuto. Inoltre, le tecniche prese in considerazione si sono rivelate dei


buoni strumenti per vedere in pratica il potere normativo e standardizzante
delle rappresentazioni e, di conseguenza della cultura condivisa.
Bench lapproccio poststrutturalista (Butler 1996) sembri conferire troppo potere alla cultura come forza costituiva delle soggettivit e troppo
poco ai soggetti in quanto attori capaci di resistere al determinismo culturale
(Webster 2000) emerso chiaramente come ben si attagli alla comprensione
che i testimoni hanno della condizione privilegiata di cui godono le immagini promosse e prodotte dalla cultura commerciale. Il potere di disciplinamento dei modelli di corporeit riconosciuto e i tempi, i modi di presentazione
e di mantenimento dellaspetto corporeo divengono sfide dellidentit dove
scegliere fra esclusione di altre possibilit di identificazione non contemplate
o non accettabili allinterno del set di rappresentazioni proposte. Gli attori
sociali sanno bene che nei loro corpi definiscono e sottoscrivono categorie di
inclusi ed esclusi dal gruppo dei campioni dellincorporazione.
In merito a questo, le preoccupazioni espresse dai professionisti e incarnate nel modello di corpo conviviale riguardano gli effetti della continua
diffusione di massa del materiale culturale. Questo tema, affrontato decenni
fa da Benjamin (1966) in maniera esemplare sembra tornare fra gli operatori
delle modificazioni del corpo come processo di progressiva deresponsabilizzazione dei soggetti nei confronti della propria corporeit e la traduzione
dellincorporazione nella costruzione di un corpo schermo, supporto per tutte le sfuggenti rappresentazioni circolanti nel sistema simbolico e soggette a
rapida obsolescenza. Questo viene perlopi correlato a una crescente ingerenza delle rappresentazioni/immagini nelle routine degli attori sociali, alle
quali la cultura commerciale fa perdere laura (Benjamin 1966: 23), ossia
quellautenticit particolare che lega la creazione artistica al suo contesto
e che sottrae autenticit anche alle identit, rendendole feticci che devono
essere incorporati a ogni costo.
Il ruolo dei professionisti dunque cruciale da almeno da tre punti di vista:
unelaborazione di cultura del corpo di tipo critico (il corpo conviviale), che
pu essere considerata una difesa dallingerenza delle immagini stereotipate
circolanti nellarena mediatica e facilmente assimilabili dagli attori sociali
a causa della loro necessit di orientamenti; un rapporto con il corpo che,
grazie alla dimensione del dolore e dellirreversibilit degli interventi, viene
appreso come situazione di partenza e materialit vivente, anzich come possesso di un oggetto visuale manipolabile; una gestione del self, svincolata dai
codici che gli aspiranti a modificare il corpo hanno interiorizzato attraverso
la routine e orientata nella direzione di una soggettivit autentica.
Non considerare i soggetti drogati di cultura, non impedisce di riconosce158

re il potere restrittivo con il quale essi si devono confrontare per poter sovvertire i codici condivisi: Susan Bordo (1997) ha mostrato come la costruzione occidentale della bellezza presenti forme di normalizzazione (razziale
e di genere) che non possono essere cancellate con la semplice e ingenua
esaltazione (peraltro retorica) della diversit e delleterogeneit. Porre laccento sulla progettualit e, in special modo, sulle finalit creative e ricreative
che i singoli individui si propongono, non deve far perdere di vista il contesto
entro il quale i soggetti operano.
I corpi, inoltre, poich sono inseriti e continuamente attraversati da contenuti immateriali che non sono opera di un solo individuo, n di una sola epoca,
sembrano richiedere di riflettere sulla cifra individualista dei rituali. Leggere
le pratiche di modificazione solo come effetto dellindividualismo crescente
porta a perdere parte del senso delle narrazioni e dei progetti sul corpo. Lo
confermano molte delle spiegazioni fornite dagli intervistati (professionisti e
clienti/pazienti) che non riescono a riconoscere nelle modificazioni estreme
delle strategie di critica alle logiche dellarena commerciale, ma solo come
monologhi sulla percezione di individui che li recitano a loro stessi. Rifiutando in toto il carattere collettivo delle rappresentazioni dominanti, qualsiasi
pratica di modificazione del corpo si rivela incapace di sovvertire lordine
condiviso e le rappresentazioni egemoni, proprio perch manca di categorie
interpretative e materiali per riprodurla nella sua portata sovversiva.
Per quanto scienza e tecnologia forniscano mezzi innovativi per effettuare lincorporazione, tuttavia i modi non sono noti (Negrin 2002): occorrono delle figure che spieghino come modificare il corpo. Per molti individui
che intervengono su se stessi, in effetti, la stilizzazione del corpo diventa un
processo infinito, che sposta progressivamente i limiti della possibilit di
mostrarsi differenti, di fare altro di ci che si . Per quanto lincorporazione
sia appunto un processo infinito, tuttavia molte sono le difficolt di adeguare
il corpo a unespressione autentica e capace di mettere in discussione e rielaborare i codici condivisi, ossia di spostare sempre pi avanti i limiti entro cui
i soggetti non vivono la prassi come mera ripetizione.
Attuare pratiche sovversive per non equivale a creare unantimoda, significa soprattutto, nelle descrizioni degli intervistati, entrare in un modo
specifico nel processo che parte dalla presa di distanza dai codici condivisi pi prossimi (ruoli e modelli preparati dalla famiglia, dalla scuola, dagli
amici) e poi si rivolge alla critica dei codici sociali e globali (razza, estetica,
sessualit), per criticarne le tracce anche nelle proprie abitudini incorporate il
compimento delle pratiche ordinarie: sovvertire prestare attenzione. rendersi responsabili della propria identit e delle proprie possibilit espressive
di fronte alle aspettative sociali.
159

Lipotesi del corpo conviviale (cfr. cap. 8), infine, mette in evidenza almeno altri due aspetti del discorso sulla corporeit. Il primo che sicuramente
che, da un lato, le forme estreme di modificazione possono apparire un modo
di svelare i meccanismi dellincorporazione e delle politiche, ma, dallaltro
rivelano che la lettura colta o divulgativa sulle teorizzazioni di sociologi,
semiologi e psicologi accessibile e fa parte del bagaglio degli attori sociali
che possono oggi rimescolare le carte in tavola e cambiare i giochi di potere.
Infatti, se lipertrofia informativa dei mezzi di comunicazione bombarda le
routine, gli individui sono sempre pi spinti a cercarsi quello che interessa
loro veramente nel mare magnum della comunicazione.
Il secondo aspetto che prestare attenzione alla dimensione simbolica
delle prassi e, dunque ai significati che i corpi, appunto, incorporano, come
parte del processo di commodificazione, spinge a riemettere sotto il fuoco
della riflessione la doppia dimensione del genere come costruzione e imposizione. Certo i soggetti sanno che non possono comportarsi un giorno da
uomini e un giorno da donne, n sembrano interessati ad andare oggi dal
chirurgo per farsi dei contorni del viso pi aggraziati, e domani per avere un
aspetto pi rude, per iniziano a rendersi conto che con i loro corpi sempre
pi concertano (Goffman 1977) lordine che definisce i generi e le caratteristiche che i corpi devono mostrare. Lo sanno perch su questi caratteri sono
sempre pi invitati a lavorare e perch quando decidono di metter mano al
corpo incontrano nella maggior parte dei casi professionisti che li costringono a fare i conti con il loro corpo come situazione di partenza, dotato di
caratteri sessuali che non possono essere dismessi con una seduta in sala
operatoria o in negozio.
I corpi che contano, dunque, sono quelli che continuamente trasformano
ruoli, definizione della situazione, intenzionalit e norme, ossia, sono soggettivit che, non si limitano a simulare la tempra morale attraverso la riproduzione di unimmagine sulla superficie corporea, bens attraverso la pratica
hanno appreso a far sporgere sullestetica unetica. E a questo modello anelano alcuni intervistati sembrano aver gi cominciato a lavorare.

160

Glossario

Il termine modificazione corporea, body modification, , innanzitutto, unetichetta verbale che raccoglie una vasta gamma di interventi sul corpo. Oltre ad abbigliamento e cura dellaspetto, possono essere annoverati nellinsieme tecniche di
perforazione, scrittura, incisione, bruciatura, inserimento di piccoli oggetti, varie
tecniche di chirurgia estetica, e i molti procedimenti cui si pu ricorrere per trasformare la figura e la superficie corporea.
Alla lista di pratiche ne possono essere aggiunte anche altre come il body building, la fitness, ma anche i regimi dietetici, il digiuno e le forme di comportamento
definite patologiche come lanoressia, la bulimia, la vigoressia. Questaltro gruppo
si caratterizza per il fatto di modificare il corpo non inscrivendone la superficie,
bens mettendo in atto una serie di esercizi e di regimi che vengono protratti per
un lungo periodo e portano lentamente a ottenere effetti di modellamento del corpo
esterno (Featherstone 1991).
Luso di protesi e ritrovati tecnologici che potenziano o ripristinano le naturali
funzionalit del corpo possono essere ricompresi nellinsieme delle pratiche di modificazione del corpo con finalit espressive di tipo estetico-decoratico o spirituale.
Lampia famiglia delle modificazioni del corpo pu, inoltre, comprendere le procedure di alterazione dellidentit sessuale, che possono comportare un progetto sul
corpo di adattamento o camuffamento. Linsieme appare quindi estremamente ampio e ulteriormente articolabile, di seguito ne vengono descritte alcune spesso citate
nel corso del volume.
Branding. Il termine si riferisce a una tecnica di decorazione della pelle, effettuata attraverso bruciature prodotte per mezzo di strumenti in acciaio o ceramica, che
ripetutamente cauterizzano piccoli segmenti della superficie epidermica per comporre un disegno. Loperazione relativamente poco dolorosa, poich attraverso la cauterizzazione anche le terminazioni nervose vengono neutralizzate, assai pi lunga e
faticosa la guarigione, che pu anche comportare la rimozione delle parti in via di
cicatrizzazione qualora si vogliano ottenere cicatrici pi marcate o ampie.
Chirurgia estetica. Fa riferimento a una branca della chirurgia plastica, che si
occupa di modificare per ragioni non ricostruttive ma, appunto, estetiche alcune parti del corpo. Pu essere praticata in quasi tutto il corpo, ma prevalentemente viene
impiegata per quelle aree che sono pi implicate nelle interazioni, quali il volto, e
quelle pi esposte al contatto visivo, come il busto. Gli interventi sono spesso richiestied effettuati per mascherare alterazioni dovute alet o per adegumento ai canoni
161

di bellezza proposti dallepoca e dalle mode. La c. permette di eliminare la rugosit


della pelle (lifting, blefaroplastica), aumentare o ridurre le dimensioni delle labbra
(lipofilling), del seno (mastoplastica additiva o riduttiva) o dei pettorali (ginecomastia), correggere il profilo del naso (rinoplastica), delle orecchie (otoplastica), del
mento (genioplastica). Ogni intervento pu comportare rischi, richiede personale
specializzato e una grande attenzione nel percorso pre e post-operatorio.
Crossdresser. Indica un individuo che, provando affinit o interesse per caratteri
relativi al sesso diverso dal proprio, attraverso gestualit ed abbigliamento se ne
appropria, senza avvertire lesigenza di cambiare chirurgicamente i propri caratteri
sessuali o senza essere necessariamente orientato verso una sessualit di tipo omoerotica.
Crossgender. Generalmente usato come aggettivo del concetto di identit. Indica
soggetti che, provando affinit per caratteri relativi al sesso diverso dal proprio, sviluppano unidentit consonante con questa percezione.
Cutting. una particolare forma di scarificazione (vedi) che implica lincisione
del derma (ad almeno due millimetri di profondit) attraverso strumenti molto affilati (ad es. bisturi chirurgico). Presso le culture tribali da cui tre origine veniva spesso
usato come mezzo terapeutico per esorcizzare il dolore provocato dalla perdita di
una persona cara, cos da trasformare un dolore psichico percepito come incontrollabile in uno fisico pi facilmente dominabile.
Fitness. Il termine di derivazione inglese [fit: adatto, idoneo, in forma] ed
assai noto a livello internazionale. Comunemente indica una serie di attivit motorie adattate alle caratteristiche di un individuo e condotte in contesti speficici (centri fitness), le cui finalit sono generalmente legate al miglioramento della salute e
dellaspetto estetico del corpo, ma sottintendono anche stretti codici di controllo,
autosorveglianza e gestione della corporeit.
Impianti (subdermali e transdermali). Il termine fa riferimento a diverse tecniche
di modificazione del corpo (pocketing, stapling, implanting) che si basano sullinserimento sotto la pelle o atttraverso di essa di piccoli oggetti, quali anellini, graffette,
barrette o sferette in acciaio chirurgico, o di altre forme (stelline, ellissi) in materiale
sintetico biocompatibile (silicone o teflon), per produrre un effetto decorativo di tipo
scultoreo o per motivazioni spirituali. Si tratta di pratiche di nicchia che comportano
rischi elevati per la salute, poich implicano un intervento chirugico da condurre in
ambienti sterili e con professionisti altamente specializzati. Sono diffuse in ambienti
prevalentemente legati alle subculture cyber e cyberpunk.
Piercing. Si tratta di una tecnica di perforazione della pelle per inserivi gioielli, anellini o barrette di metallo. Generalmente questo tipo di modificazione viene
praticato in diverse parti del corpo e acquisendo un nome specifico: nei lobi delle
orecchie (ear), nella lingua (tongue) nelle narici (nostril), nel setto nasale (septum),
nelle labbra (labret e lip), nellarco sopraccigliare (eyebrow), intorno allombelico
(navel), nei capezzoli (nipple), nei genitali femminili (clitoris, hood, inner labia,
outer labia) e maschili (apadravya, ampallang, dolphin, dydoes, foreskin, hafada,
162

guiche, prince Albert, scrotum). Finch il foro di un piercing non viene allargato
e dilatato per mezzo di un peso o altro, esso da considerarsi una modificazione
temporanea, in quanto nel momento in cui viene a mancare linserzione delloggetto
i tessuti tendono a richiudersi. Un allargamento sensibile del piercing ottenibile
invece inserendo pi anelli in metallo (ringing), tubicini, bastoncini e pesi che trasformano il piercing reversibile in piercing permanente.
Queer. Aggettivo inglese (queer: strano, insolito) utilizzato per indicare individui che deviano dalla norma dei comportamenti sessuali o di genere tipici. Storicamente utilizzato con valenza dispregiativa nei confronti dei soggetti omosessuali,
il concetto di q. cambia nel tempo e acquisisce valore teorico e politico. Il termine
entra, infatti, negli anni Novanta nel mondo accademico a costituire i queer studies, un campo di studi interdisciplinare che si sviluppa in ambiente anglosassone e
americano, esercitando una forte critica nei confronti delle definizioni oppressive e
restrittitive dellidentit di genere e trova i suoi principali esponenti in Judith Butler,
Teresa de Lauretis, Julia Kristeva.
Scarificazione. Con questo termine si intendono tutte le tecniche di incisione del
corpo finalizzate a lasciare segni in forma di cicatrice (dallinglese scar), che attraverso varie metodologie di abrasione e strumenti di intervento vengono alterate per
costituire dei marchi in rilievo (cheloidi). La pratica deriva dalle usanze di alcune
culture tribali presenti in nelle regioni dellAfrica centrale che praticano lusanza per
la codificazione sociale dei caratteri individuali.
Tatuaggio. Termine di derivazione polinesiana [tatau: battere, marchiare] usato
per indicare sia la tecnica di decorazione del corpo, sia il risultato (perlopi pittorico)
dellintervento. Le prime testimoninze di questa usanza risalgono al 3300 a.C. nelle
Apli Orientali con finalit mediche e terapeutiche, al presente sipossono riconoscere
usi differenti dipendenti da ragioni individuali, con una prevalenza di motivazioni estetico-espressive. Attraverso lincisione della pelle con il dermografo vengono
inseriti pigmenti colorati che possono creare, in base allabilit del professionista e
alle esigenze del cliente, risultati di grande resa artistica o semplici effetti grafici di
scrittura. Molti sono infatti gli stili disponibili e impiegati oggi per realizzare i disegni (old school, new school, irezumi, tribal, realistico, fantasy, biomeccanico). Tradizionalmente ritenuta una pratica ireversibile di marcatura del corpo, il t. offre oggi
possibilit parziali di cancellazione o rimozione grazie alle nuove tecnologie laser.
Transgender. Il termine connota individui che non esprimono una corrispondenza perfetta tra sesso e identit di genere e, non identificandosi completamente con
il genere maschile o femminile, non possono, pertanto, essere identificati/e come
donne o uomini. La transessualit pu essere intesa come passaggio da un polo
sessuale allaltro, ma anche come modalit di vivere la propria identit di genere che
pu protrarsi per la vita oppure essere tematizzata dal soggetto quando adulto.

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Oaks/New Delhi.

174

1155. Collana del Centro per lo studio della moda e della produzione culturale.
Produrre cultura, creare comunicazione
1. Laura Bovone (a cura di), Mode
2. Laura Bovone, Emanuela Mora (a cura di), La moda della metropoli. Dove si incontrano i giovani milanesi
3. Mike Featherstone, Roger Burrows (a cura di), Tecnologia e cultura virtuale. Cyberspace, cyberbodies, cyberpunk
4. Diana Crane, Questioni di moda. Classe, genere e identit nell'abbigliamento
5. Elizabeth Wilson, Vestirsi di sogni. Moda e modernit
Sezione 1
1. Andrea Vargiu, La citt di carta. Milano nellimmaginario dei corrispondenti della stampa
estera
2. Laura Bovone (a cura di), Un quartiere alla moda. Immagini e racconti dal Ticinese a Milano
3. Laura Bovone (a cura di), Creare comunicazione. I nuovi intermediari di cultura a Milano
4. Laura Bovone, Comunicazione. Pratiche, percorsi, soggetti
5. Maria Antonietta Trasforini (a cura di), Arte a parte. Donne artiste fra margini e centro
6. Daniel Bertaux, Racconti di vita. La prospettiva etnosociologica
7. Rita Bichi, La societ raccontata. Metodi biografici e vite complesse
8. Lucia Ruggerone, Parlare per vivere. Linguaggio ed esperienza nelletnometodologia
9. Emanuela Mora, Culture metropolitane. Attraverso la Milano degli anni Novanta
10. Lucia Ruggerone (a cura di), Al di l della moda. Oggetti, storie, significati
11. Fausto Colombo, Luisella Farinotti, Francesca Pasquali, I margini della cultura. Media e innovazione
12. Gianfranco Sias, Societ dellinformazione e conoscenza. Un futuro ineguale?
13. Laura Bovone, Mauro Magatti, Emanuela Mora, Giancarlo Rovati, Intraprendere cultura. Rinnovare la citt
14. Mario de Benedittis (a cura di), Comunit in rete. Relazioni sociali e comunicazione mediata
da computer
15. Laura Bovone, Lucia Ruggerone (a cura di), Intorno a produzione e consumo. Percorsi nellindustria culturale
16. Paolo Volont (a cura di), La creativit diffusa. Culture e mestieri della moda oggi
17. Laura Bovone, Antonietta Mazzette, Giancarlo Rovati (a cura di), Effervescenze urbane. Quartieri creativi a Milano, Genova e Sassari
18. Carla Lunghi, Culture creole. Imprenditrici straniere a Milano
19. Paolo Volont, La fabbrica dei significati solidi. Indagine sulla cultura della scienza
20. Laura Bovone, Emanuela Mora (a cura di), Saperi e mestieri dellindustria culturale
21. Elena Besozzi (a cura di), Il genere come risorsa comunicativa. Maschile e femminile nei processi di crescita
22. Laura Bovone, Paolo Volont (a cura di), Comunicare le identit. Percorsi della soggettivit
nellet contemporanea
23. Laura Bovone, Lucia Ruggerone (a cura di), Che genere di moda?
24. Giovanna Mascheroni, Le comunit viaggianti. Socialit reticolare e mobile dei viaggiatori indipendenti
25. Carla Lunghi, Eugenia Montagnini, La moda della responsabilit
26. Antonietta Mazzette, Emanuele Sgroi, La metropoli consumata. Antropologie, architetture, politiche, cittadinanze
27. Elisa Bellotti, Amicizie. Le reti sociali dei giovani single
28. Emanuela Mora (a cura di), Geografie della moda
29. Marco Pedroni, Coolhunting. Genesi di una pratica professionale eretica
30. Ambrogia Cereda, Tracce didentit. Modificare il corpo, costruire il genere

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La passione per le conoscenze

27-10-2010

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Ambrogia Cereda
1155.1.30 - A. CEREDA - TRACCE DIDENTIT

Il nostro corpo dato per scontato nelle molte attivit che compiamo ogni giorno: camminiamo, parliamo, prendiamo l'autobus in
maniera spontanea, senza porci troppi problemi in merito. Talvolta, per, prestiamo estrema attenzione al modo in cui gli altri ci vedono, l'abito, il gesto, l'aspetto del volto diventano i segnali di tutta
la nostra storia personale.
Avere il corpo 'giusto', allora, diventa un compito da svolgere per
stare in societ e ottenere riconoscimento. In questa duplice dimensione, che intreccia natura e cultura, tatuaggi, piercing, scarificazioni e chirurgia estetica possono diventare modi efficaci per acquisire un aspetto e un'identit adatti alle richieste del contesto o, al
contrario, per opporvisi, criticando i codici condivisi e rinunciando a essi.
Il volume vuole scavare sotto le apparenze e provare a offrire una
descrizione pi attenta e articolata di queste pratiche che, da un
lato, vengono spesso racchiuse sotto l'etichetta della trasgressione e
dell'esibizionismo mentre, dall'altro, vengono facilmente ridotte a
fenomeno di moda passeggero. Partendo da testimonianze raccolte
sul campo si intende ricostruire lo scenario entro cui i corpi sono
modificati dagli attori sociali. Attraverso interviste in profondit a
professionisti, clienti e pazienti ed etnografie condotte nei negozi di
tatuaggi, piercing e scarificazioni, viene, infatti, a delinearsi un
quadro in cui gli interventi 'volontari' sul corpo sono ricompresi
alla luce dei parametri di genere.
Il filo conduttore una corporeit che sempre meno cerca di discostarsi dai modelli unici di femminilit e maschilit e nelle pratiche segue direttrici sempre pi tradizionali e conformiste, anzich
sovversive o innovative, anelando tuttavia a una rivoluzione dei codici di rappresentazione di genere.

TRACCE
DIDENTIT
Modificare il corpo,
costruire il genere

CREARE COMUNICAZIONE

1155.1.30

Ambrogia Cereda, dottore di ricerca in Sociologia e metodologia


della ricerca sociale, si occupa di temi inerenti alluso sociale ed
espressivo del corpo e delle tematiche di genere. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo Il tatuaggio fra autobiografia e narrazione collettiva (2006).

P R O D U R R E C U LT U R A

FrancoAngeli