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The colon: a few particular cases

Questions
Quesito:
Several users sent us questions about the usage of the colon. Among the most frequent
queries are: 1) is it possible to use it twice in the same sentence? (asked by Gemma Gigli
from Rome, Paolo Malchiodi from Milan, Alessandro Miazzi from Badia Polesine, Duc Thang
Vu from San Biagio di Callalta and Massimo Battisti from Monterotondo) and 2) Does a capital
letter need to be used after it (Nicola Zanolli from the province of Bolzano, Renato D'Angelo from San
Giuliano Terme, Ferdinando De Napoli from Sassoferrato, Enrico Maggiola from Trieste, Antonino Rizzo from
Palermo).
I due punti: alcuni particolari usi

Partiamo dalle questioni relative all'uso dei due punti.

1) Innanzi tutto, alla vexata quaestio se sia "corretto usare i due punti in due frasi che si
susseguono" si potrebbe subito rispondere che non c' nulla che vieti di fare ricorso a questo
tipo di soluzione, la quale anzi spesso chiarifica, rendendolo esplicito per via interpuntiva, il
rapporto di connessione tra gli enunciati; di solito un rapporto di causalit bidirezionale: vale a
dire interpretabile sia in senso progressivo, dalla causa all'effetto, sia regressivo, dall'effetto
alla causa, come nella frase "Il tempo sovrano: nulla dura e nulla permane", dove si pu
leggere ciascuno dei due enunciati tanto come causa che come conseguenza dell'altro (da
Bice Mortara Garavelli, Prontuario di punteggiatura, Roma-Bari, Laterza, 2003, p. 8).
Prima di dichiarare chiusa la questione, per, pu essere utile prendere in considerazione le
differenti risposte fornite da due testi a cui si consiglia di fare riferimento per dirimere i dubbi in
materia di interpunzione, il Manuale di redazione a cura di Epigeo (Milano, Editrice
Bibliografica, 2005, in partic. pp. 94-108) e il Prontuario di punteggiatura di Mortara Garavelli,
se non altro per avere la misura della differente funzione che essi assolvono e della presenza
o meno di un solido impianto teorico a sorreggere le opzioni proposte: il primo manuale ci d,
senza argomentare, un'indicazione piuttosto netta, ma tuttavia delegata al buon
comportamento dello scrivente: " bene evitare che in una frase i due punti vengano ripetuti
pi di una volta" (Manuale di redazione, p. 99); il secondo, pur registrando che "
generalmente sconsigliata la replica dei due punti tra frasi precedute o seguite dallo stesso
segno", constata tuttavia che "quest'uso, fiorente nella prosa letteraria, non affatto
sconosciuto in tipi di testo di tutt'altro genere: ad esempio, nella saggistica scientifica", e
quindi conclude con l'inopportunit di "censurarlo quando si tratti di un susseguirsi di enunciati
consequenziali" (Prontuario di punteggiatura, pp. 103-104), del tipo dell'esempio fornito da chi
ha posto la domanda: "Abbiamo parlato di te: sono state dette solo cose piacevoli: sei
davvero in gamba".
In ambito letterario, non soltanto Carlo Emilio Gadda fa un uso sfrenato dei due punti in
sequenze consecutive, in sintonia con una forzatura espressiva della lingua in tutti i suoi
aspetti, compreso quello interpuntivo: "All'anulare destro, sulla mano bianca dalle lunghe dita
di signore, che gli servivano da scotere la sigaretta, er signorino ci aveva un anello: d'oro
vecchio, assai giallo: magnifico: un diaspro sanguigno nel castone; un diaspro ovale con una
cifra a matrice." (Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, Milano,
Garzanti, 1957, p. 26). Ma anche scrittori caratterizzati, all'opposto, da uno stile molto pi
scarno e sobrio, come Silvio D'Arzo, in Casa d'altri, indulgono in simili costruzioni interpuntive:
"Qualcosa doveva accadere: qualcosa era gi per l'aria, vi dico: e di colpo, senza sapere
perch, mi fu pi chiaro del sole che tutte quelle sue sciocche domande sul matrimonio e la
regola e sui casi speciali e via ancora non erano pi che un pretesto: e se io le avevo prese
sul serio e mi ci ero per giunta arrabbiato, bene, tanto peggio per me." (Silvio D'Arzo, Casa
d'altri e altri racconti, nuova edizione a cura di Eraldo Affinati, Torino, Einaudi, 1999, p. 20).

2) Relativamente al quesito se vi siano "casi in cui dopo i due punti si mettono le maiuscole
(escludendo nomi propri e virgolettati)", come avverte il Manuale di redazione "di norma dopo
i due punti si ha l'iniziale minuscola", tranne nel caso in cui essi introducano (oltre a una
citazione o a un discorso diretto tra virgolette, come gi anticipato) "un'elencazione i cui
singoli elementi terminano con il punto" (p. 99).

Elisa Tonani
6 November 2009
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