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Andrea Vian

Comunicare il progetto in 3D
Tutti i diritti sono riservati:
nessuna parte pu essere riprodotta
senza il permesso scritto dellautore

Nomi e marchi citati sono depositati o registrati dalle rispettive aziende.
Limmagine di copertina di Vincent Escudero.


3

A C r i s t i n a G a m b a r o , l e c u i
c o m p e t e n z a , p a s s i o n e e
d i s p o n i b i l i t m i s o n o s t a t e
i l l u m i n a n t i .


5
R i n g r a z i a m e n t i



Vorrei ringraziare i miei genitori per avermi
accompagnato fin qui.


Vorrei ringraziare lamico dottor Giovanni Penco, il
dottor Nicol Piersantelli, il dottor Giovanni Cassola e
tutto il personale del reparto malattie infettive
dellospedale Galliera, dove la stesura di questo testo ha
avuto inizio, per avermi curato ed accudito con premura
e professionalit.


Vorrei ringraziare la professoressa Maura Boffito, la
signora Franca Sartore, il signor Mario Pomodoro, il
signor Enrico Valchi e quanti con disponibilit si sono
prodigati affinch le difficolt burocratiche non
divenissero insormontabili: il loro aiuto stato
tecnicamente risolutivo e umanamente inestimabile.


Vorrei ringraziare Ancy, Bettina, Etta e Stefano per
essermi stati vicini in questo faticosissimo rush finale.


Vorrei ringraziare Sara, a cui debbo la Gioia che ho nel
cuore.


7
i n d i c e



PERCH DISEGNEREMO IN 3D 1
C A D o C A D D ? 13
Un percorso antico 13
La rivoluzione annunciata 14
Una questione terminologica? 15
Il processo progettuale architettonico 16
Il processo di progressiva automazione 17
DRAFTING 21
Principali Cause Primarie 21
Efficienza 21
Reperibilit 22
Monopolio 23
Potenza di Calcolo 25
Oltre le cause primarie 25
Fattori di Resistenza 26
Fattori Transitori 27
Fattori Persistenti 28
Il monitor 28
Il mouse 28
Il plotter 28
Fattori Ricorrenti 29
Dopo il Drafting 31
MODELING 33
I software ibridi 33
Il superamento del CAD convenzionale 37
Oggetti Architettonici 39
Efficacia e versatilit 42
BIM: un database di progetto 43
Dai primordi alla maturit 48
DESIGNING 51
Un nuovo circolo vizioso 51
Il nuovo CAD 53
Architectural Studio 55
SketchUP 3D 61
Piranesi 67
Collaborare per costruire 70
COLLECTING 73
Perch disegneremo in 3D


8


Pre design: lo spazio astratto 73
L'alleanza internazionale 77
Il ruolo di Microsoft 77
Collaborazione ed interoperabilit 81
Conclusioni 82
IL TABLET PC 83
Il Tablet PC in concreto 85


9
I n t r o d u z i o n e




Non possibile disegnare in 3D. La
parola disegnare prevede specificamente
di operare in due sole dimensioni. E non ci
si pu neppure limitare al significato corrente:
sempre stato cos, da quando luomo preistorico
tracciava graffiti sulle pareti delle caverne, a
rappresentare scene di vita quotidiana.
Per disegnare necessario disporre di una superficie
piana (o almeno bidimensionale): sia essa roccia, papiro,
pergamena, argilla, tela o carta.
In tre dimensioni si pu solo scolpire.
Ma se il disegno strettamente bidimensionale e la
scultura tridimensionale, cosa si pu dire del progetto
architettonico?
Larchitettura, qualunque civilt labbia prodotta,
decisamente tridimensionale; perch tre dimensioni (tre
soltanto, direbbero i fisici teorici) ha il mondo in cui
viviamo, tre ne ha lo spazio in cui ci muoviamo e tre ne
ha il nostro corpo. Qualunque struttura pensata per
offrirci riparo e protezione non pu che averne tre
anchessa.
Il disegno di progetto, per contro, se l cavata piuttosto
bene con due sole dimensioni per millenni.
Ma il progetto che il disegno rappresenta? Appartiene
alla sfera delle tre dimensioni, come larchitettura che
anticipa o si limita alle due dimensioni del disegno che lo
materializza?
Tre sicuramente, verrebbe da dire constatando
limportanza di plastici e modelli nel processo
progettuale. Cos pure si direbbe osservando un
architetto tracciare una vista bidimensionale di una parte
del progetto che ha in mente: esso deve essere per forza
tridimensionale, visto lo sforzo necessario a ridurlo ed
esplorarlo in due sole dimensioni.
Per contro, lelaborazione di alcuni dettagli esecutivi
sembrerebbe cos complessa da non poter essere
condotta se non in due sole dimensioni. E gli errori
spaziali che possono derivarne sarebbero dunque
originati dalla complessit stessa, cio dallincapacit
Perch disegneremo in 3D


10


della mente umana di concepire tale complessit senza
ridurla a proiezioni bidimensionali.
Sembrerebbero, dunque, esserci dei limiti assoluti alle
capacit figurative della mente: pur tridimensionali ma
solo finch il livello di dettaglio non costringe a ridurre
il numero di dimensioni.
Queste considerazioni, tuttavia, si riferiscono ai limiti e
alle capacit della mente umana senza tener conto dei
limiti e delle capacit del medium utilizzato (tipicamente,
la carta). Questa semplificazione ingannevole: se il
medium si adegua allimmagine contenuta nella mente
fino a rappresentarla, altamente improbabile che la
mente non sia a sua volta influenzata dai limiti e dalle
capacit espressive del medium.
Cio, semplicemente, si disegna in 2D perch i media
disponibili supportano due dimensioni soltanto.
E il disegno tridimensionale della geometria descrittiva
altro non che un artificio finalizzato allinclusione
(apparente) della terza dimensione in un medium
strettamente bidimensionale. Un artificio tuttaltro che
gratuito, visto il dispendio di energie necessario alla
costruzione di una proiezione prospettica fedele alla
realt. Ma anche una proiezione parallela, alquanto
innaturale, si rivela essere piuttosto faticosa, soprattutto
in termini di sforzi inizialmente necessari alla
comprensione e allacquisizione del metodo.
Tutte energie che vengono sottratte alle capacit
figurative della mente, che abbiamo detto non essere
illimitate.
Seppur comunque limitate, il grado di sviluppo di queste
capacit sicuramente soggettivo: Frank O. Gehry ha
concepito, sviluppato e realizzato il Guggenheim di
Bilbao. C tuttavia chi potrebbe visitarlo tutti i giorni
per un anno senza riuscire a farsene unidea spaziale
precisa.
Chi abbia visto Gaspare De Fiore disegnare di getto alla
lavagna per gli studenti di architettura appena
immatricolati, si sicuramente reso conto non solo delle
capacit figurative della sua mente, ma anche delle sue
C A D o C A D D ?

11


stupefacenti capacit eidetiche
1
: egli traccia le linee di
unimmagine che la sua mente vede come se stesse
dinnanzi ai suoi occhi. Sia loggetto rappresentato
indistintamente bidimensionale o tridimensionale.
Non si pu sperare che ogni architetto possegga le
capacit eidetiche del professor De Fiore o di Frank
Owen Gehry.
Si pu tuttavia pensare che siano sviluppati strumenti
sempre pi efficaci nellassistere larchitetto nel suo
processo creativo tridimensionale. Strumenti che
sopperiscano ai limiti delle sue capacit figurative ed
eidetiche e lo sollevino dagli sforzi necessari alla
continua conversione da 3D a 2D e viceversa, in modo
che tutte le sue energie mentali possano essere devolute
allideazione dellarchitettura piuttosto che alla sua
forzata rappresentazione. Strumenti che consentano di
disegnare direttamente in 3D.
La descrizione dei primi tra questi strumenti, lanalisi
degli effetti prodotti dalla loro introduzione nel processo
progettuale e una proiezione dei tempi e dei modi della
rivoluzione appena iniziata costituiscono il corpo
principale di questa tesi.


1
Nella psicologia sperimentatale si dice di soggetti, quasi sempre
giovani, la cui memoria visiva sarebbe tale da consentire di vedere ad
occhi chiusi l'immagine (detta eidetica) di un oggetto gi percepito e
non pi presente con la stessa precisione della percezione visiva diretta.
Termine usato da Husserl per indicare gli oggetti ideali della mente, al
di l di ogni immediata percezione sensibile; la riduzione eidetica
consiste appunto nell' operazione per cui il soggetto contempla l'idea al
di l dell'esperienza sensibile.
Perch disegneremo in 3D


12



















































13
Processo di
Automazione
Progressiva
C a p i t o l o 1



CAD o CADD?
a che punto la progettazione assistita



Fino a qualche anno fa la progettazione architettonica
era condotta manualmente in ogni sua fase.
Ad oggi, invece, il supporto del calcolatore quasi
universalmente diffuso.
Ma resta forte lo squilibrio tra fasi della progettazione
efficacemente assistite dal software e fasi completamente
ignorate.
Questo status fortemente squilibrato, che pare radicato e
immutabile, in realt frutto di un processo di
automazione progressiva estremamente dinamico e in
pieno svolgimento.
Oggetto di questa tesi lo studio dettagliato di tale
processo, delle sue fasi e dei fattori capaci di
influenzarne lo svolgimento.
Scopo ultimo dimostrare quanto sia nodale, ai fini di
detto processo, lattuale momento storico e quanto
radicalmente e velocemente evolver la pratica
progettuale.

Un percorso antico

Per inquadrare correttamente lattuale status della
progettazione architettonica assistita dal calcolatore
allinterno di un processo di automazione progressiva
necessario guardare a quanto avvenuto in altre discipline.
Cos facendo possibile trascendere lhic et nunc e
cogliere la direzione delle trasformazioni in atto.
In architettura, infatti, il processo di progressiva
automazione sta seguendo un percorso piuttosto comune
nella storia del software: la maggioranza delle categorie
di applicazioni ha esordito automatizzando lultima fase
di un processo manuale per poi, con il maturare della
tecnologia, risalire a fasi precedenti.
Oggetto
della Tesi
Scopo
della Tesi
Perch disegneremo in 3D


14


I software di financial management debuttarono con la
contabilit generale e la scrittura dei libri paga per poi
risalire lorganizzazione fino alla Pianificazione delle
Risorse dImpresa (ERP) e alla Gestione delle Relazioni
con il Cliente (CRM).
Intraprendendo un analogo percorso, detto Percorso di
Minima Resistenza, il calcolatore ha trovato, in
architettura, prima e pi efficace applicazione nella fase
di rappresentazione bidimensionale.


La rivoluzione annunciata

La strada verso il completo supporto informatico alla
progettazione architettonica ancora lunga, ma il
processo di automazione destinato ad accelerare fino
ad assumere i caratteri di una vera e propria rivoluzione.
Come per ogni fenomeno di questo tipo, il
raggiungimento di una certa massa critica innescher
improvvisamente trasformazioni sostanziali nella prassi
progettuale.
La sensazione che la diffusione del calcolatore abbia
gi da tempo raggiunto e superato la massa critica e che
ad accelerare repentinamente il processo di automazione
non sar unulteriore penetrazione, quanto piuttosto una
significativa innovazione.
Innovazione che proprio in questo periodo, con il lancio
congiunto di hardware e software per il nuovo Tablet PC
(Figura 1), sotto gli occhi di tutti.


Figura 1: Un Tablet PC allopera nella presentazione della nuova
piattaforma, sul sito web di Microsoft. (Courtesy Microsoft.)
Nellappendice A la nuova piattaforma trattata nel dettaglio.
Percorso di
Minima
Resistenza
Massa
Critica
C A D o C A D D ?


15


Una questione terminologica?

Il software per la progettazione comunemente indicato
con lacronimo CAD: Computer Aided Design
2
.
Per quanto ci riguarda diffuso anche lacronimo
CAAD: Computer Aided Architectural Design, ad
indicare la specificit del software in questione.
Tuttavia, come accennato e come si vedr nel dettaglio
nel capitolo 2, lutilizzo del calcolatore in architettura
estremamente diffuso ma limitato alla sola fase di
rappresentazione bidimensionale.
Cosicch, molto prima che fosse possibile intraprendere
alcuna attivit progettuale al calcolatore come linglese
Design lascia intendere , si ritenuto opportuno
interpretare lacronimo CAD con un pi limitato e
corretto Computer Aided Drafting.
In seguito il software per larchitettura ha cominciato a
fornire un primo rudimentale supporto alla
progettazione attraverso le capacit di gestione dinamica
del cambiamento, tipiche dei modellatori architettonici
tridimensionali.
Limiti e potenzialit di tale supporto saranno analizzati
nel capitolo 3; resta il fatto che lacronimo stato
ulteriormente modificato, ad indicare le nuove
possibilit del software, divenendo CADD: Computer
Aided Design & Drafting.
Allo stato attuale della tecnologia, se si volesse
comprendere sotto un unico acronimo tutto il software
disponibile al sevizio dellarchitettura, non sarebbe
possibile forgiare alcun acronimo pronunciabile, tanto
vasta, articolata e differenziata la disponibilit di
applicazioni.
Limitando lattenzione al solo processo progettuale
architettonico, lacronimo CADD rimane il pi efficace e
descrittivo del supporto che, ad oggi, il calcolatore
realmente in grado di offrire.


2
Il nome stesso dei primi software bidimensionali (AutoCAD per PC e
MiniCAD per Mac), incorporando lacronimo, ne dichiara
lorientamento.
Perch disegneremo in 3D


16


Il processo progettuale architettonico

Si solleva dunque il problema di definire un iter standard
che attagli ad ogni processo progettuale architettonico.
Ma la natura di ogni progetto differisce
significativamente, spaziando dalla semplice
riqualificazione di un edificio esistente fino alla
progettazione di un edificio completamente nuovo.
A tale variet, ovviamente, corrisponde altrettanta
variet in termini di tipologia di processo.
Per completezza si considerer il processo relativo alla
progettazione di un edificio ex-novo, facendo
riferimento alliter proposto da Lachmi Khemlani
3
in
Architectural CAD
4
(Figura 2).



Figura 2: Le fasi tipiche di un processo progettuale relativo ad un
edificio nuovo, secondo Lachmi Khemlani.

E doveroso sottolineare che: Of course, minor
variations from this sequence can occur from time to
time, but the essence of it remains as shown.
5
.

3
Architetto, autore, ricercatrice e consulente. Insegna digital design
alluniversit di Berkeley.
4
Lachmi Khemlani, Architectural CAD: A Look Across the Spectrum, in
CADence, a. XVII (2002), fasc. 1.
5
Naturalmente, di tanto in tanto possono presentarsi variazioni
secondarie a questa sequenza, ma la sua sostanza resta come mostrato.
Ibidem.
C A D o C A D D ?


17


E se queste sono, allincirca, le fasi tipiche di un iter
progettuale ex-novo, assume particolare importanza
metterle in relazione al processo di progressiva
automazione in corso (Figura 3).

Il processo di progressiva automazione

Come detto, la fase di stesura dei construction
documents & specifications, lultima del processo
progettuale preso in esame, la prima ad essere
automatizzata.
Questa prima automazione ha sancito linizio del
processo di automazione e ne ha costituito il primo
stadio.
Esso prende il nome di Drafting dallattivit che per
prima ha lasciato il tavolo da disegno a favore del
calcolatore.

A questo stadio di automazione, ormai antico e superato
dal frenetico evolvere del mondo informatico, sono
ancora fermi innumerevoli studi di architettura.
Esso ha costituito comunque la base per ogni ulteriore
automazione, nonostante proprio lo stadio successivo lo
abbia rivoluzionato al punto da poterne quasi
prescindere.
Ci avvenuto grazie allintroduzione della terza
dimensione nella pratica architettonica e al ricorso
sistematico alla modellazione, da cui il nome del secondo
stadio: Modeling.

Tra i piccoli studi di architettura solo alcuni sono giunti
a questo stadio di automazione; tuttavia essi sono gli
unici che giungeranno in modo fluido a trarre
giovamento dallulteriore automazione.
Lo stadio di automazione di cui si intravede ora
lavvento consentir infatti agli studi maggiormente
automatizzati di portare al calcolatore gi le prime fasi
del processo progettuale, realizzando un vero e proprio
design digitale. Questa sostanziale peculiarit del terzo
stadio di automazione che sar discussa nel capitolo 4 -
ne suggerisce il nome: Designing.

Infine lautomazione della primissima fase del processo
progettuale sancir il momento in cui tutte le
Drafting
Modeling
Designing
Perch disegneremo in 3D


18


informazioni di progetto saranno create e gestite
digitalmente, massimizzando i vantaggi di questo
formato.
Grazie agli strumenti di collaborazione e scambio nati
negli ultimi due anni e a quelli che verranno, sar
realizzato quello che Gehry ha definito uno Smooth
Continuum
6
.
Un modello elettronico delledificio non pi solo
geometrico ma completo di ogni informazione ne seguir
la vita dalla primissima progettazione fino alla
demolizione, collezionandone ogni informazione.
Per questo motivo lo stadio detto Collecting.

Logicamente il processo di progressiva automazione
un processo fluido e continuo, sebbene soggetto a
lunghe soste e repentine accelerazioni.
E stato diviso in quattro stadi in relazione proprio ai
momenti di accelerazione, allo scopo di mettere
chiaramente in relazione levoluzione a salti del
software (e dellhardware) e la gestione delle diverse fasi
del processo progettuale nella prassi architettonica
(Figura 3).

Ad ogni stadio di automazione sar dedicato un capitolo
in cui si analizzeranno le cause che vi hanno condotto
(o vi condurranno), i benefici e i limiti propri dello
stadio stesso e se ne descriveranno i principali attori.




6
Bruce Lindsey, Gehry digitale, Testo & immagine, Torino, 2001.
Collecting
C A D o C A D D ?


19




Figura 3: Il processo di progressiva automazione come un
continuo diviso in 4 stadi. Ad ogni stadio corrisponde una
differente gestione delle fasi del processo progettuale e,
soprattutto, una diversa relazione tra le fasi stesse.









Perch disegneremo in 3D


20











21


C a p i t o l o 2



D R A F T I N G
o stadio di minima automazione


E la condizione pi diffusa allo stato attuale: i
calcolatori hanno sostituito i tecnigrafi, dapprima
gradualmente e poi sempre pi rapidamente, nella
produzione della documentazione grafica cartacea.

Principali Cause Primarie

La crescente efficienza del software di disegno, la sua
facile reperibilit a bassissimo costo e lo stato di quasi
monopolio raggiunto da alcune software house in alcuni
ambiti (Autodesk in architettura e Bentley in ambito
navale, ad esempio), unitamente alla crescente potenza di
calcolo delle macchine, sono le principali cause primarie
alla base dellavvenuta automazione. Singolarmente:

Efficienza
Negli ultimi due decenni i software di disegno sono stati
sviluppati fino a raggiungere prestazioni impensabili per
chi disegni ancora completamente a mano.
Infatti, il disegno architettonico assistito (CAD
7
) non
solo pi veloce e pi preciso del disegno manuale ma
anche, in qualche misura, intelligente. La strutturazione
stessa delle informazioni, non pi indistinte e
permanentemente vincolate ad un foglio ma catalogate,
registrate su disco e solo visualizzate su schermo,
consente infatti di accedervi rapidamente in modo
selettivo, apportando modifiche e varianti in modo
ragionevolmente semplice ed efficiente.
Ogni geometria, inoltre, pu essere sfruttata per creare
le successive ed ogni ripetizione accelera il lavoro invece
che rallentarlo (Figura 4).


7
Qui considerato come Computer Aided Drafting.
Perch disegneremo in 3D


22



Figura 4: Strumenti di disegno bidimensionale mirati ad
aumentare produttivit e diminuire ripetitivit e spreco di tempo
in una pubblicit di Microstation del 1991. Lo stadio di prima
automazione in pieno svolgimento.
Reperibilit
Difficile dire quale parte abbiano giocato effettivamente
le pi potenti software house nellillegale diffusione dei
loro programmi.
Certo che, grazie alla completa riproducibilit del
software, oggetto completamente immateriale, fatto di
elettroni invece che di atomi
8
, la proliferazione di copie
illegali non ha incontrato grossi ostacoli.

8
Questa sintetica ed efficace distinzione tra oggetti materialie oggetti
immateriali di Nicholas Negroponte.
Nicholas Negroponte, essere digitali, Milano, Sperling & Kupfer, 1995
DRAFTING


23


Lavvento di internet lha poi svincolato dalla necessit
di essere registrato su un supporto fisico, facilitandone
ulteriormente la diffusione.
Diffusione che ne ha fatto un bene cos reperibile da
farlo percepire come gratuito.
Cultura e legislazione, ancora incapaci di gestire la
questione del diritto dautore, hanno fatto il resto: gli
studi di architettura hanno cominciato ad automatizzare
il processo progettuale facendo i conti con i costi
dammortamento del solo hardware.
Ad oggi la legislazione c e la cultura sta nascendo.


Figura 5: La relativamente nuova politica antipirateria di Autodesk
in una pubblicit su una rivista del settore datata 1999. Solo dopo
aver visto il proprio installato crescere vertiginosamente fino a
conquistare il monopolio assoluto nel campo dei software
bidimensionali, grazie anche alla diffusione illegale incontrollata,
Autodesk ha deciso di contrastare energicamente la pirateria. Si
faccia un confronto con la Figura 6.

Monopolio
Si consideri inoltre che alcune software house,
sommando allindubbia qualit dei loro prodotti una fin
troppo scaltra strategia di mercato (basata sullapertura
dei loro programmi allintegrazione di moduli aggiuntivi
sviluppati da terze parti e su di una lotta non troppo
serrata alla pirateria informatica), sono riuscite a
conquistare fette di mercato via via crescenti giungendo
letteralmente a spazzar via i concorrenti (Figura 6).



Perch disegneremo in 3D


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Figura 6: Il mezzo milione abbondante di utenti registrati di
AutoCAD 11 nel 1992 ne fa gi lo standard del settore. Per
Autodesk ci costituisce ragione per infoltire la schiera.

Agli ovvi svantaggi insiti in ogni regime monopolistico
questa situazione ha per contrapposto significativi
vantaggi: primo fra tutti laffermarsi di una serie di
formati standard de facto per il trattamento e lo scambio
dei dati [dwg
9
, dxf
10
, dgn
11
].
Ci ha contribuito a favorire la diffusione del software
garantendo ununiformit al mercato sufficientemente
invitante e rassicurante.

9
DraWinG: Formato dati nativo di AutoCAD.
10
Drawing eXchange Format: formato di scambio dati nativo di
AutoCAD.
11
Formato dati nativo di Microstation.
DRAFTING


25


Potenza di Calcolo
La crescente disponibilit di potenza di calcolo a sempre
minor costo ha introdotto prepotentemente nel
segmento dei Personal Computer i software di disegno,
dapprima esclusiva del segmento delle ben pi costose
Workstation grafiche.
Com intuibile hardware e software sono legati a filo
doppio e dallavvenuta prima automazione si sono
inseguiti in un crescendo di domanda e offerta di
potenza di calcolo, destinate forse a non incontrarsi mai.
Ma proprio la continua, frenetica evoluzione
dellhardware, puntuale ed inarrestabile come previsto
dalla legge di Moore
12
, ha alimentato e supportato
levoluzione del software; insieme esse costituiscono
condizione necessaria e sufficiente a qualunque ulteriore
automazione
13
.

Oltre le cause primarie

A queste principali cause primarie va aggiunto un
sempre pi rilevante effetto volano che ha accelerato in
modo esponenziale ladozione del calcolatore in questa
fase del processo progettuale (Construction documents
& specifications).
Ogni soggetto, infatti, adottando il calcolatore non solo
ha modificato strutturalmente i processi interni al
proprio studio (accelerando ulteriormente i tempi di
automazione) ma ha anche influenzato le scelte di tutti i
soggetti con cui scambia informazioni durante il
processo progettuale, inducendoli ad operare le stesse
scelte.
Ne discende che maggiore il numero di soggetti del
processo ad aver compiuto il salto tecnologico maggiori
sono i vantaggi per il soggetto ulteriore a fare
altrettanto.
Risulta per contro altrettanto evidente che la decisione
di automatizzazione pu essere rinviata ma solo per un
tempo limitato. Per eccesso, infatti, quando tutti i

12
Gordon Moore, cofondatore di Intel, ha teorizzato negli anni 60 che
la potenza di calcolo dei PC sarebbe raddoppiata ogni 18 mesi. Da
allora, ci si sempre verificato.
13
E lampante, in merito, il caso del Tablet PC: hardware e software, i n
modo inscindibile, concorrono a definire la nuova piattaforma (cap. 1).
Essa, a sua volta, offre supporto a nuove applicazioni in grado di
trasferirne i benefici nella progettazione architettonica (cap. 4).
Effetto
Volano
Perch disegneremo in 3D


26


soggetti del mercato avessero automatizzato questa fase,
le diseconomie derivanti allultimo soggetto dal gap
tecnologico sarebbero insostenibili.

Fattori di Resistenza

Non vanno trascurati i fattori che hanno ostacolato
ladozione del calcolatore: possibile dividerli in tre
gruppi in base alla loro distribuzione lungo i progressivi
stadi di automazione cos da delinearne rilevanza
presente e futura).

Il primo gruppo costituito dai fattori che si
manifestano esclusivamente durante lo stadio di prima
automazione.
Essi sono estremamente rilevanti, in quanto percepiti
come nuovi e erroneamente - tuttaltro che
temporanei.

Il secondo gruppo costituito dai fattori che
accompagneranno il processo progettuale fino a
completa automazione, scemando pi o meno
rapidamente. Essi sono comunque destinati ad
affievolirsi, fino a sparire del tutto con il crearsi di una
consuetudine operativa fondata su una maggior cultura
tecnologica.

Il terzo gruppo, infine, costituito da quei fattori che
tendono a svanire per poi ripresentarsi ciclicamente al
momento dellautomazione di una nuova fase,
ostacolandone laffermazione e rallentandone la
diffusione.
E il pi rimarchevole: sia perch i fattori che seguono
questa distribuzione sono numerosi, sia perch,
ripresentandosi ciclicamente, appaiono insormontabili.


Transitori
Persistenti
Ricorrenti
DRAFTING


27


Curva di
Apprendimento

Figura 7: Diagramma della distribuzione dei Fattori di resistenza
nei quattro stadi di automazione.

Com naturale una rigida catalogazione dei fattori di
resistenza impossibile. Tuttavia ogni gruppo ha i suoi
fattori principali.

Fattori Transitori

Al gruppo dei Fattori Transitori appartiene la diffidenza
verso uno strumento dallaspetto ermetico ed
imperscrutabile.
Una sorta di repulsione che molti sostengono di provare
al solo sedersi davanti al calcolatore.
Com intuibile, questo sentimento tende a svanire con
la graduale acquisizione di familiarit con lo strumento.
Probabilmente, tuttavia, esiste una soglia di confidenza
al di sotto della quale permane comunque un pi o meno
spiccato senso di alienit e ingovernabilit.

Un ulteriore fattore negativo tipico del primo gruppo
la separazione tra progettazione e rappresentazione,
indotta dalla ripidit della curva di apprendimento dei
software di disegno.
Tipicamente, infatti, i progettisti senior non hanno
tempo, modo e convenienza a sviluppare una
conoscenza dei software sufficiente a disegnare da s la
documentazione di progetto. Ci ha ulteriormente
definito e separato le competenze tra progettisti senior e
progettisti junior, ostacolando il trapasso nozioni e
Perch disegneremo in 3D


28


allontanando ulteriormente i primi dal calcolatore e i
secondi dal momento progettuale.

Fattori Persistenti

Al gruppo dei Fattori Persistenti appartengono i limiti
attuali dellinterfaccia uomo-macchina, incapace di
sostituire efficacemente il sistema occhio-mano-foglio:

Il monitor
Unarea di visualizzazione pi piccola di qualunque
tavolo da disegno, disposta verticalmente, su cui
impossibile agire direttamente e con una risoluzione
molto inferiore alla meno evoluta delle stampanti, tanto
da non poter visualizzare correttamente neppure una
linea obliqua
14
!

Il mouse
Uno strumento di puntamento molto lontano dalla
comune matita, neppure lontanamente concepito per
assomigliarle ma, anzi, addirittura disegnato per essere
trascinato e non impugnato e sollevato. Incapace inoltre
di emulare il contatto con la superficie di disegno.

Il plotter
Contatto che neppure stampanti e plotter possono
restituire completamente essendo ormai avvenuta la
completa separazione temporale (e in alcuni casi anche
spaziale!) tra produzione del disegno e sua
materializzazione.

Se lhardware a costituire la componente principale
dellinterfaccia del calcolatore con luomo, al software
tocca il compito di fornire il miglior supporto possibile
al suo modo di pensare.

14
Il Dot Pitch, cio la distanza tra un punto visualizzato sul monitor e il
punto immediatamente adiacente, scende fino a 0,25 mm solo nei
monitor pi sofisticati.
Simmagini di tracciare con un rapidograph di tale spessore una linea
retta obliqua suddividendola in tratti orizzontali o verticali discosti
luno dallaltro di 1/4 di millimetro (lo spessore del tratto):
linaccettabile risultato quanto di meglio lattuale tecnologia dei
monitor sia in grado di offrire.
La pi bassa risoluzione di stampa ottenibile da una comune stampante
200 DPI (Dot Per Inch) che corrisponde a 0,127 mm, circa la met.
DRAFTING


29


In architettura ci significa fornire supporto allatto
creativo del progettare o, perlomeno, supporto al suo
modo di concepire lo spazio.
In tal senso il calcolatore si inserisce a pieno titolo nel
percorso che passa per le prospettive di Durer e le
vedute di Piranesi, teso a rappresentare al meglio lo
spazio tridimensionale in cui viviamo.
Sebbene in questo campo lhardware sia ancora piuttosto
indietro
15
, il software gi in grado di gestire
efficacemente le tre dimensioni, come si vedr nel
capitolo 3.
Per ora sufficiente sottolineare come anche il software
manifesti i propri limiti ma sia in piena evoluzione.
Ci lo ascrive a pieno titolo tra i fattori persistenti.

Fattori Ricorrenti

Al gruppo dei Fattori Ricorrenti appartiene linerzia
mentale degli architetti, restii a modificare il loro modus
operandi a causa della particolarit del processo
progettuale.
Esso, essendo gesto intuitivo ed induttivo, sviluppato
diversamente da ogni progettista, affinato e messo a
punto con la pratica e lesperienza e viene condiviso e
comunicato (solo dove necessario) con dispendio di
tempo ed energie.
Dispendio minimizzato quanto pi possibile attraverso
laffermarsi di un processo reiterativo e complesso, fatto
di disegni e modelli e ancora disegni e ancora modelli.
Ma sistematico, efficiente e radicato nella pratica del
gruppo di lavoro.
E proprio il timore che non si possa apportare una
modifica strutturale (come lautomazione di una delle
sue fasi!) ad un processo cos radicato, senza intaccarne
lefficienza, costituisce uno dei fattori di resistenza pi
forti.





15
Si considerino gli strumenti ad oggi disponibili per la visualizzazione
3D ed esperienze di realt virtuale.
Perch disegneremo in 3D


30


Tipicamente ricorrenti sono anche le difficolt legate alla
gestione degli archivi, cartacei e non.
Facilmente un progetto copre un lasso temporale
superiore al tempo necessario allautomazione di una
fase del processo progettuale.
Ci comporta la necessit di mettere in relazione
informazioni inerenti lo stesso progetto ma gestite in
modo molto diverso, con tutte le complicazioni che ne
derivano.

Inoltre lo scambio di informazioni con gli altri soggetti
del processo progettuale pu generare ulteriori
complicazioni. Soprattutto se oltre alle modalit di
gestione delle informazioni (sistemi operativi e software
utilizzati, tipologia di archivio, etc.) differissero anche gli
stadi di automazione.
Si consideri, infatti, che non possibile al soggetto in
questione adeguare le informazioni verso uno stadio di
automazione superiore al proprio, ma solo verso uno
inferiore. E ci, comunque, comporta al soggetto
maggiormente automatizzato la perdita di parte dei
benefici generati dallautomazione stessa. In qualche
misura, cio, il gruppo di lavoro tiene il passo del pi
lento.
Lautomazione di una fase del processo comporta
inevitabilmente anche dei costi economici.
In primis deve essere computato il costo del nuovo
software che deve essere aggiunto ai costi di
ammortamento del vecchio software. Il quale, spesso,
deve rimanere in esercizio per un tempo
sufficientemente lungo. Generando cos un periodo di
sovrapposizione tra i due stadi in cui i costi aumentano
(per poi tornare a diminuire).
Inoltre, per far girare con profitto il nuovo software,
normalmente necessaria ulteriore potenza di calcolo.
Cio nuovo hardware. E i costi di hardware vecchio e
nuovo si sommano come per il software.
Vi sono infine i costi di formazione, che devono essere a
loro volta sommati ai costi dovuti alla diminuita
produttivit.




Il Passo del
Pi Lento
DRAFTING


31


Dopo il Drafting

Risulta evidente come i Fattori di Resistenza Ricorrenti
siano i pi rilevanti.
Sinnestano infatti nellessenza stessa del processo
progettuale e, soprattutto allinizio, entrano in diretto
conflitto con i benefici generati dallavvenuta
automazione.
Tuttavia ogni gruppo di fattori provoca dei costi e alla
base di ogni pausa ed ogni accelerazione del processo di
automazione sta una sorta di analisi costi/benefici.
Quando per i primi soggetti i benefici hanno superato i
costi ha avuto inizio lo stadio di minima automazione.
E quando i costi, seguendo landamento dei fattori
transitori e ricorrenti, scendono ulteriormente lo stadio
di minima automazione si rivela insufficiente e il
processo di progressiva automazione riparte alla ricerca
di nuovi benefici.
E dunque corretto affermare che levoluzione di
hardware e software sta alla base di ogni progresso del
processo di automazione. Ma ci avviene soltanto
quando il mercato pronto, e cio quando i fattori
ricorrenti - che sono i pi rilevanti - hanno compiuto il
loro ciclo vitale.
E questo esattamente lattuale panorama degli studi di
architettura: tutti (o quasi) hanno raggiunto lo stadio di
minima automazione ma alcuni soltanto hanno vinto i
fattori di resistenza e hanno ulteriormente automatizzato
il loro processo progettuale.
Nel capitolo 3 si vedr come ci sia successo e quale
ruolo vi abbiano giocato levoluzione dellhardware e del
software.





Analisi
Costi
Benefici


33
C a p i t o l o 3



M O D E L I N G
o stadio dellinteroperabilit inefficiente


I software ibridi

Ai primi software architettonici strettamente
bidimensionali succede unintera generazione di software
ibridi, in grado di costruire un modello tridimensionale a
partire dalla geometria bidimensionale.
Ad essi si fa ricorso quando alla costruzione di un
modello convenzionale viene preferito un modello
digitale. Tipicamente a causa di particolari esigenze di
presentazione che ne giustifichino lo sviluppo come
fotomontaggi ad alto realismo e animazioni (Figura 8)
oppure a causa di dimensioni e complessit del progetto
tali da impedire di condurre convenzionalmente le
operazioni di analisi e valutazione.



Figura 8: restituzione fotorealistica di un modello tridimensionale
architettonico realizzata con Lightscape 3.0 di Lightscape
Technologies, risalente al 1995. Il software era in grado inoltre di
condurre qualunque tipo di verifica illuminotecnica e consentiva
di esplorare dinamicamente il modello calcolandone i parametri di
illuminazione in tempo reale (courtesy: Lightscape).

Perch disegneremo in 3D


34


I software ibridi si distinguono per il legame escogitato
dalle software house tra spazio 2D e spazio 3D.
Comunemente il software bidimensionale puro evolve
aggiungendo la terza dimensione allo spazio di lavoro
precedentemente solo bidimensionale
16
. Non mancano
tuttavia casi in cui lo spazio di lavoro bidimensionale sia
completamente distinto dallo spazio tridimensionale e ad
esso sia vincolato attraverso un elemento comune od
uno specifico stratagemma
17
.

Le diverse strategie sono comunque elaborate allo scopo
di rendere la transizione dal 2D al 3D il pi indolore
possibile, continuando a garantire ogni funzionalit
bidimensionale precedentemente acquisita.
Se da una parte, tuttavia, il risultato unimmutata
funzionalit bidimensionale del software, dallaltra si
riscontra uno scarso sfruttamento delle nuove
potenzialit tridimensionali.
Ci dovuto proprio alla scarsa integrazione tra spazio
2D e spazio 3D che, se consente da un lato di continuare
ad adottare il software come un mero strumento di
disegno bidimensionale, costringe dallaltro ad una mole
di lavoro ulteriore per ottenere un modello
tridimensionale dai disegni 2D.
Per contro, quasi tutti i software 3D puri nascono
come modellatori generici
18
, rendendone arduo lutilizzo
in architettura.

Il processo progettuale tipico dello stadio di drafting
che a sua volta, come visto, ricalca il processo ante
computer non viene dunque intaccato nella sua
sostanza dai software ibridi (n dai modellatori 3D
generici). Semplicemente alla fase di design development
bidimensionale pu succedere una fase di modeling
tridimensionale che non si colloca allinterno del
processo principale (Figura 9).


16
A questa categoria appartiene lo spazio modello di AutoCAD.
17
E il caso, per esempio, del Layer Linkato di MiniCAD.
18
E il caso di 3DSmax, AliasWavefront, Maya, Lightwave, etc...


MODELING

35



Figura 9: Percorso di un tipico processo progettuale architettonico
ai primordi dello stadio di Modeling.

Se cos non fosse, se cio lo sviluppo del modello 3D
fosse condotto durante la fase di design development,
nellambito del processo principale, si avrebbero
problemi di gestione delle modifiche sia con un software
ibrido sia con un modellatore 3D generico.
I software ibridi, infatti, creano disegni tra loro
indipendenti (eccezion fatta per i riferimenti esterni
19
) e
il modello tridimensionale completamente separato da
essi (Figura 10).



Figura 10: Fino ai primordi dello stadio di Modeling ogni
documento di progetto deve essere prodotto individualmente e la
gestione delle corrispondenze interamente a carico del
progettista (courtesy: Graphisoft).

19
I riferimenti esterni di AutoCAD (Xref: eXternal Reference) sono
collegamenti tra file distinti che consentono, tra le altre cose, di
visualizzare la versione pi recente di uno o pi disegni allinterno
del.disegno contenente i riferimenti.
Gestione
delle
Modifiche
Perch disegneremo in 3D


36


Lampliamento di un vano, per esempio, costringe a
riportare la modifica in ogni pianta, prospetto e sezione
interessati, oltre che nel modello stesso. Il processo
risulta ancor pi complicato se sono richiesti anche
computi metrici e contabilit lavori
Anche con un modellatore 3D generico si ha una
duplicazione delle informazioni di progetto e la
costruzione del modello, pi rigida e laboriosa, non
riesce generalmente a tenere il passo del design
development.
A causa del tempo e degli sforzi necessari alla
realizzazione del modello il processo risulta molto poco
flessibile.
Il risultato pi comune che al termine della
modellazione tridimensionale il progetto sia gi cambiato
e il modello non rispecchi informazioni corrette.

A causa di queste difficolt non raro che il modello sia
sviluppato da collaboratori esterni al team di progetto,
comunque dopo il completamento della fase di design
development, e che trovi quindi collocazione in un
ramo morto del processo progettuale (Figura 9).
In questo caso ogni risorsa spesa per la sua realizzazione
trova giustificazione esclusivamente nella finalit
specifica del ramo (animazioni e rendering per
presentazioni, fotomontaggi per verifiche dimpatto,
etc...).
Ma ogni operazione che si collochi a latere del processo
progettuale assorbe risorse che non possono essere
riutilizzate in altre fasi.
Questo il caso di un modello 3D sviluppato con un
software ibrido o con un modellatore generico.
Risulta evidente come lulteriore inutilizzo delle
informazioni contenute nel modello tridimensionale e
delle risorse da esso rappresentate ne innalzi il costo
riducendone significativamente la diffusione.
E cos il cerchio si chiude: i software ibridi, con il loro
debole legame tra spazio 2D e spazio 3D, invece che
incentivare il passaggio al disegno tridimensionale, ne
rallentano laffermazione!





Ramo
Morto
MODELING

37


Il superamento del CAD convenzionale

La facile duplicazione di elementi di disegno, i
riferimenti esterni, i blocchi e altre simile tecnologie
bidimensionali hanno sicuramente reso il disegno nello
stadio di drafting pi produttivo.
E la possibilit di lavorare anche in tre dimensioni
offerta dai software ibridi dei primordi dello stadio di
modeling ha dischiuso un intero mondo ai progettisti,
realizzando un sogno cullato da Durer come da Monge.
Ma il processo progettuale non stato certo
rivoluzionato dalla velocit dei software di disegno
bidimensionali n dalla terza dimensione accessoria dei
software ibridi. Con essi i disegni tecnici sono creati e
aggiornati da operatori CAD sui calcolatori in modo non
molto diverso da quanto facessero i disegnatori tecnici
sui tecnigrafi prima della prima automazione.
Nel processo di progettazione e creazione della
documentazione di progetto larga parte del lavoro
concettuale ancora assorbita, fino ai primordi dello
stadio di modeling, dai compiti non creativi di tradurre
idee progettuali in disegni e controllare continuamente la
corrispondenza tra i diversi disegni.
Questi fattori hanno reso la produzione e
laggiornamento della documentazione processi lenti,
ripetitivi e soggetti ad errore.

Il processo di progressiva automazione entra nel
secondo stadio vero e proprio con il rilascio dei primi
software architettonici ad oggetti.
Nel 1984 Graphisoft rilascia ArchiCAD: il primo CAD
architettonico tridimensionale per personal computer
Apple Macintosh; il supporto alla piattaforma Microsoft
Windows arriver nel 1993.
Come ArchiCAD, anche AllPlan di Nemetschek (prima)
e RevIt di RevIt tecnologies (pi di recente) nascono
tridimensionali e ad oggetti.
Altre software house che avevano a listino software di
disegno bidimensionali sviluppano moduli
tridimensionali aggiuntivi ad oggetti architettonici.
Nasce cos unintera generazione di software modulari,
vicini per concezioni ai software ibridi
20
: Autodesk

20
Autodesk riguardo Architectural Desktop: Creato per incentivare il
passaggio dal bidimensionale al tridimensionale, in maniera semplice e
produttiva, senza grossi traumi dinterfaccia e in continuit con il
passato.

Software
Architettonici
ad Oggetti
Software
Modulari
Perch disegneremo in 3D


38


Architectural Desktop per AutoCAD, VectorWorks
ARCHITECT per VectorWorks (successore di
MiniCAD) e Architecture for Microstation Triforma per
Microstation.
Negli uni come negli altri non sussiste alcuna
separazione tra spazio bidimensionale e spazio
tridimensionale: al tracciamento di una semplice linea
corrisponde istantaneamente la creazione di un oggetto
architettonico (generalmente un muro), in due e tre
dimensioni. Si creato a tutti gli effetti un unico
oggetto, capace di assumere aspetti diversi se
visualizzato in 2D (pianta, sezione, alzato) o in 3D
(assonometria, prospettiva).

Naturalmente permane comunque una pi o meno
grande differenza tra i software di concezione
interamente tridimensionale ad oggetti architettonici
parametrici e i software modulari.
Revit co. distingue tra i vecchi software basati su
Geometry Engine e i pi nuovi (come Revit stesso,
neanche a dirlo) basati su Change Engine
21
.
La rigida catalogazione che sancisce lappartenenza di un
software alluna piuttosto che allaltra categoria
quantomeno tendenziosa, soprattutto nei confronti dei
software modulari, in grado, in alcuni casi, di gestire
perfettamente anche gli oggetti architettonici
parametrici.
Tuttavia la distinzione introdotta da Revit co. centra una
questione nodale: la commistione di entit astratte
puramente geometriche - come archi e segmenti - con
oggetti architettonici tridimensionali e parametrici
operata dai software modulari. La principale qualit dei
software tridimensionali architettonici consiste, infatti,
nella capacit di mantenere la coerenza del modello
attraverso qualunque modifica cui il progetto sia
sottoposto. Essa si fonda (come si vedr pi avanti) sulla
capacit degli oggetti architettonici di mantenere
inalterate le relazioni con gli oggetti cui sono vincolati e
non offerta dalle entit geometriche pure. Di
conseguenza lutilizzo di queste ultime allinterno del
modello pu condurre allintroduzione di errori ed
incoerenze se il modello fosse sottoposto a cambiamenti

21
THE AEC TECHNOLOGY PLATFORM QUESTION, A white paper
comparing geometry-based CAD systems versus change-based parametric modelers,
pubblicata su www.revit.com

MODELING

39


durante la fase di sviluppo del progetto (cosa piuttosto
comune).
In ultima analisi, dunque, solo i software che non si
avvalgano delle entit geometriche pure sono in grado di
supportare pienamente il processo progettuale nella fase
di Design Development, grazie alla loro efficace gestione
delle modifiche.
A questi vanno aggiunti i software che, pur supportando
le entit geometriche pure, dispongono di una gamma di
oggetti architettonici tale da non costringere lutente
allutilizzo delle entit geometriche.



Figura 11: lintelligenza degli oggetti architettonici di archiCAD
a colpo docchio, dal sito web di Graphisoft (courtesy: Graphisoft).

Oggetti Architettonici

E proprio lintroduzione di oggetti architettonici al
posto di astratte entit geometriche costituisce la
principale evoluzione della filosofia dei software CAD.
Se i software di Drafting, grazie al loro Geometry
Engine, rendevano possibile disegnare potenzialmente
qualunque edificio, gli oggetti intelligenti dei software di
Modeling consentono di costruirlo, seppur in forma di
Edificio Virtuale, producendo in modo estremamente
rapido documenti privi di errate corrispondenze (anche
se il progetto fosse sottoposto a continue modifiche).




Perch disegneremo in 3D


40



Tridimensionali
e
Bidimensionali
Gli oggetti architettonici, a differenza delle entit native
dei software bidimensionali, nascono tridimensionali e
sono generati a partire da una sorta di libreria di oggetti
tridimensionali predefiniti allinterno del programma.
Come detto posseggono anche uno specifico aspetto per
ogni vista bidimensionale: esso si sostituisce allaspetto
tridimensionale allattivarsi della vista 2D.
Questo apparentemente macchinoso stratagemma
consente di includere direttamente allinterno
delloggetto 3D buona parte di quei simboli grafici
necessari a rappresentarlo correttamente in pianta,
prospetto e sezione. Simboli che si adeguano
automaticamente al mutare della scala di
rappresentazione delloggetto.
Ci consente al progettista di concentrarsi sullo sviluppo
del progetto in tre dimensioni mentre il software si
occupa di tradurlo in disegni bidimensionali e quantit
(Figura 12).



Figura 12: il ruolo dellEdificio Virtuale nella produzione della
documentazione di progetto in relazione allintervento dellutente
(courtesy: Graphisoft)





MODELING

41


Gli oggetti architettonici sono parametrici: ogni loro
dimensione dipende dal valore assunto dal parametro
numerico che la definisce. Ogni dimensione pu essere
definita geometricamente direttamente sullo schermo
alla creazione delloggetto o attraverso linserimento del
valore numerico del parametro corrispondente. Questo
pu essere specificato a priori (come succede
tipicamente con lo spessore di un muro), durante la
creazione (laltezza di una finestra, Figura 13) o a
posteriori ( il caso di alcuni adeguamenti a seguito di
una modifica geometrica).



Figura 13: la finestra di dialogo relativa
allinserimento di una porta parametrica in
Architecture for Microstation Triforma (courtesy:
Bentley)







Parametrici
Perch disegneremo in 3D


42


Oggetti
Personalizzati
Infatti gran parte degli adeguamenti avvengono in modo
automatico. Ci possibile poich gli oggetti
architettonici sono relazionali.
Sono soggetti, cio, alle relazioni intercorrenti con gli
oggetti adiacenti: la porta segue il muro in cui inserita
nel suo spostarsi e il pilastro si prolunga a sorreggere il
tetto se questo viene sollevato.
Si forma cos una catena di relazioni tra gli oggetti molto
simile a quanto avviene nelledificio reale che il modello
rappresenta.


Efficacia e versatilit

Come risulta ovvio lefficacia e la versatilit di un
software tridimensionale dipendono strettamente
dallefficacia e dalla versatilit degli oggetti architettonici
di cui dispone:
- maggiore il numero di oggetti predefiniti e pi sar
probabile avere a disposizione gi belle pronti gli
elementi pi comuni.
- maggiore il numero di parametri che definiscono ogni
oggetto pi facilmente se ne potr adattare uno a
rappresentare i casi pi irregolari e particolari.
Tuttavia, per quanto siano numerosi e versatili gli oggetti
predefiniti, non sar mai possibile esaurire con essi ogni
possibile specificit di ogni possibile edificio.
E dunque necessario che il software offra la possibilit
di creare oggetti personalizzati, a partire da oggetti
esistenti o ex novo, in modo semplice e veloce. E gli
oggetti cos creati devono essere simili in tutto e per
tutto agli oggetti predefiniti.
Solo cos il software non far distinzione tra oggetti
predefiniti e oggetti personalizzati, adattando
progressivamente la libreria di oggetti alle esigenze
dellutente e crescendo in versatilit.
Quanto alle vie percorribili per creare nuovi oggetti,
logico che per semplicit questa possibilit sia offerta
direttamente per via grafica.
Per completezza e versatilit, invece, utile che il
software adotti per i suoi oggetti un linguaggio di
programmazione aperto, o con esso compatibile,
rendendo cos possibile sviluppare efficacemente
qualunque tipo di oggetto, di qualunque livello di
complessit. Ci aumenta la versatilit del software
Relazionali
MODELING

43


Il nuovo
DWG
poich ne aumenta la capacit di interazione con altre
applicazioni, proponendolo come standard.
Nel 1999 Gabor Bojar, presidente di Graphisoft
22
, ha
dichiarato: whichever CADD company gets the
architectural objects wins.
Allo stato attuale, infatti, ogni software 3D ha il proprio
linguaggio per la definizione degli oggetti architettonici
(con i problemi di interscambio che ne conseguono) ma
nessuno si ancora affermato definitivamente come
standard.
Efficacia e versatilit definiranno il nuovo standard e
questo affermer con se il software che lo ha introdotto.
La questione cos seria da aver indotto Graphisoft a
fondare una divisione (GDL technology Ltd.)
interamente dedita allo sviluppo e alla promozione di
GDL
23
, il linguaggio introdotto da ArchiCAD (Figura
14).
Non affatto improbabile il manifestarsi di un nuovo
fenomeno DWG e il conseguente riproporsi di
dinamiche di stardardizzazione quasi monopolistiche,
con i vantaggi che ne derivano.
A patto ovviamente che non siano fattori di mercato,
invece che efficacia e versatilit, ad imporre il nuovo
standard.


BIM: un database di progetto

A prescindere da quale linguaggio si affermer come
standard, necessario concentrare lattenzione sugli
effetti dellintroduzione della modellazione 3D per
oggetti nella progettazione architettonica.
Comporre un modello digitale con oggetti architettonici
in grado di mantenere rapporti relazionali tra loro
infatti sostanzialmente diverso dal costruire un analogo
modello con primitive geometriche generiche.
Innanzitutto poich un modello relazionale, come detto,
pu accompagnare la fase di Design Development fin
dalle prime battute, costituendo il luogo in cui le idee
divengono architettura ed evolvono progressivamente
fino a generare la soluzione finale.

22
La software house che ha sviluppato ArchiCAD.
23
Geometric Description Language
Perch disegneremo in 3D


44



Figura 14: i punti di forza di GDL sul sito web di Graphisoft
(courtesy: Graphisoft)


Esso pu offrire a tutti i membri del gruppo di progetto,
cos come ai clienti, unistantanea restituzione visiva
dello stato di avanzamento della progettazione, evitando
cos costi e complicazioni di fornire in itinere idee e
documenti ad un collaboratore esterno per realizzare
unimmagine tridimensionale.



MODELING

45


Nello studio di Gehry come racconta Bruce Lindsey -
il modello digitale si affianca al modello fisico nello
sviluppo del progetto. I due modelli dialogano e si
completano derivando ora luno dallaltro, ora viceversa:

Nei progetti pi recenti luso del computer
ha cominciato a incidere sullo sviluppo
stesso dei modelli di studio. Catturando le
superfici con lausilio di CATIA
24
a uno
stadio preliminare, dal modello digitale si
possono ricavare sezioni usate per produrre
modelli cartacei che facilitano la costruzione
dei modelli fisici. [...] Sono state sperimentate
anche rapide tecniche per produrre prototipi,
in cui modelli e parti di modelli fisici sono
prodotti direttamente a partire dal modello
digitale.
25


I consulenti esterni, inoltre, dispongono di un modello
sempre aggiornato nel collaborare con larchitetto per
completare e verificare il progetto. Il tutto mentre i
documenti esecutivi sono generati e mantenuti aggiornati
dal software per condurre il progetto in cantiere.

Inoltre un modello relazionale costituito da oggetti
architettonici intelligenti, a differenza di un modello
geometrico, molto pi che un mero strumento di
visualizzazione.
Esso un vero e proprio database di progetto, in grado
di ospitare le pi varie informazioni direttamente
allinterno della sua forma tridimensionale.
Costituisce un punto di raccolta di tutte le informazioni
riguardanti ledificio utile per gestirlo ben oltre il
processo progettuale: esso segue il suo intero ciclo
vitale, dalla progettazione preliminare alla demolizione.
I documenti necessari alle diverse figure professionali, ai
clienti e alle autorit costituiscono parte integrante del
database e con esso vivono.
Jerry Laiserin ha messo correttamente a fuoco come il
termine CAD sia ormai cos limitativo e generico da
generare confusione e alimentare il proliferare dei pi
vari acronimi proprietari.

24
CATIA, di Dassault Systems, un software di modellazione
tridimensionale utilizzato dallindustria aerospaziale ed automobilistica
per la definizione di superfici complesse.
25
Bruce Lindsey, Gehry digitale, op. cit.
Perch disegneremo in 3D


46


Nel numero quindici della sua Laiserin Letter
26
ha
dunque indicato in BIM (Building Information
Modeling) lacronimo pi adatto ad indicare capacit e
potenzialit dellattuale (e futuro) software per la
progettazione architettonica. Successivamente Autodesk,
Bentley e Graphisoft, che da sole controllano pi del
90% del mercato CAD statunitense, si sono pronunciate
a favore, ascrivendo i loro software architettonici 3D alla
neonata categoria.
La metodologia BIM consente a progettisti, consulenti,
imprese di costruzione e manutenzione di operare
allinterno del database stesso, accedendovi ed
arricchendone il contenuto, comunicando informazioni
sempre aggiornate.

Nonostante la specificit del linguaggio formale e la
complessit costruttiva delle architetture di Gehry, sono
emblematiche le potenzialit espresse dallintroduzione
di un modello digitale (qui solo geometrico, seppur
dettagliatissimo) oltre il processo progettuale, nel
processo costruttivo. Ancora Bruce Lindsey
27
:

Luso pi radicale (e dettagliato)
dellinformazione digitale risiede, forse, nel
dirigere la costruzione vera e propria dei
componenti di un edificio. Webb
28
afferma
che il processo progettuale avviene attraverso
il modelllo digitale: la procedura CAM
29

consente una totale continuit dal progetto
alla costruzione.

Di pi:

Il modello mastro CATIA lunica fonte di
informazione per il progetto delledificio e
diventa una clausola fondamentale nei
contratti dappalto. [...] Consentendo che
tutte le comunicazioni si avvalgano solo
dellinformazione digitale, il modello pu
rappresentare una significativa riduzione dei
disegni esecutivi e delle specifiche tecniche.

26
Jerry Laiserin, Comparing Pommes and Naranjas, in The Laiserin Letter,
N15, 20 Settembre 2002, pubblicata su www.laiserin.com
27
Bruce Lindsey, Gehry digitale, op. cit.
28
Craig Webb, progettista che ha collaborato con Gehry per dodici
anni.
29
Computer Aided Manifacturing
BIM
Building
Information
Modeling
MODELING

47


Questo si verifica nella pratica corrente dello
studio, dove il modello CATIA generalmente
ha la precedenza (sia a livello giuridico sia
pratico) su tutte le altre documentazioni
necessarie alla costruzione. Si tratta di un
cambiamento significativo della procedura
standard secondo la quale le specifiche
tecniche hanno la precedenza sui disegni, e le
dimensioni specificate sono soggette alla
verifica sul sito. Tale processo senza carta
gi avvenuto con una certa ampiezza nel
progetto dellEMP (Figura 15), dove un
cliente con la passione per la tecnologia, Paul
Allen, e un tempo di esecuzione assai
ristretto hanno fatto s che linformazione
procedesse direttamente dal modello digitale
al costruttore e quindi al cantiere.

Tale priorit delle informazioni digitali, unitamente alla
longevit di tale formato, in grado di restituire
allarchitetto centralit nellintero processo costruttivo.

Se larchitetto fornisce un modello
condiviso, che diventa lunica fonte
dinformazione, muta la consueta
distribuzione della responsabilit della prassi
architettonica, e il dialogo elettronico non fa
che confondere i contorni delle singole
responsabilit.
30


Avviene dunque quanto auspicato da Gehry:

Io penso che [gli architetti] dellultima
generazione debbano prendere in
considerazione lidea di diventare di nuovo
maestri costruttori, assumendo nel processo
costruttivo un ruolo quasi paterno...
31







30
B.J.Novitski, Gehry forges new computer links, su Architecture, agosto
1992.
31
Charles Jencks, (a cura di), Robert Maxwell, Jeffrey Kipnis, Frank O.
Gehry. Individual Imagination and cultural Conservatism, Academy Editions,
Londra 1995.
Paperless
process
Perch disegneremo in 3D


48





Figura 15: Una vista dellesterno dellEMP (Experience Music
Project), il museo del rock voluto da Paul Allen a Seattle
(courtesy: Frank Gehry Partners LLP).


Nel capitolo 5 si vedr nel dettaglio come le capacit
dellEdificio Virtuale di integrare informazioni di
progetto direttamente allinterno di un modello digitale,
per ora prevalentemente espresse in potenza, potranno
trovare applicazione nellintero processo progettuale e in
quello costruttivo (e quali trasformazioni vi indurranno).

Dai primordi alla maturit

In termini di processo progettuale emblematico il caso
di Lightscape (Figura 8): sviluppato negli anni 90, ai
primordi dello stadio di modeling, come applicazione a
s stante, era inequivocabilmente destinato a collocarsi a
latere del processo progettuale principale (Figura 9).
Era, infatti, in grado di ottenere risultati mirabili quanto
a fotorealismo ma solo importando un modello 3D
completo da unaltra applicazione (tipicamente un
software ibrido come AutoCAD o Microstation).
Con levolvere del software per larchitettura la
tecnologia di Lightscape, acquisita da Autodesk nel 1997,
divenuta parte integrante del software di modellazione
MODELING

49


e restituzione architettonico di casa Autodesk: Autodesk
VIZ
32
.

Cos si compie la transizione di Lightscape dai primordi
alla maturit dello stadio di Modeling e si assiste alla
corrispondente evoluzione del processo architettonico:
tecnologie non direttamente volte alla realizzazione della
documentazione di progetto (come appunto la
restituzione fotorealistica), prima collocate a latere del
processo principale (Figura 9), vi vengono accolte a
pieno titolo grazie al ricorso sistematico alla
modellazione 3D (Figura 16).


Figura 16: lintroduzione della modellazione tridimensionale
induce significative modifiche al processo progettuale. Si faccia
un confronto con la Figura 9.

32
A dispetto del nome che ne vorrebbe attribuire per intero la paternit
ad Autodesk, esso deve le capacit di restituzione fotorealistica come
detto a Lightscape e quelle di modellazione a 3DStudio VIZ.
Questultimo, a sua volta, era una versione architettonica del
modellatore generico 3DStudio MAX di Kinetix, acquisita da Autodesk
e divenutane divisione con il nome Discreet.
Dunque Autodesk VIZ s il software di modellazione e restituzione
architettonico di casa Autodesk ma nasce dalla combinazione di
tecnologie sviluppate da software house concorrenti di Autodesk e da
questa solo acquisite.
E per di pi nulla deve allalfiere di sempre dei software per
larchitettura di casa Autodesk: AutoCAD.
Perch disegneremo in 3D


50


Seppure lo stadio di Modeling sia tecnologicamente
maturo, necessario evidenziare come solo una
minoranza degli studi di architettura vi sia giunta.
A conferma di ci si pensi alla gamma di software per la
progettazione architettonica attualmente offerti da
Autodesk: in essa non vi sono solo pi software deputati
a svolgere le stesse operazioni, quindi in aperta
concorrenza (si pensi a Revit e Architectural Desktop),
ma anche insiemi di software concepiti per fornire
supporto alla progettazione a stadi di automazione ben
distinti.
Da un lato si trova AutoCAD ai cui utenti,
evidentemente non ancora pronti a migrare verso
Architectural Desktop, Autodesk vorrebbe proporre
lintegrazione con VIZ.
Dallaltra Architectural Desktop e REVIT si contendono
ogni singolo utente a suon di nuove release e strategie di
marketing e si propongono come software architettonici
omnicomprensivi, al limite integrabili, quanto a
restituzione fotorealistica, da quel 3DS MAX da cui VIZ
deriva.
Questapparente paradosso nasce dalla precisa volont di
Autodesk di offrire il pi ampio supporto possibile ad
un mercato - quello della progettazione architettonica -
ancora estremamente eterogeneo quanto a grado di
automazione raggiunto.
E proprio questeterogeneit vale allo stadio di
Modeling, nella sua attuale incarnazione, il titolo di
stadio dellinteroperabilit inefficiente: in esso
convivono, infatti, software ibridi e software
interamente parametrici e ad oggetti. Di questi ultimi,
inoltre, nessuno ancora riuscito ad imporsi come
standard n ad imporre i propri oggetti.
Ne deriva una capacit di scambio dellinformazione
digitale estremamente limitata e limitante le potenzialit
del software. Di pi: molte risorse, degli sviluppatori
come degli utenti, vanno tuttora sprecate nei pi vari
tentativi di far efficacemente dialogare software cos
diversi.
Il risultato ultimo un rallentamento del processo di
progressiva automazione che raggiunge le proporzioni di
un ristagno.
Nel prossimo capitolo si vedr quali innovativi software
si affaccino ora sulla scena, pronti ad imprimere una
nuova accelerazione al processo di progressiva
automazione.


51
Informazioni
Metaprogettuali
C a p i t o l o 4



D E S I G N I N G
o st adi o del l adozi one ant er i or e



Un nuovo circolo vizioso

Uno dei maggiori ostacoli alla larga adozione del BIM
costituita, paradossalmente, dalle potenzialit stesse di
questa metodologia: il modello, creato durante la
progettazione, si rivela utile ben oltre la fase progettuale
della vita delledificio
33
.
Cos i benefici derivanti dallimplementazione dellintero
set di informazioni nel modello si riversano anche sugli
attori del processo che si collocano a valle dei
progettisti. Anche e prevalentemente su questi, dal
momento che latout dei software BIM dal punto di vista
strettamente progettuale la capacit di gestione delle
modifiche, che consente al progettista di esplorare,
verificare e modificare in tempo reale le soluzioni
formali adottate. Ma questa propriet si basa sulla
capacit degli oggetti di mantenere le proprie relazioni
reciproche e ben poco ha a che vedere con la loro
capacit di immagazzinare informazioni metaprogettuali,
utili semmai alla gestione del processo costruttivo.
Al progettista utile, soprattutto in sede di
progettazione preliminare, che il muro si accorci in
tempo reale seguendo il suo abbassare il tetto, prima che
la capacit del tetto di immagazzinare informazioni
riguardo i materiali che lo andranno a comporre
(tipologie, fornitori, prezzi, etc), le modalit di
realizzazione e di manutenzione.
Di queste ultime propriet giovano invece in modo
rilevante gli attori della progettazione esecutiva e del
processo costruttivo che intervengono, per definizione,
dopo la progettazione preliminare.

33
Si veda, in merito: Paul Teicholz in LaiserinLetterLetters, N 17, 6
Gennaio 2003, pubblicato su http://www.laiserin.com/
Perch disegneremo in 3D


52


Ma difficilmente il progettista di impianti piuttosto che il
fornitore di pannelli prefabbricati per il rivestimento
esterno sono in grado di offrire ai progettisti, che nel
processo li precedono, una forma di compensazione per
i costi aggiuntivi sopportati per incorporare
informazioni metaprogettuali nel modello 3D
34
.

A rompere questo circolo vizioso giungono nuovi,
efficacissimi software CAD in grado di offrire - forse
per la prima volta da quando lacronimo stato coniato
un supporto reale alla progettazione, fin dalla fase
ideativa, attraverso uno scaltro e disinvolto ricorso alla
modellazione tridimensionale.
Si tratta di software CAD che offrono supporto allo
sviluppo delle prime idee di progetto conducendo
larchitetto a sviluppare un modello tridimensionale
quasi senza accorgersi. Ci possibile poich
tridimensionale lo spazio in cui viviamo e
tridimensionali sono le nostre esperienze e le nostre idee
spaziali.
Ci non toglie che queste idee siano da sempre state
verificate e sviluppate (anche) in due sole dimensioni.
Ma si tratta pur sempre di una riduzione, resa necessaria
dalla bidimensionalit del medium (la carta) e dalle
necessit di portabilit, sintesi (per quanto dettagliata) e
semplicit di revisione.
Monge e Piranesi sanno quali sforzi abbia fatto luomo
per trascendere il vincolo fisico della carta ed
incorporare in essa la terza dimensione.
Come sa ogni progettista quali sforzi siano necessari per
mantenere coerenza e corrispondenze in mille viste
bidimensionali di un oggetto tridimensionale che esiste
solo nella sua mente e, cento volte pi piccolo, in
qualche modello di plastilina o di cartone.
Ma lo spazio virtuale che il software in grado di
generare e gestire non risente dei limiti della carta e pu
elargire allarchitetto quegli strumenti di sviluppo e
verifica che gli architetti dellantica Grecia gi
desideravano e che gli architetti del movimento moderno
non osavano ancora sperare.
Ai software CAD che per primi riescono in questo
compito va il merito di assistere gli architetti nel cuore
del loro modus operandi: il pensare disegnando.

34
Semmai loro concesso di ridurre i costi di adozione del BIM
gravanti sui progettisti andando ad arricchire in prima persona il
database di progetto con quelle informazioni a loro utili.
Pensare
Disegnando
DESIGNING

53


Essi riavviano il processo di progressiva automazione e
introducono il modello tridimensionale nelle primissime
fasi della progettazione.
Una diretta conseguenza di tale innovazione la
comparsa di nuove, preziose voci positive nel bilancio
costi/benefici delladozione della metodologia BIM
35
.
Bilancio ora caratterizzato da costi spalmati su un iter
pi ampio, comprendente le fasi di conceptual sketching
e space planning: non sta pi ai modellatori BIM,
complessi e macchinosi, la creazione del modello ex-
novo
A ci si aggiunga il palese vantaggio, disponendo fin
dalle prime fasi del processo progettuale di informazioni
digitali e tridimensionali, di poter svolgere la quasi
interezza del processo progettuale come uno smooth
continuum: la progettazione che diviene una pratica
fluida, in grado di affrontare ogni iterazione senza
introdurre fattori di discontinuit. Vantaggio non da
poco, per un processo fortemente reiterativo come
quello progettuale.
E infatti la ripartizione degli stessi costi
36
di
modellazione su un iter pi ampio, i grandi benefici
derivanti dal vero supporto al momento progettuale e il
contenimento delle difficolt legate ad ogni iterazione
rimettono in attivo il bilancio, rendendo estremamente
redditizio un precoce ricorso al disegno tridimensionale.

Il nuovo CAD

Tenendo una conferenza dal titolo computers for
architecture a met degli anni 90, William J. Mitchell
sollev un foglio di carta e disse: se i computer fossero
stati inventati per primi, questo sarebbe accolto come
uninterfaccia rivoluzionaria
37
.
Parlando scherzosamente, ma solo in parte, Mitchell

35
Ed ecco il nesso tra CAD e BIM: il vecchio CAD, incapace di
semplificarsi e dunque di risalire ulteriormente il processo progettuale,
evolve in complessit fino a generare il software BIM. Il nuovo CAD,
pi semplice ed immediato, lo sostituisce e lo anticipa, rendendo infine
disponibile un modello 3D da raffinare ed integrare con informazioni
metaprogettuali fino a farne un BIM.
36
Addirittura, grazie allimmediatezza dei nuovi CAD e alla loro
profonda integrazione nel processo progettuale, i costi di modellazione
diminuiscono.
37
Jerry Laiserin, The pen is mightier than the mouse, pubblicato su
Computer Graphics World, ottobre 2001.
Perch disegneremo in 3D


54


elenc i vantaggi della carta: portabilit, interoperabilit,
adattabilit ai pi diversi media di input e formati di file
e consumo energetico nullo.
Gli architetti presenti risero, consapevoli della rottura
inferta dal software CAD al loro modo di pensare
disegnando, vecchio di secoli.
Nel divenire sempre pi efficiente, infatti, il CAD
divenuto anche pi astratto e complesso.
Per sfruttare appieno la precisione e le capacit di
calcolo geometrico dei calcolatori, gli sviluppatori hanno
creato una metodologia molto lontana dalla realt del
tavolo da disegno, quasi arcana, fatta di sistemi di
coordinate, layer, livelli, celle, blocchi, gruppi, oggetti,
attributi, viewport, formati, prototipi, etc.
Ladozione di questi strumenti ha consentito al CAD di
imporsi come drafter insostituibile, come visto nel
capitolo 2. Lulteriore espansione e raffinamento di
questa metodologia ha condotto le software house a
sviluppare un reale supporto alla progettazione - almeno
nella sua tarda fase di design development grazie ai
software parametrici ad oggetti relazionali (capitolo 3).
Tuttavia il software CAD (e, ancor di pi, il software
BIM) paga in termini di trasparenza ed immediatezza il
livello di complessit ed astrazione raggiunto.
Un software CAD o BIM pu probabilmente essere
definito in ogni modo, fuorch intuitivo od immediato.
Ci gli impedisce, come detto, di risalire ulteriormente il
processo progettuale architettonico e di fornire supporto
alla fase di conceptual sketching.
Lo sviluppo delle prime idee necessita, infatti, di un
supporto completamente trasparente allutente, che
consenta di fermare le prime suggestioni formali senza
che lattenzione venga distratta dallarticolazione
dellinterfaccia.
E questo proprio i software CAD convenzionali non
sono in grado di farlo, nonostante sia sicuramente
possibile apprenderne il funzionamento fino ad
interagirci senza dover pensare alle modalit
dellinterazione. Semplicemente non dispongono della
semplicit, dellimmediatezza e della versatilit degli
strumenti convenzionali: il foglio di carta di William J.
Mitchell.
Ma il processo di progressiva automazione
inarrestabile e ben lungi dallaver completato il proprio
corso: trovandosi occlusa la via dellulteriore sviluppo
del software CAD e BIM, ha trovato sbocco nello
DESIGNING

55


sviluppo di software CAD dalla metodologia innovativa,
libera dalla complessit e dalla macchinosit della
metodologia tradizionale.
Esattamente ci che gli architetti, a differenza degli
sviluppatori, erano convinti che il software potesse (e
dovesse) fare: consentir loro di esprimere, esplorare e
verificare direttamente le idee progettuali.

Architectural Studio
Fin dal 1963, quando Timothy Johnson, dottorando
allMIT, svilupp il primo sistema CAD tridimensionale
(Sketchpad III, che ampliava linterfaccia bidimensionale
dellavveniristico Sketchpad di Ivan Sutherland), gli
sviluppatori di software per la progettazione hanno
tentato di creare uninterfaccia software che consentisse
di schizzare e sviluppare modelli di progetto
tridimensionali sopperendo allineluttabile
bidimensionalit degli schermi dei calcolatori.
E di questi sforzi sembra frutto Architectural Studio di
Autodesk, sviluppato come Project Nora prima e
StudioDesk poi, giunto ora alla versione 3.



Figura 17: Linterfaccia di Architectural studio, essenziale e un po
retr, tesa a replicare lo spazio di lavoro convenzionale.
(courtesy: Autodesk)

Concepito e sviluppato mentre le maggiori software
house imboccavano la via dei software parametrici ad
oggetti, raffinandoli fino a farne dei veri e propri
Perch disegneremo in 3D


56


software BIM, Architectural Studio apre una via
completamente nuova: la tradizione!
Esso emula lo spazio di lavoro tradizionale
38
attraverso
uninterfaccia estremamente semplice e pragmatica, fatta
di carta da lucido, pennarelli, matite e gomma (Figura
17).
In realt lefficacia dellinterfaccia di Architectural
Studio non esclusivamente di natura software: per
poterla sfruttare appieno necessario utilizzare uno
schermo sensibile al tocco, come quello dei Tablet PC
(Figura 18).
Disegnandovi direttamente sopra con unapposita penna
si ricompone nel reame digitale il sistema occhio-mano-
foglio
39
: lo schermo infatti trattato per offrire, sotto la
penna, una sensazione di attrito cartaceo ed sensibile
al variare della pressione, che restituisce ampliando o
assottigliando il tratto di conseguenza.
Su questo tavolo da lavoro virtuale possibile schizzare
in ogni modo e forma, dal pi rapido e simbolico
schizzo alla vista geometrica precisa e dimensionata.



Figura 18: Michael Graves dimostra lefficacia
dellinterfaccia hardware e software di Architectural Studio
allAIA National Convention del 2001.


38
Cos tradizionale da poter vantare tra i primi entusiasti utilizzatori:
Michael Graves; Skidmore, Owings & Merrill; Cesar Pelli & Associates;
Kohn Pedersen Fox (ed altri).
39
Linsieme di software e hardware introdotto dai nuovi CAD apporta
una significativa miglioria allinterfaccia uomo-macchina nel campo
della progettazione. Ci riduce di conseguenza il principale Fattore di
Resistenza Persistente (pag. 28).
DESIGNING

57


Ma ci che fa di Architectural Studio un assistente alla
progettazione sconfinatamene pi versatile della carta
che sostituisce la sua capacit di trasformare luno
nellaltra in modo graduale e minimizzando le ripetizioni
e gli sprechi di tempo.
Per fare ci si avvale di una serie di strumenti che
consentono al progettista di affrontare il progetto
interamente in digitale: possibile, infatti, replicare fin
dal principio lo spazio di lavoro convenzionale,
importando disegni e immagini su cui effettuare i primi
schizzi di studio.
Questi possono essere poi via via sviluppati ed integrati
con altri schizzi, anche completamente svincolati dai
primi (Figura 19).


Figura 19: La versatilit dello spazio di lavoro di Architectural
Studio. Si notino i primi schizzi di studio su una foto aerea del
sito di progetto, Bolzano (in alto a sinistra), una pianta CAD
importata per modifiche e revisioni (in alto a destra), lo strumento
che consente di dimensionare correttamente gli schizzi (in basso a
sinistra) e i primi studi volumetrici, su cui resta possibile
schizzare direttamente a mano (in basso a destra).
(courtesy: Autodesk)

Quando il progetto ha raggiunto un primo accettabile
livello di approssimazione, Architectural Studio consente
di metterlo in pulito, creando i disegni geometrici
necessari allulteriore sviluppo direttamente a partire
dagli schizzi, in modo estremamente rapido ed efficiente.
Questi possono poi essere discussi, rivisti e corretti
direttamente a video, senza bisogno di stamparli, grazie
Perch disegneremo in 3D


58


allimmediatezza dellinterfaccia penna-schermo del
software
40
(Figura 20).
A questo punto, nuovamente, possibile introdurre le
modifiche necessarie direttamente a partire dalle
correzioni apportate, guadagnando ulteriore tempo e
rendendo pi lineare il processo.
Tanto lineare che, nel caso di un unico progettista
preliminare, non neppure pi possibile distinguere le
fasi di progettazione da quelle di revisione.


Figura 20: Cornell University, autunno 2001. Richard
Meier, in video conferenza, corregge i progetti degli
studenti direttamente a video, in Architectural Studio.

Ma Architectural Studio non si ferma qui: finora s
detto di come replichi lo spazio di lavoro convenzionale
e di come sappia renderne pi efficiente il processo
progettuale. Ma questo nuovo CAD riesce anche ad
innovarlo radicalmente, introducendovi la terza
dimensione.
I disegni geometrici bidimensionali possono infatti
essere rapidamente trasformati in un modello
tridimensionale direttamente durante la fase di sviluppo.
Ci consente di definire, esplorare e verificare il
progetto direttamente in 3D, con i vantaggi conseguenti,
senza rinunciare agli atout bidimensionali del software,

40
Ad Architectural Studio va, dunque, il merito di costituire una sorta
di zona franca, in cui progettisti senior e progettisti junior possono
tornare ad incontrarsi. Ci favorisce il trapasso nozioni e riduce la
separazione delle competenze, come era stato previsto dallandamento
dei Fattori di Resistenza Transitori, nel capitolo 2 (pag. 24).

DESIGNING

59


che Architectural Studio in grado di rendere disponibili
anche in 3D
41
.

Come accennato precedentemente, ci non solo
rivoluziona la fase di conceptual sketching, fondendo in
un unico medium (il calcolatore) progettazione
bidimensionale e modellazione tridimensionale (Figura
21) prima inesorabilmente separate su carta e cartone
ma anche induce modifiche allintero processo.



Figura 21: Unaltra schermata di Architectural Studio,
allopera questa volta in una fase pi avanzata della
progettazione. Si noti il supporto offerto dal software alla
totale variet di elaborati di progetto: schizzi, disegni e
modello 3D (courtesy: Autodesk).

Se infatti i software BIM dello stadio di Modeling
intervenivano nel processo progettuale in fasi e modi
differenti rispetto ai software CAD tradizionali, dando
origine a incompatibilit di formato e di processo
42
, nello
stadio di Designing i nuovi CAD (come Architectural
Studio) creano una sinergia con i software BIM che si
fonda su una specifica compatibilit di formato e di
processo (Figura 22).
Da essa dipendono le loro possibilit di affermazione,
essendo evidentemente irragionevole pretendere di
automatizzare una fase soltanto del processo progettuale

41
A esempio consentito schizzare e disegnare su qualunque faccia del
modello con la semplicit con cui si schizza e disegna sul piano di
lavoro.
42
Si veda la Figura 9.
Perch disegneremo in 3D


60


prescindendo dai software operanti nelle fasi
successive
43
.
Architectural Studio, ad esempio, comunica in uscita con
Autodesk Architectural Desktop e Revit attraverso il
formato DWF
44
e ad essi demanda il raffinamento del
modello 3D fino al livello di dettaglio, lestrazione di
disegni bidimensionali, e laggiunta di informazioni
metaprogettuali.
Accetta inoltre il formato DWF (ottenibile direttamente
da AutoCAD) anche in ingresso, allo scopo preciso di
consentire lo sviluppo di un progetto a partire da disegni
CAD preesistenti (planimetrie, catastali, etc).
E in grado, infine, di salvare in formato JPEG e DXF,
garantendo cos la compatibilit con virtualmente
qualunque applicazione.


Figura 22: Il modello 3D, creato mediante i nuovi CAD allinizio
della progettazione, attraversa lintero processo progettuale,
rendendo pi la fluida la transizione tra le fasi.

43
Neppure i software BIM lhanno fatto, dal momento che hanno
preteso di evolvere i CAD tradizionali con moduli aggiuntivi
(Architectural Desktop) o di sostituirli interamente (Revit).
44
Drawing Web Format: un formato leggero, sviluppato da Autodesk
per distribuire e visualizzare disegni on line, preservandone
maneggevolezza e versatilit evitando per di renderli completamente
disponibili.
Si veda, a titolo di esempio, la cartografia tecnica del comune di Siena,
resa disponibile - per la sola visualizzazione - in formato DWF sul sito
istituzionale: www.comune.siena.it/siena.3A69A0C6.run
DESIGNING

61


SketchUP 3D
A differenza di Architectural Studio, SketchUP di @last
Software, giunto alla versione 2.1 per PC e Mac,
presenta uninterfaccia che supporta solo limitatamente
la progettazione bidimensionale.
Non consente infatti i gradi di libert che fanno di
Architectural Studio un vero blocco note su cui pensare
schizzando in 2D.
Tuttavia il nome stesso del programma ben descrive le
sue potenzialit: esso concepito per supportare la fase
di conceptual sketching direttamente in tre dimensioni.
In questo senso la filosofia di SketchUP si differenzia
significativamente da quella di Architectural Studio, in
quanto propone esplicitamente unalternativa alla
replicazione virtuale dello spazio di lavoro tradizionale e
del processo progettuale relativo: 2D3D.
Essa consiste nella creazione di uno spazio di lavoro
prettamente tridimensionale che riunisce la precisione
del calcolatore, la semplicit della matita e la versatilit
della plastilina.
In questo spazio il progettista in grado di dare forma
tridimensionale alle proprie idee quasi istantaneamente
(Figura 23), procedendo poi nello sviluppo del progetto
agendo direttamente sul modello e verificando
dinamicamente le proprie scelte.


Figura 23: La generazione dei primi volumi a partire da una
planimetria importata. Si notino lessenziale interfaccia di
SketchUP, la resa al tratto e le ombre che il programma genera in
tempo reale. (courtesy: @last software)

Perch disegneremo in 3D


62


Il supporto di SketchUP a questo metodo di lavoro e al
processo reiterativo interamente tridimensionale che ne
deriva pressoch totale ed insiste sulla trasparenza
allutente che il software capace di raggiungere.
La sua interfaccia infatti cos semplice ed intuitiva
(Figura 23) e il controllo offerto cos puntuale, da
realizzare una concatenazione diretta tra le immagini
spaziali nella mente del progettista e il modello 3D
(Figura 24).






Figura 24: Il Guggenheim di Bilbao in
potenza e in opera. Gehry a proposito
dellintroduzione della modellazione 3D nel
processo progettuale: In passato cerano
molti passaggi fra i miei schizzi grezzi e
ledificio finale, e il senso del progetto
poteva andare perduto prima di arrivare al
costruttore finale. Era come se io parlassi
una lingua straniera, e ora, allimprovviso,
il costruttore mi capisce. In questo caso, il
calcolatore non disumanizzante, un
tramite.
45
(courtesy: Frank Gehry Partners
LLP)


45
www-3.ibm.com/solutions/engineering/esindus.nsf/Public/sufran
Processo
Reiterativo
Interamente
Tridimensionale
DESIGNING

63


Seppur possa sembrare improbabile che esista
unalternativa efficace al radicato processo progettuale
che necessita dello schizzo bidimensionale per condurre
lo schizzo euristico al modello 3D definitivo, lutilizzo di
SketchUP dimostra il contrario.
Lesperienza, tuttavia, non in aperto contrasto con
lipotesi precedente: semplicemente necessaria
unattenta analisi della filosofia che anima il software per
conciliarle.
Questa dimostra come alla base del successo e
dellefficacia di SketchUp stia una profonda conoscenza
delle primissime fasi del processo progettuale.
Linterfaccia di SketchUP, infatti, incoraggia il
progettista a ricreare nello spazio virtuale del software le
proprie idee e a portare avanti la progettazione
esplorando le possibili evoluzioni e varianti direttamente
in 3D (Figura 25).


Figura 25: Restituzione ad ombre por-
tate del modello 3D di un edificio,
generata in tempo reale. SketchUP offre
supporto alla progettazione ben oltre il
livello preliminare. (courtesy: @last
software)

Ci implica lesistenza di una prima idea spaziale di
massima, una sorta di suggestione formale, da cui il
processo progettuale prende le mosse.
In effetti gli iniziali studi di massa e volume del processo
progettuale tradizionale non possono che essere diretta
conseguenza di questa idea spaziale di massima. Essi
costituiscono quasi unemergenza tridimensionale nel
panorama dei primissimi elaborati, tutti squisitamente
bidimensionali.
Perch disegneremo in 3D


64


Ma il comune denominatore tra gli elaborati preliminari
alla progettazione di un qualunque manufatto
tridimensionale (ivi compresa una scultura) non la
bidimensionalit in quanto riduzione e semplificazione.
Bens la bidimensionalit in quanto immediatezza: la
capacit di fermare in modo quasi impulsivo unidea, in
modo da renderla disponibile per successivi sviluppi.
Questa la dote principale di carta e matita, ci che ne
ha fatto lo standard per secoli.
Standard per secoli non grazie alla sua bidimensionalit,
ma nonostante la sua bidimensionalit.
E su questo ineluttabile vincolo fisico si costruita
unintera serie di competenze. Si pu dire che, da secoli,
alla mente tridimensionale degli architetti si imponga una
forma bidimensionale.
Tanto vero che difficilmente si preparano disegni
bidimensionali per i non addetti ai lavori.
Ma se possibile (e lecito) educare locchio a guardare in
due dimensioni e la mente a sintetizzarvi la quotidiana
esperienza tridimensionale, non altrettanto lecito
desumerne una naturale predisposizione delluomo a
ridurre la realt ad una mera proiezione bidimensionale.
N delluomo, n dellarchitetto; nonostante lanzianit
di questa prassi.

Di fatto gli sviluppatori di SketchUp non sono caduti in
questo errore ma, anzi, hanno dimostrato una profonda
comprensione del vero valore dello schizzo euristico (la
sua immediatezza, appunto), del suo ruolo nel processo
progettuale e dei meccanismi mentali che esso implica.
Nel concreto hanno creduto fortemente alla possibilit
(tecnica e concettuale) di creare un supporto
tridimensionale alla progettazione preliminare e alla
possibilit pratica di affermarlo.
E per fare ci, non solo hanno saputo discernere con
limpida chiarezza i meccanismi congeniti della mente
umana da quelli acquisiti, ma hanno anche saputo
sfruttare a proprio vantaggio i meccanismi acquisiti (e
radicati) che diversamente avrebbero creato resistenza.
Cos la consuetudine alla proiezione bidimensionale
divenuta lo strumento principe per la modellazione
tridimensionale in SketchUP: lintuitivo e semplicissimo
comando Push/Pull, con cui ogni segmento diviene
faccia ed ogni faccia diviene volume.
Esso sfrutta proprio la radicata consuetudine di ridurre a
proiezioni bidimensionali gli oggetti tridimensionali.
Il Comando
Push/Pull
DESIGNING

65


Da essa deriva, infatti, la capacit di compiere
loperazione inversa: costruire oggetti tridimensionali
complessi a partire da oggetti pi semplici concepiti
come loro proiezioni, siano questi bi o tridimensionali.
Infatti ogni volume pu essere compresso o dilatato,
deformato in ogni direzione semplicemente tirando o
spingendo (Push/Pull, appunto) i suoi vertici e le sue
facce (Figura 26).
Il risultato che la pi vasta e complessa variet
tridimensionale pu essere realizzata praticamente alla
velocit con cui si pensa e si disegna
46
.
SketchUP riesce dunque a proporsi come il pi efficace
strumento disponibile a supporto del processo
progettuale pi diffuso e radicato: il pensare
disegnando
47
.


46
A differenza di @last software, Autodesk assume posizioni
contrastanti riguardo alla filosofia della semplicit dei nuovi CAD: negli
ultimi dieci anni la divisione architettonica della societ ha riscritto il
90% del codice di AutoCAD senza mutarne sostanzialmente
linterfaccia. Ha poi sviluppato il (complicato) modulo aggiuntivo che
ne fa Architectural Desktop e ha continuato a chiedersi come mai cos
pochi dei suoi utenti abbracciassero realmente il 3D. Infine ha acquisito
Revit, pi intuitivo e nativamente tridimensionale, dichiarandolo la
piattaforma architettonica del futuro.
Nel frattempo la divisione meccanica abbandonava Mechanical Desktop
(analogamente basato su AutoCAD) e sviluppava e affermava, in un
mercato sempre pi tridimensionale, Inventor, un software pi intuitivo
e nativamente 3D.
Fatto sta che, ad oggi, lambito meccanico avanti di uno stadio nel
processo di automazione rispetto allambito architettonico, dove il
Drafting ancora molto diffuso.
47
Si veda, in merito: Jerry Laiserin, Picture This: Sketchup2.1 and Piranesi3,
in The Laiserin Letter, N14, 2 Settembre 2002, pubblicata su
www.laiserin.com
Perch disegneremo in 3D


66



Figura 26: Potenza e semplicit del comando Push/Pull
allopera su un parapetto. (courtesy: @last software)
DESIGNING

67


Di pi: in ci riesce raccogliendo leredit dello schizzo
euristico che, trascese le restrizioni bidimensionali del
medium che finora lha ospitato (la carta), diviene
modello euristico (Figura 27).

Figura 27: La visualizzazione con ombre
di un modello di lavoro. Si deduce la
capacit di SketchUP di assistere il
progettista direttamente in tre dimensioni
con la creazione di un modello euristico.
(courtesy: @last software)

Sono gi state discusse le implicazioni dellintroduzione
del modello 3d nelle primissime fasi del processo
progettuale (pag.52).
Ogni considerazione fatta per Architectural Studio vale
anche per SketchUP, anchesso in grado di esportare, in
due come in tre dimensioni, in formato DWG e DXF.
Piranesi

Nativamente SketchUP in grado di salvare anche in
formato EPX.
Si tratta del formato proprietario (e geniale) di Piranesi
di Informatix (Figura 28).

Figura 28: Lo stesso modello 3D
esportato in formato EPX da SketchUP
e renderizzato in Piranesi. (courtesy:
Informatix)

Modello
Euristico
Perch disegneremo in 3D


68


Questo software, giunto alla versione 3, deve il proprio
nome allarchitetto settecentesco Giovanni Battista
Piranesi ed alle sue vedute prospettiche ispira le proprie
capacit.
Non si tratta di un CAD, n vecchio n nuovo; ma di un
software rivoluzionario in termini assoluti e in termini di
ricadute sul processo progettuale.
Una buona met delle sue capacit dipendono dal citato
EPX: questo formato di file si colloca a met strada tra il
mondo tridimensionale vettoriale di SketchUP e il
mondo bidimensionale raster di Photoshop.
Esso racchiude in una veduta prospettica un modello
tridimensionale senza ridurlo completamente a due sole
dimensioni: seppur non sia pi possibile ruotarlo o
girarvi intorno (si immagini una foto), il file mantiene le
informazioni sulla profondit di campo.
Piranesi riesce cos ad individuare quali oggetti, collocati
in primo piano, debbano nasconderne altri, collocati pi
indietro (Figura 29).
Inoltre, essendo incorporate nel file (seppur non
recuperabili) le profondit, possibile al software
stabilire lorientamento di ogni faccia.



Figura 29: Render non fotorealistico in fase di progettazione
preliminare. Limmagine mostra chiaramente la capacit del
software di applicare effetti bidimensionali tenendo conto
della profondit: trasparenze, curvature, ombre e
proporzioni. (courtesy: Informatix)

DESIGNING

69


Ci consente di dipingere, applicare riempimenti,
sfumature, luci ed ombre come su una prospettiva
bidimensionale, tracciata per su un foglio intelligente
che conduce automaticamente ogni pennellata alla giusta
fuga prospettica.
In termini assoluti i risultati sono sorprendenti: Piranesi
si rivela uno strumento formidabile, in grado di assistere
larchitetto nella creazione di render non fotorealistici di
eccezionale fattura, privi di quellimpronta fredda e
artificiosa dei disegni generati al calcolatore.
In termini di processo le conseguenze sono ancora pi
rilevanti: Piranesi raccoglie il modello di lavoro
incompleto dei nuovi CAD e lo restituisce altrettanto
incompleto, ma caldo ed evocativo, come un disegno di
lavoro deve essere e un render fotorealistico non pu
(Figura 30).



Figura 30: Come in un render realizzato a mano il livello di
dettaglio e il colore concorrono a convogliare lo sguardo
dellosservatore sul soggetto del disegno. Nessun
algoritmo di calcolo fotorealistico, per quanto potente, in
grado di fornire un tale supporto alla mano dellarchitetto.
(courtesy: Informatix)

Il tutto in un tempo sconfinatamene inferiore non solo a
quello necessario alla realizzazione di un render
fotorealistico al calcolatore, ma inferiore anche al tempo
necessario a realizzare un render a mano.
Perch disegneremo in 3D


70


Ci non solo anticipa la fase di Rendering del processo
progettuale di prima automazione e preconizza i
fotorealistici render finali, ma anche accresce
ulteriormente i vantaggi di una precoce modellazione
tridimensionale: consente e incoraggia la creazione di
render in itinere.
Come i nuovi CAD, dunque, si colloca a pieno titolo nel
corso principale del processo progettuale e si integra
coerentemente con i software operanti nelle fasi
precedenti e successive.


Collaborare per costruire

SketchUP (in parte) e Architectural Studio (in modo pi
significativo) sono stati sviluppati per facilitare la
collaborazione di pi soggetti alla progettazione.
Architectural Studio, in particolare, stato concepito per
fornire accessi multipli allintero set di disegni, condivisi
su una rete aziendale.
E dotato inoltre di un modulo, On Site View, deputato
alla condivisione e allo scambio di file ed informazioni
attraverso il web (Figura 31).


Figura 31: La commistione digitale. Informazioni del
processo progettuale dirette al cantiere e
informazioni provenienti dal cantiere reinserite nel
processo (courtesy: Autodesk).

Render in
Itinere
DESIGNING

71


Esso consente di reinserire fluidamente nel processo
progettuale digitale le informazioni che, provenendo dal
mondo reale (il cantiere), non sarebbero
immediatamente disponibili in modo convenzionale.
Se la definitiva affermazione della modellazione
tridimensionale in architettura la prioritaria sfida che
gli architetti e gli sviluppatori si trovano ad affrontare,
subito dopo viene la collaborazione.
La transizione al 3D , infatti, tanto pi conveniente
quanto maggiori sono le possibilit di condividere e
scambiare informazioni digitali lungo tutto il processo
progettuale, con tutti i soggetti che vi operano.
Nel prossimo capitolo si descriveranno gli strumenti
attualmente disponibili e si cercher di anticipare quanto
sar lecito aspettarsi per gli anni a venire.
































Perch disegneremo in 3D


72





73
C a p i t o l o 5



C O L L E C T I N G
o s t a di o di c ompl e t a a ut oma z i one



Pre design: lo spazio astratto

Il livello di automazione raggiunto dal processo
progettuale al termine dello stadio di Designing lascia
fuori la sola fase di Space Programming (Figura 22).
Lautomazione di questa prima fase rientra nello stadio
di Collecting a causa della natura stessa delle operazioni
che in essa rientrano.
Infatti, nellinterpretare le necessit del cliente,
analizzare le specificit del sito e definire le funzioni che
ledificio andr a svolgere, il progettista si trova ad
operare con spazi astratti, in cui forme e dimensioni
sono ancora da definire.
Al loro posto si trovano interrelazioni, adiacenze,
esposizioni, superfici, accessibilit, etc.
Tutte grandezze che necessitano di essere raffigurate, ma
che non si prestano ad essere geometricamente misurate.
A causa di questa oggettiva difficolt ben poche
soluzioni software sono state sviluppate
48
e la
collocazione della fase allinizio del processo progettuale
(il punto che pi tardi sar raggiunto dal processo di
progressiva automazione) non ne ha di certo fatto
sentire lesigenza.
In primis in quanto, proprio a causa della sua empirica
natura, gli elaborati prodotti dagli architetti in questa
fase differiscono enormemente, in funzione di tipologia
e dimensione del progetto e di gusti e metodi di lavoro
del progettista. Tale variet difficilmente replicabile da
un software, per quanto versatile.
Inoltre in quanto, come gi detto per la fase di
conceptual sketching, lautomazione di una fase ha senso
soprattutto se inserita a pieno titolo in un processo
automatizzato, che consenta di prelevare le risorse dalle
fasi precedenti e re-impiegarle nelle fasi successive.

48
In merito, si veda ad esempio: Lachmi Khemlani, Space planning tools,
in AEC newsletter, N.50, pubblicata su www.cadenceweb.com, 2001.
Spazi
Astratti
Perch disegneremo in 3D


74


Per la fase di Space Planning queste considerazioni sono
particolarmente valide: le informazioni che tratta, come
detto, sono di natura prevalentemente astratta e
necessitano, dunque, di un solido protocollo di scambio
per poter essere proficuamente impiegate da qualunque
applicazione operante nel processo.

Si prenda ad esempio il supporto offerto da
VectorWorks ARCHITECT
49
: esso consente di inserire
dati di progetto in un foglio di calcolo mostrante aree ed
adiacenze
50
. Questi dati sono poi utilizzati per creare tre
tipi di grafici: una matrice delle adiacenze che rispecchia
le informazioni del foglio di calcolo; un diagramma di
sovrapposizione che mostra ogni piano delledificio,
larea totale occupata da ogni piano e larea occupatavi
da ogni spazio; e infine, un diagramma mostrante ogni
spazio come un rettangolo, un cerchio o un quadrato
commisurato alla sua area, e le connessioni tra gli spazi
come linee di spessore variabile, in funzione
dellintensit della relazione (Figura 32).



Figura 32: VectorWorks ARCHITECT
al lavoro sugli spazi astratti (courtesy:
Nemetschek North America)


Questo diagramma pu essere modificato: gli spazi
possono essere spostati e ridimensionati, mentre un
valore numerico indica lefficienza del layout cos
ottenuto, facilitando la creazione di un layout ottimale.


49
In merito si veda: Lachmi Khemlani, Architectural CAD: A Look Across
the Spectrum, in CADence, a. XVII (2002), fasc. 1.
50
La versione 10 del software consente di importare direttamente
queste informazioni da un foglio di calcolo esterno, per esempio dal
diffusissimo Microsoft Excel.
COLLECTING

75


Per fare ci VectorWorks ARCHITECT si avvale di
entit che prendono il nome di intelligent space
objects
51
.
Questi, come detto, possono essere creati direttamente
da una matrice delle adiacenze in un foglio di calcolo
come Excel, sollevando il progettista dall' onere di
disegnare ogni vano manualmente.
I vani Intelligent Space Objects conducono lo spazio da
astratto a concreto mentre sono spostati e ridimensionati
secondo necessit.
Alle propriet di natura geometrica, come area,
perimetro e volume, che vengono calcolate e aggiornate
automaticamente dal software, si possono aggiungere
attributi di ogni genere e simboli geometrici (Figura 33).
Infine possibile creare automaticamente i muri
perimetrali e le tramezze, in 2 e 3 dimensioni, sollevando
ulteriormente il progettista da un compito tedioso.


Figura 33: uno spazio astratto con i suoi attributi, dimensionato e
concretizzato in un vano cucina.

51
E' interessante notare che l' orientamento ad oggetti degli attual i
software BIM non evidentemente vincolato ai soli spazi concreti e ai
componenti architettonici, ma pu manifestarsi fin dalla prima fase del
processo progettuale.
Intelligent
Space
Objects
Perch disegneremo in 3D


76


Il supporto offerto alla fase di space programming da
VectorWorks ARCHITECT si rivela dunque valido in
termini di fase ma incompleto in termini di processo.
Il formato DWG (come il pi generico DXF), che il
software in grado di generare, infatti, non in grado di
incorporare le informazioni non grafiche, che dunque
vanno perdute se il file viene trasferito ad un altro
software.
Come VectorWorks ARCHITECT tutti i software
operanti nella prima fase del processo progettuale
necessiterebbero, per diffondersi ed operare
efficacemente, di un formato di scambio universale, in
grado di veicolare ogni tipo di informazione, grafica e
non grafica.
Ma non solo loro: il concetto stesso di BIM si fonda
sulla possibilit di incorporare nel modello 3D
informazioni metaprogettuali di natura non grafica, in
modo da renderle direttamente disponibili durante e
dopo il processo progettuale.
Ma la creazione di un formato standard universale si
scontra con la natura stessa dei software e del loro punto
di vista parziale sull' edificio; i software di Drafting, per
esempio, rappresentano ledificio come un insieme di
punti e linee, mentre i software di modellazione 3D
interpretano l'edificio come un insieme di solidi e
superfici. I software di progettazione strutturale si
focalizzano su travi e pilastri, ignorando il resto, mentre
i software di analisi dei carichi energetici operano
primariamente con i volumi e i rivestimenti.
I software di computo metrico e di estimo, invece,
antepongono le quantit geometriche a tutto il resto
52
.
Di qui l' oggettiva difficolt insita nell' obbiettivo: creare
un formato di file in grado di veicolare le informazioni
sull'edificio necessarie ad ogni tipo di software, per tutta
la vita utile delledificio stesso.






52
In merito, si veda: Lachmi Khemlani, Interoperability in Microsoft Visio:
The BLIS Project, in AEC newsletter, N.68, pubblicata su
www.cadenceweb.com, 2002.
COLLECTING

77


L'alleanza internazionale

Per fornire una risposta concreta a quest' esigenza, nel
1995 fu fondata IAI (International Alliance for
Interoperability), divisione di ISO (International
Standard Organization), che annovera ad oggi pi di 600
societ e strutture di ricerca.
L'IAI ha sviluppato un modello ad oggetti dell'edificio
che ne integra ogni dato.
Tale formato, non proprietario, porta il nome IFC
(Industry Foundation Classes) ed giunto alla versione
2.X.
Gli sforzi sostenuti da IAI nello sviluppo e promozione
del nuovo formato trovano giustificazione nell' elevata
incidenza dei costi derivanti dall' interoperabilit
inefficente, da IAI stimati intorno al 30 % del costo
dell'intero del progetto
53
.
Jerry Laiserin
54
ha documentato il progetto del Rose
Center for Earth and Space di N.Y., dove 12 distinti
modelli tridimensionali sono stati realizzati da
progettisti, consulenti e costruttori al solo scopo di
poter disporre del software pi appropriato, ignorando
completamente i costi da bassissima interoperabilit
introdotti nel processo.


Il ruolo di Microsoft
Nel 1999 Microsoft Visio e VVT (una societ di ricerca
finlandese) hanno fondato BLIS (Building Lifecycle
Interoperable Software), con lo scopo preciso di
implementare il formato IFC in software reali con
specifiche funzioni di interoperabilit: space
programming, computi ed estimi, calcolo di carichi
termici e progetto di impianti, progettazione
architettonica e strutturale.
Ad oggi pi di 80 software house hanno ottenuto la
certificazione IFC: lintero processo progettuale gi
coperto e nel suo nucleo centrale, occupato dai software
CAD/BIM, ladozione del formato quasi totale
55

(Figura 34).


53
Si veda http://iaiweb.lbl.gov.
54
Jerry Laiserin, Collaborative AEC Design, in CADence, a. XV (2000),
fasc. 11.
55
Il mercato dei software CAD/BIM infatti controllato da un numero
esiguo di software house che hanno adottato il formato.
Integrated
Object-Based
building Data
Model
Perch disegneremo in 3D


78



Figura 34: i software che adottano il formato IFC in un diagramma
che copre lintero arco del processo progettuale (courtesy: BLIS).

Se da un lato dunque lecito ritenere che la strada per
l'interoperabilit sia ormai tracciata e che su di essa siano
gi state collocate alcune pietre miliari, alcuni riscontri
concreti evidenziano quanta strada sia ancora da
percorrere.
Dal sito ARCHmatic.com ci viene un idea dell' effettiva
penetrazione dell' IFC (seppur i dati siano
probabilmente limitati al solo mercato tedesco). Il sito
ha infatti indetto un sondaggio online a cui hanno
risposto pi di 800 operatori del settore.
Dal semplice grafico poi pubblicato da ARCHmatic.com
(Figura 35) si evince come pi della met degli
interpellati abbia effettivamente utilizzato il formato IFC
per lo scambio di dati nellambito del processo
progettuale (almeno una volta).
Questo dato, notevole in assoluto, deve essere
ridimensionato alla luce della particolare omogeneit del
campione: evidentemente frequentatori del sito e
operatori del settore, dunque tutt'altro che digiuni di
progettazione assistita al calcolatore e formati di
scambio dati.





COLLECTING

79




Figura 35: i risultati del sondaggio indetto
da www.archmatic.com
56


Lachmi Khemlani ha poi messo alla prova dei fatti le
capacit di interoperabilit basate sullo scambio di dati
in formato IFC di alcuni software.
Gli spazi adiacenti di un bilocale sono stati creati
sfruttando le capacit di space programming e space
planning di Microsoft Visio. Le informazioni
tridimensionali, non visualizzabili da Visio, sono state
comunque da esso create ed incorporate nel modello
57
. Il
file, esportato in formato IFC, stato correttamente
interpretato da ArchiCAD che ne ha visualizzato le tre
dimensioni (con qualche errore).

56
Vi stato utile il formato IFC di IAI per lo scambio di dati?
Mai 39,4%
Spesso 25,4%
Qualche volta 11,7%
Raramente 10,3%
Sistematicamente 7,0%
Cos lIFC? 6,2%
57
Visio un software bidimensionale di disegno tecnico generico,
finalizzato alla creazione di diagrammi di qualunque specie. Se da ci
discendono naturali capacit di gestione di spazi astratti, per contro
sorprende limpegno di Microsoft in ambito architettonico. Certo che
liniziale posizione nel processo architettonico e le facolt di
interoperabilit dimostrate ne fanno il cuore di BLIS e dellintera
strategia dello scambio dei dati.
Perch disegneremo in 3D


80


Solibri Model Checker, un software che svolge per il
modello IFC le stesse funzioni che il correttore
ortografico svolge per il testo, ha comunque segnalato
prontamente gli errori, che sono stati poi sistemati al
meglio in ArchiCAD. Il modello stato infine importato
in Timberline, un software di computo metrico.

Per quanto il modello fosse semplice ed essenziale, il
riscontro stato solo parzialmente positivo:

While none of these problems are
insurmountable and can soon be fixed by the
developers, the fact that they surfaced even
in a simple test, shows that interoperability
has some way to go before it is ready for
mass-scale usage. However, it is at a stage
where, with some persistence and investment
of time, object-based building models can be
created and used as input to applications like
cost estimating and energy analysis for
automatic detection of quantities and some
kinds of relationship information (opening to
wall, opening to space, wall to space, and so
on). Some manual effort might be needed to
correct errors and inconsistencies, but the
investment will ultimately pay off in savings
of time, effort, and cost.
58







58
Lachmi Khemlani, An Exercise in Interoperability, in AEC newsletter,
NN.69 e 70, pubblicata su www.cadenceweb.com, 2002.
Nonostante nessuno di questi problemi sia insormontabile e tutti
possano essere presto sistemati dagli sviluppatori, il fatto che si siano
manifestati anche in un semplice test, dimostra come linteroperabilit
non sia ancora completamente pronta ad un utilizzo su larga scala.
Tuttavia, si trova ad uno stadio dove, con un po di perseveranza e
investimento di tempo, modelli ad oggetti di edifici possono essere
creati ed utilizzati come input in software di estimo e analisi energetica
per definire automaticamente quantit e qualche tipo di informazione
relazionale (aperture nei muri, collegamenti tra gli spazi, etc.). Qualche
sforzo manuale pu rendersi necessario per correggere errori ed
incongruenze, ma linvestimento pagher infine in termini di risparmio
di tempo, fatica e denaro.
COLLECTING

81


Collaborazione ed interoperabilit

Queste considerazioni non devono tuttavia scoraggiare
quanti auspichino una reale ed imminente affermazione
dello stadio di Collecting nella prassi architettonica:
progettare (e costruire) un edificio rientra a pieno titolo
tra le attivit umane che pi richiedono la
collaborazione, a vario titolo, di un vastissimo numero di
soggetti.
La domanda di strumenti finalizzati alla collaborazione
, dunque, da sempre, propria del processo progettuale
architettonico.
Il processo di progressiva automazione, dal canto suo,
inarrestabile e prossimo ad una significativa
accelerazione (lo stadio di Designing) che aumenter a
dismisura la domanda di interoperabilit tra i software.
A questa domanda di interoperabilit risponder un
incremento di efficienza nello scambio di dati che andr
a modificare ulteriormente il corso del processo
progettuale, offrendo, in ultima analisi, risposte digitali
alla domanda di collaborazione.

Si consideri, inoltre, il legame a filo doppio tra nuovi
linguaggi formali e strumenti informatici in grado di
supportarne lo sviluppo e inverarne la costruzione (cio
strumenti di processo, fondati su unelevata
interoperabilit).
Da un lato poter condurre linformazione digitale fino
alla produzione e alla costruzione sposta il confine di
cosa realmente costruibile:

Gehrys use of CNC systems
59
in
conjunction with new constructions
techniques has meant that his office has
effectively redefined what is buildable.
60


Dallaltro le modifiche indotte al processo e al mercato
ridefiniscono le modalit (e quindi anche tempi e costi)
di progettazione e costruzione di quanto costruibile fin
dallavvento dellacciaio e del cemento armato.

59
Computer Numerical Control, macchine deputate alla produzione di
pezzi mediante il controllo diretto del calcolatore.
60
Peter Szalapaj, CAD Principles for Architectural Design, Architectural
Press, Oxford, 2001.
Lutilizzo di Gehry di sistemi CNC in unione con nuove tecniche
costruttive ha fatto s che il suo studio abbia efficacemente ridefinito
cosa costruibile
Perch disegneremo in 3D


82


Conclusioni

Lo stadio delle informazioni raccolte, condivise e
distribuite non lontano: lintera industria architettonica
in fermento riguardo l'affermazione di uno standard
"leggero", finalizzato allo scambio via internet di sole
specifiche parti delle informazioni costituenti un
modello integrato.
Per rispondere specificamente alle esigenze di
trasmissione di dati dell'industria AEC (Architectural,
Engineering & Construction), stato adottato
unanimemente XML, il linguaggio che non solo
promette di imporsi come standard per lo scambio di
informazioni in ogni settore ma che sar anche adottato
da Microsoft per l' undicesima versione della sua suite
Office
61
.
Finora sono stati definiti quattro subset di XML per
larchitettura: ifcXML, aecXML (), blisXML (da IAI e
Blis) e bcXML (building construction, dalleuropea
eConstruct).


Figura 36: Il logo di aecXML accanto a quello
di IAI, sotto la cui egida stato sviluppato.

Se domanda e offerta di interoperabilit, inseguendosi,
generano scenari in cui lo stadio di Collecting sembra
dietro langolo, si tenga presente, che uno stadio di
completa automazione - come esso stato definito - non
pu che essere un limite a cui tecnologia hardware e
metodologia software tendono, senza potervi mai
arrivare.
Quanto meno in architettura, dove il ruolo creativo
dell'architetto pu essere assistito dai pi disparati
strumenti, dalla matita al calcolatore, ma difficilmente
potr essere rimpiazzato.


61
Microsoft ha adottato XML quale secondo formato in tutte le
applicazioni della suite Office per lo scambio di dati fra sistemi,
piattaforme e applicazioni differenti, segnando un punto di svolta
epocale verso uno standard aperto.

eXtensible
Markup
Language


83
A p p e n d i c e A



IL TABLET PC
l a n u o v a p i a t t a f o r m a



Il 7 novembre 2002 Microsoft ha rilasciato lultima
versione di Windows per la nuova piattaforma Tablet
PC: WindowsXP Tablet PC Edition
62
(Figura 37).


Figura 37: La home page di WindowsXP Tablet PC Edition al
momento del rilascio della nuova versione del sistema operativo
(Novembre 2002). Lannuncio ufficiale risale al Giugno
precedente. (Courtesy Microsoft.)

Congiuntamente al rilascio della nuova versione di
Windows XP, Microsoft ha presentato la nuova
piattaforma Tablet PC svelandone i segreti e
illustrandone le potenzialit.
Il cuore del Tablet PC lo schermo sensibile al tocco
con il sistema operativo che lo supporta: esso rende
possibile interagire con il calcolatore direttamente
scrivendo, schizzando e disegnando con una penna sulla
superficie di lavoro come si farebbe su carta. Il sistema

62
Microsoft Windows, nelle sue diverse versioni, installato sul 98% dei
PC di tutto il mondo. La famiglia XP (cui Windows XP Tablet PC
edition appartiene), con 70 milioni di copie vendute nel corso del 2002
e 100 milioni stimate per il 2003, diverr il sistema operativo per PC pi
diffuso. (fonte: PC World Italia)
Perch disegneremo in 3D


84


Il Paper PC
operativo, hardware e software sono stati sviluppati e
collaborano per rendere lesperienza di lavoro sul Tablet
PC quanto pi vicino possibile al lavoro su carta.

This a completely new kind of concept
63
ha dichiarato
Kazuhiko Kobayashi
64
durante la conferenza stampa
indetta il 7 Novembre 2002 da Microsoft per la
presentazione del Tablet PC.
I call this the paper PC, it's a paper PC.
65
ha poi
aggiunto dando una nuova ed efficace definizione del
Tablet PC. You can eliminate the need to copy
materials in the meetings today. It's not necessary to get
the paper copies. You eliminate nearly every paper copy
in the world, in the meetings, in the world. So this is
completely ubiquitous.
66
ha poi dichiarato, delineando
uno scenario ancora lontano, soprattutto in architettura.
Infatti la versatilit, lefficacia e la diffusione dei disegni
cartacei sono, per ora, difficilmente eguagliabili, come
evidenzia Peter K. Sheerin
67
: As much as we'd all like to
see the paperless office, the fact is paper drawings will
be with us for a long time to come.
68


Ciononostante la penna e lo schermo sensibile al tocco
costituiscono la pi rilevante innovazione nellambito
dellinterfaccia uomo-macchina dai tempi
dellintroduzione del mouse ad opera di Apple.
Durante la conferenza stampa del 7 Novembre, Bill
Gates
69
lo ha definito the biggest evolution in the PC
for many, many years
70
(Figura 38).


63
Questo un tipo di concetto completamente nuovo.
64
Vicepresidente di NEC solutions.
65
Io lo chiamo Paper PC, un Paper PC. Oggi possibile eliminare la
necessit di fare copie del materiale durante le riunioni. Non
necessario avere copie su carta. Si pu eliminare quasi ogni copia su
carta del mondo, nelle riunioni, in tutto il mondo. Cos
completamente onnipresente.
66
Tablet PC Launch Conference Virtual Pressroom, pubblicata su
www.microsoft.com, 2002.
67
Capo Redattore tecnico di CADence.
68
Per quanto noi tutti possiamo desiderare lufficio senza carta, il fatto
che i disegni su carta saranno con noi ancora per un lungo tempo.
P.K.Sheering, Plotting Doesn't Just Mean Paper, in The Sheering Report, N.
12, newsletter pubblicata su www.cadenceweb.com, 2002.
69
Fondatore e presidente di Microsoft.
70
la maggiore evoluzione dei PC per molti, molti anni.
Tablet PC Launch Conference Virtual Pressroom, op. cit.
Interfaccia
Uomo
Macchina
Appendice A

85



Figura 38: Bill Gates, presentando il Tablet PC, introduce il nuovo
software di Microsoft e lhardware dei produttori che hanno
collaborato allo sviluppo.

Il Tablet PC in concreto

Allo sviluppo del Tablet PC, voluto fortemente da
Microsoft, hanno preso parte alcuni tra i pi importanti
produttori mondiali di hardware, dandone diverse
interpretazioni.
Tutte sono comunque riconducibili a due soluzioni di
base: clamshell (o convertibile) e slate(Figura 39).
La prima ricalca pi fedelmente limpostazione di un
notebook classico: tastiera sopra al corpo macchina e
schermo ad esso agganciato. Larticolazione dello
schermo consente di ruotarlo intorno al suo asse
verticale cosicch, richiudendo il PC, lo schermo stesso
va a costituire il piano di lavoro, coprendo la tastiera.
Dunque ogni parte necessaria ad ogni tipo di input
(classico, via tastiera e mouse, o Tablet, via penna)
parte integrante del PC che si trasforma in funzione
delle esigenze. Il principale svantaggio della soluzione
clamshell il peso che non pu evidentemente
discostarsi molto da quello di un notebook.
La soluzione slate opta invece per la massima leggerezza,
offrendo mouse e tastiera come accessori da scrivania.
Lidea che il PC, quando utilizzato in movimento, sia
gestito unicamente toccando lo schermo con la penna e
che sia utilizzato convenzionalmente solo
saltuariamente.

Clamshell
Slate
Perch disegneremo in 3D


86



Figura 39: Le due soluzioni del Tablet PC sul sito web di
Microsoft (courtesy: Microsoft).

Entrambe le soluzioni dispongono, come previsto dal
sistema operativo, del supporto alla rete, globale e
locale, sia via cavo
71
sia via etere
72
. Il Tablet PC
riconosce ogni tipo di connessione disponibile e si
aggancia automaticamente alla pi veloce.
Il sistema operativo consente inoltre di disconnettere il
PC dalla rete Ethernet a caldo: dunque possibile
lasciare la postazione di lavoro e continuare a disporre di
ogni risorsa condivisa in rete, finch disponibile il
segnale Wireless, senza bisogno di riavviare il PC.
Analogamente possibile riagganciare il PC alla rete
Ethernet in qualunque momento e tornare a giovare
delle maggiori velocit e sicurezza della connessione via
cavo.

71
Ethernet 10/100/1000 Mb/s
72
Wi-Fi.
Appendice A

87



Per dare solo unidea delle potenzialit della nuova
piattaforma allinterno di una rete aziendale, simmagini
il caso di un medico in corsia: il Tablet PC gli offrirebbe
accesso istantaneo alla cartella clinica di ogni paziente, la
possibilit di aggiornarla in tempo reale con la penna
come farebbe con la cartella cartacea, rendendo
immediatamente disponibile ogni annotazione ad ogni
PC dellospedale. Il medico avrebbe inoltre
immediatamente disponibile ogni informazione
condivisa in rete, come referti di analisi ed esami
provenienti da laboratori comunque dislocati allinterno
della struttura ospedaliera.

La summa delle peculiarit del Tablet PC ne fa uno
strumento completamente nuovo, destinato a
sovrapporsi solo parzialmente al mercato dei notebook
convenzionali.
Come dimostra una semplice analisi pesata dei software
disponibili per la nuova piattaforma (Figura 40), il
Tablet PC trova applicazione in tutti quei contesti in cui
mobilit e naturalezza duso sono la chiave.
I campi architettonico, e progettuale in genere,
assorbono la maggioranza delle applicazioni disponibili
in quanto beneficiano pi radicalmente dellintuitiva
interfaccia utente del Tablet PC, come si vedr nel
dettaglio nel capitolo 4.
Anche da una prima superficiale analisi dellhardware
disponibile (Figura 40) possibile evincere la stessa
tendenza: i produttori prediligono la soluzione slate, pi
leggera e pi specificamente orientata allinput diretto su
schermo. Ci indica come indirizzino il Tablet PC ad
utenti nuovi, con esigenze ben diverse da quelle degli
innumerevoli utenti notebook che non possono
prescindere dalla tastiera.
Lintera piattaforma Tablet PC comunque frutto
dellazione congiunta di produttori di software e
produttori di hardware, e pu cos godere fin
dallesordio del pieno supporto dellindustria
informatica.
Non altrettanto si pu dire per i precedenti tentativi,
immaturi e sfortunati, di introdurre la penna come
strumento di input diretto.
Un Medico
in Corsia
Perch disegneremo in 3D


88



Figura 40: Nella figura i produttori di software per Tablet PC sono
divisi per tipologia: si noti che le applicazioni CAD, di grafica e di
design sono le pi numerose, con pi di un quarto del totale. I
produttori di hardware, dal canto loro, prediligono la soluzione
slate alla pi pesante clamshell.



89
B i b l i o g r a f i a



Nocholas Negroponte, Essere digitali, Sperling & Kupfer,
Milano, 1995.

Luca Galofaro, Eisenman digitale, testo & Immagine,
Roma, 1999.

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Lachmi Khemlani, Architectural CAD: A Look Across the
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BLIS Project, in AEC newsletter, N.68, pubblicata su
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Lachmi Khemlani, An Exercise in Interoperability, in AEC
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