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PADOVA, gennaio giugno 2003

ABSTRACTS
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Sede: lIstituto Professionale Statale V.Sanmicheli.,8 SSIS- Palazzo Giovannelli, Campo S. S. Croce,1681/a, VENEZIA

U.Ruzza in Zandegol,

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Comitato Scientifico
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F. Bertan D.Antonello G.Rizzetto G.Truffa F.Tessaro Comitato Organizzatore D.Antonello

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G.Rizzetto G. Truffa Relatori Invitati


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R. Farn, Bologna L. Guerra, Bologna D. Lucangeli, Padova R. Pittarello, Padova F. Simeti, Parma G. Bartolucci, Firenze U. De Angelis, Roma Segreteria Organizzativa

15 SSIS-Veneto-Palazzo Giovannelli, Campo S. Zandegol, S. Croce,1681/a, 30135,Venezia. tel.041/2759138; Fax: 041/2759134 E-mail: <scanfele@unive.it> http://www.univirtual.it/ssis/default.htm anto.dani@iol.it tel.049-654.263

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LABORATORI ESPRESSIVI Progettazione Organizzazione Tempi e spazi Materiali Creativit TIPOLOGIE


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Teatrale

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Musicale Narrativo Della Carta Origami Artistico Del Colore Informatico Fotografico Del Libro Della Creta
GIOCATTOLO

Scelta
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Catalogazione Tipologia Conservazione Restauro Riparazione Antico


Della Tradizione

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FONDAMENTI
35 PSICOLOGICI PEDAGOGICI

LUDOTECA
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Spazi Organizzazione Prestito

Laboratori Biblioteca Attivit

TIPOLOGIE DI GIOCO Libero Di Ruolo Di Animazione Simbolico Artistico Linguistico Logico Scientifico Informatico

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Struttura e calendario del Corso di Formazione Coordinatrice: D.Antonello


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I Modulo Fondamenti Pedagogici e Psicologici sul Gioco e lanimazione ludica come esperienza fondamentale per la formazione dellindividuo Relazioni

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Il gioco simbolico Francesco Simeti (Neuropsichiatra, Psicoterapeuta, Presidente Ass.dellImmaginario infantile in terapia e psicoterapia) Fondamenti psicopedagogici del gioco D.Lucangeli (Ps. dello Sviluppo,Universit degli Studi di Padova) Gioco, giocattolo, ludoteca: dove e come si gioca e che cosa si impara veramente. Roberto Farn (Metodologie e tecniche del gioco e dellanimazione,Universit di Bologna) Gioco e animazione ludica come esperienza fondamentale per la formazione dellindividuo Luigi Guerra (Tecnologie dellEducazione, Universit di Bologna)

Laboratori
20 Gioco simbolico nellarte Daniela Bobisut (Docente di Storia dellarte Liceo di Padova, Toutor SSIS, Universit di Venezia) Video in gioco Giovanni Trotter (Esperto di Metodologia e Didattica dei Linguaggi Audiovisivi) Gioco linguistico Maria Renata Zanchin, (Coord. Gruppo di Ricerca CIRED, Toutor SSIS, Universit Venezia) Annamaria.Sala (Docente di Lettere Sc. Media-Venezia) Gioco libero Fabiana Guardi Psicologa, (Ludotecaria, Comune Cadoneghe -PD) Gioco di Ruolo Barbara Past (Psicopedagogista, Toutor Scienze della Formazione Univ.di PD) Gioco di animazione Daniela Toniolo (Docente di Ed.Fisica, Toutor on-line SSIS di Venezia) Gioco logico- scientifico Paolo Berti (Psicologo, Ludotecario, Ricercatore Gruppo MT Facolt di Psic.,Universit di PD)

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IL GIOCO SIMBOLICO Francesco Simeti


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Neuropsichiatra, Psicoterapeuta, Presidente dellAssocciazione dellImmaginario infantile in terapia e psicoterapia di Verona


Analisi del significato simbolico di gioco e giocattolo; immaginale emergente dallinconscio. Le identificazioni: il s e i fantasmi g proiettivi-introiettivi Il pensiero omologico: la fusione Analisi dellevoluzione del gioco come: gioco dei sensi gioco di specchi Il pensiero analogico: essere come Loggetto transizionale come sostituisce la madre. Investito dei fantasmi inconsci dei piaceri dei riconoscimenti Trasfigurato lGioco corporeo: con oggetti di senso autoreferente l Gioco con oggetti trasfiguratilGioco del gettare e riavere lGioco/realt lGioco con laltro intermediatore Oggetti giocattolo; lofferta di giocattoli; giocattoli pre-figurati. Dal gioco alla comunicazione col gioco. Modi: ;gioco dinnanzi alla madre (ostensione/espressione/richiamo) ; gioco con laiuto della madre ; gioco rappresentativo dellimmaginazione ; gioco sostitutivo della realt Il campo di gioco: transizionale-potenziale Fare finzioni. Mezzi: animazione,personificazione di cose, assumere poteri, caratteri, come Tipi: Gioco al mimo (mimica, voci..pi aspetti/maschera. Il circo il teatro) Pensiero magico immaginativo; Gioco col linguaggio; Gioco di partecipazione ai fatti dei grandi; Gioco di riproduzione dei fatti (non mini-mondo); Gioco di costruzione del gioco-giocattolo Il gruppo: Gioco in gruppo - Gioco di gruppo Giocare a - Gioco delle parti di s - Gioco delle rveries

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& Indicazioni bibliografiche


La visione mistica del mondo e il gioco della roulette , F.Simeti, in Rivista Limmaginale n.28/2000, Ed.Grafema,Taviano (LE) La bellezza, F.Simeti, in Rivista Religione e Scuola, n.3 genn/febb 2003 Ed.Queriniana,BR Archeologia del linguaggio, F.Simeti, Progei,VR,1995 Il laboratorio di pittura terapeutico,F.Simeti, Oppici,Parma,1991

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FONDAMENTI PSICOPEDAGOGICI DEL GIOCO

Daniela Lucangeli
Psicologa, psicoterapeuta, Professoressa Associata in Psicologia dello Sviluppo e dellEducazione, Universit di Padova

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Si prender in considerazione lo sviluppo delle abilit di gioco, secondo Ungerer e


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Sigman (1981), per poi trattare limportanza del gioco simbolico nello sviluppo del bambino attraverso: Piaget,Vygotshy, Bruner, Leslie.

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& Indicazioni bibliografiche


25 Motivazione Intrinseca e Apprendimento, De Beni R., Lucangeli D., in R. Vianello, C. Cornoldi, Fantasia, Razionalit e Apprendimento, 79-86, Junior Edizioni, 1998. Psicologia della conoscenza, J. Bruner, Armando, Roma,1976 Lo sviluppo mentale nelle ricerche di J.Piaget, G.Petter, Giunti-Barbera,FI,1975 Pensiero e linguaggio, L. Vygotshy, Laterza, Bari, 1991 Psicologia e pedagogia, L. Vygotshy, Ed. Riuniti, Roma, 1972 Immaginazione e creativit nellet infantile, L. Vygotshy, Ed. Riuniti, Roma La formazione del simbolo nel bambino, J.Piaget,La Nuova Italia, Firenze La costruzione del reale nel bambino, J.Piaget, La Nuova Italia, Firenze Gioco e realt, D.W. Winnicott, Armando, Roma Finzione e rappresentazione: le origini della teoria della mente, Leslie, M. Di Alan.,in Rassegna Psicologica, 94, 412-426, 1987

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GIOCO, GIOCATTOLO, LUDOTECA: DOVE E COME SI GIOCA E CHE COSA SI IMPARA VERAMENTE
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Roberto Farn
Metodologie e tecniche del gioco e dellanimazione,Universit di Bologna
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Dallanalisi del concetto di gioco,di animazione, di attivit ludica, si passer ad approfondire i luoghi, i tempi, gli spazi in cui il gioco viene esperito dal bambino e attraverso quali modalit. Che cosa, in realt, grazie a questa attivit giocosa, il bambino apprende veramente,
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quali meccanismi intellettivi entrano in gioco. La ludoteca, come luogo privilegiato del gioco e del giocattolo.

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& Indicazioni bibliografiche


Iconologia didattica Le immagini per lEducazione dallorbis pictus a sesame street. Roberto Farn, Zanichelli, 2002 Le case dei giochi Ludoteca, ludobus e processi formativi ( a cura di) Roberto Farn, Guerini MI,2000 Roberto Farn, in Rivista Liber, rubrica Rubabandiera, articoli: C sempre una trottola pronta a girare, n. 45,2000 Linossidabile, immarcescibile Barbie, L.S., n. 31,1996, p. 6 Animazione, voce del verbo giocare, Roberto Farn, n. 44 (1999), p. 103 Fra leggere e giocare c di mezzo il mare?, Roberto Farn, n. 41 (1999), p. 46 Per giocare al gioco, Roberto Farn, n. 42 (1999), p. 103 Primi giochi dalfabeto, M.N., n. 31 (1996), p. 29 Se i maschi giocano e le femmine stanno a guardare, Roberto Farn, n. 39 (1998), p. 19 I sensi del gioco, Roberto Farn, n. 43,1999),p. 105 Wells che costruiva citt per gioco, Roberto Farn, n. 52, 2001, p. 71

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GIOCO E ANIMAZIONE LUDICA COME ESPERIENZA FONDAMENTALE PER LA FORMAZIONE DELLINDIVIDUO


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Luigi Guerra
Tecnologie dellEducazione, Universit di Bologna
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Lesperienza fondamentale del bambino, per lo sviluppo del pensiero e della personalit, attraverso il gioco e lanimazione ludica. Lattivit ludica come apprendimento e come cultura nella scuola e nelle ludoteche. Analisi psicopedagogica dei giochi, dei giocattoli, dei giochi didattici e delle attivit ludiche.

& Indicazioni bibliografiche


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Il tempo libero. Progetti e sperimentazioni di botteghe culturali , L. Guerra, F.Frabboni,W.Garagnani Le Monnier, FI, 1976 Giocattoli e giochi didattici. L'attivit ludica come apprendimento e come cultura , L. Guerra, F.Frabboni,W.Garagnani, R.Conte, Le Monnier, Firenze, 1977 Mi presti quel trenino? La ludoteca: il giocattolo come servizio sociale , L. Guerra, F.Frabboni,W.Garagnani, Emme Edizioni, Milano 1979) Progetti didattici per la scuola dell'infanzia, L. Guerra, Ed. RSM, San Marino, 1981 Mi presti quel giocattolo? La ludoteca come risorsa educativa , L. Guerra, F.Frabboni, W.Garagnani, Juvenilia, Bergamo, 1989 La citt educativa. Verso un sistema formativo integrato, (a cura di) L. Guerra, F.Frabboni, Cappelli, Bologna,1991 La programmazione delle attivit educative e culturali,L. Guerra,F.Frabboni, M.Baldacci, , Regione Basilicata, Potenza, 1991 La programmazione educativa e didattica, L. Guerra, D.Ghelfi, La Nuova Italia, Firenze, 1993 Giocare a scuola: illusione o progetto educativo?, L. Guerra M.Baldacci, L.Dozza, F.Frabboni, Adda, Bari, 1995, Pedagogia. Realt e prospettive delleducazione, L. Guerra F.Frabboni e C.Scurati, Edizioni Bruno Mondadori, Milano, 1999 Antropologia, psicologia generale e pedagogia, L. Guerra, R.Canestrari, Masson, Milano 1999

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LABORATORIO: GIOCO SIMBOLICO NELLARTE Daniela Bobisut


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Docente di Storia dellarte Liceo di Padova, Toutor SSIS, Universit di Venezia

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I^Fase Dalla definizione di gioco, inteso come attivit volontaria, senza finalit contingenti, con determinate regole e valenze simboliche, si passa ad unalisi del concetto interpretato da pedagogisti, psicologi, psicanalisti quali: Bruner, Freud, Piaget, Erikson, Winnicott..

Si esamina poi il gioco nellarte, in una carellata attraverso il tempo che si snoda come in un gioco delloca e permette di ricostruire il valore simbolico di ogni singolo atto ludico gioco o giocattolo che sia.
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II^Fase Parte laboratoriale vera e propria. Proposte: gioco delloca gioco del Cadavere Squisito gioco del telefono costruzione di una strip o storia a fumetti costruzione di un puzzle I sapori e i colori

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& Indicazioni bibliografiche


Gioco,V.Valeri, voce nellEnciclopedia Einaudi,TO,1979, pp.813/823;bibliografia in esso contenuta Giochi e giocattoli nellantichit, M.Fitt,Leonardo Arte, MI,1997 Larte del gioco, da Klee a Boetti,Mazzotta,MI,2002 Larte del gioco. Mestiere fortunato, Sotis,Roma,1988 I giochi e gli uomini. I principi dei giochi,Bompiani,MI,1981

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LABORATORIO: VIDEO IN GIOCO

Gianni Trotter
Esperto di metodologia e didattica dei linguaggi audiovisivi e delle nuove tecnologie multimediali
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Illustrazione di un laboratorio di produzione audiovisiva, finalizzato alla conoscenza ed uso di mezzi e linguaggi, attraverso un gioco di creazione di immagini e suoni, sganciato dallo stereotipo del consumo televisivo: la sperimentazione di tempi e spazi reali e artificiali, di scritture video e sonore personali, ripercorrendo la storia delle immagini in movimento.
Immagini di luce: dalla lanterna magica al videoclip musicale.

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Ombre in video: luce, immagini, suono e colore dal gioco al teatro dombre . Video illusion: corpi, oggetti, sagome e disegni animati in video. Video interattivo: a tu per tu con la TV. Sottosopra: il gioco del punto di vista con la macchina per vedere. Maga TV: la televisione manipolata, prendo in giro la TV.

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Video bit: analogico e digitale in diretta connessione.

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& Indicazioni bibliografiche


30 Macchine di luce.Dalla camera obscura al cinema danimazione, G.Trotter, Progetto Spettacoli di luce, Vivipadova, Comune di Padova,2000.

LABORATORIO: GIOCO LINGUISTICO In Ludoteca Maria Renata Zanchin


5 Coordinatrice del Gruppo di Ricerca Curricolo PSP CIRED, Universit Venezia, Toutor on-line SSIS Veneto

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Perch il gioco linguistico? Per infrangere gli automatismi nelluso della lingua e liberare la creativit , per aiutare i bambini a scoprire in loro stessi le capacit immaginative e quanto sono in grado di fare con le parole, per avvicinare il linguaggio verbale a quelli non verbali e attenuare la soggezione nei confronti del primo, aumentando indirettamente le proprie capacit comunicative. Infine, per dare qualche occasione in pi ai bambini portatori di quello stile divergente che nella scuola, e nella societ, (a parte gli ambiti esclusivi del mondo dellarte o della moda in cui una persona portatrice di tale stile abbia avuto la fortuna di poter entrare) risulta a volte pi didisturbo che altro. Quali giochi linguistici? Gli specializzandi verranno condotti a sperimentare alcuni dei numerosi giochi linguistici possibili e a riflettere metacognitivamente sugli scopi sopra esposti I giochi: v Anagrammi v Pseudonimi vLogogrifi vScarti vZeppe vCatene di parole vAcrostici vMesostici vCalligrammi vCentoni Le strategie per creare testi poetici: a Poesie con le bugie a Se fossi a Io..

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Con quali modalit? La dimensione di gruppo nella quale si sviluppano la maggioranza delle attivit viene conservata e proposta anche nellattivit con allievi adulti, i quali sperimenteranno come la collaborazione potenzi le risorse del singolo e aiuti a creare di pi e meglio, in unattivazione di idee che ha la sua fonte negli accostamenti, anche imprevisti e nelle analogie. Limportanza dei supporti materiali

Le creazioni linguistiche verranno racchiuse in supporti materiali costruiti o manipolati dai corsisti: buste, scatoline

& Indicazioni bibliografiche


5 I draghi logopei ,ZAMPONI E.,Einaudi Calicanto, ZAMPONI E., PIUMINI R.,Einaudi Segni, cifre e lettere, QUENEAU R., Einaudi Esercizi di stile,QUENEAU R. Einaudi Desideri sogni bugie, KOCK K.,Emme 10

LABORATORIO: GIOCO LINGUISTICO A Scuola


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Annamaria Sala
Docente di Lettere Scuola Media-Venezia

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E opportuno giocare a scuola con le parole? Il gioco rappresenta la naturale dimensione del ragazzo, coinvolgente, attivo, si basa su doti di prontezza, intuito, creativit, perci non solo utile attivarlo in ogni metodologia didattica ma dovrebbe essere obbligatorio a scuola! E stimolante, apre percorsi poco praticati ai processi associativi del pensiero, insegna meccanismi nuovi Nel caso particolare del gioco verbale, il gioco linguistico induce a porsi, nei confronti della lingua, in termini creativi, a rompere labituale soggezione nei suoi confronti per manipolarla,trasformarla per farne oggetto di scoperta e di piacere. Esso infatti de-automatizza il linguaggio (come, del resto, fa la poesia) esplorandone le potenzialit espressive. Si giocher con: i tautogrammi, la frase alfabetica, le filastrocche, i giochi col dizionario, lonomatopea, lallitterazione, il lipogramma, i giochi con le sillabe, la rima, la zeppa

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& Indicazioni bibliografiche

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La letteratura potenziale, Oulipo, Clueb,BO,1985 Bisbidis,E.Sanguineti,Feltrinelli,1987 Vocali,U.Eco,A.Guida, edizione 1991 Galileo e il pendolare,G.Calcagno,Longanesi,1990 Le balene restino sedute, A.Bergonzoni,Mondadori,1989

La grammatica della fantasia, G.Rodari, Einaudi,1973 Giochi con la lingua italiana,P.Gorini,Oscar Mondadori,1991

LABORATORIO GIOCO LIBERO

Guardi Fabiana
Psicologa, Ludotecaria

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La visione di alcuni filmati, la lettura di brani, il recupero di esperienze personali di gioco condurranno i partecipanti ad esplorare il gioco libero attraverso le dimensioni del tempo, dello spazio e della relazione. A partire dal riconoscimento che lo spazio libero e la libert dazione nel gioco sono per il bambino esperienze essenziali al suo sviluppo affettivo, cognitivo e sociale, individueremo ruolo e funzione delladulto in tale contesto.

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& Indicazioni bibliografiche


25 B. Bettelheim, Un genitore quasi perfetto, Feltrinelli, Milano, 1987 D. Canciani, P. Sartori, Dire, Fare, Giocare, Il gioco come spazio di crescita, Armando Armando ed., Roma, 1997 M. Cardone, Il cavallo a zonzolo il bambino e il suo gioco, Ed Gruppo Abele, Torino, 1988 A. Oliverio. Ferraris, Crescere, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1992 G. Petter, Il Mestiere di genitore, Rizzoli, Milano, 1992 P.Sartori, P.Scalari, a cura di, Il bambioi trasparente, FrancoAngeli, milano,1994 G.Setter, Lo sviluppo mentale nelle ricerche di Jean Piaget, Giunti, Firenze,1990 R.Trabona, Infanzia, gioco, giocattoli e giochi, Il gabbiano, Latina, 1999 D.W.Winnicott, Gioco e realt, Armando, Roma, 1974 D.W.Winnicott,Sviluppo affettivo e ambiente, Armando, Roma, 1970

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LABORATORIO: GIOCO DI RUOLO Barbara Past


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Psicologa, Psicopedagogista e Formatrice,Toutor Scienze della Formazione Univ.di PD

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Attraverso esperienze ludiche, autobiografiche ed elaborazioni provocate da stimoli multimediali, i corsisti incontreranno il gioco di ruolo. Verranno guidati a riflettere sul ruolo delladulto nei confronti del bambino che gioca, sullimportanza di predisporre spazi e condizioni adatte, sulle diverse tipologie di giochi di ruolo in termini evolutivi.

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In particolare si affronter la tematica dei giochi di guerra e dei giochi relazionali.

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& Indicazioni bibliografiche


Guardare fuori, guardare dentro , O. Zanato Orlandini, a cura di, Cleup, Padova, 2002 25 Un genitore quasi perfetto, B. Bettelheim, , Feltrinelli, Milano, 1990 Psicologia del bambino, E. Berti, A.S. Bombi, , Il Mulino, Bologna, 1985 Dire, Fare, Giocare. Il gioco come spazio di crescita, D. Canciani, P. Sartori, , Armando Armando, Roma, 1997 30 Proibito giocare? Bambini e giochi di guerra: quale responsabilit per gli adulti,M. Cardone, R. Maurizio, D. Novara, a cura di, tratto da: Animazione sociale, Ed. Abele, Torino, maggio 1990 - I parte, giugno 1990 II parte

LABORATORIO: GIOCO DI ANIMAZIONE Daniela Toniolo


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Docente di Ed.Fisica nella Scuola media, Toutor on-line SSIS di Venezia, Ricercatrice CIRED Universit di Venezia

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Perch il gioco di animazione? Il gioco di animazione offre la possibilit di aggregazione,di liberazione e di espressione. Il bambino,infatti,attraverso le diverse tipologie di gioco cresce, impara, conosce e si confronta con gli altri divertendosi. La capacit di gioire,insita in ogni essere umano,pu trovare la sua realizzazione con il gioco, dove il bambino esplora il mondo con tutte le sue forze e liberando le sue energie pu vivere espansione serena,libera e totale della sua personalit. I giochi di animazione consentono, quindi,al bambino di "percepirsi nell'atto dell'agire" assimilando il reale dell'io e a prendere conoscenza delle relazioni con il mondo esterno. Come si realizza l'analisi del gioco? -scelta dei giochi da fare, analizzando come prima cosa il contesto in cui si svolgeranno. Come procedura di analisi possiamo aiutarci rispondendo a tre domande: 1) DOVE? In quale luogo si svolgeranno i giochi: all'aperto o al chiuso;in casa o in una piscina... 2) CHI? A quale pubblico sono rivolti:bambini,ragazzi,adulti,coppie... 3) QUANDO? Si gioca: di pomeriggio o di sera; far caldo o freddo -ordine di successione: alternando gare di movimento a momenti di riposo,e coinvolgere tutti gli aspetti:l'intelligenza, lo scherzo, il corpo, l'espressivit... -materiale necessario allo svolgimento di ogni gioco,che bene controllare pi volte -giuria se si organizzano delle gare che controlli il rispetto delle regole nell'esecuzione dei giochi,stabilisca e rediga il tabellone dei punteggi - premi: se sono stati scelti giochi che prevedano premi di squadra,di coppia o individuali.

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& Indicazioni bibliografiche


Dire,Fare e Giocare,Ag.Ed. Verona, ,Demetra, 2002,Firenze Il libro dei giochi,Marsilio Parolini, Piemme Pocket,1990,TORINO Giochi in casa e all'aperto,Biagio Vinella, De Vecchi,2000,Milano Il giardino dei giochi dimenticati Giorgio F.Reali,Niccol Barbiero,Salani,2002, Milano

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LABORATORIO: GIOCO LOGICO- SCIENTIFICO ARIA, ACQUA, FUOCO: ESPERIENZE IN GIOCO


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Paolo Berti
Psicologo, Ludotecario, Ricercatore Gruppo MT Facolt di Psic.,Universit PD
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La massima che guida l'attivit di questo laboratorio : se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco.
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Attraverso l'utilizzo degli elementi naturali (acqua, aria, fuoco), il gioco diventa l'occasione per fare "piccole-grandi" scoperte divertenti e utili alla crescita, richiamando lattenzione sui fenomeni del mondo che ci circonda. Si baser sulla costruzione di semplici giochi attraverso l'utilizzo di materiali poveri.

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& Indicazioni bibliografiche


Scienza e gioco, AA.VV., Sansoni, Firenze,1986 25 Gioco e Matematica, B.DAmore, (Atti Convegno) Cappelli, Bologna,1986 Enigmi e giochi matematici, M.Gardner, Sansoni, Firenze,1972

II Modulo Il giocattolo e lesperienza creativa

Relazioni
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Aspetti Organizzativi di una ludoteca. Lettura pedagogica del giocattolo Giuliana Truffa (Pedagogista, Dirigente Servizi Educativi, Responsabile ludoteche, Comune di Padova) La ludoteca terra-madre per le attivit ludiche Giorgio Bartolucci (Presidente Ludoteca Centrale di Firenze, Esperto di formazione per Ludotecari Creativit e gioco Giovanna Rizzetto (Docente di Laboratorio per la progettazione dei metodi della comunicazione visiva, SSIS-Veneto, insegnante di Ed.Artistica nella Sc.Media)

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Laboratori
Giocattolo della tradizione: riparazione/conservazione Patrizia Bonato (Restauratrice del Museo di Angera (VA) e del Museo degli Automi di Villa Lattes Istrana -TV) La ludoteca e la ricerca delle tradiz.ludiche popolari Umberto De Angelis (Docente esterno della III Universit di Roma esperto di Tecniche Educative e Vicepresidente Naz. DellASSOLUDO -Assoc.Ludoteche Italiane) Giocattolo scelta/catalogazione/gestione del prestito Giuliana Truffa Predisposizione dello spazio ludoteca -La biblioteca in ludoteca: come spazio animato del libro Roberto Pittarello (docente a Scienze della Formazione-Universit degli Studi di Padova, insegnante di Materie Letterarie nella Sc.Media) Predisposizione di un laboratorio Daniela Antonello Lesperienza creativa: giochi topologici Giovanna Rizzetto

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ASPETTI ORGANIZZATIVI DI UNA LUDOTECA. LETTURA PEDAGOGICA DEL GIOCATTOLO La Ludoteca - Servizio Formativo Di Territorio
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Giuliana Truffa
Pedagogista, Dirigente Servizi Educativi, Responsabile ludoteche, Comune di Padova
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Il tema verr sviluppato in due momenti: A)Presentazione del servizio nei suoi presupposti teorici. A partire dall'analisi delle definizioni della ludoteca e delle esigenze sociali, culturali ed educative cui essa offre risposta, verranno evidenziate le specificit del suo modello pedagogico e la sua unzione all'interno del Sistema Formativo Integrato. B) Analisi dei livelli operativi della ludoteca. 1 La programmazione interna: l'organizzazione degli spazi, il servizio prestito, gli strumenti della gestione, le attivit, la collaborazione con le famiglie. 2 La programmazione esterna: i rapporti con la scuola e con il territorio. 3 La classificazione dei giocattoli: presentazione di un modello esperto.

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Obiettivi formativi - Promuovere la consapevolezza dell'idea pedagogica che governa la ludoteca - Offrire criteri operativi rispetto alle possibili direzioni di lavoro della ludoteca

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& Indicazioni bibliografiche


Perch giocare? Il diritto al gioco come diritto allo studio A.A.V.V. a cura di E.Lucchini e L.Sala La Guardia, Centro programmazione editoriale, Modena,1990 Dentro il gioco, C.G, Hoffmann - G. Staccioli, ed. La Nuova Italia, Firenze,1985 Immaginazione e creativit nell'et infantile, L.S. Vygotskij, Edit. Riuniti, Roma 1972.

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LA LUDOTECA TERRA-MADRE PER LE ATTIVIT LUDICHE Giorgio Bartolucci


Direttore del Centro Internazionale Ludoteche, Esperto di formazione per Ludotecari, gi Membro del Gruppo di Sperimentazione e Ricerca sul tempo Libero presso la Facolt di Magistero, Cattedra di Pedagogia, dell'Universit di Bologna, Direttore Responsabile del periodico "La Ludoteca"

La Ludoteca - Un servizio a tutto campo


La ludoteca un luogo opportunamente attrezzato con arredi, giocattoli, materiali di consumo, che vengono messi a disposizione dell'utenza. una struttura che necessita di una sede di riferimento pi o meno articolata e, come servizio, pu svilupparsi su tutto il territorio circostante. Il suo obiettivo fondamentale quello di mettere a disposizione degli utenti, oggetti e materiali che possano consentire loro una libera scelta individuale del gioco pi idoneo ad esercitare e far proprie le abilit necessarie ad un corretto e completo sviluppo. Anche i laboratori di una ludoteca rientrano in questa logica e dovranno essere articolati di conseguenza. aperta ai bambini, agli adolescenti, agli anziani, a persone con problemi. uno spazio di aggregazione territoriale che dovr tener conto di potenzialit e carenze esistenti tenendo conto della situazione socio-economica, dei servizi esistenti, dei modelli culturali.

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& Indicazioni bibliografiche


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Novantanove giochi cooperativi, Loos S., Ed. Gruppo Abele Giocare per ...,Staccioli G. - Vuotto E., Giunti & Lisciani II gioco, Genovesi G., Le Monnier II bambino e i aiocattoli,Bandet J. Sarazanas R., Armando Animazione Socio-culturale, Limbos E., Armando L'Animatore Socio Culturale, , Limbos E., Armando Creare una ludoteca, Llbbrecht Gourdet A., Franco Angeli II mercato dei giocattoli, Gerbi Sethi M. (a cura di), Franco Angeli Mi presti guel trenino?, Frabboni F., Garagnani W., Guerra L., Emme Giocattoli e giochi didattici, Frabboni F., Conte R., Garagnani W., Guerra L., Le Monnier II tempo libero, Frabboni F., Garagnani W., Guerra L., Le Monnier Mi presti quel giocattolo? Frabboni F., Garagnani W., Guerra L., Juvenilia Mani in alto!, Marinari M., Casaroli A., Gruppo Abele II bambino il gioco il giocattolo, Mazzetti, Armando Scriviamo la natura insieme ai bambini, Cornell J. Red II giocattolo nella scuola materna, Cavina G.P., Frabboni F., Franco Angeli Voglia di giocare, Callari Galli M., Franco Angeli Per ogni bambino una risposta,Canderle Sala M.L., Honegger Fresco G., Soru C., Ed.Ferro Perch giocare? Perch s, AA. VV., Centro Programmazione Editoriale I giochi di simulazione nella scuola, AA. VV., Zanichelli Bambini attivi e autonomi ,Cocever E. - Canevaro E., Nuova Italia Il piacere di fare, Honegger G., Nicola Milano Essere Genitori, Honegger G., RED Edizioni Giocare per imparare, Dayon- Richard, RED Edizioni Ieri giochi e domani, Perempruner Catta, ElleDiCi leumann Giocattoli creativi, Papetti Zavalloni, Macroedizioni Bambini barattoli giocattoli, Papetti Zavalloni, Macroedizioni Bambini e bambole, Neuschutz, Filadelfia La citt possibile, Gandini Mannetti, RED Edizioni Altre idee per giocare, Roma Lear, Soleverde

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CREATIVIT E GIOCO Giovanna Rizzetto


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Docente di Laboratorio per la progettazione dei metodi della comunicazione visiva, SSISVeneto, insegnante di Ed.Artistica nella Scuola Media

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La Creativit tutto ci che prima non cera ma realizzabile in modo essenziale e globale. La progettazione di un gioco o di un giocattolo deve essere finalizzata a qualcosa che sia utile alla crescita di un individuo in formazione come il bambino, qualcosa che gli dia attraverso il gioco delle informazioni che gli saranno utili quando sar adulto. Solo cos possiamo formare individui con una mente elastica e non ripetitiva. Il gioco o il giocattolo devono essere stimolatori dellimmaginazione, non devono essere conclusi o finiti. Se noi vogliamo formare presone creative, dotate di fantasia sviluppata e non soffocata, dobbiamo fare in modo che il bambino memorizzi pi dati possibili per permettergli di fare pi relazioni possibili. Il primo atto di fantasia sar quello di rovesciare una situazione, poi pensare alla ripetizione, o al cambio di qualcosa , ed infine mettere in relazione pi cose diverse. Attraverso questi giochi il bambino stimolato ad intervenire, a partecipare, a far agire la fantasia per risolvere dei problemi semplici, o per costruire una modularit spaziale. Dipende dagli educatori se questa persona sar poi una persona creativa o se sar semplicemente un ripetitore di codici.

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& Indicazioni bibliografiche


30 Fantasia, Bruno Munari II piccolo artista,Warner S., RED Edizioni

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LABORATORIO: GIOCATTOLO DELLA TRADIZIONE FRA L'OTTOCENTO E IL NOVECENTO. Produzioni artigianali, industrie, materiali, conservazione, riordino e restauro, catalogazione del giocattolo antico

Patrizia Bonato
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Restauratrice del Museo della Bambola e della Moda Infantile di Angera (Va) e del Museo degli Automi di Villa Lattes Istrana TV,studiosa e collezionista, titolare di un laboratorio di riordino e restauro di
bambole e giocattoli

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La lezione cercher di dare una panoramica significativa della produzione del giocattolo e della bambola in Europa dall'ottocento agli anni cinquanta del novecento,integrata dalla visione di diapositive e di alcuni pezzi originali. Dal giocattolo e dalla bambola in legno della Val Gardena,dove i lunghi inverni gelati relegavano all'inattivit gli adulti permettendogli di dedicarsi all'intaglio di giochi per i loro bambini,all'industria che sorger e prosperer nella Valle fino alla Prima Guerra Mondiale invadendo di balocchi di legno tutte le fiere e i mercati nazionali e internazionali. Dal giocattolo di latta,la cui produzione era monopolio delle grandi ditte tedesche e francesi che, per qualit dei materiali e fantasia nella creazione dei modelli, non avevano rivali. Al giocattolo italiano industriale in latta che vede la luce solo negli anni della Prima Guerra Mondiale per il mancato approvvigionamento di parti da assemblare e di prodotto finito da Francia e Germania e che sostitur nei desideri dei bambini quello di legno. Le nostre piccole industrie di scatole di latta convertiranno cos con profitto il materiale di scarto in automobiline,carrettini,piccole giostre con molle rudimentali e come dicono gli inglesi in "penny toy",giocattoli da un penny. Accenneremo anche alla rivoluzione portata dalle bambole in biscuit e al lavoro dei costruttori e dei disegnatori che faranno di questo balocco ,nella ricerca della verosimiglianza,un prodotto di grande qualit artistica e all'orso di pezza,nato dalla creativit della tedesca Margarete Steiff che apr all'industria una produzione che fino a quel momento era esclusivamente casalinga. Cercheremo di analizzare,dunque i materiali di bambole e balocchi:il legno,la latta,il tessuto,la pocellana e il biscuit,la cartapesta,la cera su cartapesta,la cera,la celluloide fino ad introdurre le materie plastiche. Verranno date annotazioni per la conservazione e la pulizia del giocattolo:quali sostanze usare su ogni materiale e quali evitare. Attraverso l'osservazione del giocattolo verr evidenziato come per un corretto ripristino sia necessaria la sua conoscenza attraverso ricerche su testi specifici e su cataloghi originali,l'uso di materiali il pi possibile vicini all'originale come epoca e il contributo di artigiani come falegnami,fabbri,orologiai. Come necessariamente l'antico sia ricostruito con l'antico e quindi la necessit di utilizzare un piccolo "deposito rottami"perch anche un ingranaggio o una molla possono diventare il mezzo per una riparazione soddisfacente. Dove invece fosse necessaria una ricostruzione essa deve essere il pi aderente possibile all'originale per non pregiudicarne la qualit ma,sopratutto il valore. Meriter un cenno la catalogazione del giocattolo che dovr corrispondere a dei criteri che ne permettano l'identificazione in modo esauriente e dove dovr essere segnalata la parte ricostruita. A conclusione verr eseguito il montaggio di una bambola con testa in biscuit dei primi anni del 1900.

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& Indicazioni bibliografiche


I giochi e gli uomini, R.Callois, Bompiani, Milano, 1981 Les Poupes Francaises,R.Capia, Hachette, Parigi, 1979 Giocattoli italiani in metallo 1908-1955, G.Cecere, G.Cimorelli, Electa, Milano, 1992 Cieslik's Lexikon,J.e M.Cieslik, Marianne Cieslik Verlag, Germania, 1989 The collector's Encyclopedia of dolls, D.E.e E. Coleman, -vol.I eII, Robert Hale, Londra, 1970 e 1986 The collector's Encyclopedia of Metal Toys, R.O'Neill, Crescent Books, NewYork,1988 The Art of Tin Toys, LD.Pressland, New Cavendish Book, Londra, 1976 Il giocattolo in legno della Val Gardena,R.Stablein,R.Moroder, Museum de Gherdenia Ortisei,1994 Effetto Bambola, M.Tosa, Idea Libri, Milano, 1988

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Cataloghi: Il Trascorso Presente:bambole giocattoli automi P.Bonato, P.Franzini, M.Tosa, Marsilio,VE, 1982 Come giocavamo.Giochi e giocattoli 1750-1960, P.Bonato, P.Franzini, M.Tosa, Alinari, Firenze 1984 Robot, i giocattoli degli anni della fantascienza , P.Bonato, S.Fuso, S.Mescola, Arsenale Editrice,Venezia, 1985 Pinocchi Bambole Balocchi, P.Bonato, M.Tosa,Silvana Editoriale-Arti Grafiche Amilcare Pizzi, Cinisello Balsamo (Milano), 1999.

LABORATORIO: LA LUDOTECA E LA RICERCA DELLE TRADIZIONI LUDICHE POPOLARI


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Umberto De Angelis
Docente esterno della III Universit di Roma, ludotecario responsabile presso la Ludoteca Comunale Orso Rosso di Sezze (LT); Operatore Museale e Ricercatore Scientifico del Museo dei Giocattoli Territoriali dei Monti Lepini, Sezze (LT), Vicepresidente Naz. DellASSOLUDO (Assoc.Ludoteche Italiane).

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Il laboratorio La ludoteca e la ricerca delle tradizioni ludiche popolari, vuole essere un valido contributo ed uno stimolo a ricercare nuovi campi di attivit, a tutti i partecipanti del corso Teoria del Gioco e Linguaggi espressivi e in particolare a tutti gli educatori presenti che si occupano di animazione e della questione ludica infantile. Esso di divide in tre parti. La prima parte si sofferma sul significato sociale, culturale e pedagogico della ludoteca con particolare riferimento al valore pedagogico e formativo del Laboratorio. E bene precisare che la ludoteca non soltanto uno spazio dove si prestano i giocattoli industriali ma un luogo per creare, inventare; dove la costruzione dei giocattoli con vari tipi di materiali lattivit principale del lavoro manuale; dove gioco e lavoro si equivalgono. Non sufficiente attrezzare una stanza per il gioco, effettuare il prestito dei giocattoli per chiamarlo ludoteca, se si vuole andare incontro seriamente ai bisogni reali dei bambini. Una ludoteca, per essere tale, deve offrire i mezzi mediante i quali il gioco e il lavoro si sviluppano. In termini semplici, possiamo definire ludoteca uno spazio che permette ai bambini di compiere le proprie esperienze ludiche e creatrici. Questo spazio deve essere formato da una "sala gioco", per giocare, provare i giocattoli, prenderli in prestito, e da un "laboratorio" attrezzato di materiali e mezzi indispensabili per favorire la creazione. La seconda parte specifica sulle tradizioni ludico-popolari: verranno presentate (in dia-tape) alcune feste e tradizioni popolari riproposte dai ludotecari e dai ragazzi della ludoteca comunale di Sezze (LT) esaminando, in particolar modo, la ricerca e la ricostruzione dei giocattoli della tradizione. La ludoteca considera fortemente il valore del giocattolo territoriale legato alle tradizioni locali, alla cultura del territorio in cui esso ne parte. Lo studio ed il recupero dei giochi e dei giocattoli territoriali si pongono tra i suoi obiettivi principali. Uno dei compiti principali della ludoteca, quello di ricercare nel territorio i giochi e i giocattoli in funzione della loro storia, delle caratteristiche tecniche e della cultura dialettale per poi trasmetterle alle nuove generazioni. I bambini di oggi devono conoscere le loro radici ludiche, e la ludoteca, per riuscirci nel migliore dei modi, deve riproporre i giochi ed insegnare a costruire i giocattoli di una volta. Questo, per, non deve essere inteso come attivit fine a se stessa, ma come recupero della memoria del processo logico e del rapporto con tutti gli elementi indispensabili che sottintendono il gioco e il giocattolo. La terza parte, invece, mostra il risultato del lavoro ricerca effettuato dagli operatori della ludoteca di Sezze nel 1984, e che ha dato vita alla nascita del Museo dei Giocattoli Territoriali dei Monti Lepini, unico del genere in Italia. Verranno esaminati una serie di giocattoli territoriali, alcuni dei quali appartenuti alluomo primitivo, prendendo in considerazione i materiali con i quali venivano costruiti e le antiche tecniche di costruzione utilizzate. Sapere come si giocava una volta, far conoscere i giocattoli appartenuti ai nostri nonni, vuol dire comprendere meglio la storia del territorio; far capire che il giocattolo, oltre ad essere uno strumento di gioco, anche un documento della vita dei tempi e dei popoli. Ritorno al passato, quindi, alla memoria non come nostalgia di un mondo ormai passato,

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ma come arricchimento di tutti quei processi ludici di cui i bambini erano i principali protagonisti; dove il gioco, libero e creativo, era chiamato a garantire lo sviluppo psico-fisico e culturale dei bambini. Inoltre verr allestito un laboratorio per la costruzione dei giocattoli di una volta. 5

& Indicazioni bibliografiche


Lillo e il Morbillo, (Fumetto) Edizioni Angeletti, Sezze, 1989. Il carnevale di Sezze ,Origini mitologiche di Peppalacchio Consorzio Biblioteche Monti Lepini, Cori, 1990, pagg. 110. La ludoteca e le tradizioni popolari, Consorzio Biblioteche Monti Lepini, Cori, 1990, Metodologia dintervento del ludotecario, Tipolit. Grafica 87, Pontinia, Latina, 1992, pagg. 143. Il laboratorio della ludoteca, Ed.Il Gabbiano, Latina, 1996, Pagg. 144. Il museo del giocattolo di Sezze, Ed.Comune di Sezze - Regione Lazio, Sezze, 2000, 15 Rivista ASSOLUDO (Bollettino quadrimestrale a carattere tecnico-scientifico-professionale) Saggi pubblicati da U.De Angelis: Trombetta, clarinetto e zuccofono, in Assoludo, n15, Latina,1997. Lelica volante, in Assoludo, n16, 1997. in Assoludo, n17, Latina,1997. Il bilboquet, in Assoludo, n 17, Latina,1997. Il carro armato, in Assoludo, n18, Latina,1998. La raganella, in Assoludo, n19, Latina,1998. La bambola di pannocchia, in Assoludo, n20, Latina,1998. Il flauto di Pan, in Assoludo, n 21, Latina,1999. La carrozza con i cuscinetti a sfera, in Assoludo, n 22, Latina,1999. La macchinetta da corsa, in Assoludo, n24, 2000. La bicicletta, in Assoludo, n25, 2000. Il Kazoo, in Assoludo, n27, 2001. Il picchio, in Assoludo, n28, 2001. Lacrobata, in Assoludo, n29, 2001. Il coccod, in Assoludo, n30, 2002. Il salvadanaio-maialino, in Assoludo, n31, 2002.

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LABORATORIO DEL GIOCATTOLO SCELTA, CATALOGAZIONE, GESTIONE DEL PRESTITO


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Giuliana Truffa
Pedagogista, Dirigente Servizi Educativi, Responsabile ludoteche, Comune di Padova

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Il laboratorio, che si svolger presso la ludoteca Comunale Ambarab di Padova, ha lo scopo di offrire esemplificazioni concrete rispetto alla gestione di una ludoteca, con particolare attenzione al prestito e al gioco-giocattolo in tutte le sue articolazioni organizzative.
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A tale scopo verr presentato un modello esperto di classificazione del giocogiocattolo su cui poter riflettere ed approfondire la valenza pedagogica dellofferta ludica.

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& Indicazioni bibliografiche


25 Mi presti quel giocattolo? F.Frabboni,W. Garagnani, L. Guerra, ed. Juvenilia, Bergamo, 1989 Giocattoli e giochi didattici, F.Frabboni, R. Conte,W. Garagnani,L.Guerra ed. Le Monnier,FI, 1977
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LABORATORIO: PREDISPOSIZIONE DELLO SPAZIO LUDOTECA LA BIBLIOTECA IN LUDOTECA COME SPAZIO ANIMATO DEL LIBRO
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Roberto Pittarello
Insegnante di Materie Letterarie nella Sc.Media, animatore di laboratori creativi.
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I^Parte Esame di una pianta-tipo di ludoteca. Relazioni tra spazi biblioteca e ludoteca. Allestimento, con esemplificazioni dei vari possibili modelli: le sezioni, le attrezzature,gli arredi, le esposizioni,le mostre didattiche,la pubblicistica (le catalogazioni), le feste II^Parte Animare libri e letture in ludoteca: esemplificazione e modelli dintervento nei vari settori di linguaggio: tattile,visivo,motorio,sonoro,linguistico, ecc

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& Indicazioni
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bibliografiche

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Libri da fare, R.Pittarello, I libri in foglio, La scuola del Fare, Castelfr.V.(TV) Segni e disegni, R.Pittarello,Ragazzi, I libri in foglio, La scuola del Fare, Castelfr.V.(TV) Libri fatti dai bambini per gli adulti, R. Pittarello. La Scuola del Fare, 1997 Diari, Ragazzi, I libri in foglio, La scuola del Fare, Castelfr.V.(TV) Libri per bambini bambini per i libri, R. Pittarello (a cura di L. Codemo), La Scuola del Fare, 1997

LABORATORIO PREDISPOSIZIONE DI UN LABORATORIO IN LUDOTECA Daniela Antonello


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Docente della SSIS-Veneto in Didattica della percezione e della comunicazione visiva; conduttrice di laboratori espressivi; esperta di Educazione allImmagine per la Rivista LEducatore, Ed.Fabbri.

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Ogni materiale racchiude (e non la svela tanto facilmente) la sua personalit, il suo modo di essere, quel carattere che non 1o fa confondere con altri materiali. Il carattere dei materiali si scopre con la sperimentazione, con tante semplici prove sulle possibilit d 'uso concreto che il materiale offre. I materiali parlano un loro linguaggio. Il vero gioco, allora, non sar quello di dipingere in fretta un soggetto, una storia. Un altro gioco, pi lungo e costruttivo, ci far scoprire le tante possibilit espressive che ogni materiale racchiude. Tutte queste prove tecniche non suggeriscono delle idee pronte da realizzare subito, ma spostano 1'interesse sugli esperimenti per poter fare all'inizio delle prove, degli esercizi. Lo stesso materiale si pu presentare con tanti effetti diversi, in base alla tecnica impiegata. In un secondo tempo, l'uso intenzionale di uno di questi effetti, render efficace il messaggio* Il laboratorio come luogo privilegiato di creativit. Specificit del laboratorio in ludoteca.

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& Indicazioni

bibliografiche

*I laboratori creativi, R.Pittarello, Ed.Scuole Comunali di Padova

Il laboratorio della ludoteca, U.De Angelis,Ed.Il Gabbiano,Latina,1996

LESPERIENZA CREATIVA: GIOCHI TOPOLOGICI


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Giovanna Rizzetto
Docente presso la S.M.S di Venezia; Docente presso la SSIS sezione Arte e Disegno di Venezia; Architetto eSscenografa.
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Chi prende il gioco come semplice gioco e il lavoro troppo seriamente ha capito molto poco delluno e dellaltro. Cos si esprimeva un secolo fa il poeta tedesco H.Heine, che non ha fatto che anticipare quanto la moderna psicologia va affermando che : il gioco da una parte unattivit necessaria per lo sviluppo armonico del fanciullo, in quanto gli d consapevolezza di s;dallaltra sentito come una esigenza costante delladulto. Fra le attivit pi creative dal punto di vista mentale e intellettuale sono i giochi .che possono essere ricondotti a un fondamento matematico. Uno dei campi della matematica moderna la Topologia, iniziata dal tedesco Riemann (1826-1866) con il nome di Analisi della Posizione. Successivamente hanno contribuito al suo sviluppo Mobieus, Jordan,:e Poincar, che lha chiamata Topologia combinatoria. Essa studia le propriet di quelle curve e di quelle superfici che non variano per effetto di una trasformazione continua: ad esempio due figure sono topologicamente equivalenti se si pu passare dalluna allaltra senza una deformazione continua, qualunque sia la legge di deformazione, purch si rispetti la continuit. Anche i labirinti sono particolari figure geometriche di cui si occupa la topologia e che il senso di mistero e di paura crea quellattrattiva che ne fa anche al giorno doggi uno dei giochi assai comuni e pi diffusi, reperibili soprattutto in giornali di passatempi.

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III Modulo I laboratori sui linguaggi espressivi


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Relazioni
I laboratori creativi: la questione metodologica Materiali Tecniche Supporti nei laboratori Roberto Pittarello (Docente Scienze della Formazione presso lUniversit degli Studi di Padova, docente di Materie Letterarie nella Scuola Media) LEsperienza creativa nei laboratori Daniela Antonello (docente di Didattica della percezione e della comunicazione visiva, SSIS-Veneto Esperta e formatrice di Educazione allImmagine) Giochi Teatrali Sonia Biacchi (Scenografa, Coreografa) - Giovanna Rizzetto

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Laboratori
Laboratorio: Teatrale Mimico/gestuale Sonia Biacchi Scenografa, Coreografa Laboratorio di Animazione narrativa Fabiana Costa (Attrice professionista, esperta in tecniche della narrazione mondiali) Laboratorio Musicale Silvana Russo (Pianista, Docente di Ed.Musicale nella Scuola Media St.Sansovino di Venezia Laboratorio di Giochi di carta Maria Panzuto (Fondatrice del laboratorio di design "L'Atelier" di PD) Origami Luisa Canovi (Fondatrice,responsabile del Circolo Culturale di Arti Cartarie Paper Factory Milano) Laboratorio di Videogioco Interattivo Carla Stefani Psicologa,Docente, formatrice esperta di pagine web e multimedialit. Laboratorio di Fotografia (Chimigrammi) Sandro Galante (Docente di Disegno e Storia dellarte Ist. Vendramin-Correr di VE Laboratorio di Creta/ceramica Ivana Anconelli (gi coord. Lab. Giocare con lArte Museo Internazionale delle Ceramiche Faenza) Laboratorio del Colore Daniela Antonello (Formatrice di Educazione allImmagine; esperta per la rivista LEducatore Ed.Fabbri) Laboratorio di Costruzione del libro Elia Zardo (Esperta di didattica dei laboratori creativi Presidente dellAss. Cult. La scuola del fare di Castelfranco V.-TV)

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I LABORATORI CREATIVI: LA QUESTIONE METODOLOGICA Roberto Pittarello


Insegnante di Materie Letterarie nella Sc.Media, animatore di laboratori creativi.
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I^PARTE La creativit un problema inventato. Esame degli elementi formativi: fantasia- invenzione immaginazione ecc Figure creative: artista, designer, stilista, pubblicitario, insegnante, genitori, bambini
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tutti! II^PARTE Metodologia del laboratorio creativo, sue fasi realizzative in ordine a creativit, metodo, gioco. Alcune prove pratiche a tavolino per tutti.

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Eventuale lettura di opere e prodotti

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& Indicazioni

bibliografiche

I laboratori Creativi, R.Pittarello, I libri in foglio, La scuola del Fare, Castelfr.V.(TV)


I laboratori creativi con adulti e bambini, R. Pittarello, Comune di Padova, 1996

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Giochi col nome, R.Pittarello, La scuola del Fare Nuovo alfabetiere R.Pittarello, La scuola del Fare Cataloghi e documenti, R.Pittarello, La scuola del Fare
I libri in foglio, R. Pittarello (a cura di S. Trentin), La Scuola del Fare, 2000

MATERIALI TECNICHE SUPPORTI NEI LABORATORI CREATIVI DELLA LUDOTECA Roberto Pittarello
Insegnante di Materie Letterarie nella Sc.Media, animatore di laboratori creativi.

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I^PARTE Nei vari ambiti (tattile,linguistico,grafico,pittorico,manipolativo) un excursus sulle diverse tipologie di creativit laboratoriale applicate nella ludoteca (esempi) II^PARTE Indicazioni corrette per realizzare e allestire laboratori creativi con relative mostre e feste di valorizzazione, in particolare: libri fatti dai bambini alfabeti personali erbe alberi e bambini disegnare il mondo giochi di terra giocare con i colori Esempi di progetti creativi sulla partecipazione degli adulti al piano di gioco dei bambini in ludoteca.

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& Indicazioni

bibliografiche

Ceramica, R.Pittarello, c/o, La scuola del Fare, Castelfr.V.(TV) Giocare con i colori, R.Pittarello, c/o, La scuola del Fare, Castelfr.V.(TV) La casetta a Zig Zag, R.Pittarello, c/o, La scuola del Fare, Castelfr.V.(TV)
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LESPERIENZA CREATIVA NEI LABORATORI DELLA SCUOLA


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Daniela Antonello
Docente di Didattica della percezione e della comunicazione visiva, SSIS-Veneto; Esperta e formatrice di Educazione allImmagine.
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Il fare nel laboratorio creativo


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Il laboratorio, a scuola, il luogo dove si va a giocare e lavorare. Nel Laboratorio, come spazio, si fanno imprese, esperimenti, si fanno tante prove per far germogliare le idee. E anche il luogo dove si respira il piacere del fare. Fare come libert creativa. Allora non pu essere che un posto gradevole, luminoso, semplice, essenziale ma attrezzato In esso ogni cosa in ordine e c un ordine per ogni cosa; le persone sono disponibili, i materiali sono giusti per fare proprio quella cosa, senza sprechi, senza economia. Tutto di qualit. Il prodotto non sar buttato. Cos il laboratorio creativo: caratteristiche, predisposizione, metodologia. Linguaggi non verbali e semiotica.

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& Indicazioni bibliografiche


Da cosa nasce cosa, B.Munari,Laterza,Roma,1996

GIOCHI TEATRALI

Giovanna Rizzetto,
Docente presso la S.M.S di Venezia; Docente presso la SSIS sezione Arte e Disegno di Venezia; Architetto e Scenografa

Sonia Biacchi
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Scenografa, Coreografa

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Il laboratorio teatrale una opportunit educativa che sta tra la libera espressione e la costruzione di cultura in gruppo. Nel gioco dellesplorazione dei movimenti, c gran gusto di tirar fuori energie. Sorgono domande, problemi sulla realizzazione delle scene, sulluso di quale tecnica usare. Luso degli strumenti come la lavagna luminosa o il proiettore, sono le pi semplici e le pi creative, perch permettono una visualizzazione che va alla velocit del pensiero, e vengono estrapolate dal loro contesto e uso quotidiano per assumere una veste molto pi creativa e fantasiosa. I laboratori di tipo espressivo insistono su un terreno quanto mai fecondo per lo sviluppo non solo di attitudini e qualit personali, non solo di tecniche e strumenti, ma anche di un modo della conoscenza che la scuola nel suo insieme pu assumere in modi e misure pi strutturati. Cosa importantissima: il laboratorio deve essere inteso come una svolta qualitativa per le attivit di apprendimento, di produzione; come luogo di produzione culturale nei vari campi con i mezzi della ricerca.

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LABORATORIO: TEATRALE MIMICO/GESTUALE

Sonia Biacchi
Scenografa, Coreografa
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E si comincia a giocare non solo con il corpo, ma anche con le espressioni del
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viso, con la muscolatura della faccia, si prova ad inserire il viso e la testa in ogni gesto, a non separarlo a non dimenticarlo. Si introduce un oggetto che dia libert di inventare, e di guidare il proprio corpo attorno ad esso, a creare situazioni.

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Gli oggetti diventano personaggi evocati, prolungamenti che imprimono caratteristiche nuove ai gesti.

LABORATORIO DI ANIMAZIONE NARRATIVA Fabiana Costa Attrice professionista, esperta in tecniche della narrazione mondiali

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Il laboratorio avr carattere prevalentemente pratico; dopo una breve introduzione sull'arte della narrazione e sui giochi utilizzati dai portatori di questa nobile tradizione nel mondo: contastorie, giullari, griot, cuenteros, contafole, incantatoricon riferimento alle tecniche utilizzate nei vari continenti, il percorso toccher i seguenti punti: racconto di una storia; giochi di espressione corporea e vocale attraverso lo studio dinamico degli elementi naturali fondamentali: terra, aria, acqua,fuoco; ritmi elementari e ritmi del racconto elementi di mimo e pantomima per la creazione di spazi e personaggi. Si introdurranno quindi alcuni segreti e tecniche teatrali per creare o colorare una storia Durante il lavoro verranno consigliati i testi pi indicati per una prima lettura.

& Indicazioni bibliografiche


25 Grammatica della fantasia, G. Rodari, Ed. Einaudi Morfologia della fiaba,V. G. Propp - Ed. Newton Le radici storiche dei racconti di fate, V G. Propp - Ed. Einaudi Il mondo incantato,Bettelheim - Ed.Feltrinelli Donne che corrono con i lupi,Pinkole Estess - Ed. Boringhieri Fiabeteatro,Bolognese Mario - Ed. Cem Mondialit, Parma 1983 Il mito e l'archetipo nella fiaba, Bolognese Mario,Ed.La Meridiana L'ascolto si impara,Daniele Novara - Ed.Gruppo Abele Il poliziotto e la maschera ,A. Boal - Ed. La Meridiana Inventare e raccontare storie, Jack Zipes - Ed. Erickson The word of storytelling, Pollowsky A., Ed.New York Wilson Improvisation for the theater,Viola Spolin - Ed.Evaston Nortwestern University Press Il corpo poetico, J. Lecoq, Ed.Ubulibri Manuale minimo dell'attore, Dario F, Ed. Mondadori Racconti a teatro,Marco Balliani - Ed. Loggia De Lanzi Como contar un cuento, Daniel Mato, Monte Avila Ed. Latinoamericana I fili del tempo, Peter Brook, Ed. Feltrinelli Manuale del clown , M- Stolzenberg, Ed. Ulisse

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LABORATORIO MUSICALE
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Silvana Russo
Pianista, Docente di Ed.Musicale nella Scuola Media St.Sansovino di Venezia

Il Ritmo del gioco: approccio creativo alla musica. Come strutturare, predisporre, condurre un laboratorio musicale.

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LABORATORIO DI GIOCHI DI CARTA

Maria Panzuto
Conduttrice di laboratori creativi,fondatrice del laboratorio di design "L'Atelier" di Padova

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Nel laboratorio Giochi di Carta la carta protagonista nelle sue possibili forme per la costruzione di sculture. Carta di tutti i tipi: colorata, smaltata, stampata, dipinta, scritta, di vecchi libri e ancora carta liscia, ruvida, ondulata, riciclata, trasparente, di giornale, patinata, vetrata, da pacchi, velina, dellelenco telefonico, di alluminio . Sperimentazione attraverso i sensi delle propriet dei supporti cartacei in generale. Manipolazione e osservazione di carte diverse. Verbalizzazione delle sensazioni provate. Suddivisioni delle carte a seconda delle caratteristiche e realizzazione di lavori di gruppo e non, con diversi tipi di carte.

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Collage. ( Non la colla che fa il collage Marcel Duchamp).

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& Indicazioni bibliografiche


Collana Giocare con lArte di B. Munari. Fantasia, di B. Munari. Arte come mestiere, di B. Munari. I libri, di R. Pittarello. Lo spirituale nellArte, di V.Kandinsky

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ORIGAMI Luisa Canovi


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Fondatrice,responsabile del Circolo Culturale di Arti Cartarie Paper Factory Milano

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Breve storia della carta e dellorigami giapponese. Panoramica di origami tradizionali:figure simboliche, segni augurali, oggetti cerimoniali, modelli figurativi. Esempi di origami conttemporaneo nei rapporti con la matematica, la geometria, il design, le arti plastiche, larchitettura Uso della carta e tecniche di rappresentazione Laboratorio con semplici modelli realizzati sullesempio diretto (pratica Zen) Modelli realizzati con lettura individuale di uno schema. Lavoro collettivo e costruzione di un origami modulare.

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& Indicazioni bibliografiche


La maggior parte delle pubblicazioni sullargomento origami in lingua giapponese. Molti testi si possono consultare presso la Biblioteca del Centro Diffusione Origami Casella Postale 42 21040Caronno Varesino (VA) www.origamiedo.it Flatlandia, E.A.Abbott, Adelphi,Milano, 1966 Il libro dei rompicapo,L.Canovi, D.Uri,G.Ravesi, Sansoni, Firenze,1984 Origami e geometria, L.Canovi, La casa verde, Varese, 1987 Origami e magia, L.Canovi, La casa verde, Varese, 1987 Contromossa, Raccolta di articoli, L.Canovi, CDO, Bologna,1987 I modelli matematici, H.M.Cundy, Feltrinelli, Milano,1974 Origami modulare, Tomoko Fuse, Il Castello, Milano, 1988 Variazioni sul modulo, P.Macchi, CDO,Varese, 2002 Teoria del campo, A.Marcolli, Sansoni, Firenze,1971 Geometria operativa, R.Rinaldi Carini, A.Grafiche,Pesaro,1995 Modelli di geometria rotatoria, G.Scarpa, Zanichelli, Bologna,1978

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LABORATORIO DI VIDEOGIOCO INTERATTIVO Giocare, apprendere, creare


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Carla Stefani
Psicologa,Docente, formatrice esperta di pagine web e multimedialit.
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Superato il falso problema il computer fa bene/il computer fa male ai bambini occorre capire quali sono i meccanismi dei videogiochi che occupano cos tanto tempo dei nostri bambini e li catturano con cos grande energia.
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Capire i meccanismi ci aiuter a scegliere i prodotti migliori, accompagnare i piccoli nei loro percorsi di gioco, sfruttare i meccanismi degli stessi per fare informazione e formazione attraverso lintrattenimento; stato coniato un termine apposito

edutainment- per esprimere meglio questo concetto. Nel laboratorio viene presentata inoltre unesperienza di messa a punto di un videogioco educativo e lanalisi ragionata
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di alcuni di questi prodotti.

& Indicazioni bibliografiche


25 Computer per un figlio, Francesco Antinucci, Laterza, roma-Bari, 1999

LABORATORIO DI FOTOGRAFIA I Chimigrammi


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Sandro Galante
Docente di Disegno e Storia dellarte Ist. Vendramin-Correrdi VE
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La fotografia senza macchina fotografica: i chimigrammi


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Il chimigramma s una immagine ottenuta con i prodotti fotografici, ma assolutamente particolare, diversa da tutte quelle ottenibili, e senza l'ausilio dell'apparecchio fotografico; unici elementi comuni con la pi "nobile" fotografia sono: la luce, un supporto fotosensibile (carta o pellicola) e, infine, il bagno di sviluppo e di fissaggio. Come si procede a montare e gestire un piccolo laboratorio. Esperienze dirette di chimigrammi.

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& Indicazioni bibliografiche


30 Il manuale del giovane fotografo, G. Haines, Fabbri Editori, Milano, 1983

LABORATORIO DI CRETA-CERAMICA Il metodo di Bruno Munari


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Ivana Anconelli
Coordinatrice del laboratorio Giocare con lArte del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza per 15 anni, allieva di Bruno Munari, fondatrice di un laboratorio per studiare e riprodurre la pittura su maiolica del 400 e 500 nel rispetto della tradizione faentina. Organizzatrice e curatrice di varie mostre sia di didattica, che di ceramica artistica, in campo nazionale e internazionale.

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Dal punto di vista pedagogico il Metodo Munari, ormai da anni, costituisce un vero capovolgimento metodologico. Un tempo si pensava di risolvere il problema della conoscenza artistica dei bambini in modo nozionistico ma latteggiamento con cui le nozioni venivano impartite era tale da scoraggiare la diretta esperienza e con essa le esperienze creative. Per reazione si passati alla tendenza contraria, per la quale si creduto di dare la massima libert al bambino abbandonandolo a se stesso senonch ignaro di qualunque tecnica, egli difficilmente diventa padrone di concretizzare la propria idea e di progredire quindi nella conoscenza. Con Munari abbiamo risolto secondo me, questo problema, attraverso il suo METODO che d gli strumenti operativi, il bambino potr arricchirsi, e progettare liberamente. Egli dice: I bambini vogliono conoscere il mondo che li circonda fin dalla nascita, istintivamente, si trovano pronti a riceve tutti gli stimoli possibili che lambiente trasmette. E ormai tutti sanno, che i bambini cercano di capire e di conoscere, assimilando i dati attraverso tutti i loro recettori sensoriali, ludito, la vista, il tatto, ecc. tutti i canali sono aperti e pronti a memorizzare, quindi sbagliato quando gli adulti per fare capire qualche cosa al bambino gli fanno dei lunghi discorsi, invece che fargli vedere, toccare, provare e fare.vale sempre il famoso proverbio cinese che dice. Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco . Se noi crediamo che la mente della conoscenza favorisce lo sviluppo della personalit umana, dovremmo trovare i mezzi pi giusti per far conoscere ai bambini le caratteristiche di unattivit antica quanto il mondo e molto attuale: la CERAMICA. Mettere le mani su blocchi di argilla plasmabile, manipolarla, sporcarsi le mani, fare, schiacciare, arrotolare, rifare, appiccicare pezzi tra loro, staccare, fare la sfoglia, texturizzarla (facilissimo questo, roba che i bambini capiscono e fanno in un minuto) arrotolare, formare degli oggettini liberamente, distruggere, rifare, far tante palline, dalla pi piccola alla pi grande, fare una torre di palline, impastare tutto e fare unaltra cosa, che cosa? Quello che vuoi. Nel laboratorio si cecher di trasmettere delle tecniche, ossia degli strumenti di comunicazione in maniera creativa, cio unendo la LIBERTA alla CONOSCENZA; solo in questo caso CONOSCENZA non condizionamento. Il primo risultato la meraviglia il bambino si accorge che con la forchetta non solo si pu mangiare, ma anche incidere sulla creta dei segni: sar il mare? Sar lautostrada? Sar la spiaggia? Gli adulti parlano di texture, di distruggere gli stereotipi, lui continua a giocare, intanto impara il linguaggio delle forme e dei colori. Il gioco della ceramica quindi, assunto attraverso un insieme di notizie pratiche dove il libero e il naturale fare con largilla viene orientato attraverso un itinerario didattico di tecniche ceramiche che vanno dalla semplice alla complessa, come: manipolazione guidata, texture per impronta e traccia, calco ingesso, lucignolo, palline, sfoglia, trafila, terre colorate, decalcomania, ingobbio, e perle. Attraverso le tecniche di ceramica del Metodo di Bruno Munari si trasmettono al bambino dati, conoscenze, informazioni, che vanno dalla semplice nozione di storia, a concetti logico-matematici, geometrico-spaziali, come ad esempio le misure crescenti, le distanze (vicino, lontano) i rapporti (grande, medio, piccolo) la terza dimensione, lo sviluppo del senso di astrazione, larricchimento della creativit e della espressivit. Crescita della conoscenza CHE IN QUESTO CASO NON E PIU SETTORIALE, MA GLOBALE.

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LABORATORIO DEL COLORE


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Daniela Antonello
Formatrice di Educazione allImmagine; esperta per la rivista LEducatore, Ed.Fabbri
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Quando si parla dell'aspetto "tecnico" di un laboratorio significa porre il "fuoco" dell'attenzione programmatoria nello specifico canale di trasmissione di cui essa si serve per inviare un messaggio: in questo caso trattasi di un messaggio visivo o iconico. Occorre specificare che servirsi di un mezzo, di uno strumento, di un materiale, di un supporto,al posto di un altro, non indifferente rispetto al tipo di comunicazione che si esercita. L'obiettivo quello di raggiungere una competenza comunicativa tale, a livello visivo- iconico, da permettere di scegliere il mezzo pi adeguato per trasmettere questo tipo di messaggi. Perci, la conoscenza degli strumenti tecnici (dai pi tradizionali come pennarelli, tempere, pastelli, ai pi complessi) dei materiali e dei supporti risulta indispesabile. Naturalmente, superfluo dire che non si tratta di apprendere sterili esercitazioni per condurre eventuali utenti del laboratorio a specializzarsi in questa o quella tecnica, (come per anni si fatto nella scuola), ma si tratta di far apprendere l'uso della tecnica o del mezzo, al fine di costruire nel modo pi adeguato, un messaggio visuale da trasmettere. I contenuti che tenteremo di agire insieme in un fare creativo saranno i seguenti: il colore; colori primari e secondari; colori complementari; contrasti di colore; colore e comunicazione; valore simbolico del colore; gli strumenti, i materiali, i supporti

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& Indicazioni bibliografiche


Tuttimmagine.Guida e strumenti operativi per un curricolo di educazione allimmagine. D.Antonello, G.Forti,., Signum Scuola, Padova,1991 Occhio allimmagine, D. Antonello G.Forti, Signum Scuola, Limena (Padova), 1993 Locchio e larte, B.Munari G.Sacchi, G.Manzoni, R.Pittarello, Ghisetti e Corvi editori,1992 Didattica della comunicazione visiva Moro W., , La Nuova Italia,Firenze,1985 Arte del colore, di Johannes Itten

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LABORATORIO DI COSTRUZIONE DEL LIBRO Libri fatti dai bambini, dai laboratori creativi di Roberto Pittarello Elia Zardo
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Esperta di didattica dei laboratori creativi Presidente dellAss. Cult. La scuola del fare di Castelfranco V.-TV

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La proposta di far scoprire, attraverso una metodologia basata sull'operativit e la sperimentazione personale, quanto estese sono le possibilit di comunicare che il libro possiede, rispetto all'idea comune del libro 'solo' scritto. Il laboratorio delinea il percorso in cui ogni bambino, scoprendo il piacere di essere egli stesso autore, sviluppa un interesse spontaneo e attivo per i libri, la lettura e la scrittura. Percorso operativo: Le regole e le tecniche costruttive del libro come "oggetto". La sperimentazione sulle costanti: formato, rilegatura, materiale, azione dello sfogliare. Alcune tipologie costruttive, il contenuto e i codici comunicativi: tattile, visivo verbale. 1^ parte Il libro BIANCO le azioni: piegare - rilegare - tagliare; le carte per fare un libro e la relazione creativa "Cosa mi viene in mente?" Il libro dei formati; il foglio lungo e stretto: la sequenza. 2^ parte le pagine tagliate: i libri delle combinazioni con persone, paesaggi..., la pagina tridi-mensionale: il libro animato, dentro e fuori della pagina; il libro-casa

& Indicazioni bibliografiche


30 Libri fatti dai bambini per gli adulti, R. Pittarello. La Scuola del Fare, 1997 I laboratori creativi con adulti e bambini, R. Pittarello, Comune di Padova, 1996 Libri per bambini bambini per i libri, R. Pittarello (a cura di L. Codemo), La Scuola del Fare, 1997 I libri in foglio, R. Pittarello (a cura di S. Trentin), La Scuola del Fare, 2000 Animare libri e lettura, E. Zardo, La Scuola del Fare, 2001 Libri fatti dai bambini di Castelfranco, a cura di S.Trentin- E. Zardo, La Scuola del Fare, riedizione 2003 Libri Da Fare nella collana i libri in foglio: R. Pittarello: Il Cane mangia l'osso -I Colori in foglioCon un punto -Ti mangio, ti mangio -Su e gi- Lettere attive- Ti faccio il ritratto

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