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IL DISCEPOLO

un porto sicuro per tutti coloro che cercano la via, la verità e la vita

per tutti coloro che cercano la via, la verità e la vita anno 1 - n.

anno 1 - n. 2 trimestrale - aprile/giugno 2008 copia gratuita

Copyright 2007

- aprile/giugno 2008 copia gratuita Copyright 2007 Provvedimento del Presidente del Tribunale di Modena

Provvedimento del Presidente del Tribunale

di Modena Iscritto al n.1866 del 19/02/2008 del Registro Stampe e Periodici.

Nel tempo tutto cambia e niente cambia. Le realtà essenziali della vita, le sue strutture

Nel tempo tutto cambia e niente cambia. Le realtà essenziali della vita, le sue strutture fondamentali, l’ana- tomia e la fisiologia della coscienza rimangono fedeli all’emanazione primordiale di quel verbo che tutto pervade. Nel tempo, quello che cambia sono i modi della manifestazione, sempre più aderenti alle forme cangianti che lo spirito può usare, di era in era, nel suo lungo pellegrinaggio tra le pieghe della materia. Nello spirito che discende nella carne si compie la parabola del figliuol prodigo che prima o poi ritornerà nella casa del padre. Questa rivista, in fin dei conti, vuole solo prendere atto dei modi diversi oggi necessari ad esprimere adeguatamente le immutabili verità dell’antica saggezza esoterica. Questo spazio vuole essere utile a tutti i pellegrini che nel loro viaggiare sono arrivati a rivolgere gli occhi verso la casa in cui sono nati. Che il potere del padre, l’amore del figlio e la sapienza dello spirito santo ci uniscano in un’unica vita. Massimo Rodolfi

La tensione è tale che il Mondo freme. Gli eventi sono in pressione. A tutti i livelli le energie del- la Luce sono impegnate a fondo per salvarlo dalla distruzione, mentre le tenebre si insinuano, con ma- schere luminose, decise ad annientare ciò che la Luce crea e, dove possibile, a demolire le basi stesse dell’opera creativa. Nell’epoca grave dell’Armageddon è specialmente necessario sapere quali sono le forze che causano le azioni di ogni singolo giorno, di ogni singolo evento, di ogni fenomeno; poiché è l’ora della decisione, e non ci sono mezze misure sulla via del Mondo del Fuoco.

Maestro Morya

questa rivista è emanazione della Draco Edizioni fondata nel 2006, per diffondere in termini moderni l’antica conoscenza esoterica. in collaborazione con l’associazione Atman, fondata nel 1994 per la diffusione del raja yoga e dell’esoterismo, e di Energheia, fondata nel 1996, prima scuola italiana per terapeuti esoterici,

Immagine di copertina:

Saqqara, Egitto, piramide a gradoni

la piramide ci mostra chi siamo

Collaborazione progetto grafico Simona Murabito Stampato presso la tipo-litografia AG snc di Rustichelli & C.

Sommario

Editoriale Curatore: Massimo Rodolfi

IN DIFESA DELLA PAROLA ESOTERICO

pag.

2

Conoscere la conoscenza Curatore: Andrea Innocenti

SOCRATE E BUDDHA ovvero come l’autocoscenza apre la strada a una visione non dogmatica della realtà

pag.

4

Educare per la consapevolezza Curatore: Anna Grazia Fiorani

IL GIOCO DELLA VITA UNISCE ANIMA E CORPO

pag.

7

Letteratura e spiritualità Curatore: Anna Todisco

IL MISTERO SUPREMO

pag.

9

Fitoterapia energetica Curatore: Donatella Donati

IL SIGNIFICATO ESOTERICO DELLE VITAMINE

pag. 11

Nuovo insegnamento esoterico Curatore: Fabio Ricchetti

APOLOGIA DELL’INSEGNAMENTO ESOTERICO

pag. 13

Antica saggezza e scienza moderna Curatore: Gianluca Fontana

L’UNIVERSO

IN UN RESPIRO

pag. 16

La coppia sul sentiero Curatore: Giorgio Ricci Garotti in collaborazione con Monica Giovannini

MASCHILE E FEMMINILE: RELAZIONE IN PRIMO PIANO

pag. 19

Mitologia e Sentiero Iniziatico Curatore: Graziano Fornaciari

ERCOLE E LA CATTURA DELLE GIUMENTE ANTROPOFAGHE

pa g . 22

il Raja Yoga e l’esoterismo Curatore: Luca Tomberli

YOGA, SCIENZA DELL’ESSERE E DELL’EVOLUZIONE

pa g . 25

Astrologia esoterica Curatore: Maria Grazia Barbieri

TRIANGOLAZIONI

pa g . 28

Il Sentiero Iniziatico Curatore: Massimo Rodolfi

DAL SENTIERO DELLA PROVA AL DISCEPOLATO

pa g . 31

Psicologia esoterica Curatore: Paola Spada

L’ANIMA

pa g . 35

Editoriale Curatore: Massimo Rodolfi IN DIFESA DELLA PAROLA ESOTERICO Letteralmente “esoterico” ci rimanda agli

Editoriale

Curatore: Massimo Rodolfi

IN DIFESA DELLA PAROLA ESOTERICO

Letteralmente “esoterico” ci rimanda agli

insegnamenti più intimi che da sempre nel-

la storia dell’umanità i Maestri di vita hanno

dato ai loro allievi. Anche il Maestro Gesù

parlava in parabole perché la gente non ca-

pisse, mentre nel segreto spiegava ogni cosa

ai suoi discepoli. Nel corso dei secoli la parola

è stata associata a contesti che ci rimanda-

no ad aspetti misteriosi della nostra storia,

astrologia, alchimia, magia, alla necessità del

segreto come prassi per tutelare conoscen-

ze antiche non accessibili ai più. Lo sviluppo

della società occidentale dal Seicento ad oggi

ha dato vita ad un atteggiamento scientifico

sempre più diffuso, che ha di fatto bollato

come superstizioni conoscenze che antica-

mente nessuno si sognava di mettere in di-

scussione.

La cosiddetta società dei consumi ha poi fa-

vorito la diffusione, con intenti non di rado

truffaldini, degli aspetti più superficiali e

deleteri delle antiche e sagge conoscenze.

Sedicenti praticanti “esoterici” da strapazzo

hanno invaso le nostre società opulente as-

sieme a sette di pazzi e truffatori che hanno

fatto sì che il termine “esoterico” fosse svi-

lito, accomunato ad aspetti criminali e anche

“associato” alle carceri. Io da anni ho fonda-

to una scuola per terapeuti esoterici e so per

esperienza che cosa costa giustificare questo

termine.

Forse mi sarebbe risultato più comodo to-

glierlo dall’intestazione della scuola, avrei po-

tuto così spendere meno energia con tutte

le nuove persone che conosco, che imman-

cabilmente mi chiedono: “Che lavoro fai?”.

Se rispondo che ho fondato una scuola per

terapeuti, il commento è: “Ah, fate i massag-

gi”. Se poi mi azzardo a dire ”

esoterici”, un brivido corre lungo la schiena

e l’ombra di oscuri e sanguinari rituali com-

pare all’orizzonte. Non sono nostalgico della

società del Cinquecento, non gestisco una

linea telefonica di consulenze sul lotto o di

fatture d’amore, apprezzo molto le conquiste

della scienza, sono convinto che i truffatori e i

criminali debbano stare in carcere, però riven-

dico la possibilità di usare il termine esoterico

nella sua integrale accezione etimologica.

Non vi è conoscenza più bella ed elevata di

per terapeuti

quella che ti mette in rapporto con le pro-

fondità dell’esistenza, attraverso le porte

della tua coscienza. Questo è l’esoterismo,

e questo io ho potuto sperimentare nei cin-

quantadue anni della mia vita. Da che ho me-

moria, è sempre stata forte in me la ricerca

della giustizia, della verità e della conoscenza.

Come tanti, ho provato l’ardente ed inces-

sante desiderio che mi sospingeva a cercare

senza sosta, mai pago dei risultati ottenuti.

Un’incredibile sete mi ha trascinato ad abbe-

verarmi a tutte le fonti che incontravo sul mio

cammino, col solo risultato di riemergere da

quelle stesse fonti più assetato di prima. Solo

quando ho iniziato a comprendere veramente

che tutta la mia vita era nel ballo della trasfor-

mazione, e non solo la mia conoscenza men-

tale, ho iniziato ad appagare questa sete e ad

esaudire il mio desiderio. Questa condizione

può legittimamente definirsi “conversione”,

perché da quel momento quello che prima

era stato un moto fortissimo ma in un qual-

che modo cieco e disordinato ha preso una

sola direzione di marcia, lungo la quale ogni

precedente esperienza assumeva un senso

e veniva collocata al suo posto nel contesto

delle necessità evolutive della mia coscien-

za.

Nello specifico, però, è oggi chiaro per me

che il costruirsi di quella consapevolezza, che

è l’unica cosa al mondo alla quale non potrei

rinunciare, non avrebbe potuto avvenire sen-

za l’ausilio di quella che possiamo legittima-

mente definire Scienza Esoterica. In effetti

non se ne sente molto il bisogno finché la

propria percezione rimane aderente a cano-

ni di rassicurante fisicità e materialità. I pro-

blemi, e quindi le ricerche, iniziano quando

la tua percezione ti rimanda all’esistenza di

dimensioni della vita non misurabili e quantifi-

cabili materialmente. Allora ti rendi conto che

esiste, per quanto derisa dalla maggioranza

normale di tutti i settori dell’umanità, una sa-

pienza tramandata da tutti coloro che, nel cor-

so della storia, si sono trovati nelle tue stesse

condizioni, a vivere le stesse tue esperienze.

Per di più ti rendi conto che questa cono-

scenza ti dà quelle risposte che la normalità

della scienza umana, in tutti i suoi settori e

con tutta la sua ostentazione, nemmeno si

sogna di darti. Inoltre, cosa fondamentale,

comprendi che non hai a che fare con della

banale filosofia, ma con qualcosa che trasfor-

ma definitivamente la tua vita, dandoti equi-

librio, consapevolezza e capacità di amare.

Finalmente senti che da questo cammino

non si torna indietro, ma che si può andare

solo avanti, lungo il Sentiero di perfeziona-

mento che i Maestri hanno descritto. Molti

saranno ancora nelle condizioni di non poter

comprendere, temere o sbeffeggiare ciò che

viene definito esoterico, ma sempre di più sa-

ranno coloro che cercheranno la verità. Infatti

oggi l’umanità, pur con tutti i suoi limiti, si è

molto evoluta mentalmente, rendendo possi-

bile il fatto che un numero elevato di persone

si dedichi alla ricerca dei segreti della vita e

della coscienza umana. Questa in sintesi è la

conoscenza esoterica, conoscenza della vita

in tutte le sue dimensioni e manifestazioni,

comprensione della coscienza, che non può

prescindere dal comandamento unico inse-

gnatoci da Gesù, “ama il prossimo tuo come

te stesso”, perché solo conoscendoci a fon-

do possiamo veramente amarci, amando così

anche i nostri fratelli. Non mi pare che ci sia

da vergognarsi.

Massimo Rodolfi, fondatore

di Atman, associazione per lo studio del Raja yoga e dell’esoterismo,

di Energheia, prima scuola italiana per terapeuti esoterici,

della Draco Edizioni, casa editrice nata per diffondere la conoscenza esoterica

e di Il Discepolo rivista esoterica on-line.

Per ora

Conoscere la conoscenza Curatore: Andrea Innocenti SOCRATE E BUDDHA ovvero come l’autoconoscenza apre la strada

Conoscere la conoscenza

Curatore: Andrea Innocenti

SOCRATE E BUDDHA ovvero come l’autoconoscenza apre la strada a una visione non dogmatica della realtà

Socrate (469-399) vive nel V secolo a.c. in una Atene ricca di fermenti culturali, dominata dal

pensiero e dalle idee dei sofisti, la cui rilevan- za pratica, portata all’estremo, conduceva a un generale disorientamento, che finiva per scuotere il fondamento di ogni morale indi- viduale e sociale. L’interesse particolare giu- stificato da un’ideologia travisata finiva per prevalere sul bene comune. Socrate sente il bisogno di dare una svolta morale alla società: per lui questa può veni- re essenzialmente dalla conoscenza, che lui identifica con l’autoconoscenza: solo l’uomo che conosce se stesso sa di non sapere nulla

di ciò che va oltre la sua esperienza.

proccio alle diverse situazioni assolutamente antitetico a quello dell’uomo comune, legato

al proprio interesse personale e che non sa

guardare oltre la punta del suo naso. La maieutica, l’arte della levatrice, non ha come fine il proporre una verità, ma quello di suscitare nel discepolo la verità. Essa non può venire dall’esterno attraverso una conoscenza dogmatica, ma deve venire dal di dentro, è in ognuno, ma è nascosta dai luoghi comuni, dalle

definizioni astratte indotte dall’ambiente e dalla cultura dominante. Con questo lavoro di ricerca

su di sé può gradualmente formarsi un auto-

nomo discernimento, che solo può permettere una solida coscienza, basata sui contenuti di

L’insegnamento socratico sostanzialmente si

un’esperienza capita e assimilata, l’unica capa-

esprime nell’arte della ricerca, oggi detta ‘eu-

ce

di dare quella dirittura morale volta al bene

ristica’, che per lui si struttura formalmente sull’ironia e sulla maieutica. L’ironia per lui è essenzialmente uno stile:

comune alla quale il filosofo aspira. Per Socrate il bello, il buono e il giusto non sono come per i sofisti frutto del soggetti-

egli si accosta con umiltà ai maestri ricono-

vismo dei sensi, quindi relativi e suscettibili

sciuti, ma poi, pur mantenendo un atteggia-

di

adattamento all’utile personale, ma sono

mento dimesso e di ammirazione, domanda dopo domanda smonta tutte le loro certezze, riducendoli a un imbarazzante silenzio. Grazie

dei valori universali, quindi validi per tutti, e nascono da un profondo convincimento inte- riore determinato da una consapevolezza che

alla sua capacità di guardare la vita e gli uomi-

si

forma con la maturazione di un’esperien-

ni

con distacco, riesce sempre a rimanere al

za

sì soggettiva, ma elaborata dalla capacità

di

mantenendo un’ironia di fondo che, mentre

sopra del coinvolgimento delle circostanze,

umana di intuire l’universale nel particolare. Concetto, questo, che sarà poi ampiamen-

da una parte rivela la sua intrinseca superio-

te

sviluppato dal suo discepolo Platone, che

rità morale, dall’altra indica un metodo di ap-

così rievoca nella sua opera Fedone la morte

del Maestro, quando Socrate dà veramente

la prova della sua forza morale:

“E Critone, udito ciò, fece cenno a un suo servo ch’era in piedi vicino a lui; e il servo uscì, rimase fuori un po’ di tempo, e tornò menando seco l’uomo che doveva dare il far- maco, che lo portava pestato in una tazza. E Socrate veduto colui, “Bene, disse, brav’uo- mo, tu che di queste cose te ne intendi, che si deve fare?”. “Nient’altro, rispose, finché tu non senta peso alle gambe; dopo, devi ri- manere sdraiato; e il farmaco opererà da sé”.

Così dicendo porse la tazza a Socrate. Ed egli

la prese, oh, con vera letizia, o Echècrate; e

non ebbe un tremito e non mutò colore e non torse una linea del volto. […] Così dicendo,

tutto d’un fiato, senza dar segno di disgusto, piacevolmente, vuotò la tazza fino in fondo.

E i più di noi fino a quel momento erano pur

riusciti alla meglio a trattenersi dal piangere; ma quando lo vedemmo bere, e che aveva bevuto, allora non più; e anche a me con- tro ogni mio sforzo, le lacrime caddero giù a fiotti; e mi coprii il capo e piansi me stesso:

ché certo non lui io piangevo, ma la sventu- ra mia, di tale amico restavo abbandonato! […] E anzi, Socrate, “Che stranezza mai è questa, disse, o amici? Non per altra cagio- ne feci allontanare le donne se non perché non commettessero di tali discordanze. E ho anche sentito che con parole di lieto augurio bisogna morire. Orsù, dunque, state quieti e siate forti“. E noi, a udirlo, ci vergognammo

e ci trattenemmo dal piangere. Ed egli girò

un poco per la stanza; e quando disse che le gambe gli si appesantivano, si mise a giace-

re supino; perché così gli consigliava l’uomo.

E intanto costui, quello che gli aveva dato il

farmaco, non cessava di toccarlo, e di tratto

in tratto gli esaminava i piedi e le gambe; e, a

un certo punto, premendogli forte un piede, gli domandò se sentiva. Ed egli rispose di no. E poi ancora gli premette le gambe. E così, risalendo via via con la mano ci faceva vede- re com’egli si raffreddasse e si irrigidisse. E tuttavia non restava di toccarlo; e ci disse che quando il freddo fosse giunto al cuore, allo- ra sarebbe morto. E ormai intorno al basso ventre era quasi tutto freddo; ed egli si scoprì - perché s’era coperto - e disse, e fu l’ulti- ma volta che udimmo la sua voce, “O Crito- ne, disse, noi siamo debitori di un gallo ad Asclèpio: dateglielo e non ve ne dimenticate“ “Sì, disse Critone, sarà fatto: ma vedi se hai altro da dire”. A questa domanda egli non ri- spose più; passò un po’ di tempo, e fece un movimento; e l’uomo lo scoprì; ed egli restò con gli occhi aperti e fissi. Critone, veduto ciò, gli chiuse le labbra e gli occhi.”

Buddha, prima della conversione Gotama Siddharta, nasce a Kapilavatsu, una località del Nepal, intorno al 563 a.C. La sua vita è tramandata in modo leggenda- rio, quindi è difficile distinguere il dato storico da quello agiografico. Sembra certo che il pa- dre sia stato il re Suddhodana dei Kapila. Grazie alla sua condizione sociale condusse una vita agiata fino all’età di 29 anni, momen- to in cui un’improvvisa intuizione del caratte- re universale della sofferenza lo spinse a la- sciare la reggia paterna per una vita di ricerca interiore. Quello che affascina nell’aspirazione alla ca- rità del principe Siddharta è il suo bisogno di sperimentare personalmente e fino all’estre- mo la vita. Dapprima si immerge nello studio profondo delle dottrine dei bramani: segue l’insegna- mento del dottissimo Alara Kalama che aveva

non meno di trecento discepoli nella città di Vesali (a nord dell’attuale Patna). Poi, insod-

disfatto della cultura astratta, inizia una vita

di estremo ascetismo per circa sei anni, cer-

cando di sperimentare nel modo più rigoroso

le più dure tecniche del misticismo yoga: vie-

ne allora chiamato Sakiamuni, l’asceta della famiglia dei Sakya. Ma anche questa ricerca non lo appaga: capisce che non è quella la via per uscire dalla ruota delle reincarnazioni, causa della sofferenza universale. La leggen- da narra che fu allora, dopo una profonda me- ditazione, che ebbe l’“illuminazione“. Il suo insegnamento è stato tramandato oral- mente, come nel caso di Socrate: anche lui

non ha lasciato niente di scritto, quindi è sta- to soggetto alle più diverse interpretazioni

e a probabili travisamenti; tuttavia lo si può sintetizzare in quelle che vengono dette le “quattro nobili verità“:

1. la sofferenza e il dolore sono parte inte-

grante dell’esistenza dell’universo fenomeni- co, perciò da esso inscindibili;

nocivo, così la maldicenza e il parlare vano; RETTA AZIONE: la distruzione di esseri viven- ti è karmicamente nociva, così rubare o avere rapporti sessuali illeciti; RETTO MEZZO DI SOSTENTAMENTO: pro-

curarsi il necessario al proprio sostentamento

in modo innocuo;

RETTO SFORZO: guardare un certo oggetto con bramosia, ira, illusione è dovuto a uno sforzo non retto; RETTA ATTENZIONE: essere consapevoli del proprio corpo, delle proprie sensazione e dei propri pensieri ; RETTA MEDITAZIONE: concentrazione pro- lungata, ma calma e misurata. L’uomo che s’immerge nella vita secondo queste indicazioni è un individuo che conti- nuamente osserva se stesso, vede l’attacca-

mento che lo lega al desiderio, si rende conto

di come da questo nasca la sua visione della

realtà, costruita perciò su condizionamenti

dovuti a illusioni o distorcenti induzioni, che hanno prodotto sovrastrutture che vanno al

2.

il desidero di essere nel mondo dei feno-

di

là della sua reale natura, la quale invece è

meni è la vera ragione della sofferenza;

la

sua vera essenza universale.

3.

la fine della sofferenza si può ottenere at-

traverso il distacco, cioè l’eliminazione di ogni

Il nobile ottuplice sentiero consiste di:

È

su questo punto, cioè quello della coscien-

forma d’attaccamento;

za, che troviamo il possibile accostamento a

4 la via da seguire per ottenere ciò è la “via di mezzo“, realizzabile mediante il “nobile ottu- plice Sentiero“.

Socrate, anche se i percorsi sono diversi, per- ché diversi sono i tempi e i luoghi. Entrambi i due grandi uomini arrivano, attraverso l’esplo- razione di sé e lo sradicamento di ogni dog- matismo aprioristico, a toccare il punto foca-

RETTA COGNIZIONE: comprendere la soffe- renza, la sua origine e la sua possibile estin- zione, quindi ciò che karmicamente è benefi- co e ciò che è malefico; RETTO PENSIERO: quello libero da desiderio sensuale, da malevolenza e da crudeltà; RETTA PAROLA: mentire è karmicamente

le del cuore dell’uomo, all’interno del quale si

trovano immanenza e trascendenza, realtà di

sintesi e partecipazione analitica all’esisten- te, in una parola Vita Una e Molteplice o, det-

to altrimenti, il Sentiero della Coscienza, che

supera le limitazioni dell’io.

Andrea Innocenti

che supera le limitazioni dell’io. Andrea Innocenti Educare per la consapevolezza Curatore: Anna Grazia Fiorani

Educare per la consapevolezza

Curatore: Anna Grazia Fiorani

IL GIOCO DELLA VITA UNISCE ANIMA E CORPO

Educare non significa istruire accademica- mente. Cosa dovrebbe essere l’educazione allora? Nell’educare non si deve solo acquisire co- scienza, ma anche conoscenza. Ma come? La conoscenza non si può ampliare se non

c’è una relazione, che implica la conoscenza

di ciò che è l’altro, in un interscambio recipro-

co. Dobbiamo riconoscere l’altro non perché

è uguale a noi, ma perché è diverso, quindi

portatore di una conoscenza differente dalla nostra. È su questa base che può emerge- re una collaborazione, percependo il tutto come una possibilità più ampia che permetta l’emergere di una verità della vita fatta di di- verse sfaccettature, ognuna delle quali deve concorrere allo svelarsi reciproco. Basta anche solo guardare come l’esse- re umano si relaziona e come si assume le responsabilità dal punto di vista sociale: os- servare l’andamento degli eventi storici e le condizioni umane di ogni epoca ci portano a capire il grado di relazione e quindi l’ambito in cui l’uomo vive ed è vissuto. Solo con l’evolversi della coscienza, però, si entra nell’infinita vastità universale scono- sciuta, che la mente umana, poiché limitata, non riesce a contenere. La parola ‘educare’ ci rimanda, come già de-

scritto nel mio precedente articolo, a una si- nergia tra l’umano e il divino, a un rapporto

tra uomo e Dio. È coscienza evolutiva vedere

in se stessi, come nell’altro, l’aspetto cono-

scitivo e divino della vita. Questo è il punto

di partenza per poter ampliare la coscienza,

iniziando a identificarsi non più con aspetti

negativi, perturbanti e distorcenti di se stes-

si, i quali riflettono solo la devastazione della

solitudine della personalità, ma con aspetti costruttivi di luce, di amore e unione che ris- pecchiano la luce della grandezza dell’anima. Questa è una scelta che ogni essere umano sarà in grado di fare coscientemente quando imparerà a guardare l’altro con gli occhi della propria anima.

Creando queste solide basi, in futuro la qualità del rapporto tra esseri umani e popoli si base-

rà sul rispetto, sul riconoscimento di diverse

grandezze, tendenti ognuna alla creazione di

una visione animica. Nascerà in questi conte-

sti la possibilità di educare dei cittadini nuovi,

che abbiano a cuore il bene comune, citta- dini che possano definirsi del mondo e non solo della propria piccola realtà da difendere, come un castello arroccato sul monte. Fino ad ora, l’educazione mirata a coltivare le qualità della personalità ha prodotto confusio- ne e paura, giungendo, in alcuni casi, alla di- struzione delle capacità della vita entrostante.

Il bambino accetta senza incertezze ciò che è diverso da lui, perché è nella naturalità della

vita. La spinta dell’anima porta necessaria- mente a sperimentare, acquisendo una inna- ta fiducia che produce un maggiore equilibrio nel vivere le relazioni. È opera invece dell’influenza della personali- tà vivere come minaccioso ciò che è diverso, perché essa tende ad avere una natura inclu- siva di attaccamento e controllo, che è qualità tamasica, della materia, quindi pesante. Ma la vita non controlla, è movimento, attrazio- ne reciproca degli opposti, che portano ad un aumento delle potenzialità. Ciò diviene patri- monio dell’anima. Il bambino, quando gioca, si relaziona total- mente con Anima e Corpo: il suo amore è ri- volto a se stesso e a ciò che lo contorna allo stesso modo; egli è avvolto da un alone di magia che porta leggerezza nella materia. Sarà la relazione con l’adulto che lo porterà a differenziarsi e ad assimilare i suoi impulsi e le sue paure, il che produrrà una progressiva chiusura. Se si guarda un bambino giocare si può scorgere la vita che gioca in un susse- guirsi di esperienze armoniche. Nel soffer- marsi ad osservarlo con gli occhi del cono- scitore possiamo scorgervi tutta la gioia del gioco, che è unione della vita. Giocare è l’at- tività attraverso la quale il bambino si espri- me e sperimenta le sue potenzialità future. Occorre perciò lasciarlo ‘essere’. La felicità del bambino non deve passare attraverso la comprensione di cosa farà da grande, ma attraverso l’acquisizione delle basi della capacità di valutare. Questo atteg- giamento lo porterà a coltivare le proprie qua- lità vitali, senza essere rinchiuso negli schemi rigidi dell’adulto, il quale vede sempre meno lontano. Sicuramente il senso del gioco non finisce con il termine dell’età scolare. Se il bambino ha ricevuto un’educazione tesa

a rendersi conto di essere un portatore di

conoscenza capace di sperimentare, per se

stesso e per gli altri, egli diverrà un adulto responsabile. Essere responsabile significa cogliere l’unità della vita, seppure in modo embrionale, assumere il proprio posto nella società, divenendone un fattore coagulante. Quindi anche noi adulti possiamo riscoprire

il gioco dentro di noi e dargli una definitiva

residenza che avevamo scordato. Anche nella scuola si dovrebbe imparare at-

traverso il gioco, perché attraverso la gioia si sviluppa il gusto speciale per l’apprendere. Diventa molto importante come si pone l’in- segnante o l’adulto, che non dovrebbe mai essere qualcuno che si sopporta sotto co- strizione, ma dovrebbe essere l’amico che si ama perché aiuta e fa divertire. Questa attitu- dine produce il piacere dello scoprire la vita, che quindi non è un peso, ma un gioco che ne genera altri. In questo modo si percepi- scono altri mondi possibili.

Ai bambini deve essere insegnato il piacere di

superare le difficoltà, in quanto ciò dà uno spe-

ciale valore alla vita; quando si sa come farlo,

si distrugge la noia e contemporaneamente si

porta un interesse nuovo verso la vita.

Ricordiamoci che siamo qui per progredire

e che dobbiamo imparare sempre da ogni

situazione che viviamo. Questa è la vita, se la riconosciamo la portiamo a compimento esprimendola. Tra anima e sperimentazione esiste un canale, attraverso il quale discende quanto necessa- rio ad irrorare le possibilità umane. In questo modo la creatività emerge come consapevo- lezza dell’amore che pervade il tutto e che ogni genitore o adulto dovrebbe cogliere, per

imparare ad educare attraverso un percorso. Anna Grazia Fiorani

ad educare attraverso un percorso. Anna Grazia Fiorani Letteratura e spiritualità Curatore: Anna Todisco IL

Letteratura e spiritualità

Curatore: Anna Todisco

IL MISTERO SUPREMO

Di fronte alla grandiosità e ineffabilità della

Vita, perfetta in ogni sua più piccola manife- stazione, noi uomini ci siamo posti da sem- pre domande semplici ma basilari: da dove vengo? Chi sono? Che scopo ha la vita? La mancata risposta a questi quesiti ci può an- gustiare fino alla disperazione. L’ignoranza

ci può gettare nello sconforto, così come la

conoscenza può lenire le sofferenze di colui che cerca, che vuole comprendere. La co- noscenza può dare la soluzione ai problemi esistenziali dell’uomo, restituendogli la sua dimensione superiore e rendendolo libero dall’angoscia, dalla paura e dallo sconforto:

“E conoscerete la Verità e la Verità vi farà li- beri” (Giovanni, VIII, 32)

Indaghiamo su possibili risposte.

“In principio era il Verbo…Tutte le cose furo- no fatte da Lui e di ciò che esiste nulla è stato fatto senza di Lui.” (Giovanni, I, 1-3)

Tanto silenziosa e senza forma Assoluta e immutabile Gira e non fa danni Può essere la madre del cielo e della terra Non so il suo nome Sforzandomi lo chiamo Tao. 1

IL RESPIRO COSMICO

Allo sguardo anche del più distratto e sprov- veduto osservatore si impone il perfetto or- dine che governa la manifestazione in tutti i suoi più svariati aspetti. Esiste un Ordine cosmico che può essere generato solo da una mente superiore che ha concepito un di- segno perfetto e compiuto in cui ogni cosa occupa il giusto posto. Neppure tutti gli sforzi della mente umana riuscirebbero a descrive- re l’essenza di una sola mosca, afferma in più occasioni Tommaso d’Aquino.

Credo che una foglia d’erba non sia meno di un giorno di lavoro delle stelle,

“In principio, quando Dio creò il cielo e la ter-

e

ugualmente è perfetta la formica, e un gra-

ra, il mondo era vuoto e deserto, le tenebre

nello di sabbia, e l’uovo dello scricciolo,

coprivano gli abissi e lo Spirito di Dio aleggia-

e

una raganella è un capolavoro dei più alti,

va

sulle acque. Ed Iddio disse, Sia la luce. E la

e

il rovo rampicante potrebbe adornare i sa-

luce fu.”(Genesi, 1-3)

Vi è qualcosa di indefinibile

Nata prima del cielo e della terra

lotti del cielo,

e la più stretta linea della mia mano se la può

ridere di ogni meccanismo,

e la vacca che rumina a testa bassa supera

ogni statua, e un topo è un miracolo sufficiente a far vacillare miriadi di miscredenti. Chi se ne intende dice…che cielo, terra, dèi, uomini sono collegati in un Tutto…e che per tale ragione… questo Tutto è chiamato Co- smo

2

Anche quel piccolo frammento che tu rappre- senti, o uomo meschino, ha sempre il suo intimo rapporto con il cosmo…Ti rimane però celato che tutto il divenire muove in vista del- l’universo, affinché la vita di questo giunga alla sua beatitudine essenziale. La vita non si genera in funzione tua, ma tu vieni generato in funzione della vita cosmica…E tu ti adiri perché ignori in qual modo ciò che ti accade risulta il maggior Bene per il Tutto… 3

Questa è la Verità:

Come da un fuoco che brucia intensamente Emanano a migliaia sfolgoranti scintille Che hanno la stessa natura:

Così … gli esseri di ogni sorta nascono dall’Imperituro e a Lui fanno ritorno. 4

Tutti gli esseri dimorano in Lui e Lui in tutti gli esseri …

5

Egli si muove e non si muove, è lontano e pur vicino, è interno al tutto, è [altresì] esterno al tutto. Egli tutto include; risplendente, incorporeo, privo di difetti, senza organi, puro e libero dal male,…onnipenetrante, autoesistente, ha disposto tutte le cose conformemente a veri- tà per tutto il tempo a venire. 6

Questo supremo Brahman, …, grande dimora dell’esistente, più sottile di

ogni cosa sottile, eterno: in verità è te stesso, perché “Tu sei Quello”. 7

Om! Quello [Realtà assoluta] è Pienezza. Questo [mondo manifesto] è Pienezza. La Pienezza nasce dalla sua Pienezza. Tutto ciò che esiste è Pienezza Om! pace, pace, pace. 8

1 LAO TZU, Tao Te Ching, XXV, Raffigura l’Origine

2 PLATONE, Gorgia, Laterza, Bari 1927

3 ID., Leggi, Laterza, Bari 1921

4 Mundaka-upanishad, II, 2, 1

5 Amrtabindu-upanishad, 22

6 Isa-upanishad, III, 5

7 Kaivalya-Upanisad, 16

8 Isa-Upanisad, invocazione

Anna Todisco

16 8 Isa-Upanisad, invocazione Anna Todisco Fitoterapia energetica Curatore: Donatella Donati IL

Fitoterapia energetica

Curatore: Donatella Donati

IL SIGNIFICATO ESOTERICO DELLE VITAMINE

Molte sono le vitamine con alto valore biolo- gico: alcune vengono utilizzate come potenti antiossidanti e integratori nutrizionali. Le più caratteristiche, sotto un profilo antiossidante sono la vitamina A, C ed E. La C è l’unica idrosolubile, cioè in grado di

sciogliersi in acqua, mentre le altre due, lipo- solubili, si sciolgono solo nei lipidi (grassi). La vitamina A si trova preformata nei tessuti degli animali, mentre nei vegetali è presente associata alla clorofilla e in alcuni precursori chiamati carotenoidi, che vengono trasfor- mati in vitamina A nell’organismo. Questo gruppo di pigmenti è largamente presente in natura e conferisce alle piante e ai fiori le classiche colorazioni giallo, rosso e arancio.

Il beta-carotene, il carotenoide più attivo e

quantitativamente più presente, appartiene a questa famiglia. La sostanziale differenza tra vitamina A e beta-carotene è che quest’ulti- mo è privo di tossicità. L’uomo non è in gra- do di sintetizzare il beta-carotene, ma deve

introdurlo con la dieta. L’attività benefica del beta-carotene va dalla protezione della vista

e degli epiteli alla protezione cardiovascolare,

dalla potente attività antiossidante alla pre- venzione di forme degenerative dell’apparato respiratorio. L’attività fisiologica della vitamina E deriva da diversi tocoferoli e tocotrienoli, tra i quali l’alfa-tocoferolo è il più attivo. L’azione antios-

sidante della vitamina E sembra intervenire

a livello delle membrane cellulari, grazie alla

sua catena isoprenoide laterale che gli per- mette di entrare nello strato lipidico; tale fat- tore si comporta come una trappola per i ra-

dicali liberi, distruggendoli prima che possano

causare alterazioni delle strutture cellulari. La vitamina E interviene nell’attivazione di alcuni enzimi mitocondriali, per incrementare l’utiliz- zo cellulare di ossigeno, e previene l’ossida- zione della vitamina A. La vitamina E si trova nel fegato e nel tessuto adiposo, ha diverse

e importanti funzioni, tra cui: detossificare

l’organismo dai metalli pesanti, prevenire l’in- sorgenza dei tumori, proteggere l’apparato ri- produttivo maschile e femminile e prevenire malattie cardiovascolari. La vitamina C, o acido ascorbico, è presen-

te nella frutta e nella verdura in alte quantità,

ma ha l’inconveniente di denaturarsi a basse

temperature, per cui nella cottura dei cibi si perde l’attività antiossidante. Ricche di vita- mina C, sotto un aspetto erboristico, sono la Rosa canina e l’Acerola. La somministrazione

di vitamina C è utile in caso di: asma, anemia,

difficoltà di cicatrizzazione, tumori e malattie cardiovascolari. È la vitamina indispensabile per il fumatore. Queste tre vitamine hanno strutture chimiche

particolari, meccanismi d’azione complessi e,

io mi permetto di aggiungere, anche alcune

potenti qualità occulte, come le capacità or- ganizzative e la precisione; con un’immagine un po’ fantastica esse sono i capi gruppo o condottieri delle molecole organiche in gene- rale.

È noto il loro meccanismo antiossidante (cat-

turano i gruppi spaiati delle altre molecole e

li neutralizzano), ma è forse meno noto sia

l’immenso lavoro che esplicano nella cate- na respiratoria supportando il trasporto degli

elettroni, sia il loro aiuto in varie reazioni enzi- matiche sistemiche. Tra le diverse vitamine, come descritto sopra,

è facile trovare supporto nell’attivazione, o si-

nergie, e sostegno nell’evitare la denaturazio- ne; questo dà l’idea di un’unione di intenti e

di quanto il lavoro di gruppo sia più importan-

te dell’efficacia della singola vitamina! Credo che noi umani abbiamo molto da imparare anche dalle vitamine… In definitiva, la loro presenza, in dosi ponde- rate, favorisce tutte le cellule dell’organismo umano, in particolare, laddove ci sia una ma- lattia in atto, esse riescono anche in maniera indiretta a sostenere le attività fisiologiche e gli equilibri interni, che purtroppo tendono ad alterarsi. Possiamo quindi evidenziare altre loro qualità, come la capacità ‘contenitiva’, una sorta di mediazione e commensura. Purtroppo (o per fortuna!?) ognuno di noi è un essere unico, che risponde all’assunzione delle vitamine in modo soggettivo, in base alla coscienza del momento. Le nostre cel-

lule, ossidate o meno, si fanno ‘aiutare’ dagli antiossidanti solo se in quel preciso momento

la loro coscienza è disposta a cambiare e a tra-

sformare la propria struttura chimica, ad ave- re quindi un equilibrio nuovo che porti a una

radianza diversa e maggiore. Chi si ammala, per esempio, ha la ‘necessità’ di trasformare

la propria coscienza attraverso una specifica malattia, perché, in quel momento, per quel- la coscienza la malattia è il mezzo più conso- no e veloce di evoluzione. Questo però non esclude il beneficio del supporto vitaminico, in particolare delle vitamine antiossidanti, nel sostenere la radianza che la materia ‘malata’ cerca di esprimere e sospingere, proprio per quelle caratteristiche di condottieri ordinati, che si muovono in perfetta e precisa siner- gia, e che, con unità di intenti, tendono verso la guarigione e l’equilibrio organico. Se ci guardiamo un po’ più in profondità e con un po’ più di attenzione, possiamo cono- scere meglio noi stessi, e, risanando il nostro organismo attraverso il lavoro su noi stessi, daremo la possibilità concreta alle vitamine antiossidanti di essere dei catalizzatori delle nostre trasformazioni interiori ed esteriori. Donatella Donati

trasformazioni interiori ed esteriori. Donatella Donati Nuovo insegnamento esoterico Curatore: Fabio Ricchetti

Nuovo insegnamento esoterico

Curatore: Fabio Ricchetti

APOLOGIA

DELL’INSEGNAMENTO

ESOTERICO

Quando si parla di esoterismo l’atteggiamen-

to più comune che si riscontra è quello di una

chiusa diffidenza, se non addirittura di aperto rifiuto. Ciò è dovuto prima di tutto alla grande ignoranza che regna intorno a questo tema,

la quale porta a classificare come ‘esoterico’

qualsiasi cosa abbia a che fare con la sfera occulta o semplicemente con campi di espe-

rienza con cui non si è generalmente abituati

a rapportarsi. In secondo luogo, ciò è dovuto

alla progressiva distorsione e mistificazione

di un messaggio che, allontanatosi dalla fon-

te, ha perso spesso le connotazioni originarie (per lo meno nei moventi), trasformandosi in superstizione e credenza popolare.

Si vuole quindi con questo articolo contribuire

a gettare un po’ di luce su una questione tan-

to complessa, restando consapevoli del fatto

che l’argomento non può essere esaurito in una trattazione così ridotta. Credo vi siano alcune componenti legate strettamente tra loro, che contribuiscono a

rendere il terreno insidioso e intricato, favo- rendone la distorsione. Vediamole una per

una:

1. il contenuto dell’insegnamento;

2. la segretezza dello stesso;

3. il complesso simbolismo impiegato;

4. l’impossibilità dei più a comprendere.

1. L’intero insegnamento esoterico verte sul riconoscimento della natura divina dell’uomo,

e soprattutto sulla sua possibilità di realizza-

zione nella pratica quotidiana. Più in particola- re, secondo l’insegnamento occulto di tutte

le tradizioni, l’uomo è composto di Corpo, Anima e Spirito e, mentre comunemente si identifica con il proprio corpo fisico, ‘non ri- cordando’ la propria natura divina, dopo una apposita disciplina di purificazione, egli ini-

zia a percepire le realtà spirituali interiori e

a comprendere come tutto sia contenuto e

racchiuso nel profondo del proprio cuore. Lì,

in quel punto, vi è il passaggio tra mortale e

immortale, lì giace la scintilla divina (Atman),

il magnete cosmico che lo accomuna a tutte

le creature e lo unisce ai Fuochi della Crea- zione. Tale insegnamento prevede quindi un per- fezionamento progressivo dell’Anima che, vita dopo vita, sperimentando tutto ciò che

è umanamente sperimentabile, si purifica dal

piombo della materia e compie il percorso del

Figliuol Prodigo, ovvero dopo la fuoriuscita dal seno del padre, la cacciata dal paradiso terre- stre, ‘costretto’ alla lontananza e condannato alle esperienze del mondo e alla ‘lontananza da sé’, ritorna alla casa del Padre trasfigurato

e consapevole, pronto a manifestarne la Vo-

lontà spirituale nella materia. Questo è il per- corso che spetta a ogni figlio di Dio, ovvero,

prima o poi, a ogni uomo su questa terra.

permetteranno di intuire e percepire le realtà

Questi brevi cenni possono solo sfiorare un

gandolo con il sudiciume della loro ignoranza:

2.

La motivazione di segretezza giace nello

velate dai simboli stessi. Egli deve scoprire le ‘identità sonore’ che uniscono il microcosmo

argomento di per sé vastissimo. Essi voglio- no solo mostrare come l’insegnamento eso-

essi sono i cosiddetti ‘ciechi guide di ciechi’ a cui si riferiva Gesù nei Vangeli.

scopo stesso di tutti i movimenti di questo

umano con il Tutto maggiore, giungere poi

terico, lungi dall’essere mera superstizione,

Ora che un nuovo ciclo si sta aprendo è giun-

tipo. La parola stessa, ‘esoterico’, richiama

alla conoscenza delle leggi che governano i

sia invece fondato su una profonda cono-

to il momento di rettificare ciò che in passato

a

un insegnamento interiore (eso, ‘dentro’)

piani sottili e alla ‘percezione dell’unità sot-

scenza. Questa è stata data al genere umano

è

stato distorto. È giunto il momento che la

al

quale non a tutti è dato accesso, se non

tostante’, la forma. Gli scritti esoterici quindi

fin dalla notte dei tempi; è stata poi custodita

luce del Vero possa finalmente risplendere

per meriti di purezza interiore che assicurino

velano svelando; nascondono additando e

dai Maestri della Tradizione e trasmessa solo

maggiormente e spazzare via i gusci delle

il

buon utilizzo della conoscenza impartita.

indirizzando l’occhio interiore, sfruttando la

a

coloro che ne fossero degni e in grado di

menzogne accumulate nei secoli e sedimen-

Lo stesso insegnamento di Gesù aveva una

niva poi ingiunto di “non dare le perle ai por-

capacità intrinseca dei simboli e delle imma-

calcare il Sentiero che conduce al monte del-

tate nelle coscienze umane. Oggi l’umanità

componente esoterica: infatti è espressa-

gini di contenere molteplicità di significati che

la

crocifissione e del sacrificio di sé.

nel suo complesso è pronta per ricevere un

mente detto che alle moltitudini parlava in

lasciano al lettore il compito di decodificarne

Testimonianza di ciò sono tutti i grandi Avatar

nuovo insegnamento: non nuovo nella sua

parabole, mentre ai discepoli solamente ve-

l’esatto significato o quella parte di significato

e

Iniziati che nella storia si sono succeduti e

essenza, ma adatto alle necessità attuali. Lo

che sottende tutto ciò che esiste.

niva spiegato in privato quello che era il loro significato profondo. Agli stessi discepoli ve-

ci”, cioè di non rivelare tali insegnamenti a

che può essere percepita in un dato momen- to. Da ciò deriva anche la possibilità di coglie- re aspetti e significati diversi con l’evolvere della coscienza.

hanno contribuito all’evoluzione della coscien- za umana nel suo complesso. Così Gesù di Nazaret, Buddha, Krishna, Platone, Giordano Bruno, H.P. Blavatsky, solo per citarne alcu-

le proprie vite per il bene dell’umanità, spes-

scopo è quello di compiere un passo decisi- vo verso una maggiore capacità dell’uomo di esprimersi come anima e di riconoscere l’uni-

chi non avrebbe potuto apprezzarli e farne un

ni, hanno impresso il loro messaggio nelle

Un passo decisivo è quello di riconoscere

uso appropriato. Il motivo della segretezza è

4.

Il fatto che la maggioranza del genere

coscienze umane, plasmando le generazioni

l’esistenza di una gerarchia di anime che, dai

a

quella animale verso un sempre maggior

in

parte spiegato dal mito della caverna di Pla-

umano non possa attualmente esprimere

future con la potenza del loro pensiero e del

piani interiori, regge da sempre le sorti del

tone: la libertà e l’esperienza dell’unione che viene sperimentata dall’uomo che si affranca

soprattutto accettata da coloro i quali non rie-

a

morte di Socrate o la stessa crocifissione

questo tipo di comprensione è dettato esclu- sivamente da limiti evolutivi. Questo signi-

loro insegnamento, sacrificando totalmente

pianeta e lo guida da una coscienza prossima

dalle catene non può essere né compresa né

scono a giudicare il mondo se non secondo le

fica che in potenza ogni essere umano può sperimentare e manifestare la propria natura divina, ma poi nella realtà questo dipende dal

so pagando con la vita il prezzo del servizio reso. Ciò che occorre riconoscere è come in realtà

grado di comprensione e inclusività, fino alla

possibilità reale di manifestare la propria divi- nità nel quotidiano.

“ombre proiettate” sullo schermo della ma-

grado di evoluzione dell’Anima e dalla possi-

il

vero insegnamento esoterico sia sempre

Questo è il percorso che conduce al Sentiero

teria. Esempio lampante di tale giudizio cieco e fondato sull’opinione (doxa), fu la condanna

bilità di quest’ultima di influenzare la Perso- nalità e i tre mondi dell’esperienza ordinaria. Lo stesso Gesù affermava: “Voi siete Dei”

stato la fonte di ogni religione, filosofia o mo- vimento che, in ogni campo dell’esperienza umana, abbia dato un qualsiasi contributo

iniziatico, che gran parte dell’umanità si ap- presta a calcare e al quale sono rivolti questi insegnamenti. È tempo che l’insegnamento

di

non possa letteralmente reggere la potenza

Gesù. Esempi di come l’umanità ordinaria

3.

L’insegnamento esoterico è poi comunica-

e “farete cose più grandi di me”. Ma per il momento l’umanità media si trova nella si-

alla conoscenza sulla natura dell’uomo e del Reale. E come da questa corrente luminosa

esoterico si manifesti nuovamente e torni a essere diffuso sul piano fisico. Questo non

della libertà, ma debba in qualche modo stig-

tuazione descritta da Platone nel mito sopra

di

vita che ha sempre pulsato e pulsa tuttora

è

che l’inizio di ciò che inevitabilmente sarà

matizzarla per liberarsene.

citato, ovvero si trova nello stato di chi è in- catenato alla materia e limitato a poter osser- vare solamente le proiezioni dei fenomeni, in

siano scaturiti mille rivoli. E come di questi mille alcuni siano vitali e ancora alimentati, mentre altri sono prosciugati e non ne rimane

nei prossimi secoli. Il nostro scopo non è che quello di contribuire a preparare le strade e raddrizzare i sentieri come quello di colui che

to in gran parte in forma simbolica, e ciò per

una condizione di errata percezione ed errata

che qualche rivolo o pozzanghera stagnante.

gridava nel deserto. Che tutto questo possa

due ragioni principali: la prima è la necessità

conoscenza. Questo è anche il motivo per cui

Questi ultimi sono rappresentati da tutta la

servire.

di

mantenere la segretezza dell’insegnamen-

l’insegnamento non è rivelato se non alle Ani-

massa di ciarlatani ovunque diffusi che, più o

 

Fabio Ricchetti

to, la seconda è quella di spingere l’aspirante

me pronte e prossime alle porte del Tempio.

meno in buona fede, contribuiscono a scre-

 

a

sviluppare quelle strutture interiori che gli

ditare la bontà del vero insegnamento infan-

Antica saggezza e scienza moderna Curatore: Gianluca Fontana L’UNIVERSO… IN UN RESPIRO «È bellissimo!», esclamò

Antica saggezza e scienza moderna

Curatore: Gianluca Fontana

L’UNIVERSO… IN UN RESPIRO

«È bellissimo!», esclamò lei. «Però ora fermia-

moci, perché ho le vertigini!». «Le vertigini?», disse lui. «Ma siamo a casa, seduti in giardi- no!». «Parlo delle vertigini dell’infinito…». Lui era un brillante studente della facoltà di Astronomia, dalle tendenze un po’ mistiche,

e lei sua madre.

Il giovane era rimasto affascinato dallo studio dell’Universo. Una sera, uscito in giardino, aveva fatto nella sua mente un “viaggio” che

lo aveva lasciato senza parole. Aveva così de-

ciso di far provare le stesse emozioni a sua madre, che quei libri non aveva mai letto. «Mamma, chiudi gli occhi e pensa di alzarti in volo sopra la nostra casa. La vedi?». «La vedo», rispose lei, «e vedo anche le case

sono i suoi fratelli, altri otto pianeti come lui.

E quello è un po’ il loro papà, il nostro sole,

che riscalda tutto e tutti. E se saliamo anco- ra vediamo tanti altri soli come il nostro, con i loro pianeti che girano loro intorno». «Ma quanti sono quei soli che vediamo laggiù!?»,

chiese lei stupita. «Quella sotto di noi è la Via Lattea, la nostra galassia, che contiene miliar-

di di stelle come il nostro sole». «Miliardi?»,

ripeté lei incredula. «Sì. Pensa che è così grande che la cosa più veloce al mondo, la luce, impiega 100.000 anni per andare da un suo estremo all’altro. E non è finita!», disse lui. «Se saliamo ancora…». «È bellissimo», lo interrupe lei, «però ora fermiamoci, perché ho le vertigini!»

dei nostri vicini». «Bene», continuò lui, «ora dammi la mano, perché faremo un viaggio».

Sicuramente molti di noi, sfogliando un atlan-

«Pronta?». «Pronta!». «Allora via

Guarda,

te

di astronomia, hanno fatto un viaggio così.

da

quassù si vede la città, con migliaia di case

E

sicuramente si sono chiesti: «Quanto è

come la nostra. Poi, salendo ancora, ecco la nostra nazione, con migliaia di città. E da più in alto, si vede il nostro continente, con de- cine di Stati. E da ancora più in alto, ecco il nostro bel pianeta blu». «È proprio bello!», esclamò lei. «Da quassù è come se potes-

si abbracciare ogni cosa! E pensare che non

mi sono quasi mai mossa dalla nostra città!

Possiamo salire ancora?». «Certo», rispose lui. «Guarda, da questa altezza si vede che il nostro pianeta è in buona compagnia: quelli

grande l’Universo?». «Come ha avuto origi- ne?». «Che fine farà?».

A queste domande da tempi antichissimi cer-

cano di dare una risposta le cosiddette teorie cosmogoniche (dal greco kosmos ‘mondo’,

e genesthai ‘nascere’) che si ritrovano nelle religioni dei vari popoli.

Inoltre, dai primi decenni del secolo scorso, una scienza nota come cosmologia (dal gre-

co kosmos ‘mondo’, e logos ‘studio’) cerca di

fare altrettanto.

Viene allora spontaneo chiedersi: la cosmo-

gonia religiosa può in qualche sua forma aver sorprendentemente anticipato la cosmologia scientifica? E può in qualche modo orientarla nelle sue ricerche? Sembra di sì. Ecco perché. La cosmologia si può dire nasca tra il 1915

comincerà a contrarsi su se stesso verso un big crunch finale (l’opposto del big bang ini- ziale); un universo ‘di compromesso’, a metà

strada tra i due, che ce la farà appena appena

a espandersi per sempre.

Viene spontaneo chiedersi quale mai sia que- sto parametro. Si tratta della densità di mate-

e

il 1929. Nel 1915 Albert Einstein pubblica

ria, ovvero del rapporto tra il numero di atomi

primo articolo sulla teoria della relatività

generale: la più straordinaria delle strutture matematiche che la mente umana abbia mai concepito. Una teoria in grado di mettere in

il

allontanando gli uni dagli altri. Da quella data

presenti nell’Universo e il volume da esso occupato. Se il suo valore è al di sotto di un minimo stabilito dalle equazioni di Einstein, allora l’Universo si espanderà per sempre; se

relazione la dinamica di espansione dell’Uni-

è

al di sopra, imploderà.

verso con la quantità di materia in esso con- tenuta. Nel 1929 Edwin Hubble, con le sue osser- vazioni al telescopio, conferma la predizione

Per il momento nessuno è in grado di stabi- lire con certezza quanto denso sia l’Univer- so. La ragione è interessante. Se facciamo la somma di tutta la materia dell’Universo

delle equazioni di Einstein: l’Universo si sta espandendo, gli ammassi galattici si stanno

(stelle, galassie, ammassi di galassie ecc.), la densità risulta pari a solo il 10% della densi- tà critica, che separa gli universi ‘chiusi’ da

e

galassie seguirebbero traiettorie differenti

la

relatività generale non è più solo una teo-

quelli ‘aperti’. Questo porterebbe a conclude-

ria elegante, ma un modello attendibile della realtà. Per questa ragione le sue equazioni vengono studiate accuratamente, perché in

re che l’Universo si espanderà per sempre. Ma non è così. E la ragione sta nel fatto, sor- prendente, che tutta la materia che vediamo

esse si cela la risposta alla domanda sul futu-

nell’Universo non è tutta la materia che lo

ro

dell’Universo.

costituisce. In esso esiste una sorta di ma-

Questo studio, tuttavia, non porta gli scien- ziati a dare una risposta certa al riguardo. Le equazioni della relatività generale, infatti, come spesso accade, contengono un para- metro, e questo si rivela di difficile valutazione sperimentale. Dal momento che, a seconda del valore assunto dal parametro, la soluzio-

teria oscura, ovvero che non emette luce, rilevabile solo indirettamente grazie alla sua attrazione gravitazionale esercitata sulla ma- teria luminosa. In parole più semplici, la pre- senza della materia oscura viene postulata per il fatto che, se essa non ci fosse, stelle

ne delle equazioni cambia, la conseguenza è che gli scienziati possono predire tre possibili scenari per il futuro dell’Universo, senza però poter dire quale di essi si avvererà. Ecco le possibilità: un universo ‘aperto’, che si espan-

da quelle osservate. Quanta materia oscura esiste nell’Universo? Ad oggi non lo si sa. E pertanto la cosmologia al momento non può dirci quale sarà il futuro dell’universo: eterna espansione o espansione limitata nel tempo

derà per sempre; un universo ‘chiuso’, che a un certo punto smetterà di espandersi e poi

con conseguente contrazione. L’Induismo è la più antica delle principali re-

ligioni del mondo e i suoi testi sacri, i Veda, sono considerati i più antichi della Terra a noi pervenuti (5000-1500 a.C.). Tra tutti i nume-

rosi testi religiosi dell’India, sono gli unici ai quali non viene attribuito alcun autore. Essi

una particolare dimensione, conosciuta come piano dell’akasha, in cui è conservata come in

archivio la storia di ogni cosa. Concentrandosi su un oggetto, è possibile, per chi ha svilup- pato tale facoltà, conoscerne la storia.

furono tramandati oralmente da padre in fi-

I

Rishi dei Veda sembra dunque fossero es-

glio, da maestro a discepolo, e successiva- mente vennero trascritti da un saggio chia- mato Vyasa. La parola “Veda” deriva dalla radice sanscrita vid, che significa “sapere”, “conoscere”. Quindi “Veda” significa “ciò che è stato ascoltato, rivelato”. Si dice infatti che siano stati rivelati dallo Spirito Supremo, Brahman, ai cosiddetti Rishi, o veggenti, quan- do essi si trovavano in uno stato di profonda meditazione. Dunque essi conterrebbero la conoscenza suprema di Dio e rivelerebbero verità eterne, non creazioni umane.

seri estremamente evoluti che, meditando, hanno potuto consultare questi archivi, rico-

struire la storia dell’Universo, adattandola poi alle menti dei futuri lettori con le opportune allegorie. Ma qual è l’immagine che nei Veda descrive la nascita e l’evoluzione dell’Universo? Dio, in sanscrito Brahma, che respira, in una gi- gantesca sequenza di espirazione, pausa e inspirazione. Una sequenza lunghissima, di vari miliardi di anni. In fase di espirazione, l’Universo nasce dalle sue narici e si espan-

a

contrarsi per poi ritornare, scomparendo,

A

questo proposito è importante chiarire il

de. Durante la pausa raggiunge il suo culmine

significato della parola “meditazione”. Se- condo l’Antica Saggezza, per meditazione si

nello spazio. In fase di inspirazione, comincia

intende uno stato della mente nel quale essa viene mantenuta concentrata per un tempo

nelle sue narici. Assai sorprendente l’analogia tra l’Universo

sufficientemente lungo su un oggetto, ap- punto l’oggetto della meditazione. La mente dell’uomo ordinario riesce in tale

‘chiuso’ della cosmologia scientifica e il re- spiro di Brahma della cosmogonia indù! Se- condo entrambe, l’Universo si espanderà fino

esercizio solo per un tempo piuttosto breve,

a

un massimo, per poi contrarsi su se stesso

durante il quale percepisce i particolari forma-

e

sparire in quel nulla apparente dal quale è

li dell’oggetto che normalmente gli sfuggono. Poi, a mano a mano che l’essere umano di

vita in vita passa dallo stadio ordinario a quel-

lo spiritualmente evoluto sviluppa il controllo

della mente.

E questo a che pro? La meditazione consente,

come si dice, di squarciare il velo che separa

il mondo visibile da quello invisibile, rivelan-

do dimensioni della Vita per ora sconosciute alla Scienza Moderna. Si tratta di dimensioni costituite da una materia via via più rarefatta rispetto a quella comune. Tra queste esiste

venuto. Almeno in questo caso, sembra proprio che da migliaia di anni i saggi abbiano trovato per altra via la risposta a una domanda che ad oggi ancora assilla gli scienziati. E sembra proprio che dalla lettura del testo sacro più antico del mondo, i Veda, gli scienziati possa- no essere indirizzati efficacemente nelle loro

ricerche. Un caso? Forse no…

Gianluca Fontana

nelle loro ricerche. Un caso? Forse no… Gianluca Fontana La Coppia sul Sentiero Curatore: Giorgio Ricci

La Coppia sul Sentiero

Curatore: Giorgio Ricci Garotti

MASCHILE E FEMMINILE:

RELAZIONE IN PRIMO PIANO

Dallo stato di quiescenza, Pralaya, l’Uno As- soluto si manifesta ciclicamente attraverso la creazione, Manvantara; da uno stato neutro dunque, ad uno polarizzato: Spirito o princi- pio espansivo e Materia o principio restrittivo. Come si legge nella Genesi, Dio creò i cieli e la terra, giorno e notte, terre e mari, sole e

luna, poi piante, animali

della creazione differenziata, che procede:

“E Dio proseguì dicendo: Facciamo l’uomo a nostra immagine e secondo la nostra somi- glianza, e tenga sottoposti i pesci del mare e le creature volatili dei cieli e gli animali do- mestici e tutta la terra e ogni animale che si muove sopra la terra” (Genesi 1.26). Il ruo- lo preminente dell’uomo in seno al creato è qui conclamato, ma lungi ancora dall’essere correttamente compreso ed attuato in ter- mini di rispetto, educazione e quindi di inno- cuità. “E Dio creava l’uomo a sua immagine, lo creò a immagine di Dio, li creò maschio e femmina”(ibi 1.27). “Dio proseguì, dicendo:

Non è bene che l’uomo stia solo. Gli farò un aiuto, come suo complemento” (ibi 2.18). Due poli complementari, quindi, non antago- nisti: “Perciò Dio fece cadere sull’uomo un profondo sonno e, mentre dormiva, prese una delle sue costole e chiuse quindi la carne sul posto d’essa” (ibi 2.21); “E Dio edificava

dalla costola che aveva preso dall’uomo una donna e la conduceva all’uomo” (ibi 2.22);

Siamo alle origini

“Allora l’uomo disse: Questa è finalmente osso delle mie ossa e carne della mia carne. Questa sarà chiamata Donna. Perché dall’uo- mo questa è stata tratta” (ibi 2.23). Tralasciando facili ironie su questo racconto biblico, ciò che è rilevante è la risultante di entrambi gli elementi, maschile e femminile, contenuti in ogni essere umano. Dunque dua- lità, divisione, separazione di due poli che dai piani più elevati della creazione, Adi, si mani- festano fino ai piani più densi della materia, Stula Sharira, per poi arrivare a unione, com- pletamento, perfezione, al servizio del “Pro- posito che i Maestri conoscono e servono”, come recita la Grande Invocazione. Lo Spirito vuole e deve fecondare tutta la materia attra- verso l’azione, l’esperienza, la consapevolez- za di ogni essere umano (il 4° Regno di natura, del resto, nel progetto evolutivo, contribuisce all’evoluzione di quelli sottostanti, identifican- dosi sempre più a sua volta in quello superio- re, il 5° o Regno dei Cieli) affinché essa diven- ga perfetta, ossia sacra, aderente al Piano del Logos, il disegno, il progetto divino. La vita è gioco, un gioco estremamente creativo, di cui impariamo le regole e di cui comprendia- mo progressivamente il funzionamento attra- verso il processo pensiero-parola-azione, per cui è basilare conoscere gli elementi da cui si parte. La Volontà di essere (Padre-Maschile) si manifesta attraverso l’Attività nella mate-

ria, fecondandola (Spirito Santo-Femminile)

e generando una triangolazione il cui vertice

diviene l’unità: Amore (il Figlio = Maschile e

Femminile in perfetta simbiosi).

Ma veniamo a noi ominidi… Il principio ma-

schile e il principio femminile, presenti in

ogni essere umano, irradiano l’energia crea-

tiva insita nell’universo, opportunamente fil-

trata in base al livello evolutivo. Il Principio

Maschile si manifesta come attività, azione

deliberata, la cui propulsione è volontà, fidu-

cia in sé stessi; il Principio Femminile si attua

col lasciare che ciò che è stato agito accada,

e quindi diviene ascolto, accoglienza, ricetti-

vità, la cui propulsione è intelligenza, fiducia

nella vita. A questo punto, partendo dalla ne-

cessità di avere i piedi ben piantati a terra,

vorrei evitare dispersioni speculative orien-

tate al divino ermafrodito (colui che incarna

la perfetta armonia dei principi sopracitati

completandosi da sé), e sottolineare inve-

ce la necessità della relazione, del rapporto

con l’altro, come pratica insostituibile nel

processo evolutivo. Il maschile e femminile

dell’uomo si raffrontano specularmente con

gli stessi elementi della donna cui si rappor-

ta, e solo così possono riconoscersi, acco-

gliersi, armonizzarsi, integrarsi, perfezionarsi

vicendevolmente, ognuno a partire da sé,

rigorosamente. Ovviamente i due principi

nell’uno e nell’altra devono interagire in una

direzione armonica; se invero interferiscono

conflittualmente, la relativa distorsione non

potrà che produrre sofferenza. Anziché due

aspetti che si completano in un tutto integra-

to, nel singolo, come nella coppia, il dualismo

genererà esclusione, separazione (e qui “si

gioca in casa”, ma il calcio, una volta tan-

to, non c’entra nulla…). Possiamo generare

amore, oppure odio, dipende da noi, ed è bel-

lo, utile e creativo, cominciare a prendersi le

proprie responsabilità in questo senso. Io e

l’altro, l’altro ed io. Armonia tramite conflitto,

che è anche emanazione del 4° Raggio della

Creazione, mediano fra i Sette Raggi, i Sette

Spiriti dinanzi al trono di Dio. E invece, l’altro,

più che essere considerato il complemento,

la possibilità di crescere realizzando pace ed

armonia interiore ed esteriore, viene vissuto

come ostacolo, avversario, nemico. Il conflit-

to produce conflitto in questo caso, in quan-

to il piacere, ancorato a radici disarmoniche

radicate nell’ego, si realizza nella divisione,

nella distruttività reciproche, purtroppo così

diffuse. Il principio maschile e quello femmi-

nile del resto risentono in modo massivo di

un’applicazione alquanto distorta e sotto gli

occhi di tutti: forza bruta e superiorità, le pre-

rogative dell’uomo; inferiorità, passività, inca-

pacità, quelle della donna: che meraviglia…

Polo maschile e polo femminile sono invece

assolutamente fondamentali e sullo stesso

piano. Il concetto dell’uguaglianza dei sessi,

alla luce di queste semplici considerazioni,

travalica le speculazioni mentali così banali e

poco significative, meno che mai utili, relati-

vamente ad aspetti di superiorità o inferiorità.

Ognuno di noi, uomo o donna che sia, ha l’op-

portunità di armonizzare la propria coscienza,

con un utilizzo sempre più consapevole del

pensiero, della parola e dell’azione, eserci-

tando quindi l’attività attraverso una volontà

sempre più aderente alla vita che ci nutre,

polo maschile, ma al contempo riconoscen-

do di essere parte di una vita più ampia, in cui

non siamo soli, non siamo i soli, polo femmi-

nile. Il processo creativo non cambia: l’uomo

e la donna unendosi generano il figlio. L’esse-

re umano, percorrendo il Sentiero Iniziatico,

si completa attraverso il rapporto relazionale

creativo, armonizzando maschile e femmini-

le in sé, manifestando così il Figlio, l’Anima.

Sesso, attrazione di opposti, che generano

attraverso una triangolazione, l’unità. Questo

avviene allo stesso modo per tutto il creato:

micro e macrocosmo, un essere umano e una

galassia funzionano allo stesso modo, con le

stesse proporzioni atomiche, adeguatamente

parametrate alle dimensioni.

Ma torniamo alla Genesi: “Perciò l’uomo la-

scerà suo padre e sua madre e si dovrà te-

nere stretto a sua moglie e dovranno diveni-

re una sola carne” (2.24). I genitori, effetto

dell’incarnazione di cui l’Anima è la causa,

rappresentano la matrice del maschile e del

femminile che caratterizza gli aspetti profondi

da risolvere all’interno della nostra coscienza

duale, la quale infatti ci sospinge poi a spe-

rimentare attraverso le relazioni, per potere

comprendere, coltivare e sintetizzare l’unità.

Il testo biblico è perentorio: se non ci sentia-

mo uniti al partner significa che siamo divi-

si dentro di noi, e allora avanti, o i due non

saranno mai uno. “Ed entrambi continuarono

ad essere nudi, l’uomo e sua moglie, eppure

non si vergognavano” (ibi 2.25). La vergogna,

disagio connesso psicologicamente all’iso-

lamento o all’autoisolamento, sottintende

una necessità di nascondersi o nascondere

comunque un aspetto del nostro comporta-

mento. Vi ricordate l’articolo precedente in

cui consideravo metaforicamente la relazio-

ne come una partita nella quale è necessario

giocare tutte le carte senza barare o bleffare?

Ecco.

Tutto questo per dire che la vita è rapporto,

sempre e comunque; se non c’è rapporto

non c’è vita; se non c’è vita, quella vera, non

c’è gioia. Stiamo considerando il rapporto di

coppia in seno alle forze cosmiche che rego-

lano l’universo, quindi spingiamo lo sguardo

ben oltre quelle che sono le consuete limi-

tazioni del contesto: questo offre un punto

di vista decisamente diverso. Cominciare a

comprendere la correlazione esistente fra

le forze maschili e femminili dell’universo, il

rapporto di coppia e la nostra singola natura

dualistica, diviene significativamente utile e,

vorrei aggiungere, piacevole. Sì, perché im-

parare ad essere autentici e sperimentare

concretamente la gioia e il piacere armonico

non è una quisquilia da poco, credo.

Giorgio Ricci Garotti in collaborazione con Monica Giovannini

22

22 Mitologia e Sentiero Iniziatico Curatore: Graziano Fornaciari ERCOLE E LA CATTURA DELLE GIUMENTE ANTROPOFAGHE Ercole

Mitologia e Sentiero Iniziatico

Curatore: Graziano Fornaciari

ERCOLE E LA CATTURA DELLE GIUMENTE ANTROPOFAGHE

Ercole comincia le sue fatiche nel segno del-

l’Ariete (21 marzo – 20 aprile), procedendo in senso inverso rispetto all’uomo comune, che

è ancora immerso nella forma e vive sotto

l’influsso dell’aspetto materiale. Egli coglie

il momento opportuno e segue la vera Via,

che lo porterà al compimento nel segno dei Pesci.

In latenza egli possiede tutti gli strumen-

ti necessari per assolvere al meglio il suo

compito, strumenti di cui imparerà a servir-

si quando il bisogno aguzzerà l’ingegno e la

discriminazione verrà sancita dall’esperienza, che comporta necessariamente l’immersio- ne nella materia. Quando si comincia un’attività non ci si rende conto della portata del lavoro e non si è pre- parati all’insuccesso. Non riusciamo a coglie-

re la necessità di essere inclusivi, e la nostra condizione separativa conduce alla frustrazio- ne, riconoscendo di non corrispondere a ciò che affermiamo. L’illusione regna sovrana e

la personalità ha ancora grande presa sulla

coscienza dell’aspirante, il quale ritiene che sia sufficiente immettere il minimo sforzo per ottenere il massimo. Tutto ciò verrà progres- sivamente sfrondato attraverso la disponibili-

tà al cambiamento.

A Ercole fu detto che Diomede, figlio di Mar-

te, dio della guerra, possedeva un gran nu- mero di giumente da riproduzione. Queste

producevano gravi danni e seminavano il ter- rore ovunque. Inoltre esse generavano anche dei cavalli da battaglia. Ercole riuscì a cattu- rarle, ma fece terminare il compito al suo fido amico Abderis, il quale venne travolto dalle giumente, che lo uccisero. Si dice che la nota chiave di questo segno sia la speranza. Ercole non possedeva altro come garanzia, assieme all’entusiasmo che sorregge ogni discepolo. Le giumente rappresentano il mondo del pen-

siero, e i cavalli da battaglia i cattivi pensieri che ne nascono, le cattive parole che portano devastazione. Questa prima prova parla del grande potere mentale e dell’uso che ne vie- ne fatto da coloro che non ne sono ancora consapevoli. Basterebbe che ognuno ascol- tasse il clima dei propri pensieri per compren- dere che cosa attira nella vita. Se riuscissimo

a non dare spazio alla recriminazione e al la-

mento porteremmo l’attenzione a ciò che ci motiva nel nostro agire, senza che questo di-

venti necessariamente un alibi dietro il quale mascherare le nostre nefandezze. Il silenzio

è conservazione d’energia, e a questo punto

del cammino si parla molto e si agisce poco. Ercole riuscì a catturare le giumente senza comprendere la loro potenza e la loro forza

e diede ad Abderis l’incombenza di radunar-

le all’interno del recinto. Era necessario che Ercole, l’anima, e Abderis, la personalità, sor- vegliassero assieme quei cavalli devastatori.

Abderis non era abbastanza forte e venne

to

è quello di radicare maggiore presenza e

ucciso: ciò significa che paghiamo sempre

di

conseguenza amore. Riusciamo in questo

nella nostra natura per le nostre azioni e per

modo ad assottigliare la distanza tra pensiero

le nostre parole. Ercole a questo punto deve

andare oltre la perdita dell’amico e portare a termine la prova. La sofferenza che comporta perdere un aspetto della personalità, a cui eravamo af- fezionati, sembra un peso troppo grande da portare. Quando riconosciamo che non sia- mo quello che pensiamo il dolore è grande,

il cambiamento viene percepito come un’im-

posizione, facendo emergere la sensazione

che non siamo più liberi e che non possia- mo più fare quello che vogliamo. Viviamo

la tensione in modo negativo, auspicandoci

che al più presto il tutto ritorni nell’alveo della tranquillità. Non riconosciamo il valore posi- tivo della tensione, la quale permette la libe- razione di energie bloccate, di cui possiamo finalmente disporre. L’essere umano rifugge da ciò che gli necessita maggiormente, non riconoscendo l’azione dell’anima tendente a evocare dalla materia la natura spirituale in essa racchiusa. Siamo quello che pensiamo e la vita, con il suo infinito amore, ci porrà sempre dinanzi

a ciò che affermiamo e a ciò che agiamo. In

questo stadio della nostra evoluzione cre- diamo ancora di poter scampare alle nostre responsabilità. Siamo fortemente illusi che l’emissione di determinate forze non produca riscontri, esperienza, immersione nella mate-

ria. Viviamo in balia della personalità, la quale

ci illude che non è necessario pagare alcun

prezzo e che tutto ci è dovuto. Poco per volta iniziamo a comprendere la Legge del karma, di causa ed effetto, rico- noscendo che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, il cui inten-

e azione, tra spirito e materia, percependo gli avvenimenti con minore dualità e radicando

il potere della mente, mirato a una maggiore

capacità di discriminazione. Solo con la vera conoscenza possiamo amare: se non cono- sciamo non possiamo che avere paura ed es- sere separativi.

Nel segno dell’Ariete vi sono tre aspetti ba- silari: l’impulso a cominciare, a creare e a risorgere. Questi aspetti sono fondamentali nel momento in cui si intraprende il Sentie-

ro della Prova che sancisce l’inizio della libe-

razione dalla forma. Non si è più completa- mente identificati nella forma, e comincia ad emergere la presenza dell’anima. L’Ariete è il segno della mente, ed è a que- sto punto che si fa sentire maggiormente la sofferenza. La mente produce divisione, ed è su questo piano che si produce la separazio- ne tra magia bianca e magia nera. Sentiamo quindi l’impulso a cominciare, percepiamo

l’insorgere di un giorno nuovo di cui la nostra anima rappresenta il sole che sorge. La for- ma viene percepita come limitante ed emer- ge l’aspirazione alla sperimentazione per uscire dagli automatismi; finalmente odiamo

il suono dolce e potente della nostra anima

che si manifesta come entusiasmo e fiducia. Non sappiamo dove stiamo andando, ma di

sicuro vogliamo smaltire l’anestetico con cui

la personalità ci ha ammorbato nelle vite tra-

scorse. Sentiamo l’impulso a creare, dapprima in modo personale, tendendo a soddisfare i no- stri desideri; in seguito, lungo il cammino, vi-

vremo sconfitte cocenti che si tramuteranno

in fiducia nei nostri mezzi se sapremo essere

23

cedevoli, tolleranti e amorevoli. Il pensiero non può rimanere tale, deve divenire creati-

vo. I pensieri non agiti provocano intasamen-

to e una costrizione pari alla paralisi sul piano

fisico. L’azione è sempre la migliore soluzione per eliminare il ristagno, la cristallizzazione, per non essere preda dell’azione costrittiva

della mente, la quale ricerca l’alibi per giusti- ficare la sua imperfezione e di conseguenza

la sua inazione.

A questo punto sentiamo anche l’impulso a

come anime; Perseo, definito anche ‘colui

che soggioga’ e talvolta ‘il distruttore’, colui che può incatenare la materia e distruggere il mostro marino. Egli, figlio di Zeus e di Danae,

fu l’uccisore della più famosa delle Gorgoni,

Medusa (l’astuta), dal cui sangue nacque Pe-

gaso, il cavallo alato. Di ritorno dall’impresa, non è dato sapere se a dorso del cavallo ala- to, oppure con l’aiuto dei sandali alati, egli vide Andromeda, simbolo della materia im- prigionata, e la liberò.

risorgere, riconoscendo che non siamo solo

nell’iniziare le sue fatiche, è di dimostrare il

In

ogni segno troveremo tre costellazioni che

forma e che possiamo assurgere a una con- sapevolezza più ampia, tale da portare mag-

indicano il percorso. Si parte sempre dal sen- tirsi reclusi, imprigionati. In seguito vivremo la

giore inclusività nella nostra vita. Le cocenti sconfitte della personalità sono necessarie per poter risorgere come anime. L’essere esposti al fuoco della trasmutazione porta ad

limitazione come esortazione alla liberazione, che verrà sancita nell’acquisizione dei poteri dell’anima, di cui disporremo quando la no- stra capacità di essere inclusivi si paleserà.

abbandonare progressivamente ciò che non occorre più. Bisogna divenire sempre più leg- geri per ascendere a vette più alte della no- stra coscienza, ove percepire maggiormente il piano della creazione. Il problema di Ercole,

suo potere sulla materia e sulla forma, accet- tarne la limitazione e nello stesso tempo for- giare le proprie qualità latenti.

Il percorso è sempre scritto nel cielo, il micro- cosmo deve necessariamente riconoscersi nel macrocosmo, ciò che è piccolo e sepa- rato deve riconoscersi come parte del tutto, una parte la cui importanza non può essere sminuita, in quanto il suo ruolo non può es- sere sostituito da alcuno. Un giorno smette- remo di cercare il nostro posto e di percepire gli altri come usurpatori, riconoscendo che

Vi

sono tre costellazioni legate al segno del-

ci

siamo sempre stati seduti sopra. Il punto

l’Ariete: Cassiopea, la regina sul trono, simbo-

di

partenza e di arrivo coincidono: la ricerca,

lo

della materia, mitica regina d’Etiopia, tanto

apparentemente inutile per lo stolto, serve a

astrale. Questa battaglia sancirà il passaggio

bella quanto superba, che si vantò di supe-

identificarsi con la propria vera natura.

rare in bellezza le Nereidi (ninfe del mare), la cui rappresentante più famosa era Teti, desi- derata sia da Zeus sia da Poseidone (ma era scritto che il figlio di Teti avrebbe superato in

In questa prova dell’Ariete Ercole si pone come guerriero, in quel campo di battaglia che si svolge prevalentemente nel piano

potenza Zeus, e quindi egli decise di darla in sposa ad un mortale); Cetus (Balena), figlia

al

una visione maggiormente equilibrata.

piano mentale, necessario per acquisire

di

Ponto (il mare) e Gea (la terra), il mostro

Graziano Fornaciari

marino, simbolo del male che mangia i pesci piccoli impedendo loro di crescere e vivere

24

i pesci piccoli impedendo loro di crescere e vivere 24 Il Raja Yoga e l’esoterismo Curatore:

Il Raja Yoga e l’esoterismo

Curatore: Luca Tomberli

YOGA, SCIENZA DELL’ESSERE E DELL’EVOLUZIONE

Nell’età degli dei l’essere venne fuori dal non-essere. I quarti lo seguirono nel loro emergere. Esso sbocciò nel mondo. (Rig Veda 10.72).

I Veda costituiscono il fondamento della co-

noscenza indiana, infatti il pensiero posterio-

re li avvicina con quel rispetto che ha un allie- vo nei confronti del maestro. La rivelazione vedica riporta l’uomo a se stesso in rappor- to alle forze esistenti e descrive le strutture dell’essere nel progressivo manifestarsi della realtà alla coscienza umana. Inoltre scuote le fondamenta del pensiero indiano invocando

il sacrificio come unione tra il cielo e la ter-

ra. L’importanza della legge di sacrificio non è compresa interamente se ne cogliamo soltanto l’aspetto rituale, e viene addirittura banalizzata quando è ridotta a qualche gesto vuoto compiuto meccanicamente in onore della divinità di turno. In Occidente spesso la parola ‘sacrificio’ evoca sensazioni di costri- zione e di sofferenza, ma è soltanto andan- do alla sua origine che ne ritroviamo il vero significato, in quanto essa deriva dal latino sacrum facere (rendere sacro). Ritengo che un’attività sia sacra quando è in accordo con la legge interiore: purtroppo l’umano sguardo rimane imbrigliato nella forma e non riesce a riconoscere l’unità della vita espressa dalla

spontaneità dell’essere. Nei Veda, e successivamente nelle Upanisad, l’investigazione sulla realtà viene riassunta

dalla concezione dello Spirito Assoluto, Brah- man, che si individualizza nell’essere umano. Con altre parole potremmo dire che Atman,

la scintilla divina presente nell’essere uma-

no, è la volontà di essere, ossia la condizione necessaria affinché avvenga una manifesta- zione. Inoltre dalle Upanisad si apprende che l’identità Brahman-Atman è assoluta, infatti l’uomo viene indirizzato a guardare dentro

di sé per scorgere un nucleo centrale dove

sono celati l’origine del tutto e le infinite mo- dalità esistenziali.

Egli [Atman] si muove e non si muove, è lon- tano e pur vicino, è interno al tutto, è [altresì] esterno al tutto. (Isa Upanishad,V).

Non dobbiamo dilungarci troppo nel tentativo intellettuale di comprendere Atman, sarebbe tempo sprecato; invece possiamo seguire la strada tracciata dai Rishi, gli antichi veggenti indiani, che lo hanno definito come Sat (es- senza), Chit (consapevolezza), Ananda (beati- tudine suprema). Sat, Chit e Ananda sono tre stati dell’essere che si manifestano nel mol- teplice e si incontrano nel bindu [punto], ma percepibili compiutamente soltanto da una

25

coscienza presente a se stessa.

unire’. Patanjali, negli Yoga-sutra, ha indicato

deve prima o poi lavorare nell’unico labora-

non dobbiamo cedere alle illusioni di risolvere

 

della realtà. Le tradizioni esoteriche descri-

de con l’espressione e la realizzazione di se

Nel tempo la sapienza vedica è stata elabo-

torio che permane nel tempo: la propria co-

vono le molteplici dimensioni dell’essere e

stessi, gli esseri illuminati ci insegnano che

rata secondo sei punti di vista differenti, i

scienza. La scienza dell’essere, dunque, inte-

ci

insegnano che la realtà ultima delle cose

la

realizzazione di se stessi si compie quando

Darsana, non in conflitto tra di loro, tanto da

gra le conoscenze esoteriche e le conquiste

non è raggiungibile con la sola speculazione

viene espresso l’Unico Sé. Calcare il sentiero

formare un fascio unico di insegnamenti; lo Yoga è una di queste scuole, il cui nome deri- va dalla voce verbale sanscrita Yuj ‘aggiogare,

della scienza, affinché i due divengano uno. La vera sapienza, in quanto tale, non può es- sere appannaggio di una singola tradizione, ma riconoscimento di un piano divino per

intellettuale: vi si arriva per consapevolezza. Queste tradizioni insegnano che la struttura dell’essere umano è costituita da monade, anima e personalità. Sono manifestazioni di

la monade è la scintilla divina, contiene il

dello yoga non è un’attività fine a se stessa, ma si accorda con il processo evolutivo insito nella creazione, in quanto comporta l’accele- rare il processo di espressione del Sé ade-

la

via regale alla realizzazione dell’essere, che

l’intera umanità. Lo svelamento della realtà

energia con diverse frequenze di vibrazione

rendo consapevolmente alle leggi di natura.

comporta la pratica costante dell’unificazione delle forze che sono presenti nella coscienza per identificarsi con la Vera Natura, che potrà così sorgere spontaneamente.

avviene progressivamente: altre leggi potran- no emergere dal vorticare della vita quando saremo pronti a comprenderle, e andranno ad aggiungersi a quelle già conosciute dal-

-

che si compenetrano nello spazio. Le descri- verò in maniera simbolica:

progetto divino;

La pratica dello yoga conduce all’unione con se stessi, quindi ad esprimere ciò che si è. Identificarsi con l’essere fa venir meno la per- cezione della dualità, e ciò avviene quando la

l’antica saggezza. L’esoterismo deve oggi es-

-

l’anima è una sintesi di energie materiali

visione penetra la realtà e si accorda con la

La conoscenza inesatta si basa sulla perce- zione della forma, anziché sullo stato dell’es- sere. (Yoga-sutra, Libro I).

sere divulgato sulle basi del proprio retaggio:

velocemente i conflitti con noi stessi e con il mondo senza sottoporci a un lavoro di ricon- versione che comporti l’abbandono di moda-

trasmutate, più energie spirituali in attività, e rappresenta il piano delle cause del genere umano;

- la personalità costituisce il veicolo di espres- sione dell’anima ed è composta da tre corpi:

vita entrostante, mentre al contrario ricono- scere soltanto aspetti transitori consente di sperimentare fasce di vita superficiali. Co- munque è utile tener presente che la rein- tegrazione della coscienza può essere realiz-

Nel pensiero indiano la pratica spirituale è da sempre considerata la vera scienza per

lità distruttive e l’identificazione con aspetti costruttivi. Il sentiero della verità conduce

fisico, astrale (emotivo) e mentale. Le infinite possibilità dell’essere sono conte-

zata solamente quando ci rendiamo conto di essere la sorgente che ha generato il campo

capire la Realtà, e ha come finalità la realiz-

al

cuore: se ascolteremo chi lo testimonia

nute nella monade e in parte vengono realiz-

di

forze in cui ci muoviamo, infatti soltanto

zazione di quanto enunciato. In Occidente la

con la sua vita capiremo che non è soltan-

 

zate nel regno umano attraverso il connubio

la

presenza autentica ci permette di attinge-

scienza ha inglobato la filosofia, e si propone

to

leggendo libri o frequentando corsi che lo

anima/personalità, comunque l’evoluzione

re

dal campo di potere dell’essere l’energia

come strumento di conoscenza della forma

potremo realizzare, ma decentrandoci da noi

 

umana rappresenta soltanto una fase del lun-

necessaria all’attività, invece di ricercarla al di

e

degli eventi, lasciando alla religione i piani

stessi, ossia volgendo la percezione verso chi

go viaggio intrapreso dallo spirito nella mate-

fuori, con tutte le frustrazioni e le sofferenze

dello spirito. L’avvento della scienza moderna

ci

circonda pur rimanendo consapevoli delle

ria. Secondo la definizione, l’evoluzione è il

che ciò comporta, in quanto rimanda a qual-

ha innescato velocemente nel regno umano una serie di cambiamenti i cui risultati positivi sono evidenti. Il metodo scientifico della veri-

forze presenti nella nostra coscienza. La scienza dell’essere deve avvicinarsi alle persone con la semplicità data dalla compas-

 

passaggio da una forma ad un’altra più ade- guata; l’esoterismo aggiunge che la forma varia per accondiscendere la modificazione

cosa di ideale e per questo irraggiungibile. La presenza autentica la possiamo sperimentare quando facciamo sorgere dall’interno le mo-

ficabilità e riproducibilità ha permesso ad una

sione per la sofferenza, infatti è deleterio im-

in

atto della coscienza. L’esistenza umana

dalità per approcciarci ad un avvenimento, ed

moltitudine di persone di utilizzare un metodo

porre agli altri verità profonde se non sono

si

dipana nel tempo e nello spazio tra slanci

è possibile quando non pretendiamo che le

applicato, da sempre, nel laboratorio della co- scienza da chi percorre il Sentiero iniziatico.

pronti a sperimentarle; per aiutare è neces- sario rendersi disponibili a fare quello di cui

vitali e rigidi meccanicismi, l’uomo anela allo spirito ed è immerso nella materia densa: chi

cose vadano in un certo modo; dunque senza preconcetti siamo in grado di sperimentare le

Sicuramente l’esoterista e lo scienziato do-

gli

altri hanno veramente bisogno: a volte una

è

in cammino da lungo tempo inizia a essere

infinite possibilità presenti nella vita in quanto

vrebbero avvalersi delle conoscenze recipro-

pacca sulla spalla è più utile di tante parole

attratto dal potere magnetico dell’anima, ma

facciamo parte dell’unico campo magnetico e

che e non rinchiudersi in steccati ideologici

vuote. Inoltre la scienza dell’essere non è una

è

ancora affascinato dalla personalità. Finché

radiante dell’essere dove tutto è presente.

alimentati dalla presunzione. Infatti un vero

tecnica da acquisire per accondiscendere a

il Sé superiore non sarà assiso sul suo trono,

Luca Tomberli

esoterista deve tenere conto delle conoscen-

dei moti personali: va appresa con rigore in

la

lotta con il Sé inferiore sarà senza sosta.

ze scientifiche, come pure uno scienziato

quanto rivela come funzionano i meccanismi

Anche se l’evoluzione dell’umanità coinci-

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28 Astrologia esoterica Curatore: Maria Grazia Barbieri TRIANGOLAZIONI Dagli ultimi 200 anni sono in corso mutamen-

Astrologia esoterica

Curatore: Maria Grazia Barbieri

TRIANGOLAZIONI

Dagli ultimi 200 anni sono in corso mutamen-

ti astronomici molto importanti correlati ai

triangoli di energia, come ad esempio l’orien- tamento dell’asse polare, che si sta modifi- cando in modo notevole, e il passaggio dal-

l’Era dei Pesci all’Era dell’Acquario. Questo

per dire che ci sono fattori astronomici in mo- vimento, e ogni volta che avvengono questi cambiamenti, come è successo nel passato,

si verificano confusioni e catastrofi, seguiti da

apparente quiete e ricostruzione: per la legge

di analogia, a livello microcosmico questi mu-

tamenti influiscono anche sul singolo uomo. Le cause di questi mutamenti sono prin- cipalmente sei, e sono cause cosmiche e sistemiche, dove ‘cosmiche’ significa che riguardano le costellazioni extra sistema so- lare (Orsa Maggiore, Sirio e Pleiadi), e dove ‘sistemiche’ significa che riguardano il nostro sistema solare. Riporto le affermazioni del Maestro Tibetano, che enuncia queste cause come responsabili della crisi attuale. Le cause sono le seguenti:

un’eruzione di forza magnetica su Sirio, che ha ripercussioni specialmente sulla Terra, e ciò tramite la Gerarchia; lo spostamento del- l’asse terrestre dovuto all’attrazione eserci- tata da un grande centro cosmico; il grande corso dello Zodiaco maggiore (250.000 anni)

che si è concluso nel segno dei Pesci e rico- mincerà il nuovo ciclo dal segno dell’Acqua-

rio; il passaggio del Sole da Pesci ad Acquario nello Zodiaco (25.000 anni), passaggio che ora l’Umanità sta vivendo pienamente; la Luna, che è una forma morta che non emette alcun raggio né energia, e che ora sarebbe in via di disintegrazione con rapidità crescente, determinando effetti particolari sulla Terra; il fatto che il genere umano, nel suo insieme, si sta preparando per effettuare l’inversione sulla Ruota dello Zodiaco. Posso aggiungere che il ciclo dello Zodiaco maggiore corrisponde alla vita della monade, che il ciclo dello Zodiaco corrisponde al ciclo dell’anima, e infine che il ciclo dello Zodiaco minore, quello della massima illusione, che si compie in un solo anno, corrisponde alla vita personale. Inoltre le energie zodiacali, cioè inerenti alle dodici costellazioni, passano per Shamballa e agiscono sulla monade, invece le energie sistemiche, cioè inerenti al siste- ma solare, passano per la Gerarchia e agisco- no sull’anima; infine le forze planetarie, cioè inerenti alla terra, passano per l’Umanità e agiscono sulla personalità. Quindi 1°, 2°, e 3° raggio sono sempre e contemporaneamente agenti sull’evoluzione del sistema solare, del pianeta e dell’Umanità. Si tratta di una grande trinità di energie, ma l’importante è che que- sto ternario di energie, che continuamente fluisce nello spazio e nel tempo, ha determi- nato effetti diversi a seconda del grado evolu-

tivo dell’apparato ricevente. In altre parole, le forze zodiacali e sistemiche ottengono risul- tati diversi se riguardano un pianeta sacro o non sacro, perché, in questo caso, il pianeta è l’apparato che riceve, e la rispondenza alle energie dipende dal livello di espansione di coscienza raggiunto. Nel caso di un individuo, ovviamente queste energie daranno effetti

sono attive e stanno agendo in modo partico- lare ora sull’Umanità per sostenerla nel suo cammino evolutivo. Orsa Maggiore, Sirio e Pleiadi, che sappiamo corrispondere ai centri Shamballa, Gerarchia e Umanità e che sap- piamo essere manifestazione del 1°, 2°, e 3° raggio, trasmettono energie che passano at- traverso Leo, Capricornus e Pisces, le quali le

diversi a seconda della sua espansione di co-

ritrasmettono a livello sistemico a tre pianeti:

scienza, e la risposta potrà essere monadica,

Saturno, Mercurio e Urano.

egoica o personale. A tale proposito è signifi-

Il

triangolo formato da Mercurio, Capricorno e

cativa un’affermazione del Maestro Tibetano, tratta da Astrologia esoterica: «la natura del-

Umanità influenza l’Umanità ordinaria, l’aspi- rante. Capricornus simboleggia la montagna

l’apparato e la qualità della coscienza deter-

di

karma che grava ancora su di noi, oppure il

minano la ricezione e la rispondenza». Questa frase è importante per introdurre la

monte dell’iniziazione che dobbiamo scalare (dipende se guardiamo verso il passato o ver-

scienza dei triangoli, perché essa riguarda energie soggettive che condizionano la co-

so il futuro), ed è la corrente di forza predo- minante di questo triangolo. Mercurio ci aiu-

scienza, e non gli effetti che le stesse induco-

ta

a interpretare l’esperienza e favorisce poi

no sulle forme esteriori: queste ultime varia-

l’intuizione; opera sulla percezione mentale

no infatti a seconda dell’apparato che riceve.

e

fa da collante tra mente concreta e mente

L’astrologia esoterica lavora a livello sogget-

astratta, cioè manas inferiore e manas supe-

tivo, sulla coscienza e nel regno delle idee, e non sull’evento, sul piano fisico. Quindi que- sta rispondenza non è immediata, ci vuole tempo affinché dal regno delle idee l’energia

riore. Il terzo vertice è l’Umanità. Capricornus determina le grandi crisi, mentre Mercurio determina le crisi sul piano della percezione mentale. Quindi tre grandi correnti di energia

discenda nel piano mentale e poi nell’emoti-

si

incontrano in questo triangolo: l’intelligen-

vo e infine in quello fisico. Quindi la scienza

za

attiva, dato che l’Umanità esprime energia

dei triangoli opera nel regno delle idee, della

di

3° raggio, l’opera iniziatica di Capricornus e

coscienza, poi ci vuole, a seconda del veicolo

una radianza illuminante di Mercurio, che ci

che riceve, il tempo per discendere e produr- re effetti fenomenici sul piano fisico. Tutti i ternari rappresentano e incorporano la

aiuta a elevarci a un livello superiore di per- cezione e di comprensione. Il combinarsi di queste energie produce un ternario che ora è

triplice energia divina, ed inoltre tutti gli innu-

in

grande attività sull’Umanità.

merevoli triangoli che possiamo trovare nel

Il

secondo triangolo è formato da Urano, Pi-

nostro sistema solare sono condizionati dalle energie trasmesse dalle tre grandi costella- zioni: Orsa Maggiore, Sirio e Pleiadi. Nelle attuali condizioni del mondo e in questo ciclo attuale di evoluzione, tre triangolazioni

sces e Gerarchia, ed è il triangolo dell’uomo evoluto, è associato al regno dell’anima e si pone in relazione con il triangolo preceden- te, cioè sostiene energeticamente l’opera di Mercurio, Capricornus e la stessa Umanità.

29

Questo triangolo, attraverso il 2° raggio, espri- me forza attrattiva e magnetica e ci sostiene nell’evoluzione. La Gerarchia esprime energia

di 2° raggio, Pisces è retto esotericamente

da Giove, che esprime anch’esso energia di

2° raggio, ma sul piano monadico e gerarchi-

Capricornus. Saturno, che esprime energia di 3° raggio, è un pianeta importante perché è

il pianeta che dà occasione, è il pianeta che

offre l’opportunità di scegliere e agisce non

tanto sul singolo individuo, quanto sui gruppi

di discepoli.

co è retto da Plutone, che esprime energia

L’Umanità è in una crisi di approccio verso la

di

1° raggio; quindi Pisces è anche simbolo

Gerarchia, e questa crisi è provocata proprio

morte, nel significato di distruzione della

forma nei tre mondi inferiori, cioè esprime la morte della personalità intesa come libera- zione dell’anima. Urano vela l’essenza della

di

dal grande potere attrattivo espresso dall’ani- ma, che ci pone in conflitto con ciò che an- cora ci trattiene nella densità della materia. Contemporaneamente, anche la Gerarchia è

vita che ancora non siamo in grado di com-

in

una grande crisi di approccio verso Sham-

prendere. Quindi questo triangolo attrae ma- gneticamente a sé il triangolo dell’Umanità,

balla, ed è in un rapporto di avvicinamento, con tutte le crisi e i conflitti che ne conse-

attraverso la forza attrattiva dell’amore. Que- sto triangolo sostiene il triangolo dell’Uma- nità, immerso in una grande crisi, attraverso Urano che, insieme a Mercurio, rappresenta

guono, al triangolo collegato al primo raggio, connesso a Shamballa e quindi all’Orsa Mag- giore. Per concludere, tutto questo ci fa capire che

la

dualità agevolando l’accesso a ciò che an-

le

energie dal piano cosmico discendono fino

cora è occulto, e dove Pisces e Capricornus insieme producono quei mutamenti, attraver- so crisi iniziatiche e morte della forma, che

noi, e la Gerarchia è il grande Intermediario fra Shamballa e l’Umanità; ciò significa che solo l’amore espresso dal Cristo può unire la

a

operano la liberazione da ciò che imprigiona

Volontà del Padre con la Sapienza dello Spiri-

ancora l’anima, e insieme «traggono il disce-

to

Santo per creare l’unione di Spirito e Mate-

polo fuori dall’acqua in cui sta annegando e lo conducono sulla vetta dove si rende conto di essere un iniziato», come afferma un antico testo esoterico. Il terzo triangolo, formato da Leo, Saturno

ria, e dare inizio alla Vita stessa. Maria Grazia Barbieri

e

Shamballa, è connesso all’energia di 1°

raggio, al potere e alla volontà, e agisce sul triangolo della Gerarchia, non sull’Umanità, ma sostiene, con la volontà, l’amore. Questo triangolo esprime una triplicità della volon- tà: la volontà di auto-affermazione di Leo, la volontà di sacrificio di Pisces e la volontà di scegliere di Capricornus. La forza di Sham- balla, quindi, è alla base di tutti i triangoli, espressa attraverso i vertici di Leo, Pisces e

30

triangoli, espressa attraverso i vertici di Leo, Pisces e 30 Il Sentiero Iniziatico Curatore: Massimo Rodolfi

Il Sentiero Iniziatico

Curatore: Massimo Rodolfi

DAL SENTIERO DELLA PROVA AL DISCEPOLATO

Per lungo tempo, nel regno umano, la legge

zione.

di

causa ed effetto agisce in modo assoluta-

L’interazione che avviene, nel corso della no-

mente meccanico, o, sarebbe meglio dire, al

stra lunga storia, tra la coscienza e l’ambiente

di

sotto della soglia di consapevolezza del-

circostante produce quell’alchimia interiore

l’essere. Nessun uomo, durante questa lun-

che ci fa progredire, sia come soggetti sia

ga fase della sua evoluzione, si interroga ve- ramente sul perché dell’esistenza, essendo, per necessità di natura, troppo impegnato a rincorrere la percezione dei suoi bisogni, con i quali si identifica completamente. Tratterò

come umanità nel suo complesso. Quando si conosceranno meglio i meccanismi dell’esi- stenza la smetteremo di essere così mate- rialisti e di ritenere che tutti i processi che riguardano la vita siano una somma di feno-

in

un altro momento la relazione esistente tra

meni biologici, chimici e fisici. Comprendere-

la

coscienza, la materia che la costituisce e la

mo invece che le manifestazioni di un corpo

gravità che questa esercita su tutti i processi

fisico sono espressione di una volontà vitale

vitali; per ora ci basti tener presente che non

che risiede altrove e che, casomai, utilizza,

vi

è male in sé nell’evolversi dagli strati più

determinandolo, questo suo meccanismo.

densi dell’esistenza a quelli più sottili, ma che questo avviene per necessità sostanziale del vivere stesso. Non vi è colpa nel fatto che l’uomo, per tanto tempo, vive in modo estre- mamente egoistico e materialista. Il fatto è che oggettivamente non può, e non deve, fare altro. Finché la lunga esperienza di tutto ciò che può esistere nel regno umano non avrà progressivamente plasmato la materia che compone la totalità della sua coscienza egli non potrà far altro che seguire gli impulsi che gli sgorgano dal profondo. Ovviamente sto dando per scontato che la reincarnazione sia un dato di fatto, e non una ipotesi, e che

Biologia, chimica e fisica, così come tutte le altre scienze, troveranno quindi la loro giu- sta e importante collocazione nel seno della conoscenza umana, come strumenti utili a comprendere le dinamiche che presiedono alla manifestazione della coscienza, anche at- traverso un corpo fisico, ma non certo come aspetti causanti la coscienza stessa. Ovviamente non sto giudicando, tanto meno in negativo, l’odierna conoscenza scientifica dell’umanità, la ritengo casomai, alla luce di un possibile sapere esoterico, limitata, per- ché basata semplicemente sull’osservazione fisica dei fenomeni vitali. D’altronde, questa

l’evoluzione avvenga quindi in tempi molto più lunghi di quelli di una semplice incarna-

è la condizione dominante nel seno della co- scienza umana, per la quale la percezione

31

della realtà è fondata in ampia misura sulle

fisica rappresenta solo la parte più densa. È

 

considerate come superstizioni.

pensiero razionale. Giungere a questo punto

capacità sensoriali fisiche e, in misura can-

chiaro che finché una persona non vive una

Nei fatti, comunque, la maggioranza delle

significa avere in una certa misura integrato

giante a seconda del grado evolutivo, su un

determinata esperienza non può veramente

persone si comporta come se tutto ciò non

la

propria personalità, ossia avere aggregato

miscuglio di emozioni, sentimenti e ragione,

comprenderla (cum-prehendere), così come

fosse vero, dando importanza solo alla vita

e

trasmutato all’interno del proprio campo

di

cui non si comprendono bene in verità le

è altrettanto chiaro che la comprensione va

materiale. Ma se quei personaggi straordinari

energetico di coscienza sostanza relativa a

origini. In genere queste attività della co-

di

pari passo con la compassione (cum-pati,

che ci narrano di cose straordinarie avessero

queste tre dimensioni in maniera sufficiente

scienza vengono attribuite scientificamente

patire insieme con): se hai provato ciò che

 

semplicemente raccontato quello che hanno

ad iniziare un salto quantico di rilevanti pro-

alle attività bioelettriche del cervello umano.

l’altro sta provando in questo momento allo-

visto e sperimentato di persona, avendo ma-

porzioni.

Questa propensione scientifico-materialistica definisce, in una certa misura, il concetto di normalità comunemente accettato e quella

lo capisci e comprendi la sua sofferenza,

soffri con lui. Questa minoranza di uomini saggi, però, di

ra

gari potuto avvalersi di una percezione non comune? La questione rimane in ogni caso trascurabile per tanto tempo all’interno del

Solo quando questa piramide è costruita l’oc- chio onniveggente di Horus può essere ricom- posto, ossia, solo quando l’uomo ha esperito

convenzione, dipinta con ampie sfumature

compassione e comprensione non ne ha rice-

percorso evolutivo di ogni uomo, perché,

in

modo soddisfacente il triplice campo della

che variano col variare della razza, del popolo,

vuta tanta, visto che, generalmente, il “san-

come dicevo all’inizio, il karma agisce a lun-

sua personalità, fisico-astrale-mentale, egli è

della religione etc., che chiamiamo visione del

to” viene amato maggiormente dopo la sua

go meccanicamente

Quindi è necessario

pronto per aspirare al Regno dei Cieli, ossia

mondo. Bisognerebbe però tenere sempre

morte, quando trova un rassicurante posto

un lungo cammino prima di poter condivi-

a

quella condizione naturale che si estende

presente la relatività della nostra conoscen-

in

una comoda nicchia, che consente ai più

dere veramente la visione di tutti coloro che

al

di là delle frequenze normalmente verifica-

za, considerando che non è così lontano il

di

riappropriarsi della inquietante diversità di

ci

hanno raccontato delle infinite bellezze e

bili dagli esseri umani ordinari. La dimensio-

tempo in cui, ovviamente, la Terra era piatta.

colui che testimonia le possibilità di una esi-

alla sua presenza sono divisi tra chi è attratto

possibilità della vita.

ne dell’anima non la si può conoscere con

Considerando poi che a tutt’oggi, su questo pianeta, vi sono miriadi di esseri che si stan-

stenza non ordinaria. In vita il santo rappre- senta una lacerazione nel tessuto sociale in

Sette sono i gradi della sostanza all’interno della quale lo Spirito che noi siamo accetta

l’istinto, né con l’emozione, né con la ragio- ne, bensì solo con l’intuito, che trascende

no

trucidando perchè titolari di diverse visioni

cui vive, perché, come diceva Gesù, viene

di

manifestarsi nelle epoche durante le quali

tutte queste forme di percezione.

del mondo, reputo che divenga veramente un valore la possibilità di poter concepire, e

chi Rishi indiani, i sacerdoti dell’antico Egitto,

per portare la spada, e coloro che assistono

noi ci incarniamo, dalla sostanza spirituale più raffinata alla materia più densa. Ogni essere,

Sono state spese infinite parole e fiumi di in- chiostro versati su infinite pagine per descri-

tollerare, l’esistenza di punti di vista diversi,

da

ciò che egli rappresenta e chi invece lo in-

come essenza spirituale, o monade, viene

vere ciò che viene rappresentato come inde-

che alla prova dei fatti potrebbero anche ri-

chioda alla croce.

 

emesso dal seno del Padre, come si dice

scrivibile, ma solo sperimentabile. Sta proprio

velarsi migliori di quello da noi attualmente

Dato il contesto dell’attuale coscienza uma-

esotericamente, insieme a un gruppo di altre

in

questa contraddizione la normale frattura,

sostenuto.

na, è ancora normale che sia così e, a ben

monadi, e inizia il suo cammino di esterioriz-

o

distanza, tra il saggio e l’uomo ordinario.

Nel seno di un consorzio umano normalmente conformista e adeguato alle necessità del po- tere dominante si è sempre manifestata però una minoranza che ha basato la sua visione

considerare, è anche ovvio. Ma ciò non vuol dire che il racconto di ciò che il santo speri- menta non sia vero, a meno che la verità non sia basata sulla quantità e sulla convenzione.

zazione che lo porterà, come il figliuol pro- digo, a ritornare nella casa del Padre, dopo avere sperimentato ogni cosa. Un tratto di questo percorso coincide con il quarto regno

Per quanto si tenti di descrivere il sapore di una mela la cosa migliore è mangiarla: solo

così si può colmare la distanza tra noi e il rac- conto del saggio. Ma non tutti sono pronti per

del mondo su modalità percettive non solo

Credere che esista un’essenza incorruttibile,

di

natura, o regno umano, nel quale lo Spirito

mangiare esattamente quella mela, perché

diverse, ma più ampie. Persone come gli anti-

Buddha, Socrate, Pitagora, Gesù e tutti colo-

causa di tutto il nostro essere, o che esistano diverse dimensioni della vita, come il mondo delle idee o il Regno dei Cieli, oppure che esi-

vuole sperimentare tutto quello che è pos- sibile in questo spazio della vita. Per lungo tempo, accumulando l’esperienza relativa, lo

non siamo partiti tutti insieme, ma siamo sta- ti emessi in momenti diversi dal seno del Pa- dre. È quindi solo una questione di anzianità

ro

che hanno contribuito, nel corso della sto-

stano leggi universali come quella di causa-

Spirito opera creando i suoi veicoli di manife-

di

servizio, e non di particolare benevolenza

ria

a tramandare la vera sapienza esoterica, han-

e in tutti i luoghi del mondo, a codificare e

effetto, in sanscrito karma, oppure ritenere che la pratica dell’amore incondizionato ver-

stazione, prima quello fisico-eterico, relativo al campo degli istinti, poi quello astrale, relati-

divina o chissà quale altro misterioso requisi- to, ciò che fa scattare la molla dell’aspirazio-

no testimoniato una realtà pluridimensionale

so tutti gli esseri possa spalancare le porte

vo

al campo delle emozioni e dei sentimenti,

ne verso il quinto regno di natura.

della vita, all’interno della quale l’estensione

di

una vita ultraterrena, sono teorie da molti

infine quello mentale, relativo al campo del

L’uomo per lungo tempo soffre e gioisce cie-

32

33

34

camente, camminando sul Sentiero del Do- lore, fino a quando il suo grado d’esperienza nel mondo concretizza una realtà specifica

nella costituzione occulta dei suoi corpi che

lo induce a nutrire in sé una crescente aspira-

zione per la conoscenza e per ciò che viene

definito spiritualità. Inizia il Sentiero della Pro- va, che dura per dodici incarnazioni, durante le quali l’essere si cimenta con tutte le pos- sibilità inerenti all’intero ciclo zodiacale, che gli consentono di condurre la sua personalità

a livelli più elevati di integrazione. In questo

periodo, l’uomo, che tecnicamente è definito aspirante, coltiva quella che viene descritta come la fiammella tremula della sua anima, che di fatto esercita una attrazione crescente su tutta la coscienza. Questo fino al momen- to in cui, con l’esprimersi di un determinato rapporto tra la materia che compone i suoi tre corpi inferiori e quella che compone la sua anima, si innesca un processo che potremmo

definire di fusione nucleare, per il quale l’ani- ma inizia ad irradiare una evidente luminosità

al di là dei confini dell’aura mentale. Evidente

per il chiaroveggente, ovviamente. A questo punto, e non prima, inizia quello che viene chiamato esotericamente Discepolato. Il di- scepolo si trova nel cortile del Tempio e ha dinnanzi a sé dieci passi, o se preferite mo-

dalità di esperienza, che lo porteranno a rina- scere nel Regno dei Cieli, ad affrontare cioè

la prima delle grandi prove iniziatiche davanti

alla prima porta del Tempio, quella che il Mae- stro Gesù ci ha mostrato con la sua nascita a Betlemme.

Il dato di fatto importante è che, giunti a

questo punto, l’essere umano non potrà più recedere dalla sua aspirazione verso la cono- scenza. Di sicuro egli è ancora un essere im- perfetto, gravato da una personalità egoista e

limitata. Dovrà dimostrare, di qui alla seconda

iniziazione, se la sua aspirazione sarà rivolta al bene o se preferirà le vie oscure del male (io sarei per consigliare il bene per una que-

però di fatto egli sarà

sempre meno attratto dalle dinamiche del regno umano, subendo invece sempre di più l’attrazione per il Sentiero che, come il Cristo, è la via, la verità e la vita. Tutto questo acca- de anche per un mutato assetto percettivo, dapprima flebile, poi sempre più importante, che fa sentire che la vita non si esaurisce in ciò che si vede con gli occhi e che si tocca con mano. A chi mi dice che crede solo a quello che vede, di solito rispondo anch’io, il problema però è che vediamo cose diverse Così per l’aspirante che diviene discepolo la percezione della vita non è più semplicemen- te quella dell’uomo comune, ma inizia ad es- sere sostenuta dalla luce dell’anima. Questa, anche se in modo ancora confuso, lo mette dinnanzi a spazi di realtà e di coscienza che normalmente non sono percepiti. Se siete in queste condizioni non potete far altro che credere a quello che vedete. Il Sentiero Inizia- tico chiarirà in modo risplendente tutti i dubbi sui perché dell’esistenza, emancipando l’es- sere dall’ignoranza, vera causa di sofferenza. Ma per realizzare tutto questo ci vuole ancora un po’ di tempo, perlomeno fino al prossimo articolo

stione di coperchi

),

Massimo Rodolfi

al prossimo articolo stione di coperchi ), Massimo Rodolfi Psicologia esoterica Curatore: Paola Spada L’ANIMA

Psicologia esoterica

Curatore: Paola Spada

L’ANIMA

Psicologia significa ‘parola dell’anima’: da qui la necessità di comprendere un po’ meglio la natura, gli effetti, lo scopo dell’anima. Nella triade vita-qualità-apparenza l’anima è l’aspet- to qualità, che emerge dal rapporto fra vita e materia come consapevolezza. È solo attra- verso l’esperienza nella materia che questa diventa sempre più raffinata e capace di ri- flettere la luce contenuta in potenza. Quindi la materia passa da uno stato inerte a uno ra- diante, fino al punto in cui l’anima è dominan- te e tutta la materia è radiante e magnetica; questa luce travalica il corpo fisico e diventa visibile soprattutto nella zona della testa: è il corpo di luce meta dell’evoluzione che confe- risce piena consapevolezza. L’anima è luce sia letteralmente sia come vi- brazione: è questa luce che tramite il cervello produce rivelazione. La psicologia potrà con accuratezza comprendere le cause delle rea- zioni dell’essere umano indagando sulle qua- lità del raggio dell’anima che colorerà tutta la personalità nella misura in cui l’anima diven- terà sempre di più manifesta. Rafforzando il rapporto con l’anima ognuno potrà dare il suo valido contributo all’affluire della luce sulla terra ed indicare la via ai ricercatori sinceri ma disorientati. Ma come si nutre l’anima? Come affermato da tempo dalle Sacre Scritture, l’anima cre- sce con la pratica delle virtù, e anche con l’at-

tenzione al pensiero, perché come un uomo

pensa, tale egli è, e quindi il pensiero dovreb- be essere costantemente rivolto al buono,

al bello e al vero. Quando sorge un pensiero

contrario all’unione immediatamente biso- gnerebbe far sorgere il pensiero contrario, come afferma Patanjali: da qui l’importanza della meditazione, strumento indispensabile per il dominio della mente e per l’estinzione dei movimenti della sostanza mentale.

La meditazione e il servizio, volontariamente reso con abnegazione e senza attaccamento

ai risultati dell’azione, permettono così all’ani-

ma una maggior presa sul suo strumento.

Come effetti si avranno una maggior capacità

di dedicare forza e volontà al servizio di grup-

po e un linguaggio innocuo perché suscitato dall’amore dell’anima. Governata dal secondo aspetto di amore-sag-

gezza, l’anima permette di incarnare le qualità più sublimi dell’amore, come il Cristo storico

ci ha mirabilmente mostrato con la sua esi-

stenza. Le potenzialità, la parola educativa e terapeutica, l’abnegazione sono tutti aspetti che prorompono dall’espressione dell’anima quando il Verbo si fa carne e i veicoli inferiori ne manifestano le direttive. Nella misura in cui l’anima diviene manifesta nell’uomo questi può trarre energia dall’ocea- no universale e agire per il bene del tutto, poi- ché sul piano dell’anima esiste la comunione,

35

non essendoci spazio per l’illusione della se-

parazione.

La speranza per l’umanità è che un numero

sempre maggiore di uomini siano in grado

di vivere come anime, e quindi di irradiare la

corpi, il fisico, l’astrale e il mentale; successi-

vamente si rafforza il contatto tra l’anima e i

suoi veicoli. Al momento dell’individuazione si

ha il ‘tocco di appropriazione’, quando l’anima

si appropria del suo veicolo e con il tempo raf-

loro luce, perché, quando questo sarà pos-

forza questa presa. Poi, per effetto dell’evolu-

sibile e l’anima sarà riconosciuta da tutti, si

zione si ha il ‘tocco di accettazione’, quando

comprenderà il proposito divino.

l’anima accoglie le suppliche della personalità

La scienza dimostrerà l’esistenza dell’anima

e

la guida. Infine, al momento delle iniziazio-

mediante lo studio della luce e della radiazio-

ni,

si ha lo stadio del ‘tocco di illuminazione’,

ne. Le facoltà di previsione provengono dal-

quando le forze della personalità si uniscono

l’anima, che è onnipresente e che dimora nel-

a

quelle dell’anima.

l’eterno presente non suscettibile al tempo e

Il

manifestarsi dell’anima è molto importante

allo spazio, ma anche la psicologia contribuirà

a dimostrare la sua esistenza con la sua sag-

gezza divina e creativa.

Oggi l’umanità ha a disposizione numerosi

insegnamenti scritti, per cui grande è l’oppor-

tunità per il sincero ricercatore di scoprire la

verità; a lui il compito di scoprire l’esistenza

di un centro in ognuno colmo di potenziale

bellezza, verità e bontà: ciò non può che su-

scitare un entusiasmo invincibile e una spinta

ad indagare nuovi metodi per contribuire al

bene del genere umano.

Un’altra caratteristica dell’anima è la sensibili-

tà, che è la capacità di rispondere al contatto,

oltre alla consapevolezza dell’ambiente e allo

sviluppo di strumenti per mezzo dei quali la

coscienza può espandersi.

La maggior presa dell’anima sul suo strumen-

to determina la capacità di percepire la bel-

lezza dentro la forma e la capacità di mettersi

in

contatto con il Regno dei cieli, l’invisibile,

il

non rivelato: è questo che permetterà al-

l’uomo di calare nella realtà formale l’armonia

presente sul piano dell’anima, unificando for-

ma e coscienza.

Nella vita dell’individuo si hanno diverse crisi

durante le quali l’anima si impossessa dei vari

36

come fattore di dispersione dell’annebbia-

mento, infatti il raggio dell’anima agisce prin-

cipalmente sul corpo astrale, quindi il campo

di battaglia è sul piano dell’illusione e l’anima

cerca di disperdere l’antico annebbiamento

perché si possa procedere verso la luce. A

livello di umanità questo sarebbe auspicabile,

perché l’illusione è uno dei principali proble-

mi mondiali: una volta dissipata sarà possibile

creare condizioni più eque, armoniche e ten-

denti al bene del tutto.

Chiunque riesca a vincere il male in sé ed

accrescere, con la costante lotta quotidiana,

anche di un solo granello, la luce della sua

anima fornisce un contributo reale all’intera

umanità: da qui la responsabilità che ognuno

di noi ha nei confronti del bene comune.

Paola Spada

ognuno di noi ha nei confronti del bene comune. Paola Spada La scuola intende preparare al

La scuola intende preparare al discepolato e al cammino iniziatico, fornendo gli strumenti teorici e pratici per focalizzare stabilmen- te la propria coscienza sul piano dell’anima, requisito fondamentale per poter operare nel campo della guarigione esoterica. Il programma, estremamente vasto, spazierà dalla conoscenza dei chakra, dell’aura, dei corpi sottili, al karma, alla psicologia eso- terica, alla conoscenza e all’uso dell’energie di raggio. Un guaritore esoterico deve poter aiutare i suoi fratelli a far fluire l’energia dell’anima, fonte di ogni vera guarigione, e deve sapere come questo può avvenire in pratica. L’iscrizione alla scuola comporta una decisa scelta di vita nel senso della trasformazione del proprio sè inferiore e del servizio agli altri. Chi non avesse questi precisi intenti sappia che non potrà essere accettato nella scuola, che sarà fra l’altro a numero chiuso.

La scuola è presente a Bergamo, Torino, Milano, Padova, Modena, Firenze, Roma, Taranto e Napoli

www.scuolaenergheia.it

Firenze, Roma, Taranto e Napoli www.scuolaenergheia.it A S S O C I A Z I O

A S S O C I A Z I O N E

ATMAN

Associazione per lo studio del Raja Yoga

I A Z I O N E ATMAN Associazione per lo studio del Raja Yoga Atman

Atman in sanscrito designa il vero sè dell’essere umano, lo spirito assoluto, Brahman, individualizzato nell’uomo. Il Raja yoga è la scienza dell’essere che consente di dissipare il dolore e l’ignoranza, portando alla conoscenza di Atman attraverso pratiche di vita e di meditazione sperimentate da millenni. L’Associazione Atman è nata con lo scopo di diffondere la conoscenza e la pratica del Raja yoga e di tutte quelle tradizioni esoteri- che che hanno come finalità il perfezionamento dell’uomo nel suo complesso.

www.associazioneatman.biz

dell’uomo nel suo complesso. www.associazioneatman.biz www.dracoedizioni.it email deva@dracoedizioni.it La Draco
dell’uomo nel suo complesso. www.associazioneatman.biz www.dracoedizioni.it email deva@dracoedizioni.it La Draco
dell’uomo nel suo complesso. www.associazioneatman.biz www.dracoedizioni.it email deva@dracoedizioni.it La Draco

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La Draco Edizioni, l’associazione Atman e la scuola Energheia sostengono l’opera di queste associazioni di solidarietà.

HEWO

www.hewo-modena.it Attiva in Etiopia ed Eritrea

e OMEO BON BON

www.csvferrara.it/articolo.php Attiva in Madagascar

La prima rivista esoterica on-line: www.ildiscepolo.it info@ildiscepolo.it