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PERMUTA

La permuta un contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della propriet delle cose, o di altri diritti, da un contraente da un altro (art. 1552 c.c.). La permuta pu avere ad oggetto lo scambio di due beni, di due servizi o di un bene contro un servizio. La permuta pu prevedere anche conguagli in denaro. Come la vendita, la permuta non ha necessariamente effetti reali, ma pu avere efficacia meramente obbligatoria, ipotesi che si verifica quando l'effetto traslativo non immediato e conseguente al semplice consenso delle parti, ma differito e fatto dipendere da ulteriori eventi. In particolare nel settore edilizio, dove tale negozio giuridico risulta pi diffuso, spesso l'imprenditore edile preferisce permutare l'area da edificare con appartamenti ancora da realizzare evitando cos di ricorrere a finanziamenti esterni; trattasi di permuta di un bene presente (terreno) contro un bene futuro (appartamenti da costruire). Imposte dirette - Per effetto della permuta limpresa consegue un componente positivo di reddito pari al valore normale del bene che ottiene in cambio pi leventuale conguaglio in denaro ricevuto e sostiene un componente negativo pari al costo del bene permutato pi leventuale conguaglio pagato. Qualora il bene permutato sia costituito da una immobilizzazione si dovranno calcolare eventuali plusvalenze o minusvalenze. Lart. 86.2 stabilisce che se la permuta comprende beni ammortizzabili e questi vengono iscritti allo stesso valore di quelli ceduti, si considera plusvalenza soltanto leventuale conguaglio in denaro. Per l'impresa edile, il costo del terreno andr annotato in contabilit al trasferimento dello stesso, il ricavo degli appartamenti dati in permuta andr registrato nel momento in cui gli appartamenti permutati vengono a giuridica esistenza (abitabilit). Per il privato che d in permuta il terreno edificabile deve essere determinata leventuale plusvalenza tassabile in rapporto al valore normale del fabbricato che riceve. Imposta di registro - Nel caso di permute tra un soggetto Iva ed un soggetto non Iva, si applica lIva sulloperazione posta in essere dal soggetto Iva e limposta di registro sullaltra. Iva - Lart. 13/633 precisa che nelle permute la base imponibile costituita dal valore normale dei beni e dei servizi che formano oggetto di ciascuna operazione (art. 11/633). R.M. 8.6.89 n. 460210: Per l'impresa che si obbliga a cedere in cambio gli "appartamenti futuri" il momento impositivo coincide con il momento della cessione del terreno in quanto questo costituisce il pagamento degli appartamenti stessi. Se le parti contraenti sono ambedue soggetti Iva, ciascuna operazione sar autonomamente e distintamente imponibile Iva (art. 11/633), ognuna con la specifica aliquota applicabile, con la conseguenza dell'obbligo di fatturazione dell'importo dei beni oggetto del trasferimento per entrambi al momento della permuta (salvo il pagamento di un conguaglio). L'area edificabile sconta l'aliquota ordinaria del 20%. L'aliquota degli appartamenti varia a seconda della tipologia e dell'inserimento degli stessi. Permuta di servizi - Nella permuta di servizi lesecuzione di una delle due prestazioni determina il momento impositivo per entrambe. Vedi anche Norma di comportamento n. 150.

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PLUSVALENZE
Le plusvalenze sono costituite dalla differenza positiva tra il corrispettivo conseguito, al netto degli oneri accessori di diretta imputazione, ed il costo non ammortizzato. Si riferiscono a beni diversi da quelli che generano ricavi. Occorre fare attenzione se, relativamente al bene in oggetto, erano stati effettuati ammortamenti anticipati non imputati a Fondo ammortamento in quanto accantonati in appositi conti del passivo o del netto. Ammortamenti ridotti - Per il Min. Fin. lammortamento inferiore alla met era perso definitivamente (R.M. 22.11.01 n. 187/E); fiscalmente aumentava cos la plusvalenza tassabile (parere contrario: Cass. Sent. n. 2992 dep. 1.4.96 e n. 10412 del 27.3.98). Dal 2004 non esiste pi il limite minimo fiscale per le quote di ammortamento: quindi tale problematica superata. Se dal bilancio di verifica risulta aperto il c/ Plusvalenze occorre analizzare se si tratta di plusvalenze: a) realizzate mediante cessioni a titolo oneroso; b) conseguenti a risarcimenti a seguito di perdita o danneggiamento di beni ammortizzabili. c) derivanti da assegnazione ai soci (o dal consumo personale o familiare dell'imprenditore). Le plusvalenze sub a) e b) concorrono a formare il reddito tassabile (art. 86.4), a scelta del contribuente: - per l'intero ammontare nell'esercizio in cui sono realizzate; o - in quote costanti nell'esercizio stesso e nei successivi, non oltre il quarto (quindi da 2 a 5). Il differimento possibile se il bene che ha originato la plusvalenza era posseduto da pi di 3 anni. Il triennio decorre: - dalla data di acquisto, per le immobilizzazioni materiali ed immateriali (controllare date Ddt e fatture); - dalla data di acquisto del bene da parte della societ di leasing (R.M. n. 379 del 17.12.2007); - dall'iscrizione in bilancio per le immobilizzazioni finanziarie (si considerano cedute per prime quelle acquisite in data pi recente). Le partecipazioni acquisite mediante esercizio del diritto di opzione si considerano acquisite alla data di acquisto delle azioni o quote da cui deriva il diritto di opzione e non alla data in cui il diritto viene esercitato; il triennio decorre quindi dalla data di acquisizione originaria (C.M. n. 73/E del 27.5.94). Per i beni costruiti in economia il triennio decorre dalla data di utilizzo riscontrabile sul registro cespiti. E comunque rateizzabile la plusvalenza che deriva dalla cessione di un bene (nella fattispecie, un marchio) che non mai risultato in bilancio in quanto acquisito a titolo originario (R.M. 9/611 del 10.8.91). Per le cessioni di azienda o rami aziendali il triennio decorre: dall'acquisto o, in mancanza, dall'inizio dell'attivit ceduta. Conferimenti, fusioni, scissioni, permute di partecipazioni e trasformazioni, non interrompono lanzianit. Anche le partecipazioni ricevute in cambio di conferimenti agevolati conservano lanzianit dei beni conferiti o delle partecipazioni date in cambio (artt. da 172 a 177). Secondo lAssonime (n. 71/1994) in presenza di diverse plusvalenze rateizzabili possibile imputarne alcune e rateizzarne altre se le plusvalenze hanno diversa origine (es. alcune di cui al punto a) altre b); se invece le plusvalenze appartengono ad uno stesso gruppo - tutte sub a) o sub b) - vi sono dubbi sulla possibilit di diversificare la scelta. La cessione dei beni ai creditori in sede di CONCORDATO PREVENTIVO non costituisce realizzo delle plusvalenze (art. 86.5). Le plusvalenze su cessioni auto a deducibilit parziale, sia acquisite in propriet che detenute in leasing, sono tassabili nella stessa proporzione esistente tra lammontare dellammortamento fiscalmente dedotto e quello complessivamente effettuato (art. 164; R.M. 379/2007). Durante l'esercizio sono stati ceduti beni ammortizzabili? Sono state cedute quote di societ? Sono state contabilizzate le eventuali plusvalenze? CONTABILIZZAZIONE - Le plusvalenze possono trovare una doppia collocazione nel conto economico UE: - se sono plusvalenze su cessioni ordinarie per l'impresa, andranno alla voce A.5 Altri ricavi (es. su cessione di impianti, di automezzi, di mobili e macchine d'ufficio); - se invece derivano da operazioni straordinarie sono classificate nella voce E.20 Proventi straordinari (es. su cessione di immobili, di ramo di azienda, di una intera linea produttiva). Alla manifestazione: Clienti C.II.1 a ==/== Bene ammortizzabile Plusvalenze su beni strumentali A.5 / E.20 Iva c/ vendite

Se a fine esercizio, avendone la possibilit, si opta per la rateizzazione, esempio in 5 esercizi, sullUnico: - tra le variazione in diminuzione: l'intera plusvalenza; - tra le variazione in aumento: 1/5; 289