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ISTITUTO ITALIANO DI PREISTORIA E PROTOSTORIA

UNIVERSIT DEGLI STUDI DI CAGLIARI CENTRO INTERDIPARTIMENTALE PER LA PREISTORIA E PROTOSTORIA DEL MEDITERRANEO (C.I.P.P.M.)

ATTI DELLA XLIV RIUNIONE SCIENTIFICA


LA PREISTORIA E LA PROTOSTORIA DELLA SARDEGNA
Cagliari, Barumini, Sassari 23-28 novembre 2009

Volume III - Comunicazioni

Firenze 2012

SEDE DELLA RIUNIONE

Cagliari: Dipartimento di Scienze Archeologiche - Cittadella dei Musei, P.zza Arsenale 1 Barumini: Centro di Comunicazione e Promozione del Patrimonio Culturale Giovanni Lilliu Sassari: Facolt di Lettere e Filosofia - Aula Magna, Via Zanfarino 62

COLLABORAZIONI

Universit di Cagliari Centro Interdipartimentale per la Preistoria e Protostoria del Mediterraneo Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio Universit di Sassari Ministero per i Beni e le Attivit Culturali

COMITATO DONORE

Giovanni Lilliu, Ercole Contu, Enrico Atzeni, Raffaele Carlo De Marinis

COMITATO SCIENTIFICO

Paola Basoli, Anna Depalmas, Maria Ausilia Fadda, Giovanni Floris, Fulvia Lo Schiavo, Carlo Lugli, Maria Grazia Melis, Alberto Moravetti, Vincenzo Santoni, Giuseppa Tanda, Giovanni Ugas

COORDINATORI DELLE SESSIONI

Enrico Atzeni, Paola Basoli, Paolo Bernardini, Riccardo Cicilloni, Ercole Contu, Anna Depalmas, Maria Ausilia Fadda, Giovanni Floris, Fulvia Lo Schiavo, Carlo Lugli, Fabio Martini, Maria Grazia Melis, Alberto Moravetti, Elsa Pacciani, Vincenzo Santoni, Salvatore Sebis, Giuseppa Tanda, Carlo Tozzi, Giovanni Ugas, Alessandro Usai, Luisanna Usai

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA CON IL SOSTEGNO DI

Carlo Lugli, Riccardo Cicilloni, Giuseppina Marras Universit degli Studi di Cagliari Regione Autonoma della Sardegna Provincia di Cagliari Comune di Cagliari Comune di Barumini Fondazione Banco di Sardegna Fondazione Barumini Banca di Credito Sardo Cemis

REDAZIONE ATTI

Comunicazioni: Carlo Lugli Poster: Carlo Lugli, Riccardo Cicilloni Dibattito: Carlo Lugli, Giacomo Paglietti, Barbara Melosu, Valentina Basciu, Andrea Marotto, Marco Serra.

STAMPA

Nuove Grafiche Puddu srl Z.I. - Via del progresso, 6 - Ortacesus (CA) Tel. 070 9819015 Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, 2012 Via S. Egidio, 21 - 50122 Firenze tel. 055/2340765 - fax 055/5354821 www.iipp.it - e-mail: iipp@iipp.it ISBN 978 88 6045 094 4

XLIV Riunione Scientifica - La preistoria e la protostoria della Sardegna

Alfonso Stiglitz1 - Barbara Puliga1 - Alessandro Usai2 Salvatore Carboni3 - Luciano Lecca3

Il complesso di SUrachi e linsediamento di Su Padrigheddu (San Vero Milis - OR). Indagini interdisciplinari per un approccio al tema delle relazioni tra gli ultimi nuragici e i primi fenici

RIASSUNTO - Il complesso di SUrachi e linsediamento di Su Padrigheddu (San Vero Milis - OR). Indagini interdisciplinari per un approccio al tema delle relazioni tra gli ultimi nuragici e i primi fenici - Si espongono i risultati dello scavo archeologico e delle indagini geoarcheologiche condotte nel 2005 presso il nuraghe SUrachi e nellarea circostante. Oltre ai nuovi dati sulla struttura del nucleo polilobato, i saggi stratigrafici alla base dellantemurale turrito e del muro isodomo aggiunto e le analisi di campioni del terreno hanno chiarito la formazione dei depositi adiacenti al monumento e il rapporto tra questi e linsediamento punico. stato messo in evidenza il deposito alluvionale su cui il monumento fu costruito, trasportando migliaia di blocchi di basalto da affioramenti distanti pi di due chilometri; ci rivela lintenzionalit di una scelta apparentemente contraddittoria e il ruolo del monumento nella gestione del territorio. Inoltre stata ripresa lanalisi dei materiali recuperati alcuni decenni fa nelladiacente sito di Su Padrigheddu, che si rivelato un insediamento misto dellVIII sec. a.C. occupato da abitanti di origine nuragica e da fenici. Rsum - Le complexe de S'Urachi et l'implantation de Su Padrigheddu (San Vero Milis - OR). Recherches interdisciplinaires pour une approche de la thmatique des rapports entre les derniers nuragiques et les premiers phniciens - Exposition des rsultats des fouilles archologiques et des recherches goarchologiques menes en 2005 sur le nuraghe S'Urachi et dans ses environs. En plus de nouvelles donnes sur la structure du noyau polylob, les tudes stratigraphiques la base de la muraille extrieure munie de tours et du mur appareil isodome adjoint, ainsi que l'analyse des chantillons de terrain, ont permis d'clairer la formation des dpts adjacents au monument et le rapports entre ceux-ci et l'implantation punique. On a mis en vidence le dpt alluvionnaire sur lequel fut construit le monument en transportant des milliers de blocs de basalte provenant d'affleurements distants de presque trois kilomtres : ceci rvle l'intentionnalit d'un choix apparemment contradictoire, et le rle du monument dans la gestion du territoire. On a, en outre, repris l'analyse du matriel acquis il y a plusieurs dcennies sur le site voisin de Su Padrigheddu, qui s'est rvl tre une implantation mixte du VIIIe sicle av. J-C, occupe par des habitants d'origine nuragique et par des phniciens. SUMMARY - The nuragic complex of SUrachi and the settlement of Su Padrigheddu (San Vero Milis - OR). Interdisciplinary researches to approach the relationships between the latest nuragic people and the earliest Phoenicians - The archaeological excavation and the geoarcheological researches carried on in 2005 at Nuraghe SUrachi and in the surrounding area brought new data on the structure of the monument. The stratigraphic soundings at the base of the towered antemural and of the added wall in ashlar masonry, as well as the analyses of soil samples, clarified the formation of the deposits adjacent to the monument and the relationships between these and the punic settlement. The alluvial layer above which the monument is founded has been brought to light. SUrachi was built by transporting thousands of large blocks from the basalt deposits more than two kilometres away; this reveals the wilfulness of a seemingly inconsistent choice and the role of the monument in the territorial management. Moreover has been taken up again the study of the finds recovered some decades ago in the adjacent site of Su Padrigheddu, which proved to be a mixed settlement of the 8th cent. BC occupied by inhabitants of nuragic origin and by Phoenicians.

Museo Civico - Comune di San Vero Milis, Via Roma 21, 09070 San Vero Milis; e-mail: alfonsostiglitz@libero.it , barbapul@tiscali.it Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Cagliari e Oristano, Piazza Indipendenza 7, 09124 Cagliari; tel. 070/605181; e-mail: alessandro.usai@beniculturali.it, alessandro.usai@tiscali.it 3 Dipartimento di Scienze della Terra - Universit di Cagliari, Via Trentino 51, 09127 Cagliari; e-mail: carbonis@unica.it, leccal@unica.it
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1. Osservazioni geologiche
Il complesso di SUrachi e linsediamento di Su Padrigheddu sono situati poco a W di San Vero Milis, nella parte settentrionale della fossa tettonica del Campidano sede di un complesso sedimentario di piana alluvionale ad elevato contenuto clastico in matrice argilloso-limosa. Nelle porzioni orientale e occidentale dellarea sono presenti delle conoidi di versante e torrentizie sovra-incise. La gerarchia di tali morfostrutture consentirebbe di attribuirle cronologicamente alla fine del Pleistocene medio (conoidi di versante sovra-incise; 780-126 ka) ed al Pleistocene superiore (piana alluvionale sovra-incisa; 126-11 ka), in regime climatico-eustatico variabile e differente dallattuale. I settori morfologicamente pi depressi, in particolare lestesa depressione palustre di Mare Foghe, rappresentano le aree di colmata alluvionale olocenica ancora in atto. Tale contesto di corpi deposizionali di versante e soprattutto fluvio-torrentizi, tutti provenienti dal versante meridionale del Montiferru, costituisce il substrato su cui sono stati edificati sia il complesso nuragico di SUrachi sia linsediamento di Su Padrigheddu. La quota di circa 5 metri dellarea di insediamento del nuraghe, insolitamente bassa, pu essere comparata con le variazioni di quota del livello del mare (eustatismo) e col comportamento verticale del terreno (subsidenza). Laumento del livello del mare rispetto alle strutture puniche e romane (Antonioli et alii 2007), in diversi siti della Sardegna compresa Tharros, estrapolato per lintervallo degli ultimi 3000 anni, corrisponde a sollevamenti tra un massimo di 2,76 ed un minimo di 1,25 m. Il calcolo della subsidenza nellarea del Campidano di Oristano, dedotto dai dati di sondaggi profondi per la ricerca di idrocarburi (Tilia-Zuccari 1969; Pala et alii 1982) e dalla quota dei sedimenti del Tirreniano (Ferranti et alii 2006), mostra valori di abbassamento del suolo per la zona di SUrachi, rispetto alle quote di 3000 BP, compresi tra 0,33 m e 0,21 m. Sommando leustatismo marino con la subsidenza, si perviene a valori relativi di variazione del livello del mare compresi tra un massimo di 3,09 m e un minimo di 1,46 m. Essendo la quota attuale di circa 5 m, si ottengono valori compresi tra circa 6,5 e circa 8 m per 3000 anni BP. Tali valori, seppur di piccola entit, implicano tuttavia rilevanti diversit paleogeografiche e paleoambientali al tempo delle popolazioni nuragiche e puniche nelle aree degli

stagni del Sinis e della piana di Oristano. In particolare, nei dintorni del sito di SUrachi comporterebbe una minore estensione degli stagni e degli acquitrini, a favore dei terreni utili per le colture o comunque disponibili per tutte le attivit connesse alla presenza degli insediamenti. S.C., L.L. 2. SUrachi: posizione, struttura, dati acquisiti e problemi aperti Il nuraghe SUrachi costruito con blocchi di basalto, da poco a variamente bolloso. Esso fu edificato su un dosso appena rialzato nel mezzo della piana alluvionale, in unarea priva di tali pietre da costruzione, scelta che ne ha quindi previsto appositamente il trasporto in considerevole quantit dalle colline adiacenti lattuale abitato di Narbolia, distanti oltre due chilometri in linea daria (fig. 1A). La peculiarit, per non dire lapparente incongruenza di questa scelta rivela un programma che doveva andare ben oltre ledificazione del monumento stesso: probabilmente questopera ciclopica venne realizzata in concomitanza con un altrettanto ciclopico progetto territoriale di trasformazione agricola e di riassetto economico e demografico, di cui sono testimonianza anche gli altri nuraghi della zona alluvionale realizzati nello stesso modo. Tra tutti, SUrachi doveva essere, ed rimasto anche nel nome, il principe dei nuraghi del Campidano settentrionale (Usai 2005). Come noto dai precedenti studi (Lilliu 1949; Tore 1984; Tore e Stiglitz 1992), la parte pi cospicua di SUrachi costituita dallantemurale, di cui emergono sette torri ed altrettante cortine (fig. 1B); altre due torri erano visibili al di sotto della vecchia strada provinciale oggi dismessa, che in questo punto sale a superarle; unultima torre ipotizzabile sotto i sedimenti nel settore occidentale, portando il numero complessivo a dieci. A SE, un grosso muro costruito con blocchi squadrati, probabilmente di recupero, si addossa a una delle torri dellantemurale. Allinterno dellantemurale si trova il nucleo principale del monumento, che comprende almeno due torri ma di cui non si conosce ancora lintera configurazione planimetrica. Apparentemente il nucleo principale polilobato si trova in posizione eccentrica, dal momento che sembra quasi aderire allarco orientale dellantemurale lasciando unarea libera, forse un ampio cortile, nel settore occidentale. In questo settore presente una vasta cava di

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e g f

Fig. 1 - San Vero Milis, SUrachi: A. carta geologica dellarea in studio (elab. S. Carboni); B. planimetria generale (aggiornamento B. Puliga, A. Stiglitz); C. saggio antemurale (fot. A. Stiglitz); D. saggio muro isodomo (fot. A. Stiglitz); E. reperti dalla parte sommitale (dis. B. Puliga); F. frammenti ceramici di tradizione nuragica e frammenti di anfore di tipo fenicio da Su Padrigheddu (dis S. Sebis e B. Puliga); G. torciere bronzeo di tipo cipriota (fot. Sopr. Arch. Cagliari).

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terra, di et moderna, funzionale alla realizzazione dei mattoni crudi per ledificazione delle case del vicino paese. A.U. Le immagini dello scavo di Giovanni Lilliu, realizzato nel 1948 (Lilliu 1949), mostrano una lunga trincea perimetrale che aveva lo scopo di mettere in luce le strutture esterne del monumento, cio appunto lantemurale e il muro isodomo. Lo scavo perimetrale non incontr ostacoli fin quasi alla quota di fondazione dellantemurale, dal momento che il materiale di crollo era molto scarso. Gli strati scavati restituirono quasi esclusivamente reperti punici e romani, dato confermato da un saggio condotto negli anni 80 tra le torri 2 e 3, che ha messo in luce una sequenza stratigrafica di diversi strati tutti di et romano-repubblicana. Inoltre Lilliu individu alcuni edifici punici addossati allantemurale, oggi quasi completamente distrutti ma chiaramente poggiati su un piano regolare poco al di sopra delle fondazioni del nuraghe. Anche se lo scavo e lo studio procedono con risorse insufficienti e intermittenti, lultima campagna condotta nel 2005 ha affrontato lindagine in modo sistematico, con un programma interdisciplinare definito e circoscritto. In primo luogo sono state recuperate le notizie degli scavi precedenti e le memorie di coloro che avevano visto il monumento ridotto a discarica di rifiuti e, prima ancora, a cava di pietra e fabbrica di mattoni crudi dargilla e paglia. Quindi, considerate le dimensioni del complesso, lintervento si indirizzato verso due obiettivi specifici: da una parte la rimozione ordinata dei depositi rimestati che coprono la spianata sommitale del monumento, cos da isolare gli strati indisturbati e nello stesso tempo portare in luce i ruderi del nucleo edilizio centrale; dallaltra saggi mirati alla base dei margini esterni del complesso, allo scopo di definire i piani di fondazione delle diverse strutture e la stratigrafia dei depositi dal substrato agli strati pi recenti. A.S. 3. La campagna di scavo 2005 Lindagine del 2005 si svolta principalmente nella parte sommitale del nuraghe, dove sono state scavate alcune US attribuibili a sconvolgimenti subiti dal monumento in et moderna e composte da materiale terroso-limoso, fittile e lapideo proveniente dallo

scarto della lavorazione dei mattoni crudi, connesso con la adiacente cava. Nel corso dellasportazione delle US superficiali sono emersi tre blocchi pertinenti al paramento murario di una torre laterale del nuraghe. Tra i reperti rinvenuti si segnalano pochi frammenti attribuibili alla produzione ceramica nuragica, tra cui tre anse pertinenti a brocchette askoidi, una delle quali decorata a spina di pesce, e un frammento di parete con imposta dansa e decorazione a cerchielli concentrici (fig. 1E). Il resto del materiale riportabile a epoca punica e romanorepubblicana. Pi a S, a ridosso della cortina tra le torri 2 e 3, queste US superficiali coprivano una interessante sequenza stratigrafica, messa in luce gi nelle precedenti campagne di scavo. Il deposito, ancora da scavare, caratterizzato da uningente presenza di resti di pasto ed ex-voto punici. Si segnala in particolare il rinvenimento di un bruciaprofumi e di frammenti ceramici recanti lettere dellalfabeto punico graffite. La scoperta di tali materiali testimonia un riutilizzo della sommit del nuraghe a fini cultuali, di cui alcuni indizi erano gi emersi negli scavi degli anni 80 tra il materiale rimestato della parte sommitale, tra cui frammenti di statue fittili di Bes. Questo riutilizzo potrebbe risalire anche ad epoca nuragica avanzata. L'intervento sulla spianata sommitale stato accompagnato da due limitati saggi ai piedi del monumento. Il primo, presso la torre 3 dellantemurale, ha evidenziato una sequenza stratigrafica estesa sino a lambire la risega di fondazione della torre e ha restituito materiali di epoca punica con uningente quantit di resti osteologici, in particolare mascelle bovine, e numerosi frammenti di ziri, anforacei e tabouna (fig. 1C). Il secondo saggio, realizzato alla base della struttura muraria in opera isodoma addossata allantemurale, ha restituito anche in questo caso una stratigrafia di et punica (fig. 1D). Al di sotto della cortina muraria documentata una fase pi antica, che ha restituito un esiguo numero di reperti ceramici attribuibili al Bronzo Finale o Primo Ferro. Tale US si interponeva tra lo strato vergine e le pietre di base su cui poi si imposta il muro isodomo. Questo dato ci permette di stabilire che il muro isodomo stato realizzato non prima dellet del Bronzo Finale. In sintesi, in entrambi i saggi si riscontrato un deposito sottile e finemente stratificato, costituito da una serie ordinata di livelli quasi esclusivamente di epoca punica che si segue fino allaffiorare dello strato vergine su cui lintero monumento venne edificato. B.P.

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Si nota dunque uno stridente contrasto tra larea racchiusa dallantemurale, in cui gli spazi tra le strutture sono completamente ricolmi e che infatti ha assunto laspetto di una spianata uniforme, e la fascia che circonda allesterno lantemurale, che invece stranamente priva del consueto, possente e avvolgente accumulo di blocchi e pietrame, che generalmente deriva dal crollo del nuraghe e dellinsediamento circostante. Se ne deduce che il nucleo polilobato interno, sicuramente completato fino al livello dei mensoloni (di cui si conservano alcuni esemplari fuori posto), ebbe tempo e modo di degradarsi e di subire intensi smantellamenti e rimaneggiamenti; invece lantemurale non diede luogo allaccumulo di consistenti strati di crollo prima della rioccupazione punica, ma nemmeno intorno ad esso si formarono depositi corrispondenti alla costruzione, occupazione e abbandono di un insediamento strutturato. Infatti allesterno gli strati e gli edifici punici coprono appena il piano di fondazione dellantemurale e del muro isodomo. Una eccezione parrebbe costituita dallo spazio delimitato dal muro isodomo, al cui interno sorgono alcune strutture di epoca punica, a una quota decisamente superiore, attestando cos la presenza di un accumulo sottostante. Ci suggerisce che il grande nuraghe, voluto e costruito in questo luogo apparentemente contro ogni logica, non abbia avuto lunga vita e non sia stato in grado di attrarre un insediamento proporzionato alle sue dimensioni e al ruolo economico e simbolico che avrebbe dovuto esercitare. A.U. 4. I campioni stratigrafici I campioni del terreno acquisiti nel corso dei saggi stratigrafici eseguiti alla base dellantemurale turrito e del muro isodomo aggiunto hanno chiarito la natura e lappartenenza dei corpi sedimentari adiacenti al monumento. I sedimenti superficiali e in scavo, per circa 1 metro, sono costituiti da rimaneggiamenti dei sottostanti sedimenti alluvionali, con frequente presenza di granuli di minerali pesanti (magnetite), granuli di quarzo, ghiaie e ciottoli di natura vulcanitica a vario grado di smussamento, rare lamelle di mica, argille di sedimentazione continentale superficiale, nonch vari materiali di provenienza antropica nuragica e post-nuragica. Eccetto che per loccasionale presenza in granuli carbonatici biogeni, provenienti da lastre di arenaria eolica e di arenaria calcarea marina, anchessi di

provenienza antropica, lanalisi litologica ha individuato pertanto, nelle U.S. campionate, unicamente contenuti litici e caratteri della matrice omogenei con i litotipi presenti nelle aree di alimentazione naturale, ovvero i versanti meridionali del Montiferru. Sotto i blocchi basaltici alla base del muro isodomo, il contenuto clastico ed i caratteri tessiturali del deposito individuano pertanto loriginaria superficie topografica di appoggio della struttura, corrispondente alla parte alta dellunit alluvionale pleistocenica costituita dai sedimenti ad elevato contenuto clastico, in matrice argillosa arrossata. S.C., L.L. 5. Nuragici e Fenici a Su Padrigheddu e a SUrachi Le uniche tracce sinora note di un abitato precedente allepoca punica sono quelle localizzate a circa 200 metri dal nuraghe, nel luogo detto Su Padrigheddu. documentato da prospezioni svolte agli inizi degli anni 80 a seguito di un rimboschimento, che portarono alla raccolta di un consistente lotto di ceramiche di tradizione nuragica e fenicia. Inizialmente interpretato come necropoli a incinerazione, con datazione alla fine del VII sec. a.C. per la parte fenicia, oggi pi chiaramente riferibile a un abitato nuragico della fase avanzata della prima et del Ferro, nel quale vanno evidenziandosi presenze fenicie databili a partire dallVIII secolo a.C., con attestazioni sino a et tardopunica, senza apparente soluzione di continuit (Stiglitz 2007). La fase pi antica documentata da ceramiche in red slip e da orli di anfore tipo S. Imbenia (fig. 1F.9-10). Le ceramiche di tradizione nuragica, pur derivate dalle forme del Primo Ferro iniziale, sono ormai nettamente differenziate da esse nei caratteri tecnici e formali (fig. 1F.1-8). Questa situazione richiama da vicino quella pi nota di S. Imbenia di Alghero (Garau e Rendeli 2012; Depalmas e Rendeli 2012) e trova un riscontro nel villaggio nuragico di Su Cungiau e Funtana di Nuraxinieddu, distante circa 10 km, che documenta la fase recente del Primo Ferro e lavvio dellorientalizzante, e nel quale sono attestate, seppure in maniera ridotta, anfore tipo S. Imbenia (Sebis 1994, 2007). A questa fase possibile attribuire uno straordinario oggetto, rinvenuto nell800 e di cui purtroppo ignoriamo lesatto punto di provenienza: si tratta del c.d. torciere bronzeo di tipo cipriota (fig. 1G) (Tore 1986). Il rinvenimento di due esemplari

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A. Stiglitz - B. Puliga - A. Usai - S. Carboni - L. Lecca Garau E., Rendeli M. 2012, From huts to houses? Urbanistica a Sant Imbenia, AttiIIPP XLIV, III, pp. 893-898. Ferranti L., Antonioli F., Amorosi A., Dal Pr G., Mastronuzzi G., Mauz B., Monaco C., Orr P., Pappalardo M., Radtke U., Renda P., Romano P., Sans P., Verrubbi V. 2006, Markers of the last interglacial sealevel high stand along the coast of Italy: Tectonic implications, Quaternary International 145-146, pp. 30-54. Lilliu G. 1949, Scoperte e scavi di antichit fattisi in Sardegna durante gli anni 1948 e 1949, SS IX, pp. 399-406. Pala A., Pecorini G., Porcu A., Serra S. 1982, Geologia e idrogeologia del Campidano, in AA. VV., Ricerche geotermiche in Sardegna, con particolare riferimento al Graben del Campidano, CNR-PFE-RF 10, Pisa, pp. 87-103. Roppa M. 2012, L'et del Ferro nella Sardegna centrooccidentale. Il villaggio di Su Padrigheddu, San Vero Milis, The Journal of Fasti Online, http://www.fastionline.org/ docs/FOLDER-it-2012-252.pdf. Sebis S. 1994, Materiali dal villaggio nuragico di Su Cun giau e Funt nel territorio di Nuraxinieddu (OR), QSACO 11, pp. 89-110. Sebis S. 2007, I materiali ceramici del villaggio nuragico di Su Cun giau e Funt (Nuraxinieddu-OR) nel quadro dei rapporti fra popolazioni nuragiche e fenicie, Sardinia, Corsica et Baleares Antiquae V, pp. 63-86. Stiglitz A. 2007, Fenici e Nuragici nellentroterra tharrense, Sardinia, Corsica et Baleares Antiquae V, pp. 87-98. Tilia-Zuccari A. 1969, Relazione stratigrafica sul pozzo Oristano 2 (Riola Sardo), Sardegna occidentale, Bollettino della Societ Geologica Italiana 88, pp. 183-215. Tore G. 1984, Per una rilettura del complesso nuragico di SUraki, loc. Su Pardu, S. Vero Milis - Oristano (Sardegna), in Waldren W. H., Chapman R., Lewthwaite J., Kennard R.-C., a cura di, The Deya Conference of Prehistory: Early Settlement in the Western Mediterranean Islands and the Peripheral Areas, BAR S229, pp. 703-723. Tore G. 1986, Intorno ad un torciere bronzeo di tipo cipriota da San Vero Milis (SUraki) - Oristano, in AA.VV., Societ e cultura in Sardegna nei periodi orientalizzante e arcaico, Atti del convegno, Cagliari, pp. 65-76. Tore G., Stiglitz A. 1992, Osservazioni di icnografia nuragica nel Sinis e nellAlto Oristanese (Ricerche 1980-1987), in AA.VV., La Sardegna nel Mediterraneo tra il Bronzo Medio e il Bronzo Recente (XVI-XIII sec. a.C.), Atti del convegno, Cagliari, pp. 89-105. Usai A. 2005, Testimonianze prenuragiche e nuragiche nel territorio di Narbolia, in Zucca R., a cura di, NuraboliaNarbolia. Una villa di frontiera del Giudicato di Arborea, Narbolia, pp. 21-57.

molto simili al nostro, uno a Tadasuni e laltro a S. Vittoria di Serri in contesti nuragici, ci porta a supporre che anche quello di SUrachi provenga dalla fase nuragica, come oggetto parlante dellincontro tra questa comunit e le componenti fenicie che veicolarono questo tipo di oggetti. Lappartenenza degli altri due esemplari a depositi non funerari fa propendere, anche per quello di SUrachi, per una sua connessione con ambiti votivi, di cui il muro isodomo potrebbe rappresentare la fase pi antica e il deposito di epoca punica quella pi tarda. A partire dalla fine dellVIII e nel VII sec. a.C., nellarea di Su Padrigheddu e di SUrachi la cultura materiale presenta una crescente 'fenicizzazione' fino alla scomparsa delle forme e delle tecniche propiamente nuragiche (Roppa 2012), mentre in questa stessa fase pare esaurirsi la vita del vicino villaggio di Su Cungiau e Funtana di Nuraxinieddu, attestando la possibile trasformazione delle comunit miste nuragico-fenicie verso una fase diversa decisamente pi acculturante. In conclusione, SUrachi pone gli studiosi delle civilt nuragica e fenicia di fronte alla necessit ineludibile di costruire uninterpretazione non unilaterale ma condivisa dellingresso della Sardegna nella storia, quindi uninterpretazione credibile solo in quanto adeguata alla complessit dei processi in gioco. A.S. Riferimenti bibliografici
Antonioli F., Anzidei M., Lambeck K., Auriemma R., Gaddi D., Furlani S., Orr P., Solinas E., Gaspari A., Karinja S., Kovai V., Surace L. 2007, Sea-level change during the Holocene in Sardinia and in the northeastern Adriatic (central Mediterranean Sea) from archaeological and geomorphological data, Quaternary Science Reviews 26, pp. 2463-2486. Depalmas A., Rendeli M. 2012, Lerba del vicino sempre pi verde?, AttiIIPP XLIV, III, pp. 907-912.