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Corso di Storia del teatro e dello spettacolo

Teatro e comunicazione: il teatro da mezzo di comunicazione di massa a fenomeno artistico di nicchia Citazioni dal I modulo: la comunicazione teatrale 1. Definizione di teatro allinterno della macrocategoria spettacolo utile convenire con alcune fra le conclusioni a cui recentemente giunto Siro Ferrone secondo il quale la drammaturgia, come scrittura seconda, come prodotto cio non esclusivamente letterario, tale solo in dipendenza della sua identificazione nello spazio e nel tempo della messa in scena, sicch lapparizione della drammaturgia sullorizzonte della storia dello spettacolo segue non precede!, registra non anticipa! lesperienza dei veri soggetti del teatro" gli attori. #ome possi$ile che a teatro, almeno quale lo conosciamo in %uropa, o meglio in &ccidente, tutto ci' che specificamente teatrale, ossia tutto ci' che non discorso e parola, o ( se si preferisce ( tutto ci' che non contenuto nel dialogo, de$$a rimanere in secondo piano) Antonin Artaud, 1*+,! -elemento specifico che permette di distinguere levento teatrale da ogni altro modello di spettacolo il rapporto diretto e immediato tra lattore e lo spettatore, ossia, in termini semiotici, la compresenza fisica reale di emittente e destinatario questultimo, di norma, collettivo! De Marinis, 1*,.!. /e, come anche conviene il filosofo Hans Gadamer, la specificit0 del teatro sta, nell immediatezza della comunanza di spettatore e attore, occorre aggiungere che tale caratteristica rende ( come vedremo ( il teatro un fenomeno unico particolarmente nella nostra epoca, in cui tale immediatezza altrimenti $en di rado concessa alla nostra esperienza estremamente mediata. 1 teatro vi una simultaneit0 di produzione e di comunicazione De Marinis, 1*,.!. Antonin Artaud afferma che il teatro il solo luogo del mondo in cui un gesto fatto non si comincia una seconda volta, ponendo, cos2, in discussione lidea stessa di messa in scena.

3iconosciamo 4 scrive 1rtaud 4 che ci' che stato detto non pi5 da dire6 che unespressione non vale due volte, non vive due volte6 che ogni parola pronunciata morta, e non agisce che nel momento in cui viene pronunciata6 che una forma, quando sia stata impiegata, non serve pi5 e invita soltanto a ricercarne unaltra. -a scrittura, al contrario, lo spazio stesso e la possi$ilit0 della ripetizione6 per questo $isogna porre fine a questa superstizione dei testi e della poesia scritta. -a poesia scritta vale una volta, e poi sia distrutta. 7a scritto Jean Louis Barrault" 8l teatro larte delleffimero, continuamente in movimento" il teatro il sim$olo stesso di tutte quelle morti successive, che giorno dopo giorno seminiamo per la strada. 9uel che noi siamo e quel che pensiamo oggi differisce da quel che eravamo e pensavamo ieri, e non pu' lasciar prevedere quel che saremo e penseremo domani. /e c un luogo in cui non ci si :$agna mai nella stessa acqua come diceva %raclito!, proprio nel teatro. 8n conclusione, secondo i due requisiti $asilari della comunicazione teatrale, possiamo allora dire che gli spettacoli teatrali sono quei fenomeni spettacolari che vengono comunicati a un destinatario spesso collettivo, il pu$$lico che presente fisicamente alla ricezione!, solo nel momento stesso della loro produzione emissione!. De Marinis, 1*,.! .. -a comunicazione teatrale ;er Ivo Osolso e, teatrologo e semiologo ceco, il teatro costituisce addirittura larte e il prototipo della comunicazione umana" -a specificit0 del teatro consiste nel rappresentare il proprio oggetto, la comunicazione umana, attraverso la comunicazione umana" a teatro la comunicazione umana la comunicazione dei personaggi! rappresentata attraverso la comunicazione umana stessa, la comunicazione degli attori. 3elazione a teatro la dialettica, il processo di andata e ritorno dallattore verso lo spettatore e viceversa, la comunicazione calda e autentica che si cele$ra nellincontro personale tra le coscienze e che risiede nelle origini gestuali, tri$ali della comunicazione nellam$ito della comunit0 del villaggio Cesare !ivoltella!. /i tratta di una dimensione che i grandi maestri hanno individuato come la definizione minima per il fatto teatrale, il quale non sare$$e nientaltro che una comunicazione interpersonale "eter Broo#!, ci' che avviene tra lo spettatore e lattore Jerz$ Groto%s#i!, un incontro dellaltro &u'enio Bar a!.

/crive Anne ( ers)eld" /i pu' capire unopera <teatrale= anche senza conoscere la lingua, o senza comprendere le allusioni nazionali o locali, o senza afferrare un certo codice culturale complesso o desueto" chiaro che i grandi signori o i lacch che assistevano alle rappresentazioni di 3acine non capivano nessuna delle allusioni mitologiche, essendo gli uni e gli altri ignoranti come talpe6 gli spettatori parigini che hanno visto le rappresentazioni del Campiello di >oldoni, messo in scena da /trehler, non capivano il dialetto veneziano6 molti di essi non erano nemmeno in grado di leggere i riferimenti alla pittura veneziana6 restavano tutti gli altri codici, che permettevano una ricezione sufficiente dei segni.

;er chiudere il su pluricodicit0 e plurimateriacit0, vale la pena di riportare una lunga citazione da !oland Bart*es 1*?@!" #he cos il teatro) Ana specie di macchina ci$ernetica. 8n riposo, questa macchina nascosta dietro un sipario. Ba appena alla scoperto, si mette a inviare al vostro indirizzo alcuni messaggi, che hanno questo di particolare" sono simultanei e tuttavia di ritmo differente. 8n un dato momento dello spettacolo voi ricevete contemporaneamente sei o sette informazioni che provengono dalla scenografia, dai costumi, dalle luci, dalla disposizione degli attori, dai loro gesti, dalla loro mimica, dalle loro parole!, ma alcune di queste informazioni durano la scenografia, ad esempio!, mentre altre cam$iano le parole, i gesti!6 a$$iamo quindi a che fare con una vera e propria polifonia informazionale.

7a notato &u'enio Bar a, fondatore dellOdin Teatret" /e parlo con una persona nella strada, la mia presenza si riduce alla relazione con la persona che ho di fronte, alla quale mi rivolgo. 8n teatro quello che diverso che questa presenza e relazione deve essere vista e esperita da uno spettatore CDE. Ano dei fattori fondamentali dellagire scenico, del raccontare attraverso azioni fisiche e vocali, la capacit0 di toccare sensorialmente lo spettatore, di convincerlo, condurlo suo malgrado, sedurlo verso un altro stato di coscienza.

8l filosofo statunitense (rmson, che utilizza la fruizione teatrale ingenua come prova del fatto che a teatro non vi sia illusione" Fon c sospensione volontaria dellincredulit0, nemmeno temporanea. #ertamente assistiamo ad un assassinio teatrale con fascinazione inorridita6 ma non sare$$e stata questa la nostra reazione se avessimo sospeso lincredulit06 se cos2 fosse ci slanceremmo sulla scena per tentare di fermare il tutto o almeno ci precipiteremmo nel foGer per cercare un telefono con il quale avvertire la polizia. +. 8l lavoro dello spettatore

#ome scrive (m erto &co, a proposito di testi narrativi ( ma anche lo spettacolo teatrale un testo in semiotica" il testo spettacolare (, qualsiasi testo postula il proprio destinatario come condizione indispensa$ile non solo della propria capacit0 comunicativa concreta, ma anche della propria potenzialit0 significativa. 8n altri termini, un testo viene emesso per qualcuno che lo attualizzi. 8l testo intessuto di spazi $ianchi, di interstizi da riempire CDE, una macchina pigra che chiede al lettore di fare parte del suo lavoro.

Marco De Marinis arriva persino a dire che ci' che esiste realmente, almeno dal punto di vista semiotico, non lo spettacolo ma la relazione teatrale, intendendo con questo termine innanzitutto il rapporto attore4spettatore, e poi i vari altri processi comunicativi e interazionali di cui uno spettacolo stimolo e occasione dalla sua prima ideazione fino alla fruizione del pu$$lico. Citazioni dal II modulo: il teatro come mezzo di comunicazione di massa dall+antic*it, alla )ine dell+Ottocento

,. 8l teatro nell&ttocento 8l marchese De Sade, in viaggio in 8talia, ci illustra a$itudini che perdurano inveterate anche nel H8H secolo" 8 palchi sono grandi" vi si giuoca e, grazie ad una tela che si a$$assa sottraendovi agli sguardi della gente, vi si pu' far di peggio, se si vuole. %cco, ancora, quanto accade a Bilano nel 1,+, al -eatro alla Cano iana, teatro minore

rispetto alla /cala e, dunque, meno $en frequentato" 1llincontro il senso dellodorato vi annunzia al primo vostro presentarvi sulla porta dingresso il nazionale risotto, le costerelle arrostite, il salado di Ierona, e vi scrosciano sotto i piedi ad ogni passo le scorze a$$rustolite delle castagne, dei marroni. 8l dio /ilenzio, che cercavate invano alla /cala, lo invocate qui ancor pi5 indarno CDE. un frastuono di risa sgangherate CDE, oppure un alto rumore di $attimano CDE. Jra un atto e laltro della commedia udrete frequentemente impegnata una conversazione, diretto un invito, dato un appuntamento dalla prima alla terza fila, dalle seggiole dellorchestra alle ultime della platea. /i dire$$e che ognuno in casa propriaK Leata li$ert0K

Citazioni dal III modulo: il teatro come )enomeno artistico di nicc*ia nel .. secolo *. 8l primo Fovecento

1nche lelettronica, infine, ha operato trasformazioni gigantesche nellimmaginario collettivo e le forme stesse di produzione del consumo di massa distruggono le categorie classiche dello spettacolo, annullano la distinzione tra finzione e realt0, simulazione ed evento /A ruzzese0

8l teatro richiede per Artaud una forte tensione partecipativa" /e tutti siamo arrivati a considerare il teatro unarte inferiore, un mezzo volgare di distrazione CDE, ci' accade perch ci ha troppo spesso ripetuto che era teatro, cio menzogna e illusione. ;erch da quattrocento anni, vale a dire dal 3inascimento in poi, ci hanno a$ituati a un teatro puramente descrittivo e narrativo, che racconta soltanto psicologia. CDE -o stesso /haMespeare responsa$ile di questa a$errazione, CDE di questa idea disinteressata del teatro che impone a una rappresentazione di lasciare intatto il pu$$lico, senza mai proporgli unimmagine che lo scuota alle fondamenta nel suo organismo e segni su di lui unimpronta incancella$ile.

Bertolt Brec*t" /traniare una vicenda o un carattere di un personaggio significa in primo luogo togliere semplicemente al personaggio o alla vicenda qualsiasi elemento sottinteso, noto, lampante e farne oggetto di stupore e curiosit0.

Bertolt Brec*t" -arte teatrale deve rendere ancora possi$ile latteggiamento critico dello spettatore. 9uesto atteggiamento non nulla di avverso, di ostile allarte, come spesso si crede, ma fonte di godimento come di emozioni, gi0 di per se stesso unesperienza6 ed soprattutto un atteggiamento produttivo. 1N. 8l secondo Fovecento

Jerz$ Groto%s#i sul 1teatro povero2 da lui teorizzato" Fon volendo considerare il teatro come sintesi di discipline artistiche, cerchiamo di evitare leclettismo, tentiamo di dare una definizione autonoma del teatro e di ci' che distingue questa attivit0 da altri generi di rappresentazione e di spettacolo.

;u' esistere il teatro senza spettatori) #e ne vuole almeno uno per parlare di spettacolo. % cos2 non ci rimane che lattore e lo spettatore. ;ossiamo perci' definire il teatro come Oci' che avviene tra lo spettatore e lattoreP. Qutto il resto supplementare ( forse necessario, ma supplementare /Groto%s#i03

#on l&din Qeatret di %ugenio Lar$a lo spettacolo diventa soltanto un momento, seppure complesso e affascinante, di comunione fra attori e pu$$lico" CDE piuttosto di assistere a uno spettacolo, <gli spettatori= partecipano a un rito privato CDE raccolgono un messaggio diretto, guadagnato con un contatto psichico estenuante in unora e pi5 di tensione, senza tramiti ma neppure ostacoli a una visione dilatata a tutto tondo, fino a confondersi con unimmersione vera e propria. 1 questo spettatore viene richiesta una disponi$ilit0 e un assor$imento totale quanto il darsi dellattore, che senza riserve anche sul piano fisico. /i esprime questi infatti con ogni parte del corpo, mediante una vocalit0 nei risultati vicina al canto CDE ma anche straniata. /Franco 4uadri0

11. Ana prospettiva per il futuro "eter Broo# nel 1*?, si chiesto" #he cosa mai il teatro) 1 che serve) un anacronismo, una $izzaria superata, qualcosa che sopravvive come un vecchio monumento o un cappellino antiquato) ;erch i nostri applausi e a che cosa) % il filosofo Hans Gadamer ha osservato provocatoriamente" -a tecnica moderna ha intaccato con le sue produzioni il pi5 intimo am$ito vitale del teatro, tanto che non affatto ovvio che il teatro in questo mondo mutato a$$ia un futuro. Quttavia, interessante lipotesi secondo la quale proprio il cinema e la televisione avre$$ero solo apparentemente messo in crisi il teatro" in realt0, esse lo avre$$ero invece li$erato da una serie di servizi meramente ricreativi, di :corves mondane che nei secoli erano venuti progressivamente a condizionarlo /Gian !enzo Morteo0. Giacc*5 sostiene che la sua <del teatro= arcaicit0 corrisponde anche a una povert0 e arretratezza di mezzi e tecnologie che lo rende pi5 accessi$ile e immediato strumento di espressione e comunicazione artistica" fra laltro a questa facilit0 che si deve laumento della :vocazione a fare teatro3 Ana possi$ile risposta, venata di ironia e di amarezza, sta forse nelle parole di Giuseppe "atroni Gri))i, regista e drammaturgo fra i pi5 accreditati" Fon si pu' pretendere da una scatola dacciughe salate, al momento che la apri, di ricevere la stessa emozione di quando le sardine le vedi guizzare sotto il pelo dellacqua. 9uelle vive sono il teatro, quelle salate la televisione o la videocassetta.