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Appunti di Statica delle Strutture

Calcolo Reazioni Vincolari Procedimento Graco

Corso di Laurea in Ingegneria Civile Corso di

Meccanica Razionale

Prof.: Ing. Giuseppe Moscariello

Anno Accademico 20122013

Premessa

Per molte strutture isostatiche il calcolo delle reazioni vincolari con procedimenti puramente graci pu` o risultare molto conveniente e spesso di immediata soluzione in specie se si adopera il Principio di Sovrapposizione degli Eetti (PSE)1 . Ma, anche laddove ci` o non dovesse essere, la conoscenza di questo metodo aiuta a comprendere immediatamente se il valore di una reazione calcolata con un diverso procedimento ` e attendibile. Perci` o questi appunti.

Composizioni grache di forze

Si riportano alcune delle principali operazioni elementari che vengono normalmente eseguite con il metodo graco:

2.1

Trasporto di un vettore lungo la propria retta dazione

Un vettore applicato non pu` o essere spostato dal proprio punto di applicazione. Pu` o, per` o, essere sostituito con un altro vettore equivalente posto in un altro punto della propria retta dazione.

Figura 1: Trasporto di un vettore sulla propria retta dazione E quanto mostrato in g.1, dove al vettore forza F 1 applicato in A viene aggiunta una coppia di braccio nullo (F 2 ed F 3 ) e, successivamente, eliminata unaltra coppia di braccio nullo (F 1 ed F 2 ). Dopo le due operazioni rimane il vettore forza F 3
Leetto (le reazioni) prodotto da pi` u cause (le forze applicate) ` e la somma degli eetti prodotti dalle singole cause (agenti una per volta, separatamente). Sulla struttura, perci` o, con questo metodo, si considera una sola forza per volta.
1

applicato nel punto B, uguale ad F ed equivalente al vettore di partenza2 .

2.2

Spostamento di un vettore su una retta parallela

Consideriamo il vettore (P1 , F 1 ) di g.2. Sia r la retta parallela ad F 1 (su cui si vuole spostare il vettore) distante da esso della quantit` a b; indichiamo con A un punto qualsiasi di tale retta. Aggiungiamo sulla retta r una coppia di vettori di braccio nullo F 2 ed F 3 , di modulo uguale ad F1 .

Figura 2: Spostamento di un vettore su una retta parallela

Continuando, notiamo che i vettori forza F 1 ed F 3 cos` formati costituiscono una coppia di vettori uguali ed opposti che possono essere sostituiti con lo pseudovettore momento MA = F b (rappresentato in gura nei due diversi modi). Al termine delle operazioni rimangono sul campo il vettore uguale a quello di partenza spostato sulla retta r in A ed il momento M A di valore pari al modulo del vettore per la distanza di trasporto. Un vettore, quindi, pu` o essere sostituito3 con un altro ad esso uguale su una retta parallela, a patto che si aggiunga un opportuno momento (detto di trasporto).

2.3

Composizione di una forza e di un momento

Si ottiene con loperazione contraria a quanto appena descritto. Un vettore forza applicato in un punto (A in gura 3) ed un momento possono essere composti in un altro vettore uguale opportunamente traslato (su di una retta parallela al vettore) dalla posizione occupata dal vettore iniziale. Con riferimento alla gura 3 il vettore M A ` e stato scomposto nei due vettori F 1 ed F 2 , di moduli uguale ad F con uno dei due vettori (F 1 ) direttamente opposto ad F
Si dice impropriamente che si ` e spostato il vettore originario (A, F 1 ) nel punto B mentre in realt` a si ` e solo creato un nuovo sistema equivalente formato da un solo vettore uguale a quello di partenza e diversamente posizionato. 3 Nel senso che ` e equivalente.
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Figura 3: Composizione di una forza e di un momento

e laltro spostato parallelamente al primo, dalla parte che fa produrre alla coppia un momento dello stesso verso di quello M A assegnato e ad una distanza tale da dar luogo ad un momento di valore pari ad MA 4 . Eliminando i due vettori F ed F1 direttamente opposti rimane il solo vettore F2 (uguale al vettore F ) giacente sulla retta r. Un vettore forza F ed un momento MA possono, quindi, essere composti nello stesso vettore traslato parallelamente a se stesso, da una parte ben precisa, della quantit` a b = MA /F .

2.4

Composizione di due vettori non paralleli

E ben noto che due vettori complanari (P1 , F 1 ) e (P2 , F 2 ) non paralleli possono essere composti nellunico vettore R (il risultante dei vettori) posizionato sullasse centrale (rappresentato dalla retta parallela ad R e passante per il punto dincontro delle rette dazione dei due vettori5 ).

Figura 4: Composizione di due vettori complanari non paralleli

Il sistema in questo momento ` e formato dai tre vettori: F , F1 ed F2 ed ` e equivalente al sistema di partenza avendo lo stesso risultante e lo stesso momento risultante rispetto al polo A. 5 Ottenibile gracamente con la regola del parallelogramma, dopo aver trasportato i due vettori nel loro punto dincontro .

2.5

Composizione di due vettori paralleli e concordi

Due vettori applicati (P1 , F 1 ) e (P2 , F 2 ) paralleli possono comporsi nellunico vettore risultante R posizionato sullasse centrale rappresentato dalla retta parallela ai vettori passante per il punto indicato in gura 5.

Figura 5: Composizione di due vettori paralleli e concordi Esso pu` o ricavarsi gracamente attraverso, ad esempio, le seguenti operazioni elementari (vedi g.5): 1. Aggiunta di una coppia di vettori F di braccio nullo, di modulo qualsiasi, su una retta dazione, ad esempio, ortogonale ai vettori. 2. Composizione delle due coppie di vettori: [F1 , F ] ed [F2 , F ] nei due vettori risultanti: R1 ed R2 applicati alle proprie rette dazione. 3. Trasporto delle due risultanti lungo le loro rette dazione nel punto dintersezione. 4. Composizione delle due risultanti nel vettore R posizionato sullasse centrale

A.

2.6

Composizione di due vettori paralleli e discordi

I vettori oggetto della composizione sono (P1 , F 1 ) e (P2 , F 2 ). Gracamente si possono comporre eseguendo le seguenti operazioni elementari (vedi g.6): 1. Aggiunta di una coppia di vettori direttamente opposti (in gura F3 ed F4 ) di valore F1 sulla retta dazione r2 del vettore F2 . 2. Composizione dei due vettori discordi F2 ed F4 giacenti sulla retta r2 nel vettore risultante R. 3. Composizione dei due vettori uguali ed opposti F1 ed F3 nel vettore momento MA .

Figura 6: Composizione di due vettori paralleli e discordi

4. Scomposizione del vettore momento MA nei due vettori uguali ed opposti di valore R distanti b2 = MA /R (vettori in gura colorati di rosso). 5. Eliminazione della coppia di vettori R di braccio nullo giacente su r2 Sul campo rimane il vettore R posizionato sullasse centrale A indicato in gura.

Rappresentazione graca delle reazioni

Riportiamo lelenco delle reazioni esplicabili dai vincoli, nel piano, da un punto di vista puramente graco. Vincoli semplici6 . Essi sono, com` e noto: Carrello o Pendolo7 Esso pu` o reagire con una sola forza avente una retta dazione ortogonale al piano di scorrimento e passante per il punto di contatto con la struttura8 . Doppio doppio pendolo: pu` o reagire con un solo momento materialmente esercitato nel punto di contatto con la struttura. Vincoli doppi9 . Essi sono (si faccia riferimento alla gura (7)):
Essi eliminano un solo grado di libert` a. Nella statica dei corpi rigidi tra loro non vi ` e alcuna dierenza. I loro eetti sono diversi nella Scienza e Tecnica delle Costruzioni in quanto il pendolo pu` o essere deformabile mentre il carrello ` e sso (se non ` e cedevole). 8 Il vincolo si suppone sempre bilaterale per cui la reazione pu` o avere un qualsiasi verso. Per contro un vincolo si dir` a unilaterale se esso ` e capace di reagire secondo un unico verso. 9 Essi eliminano due gradi di libert` a.
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Cerniera: immaginato il vincolo composto da due carrelli con piani di scorrimento non paralleli, esso pu` o reagire con due forze tra loro, ad esempio, ortogonali la cui composizione graca d` a luogo, a seconda dei valori (e versi) dei due vettori componenti, ad una sola forza risultante passante per il punto di contatto con la struttura ed avente una qualsiasi direzione. Doppio pendolo: essendo costituito da due pendoli paralleli, pu` o reagire con due forze parallele la cui composizione graca d` a luogo ad una sola forza risultante parallela ai pendoli e dovunque10 posizionata.

Figura 7: Rappresentazione graca di vincoli doppi Esso si pu` o anche pensare composto da uno solo dei due pendoli e da un doppio doppio pendolo (vedi gura (7). La sua reazione, in tal modo, si pu` o pensare costituita da una forza R parallela ai pendoli e da un momento M che, se composti gracamente, danno luogo, ancora una volta, ad una forza parallela ai pendoli traslata (di una quantit` a e = M/R che pu` o risultare comunque grande al tendere di R a zero). Non viene esclusa, naturalmente, la possibilit` a che una delle due componenti (o entrambe) sia nulla, ossia che possa reagire soltanto con una forza (passante per il punto di contatto con la struttura) oppure con un solo momento (agente, anchesso, nello stesso punto).
Si ricorda, infatti, che ogni sistema di vettori piano ed in particolare due forze parallele aventi risultante non nulla (che non formino, cio` e, una coppia di vettori uguali ed opposti che, come sappiamo, ` e equivalente ad un momento) sono equivalenti al proprio risultante posto sullasse centrale dei vettori. Tale asse, inoltre, quando i vettori sono discordi, ` e posizionato parallelamente ai vettori ed allesterno di essi ad una distanza dal vettore pi` u grande pari ad e = M/R (dove si ` e indicato con M il momento dei due vettori rispetto al punto di applicazione del vettore pi` u grande). Fissato il valore del vettore pi` u piccolo, al diminuire del valore di R (al tendere di essi, cio` e, ad una coppia di vettori uguali ed opposti) cresce la distanza e tendendo allinnito al tendere di R a zero. Un momento, quindi, si pu` o pensare (con un certo abuso di linguaggio ma siamo ingegneri...), come una forza innitesima (la risultante dei due vettori) posta a distanza innita (laddove si trova, appunto, lasse centrale). Tutto ci` o per giusticare il dovunque posizionata
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E bene chiarire una volta per tutte che la reazione che il vincolo esercita (formata dallinsieme delle forze elementari trasmesse nella zona di contatto 11 ) ` e materialmente prodotta nel punto di contatto ma la risultante di tutte queste azioni (che viene, poi, rappresentata in gura dal vettore A ) giace su una retta, lasse centrale, che pu` o non passare per tale punto, com` e mostrato in gura. Un conto ` e il punto (o la zona nel caso di corpi deformabili) in cui si espleta la reazione del vincolo altro ` e, invece, il vettore che rappresenta la risultante di tutte queste azioni. E buona abitudine evidenziare quale sia il tratto su cui la reazione si espleta, collegando, con una sottile linea, il vettore col punto in cui materialmente si esercita la reazione com` e evidenziato in gura (7) cos` come nelle altre gure. Vincolo triplo: lincastro Si pu` o pensare composto da una cerniera A e da un doppio doppio pendolo per cui la sua reazione, da un punto di vista graco, pu` o pensarsi formata da una forza A passante per A avente una qualsiasi direzione e da un momento MA che, se composti, danno luogo alla stessa forza spostata di una quantit` a pari ad e = MA / A che, a seconda dei valori (e versi) di tali grandezze pu` o trovarsi in una qualsiasi regione del piano della struttura e con qualsiasi direzione. Quindi possiamo sintetizzare dicendo che lincastro reagisce con una sola forza qualsiasi sia la direzione e dovunque essa sia posizionata. Naturalmente, una volta determinata tale reazione12 si pu` o sempre trasportarla nel punto di contatto (aggiungendo il momento di trasporto) e, se si vuole, scomporre ulteriormente il vettore nei due vettori componenti, lungo, ad esempio, due assi ortogonali.

Figura 8: Rappresentazione graca della reazione dellincastro

Vincoli multipli
Essa viene sempre indicata come punto di contatto, essendo i corpi, ma anche i vincoli, supposti rigidi. 12 Con almeno due condizioni di equilibrio che consentano di determinare due punti attraverso i quali essa passa o un punto ed una direzione.
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Le reazioni esercitate da tali vincoli non necessitano di particolari descrizioni. In gura (9) ` e stata riportata una cerniera interna multipla (collegante pi` u di due tratti) vincolata, rispettivamente, ad una cerniera esterna e ad un carrello. Le reazioni 1 , 2 e 3 della cerniera interna sui rispettivi tratti passano tutte per la cerniera e possono avere una qualsiasi direzione, mentre la reazione esterna A della cerniera esterna (o del carrello) agisce sul nodo.

Figura 9: Rappresentazione graca di vincoli multipli

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4.1

Le ECS interpretate gracamente


Premessa

Le considerazioni che qui di seguito verranno sviluppate riguarderanno strutture effettivamente isostatiche per le quali si ` e certi dellequilibrio (qualunque siano i carichi 13 applicati su di esse) . Dato che una struttura isostatica ` e in equilibrio essa verica le Equazioni Cardinali della Statica14 che, in forma vettoriale si scrivono: Re = 0 Me O = 0 (1)

e dove si sono indicati, rispettivamente, con Re ed MO il risultante ed il momento risultante (rispetto al polo O) delle forze esterne agente sul sistema considerato (sia esso un tratto, un nodo, un gruppo di tratti o lintera struttura).

Con il metodo graco non si far` a pi` u distinzione tra forze attive e reazioni vincolari15 . Tutte le osservazioni riguarderanno, infatti, il numero delle forze agenti sul sistema volta per volta considerato, senza distinguerle tra attive e vincolari.
Per le strutture libere oppure labili si dovr` a preventivamente vericarsi lequilibrio (per particolari condizioni di carico) prima di procedere al calcolo delle reazioni. 14 Tali equazioni, infatti, costituiscono condizioni necessarie e sucienti per lequilibrio di un corpo rigido, qual` e considerata, appunto, la nostra struttura. 15 I cui valori, direzioni e versi rimangono lobiettivo che ci si pregge di calcolare con questo metodo.
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4.2

Le ECS applicate ad una forza e ad un momento

Lequazione (1) esplicitata ad una sola forza e ad un solo momento (oppure, ovviamente, ad uno solo dei due) ` e vericata solo se entrambe le grandezze hanno valore nullo. Questa ovvia deduzione ` e vera non solo quando sul corpo agisce materialmente 16 una sola forza , ma anche quando il sistema di forze che si sta esaminando pu` o ricondursi ad essa. Lesempio riportato in gura (10) (anche se fa riferimento ad una struttura labile, ma in equilibrio per particolari condizioni di carico) pu` o chiarire quanto detto.

Figura 10: ECS applicate ad una forza Sul corpo 1 agisce una forza (1 ) ed un momento (M1 ); entrambe le grandezze, per lequilibrio di quel corpo, debbono essere nulle. Tenuto conto di ci` o, sul corpo 2 rimangono due forze (F e 2 ) aventi la stessa retta dazione ed un solo momento (M2 ). Le due forze agenti sulla stessa retta dazione sono equivalenti ad una sola (la risultante) agente sulla stessa retta. Lequilibrio graco comporta che questa forza (la risultante delle due) ed il momento M2 debbono essere nulli; cio` e le due forze 2 ed F dovranno essere direttamente opposte, come si dir` a a breve sullequilibrio di due forze.

4.3

Le ECS relative a due forze

Consideriamo un corpo rigido (la nostra asta AB) su cui sono applicati due soli vettori: (A, A ) e (B, B ). Esplicitiamo lequazione (1) per questo caso. Essa si scrive: = 0 A + B (2) (B A ) B = 0 Dalla prima equazione si ricava B = - A , cio` e i due vettori debbono essere uguali ed opposti (rappresentati al centro della gura (11)), mentre la seconda aerma
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O un solo momento.

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Figura 11: ECS applicate a due forze

che i vettori (B A) e B debbono essere paralleli, se non nulli; cio` e B , se lasta ` e rettilinea, deve giacere sul segmento AB. Le due equazioni insieme saranno vericate allorquando i due vettori risulteranno uguali, opposti e giacenti sulla stessa retta dazione (quella dellasta, se rettilinea); cio` e quando saranno direttamente opposti, com` e illustrato, con i due possibili versi, in gura (11). E conseguenziale che, se due possibili vettori reazione non possono farsi equilibrio, non potendo la struttura perdere lequilibrio (perch` e isostatica o perch` e si ` e vericato lequilibrio in partenza Per Particolari Condizioni di Carico), entrambe le forze debbano essere nulle. Nel caso particolare che sul corpo agiscano due momenti, questi, nellequazione (2) debbono essere, ovviamente, uguali ed opposti. In gura (12) ` e stata riportata una struttura una volta libera e in equilibrio PPCC17 . Vengono ora calcolate le reazioni con il metodo graco, utilizzando prevalentemente i dati acquisiti relative allequilibrio di due forze (siano esse forze o momenti).

Figura 12: ECS applicate a due forze


Basta osservare che HL ` e fermo per la presenza di due centri distantanea rotazione distinti cos` come pure il tratto DEG, per la presenza della cerniera e del carrello (ora a terra). La parte libera della struttura ` e quella rimanente ABCD che, come si pu` o vedere, pu` o traslare in direzione orizzontale. Lequilibrio di questa parte ` e assicurato dal fatto che su di essa non agiscono forze orizzontali.
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12

Cominciamo con il tratto AB su cui agiscono due forze (la reazione A del carrello e quella B della cerniera) che non possono essere direttamente opposte (la cerniera B non ` e capace di reagire con una forza verticale passante per A, che possa essere, cio` e, direttamente opposta a quella del carrello) perci` o esse debbono essere entrambe nulle. Sul tratto BCD, ora, agiscono la forza D del pendolo ed il momento MC del doppio doppio pendolo. Non potendo una forza farsi equilibrio con un momento, anche queste due reazioni debbono essere nulle. Sul tratto EFG, ora, sono rimaste tre forze, due delle quali (la forza attiva F e quella G del carrello) agiscono sulla stessa retta dazione e danno luogo, perci` o, ad una sola forza risultante FG, posta sulla stessa retta. Con questa riduzione il numero di forze su questo tratto si riduce a due (la reazione E della cerniera e la risultante FG) che, non potendo essere direttamente opposte, debbono essere entrambe nulle. La reazione della cerniera deve essere nulla mentre quella del carrello sul tratto DEG deve essere direttamente opposta alla forza F. Naturalmente, il carrello reagir` a con una forza verticale direttamente opposta 18 sul tratto HL, sul quale vi sono tre forze: la reazione nota del carrello, quella del doppio pendolo (anchessa verticale e dovunque posizionata) e la reazione inclinata (ortogonale al piano di scorrimento) del carrello. La composizione delle due forze parallele d` a luogo ad unaltra forza (una sola, la risultante, posta sullasse centrale) anchessa verticale e dovunque posizionata HG. Lasta HL, con questa composizione, risulta ora soggetta a due sole forze che non possono essere direttamente opposte (infatti, dovunque andr` aa posizionarsi la risultante HG (verticale) non potr` a mai avere la direzione della reazione del carrello e perci` o non potr` a mai essere ad essa direttamente opposta). Entrambe queste forze, perci` o, debbono essere nulle. Il carrello, quindi, avr` a una reazione nulla, mentre il doppio pendolo reagir` a con una forza direttamente opposta a quella esercitata dal carrello (pari proprio ad F). Si noti come si ` e esaurito il calcolo delle reazioni senza che si sia impostata alcuna equazione n` e tantomeno risolto alcun sistema algebrico19 .

4.4

Le ECS relative a tre forze

Consideriamo un corpo rigido piano nel proprio piano20 , soggetto complessivamente a tre forze: (A, A ), (B, B ) e (C, C ) (che supporremo non tutte parallele) ed analizziamo le condizioni che debbono vericare (in direzione ma anche in valore e verso) tenuto conto che il sistema ` e in equilibrio (si faccia riferimento alla gura (13)).
Per il terzo principio della dinamica Naturalmente le equazioni di equilibrio della statica non sono state materialmente scritte in forma analitica, ma di fatto sono state applicate nella forma graca, esattamente allo stesso identico modo di quelle analitiche. Cambia la forma di interpretazione, non la sostanza. 20 Costituito da una semplice asta, da un gruppo di aste rigide compatte (cio` e vincolate in modo da non avere spostamenti relativi) o da una intera struttura isostatica.
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Figura 13: Tre forze non parallele

Consideriamo, quindi, le equazioni (1) della statica esplicitate in questo caso specico. Con riferimento al polo D dintersezione di due delle rette dazione dei vettori si scrivono: = 0 A + B + C (3) (A D ) A + (B D ) B + (C D ) C = 0 la seconda, in particolare, per lannullamento dei prodotti vettoriali si riduce a: (B D) B = 0 (4)

e pu` o essere vericata solo se il vettore non nullo B passa per lo stesso punto dincontro degli altri due. Possiamo, quindi, aermare che da un punto di vista graco tre vettori non nulli si possono fare equilibrio solo se21 le loro rette dazione incidono uno stesso punto22 . Tale condizione, per` o, non basta, in quanto, perch` e il corpo sia in equilibrio, le forze devono vericare anche la prima delle equazioni della statica (cio` e che la risultante delle tre forze deve essere nulla) che, interpretata gracamente, si traduce nel dire che il poligono dei vettori deve essere chiuso23 . In conclusione si pu` o, quindi, aermare che: tre forze per farsi equilibrio ` e necessario che si incontrino in uno stesso punto (nel senso che, se esse non vericano ci` o, il corpo sicuramente non ` e in equilibrio); per essere, poi, certi dellequilibrio ` e suciente accertarsi della chiusura del poligono dei tre vettori (che traduce il fatto che la risultante delle tre forze ` e nulla). Come conseguenza diretta di ci` o possiamo aermare:
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Perci` o` e una condizione solo necessaria. Proprio o improprio (cio` e allinnito sulla direzione dei vettori). 23 Le forze, riportate una di seguito allaltra, debbono partire ed arrivare allo stesso punto.
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14

In un corpo in equilibrio soggetto a tre vettori (incidenti uno stesso punto A) la risultante di due di essi ` e direttamente opposta al terzo vettore24 Se i tre vettori non possono incidere uno stesso punto (proprio o improprio), essi debbono essere tutti nulli, dato che lequilibrio del corpo non pu` o essere messo in discussione (la struttura, infatti, ` e in partenza isostatica o in equilibrio PPCC.) Se due dei tre vettori giacciono sulla stessa retta dazione, essi debbono essere direttamente opposti, mentre il terzo vettore deve avere valore nullo25 . Tre vettori aventi tutti la stessa retta dazione 26 possono avere un qualsiasi valore ed un qualsiasi verso; lunica condizione che debbono rispettare ` e che la somma delle loro componenti sulla propria retta dazione (orientata) sia nulla 27 . Ed ancora, se almeno uno dei tre vettori agenti sulla struttura ` e un momento, si pu` o aggiungere: Per farsi equilibrio due forze ed un momento ` e necessario che le due forze siano 28 parallele . Per farsi equilibrio due forze sulla stessa retta dazione ed un momento ` e necessario che si annulli il momento; conseguentemente, le due forze debbono risultare direttamente opposte. Per lequilibrio di una forza e due momenti ` e necessario che la forza sia nulla ed i momenti uguali ed opposti. Anch` e tre momenti si possano fare equilibrio ` e suciente che verichi la condizione che la somma delle loro componenti sia nulla29 . In gura (14) ` e stato riportato un esempio di calcolo graco di reazioni vincolari di una struttura isostatica multitratto in cui si ` e cercato di evidenziare le problematiche appena descritte, relative allequilibrio di tre vettori (siano essi forze o momenti).
Infatti, se immaginiamo di comporre due dei tre vettori incidenti il punto A, si otterr` a un solo vettore (il risultante) che passer` a per tale punto e che, con il terzo vettore, sar` a ad esso direttamente opposto. 25 Infatti la risultante di due vettori giacenti su una stessa retta dazione ` e, a sua volta, un vettore avente la stessa retta dazione. I tre vettori, con questa composizione, si riducono a due che, per lequilibrio, debbono essere direttamente opposti e, non potendo esserlo, debbono avere valore nullo. 26 Da non confondere con la stessa direzione! 27 Per un problema del genere due dei tre vettori debbono essere determinati attraverso condizioni di equilibrio imposte ad altri corpi, in genere quelli a contatto con il corpo che si sta analizzando. 28 Va da s` e che, se non potessero esserlo, dovrebbero essere nulli tutti e tre i vettori: non solo le forze, ma anche il momento. 29 Anche qui, quando ci` o dovesse capitare, due dei tre momenti dovrebbero essere calcolati attraverso condizioni di equilibrio relative ai corpi connanti con quello che si sta analizzando.
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Figura 14: Struttura con prevalenza di tre vettori sui tratti

Incominciamo dal tratto 5 su cui agiscono due forze ed un momento. Dato che le forze non possono essere parallele, le reazioni dei tre vincoli L, H e G debbono essere tutte nulle. Proseguiamo con il tratto 4, che risulta, ora, sollecitato da un momento noto e da due forze di cui una (quella del pendolo F) di direzione nota r5 . Ci` o comporta che la reazione della cerniera N dovr` a essere parallela al pendolo e passare per il punto N. Nota la reazione del pendolo F sul tratto 3 (direttamente opposta a quella prima trovata sul tratto 4), si pu` o passare allequilibrio del tronco 3, dove agiscono tre forze, due delle quali (pendolo F e carrello E) incidenti il punto W. Si pu` o conoscere cos` la reazione della cerniera D, che dovr` a necessariamente passare anchessa per tale punto. Ora sul tratto n.2 ` e nota la reazione di D (direttamente opposta a quella prima trovata sul tratto 3) per cui anche la reazione di B deve essere ad essa parallela per poter equilibrare il momento. Sul tratto n.1 vi sono, poi, due sole forze e lincastro dovr` a avere una reazione direttamente opposta a quella di B su tale tratto. Ancora, osservando il tratto n.8, le due reazioni debbono essere direttamente opposte. Si conosce, cos` , la retta dazione della cerniera T (oltre a quella di U). Osservando, per` o, il tratto 7, si rileva che le tre forze agenti su di esso non possono passare per uno stesso punto: quindi sono tutte nulle. Anche la cerniera U, di conseguenza ha reazione nulla. Inne sul tratto 6 la reazione della cerniera N e quella del carrello Q si trovano sulla stessa retta dazione, per cui, per quanto detto, queste due reazioni saranno direttamente opposte e quella della cerniera P risulter` a nulla. Il calcolo ` e cos` terminato. In gura sono stati appena accennati i versi delle reazioni dei vari vincoli, ma negli esempi che seguiranno saranno calcolati, gracamente, anche i valori delle reazioni dei vincoli.

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4.5

Le ECS per quattro forze tutte note in rette dazione

Lanalisi ` e stata fatta su un semplice monotratto30 (rappresentato in gura (15)) soggetto a quattro forze tutte note in rette dazione. Prima di iniziare, va precisato che le dimensioni degli elementi della struttura vanno riportate in scala e cos` pure i vettori forza. Occorre, quindi, indicare la scala delle lunghezze (SL ) e quella delle forze (SF ). In gura sono stati indicati due modi di rappresentarle. Il primo: SL : 1cmg = 3m indica che 1 cmg (il pedice g sta per graco indica 1 cm letto sul disegno) ` e pari a 3 m cos` pure SF : 1cmg = 2kN indica che 1 cm letto sul disegno corrisponde a 2 kN. Questo modo di indicare la scala, per` o, non ` e da preferire, in quanto la lunghezza di 1 cm letto sul foglio ` e una quantit` a invariabile (sempre 1 cm, appunto) mentre la lunghezza (o la forza) che esso rappresenta dipende dalla scala in cui viene stampato o fotocopiato il disegno31 . La rappresentazione pi` u conveniente ` e quella riportata nei riquadri, dove viene indicato un segmento di lunghezza 1 cm senza per` o riportare la sua misura. Al variare della scala del foglio varia anche la lunghezza del segmento e la scala si adegua automaticamente.

Figura 15: Equilibrio di quattro forze

Per quanto riguarda il calcolo graco delle reazioni, consideriamo due qualsiasi delle quattro forze (in gura sono state prese in considerazione le forze A e B) e immaginiamo di comporle nella propria risultante posta sullasse centrale che, in gura, ` e la retta passante per il punto H dintersezione delle rette dazione dei due vettori. Con questa composizione ora, sulla struttura, agiscono tre forze: la forza F nota, la reazione del carrello C e la risultante AB delle reazioni di A e di B.
Semplicato al massimo, in modo da evidenziare solo le problematiche in corso, senza ulteriori complicazioni. 31 Insomma una stampa (o una fotocopia) con le dimensioni dimezzate del foglio fanno s` che 1 cm letto sulla stampa ridotta rappresenti il doppio del valore di prima.
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17

Lequilibrio di tre forze sappiamo che ` e possibile solo se esse passano per uno stesso punto (il punto K dintersezione della forza F con quella del carrello C). Quindi la risultante AB dovr` a necessariamente passare per K (oltre che per H). E nota, cos` , la retta dazione di AB: ` e la retta HK. Note le rette dazione delle tre forze, si pu` o passare allequilibrio graco del tratto (che costituisce anche lintera struttura), che ` e certicato dalla chiusura del poligono dei vettori F, AB e C, che vede il rincorrersi dei tre vettori 32 e che assicura che la risultante delle forze sul tratto sia nulla33 . Trovata la risultante AB delle reazioni dei vincoli A e B occorre poi riportare tale vettore nel loro punto dincontro (H) e scomporlo nei due vettori componenti A e B cercati, con la regola del parallelogramma (com` e stato indicato in gura). Misurando la lunghezza del vettore A, si legge 3,60 cmg che, nella scala adoperkN = 10, 80 kN. ata, corrisponde ad un valore reale: A = 3, 60cmg SF = 3, 60cmg 3 cmg Analogamente si ha per B e C che misurano, rispettivamente, 2 e 4,24 cmg e valgono B = 6 kN e C = 12,72 kN.

Risolviamo ora lo stesso problema componendo le forze A e C . Esse daranno luogo ad una risultante AC passante per H (vedi gura 16).

Figura 16: Equilibrio di quattro forze


32 Infatti, una volta trasportata la forza F in K, si riporta da un suo estremo la parallela ad AB e dallaltro estremo la parallela alla direzione c. Il triangolo cos` trovato individua lentit` a ed i versi dei vettori che, per farsi equilibrio, debbono rincorrersi. 33 I tre vettori (F, AB e C) passano per uno stesso punto (condizione necessaria) ed hanno risultante nulla (condizione suciente). Ci` o basta per essere certi che il tratto ` e in equilibrio e le reazioni sono quelle che si leggono sul disegno nella scala adottata.

18

Questa composizione riduce a tre il numero di vettori agenti sulla struttura che, per lequilibrio, debbono passare per uno stesso punto. Dato che il punto dincontro dei vettori F e B ` e allinnito sulla direzione verticale anche il vettore AC deve avere la stessa direzione. Esso, oltre a passare per H, quindi, deve avere anche direzione verticale. Per completare il calcolo, basta, allora, chiudere il poligono dei tre vettori F, AC e B tutti paralleli. A tale scopo si suggerisce la costruzione riportata in gura, che comincia proiettando F sulla retta AC individuando, cos` , il punto E; si prolunga il segmento DE no a trovare il punto G sulla retta dazione di F. La reazione del carrello B coincide con il vettore G-L, mentre la risultante AC ` e pari al vettore F + B rivolto 34 verso lalto Ovviamente i valori trovati per tutte le reazioni debbono risultare perfettamente uguali a quelli prima trovati col diverso raggruppamento.

4.6
4.6.1

Alcuni casi particolari


Tre delle 4 forze incidono uno stesso punto proprio

Figura 17: Tre forze concorrono in un punto proprio In gura (17) le tre forze incidenti in H, se composte, darebbero luogo ad una unica forza risultante passante per tale punto. A composizione eettuata, sulla struttura graverebbero due sole forze, che per lequilibrio ` e necessario che siano direttamente opposte. Non potendo esserlo (la risultante delle tre forze non pu` o essere direttamente opposta alla reazione del carrello C) debbono avere necessariamente valore nullo. Si dovr` a annullare, perci` o, la reazione del carrello C, cos` come dovr` a esserlo la risultante dei tre vettori F, A e B. La chiusura del poligono dei vettori per la determinazione graca dei valori delle reazioni completa il calcolo.
Per la dimostrazione della semplice costruzione che permette di equilibrare un vettore con altri due ad esso paralleli, si sfogli, in questi appunti, lappendice.
34

19

4.6.2

Tre delle 4 forze sono parallele

In gura (18) la forza nota F e le reazioni dei due carrelli B e C costituiscono un sistema di vettori paralleli che, se la loro risultante FBC non dovesse essere nulla, potrebbe essere ridotto ad un solo vettore (alla risultante, appunto), parallelo ai vettori e posizionato sullasse centrale. Tale vettore, poi, per lequilibrio del sistema (ora ridotto a due soli vettori: A e FBC) dovrebbe essere direttamente opposto alla reazione del pendolo A. Dato che ci` o non pu` o accadere, (i due vettori, infatti, non hanno la stessa direzione) ` e necessario che siano nulli. Quindi la reazione del pendolo A` e nulla e i tre vettori F, B e C debbono farsi equilibrio tra loro. La determinazione graca dei valori delle reazioni, che completa il calcolo, si pu` o dedurre dalla costruzione 35 indicata in gura : si proietta il vettore F sulla retta dazione di C (DE), quindi si unisce con il punto M; i segmenti GH ed HL rappresentano, rispettivamente, i valori delle reazioni dei carrelli C e B (con i versi opposti a quello di F).

Figura 18: Tre forze sono parallele

4.6.3

Le quattro forze sono a due a due parallele

Figura 19: Due coppie di vettori paralleli


35 Per maggiore chiarimenti in merito a tale costruzione in appendice vi ` e la giusticazione di tale costruzione

20

La risultante di due forze parallele, come lo sono le reazioni A e B di gura (19) (ma anche le F e C) ` e una forza parallela ai vettori. Le coppie di vettori paralleli A e B, ma anche F e C sono riducibili, perci` o, a due vettori di direzioni diverse (il primo parallelo ad A e B il secondo af F e C); perci` o, per lequilibrio del corpo, debbono essere nulli dato che non possono essere direttamente opposti (infatti esse non possono avere la stessa direzione). Dire che la risultante di due vettori paralleli ` e nulla, signica che i due vettori debbono essere uguali ed opposti36 risultando equivalenti ad un momento. La composizione dei vettori porta ad avere due coppie di forze uguali ed opposte, cio` e due momenti uguali e contrari. La reazione del carrello C deve, quindi, valere F ed il momento prodotto da esse (pari a M = F d2 ) deve essere equilibrato dalle altre due avendo indicato con di la minima reazioni che, per lappunto, varranno A = B = M d1 distanza tra le coppie di vettori uguali. 4.6.4 Due delle quattro forze sono direttamente opposte

Figura 20: Due vettori sono direttamente opposti In gura (20) le forze F e B giacciono sulla stessa retta dazione. La loro composizione permette di sostituirle con una sola forza (la loro risultante FB) posta sulla stessa retta. Con questa composizione rimangono solo i tre vettori: C, FB ed A che, per lequilibrio del corpo, non potendo passare per uno stesso punto debbono essere nulli. Le reazioni A e C quindi (cos` come pure la risultante FB) debbono avere valore nullo e ci` o comporta che la reazione del carrello B deve essere direttamente opposta alla forza F. 4.6.5 Uno dei quattro vettori ` e un momento

Consideriamo ora un monotratto soggetto a tre forze ed un momento, com` e stato rappresentato in gura (21). La composizione delle reazioni A e B determina un vettore AB passante per H (punto dincontro delle rette dazione dei due vettori) avente una qualsiasi direzione che sostituisce i due vettori di partenza. Con questa composizione sul tratto rimangono due vettori ed un momento. Per poter equilibrare il momento ` e necessario che i due vettori C ed AB siano tra loro paralleli ed abbiano un valore (e
36

Il che non esclude che possano essere direttamente opposti e quindi nulli.

21

Figura 21: Tre forze ed un momento

verso) tale da produrre un momento uguale e contrario a quello applicato. Indicata . La scomposizione con d la distanza (braccio) tra i due vettori, si ha: C = AB = M d del vettore AB con la regola del parallelogramma, secondo le direzioni a e b indicate in gura, permette di calcolare i valori graci ed i versi delle reazioni A e B rimanenti. 4.6.6 Due dei tre vettori sono paralleli ed il quarto ` e un momento

Figura 22: Tre forze di cui due parallele ed un momento Il caso rappresentato in gura (22) contiene le reazioni dei carrelli B e C che sono parallele e perci` o componibili in un unico vettore BC, ancora parallelo a tale direzione. Con questa composizione sul nostro sistema di lavoro vi sono ora due vettori (A e BC) ed un momento. Non potendo tali vettori essere paralleli, debbono necessariamente avere valore nullo. La reazione, quindi, del pendolo A deve essere nulla, cos` come la 37 forza risultante BC . Quindi le reazioni dei due carrelli B e C debbono essere uguali ed opposte, di valore B = C = M , e con versi tali da formare un momento opposto a d quello applicato, cos` com` e stato indicato in gura.
37 Si ribadisce che dire che la risultante di due vettori paralleli ` e nulla signica che i due vettori debbono essere uguali ed opposti, il che non esclude che possano essere direttamente opposti e quindi nulli.

22

4.6.7

Struttura caricata con due forze non parallele e due momenti

Figura 23: Struttura soggetta a due forze non parallele e due momenti Inne, in gura (23) le due forze, composte, daranno luogo ad una risultante passante per il punto dincontro delle loro rette dazione, mentre i due momenti daranno luogo ad un terzo momento risultante. Sulla struttura si trovano ad agire, quindi, una forza risultante ed un momento risultante che non possono farsi equilibrio, a meno che abbiano valore nullo. Il risultante nullo dei due momenti comporta che essi debbano essere uguali ed opposti. La risultante nulla, invece, di due vettori non paralleli comporta lannullamento di entrambi i vettori. Conclusione: le reazioni dei due vincoli carrello e pendolo risultano nulle ed il momento del doppio doppio pendolo risulta uguale ed opposto a quello applicato.

4.7

Le ECS per pi` u di quattro forze

In gura (24) si ` e riportato un esempio di struttura isostatica in cui un tratto (indicato con il n.(2)) ` e soggetto a pi` u di quattro forze (esse sono state indicate con A, F, B 1 , C2 , E2 e G2 )38 . Lequilibrio graco di un tratto cos` caricato si verica raggruppando alcune delle forze agenti su di esso con le loro risultanti ricavate dagli equilibri di altri corpi che normalmente stanno a contatto con esso. Vediamo nellesempio come si procede. Cominciamo con il tratto n.3. Le reazioni E3 , G3 ed H debbono farsi equilibrio, perci` o la reazione H dovr` a passare per il punto L, avr` a un valore pari alla somma delle reazioni E3 e G3 e il verso opposto. Simbolicamente si pu` o scrivere: H = (E3 + G3 ). Ma le stesse reazioni le troviamo ad agire sul tratto 2 con i versi opposti39 . Cio` e E3 + G3 = -(E2 + G2 ). Quindi le due reazioni E e G sul tratto 2 sono equivalenti alla reazione H; in formule: E2 + G2 = H. In altre parole si pu` o pensare di sostituire le due reazioni E2 e G2 (agenti sul tratto 2) con la sola forza H. Sul tratto 2 ora agiscono 5 forze anzich` e 6.
Si ` e indicata con Pi la reazione del vincolo P sullelemento i-esimo. Le lettere senza pedice sono relative ai vincoli che agiscono su un unico tratto; per essi, perci` o, non c` e bisogno di precisare su quale tratto agiscono. 39 Per il terzo principio della dinamica.
38

23

Figura 24: Struttura soggetta a pi` u di quattro forze

In modo analogo si pu` o procedere col tratto n.1. Simbolicamente possiamo scrivere: B1 + C1 + D = 0 (equilibrio del tronco 1), B2 + C2 = -(B1 + C1 ) (terzo principio della dinamica), quindi, B2 + C2 = D. Possiamo pensare, anche qui, di sostituire le reazioni dei due vincoli B e C sul secondo tratto con il momento del doppio doppio pendolo D. Ora il numero di forze agenti su questo tratto si ` e ridotto a 4 (segnate in rosso in gura) tutte note in rette dazione che possono, perci` o, essere 40 equilibrate gracamente . Osservando le forze in rosso, si pu` o rilevare come la forza F viene equilibrata dai soli vincoli legati al suolo (i vincoli esterni). La forza, cio` e, dal punto in cui essa ` e applicata, si trasmette attraverso i vari elementi della struttura e questi, prima o poi, dovranno scaricare al suolo quanto sopportato. Ci` o vuol dire che la forza F dovr` a 41 essere anche equilibrata dai soli vincoli esterni . Sono state calcolate tutte le reazioni vincolari. I due pendoli C e G sono dei tiranti mentre quello E ` e un puntone. Il calcolo ` e terminato.

4.8

Come si opera con il metodo graco

Su una struttura eettivamente isostatica non sempre ` e possibile, con il metodo graco, calcolare le reazioni dei vincoli. A volte, se proprio si insiste nel voler risolvere la struttura con questo metodo, ` e necessario utilizzare tecniche di approssimazioni grache successive (procedimento per tentativi) che ne rendono poco agevole lapplicazione.
La forza F si equilibra con la risultante HD dei due vincoli (H e D) e la reazione del carrello A. La forza HD si trasporta in H aggiungendo il momento di trasporto D. Una volta noto il momento D si possono determinare le reazioni B1 e C1 (pari ad M/d e con i versi accennati in gura) cos` pure possono, inne, ricavarsi le reazioni E3 e G3 dalla chiusura del poligono dei vettori riportato in L. 41 Tale equilibrio, infatti, viene denominato equilibrio dellintera struttura o per vincoli esterni.
40

24

In questultima parte di questi appunti si vogliono mettere in evidenza i passi da seguire per lapplicazione di questo metodo a strutture isostatiche complesse allo scopo di ottenere, laddove possibile, il risultato cercato. E consigliabile cominciare dagli equilibri graci dei singoli tratti42 , continuando con gli equilibri dellintera struttura (o, come suol dirsi, per vincoli esterni) e, qualora mancassero allappello ancora delle reazioni, passare agli equilibri di opportuni raggruppamenti di tratti43 , inne, se necessario, occorrer` a pro44 cedere per tentativi . I calcoli che nora sono stati eseguiti sulle varie strutture indicate su questi appunti, sono stati portati a termine facendo uso esclusivo degli equilibri dei soli tratti. In queste ultime battute vengono riportati esempi schematici di strutture in cui questi soli equilibri sono insucienti ed il calcolo graco si pu` o portare a termine solo grazie agli altri equilibri prima indicati. 4.8.1 Equilibrio per vincoli esterni

Figura 25: Lequilibrio dei tratti non basta Nellesempio di gura (25) gli equilibri dei tratti non permettono di ricavare le rette dazione di nessun vincolo45 . Insomma lequilibrio dei soli tratti non permette di trovare alcuna delle reazioni.
Qualora si riscontrasse su qualcuno di essi la presenza di due forze esse dovrebbero essere direttamente opposte; se tre dovrebbero incontrarsi in uno stesso punto, etc. 43 Opportuni per sottolineare che il raggruppamento non ` e scelto a caso, ma deriva dallanalisi dellisostaticit` a della struttura, laddove si sono riscontrati gruppi di tratti tra loro solidali. 44 Prima di procedere per tentativi, forse potr` a risultare pi` u conveniente cambiare metodo di calcolo preferendo le ECS (Equazioni Cardinali della Statica) o il PLV (Principio dei Lavori Virtuali). 45 Sul tratto AC, infatti, agiscono 5 forze, su quelli CE ed EG tre forze ma, su ognuno dei tratti, due di esse non sono note in rette dazione perci` o non pu` o imporsi la condizione che passino per uno stesso punto.
42

25

Lequilibrio, invece, dellintera struttura fa s` che la forza F dovr` a essere equilibrata con le due reazioni dei vincoli esterni costituiti dal carrello A e dalla cerniera G. Si trova, cos` , la reazione di G, che permetter` a, poi, dallequilibrio dei tratti di ritrovare le altre reazioni mancanti. Il calcolo ` e potuto partire con lequilibrio dellintera struttura (equilibrio per vincoli esterni), per poi proseguire ed essere completato con quello dei singoli tratti.

4.8.2

Equilibrio di opportuni raggruppamenti di tratti

Figura 26: Lequilibrio dei tratti e dellintera struttura non basta Nellesempio di gura (26) n` e gli equilibri dei singoli tratti n` e quello dellintera struttura permettono lindividuazione di alcuna reazione. Infatti, in ogni equilibrio vi sono tre forze in gioco e due di esse sono sempre incognite nelle rette dazione. Non ` e possibile, perci` o, imporre il passaggio delle tre forze per uno stesso punto. Si tenga presente che durante lo studio dellisostaticit` a eettiva della struttura, si ` e potuto osservare che i tratti 1 e 2 indicati in gura erano solidali tra loro, avendo riscontrato la presenza di due distinti centri relativi di istantanea rotazione 46 . Essi, perci` o, si comportavano come un unico corpo. Ebbene questa considerazione pu` o essere utile per raggruppare opportunamente i tratti. Considerando, perci` o, linsieme dei due tratti, vediamo che le foze esterne a tale gruppo sono soltanto due: la reazione della cerniera A e quella di D sul gruppo, evidenziate in rosso. Per due forze la condizione di equilibrio ` e che siano direttamente opposte e ci` o permette di individuare le rette dazione di A e di D e, con esse, dallequilibrio dei tratti o da quello per vincoli esterni, tutte le altre. 4.8.3 Elaborazione per tentativi

Per ultimo in gura (27) si ` e riportato una delle tante strutture che non si riesce a risolvere agevolmente con le nozioni fornite n qui in questi appunti. Lequilibrio, infatti
46

Uno coincidente con il punto C laltro sulla retta dazione del pendolo.

26

Figura 27: Elaborazione per tentativi

sia dei singoli tronchi che dellintera struttura trova sempre tre forze da equilibrare, due delle quali non note. Non ` e possibile, perci` o, imporre il passaggio delle tre forze per uno stesso punto, n` e tantomeno si riconoscono gruppi di tratti che costituiscono un unico corpo indeformabile. Non rimane, quindi, che procedere per tentativi, assegnando ad una reazione, ad esempio, a quella della cerniera A, la retta dazione indicata in gura con r1 . Con questa retta dazione si possono ora trovare tutte le altre reazioni dei vincoli dallequilibrio dei tratti. Terminato il calcolo delle reazioni, occorre andare a vericare anche lequilibrio dellintera struttura che ci dir` a se la direzione assegnata alla reazione di A ` e stata indovinata oppure no. Come si pu` o rilevare dalla cornice indicata in gura, le tre rette dazione r1 , r5 ed r4 delle tre forze esterne (attive e vincolari) agenti sulla struttura non passano per uno stesso punto; pertanto lintera struttura non ` e in equilibrio. Variando la direzione della reazione di A, si ritroveranno le nuove reazioni dei vincoli e, soltanto quando le tre rette suddette si incontreranno in uno stesso punto, si potr` a aermare di aver individuato la soluzione graca per le reazioni.

27

5
5.1
5.1.1

Appendice
Equilibrio di un vettore secondo due rette ad esso parallele
Forza interna alle rette

Figura 28: Equilibrio di un vettore interno alle due rette

I vettori equilibranti la F (indicati in gura 28 con le lettere A e B in colore rosso) coincidono con gli opposti dei vettori componenti sulle stesse rette dazione, (indicati in gura con le lettere A e B di colore blu). I vettori componenti sono equivalenti al vettore dato quindi la risultante dei due vettori componenti ed il momento risultante rispetto ad un polo debbono essere uguali alle rispettive grandezze del vettore dato. In formule si scrive, scegliendo il polo P di gura: R1 = R2 A + B = F A+B =F (5) (6)

M P 1 = M P 2 A d1 B d2 = 0

In gura 28 ` e stata riportata una delle costruzioni grache atte a determinare i due vettori cercati. Si proietta F sulla r2 (ottenendo il segmento DE). Lintersezione Q della semiretta M-E col vettore F individua il segmento PQ che rappresenta il vettore B e quello QG che rappresenta il vettore A. Per giusticare tale costruzione notiamo che la somma dei due vettori coincide QP = QG con F (P Q + QG = F ) e, dalla similitudine dei triangoli QPM e QGE si ha: P M GE B A cio` ed =d ossia B d = A d . Questultima relazione assicura che anche il momento 2 1 1 2 risultante rispetto al polo P dei due vettori ` e uguale (nullo) a quello del vettore F rispetto allo stesso polo (anchesso nullo). I due sistemi, perci` o, sono equivalenti.

28

Figura 29: Equilibrio di un vettore esterno alle due rette

5.1.2

Vettore esterno alle rette

La dimostrazione (e la costruzione graca) ` e del tutto simile. Si proietta la F sulla retta r2 (si ottiene il segmento LQ = F ). Lintersezione del prolungamento di PQ sulla retta dazione della forza F individua il punto T e con esso i vettori A = S T e B = T R (i vettori riportati in colore blu). Si verica agevolmente che B + A = F (ossia, tenuto conto dei versi, B A = F ) ed il momento rispetto al polo R dei due vettoti ` e nullo. Infatti, dalla similitudine dei F B triangoli TRP e QLP si ha: (d1 +d2 ) = d1 . Tenuto conto che B = A + F , semplicando, si ha: A d1 = F d2 c.v.d.

Indice
1 Premessa 2 Composizioni grache di forze 2.1 Trasporto di un vettore lungo la propria retta dazione 2.2 Spostamento di un vettore su una retta parallela . . . 2.3 Composizione di una forza e di un momento . . . . . . . 2.4 Composizione di due vettori non paralleli . . . . . . . . . 2.5 Composizione di due vettori paralleli e concordi . . . . . 2.6 Composizione di due vettori paralleli e discordi . . . . . 3 Rappresentazione graca delle reazioni 4 Le ECS interpretate gracamente 4.1 Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.2 Le ECS applicate ad una forza e ad un momento . . . . . . . . . . . 4.3 Le ECS relative a due forze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.4 Le ECS relative a tre forze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.5 Le ECS per quattro forze tutte note in rette dazione . . . . . . . . 4.6 Alcuni casi particolari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.6.1 Tre delle 4 forze incidono uno stesso punto proprio . . . . . 4.6.2 Tre delle 4 forze sono parallele . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.6.3 Le quattro forze sono a due a due parallele . . . . . . . . . . 4.6.4 Due delle quattro forze sono direttamente opposte . . . . . . 4.6.5 Uno dei quattro vettori ` e un momento . . . . . . . . . . . . 4.6.6 Due dei tre vettori sono paralleli ed il quarto ` e un momento 4.6.7 Struttura caricata con due forze non parallele e due momenti 4.7 Le ECS per pi` u di quattro forze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.8 Come si opera con il metodo graco . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.8.1 Equilibrio per vincoli esterni . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.8.2 Equilibrio di opportuni raggruppamenti di tratti . . . . . 4.8.3 Elaborazione per tentativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 3 3 4 4 5 6 6 7 10 10 11 11 13 17 19 19 20 20 21 21 22 23 23 24 25 26 26 28 28 28 29

5 Appendice 5.1 Equilibrio di un vettore secondo due rette ad esso parallele . . . . . . . 5.1.1 Forza interna alle rette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5.1.2 Vettore esterno alle rette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

30

Elenco delle gure


1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 Trasporto di un vettore sulla propria retta dazione . . . . Spostamento di un vettore su una retta parallela . . . . . . Composizione di una forza e di un momento . . . . . . . . Composizione di due vettori complanari non paralleli . . . Composizione di due vettori paralleli e concordi . . . . . . Composizione di due vettori paralleli e discordi . . . . . . Rappresentazione graca di vincoli doppi . . . . . . . . . Rappresentazione graca della reazione dellincastro . . . Rappresentazione graca di vincoli multipli . . . . . . . ECS applicate ad una forza . . . . . . . . . . . . . . . . ECS applicate a due forze . . . . . . . . . . . . . . . . . . ECS applicate a due forze . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tre forze non parallele . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Struttura con prevalenza di tre vettori sui tratti . . . . . . Equilibrio di quattro forze . . . . . . . . . . . . . . . . . . Equilibrio di quattro forze . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tre forze concorrono in un punto proprio . . . . . . . . . . Tre forze sono parallele . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Due coppie di vettori paralleli . . . . . . . . . . . . . . . . Due vettori sono direttamente opposti . . . . . . . . . . . Tre forze ed un momento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tre forze di cui due parallele ed un momento . . . . . . . . Struttura soggetta a due forze non parallele e due momenti Struttura soggetta a pi` u di quattro forze . . . . . . . . . . Lequilibrio dei tratti non basta . . . . . . . . . . . . . . . Lequilibrio dei tratti e dellintera struttura non basta . . . Elaborazione per tentativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . Equilibrio di un vettore interno alle due rette . . . . . . . . Equilibrio di un vettore esterno alle due rette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 4 5 5 6 7 8 9 10 11 12 12 14 16 17 18 19 20 20 21 22 22 23 24 25 26 27 28 29