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Agg. A.A.

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APPARECCHIDIMANOVRAPERILCONTROLLOELAPROTEZIONE
Nel capitolo sono esaminati i principali apparecchi di manovra utilizzati per il controllo e la
protezione delle condutture dalle sovracorrenti. Particolare attenzione rivolta alle
caratteristiche degli interruttori automatici, che sono utilizzati per stabilire ed interrompere
sovracorrenti di sovraccarico e corto-circuito. Per i sistemi di protezione, costituiti dai
dispositivi di interruzione e da quelli di comando, sono esaminate le principali caratteristiche
di funzionamento in relazione alle principali definizioni e indicazioni Normative (ad es. CEI 17-
5 e CEI 23-3).

Sommario
Generalit..........................................................................................................................................................2
Funzionirichiesteagliapparecchidimanovra..................................................................................................3
Datiditarga.......................................................................................................................................................4
Sezionatori.........................................................................................................................................................5
Contattori..........................................................................................................................................................7
Apparecchidimanovraperlaprotezione.........................................................................................................8
Interruttori.........................................................................................................................................................9
Reldicomandodeidispositividiprotezione.................................................................................................12
Reltermici,relmagnetotermicieinterruttorimagnetotermici..................................................................13
Reledinterruttoridifferenziali......................................................................................................................17
Interruttoriautomaticiequipaggiaticonmicroprocessore.............................................................................19
Notesullaselettivitdegliinterruttori............................................................................................................21
Fusibili..............................................................................................................................................................22
Confrontotrafusibiliedinterruttori...............................................................................................................26

Sommario delle figure e delle tabelle
Fig.1Sezionatoreacerniera..............................................................................................................................6
Fig.2Sezionatoreadoppiainterruzione............................................................................................................6
Fig.3Modalitdiinstallazionedeidispositividiprotezione...........................................................................8
Fig.4Targadiinterruttore............................................................................................................................10
Fig.5Reltermico.........................................................................................................................................14
Fig.6Relmagnetico.....................................................................................................................................14
Fig.7aCurvediinterventointerruttoremagnetotermico............................................................................15
Fig.7bCurvediinterventointerruttoremagnetotermico.............................................................................15
Fig.7cCurvediinterventointerruttoremagnetotermico............................................................................16
Fig.7dCurvediinterventointerruttoremagnetotermico............................................................................16
Tab.IValoricaratteristiciperinterruttoriautomaticirispondentiaNorma................................................17
Fig.8Interruttoreautomaticodotatodireldifferenziale(a)eprincipiodifunzionamento(b).................18
Fig.9Pannellodicontrollodiinterruttoreamicroprocessore....................................................................20
Fig.10Curvadiinterventointerruttoreamicroprocessoreecaratteristicadellaregolazione...................21
Fig.11Caratteristicadinterventodelfusibile................................................................................................23
Tab.IICaratteristichediinterventodeifusibili.............................................................................................25

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Generalit
Nellesercizio degli impianti elettrici pu essere richiesto di modificare la
configurazione dellimpianto, ovvero di azionare un carico elettrico, stabilendo
un valore di corrente di normale funzionamento, ovvero di interrompere una
normale corrente o una sovracorrente (ndr. corrente di valore efficace
superiore anche notevolmente al valore di normale corrente), infine di
connettere a terra una parte dellimpianto. Ci comporta la necessit di
operare azioni di manovra, mediante dispositivi capaci di effettuare almeno
una delle seguenti operazioni:
interrompere la corrente in un circuito elettrico (manovra di apertura);
stabilire la corrente in un circuito elettrico (manovra di chiusura);
(dis)connettere parti di impianti distinte in assenza di tensione e/o corrente.
Le manovre di apertura e chiusura di un circuito possono effettuarsi:
in condizioni normali del circuito elettrico (circuito sano), quando in esso
non circola corrente ovvero circola una ordinaria corrente di funzionamento
ovvero, al pi, una corrente di sovraccarico,
in condizioni anormali del circuito elettrico (circuito guasto), quando in
esso circola la corrente di cortocircuito.
Tali apparecchi di manovra possono fondamentalmente dividersi in:
interruttori, quando sono costruiti per aprire o chiudere occasionalmente un
circuito percorso da correnti di intensit non trascurabile, anche quella di
cortocircuito;
sezionatori, quando sono costruiti per aprire o chiudere occasionalmente, in
modo visibile o mediante un dispositivo indicatore affidabile, un circuito
percorso al pi da correnti di intensit trascurabile;
contattori, che sono costruiti per aprire o chiudere con continuit un
circuito solo in condizioni normali di funzionamento.
In particolare gli interruttori possono anche essere:
interruttori di manovra, costruiti per aprire un circuito solo in condizioni
normali o per chiudere un circuito sano o guasto,
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interruttori di manovra-sezionatori, interruttori di manovra, per i quali
possibile verificare la posizione di aperto in modo visibile o mediante un
dispositivo indicatore affidabile.
Infine, si ricorda come i circuiti elettrici a media e a bassa tensione possano
essere aperti anche per mezzo di fusibili, che intervengono automaticamente
quando la corrente supera un determinato valore per un tempo prefissato. I
fusibili svolgono alcune delle funzioni proprie degli interruttori, dato che sono
in grado di interrompere correnti di sovraccarico e di cortocircuito.
Funzionirichiesteagliapparecchidimanovra
Per svolgere le funzioni richieste, gli apparecchi di manovra (sezionatori,
contattori e interruttori) sono dotati di 2 contatti, costituiti da un polo fisso e
uno mobile, la cui posizione rispetto al polo fisso determina lo stato di chiusura
o apertura. Le posizioni di apertura e chiusura sono stabili per sezionatori e
interruttori.
Fondamentalmente tali apparecchi elettrici devono assolvere a differenti
funzioni, in relazione allo stato di operativit. In particolare:
stato apparecchio aperto o chiuso: lapparecchio deve essere in grado di
condurre qualsiasi corrente che possa interessare il circuito, garantire
lisolamento "parallelo" tra i conduttori attivi e verso le masse e assicurare
lisolamento "verticale" del circuito a monte rispetto quello a valle. Pertanto,
lapparecchio deve:
condurre qualsiasi corrente fino alla corrente nominale del carico e ad una
corrente di sovraccarico ben definita;
condurre correnti di corto circuito fino ad un determinato valore;
assicurare lisolamento parallelo, alla tensione desercizio, e per sovratensioni
di origine interna o esterna limitate;
garantire, nella posizione di aperto, lisolamento verticale tra le parti
dellimpianto a monte e a valle;
garantire la separazione (sezionamento), ai fini della sicurezza, con precise
condizioni di distanza dei contatti, disolamento e di mantenimento della
posizione dei contatti.

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Durante la fase di transizione: lapparecchio deve essere in grado di stabilire o
interrompere, in presenza di corrente, la continuit elettrica tra le varie parti
del circuito. Pertanto, lapparecchio deve:
stabilire qualsiasi corrente fino alla corrente nominale del carico e ad una
determinata corrente di sovraccarico;
stabilire correnti di corto circuito fino ad un determinato valore;
interrompere qualsiasi corrente fino alla corrente nominale del carico ed ad
una determinata corrente di sovraccarico;
interrompere le correnti di corto circuito.
Datiditarga
La scelta di un apparecchio di manovra normalmente legata ai seguenti dati:
.le condizioni ambientali e la funzione a cui limpianto destinato;
.il tipo di sistema (monofase, trifase senza o con neutro) e la classificazione in
base alla connessione a terra (TT, TN, IT);
.la tensione e la frequenza;
.la corrente dimpiego del circuito e la portata delle condutture nelle condizioni
dimpiego;
.la corrente di sovraccarico che deve essere tale da non far intervenire in modo
intempestivo il dispositivo contro le sovracorrenti;
.lenergia specifica passante ammissibile dalla conduttura e degli altri
componenti dellimpianto;
.la corrente di corto circuito massima presunta nel punto dinstallazione degli
apparecchi e, se necessario, la corrente di corto circuito minima allestremit
della conduttura da proteggere;
.il tipo di provvedimento adottato per la protezione delle persone contro i
contatti diretti e indiretti;
.le esigenze di continuit del servizio.
I dati di targa costituiscono linsieme delle informazioni minime necessarie per
lidentificazione e la classificazione di unapparecchiatura. Per questo motivo la
targa deve essere ben visibile. Non tutte le informazioni relative al prodotto
possono essere inserite nei dati di targa, per queste occorre fare riferimento
alla documentazione che accompagna il dispositivo elettrico.
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Sezionatori
Il sezionatore un apparecchio di manovra meccanico che assicura, nella
posizione di aperto, una distanza tra i contatti (distanza di sezionamento) tale
da garantire uninterruzione certa del circuito. E unapparecchiatura che pu
aprire e chiudere un circuito in condizioni di funzionamento a vuoto o quando
la corrente al pi dintensit limitata.
Nella posizione chiuso, esso dimensionato per sostenere la corrente
nominale del circuito e, per una durata specificata, anche una corrente
anormale del circuito come ad esempio una corrente di corto circuito o di
avviamento. Alla chiusura deve essere in grado di sopportare correnti di corto
circuito per una durata convenzionale di 1s.
Ogni sezionatore deve essere munito di un dispositivo atto ad indicare la
posizione assunta dai contatti mobili, anche in caso di funzionamento anomalo
come ad esempio in caso di saldatura dei contatti.
Dal punto di vista costruttivo il sezionatore un apparecchio molto semplice.
Non dotato di dispositivi per linterruzione della corrente e nemmeno di
meccanismi per lo scatto rapido o automatico. La velocit di movimento dei
contatti mobili dipendono dalloperatore.
Il sezionamento polifase pu essere ottenuto con dispositivi unipolari affiancati,
anche se le Norme consigliano di utilizzare apparecchi multipolari per il
sezionamento contemporaneo di tutti i poli del circuito. I dispositivi di
sezionamento installati in locali ordinari devono essere inaccessibili durante i
lavori elettrici, in modo da evitare la loro manovra intempestiva, a meno che il
dispositivo sia sotto il diretto controllo di chi esegue i lavori.
Esistono diversi tipi di sezionatori, se ne citano alcuni a titolo desempio:
Sezionatori a semplice interruzione, i quali stabiliscono un solo punto di
interruzione per ciascun polo; un esempio sono i sezionatori a cerniera
comandati a fioretto, illustrati nella figura seguente:
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Fig.1 Sezionatore a cerniera
In cui: L= lama del sezionatore; I= isolatori; C= contatti.
Sezionatori a doppia interruzione, i quali stabiliscono due punti di
interruzione per ciascun polo, sono di tale tipo i sezionatori a colonna centrale,
mostrati sinteticamente nella seguente figura:

Fig.2 Sezionatore a doppia interruzione
In cui: L= lama del sezionatore; I= isolatori; C= contatti fissi.
I principali dati di targa dei sezionatori sono i seguenti:
Tensione nominale, corrispondente al valore nominale della tensione del
sistema cui linterruttore far parte
Tensione massima di isolamento, corrispondente al valore massimo di
tensione per il quale viene dimensionato lisolamento dellapparecchio.
Corrente nominale, ossia il valore efficace della corrente che pu circolare in
modo continuativo nel sezionatore senza che la temperatura dellapparecchio
superi il limite previsto.
Corrente simmetrica di breve durata, ossia il valore della corrente simmetrica
di corto circuito che lapparecchio in grado di sopportare per un intervallo di
tempo prefissato (dellordine dei ms).
Corrente di cresta di breve durata, ossia il valore di picco della corrente
totale di corto circuito (somma delle due componenti) che lapparecchio in
grado di sopportare per un tempo prefissato, dellordine dei ms.
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Contattori
I contattori (detti anche teleruttori) sono apparecchi di comune impiego nei
sistemi di prima categoria per il comando di motori, batterie di condensatori,...
Le parti fondamentali costituenti il contattore sono le seguenti:
Nucleo magnetico, costituito da una parte fissa ed una mobile, di tipo
laminato. Attorno alla colonna centrale avvolta una bobina che, quando
percorsa da corrente, magnetizza il nucleo, determinando per attrazione, lo
spostamento della parte mobile, con conseguente chiusura dei contatti
normalmente aperti e apertura di quelli normalmente chiusi. Tale posizione
viene mantenuta fino a quando la bobina eccitata; nel momento in cui
avviene linterruzione della corrente circolante nella bobina, apposite molle di
richiamo fanno ritornare il nucleo mobile nella condizione iniziale.
Bobina di eccitazione Le caratteristiche della bobina sono la tensione di
alimentazione e la potenza necessaria al funzionamento. Per contattori in
corrente alternata, a 50 Hz, un valore tipico di tensione nominale di
alimentazione 24V.
Contatti principali Tali contatti vengono collegati al circuito che si deve
manovrare. Dato lelevato numero di manovre per il quale questi apparecchi
sono costruiti, i contatti devono essere realizzati mediante materiali speciali, in
grado di assicurarne la durata e lefficienza (metalli nobili e le loro leghe).
Contatti ausiliari Tali i contatti vengono collegati ai circuiti di manovra; essi
sono di sezione ridotta rispetto ai contatti principali essendo interessati da
correnti molto piccole.
I teleruttori sono dimensionati per interrompere le sole correnti normali
desercizio, escluse quelle di corto circuito, pertanto, rispetto ad interruttori di
uguale corrente nominale presentano struttura pi semplice, dimensioni ridotte
e costo anche sensibilmente inferiore.
La definizione di contattore fornita dalla relativa Norma di riferimento :
Contattore (Norma CEI 17-3, art. 1.2.03) Dispositivo meccanico di manovra,
generalmente previsto per un numero elevato di operazioni, avente una sola
posizione di riposo, ad azionamento non manuale, capace di stabilire,
sopportare ed interrompere correnti in condizioni ordinarie del circuito e in
condizioni di sovraccarico. La posizione di riposo corrisponde ordinariamente
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alla posizione di apertura dei contatti principali. Quando la posizione di riposo
corrisponde alla posizione di chiusura dei contatti principali, il contattore si
definisce come chiuso in riposo.
Apparecchidimanovraperlaprotezione
La protezione contro le sovracorrenti nelle reti elettriche di distribuzione
rientra nella problematica della sicurezza e dallaffidabilit degli impianti
elettrici. In tale ottica necessario che i conduttori attivi dei circuiti elettrici
siano accoppiati ad uno o pi sistemi di protezione in grado di interrompere
automaticamente lalimentazione in presenza di una sovracorrente.
La protezione deve essere installata allorigine di ogni circuito e di tutte le
derivazioni aventi portate differenti (diverse sezioni dei conduttori, diverse
condizioni di posa e ambientali, nonch un diverso tipo di isolamento del
conduttore), fig3.


a) Rappresentazione circuitale unifilare

b) Rappresentazione schematica
Fig.3 - Modalit di installazione dei dispositivi di protezione
Sistemi di protezione (contro le sovracorrenti) sono:
1. interruttori automatici;
2. interruttori a microprocessore;
3. interruttori differenziali.
4. fusibili;
Tali sistemi di protezione, esclusi i fusibili, sono costituiti da due dispositivi:
un interruttore, quale apparecchio di manovra in grado di interrompere la
continuit del circuito elettrico anche in presenza di correnti di elevato valore
efficace;
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un dispositivo (rel), idoneo a riscontrare linstaurarsi di un valore di
sovracorrente.
Fa eccezione il fusibile, nel quale un unico dispositivo in grado di rilevare la
condizione di funzionamento anomala e di aprire il circuito.
Interruttori
Linterruttore un apparecchio meccanico capace di stabilire, portare ed
interrompere correnti in condizioni normali del circuito e di stabilire, portare
(per una durata specifica) ed interrompere, correnti in condizioni anomale
specificate del circuito, ad esempio quelle di corto circuito.
E un apparecchio in grado di connettere e disconnettere un circuito
dallalimentazione mediante unoperazione, manuale o automatica, che
permette di raggiungere le posizioni di aperto e chiuso senza arresto in
posizioni intermedie.
In relazione al tipo di utilizzo, gli interruttori sono oggetto di diverse Norme
tecniche. Di seguito sono riportate le principali definizioni indicate dalle
relative Norme di riferimento.
Interruttore (meccanico) di manovra (Norma CEI 17-11, art. 2.1.3) -
"Apparecchio meccanico di manovra destinato a stabilire, portare e
interrompere correnti in condizioni normali di circuito, comprese eventuali
condizioni specificate di sovraccarico in servizio ordinario, cos come a portare
per una durata specificata correnti in condizioni anormali di circuito, come ad
esempio quelle di corto circuito.
Interruttore di manovra sezionatore (Norma CEI 17-11, art. 2.1.5)
Interruttore di manovra che, nella posizione di aperto, soddisfa alle
prescrizioni della distanza di sezionamento specificate per un sezionatore
Interruttore automatico (meccanico) (Norma CEI 17-15, art. 2.1.4)
Apparecchio meccanico di manovra capace di stabilire, portare e interrompere
correnti in condizioni normali del circuito ed inoltre di stabilire, portare per una
durata specificata e interrompere automaticamente correnti in condizioni
anormali specificate del circuito, ad esempio quelle di corto circuito.
Interruttore automatico di sovracorrente per usi domestici e similari (Norme
CEI 23-3, art. 2.2.1 dellallegato) - Apparecchio meccanico dinterruzione
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destinato a connettere allalimentazione un circuito ed a disconnetterlo,
mediante operazione manuale, o ad aprire il circuito automaticamente, quando
la corrente superi un valore predeterminato.
La parola automatico sta ad indicare il fatto che lapparecchio interviene
automaticamente quando attraversato da una corrente superiore alla sua
corrente nominale. Un interruttore automatico quindi un dispositivo di
manovra equipaggiato con uno o pi rel. Le modalit dellintervento
dipendono essenzialmente dallentit della sovracorrente e dalla caratteristica
di intervento dellinterruttore.
Nella maggior parte delle applicazioni (industriali, domestiche e similari) gli
interruttori sono forniti di due sganciatori di sovracorrente, di cui uno (rel
termico), a tempo inverso, provoca lapertura con un ritardo inversamente
proporzionale al valore della sovracorrente, mentre laltro (rel
elettromagnetico), ad intervento istantaneo provoca lintervento a partire da
un determinato valore di sovracorrente (relativamente elevato) con un tempo
pressoch costante.
I principali dati degli interruttori sono indicati nella targa, fig.4.

Fig.4 Targa di interruttore

Per quanto riguarda le principali grandezze nominali utile ricordare:
Tensione Nominale di Impiego (Ue): la tensione tra le fasi del circuito, nel
quale linterruttore opera;
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Tensione di Isolamento (Ui): il valore della tensione rispetto alla quale
linterruttore isolato;
Tensione di tenuta ad Impulso (Uimp): il valore della tensione impulsiva
rispetto la quale linterruttore stato provato;
Corrente Nominale (In): il valore della corrente che linterruttore in grado
di distribuire per un tempo indefinito senza intervenire e senza danneggiarsi;
Potere di interruzione nominale estremo (Icu): il valore (efficace)
massimo della corrente di corto circuito che linterruttore in grado di
interrompere (il valore nominale di servizio Ics una percentuale di Icu e si
riferisce a condizioni di esercizio specifiche);
Potere di chiusura nominale in corto circuito (Icm): il valore di corrente
(picco massimo) che linterruttore in grado di stabilire (riferita alla tensione
nominale di impiego).
Il tempo di intervento (o di apertura) del dispositivo il tempo intercorrente
tra listante in cui la corrente raggiunge il valore che determina il
funzionamento degli sganciatori e listante in cui i contatti dellinterruttore
risultano separati su tutti poli (tale tempo tiene conto, eventualmente, anche
del tempo di persistenza dellarco elettrico). In base ai tempi di interruzione,
gli interruttori possono essere:
Limitatori - linterruzione viene fortemente anticipata rispetto allo zero naturale
della corrente.
Rapidi - linterruzione avviene al primo o al secondo passaggio della corrente
per lo zero naturale.
Inoltre, gli interruttori possono essere:
Selettivi - linterruzione viene volutamente ritardata ed avviene dopo alcuni
periodi per permettere la selettivit tra interruttori posti in serie.
Infine si definiscono:
Interruttori aperti o in aria- sono interruttori caratterizzati da notevoli
dimensioni e vengono impiegati per usi prevalentemente di tipo industriale.
Sono caratterizzati da correnti nominali, correnti di breve durata e poteri di
corto circuito piuttosto elevati. Vengono impiegati come interruttori di
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macchina a valle dei trasformatori di MT/BT di generatori e per partenze con
elevate correnti di impiego.
Interruttore scatolato - sono interruttori in cui la scatola che li contiene,
normalmente di materiale plastico, funge da supporto per le parti meccaniche
e da isolante tra le fasi e verso massa e da protezione contro i contatti
indiretti.
Interruttore modulare - sono interruttori impiegati prevalentemente nel civile e
nel terziario e sono caratterizzati da dimensioni modulari unificate. Queste
caratteristiche permettono una facile installazione a scatto su supporti di tipo
normalizzato.

Reldicomandodegliapparecchidiprotezione
Gli apparecchi di manovra non hanno in s la capacit di percepire la presenza
della condizione anormale di funzionamento. Infatti, pur essendo capaci di
effettuare la manovra di interruzione della corrente, essi non sono dotati in
s alcun elemento che li comandi ad effettuare tale manovra.
Gli apparecchi di manovra non sono in grado, da soli, di svolgere la funzione
completa di protezione se ad essi non si associa un altro componente capace di
percepire la presenza di una condizione anormale di funzionamento e di
comandare, di conseguenza, lapparecchio di manovra stesso allintervento. Il
rel svolge tale funzione. Esso costituisce l'elemento sensibile del sistema di
protezione: il suo compito di tenere sotto controllo una grandezza indicativa
delle condizioni di funzionamento del sistema (tensione, corrente, frequenza,
temperatura,...) e di comandare allintervento un opportuno apparecchio di
manovra quando tale grandezza assume valori al di fuori dei valori ammissibili.
Per quanto riguarda la classificazione dei rel in base alle caratteristiche
costruttive, i rel possono essere:
di tipo elettromeccanico, il cui funzionamento avviene attraverso lo
spostamento relativo di elementi meccanici sotto l'azione di forze generate da
correnti elettriche proporzionali alle grandezze da controllare;
di tipo termico, il cui funzionamento legato alle variazioni di temperatura;
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di tipo statico, il cui funzionamento avviene con lausilio di circuiti elettronici
di tipo analogico e/o digitale.
La classificazione in base al tempo di intervento fa riferimento all'intervallo che
intercorre tra l'istante in cui la grandezza controllata supera un valore di
riferimento e l'istante in cui viene inviato il segnale ai circuiti comandati dal
rel.
In base ai valori che assume il tempo di intervento si hanno:
rel ad azione istantanea,
rel ad azione ritardata.
Nei rel ad azione istantanea il tempo di intervento praticamente nullo (15
ms), mentre in quelli ad azione ritardata presente un ritardo pi o meno
lungo. I rel ad azione ritardata sono a loro volta distinti in rel:
a tempo dipendente, in cui il tempo di intervento inversamente
proporzionale all'entit della grandezza controllata;
a tempo indipendente, in cui il tempo di intervento fisso e non dipende
dall'entit della grandezza controllata.
A ciascuno dei rel si associa una diversa caratteristica di intervento,
intendendosi per questa la curva che riporta landamento del tempo di
intervento del rel in funzione della generica grandezza Y cui il rel sensibile.
Reltermici,relmagnetotermicieinterruttorimagnetotermici
I rel termici sono intrinsecamente dei rel ad azione ritardata a tempo
dipendente: essi intervengono cio quando la grandezza controllata supera il
valore di taratura, con un ritardo che inversamente proporzionale all'entit di
tale grandezza. Poich la temperatura in genere strettamente correlata alla
corrente che interessa il componente protetto, la grandezza elettrica che viene
controllata dai rel termici la corrente. Il rel termico rileva i valori di
sovracorrenti di bassa entit (sovraccarichi), fig.5. Esso costituito da una
lamina di materiale bimetallico, che si deforma in maniera sensibile al
passaggio di una sovracorrente, azionando il dispositivo di apertura.
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Fig.5 Rel termico
Il rel magnetico costituito da un nucleo ferromagnetico, in grado di
comandare istantaneamente lapertura dellinterruttore allinstaurarsi di una
sovracorrente di valore elevato (corto circuito), fig.6.

Fig.6 Rel magnetico

Equipaggiando linterruttore con un rel termico ed uno magnetico, si
costituisce un interruttore magnetotermico, che linterruttore automatico
maggiormente adottato nella applicazioni elettriche domestiche e similari.
Le caratteristiche di intervento di alcuni interruttori magnetotermici sono
riportate di seguito, figs.7(a,b,c,d), tratte dalla Guida Tecnica della GEWISS.
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Fig.7a Curve di intervento interruttore magnetotermico

Fig.7b Curve di intervento interruttore magnetotermico

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Fig.7c Curve di intervento interruttore magnetotermico

Fig.7d Curve di intervento interruttore magnetotermico

In particolare, le Norme CEI non impongono la forma che deve avere la
caratteristica dintervento del dispositivo, ma definiscono una serie di porte
entro le quali la caratteristica deve essere contenuta.
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La pi estrema delle porte (partendo dalla sinistra della caratteristica di
intervento) delimitata dalle correnti convenzionali di non intervento, I
nf
, e di
intervento I
f
. La corrente convenzionale di non intervento I
nf
quel valore
specificato di corrente che, in condizioni determinate, con certezza non provoca
lintervento dellinterruttore in un intervallo di tempo convenzionale. La
corrente convenzionale di intervento I
f
quel valore specificato di corrente
che, in condizioni determinate, provoca con certezza lintervento
dellinterruttore entro un intervallo di tempo determinato. Nella tab.I sono
riportati i valori delle correnti I
nf
e I
f
e del tempo convenzionale in funzione
della corrente nominale per gli interruttori rispondenti alle Norme CEI 23-3 e
della corrente di regolazione per gli interruttori regolabili rispondenti alle
Norme CEI 17-5.
Oltre alla suddetta porta le Norme CEI individuano altre due porte tra le quali
la caratteristica di intervento di un interruttore deve passare. La seconda porta
si riferisce allintervento al valore di corrente pari a 2.55 In, che deve avvenire
nellintervallo di tempo [1-60] s; la terza porta stabilisce limiti di corrente per
lintervento nel tempo pari a 0.1 s.
La porta in cui compreso il rapporto tra la corrente nominale e quella
caratteristica dellintervento del rel magnetico permette di classificare gli
interruttori magnetotermici in differenti classi (ad es. Tipo B, C e D in figs.7).

Tab.I Valori caratteristici per interruttori automatici rispondenti a Norma
Interruttori
automatici
Regolabili
Interruttori
automatici
Non regolabili
I
nf
I
f
Tempo
convenzionale


(CEI 17-5)
In<63 A
(CEI 23-3) 1.13 I
n



1.05 I
r

1.45 I
n



1.35 I
r

1h


1h
In >63 A 1.05 I
r
1.25 I
r
2h
Reledinterruttoridifferenziali
Il rel differenziale interviene quando la differenza tra due grandezze elettriche
supera un determinato valore. Il rel confronta le correnti di ingresso e di
uscita ai suoi morsetti. Il rel interviene quando la differenza tra le correnti
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diversa da zero, ovvero quando la differenza tra le grandezze superiore al
valore di soglia minima di intervento.
Il rel normalmente costituito da un nucleo magnetico attorno al quale sono
avvolti i conduttori attraversati dalle correnti di ingresso e di uscita. In
condizioni normali le due correnti sono uguali, per cui il flusso allinterno del
nucleo magnetico praticamente nullo, e di conseguenza anche la corrente
indotta nel terzo avvolgimento, fig.8.

(a)

(b)
Fig.8 Interruttore automatico dotato di rel differenziale (a) e principio di funzionamento (b)
Gli interruttori differenziali, in relazione alle caratteristiche di intervento del
rel di cui sono dotati, si suddividono in:
AC, intervengono solo per correnti di guasto sinusoidali (sono i pi comuni, i
meno costosi, i pi impiegati);
A, intervengono anche per correnti di guasto pulsanti ed unidirezionali;
B, oltre che per correnti sinusoidali e pulsanti unidirezionali, tali interruttori
intervengono anche per correnti di guasto continue (sono i pi costosi).
In merito agli interruttori equipaggiati con rel differenziale, la Norma CEI 64-8
riporta la seguente definizione: dispositivo meccanico destinato a connettere e
a disconnettere un circuito allalimentazione, mediante operazione manuale, e
ad aprire il circuito automaticamente quando la corrente differenziale supera
un valore predeterminato. In aggiunta, con riferimento ai dati di targa di un
interruttore differenziale, la Norma CEI 64-8 riporta le seguenti definizioni:
Corrente nominale (In) valore di corrente che lapparecchio in grado di
portare ininterrottamente.
Corrente differenziale nominale dintervento I
Dn
(Norme CEI EN 61008-1
e CEI EN 61009-1) minimo valore della corrente differenziale che determina
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lapertura dei contatti entro tempi specificati. I valori normalizzati sono 0,01-
0,03-0,1-0,3-0,5-1A
Corrente differenziale nominale di non intervento I
Dn0
(Norme CEI EN
61008-1 e CEI EN 61009-1) valore massimo della corrente differenziale che
non provoca lapertura dei contatti. Il valore normalizzato, anche se sono
ammessi tempi diversi, I
Dn0
=0,5I
Dn
.
Tempo dintervento: intervallo di tempo tra listante in cui si raggiunge il
valore di corrente differenziale I
dn
e listante in cui avviene lapertura dei
contatti.
Potere di chiusura e di interruzione differenziale nominale I
Dm
(Norme
CEI EN 610081 e CEI EN 61009-1) il valore efficace della componente
alternata della corrente presunta differenziale che un interruttore differenziale
pu stabilire, portare ed interrompere in condizioni specificate. Il valore
minimo di IDm 10 In oppure 500 scegliendo il valore pi elevato.
Potere di chiusura e di interruzione nominale I
m
(Norme CEI EN 61008-1)
il valore efficace della componente alternata della corrente presunta,
assegnato dal costruttore, che un interruttore differenziale pu stabilire,
portare e interrompere in condizioni specificate.
Potere di corto circuito nominale condizionale I
nc
(Norme CEI EN 61008-
1) massimo valore efficace di corrente presunta che il dispositivo, protetto da
un dispositivo di protezione contro i cortocircuiti (interruttore automatico o
fusibili), in grado di sopportare in condizioni specificate senza subire danni
che ne compromettano la funzionalit. Fino a 10 kA i valori normalizzati sono:
3-4-5-10 kA mentre oltre i 10 kA e fino a 25 kA il valore preferenziale 20 kA.
Corrente di cortocircuito nominale condizionale differenziale I
DC
(Norme
CEI EN 61008-1) il valore di corrente presunta differenziale che un
interruttore differenziale, protetto da un dispositivo di protezione contro il
cortocircuito, pu sopportare in condizioni specificate senza subire
modificazioni che ne compromettano la funzionalit.
Interruttoriautomaticiequipaggiaticonmicroprocessore
Tali sistemi di protezione, che si utilizzano nelle applicazioni industriali di
maggior rilievo, sono controllati attraverso dei microprocessori, che
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opportunamente tarati assicurano il funzionamento del dispositivo di apertura
in intervalli di intervento ben delimitati. Per tali dispositivi possibile
rappresentare curve di intervento ben definite e, tarando opportunamente le
regolazioni, possibile regolare in maniera precisa lintervento del dispositivo
di apertura, fig.9 e 10.

Fig. 9 Pannello di controllo di interruttore a microprocessore
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Fig. 10 Curva di intervento interruttore a microprocessore e caratteristica della regolazione
Notesullaselettivitdegliinterruttori
Larticolo 536.1 della Norma CEI 64-8 dedicato alla selettivit tra dispositivi
di protezione contro le sovracorrenti recita Quando pi dispositivi di
protezione sono posti in serie e quando le necessit di esercizio lo giustificano,
le loro caratteristiche di funzionamento devono essere scelte in modo da
staccare dallalimentazione solo la parte dellimpianto in cui si trova il guasto.
In definitiva si dovr fare in modo che in presenza di un guasto intervenga
unicamente il dispositivo di protezione installato immediatamente a monte del
punto guasto. Gli altri dispositivi attraversati dalla corrente di guasto dovranno
rimanere chiusi e consentire al resto dellimpianto sano di rimanere alimentato.
La Norma CEI 17-5 classifica gli interruttori in due categorie di utilizzazione.
Categoria A - Con questi apparecchi si pu ottenere solo la selettivit di tipo
amperometrico perch non dispongono di dispositivi per il ritardo intenzionale
dellintervento per correnti di corto circuito. Gli interruttori con corrente
nominale inferiore a 500-630 A appartengono a questa categoria.
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Categoria B - Sono interruttori automatici con dispositivo di ritardo
intenzionale. In corto circuito si pu ottenere la selettivit cronometrica
introducendo tempi di ritardo variabili da 0 a 300 ms. I dispositivi di ritardo
possono essere di tipo elettromeccanico, nei quali si pu regolare solo il tempo
di prearco, o a microprocessore, in cui si possono ottenere regolazioni pi
complesse. Per questi apparecchi deve essere specificata la corrente nominale
di breve durata.
Note di dettaglio sulla elettricit tra interruttori in serie saranno evidenziate nei
successivi capitoli.
Fusibili
Il fusibile un apparecchio di manovra in grado di interrompere, sia le correnti
di sovraccarico, sia quelle cortocircuito. Tale apparecchio, mediante la fusione
di una sua parte, interrompe automaticamente la corrente nel circuito in cui
inserito quando questa supera un determinato valore per una durata
sufficiente.
Il fusibile presenta caratteristiche costruttive e un principio di funzionamento
completamente diversi da quelli degli altri apparecchi di manovra. In esso,
infatti, non sono presenti i contatti, fisso e mobile, che allontanandosi
determinano l'interruzione della corrente; , invece, presente una "parte
sottile" detta elemento fusibile, che costituita da uno o pi conduttori a forma
di filo o di nastro, e che, fondendo, determina l'interruzione della corrente.
evidente che, affinch l'elemento fusibile fonda necessario una opportuna
quantit di energia termica; questo il motivo per cui, nella definizione di
fusibile precedentemente data, compare esplicitamente il fatto che la corrente
che percorre il circuito pu essere interrotta solo se supera un determinato
valore per una durata sufficiente.
Poich l'intervento del fusibile legato alla fusione di una sua parte (l'elemento
fusibile) e poich il processo di fusione irreversibile, ne consegue che il
fusibile, una volta intervenuto, va sostituito: questo il suo principale
inconveniente.
La fig.11 mostra la curva caratteristica del fusibile, ossia landamento dei valori
di tempo di intervento del dispositivo (s) in funzione della corrente che lo
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attraversa (A). La caratteristica detta a tempo inverso, infatti, facile
osservare che il dispositivo interviene per correnti (I) superiori alla corrente
nominale (In), in maniera tanto pi rapida quanto pi la corrente fluente nel
circuito si discosta da quella nominale.

Fig. 11 Caratteristica dintervento del fusibile
Esistono diverse classificazioni dei fusibili, e cio:
in base alla tensione (fusibili a tensione superiore a 1000 V e a tensione non
superiore a 1000 V; fusibili per sistemi di I, II e III categoria);
in base alle caratteristiche di intervento (a bassa capacit di rottura BCR, ad
alta capacit di rottura ACR, ritardati, extrarapidi);
in base alle caratteristiche costruttive (a cartuccia, a liquido, a soffiaggio).
Per tensioni fino a 1000 V, i fusibili pi diffusi sono quelli a cartuccia (fig. 12):
Esistono anche ulteriori classificazioni in base:
alla categoria di utilizzazione (uso generale o protezione dei circuiti di
motori);
al campo di interruzione (a pieno campo, a campo ridotto) .
La categoria di utilizzazione individua il campo specifico di impiego del fusibile,
mentre il campo di interruzione individua l'intervallo di correnti presunte che il
fusibile in grado di interrompere in particolare:
i fusibili a pieno campo sono in grado di interrompere, in condizioni
specificate dalle norme, tutte le correnti che provocano la fusione dell'elemento
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fusibile fino al loro potere di interruzione, che definito in modo analogo a
quanto fatto per gli interruttori.
fusibili a campo ridotto sono in grado di interrompere, in condizioni
specificate dalle norme, tutte le correnti comprese tra la corrente K2In (con K
2 >1 e di valore specificato dal costruttore ed In corrente nominale) e la
corrente corrispondente al potere di interruzione.
La categoria di utilizzazione ed il campo di interruzione dei fusibili vengono
normalmente individuato da una lettera dell'alfabeto, e precisamente:
G per i fusibili per uso generale
M per i fusibili per la protezione dei circuiti dei motori
g per i fusibili a pieno campo
a per i fusibili a campo ridotto.
A titolo di esempio, si riportano di seguito alcune combinazioni di uso frequente
con il loro significato:
gG cartuccia con potere di interruzione a pieno campo per uso generale,
aM cartuccia con potere di interruzione a campo ridotto per la protezione dei
circuiti dei motori.
Le principali grandezze che caratterizzano i fusibili sono:
Corrente nominale, ossia la massima corrente che pu percorrere il fusibile
senza che questo fonda;
Potere dinterruzione nominale, definito in maniera analoga a quello degli
interruttori;
Tensione nominale, la quale deve essere non inferiore al quella desercizio
della linea da proteggere.
Si riportano di seguito le definizioni delle principali combinazioni con fusibili
ottenute per integrare le prestazioni e le funzioni di specifici apparecchi:
Unit combinata con fusibili (Norma CEI 17-11, art. 2.1.7) Apparecchio
realizzato da un costruttore, o secondo le sue istruzioni, risultante dalla
combinazione, in assieme unico, o di un interruttore di manovra, o di un
sezionatore, o di un interruttore-sezionatore, con uno o pi fusibili ;
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Sezionatore con fusibili (Norma CEI 17-11, art. 2.1.9) Apparecchio
costituito da un sezionatore nel quale uno o pi poli hanno in serie un fusibile,
in un assieme unico ;
Interruttore di manovra con fusibili (Norma CEI 17-11, art. 2.1.8)
Apparecchio costituito da un interruttore di manovra nel quale uno o pi poli
hanno in serie un fusibile, in un assieme unico ;
Interruttore con fusibili incorporati (Norma CEI 17-5 art. 2.1.5)
Combinazione di interruttore automatico e fusibili in un assieme unico, con
fusibile in serie ad ogni polo destinato ad essere connesso ad un conduttore di
fase.
Fusibile - sezionatore (Norma CEI 17-11, art. 2.1.11) - Sezionatore nel quale
una cartuccia o un portafusibile con la sua cartuccia forma il contatto mobile
del sezionatore ;
Fusibile - interruttore (Norma CEI 17-11, art. 2.1.10) - Interruttore di
manovra nel quale una cartuccia o un portafusibile con la sua cartuccia forma il
contatto mobile dellinterruttore.
Anche per i fusibili possibile definire le correnti convenzionali di non fusione
I
nf
e di fusione I
f
, che hanno un significato analogo a quello riportato per gli
interruttori. Anche per i fusibili le Norme CEI (32-1, 32-12, 32-13) non
stabiliscono la forma che deve avere la caratteristica dintervento, ma solo
alcune porte entro le quali essa deve passare (una di queste quella compresa
tra I
nf
ed I
f
). I valori delle correnti I
f
e I
nf
e dei tempi convenzionali variano con
la corrente nominale I
n
del fusibile e, per completezza di trattazione sono
riportati nella tab.II.
Tab.II - Caratteristiche di intervento dei fusibili
I
n
I
nf
I
f

Tempo
convenzionale
4A<I
n
<10 A 1,5 I
n
1,9 I
n
1h
10A<I
n
<25A 1,4 I
n
1,75 I
n
1h
25A<I
n
<63A 1,3 I
n
1,6 I
n
1h
63A<I
n
<100A 1,3 I
n
1,6 I
n
2h
100 A <I
n
<160 A 1,2 I
n
1,6 I
n
2h
160 A <I
n
<400 A 1,2 I
n
1,6 I
n
3h
400 A <I
n
1,2 I
n
1,6 I
n
4h
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Confrontotrafusibiliedinterruttori
Un confronto tra fusibili ed interruttori permette di fare interessanti
considerazioni che delimitano i rispettivi campi di impiego. I vantaggi
fondamentali dei fusibili sono:
il basso costo e il limitato spazio che essi occupano;
il potere di interruzione che pu ritenersi praticamente illimitato per le
esigenze di protezione degli impianti di prima categoria;
la sicurezza di intervento in caso di cortocircuito, in quanto l'interruttore
automatico pu non garantire l'intervento se non curata nel tempo la
manutenzione.
A questi vantaggi si contrappongono una serie di svantaggi.
In primo luogo vi da notare che, per l'esercizio dell'impianto, necessario
sempre avere a disposizione fusibili di ricambio. Infatti, una volta avvenuta la
fusione, per ripristinare il servizio, necessario effettuare la sostituzione
dell'elemento fuso. L'interruttore, invece, richiede semplicemente di essere
richiuso.
Vi , poi, da osservare che nei circuiti trifasi pu fondere il fusibile in una sola
fase a seguito di un guasto monofase; il circuito resta allora alimentato sulle
altre due fasi: tale situazione indesiderata nel caso di linee che alimentano
motori, perch si sovraccaricano fortemente gli avvolgimenti.
Nei circuiti monofase va, inoltre, posta particolare attenzione nel montaggio dei
fusibili, che vanno posti solo sulla fase e non sul neutro.
Il fusibile, infine, interrompe solo sovracorrenti, per cui debbono essere
abbinati con altri apparecchi separati, capaci di eseguire le altre manovre. Per
tutte queste ragioni i fusibili sono usati solo raramente, nella pratica si
preferisce utilizzare interruttori di manovra.