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Scuola delle Arti e del Disegno Rocca di Sala Baganza Elementi di Composizione Architettonica 1. Il coronamento.

L Incisa di Aurelio Cortesi


Tra le soluzioni formali che connotano la palazzina per uffici Incisa di Aurelio Cortesi, forse quella che con pi originalit si accompagna a guisa di annuncio alla scelta primaria, tipologica e distributiva, del corpo doppio con collegamento lineare centrale, la soluzione del coronamento dei fronti. La sua diffusione, nelle repliche anonime di fabbriche urbane e provinciali, quasi ladattamento dialettale di una parola letteraria, denota il generale riconoscimento di una corrispondenza tra la forma e il luogo e la sua condivisione come scelta di gusto, segno, per i pi introdotti, di adesione ad un progetto di architettura civile. Volendo per analizzare compiutamente la genesi dellelemento e la sua particolare soluzione occorre distinguere i due piani della citt e dellarchitettura che in esso si trovano riuniti sinteticamente. La citt compone la sua architettura con differenti soluzioni alternative, che costruiscono uno sfondo variato, ma insieme unitario, una materia in attesa di assumere una nuova precisa identit, con una corrispondenza che da sola riveli lappropriatezza e lappartenenza dellopera. Nella prima architettura della citt, il Battistero (1), la soluzione del coronamento si gioca su un doppio registro, quello della parete antelamica di piano di ombra e luce, che trascolora in una sequenza di archi ciechi intensificata nel ritmo, ma ridotta nel registro della profondit e quello del sopralzo trionfante dei pinnacoli, posti un secolo dopo a suggello della costruzione. Nella Pilotta farnesiana (2), invece, una curva a segnare il raccordo tra il fronte di cotto articolato con paraste, una superficie di rotazione scultorea, modellata dal Moschino sul disegno del Paciotto, scavata a marcare lappartenenza dellelemento alla parete, quella della fabbrica alla citt, e quella della citt al potere ducale del teatro e delle armi. In S. Maria della Steccata (3), invece, il pi tardo coronamento di Mauro Oddi dichiaratamente aggiunto sopra la fascia terminale cinquecentesca a significare il suo perfezionamento, nel registro candido del marmo che dialoga con le ampie superfici brune di cotto. Un compromesso, teso a salvaguardare i nuovi oculi della cupola e risolto con un programma scultoreo esteso sui due livelli della copertura, il primo animato dalla presenza di statue, vasi e festoni e movimentato dalle grandi onde delle volute sui blocchi angolari, il secondo con lapparato su unaerea balaustra. Proprio nellarchitettura farnesiana del Cinquecento si trova ad opera di Michelangelo Buonarroti il maggiore tra gli esempi rinascimentali di coronamento, quello del Palazzo Farnese di Roma (5), dove, contribuendo al riproporzionamento sullo spazio antistante e prospettico della piazza , assume per la sua rilevanza e la forza del contrasto luministico il ruolo di vero e proprio fastigio e limite architettonico dello spazio urbano. Due secoli dopo, a Parma, la citt neoclassica nella sua opera di restaurazione borghese traduce nelle quiete forme del teatro Regio (4) del Bettoli lespressione aggiornata della sua idea di tradizione. Dunque il coronamento come elemento della tradizione formale di una citt, elemento di una disciplina, larchitettura che subisce nel secolo della modernit una radicale rifondazione. Esaminando le opere di Le Corbusier, artefice e testimone del variare delle forme, soltanto nel dopoguerra troviamo davvero reintrodotto il tema, generalmente espunto nel purismo giovanile, del coronamento. Loccasione la soluzione di un tema aulico, quello del Parlamento di Chandigarh (6) , dove il coronamento assume la rilevanza plastica assoluta di un semicilindro a sezione parabolica, posato con forza sul portico del fronte principale, quale basamento del paesaggio della copertura popolata dalla piramide della sala consiliare e della torre iperbolica dellassemblea. In ambito lombardo, alla ripresa del dopoguerra, la revisione del razionalismo investe immediatamente il linguaggio e gli elementi della fabbrica. La casa al Parco (7) di Ignazio Gardella ne linterrogativa avanguardia con la traduzione del brise-soleil, elemento lessicale del canone razionalista, in una lama sospesa che lascia filtrare la luce a concludere nel cielo la sospensione dellattico , una soluzione poi approfondita nella meccanica naturalistica del fronte sul giardino del Pac . La sua replica nel corpo basso del Centro Svizzero milanese (8) il segno di unattenzione che unisce un attento architetto zurighese internazionale Armin Meili, il milanese Giovanni Romano e le maestranze dei cantieri lombardi.

1. Battistero, Parma 1196-1247

2. Pilotta, Parma 1580-1611

3. S. Maria della Steccata, Parma 1521-1718

4. N. Bettoli, Teatro Regio, Parma, 1821-29

5. Palazzo Farnese, Roma 1514-1589

6. Le Corbusier, Parlamento, Chandigarh, 1952-54

7. I. Gardella, Casa al Parco, Milano 1947-49

8. A. Meili, G. Romano, Centro Svizzero, Milano, 1951

9. F. Albini, Uffici INA, Parma 1950

10. I. Gardella, Terme Regina Isabella, Ischia 1950

11. A. Cortesi, Incisa Parma 1967-69

13. A. Cortesi, Incisa Parma 1967-69

15. F. Albini, Casa Corini, Parma 1967-70

17. A. Cortesi, Stabilimento Tanara, 1972

Lincontro tra le forme dellarchitettura di Parma e la ricerca contemporanea si compie ad opera di Franco Albini nelledificio Ina di via Cavour (9). Il dialogo che Albini istituisce con il Battistero antelamico, attraverso la variazione di profondit dei piani di facciata lo porta ad interpretare il coronamento come termine ultimo della progressiva rastremazione della struttura e limite della parafrasi moderna del possibile svolgimento di uno sviluppo delle facce dellottagono. Dello stesso anno il complesso di Gardella delle Terme Regina Isabella (10), dove si fronteggiano un antico colonnato ionico con la sua trabeazione, misura della fabbrica e il corpo moderno dei servizi comuni, la cui parete, in intonaco rosa, con bordo superiore minimo diviene il piano di proiezione dellombra del partito classico, ed ospita a conclusione di questo, allegoriche feritoie a T. Diversi anni dopo, lIncisa (11-14) , di nuovo, lincontro tra larchitettura della citt e larchitettura italiana dei due maestri milanesi di Aurelio Cortesi. Loriginalit della ricerca tipologica di una palazzina che diviene, in certa misura, edificio pubblico si riflette nella curvatura del piano di coronamento, che coniuga insieme le forme rinascimentali centroitaliche della Pilotta e quelle neoclassiche lombarde di Gardella, in una sintassi che rivela nello stacco angolare un silenzio sospeso. Il valore dellopera e del suo coronamento testimoniato dalle parole di Franco Albini, che sono un riconoscimento assoluto: bellissima, Lello, bellissima. La palazzina , poi, sulla stessa strada dellabitazione del committente, Corini, realizzata in quelli stessi anni dallo stesso Albini (15), in cui il tema del coronamento risolto con una fascia-cornice di cemento a vista su cui simposta una copertura che con una cupola emisferica in rame segna la presenza della scala elicoidale centrale. Tra le visite allopera di Cortesi importante quella del Maestro del Nero e del Rosso , lamico Vittoriano Vigan, che dichiara: Ah, io lavrei fatto in un modo diverso. Infatti, nella casa La Scala per Andr Bloc (16), risolve il tema con una perentoria fascia di cemento popolata da un gocciolatoio a sezione quadra, sospesa sullo spazio della terrazza dipinto sul soffitto da una fascia rosso pompeiano e appena contenuto da un sottile corrimano. Il particolare dellIncisa nella forma del sintagma della vela affiancata o contenuta da setti murari o in quella del lemma che disegna univocamente il coronamento con la rotazione del piano e il suo arresto, diviene poi nel corso del tempo costante identitaria dellopera di Aurelio Cortesi. Reimpiegato nello Stabilimento industriale Tanara (17), muta in opera cementizia illuminata dai campi dintonaco delle pareti sottostanti. Di seguito riarticola le forme civili della palazzina nelle case plurifamiliari del quartiere Cinghio Sud (18), dove i moduli si moltiplicano, arricchendosi di sporti e di balconi con terrazzi lineari. Riappare, poi, in forma di epica proposizione, quasi unaria verdiana, negli Uffici della Cassa di Risparmio di Collecchio (19). Pi di recente assiste, sospeso, allo scavo del volume della Casa di via Fedro (20), al mutare dei colori del rivestimento, delle stagioni della citt e delle generazioni degli uomini. Ci siamo dunque serviti di un artificio per parlare di unarchitettura, lesame di un suo importante particolare. In retorica questartificio si chiama sineddoche, dal greco , ricevere insieme. E dato che questo gioco ora dichiarato aggiungiamo altri elementi fuoricampo. Il coronamento parte del dialogo architettonico svoltosi nel decennio tra il 1950 e il 1960 tra Ignazio Gardella e Franco Albini. La ricerca di Gardella sul finire degli anni Cinquanta esplora la possibile terminazione con una superficie di rotazione, nelle misconosciute case della piazzetta di Arenzano e nella soluzione a capitello della Torre Saint Gobain. Quella di Albini, viceversa ha il suo vertice nella duplicazione dellelemento della trabeazione con la sovrapposizione di un telaio di supporto alle guide aeree delle macchine pulitrici della Rinascente di Roma e termina nel ripiegamento della classica tripartizione del cornicione in poliestere degli uffici Snam di San Donato, unico elemento orizzontale a sezione rettangolare. La lunga vita di Gardella consente, invece, variazioni ulteriori, che raggiungono attraverso lidentificazione del coronamento nellintera fascia del piano attico dellAlfa Romeo, lincontro con lallievo divenuto maestro nel Teatro Carlo Felice di Genova. Qui un maestro pi antico ancora a prevalere e la torre scenica si dota di una cornice loosiana, rafforzatrice di una stereometria urbana. Infine il mito di unepopea borghese dellarchitettura olandese, a cui Guido Canella attribuisce unistanza etica, che Cortesi accarezza trova nello sviluppo dellarchitettura italiana unimportante riproposizione con il Bonnefanten Museum di Aldo Rossi. Qui i corpi di fabbrica laterali si vestono in alto di una fredda corazza e cornice metallica. Qui i contrafforti del corpo centrale mutano nelle nervature di una cupola metallica a sesto acuto, memore della ricerca di Alessandro Antonelli e degli osservatori astronomici. Qui, infine, linterna sequenza della scala rettilinea contiene il significato e diventa, come nellIncisa, museo dellarte della vita. Gennaio 2013 STEFANO CUSATELLI

12. A. Cortesi, Incisa, Parma 1967-69

14. A. Cortesi, Incisa, Parma 1967-69

16. V. Vigan, Casa La scala per Andr Bloc, Portese del Garda 1957-58

18. A. Cortesi, Casa Plurifamiliare Cinghio Sud, Parma 1972

19. A. Cortesi, Uffici della Cassa di Risparmio di Parma, Collecchio 2003

20. A. Cortesi, I. Cortesi, Residenze in P.le Fedro, Parma 2006