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AVERRO, Grande Commento al De anima, III, V Sulla natura dellintelletto possibile (o ilico, o materiale) 1) () E evidente che lintelletto materiale

differisce dalla materia prima perch in potenza tutte le intenzioni delle forme universali materiali, mentre la seconda in potenza tutte le forme sensibili, non distinguendo n conoscendo. La causa per cui il primo lo fa e la materia prima no, che questultima riceve forme diverse, ossia individuali e determinate, mentre lintelletto riceve forme universali. La sua natura non evidentemente alcunch di determinato, n corpo, n facolt corporea [neque corpus neque virtus in corpore], poich in tal caso riceverebbe forme in quanto diverse e determinate (). 2) () la diversit della natura del ricevuto corrisponde a quella della natura del recipiente. 3) Se infatti ammettessimo che lintelletto materiale moltiplicato secondo il numero dei singoli uomini, dovrebbe essere qualcosa di individuale, o corpo o facolt di un corpo [ aut corpus, aut virtus in corpore ] () Ma cos la facolt dellintelletto coinciderebbe con quella del senso o non vi sarebbe alcuna differenza tra lessere della forma dentro o fuori dallanima. La materia individuale, infatti, non riceve forme se non determinate ed individuali. () Lintelletto agente e lintelletto possibile 6) Pertanto si deve ritenere- come mi parve evidente dal discorso di Aristotele- che nellanima vi siano due parti dellintelletto, delle quali una ricettiva [recipiens] (il suo essere qui chiaro) ma laltra agente, grazie alla quale le intenzioni che sono nella facolt immaginativa da moventi in potenza dellintelletto materiale divengono moventi in atto, come vedremo dopo dalle parole di Aristotele; e constateremo che queste due parti non sono generabili n corruttibili ; e che lagente rispetto al paziente come la forma rispetto alla materia, come sar dichiarato. SIGIERI DI BRABANTE, Questiones in tertium de anima (1266) 1) -Lunicit dellintelletto (q. 9) Ecco perch Averro presenta questo argomento: se vi fossero tanti intelletti quanti singoli uomini, lintelletto sarebbe una facolt del corpo. () Dico che lintelletto in natura non qualcosa che sia moltiplicato numericamente. 2)-La congiunzione dellintelletto con il singolo (q.15) E infatti mediante lintelletto che ci appaiono le forme astratte. Ora, io sostengo che lintelletto ci unito in atto per il fatto che esso pensa a partire dalle forme dellimmaginazione. TOMMASO DAQUINO, De unitate intellectus contra averroistas, I, 2, (trad. a cura di Ghisalberti, Bompiani Testi a fronte 2000), p. 53: Sottratta infatti agli uomini la diversit dellintelletto, lunica tra le parti dellanima che appare incorruttibile e immortale, ne segue che dopo la morte non rimane nulla delle anime degli uomini se non ununica sostanza intellettiva; e cos vengono tolte lattribuzione dei premi e delle pene e la diversit che li distingue. Ibidem, IV, 89, p. 149: Se dunque esistesse un unico intelletto per tutti, ne seguirebbe necessariamente che c un solo essere che pensa, e per conseguenza un solo essere che vuole, e uno solo che utilizza, in conformit allarbitrio della propria volont, tutto ci per cui gli uomini si diversificano tra loro. E da tale posizione seguirebbe ulteriormente che non ci sarebbe alcuna differenza tra gli uomini quanto alla libera scelta della volont, ma che sarebbe la stessa per tutti, se lintelletto, presso cui solamente risiedono la prerogativa e il potere di utilizzare tutte le altre cose, fosse unico e indiviso in tutti gli uomini: il che evidentemente falso e impossibile. Infatti va contro i dati dellesperienza e distrugge tutta la scienza morale e tutto ci che riguarda la convivenza civile, che connaturale alluomo, come Aristotele afferma.
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