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Raccolta mensile di Articoli ed Opinioni redatta in proprio dalla delegazione di Biella del Movimento Politico

LARALDO di Biella
ITALIA REALE - STELLA e CORONA
Coordinamento redazionale : alberto.conterio@hotmail.com

Agosto - Settembre 2013


(Anno VIII - Numero 08.2013)
LARALDO di Biella, piccolo contributo periodico alla diffusione dellideale Monarchico, non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della Legge No. 62 del 07 marzo
2001. Esso quindi una appendice cartacea del Sito http://biellamonarchica.blogspot.com/ che viene aggiornato quale raccolta selezionata di articoli ed opinioni rintracciati liberamente su Internet per Voi ! LARALDO di Biella, riconoscendo nellUnit dei Monarchici un valore assoluto, fortemente auspicabile e necessario, aderisce al Progetto MONARCHICI IN RETE, facendo capo al portale Internet http://monarchicinrete.blogspot.com/

Fine del federalismo e dellEuropa?


La Confcommercio sul fisco: Imposte locali +500% in 20 anni - Spezziamo le catene dellEuro
di Angelo Mossone 15 luglio 2013 In questi giorni di stanchissima politica pre-estiva, oltre allattesa per la nascita del futuro erede al trono dInghilterra, la nostra attenzione stata attirata dalle pesantissime parole del gur dei cinquestelle Casaleggio, circa la possibile rivolta popolare nellautunno di questanno. Con lattuale situazione economica chiaro che lordine pubblico pu registrare delle perturbazioni, ma sarei pi cauto se fossi nei panni del Signore in questione! _____________________________________________________________ riduzione dei mezzi di trasporto pubblici (basti pensare ai drastici tagli effettuati in questi mesi in Piemonte), la riduzione delle esenzioni sanitarie, leliminazione o riduzione di spesa per borse di studio, la riduzione o eliminazione di contributi per la gestione famigliare di ammalati, anziani e disabili, fino a giungere sempre pi spesso alle difficolt nel garantire il servizio postale di smistamento ai privati della corrispondenza. Negli ultimi 20 anni per - si rileva nello studio di Confcommercio e Cer mentre la spesa corrente delle

Denuncia : Monarchici in Rete,


Molti nemici molto onore - Pag. 13
La mappa dell'export 946 prodotti che trainano l'Italia
Il manifatturiero all'estero vale 183 miliardi di dollari: 250 eccellenze nostrane hanno battuto quelle tedesche. Senza zavorra energetica, saremmo la quarta potenza del G20 della Redazione online 6 luglio 2013 Mille prodotti per cui siamo al top nel mondo. Eccellenze che battono sia lagguerrita concorrenza a basso costo dei Paesi emergenti sia quella ad alto livello tecnologico dei Paesi industrializzati. Rispetto alla recessione profonda, al crollo dei consumi, alla disoccupazione alle stelle, il mondo descritto nel rapporto realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison sul made in Italy sembra lontano anni luce. Un mondo di competitivit, di innovazione, di speranze, ma soprattutto di successi. I numeri parlano chiaro. Il nostro Paese vanta 235 prodotti che si piazzano al primo posto a livello planetario per saldo commerciale, 390 che raggiungono il secondo posto e 321 il terzo. Complessivamente si tratta di 946 prodotti che nel 2012 hanno portato in Italia, attraverso le esportazioni, 183 miliardi di dollari. Nei prodotti non alimentari il nostro surplus commerciale ci vede al quarto posto tra i Paesi del G20, dopo Cina Germania e Stati Uniti. Mentre a livello europeo, togliendo dalla bilancia commerciale il peso dellenergia lItalia balza al secondo posto, sempre sotto la Germania. Ma qualche soddisfazione con Berlino, grazie al made in Italia, ce la togliamo. Su circa 4mila manufatti non alimentari scambiati internazionalmente e statisticamente censiti, si legge nel rapporto, il nostro Paese ne vanta oltre 2mila che presentano un surplus commerciale e in 1.215 di essi lItalia precede per attivo la Germania. ( Segue a Pagina 4 ) Societ e Cultura - Pagina 2

Tutti contro il populismo


politica interna - Pagina 5

Perch lItalia va in rovina


LOpinione - Pagina 6

Rimpiangiamo la monarchia
DallEstero - Pagina 7

Metamorfosi di una monarchia


Storia e tradizioni - Pagina 11

Vandee italiane, storie da riscrivere ? Quanti svarioni nel dossier anti Italia
Le critiche del Fondo monetario sono una interferenza indebita nelle scelte politiche ed economiche nazionali di Francesco Forte 07 luglio 2013 L'Italia non sotto la tutela del Fondo monetario internazionale, a cui non ha chiesto alcun aiuto. Ne consegue che i rapporti che il Fmi fa sull'economia italiana non hanno alcun valore ufficiale di raccomandazione e che le critiche in essi contenute alle decisioni del nostro governo, rappresentano una interferenza indebita nelle scelte politiche ed economiche nazionali. Questo vale, in particolare, per le frasi che il comunicato del Fmi contiene circa l'Imu sulle abitazioni principali. Esso afferma che tale imposta andrebbe mantenuta per ragioni di

Vi sono certamente delle situazioni limite che destano preoccupazioni, quali ad esempio i drenaggi fiscali operati dagli Enti locali. Enti, nati apposta anni fa, per rendere pi felice la vita dei cittadini (soprattutto del nord), e che invece si sono dimostrati soltanto dei caimani affamati. Da uno studio della Confcommercio in collaborazione con il Cer, i tributi agli enti locali sono infatti aumentati da 18 a 108 miliardi di Euro negli ultimi 20 anni con un incremento di oltre il 500% . Questo quanto emerge dallo studio, che analizza le dinamiche legate al federalismo fiscale a partire dal 1992. Il malcontento inoltre alimentato da una simultanea riduzione dei servizi generali, quali la soppressione o

amministrazioni centrali (Stato e altri enti) cresciuta del 53%, la spesa di regioni, province e comuni cresciuta del 126% e quella degli enti previdenziali del 127% Il risultato che la spesa pubblica complessiva raddoppiata. Per fronteggiare questa dinamica - sottolinea lo studio - si assistito ad una esplosione del gettito derivante dalle imposte (dirette e indirette) soprattutto a livello locale appunto, con un aumento del 500% a cui si associato il raddoppio del gettito a livello centrale. Nellultimo decennio, risulta cos quasi triplicata lincidenza delle addizionali regionali e comunali sullIrpef; rilevante, infine, la diffe( Segue a Pagina 3 )

equit e di efficienza. La frase stata riportata con enfasi dal Wall Street Journal, che vi ha aggiunto che con l'abolizione di questa parte del tributo, il governo italiano derogherebbe alla politica di rigore. Ma ci sbagliato, perch l'abrogazione in questione verr coperta da tagli di spese e di esoneri fiscali indebiti e, quindi, non un'operazione di finanza allegra, ma la limatura di un eccesso di fiscalit che frena la domanda di consumi e di investimenti e la crescita. Il Fondo monetario dice che questa tassazione va mantenuta per ragioni di equit ma non ha alcun titolo per dare lezioni di equit. Esso una superbanca. Non si mai saputo che i banchieri abbiamo a cuore l'equit. Quanto all'efficienza, l'affermazione del giovane macro economista pakistano, Aasim Husain, vicedirettore generale del Dipartimento europeo del Fmi, esperto di modelli econometrici, che ha sottoscritto il rapporto, ridicola. Infatti, i titolari di abitazione principale in Italia sono almeno 16 milioni. E il gettito totale dell'Imu, su di loro, di 4 miliardi, lo 0,25% del Pil. Di media, a ogni contribuente, con l'Imu sulla prima casa, si chiedono 240 euro, con un meccanismo di accertamento basato su valori catastali non sempre facilmente individuabili e dichiarazione del contribuente. Non pare che un tributo di questo tipo possa definirsi efficiente. L'abolizione di questa parte dell'Imu pu permettere di concentrarsi meglio sulla parte restante, che comunque, senza la tassazione sulla prima casa, ha raggiunto una pressione pari all'1,28% del Pil, cio di 20 miliardi. Aggiungendovi la tassazione indiretta sui trasferimenti d'immobili, pari allo 0,60% del Pil, si perviene all'1,88% del Pil. La Tarsu (Tassa sui rifiuti urbani) detta anche Tia (Tariffa di igiene ambientale) aveva una pressione dello 0,40 del Pil. Il suo aumento, mediante la trasformazione in Tares (tariffa per i rifiuti che ne deve coprire il costo del 100%), la porta allo 0,50 e, con l'inclusione del costo di altri servizi, allo 0,60% del Pil. Cos le imposte sugli immobili in Italia arrivano al 2,50% del Pil, vale a dire il livello pi alto in Europa. E non vero che con l'esonero dall'Imu l'abitazione principale non paga tributi immobiliari, perch la Tares ha una pressione media dello 0,60% del Pil anche sull'abitazione principale. Penso che il super esperto del Fmi non conosca l'italiano e, quindi, si sia fatto consigliare da qualche tecnico del ministero del Tesoro, sicch ha riportato ci che pensano quelli che hanno escogitato l'Imu immobiliare, i quali, come noto, sono fanatici della tassazione patrimoniale e, in generale, delle imposte sul risparmio del ceto medio. Il comunicato del Fondo monetario sull'Italia, tra le altre cose, lamenta la crisi del settore edilizio, che frena la nostra ripresa. Non capisco con quale logica si pontifichi a favore della tassazione immobiliare e, nello stesso tempo, si voglia un rilancio dell'edilizia. Le due cose si contraddicono. Per dare un'idea dell'effetto

depressivo che ha avuto l'Imu, basta osservare che essa ha generato un aumento dello 0,8% della pressione fiscale sugli immobili. Ora al tasso di rendimento del 4%, ci equivale a una riduzione di 25 volte del loro valore, cio al 20% del Pil, pari a 310 miliardi. Questo il tributo patrimoniale che stato inflitto ai proprietari di immobili, al netto dei 4 miliardi sulla prima casa. Non basta? Tratto da : www.ilgiornale.it/

condo il dato oggettivo derivante dalla natura, ma secondo il pensiero soggettivo capace di determinare ci che si vuole essere. Un vero e proprio trionfo della teoria del gender, nonch unapoteosi dellideologia relativista. Tutto ci con buona pace del principio di certezza del diritto e di oggettivit del reato, che in questo caso avvertono i giuristi sarebbe del tutto rimesso ad un criterio didentificazione meramente soggettivo (una sorta di autocertificazione) non empiricamente valutabile da parte del magistrato. Altro punto pericoloso contenuto nella proposta di legge quello relativo alla punibilit con la reclusione fino ad un anno e sei mesi di chi incita a commettere o commette atti di discriminazione motivati dallorientamento sessuale o dallidentit di genere della vittima. Questo significa, ad esempio spiegano i giuristi che non sar pi lecito sollecitare i parlamentari della Repubblica a non introdurre nella legislazione il "matrimonio" gay, o ad escludere la facolt di adottare un bambino a coppie omosessuali, n sar pi lecito organizzare una campagna di opinione per contrastare lapprovazione di una legge sul "matrimonio" gay o sulladozione dei minori agli omosessuali. Le norme che si intendono approvare rispondono ad una mera prospettiva ideologica, avvertono ancora i giuristi, secondo cui gli omosessuali godono gi sul piano legale degli strumenti giuridici previsti dal codice penale per i tutti i cittadini, contro qualunque forma di ingiusta discriminazione, di violenza, di offesa alla propria dignit personale. Tratto da : www.avvenire.it/ ________________________________

Societ e cultura
Identit di genere in Italia Lalt dei giuristi: la legge un cavallo di Troia
della Redazione online 17 luglio 2013 Ci sono buone ragioni per opporsi alla proposta di legge contro lomofobia. Come per esempio determinare lincriminazione di tutti coloro che sollecitassero i parlamentari della Repubblica a non introdurre nella legislazione il matrimonio gay, o che proponessero di escludere la facolt di adottare un bambino a coppie omosessuali.

Tutti contro il populismo Chi ha detto che un insulto?


Da un trentennio il nuovo "spettro" che ossessiona il mondo. Ma far coincidere questo fenomeno con l'antipolitica un errore... A metterle nero su bianco ha pensato lassociazione Giuristi per la vita, che raggruppa avvocati ed esperti di diritto impegnati sul fronte della tutela della vita e della famiglia. Quello che preoccupa di pi i giuristi, in particolare, larticolo 1 della proposta di legge (intitolato "Orientamento sessuale e identit di genere"), in cui viene introdotta per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico la definizione di identit di genere come la percezione che una persona ha di s come appartenente al genere femminile o maschile, anche se opposto al proprio sesso biologico. In questo modo avverte lassociazione la volont individuale finisce per prevalere sulla realt, per cui non si uomo o donna sedi Stenio Solinas 31 luglio 2013 Se il populismo sia un'ideologia, uno stile politico, una mentalit, o le tre cose insieme, difficile dire. Negli anni Sessanta, Isahia Berlin parl in proposito di complesso di Cenerentola, ovvero la difficolt/frustrazione degli addetti ai lavori nel non riuscire a trovare nella pratica politica ci che nella teoria politologica veniva di volta in volta configurato. Certo che, da un trentennio a questa parte, esso ha preso il posto del comunismo quale spettro destinato a ossessionare il mondo. uno degli effetti, il pi vistoso, del disincanto verso le democrazie occiden-

tali, e insieme il pi virtuoso. La fine del Novecento ha portato con s la fine delle passioni ideologiche proprie dei totalitarismi e ogni nostalgia paternalistico-autoritaria, facendo emergere una linea critica interna alla democrazia stessa nella quale il popolo, appunto, la radice, il soggetto e il fine ultimo del modello democratico, la ragion d'essere che ne legittima la superiorit rispetto agli altri modelli politici. Ce lo siamo forse dimenticati, ma si governa, meglio, si dovrebbe governare, in nome del popolo, per il popolo, da parte del popolo. Al populismo ha ultimamente dedicato un interessante dossier monografico, Cos' il populismo, la rivista Diorama (n 313, 3 euro; casella postale 1.292, 50122 Firenze), ed curioso come un fenomeno di per s trasversale, presente cio a destra come a sinistra e ormai oggetto di una robusta produzione scientifica, faccia fatica a imporsi nel dibattito corrente delle idee, se non come insulto banale, metafora di pura e semplice demagogia, ennesima variante di quelle parole-talismano atte a dequalificare l'avversario. come se, una volta legata strettamente la democrazia ai suoi meccanismi di delega e di rappresentanza, si preferisca vederla strangolata loro tramite, invece di valutare quanto e come le istanze di partecipazione diretta alla gestione del potere potrebbero farla meglio respirare. Alla base di questa contraddizione c' un combinato disposto che ha a che fare, da un lato, con il discredito della classe politica nella sua totalit, dall'altro con la sua distanza dalla propria fonte legittimante, l'elettorato, ovvero il popolo. un problema che riguarda tutti gli attori politici presenti, ma che, nel campo delle idee, della formazione del consenso e delle mentalit, incide pi profondamente a sinistra di quanto non faccia a destra, e vale la pena approfondire il perch. Abbandonate le speranze messianiche riposte nella classe operaia, i suoi intellettuali e le sue lites politiche si sono convertite all'economia di mercato e alla marginalit degli interessi da difendere. I people hanno insomma preso il posto del popolo, con tutto il loro corteo di politicamente corretto, diritti delle minoranze, omoparentalit, arte d'avanguardia, discorso sui generi, fobie corporali, sorveglianza/penalizzazione del comportamento altrui... Stabilito che il popolo pensava male lo si per certi versi ripudiato, infliggendo a chi si sentiva minacciato dalla disoccupazione, l'insicurezza economica e sociale, la perdita di status e di identit, il moralismo proprio di una nuova classe globalizzata che essendo parte integrante del sistema agisce sulla base dei propri privilegi e non dei bisogni altrui. Il corollario finale di questo modo d'essere e di pensare che, se non ci fosse il popolo, non ci sarebbe il populismo... Il fatto , come ben spiega il fascicolo di Diorama citando L'eloge du populisme di Vincent Coussdiere, non vi politica senza popolo, n

popolo senza politica. Lo stare insieme populista il reagire al posto vuoto della direzione politica. Corrisponde a quel momento della vita delle democrazie in cui il popolo si mette a malincuore a fare politica, perch dispera dell'atteggiamento dei governanti che non ne fanno pi. anche per questo che associare il populismo all'antipolitica fuorviante. Come nota Marco Tarchi, che di Diorama il direttore, per quanto i populisti siano spinti dall'impazienza e dal culto della semplificazione a diffidare della politica e a dipingerla come un luogo dove regnano pigrizia, corruzione e parassitismo, essi non rifuggono dal misurarsi con i concorrenti sul piano della conquista del consenso e delle leve del potere. Ogni volta che si cimenta sul piano della competizione istituzionalizzata con altri soggetti, a partire dalla partecipazione alle elezioni, la loro un'azione squisitamente politica. Certo, il populismo pu anche incarnare una corruzione ideologica della democrazia - come nota ancora su Diorama Pierre-Andr Taguieff ma nel contempo esprime un'esigenza di democrazia partecipativa e di cittadinanza attiva che il sistema funzionale ben temperato della democrazia rappresentativa non capace di soddisfare. Cos, il populismo l'ombra della democrazia, nel senso di proiezione e riaffermazione legittimante della volont dei cittadini, ma anche il fantasma che la accompagna e la ossessiona, stimolo e insieme minaccia... molte cose, dunque, tranne che un insulto o un anatema. Tratto da : www.ilgiornale.it/ ________________________________

dellimposizione fiscale e dei capitoli di spesa. In molti ormai hanno compreso questa necessit, cos come quella di ridurre le dimensioni dellapparato dello Stato, eliminando le Regioni e accorpando tra loro un buon numero delle attuali Province e Comuni. Lunico provvedimento questo, per ridurre la spesa, ed eliminare gli sprechi della periferia senza intaccare il corretto dialogo tra i cittadini e le istituzioni, locali e nazionali. Per fare una riforma simile occorre una forza politica che non abbia nessun interesse alla immensa pletora di poltrone e poltroncine che questi provvedimenti andrebbero a eliminare, una forza politica come Italia Reale Stella e Corona. La stessa forza politica che in queste settimane in un incontro a Roma della sua Dirigenza ha ribadito forte e chiara, la necessit di uscire dalla moneta unica europea, per recuperare la nostra sovranit nazionale, e la nostra competitivit naturale, senza se e senza ma! Ci vuole coraggio, il coraggio che ormai manca ad una classe politica addomesticata dalle lobby europee, che nella paura di perdere i propri personali privilegi anzich aggredire la crisi la tollerano, anzich investire sul futuro, gestiscono alla giornata un lento e inesorabile declino! _______________________________

digma dominante nelleconomia politica). Poi, nel 2009, a dare legittimit - in primis accademica - allindirizzo di pensiero dei beni comuni arrivato il premio Nobel per lEconomia conferito a Elinor Ostrom (1933-2012) per i suoi studi sulla condivisione delle risorse senza proprietari e la loro gestione efficiente da parte delle associazioni di fruitori, al punto che pure il non cos simpatetico Economist, nel necrologio, le ha tributato stima e onore delle armi. E cos queste idee avverse allindividualismo proprietario in salsa neoliberista si sono diffuse nelle mobilitazioni popolari (dal movimento per lacqua bene comune in Italia a Occupy Wall Street negli Stati Uniti) e in talune formazioni politiche (innanzitutto, grillini e Sel), portando anche a una serie di occupazioni (come il Teatro Valle a Roma e Macao, nella Torre Galfa, a Milano). A farle circolare ci hanno pensato soprattutto alcuni intellettuali di sinistra che hanno parzialmente riscritto lagenda della discussione politica nazionale.

Segue - Societ e cultura


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Uno spettro saggira a sinistra: il benicomunismo


Dallacqua alle foreste, dai farmaci essenziali al Web, i beni comuni come terza via tra Stato e mercato che conquistano sempre pi adepti di Massimiliano Panarari 26 luglio 2013 Alla ricerca di antidoti contro il mainstream neoliberista, a sinistra, da qualche tempo a questa parte, avanza spedita lennesima nuova terza via (che nulla ha a che fare, per, in questo caso, con Clinton e Blair). Tra Stato e mercato, e le infinite potenziali combinazioni alchemiche tra i due, un filone, divenuto alquanto popolare, si messo a rivalutare e perorare la causa politica dei beni comuni. E lo ha fatto sfidando quella che la teoria economica standard ha battezzato, nel corso di una lunga disputa dottrinaria, la tragedia dei beni comuni, per cui le risorse legate ai commons (dalle foreste allacqua, dallaria alla terra), quando non riconducibili al possesso diretto di qualcuno e utilizzate liberamente da tutti, finirebbero, in maniera inesorabile, col venire esaurite, in quanto soggette al saccheggio e a comportamenti lontani da quelli dellattore razionale (fondamento epistemologico del para-

La fine del Federalismo leghista e dellEuropa?


(Continua dalla prima Pagina) renziazione tra singole regioni in base allincidenza dalla tassazione locale: laliquota Irap per unimpresa della Campania quasi il doppio di quella che deve pagare unimpresa di Bolzano. Cornuti e mazziati si dice a Napoli, per anni lItalia intera ha pagato, doni e privilegi allAlto Adige, ed ora, momento di crisi generale, le imprese altoatesine continuano ad essere sfacciatamente favorite. Tirando qualche somma, si pu ben dire che gli obiettivi principali del federalismo fiscale, mantenere inalterata la pressione fiscale a carico dei contribuenti, migliorandone la qualit della vita con servizi maggiormente efficaci ed efficienti, stato del tutto disatteso rendendo, pertanto, sempre pi necessario un generale riordino dei diversi livelli di governo. Non si tratta pi di concedere maggiori autonomie agli Enti locali, ma di reprimere queste cattive abitudini tornando convenientemente ad uno stretto controllo centrale

Nomi importanti, come Stefano Rodot (ultimo libro Il diritto di avere diritti, Laterza), animatore del progetto della Costituente dei beni comuni e pioniere del lavoro di tematizzazione del Web quale bene collettivo, e Salvatore Settis, che ha scritto Azione popolare. Cittadini per il bene comune, Einaudi). E poi i giuristi Gaetano Azzariti e Paolo Maddalena, Andrea Segr (conosciuto per le sue battaglie contro lo spreco alimentare), Laura Pennacchi (col suo Filosofia dei beni comuni, Donzelli) e Guido Viale, fresco autore di Virt che cambiano il mondo (Feltrinelli); e, soprattutto, Ugo Mattei, professore allUniversit di Torino e alla University of California, che ha co-redatto, insieme con Rodot e altri giuristi, i quesiti referendari per lacqua bene comune e diritto umano universale e ha stilato il vero libro-manifesto di questa corrente, icasticamente titolato Beni comuni (Laterza). Se si assistito al dilagare, nella mentalit della classe politica, delle privatizzazioni e delle conseguenti dismissioni di beni considerati pubblici e invece comuni, di cui si avvantaggiano i grandi soggetti economici privati transnazionali, sostiene Mattei, la responsabilit storica va ascritta alla vittoria del costituzionalismo liberale in Occidente. Un orientamento alquanto radicale, che si accompagna allidea, come afferma nel testo pocanzi citato, che il maggiordomo (governo) deve poter

disporre dei beni del suo padrone (beni comuni della collettivit) per poterlo servire bene, ma deve esserne amministratore fiduciario (sulla base di un mandato o al massimo di una propriet fiduciaria) e certo non proprietario, libero di abusarne alienandoli e privatizzandoli indiscriminatamente. Sono posizioni che riscuotono critiche severe nello stesso campo progressista, riproducendo di fatto la divisione tra la sinistra riformista e liberal e quella radical (una parte della quale pare essere rinata a nuova vita proprio sotto le insegne dei commons). Cos, contro la retorica del benicomunismo, che si tramuta in benaltrismo e confonde tra bene pubblico e bene comune, si schierato, sul quotidiano Europa, il giurista cattolico (e membro della Commissione per le riforme istituzionali) Francesco Clementi. E, sul versante laico, un attacco in piena regola arriva anche dalla scuola bobbiana: il filosofo politico (e professore allUniversit della Valle dAosta) Ermanno Vitale fa il controcanto (anzi, un autentico contropelo) al libro di Mattei, muovendogli, nel suo Contro i beni comuni (Laterza), una critica illuminista e accusandolo senza mezzi termini di medievalismo romantico e di nostalgie per il comunitarismo dellEvo di Mezzo. Lincoerente mistica dei commons, afferma Vitale, ha sostanzialmente avuto la fortuna di intercettare un desiderio di cambiamento e di opposizione al pensiero unico, ma la logica del profitto selvaggio si combatte meglio, e pi efficacemente, elaborando un costituzionalismo di diritto privato (sulla scorta di Luigi Ferrajoli) che metta limiti ai poteri economici e riconosca la natura pubblica di talune risorse e il prevalente fine di pubblica utilit della stessa iniziativa privata. Bisogna allora distinguere con precisione tra categorie e fattispecie, e per tutelare i beni comuni in senso proprio (come gli ecosistemi e laria) e quelli sociali (dallacqua potabile ai farmaci e agli alimenti essenziali) serve piuttosto luniversalismo dei diritti partorito dallIlluminismo. Il filone dei beni collettivi, quindi, un mare magnum, nel quale coesistono costituzionalisti progressisti che si propongono, in nome delleredit razionalista dello Stato di diritto, di normare la debordante marea dei mercati ultraliberisti, imprese senza fini di lucro e cooperative di utenti che, nei Paesi anglosassoni, forniscono servizi idrici oppure educativi, e chi si compiace del millenarismo neogoticheggiante del Comune, surrogato postmoderno e metafisico del tramontato comunismo (come nel caso del duo antagonista Toni Negri e Michael Hardt). Insomma, il dibattito aperto, e intenso, e in una sinistra da tempo orfana delle ideologie va tenuto decisamente docchio. Tratto da : http://lastampa.it/

I trombati della televisione ora si riciclano come patrioti


Da Baudo alla Guzzanti: ormai spariti dallo schermo rispondono all'appello del Fatto, in difesa della Carta di Andrea Cuomo 29 luglio 2013 Sabina Guzzanti, Dario Vergassola, Sabina Ciuffini, Bebo Storti, Jacopo Fo. Il cast sembra quello di una trasmissione di Rai Tre, di quelle in cui s che si ride in modo intelligente, anche se poi alla fine - stringi stringi - per strappare qualche risata immancabilmente si scherza sulle gaffe di Berlusconi e sulla statura di Brunetta.

Ma no. I nomi che abbiamo elencato sono quelli dei nuovi patrioti che hanno risposto all'appello del Fatto Quotidiano per salvare la Costituzione dall'attacco del Pd-Pdl. Essendo tutti orfani della tv, i nostri hanno tempo di giocare ai piccoli costituzionalisti. Gi, la Carta salvata dai trombati della tv. Spieghiamo: da qualche giorno il Fatto Quotidiano ha messo su come giochino estivo la raccolta di firme per sventare quello che il giornale del duo Padellaro-Travaglio definisce un attacco alla Carta pianificato dal governo Letta con la modifica dell'articolo 138 della Costituzione stessa, quello che stabilisce che le leggi di revisione della Costituzione sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni a intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. E che stabilisce che le stesse leggi sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o 500mila elettori o cinque consigli regionali, a meno che la legge non sia stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi. La modifica dell'articolo 138 secondo il governo un modo per accelerare le riforme istituzionali, per i grillini e per il FQ un blitz estivo della Casta, un agguato dei poteri forti. Da qui la campagna di FQ. Gi 70mila firme per difendere la Costituzione, strillava ieri in prima pagina il quotidiano. E sotto le faccine di alcuni dei vip che hanno aderito chiss se spontaneamente o su

chiamata - all'appello. Ed ecco spuntare gli orfani della tv. Ecco Sabina Guzzanti, ormai da anni lontana dal piccolo schermo. La querula comica romana, sorella del ben pi geniale Corrado, per anni riuscita a far credere che dietro la sua assenza dal video ci fosse l'ostracismo del Cavaliere, del quale sempre stata una delle sbeffeggiatrici pi feroci. Compito ben pi arduo dopo il flop del suo Un Due Tre Stella che segn il suo grande ritorno in video a marzo del 2012 su La7, concluso con share ben sotto al 3 per cento. Pubblico? Tracce. Comico in cerca di trasmissione anche Dario Vergassola, che in un messaggio che accompagna la sua adesione alla campagna di FQ si definisce nuovo partigiano. Sar, ma l'impressione che un po' di visibilit non dispiaccia al cabarettista spezzino che fino a un paio di anni fa era il sodale fisso di Serena Dandini a Parla con me e ora disperso nella nebbia catodica. Cos come Bebo Storti, che dopo i fasti della Gialappa's Band negli anni Novanta si dato alla politica ( stato consigliere regionale lombardo dei Comunisti italiani nonch candidato trombato all'Europarlamento), al teatro e al poker in tv. Di bluff, insomma, se ne intende. Desaparecida da anni Sabina Ciuffini, che il FQ ripesca dal cassetto dei ricordi pi o meno come fece Fabio Fazio ad Anima Mia nel 1997: anche lei patriota ad honorem. Cos come Jacopo Fo, eterno figlio di, e Pippo Baudo, ex top player della tv costretto ormai a progetti minori e comparsate malinconiche. Non so se l'Italia matura per il semipresidenzialismo, pontifica l'ex Pippo nazionale su FQ. Se lo dice lui. Tratto da : www.ilgiornale.it/ ________________________________

Igp e Stg), 251 vini a denominazione di origine o a indicazione geografica tipica e 4,671 specialit tradizionali regionali, vantiamo un primato assoluto. Ma nel mondo del made in Italy c spazio anche per i rubinetti di Paini, che dopo due anni di test riuscita a scalzare la Cina dagli scaffali dellIkea. Oppure le ceramiche hi tech di Casalgrande Padana e GranitiFiandre, che uccidono da sole i batteri e rafforzano la nostra leadership del settore a livello mondiale. E accanto alle calzature e al design, dove lItalia vanta marchi conosciuti in tutto il mondo, ci sono i lavori in alluminio, il caff torrefatto, il granito lucidato, la carta igienica. Oppure le 40mila viti ad alta tecnologia prodotte ogni anno dalla Umbro Cuscinetti di Perugia, azienda che nei componenti che movimentano flap e stabilizzatori degli aerei controlla il 60% del mercato mondiale. E rimanendo nel campo dellhi tech va ricordato il caso del grafene, uno dei materiali maggiormente utilizzati dalle nanotecnologie. A mettere a punto G+, linnovativo processo che permette di produrre nano particelle di grafene con spessore molecolare, utilizzabili in diverse applicazioni stata la start-up italiana Directaplus, mentre il nostro Cnr capofila del progetto Graphene, finanziato dallUE con un miliardo di euro, il cui obiettivo sviluppare appieno le potenzialit del grafene e di altri materiali bidimensionali, producendo uno spettro di nuove tecnologie che mirano a rivoluzionare molti settori industriali e generare maggiore sviluppo economico su scala europea. Parlando di made in Italy non si pu poi dimenticare il turismo. LItalia soffre sicuramente la contrazione del mercato domestico. Ma se guardiamo il numero di pernottamenti nelle nostre strutture, siamo al primo posto per accoglienza di tursti extraUe in Europa, distaccando di molto Gran Bretagna e Spagna. A rendere possibile il tutto c un esercito di Pmi radicate sul territorio. Piccole aziende che danno corpo a quelleconomia dei distretti che ancora oggi, malgrado le difficolt della crisi, riesce ancora a fare la differenza. La piccola impresa diffusa che realizza prodotti unici al mondo, ha spiegato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, presentando il rapporto, una delle nostre maggiori ricchezze. In essa dobbiamo continuare a credere e investire. Tratto da : www.liberoquotidiano.it/

donare la produzione di Energia per mezzo dellatomo stata tuttaltro che positiva, dettata esclusivamente dalla demagogia politica, che ha potuto contare sullemotivit dei fatti di Cerenobil. Ne paghiamo i risultati oggi!

Politica interna
I moralisti delle tasse che difendono il fisco oppressivo
Fassina ha solo fatto notare la differenza tra evasori accaniti e imprenditori in crisi: una verit che il Pd non riesce a vedere di Giuliano Ferrara 29 luglio 2013 Stefano Fassina si per-messo di dire che non ogni artigiano in lite con il fisco un avido e un ladro, e lo ha detto da ministro di sinistra e da capocorrente comunista nel suo partito, facendo nascere un caso Fassina. Si conferma cos una variazione nella famosa regola stabilita tanti anni fa da Ignazio Silone, scrittore cristiano e capo comunista dissidente nellera di Stalin e di Togliatti (anni Trenta del Novecento).

La mappa dell'export italiano


(Continua dalla prima Pagina) Questo pacchetto di eccellenze nel 2011 ha registrato un surplus con lestero di 150 miliardi di dollari, pari al 6,9% del nostro pil. Lusso, moda, arredamento, pasta? Anche, ma non solo. Secondo lo studio I.T.A.L.I.A. - Geografie del nuovo made in Italy, la maggior parte del surplus non proviene dai settori tradizionali, ma dalla meccanica e dai mezzi di trasporto (31,6 miliardi): Tra i prodotti per i quali guadagniamo una medaglia per il saldo commerciale troviamo le tecnologie del caldo e del freddo, le macchine per lavorare il legno e le pietre ornamentali, oppure i fili isolati di rame e gli strumenti per la navigazione aerea e spaziale. La trama delleccellenze articolata e inaspettata. Certo, 18,1 miliardi arrivano dallabbigliamento e dalla moda e 6,4 dallagroalimentare, dove con 252 prodotti registrati (Dop,

Nota della Redazione


Ancora di oggi 15 luglio, la notizia che lopprimente tassazione e lelevato costo dellEnergia, sono considerati i maggiori pesi che zavorrano leconomia italiana. Ci vuol dire che le scelte passate di abban-

Diceva Silone: La battaglia finale sar tra comunisti ed ex comunisti. Non da tempo pi cos. Oggi bisogna riformulare e modificare: La battaglia finale sar tra realisti e moralisti. Lo dimostra anche la chiamata alla responsabilit di Giorgio Napolitano, per formazione personale un comunista italiano doc; lo ricorderete, lappello al principio di realt che ha reso possibile la fine degli equivoci nel Partito democratico e la nascita di un governo di larga coalzione tra il centrosinistra e i berlusconiani dopo le politiche, quel governo che la bestia nera di Carlo De Benedetti e della sua grossa lobby politico editoriale. Quel governo che, per quanto debole e deficitario, potuto nascere solo perch Napolitano appena rieletto, per puro spirito di realismo politico, ha avuto il coraggio di presentarsi alle Camere, sculacciare i lobbisti antiberlusconiani travestiti da utopisti e da moralisti, e dare infine ragione platealmente allArcinemico dei moralisti pazzi contro bersanismi e prodismi o rodotarismi o grillismi di ogni tipo. Renato Brunetta, il cui attivismo anche un pochino sconclusionato sempre pi simpatico, premiato com dallagenzia delle comunica-

zioni che ha finalmente scoperto come le trasmissioni Raitre siano faziosette (atto di realismo minimalista ma apprezzabile), ha detto a Fassina: benvenuto nel club. Il che giusto. E anche sbagliato. Giusto perch la critica del fisco oppressivo, invadente e incapacitante un tratto distintivo di tutte le sfumature del pensiero liberale e conservatore. Fassina con quella dichiarazione fatale si in effetti iscritto a un club che considera comunisti e laburisti degli eccentrici. Ma quel benvenuto in certo senso sbagliato perch alla radice della rivolta del viceministro dellEconomia contro gli ortodossi del partito e del sindacato, in prima linea la tremenda Susanna Camusso della Cgil,non c una conversione al sapido realismo dei conservatori liberali (se lo Stato si prende quasi tutto, limprenditore non far quasi niente), bens un riflesso, appunto realista, della vecchia cultura industriale del movimento operaio. Ho sempre sostenuto, in buona compagnia, che per riscuotere le tasse occorrono tre condizioni: ridurle a una quota accettabile del reddito delle persone e delle imprese, rendere conveniente il pagarle in una catena dellopportunit che virtuosa solo per il suo benefico effetto e non per bont danimo, promuovere un senso della comunit che ha inevitabilmente un carisma politico, civile e perfino religioso (repressione fiscale compresa). Da noi mancano tutte e tre le condizioni. Siamo scettici e individualisti, pagare le tasse non appare quasi mai un gesto fruttifero e incisivo che sia conveniente, le tas-se-sono bestialmente alte in re-lazione alla capacit di cresci-ta delleconomia reale. In compenso stiamo diventando anche il Paese in cui la polemica moralistica sulle tasse arriva a invocare lo stato di polizia, investe pericolosamente la mentalit e le abitudini libere delle persone, induce chi ha unauto costosa o una barca costosa a girare e navigare sempre in presenza della sua dichiarazione dei redditi, stiamo diventando un mondo alla rovescia, stupidamente moraleggiante, francamente grottesco, in cui chi abbia successo e riesca a guadagnare deve giustificarsi, non con la fede, come pretende comprensibilmente il Papa, ma con ladesione alletica di Stato, ci che meno comprensibile e meno commendevole. Anche un laburista di forma-zione comunista come Fassina lo ha capito, e vuole giustamente e scandalosamente distinguere tra levasore accanito e fraudolento, lo sleale verso la comunit, e il lavoratore imprenditore oppresso e ingabbiato da tasse inaudite, che mettono in pericolo il suo profitto, e con esso il lavoro suo e di chi gli sta attorno. E questo in nome dei suoi stessi principi di efficacia del welfare state . Giustamente e scandalosamente: lo stato dellarte al quale si debbono

rifare tutti i realisti nella battaglia contro i faciloni moralisti, perch sempre pi facile e gratificante spiegare al pubblico che cosa si deve fare, piuttosto che cercare di capire che cosa si pu onestamente fare per realizzare il principio senza tradire la realt. Tratto da : www.ilfoglio.it/ Gia apparso su il Giornale di sabato 27 luglio. ________________________________

la maggior parte dei media. Non importa che le cose vadano bene o male, importa che lAutorit Suprema ci accordi o no la sua approvazione. Era questa la logica che sorreggeva il premier Monti, il quale ancora oggi, dopo i danni immensi da lui inferti alleconomia italiana che grazie alle sue amorevoli cure sprofondata nella peggiore crisi dal Dopoguerra ad oggi, non si capacita della propria impopolarit e anzi lamenta di essere capito solo allestero. Enrico Letta esca dalla stessa scuola, appartiene, sebbene a un livello pi basso, agli stessi ambienti, assorbe le stesse logiche del suo predecessore. Come, ieri, Prodi che fece di tutto per far entrare lItalia da subito nelleuro, come, oggi, Napolitano che si premura di non deludere la Ue, il Fmi, la Banca Mondiale ovvero quellAutorit Suprema oggi onnipotente. Nessuno di questi illuminati leader sembra cogliere il senso del dramma profondo che sta scotendo il Paese, degli imprenditori costretti a chiudere e talvolta a suicidarsi per la disperazione, dei giovani costretti a emigrare. Conta uniformarsi al Dogma dellAutorit Suprema. Senza mai premurarsi se cos fanno davvero linteresse del Paese, senza mai dubitare. E se quel che ne consegue tragedia, pazienza. Per loro un mistero che loro stessi non riescono a spiegarsi e che, temiamo, nemmeno li tocca Tratto da : http://blog.ilgiornale.it/foa/

gratis", scrive la presidente della Camera su twitter. Ed ecco dunque che anche la Boldrini dopo gli spot anti-politica difende il Palazzo.

Perch lItalia va in rovina


di Marcello Foa 6 luglio 2013 Seguo da tempo Marco Della Luna: un intellettuale coraggioso, un libero pensatore con cui si pu essere o meno daccordo ma che nessuno pu accusare di conformismo o di secondi fini, men che meno di piaggeria nei confronti del potere. E uno dei pochissimi che si permette il lusso di dire sempre quel che pensa e di proporre analisi originali, pungenti, sovente scomode che fanno sorgere interrogativi aprendo la mente.

Mi ha colpito molto una frase del suo ultimo articolo, pubblicato dal sito capiredavverolacrisi. Commentando lesultanza di Enrico Letta che sostiene di essere stato premiato dallUnione europea, Della Luna descrive la cultura dominante della classe politica: Non previsto che si verifichi se il modello economico-finanziario adottato sia stato confermato oppure confutato dai fatti e se e le ricette prescritte abbiano avuto gli effetti promessi oppure siano state smentite. Quello che conta il rapporto di approvazione-disapprovazione con lAutorit, non di successoinsuccesso con la realt. La visione scientifica e laica opposta: non esiste alcuna Autorit a priori (al di sopra dei fatti), invece si mettono a confronto i diversi modelli economico-finanziari delle diverse scuole, e si controlla, nel breve, medio e lungo periodo, le conferme e le smentite che i dati di fatto hanno dato a ciascun modello. In poche parole Della Luna, che ha studiato psicologia, descrive con straordinaria precisione il paradigma dominante da anni in questo Paese e che accomuna quasi tutti i politici e

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Grande bluff della Boldrini


La Boldrini fa marcia indietro sui tagli: "I costi della Camera non si toccano, non credo a idea della politica gratis" Lady Montecitorio si rimangia tutto. Aveva promesso sforbiciate ovunque tra le mura del Palazzo e invece ora ritratta: " facile fare proclami, pi difficile trovare soluzioni" della Redazione online 29 luglio 2013 I tagli a i costi della Camera? Oggi no, domani forse, dopodomani si vedr. Eppure Laura Boldrini era andata ovunque a fare propaganda. Dopo la vetrina a Ballar, la Boldrini deve scontrarsi col muro della casta, quella vera. Il piccone delle parole e delle promesse non basta. Cos dopo avere riscontrati un muro di gomma da parte dei sindacati dei dipendenti della Camera che sono contrari ad ogni riduzione dello stipendio, lady Montecitorio fa marcia indietro. "Costi della Camera: facile fare proclami, pi difficile trovare soluzioni. Lavoro complesso in corso. Non credo a idea della politica

Nulla di fatto - Dopo aver giurato di ridursi del 30% la sua indennit insieme all'omologo al Senato Pietro Grasso, la Boldrini prova a recuperare le simpatie popolari ricordando: "Su costi della Camera importanti anche scelte simboliche. Ho rinunciato a voli di Stato. Mi sposto come tutti: aerei low cost, treno e auto". Come dire, ci penso io a fare la passerella anti-casta. Per non parlate di tagli veri che quelli tanto non li faccio. Gi qualche settimana fa la dem Marina Sereni vicepresidente della Camera aveva riferito sulle trattative con i dipendenti e aveva dichiarato subito che probabilmente la montagna partorir un topolino: "Il comitato ha lavorato intensamente e sa che c' la necessit di riformare secondo principi di maggior rigore finanziario un sistema retributivo che appare, nei difficili tempi che stiamo vivendo, ormai non pi integralmente difendibile. E' opinione del Comitato che non si possa vivere di solo rigore e di soli tagli anche perch in Parlamento da troppo tempo ormai si deve convivere con un contesto di continua emergenza che non consente di svolgere serenamente il proprio lavoro". Poi la Sereni aveva rassicurato tutti affermando che le indennit "di funzione", " contrattuali", ma anche "di rischio", "meccanografica" e di "immissione dati" non verranno toccate subito ma in seguito. Ora arriva la chiusura totale della Boldrini. I tagli? Sono solo un'illusione estiva. Poi torna la pioggia acida della casta. (I.S.) Tratto da : www.liberoquotidiano.it/

Nota della Redazione


Dobbiamo ammettere che La Sig,ra Bolcrini un merito c l ha, in poche settimane riuscitarci ricordare la Sig.ra Iotti, come una persona simpatica!!!

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Polemiche accese dopo la Direzione Renziani: La base sta con noi


Di Francesca Schianchi 28 luglio 2013 Non hanno capito che la proporzione 80 a 20 a sfavore di Renzi esiste solo a Largo del Nazareno. Cio, nella sede nazionale del Pd. Secondo un fedelissimo renziano, quello lunico luogo in cui, da Bersani a Franceschini, la maggioranza del partito ha ancora percentuali bulgare. Nel resto dItalia non pi cos, gli equilibri stanno cambiando. Motivo per cui, il giorno dopo il fallito blitz sulle regole (congressi locali prima delle candidature nazionali e segretario eletto solo dagli iscritti), lanima renziana del Pd si mostra tranquilla.

Cos, ora, resta da capire cosa potr cambiare nello Statuto. Per operare modifiche, ci vuole la maggioranza assoluta dei voti dei mille membri dellAssemblea nazionale. Numeri che nessuna area del partito in grado oggi di garantire. evidente che non si possa azzardare a portare in Assemblea nulla di controverso, giudica Gentiloni. Alla fine, lunica cosa che a mio avviso si potr fare, sar confermare la norma approvata per consentire a Matteo di correre alle primarie: il segretario resta candidato premier, ma anche altri possono candidarsi. Non vedo chi avrebbe interesse a contrastare questa regola. C unaltra proposta che vede molti in disaccordo. Quella che vorrebbe fare svolgere i congressi locali ed eleggere i segretari regionali prima che scendano in campo le candidature nazionali, senza collegarli quindi alle varie mozioni. Il segretario aveva pensato - e ne aveva parlato coi segretari regionali - di affidare a due personalit del partito, desperienza e super partes, Alfredo Reichlin e Pierluigi Castagnetti, la stesura di un documento unitario, una sorta di testo preparatorio al dibattito congressuale, da discutere nei circoli. Ma agli interessati la richiesta non ancora arrivata. Dopo il caos della Direzione, i renziani sono abbastanza convinti che la proposta non passer, e i congressi regionali si terranno collegati alla sfida nazionale. Non fosse cos, comunque, non si mostrano preoccupati: dal sindaco di Bologna alla governatrice del Friuli, fanno notare, sono tante le personalit sul territorio in avvicinamento. I bersaniani e gli altri pensano di avere ancora in mano il territorio, ma non pi cos. Tratto da : http://lastampa.it/

inglesi chiamerebbero "decency". Il re aveva un potere assoluto ma era lungi dall'abusarne, tanto che, nella concezione di Montesquieu, nella monarchia, nel quadro di leggi stabilite, l'individuo libero anche pi che in democrazia, dove il moralismo del popolo pu divenire opprimente. Infine la monarchia si distingue dal dispotismo perch mentre quest'ultimo riposa sulla paura che il dittatore incute a tutti, il sovrano fonda il suo potere sul consenso e sul senso del dovere dei sudditi. Anche per ambizione, gli stessi aristocratici che gli fanno corona desiderano piacergli e dimostrarsi degni della sua stima. In una parola, il collante dell'intero Paese il sentimento dell'onore che domina tutti, re compreso. Qui non si tratta tanto di sostenere teorie che oggi suonano pi sorprendenti che convincenti, quanto di notare perch un pensatore come Raymond Aron ha considerato Montesquieu uno dei padri della moderna sociologia. Pur essendo il pi noto sostenitore della teoria della divisione dei poteri - cio dello strumento tecnico fondamentale per evitare l'assolutismo - il giurista francese era infatti molto sensibile al dato (anche economico e climatico) della societ cui si riferiva. Ci che egli sostanzialmente diceva di Luigi XIV, del Reggente e di Luigi XV non l'avrebbe certo detto di Ivan il Terribile. Ed a questo punto che si inserisce un problema riguardante l'Italia attuale.

Di fronte a tanti guasti ci si pu chiedere se ci siano ancora speranze. Tuttavia la storia fornisce qualche incoraggiamento. Gli eccessi finiscono col suscitare reazioni. Se il Seicento stato tanto cattolico e morale, perch l'Europa era rimasta inorridita dalle guerre e dalle crudelt del Cinquecento. Se il Settecento stato libertino e irreligioso, perch era stanco di un Seicento codino e conformista. Se l'Ottocento stato di nuovo bigotto, stato per reazione all'Illuminismo. Insomma, gli abusi finiscono col curare s stessi. vero che nel 1993 un Parlamento intimidito e penitente, modificando l'articolo 68 della Costituzione, si tanto volontariamente quanto scioccamente spogliato di ogni seria difesa contro le possibili incursioni del potere giudiziario; vero che la sinistra ha continuato a difendere la magistratura perch questa sempre stata strabica, in campo politico: ma alla lunga la stessa sinistra forse si accorger di essere esposta agli stessi rischi che oggi potrebbero far soccombere i suoi avversari. Gli stessi abusi di toghe ebbre di un potere senza limiti indurrebbero la politica nel suo complesso, e per essa il Parlamento, a tagliare le unghie a chi vuol troppo graffiare. Meno speranze possiamo avere riguardo al fatto che il popolo italiano - fra i pi furbi e spregiudicati d'Europa - guarisca da un moralismo ingenuo e vagamente giacobino, che gli fa rimpiangere Place de la Concorde quando ancora si chiamava Place de la Rvolution. Meglio tagliare una testa di troppo che lasciar libero un colpevole. Una giustizia che funziona male non avvertita come uno dei nostri grandi mali perch le sue malefatte non si abbattono su tutti contemporaneamente ma sui singoli: e finch non ne sono danneggiati personalmente, finch magari non finiscono in galera da innocenti, i cittadini continuano a pensare che chi si lamenta esagera. Si arriva al delirio di proclamare che le sentenze non si possono criticare, quasi fossero sempre e comunque espressione di quella Giustizia di cui neanche la magistratura potrebbe ardire di essere l'interprete. Gi la Legalit spesso parecchio di pi di ci che capace di realizzare. Tratto da : www.affaritaliani.it/politica/

Il sindaco di Firenze, ormai da una decina giorni in silenzio stampa, era ieri al lavoro a Palazzo Vecchio. Uno tra i suoi pi autorevoli sostenitori, lex ministro Paolo Gentiloni, sospira preoccupato: Quello che successo venerd in Direzione sconfortante. Basta leggere i giornali per capire quale danno abbia fatto al partito: in un momento come questo, si sono preoccupati di proporre un non-congresso con lintenzione disarmante di evitare che una persona possa diventare segretario del Pd. Peraltro senza riuscirci. Un danno allimmagine del partito, nemmeno un favore al governo, ma non un colpo a Renzi: Prigionieri dei loro cavilli valuta Gentiloni non mi pare abbiano fatto male a Matteo. Lui, il sindaco, se laspettava qualche regola capace di metterlo in difficolt. Ma stavolta, a differenza delle primarie dellautunno scorso, fanno notare dalle sue parti, le cose sono cambiate: da Cuperlo a Civati allarcinemica Rosy Bindi, sono stati anche altri a bocciare la proposta. Un fronte composito che ha impedito alla maggioranza di avere i numeri per far passare le modifiche: Gli andata male sia dal punto di vista politico che mediatico: ci hanno provato e manco ci sono riusciti, ridacchia un renziano doc. Epifani ha persino dovuto smentire se stesso, dice, facendo riferimento alle dichiarazioni del segretario venerd sera alla Festa del Pd di Roma, dove stato accolto anche da proteste dei No Tav e di Occupy Pd: la platea degli elettori, ha dichiarato, non pu essere solo di iscritti perch sono troppo pochi.

Lopinione di
Rimpiangiamo la monarchia
di Gianni Pardo 27 giugno 2013 Tutti siamo soliti pensare a Montesquieu come ad uno dei padri della moderna concezione dello Stato e in effetti la sua teoria della divisione dei poteri, per non citare che questa, un prezioso principio di buon governo. Tuttavia molti sarebbero sorpresi di sapere che per questo philosophe il regime ideale non la democrazia, di cui sembra essere il padre, ma la monarchia. Proprio quella monarchia francese assoluta in cui era nato e che ancora dominava la Francia quando lui mor. Il fatto si spiega tenendo conto che egli aveva sotto gli occhi una nazione con un forte senso di quella che Il nostro Paese realizza una delle profezie del pensatore francese. La nostra democrazia, soprattutto dall'inizio degli Anni Novanta, si fonda sul senso del dovere, sulla morale, sull'austerit e su un bigottismo legale che sfocia nel giustizialismo. Queste spinte, come sosteneva Montesquieu, finiscono naturalmente col limitare la libert dei cittadini e infatti viviamo in un soffocante ambiente mentale vagamente quacchero. Inoltre, dal momento che il potere giudiziario sembra non conoscere limiti, tanto da prevalere nettamente sugli altri due, anche per questo verso la libert dei cittadini in pericolo. Inutile fornire esempi a chi in grado di leggere un giornale.

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Ambiente e salute
GreenItalia ed Ecodem Torna il verde in politica?
di Marco Fratoddi 28 giugno 2013 Sar pure una coincidenza. Ma di quelle che fanno riflettere. Nel giro di ventiquattrore a Roma si sono tenute due diverse assemblee sul futuro dellambientalismo in politica. Niente a che vedere con ci che resta del Sole che ride, la storica formazione verde che durante le ultime consultazioni ha toccato il minimo storico avviandosi ormai, nel disinteresse generale, verso lo scioglimento. A scendere in campo saranno due esperienze che fanno riferimento, nel bene o nel male, al Partito democratico.

cosa certa: mentre Obama rilancia con forza leconomia low carbon, in Italia questa ipotesi lontana anni luce da ogni programma di governo. E la frammentazione della rappresentanza ambientalista non prelude certo a giorni migliori. Tratto da : www.lastampa.it/

Nota della Redazione


Lunica cosa di cui il nostro Paese non aveva assolutamente bisogno era una nuova lobby di potere, anche se positiva !!!

Dal Vaticano
Lumen fidei
SantAgostino, antirelativismo, famiglia. Lintelletto di Benedetto XVI in corpore gesuita di Matteo Matzuzzi 5 luglio 2013 La firma in calce alla Lumen fidei una sola, ed quella di Francesco. Non poteva che essere cos, lo impongono le regole canoniche e la prassi. Ma nella novantina di pagine presentate in Vaticano, la mano di Joseph Ratzinger si scorge quasi in ogni riga. Dalle citazioni dellamato santAgostino che tanto influ sulla sua formazione teologica, ai passaggi sulle grandi cattedrali gotiche in cui la luce arriva dal cielo attraverso le vetrate dove si raffigura la storia sacra. Unimpronta ben visibile, poi, nei rimandi continui al tema dellamore e della speranza, caritas et spes, virt teologali cui Ratzinger dedic le prime due encicliche del pontificato. Con la Lumen fidei, infatti, la trilogia e il progetto che Benedetto XVI aveva in mente fin dallascesa al Soglio di Pietro possono dirsi conclusi. Non dobbiamo cercare la frase delluno o dellaltro, avverte per il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei vescovi: Nellenciclica c molto di Papa Benedetto e c tutto di Papa Francesco, aggiunge. Ma proprio Bergoglio, nellintroduzione ai quattro capitoli, a riconoscere che il predecessore aveva gi quasi completato una prima stesura e che quindi il Pontefice regnante si limitato ad assumere il suo prezioso lavoro aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi. Uno, in particolare, risulta evidente leggendo quellinvito finale a non farsi rubare la speranza. Tante volte, in questi primi quattro mesi di pontificato, il gesuita argentino ha ripetuto quellappello: Non permettiamo che la speranza sia vanificata con soluzioni e proposte immediate che ci bloccano nel cammino, che frammentano il tempo, trasformandolo in spazio, scrive. Forte poi il richiamo alle questioni etiche, sulle quali fino a oggi

O meglio, ad unidea di Partito democratico che non mai decollata. Perch la prima, GreenItalia, vede come artefici i due senatori bocciati al tempo delle primarie da Bersani, vale a dire Roberto Della Seta e Francesco Ferrante che durante le ultime due legislature avevano tenuto in alto il vessillo della green economy indicandola come la via migliore per un progetto realmente progressista: lassemblea di lancio, oggi al Maxxi, ha coinvolto esponenti dellassociazionismo, dirigenti dimpresa, politici provenienti da aree diverse (Monica Frassoni, poche settimane fa nelle liste di Sel, convive ad esempio con un finiano come Fabio Granata). La seconda, invece, chiama a raccolta domani nella sede del partito lala ambientalista del Pd, i cosiddetti Ecodem, con lesplicito obiettivo di tentare unultima carta per condizionarne la linea: Il nostro un ultimatum spiega dal giornale on line Greenreport il segretario, Fabrizio Vigni Il Pd nato tardi e cresciuto storto. Ma ha ancora la possibilit di essere il perno dellItalia che verr. A patto che con il prossimo congresso avvenga una vera e propria rifondazione. Quale dei due approcci alla fine risulter vincente? La via della formazione politica autonoma, che guarda ai Grnen tedeschi e prova a catalizzare le forze sociali e imprenditoriali pi innovative verso una sorta di lobby positiva che pesi nelle scelte del paese? O quella che tenta, ancora una volta, di accompagnare dallinterno il maggiore partito della sinistra verso lecologismo? Una

Francesco aveva preferito assumere una posizione defilata, non prendendo mai posizione netta ed esplicita. Nella Lumen fidei si legge che il primo ambito in cui la fede illumina la citt degli uomini si trova nella famiglia, unione stabile delluomo e della donna nel matrimonio. Essa scrive il Papa nasce dal loro amore, dal riconoscimento e dallaccettazione della bont della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne e sono capaci di generare una nuova vita. Fondamentale il richiamo, oggi pi che mai necessario, vista la crisi di verit in cui viviamo alla connessione della fede con la verit. Nella cultura contemporanea si legge nel secondo capitolo si tende spesso ad accettare come verit solo quella della tecnologia. Questa sembra essere oggi lunica verit certa, lunica condivisibile con altri, lunica su cui si possa discutere e impegnarsi insieme. E la verit grande, la verit che spiega linsieme della vita personale e sociale, guardata con sospetto. La conseguenza che non rimane altro che un relativismo in cui la domanda sulla verit di tutto non interessa pi. Punti cari allagenda ratzingeriana ricordati anche da Bergoglio. Che tra i due papi, il regnante e lemerito, ci sia una profonda intesa, lo dimostra anche la sorpresa cui hanno assistito in mattinata prima delle nove le centinaia di persone che affollavano i Giardini vaticani per linaugurazione di una grande statua di San Michele arcangelo. Allevento, Papa Francesco ha invitato il suo predecessore, che ha accettato con piacere. Cos, sul piccolo piazzale (e per la prima volta pubblicamente) Bergoglio e Ratzinger si sono abbracciati, salutati e seduti vicini. Il segno che la presenza discreta dellemerito non disturba per nulla Francesco, ben lieto di ricordare il meraviglioso esempio del nostro padre Benedetto XVI, come ha detto a braccio durante lAngelus di domenica scorsa. Una giornata intensa, per Papa Bergoglio, che ha anche firmato i decreti che autorizzano la canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. E stato infatti riconosciuto il miracolo attribuito a Karol Wojtyla, mentre per Angelo Roncalli non ce n stato bisogno: ha deciso Francesco, spontaneamente, accelerando liter canonico. I due pontefici saranno canonizzati verosimilmente entro la fine dellanno, dice il direttore della Sala stampa vaticana, padre Lombardi. La scelta definitiva spetter a Bergoglio, dopo aver convocato un apposito concistoro in cui discutere i dettagli della cerimonia (a quanto pare unica), compresa la data. Tratto : www.ilfoglio.it/

Dallestero
Metamorfosi di una monarchia
Principi si nasce, e Baby George modestamente lo nacque Inghilterra in estasi. Come rendere indimenticabile un erede al trono e la sua famiglia di Annalena Benini 29 luglio 2013 Ancora una volta Kate Middleton ha fatto la cosa impeccabile, ha commentato Tina Brown (biografa assoluta di Lady Diana, scopritrice di tormenti, segreti e meraviglie della Casa reale inglese). La cosa impeccabile avere dato allInghilterra un principe. Un maschio quindi, a dispetto della modernit, del femminismo e del mondo nuovo. Anche se tutti dicevano che sarebbe stato magnifico se fosse nata una piccola principessa, da chiamare Diana, magari come terzo nome per non fare arrabbiare troppo la regina, una bambina che verso il 2070 sarebbe potuta salire al trono, dopo il padre, una bambina in cui si sarebbe cercato il sorriso di Diana, trovandovi invece magari quello pi determinato dellaltra nonna, Carole Middleton, anche se sarebbe stata comunque una festa, la verit profonda, magari sgradevole, reazionaria, ma sincera, che tutti volevano che fosse un maschio. Volevano proprio il principe George. Per chiudere il cerchio, per tornare da dove avevano cominciato, pi di trentanni fa, quando una ragazza bionda girava in tondo su una bicicletta prestata suonando il campanello e cantando: Sposer il principe di Galles domani!. E davvero Diana aveva creduto, almeno allinizio, a quella favola, e quando al St Marys Hospital, il 21 giugno 1982, a Londra, nacque il principe William, la vita di Diana si comp e sembr bellissima (anche se poi confess al suo valletto che la nascita di William era stata indotta in anticipo per adeguarsi al calendario delle gare di polo di Carlo): tre decenni dopo, il destino finalmente si completato. In un modo del tutto diverso, dove la differenza sostanziale data dallamore. William ama Kate come Carlo non riusc mai ad amare Diana, William ama Kate come Diana gli ha insegnato a fare, quando lo teneva fra le braccia, bambino, quando gli scompigliava i capelli e quando gli confidava le sue pene damore (William fu il pi stretto confidente di sua madre, lei lo grav di molti segreti e gli fece perfino esaminare i termini di divorzio prima di accettarli). Diana volle che Carlo entrasse in sala parto, in un altro tentativo di farlo innamorare della loro famiglia, Diana voleva sovvertire i modelli del passato e occuparsi dei propri figli, abbracciarli, sbaciucchiarli, evitare lugubri

Italia Reale
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bambinaie di famiglia, evitare i saluti formali, la tristezza di quei periodi solitari in campagna, il divieto di piangere anche se muore il cagnolino da caccia adorato. Diana voleva un mondo a forma di cuore, in cui lei potesse risplendere di felicit, e William un giorno, dopo il divorzio da Carlo, glielo promise. Non preoccuparti mamma le disse il ragazzo quando venne a sapere che Diana non era pi sua Altezza Reale Un giorno, quando diventer re, ti restituir il tuo titolo. Non ce n stato il tempo, ma quella frase significava molto di pi. Ti restituir la vita sognata, ti restituir la favola dellamore, ti restituir una bella famiglia. Adesso William lha fatto: uscito dal St.Marys Hospital in maniche di camicia, non ingessato come il padre che anche a trentanni indossava solo rigidi abiti da cerimonia, ed uscito raggiante di felicit, non distaccato e freddo come Carlo: nelle foto di allora, Carlo e Diana potrebbero essere due fotomontaggi uniti per formare ununica immagine, tanta era la distanza, la differenza fra i due. Solo i pois, adesso, sono gli stessi. I pois del vestito ancora premaman con cui la radiosa Kate uscita dallospedale con il suo piccolo principe in braccio, per niente spaventata, per niente scossa, per niente preoccupata di mostrare la sua pancia post parto, quella che hanno tutte le donne del mondo ma che si ritiene le celebrit debbano nascondere, ingoiare, stringere sotto scudi elastici. Kate Middleton, la ragazza che ha preso il posto di Diana nel cuore di William, aveva quel vestito a pois, apparentemente ingenuo, sbagliato perfino (perch indossare un abito premaman se hai partorito da ventisei ore, se la tua pancia vuota?), ma evocativo. Del giorno in cui era nato William, e della volont di cambiare la storia. Non vedete, sembrava dire con quel sorriso, con quei mille sorrisi che sembravano sempre sul punto di sciogliersi in una risata, come tutto diverso adesso? Non vedete quanto siamo innamorati? E io non ruber la scena a William, come faceva Diana con Carlo, non ne avr bisogno perch in questo matrimonio siamo in due, non in tre, e adesso c questo piccolo principe con noi. E William mette lovetto nero in macchina, e prima dice che per fortuna il bambino assomiglia a Kate. Trentun anni fa, anche la regina Elisabetta disse qualcosa del genere guardando William per la prima volta: Grazie al cielo non ha le orecchie di suo padre. Un po di humour inglese, come quando Elisabetta disse che sperava che il bambino nascesse in fretta perch doveva andare in vacanza, e di nuovo lassenza, questa volta anche fisica, del principe Carlo, arrivato in ritardo da New York, con Camilla. Al suo posto, Carole Middleton e marito, i nuovi nonni: raggianti, protagonisti, concreti, con gi pronta la residenza estiva del piccolo principe, la nursery nella tenuta di campagna da cinque milioni di ster-

line, da dove Pippa Middleton, la sorella ancora da sistemare, manda entusiastici tweet damore per il nipotino, e lei e William si retwittano lun laltro la foto della manina di George. Pazzi di gioia. Di giovinezza e di certezze. Questa volta andr bene. Scriveva Tina Brown, che aveva incontrato Diana gi nel 1981, quando era una sposa novella con le guance morbide e rosate, che guardandola negli occhi la si poteva intravedere l dentro, da qualche parte, che gridava.

ne, era la regista della propria mise en scne, come ha scritto Tina Brown, e lunico al mondo che pot resistere al suo immenso potere seduttivo, e che anzi alz muri di Berlino per proteggersi da lei e dalla sua vitalit, era suo marito Carlo, il padre dei principi, luomo che non riusciva ad amarla e che voleva che Harry fosse una bambina, come nella tradizione Windsor (Ha persino i capelli rossi!, pare abbia esclamato Carlo, contrariato, quando dopo nove ore di travaglio Harry nacque,

frivola, fatta di chiacchiere fra ragazze (Carole, Kate, Pippa) e di risate segrete e carezzevoli. William felice dentro a questo cerchio magico, felice come quando passava i weekend con la madre in campagna e si divertivano a rincorrersi in bicicletta e ad ascoltare la musica degli Who!, o come quando William sugger a Diana di mettere allasta per beneficenza i suoi vecchi abiti da principessa a New York. Diana, grazie allidea di William, si liber dei ruderi della vita passata, di quando era moglie di un Windsor e non la principessa di cuori (qualcuno ricorda labito blu notte con cui Diana ball con John Travolta alla Casa Bianca? Fu comprato da un anonimo per 222.500 sterline). Kate forse non sarebbe cos magnifica nel ballare con John Travolta (anche se per conquistare William fu capace di sfilare con un abito completamente trasparente e anche di sfrecciare in pattini a rotelle e hot pants), Kate non indimenticabile, ma loro due insieme, e adesso loro tre, Kate, William e George, lo stanno diventando. Sono una famiglia, sono quello che Diana ha cercato per tutta la vita, sono quello che William ha avuto soltanto a met, e sono quello che Kate ha sempre avuto, invece, per dono di nascita. Loro hanno polvere di stelle negli occhi, lei nel cuore. Loro hanno quella resistenza da sangue reale addestrato alle intemperie (sono abituati a stare in piedi tutto il giorno a stringere mani, sotto il sole cocente o sotto la pioggia battente, senza mai tradire malessere, sono abituati a riprendere in pochi secondi il controllo di un cavallo imbizzarrito, sono abituati a farsi intervistare e a sembrare affabili e disinvolti senza dire mai davvero nulla di nulla, e la regina madre, a ottantadue anni, poteva nello stesso giorno partecipare a un pic nic, stare in piedi nellacqua gelida a pescare tutto il pomeriggio e ospitare una cena di gala fino a mezzanotte come se niente fosse, tenere un discorso in perfetto francese ai veterani dello sbarco in Normandia), Kate Middleton ha la determinazione insegnatale dalla madre e linnamoramento appassionato ma composto per limmagine di loro tre insieme. Come se non avesse sognato mai niente di diverso in tutta la vita. Come se fosse quello il suo posto, da sempre, con la consapevolezza per di dovere dire grazie a Diana, per avere aperto il cuore di William, invece di metterlo sottochiave e ricoprirlo di battute di caccia, di inchini e di storia militare. Diana soffriva quando i suoi figli passavano lestate a Balmoral, la residenza di campagna immersa nella nebbia e nella brughiera, il posto che lei pi odiava al mondo e dove si era sentita pi sola che mai, ma sapeva che William e Harry invece lo adoravano. Fanno tutte queste cose da maschi, come sparare e uccidere, sospirava, e poi l c quella meravigliosa pista da gokart.

Kate l dentro grida, ma compostamente, come le hanno insegnato nelle migliori scuole: ce labbiamo fatta. E i Windsor gridano con lei, anche nel loro regno imbalsamato. Mentre il mondo non pu che andare in estasi per questa coppia che si guarda negli occhi, che ride di gusto, che sembra avere sempre mille cose da raccontarsi, lontano dalle telecamere e dai vecchi pomposi della Casa reale (si potevano immaginare Carlo e Diana sul divano a guardare un film abbracciati? Carlo andava a caccia, Diana piangeva e gli tirava dietro le pantofole, poi correva a svuotare il frigorifero, oppure Diana entrava in bagno e sentiva Carlo che parlava al telefono, credendo di essere protetto dallo scroscio della doccia: Qualunque cosa accada, non smetter mai di amarti). E unemozione molto speciale, che credo abbiano provato tutti i genitori, ha detto Kate Middleton alla folla festante che sventolava bandierine inglesi, striscioni con scritto: benvenuto piccolo principe, lha detto alle persone che stavano l accampate da giorni per poter vedere la duchessa con il suo bambino e il principe finalmente felice, lha detto alla famiglia Reale, a Carlo che era assente, ai suoi genitori che la salveranno dal pericolo dellimprinting da gelida etichetta reale su un neonato innocente (c una foto di Carlo bambino che lo mostra mentre porge un saluto formale alla madre, la regina, al suo ritorno da un viaggio di sei mesi nel Commonwealth). Kate non verr ricordata per le battute fulminanti, per la brillantezza, e non ha la capacit mediatica che aveva Lady D di fare centro a ogni sorriso, di irradiare quella speciale luce da attrazione fatale verso la macchina fotografica: Diana sentiva a chilometri di distanza un obiettivo e ogni volta si metteva nella giusta posizio-

sempre al St. Marys, nel 1985 Diana lo sapeva fin dallamniocentesi, ma non disse nulla al marito, e si convinse poi che la mancata femminuccia avesse sprofondato il matrimonio in una crisi ancora pi profonda). Kate, diversamente da Diana, prima di sedurre il mondo ha sedotto William. Prima di diventare, negli anni da studentessa, Waity Katie, Katie che aspetta il suo principe, laveva gi fatto innamorare, gli aveva fatto intravedere la possibilit concreta di una famiglia felice, con i bambini fra le braccia, con dei nonni affettuosi e pazzi di gioia (la madre di Diana, cio la nonna di William, era piuttosto alcolizzata, preda degli uomini e detestata da Diana, e laltra nonna una regina, molto ironica ma molto distaccata, una specie di generale dellesercito, pi che una vice madre commossa). Quando, dopo la nascita di George Alexander Louis (nome tradizionale per fare contenti tutti), i signori Middleton sono andati in clinica a salutare il nipote, Carole aveva stampato in faccia il sorriso della vittoria: non pi un sorriso nervoso, guardingo, a dieta, lanciato verso i nuovi gradini da scalare per arrivare in cima al monte delle sue aspettative, ma un sorriso disteso, perfino aristocratico: adesso la ex hostess rampicante non pi soltanto la madre della sposa, adesso la nonna del principe George, adesso il sangue commoner e ottimista si unito per sempre a quello blu, finora circondato di tetraggine, e dentro quel sangue loro potranno portare la forza concreta e meritata dei loro palloncini e cappellini di carta per le feste (lavventura imprenditoriale, cominciata sul tavolo della cucina, che ha reso i Middleton ricchi in un modo sfacciato) e il potere sovversivo di quella societ femminile e un po

Adesso sar diverso. George Alexander Louis far tutte quelle cose da maschi, anche, come sparare e uccidere, e restare in piedi dentro lacqua gelida a pescare, e imitare di nascosto la rude equinit della nonnastra Camilla, ma protetto da qualcosa che William non aveva mai conosciuto prima, o forse ne aveva goduto solo per pochi magici momenti: lamore e la fiducia che i suoi genitori provano luno per laltro, che li attraversa come una corrente. La magnifica certezza che, dopo ogni incontro pubblico portato a termine in modo impeccabile, Kate e William torneranno a essere i compagni di appartamento alluniversit, e commenteranno le avventure di Pippa, le mattane di Harry, le paroline nuove di George. Proprio come succede a tutti. Kate ha portato per sempre, con lapprovazione di Diana, il significato della parola tutti nella vita del piccolo principe e anche della famiglia Windsor, che ne ha un gran bisogno. Tratto da : www.ilfoglio.it/

Egitto, i copti rischiano pi di prima: La nuova Carta ci fa paura


di Giorgio Ferrari 11 luglio 2013 Il qamasin, quel vento del deserto che fino a pochi giorni fa soffiava nervoso per le strade del Cairo, ha lasciato il posto a una sospensione caliginosa che meglio non potrebbe raffigurare lo schiudersi del ramadan. Ma dietro questa cortina color ocra, dietro agli occhi guardinghi della gente si indovina unansia rappresa, appena mascherata da un sorriso di circostanza.

da Nasser a Sadat, da Mubarak fino a Morsi si confonde facilmente con la persecuzione aperta. Una ragazza copta la vedi subito dice Nabila, che staziona impavida nel caldo implacabile di Piazza Tahrir perch non si copre il capo e non porta veli. un bersaglio facile per chi ha cattive intenzioni, di ogni genere. La rivoluzione per i copti cominciata il 1 gennaio 2011 con leccidio di Alessandria spiega monsignor Agostino Coussam, originario di Aleppo e vescovo cattolico armeno della citt di Cleopatra e della perduta biblioteca e da allora quella specie di pace sociale che Mubarak garantiva si dissolta. Morsi ha speso solo parole, parole nel vento che non portavano a niente. Io lho incontrato varie volte,

cosa che assomiglia a una democrazia compiuta. Non c nessun golpe, nessuna rivoluzione commenta lanalista Ramadan A. Kader : gli egiziani hanno deposto due presidenti in tre anni in ununica lunga rivolta sostenuta dallesercito; siete voi confusi osservatori della stampa occidentale a non aver capito niente.... lEgitto bellezza, direbbe qualcuno. Tratto da : www.avvenire.it/ ________________________________

Francia, un deputato: "Hitler non ha ucciso abbastanza nomadi"


Dichiarazione choc del deputato centrista Gilles Bourdouleix su un campo nomadi illegale di Sergio Rame 22 luglio 2013 "Forse Adolf Hitler non ha ucciso abbastanza rom". La dichiarazione choc di Gilles Bourdouleix ha fatto scoppiare una polemica rovente in Francia. Il deputato centrista dellUdi si espresso duramente contro i nomadi e i rom. Secondo diverse fonti, lUdi dovrebbe procedere alla sua espulsione dal partito.

Nota della Redazione


Al di la della pesantissima ed infinita retorica della giornalista Sig.ra Annalena Benini , che vuole o deve far apparire questa famigliola pi normale delle famigliole normali, quando sappiamo benissimo che normale non e non pu esserlo altrimenti il suo ruolo e il significato stesso della parola monarchia non avrebbe su questo pianeta pi nessun significato, dallarticolo traspare il messaggio (neanche troppo nascosto) che, la monarchia, di generazione in generazione si evolve secondo i canoni del tempo che vive! Con un processo naturale pure. Se in Inghilterra questa evoluzione portata avanti dalla coppia William e Kate, in Belgio e Olanda una ventata di novit rappresentata dai nuovissimi sovrani che hanno preso il posto degli abdicatari Beatrice e Alberto. Addirittura in Vaticano, Papa Francesco, succeduto anticipatamente per volere esplicito di Benedetto XVI, ci fa capire quanto sia facile per una monarchia tenersi al passo con i tempi e allo stesso modo, dimostra al contrario quali difficolt hanno le Istituzioni rette da repubbliche e/o oligarchie e lobbyes politiche ad attuare dei cambiamenti. Occorre necessariamente rivedere la concezione stessa del pensiero che viene insegnato nelle nostre scuole, per comprendere e apprezzarne la differenza. Il confronto con la nostra repubblica fossilizzatasi sul Senatore Napolitano poi, resta addirittura incomprensibile fuori concorso !!!

S, vero, siamo preoccupati dice Botros Fahim Awad Hanna, vescovo copto cattolico di al-Minya, 250 chilometri a sud del Cairo : perch ci prendono in giro. Le disposizioni che nella vecchia Costituzione apparivano pessime agli occhi dei cristiani vengono messe addirittura in risalto nel nuovo testo. Se non parliamo adesso, poi non potremo dire pi niente. Sospesi fra la sottaciuta contentezza della caduta di Mohammed Morsi e linquietudine che un futuro incerto possa far pagare loro un pedaggio ancora pi caro, i dieci milioni di cristiani copti scrutinano giorno per giorno levoluzione di quella che ormai a tutti gli effetti una rivoluzione. La gente crede molto pi nelle Forze armate che nella Fratellanza musulmana proclama nel caos disadorno di una redazione che sembra uscita dagli anni Cinquanta Samia Sidhom, direttrice della versione anglofona di Watani, seguitissimo periodico cairota vicino al mondo copto ma salafiti e islamici secondo me non si indeboliranno affatto. Se non avranno rappresentanza politica adeguata la otterranno con il terrorismo. Si parla di armi, tantissime armi che passano di mano in queste ore. Le stesse con cui c stata battaglia nei giorni scorsi. Secondo il censimento non arrivano a 8 milioni. In costante diminuzione, perch molti preferiscono andarsene, lasciare lEgitto dove la discriminazione a dispetto dei proclami di autonomia e rispetto che rimbalzano

cercavo di ricondurre il matrimonio cristiano fuori dalla legge civile dello Stato, di tenere viva insomma la tradizione religiosa cattolica. Ma Morsi fingeva di non sentire, spesso abbandonava i colloqui. E sa perch? Perch non mai stato lui a comandare in Egitto: il vero padrone, quello che aveva lultima parole nelle decisioni della Fratellanza musulmana era Mohammed Badie, il Murshid, la Guida suprema. Il peso della Fratellanza non svanito. Giuristi e parlamentari copti come Naguib Gabriel, Susie Adly e Amir Ramzy denunciano una torsione del testo costituzionale di Mansour che rappresenterebbe addirittura una regressione rispetto alla Costituzione di taglio islamista approvata sotto il governo egemonizzato dai Fratelli musulmani: Non solo nellarticolo 1 si riproclama la sharia, ma la si aggancia alla pi antica delle interpretazioni salafite; inoltre sparito dalla bozza lex articolo 3, che garantiva a cristiani e ebrei la possibilit di ricorrere ai propri principi canonici per regolare le questioni personali e religiose delle rispettive comunit. Il testo (per ragioni soprattutto di galateo politico) stato bocciato anche dal Fronte di salvezza nazionale (Fsn), la pi consistente alleanza non islamista e liberale del Paese guidata dal vicepresidente ad interim Mohamed el-Baradei, e dallinfluente predicatore salafita Yaser Borhami, leader di Al-Daawa, il movimento che ha generato il partito Al-Nour. Paura e speranze si inseguono in questa faticosa risalita verso qual-

Il deputato centrista, che anche sindaco di Cholet (Maine-et-Loire), ha smentito seccamente le sue parole dalle colonne di Ouest Franc. Ma una registrazione diffusa a inizio pomeriggio dal Courrier de louest lo inchioda davanti ai fatti. La frase stata pronunciata dal deputato durante una disputa con gli occupanti di un campo nomadi illegale nel comune di Chloet. Secondo LExpress, il partito centrista avrebbe gi convocato una riunione durgenza per procedere all'espulsione di Bourdouleix. Trattto da : www.ilgiornale.it/

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Italia Reale

Nigeria, agguato nel quartiere cristiano: 28 i morti


di Matteo Fraschini Koffi 31 luglio 2013 Si vive sempre con la paura a Kano, citt omonima dello stesso Stato a nord della Nigeria. Dopo diversi attacchi provocati durante gli ultimi anni dai qaedisti di Boko Haram, una serie di esplosioni ha ucciso luned sera almeno 28 persone. Ma il numero delle vittime sembra destinato ad aumentare. I militanti hanno preso di mira diversi bar della citt ha confermato Musa Daura, commissario di polizia a Kano Le esplosioni sono avvenute dove la gente beveva e giocava a biliardo. Gli attacchi, apparentemente coordinati, sono iniziati verso le 20,30 ora locale, quando i bar sono pi affollati. Subito dopo la prima bomba mi sono gettato in un canale ha detto alla stampa Kolade Ade, residente di Kano ho comunque sentito altre tre forti esplosioni. Chinyere Madu, una fruttivendola, ha detto invece di aver sentito tutto il quartiere tremare.

Posta elettronic@ ? Attenzione


di Alberto Conterio 31 luglio 2013 Come ho gi avuto modo in passato di informare i lettori di questo piccolo periodico, non si arresta la volont vigliacca di chi, nascosto dallanonimato della rete, cerca di mettere in cattiva luce il mio nome, tentando contemporaneamente di creare tra noi monarchici frizioni e dubbi, con volgarit e provocazioni pesanti Ultimamente, grazie alla segnalazione di amici fidati, sono venuto a conoscenza del fatto che uno di questi manigoldi, si spaccia per la mia persona inviando messaggi in posta elettronica a diversi nominativi, utilizzando un indirizzo MOLTO SIMILE al mio. Costui, senza sapere forse, che ogni Computer ha un numero IPI di riconoscimento, scrive utilizzando questo indirizzo Mail : alberto.conterio@hotmail.it Simile, molto simile ma totalmente FALSO. Attenzione, il mio indirizzo il seguente : alberto.conterio@hotmail.com !!! Chi riscontrasse questa sottile anomalia, pregato (per il bene mio e di tutti Voi) di segnalarmi il fatto per le indagini e azioni possibili presso la Polizia Postale. Vi ringrazio e occhio allinganno!
una politica decisamente pi aggressiva contro il terrorismo islamico nel nord del Paese, la situazione resta comunque assai fragile. Boko Haram aveva gi colpito Kano diverse volte. Lultima fu lo scorso marzo quando una bomba aveva fatto esplodere un autobus uccidendo almeno 20 civili. Con lavvicinarsi della fine del mese di Ramadan, lesercito comunque in costante allerta. Da qualche settimana, gli Stati federali di Borno, Yobe e Adamawa, tutti a nord-est di Kano, sono in stato demergenza: Una condizione necessaria affermano gli analisti per contrastare la minaccia estremista. Tratto da : www.avvenire.it/

ro all'anno. Numeri che riguardano l'86% degli impiegati, mentre il 12% dei maschi che vivono ad Amsterdam lavorano a part-time (ma con stipendi decisamente pi alti della media italiana). "Obbligatori" i congedi parentali per padri e madri e le vacanze pagate, con assistenza medica e benefit garantiti. Il welfare che tutta Europa sogna. La Danimarca segue a ruota: si lavora di pi (33 ore a settimana) ma si guadagna tanto (35mila euro il salario medio), all'insegna della cosiddetta flexsecurity e del ricambio generazionale. Il Nord Europa si conferma all'avanguardia per i diritti dei lavoratori, con la Norvegia terza nella classifica Ocse: 33 ore di lavoro a settimana e 33mila euro all'anno di salario, con 21 giorni di ferie pagate e addirittura 43 settimane di congedo parentale (53 se si rinuncia allo stipendio pieno). L'Irlanda dal punto di vista finanziario non ha passato bei momenti, ma sul lavoro decisamente blindata: settimana da 34 ore e reddito medio di 38mila dollari, che le garantiscono il quarto posto. Anche se qui la settimana corta pi un segno della crisi economica che non uno "stile di vita". La locomotiva d'Europa? "Solo" quinta: la Germania con 35 ore a settimana e 30mila euro di reddito medio ha incentivato la settimana corta con 5 miliardi di fondi. Anche grazie a queste misure il tasso di disoccupazione appena del 5 per cento.

Le bombe sono scoppiate in unarea della citt dove risiede gran parte della comunit cristiana originaria del sud della Nigeria. Gli attentati sono avvenuti nella frazione di Sabon Gari ha confermato ieri allagenzia Fides il vescovo di Kano, monsignor John Namaza Niyiring ci sono state almeno tre esplosioni che hanno provocato diversi morti e feriti. Il personale dellospedale di Kano ha precisato che, nonostante i 15 feriti ricoverati, non si conosce ancora il numero esatto delle vittime. I militari sono accorsi sul luogo, hanno recintato le varie zone colpite dagli insorti e stanno cercando di trovare i colpevoli. Ma i ribelli sono molto abili a lasciare immediatamente la scena dei delitti e a confondersi tra la folla.

Olanda, nella classifica del Bengodi


Ocse: settimana corta e stipendi d'oro: ecco i Paesi dove andare a lavorare In Olanda si va in ufficio 29 ore a settimana e si guadagna 35mila euro all'anno. Il Nord Europa il paradiso del part-time ben pagato. E l'Italia... della Redazione online 31 luglio 2013 Il Paese del Bengodi esiste, e non molto lontano da noi. E' l'Olanda dove la settimana lavorativa cortissima, appena 29 ore (grosso modo 4 giorni, poco pi di un part-time italiano), e la paga ottima: 35mila euro di reddito medio all'anno. E' la classifica, pubblicata dal Sole 24 Ore, che l'Ocse ha stilato con i primi 10 Paesi per rapporto tra orario di lavoro e retribuzione. L'Italia, per la verit, sulla carta non se la passa malissimo: decima, con 36 ore settimanali e un reddito medio di 25.500 euro. Dati che, forse, fanno a pugni con la realt di tutti i giorni. La classifica - In Olanda, come detto, la media di 29 ore di lavoro a settimana e un salario di 35mila euL'Italia in fondo alla Top 10 - Seguono in classifica la Svizzera (35 ore, reddito medio di 37.500 euro l'anno), il Belgio (35 ore e 33mila euro), la Svezia (36 ore e 28mila euro), l'Australia considerato il Paese guida al mondo per qualit della vita (36 ore e 39mila euro). E, decima, ecco l'Italia: alla settimana lavoriamo (chi fortunato) 36 ore mentre il reddito medio di 25.500 euro l'anno, con quattro settimane di vacanza ma senza benefit e garanzie sempre pi comuni nel resto del Vecchio Continente. Tratto da : www.liberoquotidiano.it/

TESSERSAMENTO
Per i contributi e il tesseramento, al Partito ITALIA REALE si pu utilizzare il conto corrente bancario IBAN [ le coordinate per effettuare bonifici ] del c/c bancario intestato a ITALIA REALE: Banca Generali IT69G0307502200CC 8500503391.

Sebbene il presidente Goodluck Jonathan abbia recentemente avviato

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Storia e tradizioni
Vandee italiane, storie da riscrivere ?
di Roberto I.Zanini 27 luglio 2013 Come possono gli storici ritenere che sia credibile che centinaia di migliaia di italiani abbiano combattuto per ventanni col rosario in mano, sotto le insegne di Maria e delle legittime dinastie reali al solo scopo di nascondere odii di clan e faide locali, oppure per camuffare incipienti lotte di classe?. A chiederselo Massimo Viglione, docente di Storia moderna allUniversit Europea di Roma e docente Isem del Cnr. Il riferimento a quelle che lui stesso definisce le Vandee italiane. Cio le molteplici rivolte di popolo contro i giacobini e Napoleone dal 1796 al 1815. Rivolte che vennero represse nel sangue con luccisione di oltre 100 mila persone in massacri di massa, con stupri collettivi, anche nei monasteri, profanazioni di chiese, violenze blasfeme, distruzioni di interi paesi. Argomento che Viglione ha affrontato gi nel 1999 con un libro edito da Citt Nuova, e sul quale tornato oggi con <+corsivo>Le insorgenze controrivoluzionarie nella storiografia italiana. Dibattito scientifico e scontro ideologico (17992012)<+tondo>. Un testo edito da Olschki (pagine 130, euro 16) nel quale si tratta di come gli storici nostrani abbiano ripetutamente insabbiato questa vicenda fino a farla sparire completamente. Come si fanno a tenere nascosti pi di 100 mila morti? Per quel che riguarda la Vandea ne hanno tenuti nascosti molti di pi. In ogni caso 100 mila una cifra al ribasso. Pensi che nella primavera del 1799 il generale francese Tiebourth in una comunicazione ufficiale al Direttorio scrive che nel territorio del regno di Napoli in tre mesi sono stati passati per le armi 60 mila uomini, senza considerare le donne, i vecchi e i bambini. Nella sola Napoli, fra il 13 e il 22 gennaio vengono uccise oltre 10 mila persone. Le case dei Quartieri Spagnoli sono incendiate una a una con i soldati che si divertono a sparare sulle donne e i bambini in fuga. Le stesse violenze che in Vandea? Non stata la stessa cosa. Quello vandeano fu un genocidio con 300 mila morti su 500 mila abitanti. L i soldati francesi sono giunti a fare il sapone con la pelle dei bambini, a confezionarci indumenti. In Italia, anche se molti massacri sono stati ordinati da reduci vandeani (come nel caso di un ufficiale di nome Flavigni in Piemonte), non si arrivati a tanta atrocit. Sebbene la similitudine con la Vandea emerga anche dagli scritti di ufficiali francesi che, per esempio, parlano della Romagna (dove le insorgenze furono nu-

merose e continue) come della "Vandea italiana". Per si racconta di molti episodi truci. Ci furono tante profanazioni di chiese e conventi. Lo stesso Bacchelli nel <+corsivo>Mulino del Po<+tondo> fa nascere le fortunesfortune di Lazzaro Scacerni (il protagonista) dalla profanazione di una chiesa durante le campagne napoleoniche. Labbazia di Casamari, nel frusinate fu occupata nel 1799. I monaci aprirono le porte offrendo quello che avevano. I soldati presero tutto, poi per sfregio profanarono in maniera ignobile le ostie nel tabernacolo. I monaci tentarono di difenderle buttandosi su di esse per mangiarle. I militi tagliarono loro le dita e poi li passarono a fil di spada risparmiando solo un francese che, paradossalmente, era stato a servizio nella reggia di Versailles.

potere costituito. Ma nel 99 la rivolta coinvolse tutto il territorio. A gennaio i francesi occupavano tutta la Penisola tranne il Triveneto. Ad agosto non era rimasto un francese. Al cardinale Ruffo, sbarcato in Calabria con sette uomini, in poco tempo se ne aggregano 50 mila che riconquistano il Regno di Napoli. In Toscana il Granducato riconquistato al grido di Viva Maria. Una rivolta di popolo, mentre il Risorgimento, come disse Gramsci, venne imposto dallalto. Questo il motivo dellostracismo. Non si vuole riconoscere che lItalia dellepoca era cattolica e controriformista. Del resto, come si pu esaltare Garibaldi e mille uomini senza seguito e poi raccontare che solo alcuni anni prima centinaia di migliaia di italiani si erano ribellati al giacobinismo?. E ora? Oggi il fenomeno non si pu pi nascondere, allora si sostiene che gli slogan "Viva Maria", "Viva il Papa", "Viva il Re" dei ribelli erano solo coperture per nascondere interessi di parte. Ma lampante che quegli italiani combatterono per la loro identit. Tratto da : www.avvenire.it/ ________________________________

Baudo difende il suo operato: Qui si gioca con le parole. Mi pare che non abbiamo mai detto "terrorismo" ma per esserne sicuro dovrei vedere il filmato. In ogni caso anche se avessimo fatto questo riferimento non sarebbe stato nel senso che si usa oggi. E poi, incalza il conduttore, allora parliamo di attentato, lo era s o no? I nazisti, che hanno tutta la mia disistima per quello che hanno compiuto nel mondo, facevano pattugliamento. I partigiani sapevano che la reazione dei tedeschi sarebbe stata uno a dieci? Purtroppo che questa rappresaglia nazista ci sarebbe stata era noto perch c'erano manifesti su tutti i muri di Roma, come ha spiegato bene il maggiore Sardone a sua volta criticato dai partigiani nella nota. Dobbiamo correggere il maggiore Sardone - scrive l'ufficio stampa Anpi - che ha raccontato che dopo l'8 settembre del '43 i Gruppi Armati Proletari cominciarono a compiere attentati contro i tedeschi, evidentemente confondendo i G.A.P., Gruppi di Azione Patriottica responsabili dell'azione di via Rasella, con i Gruppi Armati Proletari, gruppo terroristico degli anni di piombo. L'Anpi sostiene anche che parlando della rappresaglia, le domande di Baudo sembrano legittimare le presunte leggi di guerra, solo in parte spiegate dal maggiore dell'Esercito, continuando a diffondere l'idea sbagliata che si potessero uccidere 10 persone per ogni militare morto. Baudo afferma: Dobbiamo dire la verit, sui fatti ancora si discute gli autori non si sono mai presentati, anzi, sono stati insigniti di medaglia doro ed alcuni hanno fatto i deputati.

Via Rasella, Baudo litiga con l'Anpi


Dopo il servizio alla trasmissione IL VIAGGIO, SU RAI Tre I partigiani: Distorti i fatti, sembrava si fosse trattato di un attentato. Il conduttore replica: O hai il coraggio di dire "sono stato io" o verranno uccisi degli innocenti di Alessandro Fulloni 10 luglio 2013 Via Rasella? Una volta che sai che la tua azione, per quanto eroica, contribuir a far ammazzare 335 persone o hai il coraggio di dire "sono stato io" e ti immoli o verranno uccisi degli innocenti. Lo dice Pippo Baudo in polemica con l'Anpi, l'Associazione Nazionale Partigiani Italiani, dopo il servizio sulle Fosse Ardeatine proposto luned 8 luglio a Il viaggio, su Rai Tre, che si occupato di via Rasella. Nella puntata Baudo ha intervistato il maggiore dell'Esercito Francesco Sardone, direttore del Mausoleo delle Fosse Ardeatine, che dipende dal Commissariato generale per le onoranze ai caduti di guerra, un ufficio del ministero della Difesa. La ricostruzione fatta non piaciuta all'associazione. Purtroppo ancora una volta, parlando di via Rasella, si sono rappresentati i fatti come se si fosse trattato di un attentato terroristico, e non di una "legittima azione di guerra partigiana", come stato riconosciuto pi volte dalla Corte di Cassazione italiana e da numerosi tribunali sottolinea in una nota l'Anpi.

Furono distrutti anche interi paesi. A Guardiagrele in provincia di Chieti vennero uccisi 1500 uomini. La prima strage avviene a Binasco, vicino Pavia, raso al suolo casa per casa. In parte analoga la sorte di Lugo di Romagna. Verona si salva, ma la repressione durissima con la fucilazione di preti e di nobili. Ma rivolte e repressioni accadono in tutta Italia, dal Piemonte alla Puglia, alla Calabria, alla Liguria, alla Toscana. Quale stata la logica degli storici che hanno nascosto questi eventi? Certamente ideologica. Prima della seconda guerra mondiale non se ne parlava nelle scuole, ma il tema era oggetto di libri e dibattiti. Dopo la Resistenza la contemporanea affermazione nella storiografia di una visione crociana liberale e del gramscismo ha messo il tappo. Se ne ricominciato a parlare col bicentenario della Rivoluzione francese. Anche in Francia successa la stessa cosa. Il velo sulla Vandea stato tolto dagli studi di Reinold Secher, che per questo stato ostracizzato a livello accademico. Perch tanto accanimento ideologico? Perch secondo quel tipo di storiografia in quei giorni gli italiani hanno preso le armi dalla parte sbagliata: per difendere la fede, la Chiesa e il

L'Anpi rigetta la ricostruzione fatta a Il viaggio: In realt l'eccidio fu compiuto dai tedeschi in gran segreto e in tempi rapidissimi (21 ore dopo l'azione), in combutta con la polizia fascista, che consegn alle SS di Kappler una parte delle vittime. Non fu rivolto alcun appello a consegnarsi agli autori dell'azione di via Rasella n vi fu alcun preavviso della rappresaglia. Proprio per celare il posto dell'eccidio, i tedeschi fecero esplodere delle bombe all'ingresso delle cave Ardeatine. Ricordiamo - prosegue l'associazione dei partigiani quindi a Baudo, nel '70 anniversario della Resistenza, e a tutti i cittadini italiani che lo hanno ascoltato, che la verit un'altra ed stata definitivamente stabilita dai tribunali.

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Il conduttore scuote la testa. Purtroppo questa una spina dolorosa che si trascina nel tempo replica Baudo ma una volta che sai - continua - che la tua azione, per quanto eroica, contribuir a far ammazzare 335 persone o hai il coraggio di dire "sono stato io" e ti immoli o verranno uccisi degli innocenti. L'esempio pi calzante quello del vice brigadiere dei carabinieri Salvo d'Acquisto che si immolato facendosi ammazzare dai nazisti per salvare la vita a 22 persone. C' il tribunale della storia e il tribunale della morale, che un'altra cosa. Nessuno si immolato per salvare queste vittime. Io sono per i partigiani - chiarisce Baudo e quello che hanno fatto in Italia eroico ma in questo caso un atto di eroismo in pi ci stava. Tratto da : www.corriere.it/

limpossibilit di controllare tutto. Come ci si potrebbe aspettare da una comunit formata da pi di un miliardo di persone riferiscono i portavoce del colosso di Zuckerberg di tanto in tanto pu capitare di vedere alcuni utenti pubblicare contenuti di cattivo gusto e tentativi umoristici mal riusciti, che possono essere volgari e offensivi, ma che di per s non violano le nostre norme. Tuttal pi chiediamo che ogni pagina di questo genere sia contrassegnata chiaramente, in modo che gli utenti siano consapevoli che i suoi contenuti potrebbero essere di cattivo gusto.

omaggiata a marzo portandogli un enorme mazzo di rose Lacota: Luminoso esempio di patriottismo, pag nellisolamento, abbandonata anche dalla associazioni ma non dagli esuli che la ricorderanno per sempre Ha chiuso gli occhi per sempre ieri sera a Bergamo, dove da tempo viveva, la prof.ssa Maria Pasquinelli, linsegnate originaria della Toscana che il 10 febbraio 1947, data infausta della firma del Trattato di Pace, aveva ucciso sparandogli per tre volte, il comandante della guarnigione britannica di Pola gen. Robert W. De Winton, durante la cerimonia di passaggio dei poteri sul capoluogo istriano alle autorit jugoslave. Immediatamente fermata e condotta al comando, in tasca le venne trovato il seguente bigliettinoconfessione: Mi ribello, col fermo proposito di colpire a morte chi ha la sventura di rappresentarli, ai Quattro Grandi i quali, alla Conferenza di Parigi, in oltraggio ai sensi di giustizia, di umanit e di saggezza politica, hanno deciso di strappare ancora una volta dal grembo materno le terre pi sacre d'Italia, condannandole o agli esperimenti di una novella Danzica o con la pi fredda consapevolezza, che correit, al giogo jugoslavo, sinonimo per la nostra gente indomabilmente italiana, di morte in foiba, di deportazioni, di esilio.

I polesani dellUnione degli Istriani furono gli ultimi ad incontrarla lo scorso marzo 2013, quando in occasione del suo centesimo compleanno le regalarono un mazzo di fiori. La scomparsa di Maria Pasquinelli porta con s una pagina di storia memorabile: la sua luminosa figura di patriota e di fedele italiana, venne presto dimenticata dalla associazioni il suo gesto venne considerato un rigurgito fascista - ma non dagli esuli che hanno visto in lei un esempio di coerenza assoluta spiega il presidente Massimiliano Lacota in realt la sua storia ed il suo coraggio erano diventati scomodi. Negli ultimi anni, invece, in molti hanno fatto a gara per fare interviste e scrivere libercoli sulla sua vita e sulla sua storia chiude il Presidente dellUnione degli Istriani. Tratto da : www.unioneistriani.it/ ________________________________

Social Network
Due pesi e due misure Lo sguardo strabico dei censori di Facebook
di Lorenzo Galliani 6 luglio 2013 L'immagine di una donna che allatta devessere eliminata al pi presto, perch considerata offensiva. Una pagina odiosa e blasfema, dal titolo La Vergine Maria avrebbe dovuto abortire di cui abbiamo gi parlato qui ieri non viene invece toccata perch non viola le regole in merito ai discorsi di odio. Il misterioso algoritmo a cui i guru di Facebook hanno affidato la verifica etica dei contenuti ragiona o meglio sragiona cos. Censura i contenuti in cui rileva parole off-limit, ma si guarda bene dal cancellare i gruppi che inneggiano a fascisti e camorristi. E ignora le ragioni delle oltre tremila persone che, partendo dalla proposta di un sito in lingua inglese, hanno promosso una petizione per rimuovere la pagina della Madonna pro-aborto. I portavoce del popolare social network assicurano: Non c posto per contenuti che incitano allodio, alla violenza o minacce. E negli Standard della comunit di Facebook viene ribadito: Non consentiamo la discriminazione di persone in base alla religione. Alle parole per non seguono i fatti. E non il caso di elencare tutte le porcherie esibite nella famosa pagina pro-aborto: basti dire che limmagine della Madonna che fuma tra le pi soft, e tra i messaggi il tiro al bersaglio al "cattolicocredulone" (ma i termini sono molto pi forti) allordine del giorno. invece il caso, questo s, di rilevare latteggiamento ondivago di Facebook, che da una parte spiega come ogni segnalazione ricevuta venga analizzata da un team multilingue, e dallaltra si trincera dietro Ma dove sono i limiti tra la battuta venuta male e lindecenza offensiva? Secondo le linee guida di una societ esterna a cui Facebook avrebbe affidato il primo livello di controlli, pubblicate sul sito Gawker.com, si precisa per esempio che le foto di droghe non sono consentite se non nel contesto di studi medici o scientifici, eccezion fatta per la marijuana. Si parla di bullismo, sessualit, ma non c traccia di indicazioni specifiche sul rispetto del sentimento religioso. Sar anche per questo, forse, che ancora attiva con 250 iscritti la pagina che insulta Jean-Louis Tauran, il cardinale che ha dato lannuncio dellelezione di Papa Francesco. Quella voce insicura e tremolante, ferita dal morbo di Parkinson, ha divertito qualcuno, che ha pensato bene di riderci sopra. E Facebook? Non ha mosso dito. Perch non possono controllare tutto. Oppure, pi semplicemente, perch lalgoritmo magico o forse solo "politicamente corretto", ha deciso che quella pagina non offensiva. Tratto da . www.avvenire.it/

Fuori dalleuro. Dopo Grillo, la Le Pen e i leghisti, ora anche i monarchici


della Redazione online 15 luglio 2013 Si riunito in data 15 luglio a Roma alla presenza di Massimo Mallucci, Angelo Novellino, Fabrizio de Lorenzo, Gian Piero Covelli, Franco Ceccarelli, la Direzione Nazionale di Italia Reale - Stella e Corona.

noi Monarchici
E morta Maria Pasquinelli, eroina degli esuli istriani"
Comunicato Stampa Trieste, 4 luglio 2013 E morta Maria Pasquinelli, eroina degli esuli istriani che uccise a Pola il generale De Winton Si spenta ieri sera a Bergamo, dove viveva da tempo, allet di centanni. I Polesani aderenti allUnione degli istriani lavevano

Processata davanti alla Corte Militare Alleata di Trieste, la Pasquinelli si dichiar colpevole e spieg le ragioni che l'avevano indotta a compiere l'attentato. Il dibattito si svolse senza tumulti n colpi di scena. Il 10 aprile la Corte alleata pronunciava la sentenza di condanna a morte, All'invito della Corte rivolto alla Pasquinelli e al suo avvocato di appellarsi entro trenta giorni la Pasquinelli rispose: Ringrazio la Corte per le cortesie usatemi, ma fin d'ora dichiaro che mai firmer la domanda di grazia agli oppressori della mia terra. In numerose citt italiane vi furono proteste e raccolte firme richiedendo la commutazione della pena inviate sia al Governo italiano sia a quello Alleato. Il 21 maggio 1947, la pena capitale fu commutata in ergastolo e fu trasferita nel penitenziario di Perugia. Nel 1965 torn in libert.

Il movimento monarchico tornato a denunciare il sistema oligarchico italiano, succube della tirannide burocratica europea ed espressione di poteri finanziari internazionali. Quelli, per intenderci, che hanno come unico obiettivo limpoverimento degli Stati mediterranei (tra cui lItalia) e la distruzione delle Nazioni. Ma non solo: anche llacquisto, a prezzo di saldo, di imprese, infrastrutture e servizi tricolori. stata creata (hanno sostenuto gli esponenti del movimento) in Italia e non solo, uneconomia di guerra in tempo di pace. Il loro auspicio? Ridefinire la partecipazione dellItalia in Europa, ponendosi come battaglia politica luscita dal sistema dellEuro, come unica via possibile per riacquisire la piena sovranit nazionale e per uscire dalla bolla speculativa e dallempasse economica e finanziaria di cui da troppo tempo la Nazione vittima. Senza se e senza ma. Tratto da : www.intelligonews.it/

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113 anniversario per S.M. Re Umberto I


20 luglio 2013 La Delegazione locale delle Guardi donore alle Reali Tombe del Pantheon, ha organizzato a Monza, in collaborazione con lIspettorato per la Lombardia, la cerimonia di commemorazione per il 113 anniversario dellassassinio di S.M. Re Umberto I, che si tenuta alla presenza del Presidente dell Istituto, Gr. Uff. Capitano di Vascello Dott. Ugo dAtri. In questoccasione stata officiata dal Cav. Uff. Can. Monsignor Gianluca Gonzino una Santa Messa di suffragio che si tenuta nella Chiesa dei Padri Carmelitani Scalzi e che stata preceduta da un corteo che si snodato fino alla chiesa partendo da Piazza Duomo e facendo tappa al monumento a Vittorio Emanuele II e alla Cappella Espiatoria, eretta appositamente in ricordo di Re Umberto I, dove sono state deposte alcune corone dalloro. Il corteo stato accompagnato dalla Banda Musicale di Valbrona e ha visto la partecipazione dei gonfaloni della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, nonch la presenza dellAssessore Martina Sassoli della Provincia di Monza e Brianza. Durante la cerimonia, stata data lettura di un messaggio inviato per loccasione da S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia : Messaggio di S.A.R. VITTORIO EMANUELE DUCA DI SAVOIA PRINCIPE DI NAPOLI Ginevra, 20 Luglio 2013 Autorit Civili, Militari e Religiose, Guardie dOnore, Carissimi convenuti, desidero essere presente oggi con Voi nella bella citt di Monza, particolarmente cara alla mia Casa, in occasione della cerimonia per il 113 Anniversario del Regicidio di S.M. il Re Umberto I, organizzata dalla Delegazione di Milano dellIstituto Nazionale per la Guardia dOnore alle Reali Tombe del Pantheon. Il sacrificio di Umberto I, caduto vittima di un attentato il 29 Luglio 1900, centotredici anni orsono, rimane allora come oggi un esempio sublime di dedizione al dovere ed alla Patria anche a costo della propria vita. Primo e unico Capo di Stato italiano perito in un attentato, Umberto I seppe guadagnarsi il rispetto dei ceti pi umili, la fiducia delle classi emergenti, la stima dei combattenti, anche in virt della sua Medaglia dOro al Valor Militare ricevuta per i gloriosi fatti di Villafranca.

Non ci siamo messi contro nessuno, abbiamo chiesto ed offerto collaborazione a tutti, abbiamo ricevuto, obtorto collo qualche raro link in qualche angolo nascosto dei siti altrui. Cosa abbiamo fatto? Informazione alternativa che poteva essere utile a quelli che nonostante tutto restano caparbiamente monarchici ed affrontano solitarie battaglie contro il web intero, al cui cospetto lassalto di Don Chisciotte ai mulini a vento pare abbia maggiori utilit e successo. Ma sentiamo di aver fatto il giusto. Il successo o linsuccesso sono eventi insignificanti quando uno sente di aver fatto il proprio dovere. Cosa abbiamo riscosso? Innanzitutto il disinteressato aiuto di persone eccezionali come lambasciatore Zuccoli, lIngegnere Giglio ed il dottor Chiaserotti pi altri cari e validi amici che hanno collaborato in maniera occasionale, che hanno capito come i siti fossero un servizio (tentativo di servizio, per carit) alla cultura ed al mondo monarchico. E poi? Il sito dedicato a Re Umberto II era stato linkato sul sito ufficiale di un principe di Casa Savoia, che dopo tanti ampollosi complimenti di un segretario stato rimosso nel giro di pochi giorni senza degnarsi di spiegazione alcuna. Evidentemente, ma non lo sappiamo, qualche realista pi realista del re ha informato che i siti erano per nulla prodighi di cerimoniosi ossequi a questo o a quello e perseguivano in maniera asciutta ed austera la diffusione dei buoni motivi per essere monarchici, pi che altro coniugati al passato o al futuro non rivelandosi il presente cosa entusiasmante. Evidentemente si pu impegnare la parola di un principe e ritirarla senza che vi sia problema alcuno.

Costituzionale e fedele allo Statuto, seppe confermare nella loro vocazione parlamentare le istituzioni ereditate da S.M. il Re Vittorio Emanuele II, Padre della Patria. Monza oggi lo ricorda rivolgendo il proprio pensiero anche a S.M. la Regina Margherita, che in questa citt trasform la Villa Reale in uno scrigno di bellezza e prosperit, meta ancora oggi di migliaia di visitatori. Desidero ringraziare per la presenza le Autorit Civili, Militari e Religiose, i rappresentanti degli Enti Locali, in particolare della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e della Provincia di Monza e della Brianza, il Presidente dellIstituto Nazionale per la Guardia dOnore alle Reali Tombe del Pantheon Cap. Vasc. Gr. Uff. Dott. Ugo dAtri, il Cav. Uff. Luigi Mastroianni, Delegato per Milano dello storico Sodalizio, tutte le Cariche sociali e Guardie dOnore presenti unitamente al Cav. Uff. Mons. Gianluca Gonzino, celebrante questa Sacra funzione. A Voi tutti giunga il mio pi cordiale e caloroso saluto. Vittorio Emanuele

Monarchici in Rete, bilancio Molti nemici molto onore


dallo Staf di Monarchicinrete 22 luglio 2013 E scritto sulla medaglia con nastrino neroazzurro e leffigie di Re Vittorio Emanuele III di mio nonno, allorch prese parte alla guerra dAfrica come volontario. Dopo circa 10 anni e poco pi di attivit si possono fare anche dei bilanci. Il primo, quello delle visite. Dal marzo 2003 pi o meno 1200-1400 visite al mese sul sito dedicato a Re Umberto che diventano di pi di 2000in particolari ricorrenze. Il secondo complessivo, quello dei visitatori e delle pagine viste: circa 170.000 - 180.000 visitatori hanno visitato sul sito dedicato a Re Umberto pi o meno 7-800.000 pagine. Il blog monarchicinrete dal dicembre del 2009, anno del primo post, ha fatto 83.000 visite con punte di oltre 100 visite giornaliere, con 120.000 pagine viste in tre anni. Sul sito dedicato a Re Umberto sono pubblicati 1890 file, tra interviste, messaggi, articoli, fotografie, filmati. Sul blog sono pubblicati, o in via di pubblicazione, 700 articoli o notizie che riguardano i monarchici, le Monarchie e i Reali dItalia.

Ad una richiesta di 4 pagine fatta ad una associazione storica vicina a Casa Savoia, di avere da un certo archivio una sola foto in formato jpg da poter pubblicare come contributo al sito stato risposto in 4 righe, con firma illeggibile di un consigliere, che larchivio era in riordino e che non ne sarebbe uscito un granello di polvere. Sul web la polvere non viaggia. Ad un'altra lettera scritta al presidente di unaltra associazione offrendo collaborazione con un sito molto ben impostato ma il cui ultimo aggiornamento, trimestrale credo, risale al

Italia Reale

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2009 stato risposto : concordo, grazie, minuscole e punteggiatura omessa comprese, e basta. Finita l. Una minaccia di essere trascinati in tribunale per aver posto un link con la dizione giovani monarchici, che era allora il nome di un blog di alcuni ragazzi pugliesi che poi hanno cambiato la loro ragione sociale e si sono dedicati ad altro. Tutto questo senza che mai avessimo avuto un solo segnale come: toc toc, scusate, in realt questo nome lo usavo prima io, non che potreste cambiarlo?. Al contrario, con un atteggiamento da signorina isterica, si brandiva una pubblicazione, di non so quando sostenendo, la primogenitura della miliardesima sigla monarchica italiana invece di brandire, eventualmente, latto costitutivo presso un notaio. Pi recentemente il webmaster del sito dedicato a Re Umberto stato espulso e bloccato da un gruppo facebook per aver risposto schiettamente a chi chiedeva come mai sul blog monarchicinrete non era messo in bella evidenza il link della sua associazione del cuore ( la risposta era: assoluta mancanza di reciprocit!) cancellando da detto gruppo tutti i suoi post che erano relativi solo agli articoli di carattere storico del blog ed agli aggiornamenti del sito dedicato a Re Umberto (cio messaggi ed interviste del Sovrano in esilio). Ormai lo scopo di alcuni monarchici quello di tenere in vita qualche associazione in concorrenza ed a dispetto di altre, non quello di ripristinare la Monarchia cercando di convincere anche un solo agnostico, un repubblicano schifato, che la Monarchia migliore. Bene. Noi siamo altra e diversa cosa. Si scannino gli altri monarchici tra di loro. Facciano altrettanto quelli che li rappresentano. Ce ne freghiamo. Siamo disinteressati ai mantelli da cerimonia. Siamo disinteressati ad ordini cavallereschi con relative decorazioni. Siamo disinteressati alle giacche ed alle cravatte con le aquile o gli scudi da esibire alle manifestazioni. Siamo disinteressati al ciarpame. Siamo vincolati soltanto alle motivazioni che abbiamo spiegato nel nostro primo post. Ed a quelle faremo riferimento. Fossimo anche gli ultimi.

Promettiamo di continuare ad onorare questo impegno e se possibile di fare di pi in futuro. Del resto siamo sempre stati aperti a pubblicare ci che gli amici monarchici ci hanno trasmesso, a patto che fosse informazione valida a tutti i monarchici. Monarchicinrete e il sito Reumberto operano esclusivamente in tal senso! ________________________________

Langolo del buon umore

Informazioni

Monarchia e modernit
Pubblichiamo una lettera inviata allUnione Sarda ma non pubblicata del Cav. Pietro Pisu, per incoraggiarlo a non mollare Figurarsi se per questi pennivendoli della repubblica possibile ipotizzare un elogio alla Monarchia... Non scoraggiamoci Pietro !!!

Anni 70
tempo di elezioni. Ancora una volta il Pci sogna il sorpasso. Anzi, pare che i sondaggi lo diano favorito e vincente. Un operaio alla Fiat con la perforatrice, fuori dal parcheggio, ogni mattina vede passare lAvvocato Agnelli e gli dice : Stai attento tu, che se vince Berlinguer mandiamo a lavorare i padroni! LAvvocato tira diritto senza rispondere. Questo ogni mattina, per lintera settimana che precede le elezioni: Stai attento tu, che se vince Berlinguer mandiamo a lavorare i padroni! Finalmente arriva il giorno delle elezioni, e i comunisti vincono davvero. Si insedia il nuovo governo. LAvvocato Agnelli, va in ufficio come sempre e incontra loperaio con la perforatrice che sta lavorando in silenzio Scusi lei, gli grida lAvvocato, ma non aveva detto che se vincevano i comunisti andavano a lavorare i padroni? Si, rispose loperaio. Ha detto Berlinguer che adesso i padroni siamo noi!

Per informazioni sul Movimento politico o abbonamento al mensile di Italia Reale contattare :

Presidente Onorario
Avv. Roberto Vittucci Righini Casella Postale No. 1 10121 Torino Centro E-mail : info@alleanza-monarchica.com

Nota della Redazione


Si dice che chi fa del bene, deve essere preparato a ricevere ingratitudine! Pare che il detto sia tra i pi veritieri della tradizione popolare, quindi agli amici dello Staf di Monarchicinrete non possiamo che dire di tener duro. Da questa Redazione abbiamo sempre cercato di fare tutto il possibile per assicurare al portale di Monarchicinrete o al sito Reumberto una quota di visibilit.

La rinuncia al trono di Re Alberto II del Belgio, che segue quella di Papa Benedetto XVI e della Regina Beatrice d'Olanda, l'ennesima prova che le Monarchie sanno modernizzarsi e guardare al futuro molto pi delle repubbliche. Gli esempi son l a dimostrarlo:i comportamenti del nuovo Papa Francesco, e l'et dei 2 Capi di Stato di Belgio e d'Olanda. Questi ultimi son persone che hanno ricevuto un'educazione da Sovrano, ed hanno studiato nelle migliori scuole ed universit per poter assolvere ottimamente al loro ruolo di Re. Son convinto che non deluderanno:cosa che non possiamo dire per i presidenti eletti dal Popolo di Brasile, Egitto,ma anche Francia e Russia. E lo stesso vale per non pochi Capi di Stato eletti dalle Camere... E pure il tanto osannato Barack Obama, vedendo i sondaggi che lo riguardano, pu esultare ben poco. Le Monarchie hanno ancora e avranno sempre, a mio parere un enorme ruolo positivo nella vita delle Nazioni. Lo stiamo vedendo anche per la nascita del/della Royal Baby inglese. Interesse spasmodico degli inglesi, ma anche all'estero ed in Italia non si scherza... Ed anche come costi, le Monarchie pesano e peseranno poco sulle spalle dei Cittadini. Pesano poco, perch dobbiamo mettere in conto il grande ritorno in danaro che garantiscono, grazie al turismo ed al merchandising. A differenza delle repubbliche... Pietro Pisu-Cagliari.

Presidente Nazionale
Avv. Massimo Mallucci Genova E-mail : allmonarchicaliguria@libero.it

Segretario Nazionale
Dott. Angelo Novellino Roma Studio.novellino@libero.it

Santo Patrono
Qual il Santo Patrono dei Comunisti? SAN TORO

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