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Francia Quant moderna questa reazione: i matrimoni gay e i nuovi argomenti della destra Il dibattito sul riconoscimento legale

del matrimonio tra omosessuali, che infiamma la Francia, mette in questione leredit del pensiero filosofico francese della seconda met Novecento

C chi sostiene polemicamente, come Yves-Charles Zarka, che ormai lunico tema su cui destra e sinistra sono ancora chiaramente distinguibili, in mancanza di progetti realmente alternativi alla politica neoliberista. Ad ogni modo, come spesso accade in Francia, il dibattito sulla legge che estende il diritto al matrimonio alle coppie omosessuali (gi approvata alla Camera e in attesa di essere discussa al Senato il 2 aprile con il suo corollario di norme sulla possibilit per gli omosessuali di avere figli tramite affitto di utero o inseminazione artificiale), si accompagna a unintensa querelle filosofica. S, perch la posta in gioco, in questa discussione sul riconoscimento dei matrimoni gay, non solo politica, ma anche filosofica. Si assiste, infatti, allo scontro campale fra le cosiddette teorie di genere, rodate da anni di dibattito negli Stati Uniti, e concezioni pi tradizionali basate sulla differenza sessuale tra uomo e donna. Le prime affermano la convenzionalit dei costumi sessuali in quanto dipendenti da norme sociali storicamente determinabili; le seconde pretendono di fondare la differenza dei sessi sulla biologia, sullo sfondo di una caratterizzazione ontologica incontrovertibile della natura umana. Senzaltro, il primo punto di interesse suscitato dalla campagna per il riconoscimento di pari dignit alle unioni omosessuali sta nel fatto che si tratta del pi avanzato fronte pratico della battaglia, filosofica e politica, per scombinare lordine del discorso teso a normalizzare le condotte sessuali(1). Tuttavia, questa versione francese del dibattito sui diritti civili interessante anche dal lato dellopposizione al progetto di legge. Per loriginalit di alcune tesi avanzate. Leggendo gli interventi, ci si rende conto, infatti, che gli argomenti che vanno per la maggiore tra gli oppositori non sono soltanto di ascendenza religiosa. Non vengono avanzate, insomma, proprio quelle posizioni che siamo abituati a riconoscere agli oppositori del riconoscimento dei diritti degli omosessuali (nel nostro Paese come negli Stati Uniti), e che rimandano a una teologia che assegna stabilmente i ruoli sessuali e il senso di questi ruoli. Al contrario, la parte pi attiva del fronte di opposizione alla legge si avvale di riflessioni che fanno riferimento a un universo concettuale del tutto laico, ancorato a dei saperi decisamente contemporanei come lantropologia

e la psicoanalisi. Ma loriginalit di questa ripresa sta nel fatto che conferma una tendenza che ha caratterizzato, negli ultimi anni, il panorama culturale francese, e non solo. una tendenza che si potrebbe definire del richiamo allordine(2), e che si pu chiarire attraverso lanalisi di alcune tesi dei conservatori. Invarianti antropologiche e normalizzazione della sessualit Il testo pi citato in questo campo non la Genesi, ma Le strutture elementari della parentela di Lvi-Strauss. Il riferimento allantropologia strutturale incentrato sulla questione dellincesto, la cui proibizione determinata come un invariante strutturale, perno del sistema di scambi di donne e di costituzione della parentela. Ora, questa analisi levistraussiana assunta, nei discorsi anti-matrimoni gay, come la prova dellimpossibilit di riconoscere socialmente ununione omosessuale, perch ci pregiudicherebbe lintera organizzazione della parentela. quanto afferma, ad esempio, Sylviane Agacinsky, insegnante fino al 2010 allcole des Hautes tudes en Sciences Sociales di Parigi, che ha fondato, con Jacques Derrida, il Collge International de Philosophie. Alla radio il 29 gennaio (3) e, qualche giorno dopo, dalle colonne di Le Monde, la compagna di Lionel Jospin ha dichiarato che la filiazione legale riproduce analogicamente la coppia procreatrice, asimmetrica e eterogenea. Ne mantiene la struttura, o lo schema, che quello della generazione biologica da sue sessi. in questi termini che si pu comprendere lantropologo e etnologo Claude Lvi-Strauss quando scrive che i legami biologici sono il modello sul quale si concepiscono le relazioni di parentela . Ora, si noter che questo modello [] [] biologico e quindi qualitativo (uomo + donna), poich i due [ruoli] non sono interscambiabili(4). Negare lesistenza di un invariante antropologico fondato sulla differenza tra i sessi concepita come naturale e astorica, sarebbe dunque, sempre per Agacinscki, una negazione [dngation] violenta della finitezza e dellincompletezza di ciascuno dei due sessi. Ma, a ben vedere, questa lettura opera una forzatura della logica dellantropologia strutturale, spostando il fuoco dellinvarianza antropologica: dalla proibizione dellincesto al rigetto dellomosessualit come istituzione sociale. In molti hanno segnalato lindebito salto logico, confutando lidea che Lvi-Strauss abbia sostenuto linvarianza del rapporto uomo-donna nelle societ umane. Fra gli altri, Franoise Hritier, la pi fedele allieva delletnologo, che ricorda che il matrimonio una costruzione sociale, e che come tale Lvi-Strauss lha analizzata. Tuttal pi, Le strutture elementari della parentela dimostra che il modello eterosessuale una costruzione sociale antichissima, istituita per rispondere al problema (economico, come insegnava gi Mauss) rappresentato dal fatto che solo le donne possiedono il dono della procreazione, per entrambi i sessi(5). Per lantropologia strutturale, il modello di base del matrimonio quello dellalleanza:

niente impedisce, a rigore, che questo patto si possa stipulare fra due donne o due uomini. E tanto basta a confutare la tesi dellallineamento di Lvi-Strauss nelle fila del partito del no al matrimonio gay. Tuttavia, al di l della fondatezza della tesi di Agacinsky, ci che resta del suo discorso il tentativo di richiamare lantropologia strutturale alla causa della difesa dellordine sociale costituito. Ma il richiamo allordine investe ancora pi radicalmente la psicoanalisi. Sullargomento dellunione omossessuale, infatti, ma ancor di pi sulla questione della procreazione assistita per coppie gay, si prodotta in questa scuola una vera e propria frattura. Loggetto di scontro rappresentato dalla genitorialit omosessuale. Molti psicoanalisti si oppongono al suo riconoscimento sostenendo, in sostanza, che essa comprometterebbe lo sviluppo della personalit del bambino in quanto comporterebbe labolizione della differenza sessuale (considerata essenziale) tra i suoi genitori. Gi il 3 ottobre 2012, in apertura di dibattito, numerosi psicoanalisti (tra cui Jean-Pierre Winter e Aldo Naouri) si affidavano alle pagine di Le Figaro per affermare linammissibilit della cosiddetta homoparentalit. Un mese dopo, appariva su Le Monde un documento di impostazione affine, intitolato significativamente Touche pas pre-mre, e i cui primi firmatari erano Chantal Delsol e Pierre Lvy-Soussan. Si dichiarava esplicitamente che Tutti i bambini del mondo hanno diritto a sperimentare la differenza tra genitori sessuati, che gli conferisce unorigine psichica fondante la loro individualit(6). Non tutti sono daccordo. In risposta alla tribune di Le Monde, infatti, lcole de la Cause Freudienne (associazione sorta dalle ceneri della scuola fondata da Lacan nel 1964) ha pubblicato un documento contro la stumentalizzazione della piscoanalisi che sostiene chiaramente che al livello dellinconscio, i due sessi non sono legati da alcuna complementarit originaria, come espresso dallaforisma di Lacan secondo cui il rapporto sessuale non esiste(7). La psicoanalisi contemporanea, del resto, anche sulla scorta delle importanti rielaborazioni critiche condotte nellambito delle teorie femministe, non pu concepire lordine simbolico come un invariante astorico, immutabile e trascendente rispetto alla societ: affermarlo costituirebbe una regressione teorica. Le leggi del simbolico, piuttosto, sono costituite a partire da rituali e forme che provengono dalla societ, e mutano secondo il divenire storico di questultima. Nella posizione contraria al riconoscimento del matrimonio omosessuale emerge, cos, oltre alla sua funzione descrittiva, un valore prescrittivo della psicoanalisi, che eleva la semplice constatazione della norma delleterosessualit a principio di normalizzazione delle condotte

atipiche. Secondo la logica di questa lettura, la disciplina dovrebbe riprendere di diritto quella funzione normativa da cui i seguaci di Lacan si erano impegnati a liberarla. Inversione retorica e richiamo allordine Accostandosi con uno sguardo dinsieme al dibattito francese sul riconoscimento del matrimonio omosessuale, quello che si pu distinguere il manifestarsi di una tendenza: assimilare al fronte culturale conservatore concetti e teorie appartenenti a una stagione della riflessione filosofica (quella di Lvi-Strauss, di Lacan, ma anche di Foucault, Deleuze, Derrida e Lyotard) nata sotto tuttaltra stella che quella della conferma dello stato di cose esistenti. In questo senso, la tendenza attuale sembra come il prolungamento di un processo revisionistico gi avviato in Francia con la presidenza Sarkozy. Quando la destra si appropri del tema delluguaglianza, debitamente edulcorato del suo potenziale critico, per giustificare i progetti di contrasto allimmigrazione e di affermazione dellidentit nazionale, cominciando anche a infarcire i propri discorsi di citazioni di Jean Jaurs o Guy Moquet. Oggi, il dibattito sul matrimonio gay rende manifesto il fatto che questo processo arrivato a lambire il discorso filosofico, mettendo in discussione leredit critica lasciata dal pensiero francese del Novecento. E il discorso va ben oltre i confini dellantropologia e della psicoanalisi. Finora, a tutte quelle teorie che, nei pi diversi campi del sapere, mettevano in crisi lordine di pensiero costituito (la concezione del soggetto, della storia, dellontologia, delluomo), si era reagito con la rimozione. Ora, invece, superato questo stadio, sembra cominciare, un processo di revisione: un richiamo allordine il cui cardine sarebbe costituito, come nota il sociologo Eric Fassin, da unoperazione di inversione retorica(8) dei concetti. Di fronte a questo stato di cose, non si pu non constatare la complessit del compito di chi non accetta questa riduzione della critica al servizio della conservazione. Da un lato, si impone il dovere di una battaglia della memoria; dallaltro, la necessit di riattivare una possibile attitudine critica, orientata verso nuovi orizzonti. Note (1) Si fa riferimento alla teoria radicale di Judith Butler. Una buona sintesi del suo pensiero politico si pu trovare nellarticolo Faire et dfaire le genre, consultabile allindirizzo http://multitudes.samizdat.net/Faire-et-defaire-le-genre. (2) Riprendiamo con questespressione la formula che intitola il libro dello storico Daniel Lindenberg, Le rappel lordre. Enqute sur les nouveaux reactionnaires , ditions du

Seuil, Paris 2002. Pur nellapprezzamento dellapproccio complessivo che caratterizza lopera di Lindenberg, occorre tuttavia ricordare che essa resta, in molte sue parti, decisamente discutibile. (3) http://www.rtl.fr/emission/l-invite-de-rtl/ecouter/la-philosophe-sylviane-agacinski-donner-aun-orphelin-deux-parents-du-meme-sexe-c-est-creer-une-inegalite-7757428401 (4) Cfr. larticolo Deux mres= un pre? su Le Monde del 3 febbraio 2013, consultabile allindirizzo: pere_1826278_3232.html. (5) Cfr. lintervento pubblicato nel blog Feministes en tous genres: http://feministesentousgenres.blogs.nouvelobs.com/archive/2012/11/23/francoise-heritier-lafamille-heterosexuee-est-tout-autant-u.html. (6) Il testo del documento uscito su Le Monde consultabile qui: http://www.lemonde.fr/idees/article/2012/11/08/touche-pas-a-pere-etmere_1788107_3232.html. (7) Il testo consultabile allindirizzo: http://www.causefreudienne.net/psychanalyse-etpolitique/2013-01-13. (8) http://blogs.mediapart.fr/blog/eric-fassin/030213/mariage-et-homosexualite-l-inversionrhetorique-de-la-droite-catholique. http://www.lemonde.fr/idees/article/2013/02/03/deux-meres-un-