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SCOPO DELL'ESPERIENZA: Scopo dell'esperienza quello di ottenre una misura del momento inerziale di un volano, studiando il moto verticale

e di un peso, utilizzato per mettere in rotazione lo stesso volano, aggiungendo progressivamente coppie di bulloni allo scopo di modificare in maniera nota e significativa il momento di inerzia complessivo del sistema rotante ed osservando le variazioni sull'accelerazione della massa M che ne conseguono. APPARATO SPERIMENTALE: L'apparato consiste di un disco in acciaio libero di ruotare attorno al proprio asse di simmetria O sul quale sono stati praticati 16 fori simmetrici, nei quali possibile avvitare dei bulloni di massa nota allo scopo di modificare il momento d'inerzia totale del sistema in rotazione. Il volano munito di una puleggia in alluminio, attorno alla quale avvolto un filo di acciaio plastificato, in buona approssimazione inestensibile, al cui estremo viene sospesa una massa M, libera di muoversi in verticale grazie ad una carrucola. Per la misura dell'accelerazione della massa M in caduta, vengono usate tre fotocellule, disposte ad altezze note, che hanno la funzione di far partire o fermare un cronometro nel momento in cui l'oggetto M si trovi in corrispondenza di queste. In approssimazione sperimentale, il sistema quindi composto da un corpo rigido (volano) libero di muoversi unicamente di moto rotatorio intorno al proprio asse O, e da un corpo rigido (massa M) in moto traslatorio verticale, una carrucola utilizzata quindi per cambiare la direzione della forza di tensione T intercorrente tra la massa e il volano. RELAZIONI FUNZIONALI: Perno dell'esperienza il fatto che i moti dei due oggetti (volano e massa) siano collegati tra loro dalla relazione geometrica dy = rd dove dy indica lo spostamento elementare della massa M sulla verticale, d indica la rotazione infinitesima del volano, e r la somma dei diametri della y puleggia e del filo, dalla precedente deriva = . r Confrontando sul parametro T, la prima equazione cardinale della dinamica applicata al moto della ) g e alla tensione T massa M (soggetto alla forza peso M Mg T = M y e la seconda equazione cardinale della dinamica applicata al moto del volano (leggermente piu g , 2) ad una complesso in quanto 1) sull'asse di rotazione viene applicata una forza peso M T distanza r viene applicata la forza di tensione T , 3) Il cuscinetto imprime una forza vincolare R diretta radialmente, 4) sono presenti forze d'attrito, sia dovute al cuscinetto che all'aria, che si A ) schematizzano genericamente con un vettore F I = T r A , otteniamo che Iy = Mgr M y r A , r e conseguentemente, nell'ipotesi che il momento esercitato dalle forze di attrito sia costante, 2 Mgr A Mgr A r =cost . y =cost e = = 2 I Mr 2 I M r Questo risultato mette in evidenza il fatto che i due corpi si muovano, l'uno di moto rettilineo uniformemente accellerato , e l'altro di moto rotatorio uniformemente accelerato, entrambi dipendenti dalla massa M, dal momento delle forze di attrito A , dal momento d'inerzia del volano I, e dal braccio r. Misura dell'accelerazione: La misura dell'accelerazione avviene indirettamente tramite l'utilizzo di tre fotocellule F0, F1 ed F2 posizionate rispettivamente alle quote note y 0= 0 , y 1 ed y 2 . Tenuto conto che il moto dell'oggetto , come dimostrato precedentemente, rettilineo uniformemente accelerato, l'equazione

che descrive la sua traiettoria sull'asse verticale determinabile analiticamente tramite a =2

1 2 y t = v 0 t at , l'accelerazione quindi 2

y 2 t 1 y 1 t 2 . t 1 t 2 t 2 t 1

Misura del momento di inerzia del volano: Il teorema di Huygens-Steiner ci permette di quantificare il contributo aggiuntivo al momento di inerzia rispetto all'asse di rotazione dovuto ad un bullone di massa mB avvitato a distanza rB dall'asse di riduzione passante per il centro di massa, come I B= mB r 2 B . Applicando questo risultato ad un numero n di bulloni ottengo una relazione lineare in due parametri e IB I 0 Mr 2 1 = = n dove = e . 2 an Mgr A r Mgr2 A r Eseguendo varie misure di a(n) e ricavando il valora di e di , possiamo ricavare il momento di 2 inerzia I0 del volano in assenza di contributi aggiuntivi dalla relazione I 0= I B Mr IPOTESI DI VALIDITA': La schematizzazione sperimentale adottata implica alcune approssimazioni, che devono essere necessariamente tenute di conto per non inficiare la validit dei risultati ottenuti dall'esperienza: Condizione fondamentale l'inestensibilit del filo che collega la massa al volano: l'ipotesi considerabile essenzialmente valida, in quanto il materiale del mezzo (acciaio plastificato), e l'entit modesta delle forze a cui sottoposto, ci permette di considerarlo in buona approssimazione inestensibile. Il moto del peso schematizzato come unicamente verticale, ma esiste la possibilit che venga data accidentalmente una componente orizzontale, alterando i risultati delle misurazioni: per mantenere validi i valori misurati bisogna accertarsi che non ci siano disturbi evidenti in senso orizzontale. Con l'ipotesi di cuscinetto ideale, si assume che questo applichi una forza vincolare unicamente radiale, mentre in realt possono esistere componenti tangenziali al moto del A eliminando il F volano, tali componenti vengono assimilate al vettore generico problema. Il momento di inerzia dei bulloni rispetto al proprio centro di simmetria considerato trascurabile: nel caso in cui fossero applicati bulloni di massa e dimensioni molto maggiori degli M20 la schematizzazione non risulterebbe piu valida