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connessionismo chiesa cristiana.

Radicata nel puritanesimo, tale forma di esperienza ecclesiale, che sottolinea e valorizza alcuni principi essenziali della riforma (dottrina del sacerdozio universale dei credenti, primato della chiesa locale, indipendenza nei confronti dello stato), venne a costituire nell'ambito del protestantesimo inglese (e poi americano), a partire dalla seconda met del sec. XVI, un terzo tipo fondamentale di ecclesiologia, accanto all'opiscopalismo e al presbiterianesimo. Nel congregazionalismo, il ministero di tipo presbiteriano, mentre l'ecclesiologia afferma il primato dell'assemblea locale (soprattutto quando si manifesti in collaborazione con altre chiese locali). Convinto che la Bibbia la sola regola della dottrina e della vita, il congregazionalismo rifiuta una vincolante professione di fede. Il culto di tipo calvinistico. connessionismo programma di studio dei processi cognitivi umani (e animali) attraverso la loro simulazione per mezzo di modelli matematici noti come reti neurali. Una rete neurale un insieme di unit dette nodi, collegate tra loro da connessioni capaci di trasmettere attivazione o inibizione da un nodo agli altri. Ogni unit rappresenta un neurone e ciascuna connessione una sinapsi. Ciascuna connessione caratterizzata da un peso, che determina la misura dell'attivazione (o dell'inibizione) trasmessa. L'insieme delle attivazioni e inibizioni ricevute determina lo stato di attivazione di un nodo, e quindi la sua influenza sui nodi con cui esso connesso in uscita. In una rete, un insieme di nodi (unit di input) caratterizzato dal fatto di avere solo connessioni in uscita; un altro insieme (unit di output) dal fatto di avere solo connessioni in entrata. Normalmente, una rete ha anche altri nodi (tra quelli di input e quelli di output), detti unit nascoste. Se si impone un certo pattern di attivazione alle unit di input, si determina un corrispondente pattern di attivazione delle unit di output (la reazione della rete all'input). Se una rete deve simulare un processo cognitivo (per es. la percezione del linguaggio parlato), quel che si vuole ottenere che la rete reagisca a un certo input (sonoro, in questo caso) con un determinato output (la sequenza grafica corrispondente al suono). Ci si ottiene facendo passare la rete attraverso un processo di apprendimento, in cui essa modifica i pesi sulle connessioni, per es. in funzione della risposta che l' insegnante umano segnala come ottimale per un dato input. La rete ha appreso quando in grado di dare risposte adeguate anche a input nuovi. L'architettura delle reti neurali stata concepita in analogia con l'architettura del cervello, nell'ipotesi - antagonistica rispetto all' .. intelligenza artificiale tradizionaleche i processi cognitivi possano essere simulati efficacemente solo da una macchina la cui struttura e il cui funzionamento siano simili a quelli del cervello: per l'elaborazione parallela anzich strettamente sequenziale, per il grande numero di connessioni tra unit neuronali, per la semplicit dell'informazione trasmessa (attivazione o inibizione, varianti in modo continuo e non discreto come nei calcolatori digitali). Dalla met degli anni Ottanta, il connessionismo al centro delle discussioni nell'ambito della .. scienza suo testo base Elaborazione parallela (2 voll., 1986, a cura di D.E. Rumelhart c Clelland). connettivo in generale, particella Inguist applicata a proposizioni, genera proposi complesse. Sono connettivi, per es., mentre, se ...allora, oppure, sebbene ecc. del numero delle proposizioni alle quali cano, i connettivi si distinguono in binari, ecc. Il connettivo e, per es., agendo su dUL' szioni, A e B, binario. Per convenzione la particella non considerata un conn dice che un connettivo unario. Tradizi te i connettivi studiati dalla logica sono: gazione, unario), e (congiunzione, binario re (disgiunzione, binario), se...allora (im ne, binario), se e solo se (equivalenza o zionale, binario). La scelta imposta colare rilevanza che tali connettivi le scienze deduttive. Non vi , d' na necessit per limitarsi a questi gica. Una delle principali questioni connettivi la determinazione delle verit delle proposizioni costruite per il mite: quando sono vere proposizioni del oppure B, se A allora B ecc.? Si questo proposito due concezioni: UI naie e una non verofunzionale o intensionals. base alla prima, la verit o falsit zioni complesse dipende, secondo leggi torie, dalla verit o falsit dei componenti ( rit, tavole di). Esempi di concezione non funzionale dei connettivi sono invece daf teoria dell'implicazione stretta di CI. Lcw condizionale) e dalla logica intuizionista (.... zionismo matematico). connotazione sinonimo di intensione di 1111 mine linguistico (.. estensione - intensionc l, connotazione di un termine, per es. il nome crate o la descrizione il maestro di PI a s'intende, in contrapposizione a denotazionr, l'oggetto indicato dal termine (l'individuo SI te), ma l'informazione concettuale fornita. conoscenza .. gnoseologia. Conrad-Martius Hedwig (Berlino 1888 - S berg, Baviera, 1966) filosofa tedesca. Alll'vM Husserl, fece parte del circolo tenomenologun Gottinga facente capo ad A. Reinach. Inn principalmente ai problemi della natura scienze, la Conrad-Martius condusse una critica del positivismo da un punto di vs menologico (l fondamenti gnoseologici e del positivismo, 1912). Alla ricerca della strut ontica del cosmo reale, individu in materia, ce, psiche e spirito le determinazioni essenziali cosmo, che determina la diversit ontica di I ria inorganica, pianta, animale e uomo. poi ricerche sulle nozioni di tempo 1954) e di spazio (Lo spazio, 1958), terpretazione ontologica alla teoria propose una rifondazione ontologica dei colori; si pose inoltre il problema delle dell'uomo e del rapporto corpo-anima dell'educazione dell'uomo, 1955; L'essere,

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contemplazione I/ogia reale (1923); Origine e coI, Il ,,'';l'('rso vivente (1938); L'autoco,I, Il,, natura (1944); Bios e Psyche , "\'( fa fenomenologia? (1951).

iu logica, relazione che s'instaura "l'I'" c; di proposizioni e una proposiziol" ""I" '1'Icst'ultima detta seguire logica1011.I uuuc, Secondo le particolari modat ru.tl: rhc conducono all'affermazione ,.,01.".' ":;q~ue da qualcos'altro, si distin'" l'l" di conseguenza. Per es., se A otI, " .rur.rverso l'applicazione di regole di , '''' I, u m.ilc. si parla di conseguenza [or';1,1///,'11. (on conseguenza semantica s'in, I, ,. I.,' " IlIl" logica che intercorre tra G eA I 'l''' ',1 ultima proposizione risulta vera in -I ''l''' .uu.r/ione in cui accade che sono vere , " 'Il' (;. Per il teorema di completezza , 00" 1"1 risulta che, riguardo alle regole ,I, l'' I 1.1logica classica e alla nozione classi"I I I ,ollcetti di conseguenza sin tattica e 'O". ,,' ",I("illono. Tra le pi profonde teorie ." ' "II,'IIZC formali sono da annoverare i "I "." , '''';di da G ... Gentzen. lnlorrnato espressione con la quale si 1 "I, '.', 'IIL'consapevole del paziente all'atto ,I" 111 questo modo diviene legittimo. Fi,,, ",,,110 tempo fa, in un contesto culturale t': d"V;1il paternalismo medico di ascen, 'l'I"" ,:tI i(";I,la prestazione sanitaria era lecil' 'O" ", .'.l',lIita correttamente e con beneficio , ""I, ;i riteneva infatti che il medico cono01 1",,, del paziente e potesse agire anche ",I,,, ru.u I" con precisione circa l'intervento, ''l'' ,.,.S(" conformemente alla lex artis. Og. 'I,!;dunque prestazione sanitaria risulta n, " """1" uta una responsabilit giuridica per 1"", I,, 1:\attui senza aver ottenuto un pre"il ,. \ "lido consenso informato del paziente. " " "" Il1 lormato introduce l'obbligo del mel, "oI""llare il paziente in modo chiaro e " .01" I,circa gli aspetti relativi alla sua salu, , l" ";sibili trattamenti affinch questi pos, ''', .dl:! decisione clinica in maniera consaI I", l'lis(o senso il consenso informato il I,,,,, ,01" dico, giuridico e deontologico del" 00,,1"", mentre in passato tale fondamento , 'l'I ,,,.,,,1:\10 dalla finalit terapeutica che era " , IO' Il. 111"medico. La pratica del consenso , "" ,I" ,IiL' ha profondamente mutato il modo , '''l''' 1,11"il rapporto medico-paziente, uno l'"' I ,I, ,. degli aspetti rilevanti dello sviluppo il, . I,,, ,0"\ ica, che ha messo in luce la centralit , I l' "" 'l'''' di autonomia. La necessit del con,,0\, "'";110 in relazione a tutti i trattamenti Il. , ['.'.1''l'c'I'imentali sia routinari) stata affer. , l " , I., l'rima volta dal codice di Norimberga , lo" I" l t.rlin il consenso informato si diffuso , '1'" l,I; I "dia prassi medica in seguito alle sen,01 ,:IS(l Massimo, che ha coinvolto un chi1".,.."lillo condannato per omicidio prete" "'".d,' Jlcr avere operato una paziente seni! . io I, , " iscnso valido. Molti giuristi osservano il , ",,.("IlS0 informato ha fondamento negli " I I della costituzione, ma altri sostengono

che l'art. 5 c.c. lo limita fortemente e con precisione, escludendo la libert dell'individuo di disporre del proprio corpo e della propria vita. Dal punto di vista etico sembra evidente che senza il consenso informato qualunque intervento medico illegittimo, e che per es. immorale praticare una trasfusione di sangue a un testimone di Geova che non dia il consenso informato. Per ovviare alle difficolt pratiche che si presentano in alcuni casi, molti ritengono che il consenso informato giustifichi le ... direttive anticipate. consequenzialismo teoria etica secondo la quale la moralit di un atto dipende unicamente dalle sue conseguenze. Teorie tipicamente consequenzialiste sono quelle utilitariste ( .. utilitarismo: .. ncoutilitarismo). per le quali la valutazione di un atto non risiede nella sua motivazione o nelle sue circostanze ma unicamente nel suo risultato, sebbene non ogni teoria consequenzialista possa essere definita utilitarista. Il consequenzialismo si oppone perci a ogni etica deontologica, che fa consistere il criterio di valutazione dell'azione nel .. dovere, e a ogni etica fondata sull'ascrizione o sul riconoscimento di diritti (.. diritto). Se questo il nucleo costitutivo e caratterizzante del consequenzialisrno, se ne distinguono tuttavia varie forme, in base al modo in cui le conseguenze vengono prese in considerazione: se ci si riferisce per esempio solo alle conseguenze immediate o anche a quelle future e/o prevedi bili; a quelle che interessano l'agente o non anche persone diverse dall'agente; una parte o tutti gli esseri senzienti; se tra le conseguenze si reputano determinanti quelle che accrescono il piacere o l'utilit, senza tener conto di altri valori (libert, conoscenza, vita ecc.) o si ritiene di dover introdurre una qualche valutazione anche nella discriminazione delle conseguenze (... responsabilit). consulenza filosofica .. pnilosophische Praxis. contemplazione in Platone e Aristotele, la conoscenza intellettuale ttheoriai; contrapposta all'azione (pnixis); in senso mistico-religioso il termine indica quello stato in cui la mente si fissa su una realt spirituale, immergendosi in essa fino all'oblio di ogni altra realt. Per Plotino e il neoplatonismo la contemplazione parte integrante del processo emanativo con il quale dall'Uno, per contemplazione, deriva l'Intelligenza e poi l'Anima. Fra gli autori cristiani influenzati dal neoplatonismo, Agostino e Dionigi Areopagita vedono nella contemplazione il grado pi alto dell'attivit spirituale umana, capace di portare all'estasi. Le loro opere costituirono le fonti principali della mistica medievale, culminante negli scritti di Bernardo di Chiaravalle, Guglielmo di Saint Thierry, Ugo e Riccardo di San Vittore. Tommaso d'Aquino, seguendo i vittorini, afferm che la natura dell'atto contemplativo intellettuale, mentre Bona ventura ne accentu la componente volontaristica, descrivendolo come un atto d'amore. Notevole l'approfondimento delle tematiche contemplative contenuto nelle opere dei mistici nordici dei secco XIII-XV (Eckhart, Taulero. 1. van Ruysbroeck) e di quelli spagnoli del sec. XVI (Teresa di A vila, Giovanni della Cro-

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estetica internismo in filosofia della mente) e 2) alla natura dei fattori che giustificano la conoscenza (esternismo-internismo in episternologia).
Estemismo-iruernisrno in filosofia della mente.

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caratteristiche che hanno di fatto (colore, forma, portata dal trascendentalismo kantiano. Coerl'lIl1) peso ecc.), nessuna esclusa; di modo che la rap- con questa condanna, sebbene maggiormente y(i presentazione di essi corrisponda perfettamente rulento, l'atteggiamento dell'empirismo logl,'Oe alla rappresentazione che se ne avrebbe se ci stes- che, proseguendo e radicalizzando l'abito kallll , sero effettivamente di fronte. no, vede nell'essere un concetto arcaico a cui 11111 ~ In quest'ipotesi, la differenza fra i due casi non pu corrispondere una descrizione linguisll, e da cercare fra le propriet dell'oggetto soltanto adeguata, e che va espunto da una filosofia ('01111 c pensato e, rispettivamente, dell'oggetto reale, co- scienza rigorosa, intesa come analisi logica dd litI. me se al primo ne mancasse ancora nna, possedu- guaggio (R. Carnap, Oltrepassamento della 1I/t'III' ta invece dal secondo. La differenza invece nel fisica attraverso l'analisi logica del lingullgHI"1 modo d'essere rispettivo: l'esistenza soltanto pos- 1931; A. 1. Ayer, Linguaggio, verit e IlIgl..", sibile, nel primo caso, e l'esistenza reale, o di fatto, 1936). nel secondo, allorch essa testimoniata dai sensi. Antitetico, ma solo fino a un certo segno, illllij' La logica contemporanea ha adottato pienamente dizio di Hcidegger, che riporta il passo piatollll'. questa concezione; e l'ha formalizzata trattando il in questione in esergo a Essere e Tempo per 1'\. verbo essere, nel senso di esistere, non gi qua- proporre la centralit della questione dell'cssl'l'l le predicato, per l'appunto, bens quale operatore Ma la rivendicazione da parte di Heidegger di 1111' (quantificatore) che vincola la proposizione dal- rinascita dell'ontologia si gi fatta carico problema del nichilismo, che aveva prodotto I. l'esterno, simboleggiato col segno. Alla problematica classica si ricollega invece He- dissoluzione della questione dell'essere nella fllil. gcl; ma assai criticamente. Sotto la nozione del- sofia moderna (attribuire all'essere il senso dd di. l'essere Hegel raccoglie le determinazioni concet- venire). Pensare veramente l'essere diviene .11111' tuali nelle quali prevale l'immediatezza: precisa- que per Heidegger una richiesta che ha senso SIIIII mente le categorie qualitative e quantitative, che all'interno di un discorso di filosofia della storin (I nel reale sono rilevanti soprattutto per la natura pensiero occidentale avrebbe volto le spalk: I1h inorganica, per le cose sensibili. Pi in particolare, l'essere per dedicarsi alla manipolazione degli ,'Il< poi, l'essere la categoria da cui comincia la logi- ti), e manifesta una esigenza che da ultimo appull ca di Hegel. Essa in coppia opposizionale col piuttosto religiosa che teoretica, giacch il pellslv, nulla, come era stato in Parmenide, all'origine; ro dell'essere (come genitivus subiectivus, in polI' c appunto da Parrnenide Hegel vede rappresenta- mica con la riduzione dell'essere alla soggettivllA ta storicamente la tesi che l'Assoluto sia mera- nella metafisica) avrebbe la funzione di ridurn'l. mente essere. Per Regel, si tratta della concezione pretese egemoniche della soggettivit, dell'urunpi povera che dell' Assoluto si possa avere (e per nismo e della tecnica, e di porre le basi per 1111" questo egli comincia la logica dall'essere), in rinnovata piet. quanto pensare soltanto l'essere come concetto Rispello a questo progetto, la posizione di .I, l', generalissimo significa toglier via qnalsiasi deter- Sartre (L'essere e il nulla, 1943) illustra prcrisn minazione, sacrificando ogni specificit a un'a- mente il nesso tra filosofia della coscienza e 01110 strazione completamente vuota. Appena di qual- logia da cui Heidegger propone di prendere ,'Oli' cosa si dica alcunch di determinato, non si avr gedo (l'essere, infatti, inteso hegclianamente m, pi l'essere in generale, ma qualche ente diverso me il pi povero e indeterminato dei concetti, N da altri, in rapporto con altri, limitato ecc. Pensa- indicato come l'in s, sarebbe solo il campo IlIUN to nella sua completa astrattezza, l'essere per- siccio e opaco che viene negato dalla coscicnzn], tanto identico al nulla, secondo Hegel; e ci si ve- E. Levinas (Altrimenti che essere o al di l dcll'r: dc nel divenire, che appunto unit, o continuo senza, L974) mette invece in chiaro il caratu-re passaggio, fra l'essere e il nulla; e poi nelle catego- prevalentemente morale della ripresa contempli rie ulteriori, che anch'esse contengono in unit ranea del problema dell'essere, capovolgendo tanto l'essere, non pi astratto ma determinato, l'assiologia heideggeriana: I'ontologia sarebbe 1111 quanto il nulla, sotto forma di negativit altrettan- atteggiamento empio, che facendo dell'uomo Il to determinata. Nel sec. XIX la problematica del- custode dell'essere lo distoglierebbe dal farsi ,'11 l'essere viene ripresa dallo spiritualismo italiano, stode dei suoi fratelli; la metafisica, che in Levimu da A Rosmini e V. Gioberti, anche se in contra- non ha l'accezione peggiorativa vigente nel secoIl sto tra loro. S. La. do Heidegger, dovrebbe per contro trovare le SIIU o La questione dell'essere nella filosofia del Novepi autentiche risorse proprio nella subordina/tu all'etica, come responsabilit cento. Il Novecento si caratterizzato per un at- ne del'ontologia teggiamento ancipite nei confronti cieli'antologia, dell'uomo non per l'essere ma per l'altro uomu, che pu essere sintetizzato nel diverso uso che E. La posizione di H. G. Gadamer, infine (Verill ~ Cassirer e Heidegger hanno fatto del famoso pas- metodo, 1960) illustra, con la celebre sentenza St' so del Solista platonico: E chiaro infatti che voi condo cui l'essere, che pu venire compreso, l' Il da tempo siete familiari con ci che intendete linguaggio,il carattere non direttamente antiIciI, quando usate l'espressione essente; anche noi cre- co della morfologia cassireriana rispetto alla onludemmo un giorno di comprenderlo senzaltro, ma logia heideggeriana. Nei due casi, infatti, venuto ora siamo caduti in perplessit. Cassirer trae la meno il richiamo prekantiano all'essere come 1'011conclusione che la nozione di essere appartenga damento, e l'ontologia si risolve o in una filosofi" alla preistoria della filosofia, o quantomeno esor- della cultura o in una ontologia negativa, con 1I1ll biti dalla rivoluzione della filosofiamoderna com- alternativa che Gadamer media attraverso un rI

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"",.d carattere linguistico dell'essere che ne sot',(iI!>,'la dicibilit (dunque la struttura morfolo,I" ,-lIlrouna filosofia della cultura) senza escluI ttu una dimensione abissale ma, proprio per ,,,,11', linguisticamente indicibile. M.Fe. ."""lerico opposto di esoterico 0-+ acroamatico. lu"j l'-uscre fuori di s (in gr. kstasisi che , , molte tradizioni filosofiche e religiose indica l ,1.111'di comunione o identificazione col divino , ""'1111110 dall'individuo. Come frutto di esperien, ,,"',1 ica,l'estasi costituisce la tappa culminante " "" processo che conduce a Dio attraverso il ,,,,',,'ssivo abbandono di ogni esperienza sensiI ,Il, ,'illtellettuale. Nella teologia cristiana patritu. scolastica l'estasi viene considerata ora co,,,, 1.1 torma pi alta di contemplazione (BernarI",Il ( Iairvaux, Ugo e Riccardo di San Vittore), " , , me la condizione escatologica di deificaziotende l'intero creato, considerato neoplato,IIIII'ntenel suo processo di ritorno verso la l'''' l<'divina (Scoto Eriugena). La preparazione ,(1,',I:lsida parte del singolo presuppone un rigo,,, " ,'sercizio di purificazione morale; in alcuni ,",,,,i , presente la convinzione che essa sia ragIIIIII'.ihile attraverso una congiunzione intima con " l'' uuipio divino che abita nell'anima umana (la IIIII/lillinimae di J. Eckhart); in altri si insiste sulI, .r: li U it della visione estatica, e si sottolinea il tur .uuttere di dono eccezionale da parte di Dio , \".uino, Confessiones, IX). Nella filosofia con" '''l'' .ranea il termine usato. da Heidegger per Il,,I'';II'Cle tre dimensioni del tempo (Essere e '''l'I " par. 65), in quanto la temporalit l'essere I"," i di s (proiettato verso il mondo presente, ",-r:;o il passato e il futuro) dell'esserci, cio 1,IIII"mo. "olc\llsione - intensione binomio che sta alla baoI,'lIateoria logica del significato delle espres,,,'" linguistiche. Mentre l'intensione di un co""1111 linguistico il concetto che tale costrutto si .nc di suscitare o di fatto suscita nel pensiero Il' Il legge o ascolta, l'estensione il riferimento ,,""'Iluale esterno delle espressioni linguistiche. I ,,l''lIsione di un termine individuale, per es. un """"', l'individuo concreto da 'esso indicato. I ,',II'lIsione di una propriet la classe o insieme I."Iloggetti che portano quella propriet. L'e1'11',11 me di una proposizione il suo astratto cor" p.uulere o non corrispondere ai fatti (il suo vaI"" di verit). Strumento principe della teoria l, llt-xtcnsione la teoria delle classi e degliinsie"" I indubbio chei metodi della logica contem1'''l.llIca sono fondamentalmente estensionali, l" lilla soddisfacente teoria generale dell'inten" ""' non ancora disponibile e infine che certe l' IIil:tlie interessanti teorie ntensionali proposte, l'' , ,'s. le logiche modali (-+ modalit), ammetto"" 1111 erpretazioni di carattere estensionale. Il l''' .Iominare dell'cstensionalismo attribuibile al 1,111' che nella scienza modello del procedere ra"'":1Ic, la matematica, l'intensione non ha mai ,,,Il,, un ruolo di rilievo. Ii-rnlsmo - internismq .posizioni filosofiche ,,1111<'1 iche relative 1) al principio di individuazion, 011"1 contenuto degli stati mentali (esternismol' 'H IO" , '"

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Secondo l'internismo, il contenuto di uno stato mentale dipende da fattori esclusivamente interni al cervello di un individuo; ci significa che due individui cerebrahnente identici sono anche mentalmente identici. Secondo l'esternismo, al contrario, il contenuto di uno stato mentale dipende almeno in parte dall'ambiente: due individui fisicamente identici che si trovano in ambienti differenti possono elaborare stati mentali differenti. L'esternismo implica quindi il fallimento della -+ sopravvenienza, cio ammette la possibilit che vi sia, a parit di condizione fisica, qualche differenza nelle propriet mentali. Come tale esso spesso utilizzato come argomento contro il funzionalismo e contro varie forme di riduzionismo psiconeurale in filosofia della mente e in scienza cognitiva. , Estemismo-intemismo in epistemologia. Secondo l'internismo epistemologico, i fattori che giustificano una credenza sono tutti cognitivamente disponibili all'individuo. Una teoria della giustificazione , invece, esternistica se ammette la possibilit che i fattori che giustificano una credenza siano in parte esterni allo spazio cognitivo della persona. L'esempio pi rilevante di esternismo epistemologico l'affidabilismo, secondo il quale il requisito cruciale per la giustificazione che la credenza sia ottenuta tramite un processo che rende oggettivamente probabile che la credenza sia vera (A Goldman). Sono forme di internismo tanto il fondazionalismo basato sull'infallibilit dei contenuti di esperienza immediata quanto il coerentismo. estetica termine con cui, a partire dal Settecento, si indica la disciplina filosofica che si occupa del -+ bello e dell'arte. Il primo a usare il termine in questo senso fu AG. -+ Baumgarten (Meditazioni filosofiche su argomenti concernenti la poesia,

1735). Kant, nella Critica del giudizio (1790), chiama estetico il giudizio di gusto, e nella Prefazione di quest'opera definisce in generale estetico il giudizio che riguarda il bello e il sublime nella natura e nell'arte. Sia in Baumgarten, sia in Kant, il termine resta legato al significato etimologico originario (in gr. aisthanomai, percepisco con i sensi, sento; e isthsis, sensazione): Baumgarten, infatti, riserva all'estetica il campo delle conoscenze che, provenendoci dalle percezioni, non hanno per oggetto idee chiare e distinte, ma idee confuse e vaghe (anche se non impossibile, per la riflessione, individuare leggi che regolano questo ambito di conoscenza); Kant, poi, applica l'aggettivo estetico, oltre che ai giudizi di gusto, anche e innanzitutto alla sfera della conoscenza sensibile: egli chiama appunto estetica trascendentale, nella Critica della ragion pura, la sezione che studia le forme a priori dell'intuizione sensibile, lo spazio e il tempo (si veda la voce seguente). La connessione dell'estetica con il significato etimologico della parola si ripresentata periodicamente nella storia dell'estetica filosofica, fungen-

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protestantesimo

ni psichiche che non sono o, perlomeno, non appaiono patologiche: per es. in quella che Freud definisce gelosia proietti va, nella quale l'individuo attribuisce al partner il proprio desiderio d'infedelt; o ancora in molti atteggiamenti rigidi ed estremistici, in particolare quelli razzistici, per cui l'individuo proietta su un determinato gruppo etnico o sociale caratteristiche (come la sporcizia, la doppiezza ecc.) che sono in lui presenti ma delle quali non vuole riconoscere l'esistenza. prolessi ....anticipazione. proposlzlonale, calcolo il -+ sistema formale corrispondente a una data teoria delle leggi logiche basata su un linguaggio che si limiti ai -,.. connettivi, ovvero non preveda i quantificatori. Le formule del calcolo proposizionale sono allora soltanto quelle ottenute a partire da proposizioni atomiche, della forma soggetto-predicato oppure soggetti-relazione, tramite applicazione di connettivi. Le proposizioni atomiche vengono per lo pi indicate semplicemente con lettere (per es. p, q, ...). L'apparato deduttivo del calcolo proposizionale, cio quello attraverso il quale si ottengono formalmente le leggi della teoria logica che interessa, dato specificando opportuni assiomi e regole dinferen:a. A seconda del modo di dare quelli e queste, si distinguono nozioni di calcolo proposizionale tra loro significativamente diverse (calcoli alla Hlbert-Bemays, calcoli alla Gentzen ecc.), dove la diversit d'impostazione assume importanza a seconda dei particolari problemi metateorici che ci si pongano. Un semplice esempio di calcolo proposizionale per la logica proposizionale classica, cio la teoria delle tautologie (....verit, tavole di), il seguente. Si consideri un linguaggio con i soli connettivi non e o (sappiamo che gli altri connettivi sono definibili a partire da questi due), Assiomi: tutte le formule del linguaggio della forma A o non-A. Regole d'inferenza: da A segue B o A; da A segue A o A; da (A o B) o C segue A o (B o C); da A o B e non-A o C segue B o C. Si dimostra che il calcolo completo, ovvero che ogni tautologia ottenibile a partire dagli assiomi per applicazione delle regole d'inferenza. proposizione in logica, l'unit di significato cui spetta un valore di verit (vero o falso o altri valori se sia data una __ logica polivalente). Cos definita, questa nozione antica come la logica stessa, e coincide con quella aristotelica di logos apophantikos, del discorso che non solo ha significato, ma anche vero o falso. In questa classica caratterizzazione, la proposizione ci che espresso da un enunciato assertorio, e si contrappone a ci che espresso da altri tipi di enunciati (comandi, domande, desideri ecc.). Ma la nozione moderna di proposizione si origina forse pi direttamente dalla distinzione operata da G. Frege fra il senso espresso da un enunciato, dato dalle condizioni alle quali esso vero, e la forza asscrtoria che pu, ma non necessariamente deve, accompagnarne l'emissione o iscrizione (possiamo formulare un pensiero senza asserirne la verit). Questa distinzione costituisce una critica di principio alla teoria del significato sottesa alla logica tradizionale, basata sulla priorit dei termini (no-

mi propri e nomi comuni, questi ulriuu IIIII~"'III alternativamente da soggetto e da 1',,'.11'11111) -Il la loro composizione in untiiudizio (:ill"IIIIIIII\III' negativo, umversale o particolare), 1111'1111 I !lItliU SI logica del significato che guida la "0'011111111111' del calcolo proposizionale e del cnlcok 'l'I"liI,.11I V? con~~ce anzitutto a isol~re ~omc uuu.: III~hl.. di significato quelle espressioni (gli l'111111t 111111 ,'''I mezzo delle quali possibile esprinu-n 1111 "'l'''' compiuto, 111 secondo luogo conduce :1ti, 'l'IIIIIII~ re il significato delle espressioni CIlIIII'''n, 1I1I11l t~~mini del loro contributo alle conditi, 1111 .Il " nta depa proposizione espressa. La '<l" '1,"1" ll~, de COSI11caratt~re ambiguo di CO\1 n vII Il , , l'"t!~ tC,'redella qualit (affermativa o negai Il';1) 01,11111' dizio l?er assimilarsi decisamente al 1"1"Il' n)iI negazione diventa una funzione logicn, " l", Il''11 stanza che la proposizione (o la SU" ""1'.11111111.' venga assenta m un giudizio OppUII' liti 1111\,. espressione in un simbolo rigorosamcuu: dl"llItll1 da quelli deputati a esibire Il conicnuto d,'11 tI,.~\ zrone. Su questa base, ampiamente ('I>1ldlll"" tlM la ricerc~ logica moderna, possibile l',''II''IIIII#~ re la nozione di forza 111 modo da inclu.h. I 110111 ferenti tipi di atti linguistici (~ alto lilll'lIhll, ill, asserzioru, ma anche com,andl, dOJll:II\!I,' dll"I'lrl ecc. Una proposlZlone puo allora consu k-uu "I l't me Il contenuto invanante d.1q~estl :111\l'' '"I,hl ne, questa, che fu sostenuta m dIVCI,:SI "'"11, "1IIJ~ Husserl e da alcuni esponenti della 1110'01111 '"IIth tica inglese (J'L. Austin, A.H. Pricc, 1',1' "llll~ son). Questi ultimi, sviluppando alcune 11'l1,1","/; presenti nel pensiero dell'ultimo Willf'!'II'"elll hanno contestatC,' la nglda distinzione . 1'1" ',Iltll va m Frege e nel teonci della sernanucn "" IIlltl. applicata alle lingue natu,r~li - fra il 11111'1, ." I,,~It-Il del significato, la CUIu11lta.e data dalla l''' 'l" ",111" ne e la CUIteona consta di regole scm.uu Il' ,h~ correlano un Iinguag;gio aun dominio di "I!\''''II (~ modello), e la dimensione pragtnutu ti .1,1.1 gnificato, cio la dimensione dell'uso di 1111>' lUI gua 111 un contesto di convenziomnou s, ,I" 111I~ttl stiche, ma radicate nella forma di vit.i- ,I, Il<Iti ! munit linguistiche. Gli sviluppi della s' '11I,1I11h-. '\, formale hanno parzialmente sdr:III1I1I1IIIUltht ,'" l'opposizione fra semantica e prag.m:tli(,:1 111> 111/' la teona semantica della proposiziom: li" l" 111' 1 t.,. ciato, a partire da R. ....Carnap (1947),,' I,'I Illltttt , vato I.nteresse per le logiche .1~tcllsl"\lttll I f estensione-tntensione: ....modahta). Propp Vladimir Jakovlevic (Pietrohuu. ltlll~ 1970) folclo;lsta :usso. Figlio dl.un ex ('"I,,"tll~ desco, studi a Pietroburgo, dedicandosi 111 1'11111 I colare alla filologia slava. Laureatosi 111'1 1'1111 In segn lmgua e letteratura russa nelle S('III,I, Itt\ll. letteratur~ tedesca all'un~versit di Il '11'1'1" '1111'/' nello stesso ateneo tenne m seguito 1<1 (':1110 di ,I ti folclore. Bench si sia interessato a 11<'1 Il, 011 '1111' problemi (L 'epos eroico russo, 1958; 1,'(//11/ 1"'1'tl lari russi, 1961; Le feste agrarie russe, 1')(1 \ I. "111111 to di partenza o il materiale privilegino d"'l. ~n, indagini costituito dalla fiaba popolare. '1111111\11 dedicati i suoi due studi fondamentali: M~ 111. ,I,'.Ift della fiaba (1928) e Le radici storiche '."'1 "'!l,'1tH di fate (1946). Nella Moriologia della },III", 1'1111'
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Il'a un sistema di classificazione che permetta mazione di Protagora scade a un relativismo gnoli.hiarire in che cosa consista la fiaba prima di in- seologico per il quale non che l'uomo ricapitoli ,I,"',III1Cle origini. Rifiutato quindi il raggruppae si appropri di qualit e relazioni oggettive (i fat",. 1110 delle fiabe per tipi o per motivi.egli indiviti sono inconoscibili, secondo Pro~ago~a), ma cIa~ 111,1 h' costanti 111 base alle quali classificare le fia- scun individuo, nella molteplicit del SUOIstati I" n.llc funzioni narrative, cio, per usare la transeunti, determina le cose nel loro essere, Da li" .k-finizione, nell'operato d'un personaggio ci cops.~gue che ness,uno pu .opinare il falso, I.uuuinato dal punto di vista del suo significato poich CIOche pare al smgoh individui nella partil''' ltl svolgimento della vicenda; tali funzioni socolarit del qui e ora anche con certezza assolu",' "' numero limitato e si combinano secondo ta (Aristotele, Metafisica, 1062b 14); e consegue "Il' "" l'cessione il cui ordine non muta anche in anche che, allo stesso tempo, ciascun oggetto di, .,Ilfa di alcune di esse. Come il linguaggio, cos viene passibile di due ragionamenti contrapposti, l, 1",l>a un sistema normativo che impone desecondo quant~ affermava lo stesso Protagora " '" Il11 ate regole, lasciando contemporaneamente (Diogene Laerzio, I~, 51): a q.uestI una cosa pare "Il' ,'110 margine di libert: .nella s~elta dei l?erso- bella, a quelh pa~e Il contrano, e .pertanto della ""')'1 che sorreggono le vane funzioni, negli attnmedesima cosa ~I pot:anno I?redlcare I t~rmml 1'111, dei personaggi stessi, nelle motivazioru del- opposti. La venta non e tuttavia la cosa COSI come I uru.-ccio. Nelle Radici storiche Propp passa da appare; essa , propnamente, questo stesso appa.." .u"i1isi sincronica a uno studio diacronico e, ri- rire, cos che il movimento ad assurgere a pnnI" "illosi a impostazioni marxiste, vede la fiaba cil?io supremo, cos dell'essere come dell,a co'"~ 'Il ,','me un prodotto del regime sociale nel CUI scienza: La matena -a~ferma Protagora ~ e flut",,1>110 essa esiste ma come residuo di una so- tuante, e fluendo essa ininterrottamente, SIverifi",I.l 1I0n.ancora divisa in classi: i vari. elementi cano aggiunte al posto delle per~it~, e le sensazio,,l''lIlivl nmanderebbero a nti e a rmti collegati DI mutano e vanano secondo l eta e secondo le ,[ "">lnento dell'iniziazione e a quello della moraltre costituzioni dei corpi (Sesto Empirico, ,l'llIlpiego puramente artistico della fiaba la Schizzi pirroniani, I, 217-219).. . "", 'l'a funzione sociale di un soggetto mitico, una Il relativismo gnoseol~glco di Pr<,Jtagora non SI .,[1.1 sparito il regime sociale che lo aveva creato traduce per 111 un relativismo p~atIco: se dal punil uruale cui era collegato. La Morfologia della to di ,VIsta gn?seologlco non puo esservi errore e ""I,,, ha avuto tuttavia una maggiore nsonanza: falsit, perche Ciascuna cosa e e non e allo stesso 1111., c"noscere in Occidente da R. Jakobson a tempo, dal punto di vista pratico l'essere e il non ". .u.umi dalla sua composizione, quest'opera ha essere non sono equivalenti, perch soltanto al.. utuito l'esempio di un metodo allargatosi dall'uno dei due spetta di essere il migliore, e il pi I uubito della fiaba all'indagine delle leggi gramutile: come un buon agncolto:e cerchera allora, '" tllt':i1idella narrativit. attraverso cure appropnate, di mgenerare nelle t"tllagora (Abdera tra il 491 e il 481 a.c.) filopiante, quando sia~oammalate, utili e sane sensa,,j,, )'reco. Fu tra i pi insigni esponenti della soZl011le dlSpOSIZlOi1lm luogo elI quel!e dannose li I" .1, lanto da meritare il rispetto dello stesso (Platone, Teeteto, 167b-c), cos il sapiente, con le l'I''''IIC, inflessibile oppositore dei sofisti, ~h~ gli armi ?el discors? e dell'el<?quenza, i~elirizzer i ,I, ,j"" l'omonimo dialogo. Di lui la tradizione cittadini verso CIOche sia pIU giusto e pm utile per l. '''''l'iafica racconta che fu stimato amico di Pelo stato ~elle vicende del suo divenire. .. ,', l. "da questi incaricato di redigere le leggi per pretensione concetto della fenornenologia di I", d,mia di Turi fondata intorno al 440. Esercit Husserl, analizzato in particolare nell'opera Per l" "kssione di' sofista per quarant'anni e mor la fenomenologia della coscienz.a interna del tem"" naufragio all'et di settant'anni, secondo al- po (1928). Protensione indica Il rapporto mten""'"li novanta secondo altri, mentre si recava in zionale originario fra la coscienza e gli oggetti di ",,' bandito dalla citt di Atene. Causa della coscienza che non sono ancora presenti. In essa la . 'Il'I:ililla, per la quale anche tutte le sue opere coscienza rivolta verso qualcosa c~e deve .anco,,",,", I bruciate sulla pubblica piazza, era stato l'a essere afferrato, ma che viene gia tematizzato '',l'' '. 'ritto in cui affermava di non poter accertanell'attesa che SI presentifichi, Rappresenta la pn"!,,lIard~ agli dei, n che sono n che non so- ma configurazione dell'attivit di coscienz';l, in "1'1'0nendosi a ci ~lOlte co.se: l'oscurit del- quantopn:nettalavltamtenzlonalenelsuosv!lupI """III<:nto e la brevit della vita umana (DIO- po per COSIdire stonco. E una tendenza al soddi"". I .aerzio, IX, 51). Il principio fondamentale sfacimento di aspettative, ma anche al raggiungiIl., ::lIa filosofia, contenuto nell'opera principamento di scopi e, in quest'ultimo senso, la forma I, I" V,'rit o Discorsi sovvertitori, che di tutte originaria della tel~ologia della coscienza e della I. ,,,'." nusura e l'uomo, di quelle che sono, per ragione, che costitusce uno del temi fondamentaur lu- sono, di quelle che non sono, per ci che li dell'ultima fase del pensiero di HusserL L'e""" ',"110 (ibid.). Da un lato, tale principio esprispressione avverbiale protensive si ritrova anche "" il rondamento stesso della riflessione filosofiin Kant, Critica della ragion pura, A 805; B 834. ' .... 'lIndo cui momento essenziale della conoprotestantesimo il patrimonio dottrinale e istitu" "!:I del mondo l'uomo come essere senzienzionale sviluppato dalla --+ riforma protestante, Il " , lnsante (cfr. Aristotele, Metafisica, 105.3a nome risale alla protesta che i principi e le citt 'l t. \): ma d'altra parte, poich l'1!0mo viene 111- luterane della Germania elevaro!lo alla dieta di ome soggetto empirico e particolare, l'afferSpira (1529) contro la deCISIOne di Carlo v e della