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UN METODO MARKOVIANO DI GENERAZIONE DI SEQUENZE DI INSOLAZIONE PER IL DIMENSIONAMENTO E LA SIMULAZIONE DI IMPIANTI DI CAPTAZIONE

Giuseppe Oliveti - Natale Arcuri - Salvatore Ruffolo

Dipartimento di Ingegneria Meccanica- Universit della Calabria 87030 Rende (Cosenza) - e-mail:giuseppe.oliveti@unical.it

SOMMARIO Viene presentato un metodo di generazione di sequenze di insolazione che utilizza una libreria di matrici di Markov e i parametri delle distribuzioni normali degli indici di serenit mensili, idoneo a descrivere statisticamente la variabilit mensile e annuale dellenergia solare incidente. Il metodo di generazione stato utilizzato per valutare gli effetti della variabilit climatica sugli impianti solari con accumulo interstagionale.

ABSTRACT An insolation sequence generation method that uses a Markovs library of transition matrices are presented together with normal distribution parameters of monthly clearness indices capable of statistically describing monthly and yearly solar incident energy variability. The generation method has been used to evaluate the effects of climatic variability on solar plants with interseasonal storage.

1. INTRODUZIONE Il dimensionamento e le prestazioni degli impianti che utilizzano la radiazione solare sono di solito ottenute impiegando i dati climatici relativi allanno storico, e pertanto nelle valutazioni termiche ed economiche, la frazione del fabbisogno fornito assunta costante nel corso della vita dellimpianto. Nel funzionamento effettivo la variabilit climatica rende mutevole la frazione solare fornita. Pi realistiche sono quindi le valutazioni in condizioni climatiche variabili attraverso la determinazione della curva di probabilit cumulata, la quale stima i livelli di probabilit associati allenergia fornita dallimpianto. Queste valutazioni richiedono la disponibilit di sequenze annuali della radiazione, rappresentative della variabilit climatica della localit considerata. Le matrici di Markov a un passo esprimono il pi semplice modello di previsione stocastica delle sequenze di insolazione. Se si dispone di dati sperimentali di insolazione, ad esempio una successione annuale dellindice di serenit giornaliero k, rapporto tra lenergia incidente sul piano orizzontale e la corrispondente energia extratmosferica, la costruzione della matrice di Markov facile, e richiede i seguenti passi: a) discretizzazione dei valori di k in n classi; b) costruzione di una matrice quadrata di dimensioni nxn il cui elemento generico (i,j) contiene il numero di transizioni dalla classe i alla classe j. Ogni elemento della matrice in sostanza un contatore che registra il numero di volte in cui le due classi si sono succedute; c) normalizzazione della matrice ottenuta dividendo ogni elemento di una riga per la somma degli elementi presenti nella riga considerata. Si ottenuta in tal modo una Matrice di Transizione Autoregressiva ad un passo, i cui elementi p(i,j) esprimono la probabilit di transizione dellindice di serenit dalla classe i alla classe j.

La generazione di una sequenza annuale si ottiene operando sulla matrice nel modo seguente. Inizialmente si sceglie casualmente una delle righe e si genera un numero casuale R, utilizzando una distribuzione uniforme nellintervallo tra zero e uno. Si sommano sulla riga individuata gli elementi a partire dal primo, fino a quando la loro somma risulta non minore di R, si individua in tal modo una classe o indice di colonna. Allinterno di tale classe si estrae in maniera casuale un valore dellindice di serenit che costituisce il primo elemento della sequenza simulata. La classe prima individuata costituisce il nuovo indice di riga da cui ripartire per generare un nuovo valore dellindice di serenit. In questo lavoro sono state utilizzate matrici di transizione di Markov (MTM) messe a punto da Aguiar et al., [1], attraverso dati sperimentali relativi a diverse localit. La libreria formata da dieci matrici, tutte di dimensioni 10x10, ogni matrice relativa ad un definito intervallo dellindice di serenit mensile sul piano orizzontale. Per una determinata localit in genere sono noti i valori degli indici di serenit mensile relativi allanno storico. Operando sulla matrice corrispondente possibile generare sequenze mensili dellindice di serenit giornaliero, statisticamente indistinguibile dalla sequenza relativa allanno storico.

2. IL METODO DI GENERAZIONE DELLE SEQUENZE DI INSOLAZIONE A causa della variabilit climatica lindice di serenit mensile relativo ad un generico mese, differisce dal valore medio fornito dallanno storico. La variabilit stata simulata facendo lipotesi che la distribuzione dellindice di serenit mensile sia di tipo normale. Se quindi per i singoli mesi dellanno storico si conosce oltre al valore medio

k anche la deviazione standard k , possibile utilizzare tali distribuzioni per generare casualmente un valore
dellindice di serenit mensile, e successivamente, attraverso limpiego delle MTM, disporre di una sequenza mensile dellindice di serenit giornaliero. Generando casualmente dodici valori di k, uno per ogni mese secondo la corrispondente distribuzione normale possibile ottenere una sequenza annuale della radiazione. La procedura consente di generare un numero qualsivoglia di sequenze annuali, che si caratterizzano per avere ciascuna valori mensili e annuali dellenergia diversi da quelli relativi allanno storico. Nella generazione mensile si posto il vincolo che la sequenza generata restituisca un valore di energia mensile corrispondente al valore di k generato. Tale procedura di generazione simula leffettiva variabilit climatica. Come caso particolare possibile generare sequenze con il vincolo che per ogni mese lenergia sia quella corrispondente allanno storico. Per lutilizzo delle sequenze generate occorre riportare i valori dellenergia giornaliera dal piano orizzontale al piano di captazione. Tra le varie correlazioni disponibili in letteratura stata scelta quella di Liu e Jordan [2], perch ha fornito una pi accurata verifica tra i valori di radiazione misurati sul piano orizzontale e su un piano inclinato di 39,3 (latitudine della stazione attinometrica dellUniversit della Calabria). Nella fig.1 riportato un confronto tra lenergia mensile sul piano di captazione, determinata sperimentalmente, e 800 quella ottenuta con le sequenze generate sul piano orizzontale e la correlazione di Liu e Jordan per il riporto sulla superficie inclinata. Per la generazione sul piano orizzontale sono stati utilizzati i valori dellindice di 600 serenit mensile ricavati sperimentalmente, con il vincolo che la distribuzione restituisca lo stesso valore mensile dellenergia misurata. I dati di radiazione sul piano orizzontale e sul piano di captazione sono stati misurati 400 nel periodo gennaio 1993 - dicembre 1996. Con i valori mensili dellindice di serenit relativi allanno storico, sono stati generati con le MTM dieci anni successivi, in modo 200 da ottenere in uno stesso mese diverse distribuzioni dellindice di serenit giornaliero. Il confronto mostra lottimo accordo tra i valori mensili dellenergia misurata 200 400 600 800 e calcolata, ed evidenzia che lalgoritmo di calcolo conduce 2 Energia misurata(MJ/m ) ad una sottostima dellenergia sul piano di captazione, imputabile in gran parte alla correlazione, con una Fig. 1 - Energie mensili misurate e calcolate distribuzione dello scarto relativo percentuale, fig.2, che sul piano di captazione. assegna l82,3% dei valori alla banda 6% +2%; il 91,7% dei valori tra 10% +2%; e il 94,2% tra 10% +10%. Nota lenergia incidente sul piano di captazione, lenergia

Energia calcolata (MJ/m2)

raccolta pu essere determinata stimando lefficienza media giornaliera del collettore. Ci richiede la conoscenza delle caratteristiche del collettore installato, le condizioni di alimentazione, e il valore dellirraggiamento medio, calcolabile una volta nota la durata di insolazione. I migliori risultati sono stati ottenuti stimando la durata di insolazione 60 sul piano orizzontale con una procedura che opera % casualmente tra un valore minimo e il valore massimo 5 0 extratmosferico. Il valore minimo stato determinato come rapporto tra lenergia giornaliera generata e lirraggiamento 4 0 medio, relativo a giornata serena, valutato con la procedura ASHRAE [3]. I valori estremi della durata di insolazione 3 0 calcolati in tal modo sono quindi relativi a giornate o frazioni di giornate con cielo sereno. Le durate di insolazione sul 2 0 piano orizzontale generate casualmente tra tali valori estremi sono state poi riportate sul piano di captazione con i consueti 1 0 metodi. 0 Disponendo di dati sperimentali relativi al funzionamento di un sistema di accumulo interstagionale dellenergia solare, costituito da un campo di captazione di 91,2 m2, di un sistema di accumulo di 500 m3, e di un edificio di 1750 m3 [4], la procedura di generazione messa Fig. 2 - Distribuzione dell'errore relativo percentuale tra l'energia misurata e quella a punto stata sottoposta a verifica sperimentale. Nella fig.3 calcolata sul piano di captazione. sono riportati gli andamenti sperimentali della temperatura di alimentazione del campo di captazione, dellenergia incidente, dellenergia captata registrati nel periodo giugno 1996, maggio 1997. Lenergia giornaliera captata con le sequenze generate stata calcolata considerando la caratteristica del campo di captazione a tubi di calore dellimpianto sperimentale [5], identiche condizioni di alimentazione e di temperatura dellaria esterna, e gli stessi vincoli impiegati nellimpianto sperimentale per il funzionamento automatico. In particolare stata valutata la possibilit di raccolta giornaliera dellenergia mediante un confronto tra lirraggiamento di soglia richiesto per ottenere un incremento di temperatura della portata di 1C, tra lingresso e luscita dal campo di captazione, e lirraggiamento medio ottenuto attraverso la procedura di generazione. I risultati del confronto tra i valori mensili dellenergia captata nellimpianto sperimentale e quella calcolata con le sequenze generate, sono riportati nella fig.4. Anche in questo confronto sono stati considerati dieci anni di sequenze generate, con valori mensili e annuali dellenergia sul piano orizzontale identici a quelli sperimentali. Il massimo scarto mensile si verificato nel mese di dicembre con una sottostima dellenergia sperimentale del 20%. Se si considera lenergia annuale captata, limpiego delle sequenze generate conduce ad una sottostima dellenergia che non supera il 2,5%.
-14-10 -inf-14 -10-6
80 80

40 GJ 30

GJ
60

Ei Ec Tf

C
60

40

40

20

20

20

10 Energie calcolate Energie captate

0
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre

Fig. 3 - Temperatura di alimentazione del campo di captazione, energia incidente ed energia captata nell'impianto sperimentale (giugno 1996 - maggio 1997).

giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre gennaio febbraio marzo aprile maggio

Fig. 4 - Confronto tra le energie mensili captate e quelle calcolate con le sequenze generate.

1014

14inf

-6-2

-22

610

26

3.VARIABILIT DELLENERGIA UTILE NEGLI IMPIANTI CON ACCUMULO INTERSTAGIONALE In questi ultimi anni sono stati costruiti impianti solari con accumulo interstagionale dellenergia, destinati al riscaldamento invernale e alla produzione di acqua calda sanitaria. Questi impianti sono noti come CSHPSS (Central Solar Heating Plants with Seasonal Storage), e si prestano alla fornitura di energia a complessi abitativi [6],[7],[8],[9],[10]. Nella nostra indagine, il dimensionamento termico stato ottenuto con una procedura automatica iterativa, che impiega tre codici di calcolo disposti in cascata [11], [12] e per la simulazione un codice di calcolo convalidato mediante confronti con dati sperimentali [4]. I dati climatici utilizzati sono quelli relativi allanno storico. Queste procedure automatiche di calcolo sono state impiegate per una estesa analisi termica considerando impianti di taglia diversa ubicati in tre localit climaticamente differenti del territorio italiano (Milano, Pisa e Cosenza). Allanalisi termica stata poi affiancata una analisi di tipo economico con la formulazione di una funzione costo globale, il cui minimo rispetto allarea dei pannelli e al volume di accumulo, ottenuto tenendo conto dei vincoli termici tra queste due grandezze, consente di determinare lenergia che deve essere erogata in un anno dallimpianto. Il resto del fabbisogno fornito dallimpianto di integrazione [13]. In questo articolo per brevit stata riportata lanalisi della variabilit climatica per gli impianti ubicati a Pisa. Nella Tab. I sono riportati i valori ottenuti con lanalisi economica, dellarea di captazione, del volume di accumulo e dellenergia che laccumulatore eroga per quattro impianti di taglia diversa. Nella fig.5 riportato un esempio di andamento annuale della temperatura media dellaccumulatore, dellenergia mensile incidente sui collettori nellanno storico, dellenergia estratta dallaccumulatore. Nella Tab. II sono indicati i parametri delle distribuzioni mensili dellindice di serenit [14]. Qu,0 Ac V Con la procedura automatica messa a punto, sono state 2 3 m m GJ generate sequenze annuali di radiazione, e con il codice di 2479 13101 5457 simulazione dellimpianto, calcolati i valori dellenergia che 1252 6484 2729 l accumulatore in grado di erogare. In condizioni di 640 3298 1364 variabilit climatica, per determinare il prelievo di energia 338 1694 677 dallaccumulatore si utilizzato il seguente criterio: dovendo laccumulatore funzionare con continuit, lenergia estraibile Tab. I - Area di captazione, volume di stata determinata in modo da ottenere un profilo di accumulo ed energia utile erogata nelle temperatura dellaccumulatore prossimo a quello dellanno condizioni di ottimo economico per gli storico. In tal modo le perdite termiche dellaccumulatore impianti ubicati a Pisa. diventano quasi indipendenti dalle variazioni dellenergia introdotta. Ci stato ottenuto confrontando il valore della temperatura media dellaccumulatore con il corrispondente valore relativo allanno storico, e distribuendo la maggiore o minore energia disponibile in modo proporzionale ai prelievi corrispondenti allanno storico. Per ridurre i tempi di elaborazione, le prestazioni degli impianti al variare delle sequenze annuali di insolazione, sono state valutate con una procedura che sfrutta le risposte del sistema campo k k di captazione-accumulatore alle Gennaio 0.322 0.060 variazioni mensili dellenergia incidente. A tal proposito sono stati calcolati con Febbraio 0.356 0.066 il codice di simulazione dellimpianto i Marzo 0.375 0.062 valori dell energia annuale fornita Aprile 0.420 0.057 dall accumulatore considerando Maggio 0.452 0.047 incidente sul piano di captazione la Giugno 0.466 0.043 sequenza dellanno storico modificata Luglio 0.513 0.051 ogni volta in un solo mese. La modifica Agosto stata realizzata generando con le MTM 0.490 0.043 una prima sequenza mensile con un Settembre 0.459 0.047 Ottobre 0.424 0.052 valore di k = k + 3 k , e una seconda Novembre 0.334 0.060 Dicembre con k = k 3 k . I parametri della 0.325 0.053 distribuzione sono quelli relativi al mese considerato. Tab. II - Parametri delle distribuzioni normali dell'indice di serenit mensile per Pisa.

Se si ipotizza che, relativamente allenergia estratta, il comportamento del sistema campo di captazioneaccumulatore nellintorno del punto di funzionamento corrispondente allanno storico, sia linearizzabile, allora possibile porre lenergia annuale che laccumulatore pu erogare sotto la forma:

Qu = Qu, 0 + S ai ( Ei Ei , 0 )
i =1

12

(1)

La relazione precedente consente il calcolo dellenergia utile Qu a partire dellenergia utile che limpianto eroga nellanno storico Qu,o attraverso la somma delle risposte del sistema alle singole variazioni mensili dellenergia incidente(Ei-Ei,o), calcolate con riferimento allanno storico. S larea di captazione, ai sono dei coefficienti che hanno il significato di fattori di utilizzo delle variazioni mensili dellenergia incidente, e sono calcolabili, nella formulazione adottata, per ogni mese come rapporto tra la variazione di energia utile annuale conseguente alla variazione mensile dellenergia incidente, e questultima. La (1) consente quindi il calcolo dellenergia che laccumulatore eroga qualunque sia la sequenza annuale incidente. Nella fig.6 riportato per Pisa landamento dei valori mensili dei coefficienti di utilizzazione a partire da aprile che il mese di fine riscaldamento invernale e di inizio della carica dellaccumulatore. La figura mostra che mediamente la quota di energia utile annuale conseguente alle variazioni mensili dellenergia incidente variabile da 0,31 (aprile) a 0,94 (marzo). Ci evidenzia che il sistema particolarmente sensibile alle variazioni di energia incidente nel periodo di riscaldamento invernale (novembre- marzo), per il fatto che tali variazioni in larga misura rappresentano variazioni di energia utile erogabile dallaccumulatore. Inoltre tali coefficienti presentano una dipendenza non marcata dal volume di accumulo. Un confronto sistematico tra lenergia utile calcolata con il codice di calcolo e quella valutata con la relazione precedente, impiegando sequenze di radiazione generate per un numero di anni pari a 100, ha evidenziato che lerrore relativo percentuale non supera l1,8% ( vedi fig.7).
1 0.8 0.6 0.4 0.2 0
Settembre Febbraio Gennaio Novembre Dicembre Giugno Maggio Agosto Ottobre Luglio Marzo Aprile

Energia utile codice (GJ)

6000 5000 4000 3000 2000 1000 V = 13101 m3 V = 6484 m3 V = 3298 m3 V = 1694 m3 1000 2000 3000 4000 5000 6000

V = 1694 m3 V = 3298 m3 V = 6484 m3 V = 13004 m3

Energia utile (GJ) Fig. 7 - Confronto tra l'energia utile calcolata con il codice di calcolo e quella valutata con la relazione (1).

Fig. 6 - Coefficienti di utilizzo delle variazioni mensili dell'energia incidente per gli impianti ubicati a Pisa

La procedura di calcolo messa a punto stata utilizzata per una estesa campionatura dellenergia utile erogabile dagli impianti considerati. E stato considerato un numero elevato di sequenze annuali in modo da ottenere per tutti i mesi dellanno, e per i diversi anni, una estesa rappresentazione della variabilit climatica. I risultati ottenuti sono stati successivamente sottoposti ad una indagine statistica con la costruzione delle curve di probabilit cumulata dellenergia estratta dallaccumulatore, e ancora meglio, della frazione di energia estratta, calcolata con riferimento allenergia fornita nellanno storico. Queste curve forniscono la probabilit che limpianto eroghi una frazione di energia maggiore o uguale al valore corrispondente, e sono di grande interesse nella fase di studio e di analisi delle prestazioni, ed essenziali per una corretta progettazione del sistema di produzione dellenergia di integrazione. In particolare forniscono la frazione di energia che limpianto certamente in grado di erogare ( p = 99%), o di non erogare (ad esempio p = 10%), e la conferma che ad un valore di energia utile maggiore o uguale a quello relativo

allanno storico associata una probabilit del 50%. Un esame dei valori della superficie di captazione e del volume di accumulo richiesti nelle diverse tipologie di impianti, ha evidenziato che, nelle condizioni di ottimo economico considerato, il legame funzionale tra larea di captazione e il volume di accumulo di tipo lineare e omogeneo, e dello stesso tipo pure il legame tra lenergia utile fornita e il volume di accumulo. Ci rende, considerando la relazione (1) e la fig.6, la frazione di energia Qu/Qu,o sostanzialmente indipendente dal volume di accumulo, e cos pure la curve di probabilit cumulata. Nella fig.8 sono state riportate le curve di probabilit cumulata ottenute per Pisa. Gli impianti sono in grado di erogare con una probabilit del 99%, 85% dellenergia erogabile nellanno storico; con una probabilit del 90%, il 92%; con una probabilit del 70% il 97%; con una probabilit del 50% il 100%; con una probabilit del 30%, il 104%, e infine una probabilit del 10%, il 109%.

Probabilit cumulata

0.75

V = 1694 m2 V = 3298 m2 V = 6484 m2 V = 13101 m2

0.5

0.25

0 0.8 0.9 1 1.1 1.2

Qu/Qu,0 Fig. 8 - Curve di probabilit cumulata della frazione di energia utile per gli impianti ubicati a Pisa.

4. CONCLUSIONI E stato messo a punto un metodo di generazione di sequenze annuali della radiazione in grado di descrivere statisticamente la variabilit climatica. La validit della procedura, stata accertata mediante un confronto tra lenergia captata in un impianto sperimentale e quella ottenuta con un modello di un campo di captazione che utilizza le sequenze generate. Il metodo di generazione stato impiegato per studiare la variabilit delle prestazioni di impianti solari con accumulo interstagionale progettati con un criterio economico, utilizzando le sequenze di radiazione relative allanno storico. Lanalisi ha condotto alla formulazione di un metodo di calcolo dellenergia utile annuale fornita dallaccumulatore in condizioni di variabilit climatica, che impiega lenergia erogata nellanno storico e i coefficienti di utilizzo delle variazioni mensili dellenergia incidente. Questultimi sono calcolabili attraverso le sequenze generate. Lindagine, inoltre, ha consentito di ricavare le curve di probabilit cumulata delle frazioni annuali dellenergia utile, calcolate con riferimento allenergia fornita nellanno storico, e di stimare i corrispondenti livelli di probabilit. In particolare stata valutata la frazione di energia utile che limpianto certamente in grado di erogare (p = 99%), e di non erogare. Lindagine ha evidenziato che le curve di probabilit possono essere ritenute indipendenti dal volume di accumulo. Queste analisi completano la conoscenza delle prestazioni degli impianti di captazione consentendo di verificare in termini probabilistici la bont del dimensionamento e le prestazioni ottenibili, inoltre forniscono preziose informazioni per il dimensionamento dei sistemi di integrazione.

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