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Le prospettive del mercato fotovoltaico in Italia

Detrazioni fiscali e Scambio Sul Posto per sostenere il settore del solare
fotovoltaico. Prospettive per il 2016---22/03/2016
A cura di: Damiano Cavallaro, Marco Chiesa, Simone Franz. Energy&Strategy, Politecnico di
Milano Il 2015 stato per il settore fotovoltaico in Italia un ulteriore anno di transizione,
come mostrato dai 301 MW di nuova potenza installata, in linea con quanto registrato
lanno precedente. In particolare, il segmento dei piccoli impianti (relativo soprattutto ad
applicazioni residenziali, fino a qualche kW di potenza) si conferma trainante per lintero
comparto, rappresentando circa il 45% dellinstallato complessivo, mentre risultano
sostanzialmente residuali gli impianti utility scale, di taglia superiore al MW. Seppur
orfano ormai da tempo del principale meccanismo incentivante che ne ha trainato la
diffusione negli scorsi anni (il Conto Energia), ancora oggi larticolazione del quadro
normativo di influenzare la diffusione del fotovoltaico in Italia. In particolare, si fa
riferimento alle detrazioni fiscali - che permettono di recuperare in 10 anni il 50%
dellinvestimento iniziale sostenuto per la realizzazione di impianti fotovoltaici di taglia fino
a 20 kW - ed al meccanismo dello Scambio Sul Posto particolare modalit di
valorizzazione dellenergia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico di taglia fino a 500
kW ed immessa in rete. Rispetto al mercato europeo nel suo complesso, lItalia copre
soltanto il 3,7% dellinstallato nel 2015, ben al di sotto dei volumi di installato registrati
nei principali mercati, come ad esempio i 3,5 GW installati in Gran Bretagna, 1,5 GW in
Germania e quasi 1 GW in Francia. Al di fuori del continente europeo, anche nel 2015
Cina (con 15 GW installati nel 2015) e Giappone (10,6 GW) si confermano leader
indiscussi, grazie al forte impegno della prima nel ridurre le emissioni inquinanti derivanti
in primis dalluso del carbone (con riferimento alla Cina), e del secondo nel variare il mix
produttivo di energia elettrica, al fine di eliminare progressivamente lutilizzo della fonte
nucleare. Per quanto riguarda le dinamiche attese relative al mercato del fotovoltaico in
Italia, diversi sono i fattori che verosimilmente potrebbero frenare lauspicata ripartenza
del comparto da parte degli operatori del settore e che potrebbero relegare tale mercato ai
modesti volumi attuali, nellordine dei 300 MW allanno. Un primo aspetto che desta
preoccupazione riguarda la riforma delle tariffe elettriche in ambito domestico, entrata
in vigore da Gennaio 2016 (per il mercato industriale, invece, stato il decreto
milleproroghe, convertito in legge il 25 febbraio, ad apportare le medesime modifiche). In
particolare, le strutture tariffarie in vigore fino al 1 gennaio 2016 erano caratterizzate dalla
progressivit dei corrispettivi tariffari in funzione dei consumi. La riforma prevede il
superamento della struttura progressiva rispetto ai consumi e ladeguamento delle
componenti tariffarie relative ai servizi di rete (es. costi di misura, distribuzione, ecc.) ai
costi del relativo servizio, secondo criteri di gradualit.In particolare, allinterno dei
corrispettivi per i servizi di rete, che saranno identici per tutti i clienti domestici (ossia non
distinguendo tra clienti residenti e non), i costi di misura e commercializzazione saranno
attribuiti in quota fissa pro-cliente (/anno), i costi di distribuzione saranno attribuiti in
funzione della potenza impegnata (/kW/anno) ed i costi di trasmissione in funzione della
quantit di energia consumata (c/kWh/anno).Per quanto concerne invece la
componente oneri generali di sistema, prevista la distinzione tra le categorie clienti
residenti, che avranno la parte di oneri applicati totalmente sulla quota di energia
consumata, e clienti non residenti, i quali invece avranno la parte di oneri generali
applicati sia in quota fissa che in quota energia. Il razionale sottostante la riforma, secondo
il soggetto regolatore, consiste nella volont di stimolare comportamenti virtuosi da parte
dei cittadini in termini di efficienza energetica, favorendo ad esempio la sostituzione delle
esistenti apparecchiature per usi elettrici obbligati (quali ad esempio frigorifero, lavatrice,
lavastoviglie) con apparecchiature pi efficienti dal punto di vista energetico. Tuttavia,
questa riforma risulta penalizzante nei confronti dellauto-consumo relativo alla produzione
di energia elettrica tramite fonti rinnovabili, a causa dello spostamento di una parte dei
corrispettivi tariffari su base fissa per utenza e non in funzione della quantit di energia
elettrica prelevata dalla rete (per un utente residenziale, avente un consumo di 3.600 kWh
allanno e dotato di un impianto fotovoltaico da 3 kW, i benefici associati al possesso di
tale impianto si riducono mediamente di circa 150 allanno, peggiorando in maniera
sensibile gli economics associati allinvestimento).

Un secondo tema caldo, sempre in ambito normativo, fa riferimento alla possibilit,


attualmente non prevista allinterno del quadro normativo-regolatorio nazionale, di
realizzare i cosiddetti Sistemi Efficienti di Utenza (SEU) in configurazione multi-client
(ad esempio in condomini o centri commerciali), i quali potrebbero rappresentare un
ulteriore volano per gli investimenti nel mercato del fotovoltaico. Da questo punto di vista,
le autorit competenti non sembrano propense allestensione dellambito di applicazione
dei SEU. Per di pi, anche la configurazione mono-cliente, ad oggi ammissibile, potrebbe
essere nel prossimo futuro minacciata dalleventuale eliminazione dell'esenzione degli
oneri sull'auto-consumo. Un siffatto provvedimento determinerebbe un netto
peggioramento del ritorno economico associato allinvestimento per la realizzazione di un
SEU: ad esempio, considerando un impianto da 500 kW per unutenza industriale con un
livello di auto-consumo pari al 70% dellenergia prodotta, lIRR passerebbe dallattuale
8,6% (ipotizzando il pagamento degli oneri generali di sistema per il 5% fotovoltaici, come
attualmente previsto) al 2,4%.

In conclusione, sebbene il destino del mercato fotovoltaico in Italia appaia segnato nel
breve- medio periodo, vi sono alcuni trend emergenti che potrebbero spingerne la
ripresa. Primo fra tutti, lattesa diffusione nei prossimi anni dei sistemi di storage, per i
quali si attendono rilevanti riduzioni di prezzo nei prossimi anni e che potrebbero rendere
gli investimenti in fotovoltaico maggiormente attrattivi sotto il profilo economico, grazie
allincremento dellauto-consumo dellenergia prodotta da tali impianti. La diffusione dei
sistemi di storage, in associazione allabilitazione dei SEU multi-utenza, potrebbero
attivare un mercato fino a circa 800-1.000 MW allanno.
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