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Data: 20.03.

2013 Giornale: BURSA Lultima relazione del Club di Roma, disponibile anche in lingua romena: La crescita del PIL non deve pi rappresentare la misura dello sviluppo

La pi recente relazione del Club di Roma (COR) stata lanciata ieri in lingua romena, questa essendo la terza lingua in cui stata pubblicata, dopo lo svedese e linglese. La relazione del Club di Roma, chiamata La fallimentazione della Natura Negare i limiti della pianta , predica sullabbandono dellindice di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) quale obiettivo dello sviluppo, e la sua sostituzione con altri indicatori del benessere materiale. Gli autori del lavoro, i svedesi Anders Wijkman e Johan Rockstrom, fanno appello ai paesi ricchi di limitare il loro sviluppo, per lasciare posto alla crescita del livello di vita nei paesi poveri. I due signori propongono di adottare un sistema economico circolare, fondato sul riutilizzo, ricondizionamento e il riciclaggio delle risorse. Un cambiamento progressivo dellattuale sistema non sufficiente, essendo necessaria limplementazione di soluzioni radicali di trasformazione, soprattutto nel sistema di produzione e di consumo, si riferisce nella ricerca. I due membri del Club di Roma precisano che, attualmente il 30% dellimpatto che i veicoli producono sullambiente circonstante generato dallinfrastruttura di trasporti. In queste condizioni, Anders Wijkman e Johan Rockstrom indicano tre categorie di soluzioni di trasformazione. La prima categoria include nuove tecnologie, che consumano meno risorse, compresa lenergia, esempi in questo senso essendo quelle che sostituiscono la presenza fisica nelle conferenze con la comunicazione video e quelle che permettono il lavoro delocalizzato invece dello spostamento al luogo di lavoro, nonch laccesso a materiali in formato elettronico, invece di quello cartaceo. La seconda categoria presume nuovi sistemi integrati, che conducano alla riduzione dei costi e la

migliorazione della qualit dei servizi, come la tele-medicina, la formazione a distanza, o lamministrazione con mezzi elettronici. Nella terza categoria, gli autori includono nuove soluzioni sistemiche, come gli edifici passivi, che producono elettricit da fonti rinnovabili, ed i veicoli elettrici che possono servire anche come serbatoi di energia. La relazione nota ancora: Oltre queste tre categorie, appare un principio che ne contiene tutte: lo spostamento dellaccento sulla vendita di prodotti sulla fornitura di servizi, come la locazione di oggetti invece del trasferimento di propriet su di essi. Rovesciando i modelli occupazionali e offrendo materiali come servizi, nascer un nuovo tipo di logica del lavoro, che ha gi provato la sua efficienza in materia di energia, materiali e costi. Per poter offrire delle soluzioni di trasformazione, questo nuovo modello economico sar necessario in molti settori. Invece di assicurare il reddito offrendo continuamente delle variazioni ai tipi esistenti di merci per vendere di questa maniera sempre pi automobili, articoli domestici ed attrezzature elettroniche -, laccento verr messo sulle funzioni adempite da questi prodotti. Di qui risulter una specie di mutazione paradigmatica. I modelli economici, che oggi si fondano per prima sulla quantit e sulla crescita delle vendite, costituiranno unofferta di servizi di qualit superiore. I progressi tecnologici rappresentano soltanto una parte della soluzione, essendo necessaria anche la revisione e lorganizzazione delle istituzioni che governano lattuale societ, lopinione degli autori del lavoro. Un posto centrale nellazione per una societ pi sostenibile spetta alle riforme nei settori della ricerca e dellistruzione, nella direzione dello sviluppo della ricerca interdisciplinare e della collaborazione fra le discipline, si riferisce nella relazione. Gli scienziati devono scendere dalla loro torre di avorio e lavorare insieme ai rappresentanti delle parti interessate, in tal modo che la ricerca scientifica sia pi attentamente guidata dalla necessit di risolvere alcuni problemi di vita comune. Non si dubita la specializzazione nellistruzione, ma si deve mettere a posto un sistema in cui il primo posto spetta alla valutazione e alla comprensione dellinsieme, del modo in cui si collegano e sinterpenetrano le cose. Non c settore pi importante per questa cosa che il settore delleconomia, considera Anders Wijkman e Johan Rockstrom.

Mugur isarescu, il governatore della Banca Nazionale di Romania (BNR), che ha ospitato levento di lancio della relazione, si dichiarato convinto che anche questo lavoro susciter dei dibattiti, come tutte le relazioni del Club di Roma. Il capo della Banca Centrale, che ha riaffermato di considerarsi un prodotto del Club, ha spiegato: Non c niente di esagerato quando si vuole scatenare un dibattito e lo sappiamo dalla vita odierna. Qualche volta si deve accentuare un certo aspetto affinch il pubblico diventi interessato. Il fatto che le riserve di petrolio non siano ancora finite, come prevedeva la prima Relazione del Club di Roma, nel 1976, il fatto di aver dibattuto sullindipendenza energetica degli Stati Uniti, non penso che possa cambiare il problema o i dati essenziali del problema, cio la riconciliazione con la natura. Qui servono dei dibattiti seriosi. Io penso che anche la complessit del mondo sia speciale, e che ci aiuter ad adottare tante cose. Anders Wijkman il vicepresidente del Club di Roma e consulente ad altro livello dellIstituto per lAmbiente di Stoccolma, Svezia. Johan Rockstrom professore di gestione delle risorse allUniversit di Stoccolma e direttore esecutivo del Centro per la Resilienza della capitale svedese.