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Data: 20.03.

2013 Giornale: CURIERUL NATIONAL Degli esseri bipedi con cravatte e scarpe care che sappiano che possono accedere in qualsiasi momento ai nostri fondi Questi sono i banchieri! Hanno preso delle decisioni cattive, hanno perso soldi erogando crediti a chi non dovevano erogare, per comprare cose che non dovevano comprare ed al prezzo che non dovevano, per puntano di riuscirci, alla fine, a causa della confiscazione di beni di altrui. Loro sappiano che le loro istituzioni sono sistematiche, che lintera economia prigioniera dellindustria finanziaria e che possono giungere ai soldi dei cittadini per coprire i buchi che hanno fatto. Nel frattempo, si affissano sempre come i prepotenti del giorno. Sono tutti stupendi e noi dobbiamo considerare quello che dicono, sebbene loro siano con le perdite e noi quelli che dobbiamo apportare i soldi alla fine, per pagare le loro stupidit. Non dobbiamo riguardare indietro per ricordarci cosa successo quasi cinque anni fa in America; serve solo dare unocchiata nellEuropa. Dopo le nazionalizzazioni delle banche, dopo le monetizzazioni successive, dopo la liquidit iniettata e pagabile a scadenze estese, dopo laccettazione di alcuni collaterali dubitabili dalle banche centrali, in questi giorni assistiamo ad unaltra meraviglia: il Cyprus ha lintenzione di confiscare de facto una percentuale fra il 6,75% e il 9,9% dei depositi costituiti nelle banche dellisola. Una misura di crisi, assunta dallo stato quale tassazione, quando il problema reale uno di insolvibilit delle banche che, comunque, sono arrivate ad un limite di cui non possono pi pagare i loro obblighi verso i depositanti. Fino a quel momento, in ogni caso, il Cyprus una destinazione di vacanze bancarie, e la gente non pu accedere gi da quattro giorni i propri fondi affidati (in modo sbagliato) a delle banche che gli hanno un po persi. Impariamo dalla soluzione cipriota che le entit insolvibili possono rimanere sul mercato, anche se non possono onorare i loro obblighi verso i creditori, gli ultimi essendo tenuti dallo stato di cedere volontariamente una parte dei loro beni alle istituzioni di credito che li hanno rubato. Invece, dovrebbero ricevere delle azioni nelle

rispettive banche, perch tutto abbia ancora un po di legalit per un atto che sarebbe stato degno, solo se lo stato fosse chiamato la Repubblica Socialista Sovietica Cyprus (visto che lisola una destinazione preferita dei russi). In Romania, per ora non stato confiscato niente. Sarebbe stato anzi strano visto che il paese fa uno sforzo gigante per dare risarcimenti di miliardi di euro nel conto delle nazionalizzazioni di 60 anni fa. La spoliazione fatto, finora, solo tramite linflazione, i cattivi soldi recentemente pompati da un sistema bancario putrido versandosi sui fondi risparmiati con difficolt dai cittadini e dalle imprese. A livello del mese di dicembre dellanno scorso (lultimo reporting trimestrale della Banca Nazionale di Romania), i crediti in sofferenza a livello del settore bancario romeno rappresentavano il 18,23% del totale dei prestiti attribuiti. Quale sarebbe il guadagno dal differenziale di interesse o quali sarebbero le commissioni da incassare per coprire queste perdite ed essere solvibile? I nostri banchieri sono per tranquilli. In gran parte, sono sempre gli stessi che ci hanno spinto nella crisi, e le istituzioni di credito sono le stesse 41; non si persa nessuna sulla strada, non arrivata unaltra nuova. Stanno covando delle uova marce come diceva un uomo di affari due anni fa - e squittiscono su quello che dovremo fare per riavviare leconomia romena. I banchieri si permettono di rimanere nella postura di quelli che fanno lezioni Perch non sono falliti; se il regolamentatore BNR ci dice che nella contabilit tutto OK, forse dovremo crederci che sia vero. Tuttavia le perdite sono abbastanza alte, non soltanto dal totale dei crediti, ma anche se ci pensiamo che il volume degli attivi bancari esce dalla scala di uneconomia romena delicata. Loro hanno accordato tanti prestiti cattivi, hanno valutato in maniera aberrante i collaterali, hanno piramidato al Caritas immobiliare, hanno improntato sulleconomia nazionale un modello insostenibile di sviluppo Come fare per crederci ancora ai banchieri?! Forse le decisioni non sono state loro, ma ci sono arrivate in busta dalle banche-madre. una scusa. Ma allora se sono stato solo degli strumenti decerebrati del capitale bancario estero (con cravatte e scarpe care, certo), perch dovremo riguardarci come dei saggi da cui prendere consigli?!

Ci manca per la vergogna. Ci dicono come dovrebbero essere guidate le PMI, sebbene le istituzioni di credito amministrate da loro siano a terra. Dicono alla gente che devono risparmiare, che devono migliorare il loro livello di conoscenze finanziarie, per sono loro quelli che li hanno spinto alle pi pazzesche acquisizioni (con prestiti) negli anni di boom. Escono da conferenze dove danno consigli, ci spiegano cosa succede con il capitalismo, si raccomandano come responsabili, alcuni pretendono dei titoli accademici. Non dicono come dovrebbe essere la Romania, parlano come se conoscessero il segreto delluscita dalla crisi. Partano prima delle domande, e, a dire la verit, non ci sono quasi delle domande. Continuano ad essere i prepotenti di questi giorni: ordinatori con milioni di lei, passando nellambito politico, sotto la luce degli riflettori, si vestono in abiti cari, vivono in case lussuose, guidano auto stupende, senza pensarci a quanto costa la bolletta ambientale, e non li manca niente. Sono onorati dai regolatori con inviti a conferenze, la stampa li conferiscono credito mettendoli i microfoni e i registratori vocali sotto il naso e nemmeno i clienti non li stanno inseguendo per la strada. A cinque anni dalla fine dellesuberanza del credito nei paesi romeni, loro sono sempre l. Dispongono di fondi, sebbene probabilmente le istituzioni che stano dirigendo sono insolvente de facto. Per tutto il tempo che la contabilit ed il regolatore lhanno permesso, hanno avuto la libert di concedersi dei salari e dei premi, di erogare nuovi crediti, di conferire di nascosto i beni esecutati, di assumere un raccomandato. Le banche-madre hanno potuto ripatriare ancora qualcosa. Nel frattempo, noi dobbiamo stare zitti, eventualmente tener conto della loro saggezza. Chi siamo noi, finalmente, ad essere considerati da loro, si chiederanno?! Noi dobbiamo ricordarli! Siamo quelli i cui soldi cercheranno per coprire le perdite che hanno fatto tutti questi anni! Le cose sono proprio a ritroso: siamo noi quelli con i soldi, e loro quelli con i buchi.