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Diocesi di Città di Castello

Diocesi di Città di Castello F o g l i o d i c o l
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l e g a m e n t o

Gennaio 2013

Numero 39

Anno V

"Convertitevi e credete nel Vangelo" (Mc 1,15)

V "Convertitevi e credete nel Vangelo" ( Mc 1,15) “La novità del Vangelo sta nel fatto

“La novità del Vangelo sta nel fatto che quanto ci propone stupisce e rinnova chi l’ascolta e lo vive. Ci propone la perenne e garantita novità dell’Amore di Dio per l’uomo. Il Vangelo sempre sorprende e chiama a conversione perché è un dono così grande che compie in maniera straordinaria le attese più profonde dell’uomo: il suo bisogno di essere amato “sul serio” e di poter amare altrettanto “sul serio”. Il Vangelo è “una notizia sorprendente che muta il senso dell’intera esistenza, che quando lo senti ti allarga il cuore e ti ridà la voglia di vivere” (Bruno Maggioni). Non qualcosa di già noto e passato, ma il dono che cambia la vita, il vero tesoro nascosto, scoperto il quale volentieri si vende tutto pur di averlo. E poi nasce il desiderio di testimoniarlo a tutti.”

Lettera pastorale 2012, ‘Il caso serio della fede’, p. 26.

La Quaresima ci richiama in modo tutto particolare alla conversione della mente, del cuore e della vita. A proposito di ciò credo siano utili alcune attenzioni.

È l'Amore infinitamente benevolo e paziente di Dio che ci converte. La conversione è invocata come una "creazione" operata da Chi ci ha fatti e ci conosce fino in fondo. "Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo" (Sal 51,12). "Tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo" (2Cor 5,18) e ci fa "creatura nuova".

Ci stiamo realmente convertendo nella misura in cui crediamo al Vangelo, ossia ci rendiamo realmente disponibili a vivere come Gesù: facendo nostri i suoi pensieri, i suoi sentimenti, i suoi comportamenti. Così la vita comincia a diventare evangelica. Più precisamente pasquale. La Pasqua di Gesù, ovvero la sua Passione-Morte-Risurrezione (l'Ora del suo passare da questo mondo al Padre) ci offre la possibilità reale di vivere una vita pasquale, di passare cioè, ogni giorno sempre più e sempre meglio, dalla vita banale, egoistica, istintiva (oggi diremmo "liquida") alla vita ispirata dall'Amore che Gesù ci ha insegnato.

Diventa dunque decisiva la fede viva che porta ad amare "con i fatti e nella verità" (1Gv 3,18). Con la fede viva ci lasciamo educare alla vita buona del Vangelo. Concretamente, cominciando con i

piccoli gesti che mettono in atto "le opere di misericordia", confrontandoci seriamente e serenamente con le nostre responsabilità, le relazioni, gli ambiti di vita quotidiana.

Con uno stile particolare: tutto deve partire dal cuore (tutto per amore), vivere in modo autentico e discreto, non mettendosi in mostra. Gesù raccomanda molto di non cercare consensi e riconoscimenti umani, ma la volontà del Padre. Conta molto più il riconoscimento di Dio Padre che la vana gloria degli uomini i quali prima esaltano e poi criticano e disprezzano. Conta impegnarsi su ciò che è vero, buono e bello, anche pagando di persona. Fa storia vera chi si relaziona in modo autentico con Dio (obbedienza della fede) e con gli uomini (come fratelli) a partire dai più bisognosi. La carità "tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine" (1Cor 13,7-8).

Quello che ci suggerirà il Papa nel suo Messaggio (atteso per venerdì 1 febbraio), insieme a quanto ho scritto nella Lettera pastorale e a quanto ho appena detto, ci incoraggi a vivere una Quaresima particolarmente fruttuosa nell'Anno della fede. Con affetto benedico tutti.

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l

v e s c o v o

i n f o r m a

Il

prossimo 2 febbraio ricorre l’11º anniversario della morte del vescovo Mons. Carlo Urru che ha servito

esemplarmente la nostra Chiesa, come vescovo, dal 1982 al 1991. Invito a partecipare alla

celebrazione eucaristica in sua memoria alle 10:00 nella Cripta della cattedrale. Presiederà S.E. Mons. Mario Ceccobelli, vescovo di Gubbio. Saranno presenti persone provenienti dalla Sardegna

e

da Perugia.

Raccomando la partecipazione alla celebrazione della Giornata mondiale della Vita consacrata. La nostra Chiesa ha avuto una grande presenza di religiose/i che hanno dato una notevole testimonianza. Abbiamo attualmente ben cinque monasteri e diverse comunità di religiose/i che stanno offrendo non pochi servizi ecclesiali e sociali. Li ringraziamo di cuore e chiediamo la grazia che continuino nello spirito dei loro santi fondatori come suggerisce il messaggio dei vescovi qui riportato. Preghiamo per le vocazioni alla vita consacrata.

Invito a leggere con attenzione la Lettera pastorale della CEU: "I passi della fede sulle orme di San Francesco". Nel prossimo Consiglio presbiterale vedremo come promuovere alcune importanti iniziative di carattere regionale. La nostra Chiesa particolare, che sta facendo il suo cammino, può trovare qui un ulteriore arricchimento.

Il ritiro del clero avrà luogo il 20 febbraio al Seminario. Lo guiderà S. E. Mons. Armando Trasarti , Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola. Invito tutti i sacerdoti e i diaconi alla partecipazione per prepararci, anche in questo modo, a vivere bene la Quaresima.

Valorizziamo a pieno il tempo forte della Quaresima. Le celebrazioni della Parola e della Riconciliazione, le catechesi, le opere di carità, la via crucis e altro ancora, possono essere preziosi momenti di grazia per la crescita spirituale nostra e delle nostre comunità.

Visto che si è riscontrato un buon ascolto, io continuerò a proporre, attraverso TRG e TTV, la lectio sulle domeniche di Quaresima: “La Parola per te. Verso la Pasqua 2013”. Presiederò le stazioni quaresimali nelle domeniche di Quaresima in cattedrale e nelle chiese principali del Centro storico. Parteciperò alla Via Crucis nel chiostro delle suore cappuccine di Santa Veronica. Sarò a disposizione delle Unità pastorali per celebrazioni particolari. Anche l'impegno pastorale della benedizione delle famiglie (“l'acqua santa”) ha un suo valore. Sono convinto che ne vale la pena. È una occasione semplice che può diventare

un momento di preghiera, di conoscenza, di avvicinamento alle famiglie e a tutte le persone, con particolare attenzione a coloro che soffrono. Da sabato 2 febbraio sarà disponibile in Libreria Sacro Cuore la "Lettera del vescovo alle famiglie. Pasqua 2013 - Anno della fede”. Prego i sacerdoti e i diaconi di ritirare le copie che servono per essere portate alle famiglie durante le benedizione pasquale. Raccomando a tutti, specialmente ai giovani, il sussidio per vivere bene il tempo di Quaresima “Verso la Pasqua” preparato dall’Ufficio per la Pastorale Giovanile regionale. I parroci che desiderano questi opuscoli per le loro parrocchie devono ordinarli presso la Libreria Sacro Cuore entro e non oltre il 9 febbraio 2013. Per motivi organizzativi si richiede il pagamento al momento del ritiro dei libretti.

Sollecito i parroci, che ancora non l'avessero fatto, a portare in cancelleria le collette obbligatorie per la giornata dell’Infanzia e per la giornata Migrantes. Ricordo loro l’obbligo di presentare in Economato i bilanci delle parrocchie nel tempo stabilito. Purtroppo alcuni mancano a questo dovere.

Celebriamo con particolare attenzione il 3 febbraio la Giornata per la vita (si legga il significativo messaggio dei vescovi) e l'11 febbraio la Giornata del malato (per la quale papa Benedetto ha offerto una riflessione che potremo valorizzare nei nostri incontri con i malati).

che potremo valorizzare nei nostri incontri con i malati). Domenico Cancian f.a.m.   Vescovo a g

Domenico Cancian f.a.m.

 

Vescovo

a g e n d a

d e l

m e s e

 

FEBBRAIO 2013

Mese dedicato alla purificazione di Maria Vergine

 

SABATO

17ª Giornata mondiale della vita consacrata (vedi messaggio dei vescovi). - ore 10.00, Cattedrale. S.E. Mons. Mario Ceccobelli presiede la celebrazione eucaristica nell’11° anniversario della morte di mons. Carlo Urru. Concelebrano i vescovi Domenico e Pellegrino. Tutti sono invitati a partecipare per ringraziare il Signore per il dono dell’indimenticabile Don Carlo.

2222

PRES. DEL

SIGNORE

 

ore 11.30, Città di Castello. Il vescovo inaugura la nuova sede dei servizi Patronato, CAF, ACLI Alta Valle del Tevere.

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-

ore 18.00, Santuario Madonna delle Grazie. S.Messa del Vescovo

per la “Giornata mondiale della Vita consacrata” (vedi il programma). Compleanno di Ferri mons. Alberto.

3333

DOMENICA

ore 12.00, Convento San Francesco, Assisi. Il vescovo partecipa alla Concelebrazione Eucaristica insieme al Capitolo generale dei Frati minori Conventuali.

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S.

BIAGIO, S.

 

OSCAR, S. CINZIA

   

ore 09.30, Assisi, Seminario Regionale. Il vescovo partecipa alla riunione della C.E.U.

-

4444

LUNEDI'

S.

GILBERTO

   

- 09.30, Trestina. Riunione del clero della Zona Pastorale Sud.

6666

MERCOLEDI'

- ore 09.30, Vescovado. Il vescovo presiede l’incontro del Consiglio

S.

PAOLO MIKI

Presbiterale.

7777

GIOVEDI'

-

ore 20.45, Seminario. Scuola dioc. di Formazione Teologica.

S.

TEODORO

Anniversario della nomina di S.E. Mons. Pellegrino Tomaso Ronchi a Vescovo di Città di Castello.

MARTIRE

8888

VENERDI'

ore 17.00, Collevalenza. Il vescovo partecipa alle celebrazioni del 30º anniversario della nascita al cielo di Madre Speranza di Gesù (vedi il

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S.

GIROLAMO EM.

programma). 30° anniversario della morte della Ven. Madre Speranza (1983).

 

LUNEDI'

 

11111111

S.

DANTE , B.V. DI

20ª Giornata del malato (vedi il messaggio del Papa).

-

ore 15.00, Cripta. Il vescovo presiede la Messa per i malati.

LOURDES

12121212

MARTEDI'

Compleanno di Marconi don Nazzareno e di Boriosi diacono Vittorio.

S.

EULALIA

   

Mercoledì delle ceneri

13131313

MERCOLEDI'

-

ore 18.30, Duomo. S. Messa del vescovo con l’imposizione delle

LE CENERI

Ceneri presieduta dal vescovo.

 

ore 21.00, S. Maria Nova. S. Messa del vescovo con l’imposizione delle Ceneri presieduta dal vescovo.

-

   

ore 10.00, Roma. Il vescovo partecipa all’incontro della Commissione Clero - Vita consacrata della CEI.

-

14141414

GIOVEDI'

S.

VALENTINO

MARTIRE

-

ore 21.00, Lama. Celebrazione diocesana per i giovani in

 

preparazione alla Quaresima con l’imposizione delle ceneri.

   

ore 21.00, Via Crucis nel chiostro delle suore cappuccine di Santa Veronica. Anniversario ordinazione sacerdotale Bastianoni mons. Giovanni.

-

15151515

VENERDI'

S.

FAUSTINO

 

SABATO

 

16161616

ore 09.30, Assisi. Il vescovo presiede l’incontro della Commissione regionale per le Missioni.

-

S.

VERGINE

GIULIANA

17171717

DOMENICA

ore 18.30, Stazione Quaresimale in Cattedrale. Il vescovo presiede la concelebrazione con i parroci del Centro storico.

-

I DI QUARESIMA

19191919

MARTEDI'

- ore 09.30, Assisi. Il vescovo presiede l’incontro con gli esorcisti dell’Umbria. Compleanno di Bernardo don Gesualdo

S.

MANSUETO , S.

 

TULLIO

20202020

MERCOLEDI'

- ore 09.30, Seminario. Ritiro spirituale del clero, animato da S. E. Mons. Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli- Pergola. Compleanno di Cappelli mons. Giovanni. Anniversario della morte di Magnani mons. Rolando (21.02.2004).

S.

SILVANO, S.

 

ELEUTERIO V.

 

GIOVEDI'

- ore 09.00, Trevi. Il vescovo partecipa ad un incontro Missionario nazionale.

21212121

S.

PIER DAMIANI,

S.

ELEONORA

ore 20.45, Seminario. Scuola dioc. di Formazione Teologica. Compleanno Capacci mons. Gino.

-

   

ore 21.00, Via Crucis nel chiostro delle suore cappuccine di Santa Veronica. Onomastici di Piccinelli don Romano e del diacono Romano Marini.

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22222222

VENERDI'

S.

MARGHERITA

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DOMENICA

ore 18.30, Stazione Quaresimale Madonna delle Grazie. Il vescovo presiede la concelebrazione con i parroci del Centro storico.

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II DI QUARESIMA

   

-

ore 10.00, Perugia. Il vescovo partecipa all’apertura dell’anno

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GIOVEDI'

giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Umbro.

S.

ROMANO ABATE

ore 16.00, Ospedale comprensoriale. Santa Messa del vescovo per i malati.

-

C o n f e r e n z a

e p i s c o p a l e

u m b r a

Lettera pastorale della CEU

I passi della fede sulle orme di san Francesco

La Regione Umbria ad Assisi, il Giubileo Eucaristico in Orvieto-Todi

Con questa nostra lettera pastorale vi proponiamo di coniugare la grazia dell’Anno della fede con due provvidenziali circostanze, legate al patrimonio spirituale delle nostre Chiese particolari, conosciuto e apprezzato dal mondo intero:

la Chiesa di Orvieto-Todi celebra, a partire dal prossimo 6 gennaio, un Giubileo eucaristico, nel ricordo del noto miracolo di Bolsena avvenuto 750 anni or sono;

il 4 ottobre 2013 l’Umbria sarà di turno alla basilica di San Francesco in Assisi, per accendere la lampada votiva con cui l’intera nazione, rappresentata ogni anno da una regione, rende omaggio al Santo Patrono d’Italia.

Vorremmo che questi due eventi fossero colti come occasioni preziose all’interno dell’anno speciale che stiamo vivendo. Se si parla infatti di fede, è naturale che il pensiero si porti all’Eucaristia, “culmine

e fonte” della vita ecclesiale (cf. Sacrosanctum Concilium, 10). Fare ogni sforzo perché essa sia sempre

meglio celebrata e adorata aiuterà a plasmare l’esistenza cristiana e a dare nuova vita alle nostre comunità. Non solo in Assisi, dove tutto parla di lui, ma in ciascuna delle nostre Chiese particolari, Francesco ha lasciato segni della sua santità. La sua figura sta dentro l’animo del nostro popolo. Uomo evangelico ed eucaristico, egli può essere per noi guida sicura sia per riscoprire il senso della fede sia per rinnovare il nostro amore all’Eucaristia.

1. Credere con Francesco

il nostro amore all’Eucaristia. 1. Credere con Francesco L’accoglienza del Vangelo in Umbria risale ai primordi

L’accoglienza del Vangelo in Umbria risale ai primordi della vicenda cristiana. È una storia di fede che rimane ancora viva ed è incisa in tanti monumenti che fanno corpo con lo splendido paesaggio della nostra regione. Purtroppo anche le nostre terre sono scosse dalla generale crisi di pensiero, di costume e di valori. La fede a noi trasmessa dai padri non è più scontata. Ci tocca da vicino la constatazione di Benedetto XVI: «Mentre nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario, largamente accolto nel suo richiamo ai contenuti della fede e

ai valori da essa ispirati, oggi non sembra più essere così in grandi settori della società, a motivo di una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone» (Porta fidei, 2). Anche per noi s’impone dunque l’impegno per la nuova evangelizzazione. Essa non può risolversi nella proposta di una dottrina, ma dev’essere una presentazione viva della persona di Cristo. A questo scopo

il

Santo di Assisi è certamente un grande maestro. Toccato dallo sguardo del Crocifisso di san Damiano

e

dalla presenza di Cristo nei lebbrosi, tutto il suo modo di porsi, povero tra i poveri, nella scelta della

minorità, della fraternità e dell’armonia con la natura, fu un incontro sempre più profondo col Redentore, amato fino allo spasimo della conformazione radicale a lui. È questa la fede che Francesco chiedeva nella sua preghiera al Crocifisso: «Altissimo, glorioso Dio, illumina le tenebre de lo core mio. E damme fede dritta, speranza certa e caritade perfetta» (FF 276). Mettendoci sulle sue orme, potremo

perseguire uno degli obiettivi fondamentali che il Papa indica per questo Anno speciale: «L’Anno della fede […] è un invito ad un’autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo» (Porta fidei, 6) Lo sguardo centrato su Cristo si allargherà ai fratelli, in modo che questo Anno sia «anche un’occasione propizia per intensificare la testimonianza della carità» (Porta fidei, 14). Come non osservare, a tal proposito, che il cammino di conversione di san Francesco fu segnato dalla carità? Egli stesso lo testimonia nel suo Testamento: «Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo» (FF 110). Quello che Francesco fece con i lebbrosi, in un gesto di totale condivisione, siamo chiamati a fare anche noi verso i fratelli provati da qualunque tipo di indigenza. La confessione della fede sarebbe ben poco credibile se non si coniugasse con la testimonianza di carità. Ci chiama ad essa in modo speciale il periodo di crisi sociale, economica e occupazionale che colpisce anche la nostra regione. Il Fondo di solidarietà che, per il terzo anno consecutivo, noi vescovi abbiamo promosso, non è che un piccolo segno rispetto agli immensi bisogni. Ci auguriamo che dappertutto si sprigioni una grande “fantasia” della carità, perché i più deboli e poveri ne traggano vero conforto. Dobbiamo infine ricordare, come il Papa sottolinea, che una fede veramente vissuta non può non essere testimoniata e annunciata. «Desideriamo che questo Anno susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza» (Porta fidei, 9). Tutta la vita di Francesco e il movimento da lui generato fu caratterizzato dalla missionarietà. Dobbiamo essere grati per quanto hanno fatto e continuano a fare in questo senso i figli di Francesco. Ma tutti dobbiamo imitare l’ardore missionario del Poverello che, nella sua Lettera ai fedeli (seconda redazione), scriveva: «Poiché sono servo di tutti, sono tenuto a servire tutti e ad amministrare le fragranti parole del mio Signore» (FF 180). Un cuore credente è necessariamente un cuore missionario.

2. Con l’amore eucaristico di Francesco

cuore missionario. 2. Con l’amore eucaristico di Francesco Com’è noto, l’evento che sta alle origini del

Com’è noto, l’evento che sta alle origini del Giubileo eucaristico indetto nella diocesi di Orvieto-Todi è il singolare miracolo che, nel 1263, in risposta ai dubbi di un sacerdote, pellegrino lungo la via francigena, fece sì che la specie eucaristica del pane assumesse connotati di vera carne, sottolineando così la presenza reale di Cristo nella Santa Eucaristia. Sotto la spinta di quel miracolo, il papa Urbano IV istituì la festa del Corpus Domini. L’antica basilica di Bolsena e lo splendido duomo di Orvieto conservano le reliquie di quel fatto prodigioso. È naturale che le nostre Chiese dell’Umbria si sentano particolarmente coinvolte in questo Giubileo: noi vescovi desideriamo che ciò si esprima in opportune iniziative pastorali, che pongano sempre di più la celebrazione eucaristica al centro della vita cristiana, facendo insieme riscoprire la bellezza dell’adorazione eucaristica. È triste constatare che, nell’orizzonte della crisi della fede, anche alla Santa Messa non si dia più la debita attenzione. Un segnale inquietante è la perdita del senso della domenica, travolta da logiche di profitto economico che portano detrimento, al tempo stesso, alla fede e al diritto umano di un giorno di riposo e di festa settimanale, da poter vivere insieme alla propria famiglia e alla comunità. Questo Anno della fede può essere una occasione propizia per riflettere sul mistero eucaristico al fine di viverlo sempre meglio. È maestro, anche in questo, il Santo di Assisi che, nel Testamento, scriveva:

«Dello stesso altissimo Figlio di Dio nient’altro vedo corporalmente, in questo mondo, se non il santissimo corpo e il santissimo sangue suo» (FF 114). Da questa forte percezione della presenza eucaristica di Cristo gli proveniva il grande senso di rispetto che egli coltivava ed esigeva per tutte le cose che avevano attinenza con la celebrazione dell’Eucaristia e la conservazione delle specie eucaristiche: «E voglio che questi santissimi misteri sopra tutte le altre cose siano onorati, venerati e collocati in luoghi preziosi» (FF 114). Lo stesso amore per i sacerdoti era in lui motivato dalla stima profonda per il loro ministero in relazione al corpo e al sangue del Signore (FF 114). Il sentimento della

presenza reale di Cristo lo faceva pregare con cuore universale, pensando a tutte le Chiese in cui le specie eucaristiche sono conservate: «Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo» (FF 111).

3. I pellegrinaggi regionali ad Assisi e a Orvieto

Le due occasioni pastorali che stiamo considerando susciteranno nelle diocesi opportune iniziative di sensibilizzazione. In particolare sarà bello ritrovarci per i relativi pellegrinaggi: il primo ad Assisi, con la data d’obbligo della festa di San Francesco del 2013, e l’altro, nel secondo anno del Giubileo eucaristico della diocesi di Orvieto-Todi. Tutte le nostre comunità saranno, a tale scopo, mobilitate. Anche le autorità civili, specie per l’accensione della lampada al Patrono d’Italia, saranno opportunamente coinvolte. Il compito di coordinare le iniziative di sensibilizzazione e di pellegrinaggio sarà svolto da un apposito comitato regionale. Ci preme sottolineare che, al di là delle iniziative esteriori, è importante un vero “pellegrinaggio dell’anima”. Se queste occasioni di grazia produrranno una crescita di fede, di preghiera, di carità, di testimonianza, avremo ottenuto i risultati pastorali sperati. Sarà stato davvero l’Anno della fede! Affidiamo queste nostre indicazioni a tutti i fedeli, alle persone di vita consacrata, agli operatori pastorali. In particolare ci rivolgiamo a voi, carissimi sacerdoti. Sappiamo quanto il vostro ministero sia denso di impegni e come non sia facile talvolta coniugare nuove proposte con la pastorale ordinaria. Vi ringraziamo della collaborazione, pregandovi di considerare queste due opportunità di cammino, che convergono con l’Anno della fede, un’autentica grazia da cui potranno derivare grandi benefici per le nostre comunità. A tutti, con la benedizione del Signore, un rinnovato augurio di un 2013 ricco di grazia e serenità.

Assisi, 1 gennaio 2013 Solennità della Santa Madre di Dio Giornata Mondiale della Pace

della Santa Madre di Dio Giornata Mondiale della Pace Mons. GUALTIERO BASSETTI Arcivescovo metropolita di

Mons. GUALTIERO BASSETTI Arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve

Mons. DOMENICO SORRENTINO Arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino

Mons. RENATO BOCCARDO Arcivescovo di Spoleto-Norcia

Mons. DOMENICO CANCIAN Vescovo di Città di Castello

Mons. MARIO CECCOBELLI Vescovo di Gubbio

Mons. VINCENZO PAGLIA Arcivescovo-amministratore apostolico di Terni-Narni-Amelia

Mons. GUALTIERO SIGISMONDI Vescovo di Foligno

Mons. BENEDETTO TUZIA Vescovo di Orvieto-Todi

C o n f e r e n z a

e p i s c o p a l e

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2 febbraio 2013

Messaggio per la 17ª Giornata mondiale della vita consacrata

«Testimoni e annunciatori della fede»

La celebrazione della Presentazione di Gesù al tempio ci orienta a Cristo, vera luce di tutte le genti, principio e fondamento della fede e della vita cristiana. Tale orientamento è sostenuto anche dall’Anno della fede che, come ci dice Benedetto XVI, «è un invito ad un’autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo» (Motu proprio Porta Fidei, n. 6). In Cristo, ci riscopriamo amati da Dio, già consacrati a Lui mediante il battesimo, chiamati all’offerta di noi stessi nell’amore, sostenuti dalla grazia dello Spirito. In Lui ritroviamo ogni giorno il senso della nostra vocazione e la gioia di essere discepoli e testimoni. Ora, se la celebrazione della Presentazione di Gesù parla a tutti, essa parla in modo del tutto particolare a coloro che sono chiamati a una speciale consacrazione, nelle diverse forme ed espressioni, siano essi dediti principalmente alla contemplazione o all’apostolato, alla vita comunitaria o eremitica, siano essi appartenenti a Ordini o Istituti religiosi, Istituti secolari o Società di vita apostolica, a comunità antiche o nuove. È a loro – a voi, carissime consacrate e consacrati – che si rivolge particolarmente questo nostro messaggio, nella 17ª Giornata mondiale della vita consacrata; ma esso vuole raggiungere anche tutti i cristiani, nel desiderio di promuovere sempre più, in tutti, la comprensione, l’apprezzamento e la riconoscenza a Dio per la vita consacrata. La Chiesa sente forte, in questo tempo, l’impegno di «una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede» (Benedetto XVI, Motu proprio Porta Fidei, n. 7); impegno che il recente Sinodo dei Vescovi su La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana ha richiamato con forza, esortandoci alla responsabilità di testimoniare e annunciare la fede, con coraggio, serenità e fiducia, a tutti e in particolare alle nuove generazioni: «Ovunque infatti si sente il bisogno di ravvivare una fede che rischia di oscurarsi in contesti culturali che ne ostacolano il radicamento personale e la presenza sociale, la chiarezza dei contenuti e i frutti coerenti» (XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, Messaggio al popolo di Dio, n. 2). In questo contesto ecclesiale e culturale e in questo tempo peculiare si inserisce la testimonianza dei consacrati. Il Messaggio finale del Sinodo interpreta tale testimonianza in rapporto al senso profondo della vita, ponendola in relazione, con felice intuizione, con la testimonianza della famiglia, come a dire: mentre la famiglia è custode della sacralità della vita nella sua origine, la vita consacrata, in quanto chiamata alla conformazione a Cristo, è custode del senso ultimo, pieno e radicale della vita. La testimonianza dei consacrati, come il Sinodo riconosce, ha un intrinseco significato escatologico. Voi consacrati siete testimoni dell’«orizzonte ultraterreno del senso dell’esistenza umana», e la vostra vita, in quanto «totalmente consacrata a lui [al Signore], nell’esercizio di povertà, castità e obbedienza, è il segno di un mondo futuro che relativizza ogni bene di questo mondo» (XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, Messaggio al popolo di Dio, n. 7). La vostra missione apostolica dà un apporto importante e insostituibile alla nuova evangelizzazione, in conformità ai vostri specifici carismi. Voi operate in vari modi perché gli uomini e le donne del nostro tempo aprano la porta del loro cuore al dono della fede. Molti di voi siete impegnati nella catechesi e nella formazione cristiana; molti operate in vari ambiti educativi (a servizio delle famiglie, nella scuola, in centri giovanili, in centri di formazione professionale, a favore dell’integrazione degli emigrati, in luoghi di emarginazione, ecc.); molti siete impegnati principalmente nel servizio della carità nei confronti di chi è solo, escluso, povero, malato; molti lavorate sul piano sociale e della cultura, con iniziative che promuovono la giustizia, la pace, l’integrazione degli immigrati, il senso della solidarietà e della ricerca di Dio. Sapete mostrare, col vostro impegno, come la fede abbia un significato culturale ed educativo, di promozione e di garanzia di vera umanità. Il mondo ha bisogno della vostra testimonianza fedele e gioiosa. La richiedono tante situazioni di smarrimento, che pure sono attraversate anche dal desiderio di cose autentiche e vere e, ancor più, da una domanda su Dio, per quanto possa sembrare tacitata o rimossa.

desiderio di cose autentiche e vere e, ancor più, da una domanda su Dio, per quanto

E tuttavia, prima che per ciò che fate, è per il vostro stesso essere, per la generosità e radicalità della vostra

consacrazione, che voi parlate all’uomo di oggi. Vivendo con fedeltà la vostra vocazione tenete vivo, nella Chiesa, il senso della fedeltà al vangelo. Con la vostra vita ci ricordate anche che la nuova evangelizzazione comincia da noi stessi e che c’è un intimo legame tra «autoevangelizzazione e testimonianza, rinnovamento interiore e ardore apostolico, tra essere e agire, evidenziando che il dinamismo promana sempre dal primo elemento del binomio» (Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica Vita consecrata, n. 81). Quest’idea è stata

ripresa dai Padri Sinodali quando affermano: «Guai … a pensare che la nuova evangelizzazione non ci riguardi

in prima persona. In questi giorni – aggiungono riferendosi all’esperienza vissuta nel Sinodo – più volte tra noi

Vescovi si sono levate voci a ricordare che, per poter evangelizzare il mondo, la Chiesa deve anzitutto porsi in ascolto della Parola. L’invito ad evangelizzare si traduce in un appello alla conversione» (XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, Messaggio al popolo di Dio, n. 5).

Vi incoraggiamo dunque a proseguire il vostro cammino con gioia. Siete tutti impegnati, personalmente,

comunitariamente e come Istituti, in sintonia con quanto la Chiesa intera sta vivendo, in percorsi di rinnovamento per essere sempre di più all’altezza della chiamata di Dio e delle sfide del nostro tempo, nella fedeltà al carisma che il Signore vi ha donato. Siate sempre più veri discepoli di Cristo; alimentate la consapevolezza della vostra missione. Vivete le situazioni umane, sociali, culturali, nelle quali operate, facendovi segno dell’agire di Dio e siate sempre presenza profetica di vera umanità anche quando ciò esige di andare controcorrente. Siate fedeli alla vostra tradizione carismatica e allo stesso tempo siate capaci di

interpretare in modo attuale il carisma, mostrandone la fecondità. Siate testimoni e annunciatori della fede con

la qualità della vostra vita spirituale, della vostra vita comunitaria e del vostro servizio al prossimo.

La

vita spirituale è docilità allo Spirito di Cristo e si nutre della Parola di Dio, che deve essere, specialmente per

voi

consacrati, cibo quotidiano, da accogliere, gustare, assimilare, così da conformarvi al «pensiero di Cristo» (1

Cor 2,16) e al sentire di Cristo (cfr Fil 2,5). È per questo che vanno curati i tempi dell’incontro personale con Cristo, della preghiera, dell’adorazione eucaristica; ed è per questo che l’Eucaristia dovrà essere al centro della vostra vita personale e della vostra comunità. Anche i consigli evangelici, che voi professate, esprimeranno la vostra comunione con Cristo e saranno segno, allo stesso tempo, di vera umanità: professando la castità,

testimoniate il vero amore che è dedizione e gratuità; vivendo nella povertà e nella comunione dei beni, aiutate tutti a vivere con sobrietà senza perdere di vista l’essenziale; praticando l’obbedienza, siete profeti della verità della libertà, che è disponibilità all’accoglienza della vocazione di Dio. I consigli evangelici testimoniano così che la vita trova senso nell’affidamento a Dio e che la fede apre l’umano ad orizzonti di senso e di verità.

La vostra testimonianza di vita comunitaria è un segno importante e da coltivare con coraggio, umiltà e

pazienza. La comunione – lo sappiamo – si nutre del rapporto con Dio, è riflesso della comunione delle Persone divine, si costruisce nell’Eucaristia, è condizione, secondo la parola di Gesù, «perché il mondo creda» (Gv

17,21). Essa è dono di Dio ed esige allo stesso tempo una pratica quotidiana. Può essere facile, oggi, scoraggiarsi

di fronte alle difficoltà relazionali che sembrano così insormontabili da fuggirle, rifugiandosi in attivismi

esasperati che, al di là delle apparenze, trasmettono chiusure e unilateralità. In realtà, i segni di comunione sono

ciò che più esige il nostro tempo e diventano via privilegiata per mostrare la novità del Vangelo ed essere segno

di una Chiesa che è esperta in umanità. I contesti che viviamo sono segnati spesso da problemi relazionali,

solitudini, divisioni, lacerazioni, sul piano familiare e sociale; essi attendono presenze amorevoli, segni di

fiducia nei rapporti umani, inviti concreti alla speranza che la comunione è possibile. Una proposta credibile del Vangelo esige una particolare cura dei processi relazionali e ha bisogno di appoggiarsi a segni di vera comunione.

La vostra carità apostolica sia animata da vero spirito di servizio dal desiderio di suscitare la fede. Il vostro

apostolato ha una sua specificità nella missione della Chiesa: sa partire dalla persona, dal malato, dal povero,

dal più debole, tante volte dal più lontano dall’esperienza ecclesiale. Siete chiamati a essere segno dell’amore e

della grazia di Dio sin dal primo contatto con le persone che incontrate. Siete chiamati – soprattutto coloro che

operano coi giovani e nell’educazione – a integrare profondamente e dinamicamente la preoccupazione

evangelizzatrice e la preoccupazione educativa. Il servizio all’uomo ha sostegno e garanzia nella fedeltà a Dio e

nel

tener sempre vivo lo sguardo e il cuore sul Regno di Dio.

Lo

Spirito di Dio sostenga la vostra testimonianza di fede e il vostro annuncio, rendendovi sempre più credibili

e gioiosi. Susciti nel cuore di tanti giovani il desiderio di seguire Cristo con generosità e radicalità,

intraprendendo il cammino di speciale consacrazione. Egli renda tutti noi dei veri credenti, sempre più sensibili e responsabili nella testimonianza e nell’annuncio. Ci sostenga nella comunione ecclesiale, ci faccia crescere in unità, nel riconoscimento dei diversi carismi e nella fedeltà a Dio. Maria e Giuseppe, che presentarono al tempio Gesù, nella disponibilità piena ai disegni di Dio, presentino al Signore anche noi, perché cresca nella nostra vita la fede e la capacità di trasmetterla.

Roma, 13 gennaio 2013, Festa del Battesimo del Signore

La Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata

3 febbraio 2013

Messaggio del Consiglio episcopale permanente per la 35ª Giornata Nazionale per la Vita

permanente per la 35ª Giornata Nazionale per la Vita “Generare la vita vince la crisi” «Al

“Generare la vita vince la crisi”

«Al sopravvenire dell’attuale gravissima crisi economica, i clienti della nostra piccola azienda sono drasticamente diminuiti e quelli rimasti dilazionano sempre più i pagamenti. Ci sono giorni e notti nei quali viene da chiedersi come fare a non perdere la speranza». In molti, nell’ascoltare la drammatica testimonianza presentata da due coniugi al Papa in occasione del VII Incontro Mondiale delle famiglie (Milano, 1-3 giugno 2012), non abbiamo faticato a riconoscervi la situazione di tante persone conosciute e a noi care, provate dall’assenza di prospettive sicure di lavoro e dal persistere di un forte senso di incertezza. «In città la gente gira a testa bassa – confidavano ancora i due –; nessuno ha più fiducia di nessuno, manca la speranza». Non ne è forse segno la grave difficoltà nel “fare famiglia”, a causa di condizioni di precarietà che influenzano la visione della vita e i rapporti interpersonali, suscitano inquietudine e portano a rimandare le scelte definitive e, quindi, la trasmissione della vita all’interno della coppia coniugale e della famiglia? La crisi del lavoro aggrava così la crisi della natalità e accresce il preoccupante squilibrio

demografico che sta toccando il nostro Paese: il progressivo invecchiamento della popolazione priva la società dell’insostituibile patrimonio che i figli rappresentano, crea difficoltà relative al mantenimento di attività lavorative e imprenditoriali importanti per il territorio e paralizza il sorgere di nuove iniziative.

A fronte di questa difficile situazione, avvertiamo che non è né giusto né sufficiente richiedere

ulteriori sacrifici alle famiglie che, al contrario, necessitano di politiche di sostegno, anche nella direzione di un deciso alleggerimento fiscale.

Il momento che stiamo vivendo pone domande serie sullo stile di vita e sulla gerarchia di valori

che emerge nella cultura diffusa. Abbiamo bisogno di riconfermare il valore fondamentale della vita, di riscoprire e tutelare le primarie relazioni tra le persone, in particolare quelle familiari, che hanno nella dinamica del dono il loro carattere peculiare e insostituibile per la crescita della persona e lo sviluppo della società: «Solo l’incontro con il “tu” e con il “noi” apre l’“io” a se stesso»

(BENEDETTO XVI, Discorso alla 61 a Assemblea Generale della CEI, 27 maggio 2010). Quest’esperienza è alla radice della vita e porta a “essere prossimo”, a vivere la gratuità, a far festa insieme, educandosi a offrire qualcosa di noi stessi, il nostro tempo, la nostra compagnia e

il nostro aiuto. Non per nulla San Giovanni può affermare che «noi sappiamo che siamo passati

dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli» (1Gv 3,14). Troviamo traccia di tale amore vivificante sia nel contesto quotidiano che nelle situazioni straordinarie di bisogno, come è accaduto anche in occasione del terremoto che ha colpito le regioni del Nord Italia. Accanto al dispiegamento di sostegni e soccorsi, ha riscosso stupore e gratitudine la grande generosità e il cuore degli italiani che hanno saputo farsi vicini a chi soffriva. Molte persone sono state capaci di dare se stesse testimoniando, in forme diverse, «un Dio che non troneggia a distanza, ma entra nella nostra vita e nella nostra sofferenza» (BENEDETTO XVI, Discorso nel Teatro alla Scala di Milano, 1° giugno 2012). In questa, come in tante altre circostanze, si riconferma il valore della persona e della vita umana, intangibile fin dal concepimento; il primato della persona, infatti, non è stato avvilito dalla crisi e dalla stretta economica. Al contrario, la fattiva solidarietà manifestata da tanti volontari ha mostrato una forza inimmaginabile. Tutto questo ci sprona a promuovere una cultura della vita accogliente e solidale. Al riguardo, ci sono rimaste nel cuore le puntuali indicazioni con cui Benedetto XVI rispondeva alla coppia provata dalla crisi economica: «Le parole sono insufficienti… Che cosa possiamo fare noi? Io

penso che forse gemellaggi tra città, tra famiglie, tra parrocchie potrebbero aiutare. Che realmente una famiglia assuma la responsabilità di aiutare un’altra famiglia» (Intervento alla Festa delle testimonianze al Parco di Bresso, 2 giugno 2012). La logica del dono è la strada sulla quale si innesta il desiderio di generare la vita, l’anelito a fare famiglia in una prospettiva feconda, capace di andare all’origine – in contrasto con tendenze fuorvianti e demagogiche – della verità dell’esistere, dell’amare e del generare. La disponibilità a generare, ancora ben presente nella nostra cultura e nei giovani, è tutt’uno con la possibilità di crescita e di sviluppo: non si esce da questa fase critica generando meno figli o peggio ancora soffocando la vita con l’aborto, bensì facendo forza sulla verità della persona umana, sulla logica della gratuità e sul dono grande e unico del trasmettere la vita, proprio in un una situazione di crisi. Donare e generare la vita significa scegliere la via di un futuro sostenibile per un’Italia che si rinnova: è questa una scelta impegnativa ma possibile, che richiede alla politica una gerarchia di interventi e la decisione chiara di investire risorse sulla persona e sulla famiglia, credendo ancora che la vita vince, anche la crisi.

Roma, 7 ottobre 2012 Memoria della Beata Vergine del Rosario

IL CONSIGLIO PERMANENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

11 febbraio 2013

Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXI Giornata mondiale del Malato

«Va’ e anche tu fa’ lo stesso» (Lc 10, 37)

Cari fratelli e sorelle! 1. L’11 febbraio 2013, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, si celebrerà in forma solenne, presso il Santuario mariano di Altötting, la XXI Giornata Mondiale del Malato. Tale giornata è per i malati, per gli operatori sanitari, per i fedeli cristiani e per tutte le persone di buona volontà «momento forte di preghiera, di condivisione, di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa e di richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il Santo Volto di Cristo che, soffrendo, morendo e risorgendo ha operato la salvezza dell’umanità» (Giovanni Paolo II, Lettera istitutiva della Giornata Mondiale del Malato, 13 maggio 1992, 3). In questa circostanza, mi sento particolarmente vicino a ciascuno di voi, cari ammalati che, nei luoghi di assistenza e di cura o anche a casa, vivete un difficile momento di prova a causa dell’infermità e della sofferenza. A tutti giungano le parole rassicuranti dei Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II: «Non siete né abbandonati, né inutili: voi siete chiamati da Cristo, voi siete la sua trasparente immagine» (Messaggio ai poveri, ai malati e ai sofferenti).

immagine» (Messaggio ai poveri, ai malati e ai sofferenti). 2. Per accompagnarvi nel pellegrinaggio spirituale che

2. Per accompagnarvi nel pellegrinaggio spirituale che da Lourdes, luogo e simbolo di speranza e di grazia, ci conduce verso il Santuario di Altötting, vorrei proporre alla vostra riflessione la figura emblematica del Buon Samaritano (cfr Lc 10,25-37). La parabola evangelica narrata da san Luca si inserisce in una serie di immagini e racconti tratti dalla vita quotidiana, con cui Gesù vuole far comprendere l’amore profondo di Dio verso ogni essere umano, specialmente quando si trova nella malattia e nel dolore. Ma, allo stesso tempo, con le parole conclusive della parabola del Buon Samaritano, «Va’ e anche tu fa’ lo stesso» (Lc 10,37), il Signore indica qual è l’atteggiamento che deve avere ogni suo discepolo verso gli altri,

particolarmente se bisognosi di cura. Si tratta quindi di attingere dall’amore infinito di Dio, attraverso un’intensa relazione con Lui nella preghiera, la forza di vivere quotidianamente un’attenzione concreta, come il Buon Samaritano, nei confronti di chi è ferito nel corpo e nello spirito, di chi chiede aiuto, anche se sconosciuto e privo di risorse. Ciò vale non solo per gli operatori pastorali e sanitari, ma per tutti, anche per

lo stesso malato, che può vivere la propria condizione in una prospettiva di fede: «Non è lo scansare la

sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l’uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l’unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore»

(Enc.Spe salvi, 37).

3. Vari Padri della Chiesa hanno visto nella figura del Buon Samaritano Gesù stesso, e nell’uomo

incappato nei briganti Adamo, l’Umanità smarrita e ferita per il proprio peccato (cfr Origene,Omelia sul Vangelo di Luca XXXIV, 1-9; Ambrogio, Commento al Vangelo di san Luca, 71-84; Agostino, Discorso 171). Gesù è il Figlio di Dio, Colui che rende presente l’amore del Padre, amore fedele, eterno, senza barriere né confini. Ma Gesù è anche Colui che “si spoglia” del suo “abito divino”, che si abbassa dalla sua “condizione” divina, per assumere forma umana (Fil 2,6-8) e accostarsi al dolore dell’uomo, fino a scendere negli inferi, come recitiamo nel Credo, e portare speranza e luce. Egli non considera un tesoro geloso il suo essere uguale a Dio, il suo essere Dio (cfr Fil 2,6), ma si china, pieno di misericordia, sull’abisso della sofferenza umana, per versare l’olio della consolazione e il vino della speranza.

4. L’Anno della fede che stiamo vivendo costituisce un’occasione propizia per intensificare la diaconia

della carità nelle nostre comunità ecclesiali, per essere ciascuno buon samaritano verso l’altro, verso chi ci sta accanto. A questo proposito, vorrei richiamare alcune figure, tra le innumerevoli nella storia della Chiesa, che hanno aiutato le persone malate a valorizzare la sofferenza sul piano umano e spirituale, affinché siano di esempio e di stimolo. Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, “esperta della scientia amoris” (Giovanni Paolo II, Lett. ap.,Novo Millennio ineunte, 42), seppe vivere «in unione profonda alla Passione di Gesù» la malattia che la condusse «alla morte attraverso grandi sofferenze». (Udienza Generale, 6 aprile 2011). Il Venerabile Luigi Novarese, del quale molti ancora oggi serbano vivo

il ricordo, nell’esercizio del suo ministero avvertì in modo particolare l’importanza della preghiera per e

con gli ammalati e i sofferenti, che accompagnava spesso nei Santuari mariani, in speciale modo alla grotta

di Lourdes. Mosso dalla carità verso il prossimo, Raoul Follereau ha dedicato la propria vita alla cura delle

persone affette dal morbo di Hansen sin nelle aree più remote del pianeta, promuovendo fra l’altro la Giornata Mondiale contro la Lebbra. La beata Teresa di Calcutta iniziava sempre la sua giornata incontrando Gesù nell’Eucaristia, per uscire poi nelle strade con la corona del Rosario in mano ad

incontrare e servire il Signore presente nei sofferenti, specialmente in coloro che sono “non voluti, non amati, non curati”. Sant’Anna Schäffer di Mindelstetten seppe, anche lei, in modo esemplare unire le proprie sofferenze a quelle di Cristo: «il letto di dolore diventò… cella conventuale e la sofferenza costituì il suo servizio missionario… Confortata dalla Comunione quotidiana, ella diventò un’instancabile strumento

di intercessione nella preghiera e un riflesso dell’amore di Dio per molte persone che cercavano il suo

consiglio» (Omelia per la canonizzazione, 21 ottobre 2012). Nel Vangelo emerge la figura della Beata Vergine Maria, che segue il Figlio sofferente fino al supremo sacrificio sul Golgota. Ella non perde mai la speranza nella vittoria di Dio sul male, sul dolore e sulla morte, e sa accogliere con lo stesso abbraccio di fede e di amore il Figlio di Dio nato nella grotta di Betlemme e morto sulla croce. La sua ferma fiducia nella potenza divina viene illuminata dalla Risurrezione di Cristo, che dona speranza a chi si trova nella sofferenza e rinnova la certezza della vicinanza e della consolazione del Signore.

5. Vorrei infine rivolgere il mio pensiero di viva riconoscenza e di incoraggiamento alle istituzioni sanitarie

cattoliche e alla stessa società civile, alle diocesi, alle comunità cristiane, alle famiglie religiose impegnate nella pastorale sanitaria, alle associazioni degli operatori sanitari e del volontariato. In tutti possa crescere

la consapevolezza che «nell’accoglienza amorosa e generosa di ogni vita umana, soprattutto se debole e

malata, la Chiesa vive oggi un momento fondamentale della sua missione» (Giovanni Paolo II, Esort. ap. postsinodale Christifideles laici, 38).

Affido questa XXI Giornata Mondiale del Malato all’intercessione della Santissima Vergine Maria delle Grazie venerata ad Altötting, affinché accompagni sempre l’umanità sofferente, in cerca di sollievo e di ferma speranza, aiuti tutti coloro che sono coinvolti nell’apostolato della misericordia a diventare dei buoni samaritani per i loro fratelli e sorelle provati dalla malattia e dalla sofferenza, mentre ben volentieri imparto

la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 2 gennaio 2013

Benedictus PP XVI

t e m p o

d i

q u a r e s i m a

Credere nella carità suscita carità “Abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi”

La liturgia ci dice che entriamo in un combattimento spirituale. Comunque sia, iniziano 40 giorni impegnativi in cui “lavorare su noi stessi”. Preghiera, digiuno e carità caratterizzeranno le nostre giornate quaresimali. Impegno, ascesi, sacrifici… Ci proveremo, ma alla fine dovremo riconoscere che senza Dio, con le nostre sole forze, non ce la facciamo. Non siamo in grado di darci salvezza da soli, solo Dio ci può salvare. Quaranta giorni, un cammino che Lui percorre con noi e per noi. Un cammino lungo il quale – dice la Parola – ritornare a Lui con tutto il cuore, perché, se non lo cambiamo questo cuore freddo e pietrificato, non cambia nulla. Perché è il cuore che guida la nostra vita, dà motivi e orientamenti al nostro operare. Ce lo spiega bene anche la liturgia: se non permettiamo a Dio di trasformare il nostro cuore, la nostra vita, ahimè, sarà come le ceneri che abbiamo ricevuto: priva di valore, e con un soffio svanirà nel nulla. Camminiamo allora verso la Pasqua della vita nuova. Camminiamo in buona compagnia, in compagnia del Signore. Nell’iniziare il cammino quaresimale, formuliamo i nostri impegni di preghiera, digiuno e carità, affinché il nostro procedere non sia un vuoto vagare.

affinché il nostro procedere non sia un vuoto vagare. Dal Concilio Vaticano II Quaresima di ascolto

Dal Concilio Vaticano II

Quaresima di ascolto e penitenza

“Il duplice carattere della quaresima – il quale, soprattutto mediante il ricordo o la preparazione al battesimo e mediante la penitenza, invita i fedeli all’ascolto più frequente della parola di Dio e alla preghiera e li dispone così a celebrare il mistero pasquale- sia posto in maggior evidenza tanto nella liturgia quanto nella catechesi liturgica. Perciò:

si utilizzino più abbondantemente gli elementi battesimali propri della liturgia quaresimale e, se opportuno, se ne riprendano anche altri dall’antica tradizione; lo stesso si dica degli elementi penitenziali. Quanto alla catechesi poi, si inculchi nell’animo dei fedeli, insieme con le conseguenze sociali del peccato, quell’aspetto particolare della penitenza che detesta il peccato come offesa di Dio. Né si dimentichi il ruolo della Chiesa nell’azione penitenziale e si solleciti la preghiera per i peccatori. La penitenza quaresimale non sia soltanto interna e individuale, ma anche esterna e sociale. E la pratica penitenziale sia incoraggiata e raccomandata dalle autorità, di cui all’art. 22, secondo le possibilità del nostro tempo e delle diverse regioni, nonché secondo le condizioni dei fedeli. Sia però religiosamente conservato il digiuno pasquale, da celebrarsi ovunque il venerdì della passione e morte del Signore, e da protrarsi, se possibile, anche al sabato santo, in modo da giungere con cuore elevato e liberato alla gioia della domenica di risurrezione”.

Dalla Costituzione Sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium N. 109-110

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UUFFFFIICCIIOO PPAASSTTOORRAALLEE GGIIOOVVAANNIILLEE

GMG RIO 2013

Dal 15 al 30 luglio si svolgerà la Giornata Mondiale della Gioventù 2013 a Rio de Janeiro in Brasile. Il costo per chi volesse partecipare è di 1.600 € tutto compreso (potrebbero esserci delle piccole variazioni, ma lo sapremo solo più avanti). Le scadenze per i pagamenti sono: prima rata metà marzo (€ 800); seconda rata fine aprile (saldo completo). I primi sette giorni saranno organizzati come una settimana missionaria e l'Umbria sarà vicino a Rio. Per iscrivervi o per qualsiasi informazione potete contattare Lorenzo Pecorari al 338/9809061 o mandare una mail a pastoralegiovanilecdc@sicomoro.it

informazione potete contattare Lorenzo Pecorari al 338/9809061 o mandare una mail a pastoralegiovanilecdc@sicomoro.it 14

14 FEBBRAIO

INIZIO DELLA QUARESIMA PER I GIOVANI A LAMA

14 FEBBRAIO INIZIO DELLA QUARESIMA PER I GIOVANI A LAMA Il 14 Febbraio a Lama, alle

Il 14 Febbraio a Lama, alle ore 21,00 avrà luogo l’annuale appuntamento della Pastorale Giovanile con i Giovani della Diocesi, per vivere la Quaresima ben concentrati, col cuore e lo spirito pulito, per iniziare questo cammino di 40 giorni consapevoli e certi che una volta arrivati in fondo, Gesù ci aspetterà a braccia aperte e che per noi avrà aperto le porte del Paradiso!

CAFÈ TEOLOGICO

5°PUNTATA

aperte e che per noi avrà aperto le porte del Paradiso! CAFÈ TEOLOGICO 5°PUNTATA Irene Lazzari,
aperte e che per noi avrà aperto le porte del Paradiso! CAFÈ TEOLOGICO 5°PUNTATA Irene Lazzari,

Irene Lazzari, Pastorale giovanile

LLOOrraattoorriioo ddoonn BBoossccoo cceelleebbrraa vveennttii aannnnii ddii aattttiivviittàà

I nostri cordiali AUGURI e il più vivo RINGRAZIAMENTO ai volontari dell’oratorio don Bosco per i venti anni di proficua attività a favore di centinaia di ragazzi !

di proficua attività a favore di centinaia di ragazzi ! DON VINCENZO PAL È RITORNATO ALLA
DON VINCENZO PAL È RITORNATO ALLA CASA DEL PADRE In seguito ad una grave malattia,
DON VINCENZO PAL È RITORNATO ALLA CASA DEL PADRE
In seguito ad una grave malattia, il 28 gennaio 2013 Don Vincenzo Pal è
ritornato alla casa del Padre all'età di 54 anni.
Don Vincenzo è stato uno dei primi sacerdoti rumeni inviato nella diocesi di
Città di Castello dall'arcidiocesi di Bucarest. Molto conosciuto dalla gente, è
stato viceparroco nella parrocchia Madonna delle Grazie dal 2000 al 2005,
insieme al parroco Don Tonino Rossi. Simpatico e gioviale, Don Vincenzo si è
fatto benvolere soprattutto dai ragazzi. Le sue omelie ben preparate erano
seguite con molta attenzione.
Nato a Nisiporești, il 19 maggio 1958, è stato ordinato sacerdote il 22 giugno
1986, a Bucarest. Dopo aver lavorato in varie parrocchie dell'arcidiocesi di
Bucarest, è stato nominato Preside del Liceo Cattolico “Santa Teresa” di
Bucarest. Molto colto, ha scritto vari libri, manuali didattici e diversi articoli.
Tornato da Città di Castello, il vescovo gli ha affidato la comunità di Greci (antica comunità italiana in
Romania nella Delta del Danubio) dove ha lavorato assiduamente, rinnovando la Chiesa e avviando la
costruzione di un oratorio per i bambini poveri.
Don Vincenzo è stato sepolto mercoledì 30 gennaio 2013, - secondo il suo testamento - proprio a Greci,
dove ha prestato il suo ultimo servizio pastorale.
Anche la nostra Chiesa lo ricorda con affetto e gratitudine.

UUffffiicciioo EEvvaannggeelliizzzzaazziioonnee ee CCaatteecchheessii

ATTIVITA' SVOLTE NEL MESE DI GENNAIO E COMUNICAZIONE DEL PROSSIMO APPUNTAMENTO: DOMENICA 3 MARZO

E COMUNICAZIONE DEL PROSSIMO APPUNTAMENTO: DOMENICA 3 MARZO Nel mese di gennaio si sono svolti gli

Nel mese di gennaio si sono svolti gli incontri programmati dall'Ufficio Evangelizzazione e Catechesi per gli operatori della Zona Centro ( 20 gennaio ) e della Zona Nord ( 27 gennaio). Sono stati entrambi incontri partecipati che hanno permesso di presentare la nuova equipe e di far emergere le varie esigenze, sia di carattere organizzativo che formativo, che i catechisti hanno. In entrambe le riunioni si è detto che è bene rincontrarsi non solo per sostenersi nelle difficoltà, ma anche per condividere le varie esperienze positive vissute nelle realtà parrocchiali. In questo Anno dedicato alla fede i catechisti sono chiamati a riscoprire il loro ruolo fondamentale nella nuova evangelizzazione. Molti interventi hanno sottolineato la difficoltà di trasmettere la fede ai bambini ed ai ragazzi, ma anche l'entusiasmo di sperimentare nuove modalità per poter essere più efficaci nell'annuncio. Tra le proposte discusse e suggerite c'è stata quella di organizzare una giornata dedicata allo scambio di materiale ed esperienze da effettuarsi i primi giorni di giugno di quest'anno, prima della pausa estiva. Interessante e senz'altro da valutare anche la proposta di un Sinodo di catechisti da svolgersi nei prossimi anni e in cui alcuni operatori di diverse parrocchie possano progettare, discutere e programmare nuove modalità di formazione per i nostri ragazzi.

Comunichiamo inoltre che il prossimo 3 Marzo avremo ospite della nostra Diocesi Mons. Andrea Lonardo, direttore dell' Ufficio Catechistico della Diocesi di Roma che terrà un incontro di formazione per tutti gli operatori pastorali con inizio alle ore 15,00 presso il teatro della Scuola S. Francesco di Sales. Invitiamo ad una larga partecipazione, essendo una iniziativa dell’Anno della fede e avendo con noi un relatore molto qualificato.

Alessandro Pacchioni e Silvia Reali

UUFFFFIICCIIOO LLIITTUURRGGIICCOO

Ai parroci della Diocesi di Città di Castello

Il vescovo, nella Lettera pastorale ‘Il caso serio della fede’ raccomanda di favorire e promuovere i ministeri istituiti e non. Ecco di seguito un significativo servizio dell’Ufficio liturgico che il vescovo ha approvato. Per poter programmare un’attività di formazione per i ministeri istituiti (lettorato, accolitato) e per il ministero straordinario della Comunione, questo Ufficio ha bisogno di sapere con esattezza quante sono le persone che svolgono il ministero. Chiediamo cortesemente di compilare la seguente scheda con i nomi delle persone che svolgono i ministeri nella vostra parrocchia. Nello stesso tempo chiediamo se per il prossimo anno si ritiene che altri accoliti, lettori e ministri straordinari per la comunione, possano ottenere il ministero. Le schede allegate sono disponibile anche separatamente in Libreria Sacro Cuore. Si chiede gentilmente di stampare, di compilare e di restituire in Libreria.

Ecco il calendario delle lezioni (solo di martedì): 26 Febbraio, 5 Marzo, 12 Marzo, 19 Marzo, 9

Aprile, 16 Aprile, 23 Aprile; Tutte le lezioni si terranno presso la sala “Santo Stefano”, in Vescovado. Tutti i ministri istituiti e non, e le donne che proclamano le Letture in Chiesa sono invitati a partecipare Per qualsiasi informazione potete contattare: Don Paolo 3476479119 o Germana 3471795060 –

0758559094.

don Paolo Martinelli

Scheda n. 1

Parrocchia di

Lettori che svolgono il ministero nella parrocchia:

 

COGNOME NOME

TELEFONO

E-MAIL

1

     

2

     

3

     

4

     

5

     

Accoliti che svolgono il ministero nella parrocchia:

 
 

COGNOME NOME

TELEFONO

E-MAIL

1

     

2

     

3

     

4

     

5

     

Ministri straordinari della Comunione che svolgono il ministero nella parrocchia:

 

COGNOME NOME

TELEFONO

E-MAIL

1

     

2

     

3

     

4

     

5

     

6

     

7

     

8

     

Città di Castello

 

Il Parroco

Scheda n. 2

Parrocchia di

Il sottoscritto don

, parroco di questa parrocchia, ritiene che siano

necessari per lo svolgimento delle attività parrocchiali, l’istituzione dei seguenti ministeri per i quali ha già

pensato alle persone che potrebbero svolgere i compiti specifici:

N di persone che svolgano il ministero del Lettore COGNOME NOME TELEFONO E-MAIL 1 2
N
di
persone che svolgano il ministero del Lettore
COGNOME NOME
TELEFONO
E-MAIL
1
2
N
di
persone che svolgano il ministero dell’Accolito
COGNOME NOME
TELEFONO
E-MAIL
1
2
N
di
persone che svolgano il ministero del Ministro della Comunione
COGNOME NOME
TELEFONO
E-MAIL
1
2

Per tali persone richiede la necessaria formazione.

Città di Castello

Il PARROCO

UUFFFFIICCIIOO CCAARRIITTAASS

Promozione Caritas

Nel corso del 2012, dopo un lungo lavoro di promozione e sensibilizzazione delle parrocchie e dietro la nascita dell’Emporio della solidarietà S. Giorgio, ai Centri di ascolto di Unità pastorale già costituiti, se ne sono aggiunti altri, andando così a coprire tutto il territorio diocesano.

Il Centro di Ascolto (CdA) rappresenta l’organismo pastorale che, assieme alla liturgia e alla

catechesi, ha il compito di coinvolgere la comunità del proprio territorio affinché realizzi la testimonianza della carità. La rete, che unisce il CdA diocesano con quelli dell’Unità pastorale, è un risultato di grande importanza per la nostra comunità poiché i CdA di Unità pastorale hanno la caratteristica di

essere vicini alla gente e alle famiglie del territorio. Essi, quindi, rappresentano un punto di osservazione privilegiata dei bisogni e delle necessità presenti nella singola realtà territoriale, favoriscono interazioni e rapporti duraturi nel tempo con le persone in stato di disagio e permettono di portare avanti con maggior efficacia la funzione pedagogica che caratterizza il senso dell’azione della Caritas.

A oggi sono presenti otto CdA di Inità pastorale così distribuiti: uno nella zona pastorale Sud,

quattro nella zona pastorale Centro e tre nella zona pastorale Nord. Qui di seguito sono riportate tutte le informazioni di natura logistica e organizzativa dei singoli CdA di Unità Pastorale.

Zona

Cda di unità pastorale

Parrocchie di

Sede del Cda di unità pastorale

Giorno e orario di apertura

Pastorale

riferimento

Sud

Trestina

Trestina - Promano - Badia Petroia - San Secondo

Sale parrocchiali della chiesa di San Donato (Trestina)

Sabato 9-11

Nord

San Giustino

San Giustino - Cospaia

Sale parrocchiali della chiesa di San Giustino

Sabato 9-11

Centro

Riosecco

Riosecco - Lerchi - Piosina - Astucci

Sale parrocchiali della chiesa S. Maria e S. Giuliano (Riosecco)

Sabato 10-12

Centro

Zoccolanti

Zoccolanti - San Pio - Santa Lucia - San Martin d’Upò

Sale parrocchiali della chiesa di San Giovanni battista degli Zoccolanti

Giovedì 15-17

Centro

Madonna delle

Madonna delle Grazie - Cattedrale - San Francesco - San Domenico - Santa Maria Maggiore

Sale parrocchiali della chiesa della Madonna delle Grazie (San. Michele Arcangelo)

Sabato 9-11

Grazie

Centro

Graticole

Graticole - Madonna del Latte - La Tina -

Sale parrocchiali della chiesa San Giuseppe in Graticole

Sabato 10-12

Belvedere-

Titta -

Badiali

Nord

Pistrino

Pistrino - Fighille - Citerna

Sale parrocchiali della chiesa di S. Cuore di Gesù (Pistrino)

Sabato 10-12

Nord

Cerbara

Cerbara - Lama - Selci

Sale parrocchiali della chiesa di San Biagio (Cerbara)

Sabato 10-12

Fondo di Solidarietà delle Chiese Umbre, attività nella Diocesi.

di Solidarietà delle Chiese Umbre, attività nella Diocesi. Il Fondo di Solidarietà delle Chiese umbre attivato

Il Fondo di Solidarietà delle Chiese umbre attivato dalla Conferenza Episcopale Umbra nel marzo del 2009 per sostenere le famiglie che si trovano in difficoltà economica ha superato ormai i 3 anni di attività. Gli interventi, grazie alle donazioni effettuate in questo periodo da singoli cittadini, Istituzioni bancarie, imprese, Clero e Istituzioni varie, hanno permesso, nella nostra Diocesi, interventi a favore di 164 nuclei familiari con un contributo medio di € 1003,10 ed un totale erogato di € 164.508,91 li tutto al 31 dicembre 2012. Le famiglie che hanno usufruito del contributo sono 88 di nazionalità straniera e 76 Italiane. Attualmente la CEU ha prorogato l’attività del fondo con una nuova raccolta effettuata presso le parrocchie nel dicembre 2012, alla quale dovrebbero affiancarsi altre iniziative. La situazione economica che stiamo attraversando non permette infatti di poter allentare o sospendere questa preziosa fonte di supporto finanziario nella quale trovano sempre più sostegno molte famiglie italiane che si trovano in situazione di vulnerabilità economica per la perdita del posto di lavoro o, comunque, in situazioni di lavoro precario. Tutto questo incide sugli stili di vita che stanno cambiando rapidamente, per la necessità di sopravvivere con meno risorse ma con le stesse uscite. Il contributo dato sicuramente non ha la pretesa di risolvere in maniere definitiva le situazioni, ma parlando anche con i beneficiari e seguendo il loro percorso di vita, si è potuto constatare che sicuramente si sono alleggerite tante emergenziale. L’ufficio Caritas Diocesano ringrazia le Parrocchie e i Centri di ascolto delle Unità Pastorali per la collaborazione ed il supporto all’iniziativa benefica.

Rendicontazione Fondo di Solidarietà dalla sua costituzione (marzo 2009 – dicembre 2012) Il Fondo di
Rendicontazione Fondo di Solidarietà dalla sua costituzione (marzo 2009 – dicembre 2012)
Il Fondo di Solidarietà delle Chiese Umbre, a distanza di circa tre anni e mezzo dalla sua costituzione,
nell’ambito della Diocesi di Città di Castello ha proceduto nel periodo all’istruttoria delle varie istanze ed
alle conseguenti erogazioni come appresso indicato nel prospetto riassuntivo:
Nuclei Familiari beneficiari dei contributi
164
Contributo medio per ogni nucleo familiare
€ 1003,10
Totale contributi erogati
€ 164.508.91
Famiglie Italiane
76
Famiglie Straniere
88
A livello regionale sono stati approvati contributi a 1.584 famiglie per un erogato complessivo di €
2.437.200,00. La Conferenza Episcopale Umbra ha stabilito inoltre di proseguire con l’iniziativa per
l’acuirsi della crisi e le sempre più numerose richieste da parte di famiglie che si trovano in uno stato di
vulnerabilità economica. L’ufficio Caritas Diocesano, ringrazia le Parrocchie e i centri di ascolto delle
Unità Pastorali per la collaborazione ed il supporto all’iniziativa.

Città di Castello, 05 gennaio 2012

L’ufficio Caritas Diocesana. Giuseppe Floridi

c/o Caritas Piazza Garigliano, 2 - 06012 CITTÀ DI CASTELLO (PG) Tel. 075/8553911 fax 075/8521835 e.mail: caritascdc@winpower.it

Sulle orme di Gesù

Pellegrinaggio diocesano in Terra Santa

(28 dicembre - 4 gennaio 2013)

Erano anni che cresceva in me il desiderio di visitare la Terra Santa, ma per vari motivi non ero riuscita a metterlo in atto. Finalmente, dal 28 dicembre al 4 gennaio 2013, insieme ad un gruppo di pellegrini provenienti da diverse parrocchie della diocesi, guidati dal Vescovo Domenico, ho percorso con commovente stupore il "quinto Vangelo", il percorso storico-geografico di Gesù. Siamo partiti dall'aeroporto di Fiumicino diretti verso Tel Aviv. Dopo circa 4 ore di volo, siamo stati accolti da don Cristian Vacaru che ci ha guidati per l'intera permanenza in Terra Santa. Ecco in sintesi le principali tappe del nostro pellegrinaggio:

Sul Monte Carmelo abbiamo sentito rivolte a noi le parole profetiche di Elia: "Fino a quando salterete da una parte all'altra" (1 Re 18,21) senza decidere pienamente per il Signore? È stata la prima riflessione. Nella grotta di Betlemme abbiamo meditato il mistero di Maria che “diede alla luce Gesù, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio" (cf Lc 2,7). Molto emozionante vedere con i nostri occhi il luogo dove Gesù ha toccato la nostra terra in modo povero e umile, tanto che nessuno se n’è accorto, se non i pastori avvertiti dagli angeli e i magi chiamati dalla stella. A Nazareth, nella Casa di Maria, abbiamo "respirato" il suo ‘Sì’ all'accoglienza di Gesù. In Lei il Verbo ha preso carne umana. E poi per trent'anni, assieme a Giuseppe, è vissuta qui con Gesù. Una vita normale, quella dei poveri e degli ultimi della terra, in modo umile, silenzioso, essenziale. Tanto che quelli di Nazareth lo conoscevano come il falegname e non l'accolsero come Messia. "Veniva tra i suoi e i suoi non l'hanno accolto" (Gv 1,11). Davanti al nostro albergo avevamo il dirupo dal quale i nazaretani volevano far precipitare Gesù. In mezzo al lago di Tiberiade la barca che ci portava si è fermata. In un prolungato momento di silenzio,

rotto solo dallo svolazzare degli uccelli, ci è sembrato di sentire la parola di Gesù rivolta ai suoi: "Coraggio sono Io, non abbiate paura" (Mt 14,27). Veniva in mente Gesù che afferrava Pietro mentre stava affondando e gli diceva: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?" (14, 31). Per chi crede è possibile anche camminare sulle acque! Sul Monte delle Beatitudini abbiamo riascoltato il messaggio straordinariamente originale del Vangelo di Gesù. Perché non crederci sul serio e fare il percorso controcorrente tracciato da Gesù? Per questo al Giordano abbiamo ricordato la grazia del battesimo di Gesù, rinnovando il nostro impegno a vivere secondo il Vangelo, a superare le tentazioni che il maestro vinse in modo esemplare sulle montagne del deserto di Giuda, dove abbiamo avuto la grazia di inoltrarci a piedi e di celebrare l'Eucaristia. C’era un totale silenzio. Risuonavano nel nostro cuore le parole di Gesù: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni

parola che esce dalla bocca di Dio

Nel Cenacolo abbiamo meditato il mistero dell’istituzione eucaristica e del sacerdozio, delle apparizioni del Risorto e della Pentecoste. In questa stanza la fede cristiana trova la sua massima ispirazione. Il monte Calvario ci ha ricordato la morte in croce di Gesù, invocando dal Padre il perdono e portando con sé in Paradiso il ladrone. Il sangue di Gesù ha lavato l'umanità tutta, da Adamo (sepolto secondo la tradizione proprio lì sotto) fino all'ultimo uomo. Lì vicino la tomba vuota ricorda che il crocifisso è risorto e vivo, è accanto ad ogni uomo. Il suo percorso davvero doloroso è soprattutto luminoso. La fede trova qui il suo connotato principale: pasquale.

La fede trova qui il suo connotato principale: pasquale . Il Signore, Dio tuo, adorerai: a

Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai il culto" (Mt 4,4-11).

Già al momento dell’arrivo a Nazareth, prima tappa del pellegrinaggio, l’entusiasmo per questo Vangelo che diventa “tridimensionale” è stato un crescendo. Quei luoghi mi rihanno condotto alla Bibbia e lì riscopri la fede, il tesoro prezioso per il quale vale la pena di vendere tutto. Due sono stati i momenti in cui l’emozione ha raggiunto un’intensità tale da trasformarsi in lacrime: nella Casa di Maria e al Santo Sepolcro. All’interno della Basilica dell’Annunciazione, sotto un modesto altare, la scritta ”VERBUM CARO HIC FACTUM EST” mi fa pensare come Dio scelga persone umili e luoghi modesti. Provo una sensazione di

pace intensa: Dio si fa piccolo proprio perché conosce le ristrettezze del mio cuore, dove aspetta di trovare spazio. Al Santo Sepolcro, in particolare nel luogo in cui è stata piantata la croce di Gesù, intuisco fino a quale punto di donazione si è spinto l’Amore di Dio per me. “Uno ama quando si sente amato”, diceva Sant’Agostino. Venire qui, scoprire l’Amore di Dio fatto carne e storia in Gesù e ripartire con la coscienza più grata per la propria vocazione è quanto auguro di cuore a chi si accinge a partire prossimamente.

Una pellegrina

2°Pellegrinaggio diocesano in Terrasanta (con la partecipazione del Vescovo)

SULLE ORME DI GESÙ NELL'ANNO DELLA FEDE

del Vescovo) SULLE ORME DI GESÙ NELL'ANNO DELLA FEDE L'ottima riuscita del primo pellegrinaggio diocesano in

L'ottima riuscita del primo pellegrinaggio diocesano in Terrasanta dal 28 dicembre al 4 gennaio 2013 ci incoraggia ad organizzare il secondo pellegrinaggio già previsto e richiesto da non poche persone. Per varie difficoltà sopravvenute si è dovuto cambiare la data che era stata preventivata. Il pellegrinaggio avrà luogo nei giorni 15-22 giugno 2013 (e non più dal 20 al 27 aprile 2013). Sollecitiamo una pre-iscrizione o dichiarazione di interesse a tutti coloro che vogliono parteciparvi. Sarebbe bello se tutte le parrocchie fossero rappresentate, così pure le associazioni, i gruppi e i movimenti ecclesiali. Sarà un'esperienza straordinaria per la nostra Chiesa che, in quest'Anno della Fede, vuole “mettersi sulle orme di Gesù”. L’invito è rivolto a tutti! L’organizzazione tecnica del pellegrinaggio sarà affidata all’agenzia Nova Itinera, promossa dall’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, con il patrocinio della Conferenza Episcopale Umbra. Appena si raggiungerà il numero minimo, verrà comunicata agli interessati la conferma e inizieranno le iscrizioni anche di altri.

PERIODO: 15-22 GIUGNO 2013

ITINERARIO DI MASSIMA: MonteMonteMonteMonte Carmelo,Carmelo,Carmelo,Carmelo, Nazareth,Nazareth,Nazareth,Nazareth,
ITINERARIO DI MASSIMA:
MonteMonteMonteMonte Carmelo,Carmelo,Carmelo,Carmelo, Nazareth,Nazareth,Nazareth,Nazareth, BasilicaBasilicaBasilicaBasilica dell'Annunciaziondell'Annunciaziondell'Annunciaziondell'Annunciazione,e,e,e, Cana,Cana,Cana,Cana, Tabor,Tabor,Tabor,Tabor, Cafarnao,Cafarnao,Cafarnao,Cafarnao, Tabgha,Tabgha,Tabgha,Tabgha,
CasaCasaCasaCasa didididi Pietro,Pietro,Pietro,Pietro, MonteMonteMonteMonte delledelledelledelle Beatitudini,Beatitudini,Beatitudini,Beatitudini, Giordano,Giordano,Giordano,Giordano, Qumran,Qumran,Qumran,Qumran, MarMarMarMar Morto,MorMorMorto,to,to, Gerico,Gerico,Gerico,Gerico, desertodesertodesertodeserto
didididi Giuda,Giuda,Giuda,Giuda, Gerusalemme,Gerusalemme,Gerusalemme,Gerusalemme, Betlemme,Betlemme,Betlemme,Betlemme, AinAinAinAin Karem,Karem,Karem,Karem, CenacolCenacolCenacolCenacolo,o,o,o, MonteMonteMonteMonte deglideglideglidegli Ulivi,Ulivi,Ulivi,Ulivi, Getsemani,Getsemani,Getsemani,Getsemani,
ViaViaViaVia Crucis,Crucis,Crucis,Crucis, DominusDominusDominusDominus flevit,flevit,flevit,flevit, DormizioneDormizioneDormizioneDormizione didididi Maria,Maria,Maria,Maria, SaSaSaSantontontonto Sepolcro…Sepolcro…Sepolcro…Sepolcro…

Partenza dall’aeroporto di Perugia (se raggiungiamo il numero richiesto di 140 persone) altrimenti da Fiumicino.

Si prevede al momento un costo complessivo di 1250 euro circa a persona.

Verranno considerate le iscrizioni finali in base all’ordine cronologico di rinvio compilato della scheda di interesse. Per l’ingresso in Terra Santa è necessario il passaporto con almeno 6 mesi di validità dalla data di entrata nel paese.

CHI DESIDERA PARTECIPARE COMPILI QUANTO PRIMA ENTRO E NON OLTRE IL 13.02.2013 LA SCHEDA D’INTERESSE CHE SI TROVA NELLE PAROCCHIE, IN VESCOVADO (075.855.43.26) O IN LIBRERIA SACRO CUORE (075.855.33.82). DOPO DI CHE SI PROCEDERA’ ALL’ISCRIZIONE CON IMPEGNO FORMALE.

Santuario di Santa Maria delle Grazie

Santuario di Santa Maria delle Grazie 2 febbraio 2013 Festa della Presentazione del Signore al Tempio

2 febbraio 2013

Festa della Presentazione del Signore al Tempio e XVII Giornata della Vita Consacrata

MERCOLEDÌ 30 GENNAIO – GIOVEDÌ 31 GENNAIO – VENERDÌ 1 FEBBRAIO

TRIDUO DI PREPARAZIONE

Ore 07.45: Lodi Mattutine e Scoprimento dell’immagine della Madonna delle Grazie Ore 17.15: Recita comunitaria del Rosario. Ore 17.45: Vespri. Ore 18.00: S. Messa.

SABATO 2 FEBBRAIO 2013: GIORNO DELLA FESTA Ore 07.45: Scoprimento dell’immagine della Madonna delle Grazie
SABATO 2 FEBBRAIO 2013: GIORNO DELLA FESTA
Ore 07.45: Scoprimento dell’immagine della Madonna delle Grazie – Lodi mattutine.
Ore 08.30: S. Messa.
Ore 17.00: Recita comunitaria del Rosario.
Ore 17.30: Vespri solenni.
Ore 18.00: Inizio della processione dalla chiesa delle Cappuccine verso il Santuario di
Santa Maria delle Grazie.
ORE 18:00 CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA PRESIEDUTA DAL
VESCOVO DIOCESANO, MONS. DOMENICO CANCIAN.
Parteciperanno le comunità di vita consacrata maschili e femminili della Diocesi.
La celebrazione sarà animata dalla Corale “M. Alboni” e dalla Confraternita di Santo Spirito.
Centro Sportivo Italiano c.z. Città di Castello Via Martiri della Libertà n. 34 - 06012

Centro Sportivo Italiano c.z. Città di Castello

Via Martiri della Libertà n. 34 - 06012 Città di Castello PG Tel. e Fax 0758558102 - www.csicastello - info@csicastello.191.it

0758558102 - www.csicastello - info@csicastello.191.it SPORTSPORTSPORTSPORT EEEE FEDEFEDEFEDEFEDE

SPORTSPORTSPORTSPORT EEEE FEDEFEDEFEDEFEDE

GIOCAREGIOCAREGIOCAREGIOCARE PERPERPERPER CREDERECREDERECREDERECREDERE

PERPERPERPER CREDERECREDERECREDERECREDERE il Centro Sportivo Italiano di Città di Castello organizza:

il Centro Sportivo Italiano di Città di Castello organizza:

INCONTRI DI GIOCO PER RAGAZZI DELLE SCUOLE SECONDARIE FRA LE PARROCCHIE CHE HANNO ADERIRANNO ALLO SLOGAN:

SANSANSANSAN PIOPIOPIOPIO XXXX ---- ZOCCOLANTIZOCCOLANTI-ZOCCOLANTIZOCCOLANTI--- GRATICOLEGRATICOLEGRATICOLEGRATICOLE ---- SANTASANTASANTASANTA M.M.M.M. GRAZIEGRAZIEGRAZIEGRAZIE –––– DUOMODUOMODUOMODUOMO

1°1°1°1° INCONTROINCONTROINCONTROINCONTRO

PROGRAMMAPROGRAMMAPROGRAMMAPROGRAMMA

SABATOSABATOSABATOSABATO 22622666 GENNAIOGENNAIOGENNAIOGENNAIO

NEL POMERIGGIO

NEL POMERIGGIO PRESSOPRESSOPRESSOPRESSO ILILILIL NUOVONUOVONUOVONUOVO STABILESTABILESTABILESTABILE

NELNEL POMERIGGIOPOMERIGGIO

DELLADELLADELLADELLA PARROCCHIAPARROCCHIAPARROCCHIAPARROCCHIA SANSANSANSAN PIOPIOPIOPIO X.X.X.X. GAREGAREGAREGARE AAAA SQUADRESQUADRESQUADRESQUADRE DIDIDIDI CALCIOCALCIOCALCIOCALCIO BALILLABALILLABALILLABALILLA AAAA MANO,MANO,MANO,MANO, CERCHICERCHICERCHICERCHIOOOO GOAL.GOAL.GOAL.GOAL.

2°2°2°2° INCONTROINCONTROINCONTROINCONTRO

SABATOSABATOSABATOSABATO 22322333 FEBBRAIOFEBBRAIOFEBBRAIOFEBBRAIO

NEL POMERIGGIO

NEL POMERIGGIO PRESSOPRESSOPRESSOPRESSO ILILILIL NUOVONUOVONUOVONUOVO STABILESTABILESTABILESTABILE

NELNEL POMERIGGIOPOMERIGGIO

DELLADELLADELLADELLA PARROCCHIAPARROCCHIAPARROCCHIAPARROCCHIA SANSANSANSAN PIOPIOPIOPIO X.X.X.X. GAREGAREGAREGARE AAAA SQUADRESQUADRESQUADRESQUADRE DIDIDIDI TIROTIROTIROTIRO AAAA CROCECROCECROCECROCE AAAA QUATTRO,QUATTRO,QUATTRO,QUATTRO, SQUADSQUADSQUADSQUADRARARARA ALL’ATTACCOALL’ATTACCOALL’ATTACCOALL’ATTACCO

3°3°3°3° INCONTROINCONTROINCONTROINCONTRO

SABATOSABATOSABATOSABATO 22322333 MARZOMARZOMARZOMARZO

NEL POMERIGGIO

NEL POMERIGGIO PRESSOPRESSOPRESSOPRESSO ILILILIL NUOVONUOVONUOVONUOVO STABILESTABILESTABILESTABILE

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DELLADELLADELLADELLA PARROCCHIAPARROCCHIAPARROCCHIAPARROCCHIA SANSANSANSAN PIOPIOPIOPIO X.X.X.X. GARAGARAGARAGARA AAAA COPPIECOPPIECOPPIECOPPIE ALALALAL CALCIOBALLILLACALCIOBALLILLACALCIOBALLILLACALCIOBALLILLA (BILIARDINO),(BILIARDINO),(BILIARDINO),(BILIARDINO), AAAACCHIAPPACCHIAPPACCHIAPPACCHIAPPA LALALALA PREDA.PREDA.PREDA.PREDA.

4°4°4°4° INCONTROINCONTROINCONTROINCONTRO FINALEFINALEFINALEFINALE

INCONTROINCONTROINCONTROINCONTRO FINALEFINALEFINALEFINALE SABATOSABATOSABATOSABATO 22722777 APRILEAPRILEAPRILEAPRILE

SABATOSABATOSABATOSABATO 22722777 APRILEAPRILEAPRILEAPRILE ININININ CITTA’CITTA’CITTA’CITTA’ PRESSOPRESSOPRESSOPRESSO PIAZZAPIAZZAPIAZZAPIAZZA MMATTEOTTI.MMATTEOTTI.ATTEOTTI.ATTEOTTI.

INIZIOINIZIOINIZIOINIZIO NELNELNELNEL POMERIGGIO,POMERIGGIO,POMERIGGIO,POMERIGGIO, TUTTETUTTETUTTETUTTE LELELELE SSQUADRESSQUADREQUADREQUADRE SARANNOSARANNOSARANNOSARANNO COINVOLTECOINVOLTECOINVOLTECOINVOLTE NELLENELLENELLENELLE GAREGAREGAREGARE DI:DI:DI:DI: MINIMINIMINIMINI VOLLEY,VOLLEY,VOLLEY,VOLLEY, MINIMINIMINIMINI BASCHET,BASCHET,BASCHET,BASCHET, CALCIOCALCIOCALCIOCALCIO BALILLABALILLABALILLABALILLA UMANO.UMANO.UMANO.UMANO.

INFINEINFINEINFINEINFINE ,,,, PREMIAZIONEPREMIAZIONEPREMIAZIONEPREMIAZIONE ININININ BASEBASEBASEBASE AAAA TUTTITUTTITUTTITUTTI IIII PUNTEGGIPUNTEGGIPUNTEGGIPUNTEGGI RACCOLTIRACCOLTIRACCOLTIRACCOLTI NEINEINEINEI 4444 INCONTRI.INCONTRI.INCONTRI.INCONTRI.

PER INFORMAZIONI: CORRADO TEL 3389062080

TAGLIARE NELLA PARTE TRATTEGGIATA COMPILARE E RESTITUIRE

Scheda di partecipazione del ragazzo/a firmata dal genitore. Da restituire in parrocchia

NOME

COGNOME

DATA DI NASCITA

VIA

COMUNE

TEL

FIRMA GENITORE

l e t t e r a

d a i

n o s t r i

m i s s i o

n a r i

J A T R A R S H O N G I I !!!!. (compagni di viaggio)

"Oltrepasseremo tutte le rive, attraverseremo tutte le pianure e ritorneremo a sera. Almeno una volta voglio andare sulle rive dei sette oceani e dei tredici fiumi" (R. Tagore, da Sissu)

Mirpur (Dhaka) – Bangladesh dicembre, 2012

da Sissu) Mirpur (Dhaka) – Bangladesh dicembre, 2012 soltanto di cambio stagionale! "Algo nuevo està

soltanto di cambio stagionale! "Algo nuevo està naciendo"! (si canta in Perù)

1. un'

EPOCA è all'alba!

Grazie, amici carissimi, compagni di viaggio:

vicini e lontani; di ieri, di oggi e per sempre; famigliari e fratelli! Tutti quanti ci siamo cari! Da questa lontana e sconosciuta Terra che mi ospita, che mi accoglie e che amo il mio pensiero di saluto, con affetto e di cuore, come sole senza tramonto! Rapidamente e improvvisamente, dall'oggi al domani, qua, è avvenuto il cambio di stagione (sitkal). Mi dicono che sono le correnti fredde e gelide che scendono dalle gigantesche catene montagnose dell'Himalaya e del Karakorum a raffreddare noi e le grandi pianure. Stagione di cambi, ma se ci guardiamo attorno, ci accorgiamo che non si tratta soltanto di cambi di scarsa entità o

Stiamo andando verso un cambio epocale! La società postmoderna e liquida è in rapidissima trasformazione. La globalizzazione è il fenomeno socioeconomico sempre più in primo piano. Economia e finanze fanno da padrone sullo scenario globale. La politica si coniuga con la corruzione crescente e perde costantemente quotazioni in borsa. Il mercato è il dio idolatrato, libertario, incontrollabile che conduce nella selva oscura nella quale ci troviamo. La scienza ci apre ad orizzonti sempre nuovi, inimmaginabili, insospettati. Le istituzioni tradizionali scricchiolano tutte, sono deboli e con il gioco svolto in difensiva. Caduta delle ideologie? Pensiero unico dominante? Su tutte le latitudini del mondo i poveri aumentano: i poveri si impoveriscono sempre più, ingigantiscono di numero, quotidianamente. I ricchi sono seduti sulla loro ricchezza in forma prepotente e vergognosa. Le migrazioni e la rapida mobilità sociale costituiscono uno dei fenomeni sociali piu' inquietanti. Pane sempre più amaro! Siamo in attesa che Giustizia e Pace si diano/ci diano il bacio della speranza! (cfr Is 32 e Sal 85) Mentre tutti ci troviamo dentro questa epoca di cambiamenti, molti stiamo facendo difficoltà a lasciarci alle spalle un mondo che non c'è più. Gli stessi attaccamenti che manifestiamo sono catene che tengono prigioniere le menti a schemi e modelli non più attuabili. Dobbiamo costruire un nuovo futuro! Questo potrà avvenire solo se sapremo vivere, amando la vita, accogliendo l'altro, accettando il presente e lasciando alle spalle il passato. Esiste solo il presente: da questa realtà può e deve iniziare il cambiamento! Sappiamo leggere, cogliere, interpretare i segni dei tempi? (cfr Mt 16,3).

2. IMPARARE.

Un tempo per imparare!

Forse, questo tempo che viviamo ci sta offrendo il momento opportuno per andare a scuola. Tutti! Vivere è diventato più impegnativo e delicato. L'epoca emergente richiederà sempre più abilità, saperi, competenze personali che nessuno ci ha insegnato. La possibilità che abbiamo è imparare a vivere! Diventare "studenti", amanti della vita attraverso lo stupore su tutto e su tutti, sulle cose e sulle persone! Lo stupore è l'attesa di ciò che ancora non e' stato vissuto, conosciuto, amato. La creazione non e' cosa compiuta. Ora avviene! Che cosa di nuovo, allora, mi/ci offre la vita, oggi? Lo stupore non ha

confini, non ha il limite delle cose, non ha il limite della nostra conoscenza. Resta aperto all'infinito! Allo stupore si affiancano altre attitudini o dimensioni, sensibilità fondamentali per assumere questo tempo nel cambio epocale: l'ascolto, l'osservazione, la capacità di osare, la disponibilità continua all'apprendimento, la curiosità, l'attenzione, l'ammirazione, il silenzio e la compagnia.

è un po' come quando si vuole imparare una nuova lingua: bisogna aggiornare tutto il bagaglio

mentale precedente! Bisogna rivisitare lo zaino in spalla! Iniziando dall'alfabeto, dal nuovo vocabolario, dalla lentezza nel pronunciare le parole e le frasi: tutti i

movimenti vengono rallentati! Riconoscere le lettere, leggere e sillabare, scrivere e fare errori, tenere il

dito sulla riga e dare significato a quello che si legge

Si ha proprio bisogno di tutti, ma soprattutto di

ascolto! Dall'ascolto nasce l'incontro! Nell'incontro il cammino che era difficile, impegnativo, faticoso si trasforma e diventa gratificante,

liberante, arricchente. Un tempo per imparare, più che un tempo per insegnare!

Un tempo per imparare, più che un tempo per insegnare! 3. AMORIZZARE la vita! "Leggendo il

3. AMORIZZARE la vita! "Leggendo il Vangelo si capisce chiaramente che il centro della vita dell'uomo non è il suo peccato, ma il Regno di Dio e quindi l'amore verso gli altri anche se a costo del sacrificio della nostra vita. Theilard de Chardin lo ha visto con chiarezza e lo ha descritto con tanta precisione, parlando della unificazione finale: il mondo è uno, è stato creato in un attimo e deve riunirsi in unità attraverso la collaborazione dell'uomo. Il valore della nostra esistenza è unicamente collaborare ad ammortizzare il mondo, cioè a mettere unità nei contrasti, nelle lotte, nella lacerazione presente del nostro cuore, nelle cose, nella natura: il fine della storia, il fine del mondo e il fine di tutte le preoccupazioni che ci agitano e ci tormentano è quello di ricapitolare tutto il molteplice sotto l'unico che è Gesù, Dio e uomo. Per accogliere questa intenzione unica di Dio occorre il silenzio". (Arturo Paoli) "Chi ama Dio, ami anche suo fratello" (1 Gv 4, 19). Computer, cellulare, lettore mp3 invecchiano. Tutte le cose invecchiano. I giocattoli, che fanno la gioia dei bambini, sono già vecchi l'anno dopo! Il vento, invece, è sempre lo stesso. Non invecchia mai. E' profumato di bosco, di mare, di montagna, di erba, di compagnia! "Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dal Vento!” (Gv 3,8)

Come bambini, siamo sempre in tempo per muovere i primi passi in un cammino arduo, faticoso, forse in salita, forse nel deserto, ma con il vento dello Spirito favorevole! La spiritualità del cammino! La spiritualità del popolo in cammino, verso la Terra della promessa! Un abbraccio da lontano, ma con affetto!

Don Giovanni Gnaldi

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