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P R O G E T T A Z I O N E S I S T E M I V R F

CHE COS UN IMPIANTO VRF p. 4


IL CICLO FRIGORIFERO DELLIMPIANTO VRF p. 5
LE PRINCIPALI APPLICAZIONI DEL VRF p. 8
DIMENSIONAMENTO DELLIMPIANTO p. 12
- F|c||an| tecr|c|. l Car|c|| Tern|c|
- Esenp|c c| ara||s| ce| car|c||
- Ccne s| prccece a||a prcettaz|cre c| 0r VFF
ALLEGATI PER IL DIMENSIONAMENTO
DEGLI IMPIANTI VRF p. 34
- Fec0peratcr| c| ca|cre
- T0Laz|cr| c| rane
- Accesscr| per ||rsta||az|cre
- Cara||re
NOTE DI INSTALLAZIONE PER GLI IMPIANTI VRF p. 39
CONTROLLISTICA DELLIMPIANTO p. 42
SISTEMI DI SUPERVISIONE p. 46
- F|part|z|cre ce| ccrs0n| ereret|c|
- F0rz|cre veL-Lrcvser cc||eanertc ac |rterret
- Ccrc|0s|cre
INDICE
4 6
Il ciclo frigorifero che caratterizza limpianto VRF ripercorre i parametri caratteristici di tutti
i cicli frigoriferi esistenti:
Nella fase di raffrescamento, il fuido refrigerante, allo stato gassoso, entra nella camera di
compressione (1), a bassa temperatura e bassa pressione, ed soggetto ad un salto di pres-
sione (salto di circa 20-25 bar a regime) dovuto allazione meccanica del compressore.
Il gas, uscente dalla camera di compressione ad alta pressione e alta temperatura (2) en-
tra nella superfcie di scambio, costituita dallo scambiatore di calore dellunit esterna.
Allinterno dello scambiatore laria esterna, forzata da un organo meccanico (ventilatore)
esercita unazione di raffreddamento del gas, diminuendo la sua temperatura fno alla
temperatura di passaggio di stato del gas (2).
Il gas, cedendo calore allaria, subisce un passaggio di stato, condensandosi, e trasforman-
dosi in liquido (3). Infatti se si pone una mano in corrispondenza della superfcie di espulsio-
ne del ventilatore, si percepisce un riscaldamento dellaria di scambio.
Il liquido generato, ancora ad alta pressione, immesso nel circuito interno, in pressione,
Per iniziare una trattazione relativa a questa modernissima categoria di impianti di clima-
tizzazione e riscaldamento in pompa di calore, occorre comprenderne la flosofa operati-
va, che riassunta nella sigla rappresentativa del prodotto e fornisce i parametri base di
applicazione dellimpianto.
Lestensione della sigla VRF , infatti, Volume Refrigerant Flow, ovvero Flusso di Refri-
gerante Variabile.
La defnizione indica un sistema defnito tecnicamente ad espansione diretta, ovvero con
fuido vettore (normalmente ecologico, R410A) immesso direttamente nelle tubazioni di
distribuzione a valle della fase di compressione, senza interposizione di alcun fuido vettore
intermedio; questultima soluzione tipica degli impianti defniti tradizionali (ove il fuido
vettore scambia con acqua, immessa nel circuito di raffrescamento/riscaldamento).
La variabilit del fuido refrigerante contenuta nella defnizione, altro non corrisponde che
alla variabilit della richiesta di freddo/caldo in ambiente. Mediante un elemento dinter-
faccia elettronico ed una valvola modulatrice di cui ogni macchina interna dotata (se ne
parler in seguito), varia senza soluzione di continuit (o quasi) laffuenza del refrigerante
alle unit interne, variando quindi conseguentemente lerogazione di aria fredda e calda
in ambiente, al fne di mantenere condizioni termiche predefnite, indipendentemente dalle
condizioni soggettive del sito (carichi termici diretti, indiretti, carichi elettrici, etc.).
CHE COS UN IMPIANTO VRF IL CICLO FRIGORIFERO DELLIMPIANTO VRF
Ambiente esterno
Ambiente interno
Ciclo frigorifero unit VRF
3
4
2 2
1
Ps
Pd
P
h
6 7
ed indotto entro tubazioni dedicate (di mandata) in prossimit delle unit interne, ove incon-
tra gli organi di laminazione (uno per ogni unit), presenti sottoforma di valvole elettroniche.
Il passaggio nelle valvole elettroniche determina il momento di espansione del fuido liqui-
do, che riduce la sua pressione di utilizzo (4).
Il liquido a bassa pressione e temperatura, infne, completa il ciclo, entrando nello scam-
biatore delle unit interne.
In questultima fase il liquido, sottraendo il calore allaria della stanza da climatizzare,
forzata nella sua circolazione dal ventilatore dellunit interna, la raffredda, generando, di
fatto, la climatizzazione.
Il liquido, a sua volta, riscaldandosi e assorbendo quindi calore di passaggio di stato,
evapora, ritrasformandosi in gas a bassa temperatura e pressione (1); tale gas, ancora
attraverso le tubazioni dedicate (di ritorno) immesso nuovamente in camera di compres-
sione, rigenerando il ciclo suddetto.
Cos come il ciclo frigorifero genera climatizzazione, gli impianti VRF sono in grado di
produrre calore alle aree interne, funzionando in pompa di calore.
La pompa di calore ripercorre il ciclo gi analizzato per la parte refrigerazione, tranne per il
fatto che la valvola a 4 vie collocata sullunit esterna orienta il fuido caldo (gas) (2) verso
le unit interne tramite la tubazione di ritorno.
Il fuido entra allo stato gassoso e ad alta pressione negli scambiatori delle unit interne
cedendo calore allaria, generando, di fatto, riscaldamento (3).
Tutto-lnverter
Refr|gerante ||qu|do
PMv
A|ta potenza
Med|a potenza
Bassa potenza
R
e
fr
|g
e
r
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n
te
|n
fa
s
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s
o
s
a
Sonda d| temperatura
14 kW 14 kW
O
o
m
p
re
s
s
o
re
ln
v
e
r
te
r
O
o
m
p
re
s
s
o
re
ln
v
e
r
te
r
n|t |nterna
Tale cessione di calore genera sul fuido condensazione. Il liquido generato riaffuisce
verso lunit esterna, stavolta nelle veci di superfcie evaporante, passando attraverso
un organo di laminazione centralizzato, che fa espandere il liquido facendogli perdere
pressione (4).
Attraverso lo scambiatore dellunit esterna si completa il ciclo (se si avvicina una mano
al ventilatore dellunit esterna in pompa di calore, si percepisce un raffreddamento del-
laria) e si genera nuovamente gas a bassa temperatura e pressione destinato a ricomin-
ciare il ciclo operativo.
Ciclo in pompa di calore unit VRF
Ambiente interno
3
4
2
1
Ps
Pd
P
h
S 9
Laspetto fondamentale della flosofa operativa dellimpianto quella di avere una mo-
dularit di utilizzo ed una fessibilit molto spiccata, offrendo la possibilit di collegare pi
unit interne, anche di differente caratteristiche (parete, cassetta, pavimento, canalizzabili)
ad una sola unit esterna, composta a moduli, e che, per questo, pu essere di potenza
nominale variabile, letta in Cavalli (1 HP = 2.8 kW frigoriferi / 3,2 kW termici).
LE PRINCIPALI APPLICAZIONI DEL VRF
Le unit interne sono collegate alla macchina esterna con una sola coppia di tubazioni
principali (una di mandata ed una di ritorno) mediante lapplicazione di giunti di dirama-
zione o collettori; sulle tubazioni principali si intercettano stacchi progressivi di tubazioni
secondarie, le quali portano il fuido refrigerante alle unit interne.
Le unit interne come si gi anticipato, sono dotate di una valvola ad espansione elet-
tronica a bordo macchina, che consente la modulazione continua della potenza erogata:
in funzione delle temperature rilevate dai sensori posizionati sullo scambiatore di calore e
in corrispondenza della griglia daspirazione dellunit interna, integrate con altri parame-
tri di funzionamento della macchina (pressioni in gioco, temperatura di surriscaldamen-
to o sottoraffreddamento del fuido refrigerante), lelettronica dellunit interna comanda
lapertura o la chiusura della suddetta valvola, facendo entrare pi o meno fuido refrige-
rante (incremento o decremento della potenza resa).
Lelemento imprescindibile per il buon funzionamento dellimpianto quindi il sistema di co-
municazione dati, fra la macchina esterna e le diverse unit interne a questa collegate, artef-
ce delle variazioni di apertura della valvola e quindi della modularit della potenza erogata.
Le unit interne comunicano i propri dati di funzionamento allunit esterna tramite
Capacit di raffrescamento (kW) 2,2 2,8 3,6 4,5 5,6 7,1 8,0 9,0 11,2 14,0
(HP equivalenti) 0,8 1,0 1,3 1,7 2,0 2,5 3,0 3,2 4,0 5,0
Cassetta a 4 vie standard
Cassetta a 4 vie
60x60
Cassetta a 2 vie
Cassetta a 1 via
Canalizzata
media prevalenza
Canalizzata ribassata
Canalizzata alta prevalenza
Pensile a sofftto
Parete
Parete compact
con telecomando incluso
Pavimento da incasso
Pavimento a vista
Colonna
1D 11
un cavo di comunicazione, che viene passato in apposita morsettiera dallunit esterna
allultima unit interna, generalmente con modalit defnita entra ed esci, garantendo un
fusso continuo e corretto di informazioni tra le varie parti dellimpianto.
Al fne di operare correttamente, limpianto deve mantenere imprescindibilmente vivo il
concetto di sistema, che si autoregola, che comunica tramite un sistema di informazioni
integrato nella quale anche una sola interruzione di comunicazione determina alterazione.
Limpianto VRF ha poi, fra le sue prerogative principali, importanti caratteristiche di fes-
sibilit; la potenza erogata dallunit esterna, infatti, sempre esattamente identica a
quella richiesta dalle unit interne, grazie alla tecnologia inverter che controlla il motore
del compressore.
evidente quindi che, vista la peculiare caratteristica di fessibilit dellimpianto, la tecno-
logia VRF ideale per applicazioni, ove si voglia modulare molto la potenza richiesta e ove
gli utenti possano essere moderatamente liberi di gestire il proprio apparecchio.
Le destinazioni duso defnite terziarie, hotel, uffci, residence, centri direzionali, sono la
naturale applicazione degli impianti VRF.
I coeffcienti di contemporaneit in queste applicazioni sono infatti sempre inferiori ad 1,
il che comporta lutilizzo ottimale dellenergia parzializzata dallinverter e parametri di eff-
cienza energetica molto elevata.
Accanto a questa spiccata fessibilit, occorre tuttavia specifcare che insito nel termine
anche la possibilit di non dare la suddetta fessibilit, impedendo la manomissione del-
limpianto nel caso in cui questa non sia desiderata.
Esistono quindi comandi centralizzati che gestiscono interamente limpianto da remoto,
da un unico punto di comunicazione (es. Reception negli Hotel) ed hanno la facolt di ini-
bire i comandi remoti, gestire le tempistiche di accensione/spegnimento (timer), regolare
le temperature di funzionamento.
Elemento di particolare interesse tecnico che limpianto non ha alcun apparato di rego-
lazione interposto tra lunit esterna e le valvole dellunit interna; eventuali problematiche
sulla distribuzione del refrigerante possono essere determinate solamente su installazioni
o accensioni non regolate da normali procedure, che solitamente si utilizzano su questi
tipi di impianto. suffciente procedere alle opere di installazione garantendo che ele-
mentari manovre operative siano rispettate; verifcati questi aspetti non vi sono elementi
soggetti a rotture, organi di regolazione intermedi, elettroniche delocalizzate.
Una volta eseguite le operazioni base che saranno di seguito specifcate, universalmente
riconosciuto che un impianto VRF ben dimensionato poco soggetto a problemi e/o
avarie e richiede minimi interventi di manutenzione.
Nella procedura di installazione di un impianto di siffatte dimensioni, tuttavia suffciente
che uno solo degli elementi elencati di seguito non sia gestito da corretta procedura, per
avere un oggettivo riscontro di cattivo funzionamento dellimpianto.
12 1S
pertanto fondamentale valutare bene non solo la superfcie in mq e lesposizione delle
varie pareti/fnestre ma anche la loro modalit costruttiva, in quanto diverse tipologie di
materiali (laterizio, legno, cartongesso, cemento armato, fnestre con telai in alluminio o
in legno, ecc.) hanno capacit isolanti notevolmente diverse a parit di spessore.
Infltrazione dAria
Laria calda e umida esterna che attraverso fnestre o porte si infltra allinterno dei locali
comporta un carico termico aggiuntivo. I punti di passaggio dellaria possono essere
anche poco evidenti. Estrattori per bagni/cucine, aspiratori industriali per polveri e fumi,
aspirapolveri centralizzati, aspirano aria e non la immettono, generando depressione
nei locali oggetto di studio. Per tendenza al riequilibrio delle pressioni, laria estratta
(fresca e deumidifcata) verr sostituita da aria esterna (calda e umida) che trafler nel
locale per mezzo di aperture e fessure al fne di compensare la depressione generata
dallespulsione.
Un contributo non trascurabile per la defnizione del carico termico totale dellimpianto di
raffreddamento rappresentato inoltre dai contributi di calore sensibile e latente, generati
allinterno dellambiente, da parte di:
Persone Presenti
Ogni persona emana calore che contribuisce a riscaldare lambiente. Maggiore latti-
vit fsica delle persone e maggiori sono il calore e lumidit immessi in ambiente.
Apparecchiature
Tutte le sorgenti che possono essere presenti in ambiente dissipano in esso parte del-
lenergia elettrica assorbita.
Stiamo parlando, in particolare, di macchine fotocopiatrici, computer, stampanti e quadri
elettrici. Ogni apparato ha un suo rendimento specifco; esistono tabelle generiche ripor-
tanti la dissipazione, in percentuale, rispetto alla potenza assorbita. Si pu considerare
mediamente un valore di 20 25 W per ogni metro quadro di superfcie valutata, con
un massimo di 40 45 W/mq nel caso in cui, ad esempio, si abbia unalta densit di
computer.
Illuminazione
Anche tutti i corpi illuminanti generano riscaldamento dellambiente.
Ci che viene assorbito dalle lampade in termini di potenza elettrica non si traduce
RICHIAMI TEORICI: I CARICHI TERMICI
In questa sezione ci occuperemo del dimensionamento di un impianto VRF lasciando la
valutazione dei carichi termici e il rispetto delle normative connesse e discendenti dalla
legge 10/91 alla professionalit del progettista, limitandoci qui solo ad un breve riepilogo
degli aspetti principali.
Calcolare la potenza frigorifera di un climatizzatore prevede unattenta valutazione di tutte
le componenti che contribuiscono alla defnizione dei carichi sensibili e latenti per rag-
giungere le condizioni termoigrometriche richieste. Per poter fare questo bisogna tenere
conto sia dellapporto interno allambiente (carico termico) sia dei fussi di calore derivanti
dallambiente esterno (carico ambientale).
Tra i carichi ambientali da tenere maggiormente in conto si possono ricordare:
Esposizione solare
I raggi del sole irraggiano le superfci esterne delledifcio riscaldando indirettamente i
volumi interni; le pareti vetrate esposte al sole inoltre permettono ai raggi solari di scal-
dare direttamente lambiente interno.
DIMENSIONAMENTO DELLIMPIANTO
14 16
interamente in carico termico; nelle lampade incandescenti una parte della potenza
assorbita (10% circa) trasformata in energia luminosa, mentre la rimanente porzione
si ritrova sottoforma di calore dissipato nellambiente per radiazione (80%), convezione
e conduzione (10%).
Un valore abbastanza utilizzato per la stima dei carichi dovuti allilluminazione 12 W
per ogni metro quadro, valore che pu salire anche a 20 W/mq.
Si ricorda, comunque, che tali valori possono portare a sovrastimare o sottostimare
leffettiva entit dei carichi presenti in ambiente; quindi, prima di utilizzare tali valori,
occorre verifcare numericamente lattendibilit degli stessi.
Oltre ai parametri pi prettamente fsici bene considerare anche la posizione geografca
in cui limpianto verr realizzato. La quota sul livello del mare e la zona climatica sono gli
elementi base per accedere alle tabelle di mappatura della temperatura di progetto pre-
senti dai manuali e tratte dalle norme.
Per il condizionamento la realt italiana prevede una condizione di riferimento di tempe-
ratura esterna normata dalla UNI10339; la temperatura interna viene normalmente rico-
nosciuta in 26/27C.
Per quanto riguarda il riscaldamento la temperatura interna fssata a 21C, mentre le
temperature esterne variano da provincia a provincia. Ad esempio: per Milano si assume
-5C oppure per Roma si considera 0C.
In allegato la tabella delle temperature di riferimento invernali delle principali province italiane.
Localit Temp.
esterna
Localit Temp.
esterna
Localit Temp.
esterna
AGRIGENTO 3 FROSINONE 0 PISTOIA 0
ALESSANDRIA -8 GENOVA 0 PORDENONE -5
ANCONA -2 GORIZIA -5 POTENZA -3
AOSTA -10 GROSSETO 0 PRATO 0
AREZZO 0 IMPERIA 0 RAGUSA 0
ASCOLI PICENO -2 ISERNIA -2 RAVENNA -5
ASTI -8 LAQUILA -5 REGGIO CALABRIA 3
AVELLINO -2 LA SPEZIA 0 REGGIO EMILIA -5
BARI 0 LATINA 2 RIETI -3
BELLUNO -10 LECCE 0 RIMINI -5
BENEVENTO -2 LECCO -5 ROMA 0
BERGAMO -5 LIVORNO 0 ROVIGO -5
BIELLA -9 LODI -5 SALERNO 2
BOLOGNA -5 LUCCA 0 SASSARI 2
BOLZANO -15 MACERATA -2 SAVONA 0
BRESCIA -7 MANTOVA -5 SIRACUSA 5
BRINDISI 0 MASSA 0 SONDRIO -10
CAGLIARI 3 MATERA -2 TARANTO 0
CALTANISSETTA 0 MESSINA 5 TERAMO 0
CAMPOBASSO -4 MILANO -5 TERNI -2
CASERTA 0 MODENA -5 TORINO -8
CATANIA 5 NAPOLI 2 TRAPANI -5
CATANZARO -2 NOVARA -5 TRENTO -12
CHIETI 0 NUORO 0 TREVISO -5
COMO -5 ORISTANO 3 TRIESTE -5
COSENZA -3 PADOVA -5 UDINE -5
CREMONA -5 PALERMO 5 VARESE -5
CROTONE 3 PARMA -5 VERBANIA -5
CUNEO -10 PAVIA -5 VERCELLI -7
ENNA -3 PERUGIA -2 VENEZIA -5
FERRARA -5 PESARO -2 VERONA -5
FIRENZE 0 PESCARA 2 VIBO VALENTIA -3
FOGGIA 0 PIACENZA -5 VICENZA -5
FORL -5 PISA 00 VITERBO -2
16 17
Riportiamo i risultati su una scheda riassuntiva:
Lanalisi sommaria dei carichi termici ci evidenzia un carico invernale di 41,2 kWt e uno
estivo di 36,5 kWf .
ESEMPIO DI ANALISI DEI CARICHI
Per semplicit di esposizione consideriamo un caso concreto:
Si vogliano climatizzare i locali siti a Milano aventi superfcie di 285 mq totali riportati nella
fgura 1, con destinazione duso uffci, consideriamo i seguenti dati di progetto:
Estate: Taria esterna = 35C; U.R.= 50%.
Estate: Tamb. prog. = 26C; U.R.= 50%.
Inverno: Taria est. = -5C.
Inverno: Tamb. prog. = 21C.
Generico piano
Per comodit consideriamo una semplifcazione del calcolo analitico precedentemente
espresso: carico termico generico (ma fortemente indicativo della realt) di 35 W/mc in
raffrescamento e 40 W/mc in riscaldamento, con lastuzia di considerare una maggiora-
zione di 4-5 W/mc per i locali dangolo con doppia esposizione esterna.
Locale m
3
Carico
inv.[kWt] est.[kWf]
Uffcio 1 67,5 3,04 2,70
Uffcio 2 54 2,16 1,89
Uffcio 3 54 2,16 1,89
Direttore 108 4,86 4,32
Corridoio 162 6,48 5,67
WC 33,75 1,52 1,35
Ingresso 113,4 5,10 4,54
Sala* 225 12,48 13,88
Relax 33,75 1,35 1,18
Totale carichi
41,2 36,5
1S 19
COME SI PROCEDE ALLA PROGETTAZIONE DI UN VRF
Calcolati sommariamente i carichi termici, ancora sulla base dellesempio dellimpianto
in oggetto, si proceder ad una pi approfondita valutazione del dimensionamento di un
impianto VRF.
I passi principali per procedere correttamente al dimensionamento sono i seguenti:
1. Scegliere la tipologia dellunit interna.
2. Calcolare i coeffcienti di correzione delle resa nominali.
3. Ipotizzare la taglia dellunit interna e verifcare che i carichi termici siano soddisfatti
dalle rese effettive, in un processo danalisi iterativa.
4. Scegliere lunit esterna con lo stesso metodo, valutando eventuali non contemporaneit,
prestando attenzione al numero di unit interne collegate e collegabili.
5. Sala riunioni.
6. Dimensionamento del circuito frigorifero.
1. SCEltA tIPologIA unIt IntERnE
I sistemi VRF hanno una vasta gamma di unit interne che si articola per le pi disparate ap-
plicazioni. Le unit interne sono assolutamente intercambiabili tra di loro, nel rispetto delle po-
tenze richieste. quindi equivalente, per la funzionalit dellimpianto, prevedere una tipologia
piuttosto che unaltra. Purch entrambe abbiano le stesse caratteristiche di potenza resa.
Qui di seguito ricordiamo le tipologie pi utilizzate.
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temperatura e una buona qualit
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INSTALLAZIONEFLESSIBILE
BASSI LIVELLI SONORI
OTTIMA QUALIT DELLARIA
TRATTATA
2D 21
Un valore di COP pari a 3 vuol dire che, ad esempio, per ogni kW di potenza elettrica con-
sumato, la pompa di calore render 3 kW di potenza termica allambiente da riscaldare.
I valori dichiarati dai diversi costruttori si riferiscono a determinate condizioni di temperatura.
Normalmente nei cataloghi tecnici i valori di riferimento sono i seguenti:
RAFFRESCAMENTO:
temperatura interna di 27C (a Bulbo Secco) / 19C (a Bulbo Umido) e temperatura
esterna di 35C (a Bulbo Secco).
RISCALDAMENTO:
temperatura interna di 20C (a Bulbo Secco) e temperatura esterna di 7C (a Bulbo
Secco) / 6C (a Bulbo Umido).
Al variare delle condizioni termiche dellambiente la resa della macchina subisce sensibili
variazioni.
Riprendendo limpianto in oggetto, le temperature considerate per il raffrescamento sono
vicine ai valori nominali, mentre per il riscaldamento il dato termico per la citt di Milano
sensibilmente diverso dal dato nominale della macchina.
Bisogner quindi valutare alcuni fattori di correzione.
Per correggere le rese nominali e calcolare tramite semplici fattori di correzione le rese
effettive, andiamo a studiare alcuni grafci proposti nei manuali dei sistemi VRF.
Nella fgura sottostante si evince landamento del fattore di correzione al variare delle
temperature esterne rispetto a quelle nominali.
Vista la destinazione duso (uffci) dellimpianto in oggetto supponiamo la presenza di un
controsofftto a quadrotti da 60x60 cm. In questi casi risulta sempre comodo ed effcace
scegliere le unit a cassetta compatta a 4 vie, sia per la facilit di installazione e posizio-
namento nel controsofftto sia per lottima distribuzione dellaria nei locali da climatizzare.
Nella scelta delle potenze rese ed in generale nei sistemi VRF, si identifca la taglia sia delle
unit interne sia delle unit esterne usando come unit di misura il cavallo (simbolo di
riferimento HP).
Questo sistema di misurazione della potenza frigorifera/termica, adottato dai pi impor-
tanti produttori, non fa parte del Sistema Internazionale.
1 HP equivale a: 3,2 kWt / 2,8 kWf alle condizioni nominali, cio ipotizzando in raffre-
scamento una temperatura interna di 27C (a Bulbo Secco) e una temperatura esterna
di 35C (a Bulbo Secco) e in riscaldamento una temperatura interna di 20C (a Bulbo
Secco) e temperatura esterna di 7C (a Bulbo Secco).
Riportiamo una tabella che mostra la corrispondenza tra HP (codici di potenza o cavalli)
e le rese in kW.
2. CAlColARE I CoEFFICIEntI dI CoRREzIonE dEllE RESA nomInAlI
Prima di procedere a quella che la parte tecnica sostanziale del dimensionamento del
prodotto VRF, bisogna chiarire un aspetto legato alla resa nominale delle macchine.
Leffcienza di un climatizzatore misurata dallindice EER (Energy Effciency Ratio) in
raffrescamento e dal coeffciente COP (Coeffcient Of Performance) in riscaldamento.
Tali indici di prestazione, rappresentano il rapporto tra la potenza frigorifera/termica ero-
gata (leffetto voluto) e la potenza consumata per generarla (kW elettrici).
1.2
1.1
1.0
0.9
0.8
0.7
0.6
0.5
-15 -10 -5 0 5 10 15
F
a
t
t
o
r
e

d
i
c
o
r
r
e
z
io
n
e
Temperatura esterna a bulbo umido (C)
Temperatura esterna a bulbo secco (C)
1.2
1.1
1.0
0.9
15 20 25 30 10 5 0 35 40 43 -5
Riscaldamento: Raffrescamento:
COP =
kWresi
kWelettrici
Codice
di potenza
Capacit
di riscal.
(kW)
Capacit
di raffresc.
(kW)
0,8 2,5 2,2
1 3,2 2,8
1,25 4 3,6
1,7 5 4,5
2 6,3 5,6
22 2S
Come si desume dal grafco, avendo considerato nel nostro esempio per il raffrescamen-
to una temperatura di 35C uguale a quella di riferimento della UNI10339 la resa rimarr
invariata, cio il coeffciente di correzione sar pari a 1; al contrario per il riscaldamento,
essendo la temperatura di progetto pari a -5C, diversa da quella nominale pari a 7C, la
resa della macchina verr corretta per un fattore pari a 0,8, che rappresenta un indice dallo
sforzo ulteriore che lunit dovr fare per mantenere la temperatura interna a 21C. In altre
parole la rigida temperatura esterna provocher una perdita di resa del 20% rispetto al dato
di targa dellintero sistema e quindi di ogni unit interna connessa al sistema stesso.
Discorso del tutto analogo vale per la variazione delle temperature interne.
In questo caso i fattori di correzione sono trascurabili, poich le temperature nominali rappre-
sentano proprio le temperature di confort ideali, da adottare per il buon dimensionamento.
Per quanto riguarda ancora la temperatura esterna esiste anche un altro fattore di cor-
rezione molto importante da considerare dovuto allaccumulo di brina sulla batteria
dellunit esterna.
Nel funzionamento invernale la temperatura despulsione dellaria mediamente inferiore di
5C a quella dellambiente esterno, fa congelare la condensa generata sullo scambiatore,
provocando la formazione di ghiaccio sulla superfcie. Durante questa fase lunit esterna
inverte il ciclo di funzionamento per andare a scaldare la batteria di scambio dellunit ester-
na fno alla completa rimozione del ghiaccio accumulato, al fne di preservarne leffcienza.
Questo fenomeno non da sottovalutare perch pu impedire lo scambio termico provo-
cando una perdita che pu arrivare fno al 12-13%.
Ovviamente tale correzione si considera solo in riscaldamento e landamento evidenziato
in fgura mostra come diventi sensibile solo nellintorno dello 0C, cio nella zona delle
nebbie, dove lumidit dellaria tende a condensarsi sulla batteria dellunit esterna.
Nel nostro esempio la temperatura esterna considerata di -5C, il che comporta un
ulteriore diminuzione di resa del 7-8% .
Lultimo fattore da considerare la lunghezza e il dislivello dellimpianto.
Il gas allinterno dellimpianto in pressione; la cui pressione varia al variare delle con-
dizioni geometriche dellimpianto stesso. Variando le lunghezze e i dislivelli varia quindi
anche la resa dellimpianto.
Tale calcolo a differenza degli altri fattori non legato a temperature interne o esterne ma
alla sola estensione geometrica.
Il riferimento in questo caso diventa lunit interna pi distante rispetto allunit esterna e
viene denominata lunghezza equivalente (lunghezza delle tubazioni effettivamente stese
comprendenti le curve).
F
a
t
t
o
r
e

d
i
c
o
r
r
e
z
io
n
e
1.0
0.9
0.8
-15 -10 -5 0 5 10
Temp. BU aria entrante nellunit interna (C)
F
a
t
t
o
r
e

d
i
c
o
r
r
e
z
io
n
e
1.2
1.1
1.0
0.9
0,8
1.2
1.1
1.0
0.9
0,8
15 20 24 15 20 24
F
a
t
t
o
r
e

d
i
c
o
r
r
e
z
io
n
e
Riscaldamento: Raffrescamento:
Temp. BS aria entrante nellunit interna (C) Temp. BU aria in aspirazione nellunit interna (C)
24 26
Riprendendo limpianto in oggetto consideriamo per ipotesi di avere circa 70 m di lun-
ghezza equivalente e un dislivello di 15 m, cio una situazione abbastanza realistica che
prevede le motocondensanti esterne posizionate in copertura delledifcio.
Nel grafco si trova in ordinata il dislivello e in ascissa la lunghezza equivalente. Incrocian-
do i due dati ipotizzati si trovano questi valori: 95 e 86.
Cio si ricava una perdita del 5% in riscaldamento e 14% in raffescamento.
Calcolati tutti i coeffcienti si pu quantifcare la resa effettiva del sistema alle condizioni
di progetto.
la formula :
Potenzialit effettiva = Potenzialit nominale x Fattori di correzione
Riscaldamento: Raffrescamento:
0,8 * 0,99 * 0,93 * 0,95 = 0,699 1 * 0,99 * 0,86 = 0,85

Quindi 1 HP ( dove 1 HP equivale nominalmente a: 3,2 kWt / 2,8 kWf) corretto per i fattori
calcolati risulta 3,2*0,69=2,2 kWt e 2,8*0,85=2,38 kWf.
Costruiamo la tabella di correzione: moltiplichiamo la tabella di corrispondenza HP-kW per
i fattori di correzione ottenendo il dato reale di capacit di raffrescamento/riscaldamento.
Come si vede, il dato reale differisce sostanzialmente dai valori nominali, da cui si deduce
come sia fondamentale porre particolare attenzione alle condizioni soggettive di progetto
considerate.
3. IPotESI SullA tAglIA dEll unIt IntERnA E VERIFICA.
Calcolati i coeffcienti di resa effettiva del sistema, bisogna scegliere la taglia opportuna delle
unit interne. Il processo che segue di tipo iterativo: per ogni ambiente bisogna scegliere la
pi piccola potenza che soddisfa il carico termico, moltiplicata per il fattore di conversione e
verifcare se la resa effettiva soddisfa quella richiesta. Se ci non accade si sceglie la taglia su-
periore e si ripete liter fno ad ottenere la minima taglia che soddisfa realmente il carico termico.
Prendiamo ad esempio luffcio 2, in cui il carico invernale 2,16 kWt e quello estivo 1,89 kWf.
Riproponiamo qui per semplicit espositiva la tabella di corrispondenza HP-kW gi corretta in
funzione dei fattori precedentemente esposti di 0,69 in riscaldamento e 0,86 in raffrescamento.
Codice
di potenza
Capacit
di riscal.
(kW)
Capacit
di raffresc.
(kW)
0,8 1,76 1,91
1 2,20 2,38
1,25 2,76 2,98
1,7 3,75 4,05
2 4,41 4,77
Codice
di potenza
Capacit
di riscal.
(kW)
Capacit
di raffresc.
(kW)
0,8 2,5 2,2
1 3,2 2,8
1,25 4 3,6
1,7 5 4,5
2 6,3 5,6
Capacit
di riscal.
(kW)
Capacit
di raffresc.
(kW)
1,76 1,91
2,20 2,38
2,76 2,98
3,75 4,05
4,41 4,77
CoRREzIonE
Raffrescamento:
50
40
30
20
10
0
-10
-20
-30
-40
D
is
liv
e
llo
,

H

(m
)
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 110 120 130 140 150 160 170
Unit esterna (da 5 a 48 Hp)
9
8 9 9
4
9
2
9
0
8
8
8
6
8
4
8
2
8
0
7
8
7
6
7
5
%
1
0
0
Lunghezza equivalente linee di collegamento, L (m)
50
40
30
20
10
0
-10
-20
-30
-40
D
is
liv
e
llo
,

H

(m
)
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 110 120 130 140 150 160 170
Unit esterna (da 5 a 48 Hp)
Riscaldamento:
Lunghezza equivalente linee di collegamento, L (m)
1
0
0
%
9 9
8
9
7
9
6
9
5
9
4
9
3
9
2
9
1
9
0
8
9
26 27
Facciamo una ipotesi sulla taglia in HP di unit interna e verifchiamo che i carichi termici
siano coperti dalle rese effettive ed eventualmente rivediamo la scelta.
La taglia 0,8 HP in raffrescamento sarebbe suffciente, ma in riscaldamento necessita
di 0,4 kW in pi. Quindi si sceglie la taglia superiore da 1 HP che soddisfa entrambe
le richieste.
Ripetendo quanto fatto per tutti i locali si ricava la tabella seguente:
A fronte di un carico termico globale di 41,22 kWt e 36,49 kWf sar quindi necessario
provvedere ad un quantitativo nominale di potenza pari a 20 HP cio 56 kWt e 63 kWf.
4. SCEltA unIt EStERnA
Per scegliere la taglia dellunit esterna il metodo pi semplice eguagliare la somma dei
codici delle unit interne, cos che il sistema risulti caricato al 100%, dove con il termine
carico si intende il rapporto tra potenza interna e potenza esterna.
Nel caso in esame la somma dei codici uguale a 20,1 HP.
Gli impianti di tipo VRF sono particolarmente indicati per tutte quelle destinazioni duso dove
vi sono molti ambienti medio-piccoli da climatizzare con una certa non contemporaneit,
cio dove sia presumibile che non tutti gli utenti richiedano nel medesimo momento la
massima potenza. Questo fa si che si possa stimare linstallazione di una unit esterna
pi piccola rispetto al carico totale da smaltire.
Ad esempio per il tipo di applicazione che si deciso di climatizzare (uffci) solitamente si
assume un fattore di contemporaneit pari a 0,9: cio non saranno utilizzati pi del 90%
dei locali contemporaneamente. Questo plausibile se consideriamo ad esempio il locale
riunione, il quale sar occupato solo in determinati momenti della giornata e probabilmen-
te in alternativa agli altri locali.
La rifessione che suggeriamo quella di non fermarsi alla somma algebrica dei codici di
potenza, ma di valutare la somma dei carichi ambiente. Cio per meglio stimare leffettivo
utilizzo della potenza bisogna rapportare il carico effettivo richiesto con leffettiva resa
della macchina esterna corretta per il fattore di contemporaneit ipotizzato.
Nellesempio la somma dei carichi interni di 41,2 kWt e 36,5 kWf. Considerando la non
contemporaneit il valore di massima operativit sar di 37,1 kWt e 32,8 kWf .
Se scegliessimo una 20 HP utilizzeremmo una macchina esterna in grado di erogare
44,08 kWt e 47 kWf superiore al carico massimo di 37 kWt e 32,8 kWf. Analizzando me-
glio una 16 HP a fronte di un carico numerico del 125% la potenza che pi si avvicina
al carico reale del nostro impianto.
Il processo iterativo ci porta, ipotizzando un coeffciente di contemporaneit leggermente
superiore, a scegliere ununit esterna da 16 HP caricata al 125% .
5. SAlA RIunIonI
Tornando al nostro esempio rimane da valutare il caso particolare della sala riunione, che
era stato omesso per semplicit di esposizione.
Questo locale, oltre ai gi citati carichi termici, presenta delle voci aggiuntive dovute allaf-
follamento e ai ricambi daria da garantire per normativa.
Locale
Carico Scelta Unit Inverno Estate
inv.[kWt] est.[kWf] HP Q.t
HP
Tot
Resa
[kWt]
Diff.[kWt]
Resa
[kWf]
Diff.[kWf]
uffcio 1 3,04 2,70 1,7 1 1,7 3,75 0,71 4,05 1,35
uffcio 2 2,16 1,89 1 1 1 2,20 0,04 2,38 0,49
uffcio 3 2,16 1,89 1 1 1 2,20 0,04 2,38 0,49
direttore 4,86 4,32 1,25 2 2,5 5,51 0,65 5,96 1,64
Corridoio 6,48 5,67 1 3 3 6,61 0,13 7,15 1,48
WC 1,52 1,35 0,8 1 0,8 1,76 0,24 1,91 0,56
Ingresso 5,10 4,54 1,25 2 2,5 5,51 0,41 5,96 1,42
Sala* 14,55 12,95 1,7 4 6,8 14,99 0,44 16,21 3,26
relax 1,35 1,18 0,8 1 0,8 1,76 0,41 1,91 0,73
Totale Carichi HP Interni
41,22 36,49 totale 20,1
Carico





HP
Esterna
Carico
%
Inverno Estate
Inverno
(kWt)
Estate
(kWf)
Resa
[kWt]
Diff.
[kWt]
%
Effettiva
Resa
[kWf]
Diff.
[kWf]
%
Effettiva

41,2*0,9
= 37,1

36,5*0,9
= 32,81
20 100,5% 44,08 4,93 84,15% 47,68 10,26 68,80%
18 111,7% 39,67 0,53 93,51% 42,91 5,49 76,45%
16 125,6% 35,27 -1,83 105,19% 38,14 5,34 86,01%
Carico
Scelta HP
Inverno Estate
inv.[kWt] est.[kWf] Resa [kWt] Diff.[kWt] Resa [kWf] Diff.[kWf]
Uffcio
2
2,16 1,89
0.8 1,76
-0,40
NO
1,91 0,02
1 2,20 0,04 2,38 0,49
2S 29
Qui di seguito sono riportati gli indici daffollamento di persone al metro quadro da fonte
AICARR:
e i relativi cambi daria consigliati, espressi in litri/secondo
Nel nostro esempio i metri quadri sono 75, da cui risulta per un locale riunione
75 m
2
* 0,6 = 45 persone
E quindi un ricambio daria
45 * 10 = 400 l/s 1600 m
3
/h
Per calcolare il carico aggiuntivo dovuto alla presenza delle persone facciamo anche qui
ricorso alle tabelle che indicano il valore del fusso sensibile q
s
[W/persona]
Il carico termico estivo aumenta di 70 W/persona * 45 persone = 3,15 kW
Inoltre la massa daria esterna introdotta dovr anchessa essere trattata per raggiungere
le condizioni termoigrometriche ideali.
Per calcolare la potenza aggiuntiva dovuta al trattamento dellaria usiamo la seguente
formula:
Dove:
cp aria = 1,005 kJ/kgK.
Qagg il carico aggiuntivo.
V il volume di aria esterna =1600 m
3
/h.
la densit dellaria = 1,2 Kg/m
3
.

rec
il rendimento del recuperatore, lesperienza porta a considerare come valore
medio di riferimento 0,6.
Abitazioni civili [l/s]
Soggiorni, camere da letto 11
Alberghi
Ingressi, soggiorni 11
Auditorium e sale conferenze 5,5
Sale da pranzo 10
Camere da letto 11
Residenze collettive
Sale riunioni 9
Dormitori 11
Edifci per uffci
Uffci singoli e open spaces 11
Locali riunione 10
Centri elaborazione dati 7
Attivit Applicazioni q
s
[W/persona]
Seduto a riposo Teatro 65
Seduto in attivit leggera Uffcio, appartamento 70
Seduto in attivit media Uffcio, appartamento 75
Seduto al ristorante Ristorante 80
In piedi, lavoro leggero Negozio 75
In piedi, lavoro medio Offcina 80
In piedi, lavoro pesante Offcina, cantiere 185
In movimento Banca 75
Danza moderata Sala da ballo 90
In cammino a 1,3 m/s Corridoi 110
Attivit atletica Palestra, discoteca 210
Qagg. = (Tin - Tmandata)
*
V
*
* Cp
T = Tin - Tout
Tmandata = T
*
rec + Tout
{
Abitazioni civili [persone/m
2
]
Soggiorni, camere da letto 0,04
Alberghi
Ingressi, soggiorni 0,20
Sale riunioni e sale da pranzo 0,60
Camere da letto 0,05
Residenze collettive
Soggiorni 0,20
Sale riunioni e sale da pranzo 0,60
Camere da letto 0,05
Edifci per uffci
Uffci singoli 0,06
Uffci open spaces 0,12
Locali riunione 0,60
Centri elaborazione dati 0,08
SD S1
E le temperature sono indicate come da schema:
Facendo i calcoli in Riscaldamento:
Quindi Qagg uguale a 5,5 kWt .
In Raffrescamento:
Quindi Qagg uguale a 1,9 kWt .
Bisogna quindi prevedere due recuperatori da 800 m
3
/h con un carico aggiuntivo di
5,5 kWt / 1,9 kWf assunto come rendimento del recuperatore coeffciente 0,6.
Facendo i calcoli risulta:
Dove la scelta delle unit interne ricalca il ragionamento fatto in precedenza.
Nellesempio svolto era gi stata valutata questa potenza aggiuntiva.
nota (1):
Consigliamo in fase dinstallazione di prevedere una resistenza elettrica sul canale di aspira-
zione dellaria esterna per prevenire leventuale formazione di ghiaccio sul pacco di scambio.
nota (2): distribuzione dellaria.
Per meglio distribuire laria primaria allinterno del locale consigliamo di utilizzare i pretran-
ciati presenti nelle macchine 60x60 da controsofftto come nello schema sottostante.
In questo tipo di confgurazione possibile prevedere limmissione di aria fno al 20-25%
della portata nominale della macchina.
Carico
Carico
Recuperatore
Carico
Persone
Tot
Unit interne
Resa
macchina
Diff.[kW]
HP Q.t Tot
Sala
Inverno 9,0 5,55 - 14,55
1,7 4 7
14,99 0,44
Estate 7,88 1,92 3,15 12,95 16,21 3,26
Qagg. = (35C - 29,6C)
*
1600
*
1,2
*
1,005
T = 26C - (-35C) = -9C
Tmandata = 9C
*
0,6 + (35) = 29,6C
{
m
3
h
kg
m
3
kJ
kg*C
Qagg. = (21C - 10,6C)
*
1600
*
1,2
*
1,005
T = 21C - (-5C) = 26C
Tmandata = 26C
*
0,6 + (-5) = 10,6C
{
m
3
h
kg
m
3
kJ
kg*C
Esterno Interno
Tesausta
Tout
Tin
Tmandata
S2 SS
6. dImEnSIonAmEnto dEl CIRCuIto FRIgoRIFERo
Ogni produttore richiede propri diametri per la realizzazione di distribuzione frigorife-
ra, risulta quindi diffcile fornire una trattazione generica del dimensionamento di questi
componenti.
Comunque la logica di scelta, comune a tutti, quella di valutare la potenza delle mac-
chine interne posizionate a valle del punto considerato.
A titolo di esempio prendiamo il generico schema frigorifero rappresentato in fgura:
Per calcolare la sezione opportuna della tubazione evidenziata bisogna considerare la
potenza delle unit interne U.2, U.3 e U.4, trascurando la macchina U.1.
Analogo ragionamento viene fatto per gli accessori come i giunti e i collettori:
Dove con il termine giunto sintende un elemento di diramazione a Y per creare due
ramifcazioni, composto quindi da unentrata e due uscite; mentre per collettore si consi-
dera un accessorio con un ingresso e diverse uscite.
Solitamente ogni costruttore di macchine VRF fornisce, al fne di facilitare il compito del
progettista nel selezionare e nel dimensionare un impianto, un software che, con semplici
gesti, consente di costruire lo schema frigorifero con lindicazione dei diametri delle tu-
bazioni, le rese effettive delle unit interne in funzione delle condizioni di progetto e delle
lunghezze delle tubazioni inserite, e la percentuale di sovraccarico del gruppo esterno.
S4 S6
Leffcienza complessiva del recuperatore dipende sostanzialmente dalla tipologia e dalla
qualit del pacco di scambio: nei recuperatori di calore entalpici il pacco di scambio in
carta in grado di recuperare anche lumidit ambientale migliorando notevolmente le
rese mentre in un recuperatore di calore tradizionale (adiabatico) la percentuale di recu-
pero decisamente inferiore.
Linserimento di un recuperatore di calore allinterno di un impianto di climatizzazione (sia
esso interamente canalizzato o meno) permette pertanto di ottenere notevoli risparmi
energetici in fase di esercizio dellimpianto nonch di migliorare sensibilmente il comfort
e la salubrit ambientale.
2. tubAzIonI dI RAmE
Il collegamento tra unit esterna e unit interne avviene tramite tubi in rame isolati termi-
camente da una guaina poliuretanica. I due tubi hanno diametri differenti: il pi piccolo
(solitamente defnito lato liquido) collega la tratta tra unit esterna e unit interna (man-
data) mentre il pi grande (solitamente defnito lato gas) collega la tratta tra unit interna
e unit interna (ritorno).
Nonostante la grande standardizzazione ormai raggiunta dal mercato il diametro delle
tubazioni varia da macchina a macchina principalmente in base alla potenza erogata ed
fondamentale per il corretto funzionamento dellimpianto rispettare i diametri indicati dai
costruttori in quanto la tubazione parte integrante dellevaporatore e un diverso diame-
tro potrebbe incidere pesantemente sul rendimento complessivo dellimpianto.
Le tubazioni di rame si differenziano notevolmente tra loro per differenze qualitative sia nel mate-
riale che nellisolamento. Le principali caratteristiche che deve avere un buon tubo in rame sono:
duttilit:
Un buon tubo in rame deve essere stato prodotto in modo tale da garantirne la massima
duttilit e fessibilit cos da garantire sia la facilit e rapidit di posa sia un buon risultato
estetico grazie alla facilit con cui possono essere realizzate curve precise ed armoniose.
Resistenza:
Il tubo deve essere resistente alle sollecitazioni meccaniche e termiche a cui viene
sottoposto durante luso. Normalmente, a parit di spessore, un tubo duttile molto
meno soggetto a rotture di uno rigido.
Spessore:
Lo spessore del rame molto importante al fne di garantire una buona istallazione.
Al fne di completare le eventuali descrizioni da allegare alla fase di progettazione, occorre
focalizzare lattenzione su tutto ci che impiantistica a corredo dellimpianto.
Qui di seguito sono proposti i principali accessori.
1. RECuPERAtoRI dI CAloRE
Luso dei recuperatori di calore ha assunto sempre maggiore importanza negli ultimi anni
a causa delle norme sempre pi restrittive sia in materia di salubrit degli ambienti sia in
materia di risparmio energetico.
In un impianto tradizionale quanto si effettua un ricambio daria con lesterno si hanno
notevoli sprechi energetici in quanto necessario riscaldare/raffreddare nuovamente tutta
laria immessa.
Utilizzando un recuperatore di calore laria immessa dallesterno viene raffreddata/riscal-
data utilizzando laria espulsa permettendo di recuperare il calore ambiente per valori
anche molto elevati (fno a oltre il 75%).
facile intuire la portata del risparmio energetico ottenibile in un impianto medio-grande.
Ma come fa un recuperatore di calore ad effettuare questa operazione? Semplicemente
incrociando i fussi daria in entrata e in uscita per mezzo di un pacco di scambio.
ALLEGATI PER IL DIMENSIONAMENTO DEGLI IMPIANTI VRF
Schema recuperatore
S6 S7
gomma antivibranti
Strisce di gomma posizionate sotto le unit motocondensanti sono utilizzate per
ridurre la trasmissione delle vibrazioni. Possono rilevarsi utili anche per lisolamento
di altre strutture quali canali per laria, recuperatori di calore, ecc.
Raccordi a cartella
Utilizzati per raccordare i tubi alle unit interne.
La connessione tra le tubazioni in rame e le unit avviene tramite svasature a
cartella dove il rame viene assottigliato fino a raggiungere una forma conica: un
tubo sottile pi soggetto a rotture dovute a vibrazioni in prossimit di queste
svasature. Lintroduzione dei nuovi refrigeranti (specialmente lR410A) ha messo
in evidenza la criticit della cosa inducendo i produttori a raccomandare tuba-
zioni con spessore di almeno 0,8 mm. Al fine di garantire la massima durata
dellimpianto.
Pulizia:
Il tubo per climatizzazione deve subire un particolare processo di pulitura e lucidatura
della superfcie interna al fne di rimuovere tutti i residui di lavorazione e impedire la
corrosione della parete da parte della miscela di olio e refrigerante in circolo.
Isolamento:
Un buon isolamento del tubo importante sia dal punto di vista meccanico che
termico. Isolando adeguatamente il tubo si migliorano le prestazioni generali dellim-
pianto riducendo la dissipazione lungo la tubazione mentre una buona resistenza
meccanica dellisolamento permette una posa facile e veloce riducendo i costi di
installazione.
Raggi uV:
I raggi ultravioletti rappresentano un nemico piuttosto serio per lisolamento delle
tubazioni: deteriorano lisolante fno a renderlo friabile compromettendo cos lisola-
mento delle tubazioni. Leffetto particolarmente visibile nei casi in cui lunghi tratti di
tubazione siano posati senza protezione su tetti, terrazze o simili.
Un isolamento rivestito da una guaina anti-UV permette una maggiore durata del
tubo con conseguenti sensibili risparmi sui costi di manutenzione e funzionamento
dellimpianto.
3. ACCESSoRI PER lInStAllAzIonE
basamenti per motocondensanti
Utilizzati per posizionare le motocondensanti a terra hanno prevalentemente una
funzione estetica agevolando la pulizia nella parte interiore e nel retro. Migliorano leg-
germente la stabilit aumentando la base dappoggio, la loro funzione antivibrante
abbastanza ridotta.
SS S9
tubazioni
Le tubazioni devono essere per circuiti frigoriferi a gas R410A in grado di resistere a pres-
sione di almeno 40 bar.
tubazioni a Saldare
Le tubazioni devono essere tutte saldate (escluse quelle ai terminali delle unit interne); le
operazioni di saldatura devono essere eseguite in ambiente inerte, cio insuffando azoto
allinterno della tubazione per evitare formazione di ossidi e impurit.
giunti e Collettori.
I giunti devono essere posizionati sempre orizzontalmente o verticalmente come se vi
fosse un Y verso lalto o verso il basso.
Il collettore deve sempre avere posizione orizzontale con uscite dal corpo frontali.
Esempio in fgura:
NOTE DI INSTALLAZIONE PER GLI IMPIANTI VRF
4. CAnAlInE
Il materiale di cui sono composte normalmente PVC bianco verniciabile.
Lunica differenza qualitativa normalmente data dallo spessore del PVC: una canalina di
maggior spessore normalmente pi robusta e non viene quindi deformata dalla pressio-
ne delle tubazioni migliorando cos laspetto estetico dellimpianto fnale.
Le canaline normalmente utilizzate possono essere divise in due grosse categorie: quelle
quadrate ad uso generico e quelle specifche per climatizzatori.
4D 41
magneto-termico differenziale. Per fornire invece lalimentazione elettrica alle unit interne
dellimpianto, solitamente viene derivata dallalimentazione trifase del gruppo esterno la
linea monofase 230 V protetta da interruttore magneto-termico differenziale che collega
in parallelo tutte le macchine interne. La linea di comunicazione tra la macchina esterna
e quelle interne collegata con modalit punto a punto, ovvero con un entra ed esci
continuo su tutte le macchine.
I cavi di comunicazione devono essere di tipo schermato, separati dai cavi di potenza ed
installati in canaline dedicate.
Lalimentazione delle unit esterne deve essere sempre fornita almeno 24 ore prima del
primo avviamento in modo da riscaldare lolio contenuto nel carter del compressore.
1 2 1 2 1 2
Oomando
|ooa|e
n|t
lnterne
n|t Esterna
1 2 3 4
BS d|
Oomun|oaz|one
Oomando Oentra||zzato
T|mer
Power
1 2
3 4
1 2 1 2
1 2 3 4 3 4
1 2
3 4
n|t Esterna n|t Esterna
Oomando Oentra||zzato
lndoor un|t
Isolamenti tubazioni
I tubi in rame sono isolati termicamente da una guaina poliuretanica.
messa in pressione
Limpianto deve essere sempre messo in pressione alla pressione di 38 bar per 24/48
ore, al fne di verifcare eventuali perdite di pressione e/o cedimenti nelle tubazioni.
Vuoto nelle tubazioni
Deve essere sempre eseguita unoperazione di vuoto nellimpianto per garantire levacua-
zione deventuali particelle liquide dacqua, che potrebbero nel tempo creare ostruzioni
alla circolazione del refrigerante. Usare una pompa a vuoto con un grado elevato di rea-
lizzazione (inferiore a -0,1 MPa).
Collegamento linea dalimentazione e buS di comunicazione
I gruppi esterni sono alimentati mediante la linea trifase 400 V dotata di neutro e terra
e ciascun modulo esterno di cui costituito il gruppo esterno protetto da interruttore
lsolamento (guaina polietilenica collegata chimicamentej
Tubo di rame (tubo di rame senza giunzionij
Esterno (polietilenej
Tubo di Rame (mm)
(Diametro x Spessore)
Lunghezza
Bobina (m)
Isolante termico (mm) Isolante termico (mm)
Diametro Spessore Diametro Spessore
In rotolo
oppure
in verga
6,35 x 0,8
20
24 8 48 20
9,52 x 0,8 27 8 51 20
6,35 x 0,8
20
24 8
12,70 x 0,8 34 10 54 20
6,35 x 0,8
20
24 8
15,88 x 1,0 37 10
9,52 x 0,8
20
27 8
15,88 x 1,0 37 10 57 20
In verga
19,05 x 1,0 - - - 61 20
22,22 x 1,0 - - - 64 20
28,6 x 1,0 - - - 68 20
34,9 x 1,1 - - - 76 20
41,3 x 1,25 - - 83 20
42 4S
Per controllo di gruppo si intende un gruppo di unit interne comandate da un unico
comando a flo che le gestisce con le medesime impostazioni, lasciandone tuttavia indi-
pendente il funzionamento volto al raggiungimento del set-point impostato.
Per esempio, riprendendo limpianto descritto nel capitolo di dimensionamento, un
unico comando a flo controlla le quattro cassette a 4 vie previste per la climatizza-
zione della sala riunione come se fossero ununica macchina, impostando a tutte le
unit interne i medesimi parametri di funzionamento, ma lasciando a ciascuna di esse
il compito di controllare la temperatura dellaria dellarea del locale da essa servita e di
funzionare in modo indipendente per il raggiungimento della temperatura desiderata.
I comandi centralizzati consentono di monitorare e di controllare da ununica postazione il
funzionamento di tutte le unit interne che costituiscono limpianto anche se appartenenti
a circuiti frigoriferi differenti, segnalando eventuali anomalie delle stesse.
Tali comandi vengono tipicamente collegati ai gruppi esterni attraverso i quali i comandi
impartiti vengono reindirizzati alle rispettive unit interne.
I comandi centralizzati permettono inoltre di inibire i pulsanti (ON/OFF, MODE e +/- SET
POINT) dei comandi locali in modo da limitare le funzionalit concesse allutente.
Un impianto VRF offre una notevole fessibilit gestionale grazie ad unampia variet di
controlli che consentono allutente di poter modifcare i parametri di funzionamento di ogni
singola unit interna in modo da soddisfarne le esigenze di comfort termoigrometrico.
Per parametri di funzionamento di ununit interna VRF si intendono:
accensione/spegnimento (ON/OFF)
modalit di funzionamento (Automatico, Riscaldamento, Condizionamento, Deumi-
difcazione, Sola Ventilazione)
temperatura impostata (SET-POINT)
velocit del ventilatore
posizione del defettore (ove previsto)
La gamma dei controlli in grado di gestire e controllare questi parametri si articola dal
semplice comando a flo locale, al comando centralizzato che offre la possibilit di gestire
i parametri di funzionamento di ciascuna unit interna da ununica postazione. Esistono
veri e propri sistemi di supervisione in grado di eseguire la contabilizzazione dellenergia
e di offrire la possibilit di monitorare limpianto da internet.
Tali parametri, una volta impostati sul comando locale o centralizzato, vengono trasferiti
alla scheda elettronica dellunit interna. La scheda in funzione dei parametri impostati e
delle condizioni termoigrometriche richieder puntualmente la potenza termica necessa-
ria al gruppo esterno VRF.
Il comando locale consente di modifcare i parametri di funzionamento di una singola
unit interna oppure di un gruppo di unit (controllo di gruppo).
CONTROLLISTICA DELLIMPIANTO
Comando a flo semplifcato
(Applicazioni alberghiere)
Telecomando a raggi infrarossi
con ricevitore
Comando a flo completo
44 46
Il seguente schema mostra la modalit di collegamento del comando centralizzato e del
timer settimanale allimpianto VRF.
Il cavo che viene utilizzato per il collegamento delle unit interne alla motoconden-
sante esterna di tipo bipolare (2 x 1,5 mm
2
) schermato. tale cavo, sul quale viag-
giano le informazioni relative alla potenza termica richiesta da ciascuna unit inter-
na, in base alla quale regolata la velocit di rotazione dei compressori, collegato
in entra-esci su tutte le unit e termina in corrispondenza del gruppo esterno. Per
proteggere questa delicata ed importante comunicazione la schermatura del cavo
viene unita in ogni punto di giunzione e messa a terra in corrispondenza di una
sola estremit in modo da captare gli eventuali disturbi elettromagnetici presenti in
ambiente e scaricarli a terra.
Timer settimanale
Per esempio, in unapplicazione alberghiera, il proprietario dellalbergo attraverso
il comando centralizzato pu limitare le funzionalit del comando a flo che si trova
in ciascuna camera, in modo tale che il cliente della camera non possa impostare
una temperatura troppo alta (29C in riscaldamento) oppure troppo bassa (20C
in condizionamento) costringendo limpianto a lavorare alla massima potenza e a
sprecare inutilmente energia elettrica che si traduce per lalbergatore in un elevato
costo di gestione dellimpianto.
Per gli impianti VRF possibile prevedere un timer settimanale, collegabile alla linea di co-
municazione principale, in modo da programmare laccensione e lo spegnimento di ogni
singola unit interna in base alle esigenze dellutente nellintero arco della settimana.
Comando centralizzato
46 47
Tali dati sono resi disponibili in un foglio Excel nel quale per ciascuna unit interna ven-
gono riportati, oltre al consumo elettrico espresso in kWh, il tempo di utilizzo suddiviso in
diurno e notturno e, impostando una tariffa per ogni kWh consumato, il costo. Le unit
interne, inoltre, sono suddivise per proprietario in modo da fornire il costo totale delle
unit interne di ciascun proprietario e limporto dellIVA ad esso associato.
Un esempio dei dati che il sistema di supervisione in grado di fornire riportato nella
seguente tabella:
FUNZIONE WEB-BROWSER - COLLEGAMENTO AD INTERNET
La capillare diffusione di internet ha permesso di offrire la possibilit di gestire e monito-
rare il funzionamento degli impianti da postazione remota in modo molto semplice, utiliz-
zando un qualunque computer connesso ad internet.
Internet ha, inoltre, consentito di ridurre i tempi di intervento dellassistenza tecnica e di
risoluzione dei problemi di funzionamento dellimpianto. Infatti il manutentore, avvisato
automaticamente via e-mail dellavaria verifcatasi sullimpianto, pu capire la natura
No. Classifcazione Risultati
Blocco Proprietario Area
Nome del
gruppo/
unit
Ore di
funziona-
mento [h]
Energia
consumata
[kWh]
Costi
[Euro]
Ore
diurne
[h]
Ore
notturne
[h]
Ore
diurne
[kWh]
Ore
notturne
[kWh]
Ore
diurne
[Euro]
Ore
notturne
[Euro]
1 LAFER Ergo progetti Ergo progetti Acquisti 1,6 0,00 0,00 0,0 1,6 0,00 0,00 0,00 0,00
3 Ergo progetti Contabilit 1,6 0,03 0,03 0,0 1,6 0,00 0,03 0,00 0,03
4 Ergo progetti Reception 1,6 0,00 0,00 0,0 1,6 0,00 0,00 0,00 0,00
6 Ergo progetti Sala Riunioni 1,6 0,09 0,09 0,0 1,6 0,00 0,09 0,00 0,09
9 Ergo progetti Direttore 1,6 0,00 0,00 0,0 1,6 0,00 0,00 0,00 0,00
10 Ergo progetti Uffciotecnico 1,6 0,00 0,00 0,0 1,6 0,00 0,00 0,00 0,00
subtotale 9,8 0,13 0,12 0,0 9,8 0,00 0,13 0,00 0,12
RIPARTIZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI
Poich il sistema VRF garantisce ottimi rendimenti ai carichi parziali, sempre pi il VRF sta
trovando applicazione come impianto centralizzato di riscaldamento/condizionamento in
contesti multi-proprietari come ad esempio palazzine di appartamenti o uffci ove non si
verifca la piena contemporaneit di utilizzo delle unit interne.
A tal fne tuttavia per poter ripartire i consumi energetici dellimpianto VRF e addebitarne
i relativi costi desercizio ai diversi proprietari in base alleffettivo utilizzo delle rispettive
unit interne, necessario prevedere un sistema di controllo centralizzato in grado di
realizzare la cosiddetta contabilizzazione dellenergia.
La contabilizzazione dellenergia consiste nel ripartire il consumo elettrico delle motocon-
densanti fra le unit interne in base alleffettivo utilizzo di ciascuna di essa. A tale scopo
vengono montati dei contatori denergia sulle linee di alimentazione dei gruppi esterni che
comunicano il consumo elettrico al comando centralizzato il quale lo ripartisce tra le unit
interne in base al grado e al tempo di apertura della valvola ad espansione elettronica
PMV che presente in ciascuna unit interna.
I dati di contabilizzazione sono memorizzati su una memory card presente allinterno del
comando centralizzato e possono essere scaricati utilizzando un qualunque computer
collegato tramite rete Ethernet oppure Internet.
SISTEMI DI SUPERVISIONE
4S 49
Nel caso di impianto centralizzato questi sistemi di supervisione permettono di creare
unarea riservata per ciascun proprietario in modo tale che possa gestire e controllare con
pagine grafche dedicate solo le proprie unit interne.
Dalle pagine grafche lutente pu controllare e modifcare a distanza tutti i parametri di
funzionamento di ciascuna unit come se fosse di fronte al comando presente in ciascun
locale per il controllo della singola unit interna.
del problema, collegandosi da remoto e analizzando quanto successo, ed intervenire a
risolvere il guasto gi in possesso del pezzo di ricambio necessario.
Solo i sistemi di supervisione che possiedono la funzione Web-Browser, rendono dispo-
nibili le informazioni relative al funzionamento dellimpianto in pagine internet visualizzabili
utilizzando Internet Explorer. Allinterno di questi sistemi centralizzati vengono memoriz-
zate pagine grafche che possono essere personalizzate inserendo le planimetrie delledi-
fcio con il posizionamento delle unit interne e i loghi della committenza.
6D 61
CONCLUSIONE
La nascita di protocolli di comunicazione standard come ad esempio LonWorks, Mod-
bus, Konnex ha permesso ai sistemi di automazione BMS (Building Management System)
di controllare tutti gli impianti tecnologici (es. antincendio, illuminazione, controllo accessi,
ascensori) presenti allinterno degli edifci, compreso limpianto di climatizzazione. Pertan-
to sempre pi frequentemente la gestione e il controllo degli impianti VRF viene deman-
dato ai sistemi di controllo BMS che riescono ad ottimizzarne lutilizzo, garantendo un
notevole risparmio energetico. Per esempio negli alberghi il sistema BMS in grado di
gestire in modo intelligente il funzionamento delle unit interne. Infatti esso provvede:
ad accendere e a spegnere lunit interna presente nella camera in funzione degli
orari di check-in e di check-out del cliente dellhotel;
a realizzare il cosiddetto preriscaldamento della camera attivando lunit interna
VRF unora prima dellorario di check-in del visitatore in modo che questultimo trovi
al suo arrivo la camera gi riscaldata;
a ridurre (in riscaldamento) o ad aumentare (in condizionamento) il set-point dellunit
quando il cliente non presente in camera;
a spegnere lunit interna qualora venga aperta la fnestra.
Tutti questi processi automatizzati realizzano unattenta gestione dellimpianto volta al ri-
sparmio energetico che si traduce in un risparmio economico per la propriet dellalbergo.
Visti gli indiscutibili vantaggi che un sistema BMS pu portare, i proprietari degli impianti
VRF rinunciano a sistemi di controllo dei produttori VRF, nati esclusivamente per la sem-
plice gestione dello impianto VRF, per optare a sistemi BMS universali in grado di gestire
tutti gli impianti delledifcio.
Pertanto un impianto VRF, con i suoi elevati rendimenti grazie alla parzializzazione della
potenza erogata in funzione del carico, abbinato ad un sistema di domotica grazie al
quale possibile ridurre ulteriormente il consumo elettrico dellimpianto, la migliore so-
luzione tecnologica ad oggi disponibile per la climatizzazione di un edifcio.
Centro Direzionale Colleoni
Palazzo Orione Viale Colleoni, 15
20041 Agrate Brianza (MI)
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