Sei sulla pagina 1di 1

L assedio e la caduta della Seconda Roma

di Giuseppe Esposito

Una citt isolata, un cuore, rimasto miracolosamente vivo, di un corpo enorme da lungo tempo cadavere Lo storico Fernand Braudel sulla citt di Costantinopoli allalba dellassedio. Uno dei pi grandi avvenimenti del XV secolo fu senzaltro lassedio e la caduta di Costantinopoli ad opera dei Turchi di Maometto II (Mehmet II Al Fatih, Maometto II il Conquistatore in turco), lantica capitale dellImpero Romano dOriente, non solo sotto il profilo militare e politico, ma soprattutto per le conseguenze storiche che esso ha determinato allora e per il futuro. Con la conquista turca della citt di Costantino, la seconda Roma, finiva lImpero cristiano erede diretto di quello dei Cesari che per mille anni aveva governato lintero bacino del mediterraneo orientale svolgendo anche la funzione di baluardo della cristianit contro le armate arabe dellalto medioevo. Ci comport la definitiva estraniazione, in atto gi da secoli (basti ricordare lo Scisma di Fozio del 1054, il cosiddetto Scisma dOriente) tra Oriente europeo (passato ai Turchi) ed Europa occidentale, creando quel notevole divario culturale che dura tuttoggi. Il conflitto, prima che militare, fu di natura ideologica, condotto con geniale maestria dal sovrano turco, che riusc a trovare un ottimo escamotage con cui presentare la legittimit della sua azione: il Sultano Maometto proclam i Turchi quali eredi legittimi della Romanit poich discendenti dei Teucri affini ai Troiani, atto, questo, che riguardava il diritto di portare il nome romano e che significava, nel linguaggio dellepoca, il diritto al dominio universale. Maometto si presentava, cos, come il nobile vendicatore dei Troiani e come colui che avrebbe portato la rovina agli eredi degli Achei, i greci-bizantini (che da parte loro si chiamavano Rhomei, ovvero Romani), usurpatori del nome romano e dellImpero. Risolto il problema della legittimit ed isolato sul piano diplomatico lavversario, il grande Turco pass alla offensiva militare vera e propria. molto evidente, in questo conflitto la modernit della tecnica politica e militare dei Turchi (uso massiccio di armi da fuoco; tattiche innovative; realpolitik nel gestire i rapporti internazionali), che senza ombra di dubbio, ci indica il definitivo tramonto della guerra medievale basata sulla cavalleria e sulla cortesia. La difesa bizantina, affidata per lo pi alle armi bianche di pochi guerrieri, che combatterono in spirito di crociata, pu essere considerata come lultima manifestazione di quel modo di fare la guerra. Il Turco si premur di acquisire il pieno dominio del mare e dello stretto del Bosforo, facendo costruire una grande fortezza allimbocco dello stretto (forte di Rumeli Hisar, che poteva bombardare le navi in transito), e circondando la citt con una flotta di 200 legni. In seguito, i turchi posizionarono le loro artiglierie dirimpetto alle mura teodosiane, iniziando un bombardamento la cui efficacia era assai modesta, e che convinse Maometto II a cercare un altro modo per prendere le mura: penetrare nel Corno dOro, l'insenatura in cui si trovava il porto della citt, dove una gigantesca catena ne chiudeva l'ingresso. Allora il sultano impose ai suoi uomini un'impresa colossale: per aggirare la catena, fu costruita una passerella di legno lunga due chilometri, sopra la quale gli schiavi spinsero a forza di braccia le navi per raggiungere le acque dall'altra parte. Gli assediati, al vedere l'impresa, furono colti dal panico: pare che un'antica profezia annunciasse che Costantinopoli sarebbe caduta solo "quando le navi avessero navigato sulla terra". Oramai i tempi erano maturi per lassalto finale, che avvenne nella notte tra il 28-29 Maggio, di marted (che tuttora in Grecia considerato giorno infausto), in cui 60.000 soldati ottomani (non tutti turchi, molti erano popoli vassalli dellimpero turco) assaltarono la Porta dOro, la pi grande ed antica delle porte di ingresso di Costantinopoli, stancando i difensori con attacchi ad ondate fino alla presa definitiva della citt; i turchi furono autorizzati dal sultano al saccheggio, come ricompensa per il coraggio dimostrato sul campo. Subito dopo la presa, la citt fu proclamata nuova capitale dei turchi col nome di Istanbul (anche se i sultani continuavano ad usare Costantinopoli in segno di continuit), e il dominio turco si impose definitivamente in tutta larea; ora lImpero ottomano era libero di attaccare lOccidente (presa e saccheggio di Otranto del 1480) e di colpire a fondo il Sacro Romano Impero degli Asburgo pi a nord, nei Balcani settentrionali. In Europa, la consapevolezza di quanto accaduto fu decisamente scarsa: Inghilterra e Francia continuavano con la loro guerra dei Centanni (che fin ufficialmente con la pace di Chastillon, del 1454); la Spagna ancora non era una nazione (divisa in regni feudali: Castiglia, Aragona, Navarra); mentre il Sacro Romano Impero poco poteva, contro un nemico cos forte, spezzettato comera in oltre trecento potentati indipendenti e poco disposti a cooperare assieme. Gli unici due tra i principi europei e cristiani a comprendere la portata di quanto avvenuto, furono il Papa Niccol V, che lament la cecit dei principi cristiani innanzi al pericolo strategico rappresentato dai Turchi, e lo Zar Ivan III il Grande (Ivn III Veliky), che sposando una figlia dellultimo Imperatore bizantino, pot considerarsi suo successore legittimo, e proclamare la Russia quale terza Roma e continuatrice della Romanit orientale. In seguito, rendendo sempre pi ostica la navigazione nel Mediterraneo per colpa della pirateria sostenuta dallImpero ottomano, le serenissime Repubbliche marinare italiane Genova e Venezia si avviarono alla decadenza, ponendo fine a una lunga epoca di grandezza delle stesse; bench la fuga dei dotti greci da Costantinopoli in Italia, contribuir non poco al processo del Rinascimento grazie alla riscoperta della lingua e della filosofia greca, entrambe poco conosciute nel Medioevo. Oltre alla affermazione definitiva delle armi da fuoco, questo evento determin anche la scoperta di nuove rotte per sfuggire allaccerchiamento turco, avvenimento realizzato proprio dal genovese Cristoforo Colombo, che in nome dei sovrani della Spagna appena riunificata (assedio di Granada, 1492), scopr un nuovo continente, con tutto ci che esso signific per la storia europea e non solo.

Giuseppe Esposito