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10 Attualità domenica 18 | gennaio 2009 | domenica 18 | gennaio 2009 | Interni

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Esteri 2
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Le ripercussioni della grande crisi si abbattono sui mercati più “fragili” Enzo Masini Fiom

«C’è il rischio
La macchina europea che la Fiat
scompaia»
ha spento i motori. Roberto Farneti

Giù il cappello Enzo Masini, responsabile nazionale


per il settore auto della Fiom Cgil. Tra
i lavoratori Fiat c’è forte
preoccupazione. Martedì prossimo a
Pomigliano d’Arco ci sarà
Gemma Contin Ford, Chrysler, General Motors. nel solo mese di dicembre le immatri- un’assemblea per discutere del futuro
Gioca, sui numeri tutti in rosso, la ge- colazioni di nuove autovetture hanno della fabbrica, dopo il prolungamento
Il tracollo dell’automobile nel nostro lata finanziaria che impedisce alle fami- subito una contrazione del 17,8% in della cassa integrazione e la decisione
Paese, ma con dati anche peggiori nel glie di farsi carico del rinnovo del pro- Europa e del 13,3 in Italia. di non far produrre a Napoli l’Alfa
resto d’Europa e nel mondo, sta assu- prio parco automobilistico, con una Nell’intero corso del 2008 il mercato 149. Tutto ciò avviene in un contesto
mendo le dimensioni di un disastro. spesa tanto gravosa quanto “aggiunti- dell’auto nel Vecchio Continente ha di crisi mondiale.
Non a caso venerdì l’Unione europea va”, se da un lato il tasso di motorizza- visto un perdita di 8,4 punti percen- Le preoccupazioni degli oltre 5mila la-
ha deciso di affrontarla approntando zione è di oltre 600 autoveicoli ogni tuali rispetto all’anno precedente, voratori di Pomigliano sono fondate.
un pacchetto di interventi a favore del mille abitanti, e dall’altro sono messi in concentrata soprattutto nel quarto tri- Una preoccupazione che deve avere
settore, che rischia di trasformarsi in discussione i consumi primari delle fa- mestre quando, a seguito dei contrac- tutto il gruppo in questo momento ma
uno di quei comparti svantaggiati e sot- miglie, come dicono l’Istat, le principa- colpi sul fronte bancario, la stretta si è che, per ciò che riguarda questo stabi-
toutilizzati da sostenere con apposite li orgnizzazioni dei commercianti e le ripercossa sul credito alle famiglie e limento, è accentuata anche dalla man-
politiche comunitarie, un po’ come la associazioni dei consumatori. quindi sulla loro intenzione-potenzia- canza dell’indicazione di Fiat sull’asse-
Pac in agricoltura. In ogni caso, quali che siano le motiva- lità di spesa. gnazione di futuri modelli. Noi dob-
Siamo in presenza dello sfacelo di un zioni della “rinuncia”, il risultato è che Il settore ha subito così una diminuzio- biamo evitare che ci sia una guerra tra
settore produttivo che non ha saputo ne del venduto di quasi 20 punti, con gli stabilimenti. Al tempo stesso occor-
né voluto rinnovarsi, di un’intera filie- un meno 19,3%, che corrispondono a re tener presente che parlare di crisi a
ra industriale a corto di idee e di inve- I numeri della crisi un blocco per le imprese automobilisti- Pomigliano significa parlare di una cri-
stimenti in ricerca e in innovazione, so- nei maggiori paesi che di un quinto del loro prodotto, ri- si che investe oltre 20mila lavoratori
prattutto sul terreno dell’evoluzione masto stoccato sui piazzali degli stabi- nell’area napoletana, inclusi i 12mila e
energetica, che porta con sé anche un Italia -13,4%
limenti. passa che lavorano nell’indotto della
terremoto per tutto quello che si muo- Francia - 0,7
In tutta l’Europa allargata soltanto componentistica dell’auto.
ve nella sua orbita e nell’indotto. Germania - 1,8 quattro Paesi hanno portato a casa un
I numeri delle mancate vendite di Regno Unito -11,3 segno positivo nel 2008: la Finlandia Temete un ridimensionamento di
nuovi autoveicoli nel 2008, rispetto al Spagna -28,1 (più 11,2%), il Portogallo (più 5,7), il Pomigliano?
2007, riportati qui a fianco, la dicono Ue15 -8,5 Belgio (più 2,1) e la Svizzera (più 1%). Noi innanzitutto temiamo la scompar-
lunga. E prefigurano un altrettanto de- Ue26 -7,9 Ma, pur con queste eccezioni, la cadu- sa della Fiat dall’Italia, almeno per ciò
vastante disastro sul fronte del lavoro, ta del settore è “di portata storica”: me- che riguarda l’auto. L’ad del gruppo,
dell’occupazione e della disoccupazio- no 43,3% in Islanda, meno 28,1 in Spa- Sergio Marchionne, ha parlato di alle-
ne che ne deriverà, con un impatto Il crollo per marchio gna, meno 18,7 in Irlanda, meno 13,4 anze «necessarie» e John Elkann ha
sulle esigue risorse destinate dal gover- nella Ue in dicembre in Italia, meno 11,3 nel Regno Unito, spiegato che all’interno di una futura
no agli ammortizzatori sociali, ma an- meno 1,8 la Germania, meno 0,7% an- alleanza la Fiat potrebbe anche mante-
che e soprattutto per vasti territori che Fiat -15,8% che la Francia, che ha conquistato il fio- nere una partecipazione di minoranza.
rischiano di fare la fine di Ivrea quan- Alfa Romeo -24,1 re all’occhiello del “meno peggio”. > Reuters/Denis Questo significa che non avremo più
do si concluse il ciclo delle industrie Volkswagen -1,3 Vanno molto male tutte le case e i mar- collo dei suoi tre marchi: Opel (meno Sinyakov (RUSSIA) una azienda con la “testa“ in Italia, ma
Olivetti. Audi -0,8 chi, senza distinzione di comparto: le 13,5), Chevrolet (meno 22,2), Saab probabilmente in un altro paese euro-
Delle ragioni della crisi, e del come se Opel -12,0 alte gamme, le piccole, le urbane, le mi- La più forte concorrente tedesca Vol- (meno 42,3), e una perdita del gruppo peo, con il rischio di un indebolimen-
ne potrebbe uscire, scrive qui sotto Bmw -19,7 ni, le famigliari, le sportive. kswagen, che si conferma leader sul del 10,2% su base annuale. Pessimi an- to molto forte della presenza degli sta-
Oscar Marchisio. Di quello che signifi- Mercedes -19,2 Il gruppo Fiat ha perso in dicembre il mercato europeo, ha subito un calo che i risultati di dicembre delle due bilimenti Fiat in Italia. L’assemblea di
ca sulla pelle dei lavoratori lo racconta Peugeot -11,7 14,5% sul mercato europeo, con la so- delle vendite del 6,5% in dicembre, “grandi” tedesche Mercedes (meno Pomigliano è perciò all’interno di una
invece Enzo Masini, responsabile na- Citroen -10,0 la Lancia in rialzo del 6,4 ma con un con la casamadre che è riuscita a conte- 17,9) e Bmw (meno 20,6%). mobilitazione più generale unitaria del
zionale del settore auto della Fiom- Renault -29,4 meno 15,2 del marchio Fiat e meno nere il risultato negativo a meno 1,3, Male le francesi del gruppo Peugeot- sindacato che riguarda tutto il gruppo
Cgil,nell’intervista a fianco. Chrysler -58,5 24,2 sulle vetture Alfa Romeo. I risulta- con l’Audi che ha invece recuperato un Citroen e la Renault, che hanno chiuso Fiat, auto e non solo. Occorre impe-
Vale la pena indagare qui di quale por- Ford -15,8 ti della casa di Torino hanno determi- debolissimo più 0,2, ma con le perfor- il 2008 con un’emorragia di 9,1 punti gnare in questa discussione sul futuro
tata sia questa débacle generalizzata Volvo -17,0 nato l’annuncio dell’agenzia di valuta- mance dei due marchi Seat e Skoda che percentuali le prime e di 6,9 la seconda. dell’azienda il gruppo dirigente della
che colpisce l’Italia, ma anche e con ci- Toyota -37,5 zione Moody’s di voler mettere sotto perdono rispettivamente il 26,4 e il Ma il vero terremoto, che annuncia Fiat e anche il governo italiano.
Nissan -5,5
fre da brivido il resto dell’Europa occi- revisione il rating della consistenza pa- 15,6. Nel complesso il gruppo tedesco scosse future a livello mondiale, ha col-
Honda -17,2
dentale, e tutte le case automobilisti- trimoniale e finanziaria del gruppo, so- nel 2008 ha lasciato per strada il 4,4%. pito in dicembre le case americane e Cosa dovrebbe fare il governo?
Hyundai -30,9
che: le tedesche come le giapponesi, le Mazda -21,1
prattutto per quanto riguarda la posi- Pessimi i dati della Ford, con una per- asiatiche, con Chrysler sotto del 58,5%, Aprire un tavolo di confronto con il
coreane come le americane, le più pen- Suzuky -39,1
zione debitoria, che potrebbe subire un dita nell’anno del 5,2, e della General Mitsubishi del 46,1, Suzuky del 39,1, sindacato, la Fiat e l’associazione delle
lizzate, con percentuali fallimentari per downgrading, cioè essere declassata. Motors, che registra in dicembre il tra- Toyota del 37,9, Hyunday del 30,9. aziende della componentistica. Mi pa-
re invece che da parte del governo ita-
liano ci sia una sottovalutazione so-
stanziale della crisi del settore auto. Si
Per uscire dalla crisi bisogna scuotere l’intorpidita immaginazione di progettisti e utenti bloccati da anni di code e ingorghi to fra spazio e tempo (occupazione “scendere” e prefigurare un altro mo- L’obiettivo è preciso: la riduzione del aspettano decisioni europee, ma intan-
dello spazio, utilizzo e spreco del tem- dello di vita, di qualità urbana e di parco veicolare, quindi del costo com- to la Francia dice che gli aiuti alle im-

Auto-critica: il mito dell’auto(im)mobile


po) e la produzione di modelli alter- qualità della mobilità, e dunque di li- plessivo sia finanziario sia ecologico, prese dell’auto vanno condizionati al
nativi. bertà e autonomia. creando la “carta della mobilità” con blocco dei licenziamenti e alla non de-
E perché tale luogo non potrebbe es- Per questo “il cantiere Italia” deve ini- cui accedere ai diversi e svariati mez- localizzazione degli stabilimenti. Que-
sere l’Italia, le mille città italiane, co- ziare a riprogettare il “veicolo” chia- zi, ibridi o elettrici o a metano, accre- sta posizione il governo italiano non
me “laboratori della mobilità sosteni- mando in causa ecologi, metereologi, scendo l’autonomia personale e ridu- solo non la sta sostenendo ma non ha
bile”? architetti, ingegneri meccanici, elettri- cendo i costi complessivi del parco nemmeno avanzato un’altra proposta.
Oscar Marchisio sione che, già allo stato attuale, esau- me inarrestabile, nei paesi emergenti alla Cina, si innesta il solito arcinoto Se dunque si sviluppa e cresce il rap- Perché non potrebbe, visto che pro- ci, dei materiali, dei trasporti, delle te- veicoli e del loro inquinamento.
risce e satura gli agglomerati urbani e delle dimensioni demografiche e con gioco capitalistico della quantità che porto auto-abitanti sino ad arrivare al rotta di collisione con le risorse ener- prio dalle città italiane, trasformate in lecomunicazioni, esperti di finanza e Si tratta di pensare e organizzare l’in- E il sindacato cosa propone?
L’Apti, l’Auto Termica a Proprietà In- le reti stradali. concentrazioni urbanizzate incontrol- dovrebbe alchemicamente diventare nostro livello, si potrà determinare getiche del pianeta. “cantieri metropolitani”, possiamo ri- di leasing. novazione tecnologica del veicolo, Le nostre posizioni sono comuni a
dividuale, rappresenta ormai un siste- Anche tralasciando per un attimo il labili come l’India e la Cina. qualità. una domanda di auto simile alla no- Si pone quindi con disastrosa imme- progettare lo spazio delle strade, i ma- E soprattutto utenti, cittadini, vigili l’innovazione finanzaria (auto a sche- quelle dei sindacati metalmeccanici te-
ma tecnologico e finanziario indu- cortocircuito in cui è irreversibilmen- Siccome, come sempre, il capitale Nel 2007 in Cina abbiamo infatti rag- stra, ma di portata devastante per la diatezza la questione che “da-qual- teriali dei veicoli, le tipologia della tra- urbani, bambini e anziani. E classe da), innovazione nei comportamenti deschi, francesi, inglesi, spagnoli. Di-
strialmente obsoleto e capitalistica- te entrato il ciclo auto-petrolio, l’auto sfrutta sino al limite del disastro la fi- giunto una produzione di 8.882.456 Cina e per il pianeta. che-parte-del-pianeta” si inizi a ripen- zione, le tlc, le regole-norme del traf- operaia che sappia riprendere la criti- collettivi (mezzi condivisi), innova- ciamo no ad aiuti diretti alle imprese,
mente debole perché, oltre che inso- termica a proprietà individuale deter- liera tecno-finanziaria su cui si è pog- veicoli, a fronte di una produzione In questo scenario, data la popolazio- sare il rapporto mobilità-libertà, mo- fico e della veicolazione pubblica e ca del come e del cosa produrre. zione nella progettazione degli spazi perché le case automobilistiche euro-
stenibile da un punto di vista dell’in- mina infatti un fortissimo inquina- giato e alimentato sinora, incapace di nel 1997 di 1.579.699 automobili, ne cinese, si prevederebbe un numero bilità-auto. privata? Abbiamo gli uomini, le skills, Sì, del cosa produrre; cosicché, uscen- urbani, innovazione nelle tlc per la ge- pee non sono sull’orlo del fallimento,
gegneria dei trasporti e delle strategie mento spaziale, derivante appunto immaginare scenari e modelli alter- mentre in Italia nel corrispondente assurdo di più di 700-800 milioni di Riprogettare il rapporto fra “auto i ricercatori, la capacità di stare sui do dall’auto, si esca anche dalla crisi stione della mobilità, innovazione nei al contrario di quelle americane. Vo-
ambientali, è un vincolo normativo dal parco circolante, dato che in Italia nativi, ci stiamo allegramente lascian- periodo siamo passati da 1.827.592 auto solo per il mercato interno, net- (im)mobile” e mobilità personale si- mercati, una sapienza operaia e un capitalistica. controlli e nel sistema informativo del glio ricordare che il 22 gennaio, quan-
alla libera mobilità personale. vi sono 35.297.600 veicoli, e dal mix do scivolare lungo questa china, che nel 1997 a 1.284.312 nel 2007. tamente superiore ai 664 milioni del gnifica affrontare un cambio di para- know-how a livelli di eccellenza che ci Solo con tale ribaltamento, che rico- traffico. do si riunirà il cda della Fiat, verrà ap-
Nel momento in cui l’industria del- quantità-velocità, per cui siamo torna- ci porterà, come i numeri della crisi Ovvero, fatto cento la produzione nel parco veicoli circolante attualmente digma, mettendo al centro il tempo consentono di fare da apripista. nosce la testa del progetto alla qualità Il cambiamento del veicolo significa provato un bilancio con oltre due mi-
l’auto, in Italia, in Europa, a livello ti a velocità commerciali (15 km a Mi- stanno avvertendo, allo “stadio ter- 1997, abbiamo questo scenario: nel mondo, ma segnato da una velo- speso per muoversi, diciamo così il Si tratta di disegnare il “nuovo veico- dell’ambiente e dell’urbano, possia- cioè una trasformazione del sistema liardi di euro di utili. Occorrono inve-
mondiale, sembra arrivata al capoli- lano, 5 km a Napoli) inferiori al trai- minale”. Cina 100 nel 1997, 562 nel 2007; Ita- cità di trasporto che si ridurrebbe al di software, ovvero il costo sociale-uma- lo” a partire dalle città e dalla qualità mo ricollocare motori e veicoli nella urbano e un ridisegno interagente del- stimenti pubblici molto forti sulla ri-
nea, almeno per la linea di sviluppo no animale ottocentesco. Infatti è proprio il ciclo auto-petrolio lia 100 nel 1997, 70 nel 2007. sotto di quella degli scomparsi ricsciò. no-urbano per chilometro, piuttosto della vita, dalla qualità dell’aria, dalla corretta “postura” di mezzi orientati la strada e delle sue funzioni, nonché cerca e sull’innovazione, perché le vet-
fin qui perseguita, si tratta di ribaltare A questo scenario dell’inquinamento - attorno al quale si è da un lato co- In questo periodo la Cina diventa il Tale proiezione, assolutamente ipote- che l’hardware, ovvero l’idea di poter salute nelle concentrazioni urbane, al servizio degli uomini e non, vice- un nuovo ruolo della città come “in- ture che si producono sono ancora
la progettazione del veicolo partendo spaziale, che nega strutturalmente i struita la fabbrica fordista prima e to- paradigma della crisi del dispositivo tica ma coerente con il modello in es- continuare a incrementare la produ- eccetera, e per questo nella progetta- versa, degli uomini asserviti al sistema tegratore intermodale” tra i vari flussi estremamente inquinanti. Chiediamo
dal tempo della mobilità invece che vantaggi del trasporto “privato”, dob- yotista poi e dall’altro la forma delle auto-petrolio. Infatti nonostante la sere in Cina, rende evidente come la zione dell’auto. zione della “nuova mobilità” dobbia- dell’Apti, l’auto termica a proprietà in- di traffico. vincoli alla delocalizzazione delle im-
dalla presunta autonomia e velocità, biamo poi aggiungere quello fonda- metropoli - quello che viene deloca- crescita enorme della produzione nei relazione auto-petrolio sia alla fine. O La questione, di dimensione e di por- mo riattraversare i saperi e rimettere dividuale. E mentre cambiamo il sistema della prese. C’è poi la questione del soste-
teoricamente veicolate proprio dal- mentale derivante dall’estensione del lizzato ed esportato, con l’obiettivo dieci anni appena passati, si è comun- meglio come, su tale dispositivo, l’as- tata esiziale sul fronte industriale, eco- correttamente in gioco valori e com- Dobbiamo cioè ripensare la mobilità mobilità dobbiamo ridare forma al gno al reddito dei lavoratori su due
l’auto, la quale, al contrario, con l’at- modello auto-petrolio a livello mon- di accelerare la valorizzazione capita- que a un tasso di penetrazione di 14,3 se auto-petrolio - con l’entrata in gio- nomico, ambientale, eccetera, signifi- petenze coerenti. costruita sul “tempo” e sull’acquisto produrre, rompendo i vincoli della ca- versanti: assegno di cassa integrazione
tuale parco macchine italiano e mon- diale, che continua ad espandersi in listica. auto per mille abitanti (1,43%), di co della Cina, dell’India e di tutti gli ca anche affrontare la “forma dell’ur- Se il tecnosistema auto-petrolio con non di hardware e veicoli privati ma tena di montaggio, cosicché ribaltia- più alto e come si aiutano quegli oltre
diale, è condizionata enormemente accelerazione esponenziale, dato il Con questo processo, applicando ad fronte al nostro rapporto attuale di altri paesi in via di sviluppo, compre- bano” da un lato e il futuro dello svi- l’inserimento di Cina e India è desti- di software, cioè “carta pregiata” della mo l’auto ribaltandone la sua fabbri- 5mila giovani precari che la Fiat ha
dalla sua stessa consistenza e dimen- tasso di domanda, fin qui apparso co- esempio il tecnosistema auto-petrolio 606 auto per mille abitanti (60,6%). si i grandi stati sudamericani - entri in luppo energetico dall’altro, il rappor- nato a schiantarsi, noi dobbiamo mobilità pubblica e sostenibile. ca e i suoi stanchi e immobili padroni. mandato a casa.