Sei sulla pagina 1di 1
giovedì 13 | novembre 2008 | Ambiente 17
giovedì 13 | novembre 2008 | Ambiente 17
giovedì 13 | novembre 2008 | Ambiente 17
giovedì 13 | novembre 2008 | Ambiente 17
giovedì 13 | novembre 2008 | Ambiente 17
giovedì 13 | novembre 2008 | Ambiente 17
giovedì 13 | novembre 2008 | Ambiente 17
giovedì 13 | novembre 2008 | Ambiente 17

giovedì 13 | novembre 2008 |

Ambiente

17

Liberazione Animale giovedì
Liberazione
Animale
giovedì

Roberta Marino

“Al circo gli animali non si diverto- no”: si legge nei volantini di protesta

delle associazioni animaliste. Ed è difficile, nonostante le rassicurazioni interessate dei circensi, affermare il contrario. Dopo anni di battaglie for-

se però qualcosa potrebbe finalmente

cambiare: Gabriella Giammanco, del

Pdl, ha illustrato al ministro dei Beni

e delle Attività Culturali Sandro Bon-

Proposta Pdl per non utilizzarli negli spettacoli

Niente più circo con gli animali

negli spettacoli Niente più circo con gli animali > Il pubblico comincia a disertare gli spettacoli

> Il pubblico comincia a disertare gli spettacoli circensi dove vengono utilizzati gli animali

di

una proposta di legge per la gradua-

le

dismissione dell’utilizzo di anima-

li

da parte dei circhi.

Beni e delle attività Culturali ogni an-

ne (se trasmesso sul piccolo schermo)

che in Italia ce ne siano forse 10mila

«Lo spettacolo circense - sostiene la

no distribuisce una cifra a volte supe-

e

perfino dal gioco del Lotto: in base

costretti a una vita di sofferenza tra ti-

parlamentare - è ormai messo sotto accusa da un quarto di secolo dalla

riore all’intero incasso di tutti i circhi messi assieme, pari a circa otto milio-

alla legge 662/96, infatti, una parte del ricavato viene destinato al mini-

gri, elefanti, leoni (ma anche cavalli e cani) figli di altri animali vissuti in

crescente sensibilità dei cittadini nei

ni di euro. Il principale capitolo di

stero dei Beni e delle Attività Cultura-

cattività o importati magari illegal-

confronti dei diritti degli animali».

spesa è costituito dal Fondo Unico

li

che a sua volta li destina al Fus.

mente. Gli spazi sono ridottissimi

Non a caso, infatti, l’affluenza del pubblico è sempre più ridotta e la so- pravvivenza del circo dipende ormai

dello Spettacolo (Fus) che ha visto au- mentare le risorse per il 2007 del 17% rispetto all’anno precedente.

Dietro ai tendoni del circo si nascon- de una triste realtà per gli animali:

spazi ristretti, catene e gabbie, movi-

per animali che dovrebbero vivere li- beri nel loro habitat naturale: un cir- co di medie dimensioni può arrivare

dai contributi statali, fissati dalla leg-

Uno strumento che dovrebbe soste-

menti stereotipati, stress e continui

a

occupare un’area compresa tra i

ge 337 del 1968: una vecchia legge che riconosce al circo una funzione sociale. E’ lo Stato infatti – per assur- do - a tenerlo in vita: il ministero dei

nere finanziariamente attività cultura- li come il cinema ma nel cui caldero- ne finisce anche il circo. Ulteriori contributi arrivano poi dalla televisio-

spostamenti, addestramento forzato spesso con bastoni e fruste. Difficile stabilire con esattezza quan- ti siano presenti nei circhi: si stima

3mila ed i 5mila metri quadrati che possono contenere anche fino a 120- 150 animali e trasformarsi spesso in zoo improvvisati.

Anche sul numero dei circhi presenti

in Italia le cifre sono discordanti: 150-

180 ma c’è chi parla anche di 300 tra

piccoli e grandi, famosi e non. E’ certo però che molte città hanno

già iniziato a dire no al circo con ani- mali: da Campobasso

a Modena fino a Pordenone mentre a

Milano è vietata la realizzazione di zoo, mostre zoologiche itineranti che utilizzino animali appartenenti a spe- cie selvatiche ed esotiche. A Genova un’ordinanza stabilisce norme restrit- tive per la detenzione degli animali nei circhi che dovranno rispettare i criteri di mantenimento definiti dalla Commissione Scientifica Cites del Ministero dell’Ambiente; anche a Roma è consentito l’attendamento

nel rispetto delle disposizioni del me- desimo regolamento ed è vietato l’impiego di animali come richiamo del pubblico per esercizi commercia- li, mostre e circhi. Proprio Roma due anni fa era stata teatro di una vicenda legata a maltrat- tamenti nei confronti di animali: il circo Fantasy, che stazionava a Roma, era fuggito portandosi via quasi tutti gli animali dopo aver saputo di un imminente sequestro per maltratta- mento e mancato rispetto del regola- mento a tutela degli animali. Solo uno dei tanti episodi raccontati dalla cronaca: storie di sfruttamento non solo di animali ma anche di uo- mini. E’ il caso del circo Acquatico Marino attendato a marzo in provin- cia di Salerno: i gestori utilizzavano le due figlie di una famiglia bulgara per spettacoli con animali pericolosi

e costringevano gli altri membri del

circo a svolgere turni massacranti di lavoro per 15-20 ore al giorno, in cambio di un compenso di appena

100 euro a settimana. La cosa più gra-

ve è che lo stesso circo aveva ricevuto finanziamenti pubblici dal Ministero dei Beni Culturali pari a 8mila euro solo nel 2006.

dei Beni Culturali pari a 8mila euro solo nel 2006. Quattro decessi in poche settimane, la

Quattro decessi in poche settimane, la Lav: «Stop detenzione in acquario»

I delfini in cattività muoiono altrochedivertimento

Rossana Vallino

E’ facile rimanere ingannati e credere

che gli animali si divertano a ballare,

saltare in cerchi di fuoco o tenere la palla sul naso, ma lo è ancora di più

quando si tratta di delfini. Quella lo-

ro perenne espressione sorridente (do-

vuta in realtà alla mancanza di musco-

li facciali) è un buon alibi per chi non

vuole pensare, per chi non vuole an- dare al di là delle apparenze e per chi

sa bene come usare tutto questo per i

suoi profitti. Dietro a quell’espressione amichevo-

le i delfini che vivono nei delfinari e negli acquari nascondono la tragedia

della loro vita: prelevati dal loro am- biente e dal loro nucleo familiare (e se nati in cattività da mamme prigio- niere non ci pare sia molto meglio), costretti a vivere in spazi angusti in

rapporto alle loro necessità ed a com- piere stupidi esercizi dopo duri e cru-

deli addestramenti (privazioni di ci- bo, isolamento ecc). La morte in poche settimane di ben

quattro delfini in strutture italiane (il 17 ottobre a Genova è morta Beta, il 30 ottobre a Gardaland è morto Tanga di

3 anni, tra settembre ed ottobre al Par- co Oltremare di Riccione sono decedu-

ti i cuccioli Cleo e Blu) ha riportato al-

la ribalta il dramma e la tristezza di queste strutture. Ora si cercano le cau- se delle morti. Le analisi potranno indi- care quali sono le forme patologiche re- sponsabili, ma una risposta c’è già: lo stress che può agire direttamente indu- cendo apatia progressiva che degenera in torpore, sopore e morte, oppure pre- disporre all’arrivo di malattie con altri agenti, batteri o virus. Queste quattro morti colpiscono per- ché sono avvenute in un breve perio-

do di tempo, ma non sono che le ulti- me conosciute di una lunga serie. Una

ricostruzione dettagliata e inquietante

è contenuta nel dossier “Delfinari e

Oceanari” redatto nel 2003 da Ilaria Ferri (direttrice scientifica di Animali- sti Italiani) e rintracciabile sul sito www.animalisti.it. In Italia le prigioni per delfini sono sei: l’Acquario di Genova, il Delfina- rio di Rimini, quello di Fasano, il

Parco Oltremare di Riccione, il Pala- blu di Gardaland e il Parco Zoomari- ne di Torvaianica. Scorrendo le pubblicità di queste strut- ture si evidenzia un misto di “lustrini” e di dichiarazioni “scientifiche”, di pro- positi educativi e di “venghino, venghi- no signori”. Cercano di attrarre tutta la popolazione, ma in particolare i bam- bini, e non mancano i progetti educa- tivi diretti alle scuole e i progetti di ri- cerca finalizzati alla tutela della specie. Ma come può essere educativo vedere

animali prigionieri e che si comporta- no come in natura non si comportereb- bero mai? E come possono essere utili

ricerche scientifiche fatte osservando ed analizzando animali fuori dal loro am-

biente e sottoposti a continui stress? Se si vogliono tenere delfini in cattivi- tà questi progetti “scientifici” ed “edu- cativi” sono obbligatori, infatti il Dm

469 del 6/12/2001 permette la deroga

al divieto di detenzione solo se vengo- no garantiti programmi di educazione, ricerca e riproduzione. La Lav, per voce di Nadia Masutti, re- sponsabile settore “esotici, circhi e zoo” ha chiesto alla sottosegretaria Francesca Martini «una rigorosa in- chiesta per accertare le cause di questi decessi e verificare l’idoneità delle con- dizioni igienico sanitarie di detenzio- ne dei delfini in cattività» e al ministro per l’Ambiente ha suggerito di proibi- re «la loro detenzione in parchi di di- vertimento e similari».

e al ministro per l’Ambiente ha suggerito di proibi- re «la loro detenzione in parchi di
e al ministro per l’Ambiente ha suggerito di proibi- re «la loro detenzione in parchi di