Sei sulla pagina 1di 5

Apparato respiratorio: caratteristiche istologiche

Naso

Il vestibolo del naso (parte anteroinf delle cavit nasali, contenuta nella porzione cartilaginea del naso esterno) rivestito da una cute sottile, con uno strato corneo ridotto, da cui sporgono peli lunghi e spessi, le vibrisse (prima difesa contro lingresso di materiale corpuscolato di grosse dimensioni), cui sono annesse voluminose ghiandole sebacee e piccole ghiandole sudoripare. La cute continua in alto e in dietro con la mucosa respiratoria attraverso una zona di transizione: - Lepitelio perde lo strato corneo trasformandosi in cilindrico pluriseriato - Scompaiono i peli e le ghiandole loro annesse - Compaiono ghiandole tubuloacinose

Le cavit nasali propriamente dette sono tappezzate da due tipi di tonaca mucosa MUCOSA RESPIRATORIA Colore roseo lucente, occupa la maggior parte della superficie con funzioni di umidificare (muco), depurare (ciglia) e riscaldare (vascolarizzazione) laria. Questi processi continuano fino al polmone stesso e hanno la funzione di rendere laria inspirata il pi possibile adatta agli scambi metabolici polmonari. Spetta alle glicoproteine prodotte dalle cellule mucipare di superficie e dalle ghiandole che abbondano nella lamina propria il compito di inglobare il pulviscolo che poi verr spostato dal battito delle ciglia. Epitelio di rivestimento rivestito da una lamina propria: epitelio di rivestimento: epitelio respiratorio = cilindrico pluriseriato con ciglia vibratili , comprende cellule caliciformi; dotato di cellule basali che si differenziano in cellule caliciformi mucipare o in cellule ciliate lamina propria: connettivo povero di fibre elastiche, pi lasso in superficie (linfociti in aggregati nodulari), pi denso in profondit ( ancorata direttamente al periostio o al pericondrio, quindi poco mobile). Presenta subito sotto lepitelio ghiandole tubuloacinose ramificate (secreto sieroso e mucoso- trattiene particelle e ha azione antibatterica grazie a lisozima e immunoglobuline). Ricca vascolarizzazione: fitti plessi anastomotici che diventano addirittura cavernosi nel versante venoso (ampie caverne venose separate da setti fibrosi) e nel pavimento e nelle porzioni inferolaterali delle cavit formano i plessi venosi di Valsalva, sedi di facili emorragie (epistassi) di natura traumatica dovute alla stretta aderenza alle strutture ossee sottostanti e alla sottile protezione epiteliale. La ricchezza dei vasi conferisce il caratteristico colore roseo e fornisce alle ghiandole un apporto di acqua e metaboliti.

MUCOSA OLFATTIVA Tappezza la volta della cavit nasale in corrispondenza della lamina cribrosa delletmoide, e si estende a rivestire la parte alta del setto e la faccia superiore della conca superiore. Epitelio di rivestimento rivestito da una lamina propria: epitelio di rivestimento: cellule olfattive cellule nervose capaci di percepire gli stimoli odorosi (recettori sensoriali primari): vengono sollecitati dalle sostanze osmoticamente rilevanti che entrano insieme allaria; corpo, allungato e posto profondamente nellepitelio olfattivo, da cui partono due prolungamenti: prolungamento esterno (dendrite modificato) arriva fino alla superficie dellepitelio, dove si dilata in un bottoncino, detto vescicola olfattiva, da cui irradiano 10-20 peluzzi olfattivi immersi in una matrice glicoproteica; prolungamento interno decorre nella lamina propria per continuare in un filuzzo del nervo olfattivo, il neurite della cellula olfattiva che attraversa la lamina cribrosa delletmoide per portarsi nella fossa cranica anteriore. Le cellule olfattive si rinnovano ogni due mesi e originano dalle cellule basali cellule di sostegno intercalate alle cellule olfattive dotate di microvilli che si intrecciano con i peluzzi olfattivi; partecipano, insieme alle ghiandole olfattive della lamina propria, allelaborazione del secreto glicoproteico che si stratifica alla superficie dellepitelio olfattivo cellule basali piccole, piramidali, a contatto con la membrana basale dellepitelio; si avvolgono attorno ai neuriti delle cellule olfattive e rappresentano la riserva di cellule per il rinnovamento dellepitelio lamina propria: connettivo denso ricco di linfociti, accoglie i filamenti del nervo olfattivo (formati dallinsieme dei neuriti delle cellule olfattive) e le ghiandole olfattive (di Bowman) tubuloalveolari semplici a secrezione sieromucosa (lisozima) (il secreto costituisce un solvente per le sostanze odorose e inoltre deterge costantemente le terminazioni dendritiche).

Le cavit paranasali sono rivestite da una tonaca mucosa pi sottile rispetto a quella che tappezza le cavit nasali; essa aderisce strettamente al piano osseo che delimita le cavit. Epitelio cilindrico semplice ciliato, con cellule caliciformi intercalate . Mancano ghiandole e noduli linfatici. Rinofaringe Presenta la tipica mucosa respiratoria; in aggiunta ricca di ammassi di tessuto linfatico sottoepiteliale (tonsilla faringea). Presenta lo sbocco delle tube uditive, per consentire la ventilazione dellorecchio medio. Al di l della mucosa, la rinofaringe come il resto dellorgano rivestita da: Una tonaca fibroelastica detta fascia faringea; Uno strato muscolare incompleto, costituito da muscoli striati divisi funzionalmente in costrittori ed elevatori della faringe; Una tonaca avventiziale, connettivale lassa, che completa il rivestimento esterno dellorgano.

Laringe

TONACA MUCOSA epitelio di rivestimento: tipico epitelio respiratorio; in vicinanza delladito laringeo (sullepiglottide) e sui due labbri vocali pavimentoso composto (sollecitazioni meccaniche) lamina propria: ricca di tessuto linfoide (contiene linfociti che nella parte superiore del ventricolo laringeo sono organizzati in noduli che formano nel loro insieme la tonsilla laringea); ricca di fibre elastiche che, infittendosi in profondit, trapassano insensibilmente nella membrana elastica (che continua poi con il pericondrio delle cartilagini o con il connettivo che avvolge i muscoli). Ghiandole tubuloacinose a secrezione sierosa, mucosa e mista. TONACA SOTTOMUCOSA Appare nella parte inferiore della laringe, dove il condotto trapassa nella trachea. Connettivale, anchessa ricca di ghiandole tubuloacinose a secrezione sierosa, mucosa e mista.

Trachea

La struttura deve garantire la perviet e al contempo una certa mobilit; in particolare la parte post deve consentire il passaggio del bolo nellesofago (per questo gli anelli sono incompleti). Andando dallesterno verso linterno incontriamo: TONACA FIBROSA: costituita da due lamine di connettivo denso che rivestono esternamente ed internamente gli emianelli cartilaginei (fondendosi con il loro pericondrio). Gli emianelli sono costituiti da cartilagine ialina (15-20 nella trachea, 4-6 nel bronco dx, 9-12 nel bronco sin); tra un anello e laltro i due foglietti si fondono a costituire i legamenti anulari, elemento essenziale per la mobilit dellorgano. Laddove gli anelli sono incompleti, posteriormente (parte membranosa), il connettivo si arricchisce di una componente di cellule muscolari lisce che ne continuano il decorso e costituiscono un muscolo intrinseco della trachea, il muscolo tracheale (fascetti di fibrocellule muscolari lisce a decorso trasversale che si inseriscono sulla faccia interna degli anelli tracheali o sui legamenti anulari interposti). Altre fibrocellule muscolari lisce, poste posteriormente al muscolo tracheale e con decorso longitudinale, uniscono la porzione posteriore della trachea a quella anteriore dellesofago costituendo il muscolo tracheo-esofageo (estrinseco). TONACA SOTTOMUCOSA: di connettivo lasso (con lobuli adiposi) e ricca di vasi sanguigni (per la mucosa) e ghiandole tubuloacinose sieromucose (ghiandole tracheali), anchessa dotata di fibrocellule muscolari lisce nella porzione posteriore (il passaggio del bolo nellesofago rende necessaria una certa plasticit postm). TONACA MUCOSA epitelio di rivestimento: epitelio respiratorio. Cellule caratteristiche: cellule a spazzolino o brusch cells dotate di corti microvilli, con probabile funzione di assorbimento e chemorecettoriale, che grazie alle glicoproteine di membrana possono assumere informazioni sulle caratteristiche dellaria inspirata (ipotesi avvalorata dalla presenza di giunzioni citoneurali alla loro base). Secondo altri autori rappresenterebbero uno stadio intermedio nella differenziazione delle cellule basali: sarebbero quindi cellule in grado di differenziarsi in cellule ciliate (potenziando le ciglia) o in cellule mucipare (potenziando lapparato secretorio). Secondo Sciorio hanno funzione di assorbimento e sono molto presenti nella trachea ma cmq diffuse in minor quantit in tutto lapparato. Verso la base
3

dellepitelio si trovano cellule contenenti numerosi granuli elettrondensi: le cellule P o cellule di Feyrter (del sistema neuroendocrino diffuso) che svolgono funzioni di regolazione utilizzando neuropeptidi: rilascaino i loro granuli in risposta allipossia, adattando probabilmente le strutture delle vie aeree (per es il tono muscolare) alle caratteristiche dellaria inspirata. Le cellule argentaffini sono cellule di origine nervosa disperse nella trachea. Lo starnuto e la tosse sono attivit riflesse, cio attivit involontarie, difensive, che partono per una stimolazione recettiva: se passano sostanze irritanti le cellule argentaffini o i chemocettori innescano una violenta contrazione muscolare che provoca una corrente daria verso lesterno che tende a espellere le sostanze irritanti. lamina propria: connettivo ricco di fibre elastiche, soprattutto posteriormente; contiene noduli linfatici. Bronchi extrae intrapolmonari Struttura inizialmente molto simile a quella della trachea, col progredire delle ramificazioni muta profondamente; il calibro naturalmente diminuisce e le pareti si assottigliano. 1) La tonaca fibrosa formata da connettivo denso con fibre elastiche, continua con il tessuto connettivo peribronchiale e con quello che circonda i vasi; 2) la progressiva riduzione degli emianelli cartilaginei, che dapprima diventano placche (cartilagine elastica) e poi scompaiono; 3) aumentano la componente elastica e quella muscolare: la muscolatura liscia si fa ad andamento sempre pi spiralizzato (per impedire che la costrizione muscolare possa interrompere completamente il flusso dellaria); la riduzione della cartilagine e laumento della muscolatura fanno si che mentre i grossi bronchi hanno calibro praticamente invariabile, i bronchi pi piccoli possono variarlo (broncocostrizione e broncodilatazione legate al SNA), ma a causa dellandamento elicoidale o spiralizzato delle fibre il bronco si restringe ma soprattutto si accorcia, e cmq non si occlude mai del tutto (locclusione di un bronco pu invece essere causata dal muco eccessivo); 4) la tonaca sottomucosa si assottiglia ed infine sparisce (rimane spessa nei punti in cui accoglie gli acini delle ghiandole bronchiali, scompare nelle ramificazioni minori). 5) Il ruolo delle ghiandole sieromucose viene assunto da cellule epiteliali a secreto pi fluido, le cellule bronchiolari di Clara, che impediscono che il sottile lume bronchiale venga occluso dalle dense glicoproteine prodotte dalle cellule caliciformi mucipare. 6) Lepitelio da ciliato diviene semplice e si fa pi basso, e anche la lamina basale si riduce di spessore; 7) La parete si arricchisce di vasi sanguigni perch per un certo tratto essa accompagnata sia dalla vascolarizzazione trofica (che deriva dalle aa. bronchiali della grande circolazione) che da quella funzionale (che deriva dalle aa. polmonari della piccola circolazione). Queste due circolazioni parallele entrano nel polmone, si suddividono assieme ai bronchi e quindi accompagnano con le ramificazioni bronchiali le ramificazioni del parenchima polmonare. La vascolarizzazione trofica capillarizza a livello dei bronchioli terminali (ultima porzione cilindrica), mentre invece quella funzionale continua fino alle estreme porzioni della ramificazione bronchiale e capillarizza sullultima espansione, dilatata, cio sugli alveoli (sullacino). Questa sfasatura tra le due capillarizzazioni verr in parte colmata dalla presenza a livello dei bronchioli terminali di shunt fisiologici, cio di raccordi
4

tra grande e piccolo circolo, che servono ad evitare leccesso di ossigenazione del sangue. A livello dei bronchioli terminali (composti ormai solo da tonaca mucosa circondata da un manicotto di fibrocellule muscolari lisce) sottili tratti della parete si estroflettono formando numerose emisfere: la parte terminale dellalbero bronchiale, dove le funzioni di umidificazione, purificazione e riscaldamento dellaria cedono il passo allematosi.