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Scienza Cognitiva: Comunicazione

La ricerca sulla comunicazione deve porsi due obiettivi: individuare il lessico e la grammatica dei vari sistemi di comunicazione usati dal corpo umano e spiegare come questi sistemi di comunicazione interagiscono in ogni nostro atto comunicativo; in breve trovare le regole dell'interazione fra strumenti comunicativi.

I cap. La Comunicazione
Una conoscenza pu essere rappresentata nella mente di un sistema in due formati diversi: un fenomeno sensomotorio e un formato proposizionale, certi sistemi come l'uomo hanno entrambi i formati. Sono almeno 5 i modi in cui veniamo ad avere conoscenze percezione, memoria, inferenza, significazione (un legame tra una una conoscenza su un evento fisico segnale- e un altra conoscenza che l suo significato.)e comunicazione. La condizione necessaria perch sia i atto un processo comunicativo un sistema, che chiamiamo mittente, ha lo scopo che un altro sistema o destinatario, venga ad avere una certa conoscenza (significato) e per realizzare questo scopo emette un segnale che viene prodotto e percepito secondo una determinata modalit ed collegato a quel significato attraverso un sistema comunicazione. necessario, perch ci sia comunicazione, uno scopo di qualcuno di far sapere qualcosa a qualcun altro. Qui scopo qualsiasi stato regolatore, cio qualsiasi stato non realizzato nel modo che determina un azione di un sistema. I processi comunicativi si possono distinguere 1) per tipo di scopo comunicativo, 2) per livello di consapevolezza. Lo scopo di comunicare pu essere interno (cosciente, inconscio o tacito) o esterno, cio rappresentato o meno nella mente dell'individuo che comunica, sono scopi esterni quelli degli artefatti, le funzioni comunicative biologiche, finalit sociali (divise, mode, simboli di status). Il mittente il sistema ce ha lo scopo di comunicare e il destinatario il sistema a cui il mittente a lo scopo di comunicare. Chi parla pu essere mittente in modo diverso, l'animatore pronuncia parole che non necessariamente ha pensato in prima persona, autore invece chi pianifica e costruisce il discorso e il mandante chi, pur non avendo materialmente cercato le parole, responsabile del senso generale del discorso formulato dall'autore. Questi tre ruoli possono essere interpretati da persone diverse o convergere su due individui o no solo. Il segnale uno stimolo fisico, percepibile con i sensi, che collegano ad un significato sia nella mene del mittente che in quella del destinatario. Qualsiasi stimolo fisico percepibile pu fungere da segnale: 1) azione, 2) oggetto prodotto da un azione, 3) oggetto usato per/nel compiere un azione 4) parte di un oggetto o di un organismo 5) aspetto di un oggetto, di un organismo o di un gruppo, 6) non azione (purch sia osservata in caso in cui si aspetta un'azione) il modo in cui un segnale prodotto dal mittente e percepito dal destinatario la modalit del segnale e possiamo distinguere una modalit produttiva (quando ci riveriamo agli organi del corpo del mittente che lo producono) e una recettiva (quando prendiamo in considerazione gli organi di senso in cui il destinatario riceve il segnale ); questi due sensi di modalit non sono sempre in rapporto biunivoco. Un sistema di comunicazione una serie di regole per mettere in corrispondenza segnali e significati. I segnali di un sistema possono essere prodotti da uno stesso organo o da organi diversi, gesti e parole sono sistemi di comunicazione residenti perch i loro segnali sono prodotti tutti con le mani o la bocca, il contato fisico invece non residente perch possiamo toccare le mani, la bocca. Comunicare vuol dire trasmettere a qualcuno significati, tutte le volte che comunichiamo diamo agli altri conoscenze di tre tipi: sul 1)mondo, sulla nostra 2)identit e sulla nostra 3)mente. 1)Possiamo dare conoscenze su eventi del mondo, ossia su azioni o propriet di entit concrete o astratte, animate o inanimate. Possiamo comunicare sul tempo e sul luogo in cui tali eventi accadono. Nelle conoscenze di formato proposizionale ogni conoscenza formata da un predicato e dai suoi 1

argomenti, dove il predicato pu essere una propriet di un singolo argomento o la relazione fra due o pi argomenti; la struttura predicato-argomenti dell'evento ricorsiva (un argomento pu essere a sua volta un evento a cui attribuire un predicato). I diversi tipi di segnali nei vari sistemi di comunicazione possibili differiscono per il tipo di conoscenze che in genere comunicano. In un atto di comunicazione, menzionare un argomento un modo per stabilire a chi ci riferiamo, a chi cio vogliamo attribuire una propriet o relazione. 2) Tutte le volte che siamo in presenza di un altro, l'altro si fa un idea di noi, ci acquisisce o inferisce conoscenze sulla nostra identit. Oltre a questa identit oggettiva come appaio agi altri, vi 'identit di come vorrei apparire; e in ogni mio atto di comunicazione trasmetto anche conoscenze su questa identit: l'autopresentazione l'immagine che voglio dare di me, in questo caso produco segnali con uno scopo interno e spesso cosciente di come (voglio che gli altri pensano che) io sono. 3) Mentre comunichiamo sugli eventi del mondo esterno, diamo informazioni sui nostri stati mentali: 3a) conoscenze, 3b) scopi, 3c) emozioni, relativi a ci di cui stiamo parlando. 3a) Conoscenze: due tipi di informazioni una sul grado di certezza e l'altra metacognitice che indicano da quale fonte arrivano le credenze. 3b) Scopi: nel comunicare, informiamo sugli scopi della frase, del discorso e della conversazione. Scopo della frase cio l'intenzione comunicativa dell'atto che sto compiendo; struttura informazionale della frase cio in ogni atto di comunicazione c' una parte data e una nuova, l'interlocutore deve sapere cosa c' di nuovo e cosa di dato in ci che sto dicendo; struttura del discorso in un discorso le frasi sottendono una struttura gerarchica, che l'interlocutore deve ricostruire, e alcuni segnali danno informazioni proprio su tale struttura; struttura della conversazione la comunicazione un atto di collaborazione e comunicazione reciproca in cui e persone a turno producono atti comunicativi, perch proceda fluida i partecipanti devono concordarsi sul turno di parola (presa di turno)e se l'intervento dell'uno stato capito (back-channel); 3c) Emozioni il mittente esprime le emozioni che sta provando riguardo a ci su cui comunicare. Un sistema di comunicazione una serie do regole per mettere in corrispondenza segnali e significati. Il primo parametro per distinguere i sistemi il rapporto di un segnale con segnali in altre modalit, ogni segale di un sistema d comunicazione pu essere autonomo o non autonomo. Il secondo parametro la costruzione cognitiva dei segnali di un sistema, cio il fatto che essi siano rappresentati o meno e in che modo, nella memoria dei suoi utenti, si possono distinguere segnali codificati e creativi, codificato un segnale collegato stabilmente ad un significato specifico, che forma con esso una coppia segnale-significato; una serie di segnali codificati formano il lessico, che oltre a contenere regole di corrispondenza segnale-significato contiene regole su come cambiare i segnali, cio una sintassi. un segnale creativo quello inventato in maniera estemporanea per comunicare un significato per cui non gi codificato in memoria alcun segnale. Mentre per i segnali codificati mittente e destinatario condividono un a stessa corrispondenza tra un specifico segnale e il suo significato, depositata a lungo termine nella loro memoria, per i segnali creativi ci che memorizzato non sono i singoli segnali ma le regole di inferenza necessarie per crearli e comprenderli. Fra i segnali codificati alcuni sono innati, altri invece sono codificati su base culturale e hanno qual particolare significato solo in una determinata cultura. Un segnale motivato quando segnale e significato hanno tra loro una relazione non casuale, c' una ragione di somiglianza tra segnale e significato nei segnali iconici; di composizionalit che consiste nel ricavare sempre gli stessi elementi di numero finito un infinito numero di possibili combinazioni, un altra relazione non casuale fra segnale e significato si ha per determinismo meccanico quando l'apparenza percettiva del segnale determinata da meccanismi fisiologici collegati al significato. Un segale arbitrario quando il suo significato non collegato al segnale n per somiglianza n per qualche altro meccanismo che permetta di inferire il significato dal segnale senza conoscerlo. Un'altra distinzione tra i segnali di comunicazione fra segmenti di segnale e segmenti del significato, cio tra segnali olofrastici: se da solo porta il significato di un intero atto comunicativo, comprensivo di performativo e contenuto proposizionale e articolati: se veicola solo parte di un 2

atto comunicativo. Ogni atto comunicativo costituito da un contenuto proposizionale, ci che vogliamo far fare, e da un contenuto performativo, l'intenzione del mittente nel comunicare. Le condizioni necessarie perch sia in atto un processo comunicativo sono un mittente la conoscenza da comunicare, lo scopo di comunicarla e un segnale. Bisogna distinguere fra cercare di comunicare e riuscire a comunicare, perch la comunicazione vada a buon fine il mittente deve avere una conoscenza e lo scopo di comunicarla deve conoscere un sistema di comunicazione condiviso col destinatario, che a sua volta deve avere accesso alla modalit usata. Il mittente deve farsi un modello del contesto e un modello del destinatario tenendo conto di caratteristiche cognitive e tatti di personalit e della relazione sociale con lui.

II cap. Le parole del corpo


I sistemi di comunicazione sono soggetti alla simonimia (pi segnali per un significato), all'omonimia e alla polisemia (un segnale per pi significati). Il legame fra due o pi significati di un segnale polisemico pu essere di due tipi:componenziale o inferenziale. Un legame componenziale parti di significato in comune, i significati a, b, c, hanno in comune uno stesso componente semantico, a cui ciascuno di esse aggiunge componenti diversi. Un legame inferenziale significati letterali e indiretti, i significati diversi di un stesso segnale polisemico sono collegati da un legame inferenziale cio il significato b pu essere inferito a, c si pu inferire da b e cos via. Il significato indiretto pu essere idiomatico quando l'inferenza dal significato letterale a quello indiretto in qualche modo obbligata e creativo quando dal significato letterale si possono trarre inferenze diverse e quindi diversi significati, a seconda dei contesti. Nei segnali diversi dalle parole, un legame inferenziale collega il significato letterale non soltanto a quello indiretto ma anche al significato originale. In ogni sistema di comunicazione possiamo distinguere due tipi di regole: regole semantiche che stabiliscono la corrispondenza tra segnali e significati determinando istruzioni e norme d'uso (regole interazionali) che non stabiliscono come comunicare un certo significato ma se un certo significato pu o non pu, deve o non deve essere comunicato in una certa situazione. Costruire un lessico richiede un lavoro: estensivo:raccoglierne le entrate lessicali e individuare la struttura generale di quel lessico e un lavoro intensivo: fornire un analisi semantica di ogni entrata lessicale. Nell'analisi semantica di un segnale comunicativo i passi necessari sono: 1. raccogliere un certo numero di situazioni, reali o inventate, in cui quel segnale pu essere usato; 2. per ogni situazione elencata, scrivere ogni informazione che possa servire all'interpretazione di quel segnale; 3. formulare una parafrasi verbale di ci che qual segnale significa un quella situazione; 4. in base alla parafrasi attribuire al segnale diverse situazioni, ipotizzando qual il significato del segnale che ricorre in tutte le situazioni date, cio quali sono le regole e restrizioni che ne governano l'uso; 5. per verificare se l'ipotesi giusta si prova e costruire una situazione in cui quelle regole o restrizioni sono violate; 6. provare ad usare nelle stesse situazioni date, altri segnali di significato simile ma non identico a quello analizzato. Parole di sopracciglia, l'innalzamento di sopracciglia ha quattro significati: I sorpresa II enfasi III avversativo IV perplessit o dubbio.

III cap. I gesti


Possiamo chiamare gesto qualsiasi movimento fatto con le mani, le braccia, o le spalle. Un gesto comunicativo quando la forma e il movimento delle nostre mani hanno lo scopo di comunicare; un gesto comunicativo una coppia segnale-significato. Vi sono diversi tipi di gesti: gesto deittico:indicare un oggetto o una persona; gesto iconico: 3

raffigurare nell'aria la forma o imitare i movimenti tipici di un oggetto; gesto simbolico o emblematico: un gesto che ha una certa cultura ha un significato facilmente traducibile in parole; gesto batonico: la mani vanno dall'alto in basso per scandire ed enfatizzare il parlato. Possiamo distinguere i gesti in base a un certo numero di parametri: 1. contesto semantico: possiamo distinguere i gesti a seconda che diano informazioni sul mondo, o sulla nostra identit o sulla nostra mente; 2. tipo di scopo: individuare, biologico o sociale, i gesti che esprimono emozioni primarie sono regolati da scopi biologici governato da una norma sociale; 3. livello di consapevolezza: conscio, inconscio o tacito; 4. costruzione cognitiva: molto gesti sono codificati, memorizzati stabilmente in un lessico gestuale, a volte autonomo nel parlato; 5. relazione segnale-significato: un gesto motivato quando il suo significato in qualche modo inferibile dalla sua forma o movimento; 6. relazione con le altre modalit: possiamo distinguere i gesti in coverbali quando non si possono usare in assenza di parlato, e autonomi quando possono anche sostituirlo completamente. Un gesto creativo nasce quando si deve costruire un nove referente, cio quando si vuol riferire a qualcosa di cui non si parlato prima. Un gesto creativo si inventa applicando una serie di regole di somiglianza fra aspetti percettivi e motori del gesto e aspetti percettivi e motori del significato. Ci sono due modi per costruire un referente uno indicarlo e altro dargli un nome. Per dare un nome con un gesto, puoi chiedere se il referente ha una forma percepibile. Un altro modo per creare un nome gestuale rappresentare le azioni che gli sono collegate. Le caratteristiche che selezioni per rappresentare il referente devono rispondere a due requisiti: essere distintive e facili da mimare. Per inventare nomi gestuale importante lanciare un ponte alcune regole di inferenza che connettono astratto e concreto. Fra i sistemi di gesti codificati vi sono i gesti simbolici. U gesto simbolico : 1. un gesto autonomo, perch pu usare anche in assenza di parlato; 2. codificato, cio rappresentato stabilmente nella mente di chi lo usa; 3. culturalmente codificato, perch condiviso solo dai parlanti di una determinata cultura e si impara per imitazione 4. a ognuno di essi corrisponde, nella cultura in cui si usa una traduzione verbale abbastanza univoca. Il caso pi tipico di un sistema di gesti simbolici sono le Lingue dei Segni che comprende, oltre a regole lessicali, anche regole morfologiche e sintattiche. Se un sistema di comunicazione costituisce un lessico, dev'essere possibile stilarne un dizionario, cio una lista di voci lessicali di cui per ognuna, possiamo descrivere il segnale e definire il significato. Gestionario --> parametri formazionali del segno cio ogni segno prodotto con una certa forma della mano in un certo luogo, con un certo movimento e un certo orientamento del palmo e delle dita cio un sistema fonologico anzi sistema cherologico. In un particolare sistema di gesti ogni parametro pu assumere un certo numero di valori, per cui in qual sistema ogni gesto caratterizzato univocamente dalla combinazione dei valori di ciascun parametro distintivo, nel senso che cambiando quel valore il gesto non ha pi significato o ha un significato diverso. Le informazioni semantiche contenute nel Gestionario per ogni gesto rispecchiano le nostre conoscenze sul significato e l'uso di quel gesto. 1. Formulazione verbale: per cui ogni gesto simbolico vi una formulazione verbale che lo accompagna o lo parafrasa. 2. Contesto: anche per un gesto vi sono contesti in cui pi tipicamente si usa e che vengono scritti nel dizionario. 3. Sinonimi: altri gesti che hanno pi o meno lo stesso significato del gesto analizzato. 4. Significato: la definizione vera e propria, simile a quella del dizionario di parole, che mira 4

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a emulare il significato comune agli usi del gesto. Classificazione grammaticale: nei gesti simbolici non ci sono vere e proprie categorie grammaticali, ma possibile distinguere gesti olofrastici e articolati cio gesti frase e gesti parole. Classificazione pragmatica: i gesti-frase vengono classificati in base al loro specifico performativo, come gesti di domanda, richiesta, minaccia. Classificazione semantica: fra i gesti simbolici italiani, molti danno informazioni sul mondo, persone, animali, oggetti, propriet fisiche e mentali. Figure retoriche: nei gesti possiamo avere uso retorico, cio diverso da quello letterale.

IV cap. Il contatto fisico


Un altro sistema di comunicazione il TOCCARE. Molte ragioni per toccare: percepire, afferrare, sentire, comunicare. Il toccare comunicativo quando vi contatto fra una parte del corpo del toccante e una parte del corpo del toccato. Anche per il toccare possibile individuare un certo numero di parametri che costituiscono la fonologia pi precisamente l'aptologia di tutti i segnali di contatto fisico. Il primo parametro rilevante sono gli organi con cui si tocca e si e toccati, gli altri parametri riguardano il luogo e il movimento: 1. parte toccante: la parte del corpo del toccante che tocca il toccato; 2. parte toccata: la parte del corpo del toccato che viene toccata 3. luogo e spazio toccato 4. movimento: si pu distinguere un movimento I quello della parte toccante prima del contatto col toccato e un movimento II durante il contatto; entrambi i movimenti sono articolati in sottoparametri a) direzione, b) pressione, c) tempo che ha come dimensione la durata, la velocit, il ritmo. Anche peri i segnali di contatto fisico possibile farne un lessico: 1. nome o descrizione verbale: parole o espressioni della lingua italiana che menzionano segnali di contatto fisico; 2. parafrasi verbale: che pu accompagnare l'atto di tocco; 3. significato letterale; 4. significato indiretto; 5. significato originario: anche i segnali di contatto fisico possono aver origine da azioni non comunicative; 6. scopo sociale: ogni contatto fisico esprime la disposizione sociale del toccante verso il toccato (scopo:aggressivo, protettivo, affiliativo, amichevole). Le norme d'uso che regolano chi, dove e quando si pu toccare, queste norme sono annotate nel Toccario: 1. tempo: in quale momento di un incontro faccia a faccia si produce in genere il segnale do contatto fisico; 2. tipo di interazione: gli scopi per cui i partecipanti interagiscono determinando come dev'essere interpretato il segnale di contatto fisico 3. grado di intimit: se il gesto di contato fisico si usa solo fra amanti o con amici, conoscenti, sconosciuti; 4. relazioni di potere fra toccante e toccato: se il gesto si pu usare solo con persone di status inferiore, tra pari, o anche con persone di status superiore. Il contatto fisico il primo messaggero di affetti nella nostra vita. Gli atti comunicativi eseguiti dal contatto fisico sono di 8 tipi: offerta di aiuto, offerta di affetto, proposta, richiesta di aiuto, richiesta di affetto, richiesta negativa o proibizione e condivisione.

V cap. Lo sguardo
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Noi usiamo i nostri occhi per fare almeno 5 cose: vedere, guardare, sentire, pensare, comunicare. L'etnoscienza mira a definire i concetti di senso comune partendo da come essi sono strutturati, distinti e organizzati nel linguaggio quotidiano. Lo sguardo, in quanto segnale comunicativo, comprende un segnale e un significato, anche le parole di quest'area lessicale possono riferirsi all'uno, all'altro o a entrambi. Molti sguardi portano informazioni sulla mente del mittente; informazioni sul grado di certezza delle conoscenze, informazioni metacognitve e informazioni sugli scopi del mittente. Optologia la fonologia degli occhi. Le regioni del viso rilevante per la comunicazione con lo sguardo comprende sopracciglia, palpebre superiori e inferiori, occhi e occhiaie; per ognuna di queste parti o loro sottoparti, si considerano alcuni aspetti, movimenti o tratti morfologici. Anche la durata importante, cambiando un valore cambia il significato dello sguardo. L'occhionario: nel lessico dello sguardo si distinguono 3 grosse classi significanti: 1) informazioni sul mondo: nel nostro comunicare possiamo informare sugli eventi del mondo esterno, con gli occhi possiamo riferirci al contesto fisico e informare su propriet fisiche degli oggetti. Uno sguardo deittico quando mi riferisco a qualcosa che in quel luogo e si usa quando non bene far capire troppo chiaramente ad altri che stiamo indicando qualcosa o qualcuno. Lo sguardo pu avere anche una funzione aggettivale attributiva informare su propriet fisiche del referente e poi su propriet astratte o mentali. 2) gli occhi dell'identit: la comunicazione sulla propria identit spesso tacita o inconsapevole, e a volte veicolata pi da tratti morfologici che da azioni o movimenti. 3) gli occhi della mente: mentre parliamo diamo al nostro interlocutore molte informazioni sulle nostre conoscenze, scopi gli sguardi informano sullo scopo e la struttura delle nostre frasi, gli sguardi performativi richiedono attenzione ed emozioni occhi cono specchio dell'anima.

VI cap. Il viso
Il potere espressivo del volto la comunicazione non verbale; al viso si attribuisce il potere di manifestare l'anima, la personalit, le caratteristiche psichiche e mentali di una persona. Il performativo di una frase espresso a volte da parole ma pi spesso dall'intonazione e dall'espressione del viso. Il performativo di ogni atto di comunicazione contiene in genere sei tipi di informazioni: 1) scopo dell'atto comunicativo; 2) nell'interesse di chi l'azione richiesta o l'informazione data; 3) il grado di certezza delle conoscenze comunicative; 4) la relazione di potere fra mittente e destinatario; 5) il tipi d'incontro sociale: cio il livello di formalit della relazione mittente destinatario; 6) lo stato affettivo del mittente.

VII cap. Il corpo


la comunicazione multimodale. Cinque modalit: verbale, prosodico-intonativa, gestuale, facciale, corporea. Ogni segnale di ogni modalit sottoposta a cinque livelli di analisi: 1. descrizione di segnale (Ds): si descrivono le caratteristiche fisiche del movimento, gesto, sguardo, elemento vocale; 2. tipi di segnale (Ts): se si adotta una tipologia di segnali, ogni segnale pu essere classificato; 3. significato (S): di ogni segnale si scriva una traduzione verbale; 4. tipo di significato (TS): ogni significato classificato come informazione sul mondo, sull'identit o sulla mente del mittente; 5. funzione (F): la relazione semantica tra segnale che si sta analizzando e il concomitante segnale verbale o un alto segnale che si prende come punto di riferimento, che pu essere: ripetitiva, aggiuntiva, sostitutiva, contraddittoria, indipendente. Il primo scopo di ricerca proprio costruire lessici dai vari sistemi comunicatici. Un altro obiettivo la ricerca sui meccanismi di pianificazione comunicativa. La partitura pu servire ad analizzare frammenti di comunicazione di soggetti e tipi di interazione diversi, cos da differenziare, stili di soggetti o categorie di soggetti, o tipi di interazione comunicativa. La partitura serve alla ricerca 6

sulla comunicazione multimodale, pu spiegare anche certe nostre intuizioni quotidiane, rispondere a piccole curiosit sul mondo comunicativo attorno a noi.

VIII cap. Dire e non dire con il corpo e le parole


Oltre al suo scopo letterale, un atto comunicativo pu avere un sovrascopo: un ulteriore scopo per cui lo scopo letterale un mezzo. Questo sovrascopo il significato indiretto di quell'atto di comunicazione, ci che il mittente vuole far inferire al destinatario. Vuole che lo capisca, ma non attraverso la pura conoscenza linguistica, bens per via inferenziale. Per catturare queste ulteriori possibilit della comunicazione necessaria una partitura a due strati, in cui analizzare ogni segnale dal punto di vista sia de significato letterale che dei significati indiretti. Le informazioni valutative, sia positive su di s che quelle negative sugli altri, spesso non sono comunicate dal primo livello de significato, ma dal significato indiretto. La partitura a due strati permette proprio di catturare quali significati sono comunicati direttamente e quali indirettamente.

IX cap. Il discorsi del corpo


Un discorso un piano di azioni comunicative: una gerarchia di scopi in cui ogni atto comunicativo ha uno scopo letterale ed eventualmente uno o pi sovrascopi; e tutti i sovrascopi degli atti prodotti sono mezzi per uno scopo finale, la meta dell'intero discorso. Un esempio sottile e complesso di discorso multimodale quello del rossore che proprio un segnale comunicativo, anche se spesso un segnale contro alla volont. Lo scopo comunicativo del rossore uno scopo biologico. Il comportamento espressivo delle vergogna comprende tre segnali di comunicativi: arrossire, abbassare gli occhi e abbassare il capo; ed ecco a gerarchia di scopi che fa di questi un discorso multimodale. Nella comunicazione multimodale i segnali delle diverse modalit si combinano in maniera coerente e ben integrata. Eppure ogni tanto segnali portano significati discordanti, contraddittori, e questo avviene in due casi: 1 quando la comunicazione non funziona e 2 quando funziona cos bene che per noi un gioco. Un primo caso di contraddizione fra segnali di due modalit si ha nei lapsus, negli errori; a volte la contraddizione fra segnali indice di una reale ambivalenza. Ci che vi di patogeno nella comunicazione ambivalente il fatto che sia il mittente che il destinatario non n sono consapevoli. Una causa tipica di contraddizione fra segnali sono i casi di inganno, quando falso il contenuto di ci che dici, quel che smaschera l'inganno il trapelare di emozioni scatenate dall'atto di ingannare. L'inganno si pu rappresentare con una partitura solo quando smascherato, cio quando la verit comunque trapela, che il parlante lo voglio a meno. Una condizione necessaria per scoprire l'inganno che si evidenzi una patente contraddizione fra contenuti comunicati in modalit diverse. I rapporti fra pensiero e comportamento comunicativi e non comunicativi possono dare luogo a 4 casi: 1. pensiero dietro le quinte non comunicativo: cio il pensiero che svolge nella mente del soggetto ma che il soggetto non ha lo scopo di comunicare; 2. comportamento non comunicativo esplicito: comportamento percepibile che non ha lo scopo di comunicare pensieri; 3. comportamento comunicativo esplicito: comportamento percepibile che ha lo scopo di comunicare pensieri; 4. pensiero dietro le quinte comunicativo: il soggetto ha lo scopo cosciente di nascondere, ma che al tempo stesso ha lo scopo inconscio di comunicare, e che di fatto comunicato da qualche comportamento percepibile. Tre aspetti distinguono a comunicazione recitata da quella reale; 1) la recitazione secondo un modello della comunicazione sincera e ingannevole un tipo di finzione, quindi una forma di inganno, ma tuttavia una finzione rivelata, e quindi in ultima analisi non vero l'inganno. 7

2) La recitazione ipercomunicazione in quanto l'attore comunica almeno per via inferenziale il pensiero dell'autore e in alcuni casi sovrapporgli la propria. 3) Uno scopo dell'attore, collaterale a quello d comunicare il pensiero dell'autore e di essere il pi possibile fedele ala realt, quello di mostrare la sua abilit mimica, di finzione e di recitazione.

Conclusioni

primo assioma della comunicazione:

NON SI PUO' NON COMUNICARE