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Unit dItalia: cosa c da festeggiare?

Spettabile redazione, da qualche tempo che leggo la Vostra rivista, assieme a interessanti articoli e spunti sulle tematiche di fede e teologia nonch di argomenti su tematiche dei diritti civili mi trovo a leggere interventi quanto mai discutibili sulla questione del cosiddetto risorgimento. Mi sembra che voi moviate le vostre lodi sul risorgimento e sulla conseguente unit ditalia in modo acritico, ragionando solo sul fatto che dal 1848 vengono sancite le libert di culto nel Regno di Sardegna da Carlo Alberto, regno che solo grazie a continue guerre di aggressione divenne litalia che noi conosciamo oggi. In ogni caso le cosiddette tre guerre dindipendenza (o quattro se si comprende la prima guerra mondiale come taluna storiografia sciovinista fa), sono solo esclusivamente guerre per espandere il Regno di Sardegna, ci che avvenne nel 1848 nelle varie zone della penisola fu un movimento per cacciare gli austriaci che di fatto direttamente o indirettamente controllavano molti degli stati della penisola italiana, cera ben poco di unitario e il tricolore (nelle sue varie versioni) era solo un simbolo antiaustriaco e non pro italia unita. Come Veneto non posso non dimenticare, rispetto a quanto affermato, quello che avvenne nel Veneto con Daniele Manin il quale ricostitu la Repubblica Veneta con la volont di cacciare gli austriaci e non di sottomettersi ai Savoia. La repubblica non dur solo 48 ore, ma per oltre un anno e purtroppo Venezia rimase sola. Il "soccorso di altri popoli" non ci fu. Nel drammatico isolamento che andava iniziandosi, nessun altro stato italiano si mosse per portarle aiuto; soprattutto questo aiuto fu ignorato dai piemontesi (impegnati a salvare il loro trono) che predicavano unit e cooperazione, compresi quelli del giovane Cavour che boll il desiderio dell'indipendenza veneta coordinato da Manin "una corbelleria". Venezia rimase cos, a partire dal 12 agosto 1848, a sbrigarsela da sola, drammaticamente, per oltre un anno, e non per "cinque giornate" come a Milano! Ma anche chi ha unaltra visione, a me ovviamente incomprensibile, rispetto a ci che avvenne nel risorgimento, non pu nascondere i crimini perpetrati in 150 anni di storia dallo stato italiano solo perch nel 1848 venne sancito il principio che la differenza religiosa non pu essere causa di discriminazione tra i cittadini. Lo stesso Stato che sanc questo principio attu la barbara repressione del cosiddetto brigantaggio nella Sicilia e nella Napolitania con la complicit dei garibaldini basta leggere il Verga (quasi un milione di morti, 54 paesi distrutti, stupri e violenze inaudite, processi e fucilazioni sommarie); costitu campi di concentramento a Fenestrelle realizzati per rinchiudere i militari duosiciliani (i cui corpi venivano disciolti nella calce viva); introdusse la tassa sul macinato causa di una biblica emigrazione dei popoli della penisola in ogni angolo del mondo; intraprese guerre coloniali con le repressioni pi feroci nei confronti delle popolazioni civili (uso dei gas, impiccagioni, stupri, razzie, eccidi, ecc.); prese parte alla prima guerra mondiale (con il massacro delle giovani generazioni italiane mandate a morire nelle trincee, e trucidate con decimazioni e fucilazioni per chi si rifiutava di combattere); promulg le leggi razziali e si rese complice della Shoah; represse i dissidenti politici; costru e organizz i campi di concentramento per civili croati e sloveni; partecip alla seconda guerra mondiale con la conseguente guerra civile; trascin a una seconda emigrazione dei Popoli della penisola a causa della fame portata dalla guerra; con un sistema scolastico criminale ha perpetrato un etnocidio culturale di tutte le tradizioni e storie dei Popoli della penisola; ha oggettivamente favorito e favorisce i crimini ambientali; e lelenco delle atrocit potrebbe continuare per diverse pagine perch le ferite causate dallunit italiana sono riconoscibili in ogni comunit piccola o grande che sia. Quindi, nonostante quello che fece in modo strumentale Carlo Alberto nel 1848, litalia ben lungi da essere quella realizzazione di una democrazia compiuta, di giustizia sociale in cui vengono tutelati e difesi i diritti delle persone, la libert religiosa, la laicit. Toccando un tema tanto caro alle pagine del Vostro giornale, la tanto rispettosa italia con le sue istituzioni come si comporta rispetto alla TAV? Si comporta come il pi becero dei colonialismi che ignora la volont della gente e il loro diritto ad autodeterminarsi.

I morti causati dallitalia nei suoi anni di storia sono milioni e milioni e sinceramente non ho letto nessuna autocritica rispetto a ci da parte dei rappresentanti dello Stato occupante italiano, evinco perci che i governanti italiani si ritengono eredi di tutti questi crimini. Attenzione quindi a non commettere lo stesso errore per difendere un atto del 1848 che sinceramente in italia ben lungi dallessere realizzato. Per concludere le basi su cui si costituito questo Stato sono le ragioni stesse del suo fallimento: uno Stato che voglia rappresentare tutti i popoli che lo compongono non pu nascere con una serie interminabile di guerre di aggressione (quella della Libia solo lultima di questa serie); non pu nascere da delle truffe plebiscitarie mascherate da democrazia; non pu nascere violando sistematicamente le proprie leggi (basta guardare la Costituzione italiana per capire quanto la sua attuazione sia incompiuta per volont politica); non ignorare regolarmente il principio di autodeterminazione dei Popoli e delle comunit che lo costituiscono. Se lo Stato italiano ha paura del giudizio del Popolo e delle comunit, come pu arrogarsi il diritto di rappresentarle, anzi cercher in ogni modo di soggiogarle sempre di pi e tenerle in uno stato di inferiorit. Cari amici di Riforma spero che questo mio contributo possa far vedere e discutere in modo critico e non nazionalistico quella che la storia della penisola, perch il reale rischio quello di essere trascinati nella palude di una Storia di uno Stato criminale che si macchiato dei crimini pi efferati e che i tribunali internazionali chiamerebbero crimini contro lumanit. Demetrio Serraglia

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