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GENITORI RISSOSI

FIGLIO MIO TI DIFENDERÒ


(PICCHIANDO MAESTRI E ARBITRI)
In Francia, i papa e le mamme allungano le mani sui
presidi. Da noi, anche sui professori e chiunque azzardi
bocciature e cartellini rossi. Mentre dovrebbero imparare
dai più piccoli. Che ancora si sanno tenere per mano
di Crìstina Locava, illustrazione di Vakria Petrone

HE NESSUN GENITORE
accetti con animo lieto
la bocciatura di un fi-
glio è un fatto. Ma da
qui ad alzare le mani, ce
ne corre. O forse no. I papa e le mam-
me menano, di brutto. Non i figli, per
carità. Quelli vanno capiti. Gli adul-
ti, piuttosto: docenti, arbitri. Coloro
che hanno il compito di educare/sor-
vegliare/giudicare il loro prezioso par-
golo. In Francia è già allarme: uno stu-
dio realizzato dall'Osservatorio delle
violenze a scuola rivela che nel 2010 il
17 per cento dei presidi ha presentato
denuncia contro genitori "indiscipli-
nati", il 4 per cento per violenze fisiche,
e che uno su sette è stato minacciato
almeno una volta. I papa e le mamme
sono i responsabili del 41 per cento de-
gli insulti al corpo docente.
«In una scuola di Rennes ho visto
i metal detector» racconta Roberto
Pellegatta, presidente di Disal (asso-
ciazione dei dirigenti scolastici). «Non
siamo a quel punto ma il problema esi-
ste. I genitori che non riescono a co-
municare con gli insegnanti si sfoga-
no su di noi. L'anno scorso un papa mi a ceffoni un maestro lesionandogli
ha messo al muro e mi ha strattona- un timpano. Le occasioni di scontro
to: sua figlia era stata redarguita da sono varie: «Da noi erano stati sospe-
un prof con parole un po' forti. Sono si dei ragazzi colpevoli di cyberbulli-
stato costretto a chiedere aiuto». Se i smo ai danni dei compagni» ricorda
presidi piangono, gli insegnanti non Antonella Landi, professoressa fio-
ridono. Basta dare un'occhiata a scuo- rentina autrice di Tutta colpa dei geni-
laviolentablogspot.com. C'è un prof pic- tori (Mondadori). «Il caso era chiaro:
chiato da un papa a Tarante, perché le famiglie delle vittime avevano con-
aveva rimproverato il ragazzo che segnato al preside la documentazio-
usciva a metà lezione per andare a ne. La punizione prevista era educati-
calcio. Mentre nel Vicentino un altro va: i ragazzi avrebbero dovuto venire
genitore, un carabiniere, ha preso a scuola al pomeriggio per svolgere
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GENITORI RISSOSI

Purtroppo anche nello sport, il successo


o l'insuccesso del figlio misura quello della famiglia.
Tutti sognano di avere un goleador in casa. Ma su 30 mila
iscritti alle scuole calcio, uno solo va in serie A
lavori utili. Ebbene: i papa e le mam- finestra un oggetto che ha rotto il fi- sospesa e polizia in campo. «I genito-
me dei bulli ci hanno aggredito. Al- nestrino dell'auto di unaprofessoressa. ri accompagnano i figli alle scuole cal-
tro che l'alleanza genitori-insegnanti: Quando lei ha chiesto al papa i danni, cio. Il guaio è che restano a fare il tifo»
finita, dimenticata. L'ho capito tem- lui ha reagito violentemente: era col- dice Gianni Rivera, presidente del set-
po fa, quando mi hanno rimprovera- pa nostra, non avevamo vigilato». Ag- tore giovanile della Figc. «Tutti sogna-
to perché io, insegnante di Italiano, giunge Grazio Niceforo, del mensile no di avere un goleador in casa. Ma su
davo troppi libri da leggere». Tuttoscuola: «Un conto è chiedere agli 30.000 iscritti alle scuole calcio, uno
insegnanti spiegazioni sul metodo, un solo raggiunge la serie A». Il grande
A UN CONTO È CRITICARE, altro criticarne il ruolo. Da metà de- campione ricorda che, ai suoi tempi,

M m altro saltare al collo. Az-


zarda una spiegazione Al-
fia Nicotra, della Flc Cgil di Milano:
«II decreto Brunetta 150 del 2009 ha
gli anni Novanta è stata incoraggiata
una maggiore partecipazione delle fa-
miglie alla vita della scuola. Ma è sta-
to un malinteso: oggi mettono in di-
la questione non si poneva, perché i
ragazzi giocavano soli in strada: «Le
scuole sono un business: prendono i
soldi da tutte le famiglie ma spesso li
dato ai presidi un potere, e ai genito- scussione tutto, fino alla rissa. Forse investono solo nella prima squadra».
ri un'arma a doppio taglio». Vi si dice è il momento di riconsiderare questo Qualche esperimento per raffredda-
che quando un dirigente viene a cono- modello. Il docente va rispettato». re gli animi è al via: «Si sta provando a
scenza di un episodio che riguarda un I genitori dovrebbero fare parec- portare i papa in panchina, durante le
docente, è tenuto ad aprire un'azione chi passi indietro, e magari fermarsi partite. Così sentono gli insulti sugli
disciplinare. «Le segnalazioni a volte sulla porta della scuola. Ma il proble- spalti e si vergognano. In altri casi si
sono vere, a volte no. Le famiglie attri- ma non si esaurisce nelle aule per- sono lasciati i bambini arbitrarsi da
buiscono ai docenti responsabilità che ché, aggiunge Pellegatta, «anche nel- soli, sotto il controllo dei dirigenti.
invece sono loro». Il punto è questo: «I lo sport il successo/insuccesso di un Con risultati molto positivi».
genitori sono fragili, faticano a rico- figlio misura quello del genitore». La

B
noscere una cosa ovvia: devono rispon- settimana scorsa, durante un torneo SPORT VEICOLA comportamen-
dere del comportamento dei figli» so- giovanile a Jesolo, un gruppo di papa importanti, come il rispetto
stiene Pellegatta. Un esempio: «L'anno urlanti del Fidene calcio ha minac- degli altri e la lealtà» intervie-
scorso un ragazzine ha buttato dalla ciato e spintonato l'arbitro. Partita ne lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro.
«La delegittimazione degli arbitri è
coerente con l'attacco a tutte le figu-
i, i marziani del mondo ovale re "super partes" che devono interpre-
tare le regole della convivenza». Tem-
Quel giorno che ho accompagnato mio figlio di otto anni al suo primo
po fa, durante una partitella a Firenze,
allenamento di rugby al Cus Milano, sono entrato in campo e ho avvicinato
il coach per presentarmi, dire un paio di cose del bambino... Ma sono stato mentre in tribuna i grandi se le dava-
garbatamente placcato dopo pochi metri. «Per favore, i genitori fuori dai e...... no, i bambini sono usciti dal campo
Una frase meravigliosa, uno slogan rivoluzionario. Dopo un paio di settimane, tenendosi per mano, su suggerimen-
durante un torneo, è accaduto che l'arbitro ha sospeso la partita perché sentiva to degli allenatori. «Un gesto di pace
urlare «negro!», pensando che i bambini insultassero l'unico avversario di colore. opposto a uno di guerra, che sareb-
Invece s'è scoperto che chiamavano il loro compagno che fa Negro di cognome. be da rendere obbligatorio» suggerisce
Risate, e la partita è ripresa. Altro torneo, a Nizza, dove "siamo" gli unici italiani. Scaparro. C'è da chiedersi: che adul-
Al mattino presto i bimbi del Cus lasciano l'ostello e il loro pullman viene
ti saranno i ragazzi che vedono i geni-
affiancato da quello di un altro club e si vedono delle chiappe esibite dai finestrini.
tori mandare a quel paese i prof e gli
«Chi risponde alla provocazione oggi non gioca» intima l'accompagnatore.
Quelli già pronti a calare le braghe desistono subito. Più tardi al campo si sta arbitri? «Quando leggo che i giovani
pareggiando con il Parigi, mancano pochi minuti e il coach, invece di rafforzare non hanno valori né sentimenti ricor-
la squadra e portare a casa un risultato di cui i bambini (e i genitori) si sarebbero do che alle loro spalle c'è una folla di
vantati a vita, cosa fa? Come fosse un allenamento toglie il bambino più forte adulti. Che si dimentica di educare»
e inserisce il più fragilino. Ah, se il mondo fosse più ovale! M.G.M. conclude Antonella Landi. •

E voi, quando avete esagerato per difendere un figlio? Scriveteci a lettere.iodonna@rcs.it


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