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34 Il piacere dei sensi Lettera internazionale

Il sacro e il profano
di Roger Caillois

i sa che l’ascetismo è la via che porta La festa come sacrilegio patrono mitico, che importuna le donne incin-

S alla potenza. Un individuo resta volonta-


riamente al di qua delle sue possibilità
giuridiche o materiali, si astiene dalle azioni
È merito di Durkheim aver riconosciuto il ruolo
fondamentale che, rispetto ai giorni lavorativi,
te e ribalta le nozioni passionali e sociali.
Mimare non significa imitare o commemorare,
bensì ricominciare, attualizzare, rendere pre-
che pure le leggi o le sue forze gli permette- le feste forniscono alla distinzione tra sacro e sente ed efficace. Dal momento in cui ha
rebbero e conserva così un certo margine, sem- profano. Esse, infatti, contrappongono un’e- indossato la sua maschera, non è più un uomo
pre in crescita, tra ciò che potrebbe fare di splosione intermittente a una monotona conti- sottoposto come gli altri alle regole comuni: la
diritto e di fatto e ciò di cui si accontenta: ed nuità, una frenesia esaltante alla ripetizione quo- sua missione è compiuta.
ecco che ogni privazione, ogni rinuncia si tidiana delle consuete preoccupazioni materiali, Gli eccessi hanno luogo al momento della
ritrova, nel mondo mitico, a suo credito, assi- il soffio potente dell’effervescenza collettiva ai rigenerazione della specie animale, da cui la
curandogli un margine corrispondente di possi- quieti lavori in cui ognuno si affaccenda per suo vita di gruppo dipende misticamente, cioè in
bilità soprannaturali. Si guadagna così, nel- conto, la concentrazione della società alla sua una fase critica, quando l’esistenza della socie-
l’impossibile e nel proibito, un al di là riserva- dispersione, la febbre degli istanti culminanti tà e del mondo vacilla e deve essere rinnovata
to a lui soltanto che corrisponde esattamente alla tranquilla laboriosità delle fasi atone dell’e- attraverso l’influsso di un vigore giovane ed
all’al di qua del possibile e del consentito che sistenza. eccessivo. Non sorprende, in queste condizioni,
aveva abbandonato. Tuttavia, tale scambio Si deve tuttavia seguire con prudenza Dur- che si ricorra a licenze analoghe o identiche a
costituisce in fondo un investimento, perché kheim quando attribuisce agli eccessi commessi quelle adottate per bilanciare l’azione di un fla-
ciò che egli disprezza nel profano, lo recupera nel corso delle feste un senso rituale preciso e li gello; così si comporta una tribù australiana
nel sacro. L’asceta che accresce i suoi poteri considera soltanto semplici “scariche di attivi- quando è colpita da epidemie, o un’altra duran-
via via che i suoi godimenti terreni diminui- tà”. Forse assolvono anche a tale funzione. Ma te l’apparizione dell’aurora australe, che gli
scono si allontana dagli uomini e si approssima questo non è che uno dei loro aspetti, che attie- indigeni considerano un incendio celeste che
agli dèi e ne diventa presto rivale. Gli dèi ne più al loro meccanismo fisiologico che non minaccia di distruggerli.
devono rapidamente indurlo in ogni sorta di alla loro ragion d’essere. Essi corrispondono
tentazione per spossessarlo di una potenza in forse a un impulso allo svuotamento, ma questa
grado di oscurare la loro. Questo tema figura caratteristica non ne esaurisce la natura. Gli La persona sacra del re
abbondantemente nelle mitologie. indigeni, infatti, vedono in tali eccessi la condi-
Al contrario, numerosi fatti conferiscono zione dell’efficacia magica delle loro feste: Quando la vita della società e della natura è
all’eccesso una virtù altrettanto grande che alla sono questi a testimoniare la riuscita dei riti e a riassunta nella persona sacra del re, è il
restrizione. Si sa da molto tempo a qual punto la promettere così, indirettamente, la fecondità momento della sua morte a determinare l’i-
licenza sia inseparabile dalla festa. Probabil- delle donne, la ricchezza dei raccolti, il coraggio stante critico e a scatenare le licenze rituali.
mente, questa ha inizio con la raccolta e il raf- dei guerrieri, l’abbondanza della selvaggina, la Queste assumono quindi un aspetto che corri-
forzamento delle proibizioni. Il digiuno, il silen- fruttuosità della pesca. sponde rigorosamente alla catastrofe soprag-
zio sono auspicati. Ma sembra che questa ten- D’altronde, queste licenze non sono comu- giunta. Il sacrilegio non è più di ordine ali-
sione esista solo per dare alla distensione, che ni. Rappresentano sempre un sacrilegio che mentare o sessuale, bensì sociale. Esso viene
immediatamente segue, una forza ancor più reca oltraggio alle regole che ancora vigevano perpetuato a spese della maestà, della gerar-
esplosiva. alla vigilia, e che restano comunque sante e chia e del potere. Si tratta della tipologia clas-
Anche al giorno d’oggi, quando, ormai inviolabili. Si tratta di sacrilegi maggiori. sica dei Saturnali romani e delle Cronie gre-
impoverite, le feste risaltano così poco sullo Nelle società australiane, l’animale sacro del che, dove i ruoli sono invertiti: gli schiavi
sfondo grigio che costituisce la monotonia clan è messo a morte e consumato. Tale consu- comandano, brutalizzano, si fanno servire; i
della vita quotidiana e vi appaiono disperse, mazione è sacrilega. Se tuttavia il capo del clan padroni accettano scherni, ingiurie e percosse,
sgretolate, quasi insabbiate, ancora vi si distin- rifiutasse il sacrificio, perderebbe il potere di e obbediscono. In nessun caso si può afferma-
gue qualche traccia dello scatenamento collet- celebrare di nuovo la festa e l’animale non si re che lo scatenamento delle passioni, a lungo
tivo che fu la grande ragion d’essere delle ori- riprodurrebbe più. Il sacrilegio alimentare si trattenuto, tragga profitto dalla debolezza
ginarie feste popolari. Infatti, i mascheramenti accompagna al sacrilegio sessuale. Con il improvvisa del potere o dalla passeggera
e le audacie ancora permesse a carnevale, le favore della danza e della notte, a dispetto assenza di autorità. Alla furia popolare non è
libagioni e i balli del 14 luglio, perfino l’ab- della legge dell’esogamia, gli uomini del clan mai opposta infatti la minima resistenza: essa
buffata che conclude i congressi di Norimber- si accoppiano con le donne del loro stesso clan è considerata necessaria quanto lo era l’obbe-
ga testimoniano di questa medesima necessità che, in quanto tali, sarebbero loro vietate. Tali dienza al monarca defunto.
sociale e la proseguono. Non c’è festa, anche unioni incestuose suscitano di solito orrore e Nelle isole Sandwich, apprendendo la morte
se triste per definizione, che non comporti abominio, e i colpevoli dovrebbero essere con- del re, la folla commette tutti gli atti conside-
almeno un accenno di eccesso e di baldoria: dannati a morte; ma, durante la festa, esse sono rati criminali nel tempo ordinario: incendia,
basterebbe ricordare i banchetti funebri in permesse e quasi obbligatorie. Non basta dire saccheggia e uccide, mentre le donne sono
campagna. Allora e oggi, la festa si caratteriz- che il carattere inconcepibilmente parossistico, tenute a prostituirsi pubblicamente. In Guinea,
za sempre per la danza, il canto, la frenesia, spossante, di queste feste (non si leggono riferisce Bosman, dal momento in cui il popo-
l’ingestione di cibo, le bevute. senza stupore i racconti dei rari viaggiatori che lo viene a conoscenza della morte del re,
Nelle cosiddette civiltà primitive, il fenome- ne furono testimoni) fa provare il bisogno di “ognuno deruba il suo prossimo come meglio
no è sensibilmente più marcato rispetto alle porsi al di fuori e al di sopra della morale ordi- può” e questi furti proseguono fino alla procla-
nostre feste. La festa durava diverse settimane, naria; va anche sottolineato che questi sacrile- mazione del successore.
diversi mesi, interrotti da periodi di riposo di gi sono rituali e santi quanto gli interdetti che Nelle isole Figi, i fatti sono ancor più evi-
quattro o cinque giorni. Occorrevano spesso essi violano. denti: la morte del capo dà il segnale del sac-
diversi anni per raccogliere la quantità di viveri Così, durante il Pilu, grande festa della cheggio, le tribù sottomesse invadono la capi-
e di ricchezze, che sarebbero stati non soltanto Nuova Caledonia, interviene – come ci riferi- tale e vi commettono ogni sorta di atto di bri-
consumati e dispensati con ostentazione, ma sce Maurice Leenhardt – un personaggio gantaggio e di vandalismo. Per evitarlo, viene
anche distrutti o puramente e semplicemente mascherato che si comporta in modo contrario spesso presa la decisione di mantenere segreto
sperperati, in quanto lo sperpero e la distruzio- a ogni norma. Egli fa tutto ciò che agli altri è il trapasso del re e, quando le tribù vengono a
ne, forme dell’eccesso, rientravano di diritto proibito. Incarnando il dio al quale la sua chiedere se il capo è morto nella speranza di
nell’essenza della festa. maschera lo identifica, mima le azioni del suo saccheggiare e depredare, si risponde loro che
Lettera internazionale Il sacro e il profano 35

Il destino della licenza appare come la fecondazione del mondo che può essere preservato solo con la legge.
La legge tuttavia, volta soltanto alla conservazione dello statu quo, è incapace sia di creare qualcosa, sia di ricreare.
È dunque alla licenza, all’eccesso, alla violazione della norma che è consegnata la funzione creatrice
quando giunge l’ora di restituire il nuovo vigore della vita alla natura e alla società compromesse nel loro essere,
quando bisogna trarle dalla debolezza, salvarle dall’estinzione
e infonder loro una sovrabbondanza e un’esuberanza di forza.

La festa di Capodanno

Ogni festa per il nuovo


anno è in fondo analoga.
Si tratta, alla fine dell’in-
verno, di provocare il
ritorno del sole, del
caldo, della vegetazione,
mediante eccessi vinco-
lanti; bisogna favorire,
forzare l’avvento di un
nuovo ciclo di stagioni.
Lo scambio dei doni,
praticato ancor oggi in
quest’occasione, forse è
solo il ricordo sbiadito
dei prestigiosi scambi di
un tempo, che compren-
devano tutto: donne, gio-
vani, ricchezze, primizie,
emblemi e divinità. Essi
costituivano proprio
l’eccesso della festa, e
l’intensa circolazione di
ogni sorta di tesoro era
destinata a ritemprare la
coesione dell’esistenza
cosmica e collettiva.
Il destino della licenza
appare dunque come la
fecondazione del mondo,
il quale, forse, può essere
preservato solo con la
legge. La legge tuttavia,
volta soltanto alla conser-
vazione dello statu quo, è
incapace sia di creare
qualcosa, sia di ricreare.
È dunque alla licenza,
all’eccesso, alla violazio-
ne della norma che è con-
segnata la funzione crea-
trice nel momento dell’u-
sura finale, quando è
giunta l’ora di restituire il
nuovo vigore della vita
alla natura e alla società
compromesse nel loro
essere, quando bisogna
Antonio Saura
trarle dalla debolezza,
salvarle dall’estinzione e
il suo corpo è già decomposto. Allora le tribù Il re è essenzialmente un conservatore; il infonder loro una sovrabbondanza e un’esuberan-
si ritirano docili ma deluse per aver perduto suo ruolo consiste nel mantenere l’ordine, la za di forza.
l’occasione. misura, la norma, tutti princìpi che si logorano,
Da questo esempio si capisce chiaramente invecchiano e muoiono con lui e che, insieme Traduzione di Dario Gentili
che il tempo della licenza è esattamente quello all’indebolirsi della sua integrità fisica, perdo-
della decomposizione del corpo del re, cioè no di forza e di virtù d’efficacia. Così il suo
quello del periodo nocivo dell’infezione e della trapasso apre una sorta di interregno della virtù
lordura che la morte rappresenta, il tempo della d’efficacia opposta, cioè il principio del disor- ROGER CAILLOIS
sua più piena e palese virulenza, eminentemente dine e dell’eccesso, generatore di quell’effer- - (con Claude Lévi-Strauss) Diogene coricato. Una pole-
attiva e contagiosa, da cui la società deve pro- vescenza da cui rinascerà un ordine nuovo e mica su civiltà e barbarie, Medusa, 2004
teggersi e che ha fine soltanto con l’eliminazio- rinvigorito. Allo stesso modo, sacrilegi ali- - Nel cuore del fantastico, Abscondita, 2004
- Spazio americano, Città Aperta, 2004
ne completa degli elementi putrescibili del cada- mentari e sessuali hanno lo scopo di assicurare - Malversazioni, Meltemi, 2003
vere reale, quando delle sue spoglie non resta al gruppo, per un nuovo periodo, sussistenza e - Il mito del liocorno, Medusa, 2003
altro che un duro e sano scheletro incorruttibile. fecondità. - Nascita di Lucifero, Medusa, 2002