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MATURITÀ 2007/2008

ITC RENATO SERRA

TESINA PLURIDISCIPLINARE

I MASS MEDIA E L'INFORMAZIONE

ZOFFOLI ALESSANDRO
5BMER

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INDICE

IL BILANCIO DI GOOGLE
pag. 3

IL WEB 2.0
pag. 11

THE ADVERTISING
pag. 15

LA LEGISLAZIONE ITALIANA IN MERITO ALLA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE:


LA LEGGE GASPARRI E LA RIFORMA GENTILONI
pag. 17

LA PROPAGANDA E I MEZZI DI COMUNICAZIONE NELL'ITALIA FASCISTA


pag. 22

GABRIELE D'ANNUNZIO E LA SUA INFLUENZA SULLE MASSE


pag. 25

2
Google è il motore di ricerca più popolare al mondo nella comunità Internet. La “mission”
dell’azienda è la ricerca di tutte le informazioni presenti nel web (dati, immagini, fotografie
e musica) per conto dell’utente che si rivolge al sito “lanciando” una richiesta informativa.
Mediante l’accesso ad oltre 8 miliardi di pagine web indicizzate (cioè consultabili ad ogni
interrogazione dell’utente), Google è in grado di fornire i risultati di una ricerca in poco
meno di mezzo secondo.
Google conta alle sue dipendenze 2.668 persone, di cui 705 nella ricerca e sviluppo, 1.141
nella vendita e marketing e 446 nell’amministrazione e controllo.
Google è uno dei 10 siti Internet al mondo più frequentati dalla comunità “virtuale”,
soddisfa oltre 200 milioni di richieste al giorno ed è disponibile in 88 lingue (cioè esistono
88 versioni di siti tradotti in altrettante lingue).
Il tentativo dichiarato da Google è di costruire un World Wide Web, di premiare i siti di
qualità dandogli maggiore risalto ponendoli all'inizio delle varie ricerche e di servire agli
utenti per avere risposte soddisfacenti alle loro ricerche.

LA STORIA
Larry Page e Sergey Brin, allora studenti dell'Università di Stanford, dopo aver sviluppato
la teoria secondo cui un motore di ricerca basato sull'analisi matematica delle relazioni tra
siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate
precedentemente, fondarono l'azienda il 7 settembre 1998. Convinti che le pagine citate
con un maggior numero di link fossero le più importanti e meritevoli, decisero di
approfondire la loro teoria all'interno dei loro studi e posero le basi per il loro motore di
ricerca.
L'azienda, che ha il proprio quartier generale a Mountain View in California, nel cosiddetto
Googleplex, è al momento gestita con capitali privati. Nell'ottobre 2003, discutendo una
possibile offerta pubblica iniziale la società fu contattata da Microsoft a proposito di un
possibile accordo o di una fusione; Google rifiutò l'offerta.
Nel gennaio 2004 l'offerta pubblica iniziale ha raggiunto il primo giorno circa i 2 miliardi di
dollari americani (19,6 milioni di azioni a circa 100 dollari l'una); la quotazione ha iniziato
subito a salire, raggiungendo a novembre 2004 i 200 dollari per azione. A novembre 2007
l'azione oscilla intorno ai 700 dollari.
Il 9 ottobre 2006, Google ha rilevato il portale per video amatoriali YouTube, portale per la
condivisione di video amatoriali con circa 20 milioni di visitatori al mese, per l'astronomica
cifra di 1,65 miliardi di dollari.

I SERVIZI
Google è un “motore di ricerca in senso stretto” (anche detto “search engine”), ossia un
sito che contiene un archivio di pagine web di grandi dimensioni che permettono all’utente
di effettuare una ricerca inserendo una o più “parole chiave”. L’utente che si rivolge ad un
“search engine” deve indicare in un apposito spazio del sito una o più “parole chiave”
collegate alla tematica ricercata.
Un “search engine” come Google si differenzia da un’altra tipologia di motore di ricerca,
detta “directory”, ossia un sito che presenta nella pagina iniziale una serie di “categorie” di
argomenti tra le quali l’utente può scegliere per ricercare l’argomento desiderato.
La tecnologia attraverso la quale Google produce i risultati alle ricerche offre una misura
oggettiva dell’importanza delle pagine Web, interpretando un collegamento dalla pagina A

3
alla pagina B come un voto espresso dalla pagina A sulla pagina B.
Il motore, quindi, misura l’importanza di una pagina dai voti che riceve ed analizza anche
le pagine votanti: i voti espressi da pagine che sono più “importanti” pesano di più e
contribuiscono a rendere più importanti anche le altre pagine da queste votate.
In tale sistema, infine, la tecnologia di Google usa l’intelligenza collettiva del Web per
determinare l’importanza di una pagina: Google non ricorre a propri redattori o dipendenti
per valutare l’importanza di una pagina ma lascia questa classificazione alla collettività dei
navigatori.

Google permette due tipologie di ricerca:

● la ricerca “semplificata”: è la modalità di ricerca più semplice e di default che


consente di effettuare una ricerca mediante l’inserimento di una o più “parole
chiave” collegate alla tematica desiderata;

● la ricerca “avanzata”: è la modalità più complessa che permette una ricerca per
“parole chiave” combinate tra loro mediante degli operatori logici. La ricerca
“avanzata” ha l’obiettivo di raggiungere risultati più precisi rispetto a quella
“semplificata”, in quanto l’utente ha la possibilità di specificare e circoscrivere la
propria richiesta informativa.

Inoltre, oltre ai servizi di “semplice” ricerca, si aggiunge una vasta gamma di altri servizi,
come ad esempio GoogleVideo, che permette agli utenti di condividere video personali,
Picasa, che permette agli utenti di condividere fotografie e immagini, GoogleMaps, che
offre agli utenti la possibilità di visualizzare le cartine dei vari paesi del mondo, e tanti altri.

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IL BUSINESS

Il business di Google si articola nelle seguenti fonti di reddito:


1. la pubblicità mediante gli “sponsored links” (AdWords), che costituisce la maggior
parte del fatturato di Google;
2. la pubblicità che altre imprese effettuano sul sito di Google attraverso i “banner”;
3. l’offerta ad altre imprese delle proprie tecnologie da utilizzare nelle ricerche
condotte nelle loro reti aziendali (intranet);
4. la rivendita del servizio di ricerca ad altri motori di ricerca o portali.

1)La pubblicità mediante gli “sponsored links”


Google ricava delle provvigioni derivanti dalla pubblicità mediante i cosiddetti “sponsored
links”, ossia i siti che compaiono in testa alle pagine dei risultati di una ricerca condotta dal
motore.
Il sistema prevede che il potenziale inserzionista acquisti il diritto a comparire con uno o
più annunci pubblicitari nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca, acquisendo i diritti
sulle parole chiave inserite dall’utente durante una sua ricerca.
Quasi la totalità delle entrate ottenute da Google negli anni deriva da questo tipo di
servizio.

2)La pubblicità effettuata da altre imprese sul sito del motore attraverso i “banner”
Il motore di ricerca può “vendere” ad un’azienda il proprio “spazio virtuale” del sito per
effettuare campagne pubblicitarie. Lo strumento impiegato è quello del “banner”, cioè una
forma geometrica che appare nel sito del motore di ricerca e contiene informazioni che
attirano l’attenzione del navigatore. Se l’utente “clicca” sull’immagine del banner, egli viene
portato direttamente sul sito dell’azienda sottostante che ha fatto inserire il banner sul
motore di ricerca.

3)L’offerta ad altre imprese delle tecnologie per la ricerca nei loro siti Intranet
Google offre ad altre imprese la sua tecnologia da utilizzare nelle ricerche condotte nei
loro siti Intranet. Tale servizio può essere utilizzato da un’azienda per effettuare delle
ricerche nell’ambito del proprio database aziendale o delle banche dati.

4)La rivendita del servizio di ricerca ad altri motori di ricerca o portali


Google viene utilizzato da altri motori di ricerca o da “portali” per offrire alla propria utenza
il servizio di ricerca nel web; un sito Internet che non dispone di un proprio motore di
ricerca si può affidare a Google ed acquistarne il servizio di ricerca.

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BILANCIO GOOGLE INC.
(tutti gli im porti sono in m igliaia)

STATO PATRIMONIALE SINTETICO RICLASSIFICATO

IMPIEGHI FONTI

31/12/2006 31/12/2007 31/12/2006 31/12/2007


Ai ATTIVO IMMOBILIZZATO Pn PATRIMONIO NETTO
immobilizzazioni finanziarie 1.146.305 1.261.443 Cp Capitale proprio 17.039.840 22.689.679
iImmobilizzazioni immateriali 1.891.960 2.745.964 utile d'esercizio (da distribuire) 370.364 522.001
Immobolizzazioni materiali 2.395.239 4.039.261 Tot Pn 17.410.204 23.211.680
Tot Ai 5.433.504 8.046.668
Dc DEBITI A MEDIO/LUNGO
mutui passivi 20.006 30.249
imposte sul reddito differite 40.421
Ac ATTIVO CORRENTE altri debiti 68.497 101.904
Dl disponibilità liquide 3.544.671 6.081.593 imposte sul reddito, a lungo termine 478.372
Df disponibilità finanziarie 9.495.176 11.207.545 Tot Dc 128.924 610.525
Tot Ac 13.039.847 17.289.138
Db DEBITI A BREVE
debiti v/fornitori 211.169 282.106
ratei e risconti 266.247 465.032
debiti fiscali 351.671 588.390
mutui passivi 105.136 178.073
Tot Db 934.223 1.513.601

Ti TOTALE IMPIEGHI 18.473.351 25.335.806 Tf TOTALE FONTI 18.473.351 25.335.806

CONTO ECONOMICO SINTETICO

31/12/2006 31/12/2007
A) VALORE DELLA PRODUZIONE 10.604.917 16.593.986

B) COSTI DELLA PRODUZIONE 7.054.921 11.509.586

differenza fra valore e costi della produzione(A-B) (ro) 3.549.996 5.084.400

C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI 461.044 589.580

D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE 0 0

E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI 0 0

Risultato prima delle imposte (A-B+/-C+/-D+/-E) 4.011.040 5.673.980

imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate 933.594 1.470.260

utile netto (re) 3.077.446 4.203.720

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ANALISI DELLA STRUTTURA PATRIMONIALE
L’analisi della struttura patrimoniale può essere misurata attraverso il calcolo dei seguenti
indicatori:

● indici di composizione degli impieghi


● indici di composizione delle fonti

Indici di composizione degli impieghi

2006 2007
rigidità del capitale investito
29,41% 31,76%
(ai/ti)*100
elasticità del capitale investito
70,59% 68,24%
(ac/ti)*100

Indici di composizione delle fonti

2006 2007
peso delle passività correnti
5,06% 5,97%
(db/tf)*100
peso delle passività
consolidate 0,70% 2,41%
(dc/tf)*100
peso del patrimonio netto
94,24% 91,62%
(pn/tf)*100
grado di capitalizzazione
16,03 10,68
cp/(db+dc)

L'analisi della composizione degli impieghi mostra come l'attivo circolante (ac) occupi
circa il 70% del totale degli impieghi, mentre l'attivo immobilizzato (ai) occupi il restante
30%.
La struttura dell'azienda risulta quindi molto elastica, e ciò rende quindi l'azienda in grado
di adattarsi alle mutevoli condizioni del mercato che si possono presentare. È anche da
sottolineare il fatto che l'attività dell'azienda è quella di produrre servizi, che quindi
giustifica la minor presenza di immobilizzazioni.

L'analisi della composizione delle fonti mostra la fortissima incidenza del patrimonio netto
(pn), che occupa più del 90% delle fonti, mentre le passività a breve (db) si attestano
sopra al 5%. La composizione delle fonti evidenzia inoltre la quasi totale assenza di
passività consolidate (dc), presenti in percentuale minima.

Il grado di capitalizzazione dell'azienda risulta elevatissimo, in quanto l'azienda è quasi


del tutto indipendente da fonti esterne di finanziamento, avendo un patrimonio netto
elevatissimo. La struttura finanziaria dell'azienda risulta quindi eccellente.

Analizzando lo stato patrimoniale comparato dell'azienda, è possibile notare come ad un


aumento del patrimonio netto sia corrisposto un aumento sia dell'attivo circolante che
dell'attivo immobilizzato, mentre i debiti a breve e quelli consolidati restano quasi invariati.

7
ANALISI DELLA SITUAZIONE FINANZIARIA
L’analisi della situazione finanziaria è effettuata attraverso il calcolo dei seguenti margini:

● margine di tesoreria
● margine di struttura primario
● patrimonio circolante netto

2006 2007
margine di tesoreria
(dl+df)-db 12.105.624 15.775.537
margine di struttura
cp-ai 11.606.336 14.643.011
patrimonio circolante
netto
ac-db 12.105.624 15.775.537

Il margine di tesoreria, che esprime la capacità dell'azienda di far fronte, mediante


risorse liquide o prontamente liquidabili, alle uscite determinate dai debiti a breve termine,
è positivo ed anche molto elevato.

Il margine di struttura primario, che esprime la capacità dell'azienda di far fronte al


fabbisogno finanziario derivante dalle immobilizzazioni, è positivo e anche questo molto
elevato. Nel 2007 ha subito un aumento di circa 3 miliardi di dollari.

Il patrimonio circolante netto, che misura il grado di utilizzo degli impieghi di breve
periodo per la copertura dei debiti scadenti nel breve periodo, è positivo e molto elevato.
NB:
E’ da sottolineare il fatto che il patrimonio circolante netto ed il margine di tesoreria siano
uguali, in quanto l’azienda producendo esclusivamente servizi, non ha rimanenze, e quindi
l’attivo corrente è formato “solo” dalle disponibilità liquide e dalle disponibilità finanziarie.

Gli indici finanziari calcolati sono i seguenti:

● indice di liquidità
● indice di autocopertura delle immobilizzazioni
● indice di copertura globale delle immobilizzazioni

2006 2007
indice di liquidità
(df+dl)/db 13,96 11,42
autocopertura delle immobilizzazioni
cp/ai 3,14 2,82
copertura globale delle immobilizzazioni
(cp+dc)/ai 3,16 2,90

L'indice di liquidità, che valuta la capacità dell'azienda di far fronte agli impegni finanziari
di prossima scadenza con le proprie risorse liquide o prontamente liquidabili, è molto
elevato, ed indica che l'azienda è in una situazione di solvibilità.

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L'indice di autocopertura delle immobilizzazioni, che misura la relazione tra capitale
proprio e immobilizzazioni, è elevato, così come l'indice di copertura delle
immobilizzazioni, che misura la relazione tra capitale permanente (dato dal capitale
proprio e i debiti consolidati) e le immobilizzazioni. Le immobilizzazioni sono quindi
interamente coperte dal capitale proprio e l'azienda è in una situazione di equilibrio.

ANALISI DELLA SITUAZIONE ECONOMICA


L'analisi della situazione economica, e quindi della redditività è effettuata attraverso il
calcolo dei seguenti indicatori:

● indice di redditività del capitale proprio (ROE), scomposto per fattori


● indice di redditività del capitale investito (ROI)

2006 2007
ROE
(re/cp)*100 18,06% 18,53%
leverage
(ti/cp) 1,08 1,12
ROS
(re/ro) 86,69% 82,68%

ROI
(ro/ti)*100 19,22% 20,07%

Il ROE, l'indice che misura la redditività effettivamente ottenuta dall'impresa, è cresciuto


lievemente e rimane elevato, ed indica che l'impresa produce un alto grado di
remunerazione del rischio.

Il Leverage, l'indicatore che misura il livello di indebitamento, è cresciuto in maniera


minima da un esercizio all'altro, ed indica che l'impresa ha un soddisfacente equilibrio tra
capitale di debito e capitale proprio, che costituisce la parte predominante delle fonti di
finanziamento.

Il ROS, l'indice di redditività delle vendite, è praticamente rimasto invariato nei due
esercizi, ed evidenzia come il risultato d'esercizio sia dovuto quasi interamente alla
gestione caratteristica della società.

Il ROI, l'indice che misura il livello di redditività del capitale investito, è cresciuto ed è molto
elevato, ed indica che la società ha un alto potenziale nella produzione di nuovo reddito,
indipendentemente dagli eventi extracaratteristici, finanziari e fiscali.

Analizzando il conto economico dell'azienda, è possibile notare come ad un aumento del


valore della produzione si sia affiancato anche un aumento dei costi della produzione,
indice di come l'azienda stia continuamente allargando il suo bacino di utenza. La gestione
finanziaria risulta in crescita. L'utile netto risulta infine notevolmente aumentato, con una
crescita pari a circa 1 miliardo e 100 milioni di dollari rispetto all'esercizio precedente, pari
ad oltre il 36,6%.

9
LA CRESCITA DI GOOGLE
Google è l'azienda leader del mercato nella sua tipologia di servizi. In questi anni ha subito
una crescita vertiginosa, che è possibile evidenziare analizzando gli utili netti degli ultimi
anni.

LA CRESCITA DEGLI UTILI DI GOOGLE


gli importi della tabella e del grafico sono in migliaia
ANNO 2003 2004 2005 2006 2007
UTILE NETTO 105.648 399.119 1.465.397 3.077.446 4.203.720

4.500.000

4.000.000

3.500.000

3.000.000

2.500.000

2.000.000

1.500.000

1.000.000

500.000

0
2003 2004 2005 2006 2007

Il grafico evidenzia l’enorme e incessante crescita di Google. Infatti, se nel 2003


conseguiva degli utili di 105.648.000, l’anno seguente gli utili riportati erano quasi
quadruplicati. Nel 2005 gli utili sono aumentati di oltre un miliardo di dollari. Dal 2005 al
2006 gli utili risultano nuovamente raddoppiati, mentre nell’ultimo bilancio 2007 gli utili
risultano aumentati del di oltre il 36,6%.
La crescita degli utili complessiva dal 2003 ad oggi è stimata in circa il 4000%.

Google mantiene il primato di ricerche su internet con un vantaggio abissale sulle dirette
inseguitrici e, visto il continuo sviluppo e l’offerta di servizi agli utenti, sembra destinato
non solo a conservare tale il primato, ma anche ad essere soggetto ad una costante ed
incessante crescita.

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IL WEB 2.0

Il Web 2.0 è la naturale evoluzione del Web, dovuta al cambiamento del modo di utilizzarlo
da parte degli utenti. Il Web infatti è partito con l'essere un semplice ed innovativo
strumento per reperire informazioni. Al giorno d'oggi invece, è divenuto una piattaforma
partecipativa in cui gli utenti devono essere incoraggiati ad entrare, in modo che il loro
contributo sia colto e anche utilizzato da altri utenti.
Il Web 2.0 si riferisce alle tecnologie che permettono ai dati di diventare indipendenti dalla
persona che li produce o dal sito in cui vengono creati. L'informazione può essere
suddivisa in unità che viaggiano liberamente da un sito all'altro, spesso in modi che il
produttore non aveva previsto o inteso.
Questo modello del Web 2.0 permette agli utenti di prendere informazioni da diversi siti
simultaneamente e di distribuirle sui propri siti per nuovi scopi.
Il Web 2.0 è un prodotto open-source, e quindi permette di condividere le informazioni
sulle quali è stato creato Internet e contribuisce quindi alla diffusione dei dati. Questo
permette nuove opportunità di lavoro e di informazioni che possono essere costruite sopra
le informazioni precedenti.
Il Web 2.0 lascia ai dati una loro identità propria, che può essere cambiata o modificata da
chiunque per uno scopo preciso. Una volta che i dati hanno un'identità, la rete si sposta da
un insieme di siti web ad una vera rete di siti in grado di interagire ed elaborare le
informazioni collettivamente.
Questi sono i concetti fondamentali su cui nasce e si sviluppa il Web 2.0, che ha come fine
ultimo quello di potenziare al limite massimo l'interattività e la multimedialità della rete. Il
vero centro della rete non è più il sito web, ma l'utente.
Quindi per riconoscere l'evoluzione del Web possiamo procedere analizzando come nel
passaggio di versione gli elementi fondamentali si siano evoluti o siano stati sostituiti da
nuovi.

DAL WEB 1.0 AL WEB 2.0

Per quanto riguardo la tecnologia utilizzata dalla rete nulla è cambiato nel passaggio da
Web 1.0 a Web 2.0. La base comunicativa rimane sempre il TCP/IP e HTTP e l'ipertesto è
ancora il concetto base delle relazioni tra i contenuti. La differenza principale sta nel modo
e nell'approccio con cui gli utenti interagiscono con il Web, che è passato dalla semplice
consultazione alla possibilità di partecipare attivamente alla diffusione delle informazioni,
popolando il Web anche con contenuti personali e quindi contribuendo alla sua
espansione.

LA NASCITA DEI BLOG


Un grande passo avanti è stato compiuto con l'avvento del blog. Infatti il blog ha di fatto
sostituito il sito personale, che solo chi aveva buone conoscenze di HTML e
programmazione era in grado di costruire. Il blog ha quindi permesso a chiunque, anche
con conoscenze informatiche quasi nulle di potersi costruire un proprio spazio nella rete, di
condividere i proprio pensieri, le proprie immagini o foto, ecc...
Il blog è una sorta di diario in rete, con cui il “blogger”, che può essere un giornalista,
un'artista, o un semplice giovane, intende pubblicare documenti su internet, per porli
all'attenzione della rete.

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Esistono diversi tipi di blog. I più importanti e più diffusi sono:

 blog personale: è la categoria più diffusa. L'autore vi scrive le sue esperienze di


giorno in giorno, racconti, desideri, disagi e proteste. Il contributo dei lettori nei
commenti è in genere molto apprezzato e dà vita a discussioni molto personali.
Questo tipo di blog è usato spesso da studenti di scuola superiore o universitari,
con un gran numero di collegamenti incrociati tra un blog e l'altro.
 blog di attualità: utilizzati dai giornalisti per dare voce alle proprie opinioni su
argomenti d'attualità o fatti di cronaca, o più semplicemente per esprimere la
propria opinione su questioni che non trovano quotidianamente spazio fra le pagine
dei giornali per i quali scrivono. Altre persone utilizzano il blog per commentare
notizie lette su giornali o siti internet.
 blog politico - Vista l'estrema facilità con la quale è possibile pubblicare contenuti
attraverso un blog, diversi politici lo stanno utilizzando come interfaccia di
comunicazione con i cittadini, per esporre i problemi e condividere le soluzioni,
principalmente a livello locale.
 vlog o video blog: sono blog che utilizzano filmati come contenuto principale,
spesso accompagnati da testi e immagini. Il vlog è una forma di distribuzione di
contenuti audiovideo.
 Audio Blog: sono blog audio pubblicati attraverso il Podcasting. La peculiarità di
questo tipo di blog è la possibilità di scaricare automaticamente sia sul proprio
computer che sui lettori mp3 portatili come l'iPod gli aggiornamenti attraverso i feed
RSS con gli audio incapsulati.

Dal 2001 ad oggi sono nati molti servizi in italiano che permettono di gestire un blog
gratuitamente. I più utilizzati sono: Blogger, Splinder, Libero, LiveJournal, Windows Live
Spaces e MySpace.

DAI SISTEMI PER IL CONTENT MANAGEMENT AL WIKI


Per sistema di content management si intendono tutti quei sistemi a supporto del ciclo di
vita dell'informazione. Ad oggi l'esempio più classico e famoso di sistema di content
management è Wikipedia, che implementa tutti i modelli precedenti sulla nascita e la
divulgazione dell'informazione. In poche parole, l'utente viene a conoscenza
dell'informazione nell'ambiente stesso in cui è nata.
La creazione viene quindi effettuata da una o più persone, ma sarà la comunità virtuale a
procedere al suo aggiornamento o correzione, fino ad arrivare alla pubblicazione definitiva.
Una volta pubblicata, l'informazione rimane sempre aperta a nuovi possibili aggiornamenti.
Ciò permette all'utente di consultare informazioni sempre “aggiornate in tempo reale”,
caratteristica fondamentale soprattutto per le informazioni di carattere scientifico-
tecnologico.

DALLA STICKINESS AL SYNDICATION


Le tecniche utilizzate fino a poco tempo fa per tenere più tempo i visitatori su un sito web
sono dette “stickiness”, letteralmente "appiccicosità", e consistevano nella capacità di
tenere “attaccati” gli utenti ad esso.
Le stickiness stanno lasciando il posto ad altre concezioni di contatto con l'utente, le
tecnologie di syndication.

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Le tecnologie di syndication si basano sul fatto che chi realizza i contenuti fa in modo che
questi possono essere visitati non esclusivamente sul sito, ma anche attraverso diversi
canali, quali ad esempio i feed.
I feed sono delle liste di elementi con un titolo (es. notizie di un giornale, thread di un
newsgroup), che permettono il successivo collegamento ai contenuti informativi. Questi
ultimi possono essere aggiornati e consultati di frequente con programmi appositi o anche
attraverso i browser e quindi consentono di essere sempre a conoscenza dei nuovi
contenuti inseriti su un sito senza doverlo visitare direttamente.
Ad oggi, qualsiasi sito di una certa rilevanza per la rete emette dei feed, che permettono
agli utente di venire a conoscenza delle nuove informazioni e di decidere se collegarsi o
meno al sito per leggere l'informazione in maniera approfondita.

PERPETUAL BETA E OPEN SOURCE


Con Perpetual beta si intendono tutti quei progetti software che vengono aggiornati
continuamente, tanto che non è più possibile distinguere la versione di test da quella
definitiva. Gli errori che si vengono a presentare (bug) possono essere segnalati
direttamente dagli utenti agli sviluppatori, che quindi possono provvedere a correggerli in
breve tempo, rilasciando nuovi aggiornamenti o patch. Inoltre, ad ogni aggiornamento
vengono rilasciate nuove funzionalità, che permettono all'utente di avere, oltre ad un
software sicuro, in quanto continuamente aggiornato, e quindi privo di bug, anche un
software moderno, basato su tecnologie e algoritmi sempre nuovi. Il concetto di Pepetual
beta si è sviluppato insieme alla diffusione dei progetti open source, e unitamente alla loro
espansione nell'ambito del Web 2.0. Infatti, ad esempio, per poter installare delle distro
(distribuzioni) open source, come ad esempio Ubuntu di Linux, è richiesta una
connessione ad internet, e gli aggiornamenti di sistema o dei programmi installati si
presentano ogni 2-3 giorni.
L'open source è considerato da molti, me compreso, il futuro per il mondo del software, in
quanto rappresenta la possibilità per ciascun utente di ottenere gratuitamente ciò di cui ha
bisogno.

CONFRONTO DI ALCUNE APPLICAZIONI DEL WEB 1.0 E WEB 2.0


Per comprendere le differenze pratiche tra il Web 1.0 e il Web 2.0 si possono confrontare
alcune applicazioni di 7-8 anni fa con quelle attuali.
Per quanto riguarda la ricerca su internet, nel Web 1.0 il leader indiscusso era
rappresentato da Altavista; oggi, il motore di ricerca più utilizzato e conosciuto è Google,
che offre anche una miriade di altri servizi incentrati sull'utente, come ad esempio Picasa,
servizio che permette di mostrare e condividere le proprie foto o immagini, Google video,
che permette di mostrare e condividere i propri video amatoriali (ora anche Youtube,
acquistato da Google), e tanti altri servizi che permettono all'utente di interagire con il
mondo.
Nel settore musicale, nel 2000 scaricare canzoni significava utilizzare Napster e essere
considerati pirati. Oggi invece è possibile scaricare legalmente la musica sul proprio pc
anche ad un costo relativamente basso (meno di un dollaro per canzone solitamente)
attraverso ad esempio l'iTunes Music Store, e anche altri stores musicali online.

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Le enciclopedie di fine anni 90 (Encarta su tutte) erano basate su un modello chiuso e
aggiornate di tanto in tanto. In breve tempo divenivano quindi obsolete e superate. Nel
Web 2.0 l'enciclopedia della rete è Wikipedia, aggiornata di continuo, in tempo reale, dalla
comunità virtuale.

IL CONTINUO CAMBIAMENTO

L'evoluzione che ha subito il Web in questi anni ha comportato importanti cambiamenti per
gli utilizzatori della rete, sia per le imprese che per i semplici utenti.

COSA CAMBIA PER LE IMPRESE


Per le imprese questo cambiamento progressivo si deve necessariamente tradurre in un
diverso e rinnovato modo di approcciare la rete. Le imprese devono quindi incoraggiare gli
utenti a contribuire. Un esempio si può trovare nel caso di un impresa che vende on-line i
suoi prodotti. Essa può fornire ai suoi utenti la possibilità di rilasciare consigli e brevi
recensioni che saranno senz'altro utili per l'impresa stessa. Solo in questo modo le
imprese potranno giovare di tale cambiamento.
La novità del Web 2.0 sarà la centralità dei servizi offerti agli utenti, che permetterà, con
l'allargarsi del numero dei servizi offerti agli utenti, la nascita di vere e proprie piattaforme
virtuali.

COSA CAMBIA PER GLI UTENTI


Per gli utenti si prospettano forti vantaggi e un richiamo sempre maggiore a contribuire, ad
esprimere la propria opinione. È grazie alla centralità dell'utente che la rete potrà
espandersi e dar voce a tutti. Saranno poi gli stessi utenti ad indicare quali siti web
forniscono contenuti di qualità e di un certo interesse, generando quindi un circolo virtuoso
che ne accrescerà ancor di più le visite.

In molti affermano che il Web 2.0 non esiste e non esisterà mai, ma personalmente trovo
difficile condividere questa opinione, perché se da un lato è difficile trovare una definizione
chiara a questa continuo cambiamento, dall’altro è comunque innegabile una lenta
rivoluzione nei nuovi siti e portali.

14
THE ADVERTISING
“I know that half of my advertising budget is wasted. The problem is that I don't know
which half.”
Frank W. Woolworth

Advertising is a form of communication that typically attempts to persuade potential


customers to purchase or to consume more of a particular brand of product or service.
Many advertisements are designed to generate increased consumption of those products
and services through the creation and reinforcement of "brand image" and "brand loyalty".
For these purposes, advertisements sometimes embed their persuasive message with
factual information. Every major medium is used to deliver these messages, including
television, radio, cinema, magazines, newspapers, video games, the Internet and
billboards.

HISTORY

ADVERTISING IN THE ANCIENT ROME


During the roman period, one of the first known methods of advertising was an outdoor
display, usually an eye-catching sign painted on the wall of a building.

ADVERTISING IN MEDIEVAL TIMES


In medieval times a simple but effective form of advertising was very popular: merchant
employed so called “town criers” which shouted the praises of the merchant's products..
After the invention of the printing press by Johannes Gutemberg in 1445, the merchant
used little flyers to advertise their products. The flyers often contained characteristic
symbols and were also used as poster on walls. This form of advertising lasted for a very
long time.

ADVERTISING IN THE EARLY AMERICA


In the early times the nation was underdeveloped and had a lack of transcontinental
transportation and communication systems, so the advertising was impractical. But clever
manufacturers had the idea of reaching the consumer directly through catalogues.

THE NEW ERA OF ADVERTISING


In the 1880s a new era of advertising began. New methods of manufacturing led to greatly
increase output and decreased the costs for the producers of consumer goods, the
telegraph network was in place and the continent was crisscrossed by a network of
railroads. In this conditions, food, soap, cosmetic and automobile firms began to market
their goods under brand names, such as Coca Cola, Colgate, and so on.

THE ADVERTISING BOOM


In the 1920s because of the invention of the Radio, the advertisers started transmit their
message directly to the consumers.
In the 1950s came television which developed fast into the advertising media.
Today advertisers spend millions for their campaigns, although they don't always know
how effective their advertising really are.

15
TYPES OF ADVERTISING

MEDIA
Commercial advertising media can include wall paintings, billboards, street furniture
components, printed flyers, radio, cinema and television ads, web banners, mobile
telephone screens, web popups, bus stop benches, magazines, newspapers, town criers,
sides of buses or airplanes ("logojets"), taxicab doors, musical stage shows, subway
platforms and trains, stickers on apples in supermarkets, shopping cart, the opening
section of streaming audio and video, posters, and the backs of event tickets and
supermarket receipts. In all of this place an "identified" sponsor pays to deliver their
message.

COVERT ADVERTISING
Covert advertising is when a product or brand is embedded in entertainment and media.
For example, in a film, the main character can use an item or other of a definite brand.

TELEVISION COMMERCIALS
The TV commercial is generally considered the most effective mass-market advertising
format, as is reflected by the high prices TV networks charge for commercial airtime during
popular TV events. For example, the annual Super Bowl football game in the United States
is known as the most prominent advertising event on television, and the average cost of a
single thirty-second TV spot during this game has reached about $3 millions.
The majority of television commercials feature a song or jingle that listeners soon relate to
the product.

NEWER MEDIA AND ADVERTISING APPROACHES


Increasingly, other media are overtaking television because of a shift towards consumer's
usage of the internet and other new technologies.
Advertising on the World Wide Web is a recent phenomenon. Prices of Web-based
advertising space are dependent on the "relevance" of the surrounding web content and
the traffic that the website receives. Interstitial advertisement is a form of advertisement
which takes place while a page loads.
Controversy exists on the effectiveness of subliminal advertising, and the pervasiveness of
mass messages.
As the mobile phone became a new mass media in 1998, advertisers had come to realize
the mobile phone's possibilities. By 2007 the value of mobile advertising had reached 2.2
billion dollars and providers such as Admob delivered billions of mobile advertisement.
One type of mobile advertisement is based on SMS text messages. SMS has become the
largest data application on the planet with over 2.4 billion active users.
More advanced mobile advertisements include banner ads, coupons, MMS picture and
video messages, advergames and various engagement marketing campaigns.
A new form of advertising that is growing rapidly is Social network advertising. It is Online
Advertising with a focus on social networking sites. This is a relatively immature market,
but it has shown a lot of promise as advertisers are able to take advantage of the
demographic information the user has provided to the social networking site.

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LA LEGISLAZIONE ITALIANA IN MERITO ALLA LIBERTÀ DI
INFORMAZIONE:
LA LEGGE GASPARRI E LA RIFORMA GENTILONI
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e
ogni altro mezzo di diffusione.”

Così inizia l'articolo 21 della Costituzione Italiana, che si trova nella Parte I che regola i
“Diritti e Doveri dei Cittadini”, al Titolo I sotto la voce “Rapporti Civili”.

Per quanto riguarda il sistema dell' informazione italiano, il nostro paese si trova in una
situazione alquanto anomala rispetto a tutti gli altri paesi europei. Infatti il quinto Rapporto
mondiale sulla libertà di stampa realizzato da Reporter senza frontiere, ha collocato l’Italia
ad una vergognosa 40esima posizione, evidenziandone i problemi, soprattutto nel settore
televisivo.
La scomoda e pesante situazione attuale è principalmente dovuta alla situazione di vuoto
legislativo in cui nacque la televisione commerciale all’inizio degli anni Settanta. Ciò
permise l’affermazione e la crescita di Mediaset che, avvalendosi di importanti appoggi
politici, in pochi anni giunse ad affermarsi come un polo del solido duopolio che domina
tuttora la televisione italiana. Tra le diverse conseguenze negative di un mercato
imperniato in un duopolio, vi è una costante regressione della televisione pubblica
all’inseguimento di quella privata, per non perdere quote di audience. Il risultato è quello di
dimenticare la propria funzione pubblica con la conseguenza di un grave abbassamento
della qualità.
Ad aggravare e ad appesantire le cose si aggiunge poi il caso tutto italiano del conflitto di
interessi di Silvio Berlusconi. Una situazione che oltre ad essere vietata dalle leggi di tutti
gli Stati democratici, lo è anche dalla legge italiana, ma che si perpetua dalla discesa in
campo di Berlusconi nel 1994.
L’ineleggibilità di un concessionario pubblico viene affermata dalla Legge n. 361 del 1957,
evidentemente violata dalla posizione di Berlusconi che, in virtù di tale legge, non potrebbe
sedere in Parlamento.

LE LEGGI DAL 1985 A OGGI


A parte il cosiddetto “Decreto Berlusconi” varato dal governo Craxi nel 1985 (che evitò lo
spegnimento dei canali televisivi dell’allora Fininvest) la prima legge che si occupò di
televisione fu la cosiddetta Legge Mammì del 1990. Tale legge era sostanzialmente una
conferma dello stato delle cose (fu infatti chiamata “legge polaroid”), in particolare del
duopolio RAI-Finivest che si era negli anni formato. La Corte costituzionale giudicò
incostituzionale la Legge Mammì con una sentenza del dicembre 1994. Intanto Berlusconi,
eletto capo del governo, affiancò all’impero mediatico personale anche il controllo politico
sulla televisione pubblica.
Nel luglio 1997 fu approvata la Legge Maccanico, che aveva il difficile compito di
risolvere la situazione, rimasta bloccata dalla sentenza della Corte Costituzionale del
1994. Anche quest’ultima legge sarà giudicata incostituzionale nel novembre 2002.

In vista della scadenza, nel dicembre del 2003, dei termini imposti dalla Corte
Costituzionale per interrompere la trasmissione di una rete Mediaset sulle frequenze della
televisione analogica, il governo di centro-destra prepara la Legge Gasparri, approvata
nel maggio 2004. Essa è evidentemente il frutto del conflitto di interessi.

17
LA LEGGE GASPARRI

La Legge Gasparri fu approvata in via definitiva il 29 aprile 2004, dopo un percorso


parlamentare molto travagliato. Il disegno di legge era stato infatti approvato dal Consiglio
dei ministri quasi due anni prima. La prima stesura della legge subì numerosi rinvii al
Senato, fino allo stop del Presidente della Repubblica Carlo Azzeglio Ciampi (dicembre
2003). La Legge Gasparri ricevette preoccupanti critiche da più parti anche perché,
secondo molti osservatori, non accoglieva che fintamente i rilievi del Presidente della
Repubblica.

I principali campi di intervento della Legge Gasparri sono i seguenti:

1 - La pubblicità

In campo pubblicitario la legge esclude le telepromozioni dal calcolo dell’affollamento


pubblicitario orario, consentendo quindi un maggior affollamento pubblicitario e una
maggiore frammentazione dei programmi.

2 - Il Sistema integrato delle comunicazioni

Viene istituito il SIC, Sistema Integrato delle comunicazioni. Si tratta di un grande


paniere in cui confluiscono le risorse provenienti da tutti i settori dell'industria della
comunicazione. Dalla televisione (pubblicità, canone RAI, televisione a pagamento)
alla carta stampata (ricavi dalle vendite, pubblicità, ecc...) passando per la radiofonia,
l’editoria elettronica (Internet ma anche piattaforme mobili), la pubblicità diretta, le
affissioni, le sponsorizzazioni, i biglietti cinematografici, l’home video.

La Legge Gasparri prevede che un singolo soggetto non può detenerne una quota
superiore al 20% del totale del valore del SIC. Tale valore è stato calcolato da una
fonte autorevole come Il Sole 24ore in 26 miliardi di euro. Ciò significa che il valore
fissato dalla legge è altissimo, superiore ai cinque miliardi di euro. In realtà quindi non
pone un tetto agli operatori predominanti sul mercato ma apre loro prospettive di
crescita (Mediaset, Mondadori e Medusa fatturano infatti solo quattro miliardi di euro).
L’istituzione del SIC avrebbe dovuto avere il compito di ridimensionare il tetto del 30%
di risorse del mercato della comunicazione in mano ad un solo operatore previsto
dalla Legge Maccanico, ma in realtà questo scopo è raggiunto solo in termini relativi, in
quanto il tetto massimo calcolato dalla Legge Maccanico era basato su un importo
molto più basso.
Tale innalzamento di fatto del tetto massimo viola il principio di pluralismo sancito
dall'articolo 21 della Costituzione.

3 - Il digitale terrestre

L’innovazione tecnologica del digitale terrestre è stata presentata come la soluzione al


duopolio che caratterizza la situazione televisiva italiana e la via per allargare il
pluralismo. Effettivamente il digitale terrestre permette di superare il problema della
limitatezza delle frequenze riservate alla trasmissione televisiva a livello nazionale.
A contrapporsi a questa possibilità c'è il fatto che Rai e Mediaset hanno già acquistato

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molte frequenze del digitale, mostrando non solo di essere intenzionati a mantenere il
duopolio ma addirittura ad espanderlo.

La data per il completo passaggio dalla televisione analogica al digitale terrestre fu


inizialmente fissata al 31 dicembre 2006. Questo termine però si è rivelato troppo
vicino, ed è quindi stato fatto slittare di due anni al 31 dicembre 2008.
Inoltre molte polemiche sono scaturite dalla concessione del contributo statale per
l’acquisto del digitale terrestre (10 milioni di euro previsti dalla finanziaria 2006).
Secondo l’opposizione Mediaset e Berlusconi avrebbero tratto benefici da questo
provvedimento, violando la norma sul conflitto di interessi.

4 - Privatizzazione RAI

La legge Gasparri inaugura un percorso di privatizzazione della RAI. La logica che sta
alla base di questa prospettiva deriva dal ritenere che il pluralismo che deriverà
dall’introduzione del digitale terrestre renderà superflua l’esistenza stessa delle
televisione di Stato.

Nei mesi successivi all’approvazione della legge l’avvio della privatizzazione si è


mostrato complesso e non immediatamente realizzabile.

5 - Il cda RAI

La legge Gasparri interviene anche nelle norme per la nomina del Consiglio
d’amministrazione della RAI. La legge affida a vari componenti del Governo il controllo
della RAI. Oltre a un grande peso sulle nomine del cda e del presidente, il Governo
interviene anche nel rilascio di alcuni titoli abilitativi previsti dalla legge stessa.

Il caso Europa7 e il decreto salvareti


Europa7 è un’emittente televisiva che nel 1999 ottenne dallo Stato una concessione tv a
livello nazionale ma che tuttora si trova impossibilitata a trasmettere sul territorio
nazionale.
Europa7 ha il diritto di trasmettere sulle frequenze di Rete 4, che ha perso la gara e questo
diritto. Inoltre in favore di Europa7 si è pronunciata anche la corte costituzionale, ma nel
2003 il governo ha approvato il cosiddetto “decreto salvareti”, che conteneva la chiave per
aggirare questa sentenza e permettere quindi di trasmettere anche alle emittenti senza
concessioni.
Tale decreto, trasformato in legge ordinaria nel febbraio 2004, impedì la cessazione delle
trasmissioni nella televisione di una rete mediaset (rete 4).

La bocciatura dell'Unione Europea


L'Unione Europea è intervenuta con una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia
dove si chiedeva spiegazione sulle storture del sistema radio-tv causate dalla Gasparri; a
luglio 2007 inoltre l'UE ha dato 2 mesi di tempo all'Italia per correggere le presunte
storture della Gasparri sulla parte relativa al digitale terrestre.
La richiesta di proroga del governo italiano è stata respinta, e quindi, con le regole in
vigore lo Stato Italiano dovrà pagare, a partire da gennaio 2009 e retroattivamente al
2006, una multa di 300-400 mila Euro al giorno. La stima iniziale di questa sanzione,
calcolata con i dati indicati, è tra 328,5 e 438 milioni di Euro.

19
I PROPOSITI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DELL'UNIONE

Durante la campagna elettorale precedente alle elezione del 2006, l'Unione, nel suo
programma di governo, si ripropose di modificare la situazione che si era andata a creare.
In particolare, i punti su cui si sarebbe dovuto operare sono:

● l'adeguamento del SIC, che dovrà essere sostituito da un sistema serio volto a
contrastare i monopoli e la concentrazione.
● L'approvazione di una riforma della par condicio e di una normativa sul conflitto
di interessi che preveda “misure di incompatibilità per chi esercita un’influenza
rilevante nella proprietà o nella gestione delle imprese editoriali, televisive o
comunque coinvolte nell’informazione”, legge di cui da sempre si recrimina la
mancata stesura durante gli anni dei governi di centro-sinistra, e di cui è
inaccettabile quella varata dal governo Berlusconi nel 2004.
● l'approvazione di una riforma del sistema di rilevamento dell’auditel, per la
regolamentazione dell’utilizzo delle frequenze e per una maggiore attenzione verso
le emittenti locali.

LA RIFORMA GENTILONI

Il 12 ottobre 2006 il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge proposto dal
Ministro della Comunicazione Paolo Gentiloni. Nei giorni successivi all’approvazione di
palazzo Chigi, l’opposizione ha infatti usato parole molto violente che hanno riconfermato il
saldo legame che lega Berlusconi a Mediaset. Berlusconi infatti ha definito il ddl un atto di
banditismo.
Nella relazione illustrativa della legge il ministro Gentiloni afferma la non prorogabile
necessità di una riforma della Legge Gasparri, duramente criticata dalla Corte
Costituzionale, dalla Autorità per le garanzie delle comunicazioni e dalla Commissione
Europea. È difficile quindi considerare la riforma come una rappresaglia, una vendetta, o
peggio un atto di banditismo nei confronti dell’opposizione di Governo, poiché rispecchia le
indicazioni delle sentenze della Corte Costituzionale e delle altre autorità. Nel complesso
la proposta di Gentiloni è stata giudicata fin troppo moderata da molti osservatori, soltanto
un primo passo per indirizzare l’Italia verso i modelli europei ed il rispetto delle norme
europee.

I principali campi di intervento della Riforma Gentiloni sono i seguenti:

1 - Pubblicità e lotta al duopolio


Si pone un tetto del 45% di ricavi pubblicitari nel settore televisivo per singolo
soggetto. La Legge Gasparri si esprimeva in modo molto vago in questo senso.
All’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è affidato il compito di controllare che
questa disposizione venga rispettata e per chi supererà lo sbarramento viene ridotta al
16% la percentuale di pubblicità nel complesso di un’ora di trasmissione per l’anno
successivo. Le telepromozioni vengono equiparate a tutti gli effetti alla pubblicità .

Il SIC, che aveva una funzione antitrust, viene abbandonato e sostituito dal settore
delle comunicazioni, che dovrebbe avere un valore complessivo intorno ai 18 miliardi
di euro.

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2 - Le frequenze e il digitale terrestre
I soggetti titolari di più di due emittenti televisive devono presentare entro tre mesi
dall’approvazione della legge un programma per il trasferimento delle reti in eccesso
sul digitale terrestre. Entro 12 mesi dalla presentazione del progetto all’Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni deve avvenire il passaggio sulle frequenze terrestri in
tecnologia digitale. Le frequenze così liberate tornano nelle mani del Ministero che si
impegna a rassegnarle in una logica di apertura del mercato a nuovi soggetti.
Verranno restituite anche le frequenze in soprannumero dei grandi broadcaster. Viene
quindi radicalmente rivisto uno dei settori più discutibili della Legge Gasparri che oltre
a condonare (gratis) occupazioni abusive di frequenze, ha trasferito in silenzio il
dominio del duopolio dalla tecnica analogica al digitale.
Viene fissata la data del 30 novembre 2012 per il completo passaggio al digitale.
Inoltre, per rispetto dei principi del pluralismo e della concorrenza, sempre a partire dal
dicembre 2008 RAI, Mediaset e Telecom dovranno restituire le frequenze in eccesso
acquistate a partire dl 2001 sul digitale terrestre.

3 - Nuova Auditel
Il rilevamento dei dati d'ascolto rappresentava un’altra grave anomalia italiana. Era
infatti quasi completamente sotto il controllo dei duopolisti RAI e Mediaset. I nuovi
criteri assicureranno una rappresentanza di tutti gli operatori ed anche delle
associazioni dei consumatori. È stato preannunciato un decreto legislativo per definire
i compiti dell’Autorità Garante delle comunicazioni in materia di rilevamento degli indici
di ascolto. Il Ministro Gentiloni ha anche parlato della sperimentazione di nuove
tecnologie per il rilevamento dei dati di ascolto.

4 - La RAI
Viene bloccata la privatizzazione della RAI. Sarà poi un nuovo disegno di legge ad
occuparsi della televisione pubblica. Il Ministro Gentiloni ha indicato le linee guida
nell’affrontare il nodo RAI in “una maggiore autonomia ed evitare lottizzazioni sempre
meno accettabili”.
Si potrebbe prendere spunto dalle televisioni pubbliche straniere, dalla Bbc, dal
modello tedesco ma anche dalla riforma televisiva operata da Zapatero in Spagna, in
particolare per quanto riguarda la nomina del cda. Il Ministro prevede la selezione di
personalità di provata esperienza nel campo, che dovranno essere poi elette da una
maggioranza qualificata del Parlamento.

IL DECRETO SALVA RETE4


Con la caduta del governo di centrosinistra e il ritorno del centrodestra al governo, si
ripropone il problema della questione televisiva. Nel maggio 2008 il governo presenta un
emendamento che subito trova l’ostruzionismo dell’opposizione contro “l’ennesima legge
ad personam”. Per il governo, l'obiettivo dell'emendamento è evitare il rischio di
deferimento dell'Italia davanti alla Corte di giustizia Ue nell'ambito della procedura di
infrazione avviata da Bruxelles nel 2006 sulla compatibilità della legge Gasparri con la
legislazione europea. Partito democratico e Italia dei valori sostengono che
l'emendamento voglia aggirare la sentenza della stessa Corte di Strasburgo sul caso
Europa7-Retequattro, che nel gennaio scorso ha sentenziato che il sistema di
assegnazione delle frequenze radio-tv in Italia non rispetta il diritto comunitario, evitando
che quest'ultima vada sul satellite.

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LA PROPAGANDA E I MEZZI DI COMUNIZIONE
NELL'ITALIA FASCISTA
In tardo latino propaganda significa "cosa da propagare" o "che deve essere diffusa"

La propaganda è un messaggio mirato a influenzare le opinioni o il comportamento delle


persone. Il carattere fondamentale della propaganda dei nostri giorni,ma applicabile anche
al passato, è che i "media", oltre a "divertire, intrattenere e informare", abbiano il compito
di "inculcare negli individui valori, credenze e codici di comportamento atti a integrarli nelle
strutture istituzionali della società di cui fanno parte". In parole povere, una società
caratterizzata da determinate strutture economiche, sociali e istituzionali, avrà bisogno di
media che non vadano a interferire con tali strutture; al contrario, saranno chiamati a
rafforzarle.
Nei totalitarismi del Novecento la propaganda politica trovò la sua massima ragione
d'essere e la sua forma più efficiente e capillare. L'obbiettivo finale non era semplicemente
piegare il singolo all'obbedienza e alle esigenze della macchina dello stato con la paura e
la forza; si puntava anche a suscitare la sua intima adesione, a farne un fascista o un
nazista convinto, pronto ad accogliere senza discussioni, e anzi con entusiasmo, le
direttive del capo supremo del partito.
L'obbiettivo principale era quindi quello di rimodellare le coscienze dei cittadini e di renderli
artefici volontari degli obbiettivi dettati dal potere. Questo fu reso possibile soprattutto
grazie all'incessante e martellante attività dei mezzi di comunicazione, che contribuì
all'instaurazione di regimi dittatoriali e totalitari che basavano il loro potere su un
autoritarismo dichiaratamente antidemocratico.

LA PROPAGANDA NELL'ITALIA FASCISTA

La propaganda fu lo strumento attraverso il quale il fascismo


stabilì un controllo totale sull'informazione e sulla cultura, e riuscì
nel difficile intento di organizzare il consenso nella società italiana,
cercando di influire sui costumi, sulla mentalità e sulle attività
quotidiane delle masse.
Centrale fu la figura del capo carismatico, Mussolini. Infatti il duce
non fondò il suo potere sul carattere sacro o legale della sua
autorità, ma sulle sue presunte doti eccezionali che ne fecero una
figura infallibile.
I nuovi mezzi di comunicazione, in primo luogo la radio, permisero
di raggiungere direttamente tutti gli italiani nelle proprie case, dalla
grande città allo sperduto e remoto casolare di campagna.
I discorsi del duce furono trasmessi simultaneamente nelle scuole, nelle officine, nelle
piazze di tutto il paese, attraverso altoparlanti e nella misura in cui vennero ascoltati
collettivamente dalle famiglie o da intere comunità furono percepiti come veri e propri
eventi. Un ruolo più rilevante lo ebbero gli strumenti di comunicazione visiva: il cinema, la
fotografia, i fumetti per la gioventù, le vignette satiriche, le cartoline postali e la pubblicità.
I mass media ebbero quindi un ruolo fondamentale anche per il sapore di novità dei
moderni mezzi di comunicazione, che furono sottoposti ad un controllo capillare.

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La radio assunse un ruolo di primo piano e si rivelò uno strumento molto
efficace per la diffusione delle informazioni che il regime voleva far
conoscere agli italiani. I discorsi di Mussolini, che furono trasmessi insieme
a programmi di svago e di informazione, furono ascoltati dai cittadini nei
locali pubblici e nelle case proprio grazie alla radio. La radio divenne quindi
la voce ufficiale dello stato. Nel 1928 nacque l'Ente Italiano Audizioni
Radiofoniche (EIAR) e la radio grazie a questo acquistò molta importanza
tra i mass media utilizzati dal fascismo e tra la popolazione.

La stampa fu uno degli strumenti più utilizzati


attraverso il quale il regime effettuò il suo controllo
sulle informazioni. Questo controllo fu reso possibile
grazie all’acquisto da parte del partito fascista tra il
1911 e il 1925 delle maggiori testate giornalistiche. I
quotidiani, dunque, presentarono, attuando una
censura su cronache nere e fallimenti economici, il
periodo fascista come un modello storico di pace e
moralità. Lo stesso accadde anche nei giornali per
bambini i cui argomenti erano strettamente legati
all’ideologia fascista (superiorità dei bianchi sui neri,
malvagità degli ebrei ecc.). Nei primi anni del regime la stampa fu sottoposta ad un
controllo formale. Mussolini infatti acquistò i maggiori giornali italiani per portare avanti il
suo progetto teso ad accrescere il consenso intorno al regime. Nonostante il controllo
attuato dal fascismo però, alcuni giornali d’opposizione come La Stampa e Il Corriere della
Sera riuscirono a sopravvivere. Con le "Leggi Fascistissime" e quelle del dicembre 1925
Mussolini dispose che ogni giornale avesse un direttore responsabile inserito nel partito
fascista e che il giornale stesso, prima di essere pubblicato, fosse sottoposto ad un
controllo preventivo. Queste leggi inoltre istituirono "L’Ordine dei Giornalisti" i cui membri
dovevano far parte del partito fascista. Mussolini creò inoltre l’Ufficio Stampa, che nel 1937
venne trasformato in Ministero Della Cultura Popolare (Min.Cul.Pop.). Questo Ministero
aveva l’incarico di controllare ogni pubblicazione sequestrando tutti quei documenti ritenuti
pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti "ordini di stampa" (o "veline") con i
quali s’impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l’importanza dei
titoli e la loro grandezza. Grazie a queste leggi il regime fascista controllò direttamente
uno dei mezzi di diffusione delle informazione e delle notizie più diffuso del paese.

Il cinema venne definito da Mussolini come “l'arma più


forte dello stato” già nel 1922. Nel 1925 si costituì
l'Istituto Nazionale LUCE (L'Unione Cinematografica
Educativa) il cui compito era quello di produrre
documentari e cinegiornali di attualità, che a partire dal
1926 vennero diffusi obbligatoriamente in tutte le sale
cinematografiche prima della proiezione dei film, per
mostrare l'aumento della produttività industriale, la
crescita del prestigio internazionale e soprattutto la

23
grandezza e il valore del duce. L'immagine dell'Italia che usciva dai cinegiornali era quella
di un paese sicuro nel quale si viveva onestamente, dove tutti lavoravano e dove le
famiglie erano numerose e serene.
Questo nuovo mezzo di comunicazione divenne sicuramente il più
efficace mezzo di propaganda del regime nel campo dello
spettacolo. Fu anche per questo motivo che il governo fascista fu
molto attivo non solo nella diffusione dei cinegiornali ma anche nel
favorire la produzione cinematografica. Nel 1931 infatti promulgò
una legge unica in Europa, che impegnava ingenti capitali a fondo
perduto a favore dell'industria cinematografica; nel 1934 venne
istituita la Direzione generale per la cinematografia; nel 1935 fu
fondato il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e nel
1937 nacquero gli studi di Cinecittà, nella periferia di Roma. Inoltre,
le sale in Italia erano molte, ma non coprivano l'intero territorio nazionale: l'avvento del
cinemobile permise di proiettare film e cinegiornali nelle piazze e quindi di allargare
notevolmente il raggio di azione della propaganda, coinvolgendo un numero sempre
maggiore di persone.

Grazie all'utilizzo martellante ed ininterrotto dei nuovi mezzi di comunicazione, il regime


riuscì nell'intento di creare il mito dello stato etico, che permise al regime fascista di
presentarsi come interprete dell’interesse generale e di ottenere il consenso delle masse.

24
GABRIELE D'ANNUNZIO E LA SUA INFLUENZA SULLE MASSE
“Bisogna fare la propria vita, come si fa un'opera d'arte. Bisogna che la vita di un uomo di
intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui.”

LA VITA
Gabriele D'Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863 da famiglia
borghese e compie gli studi liceali in un collegio di Prato, distinguendosi
sia per la sua condotta indisciplinata che per il suo accanimento nello
studio unito ad una forte smania di primeggiare.
A soli sedici anni scrive il primo libro di versi, “Primo vere”, che,
pubblicato a spese del padre, ottiene un precoce successo e viene
recensito positivamente dalle riviste importanti dell'epoca.
Nel 1881, finito il liceo, si trasferisce a Roma, dove si iscrive alla facoltà di
Lettere, che però trascura per dedicarsi alla vita mondana e letteraria. In
breve tempo, collaborando a diversi periodici, sfruttando il mercato librario e giornalistico e
orchestrando intorno alle sue opere spettacolari iniziative pubblicitarie, il giovane
D'Annunzio diviene figura di primo piano della vita culturale e mondana romana.
Nel 1899 viene pubblicato “Il piacere”, il suo primo romanzo. Ricco di risvolti autobiografici,
“Il piacere” si colloca al vertice di questa “mondana ed estetizzante giovinezza romana”.
Intanto gli amori con le signore dell'alta società si intrecciano alle avventure occasionali, e
lasciano il poeta, che aveva sulle donne un fascino irresistibile, a volte spossato.
Nel 1891, assediato dai creditori si allontana da Roma e si trasferisce a Napoli, dove,
collaborando ai giornali locali trascorre due anni che lui stesso definisce di «splendida
miseria». Alla fine del 1893 D'Annunzio è costretto a lasciare, a causa delle difficoltà
economiche, anche Napoli e ritorna in Abruzzo. Nel 1894 pubblica il suo nuovo romanzo
“Il trionfo della morte” e i suoi testi inoltre cominciano a circolare anche fuori dall'Italia.
Nel 1895 esce “Le vergini delle rocce”, il romanzo in cui si affaccia la teoria del superuomo
e che dominerà tutta la sua produzione successiva.
Sempre a partire del 1895 inizia una relazione con l'attrice Eleonora Duse, e negli anni
seguenti mette in scena una decina di drammi, quasi sempre con la Duse come
protagonista, con alterna fortuna. La relazione tra i due idoli delle cronache mondane
contribuì nel far salire la popolarità di entrambi.
Nel 1897 viene eletto deputato sedendo nei banchi dell'estrema destra; uno dei suoi
discorsi elettorali rimasti famosi è quello sul tema della siepe. Nel 1900 abbandona la
destra e si unisce all'estrema sinistra. Il poeta in parlamento è poco presente e non prende
mai la parola, e dopo lo scioglimento delle camere non viene rieletto.
Si stabilisce quindi nei pressi di Firenze, nella villa detta “La Capponcina”, dove vive
lussuosamente spendendo immense somme di denaro in lavori di ristrutturazione,
arredamento e in regali alle amanti di turno. Intanto continua a pubblicare altri romanzi e
versi: nel 1903 uscirono i primi tre libri delle “Laudi”: “Maia”, “Elettra” e “Alcyone”.
Nel 1910 pubblica il romanzo “Forse che sì, forse che no”, e per sfuggire ai creditori, si
rifugia in Francia. La sua permanenza in Francia è dallo stesso poeta definita come un
“volontario esilio”. In Francia partecipa alla vita mondana della belle époque
internazionale, compone opere in francese e al «Corriere della Sera» fa pervenire le prose
“Le faville del maglio”.
Nel 1912, a celebrazione della guerra in Libia, esce il quarto libro delle Laudi, “Merope”. Il
quinto, “Asterope”, sarà completato nel 1918 e i restanti due, sebbene annunciati, non
usciranno mai. Nel 1915, nell'imminenza dello scoppio della prima guerra mondiale, torna

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in Italia, tiene accesi discorsi interventistici e organizza eccezionali azioni di marina e di
aviazione.
Durante un incidente aereo viene ferito ad un occhio e quindi costretto a una lunga
convalescenza, durante la quale scrive il “Notturno”, edito nel 1921.
Alla fine della guerra, D'Annunzio fu protagonista dell'agitazione nazionalista contro “la
vittoria mutilata” e conduce una violenta battaglia per l'annessione all'Italia dell'Istria e
della Dalmazia. Nel 1919, alla testa di un gruppo di legionari, marcia su Fiume e occupa la
città, instaurandovi una singolare repubblica, che il governo Giolitti farà cadere nel 1921,
con il trattato di Rapallo.
Negli anni dell'avvento del Fascismo, nutrendo una certa diffidenza verso Mussolini e il
suo partito, si ritira, celebrato come eroe nazionale, sul lago di Garda, nella villa di
Cargnacco, trasformata poi nel museo-mausoleo del Vittoriale degli Italiani. Qui,
pressoché in solitudine, nonostante gli onori tributatigli dal regime, il vecchio esteta
trascorre una malinconica vecchiaia, segnata dalla progressiva decadenza fisica e
dall'impotenza creativa, sino alla morte avvenuta il primo marzo 1938.

IL SUO TALENTO E IL POTERE DI INFLUENZARE LE MASSE


D’Annunzio fu per il suo tempo un modello di gusto e di comportamento, unico in Italia nel
genere, e con le sue azioni e i suoi atteggiamenti influenzò profondamente non solo la vita
mondana ed aristocratica, ma anche il modo di pensare della gente comune.
In lui si scopre il desiderio di vivere e di godere tutte le sensazioni, la sensualità di un
artista che sente con gioia e voluttà i profumi, i colori, i suoni, e che con la sua
immaginazione rende tutto più bello, più entusiasmante, più esageratamente clamoroso.
La sua produzione assume un aspetto particolarmente elegante, poiché coglie gli aspetti
del mondo con sensualità e riesce a scomporre questi aspetti in tanti piccoli momenti,
godendoli uno ad uno. Le caratteristiche della lingua di D’Annunzio sono la profondità, la
musicalità, la spiazzante bellezza. Per lui “il verso è tutto”, può rappresentare tutto, il
soprannaturale, l’assoluto, ciò che in altri modi è inesprimibile.
La sua personalità raffinata ed egocentrica, il suo gusto per il gesto clamoroso, le sue
filosofie di autoesaltazione, ne hanno fatto un uomo di grande carisma e un poeta di
grande talento, che ebbe un ruolo determinante nell'influenzare l'opinione pubblica.
Quando aveva appena sedici anni, un giornale riceve e pubblica la notizia che il poeta è
morto in seguita ad una caduta da cavallo, ma la notizia viene immediatamente smentita e
pare che la “soffiata” provenga da D'Annunzio stesso. Questa vicenda evidenzia come, già
dall'inizio della sua carriera, fosse importante far parlare di sé ed essere al centro delle
cronache.
D'Annunzio ebbe un ruolo di primo piano anche su gli eventi storici accaduti nel periodo
che va dallo scoppio della prima guerra mondiale all'affermazione del fascismo.
Le sue “radiose giornate di maggio”, in cui incitava le folle in violente dimostrazioni
interventiste, sono passate alla storia e hanno contribuito nel “convertire” le masse
all'interventismo e quindi all'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale.
La celebrità del poeta crebbe ulteriormente grazie alle sue azioni di marina e di aviazione,
che gli valsero la consacrazione di “poeta soldato” e di eroe nazionale, tra cui si ricorda il
volo su Vienna e la beffa di Buccari.
Al termine del conflitto, D'Annunzio non perse l'occasione per restare al centro
dell'attenzione collettiva alimentando il mito della “vittoria mutilata” e portando a termine
l'impresa dell'occupazione di Fiume insieme ad un gruppo di legionari da lui guidati.
È quindi possibile affermare che il poeta, durante la sua vita fatta di amori e tradimenti, di
un lusso sfrenato e di fughe continue da creditori, di imprese eccezionali, riuscì nel
compiere il suo obbiettivo personale principale: vivere una “vita inimitabile”.

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