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Nei suoi fondamenti fisiologici la "tecnica pianistica naturale" di Breithaupt

dipende, per suo esplicito riconoscimento, dai lavori, pressoch


contemporanei, del medico e fisiologo Friedrich Adolf Steinhausen. di
Breithaupt la formula "non pensare alle dita, non voler suonare con le dita",
che sintetizza efficacemente il principio fondamentale della tecnica del peso
in antitesi alla tecnica digitale. Quest'ultima prescrive l'innaturale
articolazione delle dita con la mano immobile e l'esclusione di qualsiasi
apporto del braccio, da cui conseguono, oltre che un inutile dispendio di
energia muscolare, irrigidimenti, contrazioni e false estensioni delle dita. La
"nuova" tecnica naturale - nuova solo in quanto formulazione teorica, perch i
grandi pianisti hanno sempre suonato in questo modo - sostiene invece la
necessit di sfruttare adeguatamente il peso inerziale di tutto il braccio dalla
spalla in gi fino alla mano. Il punto di partenza "uno stato di riposo e di
completo rilassamento muscolare del braccio, cos come possiamo osservarlo
in un bambino che dorme o ottenerlo noi stessi lasciando pendere il braccio
sullo schienale di una sedia"[1].

La prima basilare forma di movimento pianistico , di conseguenza, la caduta


libera (freier Fall): in modo del tutto passivo il peso dell'intero braccio viene
scaricato sulla mano e, attraverso la mano, sulla punta delle dita, che
imparano a sostenerlo senza flettere sulla tastiera. Gradatamente si
apprende poi a dosare il peso in rapporto all'intensit del suono da produrre e
si acquista l'educazione al "senso del peso". Dalla "caduta libera", movimento
basilare di trasmissione del peso, derivano tutte le altre forme di movimento.
"Il semplice spostamento laterale del peso realizzato mediante una serie di
cadute in verticale sta a fondamento del martellato e del non-legato. Il legato
si basa invece sul cosiddetto rotolamento (Rollung) del peso, ossia sulla
trasmissione del peso da un dito all'altro realizzata [...] sfruttando la
rotazione dell'avambraccio"[2].

La rotazione dell'avambraccio (su di un asse longitudinale che unisce il


gomito al polso) la seconda forma fondamentale di movimento pianistico,
completamente ignorato dalla didattica tradizionale. Tale movimento,
presente in diversi atti della vita quotidiana (come aprire e chiudere una
porta), si manifesta pianisticamente nella sua forma pi evidente nel tremolo
di ottave ed implicito nella maggior parte dei altri movimenti pianistici (trilli,
scale, arpeggi, "salti" ecc.)[3].

Il "gioco digitale"[modifica | modifica wikitesto]