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Il seguente testo di Mies van der Rohe, dal- Vinizio degli anni 50, costituisce una rarita: si tratta infatti delle lezioni da lui tenute al- PUT di Chicago. Il manoscritto delle conferenze, mai pubbli- cato(') e conservato nella Library of Con- gress di Washington, e sul cui frontespizio compare la dicitura «Manuscript of one im- portant address Mies gave here in Ger- man», da un’idea delle dimensioni spirituali sulle quali Mies fondava la sua concezione dell’architettura e della tecnica, Come gia nei primi anni 20, quando Mies, inizid a operare negli Stati Uniti, Vedilizia era nuovamente soggetta al primato della struttura. Pure, mentre allora l’affermazio- ne positivistica della funzionalita e del trat- tamento dei materiali era elevata a criterio, nel segno della «Volonta dei tempi», il ritor- no alla struttura degli anni 50 é di segno af- fatto diverso: ora, infatti, Mies pone il «pro- blema del rango e del valore della tecnica». Solo al di 1a delle condizioni empiriche, in- fatti, si pone lo scopo reale dell’architettu- ra, che consente di risolvere il problema del superamento del dualismo fra soggetto e og- getto, attraverso la creazione di un ordine costruito sull’oggettivita, nel quale si con- giungono le sfere contrastanti delVarte e della tecnica, come parti di un tutto maggio- re, Su questa premessa filosofica si basa la convinzione che la «struttura pura» in quan- to rappresentazione di un ordine oggettivo, insieme al «contenuto puro», si trasforma in arte, che la tecnica e l’architettura si com- pletano reciprocamente in «opere pure». La concretizzazione di questo mondo nascosto di valori, di significati e di forma estetica é il maggior compito dell’architettura. Il suo scopo é di dedurre un ordine razionale dalle condizioni specifiche del tempo. Per l’archi- tettura moderna, cid significaya, come si espresse Mies nel 1928, «esprimere nell’at- mosfera fredda e limpida della tecnica ¢ la coscienza valori estetici e sp 48 The following text by Mies van der Rohe, dating b: the beginning of the 1950's, is a rarity: it deals, in fact the lessons held by him at the IIT of Chicago. The manuscript of the conferences, never published, served in the Library of Congress of Washington, « title-page of which appears the heading «Manuscript o Important Address Mies gave here in German», gi idea of the spiritual dimensions upon which Mies bas conception of both architecture and technique. As in the beginning of the 1920's, when Mies began to in the United States, he was once again subject to the p cy of structure. While at the time the positivistic affern of functionality and treatment of materials was elevate criterion, also in the sign of «the desire of the times return to the structure of the 1950's is in fact of a dif sign: at this point, in fact, Mies poses the «problem o; and of the value of the technique». Only by going beyond empirical conditions, in effec one pose the real aim of architecture, permitting one. resolve the problem of the superseding of dualism be subject and object, by way of the creation of an orde structed on objectiveness in which the contrasting sphe art and technique — as parts of a greater whole — con Upon this philosophical premiss is based the convictic the «pure structure», in so far representation of an obj order, together with the «pure content», is transforme art — that technique and architecture reciprocally see selves completed in «pure works». The materializat this hidden world of value, of meaning and of aes form, is the major goal of architecture. Its aim is to dee rational order from the specific conditions of time. Th modern architecture, means — as Mies expressed in ] «expressing within the cold and limpid atmosph technique and conscience both aesthetic and spiritual va Der folgende Text von Mies van der Rohe aus den. d0er Jahren gibt eine jener mit Seltenheitswert belegte lesungen wieder, die er als Lehrer am IIT in Chicago ten hat. Das zuvor nicht verdffentlichte, in der Lib? Congress in Washington aufbewahrte Vortragsmanus versehen mit der Deckblattaufschrift «Manuscript of 0 portant address Mies gave here in German» — gewah blick in die geistigen Dimensionen, in welche Mies se stdndnis von Baukunst und Technik eingebettet sehen Wie bereits zu beginn der Zwanziger Jahre steht das am Beginn der amerikanischen Laufbahn von Mies \ um unter dem Primat der Konstruktion. Doch wahr den frithen Zwanziger die positivistische Bejahur Zweckerfullung und Materialbehandlung im Zeich «Zeitwillens» zum Kriterium modernen Bauens er wird, steht der Riickgriff auf die Konstruktion voi unter einem anderen Zeichen: jetzt stellt Mies die nach Wiirde und Wert der Technik». Erst jenseits der empirischen Bedingungen existiert di liche Aufgabe der Baukunst, die es zu lésen gilt: Die windung des Dualismus zwischen Subjekt und Objek die Schaffung einer auf Objektivitéit gebauten Ordnt der die gegenstitzlichen Sphiren von Kunst und Tech Teile eines grdsseren Ganzen zusammenfinden. Auf philosophischen Prdmisse beruht die Uberzeugun «echte Konstruktion» als Reprdsentant objektiver Or verbunden mit einem «echten Inhalt», sich in Kunst v delt, daB Technik und Baukunst sich in «echten W wechselseitig vollenden. Diese verborgene Welt der der Bedeutung und der Schénheit zu verwirklichen bi wesentliche Aufgabe der Baukunst. Thre Bestimmui es, aus den jeweiligen Bedingungen einer Zeit herau hafte Ordnung zu entwerfen, Fiir die moderne Bauku es, wie Mies es 1928 ausdriickte, «in der harten und Atmosphiire der Technik und der Bewuftheit kiinstl und seelische Werte zu entfalten», Ludwig Mies van der Rohe: Conferenza Chicago, occasione e data Sconosciuti. 19 fogli di un manoscritto inedito per una conferenza, Annotazione sul foelio di copertina: «Manoscritto di un’ importante conferenza che ‘Mies ha tenuto qui in tedesco». (Foglio 1) oo, Egregi signore e signori, ; i] tentativo di attuare un rinnovamento del dalla forma é fallito. Un lavoro durato sec portato a nulla. Quella rivolta eroica di uo Jento portata avanti alla svolta del secolo h: moda. Inventare forme non é, evidentem chitettura. Architettura é di pid ed @ altro. Gia quella meravigliosa parola (Baukunst, arte del Costruire) spiega che la costruzione 8 il suo contenuto essenziale e l’arte ne costituisce il compimento. Varchitettura partendo ‘oli € perduto e non ha mini di grandissimo ta- a avuto la durata di una ente, il compito dell’ar- (Foglio 2) Un edificio, dove diventd grande, era quasi sempre sostenuto dalla struttura e la struttura era quasi sempre l’elemento configurante la sua forma spaziale. Il Romanico e il Gotico mostrano cid con lumi- nosa chiarezza. Qui come 1a, la struttura é portatrice del significa- to, portatrice persino dei pit profondi contenuti spirituali. Ma allo- L’Acropoli in una fotografia di Gianni Berengo Gardin ra, se é cosi anche un rinnovamento dell’architettura poteva awve- nire unicamente partendo dalla struttura, e non attraverso motivi addotti arbitrariamente. (Foglia 3) KOMSIRU Ct! Ort _ “ato de Ma la struttura, questa fedele custode dello Zeitgeist, («spirito de .tempo») si era negata a ogni arbitrio ¢ aveva creato un ier gia Oggettivo per un nuovo sviluppo. E cosi é accaduto. J pochi veri edifici del nostro tempo mostrano la struttura come elemento costi- tutivo dell’architettura. Costruzione e significato sono tutt'uno. Il metodo costruttivo é di importanza decisiva e testimoniante. (Foglio 4) f La struttura non determina unicamente la propria forma, ma é la forma stessa. Dove una vera struttura incontra un vero contenuto, 1 nascono anche vere opere; opere vere e conformi alla loro natu- ta. E queste sono necessarie. Sono necessarie in sé € come elementi di un vero ordine, Si pud ordinare solo cid che é gia ordinato in sé. ee @ pid di organizzazione. Organizzazione é I’atto di mettere un fine. MIES VAN DER ROHE powus 18 eto. s00S SS S——— Leet Patto di dare un senso. Se noi attribuissimo a ogni ine, invece A + drone. oe che a essa si addice secondo la sua natura, le cose si dispor ca! rebbero, come da sole, nell’ordine a loro conforme e soltanto allo- ra esse diverrebbero in tutto e per tutto cid che sono. Il caos in cui viviamo farebbe posto all’ordine e il mondo riacquisterebbe senso € ridiverrebbe bello. Fogiio 9 . . : . * Ma questo presuppone che ci si astenga dal bizzarro e si faccia il necessario. Che si esprima e si realizzi cid che é tempo di fare e che non Si Ostacoli cid che vuole divenire e che deve essere. (Foglio 7) In altre parole: che si serva anziché dominare. Solo chi ha speri- mentato come é difficile compiere in modo corretto persino cose semplici, sa apprezzare la gravita di questo compito. Significa resi- stere con umilta, rinunciare all’effetto e fare in onesta il necessario e il giusto. (oglio 8) leri ancora si parlava di forme dell’arte eterne, oggi della loro tra- sformazione dinamica. Entrambi i casi sono visti con ottica errata. L’architettura non é legata né alla quotidianita né all’eternita, ben- “si all’epoca storica. Soltanto un movimento storico le da spazio vi- tale e Ja fa divenire cid che &. L’architettura @ l’atto di dare un Senso a un avvenimento storico. Vero compimento de} suo movi- mento interno. (Foglio 9) Compimento ed espressione della sua essenza. Questo é verosimil- mente anche il motivo per cui il XIX secolo falli talmente. Inosser- vata e sotterranea rispetto a tutti i confusi tentativi di quel tempo, la corrente dello sviluppo flui tranquijlamente; alimentata dalle forze di un mondo che era gia diverso in sé, spuntd una foresta vergine di forme nuove. Inconsueta e di forza selvaggia. Il mondo delle forme tecniche; grande e possente. (Foglio 10) Forme reali di un mondo reale. Tutto cid che accadde d’altro dovet- te impallidire al confronto ¢ finire a margine. La tecnica ci promet- _ te potere € grandezza insieme: una promessa pericolosa per l’'uomo che non cfeato né per !’uno.né per l’altra. Coloro che sono effetti- vamente responsabili si sentono affranti ¢ rispondono a questa pro- messa con I’interrogativo sulla dignita e sul valore della tecnica. (Foglio 11) Il mondo, cosi come si offre, é sostenibile anche per I’uomo? Insi- stiamo: @ anche degno dell’uomo oppure troppo meschino? Offre anche spazio per Ja dignita umana pid alta? Pud diventare tale che valga la pena di vivervi? (Foglio 12) E infine: il mondo é sufficientemente nobile da poter corrispondere al dovere dell’uomo di fondare un ordine alto e grande? Queste sono domande di enorme peso. Vi si pud dare tapidamente a una risposta affermativa o anche, altre sposta negativa; e lo si é anche fatto ety “Pldamente, ung ; he (Foglio 13) Ma a uno sguardo accurato, al di la di ogni siudizig errato, la tecnica appare come un mondo che a Preconcetty td Co ag a cos! e non g definito ¢ limitato, dipendente dalla visione de| mondo nL livers, come ogni altra architettura, ed esclusivo di una quantita - lita. Possibj. (Foglio 14) Non c’é motivo di sopravvalutare questa forma. Ma &, come ty le vere forme, profonda e alta. Con la vocazione a una COSA € s0 te posta alla tentazione per un’altra. Un mondo reale. Seé COs] pi anche la tecnica deve mutarsi in architettura per compiersi, Sareh. be un’architettura erede de] Gotico. Essa & la nostra Pik grande speranza. (Foglio 15) Ma tutto questo non viene da sé. La storia non viene da sé (Aggiun- ta nella prima stesura del manoscritto: la storia vuole essere fatia). E la misura della storia é pid corta di quanto molti credano. Solo trenta generazioni ci separano dalla costruzione dell’ Acropoli. E i] Medioevo non ebbe abbastanza “respiro” per portare a compimen- to le sue cattedrali (Aggiunia nella prima stesura del manoseritto: abbiamo tutte le ragioni di essere vigili e di non trascorrere la nostra epoca dormendo). (Foglio 16) Inoltre l’era tecnica non é cosi giovane come pud sembrare. White- head Jocalizza Ja sua ora di nascita nel XVII secolo. Pud essere. Le cause ultime di cid che accade oggi vanno verosimilmente trovate nelle discussioni di monaci solitari dietro muri silenziosi di convent romanici, (Foglia 17) . In una rivelazione infinitamente lenta nasce la grande forma, la cui creazione é il senso delle epoche. (Ma una bonta conciliante della storia fa morire le cose grandi nella loro grandezza e Tisparmia loro l'eta della vecchiezza) (Periodo cancellato). Non tutto cid che accade si compie nella sfera det visibile. Le battaglie dello spirito decisive vengono disputate su campi di combattimento invisibili. (Foglio 18) Il visibile @ soltanto ultimo grado di una forma Storica. La sua rivelazione. Il suo compimento reale. Poi la forma s’interrompe. E sorge un mondo nuovo, (Fogiio 19) Questo che ho detto é i] terreno su cui sto; cid in cui credo é la giustificazione di quello che faccio. Le convinzioni sono necessarie, ma nell’ambito del’opera hanno soltanto un significato limitato. Alla fine quello che conta @ la prestazione. (Aggiunta cancellata nella prima stesura del manoscritto: Goethe aveva inteso questo quando disse: Crea, artista, non parlare). Mies van der Rohe, fotografato a Chicago da’ Hedrich-Blessing. eetvomvs 20 Lvc110-Acost0's6 eS CLIO ACOSO Ludwig Mies van der Rohe: Lecture, Chicago, Event and Date unknown _ 19 pages of an unpublished lecture manuscript in: LoC. at , Title: Manuscript of one important address Mies gave here in German. (Page 1) 1 Ladies and Gentlemen. The attempt to renew architecture through form has failed. A work of centuries is wasted and led nowhere. That heroic revolt of high ly talented men at the turn of the century had the duration of a fashion. Inventing new forms is obviously not the task of architecture. Architecture (Baukunst) is more and something different. That mag- nificent word itself makes it clear, the essence of architecture ts build- ing and art the manifestation of its perfection. (Page 2) : Building, where it became great, was almost always determined by its construction, whereas construction was almost the determinant of spatial form. Romanesque and Gothic architecture show this with luminous clarity. Here as there structure is the embodiment of mean- ing, the embodiment even of ultimate intellectual content. But if this is true, a renewal of architecture could only result from construction and not through arbitrarily selected motifs. (Page 3) Construction, however, this loyal protector of the «zeitgeist», had denied all kinds of arbitrariness and created an objective base for a new development. And so it happened. The few authentic buildings of our time expose construction as a constituent of architecture. Building and meaning are one thing. The mode of construction plays a decisive and testimonial role. (Page 4) Construction not only determines its form, but is form itself. Where authentic construction meets authentic content, genuine pieces of work result; pieces of work, authentic and true. And these are neces- sary. They are necessary both in themselves and as members of a true order. Only things which already have order in themselves can be ordered. Order is more than organization. Organization is to set @ purpose. (Page 5) Whereas order is to give a meaning. If we would treat each thing according to its very nature, all things would fall easily into an ap- Propriate order and only then they would really become what they are, In this manner, they would become truly complete. The chaos in which we live would give way to order, and the world would be meaningful and beautiful again. (Page 6) But this requires to give up wilfulness and to do the necessary. To eak out and turn reality what is due to our time and no i, what will be and what should be. * t0 hinder (Page 7) In other words: to serve rather than to rule. Only those who have experienced how difficult it is to do simple things right, know to respect the power of this responsibility. It means to stand Up to hu- mility, to abstain from the effect and to loyally do the right and the necessary. (Page 8) Yesterday we still spoke of the eternal forms of art, today of their dynamic change. Both views are wrong. Architecture is neither ate tached to the day nor to eternity, but to the epoch. Only a historical movement gives it a realm of life and makes it to what it is. Architec- ture is the art of giving a meaning to an historical event. The true realization of its inner movements. (Page 9) Fulfilment and expression of its nature. That is probably why the nineteenth century was such a failure. Neglected and deep under the confused attempts of that time, the current of development flowed calmly onward, nourished by the power of a world that was already different in itself a jungle of new forms was generated. Unfamiliar and with wild power. The world of technical forms; big and power- ful. (Page 10) . Real forms of a real world. Everything else that happened paled into insignificance beside it. Technology promises us both power and greatness. A dangerous promise for man that is neither made for one nor the other. The truly responsible feel burdened and respond to this promise by asking about the dignity and merit of technology. (Page 11) Is the world as it presents itself acceptable for man? And more: is it worthy of him or is it too inferior? Can it also provide Space for highest human dignity? Can it become a world in which it is worth- while to live? (Page 12) And finally: is this world noble enough to satisfy the duty of man to build a high and great order? These are heavily weighted questions. One can quickly answer them in the affirmative and just as quickly negate them, and this has been done. (Page 13) But to the careful eye, beyond all prejudice and misjudgement, the world of technology seems to be a world that is rigid; defined and narrow, dependent on the contemporary image of the world as is every other architecture and excluding thereby a variety of possi- bilities, f i ergooms 22 LUGLIO-AGOSTO 86 (Page 14) There is no reason to overestimate this form. But it is, as are all true forms, profound and sublime. Being called to the one and striving for the other. A real world. If this is so, then also technology must transform into architecture to be complete. It would be an architec- ture inheriting the Gothic. It is our greatest hope. (Page 15) But all this will not happen by itself. History will not happen by itself (Addition to the rough manuscript: History wants to be made). And the measure of history is shorter than many would think. Only thirty generations separate us from the erection of the Acropolis. And the breath of the middle ages was not enough to finish their cathedrals. (Addition to the rough manuscript: We have good reason to be on the alert and not to oversleep our time.) (Page 16) Moreover, the age of technology is not so young as it might appear. Whitehead locates its date of birth in the seventeenth century. This may be true. The ultimate grounds for that which is happening now can yet be found in the discussions of solitary monks behind quiet and Romanesque monastery wails. (Page 17) In infinitely slow disclosure the great form comes into being, the creation of which constitutes the meaning for the epochs. (But histo- ry appeases and allows the great to die in their moment of greatness and spares them old age. — Crossed out of text.) Not all that is hap- pening is visible. The decisive battles of the spirit are fought through on invisible battle grounds. . (Page 18) The visible is only the final stage of an historical form. Its revelation. its real fulfilment. Then it breaks off. And a new world emerges. (Page 19) What I have said is the ground on which I stand; is what I believe and the justification of what I do. Convinctions are necessary but only of limited significance in the sphere of work. In the end, what matters is still the achievement. (Crossed-out addition to the rough manuscript: Goethe meant this when he said «Artist create, don’t talk».) Hlinois Institute of Technology, 1944: particolare della struttura portante della biblioteca e dell’edificio amministrativo. \\ N ‘\ \ i egy i Va eee Gy Uj ; Te AEREy aad Li vA AH MAE gg psu On > REDE 4. S S a it~ aie i gts eZ WSS tigoe a Zu Gy . di Decimus Burton, 1844-48, in una fotografia di Gianni Berengo Gardin. srenonts 24 Lvat10-AG0sTo 86 eo ROTO ACOSO Ludwig Mies van der Rohe: Vortrag Chigaco, Anlaf und Datum nicht bekannt, 19 Blatt unverdffentliches Vortragsmanuskript, in: LoC. Dee! kblattaufschrift: «Manuscript of one important address Mies gave here in German». @i. 1) Meine sehr verehrten Damen und Herren. Der Versuch, die Baukunst von di ~ Baukunst i Gi. 2) Bau, wo er gro8 Wurde, war fast immer Betragen von der Konstruktion und die Konstraktion Edificio Bacardi a Santiago (Cuba), 1957: pilastro in cemento precompresso. Edificio i umgestalt. Romanik und Gotik zeigen das in leuchtender Klar- fast immer der eat ee Sinntrager, der Trager selbst der letzten geistigen Inhalte, heit. Hier wie Sa konnte eine Erneuerung der Baukunst auch nut von der Konstruktion tle, nutes durch willkirlich herangebrachte Motive. Gi. 3) i Behiiter des Zeitgeistes, hatte sich aller Willkiir versagt und Die Konstruktion aber, oar de aca Entwicklung geschaffen. Und 80 ist es auch geschehen. eine objektive Grun: A n unserer Zeit zeigen die Konstruktion als baulichen Bestandteil, Bau Dig ‘Sina euia aa De. Banwelee ist von ausschlaggebender und zeugnishafter Bedeutung. un J De Ronstrulsion bestimmt nicht nur ihre Form, pee Mss Vicon ee i it chten Inhalt trifft, da enste! jen auch echte Wer e; Werke, echt un ps pros sind notwendig. Sie sind notwendig in sich und als Glieder einer echten, Ordnung. Man kann nur ordnen, was in sich schon Scordnet ist, Ordnune j tion. Organisation ist Zwecksetzung. NB ist meh, e Otay (Bl. 5) - . ; Ordnung dagegen Sinngebung. Wiirden wir jedem Ding das geben, was j Wesen nach, dann wiirden die Dinge wie von selbst in die ihnen Bemave hier erst wiirden sie ganz das sein, was sie sind, Hier erst wii irden sie sich Wirk}j Chaos, in dem wir leben, wiirde der Ordnung weichen und die Welt Wiirde yi llende, n ieder gi. schén, Sinnvoy, ung @l. 6) : a Aber das setzt voraus, das Eigenwillige zu lassen und das Notwendige zu tun, A und zu verwirklichen, was an der Zeit ist, und nicht zu verhi indem, Was werden wit) , uP Teche Well und sein sa (Bl. 7) | Mit anderen Worten: zu dienen, statt zu herrschen. Nur w ih selbst einfache Dinge richtig zu tun, wei8 die Wucht dieser Wel i Aufgabe zu wirdigen, tea Demut standzuhalten, auf Wirkung zu verzichten und in Treue das Notwendige und Rechte to tun. ‘er erfahren hat, wie (Bl. 8) Gestern noch sprach man von ewigen Formen der Kunst, heute von ihrem dynamischen Wechsel. Beides ist falsch gesehen. Baukunst ist nicht dem Tage noch der Ewigkeit ver sondern der Epoche. Nur eine historische Bewegung gibt ihr Lebensraum und Macht sie ergy zu dem, was sie ist. Baukunst ist die Sinngebung eines historischen Geschehens. Echter Vollzug seiner inneren Bewegung. (BI. 9) : Erfiillung und Ausdruck seines Wesens, Das ist denn wohl auch der Grund, warum das 19, Jahrundert so versagte. Unbeachtet und tief unter all den wirren Versuchen jener Zeit ging tuhig der Strom der Entwicklung, gespeist von Kriften einer Welt, die in sich schon anders war, brach ein Urwald never Formen hervor. Ungewohnt und yon wilder Kraft. Die Welt der technj- schen Formen; gro8 und gewaltig. (BI. 10) Wirkiche Formen einer wirklichen Welt. Alles andere, was geschah, muBte daneben verblassen und an den Rand geraten, Technik verheiGt uns zugleich Macht und GréBe, eine gefarliche VerheiBung far den Menschen, der weder far das eine noch das andere geschaffen ist. Die wahrhaft Verantwortlichen fiihlen sich bedrickt und beantworten diese Verhei®ung mit der Frage nach Wiirde und Wert der Technik (Bl. 1b Ist die Welt, wie sie sich anbietet, auch far den Menschen Mehr noch: Ist sie des Menschen auch wiirdig oder ist sie Bietet sie auch Raum fir héchste menschliche Wirde? Kann sie detart werden, daB es sich lohnt, in ihr zu leben? tragbar? Zu gering? (BL. 12) . Und endlich: Ist die Welt edet genug, daB sie der Pflicht des Menschen, eine hohe und groBe Ordnung aufzubauen, entsprechen kann? Das sind Fragen von schwerstem Gewicht. Man kann sic schnell bejahen und auch schnell ver- neinen, und man bat das auch getan. (Bi. 13) Sorgfaltigem Blick aber, jenseits von allen Vor- und Feblurteilen, Welt, dic so ist und nicht anders, bestimmt und eng, abhangig vom Weltbild der Zeit wie jede andere Baukunst, und eine Fille von MOglichkeiten ausschlieSend. scheint die Technik als eine (Bl. 14) Es besteht kein Grund, diese Form zu Uberschatzen. Aber sie ist, wie alle echten Formen, tief und hoch, Zum einen berufen und zum anderen versucht. Eine wirkliche Welt. - Wenn das so ist, dann mu8 auch Technik sich in Baukunst wandeln, um sich zu vollenden. Baukunst, die die Gotik beer! Es ware cine bte. Sie ist unsere gréBte Hoffnung. (BI. 15) Aber das alles kommt nicht von selbst Geschichte kommt nicht von selbst. (Zusatz im Rohma- nuskript: Geschichte will getan sein.) Und geschichtliches Ma8 ist Nur 30 Menschenalter trenn reichte nicht aus, seine D. Grund, wachsam zu sein u kizer, als vicle glauben, ind nicht unsere Zeit (Bh. 16) Zudem ist das technische Zeitalter nicht so jung, als es scheinen mag. Whitehead verlegt seint Geburtsstunde in das 17. Jahrhundert. Das Mag sein. Die letzten Griinde fiir das, was heute Beschieht, sind doch wohl 2; u finden in den Diskussionen einsamer Ménche hinter stillea und Tomanischen Klostermauern. (BI. 17) In unendlich langsamer Enthallung, Entstcht dic groBe Form, die hervorzubringen Sinn = ne chen ist. (Aber eine versOhnliche Gite der Geschichte laBt die groBen Dinge in ihrer oi Sterben und spart ihnen das Alter — gestr.) Nicht alles, was Beschieht, vollzieht sich im Sichtbaren. Die entscheidenden Schlachi ten des Geistes werden auf unsichtbaren Kampfplatzen ausg gen, (Bl. 18) Das Sichtbare ist che Erfiillung. D: Und eine neue nur die letzte Stufe ann bricht sie ab, Welt steigt herauf. Thre witkl- ciner geschichtlichen Form. thre Enthiillung (BI. 19) Was ich sagte, ist der Boden, dessen, was ich tue. Uberzeu, bedingte Bedeutung, Im Ende kommt es das gemeint, als er . die Rechtfertiguas auf dem ich stehe; das, was ich gaube, “i fee Werks pur eine 'Sungen sind notwendig, haben aber im Berel wat fipt: doch auf dic Leistung an. (geste, Zusatz im Rohmanuskrip' Goethe Sagte: Bilde Kiinstler, rede nicht.) Ys