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Il ritaglio stampa da intendersi per uso privato

BOMPIANI - Rassegna Stampa 01/01/2015 - 23/02/2015

Pag. 27

Il Sole 24 Ore - Domenica


08/02/2015

(diffusione:334076, tiratura:405061)

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BOMPIANI - Rassegna Stampa 01/01/2015 - 23/02/2015

Pag. 27

Il Sole 24 Ore - Domenica


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08/02/2015

Avvenire - Ed. Nazionale - Agora'

Pag. 21

(diffusione:105812, tiratura:151233)
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BOMPIANI - Rassegna Stampa 01/01/2015 - 23/02/2015

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08/02/2015

Avvenire - Ed. Nazionale - Agora'

Pag. 21

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12

20/02/2015

Il Venerdi di Repubblica - N.1405 - 20 Febbraio 2015

Pag.86

(diffusione:687955, tiratura:539384)
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cultura

LIBRI
a cura di Brunella

Schisa
SERGIO CLAUDIO PERRONI NEI DIALOGHI DEL SUO NUOVO
LIBRO HA USATO SOLO FRASI DELLE SACRE SCRITTURE

RATZINGER PARLA
COME LA BIBBIA
l papa emerito Ratzinger, dopo la grande rinuncia, si ritirato in
un monastero a meditare. Ma la sua solitudine interrotta da
un frate misterioso che gli chiede ragione della sua scelta. Benedetto XVI allinizio titubante, poi irritato, arrogante, ma il frate lo
incalza accusandolo di avere abbandonato la sua missione. Il dialogo
si trasforma in un contrasto dialettico, poi in un paradigma spirituale. Sergio Claudio Perroni per il dialogo tra i due personaggi ha usato
esclusivamente frasi del Vecchio e del Nuovo Testamento. Sulle pagine si sente il peso e la bellezza di ogni parola e il lettore sopraatto dallo stupore nello scoprire ci che forse aveva dimenticato, che la
Bibbia contiene verit senza tempo e senza tempo la sua poesia.
stata la scelta di Ratzinger a farle venire lidea del libro?
stata soprattutto la spiegazione che ne ha dato. Mi sono chiesto come avrebbe reagito a quelle parole una coscienza divina. La
risposta lho trovata nel Vangelo di Matteo, e da l ho immaginato una
storia i cui personaggi, nel loro inevitabile confrontarsi, ricorressero
alle Scritture, per un istinto emotivo prima che dialettico.
meglio non fare voti che farli e non mantenerli. Sembra una

frase cucita addosso a Ratzinger. Nella Bibbia c materia e ci


sono risposte a tutti i sentimenti umani?
il meraviglioso potere dei classici: parole concepite secoli fa
riescono a rappresentare fatti e stati danimo di ogni epoca. E la Bibbia, madre di tutti i classici, ci riesce doppiamente. Sono testi cos
vivi e fiammanti, che gi tutto l, ogni allusione al presente, ogni
tessera utile a raccontare sia una storia contemporanea sia il perenne conflitto delluomo con linflessibile sincerit della sua coscienza.
Perch conosciamo pi Dante della Bibbia? Che cosa ci ha tenuti
lontani da un testo cos straordinario letterariamente?
Credo sia soprattutto colpa delle omelie con cui, per decenni,
preti biascicanti e svogliati ci hanno presentato la Bibbia come un
testo noioso, astruso, defunto. Ma Bergoglio sta risanando anche questa piaga, con il suo stile semplice e suggestivo, evangelico nel senso
proprio del termine.
Tuttavia la Bibbia non
RENUNTIO VOBIS
Sergio Claudio
risuona nella nostra
Perroni
letteratura.
BOMPIANI
Purtroppo ai nostri
pp. 110
scrittori mancata la
euro 15
possibilit di formarsi con
OOOOO
la potenza lirica ed
espressiva della King James Version, la cui sublime musicalit ha impregnato versi e prosa di
autori inglesi e americani diversissimi tra loro, indipendentemente
dallaspetto religioso, dal cristiano Milton al pagano Steinbeck.
Ogni capitolo preceduto da simboli costituiti da opere inesistenti, di autori immaginari in un monastero che non c. Perch?
Per sviluppare un racconto parallelo, con accostamenti mai contemplati dalliconografia tradizionale come Eva che allatta Caino, o
Giuditta riflessa nelle pupille di Oloferne in cui tornano temi cruciali della storia, soprattutto in materia di responsabilit, come appunto
il fatto che ogni colpa abbia gi in s il proprio castigo.

LA COSA PI INCREDIBILE
Christian Frascella
SALANI - pp. 287 euro 14,90

SERENISSIMA VENDETTA
Paolo Forcellini
CAIRO - pp. 226 euro 14

PERCH LA SCIENZA NON NEGA DIO


Amir D. Aczel Traduzione di Pier Luigi Gaspa
CORTINA EDITORE - pp. 216 euro 19

Cinque amici pre-adolescenti detestano


i propri genitori e vorrebbero vederli sparire.
Il loro desiderio viene magicamente esaudito,
ma a una condizione: dovranno cavarsela
da soli per una settimana, al termine della
quale, se non supereranno la prova, saranno
essi stessi a sparire. Dopo aver scoperto
le difficolt del mondo adulto riaccoglieranno
i genitori a braccia aperte, imparando a vivere
a pieno la loro et. Il nuovo romanzo young
adult dello scrittore
torinese Christian Frascella
affronta elegantemente
lincomunicabilit fra
genitori e figli facendo
riflettere entrambi.
(silvia pingitore)
OOOOO

Il commissario Manente il nuovo tassello


nel mosaico del giallo italiano. Il suo ambiente
sono le bellezze di Venezia. E tra queste
non mancano le donne e la buona tavola.
Geniale e sregolato, il personaggio nato
dalla penna di una delle firme migliori
dellEspresso, alla sua seconda avventura:
stavolta, un efferato serial killer prende
di mira i turisti stranieri della Serenissima.
A Manente toccher il delicato compito
dindagare
tra le pi illustri casate
di Venezia, per intuire
un segreto movente e
dare la caccia
a una preda insospettata.
(giovanni ricciardi)
OOOOO

Si tratta di uno dei dibattiti pi combattuti


della storia occidentale; e la sua tappa pi
recente coincide con il movimento del nuovo
ateismo, animato da scienziati e studiosi
famosi come Richard Dawkins e Christopher
Hitchens. Il matematico e divulgatore
scientifico israelo-americano Amir D. Aczel
intervista 12 personaggi importanti della
biologia, della fisica e delle religioni (da Roger
Penrose a Benot Mandelbrot, da Thomas
Reddy a Deepak Chopra)
con lobiettivo
di dimostrare come dalla
scienza non scaturiscano
prove definitive per
negare lesistenza di Dio.
(massimiliano panarari)
OOOOO

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BOMPIANI - Rassegna Stampa 01/01/2015 - 23/02/2015

20 F E BBR A IO 2015

LA STAMPA
SABATO 21 FEBBRAIO 2015

indagini. Il genere giallo un pretesto per raccontare


altro:leconseguenzedellabollaspeculativa,illatooscuro
del Giappone maschilista, i rapporti allinterno della
famiglia o della coppia, la violenza, il sesso, la questione
femminile. La Kirino non teme di affrontare temi scomodi
escabrosi:criminalitorganizzata,lottetrabanderivalidi
naziskin, spettacoli con spogliarelli, esibizioni sadomaso,
bondage estremo, video e foto con cadaveri sezionati.
Nel romanzo desordio tutto non mai come sembra.
A prevalere sono ambiguit, doppiezza, perversione.
Miro, lio narrante, s figlia di un noto investigatore
privato ritiratosi in Hokkaido, nel nord del Giappone,
dopo aver avuto rapporti anche con la yakuza, ma ha
lavorato in unagenzia pubblicitaria nel campo del
marketing.Sipresaunalungalicenzadopoilsuicidiodel
marito a Giacarta di dieci mesi prima. Una mattina di
luglio, nel pieno della stagione delle piogge, viene

MASOLINO DAMICO

procede con continui cambi di prospettiva. Non solo


azione, anche studio dei caratteri delle persone.
Tre figure femminili sono centrali. Yoko sembra forte e
intraprendente, ma fragilissima. E dibattuta tra
complesso di inferiorit e sfrenata ambizione. Eattratta
dal lusso, sprecona, piena di debiti, quindi il sospetto
sui soldi ha qualche fondamento. Yukari, la sua
assistente, che vorrebbe diventare scrittrice come lei, la
adula e, gelosa, le sottrae abiti firmati e gioielli. Shoko, la
ex moglie dellamante di Yoko, bellissima e aristocratica
etraleduerivalicisonoscambidifaxvelenosi.Poicisonoi
due travestiti che hanno movenze da donne, ma in realt
sonouomini.Quandosembrachelavicendasiaconclusa,
si prospetta una ulteriore frenetica fase verso la soluzione
definitiva. Inchino alla signora del noir.

TUTTI I RACCONTI (19251962)

etestava la
plastica,
Picasso, i
bagni di sole e il jazz;
per la verit, tutto quello che era
successo durante la sua vita,
scrisse Evelyn Waugh di un proprio abbastanza trasparente,
malmostoso alter ego in chiave
grottesca, chiamato Gilbert Pinfold. E questo spiega in fondo la
saeva indignatio che mai diede
pace anche a lui, bastian contrario implacabile contro tutto il
nuovo, ma ancora pi sdegnato
davanti alla goffa agonia del vecchio. Contemplava con particolare ferocia la decadenza di quel bel
mondo privilegiato nel quale dopotutto era riuscito a entrare e
che lo aveva tradito, e che colava
a picco danzando incosciente come i passeggeri del Titanic. Anche la conversione di Waugh al
cattolicesimo, secondo i critici
difficilmente conciliabile con la
sua malignit, non fu che un gesto
di puntiglioso voltarsi indietro:
ladozione di un codice obsoleto al
quale uniformarsi rigidamente,
come estrema licenza di eccentricit. Simbolo ricorrente del declino dellInghilterra nella sua narrativa la Grande Casa di Campagna aristocratica, della quale
Waugh visse il tramonto e predisse la resurrezione sotto forma di
reperto museale, anticipando
lodierno trionfo di Downton Abbey. Come disse uno storico inglese, quando un impero finisce, diventa unattrazione turistica.
Due case cos sono al centro dei
due suoi romanzi maggiori, quella cadente che lerede Tony Last
tenta di preservare in Una manciata di polvere, e quella maestosa
dei Flyte, traguardo dellambizioso Charles Ryder, in Ritorno a Brideshead (pp. 418, 13). Al finale
sardonico del primo, scritto prima della conversione, corrisponde quello non meno tragico (o tragicomico) del secondo, decretato
da una intransigente e misteriosamente inoppugnabile applicazione della Fede.
A entrambi questi grandi libri
rimandano alcuni dei pezzi pi
brevi riuniti nellodierno volume
intitolato Tutti i racconti. Questo
ripresenta materiale gi contenuto in Luomo che amava Dickens
curato dallo stesso Mario Fortunato un paio di anni fa, compreso
il racconto che forn il finale a Una
manciata di polvere, e un altro con
un finale alternativo per lo stesso
libro. Cerano anche i pezzi pi

Natsuo Kirino
Pioggia
sul viso
(trad. di
Gianluca Coci)
Neri Pozza
pp. 378, 18

coinvolta in un pericoloso affare e, suo malgrado, deve


inventarsi detective. Dalle indagini di mercato alle
indagini investigative: in fondo figlia darte.
Che centra la cara amica Yoko, scrittrice di libri di
attualit, con la famigerata yakuza? Nella misteriosa
trasferta a Berlino, su che genere di reportage stava
lavorando? Perch scomparsa allimprovviso e, come
pare, dopo aver sottratto cento milioni di yen frutto dei
loschi traffici dellorganizzazione criminale? Il boss locale
ha concesso a Miro una settimana di tempo. Lei deve
allontanare i sospetti che sia in combutta con Yoko e
soprattutto deve ritrovare i soldi trafugati. Il reportage in
due parti stilato nella Berlino del dopo riunificazione un
romanzo nel romanzo. Le ripercussioni dello scoop si
hannoinGiapponeeYokonelavittima.Iltempostringe.
La narrazione rapida e incalzante: colpi di scena
inaspettati e svolte imprevedibili abilmente dosate; si

Evelyn Waugh
Tutti
i racconti
a cura di Mario
Fortunato
Bompiani
pp. 645, 19

Waugh, lo stile
del gentleman
bastian contrario
Una galleria di feroci (ed esilaranti) staffilate
contro le mode del mondo nuovo
e la goffa agonia della vecchia Inghilterra

BETTMANN/CORBIS

Evelyn Waugh (1903-1966) il


maggiore scrittore satirico inglese nel
solco di Chaucer e Swift, cantore di
unaristocrazia decadente e
iconoclasta. Tra i suoi romanzi (tutti
editi da Bompiani), Ritorno a
Brideshead, Una manciata di
polvere, Misfatto negro, Il caro
estinto, Declino e caduta

che non vero. Voglio dire che non


sapevo nulla. Non importa, i pi
sanno cose che non corrispondono a verit. Ma non tutti si risolvono a prendere la parola, che potrebbe gonfiare loro le vele. Io s,
ma il vento soffia dalla parte sbagliata, no, anzi, non si alza proprio. Neanche io mi alzo, e non
vengo proprio. Ma in continuazione pronuncio le mie risposte che
in realt sono parole di paura, dette tra me e me. Non ho bisogno di
una chiave per i miei stati danimo, tanto sono sempre aperti.
Chiunque lo desideri pu introdurre la mano per toccarli. Glieli
metto davanti come una ciotola
piena per il cane. Non commesti-

bile per gli umani, ma prego, servitevi pure! Forse a casa avete un
essere a cui piace, non sar il mio
essere, in fin dei conti non sto a
casa vostra. Penso che voi non conosciate il mio essere, e io do le risposte senza conoscerlo. Questo
possibile. Tutto il resto dovete deciderlo voi, per fortuna non devo
farlo io. Andare in Italia! Una volta era un richiamo famoso. Io non
godo di buona fama, ma neppure
di pessima fama. Non posso controllare, devo prima cercare di
uscire fuori da me, ma ormai
davvero troppo tardi. Ma ci che
ho, ci che ne venuto fuori, potete averlo.
[Trad. di Rita Svandrlik]

antichi, degli anni venti, e lultimissimo col ritorno di un antico


personaggio, del 62. Tra i nuovi, il pi notevole addirittura
un romanzo senza titolo, incompiuto ma sufficientemente corposo. Curioso notare che anche qui
una casa di campagna, o meglio,
la ricerca di una casa di campa-

gna, un tema sotterraneo che


affiora alla conclusione, dove al
solito tutto precipita nel peggiore
dei modi. Il protagonista un autore di gialli raffinati che, come
faceva Waugh stesso, non si atteggia ad artista, e anzi minimizza questa sua attivit, per fare la
vita e coltivare i passatempi del
gentleman. In una prima parte
costui in Marocco a lavorare in
pace su un romanzo, ma un imprevisto lo costringe a tornare in
patria, dove poco prima suo padre morto in un incidente.
Nella seconda parte ci viene
descritto questo padre, altro personaggio molto waughiano, un
conservatore accanito nonch
pittore risolutamente fuori moda, di quadri che raccontano una
storia, alla maniera tardottocentesca (Waugh stesso li amava e
collezionava). Nella terza parte il
narratore, che cerca pigramente
una casa dove ritirarsi a fare il signorotto terriero, si infatua della
moglie gravida di un collega scrittore, gentleman anche lui ma con
sciocchi atteggiamenti populisti.
Inutile dire che il tutto accompagnato da aneddoti ironici e bizzarri, raccontati con la solita magistrale secchezza di Waugh. In
La quiete agreste lambiente
di nuovo bucolico, con ville di gente-bene ormai diventata parodia
della propria classe sociale. C
poi, non poco interessante, uno
stralcio di vita di collegiali che
pu ricordare Stalky & Co. di
Kipling, nato come antefatto della vicenda del Charles Ryder di
Brideshead, e ritrovato solo nel
82. Ad abundantiam, stampato
sia qui sia in appendice alla riproposta del romanzo.

Gli appuntamenti del Festival Jelinek


Alcune date del Festival Focus Jelinek:
Oggi e domani
Un pezzo per SPORT
di Andrea Adriatico
Teatri di Vita, Bologna
7 marzo
Winterreise. Viaggio dinverno tra
Elfriede Jelinek e Franz Schubert
con Roberta Cortese (voce narrante) e
Emanuela Marcante (pianoforte) e Daniele
Tonini (voce)
GoetheZentrum, Bologna
13 marzo
Ritornare! In Italia!
letture di Chiara Guidi
Laboratori delle Arti, Bologna
14 marzo
Favole del potere. Elfriede Jelinek
nelle biblioteche

Di e con Chiara Guidi. Daniele Roccato,


contrabbasso, con la partecipazione di
Filippo Zimmermann
Biblioteca dellArchiginnasio, Bologna
14 marzo
La regina degli Elfi
Angela Malfitano
Oratorio San Filippo Neri, Bologna
e il 15 marzo al Teatro Rosaspina di
Montescudo (RN). Segue incontro con
Angela Malfitano, Donatella Mazza
17 marzo
Parole al mondo
Letture teatrali con Anna Amadori, Elena
Bucci, Francesca Mazza.
I discorsi per il premio Nobel, e in
disparte introducono Maria Giuseppina
Muzzarelli e Elena Di Gioia
Oratorio San Filippo Neri, Bologna

ANGELO Z. GATTI

Lontano e vicino
ENZO BIANCHI

Il Vecchio rinuncia
in nome di Dio

tanza del chiostro di un indefinito Monastero del Sacro Verbo; alle pareti, sul
pavimento, come suppellettili e ornamenti,
opere darte e raffigurazioni sacre, un pianoforte, unacquasantiera; attorno, al di l di finestre
e vetrate, monaci anonimi transitano pregando,
sussurrando, ragionando ad alta voce; allinterno un Vecchio visitato da un Ospite inatteso, incalzante, a volte impertinente... Nomi non
ne fa, Sergio Claudio Perroni nel suo Renuntio
vobis (Bompiani, pp. 102, 15), ma tutto il racconto riconduce spontaneamente il lettore a un
evento che ha sorpreso il mondo intero due anni
fa: la rinuncia di Benedetto XVI al papato.
E lautore sceglie uno strumento narrativo
geniale: ricostruisce il dilemma interiore che
lacera il Vecchio facendolo dialogare con lOspite attraverso unicamente versetti biblici (con i
debiti rimandi in nota). Solo qualche raro prestito dallImitazione di Cristo o dalla Regola di
Benedetto si aggiunge a
un serrato confronto in cui
un brano dei Salmi risponde a un aforisma dei Proverbi, un ammonimento di
Paolo riprende una parola
evangelica, un rimprovero
di Ges si riallaccia alla
voce dei profeti. S, le
Scritture, vecchie di
due o tre millenni, sono
ospiti delloggi anzi, ne sono interpreti, commento, profezia: non perch in esse stia scritto
tutto e il contrario di tutto, ma perch narrano
una vicenda damore quella di Dio con il suo
popolo che abbraccia lintera storia dellumanit. LOspite ha indubbiamente alcuni tratti
soprannaturali le sue tre ombre lo precedono, si ricompongono in una sola forma... ma
sarebbe riduttivo e forse anche fuorviante
vedere in lui la voce di Dio e nel Vecchio il pontefice dimissionario: fosse cos, perch la medesima parola biblica si ritrova sulla bocca di
entrambi, con pari dignit? Forse quello rappresentato dallintrecciarsi delle citazioni il
conflitto interiore tra la fede e la ragione, o
ancora quello tra il diritto e la coscienza, tra la
debolezza umana e la potenza dello Spirito:
ospiti quotidiani del cuore e della mente umana
che non sono mai pienamente contrapposti ma
che invece contengono ciascuno qualche elemento dellaltro. A volte le battute del dialogo
paiono ripetersi, gli argomenti e le controversie
ritornare sul gi detto, eppure questa esperienza abituale per chi ha una certa dimestichezza con la Scrittura: nulla scontato e anche
il brano che si convinti di conoscere a memoria pu rivelare in ogni momento un significato
nuovo, pu esaltare un dettaglio trascurato, pu
contestare una lettura consolidata.
Davvero, come ricorda la citazione della
regola benedettina posta in esergo al libro
C infatti nel Vecchio o nel Nuovo Testamento
una pagina o una parola di autorit divina che
non sia rettissima norma di vita umana? la
bibbia non solo indica un cammino spirituale,
ma pu fornire una chiave interpretativa persino per un evento sorprendente accaduto duemila anni dopo la formazione del Nuovo Testamento.

TERZA PAGINA

Corriere della Sera Gioved 12 Marzo 2015

In pagina
Una rivoluzione
durata 43 minuti
di Sandro Modeo

i dei precedenti, il nuovo libro


dello storico della medicina Paolo
Mazzarello E si salv anche la
madre (Bollati Boringhieri, pp. 196,
e 16) si fonda su una magistrale
costruzione narrativa. Delineati luogo,
data e protagonisti della storia (Pavia, 21
maggio 1876, il chirurgo Edoardo Porro

Elzeviro / Il romanzo di Perroni

QUELLOSPITE
MISTERIOSO
CON LA TUNICA

Segna
libro

di Giorgio Montefoschi

che sta per sottoporre a taglio cesareo


Giulia Cavallini, il cui rachitismo ostruisce
le vie del parto), Mazzarello sospende
infatti la scena, ripercorrendo i precedenti
chirurgici che avevano reso la pratica,
fino a quel momento, un drammatico aut
aut, con la madre (uccisa dalle
emorragie) sacrificata al feto. Poi,

tornando al presente, mostra nei 43


minuti dellastuzia operatoria di Porro
(con lasportazione dellutero) una cesura
rivoluzionaria: cesura peraltro subito
perfezionata, dato che gi sei anni dopo
si interverr preservando, con lutero, la
fertilit della donna. Segnata da stazioni
dolorose (la perdita del figlio, lostilit dei

43

colleghi, la sifilide) la parabola di Porro


sovverte i pregiudizi sulla presunta
antitesi tra naturale e artificiale: la
sua genialit e il suo coraggio hanno
permesso a milioni di donne di restare
coi loro bambini, salvando ununione che
Madre Natura avrebbe spezzato.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Genio dellabbandono di Wanda Marasco (Neri Pozza)

Tutti i volti di Vincenzo Gemito


orfano, artista, innamorato pazzo
di Paolo Di Stefano

ellaula di un antico monastero benedettino a picco sul mare, un Vecchio


vestito di bianco siede davanti a un
pianoforte. il tramonto. Dal chiostro,
sale il lento salmodiare dei monaci. Il Vecchio
affranto. A un tratto, dallo scalone che d sul
ballatoio, scende un uomo vestito di una tunica
bagnata. Eppure il tramonto di l dalla finestra terso e senza nubi; eppure non c fango
sui suoi piedi scalzi, e i peli neri della sua barba
sono asciutti. Come mai? Se il Vecchio un
Papa che si ritirato a meditare sulla scelta di
abbandonare il Pontificato, e lOspite, questa
figura misteriosa che si stacca dalla penombra
e viene a interrogarlo, Dio nella persona del
Figlio, quale spiegazione dobbiamo dare a
quellacqua che bagna la sua tunica e continuer a colare, fino a creare una pozza, per tutta la
durata del colloquio drammatico, doloroso,
estenuante che si svolge fra i due personaggi?
, questo, lunico enigma di Renuntio vobis
(Bompiani, pp. 98, e 15), il romanzo se si
pu chiamare tale di Sergio Claudio Perroni,
al quale non data una risposta. Sembra strano, eppure cos. Perch il romanzo che
certo una narrazione e ha la sua fascinosa
ambientazione nelle penombre, nelle figure
degli arazzi e degli affreschi, nella luce incerta
dei doppieri, per sostanzialmente una pice
teatrale colmo dallinizio alle penultime
pagine di domande che non possono ricevere
risposte definite, di accuse che lasciano spazio
a difese pi che comprensibili, di dubbi che
generano dubbi su dubbi. Ma tutto molto
chiaro: lOspite venuto dal Vecchio per rimproverarlo di aver abbandonato il suo gregge.
Io ti avevo preso dal pascolo perch fossi il
capo del mio popolo. Ti avevo piantato come
vigna pregiata, tutta di ceppo genuino; come
mai ti sei mutata in tralci degeneri, in vigna
bastarda?; il Vecchio espone le sue sofferte
ragioni: Le mie corde erano allentate, non
tenevano pi dritto lalbero della nave, non
dispiegavano pi le vele Io ero come agnello
mansueto condotto al macello ed essi ordivano
congiure contro di me. Rimane, allora, il mistero di quellacqua che continua a sgorgare
perennemente. lacqua che sgorga dal costato
di Cristo?


Sergio Claudio Perroni, narratore, traduttore,
consigliere editoriale (insomma, uno abituato a
lavorare che le parole sue e degli altri), ha voluto
sposare fino in fondo la sua natura, imbarcandosi in una impresa davvero straordinaria. Renuntio vobis, infatti, se escludiamo la cornice
visiva e la componente fondamentale dello
scorrere del tempo reale del confronto, un
libro tutto costruito con versetti dellAntico e
del Nuovo Testamento; non c nemmeno una
parola, dellaccusa e della difesa, che appartenga allautore. LOspite incalza, e violentemente:
Una punizione severa attende chi lascia il sentiero. Io odio il ripudio, e chi copre lingiustizia
con la propria veste. Ti avevo chiamato per nome e ti avevo dato un titolo. Ti avevo preso per
mano, ti avevo formato e stabilito nel patto; il
Vecchio barcolla: Si logoravano le mie ossa per
i lamenti che facevo tutto il giorno Ogni notte
inondavo di pianto il mio giaciglio Ero tribolato da ogni parte Paura e tremito mhanno
assalito, e il terrore mi ha sopraffatto Non
cessavo di tremare tutto il giorno!. Sarebbe
riduttivo, per il libro stesso un libro che far
discutere parecchio, considerata la sua pi che
evidente attualit attribuire una posizione
a Sergio Claudio Perroni, anche se, forse qualcuno potrebbe interpretarla come una condanna della rinuncia papale. Perroni, del resto, sa
come tutti noi che la Bibbia ha generato una
lunga teoria di esegeti, da Origene in poi, che
hanno trascorso la loro vita a disputare sul senso riposto e talvolta inspiegabile delle sue parole. Lui poi, Perroni, chiude Renuntio vobis nellunica maniera possibile. Vale a dire dopo
tutto il travaglio nella richiesta e nella concessione della misericordia.
RIPRODUZIONE RISERVATA

S
Da Fernando
Altimani
(marciatore) a
Giuseppe
Sinigaglia
(canottiere),
passando per
altri campioni
di ogni sport
che vissero nel
periodo della
Prima guerra
mondiale.
Quante carriere
furono
stroncate?
E quanti atleti
riuscirono a
superare i
traumi delle
trincee?
A tutto questo
risponde
La migliore
giovent
di Dario Ricci
e Daniele Nardi
(Infinito, pp.
204, e 14).
Linferno della
guerra, il
sollievo della
memoria.

Gianni Vasino
era uno dei
formidabili
giornalisti di
90 minuto,
nomi e volti
snocciolabili
come una
formazione di
calcio (Bubba,
Giannini,
Barletti; Pasini,
Carino,
Castellotti)
per una
trasmissione tv
che fece epoca.
Oggi Vasino,
bel signore di
quasi 80 anni,
inanella ricordi
di tre decenni di
sport vissuti in
prima linea con
la curiosit del
cronista
attento e
partecipe (Da
90 minuto alle
Olimpiadi, De
Ferrari, pp. 204,
e 12,90).

a cura di
Claudio
Colombo

i fatica a dire chi sia il vero protagonista del Genio dellabbandono di


Wanda Marasco (Neri
Pozza, pp. 352, e 17). Levidenza del titolo, sulle prime, cancellerebbe ogni dubbio: lui il
protagonista, Vincenzo Gemito
(1852-1929), lartista napoletano venuto al mondo senza genitori, presto abbandonato sulla ruota dellAnnunziata, di cui
Marasco ricostruisce la vita tormentata, ladozione da parte di
una balia che aveva perso il suo
bambino, il percorso di scultore, disegnatore, orafo, lapprendistato nella bottega del
maestro Totonno Mancini, i
viaggi (soprattutto a Parigi), i
sogni di gloria, il pendolarismo
tra abbattimento ed esaltazione, le morti e le rinascite, linnocenza sublime del suo pensare alla forma artistica, la memoria a tratti fluente a tratti come ingolfata, le amicizie con
altri artisti, il pittore Mancini e
il poeta futurista Francesco
Cangiullo, gli innamoramenti
pi o meno improbabili, limpazzimento e il conseguente
internamento dentro un manicomio, la persecuzione di autorit e medici-aguzzini, le fughe, il ritiro dentro se stesso, la
liberazione, le violenze e le
strunzate, le speranze di
committenze borghesi, reali,
papali. Gli elettrici rapporti famigliari tra ansia e spavento:
bello e inquietante il personaggio della figlia Peppinella, che
teme e ama suo padre in una
casa in cui c una capra che si
mangia la psiche.
C tutto questo, naturalmente, nel libro della Marasco,
che si fonda in parte su documenti, su lettere e su fogli di
diario, per lavorarci sopra di
immaginazione, scompaginando i tempi, come se laffanno della fuga da cui si parte
producesse una convulsione
ansiosa del tempo vitale e memoriale, e insieme una proie-

Vincenzo
Gemito,
Autoritratto del
1915. A
sinistra: la
stanza
dedicata ai suoi
lavori nelle
Gallerie dItalia
di Palazzo
Zevallos
a Napoli

zione in avanti, verso un futuro


di possibile salvezza. Ma ridurre Il Genio dellabbandono alla
storia donchisciottesca della
vita di Gemito, sia pure con tutto il fascino nero di uno che si
sente la dannazione ncuollo,
non darebbe ragione del romanzo complesso e stratificato
che . Si potrebbe, per esem-

Fonti
Il libro si fonda in parte
su documenti e
su un diario, poi lavora
di immaginazione
pio, azzardare che la vera protagonista Napoli, ovvero tutto
ci che con i suoi eccessi circonda, ammalia e opprime un
artista ossessionato dalla ricerca della nudit classica.
Quando, dopo ventanni di
clausura, per la prima volta attraversa la sua citt, Vicienzo
trova un paesaggio urbano diverso e sempre uguale: Era
gabbia dinto viento. Perdeva
lequilibrio, stava passando da

situazioni di bisogno a stati di


angoscia perversa. Teneva polizia alterata, agitazioni, curtielle, pistole, pllece, peducchie,
cannune, navi annascuse, mitraglie in vendita, contrabbando di ogni cosa, srece, sapientissimi, malate e panza, malate
e capa, tisici e poliomielitici
pe tutte parte, vendita e sore,
e frate, e criature. Gabbia terribile. Gabbia lo stesso corpo
malato entro cui si dibatte lartista, la sua sostanza psichica
che si fa spazio teatrale di palazzi e vicoli e cunicoli e tufo ribollente. Voci che parlano, urlano, sussurrano.
Ultimo, e probabilmente primo, protagonista del romanzo
di Wanda Marasco la lingua,
che , anchessa, come quella
intima dei tanti dannati di questa storia e come quella fisica e
turbolenta della citt, la materia stessa del libro, inscindibile
dalla visione infernale che evoca: visione infernale essa stessa.
Alto e basso mescolati in
ununica fornace, preziosismi
lessicali e sintattici intessuti
dentro il dialetto napoletano e
viceversa, in una maglia sonora

molto compatta capace di rendere, al massimo grado di


espressivit, il magma incandescente di luci e ombre, di borborigmi interni ed esterni, anzi
capace di rompere quasi il diaframma tra interno ed esterno.
Di Wanda Marasco, che regista e attrice di teatro, oltre che
scrittrice (il suo romanzo
desordio, del 2003, Larciere
dinfanzia, edito da Manni nel
2003, ha vinto il Bagutta Opera
Prima), Cesare Segre apprezzava la raffinatezza della scrittura,
che occupa tutte le gradazioni
dei registri linguistici, compreso quello dialettale, da cui trae
anzi una linfa preziosa, mettendone anche in evidenza lo
slancio drammatico che d ai
personaggi uno stacco e un dinamismo straordinari. Meglio, ovviamente, non si potrebbe dire che cosa si intende per
lingua letteraria, lingua cio
che non accompagna passivamente, ma che partecipa della
narrazione, diventando, come il
corpo della Vittoria scolpita da
Gemito, il momento esplosivo
e franante della criazione.
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Il Pritzker Prize 2015 al progettista dello stadio di Monaco appena scomparso

Frei Otto, larchitetto delle strutture a vela


di Pierluigi Panza

architetto tedesco Frei Paul Otto,


scomparso luned scorso a 89 anni,
stato insignito ieri del Pritzker Prize. Il comitato del premio, dando la notizia
della sua morte, ha anticipato di due settimane lannuncio del riconoscimento precisando che la decisione stata presa
quando Otto era ancora vivo e che i rappresentanti del comitato si sono recati da lui
per condividere la notizia del premio.
Nato in Sassonia il 31 maggio 1925, nipote di scultori, Otto mostr un precoce interesse per il modellismo e lavor come muratore. Durante la prigionia in Francia nel
1945-46 (fu aviatore della Luftwaffe) organizz le squadre di costruzione. Studi alla
Technische Universitt di Berlino e poi negli Usa, dove conobbe Saarinen e grandi
maestri come Mendelsohn, Neutra, Frank
Lloyd Wright. Nel 54 si addottor specia-

Frei Otto (1925-2015).


Nel 2006 aveva vinto il
Premio Imperiale e nel 2005
aveva ricevuto la Royal Gold
Medal del Royal Institute of
British Architects

lizzandosi in tensostrutture. A questo punto la poetica di Otto era formata: saper realizzare importanti e stupefacenti forme di
architettura organica attraverso grandi capacit da ingegnere strutturista.

Divenuto docente a Stoccarda dopo aver


costruito il Padiglione della musica per
lesposizione cittadina, Otto vi fond lIstituto per le strutture leggere (1964). Le sue
sperimentazioni ingegneristiche, la passione per le strutture gonfiabili e per le vele, trovano espressione nella pi celebre
delle sue opere, lo Stadio Olimpico di Monaco del 72, con quel tetto a ragnatela retto da tensostrutture che serve desempio
ancora oggi a varia architettura decostruttivista. Le sue strutture, come dice il riconoscimento del Pritzker, appaiono leggere, aperte alla natura e alla luce naturale,
non gerarchiche, democratiche, a basso
costo, a basso consumo energetico. Si ricordano anche il centro polivalente a Mannheim (1974), le residenze a Berlino (1982),
lampliamento delle officine Wilkhahn a
Bad Munder (1989), la stazione di Stoccarda (2000) e il padiglione del Giappone per
lExpo di Hannover con Sigeru Ban.
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ANNO XX NUMERO 67 - PAG 2

La panic room dellExpo


non ancora stata costruita,
ma probabile che
qualcuno ci stia pensando
su (e ai ritmi in cui si lavora
adesso, nel sito di Rho-Pero,
RIPA DEL NAVIGLIO

farebbero ancora in tempo a predisporre


un bunker antiatomico). Lassalto al
museo Bardo di Tunisi, nuova sgradita
conferma che ai terroristi il turismo
piace, ha messo pressione. Nelle scorse
settimane erano inoltre comparsi sui
giornali italiani articoli fonti dei servizi
di sicurezza su possibili mobilitazioni
antagoniste di massa con capacit di
interdizione e di danneggiamento dieci
volte superiore a quella del G8 di
Genova. Si attendono riscontri. Del
resto il mantra della security di ogni
grande evento thinking the
unthinkable. Matteo Renzi, nella sua
concione una settimana fa davanti ai
cinquemila operai dellExpo, ha detto
che ci che era simbolo del malaffare
ora diventer simbolo di eccellenza,
grazie soprattutto al lavoro del braccio
energico della legge, il commissario
Raffaele Cantone. Sul fronte della
sicurezza ci si aspetterebbe altrettanta
spavalderia, ma per ora il mantra :
efficienza e sangue freddo. Le parole
sono pesanti come le pietre: meglio
usarne poche e precise, ha detto il
prefetto di Francesco Paolo Tronca, che
per sei mesi sar una sorta di
commander in chief di Milano. Tutti gli
esperti di security e i risk manager
battono su un punto, la durata temporale
dellevento (non sono i 20 giorni delle
Olimpiadi). Comune e prefettura
segnalano che il recente vertice milanese
dellAsem, con una parata di capi di
stato, valso da prova generale ed stato
un successo sul fronte sicurezza. Il piano
del Viminale annunciato pochi giorni fa
stanzia 90 milioni di euro. Reparti mobili,
artificieri, squadre speciali, esperti di tlc:
Angelino Alfano promette qualcosa come
3.200 effettivi da spedire in citt, 1.300
poliziotti, 700 carabinieri, 600 finanzieri
oltre ai 600 militari. Il vero incubo
concreto degli organizzatori, per, al
momento, sono le code agli ingressi. Ci
saranno quattro varchi, 225 tornelli, 100
metaldetector (pi di quelli degli
aeroporti di Milano e Roma messi
insieme) ma far passare tutti e bene non
uno scherzo. Le sfide sono tante. Basti
pensare che, per sei mesi, ogni notte
entreranno nel sito di Expo diecimila
persone di servizio con mezzi e
quantaltro. I 600 militari promessi
serviranno soprattutto di notte. Poi ci
sono punti pi sensibili di altri, come i
padiglioni di Vaticano e Israele,
adiacenti, e qualcuno paventa persino
che la statua della Madonnina del Duomo
possa essere un obiettivo a rischio. Expo
ha anche appaltato una security interna,
un migliaio di agenti.
Il cuore della sicurezza star per fuori,
nella data room, il Main operation centre
costruito in una zona adiacente al sito,
dove convergeranno tutti i dati
informatici e di controllo e avr sede
anche il coordinamento di tutte le forze
dellordine, sanitarie, demergenza h24.
Un investimento da quasi 30 milioni, per
Selex ES (Finmeccanica) partner
tecnologico di Expo. Qualche critico
segnala anche qui ritardi di
progettazione. A Dubai, che ospiter
lExpo del 2020, stanno gi organizzando
seminari con le migliori aziende di
security del mondo per prepararsi. Non
c solo il terrorismo. A settembre, era
stata bloccata una societ in odore di
mafia che stava per aggiudicarsi un
appalto proprio relativo allOperation
centre. Altro elemento di incubo il
calendario, fitto ma mobile, delle visite
di personalit e capi di stato e governo,
giorni di allerta superiore. Per ora solo
Vladimir Putin, macho com, ha
annunciato la data: sar a Milano il 10 di
giugno. Speriamo non con i tank.
Mille biciclette elettriche in bike
sharing in arrivo a Milano, in aggiunta
alle 3.600 gialle dueruote di BikeMi che
gi circolano. Scossa alla citt.
Pane di Expo e Pane eucaristico. Il 18
maggio, ore 21, la diocesi prover a
bissare, coniugandosi al tema alimentare
(in versione religiosa non di solo pane)
il successo dello spettacolotestimonianza alla citt dedicato alla
croce lo scorso anno. Laltra volta al
centro dello spettacolo cera la croce. Il
gruppo di lavoro gi partito, guidato da
don Davide Milani, il brillante portavoce
della diocesi. Ci sono il biblista padre
Franco Manzi, lo scrittore Luca
Doninelli, il giornalista e critico darte
Giuseppe Frangi, lattore Giacomo
Poretti, il regista Andrea Chiodi. Lanno
scorso erano in cinquantamila in Piazza
Duomo, e un milione collegati alla
diretta di Tv2000, lemittente della Cei.
Grandi eventi.
Garantista dantan, Giuliano Pisapia
marted ha presentato (con Rita
Bernardini) alla Mondadori di Piazza
Duomo Io non avevo lavvocato, il libro
(Mondadori) in cui Mario Rossetti, ex
manager di Fastweb, racconta la sua
odissea di vittima di errore giudiziario
nellindagine Telecom Italia Sparkle e
Fastweb. Quattro mesi in carcere, otto ai
domiciliari. Estraneo ai fatti. Lavvocato
Pisapia, tra laltro, s detto daccordo
con la legge sulla responsabilit civile
dei magistrati.
Maurizio Crippa

VENERD 20 MARZO 2015

IL NON-SENSO DI VOLER INTER VISTARE UN CANTANTE SENZA FARLO CANTARE

Brividi
Ai terroristi il turismo piace e
Milano si prepara ai lunghi giorni
a rischio dellExpo. Ecco come

IL FOGLIO QUOTIDIANO

Nella lite tra Gallagher e Fazio c un solo vero mostro: il playback


Roma. Vedete, in questi casi la cosa migliore da fare dare torto a tutti. Ha ragione Pop Topoi personificazione mistica di
uno dei pi bei blog italiani di musica che
su Twitter commentava cos, ieri, la querelle scatenata dallospitata di Noel Gallagher
da Fabio Fazio a Che tempo che fa. Succede questo: Noel che per chi nato negli anni Ottanta un po la Madonna di chi
negli anni Ottanta aveva ventanni, anima
e voce, insieme con il fratello Liam, del
gruppo brit pop degli Oasis viene in Italia a promuovere il suo nuovo disco. Per
qualche misterioso motivo, i manager delle star internazionali considerano quello di
Fabio Fazio il palcoscenico migliore per
lanciare un album, naturalmente alla condizione che la stagione di X-Factor sia
ancora lontana dal partire. E dunque Noel,
quello che negli anni Novanta ha riempito
le conversazioni dei ragazzini sulle sue
scazzottate con il fratello Liam, le sue scazzottate con i Blur di Damon Albarn, le partite a calcetto con Robbie Williams e il
passaggio di Robbie dallra dei chierichetti Take That a quella degli Oasis stato una sorta di catarsi adolescenziale per
tutti quando orde di adolescenti con i capelli troppo lunghi sui lati passeggiavano

per strada indossando tute dellAdidas rosse, acetate, con le tre strisce bianche ai lati, ed era una stagione talmente piena di
brit pop che il brit pop dovuto per forza
scomparire, dopo gli Oasis. Insomma, domenica scorsa Noel viene tradotto negli
studi di Che Tempo che Fa. E l incontra
Fazio. Lintervista non esattamente imperdibile, piena di vuoti e di ehm, uhm.
Nella prima parte quasi imbarazzante:
alla seconda domanda Fazio parte con la
nostalgia che richiama il titolo dellalbum
(Chasing Yesterday), Noel risponde che

BORDIN LINE
di Massimo Bordin

Ovviamente siamo per una


continua e dura lotta al terrorismo unitamente alla criminalit organizzata, ma avere campo libero sulla privacy
dei cittadini italiani assurdo. Cos hanno reagito i parlamentari del M5s allemendamento del governo che estende la
disciplina delle intercettazioni preventive, per reati gravi, agli strumenti informatici ovvero alle comunicazioni in rete.
Scenario orwelliano, attacco alle li-

bisogna guardare avanti, e Fazio chiede a


Noel di dire qualcosa che gli faccia da gancio per la domanda successiva perch altrimenti non si va avanti, e poi si ride, si battono le mani, mi hai lasciato senza risposta. Eh, ultimamente mi capita spesso.
Alla fine, modello fratelli Muccino, compare la foto di Liam (il fratello cattivo) con il
pass del tour di Noel e Fazio tenta il colpo
del riavvicinamento famigliare, ma non gli
riesce. La querelle per esplode nei giorni
successivi. Perch Noel non torna a casa e
si sfoga su Facebook, come stato letto,
bert costituzionali. Una critica fondata
sulle garanzie da premettere alle esigenze di una indagine per i grillini una assoluta novit e merita di essere segnalata. La diversit di approccio sembra per
fondata sul mezzo a cui si vuole estendere il controllo piuttosto che al diritto di riservatezza del cittadino. In altre parole,
potete ascoltare le mie telefonate e registrare quello che dico al bar ma guai a
toccarmi internet, se no siamo a Orwell.
La tenuta logica del ragionamento non
un gran che.

ma torna a casa e tenta di elaborare quello che fa parte della promozione del suo
tour, una specie di diario di viaggio per
lHuffington Post. Dice che la sua ospitata
italiana stata faticosa (struggle). The
miming I dont mind, its the interview, tradotto: del playback non me ne frega niente, ma lintervista. Perch pi che il botta
e risposta, lintervistatore che sprona lintervistato, lintervistato che risponde con
un fuck off, ci per cui non tanto Gallagher,
ma gli spettatori canone-paganti dovrebbero, sentirsi offesi unaltra: nel 2015 c ancora una trasmissione, in Rai, che pu permettersi di invitare ospiti internazionali e
di farli cantare in playback. Fazio si urta
per non essere riuscito a far uscire da Noel
Gallagher un pensiero di senso compiuto
(si rilassi, Fazio, un traguardo raggiunto
da pochi) ma non ha nessun rimorso nel far
prendere una chitarra in mano a chicchessia e fargli aprire e chiudere la bocca, a ritmo, mentre sotto suona il brano registrato
nel suo disco. E il buon Gallagher, nel suo
diario, lo fa pure notare, en passant. Come
a dire: lasciamo perdere. Ecco. In questo
caso meglio dare torto a tutti, per non dover lanciare la tv dalla finestra.
Giulia Pompili

ARRIVA LA LACIT ESTREMA (IN CALZONCINI COR TI)

Lidea di laicizzare gli asili francesi spaventa pi gli scout che gli imam
Roma. Anche lOsservatore Romano, organo ufficiale della Santa Sede, qualche
giorno fa ha puntato i fari sulla proposta di
legge della senatrice francese del Parti radical de gauche, madame Franoise Laborde, che vuole fare di asili, centri vacanza e
strutture ricreative una sorta di centro dindottrinamento per la santa laicit. Proposta non nuova, visto che da quando entrata in Senato (2008) che Laborde punta a
immunizzare le scuole dellinfanzia da ogni
influenza religiosa, dopo aver depositato
un disegno di legge che vietasse alle baby
sitter di indossare il velo nelle ore di lavoro. Pi precisamente scrive lOsservatore Romano lintenzione di allargare il
principio di neutralit in materia religiosa, in modo che i bambini non vengano attirati come Ulisse con le omeriche sirene
dal verbo evangelico o da qualche sura coranica. In pratica aggiunge il quotidiano
vaticano se passasse il testo cos com,
non solo gli asili privati ma anche organizzazioni giovanili come gli scout dovrebbero
sottomettersi allobbligo di neutralit religiosa per beneficiare del sovvenzionamen-

to pubblico. Guillaume Goubert, sul quotidiano cattolico francese Croix, si domandava se fosse pi pericoloso, per gli infanti
francesi, una ipotetica influenza religiosa o un collegamento online a qualche sito zeppo di
video pornografici. La risposta indiretta lha data la stessa Laborde, secondo cui la scuola pubblica
deve essere quel luogo inviolabile dove i litigi degli uomini non entrano.
Intanto, pare dopo
cortese ma ferme pressioni del governo guidato dal socialista Manuel
Valls, la discussione del
progetto di legge stata rinviata a maggio. Le elezioni dipartimentali sono alle porte,
e tra le file della gauche c
poca voglia di complicarsi ulteriormente la vita. I vescovi
di Francia, costretti ormai a discutere sempre pi spesso di statue della

Vergine rimosse dai luoghi pubblici, di presepi da smontare dallatrio di qualche municipio della Vandea e di
campane silenziate perch ree di disturbare la
meditazione razionale
degli agnostici, hanno
espresso tutta la loro grande inquietudine. In una
nota della conferenza episcopale firmata dal presidente, larcivescovo di
Marsiglia mons. Georges
Pontier espressa una
ferma denuncia: il testo di
madame Laborde non altro
che un nuovo attacco che
cerca non solo di relegare le
religioni alla sfera privata
ma a nasconderle facendole sparire progressivamente da ogni luogo della vita sociale, finendo cos per promuovere una
societ svuotata di qualsiasi riferimento religioso. E questo, si aggiunge, non corri-

sponde per nulla con la realt della nostra


societ. Perfino la federazione degli scout
francesi s ribellata, parlando di ricatto: in
pratica, per poter beneficiare delle sovvenzioni pubbliche, bisogna far diventare la libert di religione una sorta di diritto eccezionale. Il loro documento di protesta
stato pubblicato sul sito internet della federazione protestante. Anche il presidente dellOsservatorio sulla laicit, JeanLouis Bianco, ha parlato di perversione
della secolarizzazione: E una legge non
necessaria che mira a estendere la neutralit dello stato a una struttura privata, solo perch questa riceve denaro pubblico.
Non questa la nostra concezione di laicit. Non ho dubbi che, se approvata, sarebbe dichiarata incostituzionale e sanzionata dalla Corte europea dei diritti delluomo. Questo testo, ha aggiunto Bianco,
pericoloso per la coesione nazionale e paradossalmente avr come conseguenza il
rafforzamento degli asili confessionali musulmani, non toccati dal provvedimento in
quanto non sovvenzionati dallo stato.
Matteo Matzuzzi

PERRONI E CARRERE, DUE ESEGESI LETTERARIE, DUE SCOPI DAUTORE

Scusi, lei che Bibbia usa? Manualetto per (ri)scrittori delle Sacre Scritture
D

ovrebbe essere obbligatorio chiedere


agli scrittori: Scusi, lei che Bibbia
usa?, poich in base al cesello di un versetto cambia il lessico e quindi il mondo
di un autore. Talvolta sono sfumature.
Prendiamo Atti 26, 24: il procuratore Festo sta interrogando san Paolo e lo rimprovera in latino: Insanis, Paule; multae
te litterae ad insaniam convertunt. Sergio Claudio Perroni (Renuntio vobis,
Bompiani) lo trasforma nella diagnosi Tu
vaneggi, il tuo gran sapere ti ha dato alla
testa. Emmanuel Carrre (Il Regno,
Adelphi) opta per lhard boiled: Sei pazzo, Paolo. Sai molte cose, ma sei completamente pazzo. Non lana caprina: se
consideriamo il brano dellApocalisse in
cui il Signore promette di vomitare i tiepidi dalla propria bocca, scopriamo che
il Dio di Perroni castiga quelli che ama
mentre il Dio di Carrre li educa. Per
uno siamo destinati a uneternit faccia al
muro, per laltro a un periodo di transizione didattica. Cambia una parola e sono
teologie diverse.

Certo, leffetto di scopi letterari


difformi. Perroni intende montare ottanta
pagine di lacerti biblici in modo da imbastire un dialogo fra un Papa abdicatario
e un misterioso Ospite che dibattono a nudi colpi di versetti, privando il testo sacro
di ogni contorno; Carrre intende diluire
il testo sacro nella complessit del mondo
inglobando i versetti in un vasto sistema
culturale e autobiografico. Ma anche
questione di esegesi. Fra le proprie Bibbie di riferimento Perroni ne indica due
raffinate e austere: quella di Re Giacomo
e la Nuova Diodati, versioni protestanti
che spiegano linflessibilit dellOspite e
la scelta radicale di affidarsi alla sola
Scrittura per interpretare le azioni umane. Oltre alla dottissima Bibbia di Gerusalemme, Carrre fa riferimento a due diversi capolavori di stile: quella di PortRoyal di Lematre de Sacy, evasa dai confini del giansenismo secentesco per farsi
modello di prosa; e la Bible des Ecrivains
uscita nel 2001 per leditore cattolico
Bayard, che affid la traduzione di ogni li-

bro a una diversa squadra di esegeta pi


scrittore cos da ripristinare il concerto
di voci discordanti della Scrittura anzich appiattirlo in una traduzione uniforme. A Carrre tocc Marco, del quale
cerc di conservare lo stile sincopato se
non sgrammaticato.
Per entrambi lesegesi combatte la psicologia. In Perroni vince lesegesi perch
la Bibbia anzitutto rettissima norma di
vita umana, come recita in esergo il brano della Regola di san Benedetto; eco
della voce di Dio, bilancia su cui pesarsi
e, come in un perentorio versetto di Daniele, trovarsi mancanti. In Carrre la
Bibbia trampolino dello stile, dellimpronta dellautore. Per questo non resiste
anche se sa che il Vangelo a giudicare
me, non il contrario e che commentando
il testo sacro non deve trasformarlo in
diario intimo inquinato da introspezioni
psicologiche. Il richiamo dello stile per
cos forte da fargli sbrigliare lego. Lo fa
da scrittore, sovrapponendosi al testo sacro e sostituendo le traduzioni di riferi-

mento con riscritture a modo suo tre pagine di lettera a Timoteo in cui non si capisce dove finisca Paolo e inizi Carrre
di quando in quando esortandosi: Trasponiamo, sceneggiamo, non dobbiamo
aver paura di darci dentro. Infarcisce allora la Bibbia di rimandi autobiografici,
analogie libresche e introspezioni psicologiche che contraddicono il momento sublime in cui va dallanalista e la rimprovera che, fosse andato san Paolo stesso a
raccontarle la conversione sulla via di Damasco, lei lavrebbe trasformata in sintomo di disagio interiore. A lungo andare
questa ricostruzione congetturale e personalizzata della Bibbia lo rende dubitoso: Il Regno trabocca di non so, non
credo, non penso fino allo scacco conclusivo in cui ammette di avere scritto portandomi dietro il peso di ci che sono: un
uomo intelligente. A voler liberamente
trasporre, il procuratore Festo avrebbe
chiuso chiedendo: Non che troppi libri
ti hanno fatto rimbambire?.
Antonio Gurrado

LA MOGLIE DEL PROCURATORE DI ELENA BONO: SILENZI E IRONIA

Le domande della vedova di Ponzio Pilato, come in un salotto newyorchese


L

a notte, aiuta a restare da soli, a guardare, e pensare. La moglie di un amministratore in terra straniera, si affaccia al
balcone, tra i belati degli agnelli sacrificati ad un culto orientale, e gli odori intensi
del clima mediterraneo: Uno sterminato
campo di dolori e di silenzio, di cui nessuno aveva piet. Luomo non ha piet di se
stesso una vera piet intendo guardarsi dallalto ma con amore. Allora provai
quel che voleva dire Lucano stasera io
dissi a me stessa: se fossi un dio, piangerei
su costoro. Ma in quellistante mi venne in
mente, e con chiarezza freddissima, Seneca, mi venne il pensiero che se un dio avesse fatto questo, essi avrebbero riso di lui.
Come avrebbero riso di me, se fossi andata a raccontare il giorno dopo, che avevo
passato la notte a soffrire per loro. Siamo
nel 33 dellra volgare, e a confidarsi cos
Claudia Procula, consorte di Ponzio Pilato, ne La moglie del procuratore di Elena

PICCOLA POSTA
di Adriano Sofri

Vorrei esporre qualche perplessit sul modo in cui ieri


molti giornali hanno parlato di
almeno 3 mila giovani tunisini andati
ad arruolarsi nei ranghi dello Stato islamico. Come Raineri ha scritto qui, gli
almeno tremila sono partiti alla volta
della Siria e poi dellIraq negli ultimi tre
anni. Tre anni fa non cera il Califfato e
non cera lIsis o Isil. Cera per, gi da
un anno, la Siria. Che dei giovani arabi
scegliessero di partire per andare a combattere in Siria non affatto difficile da
spiegarsi. Mi verrebbe da dire che sarebbe difficile spiegarsi il contrario. Mi

Bono. Alla figura ricordata dal Vangelo di


Matteo per il sogno sul giusto maestro
ebraico sotto processo, nel 1956 la scrittrice recentemente scomparsa e profondamente stimata da Cecchi, Pasolini, Visconti, anche per unimportante trilogia sulla
Resistenza aveva dedicato un romanzo
breve, pubblicato da Garzanti. Marietti meritoriamente ripubblica proprio in questi
giorni limmaginaria confessione della patrizia, ormai tragicamente vedova, al vecchio amico Seneca, dopo una serata nei salotti romani dellepoca. Niente stereotipi
su languidi viziosi intenti a piluccare grappoli duva, ma quello che potrebbe essere
un grande ricevimento newyorchese: cultura, ironia Non trovi tu meravigliosamente educato da parte degli dei esistere come
se non esistessero? quanto di meglio pu
offrire una societ ricca e tollerante, con i
suoi cicalecci ma anche la sua pensosa
profondit Non si pensa mai che la por-

ta della poesia la stessa, proprio la stessa della morte: come certi poeti rimaniamo
sempre sulla soglia, i pi grandi di noi intravedono qualcosa di pi; come uomini finiremo tutti per entrare, con un po di pazienza. Nei salotti frequentati da Claudia
Procula si citano libri, politici, pettegolezzi, salute e sport. Ed in questo mondo,
percorso da lampi inquieti Una ferita si
aperta nel cuore del mondo e consueto cinismo Quale ferita? Quale cuore?
che si fa largo il turbamento di Claudia,
per uno sguardo incontrato in sogno, per il
viso di un predicatore che, a detta di molti, sarebbe stato ucciso, eppure non morto. Di solito le cose si vedono con gli occhi
del corpo qualche volta con quelli dellanimo Io lo vedevo con tutta me stessa
anche con la pelle se posso dir cos.
Non lavevo mai visto. Ma stato come se
lo riconoscessi. Come se il suo viso fosse
lunico voglio dire, lunico che luomo do-

viene da dire che quegli stessi giovani


tunisini, che sono cos numerosi rispetto al resto della popolazione, possono essere stati attirati dal desiderio di affiancarsi ai ribelli siriani piuttosto che dal
solito viaggio avventuroso alla volta di
Lampedusa. E i tre anni sono anche lintervallo fra le speranze della rivoluzione
di Bouazizi e dei gelsomini e il faticoso
compromesso fra le forze politiche che
ha portato al tentativo democratico tunisino, ma senza riuscire a coinvolgere la
nuova generazione nei suoi programmi e
nemmeno nella partecipazione elettorale. Al Qaida, e poi il Califfato, sono la rete a maglie strette stesa a raccogliere dei
ragazzi che sentono la propria vita vuo-

ta di senso. Per darle un senso, o avere


lillusione di darglielo, le occasioni cambiano di volta in volta: darsi fuoco davanti a una prefettura per rifiutare
unennesima angheria quotidiana; mettersi a repentaglio in un barcone; arruolarsi per una ribellione giusta e finire
arruolati in una guerra santa e orrenda.
Qualcuno, di quelli arrivati col barcone,
finisce in una galera, quasi per inerzia, e
in galera la sua vita ancora pi destituita e schiantata, finch un giorno, dun
tratto, decide di gridare forte allaria:
Allahu Akbar!, e allora diventa parte
di qualcosa, e pu permettersi di far
paura e dunque esistere. Quando uscir,
il mondo pieno di musei. Arrivati a

vrebbe avere. Una profonda perplessit


del mondo pagano fu il silenzio di Cristo al
processo; abituati alle ironiche e coraggiose confutazioni di Socrate, o alla ridente ferocia di Dioniso imprigionato nelle Baccanti, furono molti a domandarsi perch
quel nuovo dio non avesse obiettato nulla
al sopruso e alla violenza: Non senti quante testimonianze proferiscono contro di
te?, lo incalza Pilato. Con la leopardiana
bellezza della sua prosa, la Bono prova a
scrutare proprio quel silenzio, e la sua imprevedibile forza. Non accade mai pi di
questo, quando lo vedo. Si volta, si guarda,
come ci si volta a guardare e si sente che
qualcuno viene, mentre si soli e si sta soffrendo di esserlo. Voglio dire, lui sa. Uno
splendido romanzo sul grande interrogativo del numinoso alla vita del singolo, perch da quel che abbiamo dentro, non ci difende nessuno.
Edoardo Rialti
questo punto, bisognerebbe rifare il
cammino a ritroso, pazientemente, come
Pollicino, passo dietro passo, lungo i
quattro anni dellepidemia siriana coi
suoi 215 mila morti ufficiali e i milioni di
cacciati, e cos via. E alla fine non rassegnarsi a dichiarare che ormai si fatto
troppo tardi, e avere il coraggio di scegliere, oltre a quello che necessario
per fermare chi si tramutato in un ordigno micidiale, un modo di convivenza
che permetta ai ragazzi e alle ragazze di
riconoscere alla propria vita un senso
vero e buono. E contare quanti di loro
vanno a far la guardia ai musei, e quanti chiedono di arruolarsi per legare le
mani ai piazzisti delle decapitazioni.

Teatro
La bulimia seduttiva (e creativa)
di Filippo Timi, che passa con
destrezza dalla tv al Don Giovanni

on Giovanni batte Faust per 52 a 31,


versioni dei rispettivi miti, fonte il Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi. Tra le affollate trasposizioni letterarie e musicali di Don Giovanni Tenorio,
il pi frequentato da Tirso de Molina a
Mozart e Da Ponte passando per Molire
dei personaggi, si infiltrata la trentaduesima, Don Giovanni, vivere un abuso mai
un diritto, rilettura barocca, pop e post
psichedelica di Filippo Timi che con il suo
polimorfo eroe condivide una sorta di bulimia seduttiva, di voracit creativa. Tale
da indurre nel 2009 le Biblioteche comunali di Perugia a istituire il Progetto Filippo Timi finalizzato alla costituzione in
esclusiva dellarchivio cartaceo e multimediale di documenti di/su Filippo Timi disponibili per motivi di studio e ricerca a
testimonianza della poliedrica e multiforme produzione artistica e del background
culturale dellattore, scrittore e regista perugino. Onore un po inconsueto per un artista vivente e, allepoca, non ancora giunto alla fatidica soglia dei quarantanni ma
Perugia evidentemente vuol coccolare il
suo Timi come lenfant du pays, il ciclista
che quando il tour de France attraversa il
suo paese natale il gruppo lascia andare in
fuga fra gli applausi dei concittadini. Teatro, cinema, letteratura, pi recentemente
anche pittura: ritratti e gruppi di famiglia
sfocati e velati dalla memoria in coabitazione con amabili scimmie colorate, Timi
non si fa mancare nulla. Neppure la televisione, che frequenta sia da protagonista
di serie innovative come I delitti del BarLume in onda su Sky nel 2013 e Il candidato Zucca presidente in onda su Rai3,
una sorta di House of Cards de noantri;
sia navigando nel birignao dei salotti televisivi (cfr. Daria Bignardi) dove suscita deliri da rock star nelle sue fan che su Twitter cinguettano eccitate: Chiudetemi in
una stanza con lui e buttate via la chiave,
Prendimi Filippo e portami con te e questo nonostante i gusti dellattore pare non
siano propriamente indirizzati verso il sesso femminile (fonte fanpage.it). Insomma,
Madamina, il catalogo questo potrebbe
cantare Leporello, servo e complice di Don
Giovanni. Nella sua vorticosa produzione
multimediale lartista perugino mescola
con disinvolta e imperturbabile agilit interpretativa assortiti generi narrativi e sessuali: dal Mussolini giovane e ancora con i
capelli interpretato per Marco Bellocchio
in Vincere a Mrs. Fairytale, impersonata nel 2011 in Favola, fiaba trasgressiva
e transgender scritta dallo stesso Timi e
ambientata nel technicolor anni Cinquanta dei mlo di Douglas Sirk e delle commedie con Doris Day, il tutto con un retrogusto
di Hitchcock. Carmelo Bene affondava il
bisturi purificatore delle sue riletture disubbidienti nella cadaverina prodotta
dai classici, Timi invece preferisce shakerarla in un ipercalorico e spregiudicato
cocktail Don Giovanni che mescola Mozart con i Queen, la farsa con la tragedia,
lindulgenza per una coprolalia alquanto
stucchevole anche se foriera di risate e
applausi con riflessioni non banali sulla
chiacchierata coppia Eros e Thanatos, il
kitsch sgargiante mietuto su YouTube con
la volta della chiesa di SantIgnazio in Roma, capolavoro di Andrea Pozzo, che fa da
sfondo ai favolosi costumi-sculture di Federico Zambernardi, collaboratore di Prada. Siamo quel che vestiamo, i personaggi diventano quel che indossano e Don Giovanni sfoggia un cappotto tessuto con 1.600
fiori. Malgrado questo sesquipedale profluvio floreale, una fan di Timi ha twittato:
Sei sdraiabile anche con un mazzetto di
cicoria addosso.
Pietro Favari

PREGHIERA
di Camillo Langone

Mi aspetto che ricevano un pugno i sodomiti


bolognesi che laltra notte, al Cassero,
si sono sfregati con una croce postando poi le foto su Facebook. Un pugno
del Papa. Chi offende mia madre si
aspetti un pugno. E chi usa Cristo come sex toy cosa si deve aspettare? Se
non personalmente dal Papa, un pugno sferrato da un suo vicario, da un
qualunque prete o frate o laico di buona volont per il quale poi sarebbe
cattolico organizzare collette a copertura delle spese legali. Intanto ne ha
scritto il cardinal Caffarra, definendo
le immagini un insulto di inarrivata
bassezza e di diabolica perfidia a Cristo in Croce, svelando quindi loccultata sinonimia tra omosessualismo e
satanismo. Ma Caffarra ha unet, non
mi aspetto che il pugno lo dia lui, mi
aspetto che lo dia qualche giovane vigoroso, uno di quelli che plaudenti
affollano piazza San Pietro o Sala Nervi. Chi pi di me crede nella coerenza,
nella corrispondenza tra parole e fatti,
ha una buona occasione. Mi aspetto
che non la sprechi.

CENTRO SERVIZI ANZIANI F. F.


CASSON CHIOGGIA
Esito di gara - CIG 60243624CA
Informa che il 3/03/2015 stata aggiudicata la procedura aperta
per la fornitura di derrate alimentari per gli ospiti dellEnte alla ditta
Ricci srl Via della Lirica, 15 Ravenna. Prezzo di aggiudicazione:
465.594,74 + IVA. Offerte ricevute: 4. Invio alla GUUE: 07/03/2015.

Il responsabile del procedimento Fernando Chiericato

Venerd 3 aprile 2015 |

#quotidiano contro i falsi miti di progresso

Edoardo Porro: garibaldino, cattolico, #ostetrico


Allepoca in cui Pavia non era pi la citt cattolica che aveva visto operare Gerolamo Saccheri e Lazzaro Spallanzani, mentre sinsidiavano nel
mondo accademico i princip materialisti di utilit e inutilit sociali, il giovane medico os salvare Giulia Cavallini dalla scelta di perdere il figlio o s
stessa. Nel suo testamento, anni dopo, si lesse: Chi pi studia, chi pi cerca di approfondire un segreto della natura, tanto pi vi scorge il Creatore
di Francesco Agnoli

un campo in cui la scienza sperimentale, frutto dellintelligenza


umana indagatrice della natura,
diventa particolarmente utile e benigna
per luomo: la medicina. Accade allora che
ci si trovi di fronte a grandi uomini, che
comprendono perch amano. Che amando,
comprendono. Sono i grandi medici che
nel corso dei secoli, mossi dalla loro compassione e misericordia per i malati, hanno
indirizzato la loro intelligenza, dedicato il
loro tempo e le loro forze, per trovare nuovi rimedi ai mali dellumanit.
Paolo Mazzarello, docente di storia della
medicina allUniversit di Pavia, ha appena pubblicato E si salv anche la madre.
Levento che rivoluzion il parto cesareo
(Bollati Boringhieri): una biografia del
grande ginecologo di fine Ottocento, Edoardo Porro, e del suo servizio a tante madri
destinate, senza di lui, alla morte per parto.

ne continuano a morire di parto in numero


molto elevato. A Pavia, dove Edoardo Porro
lavora, linsegnamento autonomo dellostetricia data dal 1818. E la morte relativa al parto in ospedale, assai frequente.
Muoiono molti bambini, quando ad esempio si pratica lembriotomia per salvare la
vita della madre, e molte madri, sia per le
febbri puerperali, sia per i tagli cesarei che
non riescono quasi mai nel loro scopo di
salvare entrambe le vite.
Nellautunno del 1870 e nella primavera
del 1872, per intenderci, si registra il decesso per febbre puerperale di 30 donne su
278. Da poco si compreso che la febbre
puerperale si propaga a causa della scarsa
igiene nelle corsie, delluso di ferri chirurgici non disinfettati adeguatamente, delle
manovre ostetriche con mani esploranti un
po troppo violente, e a causa delluso di

Prima di andare a questa figura esemplare


di uomo, sar bene fare un breve salto indietro nel tempo. Per ricordare che alla loro
nascita, in evo cristiano, gli ospedali sono
quasi sempre legati anche alla necessit di
soccorrere i bambini. Madri che muoiono
di parto, e bambini orfani di madre, sono,
infatti, un dramma dellumanit di sempre,
che noi occidentali, oggi, abbiamo quasi
dimenticato, ma che riguarda ancora molti
paesi poveri.

Nel 1876, anno in cui ambientato in particolar modo il libro di Mazzarello, le don-

Ma torniamo indietro di 3 anni. Il parto


cesareo esiste da molti secoli. Praticato
dallantichit, sin dal IV secolo d.C. raccomandato dalla Chiesa, sulle donne incinte
gi morte, per salvare almeno il bambino
ed impedire che sia sepolto vivo con la madre, e che muoia senza battesimo. solo
dopo il 1500 che viene talora praticato
anche sulle madri ancora in vita, quando il
parto naturale impossibile, con lo scopo
di salvare madre e figlio.
Il taglio cesareo su donna viva scrive
Mazzarello rimane un intervento eccezionale, ripetuto pochissime volte sino alla
fine del Settecento: con esiti pressoch
sempre infausti, per la donna.
dunque durante lOttocento che si concentra la crescita del ricorso al cesareo con
gli alti costi propri di un epoca in cui non
si conoscono lasepsi, le suture dellutero e
delladdome. Qui, in questepoca, dobbiamo collocare limpegno di Edoardo Porro.

Per questi bambini, il medioevo cristiano


cre ospedali, orfanatrofi, brefotrofi e mille
associazioni di carit. Per le povere madri,
per tanto tempo la medicina ha potuto assai poco.
Per millenni le levatrici hanno fatto ci che
potevano, ma la storia moderna dellostetricia incomincia solo nel Settecento. il
papa Benedetto XIV, grande protettore
della scienza, a promuovere la prima cattedra pubblica di Ostetricia, inaugurata a
Bologna nel 1757, e affidata prima a Giovanni Antonio Galli che aveva rinnovato
la tecnica didattica per le levatrici e studenti in Chirurgia avvalendosi, fin dal 1734,
di modelli in cera e in argilla , e poi al
suo discepolo, il terziario francescano e padre degli studi sullelettricit animale Luigi
Galvani. Sempre a Bologna, nel 1768, viene
pubblicata la prima rivista di ostetricia italiana, Dellarte ostetrica, mentre nel 1765
Luigi Calza, (1737 1784), bolognese di
nascita e allievo del Galli, fonda a Padova
il primo Gabinetto Ostetrico avviando la
cattedra De morbis mulierum, puerorum et
artificum.

tococco, chiarendo cos definitivamente


la natura batterica dellagente eziologico
della febbre puerperale. Per poi affermare:
Il metodo antisettico mi sembra dover essere sovrano nella maggior parte dei casi.
Mi sembra che si dovrebbe, subito dopo
il parto, cominciare lapplicazione di questi antisettici. Pasteur consiglia di lavare
di continuo, oltre alle mani dei medici, i
genitali femminili con acido borico, o, in
mancanza di esso, con acqua scaldata a
115gradi, permettendo cos di incamminarsi su una strada che salver la vita di un
numero immenso di donne (Louis Pasteur,
Scritti di microbiologia, Teknos, 1994).

praticare dissezioni su cadaveri, passando


poi nei reparti di ostetricia, senza disinfettarsi.
Il primo a capire sembra essere stato, allinizio del secolo, il medico ungherese Ignc
Flp Semmelweis (1818 1865), ma senza particolare successo: prov a spiegare che molte donne morivano a causa del
fatto che delle particelle cadaveriche
passavano dalle mani dei medici autori di
dissezioni e autopsie, alle partorienti, ma
fu licenziato dallospedale di Vienna e condannato dai suoi colleghi: morir pazzo in
manicomio.
Louis Pasteur, padre della microbiologia,
con le sue sette osservazioni, nel 1879, a
confermare lintuizione precedente (sono
i medici con le loro mani dir a trasportare i microbi da una donna allaltra)
e analizzando sangue e pus di una gravida
morente, identificher il germe dello strep-

Nato a Padova da famiglia meneghina il 13


settembre 1842, Porro partecipa, ancora
giovane, alle mobilitazioni risorgimentali,
prendendo parte anche allavventura garibaldina di Trento, nel 1866. Nel 1871, durante unoperazione chirurgica, si ferisce
alla mano e contrae per infezione la sifilide,
che lo torturer per il resto dei suoi giorni.
Nel 1876 gli si presenta il caso decisivo:
ha davanti a s, gravida, la giovane Giulia
Cavallini, di bassa statura, affetta da rachitismo, con varie problematiche uterine che
le avrebbero impedito un parto naturale.
Porro ha solo due possibilit: Eseguire il
taglio cesareo salvando il bambino e quasi
certamente sacrificando la madre, oppure risparmiare la gravidanza eseguendo la
fetotomia (uccisione del feto, ndr). Tertium non datur. In verit non vi neppure
questa duplice possibilit, essendo quasi
impossibile la fetotomia per lassoluta difficolt di accesso al feto, nel caso specifico.
Porro decide di provare una strada nuova,
pensata e ripensata in precedenza: taglio

cesareo, e in pi, per salvare la Cavallini,


asportazione dellutero e delle ovaie, eliminando cos un terribile focolaio settico
e una incontenibile fonte di sanguinamento. Loperazione funziona, la bimba nasce,
la madre, dopo una serie di peripezie,
salva! Il cesareo non pi una sentenza di
condanna a morte quasi certa. Il Patriota,
giornale della citt di Pavia, il I luglio 1876
esulta: Lesito di s ardita operazione, la
prima di simil genere siasi fatta in Europa,
non mancher di fare un ben meritato rumore tra gli intelligenti della scienza.
In verit il rumore non sono solo gli applausi, ma anche le critiche, da parte di alcuni
colleghi che attaccano Porro sostenendo
che lembriotomia da preferire alla sicura sterilit futura della donna (la quale andrebbe, inoltre, avvertita previamente).

nullit matrimoniale o di possibilit, per il


marito, di ripudiare la consorte. Il marito,
continua Parocchi, non potr certo lamentare di essere stato defraudato del debito
coniugale e di un presunto diritto a futuri
figli. Sono i tempi in cui un figlio un dono,
non un possesso, n un diritto.
Lintervento di Parocchi conferma Porro,
ma anche tanti altri medici italiani. Intanto
il nome di Porro diventa famoso in Europa
e loperazione di Porro si diffonde in tutto
loccidente. Usato ancora oggi per le emorragie uterine severe, soprattutto nei paesi
in via di sviluppo, per salvare le madri, rimarr fondamentale sino alla scoperta della sutura uterina per realizzare un cesareo
senza asportazioni.
Porro diviene cos lostetrico italiano
pi famoso del mondo. maestro di

Pavia non pi la citt cattolica che a inizio Settecento ha visto allopera il gesuita
Gerolamo Saccheri, padre delle geometrie
non euclidee, e che a fine Settecento ha
annoverato nella sua universit la presenza quasi contemporanea di don Lazzaro
Spallanzani, detto il Galilei della biologia,
Alessandro Volta, padre della pila, padre
Ruggero Boscovich, grande fisico e fondatore dellosservatorio astronomico di Brera,
e di tante altre glorie della Chiesa e della
fede (vedi Paolo Mazzarello, Pavia e le svolte della Scienza).
vero, il padre della geologia e della paleontologia italiana, il sacerdote Antonio
Stoppani, insegna proprio a Pavia, ma la
scena occupata da nuove idee di stampo
materialista e il pi celebre dei professori
il criminologo Cesare Lombroso. Lintento
della cultura dominante non pi quello
cristiano di assistere i poveri e i malati, di
avere compassione delle piaghe dellumanit, ma quello positivista: catalogare sani
e malati, adatti (fit) e inadatti (unfit), riusciti e malriusciti.
Porro, per, un cattolico fervente, accusato di essere clericale, perch sostiene la necessit delle suore di Carit negli
ospedali e perch non vede di buon occhio
la cremazione (Francesco Giarelli, Ventanni di giornalismo, A.G. Cairo, 1896, p.61), ed
ha scrupoli di coscienza. Si rivolge allora al
vescovo di Pavia, Lucido Maria Parocchi, un
vescovo intransigente, sulla linea di Pio IX,
noto per lortodossia, che non ha neppure
ricevuto lautorizzazione governativa ad
esercitare la funzione episcopale. Parocchi
d il suo responso, affermando il diritto di
sacrificare una parte per la salute del tutto, e la possibilit di permettere un male
minore per evitare un male peggiore. Tanto pi che per la Chiesa la sterilit femminile non costituisce, come nel mondo antico,
ma anche per molti illuministi, una causa di

Luigi Mangiagalli, consigliere comunale


e presidente del consiglio della fabbrica
del Duomo, a Milano, e presidente della
Societ Italiana di scienze naturali, nel
1900.
Era un medico rammenta Mazzarello
disinteressato allaspetto economico della
sua professione. Chiamava commercianti della scienza e dellarte salutare quei
medici che subordinavano tutta la loro attivit ai soldi e si facevano pagare anche
da chi lottava contro tutte le difficolt
della vita anzich farsi pagare, quando
era colpito dalle condizioni di povert, vi
lasciava lobolo provvidenziale e mandava
poi cibi, il vino, gli indumenti che facevano difetto guardava ai soldi con indifferenza e per questo lasci molto poco alla
moglie e alla figlia.
Amico di Felice Cavallotti, anticlericale e
feroce oppositore dei Savoia, lo assiste in

circa 20 dei suoi 33 leggendari duelli.


Porro muore il 17 luglio 1902: Un amico
sacerdote port lestrema unzione, tanto
desiderata, e poco dopo Edoardo Porro mor
di edema polmonare Al capezzale erano
presenti la moglie, la figlia, il genero, un altro sacerdote e il suo medico personale.
Pochi giorni dopo viene aperto il suo testamento, che contiene parole come le
seguenti: Davanti al terribile pensiero
delleternit chi di me vuole ricordarsi preghi Dio che mi protegga con la sua infinita
misericordia. Mai come sullo scorcio della
mia vita la credenza in Dio, il pensiero della vita futura, hanno campeggiato davanti
a me. Coloro che dicono la scienza essere
destinata a materializzarsi singannano o
vogliono ingannare Chi pi studia, chi pi
cerca di approfondire un segreto della natura, tanto pi vi scorge la sapienza infinita
del Creatore e trovo assurdo che il caso, la
natura, possano aver coordinato e fatto la
mirabile organizzazione che si ammira nel
regno animale, vegetale e nellinorganico. Se poi si passa a considerare la ragione delluomo, si trova qui tanto da restare
sorpresi della sapienza del sommo Iddio,
che, formando alluomo la mente, lo volle
distinto da tutti gli altri esseri e metterlo in
grado di capire quanto poco egli conosca o
sospetti del moltissimo che non ha potuto
e che forse non potr mai spiegarsi Dio,
che mi vedi e per cui il mio spirito invaso
di amore e di terrore, salvami e fa salve le
anime dei miei parenti, dei miei amici e di
quelli che credono. Come siamo piccini davanti alleternit e come appare immenso
ci che riguarda Dio!.
Lanno dopo la sua morte, il 4 agosto 1903,
si laurea in medicina Giuseppe Moscati, ben
presto operativo in quellOspedale degli
Incurabili di Napoli fondato cinque secoli
prima da Ettore Vernazza per curare i sifilitici, i malati che nessuno voleva avvicinare.
Anche Porro, che, come si visto ha contratto la sifilide che lo ha accompagnato
sino alla fine, avrebbe certamente condiviso, con Moscati, questi suoi pensieri: Non
la scienza, ma la carit ha trasformato il
mondo, in alcuni periodi; e solo pochissimi
uomini son passati alla storia per la scienza;
ma tutti potranno rimanere imperituri, simbolo delleternit della vita, in cui la morte
non che una tappa, una metamorfosi per
un pi alto ascenso, se si dedicheranno al
bene; La vita un attimo; onori, trionfi,
ricchezza e scienza cadono, innanzi alla realizzazione del grido della Genesi, del grido
scagliato da Dio contro luomo colpevole:
tu morrai! Ma la vita non finisce con la morte, continua in un mondo migliore. A tutti
stato promesso, dopo la redenzione del
mondo, il giorno che ci ricongiunger ai
nostri cari. n

PERRONI RENDE I #VERSETTI MATERIA DI UN FLUSSO DI COSCIENZA


Renuntio vobis lultimo libro dellautore di Nel ventre e Leonilde: fittamente intessuto di sacra Scrittura, il testo intende costruire una
complessa rete di corrispondenze tra gli eventi connessi alla fine del pontificato di Benedetto XVI e il dissidio interiore che questi dovette affrontare
di Flaminia Patrizi Marinaro

ella penombra austera di unabbazia benedettina dove riecheggia il


salmodiare monocorde dei monaci
un vecchio vestito di bianco sta seduto al
pianoforte, stremato , piegato su se stesso,
spettrale ed esangue, ai piedi le babbucce
di raso rosso brillanti vestigia di un clericalismo barocco stridente in quel contesto
essenziale.
Dallo scalone gli va incontro una figura che
indossa un saio bagnato come se arrivasse
dal diluvio. Fuori per non piove. Il vecchio
lo riconosce o lo conosce e gli sorride come
una burla, si legge in Renuntio vobis (Bompiani).
Con Renuntio vobis Sergio Claudio Perroni,
scrittore, giornalista, traduttore, editorialista compie unimpresa titanica e innovativa
costruendo una sfida verbale dirompente
tra due personaggi, un vecchio e un ospite
che parlano attraverso migliaia di versetti
estrapolati dalla Bibbia.
Chi siano lautore non lo rivela ma tutto ci
riconduce alla rinuncia di Papa Benedet-

to XVI che l11 febbraio 2013 lasciarono il


mondo nello stupore pi assoluto.
Il risultato di questo dialogo immaginario -in
cui il versetto biblico utilizzato in modo
istintivo e naturale- la rappresentazione
del dolore che emerge da un conflitto morale interiore tra la coscienza e la ragione.
Ecce homo avrebbe detto Ponzio Pilato
mostrando quel Cristo trafitto proprio come
questo vecchio gravato dai sensi di colpa e
schiacciato nella debolezza umana dalla
potenza dello spirito.
Lautore non nasconde un atteggiamento
critico nellinterpretazione dei fatti per i
quali il sommo insegnante di una dottrina
basata sul sacrificio si ritira nel momento in
cui a quel sacrificio chiamato ed per
questo che immagina una coscienza remota che in quel dialogo serrato di fuga e
attacco lo affligger senza dargli requie.
Lanima mia era in mezzo a leoni; dimoravo
tra gente che vomitava fiamme, in mezzo a
uomini dai denti come lance e saette, con la
lingua come una spada affilata affondavo
nella melma senza trovare sostegno; sono
giunto in acque profonde e la corrente mi

sommergeva

lo dice spirito veramente divino.

Ti sembrava il tempo di metterti tranquillo


al riparo mentre il tempio era devastato?

Lesegesi e linterpretazione fanno la differenza, ma se Perroni inserisce in esergo al


libro il brano della regola di San Benedetto che recita: C infatti nel Vecchio o nel
Nuovo Testamento una pagina o una parola di autorit divina che non sia rettissima
norma di vita umana? mi riesce difficile
non intravedere nella
sua analisi una retrospettiva psicologica
di una societ che
sta morendo annientata dalla perdita dei
suoi valori, dal dramma della privazione
in senso ontologico
ed escatologico e
che forse ci vorrebbe raccontare attraverso una metafora,
quella di un Papa che
secondo alcuni non
sceso dalla croce
ma ne ha accettato il
martirio.

Quale vergogna aver voltato le spalle!..il


buon pastore d la sua vita per le pecore.
Il mercenario invece, che non pastore e
al quale non appartengono le pecore, vede
venire il lupo, abbandona le pecore e fugge
Le mie corde erano
allentate, non tenevo
pi dritto lalbero della nave..io mi tormentavo ogni giorno
nella mia anima giusta per gli abomini
che vedevo e udivo
Il gran rifiuto non
una novit nella storia
della Chiesa: Dante
ne denigra lautore, di
cui non rivela il nome,
accusandolo di vilt;
Petrarca invece con
profonda devozione

Un Papa che comunque riuscito a co-

niugare un gesto roboante e rivoluzionario


con una mite e misericordiosa pastoralit.
Lopera di Perroni pervasa da un potenziale drammaturgico forte, una serie di immagini di quadri o arazzi precedono ogni
dialogo.
Lautore li riporta in modo nitido e particolareggiato ma in realt sono frutto della sua
fantasia, e vengono proposti come un intercalare figurativo di cui si serve per inserire
ulteriori simbolismi.
Nelliconografia inventata da Perroni ogni
colpa ha in s il suo castigo cos come si
riflette Oloferne nelle iridi di Giuditta, o
come ci si pu raffigurare Eva nellatto di
allattare Caino oppure quando nel Trino
volto il corpo dilaniato di un gabbiano
straziato dal becco di una colomba, evocando lAngelus di Papa Francesco quando
un gabbiano si avvent su una colomba.
E resta il dilemma di quel saio bagnato. Forse di lacrime dellumanit o forse lacqua
che purifica come nel rito battesimale?
E restano senza risposta tutte quelle domande che lesegesi biblica affronta da

sempre e che lautore ci propone in una


versione nuova, moderna incredibilmente
contestualizzata.
Questa narrazione cos complessa a mio
parere evocativa della raffigurazione del
capolavoro di Signorelli ad Orvieto La fine
del mondo e il giudizio finale nella rappresentazione del conflitto tra Cristo e lanticristo dove il cavaliere che tenta di domare
il cavallo imbizzarrito simboleggia larroganza e la superbia e rimanda ancora una
volta a quei conflitti interiori trasmessi con
potente espressivit da quei personaggi
muti ma partecipi e parlanti.
Il tralcio non pu far frutto se non rimane nella vite incalza lospite al vecchio e
Benedetto XVI appena salito al soglio pontificio si defin un operaio nella vigna del
Signore e la misericordia del Signore accoglie nel finale di questo compendio biblico
quelluomo indebolito ma dotato di grande,
paziente capacit dascolto. Potente predicatore che asceso con devozione al Ministero petrino e che ne disceso con umilt
con la speranza, anzi certezza di consegnare al suo successore una Chiesa pi consapevole. n

23

Domenica 12 aprile 2015

CULTURA&SPETTACOLI
ARTS &
FOODS
A MILANO
Colazione in
Giardino di De
Nittis (1883,
prestato dalla
PInacoteca di
Barletta) e, in
basso, il critico
Gillo Dorfles
(105 anni) in
visita alla
mostra davanti
allopera di Tom
Sachs
.

IL LIBRO IL VECCHIO PONTEFICE DIMISSIONARIO E UN OSPITE MISTERIOSO: MAGNIFICA SFIDA LETTERARIA

Se un frate bagnato
rimprovera il papa
La fuga di Ratzinger al vaglio dei testi
biblici in Renuntio vobis di Sergio Perroni
di OSCAR IARUSSI

Per il ciclo Le notti di Nicodemo


Domani lautore allEsedra di Bari

Dominano ovviamente gli eroi dellArte Povera cara a Celant, il pane disteso da Penone,
ligloo rivestito di croste da Merz, lelegante
parata di bilancini con caff di Kounellis, la
pietra di olive di Beuys. Uno spazio ad alto
sconcerto occupato dalle variazioni sul tema
leonardesco dellUltima Cena, con lo stesso Warhol, Serrano, Muniz, sino alla tavolata infiorata
con donne nude di Vanessa Beecroft. Un po
spaesati appaiono gli esempi di arte relazionale e
nomade coltivati da artisti orientali come Rirkrit
Tiravanjia con la sua auto-furgone per cucinare
in compagnia e Subodh Gupta con la bicicletta come negozio ambulante.
Ma sarebbe ingeneroso discettare di quel che in mostra
non c o si vorrebbe trattato
diversamente (soccorrono i
64 saggi nelle 900 pagine del
monumentale catalogo Electa). Oltre tutto, c una seconda mostra connessa alla prima, da vedere e
discutere, dedicata alle cucine moderne, firmata
dallo stesso Celant con Silvia Annicchiarico (vedi box). Semmai, per liberarsi dal senso eccessivo di saziet (o asfissia, titolo di un dipinto di Morbelli 1884) conviene andare a prendere aria nel balcone aperto sul giardino nel
quale la storica piscina dei Bagni metafisici di
De Chirico 1973, restaurata con qualche eccesso
cromatico, dialoga con limponente bottiglia di
tomato ketchup innalzata da Paul Mc Carthy. A
suggellare lepos di una societ (scrive Celant)
dove tutto eguale ed equivalente.

Zoom su Kounellis, Merz


e gli eroi dellArte Povera
cara a Celant, il curatore
pagato 700mila euro

ppare ispirato come


pochi il titolo del
nuovo libro di Sergio Claudio Perroni, Renuntio vobis (Bompiani
ed., pp. 98, euro 15,00). Il gioco
di parole che allude al festoso
annuncio di un nuovo pontefice - Nuntio vobis gaudium
magnum - altres una sintesi
perfetta del testo. Renuntio vobis prende le mosse dalla rinuncia al soglio di Pietro da
parte di un papa che, pur non
nominato, naturale identificare in Benedetto XVI, dimessosi due anni fa. La sua scelta
evoc labdicazione di Celestino V nel 1294, tramandata dal
verso dellInferno in spregio
di colui che fece per viltade il
gran rifiuto. Sebbene Dante
non nomini Celestino e Petrarca ascriva il gesto a lode di
uno spirito libero e altissimo. Gi al momento dellelezione, nel 2005, Ratzinger si
era cos rivolto ai fedeli in
piazza San Pietro: Mi consola
il fatto che il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti. Unumilt che nellepilogo si manifest come desiderio di silenzio,
di ritorno agli amati studi e
alla preghiera. Pi Cielo, meno Terra. Pi mistero, meno
potere. Un abbandono nel significato proprio della mistica: lanimo si vota a Dio e ne
accetta le volont nascoste o in
fieri.
Ma cosa accadrebbe se invece quella volont si manifestasse contraria alla rinuncia?
Se lEccezione venisse contestata dalla Regola?
Un vecchio vestito di bianco,
seduto al pianoforte, in raccoglimento nella stanza del
chiostro di un monastero benedettino, da qualche parte sul
mare, distante dal mondo e
privo della pagina Facebook
oggi sbandierata persino dalle
monache di clausura. Il Vecchio ha appena cominciato a

Vetrina
PER IL RESTAURO DELLA SALA DEGLI ORAZI E CURIAZI NEI MUSEI CAPITOLINI

Il magnate uzbeco Usmanov dona a Roma 900mila euro


n Il magnate uzbeco Alisher Usmanov ieri sera in Campidoglio ha donato a Roma un
assegno di 900 mila euro. Risorse che saranno utilizzate per il restauro della Sala degli
Orazi e Curiazi nei Musei Capitolini e della fontana del Quirinale ma anche, si apprende, per lanastilosi del Foro di Traiano che torner cos al suo antico splendore.

Un incontro con lo scrittore Sergio Claudio Perroni, autore di Renuntio vobis (Bompiani 2015),
conclude domani a Bari - nel cinema Esedra, alle ore
19 con ingresso libero - il ciclo di incontri Le notti di
Nicodemo promosso dallArcivescovo di Bari-Bitonto Francesco Cacucci. Perroni sar intervistato
da Oscar Iarussi.
Cacucci autore di un breve e limpido testo, Rinascere allamore - Il ministero di Nicodemo (EDB ed
2015), dedicato al personaggio del Vangelo secondo
Giovanni, del quale scrive pure il francese Emmanuel Carrre in Il regno (Adelphi 2015). Ecco Carrre: Nicodemo un fariseo, e in quanto tale molto
prevenuto nei confronti di Ges... Tuttavia non si accontenta di quello che ha sentito. Va a trovare Ges,
di notte, in cerca della verit. E a Nicodemo, ricorda
Cacucci, sono dedicati bellissimi versi di Emlily Dickinson e la Piet Bandini di Michelangelo a Firenze.
PAPA RATZINGER Sopra, Sergio Perroni
suonare quando sopraggiunge
un frate dal saio sgocciolante.
Eppure il tramonto di l dalla
finestra terso e senza nubi,
eppure non c fango sui suoi
piedi scalzi.... Pi che un arrivo, unepifania: Il viso
dellospite ancora nella penombra, solo la barba nella
luce; ma il vecchio lo riconosce, il vecchio lo conosce. Gli
sorride come a una burla. O a
un terrore.
lincipit dellincontro/scontro tra il Vecchio e
lOspite. Un dialogo memorabile perch le parole di entrambi sono letteralmente Verbo incarnato. Infatti il racconto di Perroni - autore raffinatissimo e di rara acribia -
concepito attingendo versetti
dallAntico e dal Nuovo Testamento, dallImitazione di Cristo, e, per gli interventi del coro nel quadro iniziale, dalla
Regola di San Benedetto. Un lavoro enorme di ricerca e di setaccio delle fonti bibliche che
d vita, in meno di cento pagine, a una lettura agile e affascinante. Renuntio vobis non
ha un intento pedagogico, vibra della sua sfida letteraria,
ma difficile non coglierne

Adelphi 2015): Il Dio della


Bibbia interessante, non
mai esistita una creatura tanto assetata di potere: punisce
solo il traditore, premia solo il
servo fedele; ed entra in scena
con la pretesa di possedere tutto, perch tutto lui ha creato.
Di contro, ancora Canetti: I
destini hanno qualcosa di sacro, in ogni caso.
Il terrore e la speranza qui
sono arcaici e attualissimi, gli
stessi che allignano fra gli
Achei nascosti nel cavallo di
Troia della precedente prova
di Perroni, il poema in versi
Nel ventre (Bompiani 2013). A
intramezzare la trama biblica
di Renuntio vobis sono delle didascalie di opere darte (immaginarie) in cui lazione a
tratti si riflette. Un gioco di
straniamento, quasi brechtiano, piegato nel suo contrario,
nella paradossale conferma
del contesto monacale. Infine,
sentiamo il dialogo cos necessario e nostro da sospettare
che sia un monologo visionario. Ogni regno che si divide
contro se stesso va in rovina,
ogni citt o casa che si divide
contro se stessa destinata a
perdersi.

IERI LA CERIMONIA COL PRESIDENTE DELLARMENIA IN OCCASIONE DEL CENTENARIO DEL GENOCIDIO PER MANO DEI TURCHI

Il chiostro di San Gregorio Armeno a Napoli


riaperto al pubblico dopo il restauro

BASTEREBBERO 30-40MILA EURO PER IUL SITO CHE PATRIMONIO DELLUNESCO

Sos da Tarquinia: servono risorse per tutelare la Tomba Bartoccini


n stata creata come eterna dimora di una ricca famiglia etrusca del VI secolo a.C. Nei
secoli scelta dai Templari per i loro segreti riti di iniziazione. E ancora oggi capolavoro
che lascia stupefatti per quelle pitture ad arazzo che sembrano quasi un manto poggiato su soffitto e pareti e per le scene di banchetto che raccontano una vita di oltre
duemila anni fa. Ora per la Tomba Bartoccini, gioiello della Necropoli dei Monterozzi
a Tarquinia cerca mecenati. Lappello arriva dalla Soprintendente dellEtruria meridionale, Alfonsina Russo Tagliente, che insieme al Comune e allAssociazione Amici
delle tombe dipinte di Tarquinia, lancia una campagna di crowfunding on line, per la
tutela e la valorizzazione della Bartoccini per cui servirebbero 30-40 mila euro. Non
tantissimo, dunque, per un sito, che, pur patrimonio dellUnesco dal 1994, ogni giorno
combatte contro intemperie, natura che avanza e diffuse ristrettezze economiche.

lesortazione contro il nichilismo, ovvero il richiamo al bisogno di credere, a un rinnovato incanto nel mondo cristiano orfano di se stesso e
perci debole, smidollato.
LOspite incalza il Vecchio:
Ti sembrava il tempo di metterti tranquillo al riparo, mentre il tempio era devastato?.
Lui si difende: Nel mio cuore
cera come un fuoco divampante, compreso nelle mie ossa: cercavo di contenerlo ma
non potevo. Tuttavia non v
argomento che tenga: Non
nel mio cuore che sei alle strette,
ma nel tuo. lempio a fuggire
anche se nessuno lo insegue: il
giusto sicuro come un giovane
leone. N vale il richiamo del
papa colto e stanco alla sapienza, alla dottrina o allo zelo per
Dio. Chi crede di sapere qualcosa, non ha ancor appreso come bisogna sapere, lo ammonisce quella voce severa.
Presto il lettore tende a riconoscersi nel rinunciatario,
ma dopo linquietudine si rasserena nel mistero: Cercatemi nel vuoto. Vengono in
mente certi appunti di Elias
Canetti recentemente riproposti (Aforismi per Marie-Louise,

CAPOLAVORO San Gregorio Armeno

l NAPOLI. stato restituito a cittadini e turisti il chiostro della chiesa


di San Gregorio Armeno a Napoli
aperto ieri in occasione delle celebrazioni per i 100 anni del genocidio del
popolo armeno per mano dei turchi
durante la Prima Guerra mondiale. Il
chiostro di propriet del Fondo Edifici Culto (Fec) del ministero dellInterno. Gli interventi di restauro sono
stati finanziati dalla Repubblica dArmenia e realizzati in collaborazione
tra il Ministero dellInterno - Fec, la
Prefettura e la Soprintendenza ai Beni
Architettonici, Paesaggistici, Storici,
Artistici ed Etnoantropologici di Na-

poli. La Chiesa, capolavoro architettonico che fa parte dellinestimabile


patrimonio del Fec, profondamente radicata nella tradizione partenopea,
uno dei simboli pi conosciuti della
citt di Napoli. Grazie al restauro, sono
tornate agli antichi splendori, grazie
allopera meticolosa degli specialisti
restauratori della scuola napoletana
la fontana in marmo del XVIII secolo,
lesedra e le statue di Cristo e della
Samaritana di Matteo Bottiglieri.
La cerimonia inaugurale ha visto la
presenza del presidente della Repubblica dArmenia Serzh Sargsyan e del
sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Luned 20 aprile 2015

19

PBL

NOIR

SAGGIO
(C) Il Gazzettino S.p.A. | ID: 00070799 | IP: 93.62.51.98

Un killer pasticcione e innamorato


Il nuovo Nesb, breve e sentimentale

Un viaggio letterario da Rebora


ai veneti e ai maestri dimenticati

Olav un killer dislessico, pasticcione e dal


cuore tenero. Quando un boss gli ordina di
uccidere sua moglie, finisce per innamorarsi
di lei: disubbidire significherebbe la morte.
Un Nesbo meno intenso del solito, un libro
un po sbrigativo, ma ai lettori sta piacendo.

Da Rebora agli autori veneti (Rebellato, Fogazzaro, Gozzi), dai maestri dimenticati del
900 (Montale) ai classici inglesi: quello di
Grandesso un viaggio letterario tra i secoli, che valorizza testi e autori significativi, e
si chiude denunciando la crisi della poesia.

Sangue e neve - Jo Nesb - Ed. Einaudi - 17

Nello specchio delle parole - Enrico Grandesso - Ed. Marsilio - 20

NARRATIVA

SCAFFALE

Papa Ratzinger
a "processo"
per le dimissioni
Renuntio
vobis
Sergio Carlo
Perroni
Ed. Bompiani
15 euro

Vacche
amiche
(Unautobiografia non
autorizzata)
Aldo Busi
Ed. Marsilio
15 euro

ADRIANO DE GRANDIS

asterebbe lincipit di "Vacche amiche", quelle righe


iniziali per capire tutto lossimoro che accompagna questo
ultimo libro di Aldo Busi, questo suo sbrindellarsi di parole
e fatti, dove lumanit resta l
alla porta, indecisa se lo scrittore voglia o meno farla entrare.
Unautobiografia non autorizzata ha di per s il senso di una
(finta) provocazione, che diventa prima ancora che di
vita, di scrittura, perch qui
un rincorrersi continuo di ci
che accaduto, poteva accadere, non mai accaduto e
chiss se mai accadr, dove il
testo come un incantatore di
serpenti, capace di ipnotizzare il lettore, convinto che tutto
potr davvero accadere nella
pagina seguente, dove si resta
invece sullo stesso posto.
Non un romanzo, ma anche un
romanzo, perch ha lo sbrigare di una trama da ricapitolare a ogni pagina che si sfoglia,
che ondeggia sulle esperienze
di una vita, di una trappola
continua, dove prima o poi si
cade dentro. Un discorrere
fintamente confuso, magmati-

TOP 5
IN ITALIA

co, tragico, irrivente e caustico, perfino crudele, da dove


parte un distacco dal resto del
mondo, volendoci essere, per
forza e sentimento, sempre
dentro.
Busi non uno scrittore che si
pu prendere con distrazione.
Ha una modernit di scrittura
che mette forse a disagio, che
fa anche male, che non media
e non lascia scampo: questo ,
prendere o lasciare. La letteratura la sua vita e qui anche il
suo rovescio, quellentrare nelle frasi, come banchi di prova
per s ma anche per gli altri.
Il suo eccedere ovunque, in
ogni situazione, il suo ribadire
concetti personali che non vo-

LA FRASE
Poichinquesto
momentosto
rileggendo,come
sisuoledire
mentendo,
IBuddenbrook
misaltatoinmente
comequesto
primoromanzo
diThomasMann
siapimoderno
enonaccidentalmente
piinteressante
dellaRecherche

Adelphi
10,00

Vallardi
13,90

Fabbri
6,90

Sellerio
14,00

Il viaggio di
Sammy

Brosio

Ogni giorno
come fossi
bambina
Tilli

Sammy Basso Rovelli

Marone

Piemme
19,90

Garzanti
14,90

Rizzoli
14,90

Longanesi
14,90

Maria

riproduzione riservata

Una "autobiografia non autorizzata" che provoca il lettore


rovesciando le convenzioni ed enfatizzando il suo ego e il suo genio

Il magico potere Una piccola


La crisi in giallo
del riordino
peste. Masha e
Orso
Kondo
AA.VV.
AA.VV.

Einaudi
13,00

riproduzione riservata

Il"diariomorale"diBusi
intrecciavitaeletteratura

Sette brevi
Momenti di
lezioni di fisica trascurabile
infelicit
Rovelli
Piccolo

TOP 5
A NORDEST I misteri di

Classifica a cura di
"Librerie indipendenti"e
"Librerie dautore"

gliono mediazioni, fa oggi di


Busi, pi che ogni altro, un
punto di riferimento culturale
e letterario essenziale, se si
vuole grattare sotto la scorza
della convezione, del libro che
racconta ci che il lettore
vuole sentire raccontato. Qui
no.
Poi bisognerebbe riprendersi
da tanto furore, invenzioni continue, egocentrismo sfrenato,
unaffabulazione senza sosta:
tre donne fondamentali per la
vita entrano ed escono dal
libro, mentre noi cerchiamo di
capire dove potremmo mai
stare in questo diario morale
che tutto travolge.

Parla di Benedetto XVI


senza mai citarlo se non
chiamandolo il Vecchio.
Renuntio vobis di Sergio
Carlo Perroni, a due anni
dalle dimissioni del Papa,
prova a ricostruirne il tormento, immaginandolo alle prese con un implacabile accusatore - un misterioso frate apparso dal nulla che lo costringe a giustificarsi. Il libro formato
per tre quarti dal loro
dialogo. Che parte sommesso come una confessione e, in una climax di
crescente tensione, sfocia
in un duello dialettico a
colpi di citazioni tratte dal
Vecchio e Nuovo Testamento, 576 versetti che
montati insieme spiegano
le ragioni e le colpe (molte
di pi) del gran rifiuto.
Lesito di questo processo e la reale identit
del frate rendono pi prezioso e attuale il messaggio delle Sacre Scritture.
Che non inchioda alle sue
responsabilit solo il Papa, ma riguarda tutti noi.
Perch la parola biblica,
con la sua universalit, si
offre come modello di rettitudine morale anche per
le nostre scelte di ogni
giorno.
Anna Renda

Sette brevi
La tentazione di
lezioni di fisica essere felici
Adelphi
10,00

STORIA

Genocidio armeno e le complicit


tedesche, le voci di testimoni ebrei
(S.F.) Nel centenario del genocidio armeno, e
nel pieno della polemica turca contro il Papa,
questo piccolo libro pubblicato col contributo
del Dipartimento di Scienze Politiche dellUniversit di Padova fornisce testimonianze prePro Armenia
ziose sul "Grande Male" rese da diplomatici e
osservatori ebrei di prima mano, che registra- Voci ebraiche sul
no le sofferenze delle vittime e lindifferenza genocidio armeno
Fulvio Cortese e
dei paesi europei. Ne emerge - scrive Antonia
Francesco Berti
Arslan nella prefazione - la premeditazione
(a cura di)
con cui il Governo dei Giovani Turchi pianifiEd. Giuntina
c la cancellazione di un popolo, ma anche la
12 euro
complicit in particolare della Germania.

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()

Renuntio Vobis. Qualcuno costruisce Dio nella


penombra
by Orazio La Rocca

Citt del Vaticano - Ma proprio Joseph Ratzinger il papa dimissionario che emerge dalle pagine
dell'ultimo libro di Sergio Claudio Perroni, Renuntio Vobis (http://www.bompiani.eu/libri/renuntiovobis/) - pubblicato da Bompiani lo scorso mese di febbraio? La domanda arriva spontanea alla fine
della lettura del volume (100 pagine 15 euro) quando nelle ultimissime righe l'autore adombra
l'eventualit che il papa in questione si suicidi, pur usando un linguaggio allusivo, lieve, parole leggere,
a tratti eleganti, con un afflato che in alcuni momenti sfiora suoni poetici (pur trattando un argomento
tragico e per niente usuale come , appunto, il racconto di un pontefice che rinuncia al governo della
Chiesa cattolica universale).
Un gesto disperato, di estrema solitudine e di totale mancanza di speranza nel perdono della Divina
Provvidenza, che il Vecchio cos l'autore definisce il papa dimissionario in Renuntio Vobis senza
mai fare un riferimento, nemmeno indiretto, a Benedetto XVI compie nelle ultime quattro righe del
libro: ...Le sue mani aprono piano la finestra.' Ecco il riposo: fate riposare lo stanco!'. Le sue parole

rincorrono quelle del mare. 'Cercatemi nel vuoto. Se


non si tratta del racconto di un suicidio nel senso
classico del termine messo in atto attraverso
l'abbandono nel vuoto cercato aprendo una finestra,
certamente qualche cosa che ci va molto vicino. Di
sicuro il libro si chiude con la scelta del Vecchio di
escludersi totalmente dal mondo, di nascondersi,
fuggire nel vuoto, stanco, solo, disperato, morso dal
rimorso di aver tradito Dio con la rinunzia al
papato.
Una scelta lontana anni luce da quella fatta da
Benedetto XVI quando la sera del 28 febbraio 2013
intorno alle 21,30 dalla residenza papale di Castel
Gandolfo rinunzi ufficialmente alla guida della
Chiesa, non al papato in quanto tale, perch il titolo di
pontefice che gli fu conferito dal voto dei cardinali
riuniti in Conclave il 19 aprile 2005 non sar mai
cancellato. Joseph Ratzinger (tra i pi grandi teologi di
tutti i tempi, seguitissimo docente universitario,
scrittore prolifico, autore di best seller che hanno
scalato pi volte le classifiche dei libri pi venduti e, soprattutto, letti da cattolici, cristiani, credenti di
altre religioni e non credenti), quella sera dopo aver guidato la Navicella di Pietro dal 2005, succedendo
a Giovanni Paolo II accanto al quale era stato per oltre una ventina d'anni in qualit di cardinale
prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cess di essere il pontefice regnante per
diventare papa emerito. Un gesto, nel suo genere rivoluzionario, inaspettato, previsto per dal canone
332 del Codice di Diritto Canonico, che lo port automaticamente a rinunziare a tutte le prerogative
pastorali nonch di guida politica, di comando e di padre universale della cattolicit legate alla
Cattedra di Pietro alla quale era asceso come 265esimo successore di San Pietro. Un gesto di estremo
servizio alla Chiesa fatto da un uomo cosciente del venir meno delle sue forze fisiche con lo scopo di
dare spazio a un successore pi adatto a governare la cattolicit in un momento tanto difficile e
delicato.
Ma il papa emerito Ratzinger, dopo la rinunzia, non cerc il vuoto aprendo una finestra come fa il
protagonista del libro di Sergio Claudio Perroni. Dopo aver ampiamente spiegato che il suo mettersi da
parte era stato maturato da motivi di opportunit a causa delle sue forze diventate esigue per affrontare
con risolutezza le questioni che negli ultimi tempi si erano abbattute sulla Chiesa universale (riforme
ormai improcrastinabili, scandali dei preti pedofili, inchieste sulle finanze dello Ior, la banca vaticana,
la mai chiarita vicenda di Vatileaks con tanto di documenti trafugati dal fido maggiordomo
dall'appartamento papale e finiti sulle pagine di tutti i giornali del mondo). Significativa fu comunque la
sua annunciata immediata disponibilit a mettersi al servizio del nuovo pontefice: Tra di voi disse
infatti nel suo ultimo discorso da papa ai cardinali c' il mio successore al quale fin da ora prometto
obbedienza assoluta per il bene della Chiesa.... Di tutto questo in Renuntio Vobis ovviamente non c'
traccia. Del riferimento a Joseph Ratzinger ha fatto pi volte cenno l'autore Perroni in alcune interviste
rilasciate in occasione dell'uscita del libro. Ad esempio, intervistato da Il Venerd, il settimanale del
quotidiano La Repubblica, alla domanda di Brunella Schisa: E' stata la scelta di Ratzinger a farle
venire l'idea del libro?, Perroni risponde testuale: E' stata soprattutto la 'spiegazione' che ne ha dato.
Mi sono chiesto come avrebbe reagito a quelle parole una coscienza divina. La risposta l'ho trovata nel
Vangelo di Matteo, e da l ho immaginato una storia i cui personaggi, nel loro inevitabile confrontarsi,
ricorressero alle Scritture, per un istinto emotivo prima che dialettico. Il Vecchio pontefice
dimissionario di Renuntio Vobis , dunque, Benedetto XVI-Joseph Ratzinger. Parola di Sergio Claudio

Perroni, scrittore di lungo corso che ha gi all'attivo altri titoli di successo editi sempre da Bompiani
come Non muore nessuno (2007), Leonilde, storia eccezionale di una donna normale (2010), Nel
ventre (2013). E' vero che come l'autore spiega al Venerd la risposta all'abbandono di
Benedetto XVI l'ha trovata nel Vangelo. Ma non solo. Tutto il libro, scritto sotto forma di un gigantesco
confronto con domande e risposte, attinge a piene mani sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento.
Il Vecchio raccontato nel testo il pontefice che, dopo l'abbandono del papato, si ritira in una sorta di
clausura in un immaginario monastero benedettino. Qui un giorno riceve la visita di uno strano
personaggio, che l'autore battezza l'Ospite, che lo interroga, fino a sfiorare lo scontro fisico, sui motivi
del perch il Vecchio abbia deciso di abbandonare la guida della Chiesa. Il tono e le domande dell'Ospite
sono sempre pi incalzanti, opprimenti, ficcanti, alle quali il Vecchio risponde con amarezza,
rammarico, rabbia, stizza, e violenza verbale. Geniale l'idea narrativa del libro. Ogni parola sia delle
domande che delle risposte presa pari pari da un passaggio biblico, con qualche rara incursione
nell'Imitazione di Cristo e nella Regola di san Benedetto. Il confronto si svolge, perci, su una
architettura semantica interamente basata sui racconti dell'Antico e del Nuovo Testamento, compresi i
passi pi salienti di San Paolo negli Atti degli Apostoli. La lettura scorre piacevole e non manca di
suscitare interesse e curiosit per la sorpresa a cui il lettore inevitabilmente va incontro quando tocca
con mano la profonda empatia che si crea tra parole, frasi ed espressioni di un testo che prima dei
Vangeli - risale ad oltre tremila anni fa e una vicenda (le dimissioni di papa Ratzinger) a noi
contemporanea. In tanti tratti l'Ospite rimprovera il Vecchio con domande del tipo: "Ti sembrava il
tempo di metterti tranquillo al riparo, mentre il tempio era devastato?. Nel mio cuore tenta di
giustificarsi il Vecchio c'era come un fuoco divampante, compreso nelle mie ossa: cercavo di
contenerlo ma non potevo. E poi ancora: Perch quest'aria afflitta se non sei malato?, incalza
l'Ospite. Perch - risponde il Vecchio - sono pieno di cose da dire, mi preme lo spirito che dentro di
me...preferirei essere soffocato e morire, piuttosto che avere queste pene. Sono nauseato della mia vita:
voglio dar libero sfogo ai miei lamenti, parlare nell'amarezza del mio cuore. E cos fino alla
conclusione del confronto tra i due che l'autore fa chiudere al Vecchio con parole poetiche ma ambigue
che evocano finestre aperte, rifugio ossessivo del vuoto, stanchezza. Vero e proprio giallo con sullo
sfondo lo spettro del suicidio. Un racconto indubbiamente affascinante, che ha, tra l'altro, il merito di
far conoscere al lettore la ricchezza espressiva della Bibbia. Ma Joseph Ratzinger in verit fa fatica
ad entrarci. Benedetto XVI non ha mai confidato di preferire di essere soffocato e morire, di avere un
cuore amareggiato o di perseguire una ricerca ossessiva del vuoto. A quanto risulta, stando anche
alle pubbliche dichiarazioni del suo storico segretario personale, il vescovo George Gaenswein, Prefetto
della Casa Pontificia, da papa emerito trascorre giornate serene nella sua residenza in Vaticano a pochi
passi da Santa Marta, l'ostello dove papa Francesco, il suo successore, ha scelto di vivere. E tra i due
c' un solidissimo rapporto simile in tutto e per tutto a quello che si instaura tra nonni e nipoti. Il papa
emerito Benedetto XVI liberato dal peso del governo del pontificato continua a servire la Chiesa con
la preghiera, il silenzio, lo studio dell'amata teologia, il suono del pianoforte dove quasi ogni giorno
esegue arie di Mozart, Beethoven e dei grandi della sinfonia. Ma senza rancori, senza amarezze. Un
pontefice dimissionario che non ha niente a che vedere col Vecchio raccontato da Sergio Claudio
Perroni. Chi ha conosciuto da vicino Joseph Ratzinger lo sa.

Orazio La Rocca giornalista e scrittore. Vaticanista del quotidiano 'La Repubblica' da oltre trent'anni,
scrive per il settimanale 'L'Espresso' ed editorialista dei quotidiani regionali del Gruppo Espresso. Ha
collaborato con 'L'Osservatore Romano' e 'Radio Vaticana'. La Rocca autore di diversi libri, tra cui
'Ho scelto Dio' (Mondadori), 'Madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II da Cracovia a Roma'

(Europea Book); 'I Giorni di Antonia' (Ancora); 'Attraverso la Porta Santa' (Ancora); 'Il Conclave'
(Ancora); 'Il Vangelo a Caserta' (Laterza). Ed stato consulente del regista Stefano Sollima per il film
'Suburra'.

Category: Stories & Religion (/index.php?option=com_content&view=category&id=33&Itemid=364)

on Maggio 07
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Massimo Don, lEspresso, 8 maggio 2015