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SETTEMBRE/DICEMBRE 2013

CICATRICE il danno del dono


La corteccia orbitofrontale coinvolta nella valorizzazione emotiva della memoria, evidenziato nelle demenze La vera Sinistra unUtopia?

MEDICONADIR
QUADRIMESTRALE ASSOCIAZIONE CULTURALE NADIRINFORMA
ZEROSISMICO.NET

La Vita degli ex condannati a Morte

SOMMARIO
pag. 4 Sentenza Bosman Tino Di Cicco pag 5 Nel frattempo lascio un messaggio poesie di Marco Cinque pag. 6 Progetti poetici nelle scuole Marco Cinque pag. 7- Poeti da morire: viaggio nelle scuole pag. 8 Suicidi tra i giovani americani - Luisa Barbieri pag. 9 Franz Kafka La metamorfosi recensione a cura di Sara Luccarini pag. 10 Cicatrice. Il danno del dono recensione spettacolo a cura di Giovanna Arrico pag. 12 La scienza e lesistenza di Dio Tino Di Cicco pag. 13 - La corteccia orbitofrontale coinvolta nella valorizzazione emotiva della memoria, evidenziato nelle demenze L. Barbieri

pag. 15 - Irene Nemirovsky Il Ballo recensione a cura di Sara Luccarini


Direttore Responsabile (Elenco speciale dei Giornalisti Prot. n. 2179): Luisa Barbieri Iscrizione della Rivista Mediconadir c/o il Tribunale di Bologna n 7377 12/11/2003 Coordinatore Gruppo Redazione: Giovanna Arrico Gruppo Redazione: Giovanna Arrico, Luisa Barbieri, Marco Cinque, Tino Di Cicco, Sara Luccarini, Daniele Mongiorgi, Andrea Quercioli Lassociazione raggruppa persone di varia estrazione ed orientamento unite da scopi ed interessi comuni, ma di eterogenea formazione, di varie convinzioni politico-religiose, di ideali talvolta differenti. Pertanto le affermazioni contenute negli articoli, anche per quanto esattezza e/o originalit, rispecchiano esclusivamente le opinioni personali dei singoli autori e non rappresentano necessariamente le idee o lorientamento degli altri Soci, dei Responsabili delle Attivit o della Redazione Associazione MedicaN.A.Di.R. (Organizzazione di volontariato) cede il quadrimestrale Mediconadir allAssoc. Cult. NADiRinforma

pag. 16 Alfio un poeta poesie di Marco Cinque pag. 17 La vera sinistra unutopia ? - Marco Cinque pag. 18 - A Nelson poesie di Marco Cinque pag. 19 Le azioni umane Tino Di Cicco pag. 20 Monologo breve di un condannato a morte Marco Cinque pag. 21 La maschera delluomo Tino Di Cicco pag. 22 La vita degli ex condannati a morte Marco Cinque pag. 24 Ciao Margherita Marco Cinque pag. 25 Viveva come in trance Tino Di Cicco pag. 26 Istanti poesia di Giovanna Arrico pag. 27 Smitizzato il legame tra uova e colesterolo Luisa Barbieri

La posta delle Cicamiche


Saremmo molto lieti di ricevere le vostre lettere, i vostri commenti sul lavoro che stiamo cercando di fare, le vostre domande alle quali il nostro staff operativo cercher di dare adeguata risposta. Se volete inviare degli articoli lo potete fare e sicuramente verranno valutati dal nostro gruppo redazione per eventuale pubblicazione sulla nostra rivista e/o sul nostro sito web Tel.3470617840 mediconadir@gmail.com www.mediconadir.it

pag. 28 - Biografia poesie di Marco Cinque pag. 29 Indagini Tino Di Cicco pag. 30 - La contraddizione Tino Di Cicco pag. 31 - Gli USA condannano le armi chimiche in Siria Marco Cinque pag. 32 Gli angeli Tino Di Cicco pag. 33 la comunicazione e la memoria sociale nei Delfini, definibili persone non-umane - Luisa Barbieri pag. 34 la P - Andrea Quercioli pag. 35 Bologna accoglie CNA Bologna

di Tino Di Cicco

di Marco Cinque

BOSMAN
La fonte di legittimazione nella nostra epoca non n nel Popolo, n in Dio. La fonte di legittimazione nel mercato. Ma il mercato riesce a vedere nelluniverso solo i valori trasformabili in valuta, solo le cose da vendere e da comprare; altre fondamentali esigenze delluomo non sono visibili nel mercato; non sono perci legittimate a legiferare, a regolare la nostra vita. Considerando realt solo il mondo della merce, del prestigio sociale, del potere, luomo stato indotto a realizzarsi solo nel campo materiale, e in modo esclusivamente individuale. Nel mercato, infatti, ognuno agisce per s, per procurarsi quanto pi prestigio sociale e potere possibile; senza pi pensieri, azioni, speranze, che lo accomunino ad un altro uomo. Il bene comune non va al mercato, e siccome non va al mercato, non viene fatto pi ex-sistere. C stato un tempo in cui Dio, lideale, la Patria, la lotta di classe sono stati il trascendente condiviso dagli uomini, e quel tra4 scendente condiviso fondava la comunit. Luomo allora non era solo lindividuo-per-ilmercato, era soprattutto parte di una pi grande rete di relazioni. E da queste relazioni generate e sostenute da una realt trascendente, luomo trovava consistenza ed equilibrio, trovava presente e futuro, materiale e spirituale Con la morte di Dio e dei suoi derivati, luomo deve trovare da solo il suo ubi consistam. Descartes aveva creduto di trovarlo nel pensiero; in realt oggi lunica possibilit di valere luomo la trova nel mercato (forse anche per questa mancanza del bene comune a sostegno dei singoli uomini, i soggetti pi delicati , quelli meno ambiziosi a realizzarsi individualmente dentro un mondo ridotto a mercato, sono costretti a passare attraverso la malattia - depressione, ansia, attacchi di panico, anoressia...). Il mercato la fonte di legittimazione non solo delle norme, delle leggi, del prezzo delle cose, ma anche del valore delluomo. E il suo valore luomo deve dimostrarlo in solitaria; contro gli altri uomini e senza un trascendente che lo raccordi ad altro; senza un bene comune. Anche per questo possibile che i manager alla Marchionne siano legittimati a guadagnare 1000 volte lo stipendio di un loro operaio. Non c pi niente capace di raccordare quei manager ai loro operai; senza un bene comune il manager e loperaio diventano due diverse realt, due diversi valori. E fra due diversi quasi ontologicamente opposti valori, non pi impossibile credere legittima una cos immorale differenza nelle retribuzioni. Ma se si scioglie la societ, anche il grande manager rimane a piedi. Questa situazione la stessa che si gi realizzata con la sentenza Bosman nel mondo del calcio. Prima era la societ calcistica a decidere il destino di un giocatore, adesso linteresse privato del giocatore a decidere il destino della squadra. Lindividuo si sottratto alla societ, per realizzare cos il suo massimo interesse economico, senza alcuna remora per il bene comune della squadra/comunit. Cos la squadra/societ diventa pi debole, ad esclusivo vantaggio del palleggiatore pi abile. Ma senza un bene comune non solo i manager sono legittimati a sentirsi altro, e quindi ottenere stipendi mille volte superiori ad altri uomini; anche gli ultimi cominciano a sentirsi ontologicamente diversi dai manager. Non solo i primi si sentono legittimati ad essere fuori dal perimetro disegnato dal bene comune, anche gli ultimi cominciano ad avere la consapevolezza di essere stati scacciati dal bene comune. E allora potrebbe diventare inevitabile la violenza: quella che non risolve i problemi, ma attenua la tensione insopportabile dentro luomo. Perch la giustizia il bene fondamentale per qualsiasi tipo di comunit; e se manca un minimo di giustizia distributiva, luomo non regge; la com-unit salta. Con la violenza la realt sociale non cambierebbe (forse peggiorerebbe), ma cambierebbe lequilibrio dentro i violentati. Sarebbe solo un sfogo, ma uno sfogo che i violentati non sanno come risolvere altrimenti.

MESSAGGIO

Nel frattempo lascio un

SENTENZA

Come posso vincere questidea di prigione se non tolgo le sbarre alla mente? (Domani parto, vado a cercarmi in montagna quando torno mi auguro di essermi ritrovato ) NEL FRATTEMPO LASCIO UN MESSAGGIO Agli onanisti cerebrali che armano bocche di sabbia ma del loro ossessivo nulla non riescono neanche a godere Ai critici che pontificano, strapagati, per qualcosa che non somiglia nemmeno lontanamente a un lavoro Ai ciarlatani che svendono politica avariata immarcescibili campioni dellillusionismo perfetto Ai giornalisti-propaganda, che la loro libert di notizia si misura con la lunghezza del guinzaglio dun cane Agli insegnanti che insegnano rifiutandosi dimparare Agli indottrinatori che la loro dottrina lunica e sola Ai lavatori di cervelli: il proprio e quelli altrui Ai mistificatori che ogni pace val bene una guerra Ai musicisti che se le cantano e se le suonano Agli artisti che il mondo si limita al loro ombelico A chi fa discorsi per affermarsi Chi usa la scrittura per celebrarsi La poesia per mascherarsi La parola per esibirsi Ah, se solo potessi farei tornare tutti indietro fino allinizio delle loro scuole per disimparare quel che gli stato insegnato e ogni volta ricominciare, ancora finch non saranno stanchi di ricominciare e daranno finalmente un senso a ci che pensano a ci che dicono, che scrivono, che fanno, che sono. PS Sto ricominciando per lennesima volta spero di essere sulla strada buona

di Marco Cinque

PROGETTI POETICI NELLE SCUOLE


Da qualche anno ho lopportunit e la gioia di poter realizzare progetti poetici nelle scuole elementari e medie di molte citt italiane. In tutto questo tempo ho imparato tanto da alunni e studenti, sicuramente molto pi che se avessi bazzicato i circuiti accademici della poesia o i cosiddetti salotti letterari. Una cosa che mi fece riflettere, qualche anno addietro, durante lincontro in una scuola elementare di un quartiere romano, fu quando una bambina di sette anni mi si fece incontro seria seria, chiedendomi: ma sei tu Marco Cinque, il poeta?. Beh, s, sono Marco Cinque e ho scritto qualche poesia risposi con non poco imbarazzo. Al che la bimba, con unespressione pi sollevata, replic: Ah, meno male, perch noi qui in classe pensavamo che i poeti fossero tutti morti. Ecco, questo rende la misura di come la poesia, in realt, gi a partire dalla scuola venga considerata come qualcosa di desueto, anacronistico per non dire praticamente defunto. Da quando mi occupo di poesia ho avuto la fortuna

di conoscere e collaborare con autrici e autori di livello internazionale, eppure confesso che nessuno riuscito a sorprendermi e meravigliarmi come i bambini e credo di poter dire che i veri modelli per me siano stati e continuino ad essere proprio loro. Ma provo a spiegare in cosa consistono concretamente le mie attivit poetiche negli istituti scolastici. Dapprima cerco di chiarire che la poesia un linguaggio e che, come tutti i linguaggi, serve per comunicare, dire delle cose, esprimere sentimenti e veicolare dei contenuti. Tanto pi sono importanti e nobili i contenuti, quanto pi il linguaggio che utilizziamo, sia questo poesia, musica o altro, diventa prezioso e utile. Poi passo alla parola scritta, cio a quel lin-

guaggio che ciascuno recepisce nel proprio intimo, ma quando quella stessa parola scritta viene trasformata in comunicazione orale, allora pu essere condivisa nello stesso istante da un gruppo di persone, da una classe scolastica e perfino da una folla numerosa. Quindi, in sintesi, possiamo dire che se con la parola scritta abbiamo un rapporto di tipo individuale, con la parola detta invece il rapporto sempre di tipo collettivo. Inoltre, la parola scritta ha sempre una sorta di immutabilit, coi suoi accapo, la sua punteggiatura, fino ai limiti della pagina che la contengono e la costringono, mentre nella parola detta questi limiti si fanno pi elastici, permettendole cos di esprimersi in un vero universo di modi. Naturalmente tendo ad utilizzare il verso libero e le parole semplici, per essere meglio compreso dai bambini, anche se per un adulto, generalmente, semplice non affatto sinonimo di facile, viste le gabbie formali e stilistiche in cui spesso ci rinchiudiamo. Poi bene confrontarsi anche sullessenza della poesia, sulla sua stessa natura che non la vede relegabile in nessun linguaggio specifico. Possiamo trovare poesia in qualsiasi espressione umana che viene da una sintesi, un equilibrio tra ragione e passione. Persino un calciatore come Maradona o un pugile come Mohamed Al potevano trasmettere bellezza poetica in ci che faceva-

no. Ma anche guardando pi in basso, ad esempio nel gesto di mio padre (un muratore) quando tirava lintonaco. Ricordo che in quel movimento semicircolare, essenziale, perfetto, io ci vedevo poesia assoluta e potevo star l per ore a guardarlo, senza che la cosa mi venisse mai a noia. Questo per dire che la poesia una dimensione che appartiene a tutti, ma che spesso ci viene dimenticato o, peggio, persino negato. Tornando alla poesia in forma orale, ogni volta scelgo un testo che, in prima battuta, leggo senza alcuna pausa, come fosse ununica, indistinta parola. Ci fa un po ridere, ma serve per far capire limportanza e la necessit del silenzio. Infatti le parole acquistano senso e profondit proprio grazie al fatto che porzioni variabili di silenzio le accompagnano nel loro percorso.

Quindi, continuo con diverse dinamiche di lettura, dapprima con quella pi scolastica, cio corretta nella punteggiatura ma sviluppata su un solo tono, una sola nota, un solo volume, cio monocorde. Poi passo a una versione drammatizzata, con pi toni, note e colori. A questo punto si iniziano ad aprire nuove frontiere, con labbattimento dei compartimenti stagni che tendono a tener separati e distinti i diversi linguaggi, dapprima con una lettura drammatizzata su dinamiche melodiche (ad esempio con una calimba), dove le parole scivolano intrecciandosi alla rotondit dei suoni; poi passo a una versione con dinamiche ritmiche (ad esempio con un tamburo), dove i versi salgono, scendono, si spezzano, tornano, crescono, etc. Tutte queste diverse dinamiche, applicate a un medesimo testo, rendono li-

dea di come la poesia non sia fatta solo di parole immutabili e disposte in bella fila su pagine silenziose, ma che invece qualcosa di vivo, che pu animarsi ogni volta in modo diverso e unico. Da qui in poi i bambini si scatenano: leggono e musicano i loro versi e molti di loro ne scrivono addirittura di nuovi durante questi mini-reading creativi e atipici. Di sicuro, dopo aver condiviso questi incontri, per loro la poesia non pi soltanto una materia da studiare a memoria, talvolta inflitta persino come forma punitiva, ma unopportunit magica che permette di esprimersi, confrontarsi, conoscersi, capire e crescere assieme. Verso la fine di un anno scolastico, una delle insegnanti mi scrisse una mail che mi regal una grande gioia, soprattutto in questo passaggio: Tutti hanno tirato fuori

emozioni e sensazioni e, ci credi, li ho visti pi uniti a fine anno, pi generosi nel rapporto interpersonale, perch hanno acquisito una dimensione dello spirito pi profonda. PS Naturalmente questo progetto non vale solo per le scuole, ma per qualsiasi alto contesto sociale, a partire dalle carceri, dalle periferie e da tutti quei luoghi che tendono a deprivare gli esseri umani della propria umanit, quindi anche della poesia...

Poeti da morire: viaggio delle scuole video:

http://www.arcoiris.tv/scheda/it/9454/

NADiRinforma: Festival dei Diritti Umani - Theatro del Vicolo (Parma) Marco Cinque e Maurizio Carbone dal 1992, in occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario della scoperta dellAmerica, iniziarono ad occuparsi di lotta alla pena di morte cercando di stimolare soprattutto i giovani quali espressione del futuro prossimo e dellauspicato cambiamento verso un mondo che non conosca la pena capitale. Inizi il viaggio di Marco e Maurizio nelle scuole italiane, viaggio orientato a seminare almeno il dubbio circa la validit di tale condanna. Nelle scuole il terreno eterogeneo, i ragazzi tendono ad incuriosirsi e a porsi domande; domande che forse potranno trasformarsi in risposte di accoglienza e comprensione umana. In questo viaggio lutilizzo della poesie e della musica hanno dimostrato una forte valenza, in quanto riescono a stimolare lemotivit degli interlocutori avvicinandoli col cuore prima e poi con la ragione alla questione in dibattimento. Vi proponiamo una tappa di questo lungo viaggio, tappa organizzata e sostenuta dal Gruppo Italia 13 Amnesty International e dalla Provincia di Parma e alla quale hanno partecipato gli studenti della Scuola media Newton e della Scuola media statale Traversetolo. Produzione: Arcoiris Bologna Visita il sito: http://www.mediconadir.it/node/15 Visita il sito: www.festivaldirittiumani.it Visita il sito: www.theatrodelvicolo.com 7

di Luisa Barbieri

di Sara Luccarini

Suicidi tra i giovani americani:

pi di un 20% di loro ha a disposizione armi in casa


Negli Stati Uniti dAmerica, malgrado le tragiche manifestazioni che troppo spesso evidenziano come e quanto il facile accesso alle armi comporti gravosi rischi sia per i singoli che per la Comunit, malgrado il Presidente Obama abbia intrapreso una lotta contro la vendita di armi dassalto cercando di legiferare e sensibilizzare la cittadinanza americana, secondo uno studio presentato al Meeting annuale tenutosi dal 4 al 7 maggio 13 della Pediatric Academic Societies (PAS) a Washington, DC, una percentuale del 20% di suicidi che interessano bambini e adolescenti sono collegati alla presenza di pistole nelle loro case, e, come se non bastasse, ad aggravare la situazione gi di per s tragica, un 15% di loro sa come accedere sia alle armi che alle pallottole. Il suicidio rappresenta un problema molto serio nellambito della salute pubblica, mentre le cause sono complesse e determinate da fattori multipli, secondo il Centers for Disease Control and Prevention data, che colloca il suicidio quale seconda causa di morte tra i giovani dai 10 ai 24 anni negli USA (quasi la met di queste morti sono rapportabili alle armi da fuoco), la prevenzione potrebbe essere relativamente semplice riducendo i fattori di rischio ed incrementando quelli che promuovono la resilienza.

dotto questo studio allo scopo di creare uno screening di rischio di suicidio che gli operatori dei reparti di emergenza potrebbero somministrare ai giovani nel tentativo di prevenire lautolesionismo attraverso un approfondimento specifico dello stato di salute mentale. Nel corso della ricerca stato espressamente posto il quesito circa la possibilit per i giovani di accedere alle armi nel contesto della loro abitazione, e/o nelle vicinanze, e quanto fossero abili nel maneggiarle. Per molti medici, come per molti genitori sembrerebbe difficile affrontare largomento, ragione per cui lo screening di cui si sta discutendo trova un ruolo ad aiutare la formulazione della diagnosi nellambito della salute mentale e quindi a tentare la prevenzione di eventi di tale tragica portata.

Eventi che stanno sconvolgendo gli USA e non solo. Jeffrey A. Bridge, co-autore della ricerca, esperto in materia di suicidi, ricercatore presso The Research Institute at Nationwide Childrens Hospital e professore associato di pediatria presso la Ohio State University, afferma: Mentre molti giovani che si uccidono soffrono di disturbi mentali conclamati, pi di un 40% dei giovani che si suicidano non presentano alcuna malattia mentale nota. Pertanto importante difendere dal suicidio tutti i bambini e gli adolescenti possibili, al di l del motivo che li ha portati al pronto soccorso pediatrico Tra i pazienti che hanno completato lo screening 151 (un 29%) stato trovato a rischio di suicidio ed un 17% di loro ha riferito di avere armi in casa o nei pressi. Tra questi ultimi il 31% sapeva come accedere alle armi e un 15% anche alle pallottole. Lo studio, oltre che il buon senso comune, evidenzia limportanza di fare capire ai genitori il rischio cui potrebbe andare incontro le loro famiglie, sinanche le loro Comunit, offrendo con facilit laccesso ad armi e proiettili ai loro figli.

FRANZ KAFKA
Lautore Franz Kafka nasce nel 1882 a Praga, uno scrittore boemo di lingua tedesca. uno tre i pi importanti scrittori del 900, in quanto le sue opere trattano di tematiche sociali, descritte come esperienze assurde, pertanto scritte con una una scrittura chiara e lucida, ricca di dettagli. unartista solitario e tragico, e ci percettibile anche dalle trame delle sue opere. Kafa di origine ebrea-boema, frequenta gli studi nelle scuole tedesche a Praga; nel 1901 inizia luniversit di Praga, e nel 1906 si laurea in pratica giuridica. Nel 1907 Kafka trova un lavoro presso un ramo assicurativo, che continua fino al 1922, anno in cui deve andare in pensione, poich a a rischio di tubercolosi. Nel corso della sua vita si fidanza due volte, nel 1914 e nel 1917 con Felice Bauer, senza mai giungere al matrimonio. I suoi romanzi pi famosi e importanti sono: il processo (1925); il castello (1926) ; mentre i suoi racconti pi conosciuti sono: un medico di campagna (1914-1917); la metamorfosi (1915) La Trama Il romanzo di Kafka racconta la storia di Gregor Samsa, un commesso viaggiatore, primogenito di una famiglia appartenente al ceto basso, quindi piuttosto povera, che, grazie al suo lavoro, mantiene. Una mattina Gregor si risveglia con le sembianze di unenorme scarafaggio nero. Gregor viene preso all'immediatezza dallangoscia pensando ai suoi impegni di lavoro, dopo aver osservato quello che era il suo aspetto ripugnante.

LA METAMORFOSI
I suoi genitori, preoccupati per il ritardo a lui non consueto, bussano alla porta della sua stanza da letto, pensando non si fosse ancora svegliato. La porta chiusa a chiave, e questo tranquillizza il povero Gregor, ma da l a poco, il procuratore dellazienda per cui lavora, compare in casa sua ad accertarsi circa le reali che origliare i discorsi dei suoi genitori, mentre l'unica ad occuparsi di lui Grete, la sorella, che gli porta cibo e riordina la sua stanza. Gregor, in quanto ancora particolarmente attaccato alla sua fidanzata, impedisce alla sorella di rimuoverlo dalla stanza, posandosi sopra. La madre lo scorge e sviene; arriva quin-

Lo studio ha coinvolto 524 pazienti di et compresa tra i 10 e i 21 anni confluiti al pronto soccorso pediatrico per problematiche medico-chirurgiche o psichiatriche; stato somministrato loro il questionario definito Ask Suicide-Screening Questions (ASQ) utilizzato poi per sviluppare la teoria che ha indotto la ricerca scientifica, visto il numero sempre crescente di emergenze I ricercatori hanno con- sociali in questo senso.

motivazioni del dipendente, a verificare che l'assenza sia bel giustificata. a questo punto che Gregor si trova costretto ad aprire la porta rivelando alle persone presenti nella casa il suo orribile aspetto. La reazione dei presenti duplice: mentre tutti scappano alla vista dellinsetto, la madre sviene, il padre impugna un bastone e con violenza spinge dentro la stanza lo scarafaggio che perde conoscenza. Quando lo scarafaggio-Gregor si riprende trova una ciotola di latte ad aspettarlo, subito si getta su di essa, ma non riesce a bere, non ne riconosce il sapore, malgrado se lo ricordasse come uno dei suoi alimenti preferiti. Inizia cos la sua lunga prigionia. Gregor che deve restare chiuso in camera e non gli rimane

di il padre che cerca di controllare linsetto gettandogli addosso delle mele, sino a ferire la sua forte corazza. Gregor si rifugia nella sua tana, impaurito e disarmato. Una sera degli ospiti pensionanti, accolti in casa a supportare le scarse finanze famigliari, cenano nel salotto attiguo alla camera di Gregor , che esce dalla porta e li spia incuriosito. Terminato il pasto, gli ospiti vengono intrattenuti dalle note del violino di Grete; lo scarafaggio, attratto dalla musica, si espone creando il panico tra gli ospiti. All'improvviso notano Gregor che avanza: nello stupore generale, spaventati gli ospiti si rifugiano in camera e annunciano di disdire immediatamente il contratto affittuario. Gregor rimane immobile, paralizzato; seppure la famiglia tenti di continuare la routi-

ne, come nulla fosse, anche se ostacolata dalla carenza di denaro, vista la mancanza dello stipendio di quelo che un tempo era il loro figlio che, comprendendo la situazione nella quale ha fatto piombare la famiglia e della quale si sente responsabile, smette di mangiare. Il padre al limite della sopportazione, non considera pi il figlio e non lo riconosce pi come tale. Gregor quindi si lascia morire di inedia. La mattina dopo la cameriera lo ritrova inerte per terra, e d lannuncio della sua morte. I familiari considerano la morte dello scarafaggio come una liberazione, infatti oltre al grande disagio che quell'insetto mostruoso procurava, ora non hanno nemmeno pi un'altra bocca da sfamare. L'intera famiglia si congeda dal lavoro, per ritrovare la serenit e la prosperit che il parassita Gregor aveva tolto. Riconquistata la pace, eliminato il problema, sono finalmente liberi. il romanzo intrecciato alla biografia dellautore I sentimenti di Gregor riflettono quelli di Kafka, in quanto anche lo scrittore aveva vissuto situazioni problematiche in famiglia, e continui conflitti con il padre. La trama del romanzo lesasperazione assurda di una situazione assolutamente comune: la paura del diverso, e il rifiuto di approvare i cambiamenti, il disagio familiare. La scrittura cruda e assai lucida, questo denota da parte dellautore la conoscenza e lesperienza di tali situazioni.

note di approfondimento: Il piano di Obama sulle armi http://www.ilpost.it/2013/01/16/obama-piano-armi/ Nearly 20 percent of suicidal youths have guns in their home http://www.psypost.org/2013/05/nearly-20-percent-of-suicidal-youths-have-guns-in-their-home-17793 Pediatric Academic Societies (PAS) http://www.medscape.com/viewcollection/32827 Centers for Disease Control and Prevention data - http://www.cdc.gov/violenceprevention/suicide/ Ask Suicide-Screening Questions (ASQ): a brief instrument for the pediatric emergency department. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/ pubmed/23027429 - Jeffrey A. Bridge http://www.nationwidechildrens.org/jeff-bridge

di Giovanna Arrico

libera interpretazione di Giovanna Arrico Un invito. Unoccasione. Jurta produzioni presenta: Cicatrice Il Danno del dono con Maria Grazia Bazzicalupo, Maria Pia Papandrea, Francesca Martelli, Cinzia Pietribiasi, Andrea Sagni e Anna Schmitz. Regia e drammaturgia: Francesca Rossi. Fotografia: Giovanna Arrico Uno spettacolo che tratta il tema del dolore, della solitudine e del distacco della realt per sopravvivere. La protagonista una bambina, la quale viene data alla luce miracolosamente, mentre la madre contemporaneamente vive il lutto per la perdita di un altro figlio, adottato e tanto desiderato. Il dramma rimosso porter la madre ad essere distaccata con la figlia per paura di perdere anche questultima. La bambina si rifugia quindi in un mondo immaginario, che la porta a distaccarsi dalla realt e a percepire al contempo il peso della morte del fratello. Questo il trafiletto letto prima di entrare in una delle tante sale di Villa Mazzacorati Bologna. Immaginavo non sarebbe stato semplice osservarlo, capirlo, e farlo uscire dalla mente cos velocemente, proprio per la sua intensit e per largomento trattato. Il concepimento, il dono, la gioia di un avvenimento cos importante quale la maternit e al contempo il dramma vissuto dalla madre e dalla figlia per non riuscire a liberarsi dai sensi di colpa e da quei sentimenti negativi che un lutto pu portare a due menti che fanno del loro passato una colonna portante per il loro presente. Temi di non facile decodificazione. Farsi prendere dal sentimento e dallemotivit o provare a mettere una barriera imponente affinch potessi avere come spettatore una pi facile lettura di ci che stavo

guardando? Mi faccio trasportare dalle emozioni, mi faccio avvolgere dalla penombra e dalle luci che si intervallano sui volti degli attori, immagini visive che cercher di trasportare successivamente anche nelle mie foto. Lentamente prendono forma i pensieri della madre, una donna con il suo dramma e la trasposizione di esso sul suo corpo, e quelli della giovane ed esile figlia. Una madre che vorrebbe forse lasciarsi prendere dalla gioia di una nuova nascita, ma che non riesce a liberarsi dal lutto segnato dalla perdita del precedente figlio. La gioia e il dolore, il senso di impotenza verso il primo sentimento e la paura di staccarsi da quello pi semplice e meglio conosciuto che si interiorizza nel dolore e nella disperazione. La paura di percorrere una nuova strada, una nuova avventura insieme alla figlia appena nata, che sta crescendo e che sta materializzando forse qualcosa di pi sano. La paura che tiene ancorata la madre ai vecchi schemi di disperazione e che tiene legata la figlia a quei tipici sensi di colpa per essere nata forse in un momento sbagliato, in un luogo sbagliato, in una famiglia apparentemente sbagliata. La costante tristezza della madre, la paura di lasciarsi andare a nuove emozioni, positive, delicate e di gioia, che solo la maternit capace di dare, portano la figlia a rifugiarsi nel suo mondo irreale. Un mondo nel quale si pu sentire finalmente protetta. Una protezione comunque malata, contorta, una realt dove atti sacrificali su di essa sono lunico modo per sentirsi viva. Il farsi del male prende forma nella mente della giovane donna come unico obiettivo per poter vivere, per poter farsi notare, per poter distruggere quella realt che

stata costretta a vivere e alla quale se ne deve far carico. La depressione della madre e lautodistruzione della figlia cosa vogliono comunicare allo spettatore? Un legame che non si riesce a spezzare fino a quando il senso di colpa elevato allennesima potenza da entrambe le figure. Il danno di questo dono importantissimo, la maternit, che riesce a distruggere due vite, che riesce a legarle nella disperazione e negli atteggiamenti autolesivi di entrambe le protagoniste. Un legame che porta a sentimenti contrastanti, che blocca, che non fa crescere e che porta allisolamento e al cercare realt fantastiche. Corpi cicatrizzati, sofferenti, tagliati come a dimostrare sempre maggiormente la necessit di farsi dellaltro male, come una ulteriore punizione per non essere riusciti a dare amore, amore vero.

CICATRICE IL DANNO DEL DONO

Una madre e il suo destino di donna affranta e sola nel sopportare il lutto, una figlia che desiderosa di liberare la madre da questa sensazione negativa, non riesce ad uscire da un vortice di pensieri ossessivi e autodistruttivi. Un amore malato, un amore che dovrebbe spezzare le catene del ricatto per poter dare la possibilit ad entrambe di poter vivere finalmente la vita.

Jurta produzioni presenta Cicatrice il danno del dono http:// www.associazionejurta.it/ Fotografie di Giovanna Arrico.

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di Tino Di Cicco

di Luisa Barbieri

Qualcuno pensa di poter dimostrare lesistenza di Dio tramite la scienza. Qualcun altro pensa di poter negare lesistenza di Dio tramite la scienza. Ma la scienza non in condizione n di negare, n di dimostrare lesistenza di Dio. Quando luomo utilizza la scienza per provare o negare il divino, come se si volessero combinare o impedire i matrimoni con la logica, con la matematica, anzich con lamore. Il campo scientifico totalmente diverso da quello sentimentale e spirituale, e solo una religione che ha rinunciato a vivere la trascendenza per occuparsi del prestigio sociale, poteva essere preoccupata degli effetti della scienza sulla realt dello spirito. Lo spirituale lacme per luomo, e una scienza che diventa autonoma dalla pi intensa esperienza possibile alluomo, una scienza destinata a produrre conoscenza per gli smartphone, per il piacere dei bambini, ma che non sa dire una parola per realizzare la natura pi profonda delluomo. In altri periodi luomo si impegnato a scienza per le emozioni, per lo stupore di ex-sistere, per le ragioni che riguardavano luomo, non per le cose che accrescono il suo potere sulle cose. Legemonia tecnica e scientifica ha generato ricchezza fuori delluomo. 12

Ma la relazione emotiva e affettiva genera ricchezza dentro luomo. La prima consente il piacere; la seconda pu donare la gioia. E la gioia dice delluomo quello che il piacere non sapr mai. La tecno-scienza lavora per la quantit e i bisogni di superficie; lemozione vera (non quella pubblicizzata dalla televisione) intensifica la vita, e questa intensificazione genera la gioia e la visione della bellezza. La tecno-scienza d risposte ai nostri perch pi banali; lamore regala gioia senza perch. La scienza valorizza la quantit, il numero, il contenuto consapevole della coscienza, e in questo modo distacca luomo dalla sua natura profonda, per consegnarlo a finalit troppo superficiali per non generare depressione. Non forse un caso che noi siamo costretti a riscoprire il profondo, linteriore e il divino, quando una tragedia rende irrilevante tutto il mondo a noi esterno, e ci costringe a rientrare dentro noi stessi.

mo). E in una cultura che ha bisogno di nascondersi la consapevolezza tragica dellesistenza (perch non riesce ad accettare la casualit che governa la nostra vita), inevitabile che la scienza debba valere pi del sentimento, pi del trascendente. Non per corretto dire n che la scienza vera, mentre la passione falsa; e neanche il contrario. Sono due modi diversi di leggere la realt. C la stessa differenza tra il sapore della caramella e quello del pane. Chi cerca il piacere si ferma alla caramella, ma chi ha veramente fame vuole il pane. Ma la relazione trascendente, quella che ci porta al di l del piacere verso la gioia - o passa attraverso luomo, oppure non esiste. Ma se la tecno-scienza ci proietta fuori di noi, nel denaro, nella quantit, nel piacere, evidente che vengono a mancare le condizioni per fare esperienza del trascendente! Se noi esistiamo solo fuori di noi, sar difficilissimo risalire fino a Quando luomo deve af- noi. frontare a viso aperto lo stupore e la tragedia dellesistenza, non cerca risposte nella scienza ma dentro s: nellanima, nello spirito, nel nulla. La scienza ci fa durare; ma lamore ci fa vivere. La scienza per tutti, democratica; mentre lamore generato a caso (non nella disponibilit delluo-

La corteccia orbitofrontale coinvolta nella valorizzazione emotiva della memoria, evidenziato nelle demenze
Tutti i ricordi non sono creati allo stesso modo nel nostro cervello. Il ricordo di un evento, a breve come lunga distanza, dipende da una serie di fattori, il pi importante dei quali lemozione che vi associata. Gli eventi emotivi catturano lattenzione pi velocemente di quelli che non possiedono tale caratteristica, ed pi facile ricordarli. cos che i ricordi di avvenimenti emotivamente densi si formano osservando un grande dettaglio, consentendone lemersione in maniera estremamente vivida e anche molti anni dopo. Avvenimenti densi di significato e capaci di avere stimolato forti emozioni sia individuali che sociali lasciano unimpronta dettagliatissima del momento: facile che ci si ricordi nel particolare cosa stavamo facendo, dove eravamo e con chi quando le tv di tutto il mondo trasmisero gli attacchi terroristici dell11 settembre 2001, come se il nostro cervello avesse fotografato lattimo. Questo tipo di memorie emozionali sono conosciute come flashbulb memories. Lo stesso vale per gli eventi che assumono alta valenza emotiva a carattere individuale: la nascita di un bambino, il giorno del matrimonio, quello della laurea e tutto ci che in qualche modo, vista lalta carica emotiva, ha caratterizzato il nostro percorso vitale in contrapposizione a ci che, invece, ha rappresentato la consuetudine che si come dissolta nella ripetizione e nella scarsa, se non assente, carica emotiva. Questo evidente fenomeno dimostra come il cervello adatti e dipinga la nostra memoria in relazione alle circostanze. Lidea che memorie cariche di emozione siano conservate unicamente nel cervello risale gi al 1890 quando il filosofo e psicologo William James sugger che gli eventi emotivi lasciano una cicatrice sui tessuti cerebrali, sebbene non fosse chiaro in quali regioni specifiche del cervello. Nel 1994 il neuroscienziato Ralph Adolphs descrisse il caso clinico di una donna di 44 anni affetta da una rara malattia genetica chiamata ipoproteinosi di Urbach-Wiethe evidenziando limpossibilit a provare emozioni, come e nello specifico la paura, esperienza a lei sconosciuta, per via di un processo di calcificazione di una zona del cervello, chiamata amigdala. La sua memoria emozionale risultava gravemente colpita e al contempo non mostrava nessuna empatia umana. Il caso clinico portato alla luce da Adolphs ha portato un notevole contribuito volto a tentare di migliorare la comprensione del legame che ci potrebbe essere tra le emozioni e la struttura cerebrale. I ricercatori hanno esaminato il fenomeno in pazienti affetti da demenza fronto-temporale , una rara forma di demenza che colpisce persone dai 50 ai 60 anni di et e per la quale a tuttoggi non esiste terapia. Queste persone lottano dinanzi alle situazioni di socialit e hanno difficolt a capire come si sentono gli altri nel medesimo contesto, suggerendo che parti del loro cervello implicate nellemotivit sono compromesse Sono state mostrate immagini evocatrici di risposta emotiva, come quella di serpenti o di incidenti stradali, ma n le emozioni, n il loro ricordo sembra avere intaccato il loro cervello, come invece sarebbe successo ad un coetaneo non affetto da demenza. Il loro mondo come se fosse in bianco e nero, senza nessuna esperienza 13

E LESISTENZA DI DIO

La SCIENZA

di Sara Luccarini

Irene Nemirovsky
diale fu costretta a lasciare Parigi e fu deportata ad Auschwitz, dove mori nel giro di un mese per tifo. Le opere pi importanti di Irene Nemirovsky sono: il malinteso (1926); Un bambino prodigio (1926); David Golder (1929); Il ballo (1930); Il vino della solitudine (1935); I cani e i lupi (1940).

Il ballo
Lautore Irene Nmirovsky, scrittrice ucraina di lingua francese (Kiev 1903 - Auschwitz 1942), venne considerata tra le pi significative del periodo tra le due guerre mondiali. La vita di Irene stata segnata da un profondo senso di inappartenenza, di disagio e di eterna marginalit, una vita in cui solo la sua pi grande passione, cio la scrittura, riusc a dar sfogo a tutte le sue preoccupazioni, e ad unire le sue radici, e la sua storia, con le caratteristiche culturali e sociali dellepoca. Irene Nmirovsky era figlia di un banchiere ebreo ucraino, non aveva fratelli e sorelle, e condusse uninfanzia felice a San Pietroburgo; dopo le rivoluzioni si trasfer con la famiglia prima in Finlandia e Svezia (1918), poi in Francia (1919). A Parigi Irene avvi una fase di intensa scrittura, infatti si laure a Sorbona in lettere; nel 1926 spos Epstein, un ingegnere russo ebreo. Irene non ottenne mai la cittadinanza francese, malgrado fosse particolarmente interessata alla vita sociale e agli aspetti culturali di Parigi, sebbene lavesse richiesta pi volte. Nel 1942 Irene a causa delle leggi razziali e dello scoppio della seconda guerra monLa trama de Il Ballo Il ballo un romanzo breve, scritto nel 1928 e pubblicato nel 1930, tratta di ampie tematiche sociali, e in particolar modo del rapporto tra madre e figlia. La protagonista Antoniette Kampf, una ragazza di quattordici anni che vive in una grande villa a Parigi con i genitori, Rosine e mrs Kampf. La famiglia Kampf si ritrova a vivere nel lusso e a frequentare gli ambienti mondani di Parigi, quale neofita, in quanto frutto del duro lavoro del padre che lavora sodo per accumulare quella fortuna che permette la realizzazione del progetto. Il libro tratta, quale argomento centrale, dello strano rapporto tra madre e figlia: un rapporto burrascoso, denso di liti, e contraddizioni, menzogne e odio. Lautrice evidenzia il significato di tale relazione attraverso il racconto della preparazione di un ballo. La madre Rosine, che vorrebbe entrare a far parte della societ francese dellepoca, intende organizzare un ballo, invitando i massimi esponenti della citt. Il tutto si svolge in una fase della vita di Antoniette, la figlia, assai complicata: il passaggio tra linfanzia e ladolescenza. La ragazza accudita da una domestica e insegnante inglese, diligente e assai meticolosa. Infatti Antoniette ha

colorata di emotivit: il matrimonio di una figlia dal punto di vista emotivo corrisponde allesperienza

che si vive facendo rifornimento di benzina allauto. Non nemmeno lontanamente immaginabile il

vissuto di queste persone che vivono esperienze, ma senza alcuna connotazione emotiva.

Note di approfondimento: 1. Strutture cerebrali coinvolte nelle emozioni: Corteccia Prefrontale Mediale http://physislog.net/2011/03/23/strutture-cerebrali-coinvolte-nelle-emozioni-corteccia-prefrontale-mediale/ 2. The orbitofrontal cortex is involved in emotional enhancement of memory: evidence from the dementias - Brain first published online July 9, 2013 http://brain. oxfordjournals.org/content/early/2013/07/08/brain.awt185.full?%250Aijkey=W0to ELuxV7zY9Wc&keytype=ref 3. Making a mark on the brain how emotion colours memories http://theconversation.com/making-a-mark-on-the-brain-how-emotion-colours-memories-15872 ; Fiona Kumfor, Neuroscience Research Australia http://www.sciencealert.com.au/ features/20132307-24611.html#.UfD5gG5eCEc.twitter 4. Memoria: i ricordi si formano grazie a una proteina - http://scienze.befan.it/ memoria-i-ricordi-si-formano-grazie-a-una-proteina/ 5. sindrome di Urbach-Wiethe https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_UrbachWiethe 6. Sindrome di Urbach-Wiethe: la donna che non pu avere paura - http://www. wellme.it/psicologia/mente-e-corpo/5902-urbach-wiethe-donna-paura 7. amigdala - http://it.wikipedia.org/wiki/Amigdala 14

abbastanza ovvio il collegamento tra demenza frontotemporale e memoria emozionale, levidenza scientifica depone per un restringimento nella corteccia orbitofrontale quale causa primaria. Quindi ora dimostrato che non solo lamigdala, ma anche la corteccia orbitofrontale cruciale nella formazione dei ricordi emozionali. Perseverando nella ricerca in questo ambito possibile tentare di comprendere meglio il legame tra memoria ed emozioni, aiutandoci, cos, ad identificare come e perch ci ricordiamo quellevento o quella persona meglio di altre. La migliore comprensione di questi processi nel cervello in grado di offrire indizi su come le esperienze cariche di emozioni siano in grado di colorare i nostri ricordi e possano modellare la nostra esperienza nel mondo.

precise regole da rispettare, come lorario per andare a dormire. La preparazione del ballo prosegue, tanto che una sera la figlia aiuta i genitori a scrivere gli inviti, per via della sua bella calligrafia. La famiglia non bada a spese per addobbi, cibi, bevande, e non si fa scrupoli nel rendere la nuova casa il pi sfarzosa possibile, a dimostrare agli invitati che pu far parte dellalta borghesia. La contraddizione si evidenzia nella condizione borghese degli invitati che hanno alle spalle una vita povera. Nel romanzo il concetto di borghese viene rappresentato con lardente desiderio di dimostrare alle altre persone di essere ci che non si realmente. Per questo la famiglia investe un capitale per trasformare la casa e anche le abitudini nei confronti della servit, solo per dimostrarsi superiori. Antoniette consegna il primo invito alla sua insegnante di pianoforte, che accetta con piacere. entusiasta dinanzi alla prospettiva di partecipare ad un vero ballo, di entrare in societ secondo i crismi dellepoca, ma in realt la madre non ha alcuna intenzione di farla partecipare, anzi, le toglie anche la sua stanza che verr adibita a bar e la confina nello sgabuzzino. Antoniette deve trovare un modo per vendicarsi di tale affronto e un bel giorno si reca in citt per spedire gli inviti, con la governante, miss Betty, e scopre che questultima intrattiene segretamente una relazione amo-

rosa con un giovane. Mentre miss Betty incontra il suo amante, Antoniette getta tutti gli inviti nella Senna, dicendole poi di averli spediti. Il gesto di buttare i biglietti nel fiume il suo modo per vendicarsi di quello che lei considera il tradimento della madre, della falsit di miss Betty e anche della mancanza e dellodio verso entrambi i genitori. La sera del ballo si presenta alla festa unicamente la maestra di pianoforte, lunica che ha effettivamente ricevuto linvito, mentre la casa tutta addobbata rimane vuota. I l libro termina con i padroni di casa intenti a fare congetture sulla mancanza degli invitati e su unironica frase di Antoniette: povera mamma.il romanzo intrecciato alla biografia dellautrice Il ballo si potrebbe, per certi versi, considerare unautobiografia di Irene Nemirovsky, infatti anche lautrice ebbe un rapporto molto conflittuale con i genitori. Inoltre i sentimenti di Antoniette, il disagio, la solitudine e il senso di abbandono, sono gli stessi sentimenti che Irene rivive a Parigi dopo le rivoluzioni, specialmente quando non le viene concessa la cittadinanza francese, perch ebrea. Irene scrive in modo chiaro e semplice, quasi avesse vissuto tali situazioni in un modo particolare.

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di Marco Cinque

di Marco Cinque

Alfio un poeta vagabondo sdentato come la sua periferia. Un trench annicinquanta stretto in vita fuorimoda come una ballerina oversize lui recita strofe sporche e sincopate dentro un casco integrale da moto. Versi di pancia, ruvidi, poco cerebrali. Dopotutto dice la strada, mica il paradiso e snocciola il suo armamentario preferito con scie dumanit sbandata e borderline: - pischelli con braghe mostrachiappe; - signore sguaiate in bilico su tacchi circensi; - papponi impomatati su kawasaki smarmittate; - rottweiler ubriachi dallocchio assassino; - ragazzini che lapidano gatti spelacchiati; - moquettes di spazzatura indifferenziata; ecco gli universi di merda da narrare mica come quei quartierini strafighetti. Che cazzo di poesia ci vuoi scrivere in un posto dove non succede nulla?

ALFIO
un poeta

la vera sinistra unutopia?


Certo che se mi chiedessero di scegliere tra Napolitano e Rodot, per ricoprire una carica istituzionale importante, non avrei dubbi su chi scegliere (il secondo che ho scritto); ma si tratterebbe comunque di due singole persone, non di diversi partiti o movimenti o schieramenti che esprimono, confrontandosi, sia ideali politici che consensi elettorali. Inoltre, pure se in fondo stiamo parlando di due persone che vengono dalla stessa radice politica, la cosa difficile da capire oggi proprio cosa sia la sinistra e chi tra i suoi protagonisti e promulgatori abbia pi diritto di cittadinanza per riempire di contenuto questa parola. dentro una deriva egocentrica e individualistica che poi determina e condiziona anche ogni nostro ambito politico e sociale. Insomma, per dirla con un concetto semplice, non credo che siano tanto i grandi propositi, quanto i piccoli atti di volont che possono davvero cambiare il mondo e, quindi, anche la sinistra. Ma il fatto che pure mancando ancora le condizioni per attuare un vero e profondo cambiamento, bisogna comunque esprimere un consenso o un dissenso riguardo le politiche (e i politici) attuali, cercando molto banalmente (ingoiando rospi su rospi), di scegliere tra ci che pu procurare un maggiore o un minor danNon credo per che il pro- no. blema sia ancora quello di discutere come connotare Forse bisognerebbe penuna sinistra che finalmen- sare che siamo in un pete sia coerente coi propri riodo storico di transiziovalori ( ormai mezzo se- ne, in attesa che maturino colo che lo facciamo), per quei semi che possano far riuscire quindi a definirne aspirare a un cambiamenuna vera. La questione, to profondo e radicale, impiuttosto, non ha una na- possibile da realizzare in tura prevalentemente o un contesto come quello esclusivamente politica, attuale. Ma questa transima soprattutto culturale, zione ha bisogno di nuovi nel senso che siamo tutti approcci per riavvicinarci

Alfio crea ballate damore, bellissime seduto tra gli olezzi in cima a una discarica. Sispira tra capannoni industriali in disuso muri sfondati e scricchiolii di vetri rotti e talvolta gli piace sfanculare in rima attraverso la visiera alzata, come un donchishotte ti prende di mira sparandoti la voce mentre succhia un fiordifragola scaduto alternando freschi slurp con epiteti bollenti. Non scrive mai, Alfio, le parole son riposte nel suo cuore svalvolato, pronte ad eruttare da fogli imperscrutabili che non si perderanno al primo alito di vento non singinocchieranno in coda a schiere di leccaculo in cerca di baldracca vanagloria. Lui un artista vero e rifugge i finti applausi imbonitori gli spacciatori di cultura in provetta il pubblico pagante in qualsiasi moneta. Alfio non si vende mica. Alfio un poeta.

al quel senso del noi che ogni giorno stiamo sacrificando sullaltare dellio. Ed un sacrificio che contamina e trasforma anche lo stesso confronto politico, trasformandolo in una faida di personalismi (sinistri, non di sinistra), sempre pi autoreferenziali e autocelebrativi. Confesso che continuare a discutere su cosa sia la sinistra e su cosa invece dovrebbe essere, mi procura per lo pi una grande emicrania. Da tempo mi sono perci convinto che essere di sinistra significa semplicemente fare cose di sinistra. E la politica che in tale prospettiva ha pi senso, adesso come adesso, credo sia proprio quella di impegnarsi concretamente, in prima persona, attraverso il vecchio principio prassi-teoria-prassi, cercando di lasciare un segno concreto, per quanto piccolo

sia, nel corpo vivo del tessuto sociale, culturale, ambientale. In definitiva, per ritrovare il bandolo di quelle strade che ci riportino al noi, che anche il distintivo della nostra autentica natura umana (sempre pi tradita), di animali sociali, dobbiamo assumerci una nuova responsabilit individuale, senza continuare a demandare. Quanti pi saremo a far questo, tanto pi sar possibile immaginare di costruire una sinistra politica che finalmente abbia un senso. In caso contrario, resteremo presi (e persi) in un continuo e sempre pi frustrante cambio dabito, che non potr per nascondere un corpo lasciato degradare, colpevolmente e consapevolmente, perch: Un altro mondo impossibile, se non cominci dal tuo.

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A NELSON

di Marco Cinque

di Tino Di Cicco

Senza sete di vendetta con parole altre, dicevi: allodio non cedere passo che di forza ha bisogno il perdono ma perdo, sentivo la mia rabbia incendiarsi come una rivoluzione e sentivo te che ripetevi: PERDONO perdono: la nostra cura perdono: la nostra ragione il nostro unico grande atto dindicibile coraggio: perdono e io che volavo via dalla sedia immaginando di abbracciarti stringerti le mani di fratello verso lorizzonte di unalba nuova dove il sole ancora potr guardarci senza dover pi provare vergogna per il nostro essere umani senza essere umani. P.S. Sogno una resa dei conti dove la rabbia degli ultimi impari almeno una buona mira Nelson Mandela un padre e un nonno. Non siamo riusciti ad averlo con noi per la maggior parte dei nostri anni. Questo un momento sacro per noi e mi aspetterei che il mondo ci lasciasse in pace. Dateci lo spazio per essere con nostro padre: sia che questi siano i suoi ultimi momenti con noi o che ci sia ancora tempo. Prima che la presidenza sudafricana annunciasse che le condizioni di Mandela si erano aggravate, la figlia ha parlato del suo stato di salute fisico e mentale. I medici non hanno smesso di curarlo con le migliori medicine del mondo. Apre ancora gli occhi.... Nella nostra cultura, la cultura Tembu - ha aggiunto - non si lascia andare via una persona fino a quando questa non lo abbia chiesto: mio padre finora non lo ha fatto.

AZIONI UMANE
Quellidea dellinferno e del paradiso che un tempo organizzava totalmente la vita degli uomini, oggi quasi del tutto scomparsa dalle motivazioni che spingono gli uomini ad agire. Crede ancora cos qualche professionista delle religioni, qualche persona buona fino alle lacrime, e molti ipocriti che debbono sembrare quello che non sono, perch sanno di non essere quello che dovrebbero essere. Eppure mi piace pensare che il paradiso esista veramente , ma non per farne leterna dimora dei buoni, ma per consentire unesperienza di gioia a quelli che qui non hanno avuto la fortuna di essere buoni. Il paradiso non come premio, ma come premessa per essere buoni. Perch solo chi ha fatto esperienza della gioia, ha bisogno di essere buono; la natura felice che ci fa benevoli, non la moralit. Il paradiso dovrebbe essere il luogo dove le persone nate con un carattere in-felice dovrebbero fare unesperienza di gioia, e tornare cos purificate al prossimo giro. E cos, quando il ciclo delle nascite e delle morti li porter nuovamente dentro il tempo, potranno solo bene-dire. Perch chi maledice, non maledice perch in questa vita qualcosa (o molto) andato storto, ma perch nato con il carattere che ha avuto in sorte. Le persone obbligate dalla loro natura ad agire, vedere, pensare solo il male, non sono quelle che qui, sulla terra, sono state cattive per aver subito solo esperienze negative o tragiche, ma sono quelle che prima di nascere sono state toccate da unemozione frustrante pi che gratificante, violenta pi che amorevole. I buoni non sono buoni per una loro scelta, ma perch nati con la camicia, per essere nati sotto la buona stella. Con queste parole, con questa fede, una antichissima cultura popolare sapeva che il merito e il demerito degli uomini non appartiene agli uomini; questa era una consapevolezza diffusa, prima che su quella conoscenza venissero edificate le maestose cattedrali della moralit cristiana (che ci hanno illuso del contrario). Un carattere buono non nasce per volont della persona buona, ma per altre cause: pieno di merito, ma poeticamente abita luomo sulla terra (Holderlin). E la gioia che ci consente di leggere in un certo modo i fatti, non i fatti a generare la gioia. Dovrebbero perci meritare il paradiso quelli pi sfortunati, quelli che in questo giro hanno dovuto amare se stessi pi che il cielo, quelli che hanno dovuto cercare il piacere pi che la gioia. Per queste ragioni una delle persone pi meritevoli di un lungo soggiorno in paradiso lon. Daniela Santanch, cos quando il samsara la costringer a tornare nei nostri quartieri, la gioia vissuta lass render inevitabile per lei ripetere lesperienza di Madre Teresa di Calcutta. Anche lon. Marcello DellUtri merita pi di una sosta nella serenit delleden, perch la nuova vita che poi verr, possa viverla dentro il generoso entusiasmo di Peppino Impastato. Ed anche il povero presidente Silvio Berlusconi ha diritto ad una bella permanenza in paradiso, perch provando e riprovando lesperienza degli angeli, possa capire la differenza tra il piacere a-la-burlesque e il cuore innamorato del mondo di Alexander Langer. Sar utilissimo qualche week end in paradiso anche per il portavoce dalla triste figura on. Daniele Capezzone; anche lui merita un po di gioia, perch poi, tornando dentro le stagioni, possa rinascere come margheritina, come mandorlo in fiore. 21 Sono le persone felici ad essere anche buone, non il contrario; bisogna perci aiutare con la gioia, non con la male-dizione. E forse nel paradiso gli uomini conoscono la gioia, perch a contatto con il divino possono finalmente dimenticare se stessi. Possono accettare il vuoto del presunto pieno che pensiamo di essere. E pi accettiamo il vuoto, il vuoto che noi siamo, pi pu entrare in noi, felice come un dono, quella cosa che da sempre gli uomini chiamano spirito, che gioia senza perch, ma che nessuno sa cos.

Approfondimenti: Video RAI-scuola: Apartheid: le origini In Sudafrica: l'apartheid Lapartheid e Nelson Mandela

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di Marco Cinque

di Tino Di Cicco

monologo breve a morte

dI un Condannato
Quando si affronta largomento pena capitale, il pensiero non pu non rivolgersi ai tanti discriminati, ai minorenni, ai malati mentali, ai poveri, alle minoranze, agli analfabeti, agli emarginati etc., che affollano i bracci della morte. In questo testo, invece, ho provato ad immedesimarmi nel peggiore dei criminali, un reo confesso, un killer seriale, un assassino senza scrupoli n sentimenti e ancora ho cercato di immaginare cosa una simile orrida persona potrebbe mai pensare, sentire e dire della pena di morte. Per, attenzione, il fatto che io cerchi di capire cosa ci sia dietro lorrore non significa che lo condivida o lo giustifichi. Inoltre, ciascuno di noi ha in s un lato oscuro, rifiutarsi di affrontare questo nostro aspetto o far finta che non esista non serve n a esorcizzarlo e n, tantomeno, ad estinguerlo. Posso tollerare la forza brutale, ma la ragione brutale intollerabile - Oscar Wilde Sono un assassino, s, lo riconosco un criminale che ha rapito, torturato, ucciso fatto a pezzi persone su persone e scommetto che se avessi loccasione continuerei a fare le stesse cose per seguire le mie malsane pulsioni per alleviare la mia solitudine ubriaca di disperazione sono considerato un mostro? s, forse lo sono veramente ma quel che ho fatto non lho premeditato programmato, lucidamente progettato ho solo seguito i miei istinti animaleschi e per ogni crimine ammetto daver provato 23 il sollievo delloblio, la soddisfazione per una morbosa passione una bestiale depravazione per questo sono punito ma quello che voglio dire che voi, voi gente perbene voi che mi avete condannato e imprigionato non siete poi cos diversi da me: a te che mhai denunciato a te che mhai arrestato a te che mhai processato a te che mi stai materialmente uccidendo e anche a te che sostieni la pena di morte a tutti voi, io dico: cosa ci provate di piacevole in tutto questo? perch mi uccidete se poi dite di trovare ripugnante lomicidio? perch giudicate il vostro crimine migliore del mio? e per quale motivo io sono qui mentre voi siete liberi di continuare a condannare e uccidere legalmente quanto e chi vi pare? ma ditemi, perch un governatore del Texas comodamente seduto sulla sua poltrona attraverso i suoi boia federali ha potuto impunemente eliminare molte pi persone di quelle che ho ammazzato io? e perch adesso questo stesso governatore lo avete pure nominato vostro presidente? e ancora perch questo presidente pu continuare i suoi omicidi legalizzati realizzandoli con premeditazione, su scala industriale allennesima potenza, sterminando comunit intere per mano dei suoi bombardieri umanitari? per quale motivo, cari civili concittadini sarei una mostruosit da cancellare mentre invece il vostro amato presidente una rispettabile persona? hanno detto: ci sono delitti che diventano innocenti per il loro numero, il loro clamore, il loro eccesso s, forse cos, forse, se avessi ragionato in grande se anchio avessi fatto il governatore o roba simile avrei potuto ammazzare quanto e come pi mi piace ricevendo onori e gloria e magari premiato con medaglie al valore dovete sapere, onesti cittadini che la morte giusta non procura minor dolore che il vostro siero letale non sar in grado di iniettare nemmeno il pi piccolo barlume di giustizia che le vostre camere a gas i vostri plotoni desecuzione le vostre sedie elettriche i vostri nodi scorsoi non faranno mai un mondo migliore seppure questo quello che credete 24 un uomo, vestito di giustizia seduto sul suo scranno col dito puntato come una pistola in nome del popolo sovrano ha sparato la sentenza: occhio per occhio ha gridato, e gli applausi scroscianti hanno tuonato come campane in festa brava gente, civili signori mi state dicendo che devo morire che merito la suprema punizione e uccidendomi pretendete dinsegnarmi a non uccidere questa la vostra lezione: punire la morte con la morte ma chi sar lultimo anello di questa orrenda catena? un uomo solo, in un mondo di morte questo il mondo che volete? sono qui, adesso crocifisso su un lettino asettico legato come un animale con un killer istituzionale vestito da dottore che mi guarda, che mi tocca che mi tasta le vene che mi ficca nel braccio il suo ago di merda perdo! perdo mentre tutti voi siete l siete l dietro il vetro dietro le telecamere dietro le vostre scelte elettorali dietro i vostri chissenefrega dietro le vostre cenette innocenti a gustarvi gli istanti della mia esecuzione s, sono qui adesso con lultimo secondo della mia vita che sta per scadere come una merce andata a male e mi offrite la vostra carit regalandomi anche unipocrita democrazia concedendomi le ultime parole prima di rendere lanima al diavolo ma nel mio addio, di tutte le parole ve ne lascer soltanto una, amici lunica che davvero meritate: fanculo! s, fanculo voi e la vostra fottuta pena di morte amen!

la maschera
LOnorevole avvocato Niccol Ghedini molto preoccupato perch nel processo Ruby il collegio giudicante sembra avere una cultura omogenea a quella dei Pubblici Ministeri. Forse il processo sarebbe stato molto pi equo, se il collegio giudicante avesse avuto una cultura estranea alla legalit, e pi omogenea a quella di PrevitiDellUtri. qui centra esclusivamente lantropologia, la nostra identit; lidea che abbiamo delluomo. Ipocrita luomo che dichiara di non essere stato mai tentato dalleccitazione sessuale; ma povero luomo prossimo a morire che fa di quella eccitazione il suo valore. E ancor pi povero quel popolo che in quel valore trova il suo leader. Lui non sarebbe giudicabile secondo i suoi zelanti fedeli, perch sarebbe linvidia a giudicare. Ma come possibile invidiare un poveraccio incapace di costruire una relazione vera con una persona vera, costretto perci a pagare bambine perch si spoglino per un po di bava alla bocca ? Cosa c da invidiare nei palinsesti adulatori di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti ? Certo che se un uomo non ha mai avuto la fortuna di conoscere lamore, un po di ottuagenaria eccitazione sessuale pu essere meglio di niente. Ma cosa c da invidiare in un povero vecchio che si diverte a-laburlesque e chiama tutto questo il pa(r)tito dellamore? invidiare Don Chisciotte innamorato di una Dulcinea inesistente, ma disposto a dare la sua unica vita per quellirrealt che lo faceva nobile passione;

delluomo
vista degli uomini; noi lo abbiamo eletto a nostro Teseo. Solo perch noi, tutti noi, abbiamo confuso la pornografia con lamore, la

E un po credo sia anche giusto; se il Cavaliere ha trafficato tutta la vita con i vari Lavitola, Santa-che(?), olgettine, Papi, Razzi, Scilipoti, Capezzone, Fede, Lele Mora, Nicole Minetti etc, etc, perch non dovrebbe essere giudicato da un suo simile ? Invece no; pretendono di giudicarlo con dei giudici veri, non quelli travestiti a-la-burlesque. Questa la prova che ce lhanno con lui. C un pregiudizio. Ma non colpa sua, siamo noi, siamo tutti noi, il terreno che genera quella patologia chiamata il Cavaliere. E quasi impossibile impedire che gli uomini di una comunit mafiosa si identifichino con il pi mafioso dei mafiosi. Qui non centra niente n Si pu invidiare Romeo la morale, n la politica che decide di morire per e forse neanche la legge; amore di Giulietta; si pu

si pu invidiare un Pigmalione innamorato della statua della donna da lui scolpita, fino a commuovere gli dei, fino a farla diventare reale a forza damore. Non chi alla fine dei suoi giorni fa ancora confusione tra porno ed eros. Tutti naturalmente sbagliamo, ma finora non si era mai visto che gli errori diventassero virt; che la devianza diventasse la retta via; che gli untermensch diventassero leader. In altre epoche il Minotauro veniva recluso nel labirinto per sottrarlo alla

nobilt con la ricchezza, la gioia con il piacere, stato possibile diventare il Paese che siamo diventato. Se noi siamo cos, sicuramente lui quello che ci rappresenta meglio. Ma se gli uomini possono identificarsi in un poveraccio del genere, meglio essere una rondine, una farfalla oppure un fiocco di neve. Quando torneremo sar meglio tutto, tranne che indossare ancora la maschera delluomo.

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di Marco Cinque
allultimo momento) e delle quali emersa la pi completa innocenza. E 140 persone rilasciate su circa 1200 passate per le mani del boia equivalgono ad un innocente accertato per ogni nove persone giustiziate. Se ad esempio in un ospedale, per ogni nove operazioni chirurgiche se ne sbagliasse una e venisse ucciso il paziente, quel reparto chirurgico verrebbe immediatamente chiuso e aperta uninchiesta penale. In ogni caso, un dato simile, dovrebbe far inorridire e portare alla chiusura immediata dellintera istituzione capitale statunitense. Testimonianze di ex condannati a morte Ogni giorno ci sono momenti in cui mi sembra di essere di nuovo in prigione. La mia mente rivede quei momenti. So che sono libero, ma pi forte di me. A volte non riesco a non pensare dessere ancora in prigione. Ronald Keith Williamson La prima cosa che far sar quella di andare a Virgina Beach. Far un bagno caldo. Poi manger qualcosa. Sar nervoso. Non sto l fuori da cos tanto tempo Sono ancora arrabbiato con lo Stato della Virginia per quel che mi ha fatto. Ma ora chio metta la rabbia da parte. Devo vivere ogni giorno cos come viene, altrimenti impazzisco. Mi hanno rubato 17 anni di vita. Earl Washington Anagraficamente ho 37 anni, ma psicologicamente molto spesso mi sento pi vecchio. Per, qualche volta, quando esco, come se avessi 25 anni. Non ho perduto quei 12 anni, loro me li hanno rubati. Io credo che quando ti viene portato via il tempo in quel modo e poi ritorni nella societ, per cos dire alla vita normale, auto-

Risultano essere 140 i condannati a morte, successivamente riconosciuti innocenti negli Stati Uniti dal 1976. Sul destino che tocca queste persone, per, poco si sa e si dice: una volta libere, hanno dovuto fare i conti con matrimoni distrutti, discriminazioni nel mondo del lavoro, sospetti da parte dei vicini di casa. Per non parlare del trauma emotivo che si porteranno dentro per tutto il resto delle loro vite. Molti ex detenuti, infatti, hanno grandi difficolt persino nel compiere gesti apparentemente semplici come, ad esempio, aprire una porta, perch per decenni c stato qualcuno che lo ha fatto per loro. La cosa paradossale che gli Stati hanno speso milioni di dollari per far condannare a morte degli innocenti che, una volta liberati, hanno potuto beneficiare del ridicolo rimborso di 200 dollari, che sarebbe la somma prevista per tutti i detenuti al momento del rilascio. Con ci si afferma il ferale principio che la morte di un essere umano un notevole business, mentre la vita dello stesso non ha riconosciuti alcun valore e dignit. Ma qualche anno addietro una sentenza del Tribunale di Boston ha condannato lFbi a un risarcimento record di 102 milioni di dollari in favore di Peter Limone, un ex condannato a morte assolto dallaccusa di omicidio, dopo aver passato nel braccio ben 33 anni. Se soltanto ai restanti 139 ex condannati venisse data la stessa opportunit, forse la pena capitale sarebbe un affare molto meno conveniente. Nellarco di 27 anni, tra il 1976 e il 2013, negli Stati uniti sono state eseguite pi di 1200 condanne a morte. Avrebbero subto lo stesso destino anche le 140 persone che, nello stesso lasso di tempo, si sono salvate (molte per puro caso, altre

La vita degli ex
condannati a
maticamente tendi a pensare agli anni perduti e ritorni allet che avevi, come se il tempo si fosse fermato. Rolando Cruz

morte

Non mi voleva nessuno a lavorare perch ero stato operato al cuore ed ero stato in prigione. Una volta uscito dal carcere volevo le cose che da sempre desideravo. () Non volevo 10 o 15 milioni di dollari. Speravo soltanto di avere il necessario per vivere. Ma non ho avuto niente. Spero ancora che qualcuno mi aiuti, spero di riuscire ad avere una casa. James Richardson A volte vorrei andarmene da qui e non tornare pi. Molti mi dicono: al posto tuo io me ne andrei;ma io rispondo loro: questa la mia casa. Io sono innocente. Se me ne andassi la gente penserebbe che sono colpevole. Non vedo perch dovrei lasciare la mia citt natale. () A volte mi arrabbio, allora inforco la bicicletta e pedalo, qualsiasi cosa pur di non pensare. Non ho mai ricevuto delle scuse. Li vedo -i poliziotti- molto spesso. Li vedo in giro, al negozio della frutta, e mi dicono: hey Johnny, come va?. Otto persone sono state giustiziate mentre ero nel braccio. Conosci un fratello, ci giochi a

palla insieme, vai in chiesa con lui, vi affezionate lun laltro, e poi loro gli dicono: arrivato il tuo giorno. Il carcere mi ha dato 100 dollari come miglior prigioniero. Non ho mai avuto problemi, n con le guardie, n con altri detenuti o con il direttore. Non ho mai ricevuto un biglietto di punizione. Il direttore disse che si era dimenticato chio fossi l.... Walter McMillian Credevo nella pena di morte. Quando sono stato arrestato pensavo che fosse una punizione giusta per chi commette violenze contro i bambini o le donne. Ma oggi non ci credo pi. Penso che dopo 12 anni nel braccio della morte, quando esci e sei ancora vivo le cose cambiano. Si libera un innocente dal carcere ma non dalla tomba (...) Nel 2004, quando sono uscito di prigione ho lavorato in unindustria tipografica come addetto alle macchine per la stampa. Quattro anni dopo, sono stato licenziato per via della crisi economica. Cos, oggi la mia attivit principale portare la mia testimonianza nelle universit, in istituti, associazioni. Randy Steidl E una cosa che distrugge completamente la vita di una persona. Ogni sassolino, ogni minima parte, ogni gra-

nello della tua esistenza viene buttato via. Devi ricominciare tutto daccapo e alcune persone non ce la fanno. Alcune persone non saranno mai pi le stesse. Non importa quale sia la verit, la gente comunque non ha fiducia in te. Una volta sono entrato in un supermercato in citt e, non appena mi ha visto, una donna ha preso in braccio la sua bambina. La bimba ha detto: quello luomo che era in tv, mamma. E lei ha afferrato la bambina dicendole: non avvicinarti a lui. Ho lasciato l tutto e me ne sono andato Non finisce mai. Mai. Mai. Non finir mai!. Kirk Noble Bloodsworth La guardia mi ha chiesto:

ancora qui? Io gli ho risposto: adesso aspetti tu. Sono stato in trance per unora, non avevo pi fretta. Ero entrato in galera a 18 anni, ne uscivo a 31. Prosciolto dallaccusa di omicidio, dopo 4 processi (...) Riabituarsi dura. La benzina costava 30 centesimi, la ritrovo a un dollaro. Le macchine vanno pi veloci, tutto corre, non sono abituato alle tastiere del computer, al cellulare. Sembra una stupidata, ma mi ritrovo incapace, quasi invalido. Mi allaccio le scarpe e mi viene voglia di piangere. Per la speranza rubata. Che io ho riavuto, ma altri no. Per la sofferenza di quelli che non hanno evitato il boia. La sento mia, fino in fondo. un veleno che non

riesci a eliminare, come essere seppelliti e poi togliersi via la terra. Non ce la fai del tutto, ti resta sempre qualche

granello. La pena di morte puzza, inquina la libert, per questo va eliminata. Shujaa Graham

Giustizia da morire
di Marco Cinque Voci umane dai bracci della morte degli Stati Uniti Percorso saggistico, testimonianze e poesie di condannati e condannate a morte negli Usa, poesie di autori e autrici nazionali e internazionali, corrispondenze epistolari delle scuole italiane. Un'antologia aggiornata con la selezione dei migliori contenuti di 3 differenti volumi: 'Giustizia da morire', 'Pena di morte? No grazie' e 'Poeti da morire'. Prefazione di Margherita Hack e illustrazioni di Vauro, Fernando Eros Caro e Dominique Green. 23

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di Marco Cinque

di Tino Di Cicco
Viveva come in trance; credeva pi agli angeli che alla propria volont; pi al Cavaliere Errante che ai telegiornali della sera. Era venuto al mondo in un paese di cui ignorava tutto prima di nascere; generato da genitori che non aveva scelto, e dai quali pure aveva ereditato molto. Di altezza media,di media intelligenza, di ordinaria moralit; non capiva perch queste caratteristiche casualmente concentrate in lui, dovessero costituire la sua identit. prove, n parole, per dimostrare il contrario del contrario. Sapeva che nei barboni e nei matti cera pi verit di quanta potevano immaginarne gli uomini in doppio petto blu; anche se qui tutti esaltavano i potenti ed ignoravano i buoni; facevano cos anche gli uomini dalle radici cristiane. Sapeva che gli uomini chiamavano amore il loro tornaconto, come con i cani, e con i servi. Ma nonostante tutto sentiva che lamore cera veramente; era la realt luminosa del mondo, e gli uomini lo capivano quasi solo al tramonto, oppure quando destate incrociavano la faccia piena della luna. ducendo tutto alle loro misure. Cos perdevano il cielo per diventare boss di quartiere. Non sperava niente per s, perch aveva avuto pi di quello che solitamente viene concesso agli uomini. E non desiderava quello che non cera, perch quello che cera, talvolta era stato troppo per lui. Certe volte scriveva; ma non perch sentisse lesigenza di qualche affermazione fondamentale. Scriveva perch sentiva il bisogno di liberare spazio per il futuro: ai colori che forse non avrebbe mai visto, alla poesia che non avrebbe mai scritto, ai pensieri che non avrebbe mai pensato; ma che potevano arrivare da un giorno allaltro; da un momento allaltro. Sentiva lurgenza di non ostacolare i pensieri venturi. E per non lasciare occupato lorizzonte dai pensieri gi pensati, lui scriveva e se ne liberava. Cos tornava libero per la gioia di altri pensieri. Lui viveva come in sogno, e lo sapeva. Gli altri, quelli che battevano i pugni sul tavolo e sinchinavano alla forza, vivevano dentro un altro sogno, ma lo chiamavano realt.

tue madri, figlie, sorelle da qualche parte, lass un puntino una nuova luce in questa danza che muove le stelle.
Non conoscevo personalmente Margherita, ma piacendomi, qualche anno addietro la contattai via mail per chiederle una prefazione allantologia poetica che stavo curando, Poeti da morire, un libro che raccoglieva i testi di persone condannate a morte negli Usa, oltre a quelli di autori nazionali e internazionali. Non ci volle molto, pochi giorni e lei mi invi la sua prefazione. Poi, lanno seguente, curai unaltra antologia, stavolta contro la guerra, SignorN, che raccoglieva testimonianze poetiche di veterani Usa di Iraq e Vietnam e di refusenik israeliani. Anche in questo caso la donna delle stelle dimostr di avere i piedi ben piantati in terra e partecip con passione e gratuit, mandandomi il suo contributo in pochissimi giorni. Ho sempre pensato che le grandi persone si vedono soprattutto dalle piccole cose. Margherita mi ha confermato questa convinzione.

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VIVEVA COME

IN TRANCE

CIAO margherita
Il tuo piccolo sguardo umano in loro ha trovato la sua grandezza e alla fine le ha raggiunte

Sentiva come se fosse obbligato a difendere lui, a prescindere da lui. Non aveva deciso lui di essere proprio cos; ma adesso che era qui, adesso che era cos, doveva identificarsi Sapeva che siamo fatti totalmente con se stesso. della stessa sostanza dei Sapeva che in lui respira- sogni; non perch la nova qualcosa della madre e stra vita sia sempre bella, qualcosa del padre; qual- ma perch strana, stucosa del nonno e qualcosa pefacente, incredibile. Epdella nonna. E non solo pure gli uomini trovavano il passato respirava in lui, strano chi trovava strana ma anche qualcosa dei fi- la vita, come se fosse norgli e dei nipoti; lui era il male essere venuti qui dal suo passato e anche il suo nulla, a conoscere il temfuturo, e tutto a prescinde- po. re da lui. Per questo non Sapeva di essere solo un riusciva a capire quando dettaglio del niente, e quegli uomini dicevano: vo- sto , anzich deprimerlo, lont e identit; quan- lo rendeva grato di tutto. do rivendicavano il loro E pi cresceva questa concarattere come una loro sapevolezza, pi diventava scelta; era tutto casuale, intensa la gioia. Come se perch doveva identificar- la legge pi profonda della vita fosse: farsi nulla per si con se stesso? diventare tutto. Sapeva che cera pi verit nel volo delle rondini che Capiva che la bellezza era negli indici di borsa, ma il dono pi grande congli uomini pensavano il cesso agli uomini; ma gli contrario, e lui non aveva uomini spesso la confondevano con lestetica, ri-

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di Giovanna Arrico

di Luisa Barbieri

Smitizzato il legame
Una ricerca pubblicata su Nutricin Hospitalaria 2013 (1) dal titolo: Ingesta de huevo y factores de riesgo cardiovascular en adolescentes; papel de la actividad fsica. Estudio HELEN (2) intacca il consolidato mito relativo allo stretto legame tra consumo di uova e ipercolesterolemia, in quanto negli adolescenti sottoposti a valutazione non emerso alcun legame tra uova e aumento del colesterolo sierico, al di l dellattivit fisica svolta. La ricerca, inserita nello studio Europeo HELENA (3), ha preso avvio da un importante dato epidemiologico evidente nei Paesi occidentali: i disturbi cardiovascolari rappresentano la principale causa di morbilit-mortalit e il livello sierico di colesterolo strettamente collegato ai disturbi.
note di approfondimento:

tra uova e colesterolo


Si voluto verificare il legame tra il consumo di uova e tali disturbi, essendo questo alimento da sempre considerato ricco di colesterolo. Gi nel 1973 lAmerican Heart Association raccomandava un consumo massimo di 3 uova settimanali a contrastare il pericolo insito nellipercolesterolemia, lidea si consolidata nel tempo, tanto da essere accettata dagli esperti della salute per anni. Tuttavia, anche se la maggior parte dei cibi ricchi di colesterolo sono solitamente anche ricchi di grassi saturi, un uovo di medie dimensioni contiene 200 milligrammi di colesterolo, ma ha pi grassi insaturi, rispetto a quelli saturi, e fornisce solo 70 calorie. Sono stati studiati 380 adolescenti inseriti nello studio HELENA (3) (Healthy Lifestyle in Europe by Nutrition in Adole-

fotografia di G. Arrico

Un quaderno con una simpatica copertina bolle colorate impresse sopra i colori della vita i miei colori la mia vita idea di scrivere quegli istanti importanti voglia di condivisione voglia di ritrovare e di ritrovarsi. Pensieri, idee, spunti semplicemente momenti di riflessione. Il perdono come atto di coraggio La giustizia come movimento interno positivo non come accettazione passiva davanti al torto subito La purezza dell'animo come compagna di viaggio Forza e volont Costanza e ottimismo Guardare oltre il muro dell'arroganza della superficialit del giudizio in ogni sua forma Povert e ricchezza povert di soldi e ricchezza di animo una soluzione paradossale nel nostro secolo conoscenza per affrontare l'apparenza sapere per abbattere l'indifferenza Gli sguardi vuoti della gente che si alterna tra le vie e alterna giorni sempre uguali Guardare e vedere la bellezza dell'anima la volont di guardare e di provare gioia questi sono gli istanti della mia vita che verr.

scence), si valutato lapporto di alimenti, quindi sono stati misurati i parametri relativi: il profilo lipidico, la glicemia e linsulinemia, linsulino-resistenza, la pressione arteriosa e la funzionalit cardio-respiratoria. Il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare stato inserito nella valutazione del rischio globale che comprende lattivit fisica, lo sviluppo sessuale, lo stato socio-economico, labitudine al fumo; il legame tra consumo di uova e malattia cardiovascolare stato esminato avvalendosi di unanalisi multilivello. Il referente della ricerca, Alberto Soriano Maldonado (Departamento de Educacin Fsica y Deportiva. Facultad de Ciencias del Deporte. Universidad de Granada) afferma:Tradizionalmente gli operatori sanitari e le organizzazioni sanitarie insistono circa il fatto che il consumo di uova determini un incremento dei livelli di colesterolo, ragione per cui negli ultimi decenni la tendenza stata quella di ridurne il consumo come regola di base a difesa di un possibile sviluppo di malattia cardiovascolare.

In realt le pi recenti ricerche suggeriscono che un aumento del colesterolo sierico maggiormente influenzato dallassunzione di grassi saturi presenti nella carne rossa e nei prodotti da forno industriali. Soriano conferma il dato emerso, ossia che non vi sia legame tra il consumo di uova e lipercolesterolemia, al di l dello svolgimento di attivit fisica. Questo dato, secondo gli autori, dovrebbe portare a rivedere le raccomandazioni nutrizionali almeno per gli adolescenti, fermo restando che rimane lutilit di allargare la ricerca anche agli adulti: luovo un alimento a buon mercato, ricco di proteine di alta qualit, di minerali, folati e vitamine del gruppo B. E in grado di fornire una buona quantit di sostanze nutritive indispensabili per un sano sviluppo negli adolescenti.

ISTANTI
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1. Nutr Hosp. 2013; 28 (3):868-877 - http://www.nutricionhospitalaria.com/pdf/6392.pdf 2. A. Soriano-Maldonado 1,2, M. Cuenca-Garca 1, L. A. Moreno 3, M. Gonzlez-Gross 4, C. Leclercq 5, O. Androutsos 6, E. J. GuerraHernndez 7, M. J. Castillo 2 y J. R. Ruiz 2,1,8 1 Departamento de Fisiologa Mdica. Facultad de Medicina. Universidad de Granada, Espaa. 2 Departamento de Educacin Fsica y Deportiva. Facultad de Ciencias del Deporte. Universidad de Granada. Espaa. 3 Grupo de Investigacin GENUD Growth; Exercise, Nutrition and Development. Facultad de Ciencias de la Salud. Universidad de Zaragoza. Zaragoza. Espaa. 4 ImFINE Research Group. Department of Health and Human Performance. Faculty of Physical Activity and Sport Sciences- INEF. Technical University of Madrid. Madrid. Spain. 5 National Research Institute for Food and Nutrition. Rome. Italy. 6 Department of Nutrition and Dietetics. University of Harokopio. Athens. Greece. 7 Departamento de Nutricin y Bromatologa. Facultad de Farmacia. Universidad de Granada. Espaa. 8 Department of Biosciences and Nutrition at NOVUM. Unit for Preventive Nutrition, Karolinska Institutet. Huddinge. Sweden 3. HELENA - Healthy Lifestyle in Europe by Nutrition and Adolescence - http://www.inran.it/463/HELENA_-_Healthy_Lifestyle_in_ Europe_by_Nutrition_and_Adolescence.html Finanziato dalla Commissione Europea, ha come obiettivo quello di analizzare la relazione tra abitudini alimentari, attivit sportiva, peso, forma fisica e stato di salute negli adolescenti in Europa (10 citt europee, circa 3000 adolescenti). Lo scopo finale era di permettere lo sviluppo di piani di promozione della salute per gli adolescenti. http://www.helenastudy.com/ 4. Uovo (alimento) wikipedia - http://it.wikipedia.org/wiki/Uovo_%28alimento%29

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di Marco Cinque

di Tino Di Cicco

Biografia

Ah, vita che marcisci in queste scarpe sfondate notte di sconfitta che mingoi nelle tue pieghe dove vendere & comprare sono lunico verbo. E sfoglio petali di tempo per tornare a eterni daccapo e indovino fondi di caff per vincerne lamaro io, che ho scritto per non invecchiare il sacro gral della mia biografia suicidata a una corda di solitudine io, che mi sono illuso di libri fino a crederci preda dineffabili indigestioni cerebrali.

nei bordi di labbra sfinite tra i bassifondi di rabbia taciuta cercarmi, tra vecchi mulinelli di polvere, in vicoli di piscio marcito ero io nei respiri di un mondo straniero ed ostile, inospitale persino ai relitti Nato in unessenza ferale tra cadaveri dauto bruciate neglimmani obitori per vivi in angoli di lamenti straziati, ero io e vorrei stringere ancora quel niente che ha fatto ogni istante di me magari un futuro indecente oppure questa mano che scrive ma non ho vendette da esaudire nemmeno redenzioni da scontare e non mi arrender mai alle fauci del rimpianto, amo cos tanto le mie sporche radici.

INDAGINI
La Procura di Milano indaga per le olgettine; quella di Napoli per la compravendita dei parlamentari rei confessi; quella di Bari sulle escortTarantini; quella di Palermo sulle connessioni mafiose via DellUtri; quella di Reggio Calabria per le false promesse IMU; quella di Firenze per le stragi del 1992/3; quella di Reggio Emilia per il reato di voto di scambio; a Roma indagato per il Lodo Mondadori; a Viterbo per la diffamazione a proposito della laurea di A. Di Pietro. E poi ci sono le Procure che lo indagano per falsa testimonianza, per le tangenti alla Guardia di Finanza; per traffico di droga, per il caso All Iberian etc, etc, etc. Mancano allappello la Procure di Castellammare di Stabia e quella di Todi, per il resto ci sono tutte. Ma Lui continua a ripetere come un mantra che tutta colpa di alcuni Magistrati deviati. E non solo Ghedini e Longo credono a quelle parole; ma anche Capezzone e Santache(?); anche Sallusti e Feltri, anche Ferrara e Belpietro. Credono a quelle parole anche Gasbarri e Cicchitto, anche Brunetta e Bondi. E poi le escort e Papy, Emilio Fede e Lele Mora; ligienista dentale e quella mentale..... e gli elettori, tanti, a milioni credono che Lui sia solo una vittima. E tutte queste persone sono un mondo; hanno una loro verit, una loro liturgia, i loro sacramenti, il loro Dio. E non lo fanno per interesse, ma per fede. E allora il problema non Lui, ma noi; il problema luomo. Se possibile che il mio compagno di banco, il mio vicino di casa, il mio collega di lavoro, un mio parente prossimo, possono cascare dentro un cunicolo di nefandezze scambiandolo per la via della salvezza, questo pu capitare anche a me che scrivo, anche a te che leggi. Questo il vero problema, non la moralit di un primate che si crede Unto da qualcosa. Se qualcuno pu credere veramente al delirio di un povero malato (parole della moglie) , come altri civilissimi europei hanno creduto che mettere al forno altri uomini fosse il modo per salvare un popolo, allora il problema molto pi grande di quello che pensiamo. Se tutti possiamo de-lirare senza consapevolezza, anzi convinti di essere testimoni del bene, come possibile trovare qualcosa che somigli alla verit? Non pu essere il numero ad aiutarci. Non possibile arrendersi al criterio dei voti raccolti nellultima campagna elettorale: se vinciamo noi, allora abbiamo ragione noi, altrimenti hanno ragione loro. Non pu essere questo il criterio. Cos siamo gi nella follia. Tutti.

Eppure ancora vedo quello che gli occhi hanno perduto ricordi abusati e consunti che barcollano nel cercarmi (testo tratto dallantologia Revolution) sui marciapiedi attoniti http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=809994 di un passato inestinguibile

Guardami, guardati siamo un corpo che cambia siamo le orme lasciate e siamo l'onda che le ha cancellate *** look at me, look at you we are a changing body we are the footprints left and we are the wave that erased them

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di Tino Di Cicco
Quanta diversit riesci a tollerare senza viverla come minaccia alla tua identit ? Quanta contraddizione puoi sop-portare senza perdere fiducia nella tua fede ? Segnali, sono i confini tra il materiale e lo spirituale in te. Perch sei tu a dare corpo al materiale; il distacco da te a dare spirito allo spirituale. E la capacit di reggere o meno le contraddizioni, misura luno e laltro. Pi divergenze luomo porta dentro s, pi coincide con la realt; e questa coincidenza non produce un risultato morale, ma genera la gioia. Perch sentimento della realt e quello della gioia, sono la stessa cosa: la gioia il sentimento della realt (S. Weil, Quaderni , vol. II pag. 204). Nella Grecia del periodo doro, Dioniso era il nome del dio capace di portare in s il massimo del contraddittorio. Dolorosa e gioiosa era la fedelt a quel dio; e intensa la vita. Allora Filolao poteva dire la pi bella armonia, massimo di separazione e di unit (S. Weil, Quaderni, vol. III, pag. 409) Ma noi abbiamo perso la consapevolezza della complessit, contraddittoriet, tragicit del reale, per arrenderci ad una lettura semplificata del mondo. Quella che ci ha fatto occultare il mistero e lassurdo della nostra exsistenza, per poter diventare diligenti e operosi manovali del PIL. Non conosciamo pi quel pi alto livello di esistenza che in altre epoche gli uomini chiamarono spirituale e divino. E non lo conosciamo pi anche perch non siamo pi in grado di reggere quello che ci contraddice. Ma senza questa esperienza, siamo orfani della principale possibilit per sperimentare la sfera del divino: la contraddizione, limpossibilit, il segno del soprannaturale (S.Weil, Quaderni, vol. IV pag. 155). Oppure ci che chiamiamo mondo sono i significati che noi leggiamo; dunque qualcosa che non reale. Ma esso ci afferra come dal di fuori; dunque reale. Perch voler risolvere questa contraddizione, quando il compito pi alto del pensiero, su questa terra, quello di definire e contemplare le contraddizioni insolubili che, come dice Platone, tirano verso lalto? (S. Weil Quaderni, vol. IV pag. 409). E non siamo pi in grado di reggere la contraddizione, perch la contraddizione contra-d-dice esclusivamente il nostro io; un io in-tronato dallOccidente sullaltare del massimo valore. Siamo legati allio, come un tempo luomo era legato al Dio, e non possiamo tollerare alcuna minaccia che contraddice il nostro io. Ogni esperienza che limita il nostro io ci sembra solo dolore; ma tutto ci che spinge con violenza... a guardare in faccia la contraddizione, un rimedio alla menzogna, rimedio sempre doloroso (S.Weil, Quaderni, vol. I pag. 339). Noi evitiamo la consapevolezza della contraddizione, perch sappiamo che quasi sempre essa apre le porte alla follia e allemarginazione, come hanno dovuto sperimentare Nietzsche, Holderlin e Simone Weil. Ma forse la loro follia pi la prova della nostra estraneit alla verit, che la testimonianza del loro fallimento. Nella Grecia di Sofocle, tutto il popolo ateniese fino a 40.000 persone partecipava religiosamente al rito della tragedia. Il tragico (che era fondamentalmente consapevolezza della solitudine e impotenza delluomo nelluniverso; consapevolezza delle enormi forze che lo contra-d-dicevano), era cultura popolare, e le relazioni tra gli uomini erano mediate da quella consapevolezza. Nella modernit c la presunzione che il tragico, il limite e il contraddittorio, appartengano al passato; quando ancora non cera la tecnologia ad accendere i nostri computer. E chi nella modernit costretto per onest ad esplorare la realt che ci contra-d-dice, dovr necessariamente subire lemarginazione e la follia. Eppure dovremmo sapere che solo accettando tutta la realt, anche quella che dolorosamente ci contraddice, noi possiamo evadere dal carcere della nostra piccola identit. C chi pensa che accettare quello che limita la nostra identit, quello che addolora la nostra volont, sia testimonianza di rassegnazione e impotenza. Pensano sia solo una debole 34 sottomissione al fatalismo. Non sanno che accettare il Fato, la contraddizione, il tragico, comporta il massimo confronto con la realt; comporta un lavoro quotidiano contro la finzione dellio; e un esercizio costante di attenzione; tutte esperienze inconciliabili con lidea di debolezza, rassegnazione e passivit. E vero che liberandoci dellio e della identit da esso generata, tendono ad azzerarsi anche le pretese della nostra volont; ma questa rinuncia a competere nel mercato degli uomini, nasce da un bisogno di fedelt a qualcosa di grande che noi sappiamo di essere e non essere; nasce dal bisogno di testimoniare la realt dellinvisibile; generata da una tensione costante per far esistere tra noi anche lamore che non c.

di Marco Cinque

Gli USA condannano le


ono stati lunico Paese al mondo a sperimentare il tragico effetto di ordigni nucleari sulle popolazioni civili, ma oltre questo gli Stati Uniti si sono anche macchiati di una lista interminabile di stragi e crimini contro lumanit, con un utilizzo indiscriminato e pianificato di armi chimiche e batteriologiche. - Iniziamo proprio dal genocidio casalingo contro le stesse popolazioni native americane, a cui vennero fornite coperte infette da batteri letali. - Poi si ricorda il Napalm con cui lesercito statunitense stermin, tra il 1944 e il 1945, centinaia di migliaia di civili giapponesi. - Nei primi anni 50, tra le stesse mura domestiche, venne sperimentato sulla popolazione povera e nera di St. Louis luso di solfuro di cadmio e di agenti radioattivi. - Nel 2004 gli Usa fecero uso di fosforo bianco contro civili iracheni. - In Iraq, soprattutto a Fallujah e nei Balcani, venne abbondantemente utilizzato uranio impoverito. - Durante il conflitto in Vietnam lesercito statunitense fece un uso spropositato del famigerato Agent Orange, oltre alluso di ben 20 milioni di galloni di sostanze chimiche altamente tossiche. A questo breve elenco manca ancora una sostanziosa serie di azioni criminose, dentro e fuori i propri confini, attraverso cui gli sceriffi planetari si sono lungamente contraddistinti. Al di l delle pesantissime responsabilit di Assad e dei suoi indifendibili crimini sulla popolazione civile siriana (anche qualora venissero accertati), non credo che gli Stati Uniti abbiano lautorit storica, politica, ma soprattutto morale, di decidere se un Paese sia da punire con unaggressione militare in caso di utilizzo di armi proibite dalla Convenzione di Ginevra. Riporto qui a seguire una poesia scritta da una delle reduci della guerra statunitense in Vietnam, Marilyn M. McMahon, tratta dallantologia SignorN.

la contraddizione

armi chimiche in Siria


SAPERE/CONOSCERE
(Le ricerche pi recenti indicano che la diossina la tossina pi potente mai studiata: servizio stampa, settembre 1987) Guardavo gli elicotteri che volavano piano, ora verso nord, ora verso sud lungo la valle del fiume Da Nang, lasciando alle spalle una scia di foschia grigia che sfaccettava il sole in arcobaleni opalescenti. Non mi chiedevo mai tutto quello che avrei dovuto sapere su ci che facevano. Ne conoscevo il nome: defoliante sapevo che quello spray avrebbe distrutto nascondigli di cecchini e guerriglieri in imboscata ma non riuscivo a chiedere: a quale prezzo? Ogni sera velivoli tornavano sul tramonto pieni di soldati tremanti di febbri della giungla: malaria, dengue, dissenteria. Li portavamo dritti alle docce rinfrescanti, spogliandoli delle loro divise bagnate incrostate di sudiciume gli facevamo scendere la febbre e li preparavamo per dormire. Non chiedevo da dove venivano, se loro o le divise che tenevo in mano fossero contaminate da quella foschia se il defoliante gli avesse salvato la vita. Non sapevo chiedere. Seppi una parte del prezzo quando nove altre donne che avevano guardato gli elicotteri e visto la foschia parlarono dei loro bambini: i difetti del cuore di Jason, e di Amy e di Rachel e di Timothy. I problemi agli occhi di Mary. Gli interventi multipli per curare e aggiustare gli organi intestinali di John e Kathleen e del piccolo John. Quanto si sentirono fortunati quando uno dei figli nacque sano. Intero. 36 Quanto piansero dopo gli aborti spontanei. [] Il loro dolore, la loro impotenza la loro furia quando Marianne mor di leucemia a 2 anni e Michelle spir di cancro a 2 e mezzo. La loro paura per quel che poteva ancora accadere. Seppi di pi quando vidi festeggiare il quarantesimo anniversario del matrimonio dei miei genitori, quattro figli, tre nipoti seduti al banco in chiesa. E seppi quel non avrei mai voluto sapere, ci che i veleni e le mie paure hanno rimosso dalla mia coscienza. Concepire, portare un bambino, il grembo che si gonfia, i miei seni. Il dolore delle doglie. Far uscire da questo corpo una nuova vita. Scelgo di non sapere se i miei ovuli sono deformi e avvizziti come gli alberi lungo il fiume. Se ci sono cecchini nascosti nelle eliche del mio DNA. Marilyn M. McMahon

Marilyn McMahon ha ricevuto ordini di andare in Vietnam mentre lavorava come infermiera in un ospedale militare di Philadelphia, che ospitava reduci del Vietnam con amputazioni o gravi ferite. Lei stessa racconta la sua felicit di partire come una sconnessione totale, come se il semplice fatto di essere infermiera per lei cambiasse la gravit della natura della guerra. Invece la sua esperienza lha lasciata traumatizzata come tante altre donne arruolate. Nel 1986, dopo aver seguito un corso di scrittura creativa, ha cominciato a produrre raccolte di poesie, alcune delle quali sono state ospitate in Visions of War, Dreams of Peace, la prima antologia di versi di veterani composta esclusivamente da testi scritti da donne. Oggi vive a Seattle dove ha lavorato come infermiera.

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GLI ANGELI
Gli uomini sono costretti dal loro carattere ad abbaiare luno contro laltro: come i cani. Pensano di realizzarsi con la forza delle mandibole e la violenza dei canini. Ma quando qualcuno toccato dalla consapevolezza che il carattere degli uomini non deciso dalla volont degli uomini, piano piano ci si libera dal bisogno di gareggiare con gli uomini, per aprirsi alla purezza. Puro ci che sottratto alla forza III 142; e si rinuncia alla forza non per debolezza, ma per aver scoperto un tesoro che la forza non ci potr mai dare. E impossibile spiegare ad una pianta o ad una pietra la tenerezza dellamore; ancora pi difficile spiegare ad un uomo corrotto dalla razionalit della forza, la bellezza dellattesa, della pazienza , dellaccettazione. Il falso Dio muta la sofferenza in violenza, il vero Dio muta la violenza in sofferenza III 207. Quando si scopre lordito entro il quale prigioniero luomo, non si giudica pi nessuno; non per moralit o per timore, ma per aver capito che nessuno responsabile del carattere che ha. Noi siamo stati calati nella nostra natura come dentro un vestito che non abbiamo scelto noi. E se noi non abbiamo scelto il nostro vestito, neanche gli altri hanno scelto il loro. Noi dobbiamo agli uomini la nostra attenzione, non il nostro giudizio. San Francesco nasce da questa consapevolezza, ed anche Ges di Nazareth; lo ha intuito Simone Weil e Holderlin; i mistici dellIslam e quelli devoti a Buddha. Lo sanno i maestri zen e gli induisti. Lo sanno tutti gli uomini schiacciati senza colpa da una colpa nata per loro molto prima di loro. Noi accusiamo gli altri quando non sappiamo come gestire un dolore: soffro, qualcuno deve essere colpevole (F. Nietzsche), e la menzogna accreditata come verit ci semplifica la vita. Ma neanche la menzogna colpa del mentitore, se la sua vera colpa quella di non essere in grado di reggere un diverso peso di verit. Solo la pazienza ci aiuta a non trasformare la sofferenza in un crimine III 361; ma per essere agiti da questa pazienza, occorre aver conosciuto lamore trascendente, quel sentimento che accende gli uomini per quello che non c, e li rende gioiosi per tutto quello che c. Noi siamo animali da peso, siamo oppressi dalla gravit, e misuriamo il nostro valore con la forza e la violenza; gli angeli indicano un altro percorso: pi leggero, pi debole, quasi inutile, e perci pi puro: il bene assolutamente puro deve essere reale e inefficace III 89 Dovremmo saper convivere con la leggerezza degli angeli, ma questa leggerezza sembra essere un peso insopportabile per gli uomini. Si diventa leggeri per troppa profondit, per aver vissuto intensamente la nostra tragica condizione, e per essersi cos liberati della paura della morte. Ma normalmente gli uomini hanno timore a seguire questo doloroso percorso; si fermano perci prima, e la paura della morte li condiziona pesantemente. Li condiziona illudendoli di essere qualcosa, qualcuno; di avere un peso nella societ e nelluniverso, e restano cos prigionieri della gravit. Langelo silenzio molto pi che parole; tristezza senza pi rancore; gioia al di l del piacere; langelo ignora la forza, conosce solo lamore. Noi invece pensiamo che utilizzare la forza sia la prova del nostro carattere, del nostro valore, mentre la purezza assoluta consiste nellassenza di qualsiasi contatto con la forza (III 195) Luomo insicuro, per questo cerca di occupare lesistente; langelo ha fede nellinvisibile, per questo pu rinunciare anche a se stesso. Ogni persona che rinuncia sentirsi il centro di gravit del mondo un angelo; perch la 38 persona pu rinunciare alla sua falsa onnipotenza, solo se stata toccata dalla consapevolezza che il vero bene trascendente. E cercando, inseguendo, amando il trascendente, possono spuntare anche a noi, senza merito alcuno, le ali.

di Tino Di Cicco

di Luisa Barbieri

la comunicazione e la memoria sociale nei Delfini, definibili persone non-umane


Secondo uno studio condotto da Jason N.Bruck (Department of Comparative Human Development, Institute for Mind and Biology, University of Chicago) pubblicato nellagosto 13 su Proceedings of the Royal Society, i delfini sono animali altamente socievoli e socializzanti; la ricerca ha evidenziato la capacit comunicativa espressa da questi mammiferi che usano fischi a specifica valenza. Lo studio stato condotto in giardini zoologici ed acquari, come il parco Dolphin Quest Bermuda, ma molto probabile che le abilit comunicative riscontrate esistano anche negli animali liberi. Si ipotizza addirittura che i mammiferi, sottratti alle cure umane, possano ulteriormente sviluppare tali caratteristiche. Le capacit comunicative sembrano associate ad una memoria sociale a lungo termine difficilmente riscontrabile negli animali non umani. La memoria sociale a lungo termine da considerarsi importante, in quanto come un test ecologicamente rilevante la capacit cognitiva, ci aiuta a capire quanto le relazioni sociali siano ricordate e fa riferimento a due discipline apparentemente separate: la cognizione e la socialit. Nonostante le enormi difficolt metodologiche sarebbe interessate focalizzare lo studio sugli animali in libert, a confermare lipotesi che ha preso avvio da questo studio in cattivit, che i ricordi sociali nei delfini si cementano e durano per tutta la loro vita. Lo studio della memoria a lungo termine negli animali assume particolare significato se se ne valuta la resilienza, ossia la capacit di affrontare le avversit della vita superandole ed uscendone rinforzati se non trasformati positivamente, oltre ad offrire la possibilit di valutare se i ricordi sociali incidono di pi sul cambiamento che non i ricordi non legati alla socialit. Per i delfini questo tipo di memor i a poza a seconda della profondit dellacqua e della frequenza del fischio. Il dott. Bruck ha registrato i fischi dei delfini riuscendo a distinguerne e a definirne la tipologia e il loro ipotetico significato. riosservati in mare aperto i delfini entrano ed escono dai gruppi pi volte e questa capacit relazionale la si potrebbe correlare con un incremento delle capacit mnemoniche, ma anche con una sfaccettatura della mente che potrebbe essere evoluta per altre ragioni. Fermo restando il fatto, oramai assodato, che le capacit cognitive sono ben sviluppate, lipotesi di evoluzione adattativa avrebbe bisogno di approfondimenti scientifici che comprendessero diverse popolazioni in stato di libert, studiate per almeno una ventina danni. Unaltra domanda aperta riguarda il significato che quel fischio assume nella mente del delfino. Noi non possiamo che fare riferimento al nostro apparato cognitivo e conseguentemente il fischio dovrebbe essere decodificato con un nome, quindi con unimmagine specifica, riferibile a quella persona, finora nessuno stato in grado di capire se la stessa reazione cognitiva prende forma nella mente di un delfino. Tra gli obiettivi che si pone il dott Bruck vi proprio quello di capire se la chiamata evoca una rappresentazione, unimmagine mentale di quello specifico individuo cui indirizzata; chiss che proprio dai delfini noi umani non riuscissimo ad imparare quel qualcosa che potesse permetterci lo sviluppo di una migliore capacit relazionale, visto come la nostra razza, invece, seppur capace di usare simboli sonori ad esprimere i pensieri, abbia perso, o forse mai acquisito, labilit di vivere in gruppo senza farsi reciprocamente del male cadendo preda di fraintendimenti comunicativi.

Nellangelo arrivano tutte le contraddizioni, ma non si contraddicono pi; arriva tutta la violenza degli uomini, ma non ferisce pi nessuno : a quelli che in nessun caso farebbero del male, non possibile farne IV 86 Pi luomo si percepisce come il centro delluniverso, pi costretto a vivere come male ogni cosa che limita questa idolatrica presunzione. Pi luomo si avvicina alla consapevolezza della sua irrilevanza, della sua nullit, pi crescono le ali per langelo. E quando langelo toccato da quelle interferen-

ze che gli uomini chiamano male, lui non capisce e non soffre: per poter essere perfettamente giusti, si deve poter subire lingiustizia senza ricevere alcun male III 364 Gli angeli non hanno patria, sono solitari, si muovono in silenzio, aprono ad altri mondi con la loro sola presenza. Segnano sentieri ignorati da tutti, e che pure sarebbero la salvezza per tutti. Sono discreti, miti come la luna; ma gli uomini si voltano solo ai rumori , per questo dicono che gli angeli non esistono. Noi non abbiamo pi consapevolezza che il reale trascendente, per questo non vediamo pi gli angeli; gli angeli non hanno n volont, n carattere, n identit, per questo non soffrono il male. Hanno troppo pudore gli angeli per rendersi visibili; troppa discrezione per farsi udibili, troppo puro il loro amore per manifestarsi tra gli uomini. Langelo un pensiero in volo verso dio; un dio che non ha bisogno delladulazione degli uomini per sapersi dio. Chi per fortuna riesce a sentire langelo, continuer a vedere il male, ma non potr giudicare il mal-fattore diversamente da come giudicherebbe s. Vedr con pi cuore la bellezza del creato, perch non sar pi assillato dalla presunzione di esserne il signore. Langelo ci rende miti, pazienti, umili; perch le armi degli uomini consentono di vincere sugli uomini, ma gli angeli cercano dio.

trebbe aiutare a valutare le minacce sociali e le potenziali alleanze sociali a salvaguardia del singolo, quale parte di un gruppo. Recentemente si accertato che ogni delfino sviluppa un unico fischio, quasi una firma, che lo definisce nella sua individualit. Si visto che possono imparare e ripetere fischi-firme appartenenti ad altri individui, e a rispondere quando un altro delfino imita il suo invito. Un delfino emette il suo fischio firma a trasmettere la sua identit e ad annunciare la sua presenza, permettendo lidentificazione reciproca con altri simili su lunghe distanze e a riconoscersi lun laltro, ad unirsi con laltro. I fischi possono essere rilevati fino a 20 km di distan-

uscito ad identificare la capacit di riconoscimento reciproco tra animali che avevano vissuto insieme nel passato, evidenziandone la memoria sociale. I delfini mostravano di riconoscere i loro vecchi compagni, anche esemplari che non si incontravano da decenni, attraverso lo scambio di fischi che il dott Bruck ha comparato con quelli che invece venivano scambiati con sconosciuti. La reazione era immediata se i richiami provenivano da componenti lo stesso nucleo famigliare. Non chiaro il motivo per il quale la memoria sociale persista cos a lungo, certo che questi mammiferi acquatici hanno mostrato una sofisticata capacit di relazione sociale. Se

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note di approfondimento: Decades-long social memory in bottlenose dolphin - Jason N. Bruck Department of Comparative Human Development, Institute for Mind and Biology, University of Chicago - Proceedings of the Royal Society published 7 August '13 - http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/280/1768/20131726.full. pdf#page=1&view=FitH Jason Bruck, Ph. D. - Research Fellow , Institute for Mind and Biology: University of Chicago Chicago, Illinois, United States - http://www.mendeley.com/profiles/jason-bruck/ - http://www.imata.org/uploads/abstracts/20100804_105826_JasonBruck.pdf Dolphins keep lifelong social memories, longest in a non-human species - http://news.uchicago.edu/article/2013/08/06/dolphins-keep-lifelong-socialmemories-longest-non-human-species Dolphin Quest Bermuda http://www.dolphinquest.com/index.php/bermuda_experience

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di Andrea Quercioli
Succede sempre cos. E sempre ti coglie di sorpresa anche se un processo graduale. Ieri declamavi le tabelline, magari accennando un patetico passo di danza per renderle pi allegre. Oggi non ti avvicini nemmeno a quel labirinto di formule misteriosamente piene di x e di y. Ieri rispondevi a tanti perch sopperendo con la fantasia alla mancanza di cognizioni Oggi spesso sei tu che ti chiedi dei perch e, a volte, non c esperienza o conoscenza che ti riescono a dare una risposta soddisfacente. Ieri le facevi vedere il mondo in velocit sullapposito seggiolino della tua bicicletta. Oggi attacchi la P sulla macchina. Lhai fatta con il computer o con il pennarello o hai lasciato che se la sbrigasse lei sorvegliando, discreto, le operazioni, e ora guardi quella P attaccata con il nastro adesivo sul lunotto notando come per la prima volta quel vetro rifletta le tue nuove rughe, la pancetta, qualche capello in meno. Quella P che per te vuol dire procrastinare un viaggio, una nuova lavatrice, un progetto qualsiasi, piacevole ma non opportuno visto la spesa che stai affrontando e che dovrai affrontare in seguito. Releghi in un angolo della mente lo scenario del mantenimento di una nuova auto e ti trovi in un flash back tornando ad avere il vecchio ruolo di punto di riferimento e di aiuto. Recuperi la vecchia sicurezza di quando recitavi i 7 re di Roma affrontando i quiz, ma si tratta di una cosa momentanea quando, con incredulit, scopri che ne hai sbagliato una caterva e che non regge la scusa che forse c un errore di stampa. Tenti il recupero con le lezioni di guida ma scopri ben presto che non come quando le correvi dietro, curvo su una schiena pi flessibile reggendo il sellino della bicicletta prima di lasciarla andare. Intanto c la questione del mezzo. Quello dellautoscuola sempre pi morbido, silenzioso, facilmente guidabile e allora cerchi di mitigare il senso di colpa per la frizione dura o la prima che entra solo con un colpo di kung fu e che non hai mai fatto mettere a posto con un: se impari a guidare questa, non ti fa pi paura nessuna altra macchina. Soprattutto la macchina della scuola guida ha i doppi comandi mentre questa no. Ed la tua, che non hai mai prestato a nessuno e che se si graffia o ammacca devi riparare di tasca tua. A questo aggiungici che la prospettiva della strada vista dal sedile del passeggero diversa e ogni cassonetto, lampione o vettura parcheggiata ti evoca scenari di carrozzai, bonus malus che scattano, carri attrezzi. Ma 41 reprimi tutto questo per non trasmettere ansia come reprimi il desiderio di strage verso la macchina che usa il clacson impaziente dei 30 allora a cui stai marciando o che vi supera nonostante che la freccia a sinistra sia stata messa abbondantemente per tempo. Con voce falsamente tranquilla consigli di accelerare un pochino non troppo, di guardare bene gli specchietti, di non incrociare le braccia. Disposizioni che a volte vengono ribattute con un Ma listruttore mi ha detto che oppure (peggio ancora): Ma tu quando guidi (non) fai cos ! E si fanno kilometri e kilometri al sabato pomeriggio o alla domenica mattina in quella zona industriale fuori mano, con il serbatoio che si svuota per un parcheggio. Si incrociano altre macchine, tutte con la P sul vetro, tutte con un uomo al posto del passeggero e una ragazza al volante. Macchine che escono timide da strade laterali o che le infilano con velocit da processione di paese, che sgasano o che si spengono durante un parcheggio a pettine, che percorrono centinaia di metri di strada larga e libera tutta in seconda. Ogni tanto, durante una inversione , ci si incrocia casualmente. E allora le ragazze alla guida si guardano e ridono silenziosamente, solidali e complici. Allora pensi al parcheggio che ha fatto cos a filo del marciapiede come a te non riesce mai, cos ordinato come non sono mai stai i suoi libri. Pensi alla sua prima bicicletta e sperando che non ti venga da cercare lesaminatore di guida per picchiarlo in caso di bocciatura, ti viene distinto di prenderle la mano e di accarezzarla. Con la scusa che deve cambiare marcia.
Un modo semplice per scoprire Bologna e la sua gente. Una guida che oltre a descrivere i monumenti pi importanti, ti far conoscere la storia della citt, i magnifici segreti delle botteghe storiche, labilit dei suoi artigiani, attraverso percorsi, racconti ed eventi dedicati al made in Bo. https://play.google.com/store/ apps/details?id=CNAApp.Android ht t p s : / / it u n e s . app l e . c om / it/app/bolognaccoglie/ id567883634?mt=8 Il Collegio di Spagna un collegio universitario per studenti spagnoli presso lUniversit di Bologna, certamente il pi famoso tra i ventiquattro fondati fra il XIII ed il XVII secolo. Il collegio fu voluto dal cardinale Egidio Albornoz (1310-1367) e costruito fra il 1365 ed il 1367 grazie al suo lascito testamentario (29 settembre 1364). Il collegio fu preso a modello per i collegi dellUniversit di Salamanca (ad esempio il Colegio Viejo, 1401) e per altre universit spagnole fra il XV ed il XVI secolo [1]. Fra gli studenti di rilievo che il collegio ha ospitato vi sono Antonio de Nebrija, Ignazio di Loyola, Pietro dArbus e Miguel Cervantes[2]. Nel 1530 vi fu ospitato Carlo V dAsburgo per quattro mesi, in occasione della sua incoronazione a imperatore (avvenuta nella basilica di San Petronio). (tratto da wikipedia)

Bologna

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SETTEMBRE/DICEMBRE 2013

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