Sei sulla pagina 1di 2

Incidenti stradali e bambini.

Pi della met senza cinture


Nel 2009 cinquantasette bimbi hanno perso la vita per un incidente stradale, pi della met viaggiava senza seggiolino. All'Emilia Romagna il record negativo. I pi colpiti sono i piccoli fino a cinque anni. Segue la fascia da 6 a 10 annidi FEDERICO PESCE L'escalation dei dati che normalmente l'Asaps, associazione amici polizia stradale, ci invia per metterci al corrente del triste fenomeno della mortalit in auto arrivata questa mattina al gradino pi basso della vergogna. Sono dati che non riguardano pi il mondo dei grandi, di tutti noi che decidiamo liberamente di prendere l'automobile e di osservare o meno le regole a nostro rischio e pericolo. Riguardano il mondo dei bambini, "in mano" agli adulti in tutto e per tutto: dall'appagamento dei loro bisogni pi primari alle prime scelte sul tipo di formazione e futuro che desideriamo essi abbiano. Fino alla decisione, sempre nostra e libera, se agganciare loro la cintura di sicurezza o farli sedere sui seggiolini quando li portiamo a scuola o altrove. Rispettando cio le regole. I numeri forniti dall'Osservatorio "Il Centauro" sono infatti preoccupanti. "Nel 2009 sono stati monitorati 181 episodi spiegano all'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale - nei quali sono morti cinquantasette bambini da 0 a 13 anni, mentre 177 sono rimasti feriti pi o meno gravemente. Di questi 181 episodi 118, ossia il 65,2 per cento, sono avvenuti in citt, 34 su statali e provinciali (18,8%) e 21 in autostrada (11,6%). In 12 episodi "l'adulto" risultava in stato di ebbrezza per alcol o droghe varie, e addirittura in 28 eventi i bimbi sono morti per mano di un pirata della strada". A ci va aggiunto l'ultimo dato, il peggiore: 38 di questi 57 bambini viaggiavano appunto senza cintura e seggiolino. I pi colpiti sono i piccoli fino a cinque anni (25 morti e 71 feriti). Segue la fascia da 6 a 10 anni (19 morti e 48 feriti) e infine il segmento 11-13 anni (con 13 morti e 35 feriti). La maglia nera va all'Emilia Romagna con 33 episodi. Segue la Lombardia a quota 22, la Toscana con 19, la Sicilia con 17, il Lazio con 13, la Liguria e la Puglia infine con dodici. "Non possibile fare un raffronto esatto con il 2008 - conclude l'Associazione - in quanto l'Osservatorio degli incidenti ai bambini stato attivato solo a luglio di quell'anno, dopo che l'Asaps aveva organizzato un convegno sulla Sicurezza dei bambini in auto e sulla strada...".

Il libro questo sconosciuto. L'Italia tra gli ultimi nella Ue


Particolare attenzione per i giovani e i giovanissimi che risultano non lettori per il 45%di CLAUDIO GERINO
ROMA - Il libro questo sconosciuto. Almeno in Italia. I lettori, infatti, sono solo il 38 % sul totale della popolazione di et superiore ai 14 anni, ma solo il 10 % si possono definire "abituali". Lo strano che, invece, il mercato dei libri nel Belpaese si presenta, tutto sommato, solido, con un fatturato complessivo di oltre 5 miliardi di euro, anche se in flessione rispetto agli anni precedenti. Del resto l'Italia, tra i 25 paesi dell'Unione Europea, si collocava nel 2006 solo al diciannovesimo posto, superando di poco la Spagna, la Romania, la Grecia e la Bulgaria. Oggi, con quel 38 % scarso, potrebbe anche essere stata scavalcata da tutti i paesi tranne il Portogallo. I dati sono forniti dall'AIE, l'Associazione Italiana Editori e sono impietosi. Elaborando i dati Istat del 2009, infatti, l'associazione rileva che, nel 2009 il 45,1 % degli italiani di et superiore ai 6 anni ha letto almeno un libro non scolastico (25 milioni e mezzo). Ma la fascia dei lettori saltuari (da 1 a 11 libri l'anno) consistente: quasi 22 milioni di persone sopra i sei anni d'et. Chi legge pi di 12 libri l'anno, infine, rappresenta solo il 6,9 % (3 milioni e 900 mila). Anche l'area geografica importante al fine delle statistiche di lettura: il nord Italia vede una prevalenza di lettori sulla popolazione (52,2 %), seguita dal Centro (47,4 %) e, ben distaccata, il Sud e le Isole (31,6 %). Le prime cinque regioni italiane che leggono di pi, naturalmente, si collocano al nord (Trentino Altro Adige col 57,5 %, Friuli Venezia Giulia col 56,5 %, Valle d'Aosta col 53,8 %, Lombardia col 53,5 %, Liguria, col 51,3 % e Piemonte col 50,6 %). Fanalino di coda la Sicilia, invece (29,1 %), superata dalla Campania (29,4 %), dalla Puglia (29,9 %), dalla Calabria (31,4 %) e dalla Basilicata (34,3 %). Un altro dato significativo la spesa media mensile per abitante in libri: appena 4,90 Euro che scende per i bambini da 0 a 14 anni ad 1,48 euro. Eppure, piccoli segnali positivi si stanno delineando: rispetto al 2007 e al 2008 c' stata una crescita, sia pur minima (1%) dei lettori, arrivati a 25 milioni complessivi. Indubbiamente, a rendere ancora pi difficile la propensione alla lettura c' il fatto che la spesa per acquisto di libri da parte delle bibilioteche pubbliche scesa dai 65,5 milioni di euro del 2005 ai 48 milioni di euro del 2008 e che ci sono ancora 691 comuni con pi di 10 mila abitanti totalmente privi di emeroteche aperte alla popolazione, lasciando senza questo strumento il 21,3 % della popolazione italiana (quasi 13 milioni di persone). Ci sono per biblioteche d'eccellenza che hanno a disposizione oltre 10 mila volumi (3902), mentre le librerie private aperte al pubblico sono 2774. A snobbare il libro sono soprattutto i giovani: il 45 % di loro in et dai 6 ai 19 anni non ne legge neanche uno al di fuori di quelli scolastici. Se si "sgranano" questi dati per et, poi, si evidenzia un fattore ancora pi preoccupante: a formare la fascia pi consistente di "non lettori" sono i ragazzi tra i 6 e i 17 anni (29 milioni e 400 mila). Ed per questi motivi che nato il "Centro per il Libro e la Lettura", su iniziativa dell'AIE e del governo. L'obiettivo del Centro quello di far riavvicinare o avvicinare per la prima volta al libro un numero sempre crescente di italiani, con il proposito di incrementare i lettori del 50 % nei prossimi dieci anni. Sette i programmi annunciati dall'Associazione: dal giorno in cui tutti saranno invitati a regalare un libro a coloro cui si vuol bene, alla donazione di testi di buona qualit che gli editori eliminano per arrivare a un appuntamento annuale di studio e confronto sul futuro del libro. Il primo programma prevede di costruire un modello di promozione della lettura su scala provinciale applicabile successivamente a tutto il territorio nazionale. Il secondo mira a dare al libro un valore socialmente apprezzabile e prevede di donare gratuitamente libri di buona qualit, che gli editori eliminano, alle situazioni pi svantaggiate. Il terzo programma prevede una campagna di comunicazione, concentrata in una settimana che, in collaborazione con Aie (Associazione Italiana Editori), culminer nella giornata di domenica 23 maggio, dove tutti saranno invitati a regalare un libro a coloro cui si vuol bene. I programmi 4 e 5 sono stati delineati per promuovere la cultura del libro puntando a dare agli autori e alle opere italiane la presenza internazionale che oggi non hanno e di fare dell'Italia la sede internazionalmente riconosciuta di riflessione approfondita e di elaborazione sulla cultura del libro. In questo senso si organizzer un appuntamento annuale di studio sui temi di frontiera, sull'evoluzione e sul futuro del libro. L'ipotesi della sede Torino, in futuro alla Reggia di Moncalieri, nel mese di ottobre. Infine, gli ultimi due programmi: rilevazione Nielsen per poter costituire un'unica autorevole fonte di dati sul mondo dei libri e far diventare il Centro un punto di riferimento per rappresentare gli interessi del mondo dei libri nelle sedi istituzionali.

Potrebbero piacerti anche