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L'AZIONE SISMICA

Il sisma un processo estremamente complesso caratterizzato


dalla propagazione tridimensionale nel suolo di onde, dovute
principalmente ad un rilascio improvviso di energia legato a
fenomeni di frattura o movimenti lungo faglie gi esistenti
nella crosta terrestre.
Per progettare un edificio antisismico necessario conoscere
il movimento del terreno indotto dal terremoto in prossimit
dell'edificio: in genere gli accelerogrammi in tre direzioni
perpendicolari.

Essendo per il sisma un processo stocastico, dipendente da


variabili aleatorie nello spazio e nel tempo, possibile
stabilire il terremoto di progetto solo in termini statistici: cio
si deve fare riferimento ad un terremoto che ha una certa
probabilit di accadimento in un dato intervallo di tempo.

La definizione del terremoto di progetto non cosa semplice.


Tutti gli accelerogrammi registrati presentano caratteri e
forma molto diversi tra loro sia per andamento, sia per durata,
nonch per i valori dei picchi massimi.

Nella progettazione strutturale non interessano tanto le


caratteristiche (intensit, magnitudo, massima accelerazione,
o durata) dellevento sismico, bens gli effetti che il terremoto
produce sulle strutture.
Uno stesso terremoto, infatti, pu causare effetti molto diversi
su strutture aventi rigidezze molto diversificate, o su strutture
simili ma fondate su terreni con caratteristiche fortemente
dissimili, rocciosi o alluvionali ad esempio.
Infatti, gli effetti di un terremoto su una struttura sono
connessi con il contenuto in energia del terremoto alle varie
frequenze e i valori delle frequenze proprie della struttura.

In pi, spesso non interessa conoscere per intero la storia


temporale del moto della struttura, ma sufficiente conoscere
i valori massimi della risposta in termini di spostamento o
velocit relative o di accelerazione assoluta.
Per questo, una rappresentazione molto efficace della azione
sismica di progetto costituita dallo spettro di risposta
elastico di riferimento per la zona di costruzione.
Assegnata la funzione che rappresenta laccelerogramma
sismico xG t , mediante lintegrale di Duhamel possibile
risolvere (numericamente) lequazione di equilibrio dinamico
relativa ad un sistema ad un grado di libert, avente assegnate
caratteristiche e , e da queste ottenere esattamente i valori
massimi delle risposte.

oscillatore semplice
x(t)
m

spettro di un accelerogramma sismico

k, c

|x(t)|max
..
xG(t)

moto sismico alla base


T1

xG(t)

T3

T4

t
T1

risposta strutturale
|x (t)|max
x (t)

T2

T2

T3

T4

Tale operazione, eseguita facendo variare le caratteristiche


e , in modo da esplorare il campo che interessa le strutture,
fornisce in termini numerici le funzioni S d , , Sv , e S a ,
che rappresentano le risposte massime, per e assegnati,
rispettivamente in termini di spostamento e velocit
relativi, e di accelerazione assoluta.
Sono questi gli spettri di risposta elastici in cui il terremoto
viene analizzato direttamente dal punto di vista degli effetti
massimi che questo produce sulle strutture.

Lo spettro di risposta elastico in termini di accelerazione parte


sempre per T=0 da un valore pari alla massima accelerazione al suolo
ag, indicata anche con la sigla PGA peak ground acceleration.
Infatti al valore nullo di T corrisponde un sistema infinitamente
rigido dinamicamente, per il quale il moto relativo x(t) della massa m
rispetto al suolo rigorosamente nullo; di conseguenza la massima
accelerazione assoluta del sistema coincide con quella del suolo.

accelerogramma di Tolmezzo, Friuli, 1976

Landamento tipico dello spettro di risposta in accelerazione


presenta nel tratto iniziale forti amplificazioni dellaccelerazione
spettrale rispetto a quella del suolo.
Si tratta del fenomeno meccanico della risonanza, che avviene
quando il periodo della forzante simile a quello proprio del
sistema strutturale.
spettro di Fourier
dell'accelerazione

spettro di risposta elastico


in termini di accelerazione

Il moto del suolo, pur non essendo periodico pu essere


scomposto in componenti armoniche, ciascuna di diversa
ampiezza.
In genere per i terreni compatti sono particolarmente importanti le
componenti di basso periodo e queste danno luogo
allamplificazione citata.
Si rileva inoltre che lo spettro relativo ad un accelerogramma si
presenta fortemente frastagliato, in quanto la risposta di oscillatori
semplici aventi periodi prossimi pu essere anche notevolmente
diversa.

Per i sistemi privi di smorzamento lamplificazione pu assumere


valori grandissimi, ma per i valori di smorzamento comuni nelle
strutture reali, tale amplificazione di circa 2 o 3 volte.
Al termine del tratto a campana landamento dello spettro si presenta
decrescente, fino a tendere a valori praticamente nulli dellaccelerazione spettrale per sistemi con periodo T molto elevato.
In termini fisici questo
significa che i sistemi
dinamicamente molto
deformabili non
risentono in maniera
apprezzabile degli effetti
del moto del suolo.
spettri di risposta elastica in termini di accelerazione,
per diversi valori dello smorzamento: accelerogramma
di Tolmezzo, Friuli, 1976

Ai fini progettuali occorrerebbe prevedere gli spettri relativi


ai sismi che potranno cimentare in futuro la struttura.
Ci viene fatto analizzando statisticamente per ciascun sito
le registrazioni storiche e facendo un inviluppo dei loro
spettri.
Il risultato uno spettro convenzionale di forma regolare.

spettri di risposta in
accelerazione normalizzati

spettro di risposta in accelerazione


normalizzato medio

forma di spettro di risposta in


accelerazione

DEFINIZIONE DELL'AZIONE SISMICA (NTC 2008)


Nell'attuale normativa italiana, le azioni sismiche di progetto, in
base alle quali valutare il rispetto dei diversi stati limite, si
definiscono a partire dalla "pericolosit sismica di base" del sito di
costruzione.
La pericolosit sismica definita in termini di:
accelerazione orizzontale massima attesa ag in condizioni di
campo libero su sito di riferimento rigido con superficie
topografica orizzontale (categoria A)
ordinate dello spettro di risposta elastico in accelerazione
Se(T),
(T) con riferimento a prefissate probabilit di eccedenza PVR
nel periodo di riferimento VR.
In alternativa ammesso l'uso di accelerogrammi, purch
correttamente commisurati alla pericolosit sismica del sito.

Periodo di riferimento VR
VR VN CU
VN Vita nominale
CU coefficiente d'uso, basato sulla classe d'uso
Classi d'uso
Classe I: Costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli.
Classe II: Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti
pericolosi per lambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali. ...
Classe III: Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie
con attivit pericolose per lambiente. ...
Classe IV: Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti,...
Industrie con attivit particolarmente pericolose per lambiente. ...

Es 1:

Es 2:

civile abitazione

ospedale

VN = 50 anni

VN = 50 anni

classe d'uso II

classe d'uso IV

CU = 1,0

CU = 2,0

VR = 50 anni

VR = 100 anni

La determinazione della VR permette di


ottemperare al 3 requisito: dotare di un
livello di protezione differenziato le
costruzioni, a seconda della gravit delle
conseguenze che il danneggiamento a
seguito di un evento sismico potrebbe
provocare.

Stati limite e relative probabilit di superamento PVR


Nei confronti delle azioni sismiche gli stati limite, sia di esercizio che ultimi, sono
individuati riferendosi alle prestazioni della costruzione nel suo complesso,
includendo gli elementi strutturali, quelli non strutturali e gli impianti.
Gli stati limite di esercizio sono:
- Stato Limite di Operativit (SLO): a seguito del terremoto la costruzione nel
suo complesso, includendo gli elementi strutturali, quelli non strutturali, le
apparecchiature rilevanti alla sua funzione, non deve subire danni ed interruzioni
d'uso significativi;
- Stato Limite di Danno (SLD): a seguito del terremoto la costruzione nel suo
complesso, includendo gli elementi strutturali, quelli non strutturali, le
apparecchiature rilevanti alla sua funzione, subisce danni tali da non mettere a
rischio gli utenti e da non compromettere significativamente la capacit di
resistenza e di rigidezza nei confronti delle azioni verticali ed orizzontali,
mantenendosi immediatamente utilizzabile pur nellinterruzione duso di parte
delle apparecchiature.

Gli stati limite ultimi sono:


- Stato Limite di salvaguardia della Vita (SLV): a seguito del terremoto la
costruzione subisce rotture e crolli dei componenti non strutturali ed
impiantistici e significativi danni dei componenti strutturali cui si associa una
perdita significativa di rigidezza nei confronti delle azioni orizzontali; la
costruzione conserva invece una parte della resistenza e rigidezza per azioni
verticali e un margine di sicurezza nei confronti del collasso per azioni
sismiche orizzontali;
- Stato Limite di prevenzione del Collasso (SLC): a seguito del terremoto la
costruzione subisce gravi rotture e crolli dei componenti non strutturali ed
impiantistici e danni molto gravi dei componenti strutturali; la costruzione
conserva ancora un margine di sicurezza per azioni verticali ed un esiguo
margine di sicurezza nei confronti del collasso per azioni orizzontali.

Probabilit di superamento nel periodo di riferimento P VR , cui riferirsi per


individuare lazione sismica agente in ciascuno degli stati limite considerati:

Periodo di ritorno TR
VR
TR
ln 1 PVR

TR VR

PVR

(*)

(**)

(*) distribuz. esponenziale


(**) distribuz. geometrica

Es 1:

Es 2:

civile abitazione

ospedale

VR = 50 anni

VR = 100 anni

SLO

TR = 30 anni

SLO

TR = 60 anni

SLD

TR = 50 anni

SLD

TR = 100 anni

SLV

TR = 475 anni

SLV

TR = 950 anni

SLC

TR = 975 anni

SLC

TR = 1950 anni

Spettro di risposta
Lo spettro di risposta definito, per ciascuna PVR (o TR), a
partire dai valori dei seguenti parametri, validi per sito di
riferimento rigido orizzontale:
ag

accelerazione orizzontale massima al sito

FO

valore massimo del fattore di amplificazione dello


spettro in accelerazione orizzontale

TC* periodo di inizio del tratto a velocit costante dello


spettro in accelerazione orizzontale.
I valori dei parametri sono forniti dalla norma, per tutti i siti
considerati (v. Tabella parametri spettrali.xls).

Esempio:
Lucca
Longitudine 1029'41"64 E = 10,4949
Latitudine 4351'39"60 N = 43,861

i dati evidenziati sono quelli da prendere in considerazione per la civile


abitazione

In base alle tabelle dei parametri spettrali, per trattare pi


agevolmente i problemi di gestione del territorio, ogni Regione
pu stabilire l'appartenenza di ogni comune o parte di esso ad
una delle quattro zone sismiche.
Il parametro utilizzato per la classificazione l'accelerazione
orizzontale massima al suolo ag,475, ossia quella relativa al
50esimo percentile, ad una vita di riferimento di 50 anni e ad
una probabilit di superamento del 10%, nel modo seguente:
Zona 1: ag,4750,25g
Zona 2: 0,25g>ag,475 0,15g
Zona 3: 0,15g>ag,475 0,05g
Zona 4: ag,475<0,05g
Lucca: ag,475=1,289 m/s2=0,13g - ricade in Zona 3

Descrizione del moto sismico in superficie


L'azione sismica caratterizzata da 3 componenti traslazionali,
due orizzontali contrassegnate da X ed Y ed una verticale
contrassegnata da Z, da considerare tra di loro indipendenti.
La componente verticale verr considerata per elementi
strutturali particolari e purch il sito nel quale la costruzione
sorge non sia in Zone 3 e 4.

componente verticale
Le componenti verticali dei sismi hanno un contenuto in frequenza
a banda pi stretta rispetto alle componenti orizzontali, perci lo
spettro di risposta presenta una zona di amplificazione
dell'accelerazione molto pi limitata.
Le tipologie strutturali pi sensibili alla componente verticale
(elementi orizzontali di grande luce, mensole, ) hanno frequenze
fuori dalla zona di amplificazione e quindi ne sono limitatamente
interessate.
In definitiva, le strutture la cui risposta pu essere influenzata in
modo significativo dall'azione verticale sono poche.

Le componenti possono essere descritte, in funzione del tipo


di analisi che si adotta, mediante una delle seguenti
rappresentazioni:
accelerazione massima attesa in superficie;
accelerazione massima e relativo spettro di risposta attesi
in superficie;
accelerogramma.
Le due componenti ortogonali indipendenti che descrivono il
moto orizzontale sono caratterizzate dallo stesso spettro di
risposta o dalle due componenti accelerometriche orizzontali
del moto sismico.
La componente che descrive il moto verticale caratterizzata
dal suo spettro di risposta o dalla componente accelerometrica
verticale.

Spettri di risposta
Gli spettri definiti nel seguito possono essere utilizzati per
strutture con periodo fondamentale minore o uguale a 4,0s.
Per strutture con periodi fondamentali superiori lo spettro
deve essere definito da apposite analisi ovvero lazione
sismica deve essere descritta mediante accelerogrammi.
Analogamente si opera in presenza di sottosuoli di categoria
S1 o S2.

L'accelerazione ag non corrisponde all'accelerazione al suolo


della fondazione. Infatti, il terreno che si trova fra il substrato
rigido e le fondazioni, che pu essere di natura molto varia,
agisce come un filtro che modifica le caratteristiche del moto
sismico.
Le onde sismiche si trasmettono attraverso strati di terreno con
diversa rigidezza: negli strati molto rigidi si trasmettono
pressoch inalterate (cfr. spettri di risposta per T=0), strati
mediamente rigidi amplificano le componenti di medio periodo
e filtrano le componenti ad elevato periodo, viceversa gli strati
molto soffici.

ag.S rappresenta la massima accelerazione agente in


fondazione con probabilit di superamento PVR

Categorie di suolo di fondazione


Ai fini della definizione della azione sismica di progetto si definiscono le seguenti categorie
di profilo stratigrafico del suolo di fondazione (le profondit si riferiscono al piano di posa
delle fondazioni):
A Ammassi rocciosi affioranti o terreni molto rigidi caratterizzati da valori di Vs,30
superiori a 800 m/s, eventualmente comprendenti in superficie uno strato di alterazione, con
spessore massimo pari a 3 m.
B Rocce tenere e depositi di terreni a grana grossa molto addensati o terreni a grana fina
molto consistenti con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento
delle propriet meccaniche con la profondit e da valori di Vs,30 compresi tra 360 m/s e 800
m/s (ovvero NSPT,30 > 50 nei terreni a grana grossa e cu,30 > 250 kPa nei terreni a grana
fina).
C Depositi di terreni a grana grossa mediamente addensati o terreni a grana fina
mediamente consistenti con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle propriet meccaniche con la profondit e da valori di Vs,30 compresi tra 180 m/s
e 360 m/s (ovvero 15 < NSPT,30 < 50 nei terreni a grana grossa e 70 < cu,30 < 250 kPa nei
terreni a grana fina).
D Depositi di terreni a grana grossa scarsamente addensati o di terreni a grana fina
scarsamente consistenti, con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle propriet meccaniche con la profondit e da valori di Vs,30 inferiori a 180 m/s
(ovvero NSPT,30 < 15 nei terreni a grana grossa e cu,30 < 70 kPa nei terreni a grana fina).
E Terreni dei sottosuoli di tipo C o D per spessore non superiore a 20 m, posti sul
substrato di riferimento (con Vs > 800 m/s).

Categorie aggiuntive di sottosuolo


In aggiunta a queste categorie, per le quali vengono definite le azioni sismiche da
considerare nella progettazione, se ne definiscono altre due, per le quali sono richiesti studi
speciali per la definizione dellazione sismica da considerare:
S1 - Depositi di terreni caratterizzati da valori di Vs,30 inferiori a 100 m/s (ovvero 10 <
cu,30 < 20 kPa), che includono uno strato di almeno 8 m di terreni a grana fina di bassa
consistenza, , oppure che includono almeno 3 m di torba o di argille altamente organiche.
S2 - Depositi di terreni suscettibili di liquefazione, di argille sensitive o qualsiasi altra
categoria di sottosuolo non classificabile nei tipi precedenti.
Nelle definizioni precedenti Vs30 la velocit media di propagazione entro 30 m di
profondit delle onde di taglio e viene calcolata con la seguente espressione:
VS 30

30
hi

i 1, N Vi

[m/s]

dove hi e Vi indicano lo spessore (in m) e la velocit delle onde di taglio (per deformazioni
di taglio < 10-6) dello strato iesimo, per un totale di N strati presenti nei 30 m superiori.
Il sito verr classificato sulla base del valore di Vs30, se disponibile, altrimenti sulla base
del valore di NSPT.

Condizioni topografiche
Per configurazioni superficiali semplici si pu adottare la seguente classificazione
T1 Superficie pianeggiante, pendii e rilievi isolati con inclinazione media i 15
T2 Pendii con inclinazione media i > 15
T3 Rilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media
15 i 30
T4 .Rilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione
media i > 30
Le suesposte categorie topografiche si riferiscono a configurazioni geometriche
prevalentemente bidimensionali, creste o dorsali allungate, e devono essere considerate
nella definizione dellazione sismica se di altezza maggiore di 30 m.
Per condizioni topografiche complesse necessario predisporre specifiche analisi di
risposta sismica locale.

Spettro di risposta elastico in accelerazione


- componenti orizzontali
0T<TB

T
1
T
S e T a g S FO

1
TB
TB F0

TBT<TC

S e T a g S FO

TCT<TD

S e T a g S FO

TDT

S e T a g S FO

TC

Se(T) ordinata dello spettro di risposta


T

periodo proprio dell'oscillatore

TC TD

2
T

fattore che tiene conto di un coefficiente di smorzamento viscoso


equivalente diverso da 5%:
10 5 0,55

FO

il fattore che quantifica l'amplificazione spettrale massima, su sito


di riferimento rigido orizzontale, ed ha valore minimo pari a 2,2

TC

il periodo corrispondente all'inizio del tratto a velocit costante


TC CC TC *
dello spettro, dato da
in cui TC* definito a seconda della zona e CC un coefficiente
funzione della categoria di sottosuolo

TB

periodo corrispondente all'inizio del tratto dello spettro ad


TB TC 3
accelerazione costante

TD

periodo corrispondente all'inizio del tratto a spostamento costante


dello spettro, espresso in secondi mediante la relazione
ag
TD 4,0 1,6
g

il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle


condizioni topografiche mediante la relazione
S S S ST

in cui:
SS

il coefficiente di amplificazione stratigrafica

ST

il coefficiente di amplificazione topografica

Spettri di risposta elastici dell'accelerazione componenti orizzontali. Esempio


valori dei parametri
sito: Lucca
TR=475 anni
ag,475=1,766
FO = 2,40
TC* = 0,28

categoria
sottosuolo

categoria
topografica

SS

ST

CC

TB

TC

TD

T1

1.00

1.00

1.00

1.00

0.09

0.28

2.32

T1

1.44

1.00

1.44

1.90

0.18

0.53

2.32

T1

1.75

1.00

1.75

1.98

0.19

0.56

2.32

Spettro di risposta elastico dell'accelerazione


- componente verticale
0T<TB

T
1
S ve T a g S FV

TB FV

TBT<TC

S ve T a g S FV

TCT<TD

S ve T a g S FV

TDT

in cui:
valori dei parametri

T

TB

TC

T T
S ve T a g S FV C 2 D
T

ag
g

FV 1,35 FO

0,5

categoria suolo

SS

TB

TC

TD

A,B,C,D,E

1,0

0,05 s

0,15 s

1,0 s

ST assume gli stessi valori indicati per le componenti orizzontali

bozza 7 marzo 2008

Spettro di risposta elastico dell'accelerazione componente verticale. Esempio


sito: Lucca
ag,475=1,766
FO = 2,40
TC* = 0,28

Spettro di risposta elastico dello spostamento


Lo spettro di risposta elastico in spostamento delle componenti
orizzontali, pu essere dedotto da quello in accelerazione,
tramite l'espressione:
TTE
TE<TTF
T>TF

T
SDe T Se T

Sd

S
a
2

T TE
S De T 0,025 a g S TC TD F0 1 F0

T
F
E

S De T d g

I valori dello spostamento e della velocit orizzontali massimi


del suolo sono dati da:
d g 0,025 a g S TC TD
v g 0,16 a g S TC

Spettri di progetto
Gli spettri di risposta elastici forniscono i valori massimi di
risposta di strutture che si mantengono in campo elastico, anche
quando sono soggette al terremoto della massima intensit
prevedibile nel periodo di riferimento.
Dagli spettri di risposta si possono ricavare gli spettri di
progetto, che forniscono l'entit delle azioni da mettere in conto,
sulla base dei criteri di progettazione antisismica:
1) per gli eventi sismici pi frequenti, le strutture devono subire
danni molto limitati, quindi rimangono in campo elastico
2) a fronte di eventi sismici rari, e di elevata intensit, le
strutture possono subire un eventuale danneggiamento,
purch non raggiungano il collasso; si tiene conto quindi
della possibilit di escursione in campo plastico

Spettri di progetto
per gli stati limite di esercizio
Per il soddisfacimento del 1 criterio, le strutture devono
rimanere in campo elastico.
Le azioni, sia per le componenti orizzontali che per la verticale,
sono definite dagli
spettri di progetto per gli stati limite di esercizio:
spettri elastici riferiti alla probabilit di superamento nel
periodo di riferimento, PVR, considerata.
Le verifiche saranno quelle definite per i diversi stati limite di
esercizio.

Spettro di progetto in accelerazione per le componenti


orizzontali - SLD. Esempio
Per il caso di una civile abitazione (VR=50 anni), gli spettri di
progetto per lo SLD (PVR=63%) sono gli spettri elastici costruiti
con riferimento ad ag , FO, TC* relativi a TR=50 anni.
sito: Lucca
TR=50 anni
ag=0.688
FO = 2,44
TC* = 0,26

Il valore dell'accelerazione di ancoraggio molto pi basso rispetto


allo spettro riferito al TR=475 anni, la forma molto simile

Spettri di progetto
per gli stati limite ultimi
I ragionamenti fatti per l'oscillatore semplice elasto-plastico, hanno portato a
concludere che una struttura con comportamento anelastico e con periodo
proprio abbastanza maggiore del periodo caratteristico del terremoto avr:
spostamento massimo uguale a quello subito dal sistema indefinitamente
elastico con ugual periodo proprio
forza massima (= azione del sisma) pari a quella del sistema elastico
divisa per il fattore di duttilit del sistema non lineare
Pertanto, per definire la risposta del sistema anelastico, si pu utilizzare o lo
spettro in spostamento del sistema elastico o lo spettro in accelerazione
diviso per un coefficiente pari alla duttilit del sistema.
L'esperienza ha mostrato che tale criterio ben approssimato anche nella
zona di massima amplificazione: nella maggior parte dei casi, infatti, si ha la
conservazione dello spostamento.

Nelle strutture con periodo proprio molto basso (molto rigide), lo


spostamento relativo massimo tende a zero, mentre lo spostamento assoluto,
e quindi l'accelerazione assoluta, tendono ad essere uguali a quelli del
terreno.
Pertanto lo spettro di risposta del sistema anelastico
avr la stessa accelerazione di ancoraggio di quello
elastico.

Nella zona intermedia, fra periodo 0 e periodi


corrispondenti alla massima amplificazione, non
applicabile il criterio della conservazione dello
spostamento.
Da queste considerazioni derivano le indicazioni della
normativa riguardanti la costruzione degli spettri di
progetto per gli stati limite ultimi.

spost.
rel.=0

xG
T=0

Spettri di progetto
per gli stati limite ultimi
Qualora le verifiche agli stati limite ultimi non vengano effettuate
tramite luso di opportuni accelerogrammi ed analisi dinamiche al
passo, ai fini del progetto o della verifica delle strutture, le capacit
dissipative delle strutture possono essere messe in conto attraverso
una riduzione delle forze elastiche che tiene conto in modo
semplificato della capacit dissipativa anelastica della struttura, della
sua sovraresistenza, dellincremento del suo periodo proprio a
seguito delle plasticizzazioni.
In tal caso, lo spettro di progetto Sd(T) da utilizzare, sia per le
componenti orizzontali sia per la componente verticale, lo spettro
elastico corrispondente riferito alla probabilit di superamento nel
periodo di riferimento PVR considerata, con le ordinate ridotte
sostituendo nelle formule con 1/q, dove q il fattore di struttura.
struttura

Spettro di progetto per gli stati limite ultimi


componenti orizzontali

0T<TB

T
Sd T ag S 1
TB

TBT<TC

S d T ag S

FO
q

TCT<TD

Sd T ag S

FO
q

TDT

Sd T ag S

FO
q

F0

1
q

TC

TC TD

2
T

ag, FO, TC* corrispondono alla PVR associata con lo stato limite considerato
q fattore di struttura:
struttura il fattore tramite cui si riducono le forze statiche
equivalenti che la struttura deve essere in grado di sopportare in funzione
della sua duttilit. E' definito in funzione dei materiali e del tipo di struttura
non compare nella definizione dello spettro di progetto, in quanto gi
inglobato in q

Spettro di progetto dell'accelerazione


per lo stato limite ultimo - componenti orizzontali
q fattore di struttura:
struttura dipende dal tipo di struttura
per strutture nuove in cemento armato pu assumere valori fra 5,85 e 3,00
SLV
PVR = 10%
VR = 50 anni
TR=475 anni
sito: Lucca
ag,475=1,766
FO = 2,40
TC* = 0,28

spettri di progetto dell'accelerazione su suolo tipo A per q=5,85 e q=3,00

Spettri di progetto dell'accelerazione


SLD -SLV

Dal confronto degli spettri, si trae, indicativamente, che:


in strutture molto duttili pi oneroso garantire adeguata
rigidezza;
in strutture poco duttili, sufficiente resistenza

Spettri di progetto per gli stati limite ultimi componente verticale


q = 1,5 per qualsiasi materiale e sistema strutturale, poich le
strutture non sono in generale progettate per un comportamento
duttile sotto azioni verticali

Spettro di progetto dello spostamento


Poich alla base degli spettri di progetto vi il criterio della
conservazione dello spostamento, lo spettro di progetto in
spostamento risulta pari a quello elastico.

Rappresentazione temporale dell'azione sismica


Le analisi strutturali, sia per gli stati limite ultimi che per gli stati
limite di esercizio, possono essere effettuate studiando la risposta
dinamica delle strutture in campo elasto-plastico.
Il moto del suolo rappresentato in termini di storie temporali
dell'accelerazione del terreno (accelerogrammi) e delle quantit
correlate (velocit e spostamenti).
Tale tipo di studio risulta notevolmente laborioso dal punto di vista
del calcolo, e soprattutto delicato nella definizione del
comportamento elasto-plastico delle strutture e nella interpretazione
dei risultati.
Per questo non viene generalmente effettuato per strutture a tipologia
corrente ma limitato all'ambito della ricerca (es. sperimentazione
numerica della risposta di strutture innovative) oppure a costruzioni
che necessitano di studi particolarmente approfonditi (es. centrali
nucleari)

Accelerogrammi:
Accelerogrammi
Possono essere utilizzati accelerogrammi registrati (naturali)
oppure artificiali, cio generati numericamente.
In entrambi i casi gli accelerogrammi devono avere uno spettro
di risposta coerente con lo spettro di risposta adottato per la
zona di costruzione.
Lo studio della struttura deve essere ripetuto utilizzando un
numero significativo di accelerogrammi diversi (minimo 3).

Terremoto del Friuli 1976

storia temporale accelerazioni

storia temporale spostamenti

spettro di risposta dell'accelerazione


confronto con lo spettro elastico per zona sismica 1

accelerogramma generato artificialmente, compatibile con spettro di risposta


zona sismica 1, terreno cat. A

confronto spettro dellaccelerogramma generato con spettro di riferimento

Combinazione dell'azione sismica


con le altre azioni
Le verifiche agli stati limite ultimi e di esercizio devono
essere effettuate per la combinazione di azioni:

E G1 G 2 P

2j

Qkj

+
significa "da combinarsi con"
G1, G2 valori nominali delle azioni permanenti
E
valore di progetto dell'azione sismica per lo stato limite in
esame
P
valore nominale dell'azione di precompressione
2j
coefficiente di combinazione per il valore quasi
permanente dell'azione variabile j-esima
Qkj
valore caratteristico dell'azione variabile j-esima

Gli effetti delle azioni sismiche saranno valutati tenendo conto


delle masse associate ai seguenti carichi gravitazionali:

G1 G2

2j

Qkj

Nella formula di combinazione delle azioni, i coefficienti 2j, come del


resto per tutte le verifiche, tengono conto della ridotta probabilit che i
carichi variabili siano contemporaneamente presenti sulla struttura col loro
valore massimo.
Gli stessi coefficienti 2j, utilizzati per valutare le forze di inerzia in gioco,
mettono in conto la ridotta probabilit che i carichi variabili siano
contemporaneamente presenti sull'intera struttura nel momento dell'evento
sismico e la ridotta partecipazione delle masse al moto della struttura
dovuta alla presenza di vincoli non rigidi fra struttura e masse.

Variabilit spaziale del moto


Nei punti di contatto con il terreno di opere con sviluppo longitudinale
significativo, il moto sismico pu avere caratteristiche differenti, a causa del
carattere asincrono del fenomeno di propagazione, delle disomogeneit e
discontinuit eventualmente presenti, e della diversa risposta locale del terreno.
Degli effetti sopra indicati dovr tenersi conto quando tali effetti possono essere
significativi e in ogni caso quando le condizioni di sottosuolo siano cos variabili
lungo lo sviluppo dellopera da richiedere luso di accelerogrammi o di spettri di
risposta diversi.
In assenza di modelli fisicamente pi accurati e adeguatamente documentati, un
criterio di prima approssimazione per tener conto della variabilit spaziale del
moto consiste nel sovrapporre agli effetti dinamici, valutati ad esempio con lo
spettro di risposta, gli effetti pseudo-statici indotti dagli spostamenti relativi.
Nel dimensionamento delle strutture in elevazione tali effetti possono essere
trascurati quando il sistema fondazione-terreno sia sufficientemente rigido da
rendere minimi gli spostamenti relativi.
Negli edifici ci avviene, ad esempio, quando si collegano in modo opportuno i
plinti di fondazione.

Testi di riferimento
M.J.N. Priestley, G.M. Calvi, M.J. Kowalsky: Displacement-Based Seismic
Design of Structures, IUSS Press
Petrini L., Pinho R., Calvi G.M.: "Criteri di progettazione antisismica", IUSS
Press, 2004.
Norme Tecniche per le Costruzioni luglio 2007