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ostra tradizione ebbe inizio allincirca nel 1600 per un ringraziamento fatto al Signore che aveva risparmiato la popolazione

dalla peste. Fino agli anni Cinquan ta si svolgeva in chiesa, ma, per certi episodi non proprio in linea con la fede , tra la curia e gli ertani scoppiarono attriti. Cos, i due riti si divisero e, d a allora, tra le fazioni c sempre stata un po di antipatia reciproca. Sembra che se la godano a far fuori il Cristo, sti rozzi ertani disse qualche anno fa un sacerdote bastian contrario che non digeriva affatto la nostra procession e. Dopo il Vajont, quando pi di 2 mila persone erano entrate nel nulla per ambizi one e interessi altrui, la Sacra Rappresentazione venne sospesa per qualche anno . Cera altro a cui pensare. E, se oggi rivive con maggior forza di allora e molta pi seriet, merito di tre o quattro persone che, nellimminenza della Pasqua 1966, f ecero rinascere quella secolare tradizione. Allora frequentavo il collegio Don Bosco di Pordenone e mi trovavo a Erto per le vacanze. La mattina del Venerd Santo, sulla piazzetta del paese, un gruppetto di gente discuteva animatamente. Mi avvicinai per curiosare. Eccolo qua il nuovo Gi uda esclam Giacomo Conte segnandomi col dito. Lui aveva interpretato il traditore per pi di trentanni e non voleva pi saperne. Celeste Corona mi spieg che stavano ten tando di rimettere in piedi la Processione e, per quella sera, avevano urgente b isogno di un Giuda. Accettai con qualche ansia: incominciare a tradire a 16 anni un impegno che fa riflettere. Ma, a essere sinceri, non era quello il problema. Il timore era dato pi che altro dal fatto che avrei dovuto imparare la parte a m emoria in poche ore. Da quel giorno, per ventanni, ho tradito Cristo al posto di Giacomo Conte. E, com e il grande Bela Lugosi che a furia di interpretare Dracula si cal talmente nella parte che quando impazz saggirava torvo per le vie della citt ad aggredire la gent e per cavargli il sangue, anchio, affascinato dal mio personaggio, ho continuato a tradire nella vita. Da quella Pasqua lontana, la Rappresentazione del Venerd Sa nto andata via via migliorando, e nei costumi e nelle parti recitate. Soprattutt o per seriet. Oggi, chi ha alzato il gomito non trova posto tra le comparse. E qu i, a qualcuno, verr spontanea una battuta: Allora non c pi nessuno!. No, non cos. Gl ttori oggi sono molto seri e preparati. Nel corso degli anni vi sono stati alcun i dissapori tra i vertici e le comparse, per cui molti attori se ne sono andati sbattendo la porta. Queste scelte, di per s rispettabili, hanno tuttavia tolto al la processione un po dellefficacia visiva di un tempo. E questo un peccato. Ma, il proverbiale orgoglio ertano non si piega mai in favore della ragione. Il tutto a scapito della cultura. il nostro tallone di Achille. successo anche a me, che predico bene e razzolo male. Spero che la processione vada avanti e migliori sem pre. Per noi, ma soprattutto per quei 7-8 spettatori che ogni Venerd Santo salgon o a Erto per assistervi. una delle poche tradizioni sopravvissute nella valle. A nzi credo sia lunica, lultima. Vale la pena tenerla da conto.