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Il Pianista

Wladyslaw Szpilman un pianista ebreo che suona per la radio di Varsavia, citt nella quale vive. Varsavia, 1 settembre 193:,la Polonia invasa dai nazisti. Dopo loccupazione da parte delle truppe tedesche vengono emanate numerose restrizioni per la comunit ebraica. Wladyslaw costretto a vendere il suo pianoforte prima di trasferirsi al ghetto con la famiglia, dove comincia a vivere una realt di miseria,di umiliazione,di fame e di morte. Il 15 marzo 1942 il regime nazista inizia le deportazioni di massa verso i campi di sterminio. Tutta la famiglia di Wladyslaw viene avviata alla deportazione. Mentre si avvicinano al treno verso un viaggio senza ritorno, Szpilman viene tirato fuori dalla fila da un gendarme suo amico. Wladyslaw ora solo e riesce a trovare lavoro come carpentiere. Decide di fuggire e inizia a nascondersi, grazie allaiuto di alcuni polacchi aderenti alla resistenza antinazista. Con lapprossimarsi delle truppe russe Varsavia insorge contro i nazisti e Wladyslaw rientra in ci che resta delle macerie del ghetto, alla ricerca di cibo. Il giorno dopo viene scoperto da un ufficiale tedesco che,venuto a conoscenza della sua antica professione,lo conduce in una stanza dove c un pianoforte e lo invita a suonare; Wladyslaw lo accontenta e lufficiale,rimanendo colpito dalla sua esecuzione,decide di aiutarlo per i mesi successivi. Una mattina Wladyslaw sente risuonare le note dellinno polacco, esce dal nascondiglio e corre incontro ai soldati sovietici,rischiando di essere ucciso in quanto indossa ancora il pastrano regalatogli dallufficiale per ripararsi dal freddo; riesce a salvarsi mentre lufficiale viene catturato e portato in un campo di prigionia in attesa di essere trasferito in Unione Sovietica; qui incontra un ex deportato polacco che sta facendo ritorno a casa e, dopo avergli riferito di aver aiutato Wladyslaw durante lultimo periodo di occupazione,gli chiede di informarlo che lui si trova l ma mentre dice il suo nome viene zittito da un soldato sovietico. Tempo dopo Wladyslaw torna con lamico nel luogo indicatogli ,ma il campo stato smantellato e non vi pi traccia dei prigionieri tedeschi;solo dopo la sua morte si scoprir che il nome dellufficiale era Wilm Hosenfeld. COMMENTO PERSONALE: Il film scorre via mostrando tutti gli orrori dell Olocausto (nella prima parte). Polanski ebreo ,ed i suoi genitori furono deportati in un campo di concentramento,perci il regista ha toccato in modo profondo il tema che tocc e divent parte della vita di molti ebrei negli anni 1940/1945. Il film un susseguirsi di scene raccapriccianti,in cui il regista fa valere le leggi razziali e la vita di quelle povere persone che ne venivano sottoposte. Una scena molto forte,almeno per me, stata quando le guardie tedesche sono entrate in una casa abitata da ebrei,ordinando loro di alzarsi alla vista delle guardie. Purtroppo un ebreo di questa famiglia (un povero anziano su di una carrozzina) non si pot alzare,cos due ufficiali tedeschi lo presero,lo portarono fuori al balcone e lo scaraventarono a terra,uccidendolo. Infine credo che questo film ci faccia capire e pensare come tanta povera gente stata trattata come bestie e non come semplici esseri umani. Tanto dolore e sofferenze solo per orgoglio e potere.