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Storia

Inizialmente quest'area era compresa nella zona nota come il Quadraro, toponimo rimasto per gran parte della zona sud-est di quello che ufficialmente il quartiere Tuscolano. Infatti con Quadraro si indicava, fino agli anni trenta circa, tutta la zona a sud di Roma che va da Porta Furba agli attuali stabilimenti di Cinecitt. Dopo la costruzione degli stabilimenti cinematografici la zona venne sempre pi frequentemente indicata con il termine "Cinecitt", e cos il quartiere che sorse attorno. Il toponimo Quadraro indica oggi l'area dove sorge l'insediamento urbano pi antico della zona. Nella divisione amministrativa di Roma degli anni venti quello che sarebbe divenuto il quartiere Don Bosco era ufficialmente noto come quinto Suburbio, (Suburbio V), oltre che popolarmente noto come parte del Quadraro. La nascita si ebbe per due fattori: la fondazione e lo sviluppo degli studi cinematografici di Cinecitt nel 1936, allora i pi moderni e grandi d'Europa; poi per la costruzione e sviluppo del complesso salesiano e della chiesa di San Giovanni Bosco. I lavori iniziarono nell'immediato dopoguerra, dove la zona vide la crescita urbanistica a partire dal Quadraro lungo la via Tuscolana fino agli studi cinematografici. Cos sorse nei primi anni cinquanta il quartiere intensivo di Don Bosco, nato proprio con la promozione dei Salesiani intorno all'omonima basilica, inaugurata nel 1957. La sua piazza fu utilizzata come set di alcune scene della La dolce vita di Federico Fellini, immaginandola come parte del quartiere EUR, invero assai distante dagli studi cinematografici di Cinecitt. Progettata da Gaetano Rapisardi, recuperando alcune indicazioni del piano regolatore del 1931, quest'area era gi destinata durante gli anni trenta alla sua urbanizzazione, motivo per cui gli edifici della piazza sono palesemente caratterizzati da un'architettura tipica del ventennio fascista, uno stile architettonico noto in Europa come "stile Novecento" ed in Italia come "stile Littorio", non dissimile a quello nei paesi dell'Est dell'era sovietica. La piazza di San Giovanni Bosco dominata dalla chiesa omonima, opera anch'essa del Rapisardi, caratterizzata dalla sua mole e la grande cupola con sculture di angeli che sorreggono la croce. Nel quartiere da ricordare l'edificio dell'Istituto Luce, la pi antica istituzione pubblica destinata alla diffusione cinematografica italiana. La sua sede fu costruita tra il 1937 e 1938.