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LE PREMESSE DELLA GUERRA Crisi marocchine, guerra italo-turca, guerra russo-giapponese, corsa tedesca agli armamenti e conseguente rincorsa

inglese e francese testimoniano l'esigenza di rivedere l'assetto europeo. Tensioni tra Francia e Germania e i disegni espansionistici nei Balcani di Russia e Austria-Ungheria riemergono come questioni irrisolte. La GB colpita da numerosi scioperi, in Francia si diffonde la preoccupazione di una minaccia alla propriet e un'eccessiva debolezza militare. In Italia si diffonde un sentimento antigiolittiano ed il nazionalismo, con la fine dell'et giolittiana abbiamo la fine della moderazione, della mediazione. In Russia abbiamo violenti disordini e in Austria si comincia a vedere i segni della decadenza. La guerra ritenuta da alcuni necessaria perch in molti paesi consente di aggirare alcuni nodi intricati della politica interna, infatti in Francia, Germania e Italia abbiamo il trionfo del nazionalismo, del bellicismo. LE ALLEANZE il 28 giugno 1914 a Sarajevo (Bosnia) un terrorista uccide l'erede al trono austriaco, l'arciduca Francesco Ferdinando. All'inizio l'attentato non turba molto, dopodich dopo essersi messa d'accordo con il governo tedesco, l'Austria il 23 luglio trasmette un ultimatum alla Serbia che rende inevitabile l'intervento militare. La Serbia chiese aiuto alla Russia e probabilmente la Francia, sua alleata, avrebbe seguito le sue decisioni. Al contrario invece il ministro degli Esteri inglese Grey tenta di arginare il conflitto ed evita di rispondere alla richiesta di intervento. LO SCOPPIO DELLE OSTILITA' La mobilitazione russa lungo i confini tedeschi da modo alla Germania di far apparire la guerra come una aggressione da parte della Russia e cos fa unire in difesa della patria le forze politiche. Piano Schlieffen: la Germania il 2 agosto 1914 chiede al Belgio di lasciar transitare le proprie truppe per attaccare la Francia (prima vuole sbaragliare l'avversario pi debole, cio la Francia, e poi passare al pi forte, cio la Russia) ma il Belgio rifiuta la richiesta e viene occupato dai tedeschi il giorno dopo. A questo punto da Londra parte un ultimatum con cui si chiede alla Germania di evacuare i territori violati ma con la mancata risposta tedesca il governo inglese entra in guerra. Per molti la guerra sar una guerra breve e solo pochi capiscono che non in gioco solo il controllo o meno della Serbia da parte dell'Austria. In pi finisce la guerra di movimento progettata dai tedeschi e inizia una guerra di logoramento, di trincea. La guerra diviene mondiale perch gi il 23 agosto 1914 entra in guerra il Giappone perch contende alla Germania il controllo di alcune aree del Pacifico. In novembre entrano Turchia e Bulgaria che si schierano con gli imperi centrali. Dal 1915 si schierano Italia, Portogallo, Romania e Grecia con i paesi dell'Intesa, nel 1917 USA, Cina e Brasile. L'OPINIONE PUBBLICA I partiti moderati e di sinistra non riescono a impedire la guerra perch esiste una forte cultura nazionalista di ispirazione democratica che li contagia. Ma l'Indipendent Labour Party inglese, la socialdemocrazia Russa ed il Partito Socialista Italiano hanno un giudizio negativo della guerra. In Francia abbiamo l'assassinio del socialista Jaurs, in Italia D'Annunzio sollecita la costituzione dei drappelli per punire chi rifiuta la guerra. A causa del conflitto abbiamo una temporanea sospensione della normale vita parlamentare con un rafforzamento dei poteri dell'esecutivo: in GB il Defence of the Realm act assegna al governo anche poteri legislativi, in Germania vengono assegnati pieni poteri al governo, solo il parlamento parigino si oppone ad una concentrazione dei poteri nella mani del governo. IN ITALIA Nel marzo 1914 abbiamo il governo Salandra che raccoglie la destra tradizionale, gli ambienti clericomoderati e la uova destra nazionalista. La mancata attuazione di una seria politica di riforme e gli effetti della crisi economica portano a disordini sociali. Mussolini, esponente del Partito Socialista giustifica i disordini. Per quanto riguarda la situazione italiana, la violazione da parte dell'Austria del trattato della Triplice alleanza consente all'Italia di rimanere estranea alla guerra, Salandra il 2 agosto 1914 dichiara infatti la neutralit dell'isola, ma solo dopo aver tentato di raggiungere un accordo con l'Austria sui suoi possibili compensi territoriali per entrare in guerra.

In Italia le prima reazioni sono favorevoli alla neutralit perch si consapevoli delle difficolt e dei costi di una guerra cos, per molti inoltre pu rappresentare una subordinazione dell'Italia agli interessi dell'Austria-Ungheria. Gruppi politici ostili alla guerra: i radicali, i socialriformisti ed i repubblicani che sono contrari ad una guerra combattuta accanto alla Germania (ma che poi cominciano ad invocare l'intervento accanto ai paesi dell'Intesa per rivendicare le terre irredente), ed il Partito Socialista che si professa neutrale (ma molti socialisti poi pensano che la guerra possa causare quel collasso dello stato borghese che desiderano). Giolitti inoltre neutrale perch ritiene la neutralit una posizione vantaggiosa e non crede che la guerra possa essere breve. La Chiesa condanna la guerra (enciclica di papa Benedetto XV del 1 novembre 1914). Gruppi politici che sostengono la guerra: i nazionalisti, i liberali conservatori, i liberali antigiolittiani, i cattolici intransigenti. Mussolini, animato da una forte ambizione personale, sostiene che l'Italia debba assumere un ruolo di mediatrice armata) La crisi politica ed economica nel 1915 ostacola la partecipazione popolare alla guerra perch le masse lavoratrici sono il lotta per la sopravvivenza e non hanno interessi a fare una guerra che ha come obiettivo la grandezza nazionale. Leconomia italiana infatti comincia a risentire delle conseguenze del conflitto: con un rincaro dei prezzi dei generi di prima necessit, laumento della disoccupazione e un blocco del flusso migratorio verso le Americhe. Di conseguenza i gruppi industriali e finanziai sollecitano un intervento in guerra per fruire delle commesse statali > DAnnunzio a Roma il 14 maggio tiene un discorso alla folla nel quale incita allodio nei confronti di Giolitti e dei neutralisti. LItalia entra in guerra il 26 maggio 1915 sebbene sostenitori dellinterventismo siano ancora una minoranza. Con il Patto di Londra del 26 aprile il governo italiano sottoscrive limpegno di entrare in guerra entro trenta giorni in cambio delle seguenti concessioni territoriali: il Trentino e lAlto Adige, Trieste, Gorizia, lIstria, la Dalmazia, Valona, la sovranit del Dodecanneso, lAdalia, lEritrea, la Somalia, la Libia, la sicurezza che nessun rappresentate pontificio entri a far parte della conferenza di pace (che deve porre fine al conflitto). Ma a proposito dellentrata in guerra italiana si parla di colpo di stato perch la guerra decisa di fatto da tre uomini (il re, Salandra e Sonnino) che ignorano lorientamento del parlamento e le manifestazioni pacifiste. LITALIA IN GUERRA Guerra di trincea: guerra non pi di movimento ma di posizione, di logoramento. Comincia ad essere combattuta in zone delimitate di territorio con eserciti posizionati in trincee. La prima guerra mondale detta guerra totale perch vede schierati eserciti di massa che trasformano in soldati uomini di ogni classe sociale, richiede limpiego di ogni risorsa nazionale, il sostegno dellindustria e della tecnologia. Per quanto riguarda la strategia militare, lazione seguita da Cadorna il cui piano prevede un attacco frontale allAustria sostenuto da unoffensiva russa e serba concordate con lintervento della Romania. Nessuno di questi paesi rispetta limpegno e lItalia apre due fronti principali, nel Carso e nellIsonzo. 1916 Strafexpedition: la spedizione punitiva guidata dal capo di Stato maggiore austro ungarico Conrad nel 1916 che infligge agli eserciti italiani altre gravi perdite. Fronte occidentale : nellagosto del 1916 il governo italiano presieduto da Boselli dichiara guerra alla Germania. Nella prima met del 1916 i tedeschi organizzano un attacco su Verdun (21 febbraio) ma la francia resiste. Nella seconda met del 1916 organizzata una controffensiva anglo francese sul fiume Somme. Fronte orientale : la Russia (gi dai primi mesi del 1915) ha delle difficolt e grazie ai finanziamenti di Francia e GB nel 1916 la controffensiva russa riprende. I tedeschi nel 1915 ottengono importanti vittorie a Tannenberg e ai Laghi Masuri. La guerra viene combattuta anche per mare tra inglesi e tedeschi e nel 1916 abbiamo uno scontro importante tra le due flotte presso la penisola danese dello Jutland, con la vittoria tedesca il comando tedesco pensa ad una guerra sottomarina. Da questo punto di vista la Germania fa un grave errore perch coinvolge nella guerra gli USA a fianco dellIntesa.

1917 In Russia si generano insostenibili costi di guerra a causa della rivoluzione del febbraio del 1917 che porta allabbattimento del regime zarista (ma non al ritiro immediato dalla guerra) e al potere dei bolscevichi guidati da Lenin con la sottoscrizione tra Russia e Germania della Pace di Brest Litovsk del 3 marzo 1918. Dal punto di vista bellico lanno favorevole agli austro tedeschi perch si verifica la defezione russa, gli austriaci (alla fine di ottobre) ottengono un importante successo a Caporetto, a Cambrai (novembre-dicembre) anche lesercito inglese costretto a subire una controffensiva tedesca. Ma: GB: lopposizione alla guerra comporta una frattura allinterno del Partito liberale. Francia: il presidente della Repubblica si appella a Clemenceau perch formi un governo capace di sconfiggere il disfattismo e di vincere la richiesta di una pace di compromesso. Germania: il cancelliere Hollweg costretto a dimettersi. Austria: assassinato il primo ministro. Italia: ci sono manifestazioni contro la mancanza di pane e farine e contro la guerra. La disfatta a Caporetto fa cadere il governo Boselli (ottobre 1917) e forma un nuovo governo con Vittorio Emanuele Orlando. 1918 Lintervento degli USA cambia il volto della guerra perch permette in agosto ai paesi alleati di attuare ad Amiens uno sfondamento del fronte nemico. I tedeschi arretrano e nel paese ci sono manifestazioni di protesta. Con la fuga di Guglielmo II cade la monarchia e nasce la repubbica. Inoltre Bulgaria e Turchia si arrendono. Avviene una controffensiva italiana (giugno 1918) sul Piave e sul Grappa allimpero austro ungarico che, non essendo in grado di ottenere una pace separata con la Francia e con la GB, non riesce a respingerla. Per quanto riguarda la vittoria italiana sullaustria il 29 ottobre 1918 abbiamo larmistizio tra Italia e Austria, il 3 novembre la fine delle ostilit, vengono occupate Trento e Trieste, una settimana dopo a Rthondes viene firmato larmistizio che pone fine alla guerra tra Germania e paesi alleati. La guerra scoppiata alla fine di luglio del 1914 si conclude l11 novembre 1918. CONSEGUENZE La scomparsa del regime zarista in Russia, dellimpero tedesco e di quello austro ungarico. Lassegnazione agli USA del ruolo di massima potenza mondiale. Le trattative di pace si aprono a Parigi il 18 gennaio 1919 e il trattato di pace fermato a Versailles. La conferenza regolata dal presidente degli USA Wilson, dai primi ministri George per la GB e Clemenceau per la Francia e Orlando per lItalia. La Societ delle nazioni un organismo che dovrebbe raccogliere al proprio interno le singole nazioni e impegnarle a risolvere diplomaticamente tutte le eventuali dispute internazionali. Ma c lesclusione dei paesi vinti nel primo conflitto mondiale e la rinuncia degli USA di farne parte. Le clausole territoriali dellaccordo di pace: Renania smilitarizzata, lo Schleswig Holstein torna alla Danimarca, Danzica diviene citt libera, la Pomerania e la Slesia vengono cedute alla Polonia, lIrlanda uno Stato Libero, le ex colonie tedesche e turche sono poste sotto il temporaneo controllo delle grandi potenze, Alsazia e Lorena vanno alla Francia. La Germania costretta a ridurre il suo esercito a soli 100 mila uomini e deve risarcire le nazioni vincitrici per tutti i danni causati durante lo svolgimento della guerra. LAustria costretta a cedere allItalia il Trentino, lAlto Adige, la Venezia Giulia e lIstria, riconoscere lindipendenza della Slovenia, Bosnia e Croazia, accettare che ci che rimane del precedente impero sia suddiviso tra gli Stati indipendenti dellAustria, Cecoslovacchia e Ungheria con un trattato firmato il 10 settembre 1919 a Saint-Germain. Con il Trattato di Rapallo del 12 novembre 1920 abbiamo la fine della contesa Italo-Jugoslava. LIstria va allItalia e la Dalmazia con leccezione di Zara alla Jugoslavia. Fiume diventa citt libera.