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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Composta dagli Ill.mi Sigg.

ri Magistrati: Dott. PARMEGGIANI Carlo - Presidente Dott. IACOBELLIS Marcello - Consigliere Dott. CIRILLO Ettore - Consigliere Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta - Consigliere Dott. VALITUTTI Antonio - rel. Consigliere ha pronunciato la seguente: ORDINANZA sul ricorso 20632/2009 proposto da: AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS) in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende, ope legis; - ricorrente contro F.E. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI MONTI PARIOLI 28, presso lo studio dell'avvocato FOLCHITTO ROBERTO, rappresentata e difesa dall'avvocato MARRA GIUSEPPE, giusta delega in calce al controricorso; - controricorrente avverso la sentenza n. 46/38/2008 della Commissione Tributaria Regionale di MILANO del 20.5.08, depositata il 26/06/2008; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 26/10/2011 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIO VALITUTTI; E' presente il Procuratore Generale in persona del Dott. IMMACOLATA ZENO. La Corte: Svolgimento del processo e motivi della decisione rilevato che, ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c., stata depositata in cancelleria la seguente relazione: "Con sentenza n. 46/38/08, la CTR della Lombardia rigettava l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate avverso la decisione di prime cure, con la quale era stato accolto il ricorso proposto dal contribuente nei confronti della cartella di pagamento, emessa ai fini IRPEF per l'anno di imposta 2000. Il giudice di appello riteneva, invero, affetta da nullit la notifica dell'avviso di accertamento atto presupposto di quello impugnato in questa sede - per essere la notifica di detto avviso avvenuta in data 10.12.05, in Varese alla via Brennero n. 6, laddove la contribuente si era trasferita, fin dal 3.1.05, nel diverso Comune di (OMISSIS), come da documentazione anagrafica prodotta. Avverso la sentenza n. 46/38/08 ha proposto ricorso per cassazione l'Agenzia delle Entrate articolando due motivi, con i quali deduce la violazione e falsa applicazione del disposto dell'art. 139 cpc, DPR n. 600 del 1973, artt. 58 e 60, nonch la motivazione insufficiente su un punto decisivo della controversia. La contribuente ha replicato con controricorso.

Il ricorso appare manifestamente infondato. Osserva, invero, la Corte che, in tema di notifica degli avvisi di accertamento tributario, il DPR n. 600/1973, art. 60, ultimo comma, nella parte in cui prevede che le variazioni o le modificazioni dell'indirizzo del contribuente, non risultanti dalla dichiarazione annuale, hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal 60 giorno successivo a quello dell'avvenuta variazione anagrafica, stato espunto dall'ordinamento a seguito di declaratoria di incostituzionalit (Corte Costituzionale n. 360/03), con conseguente espansione della regola generale, secondo la quale l'effetto delle variazioni anagrafiche, ai fini delle notifiche, immediato. Il nuovo termine dilatorio di trenta giorni, introdotto dal D. L. n. 223/2006, art. 37, comma 27, convertito con la legge 248/2006, non pu, infatti, applicarsi retroattivamente e riguarda le sole notifiche eseguite dopo l'entrata in vigore del decreto legge medesimo (Cass. 26542/08, 13510/09). Ne discende che, nel caso di specie, essendo la variazione del domicilio fiscale della contribuente divenuta efficace in epoca precedente la notifica dell'avviso di accertamento - avendo detta variazione effetto immediato, poich avvenuta prima dell'entrata in vigore del D. L. n. 223/2006 - la notifica di tale atto deve ritenersi invalida, come correttamente ritenuto dal giudice di appello. Per tutte le ragioni esposte, pertanto, il ricorso pu essere deciso in camera di consiglio, ai sensi dell'art. 375 cpc, comma 1. - che la relazione stata comunicata al pubblico ministero e notificata agli avvocati delle parti; - che non sono state depositate conclusioni scritte, n memorie. Considerato che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, riaffermato il principio di diritto sopra richiamato, il ricorso incidentale e quello principale devono essere rigettati. Le spese processuali del presente giudizio seguono la soccombenza, come da dispositivo. P.Q.M. La Corte di Cassazione; rigetta il ricorso incidentale; rigetta il ricorso principale; dichiara interamente compensate fra le parti le spese del giudizio.