Sei sulla pagina 1di 17

Tesina esame di Comunicazione giornalistica Rossella Carbone 0000168174, esame 5 crediti. Intervista a Loris Mazzetti del 24.12.

07 a cura di Rossella Carbone. Loris numerose Mazzetti trasmissioni Attualmente regista cui Il e giornalista, Fatto a e RT stretto Rotocalco Insegna

collaboratore e amico di Enzo Biagi. Con lui ha realizzato tra televisivo. capostruttura RaiTre.

Teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo allUniversit di Modena-Reggio Emilia. Per Rizzoli ha scritto con Enzo Biagi Era ieri (2005) e Quello che non si doveva dire (2006). Ha appena pubblicato sempre per Rizzoli Il libro nero della Rai (2007) con prefazione dellamico Enzo Biagi1.

A lezione di Rai: mamma o matrigna?


Il libro nero della Rai, inno damore a una madre molto malata.
Carbone: Cosa successo? Come mai Articolo 21 liberi di sta promuovendo una petizione popolare in Suo favore? A quali provvedimenti disciplinari si riferisce? Mazzetti: ovviamente ha Ho scritto dei Il libro a nero della che Rai io che cito

portato

problemi

questi

essendo massimi dirigenti della Rai, questi hanno protestato, ma non c' stato nulla a livello giuridico, non ci sono state denunce anche perch tutto quello che io scrivo documentato. Poi sono andato da Santoro ad Annozero2, e l si scatenata unulteriore
1 2

offensiva

nei

miei

confronti

per

due

motivi:

La prefazione stata lultimo scritto di Enzo Biagi, deceduto il 6 novembre 2007. Si riferisce alla puntata andata in onda l8 novembre, in onore di Enzo Biagi deceduto il 6 novembre, intitolata Il Partigiano Biagi.

primo

perch sine

ad qua

un non

certo per

punto Sacc per

ho

dichiarato

che

l'eliminazione de Il Fatto di Enzo Biagi stata una delle condizioni diventare direttore generale, e secondo perch a un certo punto della trasmissione ho detto a Santoro voglio fare un discorso da dirigente della Rai, io ho assistito alla presentazione del piano industriale, credo che sia un ottimo piano, anzi voglio eccedere, straordinario, per non sono questi i direttori in grado di attuarlo, anzi questi hanno gi fatto il loro tempo. A quel punto doveva rimanere tutta una situazione sottotraccia, una questione aziendale. Quando ho ricevuto le telefonate dal direttore del personale e dal direttore generale, ho detto non far nulla contro chi ha riportato Biagi in onda -per conoscenzaper ho anche detto guardate che se questa faccenda viene fuori diventa un grande boomerang per la Rai. Poi diventata pubblica, ma non per mia volont, perch dopo le intercettazioni telefoniche la Bergamini e gli altri- in commissione parlamentare di vigilanza, quelli di Forza Italia, hanno tentato di portato il mio caso allo stesso livello del caso della Bergamini, quindi tirandolo fuori in commissione parlamentare generale di vigilanza e chiedendo conto al direttore del come e del perch e a che punto era la mia

questione. Il direttore generale ha esposte le sue ragioni e da l si scatenato tutto. Intanto tutti quelli di sinistra e i moderati hanno reagito facendo agenzie in solidariet con me, e poi venuta fuori questa petizione popolare organizzata da Articolo 21 liberi di, ed una cosa incredibile per il numero di firme a distanza di soli tre giorni. Hanno aderito persone al di l del nostro mondo casalinghe, pensionati, professori universitari, quindi penso ci sia molta voglia di uscire da tutto questo schifo. C: La telefonata tra Sacc e Berlusconi, mi riferisco a quelle intercettate, hanno sorpreso voi della Rai?

M: Quello che venuto fuori macroscopico, ma si sapeva benissimo. Durante il governo Berlusconi e durante la gestione della Rai da parte di Sacc e Cattaneo il rapporto tra i dirigenti e i partiti era talmente evidente che soltanto un cieco non poteva vedere Non dimentichiamo che quando Sacc era direttore generale erano usciti degli articoli sul suo conto gi un perch il centro-destra con i di esempio pensava a lui si come futuro Cosa Presidente della Regione Calabria. Questo vuol dire che c'era intrallazzo un Credo il tuo per partiti, una che tutto mescola. la che c'entra presenti dirigente televisione con Regione quando

Calabria.

fondamentale

curriculum in unazienda devi dire se fai

parte della massoneria se sei iscritto a un partito, ci deve essere trasparenza sulle tessere che si hanno in tasca, su cosa si rappresenta. Quello che avvenuto in questi giorni immorale, riguarda letica e il penale C: La mediasettizazione della Rai avr fine? Lei sostiene che fa comodo a molti politici che stanno al governo? Lei pessimista o ottimista? M: Io sono molto pessimista; adesso per ovvi motivi noi dobbiamo parlare di politica. Diceva Enzo Biagi che la Rai lo specchio del paese, e questo non mai stato vero come adesso, per credo che noi certe cose le dobbiamo dire, senza voler far della politica, credo che il berlusconismo abbia portato a una degenerazione totale di principi e di valori. Oggi la gente -non tutta per fortuna- si sente legittimata a fare anche cose che una volta non avrebbe mai fatto, tanto queste cose le fa chi ci governa, chi comanda. Nel momento in cui certi principi cadono, finiscono, non c pi dignit, c una degenerazione totale. Pensiamo al conflitto di interessi, pensiamo che uno che ha le televisioni entra in politica e diventa padrone indiretto anche della televisione pubblica.

La politica in Rai c sempre stata, ma mai a questi livelli. La politica negli ultimi anni ha fatto molti passi avanti nella Rai, ma anche tanti dipendenti hanno fatto un grande passo avanti nei confronti della politica. Attraverso la politica c' chi ha fatto carriera e quando successo una volta, poi ci sono altri che tentano di imitare, ma a tutti i livelli, dai direttori ai manovali. R: Nella pratica come possibile un cambiamento? Cosa bisogna sganciare da cosa?Chi da chi? Chi da cosa? M: Il cambiamento sar molto difficile, devono cambiare le regole, e quindi tornando al discorso televisivo ci deve essere una nuova legge che per legge tolga i partiti dalla Rai, e questo vuol dire la formazione -come viene eletto- il consiglio di amministrazione. Credo che la legge Gentiloni vada verso questa linea, non ottimale, in questo momento non ci sono alternative; c la proposta popolare della Guzzanti, ma non stata presa in considerazione. R: Nel suo libro riporta che Bernabei sostiene esistere una sorta di massoneria allinterno della Rai, e Lei concorda sostenendo bulgaroossia della che la cosa peggiore stata -ancor pi delleditto da parte del berlusconismo laccettazione

della politica a rendere il sistema radiotelevisivo omologato, tutto unica Rai. Licio la azienda, con lavvenuta mediasettizazione Gelli prevedeva del nel piano di Rinascita e fa distruzione e servizio La pubblico

Democratica per la

radiotelevisivo e la creazione di una sola agenzia nazionale programmazione linformazione. similitudine rabbrividire... M: Non bisogna dimenticare la storia della Rai, quando nata era in mano ai massoni e a persone di destra, la massoneria dentro la Rai c sempre stata, chiaro. Parlavo

proprio andando

l'altro sulla a

giorno gli

con

Peter della

Gomez,

che

sta della

facendo la Rai, Stella

un'indagine

presenza

massoneria

dentro

prendere

elenchi

dellOrdine

d'Oriente, ci sono i nomi di una ventina di dipendenti Rai, quindi ufficiale. La p2 invece era un elenco segreto e non dimentichiamo oltre ad che nell'elenco stato che come e in sia lui della p2 c'era anche il alla poi presidente della Rai Enrico Mangano; oggi un signore che essere e Costanzo gli parlamento nel altri. aveva Tornando da aderito al Margherita Maurizio soldi credo Partito Democratico,

discorso societ

Berlusconi, all'inizio della sua carriera di imprenditore i che vengono imprestati alcune finanziarie, i titolari erano iscritti alla loggia p2. E non ci dimentichiamo che quando in un paese avviene un colpo di stato, la prima cosa che si fa quella di prendere il potere della televisione, occupare la televisione, per poter propagandare nel paese un proprio messaggio. Tra i principi della p2 ci sono l'informazione, la magistratura e la pubblica amministrazione: nel momento in cui tu governi questi tre poteri hai lo Stato in mano. R: Qual lo Stato della Rai? Fornisce un buon servizio pubblico? Cosa vuol dire servizio pubblico? E cosa dicono gli indici di ascolto? M: Non credo che l'indice di ascolto di un programma sia anche il suo indice di gradimento, la gente guarda quello che offri e fa la scelta. L'alternativa Sky che, anche se ha preso piede, parliamo un ceto di soli 4 milioni istruito-, di abbonati la -sicuramente medio-alto, mentre

televisione generalista vista soprattutto da quelle famiglie che non hanno alternative. Unindagine recente dimostra che chi guarda la televisione soprattutto la gente da una certa et in su, e in particolare la Rai vista soprattutto dagli anziani. Il servizio pubblico non soltanto fare informazione

o fare programmi di servizio, per me servizio pubblico fare un buon prodotto: fare buona fiction, fare un buon telegiornale, fare un buon intrattenimento, cio fare cultura. E chiaro che devi anche dare una serie di informazioni, ma servizio pubblico anche far partire il telegiornale all'ora giusta. serata Raiuno avveniva Quando deve non tu dici che il telegiornale deve dipende in partire dalla diretta, della alle seconda Cos dei al partire ha Quando un il alle 23, 23.

una volta.

Oggi il telegiornale di mezza sera di orario, lunghezza prendiamo programma

programmi.

sabato sera, lo scontro tra la De Filippi e il programma di Raduno, uno tende a finire dopo l'altro per recuperare nello share, per fare una media di ascolto pi alto, fregandosene del servizio pubblico, cio di mettere in onda il telegiornale a quello che l'orario di palinsesto. Servizio pubblico un insieme di cose: fare programmi sociali, affrontare i problemi del paese e non nasconderli. C: Farli affrontare da uno come Fiorani servizio

pubblico? M: Servizio pubblico non quello, ma qui si scontra con il successo, perch purtroppo oggi esser persona di successo essere un volto, non pi essere una firma, non pi importante quello che tu dici importante tutte le volte che vai in televisione, che ti fai vedere. Questo l'hanno capito anche i politici, infatti le grandi star del nostro paese oggi sono loro, in ogni angolo del palinsesto trovi il politico. Pensare che un delinquente come Fiorani, che ha truffato -lo diciamo perch gi stato condannato in primo grado- possa insegnare alla gente come risparmiare, e da pazzi; io sono convinto che la prima puntata, per fortuna non stata fatta, e l la dirigenza generale c'ha messo una pezza come si suol dire, sarebbe stata un grande successo, ma quello non servizio pubblico.

C: Lei sostiene che perseguire lo scoop alla Matrix motivo di degenerazione del ruolo informativo. Come si pone nei confronti dello scoop? Lo scoop viene prima delletica? M: Bisogna capire cosa si intende uno scoop, se si intende essere i primi a raccontare una cosa, questo fa parte del gioco, lo cio essere un i primi il a intervistare lavoro. Per un personaggio, sulle essere i primi a scoprire una certa cosa, io non sono contro scoop, po' nostro esempio intercettazioni telefoniche penso che un giornalista quando ha uninformazione la deve comunicare non pu tenerla nascosta, certo ci devono essere anche delle regole, per nel momento in cui un giornalista ha una notizia la deve dare. Se noi intendiamo scoop quello che fa Matrix o quello di Porta a porta sulla cronaca nera, quello un tipo di televisione che non mi interessa e a volte si fanno le trasmissioni su Cogne, Erba per nascondere quelli che sono i veri fatti del momento. Penso ad alcune cose fatte con Enzo Biagi, per esempio Emir Kusturica mondo; vengono diventa Presidente uno della scoop un Serbia, che la e noi l'abbiamo un intervistato esattamente dopo 24 ore e siamo stati i primi del ecco fatte quello le televisione, Biagi giornalista deve fare. Non c' una regola, dipende sempre come cose. Faccio esempio intervist Stevanin -un serial killer che aveva ucciso 8 prostitute e poi ne aveva occultato i cadaveri- noi lo intervistammo il giorno dopo la condanna a Stevanin colpevole inizia la di l'ergastolo. Fu unintervista molto seria, sua intervista dicendo che lui non era finisce chiedendo scusa ai familiari fatta alla Biagi, era un Biagi ancora in forma. Ricordo che niente,

delle vittime. Poco dopo fu arrestato un altro serial killer, il killer dei treni. Un certo Bilancia, che aveva ucciso 13-14 persone. rendersi Morale della favola: Quando Bilancia avvengono chiese queste di essere intervistato da Biagi, chiaro che c'era la necessit di interviste

protagonisti.

bisogna sempre domandarsi il perch. Il perch l'avvocato d l'autorizzazione e il criminale decide di farsi intervistare. C' sempre una doppia verit, da parte loro ci potrebbe essere l'idea di riuscire a utilizzare l'intervista per raccontare un'immagine diversa del criminale. Probabilmente nel caso di Bilancia c'era del protagonismo, comunque c'erano anche ragioni di difesa. Biagi disse di no. Dopo un anno, quando Bonolis torn in Rai da Mediaset e and a condurre Domenica In, lui fece l'intervista a Bilancia in due parti e and in onda al pomeriggio della domenica. Questo fu un grandissimo scandalo, primo perch a intervistare era Bonolis, cio non un giornalista, non un esperto, ma un intrattenitore, secondo noi sapevamo che Bilancia aveva questa necessit di rendersi protagonista, di farsi vedere in televisione, quindi era una cosa a cui non bisognava dar seguito, e terzo il pomeriggio della domenica, e cio che uno che ha seviziato e ammazzato 13-14 C'era donne, da sia diventato il protagonista il direttore della di domenica. e il licenziare Bonolis, RaiUno

direttore generale che aveva permesso di farlo. C: Nel libro di Furio Colombo Post-Giornalismo, lautore sostiene la fine della democrazia a causa della fine del ruolo del giornalismo troppo servile nei confronti del potere e delleconomia. Lei cosa pensa? M: democrazia Io non sono d'accordo io sono con Furio Colombo quando che la c'

sta

finendo,

d'accordo

dice

stato un grande cambiamento. Ritorno al discorso Berlusconi, lui non ci sarebbe se non ci fossero stati tanti giornalisti che si sono messi al seguito e sono diventati suoi servitori, Berlusconi televisioni non e ci una sarebbe fetta se non avesse comprato della le dell'informazione carta

stampata. Purtroppo oggi nel nostro paese non esiste pi un editore puro, c' sempre e comunque la politica dietro agli editori, basta guardare quanti giornali di partito utilizzano

contributi cio

dello

Stato, a

la

maggioranza quello come ha

sono che

giornali ha

di

partito. L'altra cosa grave la mancanza in parte della vera lotta, riuscire il nostro capire e veramente F. Colombo trasformato Paese, detto

giustamente, mettendo in crisi anche la democrazia stessa. La politica deve controllare in un paese il potere economico -non l'economia-, quando il potere economico si impadronisce della politica la fine. Questo successo nel nostro paese, ed grave. Esiste un giornalismo libero, questo esiste, esiste perch oggi abbiamo tanti mezzi di informazione ed difficilissimo nascondere la notizia, lo possono fare i giornali, forse non lo fa la televisione, lo fa la televisione, ma la notizia casomai esce sui giornali, la notizia viene nascosta dalla televisione e dai giornali, la trovi in internet; allora difficile nascondere un fatto, il problema che non tutti hanno a disposizione tutti i mezzi di informazione. Nel nostro Paese si vendono poco pi di 6 milioni di quotidiani, esattamente come nel dopoguerra. Il nostro uno dei Paesi dove si legge meno in assoluto; vengono pubblicati tantissimi libri, ma si legge pochissimo. Ecco perch ancora pi grave tutto quello che si fa nei confronti della Rai e della televisione, perch il vero grande mezzo di informazione e di cultura nel nostro paese, e questo va difeso. Il potere politico entrato anche all'interno della televisione, cio sono avvenuti anno dei fa fatti come quando la l'editto la bulgaro che fino a qualche genere. -anche democrazia che cristiana avvenuta era nei

partito assoluto- non sarebbero mai accaduti fatti di questo L'editto bulgaro, censura confronti in particolare di Biagi e Santoro, stata una cosa grandissima e pazzesca, ma non perch andava a colpire due importanti giornalisti, ma perch era quel segnale a tutti. Infatti, fare Biagi diceva fatto, e sempre io non mi preoccupo per me, poi comunque continuo a scrivere sul perch sono un signore di 80 anni, quindi quello che dovevo l'ho

Corriere della sera, ma mi preoccupo per i giovani, cio se arrivano a colpire me che sono un padre del giornalismo, cosa accade all'interno di quella redazione a quel giovane precario che deve portare a casa la pagnotta, che non ha lo stipendio fisso, questo come fa a dire di no al suo editore. Infatti la cosa pi grave che si scatenata dopo quei fatti stato quel processo di auto-censura venuto fuori in molti di quelli che fanno informazione. C: E vero che esiste un tacito accordo per cui ogni politico ha il suo giornalista di riferimento da cui si lascia intervistare? Questo non porta a direzionare le interviste ed a smussare le domande impertinenti? M: Si, questo vero, a seguito di un politico, di un Presidente del Consiglio, di un Presidente della Repubblica sono sempre quei giornalisti. Il problema non sta nel fatto di aver un buon rapporto con il politico, il problema come sei tu come giornalista. Per esempio Pertini quando andava a fare un viaggio all'estero chiedeva al Corriere che mandassero Enzo Biagi. Ci sono delle lettere straordinarie scritte da Pertini e Biagi. Pertini che era uno molto permaloso, si arrabbiava con Biagi e gli scriveva queste cose che non era gradito a lui, Pertini al tuo amico Nenni non lo chiamava e Biagi l' avresti mai scritta quando appunto Biagi faceva un pezzo addirittura, siccome erano molto amici, si arrabbiava e gli sbatteva gi il telefono. Ma per questo Pertini non faceva l'editto bulgaro, il suo amico anzi era importante il rapporto dialettico, perch un sapeva che che aveva non di fronte un per c'era molta stima reciproca e quando Pertini andava via voleva Biagi, giornalista onesto, giornalista scriveva

piaggeria ma uno che scriveva per informare. Ecco il problema oggi diverso, si sono visti al seguito di alcuni Presidenti del Consiglio dei giornalisti giovani ed inesperti, per estremamente graditi; quel giornalista non avrebbe mai scritto

di un fatto che poteva essere controproducente al Presidente del Consiglio. Se pensiamo quando a quella volta che Berlusconi la platea di Kofi del intervenne piena, Annan. genere, ed all'Onu: era la intervenne c'era

semivuota e il giornalista che fece il pezzo mont la platea platea non fanno ripresa stanno dell'intervento facendo il si Ecco certi cio giornalisti non farebbero mai qualcos'altro cose del lakk,

questi questi

mestiere chiama

giornalismo,

leccaculo. Manca la professionalit. Tra Biagi e Pertini c'era rispetto del ruolo, l'uno non entrava mai nell'altro. Biagi in questi viaggi riusciva ad avere delle confidenze da parte del Presidente della Repubblica, il pdr lo invitava ,perch tutti i giornalisti andavano all'estero con l'aereo presidenziale, e poi a un certo punto Pertini chiamava Biagi e lo portava nella zona riservata, ma Biagi non scriveva mai niente di quello che accadeva nella zona riservata, perch in quel momento erano confidenze personali. Pensiamo oggi una cosa di questo genere diventerebbe subito motivo di scoop, ma quello non scoop, usare un momento di confidenza e usarlo molto male. C: Anche lei ha partecipato lo scorso 3 luglio al convegno il Format che non c con Gentiloni a Roma che ha riunito 100 autori per parlare del vostro ruolo e della riforma della radio tv . Cosa ne uscito? pensa che ci che uscito possa aver risvolti pratici? M: I convegni servono generalmente per denunciare, da li non accaduto nulla, se non confrontarci. Il format una cosa molto seria, io ho definito in quell'occasione che molti autori televisivi oggi non sono autori ma sono formatizzatori, nel senso che adattano i format di programmi di altri Paesi, di altre televisioni alla nostra, ma sul format il discorso molto ampio: c' la mancanza di produzione interna alla Rai, negli anni, soprattutto per quanto riguarda il variet, ha affidato ad alcune societ la Ballandi in primo luogo,

Magnolia, Endemol, telespettatore).

l80-90% dell'intrattenimento (parlo della Significa che sono morte delle

Rai, perch la realt Mediaset non la conosco, se non come professionalit all'interno dell'azienda, utilizzando le case di produzioni esterne la creativit interna si atrofizzata. Non sono contrario in assoluto all'uso del format, perch fa parte di un mercato, il problema che all'interno di questo mercato, noi come Rai, eravamo protagonisti, esportavamo molti format, ora acquistiamo ha speso soltanto. molto di L'azienda pi ha a perso una professionalit, rispetto

produzione interna, c' un utilizzo scarso del personale e soprattutto in questi anni non si sono create quelle figure come gli autori di una volta, oggi non c' un autore dentro la rai. Quel convegno era nato da una denuncia, una lettera aperta fatta da Bernardo Bertolucci su Repubblica. Questo

discorso non vale soltanto per il variet, vale anche per la fiction, ed su questa che Bernardo aveva posto l'attenzione. C' un discorso di propaganda e di ideologia a cui bisogna stare attenti. In questi ultimi anni con il governo di destra si fatto del revisionismo storico, non dimentichiamoci che Gasparri la prima cosa che ha fatto diventando Ministro delle Telecomunicazioni stato lo sceneggiato sulle foibe. Si fa una certa cultura e attraverso la diffusione del prodotto televisivo si va a intaccare il pensiero della gente. Questo molto , ma molto grave. B. Bertolucci disse faccio un appello agli autori dicendo non dovete esser disponibili a svendere la propria disponibilit , ed io ho risposto poi uno deve anche guadagnare la pagnotta. Il problema la disgregazione nella categoria, cio non c' pi unit per poter dire No, noi queste cose non le facciamo, c' sempre quello che diventa disponibile e sarricchisce, e in quel certo momento si porta dietro forza. degli E altri, allora in la categoria anni per perde gli la propria i avvenuto questi autori,

giornalisti,

i registi.

C: A sentirLa mi venuto in mente Furore, romanzo di John Steinbeck, dove la fame metteva tutti contro tutti e non riusciva a far coalizzare gli operai... M: S, l addirittura si mettevano contro all'interno

della stessa famiglia questa preoccupazione;

Queste cose in tempi diversi avevano Biagi e Montanelli in unintervista di

portato al fascismo. Io non dico che nel nostro paese esiste parlavano di dittatura morbida e poi Biagi pi tardi disse ho sbagliato nell'aggettivo, unaltra definizione fu Umberto Eco regime un po' mediatico. la Faccio ma un esempio concreto: d il

tutti critichiamo la legge Gasparri -gli ultimi eventi stanno accelerando riformaquesta legge consiglio di amministrazione in mano al governo, allora perch il governo di centro-sinistra dovrebbe oggi cambiare una legge che se riesce ad aspettare ancora cinque-sei mesi potr domani eleggere a sua volta un cda che gli dar la possibilit di governare dentro l'azienda? Il problema vero questo, cio non ha importanza il colore, siamo su una china che tutti stanno potere. C: ... e cosa ne pensa dellabitudine odierna di chiedere le domande a un giornalista prima dellintervista stessa? M: Era impensabile qualche anno fa che un politico cavalcando, tutti vanno verso quellobbiettivo, il

chiedesse le domande a un giornalista, questo avveniva solo quando intervistavi un Capo di Stato perch il protocollo che te lo cosa Fabio Fazio impone. Oggi dare le domande a un politico una Noi per non lo facciamo, io insieme a tempo che fa. Ogni tanto abbiamo dei per Che normale, anzi

politici e i politici non sanno le domande che far Fazio, questa la condizione sine qua non, altrimenti non pi un'intervista. Berlusconi, Ricordo una volta un dialogo tra Biagi e Berlusconi chiedeva le domande e Biagi rispose

posso

anche

dirle

le

domande

che

ho

preparato,

ma

cosa

significa? lei mi da una risposta dopodich

in base alla

risposta mi viene in mente una domanda e gliela faccio. Oggi non si fanno le seconde domande, si fa la prima domanda e poi si cambia argomento, ma sono le seconde e le terze domande che danno forza all'intervista, e questo non accade nelle trasmissioni. ...c' stata l'intercettazione telefonica di e Sottile. Sottile era Fini andasse a Porta il portavoce di Gianfranco a Porta e us questo Bruno Vespa Fini e fu "stai

arrestato per la vicenda di vallettopoli. Vespa voleva che termine tranquillo che ti costruiamo il vestitino su misura"; vuol dire sta tranquillo quelli che ti faranno le domande saranno amici, immorale per la professionalit, ed immorale anche per chi te lo chiede. Pensiamo sempre al telespettatore, falsificare un fatto, perch tu mi devi dare le risposte in funzione di quello che ti chiedo, non mi devi dare le risposte che ti sei preparato perch sai le domande, questa una cosa schifosa, una cosa che non si deve fare, una volta era uno scandalo oggi non proprio. C: ... e Biagi come si comportava? M: Biagi, uno che si sempre fatto dare del Lei dalla politica, mi diceva prima di fare un' intervista a un politico non voglio rimanere mai solo con lintervistato prima che inizi l'intervista, ci deve esser sempre qualcuno con me, lui che aveva potere, era Enzo Biagi. Questo perch la persona che sta per essere intervistata, se sei solo, ha la possibilit di dirti poi la domanda la sulla giustizia non me la faccia, nel per cortesia se no mi mette in difficolt e diventa un problema fare domanda, oppure potrebbe accadere dialogo scusi per io quella domanda gliela devo fare e questo ti pu dire allora non faccio l'intervista e tu devi andare in onda col programma subito dopo. E poi la grande lezione che

faceva tutte le volte che si partiva con la nostra redazione noi possiamo avere amici, ma il nostro programma non deve essere amico di nessuno, questa la frase che dovrebbe esser scritta in alto all'entrata di ogni redazione. C: ... un po come la legge uguale per tutti. C: Come preparavate le puntate de Il Fatto Lei e Biagi? M: Era un lavoro di equipe, la mattina alla argomento era una affrontare e ci si metteva in moto, 9-9.30 si lui era il

faceva una riunione allargata di redazione, si decideva che direttore io il vice e coordinavo tutta la redazione. Dato che trasmissione televisiva alla nostra riunione partecipavano tutti, anche i montatori, perch diceva Biagi che pu darsi che al montatore venga un'idea che a nessuno di noi viene in mente. La riunione del pomeriggio era invece una riunione ristretta. C: In pratica una giornata di lavoro per ogni trasmissione de "il Fatto"? M: S, in anche perch come lavorando con l'attualit il se non si del in era

poteva lavorare d'anticipo, fatto salvo per le cose che si mettevano condizione, cos. Era piedi intervistare lospite Presidente doveva e andare non Consiglio o il Capo di uno Stato l'esclusiva, Enzo Biagi cio Noi ponevamo sempre una

altri programmi prima veniva da noi, e generalmente andava che faceva lintervista, secondario; il suo nome era un passepartout che apriva tutta le porte. La cosa fondamentale era fidava. Sapeva che un un intervista alterata. Ricordo particolare: che la gente di Biagi si non veniva il travisata sindaco o di Cofferati,

Bologna era venuto diverse volte da noi quando era segretario della Cgil, gli chiesi come mai non andava mai in altre lui rispose io non vado trasmissioni come Porta a Porta,

dove so che non mi posso fidare, cio rischiavi di trovare trasmissioni trabocchetto. Mettere in difficolt un ospite per fare lo scoop noi non l'abbiamo mai fatto. C: Noam Chomsky, grande intellettuale dei nostri tempi scienziato e teorico della comunicazione , stato a Bologna qualche anno fa, e in quelloccasione disse che sua opera nonostante la osteggiata in America ha ricevuto spesso anche

minacce di morte- non potrebbe vivere in altri posti se non in america, perch libero di poter dire, di pubblicare. Lei cosa pensa? In Italia si ha la stessa libert? M: Assolutamente, leditto bulgaro in America non sarebbe accaduto, perch la categoria il giorno dopo sarebbe andata in piazza, ma tutti! Giornali di destra e di sinistra. Per un semplice motivo, si sarebbero posti la domanda e se domani accadesse a noi? Questo il discorso che in Italia invece non c' stato. In Italia c' stato una grande sollevazione popolare, la gente ha fatto cose importanti per chi ha subito l'editto bulgaro non la categoria; nella categoria ci sono stati gli amici, alcuni. In una discussione che abbiamo fatto recentemente Santoro ed io con Roberto Natale -che all'epoca era segretario dell'Usigrai3, il sindacato dei giornalisti della Rai- si diceva che la categoria non stata solidale. Loro hanno detto di aver fatto comunicati, questo vero per non hanno indetto uno sciopero per esempio e lui ha risposto che non hanno indetto uno sciopero perch probabilmente tutta la categoria solidariet. non avrebbe seguito. Non c' stata una vera

Usigrai: Unione Sindacale Giornalisti Rai