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Mobeel Cultural Association

PROJ V
3
Mobeel Edition
Some rights reserved, October 2007 PROJ V // Mobeel Cultural Association Index

http://creativecommons.org/licenses/by-nc-
sa/2.5/it/ DISTANCES & DOCUMENTATION Frankfurt am Main
26th – 27th october 2007

PATH Venezia
13rd April – 25th May 2007
Design and graphic project by Paola
Monasterolo

05 PRIMA PARTE: INTRODUZIONE.


FIRST PART:INTRODUCTION
prefazione: “intro Proj V” / preface: “intro Proj V”

12 Proj V Calendario appuntamenti: ‘finalCalendar’ / Proj V Calendar : ‘finalCalendar’

Contacts: 13 SECONDA PARTE: DOCUMENTAZIONE


http://www.mobeel.org/ SECOND PART: DOCUMENTATION
associazione@mobeel.org
14 PRIMO MOMENTO ESPOSITIVO / DISPLAY APPOINTMENT #1 :
This publication has been realised with Documentazione di “4+1” di Hanna Hildebrand e Claudio Marcon
the support of “Università IUAV di Venezia Documentation of “4+1” by Hanna Hildebrand and Claudio Marcon
- Dipartimento delle Arti e del Disegno catalogo originale : “01-13 aprile” / original catalogne: “01-13 aprile”
Industriale.”
28 I INCONTRO APERTO / OPEN MEETING #1:
“Pubblicazione realizzata grazie al contributo
dell’Università IUAV di Venezia - Dipartimen- catalogo originale: “02-18 aprile” / original catalogue “02-18 aprile”
to delle Arti e del Disegno Industriale”. e-mail Plamen / Plamen’s e-mail
trascrizione della discussione (selezione) / transcript of the discussion (selection)
e-mail di Claudia / Claudia’s e-mail

48 II INCONTRO APERTO / OPEN MEETING #2


catalogo originale “03-3 maggio” / original catalogue: “03-3 maggio”
trascrizione della discussione (selezione) / transcript of the discussion (selection)

60 III INCONTRO APERTO / OPEN MEETING #3


catalogo originale dell’evento: “04-16 maggio” / original catalogue: “03-3 maggio”
trascrizione della discussione (selezione) / transcript of the discussion (selection)

72 SECONDO MOMENTO ESPOSITIVO / DISPLAY APPOINTMENT #2:


Documentazione di “Tobia’s Garden” di Plamen Bontchev e Sofia Burchardi
Documentation of “Tobia’s Garden” by Plamen Bontchev and Sofia Burchardi
“Il pensiero del fare” di Chiaralice Rizzi / “Thought beneath creation” by Chiaralice Rizzi
catalogo originale dell’evento “05-16 maggio” / original catalogue “05-16 maggio”

Contacts: 80 NUOVI TESTI / NEW TEXTS


http://www.mobeel.org/
associazione@mobeel.org Di/by Tobia Tomasi
Di/ by Milo Adami “Un giardino incolto” / “An uncultivated garden”
Di / by Anna Follo
“Tra il Visibile e il Dicibile”…domande su come scrivere di Arte Contemporanea
“Between the Seen and the Said”…question on how to write about Contemporary Art
Di / by Formcontent “Noi” è la parola chiave..The stress is on “we”..
Di / by Valerio Del Baglivo “Senza Titolo” / ”No Title”
Di/ by Pietro Rigolo

95 POSTFAZIONE / APPENDIX

“chi è Mobeel.doc”
“Allegato#2.doc
“Credits.doc”
4
5

1I

prefazione / foreword
6 7
PREFAZIONE / INTRODUCTION
Intro to “Proj V – to encounter”

DISTANCES & DOCUMENTATION PATH Introduzione a “Proj V – incontrare”

“Proj v – Incontrare” - parte II Il Progetto Venezia nasce da una serie d’incontri iniziati nel novembre 2005, tra alcuni studenti della Facoltà di Design
e Arti dello IUAV di Venezia, alcuni dei quali membri dell’Associazione culturale Mobeel. In comune era la volontà di
condividere alcune esperienze personali rispetto al “mondo dell’arte contemporanea”, e la voglia di dar vita in città
Questo volume viene pubblicato in occasione della seconda parte e conclusione del Progetto Venezia, a cura dell’Asso- ad una realtà che potesse radicarsi, senza rimanere un satellite estemporaneo. Gli obiettivi concreti erano molteplici:
ciazione culturale Mobeel. elaborare delle proposte di creazione proprie e cercare di realizzarle, individuare dei momenti di riflessione attorno alla
Le motivazioni che ci hanno spinto a pubblicarlo sono essenzialmente due: da una parte la volontà di rendere fruibile la realtà culturale già esistente e stimolare la produzione artistica all’interno della realtà extra-istituzionale da cui il pro-
nostra esperienza a chi non era presente a Venezia in quei giorni, in cui è stata realizzata la prima parte del progetto, getto nasceva. Fin dall’inizio, infatti, una delle priorità del nostro elaborare era che la nostra iniziativa potesse fungere
attraverso un racconto che ha l’intento di colmare le distanze; dall’altra, questa esperienza editoriale e l’esposizione da stimolo per ravvivare il discorso artistico e teorico. Questa appariva come un’esigenza determinante all’interno del
che qui a Francoforte l’accompagna, è per noi un tentativo di lavorare sulla documentazione e più in generale sull’ar- contesto veneziano nel quale viviamo: provare se e come la città di Venezia potesse essere un terreno fertile per il pen-
chivio, con la finalità di ridurre il distacco storico in cui l’attuale spettatore potrebbe trovarsi, attraverso un ‘percorso’ di siero critico e la produzione intellettuale, al di là degli eventi di grande scala che in essa periodicamente si svolgono,
rivitalizzazione e riattualizzazione del discorso. coinvolgendo il tessuto sociale e culturale locale. Il nostro intervento cercava di essere una risposta ad un bisogno che
Consapevoli dell’impossibilità di rendere nella carta l’esperienza veneziana, fatta anche, come ogni progetto, di stanze, sentivamo provenire dall’ambiente in cui eravamo inseriti, oltre che la reazione ad una necessità personale.
silenzi, incomprensioni, affetti e quant’altro, la nuova scommessa che queste pagine ci offrono è quella di rielaborare
il progetto in un nuovo formato, che inevitabilmente, invece di riassumere, si viene a sommare, e a costituire un nuovo
canale attraverso cui il nostro percorso continua a svilupparsi. In pochi mesi si è così raccolto il gruppo di lavoro iniziale, composto da Francesco Bertelè, Valerio Del Baglivo, Claudia
L’archivio completo, presente nel CD-rom, è suddiviso schematicamente in quattro aree principali: Di Lecce, Silvia Galiazzo, Maddalena Pugliese e Pietro Rigolo. Con il proseguire delle discussioni e attraverso un vivace
un’introduzione generale al progetto accompagnata da una documentazione sulle sue fasi di progettazione e sviluppo; scambio di mail, nel settembre 2006 si è arrivati alla stesura di un progetto definito nelle sue singole parti e con
un racconto documentaristico dell’intero evento costruito rispettando la sequenzialità temporale dei fatti; uno spazio caratteristiche ben precise: Proj V - incontrare. Il tema identificato era appunto quello dell’incontro e dello scambio,
propositivo dedicato a contributi inediti; una postfazione di presentazione e descrizione dell’Associazione Culturale intesi come momenti della significazione e dell’attivazione dell’opera. Fin dall’inizio il gruppo ha coinvolto nel proprio
Mobeel. discorso alcuni artisti, che hanno scelto di collaborare alla costruzione del progetto in base alla propria attitudine e al
coinvolgimento creativo che ritenevano opportuno. Gli artisti inizialmente contattati provenivano dallo IUAV, Facoltà
Buona lettura di Design e Arti, che oltre ad essere una delle istituzioni formative attive all’interno della città, è anche il contenitore
di un tessuto artistico vitale. In seguito, per fare in modo che la produzione culturale all’interno del progetto potesse

DISTANCES & DOCUMENTATION PATH Intro to “Proj V – to encounter”


“Proj v - to encounter” part II
Proj V was conceived during a series of meetings started in November 2005 involving students from IUAV, the Arts and
This publication is created in occasion of the second part of “Proj V”, which is also its conclusion. The project was Design department of the University of Venice. Some of these students were also members of a cultural association
conceived and realized by cultural association Mobeel. Main reason to create this archive is the willing to share this called Mobeel.
experience, providing an account of those days to those who weren’t able to participate to the actual project held in The impetus behind Proj V was the desire to share personal experiences of the “world” of Contemporary Art, and to
Venice. establish a direct and long-term interaction with the city of Venice, as opposed to a temporary satellite event. There
This archive is also the chance for our team to confront with the issue of documentation: reducing time and space were several goals associated with the project. First of all, proposals for the creative work were to be outlined, and
gap, leading the viewer of today through a refreshing and revitalizing path. We are fully aware of the impossibility then attempts made to realize them. Secondly, the cultural backdrop of the city was to be reflected upon, and thirdly it
to translate on paper what happened during this Venetian experience: as every project it is made of rooms, silence, was hoped that this reflection would inspire artistic and critical thought. Since the conception of the project, the need
discussion, enthusiasms, misunderstandings and much more. The new challenge presented by this publication is to to bring a refreshed approach to artistic and theoretical discourses was a priority. The Venetian environment where
outline the project into a new shape, that won’t substitute the previous one but will enrich it and allow our search to we live and work made this even more apparent. We wanted to expose Venice as a fertile ground for critical thought
further develop. and intellectual creation, and suggest the possibility that Venice could be more than a host to the large-scale cultural
The archive you can find on the CD (ready to be printed) is divided into four main sections: events periodically held in the city. The action was taken out of a responsibility we felt to the society in which we
a general introduction to the project along with documentation of every phase of conception and development; a do- belong, as well as from our own personal motivation. In a few months the team behind the project was formed. It was
cumentary of the whole event following its chronological progression; new written contributions to the project; ending comprised of Francesco Bertelè, Valerio Del Baglivo, Claudia Di Lecce, Silvia Galiazzo, Maddalena Pugliese and Pietro
section with a brief introduction to the cultural association Mobeel and its activity and goals. Rigolo. After long discussions and an animated exchange of mail, in September 2006 “Proj V - to encounter” began
to form a distinct shape and a defined set of parts and characteristics. The terms “encounter” and “exchange” were
Enjoy the reading. primary topics during the initial stages, and they were considered as crucial throughout the entire creative process.

Some artists were involved in the development of the project, and their creative background and attitude influenced
the way they chose to be involved in the project. These artists were also students at IUAV, one of the key educational
institutions in Venice, as well as the main source for the city’s lively artistic tissue. The need to extend the scope of the
project beyond the local environs was realised soon after it had begun. To help diversify the creative process, colla-
boration was sought from another art education institution, the internationally renowned Städelschule in Frankfurt,
Germany.
8 9
PREFAZIONE / INTRODUCTION
Intro to “Proj V – to encounter”

aprirsi ad esperienze più eterogenee, non concentrandosi sulla sola realtà territoriale veneziana o dell’ateneo, abbia- discussioni avute, da alcuni degli artisti coinvolti.
mo proposto una collaborazione anche ad un’altra realtà formativa altrettanto affermata a livello internazionale, la Il primo momento espositivo, nonché il primo dei cinque appuntamenti, “4+1”, un’opera di Hanna Hildebrand e Claudio
Städelschule di Francoforte. Attraverso un primo contatto con l’artista Hanna Hildebrand, studente presso la Städel- Marcon, è stato realizzato il 13 aprile. Il secondo, “Tobia’s Garden”, è stato invece ideato da Plamen Bontchev e Sofia
schule, siamo riusciti a stabilire il legame con la scuola e la città, cercando la collaborazione di altri artisti, che venuti Burchardi, ed è stato installato per l’ultimo appuntamento, il 25 maggio 2007.
a conoscenza dell’idea hanno attivamente partecipato all’ulteriore elaborazione e realizzazione. Risponde alla scelta In questa occasione anche un’altra artista coinvolta nel progetto, Chiaralice Rizzi, ha scelto di contribuire al momento
di tale iter costitutivo, proprio la metodologia di lavoro con cui abbiamo operato: il processo di costruzione, la presa di espositivo scrivendo un testo, una sorta di lettera personale inviata in prima istanza a noi, ma in seguito resa pubblica
posizione etica e soprattutto la responsabilità verso il gesto creativo non sono state univoche o prestabilite. Il risultato tramite la piccola pubblicazione che accompagnava ogni appuntamento.
finale piuttosto è stato il frutto di una realizzazione collettiva intesa come la totalità delle differenti identità e attitudini Nell’arco di tempo compreso fra i due momenti di display, a distanza di circa due settimane l’uno dall’altro, si sono
delle persone coinvolte. tenuti i tre incontri aperti, in cui al pubblico convenuto sono state proposte alcune tematiche da noi giudicate rilevanti
Ciò vuol dire che elemento fondante di questa ‘metodologia’ è stata la complementarietà fra il progetto curatoriale e nel campo dell’arte contemporanea. Gli incontri si sono svolti in forma di tavole rotonde informali. Dopo una breve
quello artistico. I due discorsi hanno vissuto separatamente ma erano legati in modo intrinseco, perchè si basavano introduzione di dovere sull’intero progetto e sulle tematiche trattate nella singola discussione, la nostra scelta è stata
sull’esperienza del dibattito costante sviluppatosi durante gli incontri di condivisione e costruzione: momenti essenziali quella di non organizzare il dibattito secondo una scaletta predefinita, ma di puntare sull’idea dell’assenza di un mo-
di effettiva elaborazione dell’idea. Anche nel momento di svolgimento del progetto, il contenuto proposto è stato deratore e dell’organizzazione spontanea del discorso. I curatori, gli artisti e gli ospiti invitati, così come qualsiasi altro
ininterrottamente arricchito dall’inserimento di soggetti esterni: gli artisti provenienti da Francoforte o gli stessi parte- tra il pubblico, hanno avuto la possibilità di intervenire, condividendo esperienze personali, dubbi e opinioni rispetto ai
cipanti agli incontri aperti. Non siamo partiti da contenuti e proposte curatoriali inderogabili, ma le abbiamo modificate problemi presentati.
e integrate durante il percorso. Anche questa scelta non è stata casuale e neppure priva di problematicità. Sicuramente questi incontri hanno realizza-
Questa scelta non è stata fortuita, ma costituisce uno degli aspetti più propositivi dell’intero progetto: riflette la to uno spazio di discussione particolare, esterno alle abituali cornici artistiche cittadine e fondamentale è stata, infatti,
tensione costante del gruppo verso un’idea di creazione mai completamente prevedibile o pianificata, costantemente la scelta della location. La decisione di organizzare degli incontri così ‘aperti’- così dipendenti per il loro svolgimento
arricchita per rendere l’azione di significazione più feconda. dal contributo che ogni partecipante sceglieva di apportare - ha di volta in volta dischiuso uno scenario differente, che
è difficile valutare secondo parametri di utilità strettamente teorica.
E’ forse opportuno considerarli come una prima apertura d’indagine sulle possibilità insite nella condivisione di opi-
Proj V si è tenuto tra aprile e maggio 2007, un evento della durata di due mesi diviso in cinque differenti appuntamenti. nioni e saperi circa l’arte contemporanea all’interno di gruppi più o meno eterogenei, sulle modalità comunicative che
La continuità temporale è stata ricercata per proporre un ‘invito costante’ allo spettatore, sentendo la necessità di mettiamo in atto per confrontarci su queste tematiche.
continuità che l’azione intrapresa richiedeva. I cinque appuntamenti sono stati distinti in due tipologie di incontro: due
‘momenti espositivi’ e tre ‘incontri aperti’.
I momenti espositivi si sono concretizzati con l’installazione e lo svolgimento di progetti artistici ideati, a seguito delle Come si diceva, fondamentale e determinante è stata la scelta del luogo, che è divenuto il punto di riferimento del Pro-

First contact was made with artist Hanna Hildebrand, also a student at Städelschule. We then managed to form a zed for the last event on 25th May. As part of the last appointment, another artist involved with the project, Chiaralice
connection with the school and the city, and called for the participation of other artists. Several artists responded Rizzi, chose to contribute with a written text. She exhibited a private letter originally addressed to the working group,
to this call and chose to actively collaborate with us and further develop the project. The decision to follow such a then made public through the small publication produced for each opening.
course of action may seem haphazard, but was in actual fact the working method we chose to embrace. The process During the time between these two display appointments, more or less every two weeks, three open meetings took
of construction, the moral position and the responsibility towards the creative act were not pre-fabricated, or solely the place. The public who had gathered on each occasion was asked to reflect upon and discuss the issues that the project
vision of one person. The final result has been a collective creation, arranged as a sum of the particular identities and group had thought relevant for contemporary art discourse. The meetings took place as informal round tables. After a
inclinations of the individuals involved. brief introduction to the whole project and to the issues presented for discussion we chose not to organize the talk fol-
The grounding aspect of this strategy is the happy balance between the Curatorial and the Artistic. Originally, they lowing a strictly set outline, instead we left room for a spontaneous evolution of the debate. Curators, artists, invited
were two distinct discourses living separate lives, however, they were always intrinsically linked. In fact, they were guests as well as members of the public, had a chance to join in the discussion, sharing personal experiences, doubts
both based on the experience of the debate which developed during a series of meetings held within the creative and opinions about the chosen issues, and more.
group. These moments were essential for setting in concrete the main themes and ideas of the project. During the pro- This decision wasn’t coincidental, and was not without its troubles. These round tables often provided a peculiar arena
gress of Proj V, the creative content has been constantly enriched by contributions from various sources, such as the for communication to take place in, situated outside of the usual cultural frameworks of the city. The choice to set
artists from Frankfurt, and the open meeting participants. We didn’t want to restrict ourselves with obligatory topics or such an open format for the interaction left it strongly dependent on the contribution that every participant chose to
binding curatorial proposals, and we attempted to adapt to and process the input received along the way. This attempt put forward. Each time, different scenarios were outlined and it appeared inappropriate to judge them according to
constitutes one of the most affirmative aspects of the whole project, it reflects the consistent effort of the group to a merely conventional theoretical value. Instead we considered them as a first attempt to begin an exploration of the
avoid the process being predictable or completely mapped out. This constant enrichment has allowed the final action possibilities rooted in the act of sharing thoughts and opinions about contemporary art inside more or less uniform
to be as fruitful as possible. groups, reflecting on the ways we find to debate on such topics.

Essential for the development of Proj V was the choice of exhibition space. From the beginning we were looking for a
Proj V was held between April and May 2007, and it was structured as five events, or “appointments”. Such a format space that could meet specific expectations. We wanted our “guests” to feel completely at ease and welcome, but we
was considered appropriate in order to guarantee a “constant invitation” to be addressed to the spectator. The five also wanted to maintain respect for the venue and those who had generously allowed us to use the space. And we fi-
appointments were divided into two different classifications, two “display appointments” and three “open meetings”. nally found this place. Every appointment was held in the Campiello de le Strope – Santa Croce, 1062/A, a private hou-
The display appointments comprised the realization and exhibiting of the art projects conceived by the artists involved, se that, thanks to its internal and structural characteristics, has allowed an intimate encounter between the spectator
following the discussions held with the rest of the group. The first display appointment, also the first of the five events, and the work of art, and furthermore, in the open meetings proved itself to be a space allowing a balanced exchange
presented “4+1”, a project created by artists Hanna Hildebrand and Claudio Marcon on 13th April. The second display between the people involved. It was a private space, made accessible. The possibility to gather in a welcoming
appointment, titled “Tobia’s Garden”, was created by Plamen Bontchev and Sofia Burchardi. The installation was reali- environment made people comfortable enough to express their opinions frankly, and confront the issues proposed for
10 11
PREFAZIONE / INTRODUCTION

getto Venezia. Sin dall’inizio abbiamo focalizzato la nostra ricerca su una tipologia di spazio, che potesse ripondere a
determinate esigenze. Volevamo un posto che accogliesse l’ospite permettendogli di dismettere l’abito dello sconosciu-
to, ma che allo stesso tempo gli/le facesse capire quale fosse la minima distanza concessa da chi ospitava. Evitando
una gratuita rimozione dell’estraneità, abbiamo cercato di fare un ‘passo’ verso la sua possibilità di trasformazione in
familiarità attraverso il confronto.
Così alla fine l’abbiamo trovato.
Ogni singolo appuntamento è stato realizzato in Campiello de le Strope – Santa Croce, 1062/A, una casa privata, che
per le sue caratteristiche intrinseche, e per la generosa attitudine del proprietario, Tobia Tomasi, ha permesso un in-
contro intimo fra spettatore e opera e un confronto paritario fra le persone presenti. Uno spazio privato ma facilmente
accessibile.

La possibilità di ritrovarsi all’interno di un ambiente abbastanza intimo da permettere ad ognuno di esprimere la


propria opinione e di affrontare in maniera aperta e sincera le tematiche affrontate all’interno dell’intero Proj V, ha
sicuramente apportato nuovi spunti e nuovi stimoli ad un processo critico quanto mai aperto a continui sviluppi e con-
traddizioni. Proprio grazie a questa inconsueta tipologia investigativa, che parte da un discorso aperto e non prevede
una conclusione logico-deduttiva a priori, che lascia libero sfogo a perplessità quanto ad entusiasmi, il contributo
diretto dei partecipanti al dibattito ha potuto svilupparsi nella massima libertà.
Il pubblico, vero protagonista del Proj V, molto eterogeneo (come da nostro auspicio), ha partecipato agli incontri
aperti nelle maniere più differenti: chi era a conoscenza dell’intero progetto ed è stato presente durante tutti e 5 gli
appuntamenti, chi ha partecipato agli incontri aperti che più lo interessavano rispetto alla tematica proposta, chi ha
presenziato in maniera diretta al dibattito mettendo a disposizione le proprie opinioni ed esperienze, chi ha assistito
in silenzio con un’attitudine positiva e curiosa, ed infine, ebbene sì, chi se n’è andato a metà serata non trovandosi a
proprio agio in una tipologia di discorso forse troppo libera.
Il coinvolgimento del pubblico all’interno di un dibattito sull’arte contemporanea è una realtà quotidiana; sempre
più spesso il grande popolo degli amatori, più o meno facenti parte del mestiere, sembra affamato di spiegazioni
e informazioni sui contenuti e le forme dell’ arte dei nostri giorni. Ecco che col Proj V si è tentato di fare un piccolo
passo, senza pretendere il merito dell’esclusiva, verso i possibili incontri tra lo spettatore contemporaneo e l’arte che lo
accompagna...

Francesco Bertelé,Valerio Del Baglivo, Claudia Di Lecce,


Silvia Galiazzo, Maddalena Pugliese, Pietro Rigolo

discussion and provoked by the project itself. Proj V’s investigation has constantly taken new ideas on board, crea-
ting a critical process open to continuous development and contradiction. Thanks to this unusual exploratory effort,
which started from an open discourse and did not lead to a straightforward quantifiable result, the contribution of the
participants had the chance to substantially unfold in full freedom, bringing about passion, perplexity, interest, and
sometimes even misunderstanding.
The varied public audience has, in a way, been the real protagonist of Proj V. The participants displayed a wide range
of different attitudes, from those who knew the project well and decided to join all five appointments, to those who
took more interest in the issues raised in one of the open meetings, from those who were actively involved in the di-
scussion, putting forward their experience and opinions, to those who just listened in silence, and those who left in the
middle of the talk not feeling at ease with the exchange proposed. The involvement of the public within contemporary
art discourse is currently a reality, the ever-increasing population of art lovers, both amateurs and professionals, seems
to be craving explanations and information about the issues and art forms of today. With Proj V, we have attempted
to make a small step towards, at no time deluding ourselves with the thought that it hasn’t been tried before, the
direction of a possible encounter between the contemporary spectator and the art of our time.

Francesco Bertelè, Valerio Del Baglivo, Claudia Di Lecce,


Silvia Galiazzo, Maddalena Pugliese, Pietro Rigolo
12 13

Calendario Proj V:

Venerdì 13 aprile, ore 22.00 – I momento espositivo


“4+1” di hanna hildebrand e claudio marcon

mercoledì 18 aprile, ore 21.00 - I incontro aperto


“Il rapporto tra artista, curatore e spettatore. Una revisione del proprio ruolo nel complesso
gioco di relazioni tra gli attori.”

giovedì 3 maggio, ore 21.00 - II incontro aperto


“Tra il visibile ed il dicibile: come scrivere dell’arte contemporanea?”

mercoledì 16 maggio, ore 21.00 - III incontro aperto


“Il problema della parola comprensione nell’arte contemporanea.”

Venerdì 25 maggio, ore … – II momento espositivo

documentazione / documentation
Proj V Calendar:

Friday April the 13th, 10 p.m. – first display event


“4+1” by Hanna Hildebrand and Claudio Marcon

Wednesday April the 18th, 9 p.m. – first open meeting

1I
“The relationship between artist, curator and spectator. A review of one’s role in the
complex interaction between these relationships”

Thursday May the 3rd, 9.p.m. – secondo open meeting


“Between visible and “talkable”: how to write about contemporary art?”

Wednesday May the 16th, 9 p.m. – third open meeting


“The issue of “comprehension” in contemporary art”

Friday May the 25th, - second display event


14
DOCUMENTAZIONE / DOCUMENTATION

13 aprile 2007 April 13th 2007

L’Associazione Culturale Mobeel Mobeel Cultural Association


presenta presents

+
41
Primo momento espositivo First display appointement

regia
Claudio Marcon .......................... Hanna Hildebrand
16 17
DOCUMENTAZIONE 13 aprile 2007 / April 13th 2007 DOCUMENTATION
“4+1” - I display moment

EVENTO VISIONARIO IN UNA NOTTE DI VENEZIA VISIONARY EVENT ON A VENETIAN NIGHT

“4+ 1”É UN PROGETTO FILMICO CON ELEMENTI DI PERFORMANCE PUBBLICA CHE SARÁ INOLTRE VISIBILE COME VIDEOINSTALLAZIONE “4 +” 1”IS A VISUAL-ARTS/FILM PROJECT THAT CAN BE DESCRI-
IN UN CONTESTO ARTISTICO. IN QUATTRO LUOGHI ALL’APERTO DI VENEZIA IL 13 APRILE 2007 SONO INCONTRABILI 4 SET DI RIPRESA, IN BED AS A PUBLIC PERFORMANCE AS WELL AND THAT WILL BE
OGNUNO DEI QUALI UNA TROUPE È IMPEGNATA A FILMARE UNA BREVE SEQUENZA. LE QUATTRO SCENE VERRANNO IN OGNUNO DEI 4 DISPLAYED AS A VIDEO INSTALLATION IN AN ARTISTIC SPACE. IN
LUOGHI RIPETUTE E FILMATE CONTINUAMENTE PER 90 MINUTI. BENCHÉ LE MEDESIME SCENE VENGANO RIPETUTE IN LOOP, DIFFERENZE FOUR OUTDOOR LOCATIONS IN VENICE, ALL CLOSE TO EACH OTHER,
DI VARIO TIPO PORTERANNO A UN RISULTATO MAI UGUALE. DOPO IL TEMPO DI RIPRESA/PERFORMANCE PUBBLICA, NELLA STESSA SERA- ON ONE FIXED EVENING FOUR SHOOTING SET WILL BE SET UP.
TA, IL MATERIALE REGISTRATO VERRÁ PRESENTATO SENZA ALCUNA POSTPRODUZIONE IN UN NUOVO LUOGO, AL CHIUSO, ON EACH SET A TROUPE WILL BE SHOOTING A SHORT SCENE: FOR
IN FORMA DI 4 PROIEZIONI PARALLELE, UNA PER OGNI SCENA. LA COLONNA SONORA SARÁ COSTITUITA DALLE 4 TRACCE SOVRAPPOSTE. EXAMPLE A GIRL TRYING UNSUCCESSFULLY TO OPEN A DOOR, A
COUPLE ARGUING ABOUT SOMETHING THAT REMAINS UNKNOWN
“4+ 1”- LOOP ANALOGICO, MIMETISMO E TRAMA NASCOSTA IN UN’ESPERIENZA LEGATA ALL’INCONTRO. TO THE AUDIENCE, TWO CLOWNS HAVING FUN DISTURBING THE
PASSERS-BY. THE FOUR SCENES WILL BE CONTINUALLY REPEATED
AND SHOT ON THE FOUR SETS FOR 90 MINUTES.
“4+ 1”SI OFFRE AL PASSANTE IN PRIMO LUOGO CON LA FUNZIONALITÁ APPARENTE DI GIRARE UNA SCENA; COL PASSARE DEI MINUTI DUE TO THE PUBLIC ASPECTS OF THE LOCATIONS COMMON PAS-
LA FUNZIONALITÁ SI DISSOLVE TRAMITE LA RIPETIZIONE CONTINUA DELL’AZIONE E DIVENTA ATTUALE PERFORMANCE PUBBLICA, LA SERS-BY AND INFORMED VISITORS OF THE EVENT WILL COMPOSE A
QUALE IN EFFETTI SI RIVELA ESSERE SEMPLICE OSSERVAZIONE GUIDATA DELLA REALTÁ. MIXED AUDIENCE FOR THE PERFORMANCE.
LA PRESENZA DI UNA TROUPE DI RIPRESA RENDE UN’AZIONE QUALUNQUE ARTIFICIALE, MA LA TROUPE STESSA FA PARTE DELL’ARTIFICIO DESPITE THE SAME SCENES WILL BE ACTED IN LOOP AND EACH
PERCHÉ É BLOCCATA IN UN’INNATURALE RIPETIZIONE E COMUNICA CON I PASSANTI SOLO COL TITOLO DEL LAVORO. ONE FOLLOWING ITS EXACT SCRIPT EVERY TIME, SEVERAL DIFFE-
LA BREVITÁ E LA TIPOLOGIA DELLE 4 SEPARATE SCENE PORTA A UNA FRAMMENTAZIONE CHE DÁ LIBERTÀ DI IMMAGINARE E RICOM- RENCES WILL MAKE THE FINAL RESULT EVER-CHANGING. RIGHT
PORRE UN PERCORSO A PROPRIA SCELTA, PRIMA FISICAMENTE, CAMMINANDO DA UNA LOCATION ALL’ALTRA, E IN SEGUITO A LIVELLO AFTER THE SHOOTING, ON THE SAME NIGHT, THE FILMED MATERIAL
MENTALE/SENSORIALE, GUARDANDO LE 4 PROIEZIONI. WILL BE DISPLAYED IN A DIFFERENT SPACE, IN-DOOR, IN PARALLEL
ON FOUR DIFFERENT SCREENS, ONE FOR EACH PREVIOUSLY SHOT
SCENE. THE SOUNDTRACK FOR THIS PART OF THE WORK WILL BE
THE RESULT OF THE FOUR SCENES’ SOUNDS AND VOICES SUPERIM-
(Hanna Hildebrand E Claudio Marcon) POSED.

“4 + 1”- ANALOGICAL LOOP, MIMICRY AND AN HIDDEN PLOT FOR


AN EXPERIENCE CONNECTED TO THE ENCOUNTER

“4 + 1”AT FIRST PRESENTS ITSELF TO THE PASSER-BY AS A REAL


MOVIE SHOOTING-SET RECORDING A SCENE; AS MINUTES GO BY
THOUGH THE FUNCTIONAL REASONS OF THE ACTION DISAPPEARS
DUE TO ITS CONTINUOUS REPETITION AND BECOMES ACTUAL
PUBLIC PERFORMANCE, ALSO READABLE AS A GUIDED OBSERVA-
TION OF REALITY. THE SHOOTING TROUPE’S PRESENCE MAKES ANY
COMMON ACTION ARTIFICIAL, BUT THE TROUPE ITSELF IS PART OF
THE ARTIFICE, STUCK IN AN UNNATURAL REPETITION, ALLOWED TO
COMMUNICATE WITH THE AUDIENCE ONLY BY SAYING THE NAME
OF THE PROJECT.

THE SHORT DURATION AND THE STRUCTURE OF THESE FOUR SEPA-


RATE SCENES BRINGS TO A TESSELLATION THAT GRANTS FREE-
DOM TO IMAGINE AND REASSEMBLE A DIFFERENT CHOSEN PATH;
STARTING FROM THE TANGIBLE REALITY OF THE PATH THE OBSER-
VERS DEVELOPS WALKING ITS WAY FROM ONE SET TO THE NEXT
ONE AND LATER TO A MORE MENTAL/SENSORIAL PLAN WATCHING
WHAT HAS BEEN RECORDED ON THE FOUR SCREEN DISPLAYED
INDOOR.

(Hanna Hildebrand e Claudio Marcon)


18 19
DOCUMENTAZIONE 13 aprile 2007 / April 13th 2007 DOCUMENTATION
“4+1” - I display moment

FORMAL EXERCISE
WE WERE INTERESTED IN TRYING OUT SOME FORMS AS:
ANALOG LOOP, EDITING IN REAL TIME, USE OF THE CITY AS “SET”,
DIRECTION AND INTEREACTION OF A BIG AMOUNT OF PEOPLE.
MORE GENERALLY WE WANTED TO EXPERIMENT WITH PRODUCTION TIME AND SPACE
AND SORT OF TEASE THE WIEVER IN TERMS OF SENSE AND CONTENT.

PERCEPTION EXERCISE
WE APPLIED THE FORMS OF FILMAKING ON AN ART PRODUCT.
WE FOUND OUT THAT SPACE IN FRONT OF THE CAMERA, SILENCE IN SCENE,
MEDITATIVE REPETITION OF THE SCENE, PRESENCE OF MACHINES AND SPOTLIGHTS
HAS EVENTUALLY CREATED A FRAME AROUND BODIES ACTIONS,
IN OTHER TERMS THE GALLERY’S WALLS AROUND THE WORK.

SURFACE / NO CONTENT
THE FORM WAS MUCH MORE IMPORTANT,
WE SUPPOSED THAT FRAGMETARIETY COULD BRING FREEDOM
OF IMAGINATION AND INTERPRETATION.
THE CONTENT WAS THE OUTCOME OF THE SITUATION WE WERE IN,
WE WISHED TO MAKE AN EXERCISE AND LEARN IN DOING.

A WORK IN CONSTRUCTION WHERE THE CONSTRUCTION IS PART OF THE WORK.


A MIMETIC SHOWING OFF.

YOU MIGHT HAVE ENCOUNTER THE WORK AND TAKE IT AS A FILM-SET,


YOU MIGHT HAVE BEEN INVOLVED INTO IT,
YOU MIGHT HAVE LOOK AT IT AND TRY TO FIGURE OUT WHAT WAS GOING ON.
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DOCUMENTAZIONE13 aprile 2007 / April 13th 2007 DOCUMENTATION

4+ 1
sportivo 1 .................... Dario Masciello
sportivo 2 ..................... Luigi Guerrieri
sportivo 3 .......... Stefano Abastanotti

ragazza ............. Cristina Spizzamiglio

clown 1 ................. Luigi Scaglione


clown 2 ................... Martina Moor

ragazzo ............................. Michele Pili

camera 1+3 ....... Michael Raftopoulos

camera 2+4 .................... Nicolò Gemin

jolly 1 .....................Paolo Cantagalli


jolly 2 ........................... Anna Forlati
jolly 3 .................... Alessandro Laita
jolly 4 ....................... Simone Ferraro
audio mobile 1 .......................... Maddalena Vantaggi
audio mobile 2 .......................................... Betty Abati
operatrice risate ............................ Giulia Filippi
operatore dimmer 1 .................................... Matteo Bertelè
operatore dimmer 2 ........................ Laura Bordin
operatore delay ................................... Francesco Faccini

con la collaborazione di ....................... Claudia Di Lecce


Francesco Bertelè
Valerio Del Baglivo
Silvia Galiazzo
Maddalena Pugliese
Pietro Rigolo

regia
Claudio Marcon .......................... Hanna Hildebrand
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DOCUMENTAZIONE 13 aprile 2007 / April 13th 2007 DOCUMENTATION
“4+1” - I display moment

Circa un anno e mezzo fa si è creato un gruppo di lavoro che, partendo dalla riflessione teorica e dalla discussione Sulle tematiche
attorno all’arte contemporanea, mirava a sviluppare una creazione culturale personale.
Fin dall’inizio abbiamo inteso condividere i risultati della ricerca, le modalità di apertura non erano fissate a priori ma
sarebbero state sviluppate simultaneamente alla crescita della ricerca stessa. Prendendo in considerazione il momento centrale d’incontro tra l’opera e chi la percepisce, è possibile individuare una
Venezia è lo spazio geografico e sociale in cui questa realtà è stata concepita e su cui vuole aprirsi; la città non è serie di tematiche parallele, ma correlate fra loro, che permettono di indagare questo spazio di relazioni. Uno spazio
considerata nella sua eccezionalità, ma è il contesto di vita e lavoro per il gruppo e l’ambiente che accoglierà gli esiti mutevole e complesso sul quale è possibile costruire percorsi di ricerca che di volta in volta si concentrano sugli agenti
del lavoro. e le dinamiche che lo formano. L’incontro aperto è lo strumento che scegliamo per allargare la discussione e poter così
Così all’interno di questo gruppo definito si è sviluppata una discussione, non sistematica o scandita, senza ruoli e proseguire nell’esplorazione. Di seguito riportiamo alcuni spunti per cominciare ad interrogarvi insieme a noi:
compiti prefissati; le tematiche sollevate all’inizio si sono approfondite e diramate.
Al loro interno, ad un certo punto, è emerso un centro, dal quale era possibile tracciare un filo conduttore. Questo
centro si può individuare nello spazio fisico, temporale e “storico” creato dalla tensione che si innesca quando l’opera Nel sistema complesso di relazioni che si instaurano tra i soggetti coinvolti la responsabilità della definizione e costru-
d’arte incontra chi la percepisce. zione dello spazio di incontro non può essere considerata univoca ma piuttosto condivisa da ognuno in modo paritario.

“short, rare, non-spectacular moment of confrontation of which art is capable for anyone, anywhere, anytime.” Parlare di‘comprensione’per un’opera d’arte può apparire problematico se per comprensione si intende l’esito di una
Thomas Hirschhorn. comunicazione, cioè di uno scambio di messaggi definiti, che non tenga conto della complessità dei contenuti artistici
e delle condizioni di ricezione, nei suoi molti livelli irriducibili all’analisi razionale.
Il riconoscimento di questo centro è coinciso con l’emergere all’interno del gruppo della necessità di condividere que-
ste discussioni con altre persone, confrontare le proprie opinioni con altri punti di vista. La significazione da parte dello spettatore, un suo ruolo attivo e “creativo” nel processo di visione dell’arte. Parlando di
Così cerchiamo di costruire questo momento di confronto attorno al nucleo delle nostre ricerche, e in una sorta di una rielaborazione creativa del pubblico, presente o solo auspicata, non si può non soffermarsi sulla passività implicita
esperimento, concretizzare nella nostra azione anche la verifica e l’ulteriore indagine attorno a questo nucleo. Gli ap- nel termine stesso utilizzato per definire i destinatari di un lavoro artistico; lo spettatore è etimologicamente solo colui
puntamenti sono un momento di discorso, dialogo e al contempo di sperimentazione, in cui l’approccio all’altro, fonte che guarda, che vede senza agire ulteriormente a livello creativo. Una comprensione più totalizzante necessita l’attiva-
costante di rischio e possibilità, diviene paradigma per la nostra creazione artistica e culturale. zione di questo soggetto? Come è possibile innescarla?

Lo sviluppo tecnologico e della comunicazione ha portato in ambito globale una nuova mappa di pratiche percettive
che hanno modificato le nozioni di tempo, spazio ed esperienza, e sicuramente influenzano e riformulano la possibilità
di approccio all’opera e la condivisione di significati.

About a year and a half ago a group formed, basing its action on discussions and theoretic reflections around con- About the themes of the discussion
temporary art and culture issues, wanted to develop its own form of cultural creation. Since the very beginning we
intended to share the results of our research, the ways we would have followed in order to create a breach and involve Taking as a starting point this central moment of encounter between the perceiver and the work of art, it is possible to
others weren’t fixed a priori, but we decided we would have constructed them along with the progress of the project. follow various issues, that are parallel but strongly tied to each other, allowing the investigation of this complex space
Venice is the social and geographical space in which this reality was conceived and on which it tries to unwrap; the constructed by relationships. The open meeting is the instrument we have chosen to open up the discussion and try to
city is not considered for its exceptional and unique aspects, but it’s our own working and living environment and the take the exploration further. Following you’ll find a few ideas you can start to consider:
place where the results of our actions will unfold.
So inside this group discussions began, not in a bound and determined way, without the setting of roles or tasks; we In the complex system of relationships that establish between the entities involved, the responsibility of the definition
started to get deeper inside the issues we had raised at the beginning and these evolved into further shapes. At their and construction of the meeting space can’t be taken as one-sided, but has to be shared equally by each one.
core, at a certain moment, we were able to recognize a constant pivoting centre, a point of reference we could use to
draw the lines of our discussion. This core can be placed in the physical, temporal and “historical” space that’s created Speaking of comprehension for a work of art can be misleading. If we speak of ‘comprehension’ as the result of Com-
by the forces triggered when a work of art encounters its perceiver. munication, exchange of established and defined messages, this idea might fail to take into account the complexity of
artistic contents and the conditions of perception. Leaving behind its multiplicity of layers not completely reducible to
“…short, rare, non-spectacular moment of confrontation of which art is capable for anyone, anywhere, anytime.” the rational plane.
Thomas Hirschhorn. The creation of further meaning by the ‘spectator’ of art, an active and creative role connected to the act of perceiving.
In order to speak of a creative reprocessing performed by the spectators, one cannot fail to consider the passiveness
While the acknowledgement of this centre was becoming clearer inside the group the necessity to share these implicit into the term itself used to define who experiences this perception. The spectator is the one who looks at, who
discussions with other people, comparing opinions with other points of view became stronger. As a result we tried sees, that is merely asked to passively look, not to act, otherwise he would be the actor. A more totalizing perception/
to construct moments of confrontation around our previous researches; in a sort of experiment, we’d like to turn our comprehension needs activation? How is it possible to trigger it?
action also into a moment of examination and further research around the space of the encounter. The open meetings
are a moment of confrontation and dialogue and at the same time experimentation, where the approach to the other, The image of the appointment, as the encounter between two people, can be used to define the moment of the
constant source of risk and possibility, becomes the paradigm and the form/mould for our own artistic and cultural perception of the work of art, when to separate entities come to face one another and might ‘manage to’ or ‘choose to’
creation. establish a dialogue or exchange. Following this premise the attention required while facing an art piece can be better
described as ‘willing predisposition’, to stress the will and curiosity as connecting forces, the awareness of the breach
towards a foreign reality that’s made possible by the encounter.
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DOCUMENTAZIONE 13 aprile 2007 / April 13th 2007 DOCUMENTATION
“4+1” - I display moment

L’immagine dell’appuntamento, come l’incontro tra due persone, può servire a descrivere il momento della percezio-
ne dell’opera, in cui due identità si riconoscono e possono o meno istituire una tensione di dialogo o scambio. Così
l’attenzione richiesta a chi si trova di fronte ad un’opera può essere meglio definita dal termine ‘predisposizione’, per
sottolineare la volontà e la curiosità di un soggetto che si avvicina ad un altro, consapevole della possibile apertura
verso una realtà a lui estranea ma al tempo stesso resa raggiungibile tramite questo incontro.

INCONTRO
|
APPUNTAMENTO
+
TENSIONE

La critica intesa come analisi della struttura dell’opera nella sua forma intrinseca e nel gioco dei suoi rapporti interni,
potrebbe rivelarsi inadatta a svolgere il compito di mediazione nel discorso tra l’opera e il suo interlocutore, cercando
di sostituirle entrambe.

La costruzione di un ponte tra l’architettura dell’opera e la dimensione dell’esperienza individuale, presunto compito
della critica, potrebbe venire a mancare se non si tenesse conto delle nuove dinamiche di percezione.

ENCOUNTER
|
APPOINTMENT
+
TENSION

Art critique considered as the analysis of the structure standing behind the work of art in its intrinsic shape and in the
complex relationship establishing between its inner components, could prove to be unable to perform
the mediator’s role between the oeuvre’s discourse and its interlocutor, in an attempt to replace both of them.

Tracing a connection between the architecture of the work of Art and individuals’ experiences (critique’s alleged task)
could result to be impossible without due consideration of the emerging perceptive dynamics.
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DOCUMENTAZIONE 13 aprile 2007 / April 13th 2007 DOCUMENTATION
“4+1” - I display moment

“6 PER 4 QUASI PIÙ 1”, UN DIALOGO NEI RUOLI. “6 times 4, almost plus 1”: a conversation within roles.

a: Credo sia interessante il processo che abbiamo adottato, che si narrativa, ma di forma. a: What’s interesting, I think, is the process we adopted, which also struggle, that’s true, but it’s clearly declared useless.
rispecchia anche nel lavoro, il fatto che la gente capiti nel lavoro… reflects the work itself, the fact that people just find themselves E: the loop itself is a useless mechanism.
b: Volevamo fare qualcosa riguardante l’incontro, nel senso di f: Il limite comunicativo si sente tantissimo nel fatto che c’è una inside the work by chance... C: but I think that being analogical it stays open, it’s not a fixed
un discorso non canalizzato, ma poi ci siamo trovati di fronte alla distanza tra il set e il luogo in cui i video vengono proposti. b: We wanted to do something about the encounter, a non-precon- loop, it includes the chance of an evolution, not in the plot but in
necessità di incanalare il discorso in specifici modi, e quindi mi È proprio la tensione di questa distanza che crea una possibilità. È ceived dialogue, but then we had to face the necessity to guide the the shape.
domando che spazio di libertà si abbia se si vuole parlare… la dichiarazione di un’impossibilità di comunicazione, che si apre in discourse into specific patterns; I ask myself what’s left to freedom f: you can really feel the communication being interrupted by the
un rapporto if you want to speak... distance between the sets and the final exhibition space.
c: L’esperienza è l’essere presenti all’accadimento. e: Ed è nella proiezione che probabilmente si avrà tutta la potenza And the tension caused by the distance creates a possibility. It’s
di quest’idea del loop. Se lo vedi nel set pensi comunque che que- c: The experience is being present into what’s going on. the declaration of an impossibility to communicate, opening to a
a: Parlarne già esce dalla natura dell’incontro… parlare, parlare per sta ripetizione possa essere funzionale ad un successivo montaggio. relationship.
andare più vicino ad una cosa che è un incontro… c: Tutto diviene residuo, non c’è nessuna selezione funzionale. a: Talking about it is already taking you away from the true spirit of e: For sure is in the display that the loop idea develops its full
c: Non è detto che tu riesca ad andare al centro, ma ci sono tante Se visto nell’ottica dell’incontro, e del mettersi in gioco riguardo al the encounter...to talk, talk to get closer to something that is the potential. If one notices it during the shooting, one might think that
cose attorno, e che si formano attorno… modo di comunicare una forma d’arte, la parte più forte è fuori dai encounter… this repetition is purposefully planned for the following editing.
d: Sì ma parlare prima di una cosa che non hai ancora visto… video, che sono una riproposizione del materiale residuo. c: that one will eventually get to the point is not granted, but there c: everything becomes a residue , there is no functional selection.
possiamo parlare solo di quello che abbiamo già visto. are a lot of things around it...things growing around it... If we look at it from the encounter point of view, and the will to
b: È come se all’interno della scena si stesse parlando della dimen- e: All’interno di un film ci sono storie reali di cui tu puoi vederne d: ok, but how can one talk about something without having seeing experiment around the possibilities of communicating a certain art
sione concettuale del progetto, riproiettata verso l’esterno… solo una. La potenza di questo modo di fare i film è che tu realizzi it? We can only talk about what we’ve already seen. form, the strongest part is to be found outside the videos. I only see
che dietro c’è tutta una storia che non riesci vedere. b: it’s like if the scene itself was talking about the conceptual them as leftovers.
e: Penso che loro intendano quello che recita (il lettore) come l’ulti- a: Tu vai a Santa Croce alla dieci e non sai che quello che vedi è dimension of the project, projecting it outward…
ma scena, come una chiave. stato girato un’ora prima. E: A film may unfold with its plot many real stories, but only one is
b: Andrebbero pensati come quattro scene di un ipotetico film, per b: Ma poi tramite quello che vedi, e quello che ti viene detto… È e: I think that they see the one who’s acting (the reader) as the shown. I think the strong part of this approach to filmmaking is that
cui ci sarà una sequenza. sempre a livello di comunicazione che ti passa. actual last scene, sort of the clue to the puzzle. it makes you aware of the rest of the story you are missing.
c: Si ma vengono girate e anche proiettate insieme, esistono insie- b: The scenes should be conceived as if they were four scenes of an a: one may go to S. Croce at 10.00 pm ignoring that what he’s
me sia a livello visivo che audio. È un po’ come “Pulp fiction”. f: Se pensiamo al periodo in cui il lavoro è stato pensato, quando si imaginary film, so that they will form a chain. seeing has been recorded one hour before.
e: Mi sembra che tutte le scene alla fine abbiamo come legante parlava più di teoria, è come se loro, volendo o no, abbiano colto il c: yes, but they’re filmed and then displayed all simultaneously, b: but then, thanks to what you see, and what they tell you... It’s
l’essere delle meta-opere, delle scene che riflettono sul rapporto punto nevralgico di quello di cui stavamo parlando: l’incapicità di they video and the audio melt together. It’s a little bit like “Pulp always some sort of communication that makes you aware.
spettatore-opera. Sono abbastanza chiare come immagini… penso arrivare a qualsiasi conclusione minima su qualsiasi cosa di cui sta- Fiction”. f: If we think of the time when the work was conceived, when
che l’attore che declama sia l’interpretazione dell’opera didascali- vamo parlando. Io mi rivedo in questo lavoro; poi non so se si tratta e: It seems to me that all the scenes, in the end, have in common we were all mainly talking about theory, it seems like they got to
ca, libresca o comunque declamatoria di un supposto significato. di una lettura interna, che ha a che fare con una situazione vissuta. the fact that they’re self-reflections, that is to say they’re reflecting the crucial point of our talks: the impossibility of reaching a fixed
Quindi in quanto parodia di questo tipo d arte o di critica ha senso d: A me sembra davvero una parodia in cui ci siamo sia noi che loro (on) the relation between the spectator and the work of art... conclusion about the issues we were discussing. I see myself in this
che riveli realmente degli aspetti di quello che stiamo facendo. Poi come artisti. As images, they’re quite clear. I think that the actor reading out work; well, this might be a subjective interpretation, only because
probabilmente comunque non si capirà. loud stands for a work that is didactic and ranting, expressing a it’s dealing with a situation I directly experienced.
c: Allo stesso tempo non è solo una parodia del non riuscire a rag- very stated and clear meaning. So, being conceived as a parody of d: It really seems to me that this is all a burlesque, concerning both
a: Certo non sarà una vera e propria rivelazione dell’impianto… giungere un unicum, penso sia passata anche l’intenzione che c’è this kind of art or critical approach, I guess it’s intended to reveal us and them.
b: Eh ma a livello di forma forse sì, diviene veramente la conclusio- dietro. Attraverso la forma si arriva davvero ad un passaggio signifi- some supposed aspects of what we’re doing. Besides this won’t c: also it’s not just parodying about the impossibility to reach some
ne nel momento in cui viene riproposto il video. cativo nel nostro progetto. È per quello che mi interessa quello che probably show through in the end anyway. sort of final conclusion. I think our overall intentions also show
a: Sì ma allo stesso tempo è una conclusione fittizia; è difficile che fanno fuori, perché lì si realizza un passaggio significativo in termini through somehow. I think the shape of the work is able to suggest
qualcuno veda tutti e quattro i set, e nell’ordine giusto… di comunicabilità ed incontro. a: For sure it won’t be a total disclosure of the whole structure... a significant part of our project. That’s why I’m so interested in
b: Sì, ma una volta presentati tutti insieme all’interno dello spazio e: Rappresenta il passaggio più sperimentale, più propositivo del b: well, but if we consider just the shape, maybe then it could really what will happen on the shooting sets, there I see an actual mo-
racchiusi in un’opera, sono come i singoli elementi parziali di una progetto. be a conclusion when the videos are finally displayed. ment of communication and encounter going on.
meta-opera che poi fusi tutti insieme formano l’opera stessa. c: Più vivo. Si crea quel rapporto unico e necessario per cui poi dai a: yes, but at the same time it’s a fake conclusion, it’s not likely that e: it represents the most experimental, most assertive part of the
senso ai residui. one will see all the four sets, and in the right order too... work.
c: Sono spunti lanciati. f: Ma finendo così sembra che dichiariamo allo spettatore che non b: ok, but once they’re presented all together - as a work of art c: the most vibrant. In the end, a unique and necessary relation
avendo visto i set non possa accedere al significato. within the display - they’re like the partial elements of a “meta- occurs, and you’re able to make sense of the ‘leftovers’ too.
e: A me è venuto in mente ieri, dopo molto tempo che ero a cono- c: In realtà è così. work” that compose the work once they’re arranged together. f: but, by ending this way, it seems that we’re telling to the specta-
scenza del progetto, è arrivato di colpo ma allo stesso tempo mi è tor that if one doesn’t see the shooting sets they won’t get to the
sembrato molto ovvio. Se ci pensi sono tutte delle scene che hanno c: they are hints. point at all.
a che fare con uno sforzo. (Francesco Bertelè, Valerio Del Baglivo, Claudia Di Lecce, Silvia c: well, essentially, that’s it.
c: Dallo sforzo fisico si arriva all’autoreferenzialità totale della chia- Galiazzo, Maddalena Pugliese, Pietro Rigolo) e: Even though I have known the project for a long time now, this
ve, che diviene un annichilirsi, un nascondersi totale. just popped into my mind yesterday, it was so sudden and seemed (Francesco Bertelè, Valerio Del Baglivo, Claudia Di Lecce, Silvia
I set non sono dichiarati come finzione, sono un ready-made di una so obvious…if you think about it all the scenes refer to some kind Galiazzo, Maddalena Pugliese, Pietro Rigolo).
realtà veneziana. of effort
C: from the physical effort you get to the final scene’s total self-
f: Sembrano gesti che hanno a che fare con un’impossibilità; è vero reference, which becomes annihilation, a complete hiding away.
che c’è uno sforzo, ma dichiaratamente inutile. Sets are not acknowledged as fiction, they’re ready-mades of
e: Ma perché il loop di per se stesso è una macchina celibe. Venetian reality.
c: Il fatto che sia analogico però rappresenta un’apertura, non è un
loop statico ma ha al suo interno la possibilità di un’evoluzione, non f: Gestures in the scenes are dealing with impossibility; there’s a
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1I
DOCUMENTAZIONE / DOCUMENTATION

18 aprile 2007 April 18th 2007

L’Associazione Culturale Mobeel - Proj V Mobeel Cultural Association - Proj V


presenta presents

I incontro aperto Open meeting #1

I OPEN MEETING
“IL RAPPORTO TRA ARTISTA, CURATORE
E SPETTATORE.
UNA REVISIONE DEL PROPRIO RUOLO
NEL COMPLESSO GIOCO THE RELATION BETWEEN
DI RELAZIONI TRA GLI ATTORI.”
ARTIST, CURATOR AND
SPECTATOR.
A REVIEW OF THEIR
ROLES IN THIS COMPLEX
GAME OF RELATIONS
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DOCUMENTAZIONE 18 aprile 2007 / April 18th 2007 DOCUMENTATION
Open meeting #1

QUANTO SEGUE È UN RIASSUNTO CHE DERIVA DA UNA SELEZIONE PERSONALE (PER QUESTO PARZIALE E SOGGET- di liberazione! Eppure ancora oggi non riesco a togliermi di dosso l’abitudine
TIVA) CHE HO EFFETTUATO SUL MATERIALE ARCHIVIATO DELLA SERIE D’INCONTRI DI DISCUSSIONE CHE HANNO di leggere anticipatamente il comunicato della mostra che sono in procinto
PORTATO DURANTE IL PERCORSO DI CIRCA UN ANNO AL PROGETTO VENEZIA¹. di andare a visitare! Ci sarà un motivo?
Chissà...
Premesse (valerio del baglivo)

Chi è l’artista e chi è il pubblico? L’indipendenza dell’artista secondo me deve essere garantita, infatti quando penso alla collaborazione non mi riferisco
Quanto viene perso, e quanto viene aggiunto dal pubblico? alla fase creativa, operativa. Parto dal presupposto che ognuno lavori nel suo “campo” definito (più o meno), però con
Dove risiede il potenziale comunicativo dell’opera, e come viene attivato? uno spirito dialettico e di comunicazione costante. E’ importante che l’artista mantenga la sua libertà e responsabilità
L’arte ha la capacità di evadere dalla propria autoreferenzialità rompendo i muri dell’elitismo? di fronte a quello che produce, ma penso che sia possibile e probabilmente ineliminabile che per l’elaborazione del
concetto, nelle fasi preliminari, la base tematica su cui vogliamo riflettere si possa elaborare tramite un lavoro colletti-
vo.
Non credo che sia tutto soggettivo, penso che ogni opera adotti una precisa strategia di seduzione, ed in fin dei conti (claudia di lecce)
noi forse decidiamo di farci sedurre da qualcosa piuttosto che da qualcos’altro.
Da quest’analisi è emerso che tutti noi siamo più o meno vittime di questi processi, “che siamo noi a decidere di farci
Una mostra sulla ricerca di una relazione consapevole e consenziente con un’opera, magari solo una. Una mostra in cui sedurre”.
le opere stesse problematizzino e analizzino questo rapporto.
Mi sembra che nel nuovo sistema dell’arte una mostra ha forza se è in grado di attivare desideri, esattamente come un
Il nostro ruolo … Non possiamo avere tutto sotto controllo. qualsiasi oggetto di consumo. E questi desideri vengono attivati attraverso campagne pubblicitarie.
Mi sembra che questo processo produca nello spettatore una nuova coscienza: egli … si sente autorizzato a dare dei
E’ giusto che gli artisti si esprimano indipendentemente, senza per forza doversi giustificare con noi. giudizi critici. Si trasforma da spettatore in giudice.
(pietro rigolo) (valerio)

Per il resto posso dire che nella mia esperienza di fruitore ho sentito anche Se è vero che il pubblico svolge un ruolo attivo nella produzione di significato (cfr. Duchamp²) allora nel fruire l’opera
io, a volte, l’esigenza di concentrarmi solo sulle caratteristiche visive, dovremmo assumere un atteggiamento disponibile, aperto e propositivo.
od ottiche che dir si voglia, delle opere! Ed anche io ho provato una sorta

FOLLOWING IS A SUMMARY RESULT OF A PERSONAL SELECTION (THEREFORE PARTIAL AND SUBJECTIVE) OF THE I’m about to see before even seeing the works…
ARCHIVE MATERIAL COLLECTED DURING THE SERIES OF MEETINGS, HELD OVER A ONE-YEAR TIME PERIOD, PART OF I guess there’s an explanation?
PROJ V¹. Who knows?
(Valerio Del Baglivo)

Premises In my opinion the independence of the artist should be assured, in fact when I think of collaboration I don’t mean it in
the creative, operative process. I think that everyone works in his own ‘field’ more or less defined, but in a dialectical
Who’s the artist and who’s the public? attitude, in constant communication. It’s important for the artist to keep his freedom and liability towards what his pro-
How much is missed and how much is added by the public? ducing; still I think It’s possible and probably unavoidable that at the beginning, while shaping our ideological starting
Where is the work of art’s potential? How is it activated? points, defining what we mean to research could be the result of a collective effort.
Art can avoid its self-centeredness escaping from elite? (Claudia Di Lecce)

I don’t believe everything is subjective, I think that every work of art involves a specific seduction strategy, and after all From these reflections it comes out that we are all, more or less, victims of this process, “we decide to be seduced”
we decide to be seduced by a particular element and not by another.
It seems to me that in the ‘new’ art system an exhibition is successful if it’s capable of activating desire, as it is for any
An exhibition around the research for an aware and consenting relation with one work of art, maybe just a single one. other commodity. And these desires are triggered by means of advertising campaigns. And this whole process produ-
ces in the spectator a different awareness: he feels… he can be critical, he turns into a judge.
Our role … we can’t control everything. (Valerio Del Baglivo)

Artists are right to express themselves independently, without having to provide us with any justifications. If it is true that the spectator performs an active role in the making of sense of a work of art (see Duchamp²) then we
(Pietro Rigolo) should be willing, open and assertive.

By the way I can tell from my own experience as ‘perceiver’ that sometimes I had myself the urge to concentrate only Maybe oeuvres often don’t ‘speak’ to us because we are defensive, we are captive.
on strictly visual, optical, aspects of the works! Let’s try to think of a work as a starting point, a matter to make sense from.
And I experienced sort of liberation in doing so! Yet, still today I can’t help reading the texts written for the exhibition
Paradoxically: try to think of art on the basis of its utility, as the first step of a research still to be conducted. As an
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DOCUMENTAZIONE 18 aprile 2007 / April 18th 2007 DOCUMENTATION
Open meeting #1

Forse spesso le opere non ci ‘parlano’ perché siamo sulla difensiva, siamo passivi. la qualità.
Proviamo a pensare all’opera come a qualcosa da cui iniziare, come ad una materia a partire dalla quale costruire un
sistema di significato. E’legittimo sovrapporre un discorso “curatoriale” attraverso la giustapposizione di opere? Tra i compiti del curatore
rientra quello di spiegare le opere?
Paradossalmente: perché non provare a pensare all’arte in base al suo valore d’uso, alla propria efficacia come primo
passo di una ricerca ancora da farsi. Come strumento di cotruzione di significati e di mondi possibili? Mondi possibili Intendo dire che, se l’arte e la curatela possono davvero essere dei linguaggi specifici, in grado di comunicare secondo
oggi. modalità diverse devono evidentemente operare attraverso dei canali anch’essi specifici,…
(pietro) (per quanto riguarda il display e la presentazione delle opere, credo sia una cosa talmente fondamentale e costitutiva
dell’opera, che sia a carico non solo del curatore, ma anche dell’artista stesso)
Da queste riflessioni sulle opere nello specifico passo anche a considerare il lavoro che noi ci proponiamo di compiere, (claudia)
quindi per me creare uno spazio d’incontro tra chi guarda e chi parla attraverso la sua opera; uno spazio in cui lo spet-
tatore è chiamato come ad un appuntamento, dove quello che è visto venga realmente visto, dove sia possibile sentire
ed essere toccati da quanto ci sta di fronte.

La nostra riflessione parte da una realtà personale, esperienziale e non da riflessioni puramente teoriche. Essa è frutto
della nostra esperienza di vita, potremmo definirla una condizione biografica.
Ovviamente pur nascendo come una necessità propria non bisogna fare sì che nella sua espressione si evidenzino solo
gli aspetti personali ad essa relativa, ma occorre che essa sia sviluppata così da poter comunicare l’interesse collettivo
che supponiamo essa abbia.

L’evento artistico che diventa merce culturale viene trattato alla stregua di un prodotto da vendere.
L’esperienza di incontro con l’arte viene pensata e confezionata così da poter essere somministrata al proprio target di
riferimento. ¹ Dato come presupposto che non esista una verità oggettiva allora la mia attitudine è relativa e personale. Scartata la possibilità
dell’assoluto, l’unico mio modo di intervento diviene la presa di posizione, una sottoscrizione della responsabilità del mio gesto, della
Il problema sia ben inteso non consiste nella lecita facoltà di trarre un riscontro economico dalla condivisione dell’arte,
mia presa di parola.
ma dal pensare e realizzare l’evento artistico o l’opera stessa fin dal principio alla stregua di un prodotto. ² “L’atto creativo non viene eseguito dall’artista da solo; lo spettatore porta il lavoro in contatto con il mondo esterno decifrando e
In questo senso è ammissibile che l’arte smetta di costituire un fenomeno di massa, in cui alla quantità viene sostituita interpretando le sue qualità interiori e perciò aggiunge il proprio contributo all’atto crativo.”- M. Duchamp, l’Atto creativo (1967)

instrument that allows us to build meanings and possible scenarios? Today’s possible scenarios.
(Pietro Rigolo)

From this talks about the work of art, I move on and start to consider the project we intend to realize; for me it’s mostly
about creating a space of encounter between the perceiver and the one who’s speaking through his work; a space
where the spectator is invited as for an appointment, where what is seen is really looked at, where we can hear and
be touched by what is facing us.

Another important part of our reflection is that it’s triggered by our own reality and experience; it’s not the product of a
merely theoretical speculation. Our action starts inside our experience, it’s the result of a ‘biographical condition’.
This research starts as a personal need but we don’t want it to express only private aspects related to the issues we
are trying to face, we want to communicate the collective importance we believe this matter has.

When the artistic event becomes a cultural commodity it’s treated as a product to sell.
The experience of encounter with art it’s thought and packaged in order to be easily sold to its specific target. I don’t
mean to be misunderstood, the problem doesn’t rely in the fare possibility to get an economic gain out of the creation
and sharing of art, but it’s problematic to think and give shape to the event or the work of art from its very beginning
as a product.

Is a legitimate act to superimpose a ‘curatorial’ discourse through the juxtaposition of art works? Is explaining the
works a task of the curator?
(Claudia Di Lecce)
¹ Given the fact that an objective truth doesn’t exist then my effort is individual and not absolute. Setting the Absolute aside, my
only way to act becomes a standing up, accepting the responsability of my action, of my taking the floor.
² “All in all, the creative act is not performed by the artist alone; the spectator brings the work in contact with the external world
by deciphering and interpreting its inner qualification and thus adds his contribution to the creative act.” M. Duchamp, (from
Session on the Creative Act, Convention of the American Federation of Arts, Houston, Texas, April 1957)
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DOCUMENTAZIONE 18 aprile 2007 / April 18th 2007 DOCUMENTATION
Open meeting #1

Io in questa situazione, come curatore ho il compito di essere mediatore. Ma che significa questo? za collettiva.
Io penso che dobbiamo considerare l’opera d’arte capace di comunicare con il proprio linguaggio. Quindi il mio inter- Trovare una ‘soluzione’ parziale e temporanea ma che può mettere in luce alcune dinamiche tipiche tra i soggetti sopra
vento deve essere in direzione di assecondare questo processo e la mia mediazione può avere come scopo quello di citati, proprio nel momento in cui è stata messa in pratica. Possiamo riportare la nostra esperienza diretta.
indirizzare lo spettatore ad interpretare autonomamente i segni di questa lingua³ .
Partire da una necessità soggettiva per osservare una situazione oggettiva.
Il porsi una domanda su quale sia il rapporto tra l’artista, il curatore e lo spettatore è visto in un contesto di messa in
discussione dell’autonomia. Non una critica indirizzata verso l’esterno ma con il tentativo di eludere l’autoreferenzialità La localizzazione del discorso specifico, in un luogo determinato, si può aprire a letture differenti, in un processo di
del discorso. scambio e ‘traduzione’. “L’incontro” è allora in quest’ottica rappresentazione essenziale della dimensione specifica
Una prima risposta nel progetto in cui questa discussione è calata è stata la scelta di parlare di una determinata locale di partenza. Tenendo conto del contesto in cui abbiamo deciso di lavorare partendo da, come scrive Claudia, una
Metodologia. condizione biografica.
Mettendo da parte l’idea ideale, universale, intendo analizzare il concetto d’incontro nel contesto geo-culturale in cui
In prima istanza un’autocritica: una riflessione sulla pretesa autonomia e distanza dalla temporalità sociale da parte di mi trovo ad operare.
chi agisce. Venezia, la città dove escludendo l’evento per eccellenza, la Biennale di Venezia, tutto sembra immobile e galleggia
Ecco quindi cosa intendo per collaborare. Non so se i termini siano corretti ma la mia idea è quella di un gruppo di sugli stecchi che reggono a stento le mummie esposte per il turista.
lavoro, ben differente da un collettivo artistico, in cui i ruoli siano ben definiti e determinati dalle singole potenzialità. Simbolo di una tradizione culturale fondante e dannatrice allo stesso tempo si dimentica della contemporaneità. Del
Ma dove il processo di costruzione del lavoro, la presa di posizione etica e soprattutto di responsabilità verso la società tessuto sociale che vive la città e che la caratterizza nel profondo. Invisibile agli occhi del viandante distratto, del
(intendo con questa parola una qualsiasi persona che subisce e accetta il nostro gesto) non è unica ed impersonale ma turista annoiato e del mercante affamato. Ma è proprio quest’assenza che da la possibilità di una nascita di qualcosa
condivisa, come somma delle singole, riconducibili alle rispettive identità. Una struttura interconnessa. di contrastante e specifico. Questo vuoto può essere sfruttato. Un brulichio di forme indefinite e vive, si alimenta di una
Il gruppo che si è formato è determinato da una causalità ben precisa: un’esigenza condivisa. Quella del fare e di come linfa lontana dalle luci della ribalta spettacolari. Esiste in quanto necessaria prerogativa di una vitalità storica. Non è
farlo. Avere presa sulla realtà. accessorio estetico, simbolo di futile bellezza, ma strumento preciso per dare credibilità al mondo che scorre.

Ecco allora che anche il curatore può essere in questa luce un ‘autore’. Il linguaggio di cui si serve non sta solo nei Francesco Bertelé
testi, nelle capacità di costruire relazioni o nella predisposizione alla costruzione scentifica di un archivio.
La sua grammatica si dispiega nella diffusa organizzazione delle scelte, delle decisioni, nelle azioni. Nell’osservazione ³“Lingua significa in questo contesto, il principio rivolto alla comunicazione di contenuti spirituali negli oggetti in questione: nella
e dialogo del luogo fisico e temporale in cui si trova a lavorare, per non imporre dall’esterno un’idea preconcetta ma tecnica, nell’arte, nella giustizia o nella religione.
rendere un servizio che ha la prerogativa di dover trovare ad ogni istante un equilibrio tra l’istinto personale e l’esigen- In breve, ogni comunicazione di contenuti spirituali è linguaggio...“ (W. Benjamin, Angelus novus)

In this situation, as a curator, I have to be a mediator. But what does this mean?? Starting from a personal need to observe an objective situation.
I think we have to consider the work of art as able to communicate through his own language.
My intervention has to facilitate this process, I can direct the spectator to autonomously interpret the signs of this To localize a specific discourse, in a determined place, making it readable in different ways is a process of ‘translation’
language. and exchange. The ‘encounter’ becomes the essential representation of the original local situation. Keeping in mind
the context in which we chose to work, starting from, as Claudia wrote, a ‘biographical condition’.
To ask what is the relationship between artist, curator and spectator is to be read as a way to put autonomy into que- Setting the ultimate universal Idea aside, I mean to enquire around the encounter in the geographical and cultural
stion. It is not criticism to the outside, but an effort to escape the self-centeredness of the discourse. milieu I live in and work.
First attempt developed inside the project was the choice to create a specific Method. Venice is the city where, the event par excellence excluded (the Biennale), everything is still and floating over wispy
sticks holding with difficulty the mummies exposed to the tourists.
First of all self-criticism: the assumed autonomy and distance from social temporality of those who are acting. Then It’s the symbol of a funding and damning cultural tradition that forgets its present, the social texture that builds the
this is what I mean by collaboration: I’m not sure the words are correct, but my idea is in terms of a group of people city and deeply shapes it.
working together, very different from an artistic collective, where each role is well defined and chosen according to Hidden from the sight of the careless passer-by, the bored tourist and the greedy shopkeeper. In this deficiency I see
everyone’s distinct potentiality. the chance for something specific and clashing to be born. This void can be filled. A multitude of undefined and living
forms feeds on the lymph you can find away from the highlight.
The construction process, the ethical positioning and the responsibility towards society (with this word I mean anyone Existing as the necessary prerogative of historical vitality. It is not aesthetic accessory, symbol of useless beauty, but
who is exposed and interacting with our action) are not singular and neutral but shared as the sum of each single the precise instrument to make real the outside world.
identity. An intertwined structure. The group that formed is determined by a precise cause: a shared necessity. Take
hold over reality. Francesco Bertelé

In this light the curator may become an ‘author’. The language he uses to express doesn’t reside only in the texts he
writes, in his capacity to create connections or in the predisposition to the scientific formation of an archive.
His dialectics unfold in the wide organization of his choices, decisions and actions. In the observation and dialogue
with the environment he decides to work with, not to impose his own bias idea but to answer a need, to create a
balance between his individual instinct and the collective demand.
To find a partial and temporary ‘solution’ that might also highlight the process of forces existing between the actors
above mentioned (artist, curator, spectator). We can narrate our direct experience. ³“...every communication about spiritual content is language“ (W. Benjamin, Angelus novus)
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DOCUMENTAZIONE 18 aprile 2007 / April 18th 2007 DOCUMENTATION
Open meeting #1

[mail, 1/05/2007] Dear All,


...

I am glad to hear that the first meeting developed in a positivly constructive way and it seems you created more transparency in the discus-
sion, which will surely allow easier access to the main conceptual directions we all want to follow.
I found the suggested topics quite interesting and the central triangle “artist, curator, spectator” could be expanded up to a few other peri-
pherical points with an important meaning for the final result, which influence more or less the structure, definition and relation between the
three main positions.
First I believe that curator and spectator share the same starting point, or a curator is originaly a spectator, because both are involved trough
the same perceptive process.
The main difference between them can be found in their resultative behaviour. The artist creates, the curator selects so the specta-
tor can experience. On the other hand trough this selective process the curator allready acts artisticly(deciding about exhibition title,
spacearrangement,etc.), which means that the “triangle” can be transformed in to a circle, on which out line curator artist and spectator get
closer in their meaning and at some point it is not really important who functions as what, but what kind of toughts were generated trough
the whole efford.
Insofar I believe that anyone involved in to the main process replaces the other for a while - the spectator can be defined as an artist trough
the personal point of view, but also can act as a curator because of the selective perception, which is surely based on the cultural level of
own interests. An artist unites all the qualities a spectator and curator bring in to the process. So at the end I can say, that all three terms are
very similar in their origin, just because the comprehention of art requires the same fundamental sensibility from all the participants.

Of course the aspect of formal functionality devides them in to three different parts of a chain reaction, but the basic definition still can be
simplyfied to sertain qualities, which expand over their general meaning.
Concidering all this and the idea of finding a solution, that responds as well as to the creative process, but also to the concept of comprehen-
tion we thought that an object, which can naturally develope and/or grow trough time, can symbolize and offer an alternative, which could
bring these points together in an analytic and suggestive form, because the way from the pure idea to the final result is sometimes too long
to be predicted, and the shape of a thought can never be materialized in the same way as it exsists in one’s mind.
That’s why we have to deconstruct the object and bring it out of it’s natural balance.
Looking forwards to hear from you guys.

Ciao a tutti Plamen


sono felice di sentire che il primo incontro si sia sviluppato in un modo positivamente costruttivo, e mi sembra siate riusciti a creare più tra-
sparenza nella discussione, che sicuramente ci permetterà un accesso più facilitato alle direzioni concettuali che tutti noi vogliamo seguire.
Ho trovato il tema proposto piuttosto interessante, e il triangolo centrale “artista, curatore, spettatore” potrebbe essere espanso a qualche
altro punto periferico con uno spostamento di significato importante per il risultato principale, che influenzerebbe più o meno la struttura, la
definizione e la relazione tra queste tre posizioni principali.
Prima di tutto, credo che il curatore e lo spettatore condividano lo stesso punto di partenza, perchè entrambi sono coinvolti attraverso lo
stesso processo percettivo. La differenza principale tra di essi può essere trovata nell’atteggiamento che ne risulta. L’artista crea, il curatore
seleziona, così che lo spettatore possa esperire. Da un altro punto di vista, attraverso questo processo selettivo il curatore sta già prendendo
delle decisioni “artistiche” (titolo della mostra, display ecc…), e questo significa che il “triangolo” può essere trasformato in un cerchio, nella
cui circonferenza curatore, artista e spettatore si avvicinano nel loro rispettivo significato e ad un certo punto non ha importanza chi agiste nel
ruolo di che cosa, ma quale tipo di pensieri generiamo attraverso questo sforzo.
Pertanto credo che chiunque venga coinvolto nel processo principale rimpiazzi l’altro per un po’ - lo spettatore può essere definito un artista,
tenendo conto del suo punto di vista personale, ma può anche assumere la veste di curatore, se consideriamo la sua percezione selettiva, che
sicuramente sarà basata sul livello culturale dei propri interessi. Un artista riunisce in sé tutte le qualità che vengono portate nel processo
dallo spettatore e dal curatore. Quindi, alla fine, posso dire che tutti questi tre termini sono molto simili all’origine, semplicemente perchè la
comprensione dell’arte richiede la stessa, fondamentale sensibilità da parte di tutti i partecipanti.

Chiaramente, per ragioni di funzionalità formale vengono divisi in tre parti differenti in una reazione a catena, ma la definizione base può
venire ulteriormente semplificata fino a giungere ad alcune qualità, che si espandono a partire dal loro significato generale.
Considerando tutto questo e l’idea di trovare una soluzione, che risponda allo stesso modo al processo creativo, ma anche al concetto di
comprensione , abbiamo pensato che un oggetto, che possa svilupparsi naturalmente e/o crescere con il tempo, possa simboleggiare e offrire
un’alternativa che possa portare questi punti insieme in una forma analitica e suggestiva, perchè il percorso che va dall’idea pura al risultato
finale è a volte troppo lungo per essere predetto, e la forma di un pensiero non può mai essere materializzata nello stesso modo in cui esiste
nella mente.
È per questo che dobbiamo decostruire l’oggetto e portarlo fuori dal suo equilibrio naturale.
Aspetto di avere vostre notizie.

Plamen
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DOCUMENTAZIONE 18 aprile 2007 / April 18th 2007 DOCUMENTATION

PRIMO INCONTRO APERTO FIRST OPEN MEETING


TALK di vista è quello di partire da un’autoanalisi, un’auto- Open meeting #1
“Il rapporto tra artista, curatore e spettatore. Una “The relationship between artist, curator and specta- critica e cercarlo di allargarlo verso l’esterno.
revisione del proprio ruolo nel complesso gioco di tor. A review of one’s role in the complex interaction
project”…we tried to start a conversation together
relazioni tra gli attori.” between these relationships” Maddalena Pugliese / e un’altra cosa, si parla
and from there different practices evolved.
di questo fantomatico “NOI”, che forse non è ben
individuato, il gruppo si è formato da un gruppo
CDL/ When we started out the project there was no
Francesco Bertelé / Posso Iniziare? Innanzitutto Francesco Bertelé / If I may start…? First of all I lentamente è cresciuto di numero nel corso del
already fixed goal to reach, the shape and content
penso sia importante fare un cappello introduttivo su think it’s better if I just say something to preface the tempo, da un gruppo di persone più o meno sei che
weren’t preordained.
come è strutturato questo progetto e soprattutto del project and also these open meetings. As you saw in poi hanno coinvolto degli artisti a lavorare insieme a
perché ci sono questi incontri. Come avete visto dalla the fliers we handed out, the project is made of 5 dif- loro cercando di cancellare appunto questa dinamica
FB / Somehow we started directly dealing with the
pubblicità il progetto è formato da 5 appuntamenti ferent appointments: the first and the last are display dei ruoli.
relationship artist/curator…
diversi, dove il primo e l’ultimo sono dei veri momenti moments, exhibitions basically. Between these two
espositivi, cioè delle mostre, dove c’è l’opera che display moments we’ll have three open meetings, we FB / Il progetto nasce dal tentativo di creare un
GRF / Yes…but what is the final goal? I thought I
parla. All’interno di questi due momenti abbiamo would like them to be an occasion to confront and gruppo di discussione indipendentemente dai ruoli
read somewhere in what you wrote that you’re going
pensato di mettere tre incontri in cui cerchiamo di discuss about issues that have been triggering also unici… per cui poi per me è stato fondamentale
to publish something…am I right?
avere una sorta di momento di confronto su delle the whole project since its beginning. So it’s not just re-indirizzare tutto in modo che ognuno, anche in ma-
CDL / You mean a publication or a making public?
tematiche che sono state parte di questa opzione del to put some theory in the project, but we would really niera naturale, trovasse la propria pratica all’interno.
progetto. E quindi non sono delle mere decorazioni like them to be an occasion to receive some input on Per cui, come diceva Madda, siamo partiti da sei
GRF / Exactly, but we are the public. But at the same
teoriche, ma appunto cerchiamo di aprire quello che our activity and also to create a discussion. We would persone… poi sono state coinvolte altre persone, per
time how do we act towards the public?
è stato la costruzione teorica al livello di riflessione like you to put your personal experience forward, to la pratica artistica, ma non dando semplicemente a
tra di noi e di dare una sorta di spunti e di input talk about what you have done obviously concerning loro l’input: fate un lavoro per questo progetto. L’idea
CDL / I think what I care for is the “here and now”,
sulla totalità. Pensavamo di poter gestire o cercare the issues that we are addressing as well. Tonight è quella di entrare nella discussione nelle tematiche
the moment of discussion and dialogue. This is the
di creare una situazione in questi incontri in modo we are starting by a major issue: the relationship and di cui stiamo parlando e da li poi arrivare in contatto
goal; we had a closed group that is now somehow
che fossero dei momenti veri di discussione e di dynamic developing within artist, curator and public con delle pratiche differenti
open. Successfully or not, it’s early to say.
scambio basati prettamente sull’esperienza personale during the design and realization of a show.
relativamente appunto alle tematiche trattate. Nello CDL / Anche perché fondamentalmente non era un
Paolo Dusi / But Claudia, in your opinion, why did
specifico stasera vorremo partire da questa macro Claudia Di Lecce / Excuse me if I interrupt; I’d like progetto che era finalizzato fin dall’inizio.
you decide to design a project from this discussions?
area che è il rapporto che c’è in gioco dal momento to stress the attention on the fact that we haven’t
There’s sort of a double layer I see. You were having
della costruzione del momento espositivo fino alla invited a speaker tonight, this is not a lecture, but we FB / Si penso che questa sia una delle scelte che
informal closed meetings on open issues, why have
fruizione dell’opera tra gli attori principali che sono wanted to put some issue forward and see how we abbiamo preso. Possiamo cominciare a parlare diret-
you thought of making a project from them, to create
l’artista il curatore e lo spettatore. can discuss about them: to confront with different tamente del rapporto tra artista e curatore.
a fixed structure following certain rules? I’m trying
points of view. This project started out with our mee-
to inquire about this dynamic, why does a complete
Claudia Di Lecce / Si, scusa se t’interrompo un tings, held over a year and a half time; at some point GRF / Ma volevo chiedervi all’inizio qual è il task.
discourse emerged where you were only meeting
attimo. Infatti noi non abbiamo chiamato un relatore we have felt the need to open the discussion, give Perché ogni cosa che facciamo ha comunque un
casually to discuss within your group, why you didn’t
a parlare, non abbiamo organizzato una conferenza, shape to it, activating our environment with it. fine uno scopo ed è questo che va a cozzare con il
keep doing that period?
anche l’orario insolito lo dimostra, ma l’idea è di sistema che creiamo. Perché gli interessi vengono ad
mettere sul tavolo alcune cose di cui noi abbiamo FB / Mostly during that time our group tried…oops, essere diversi la gente poi non si mette più d’accor-
C.D.L. / Because at some point we felt the need to
discusso e vedere se è possibile esporsi ad altri punti I’m lost… do perché gli obiettivi sono diversi e l’iniziativa per
share our opinions and doubts with others and to
di vista. Noi ci siamo riuniti per un anno e mezzo e quanto piena di contenuto, PAH, crolla. Quindi la mia
develop these issues into practice too. To try out what
all’inizio erano solo delle discussioni su questi temi Gaston Ramirez Feltrin / I agree! prima domanda è voi avete scritto non so neanche
we had been talking about. Obviously it can only be
ed altri e poi ad un certo punto è come emersa la ne- bene dove, che ci sarà una pubblicazione credo,
a limited attempt, an attempt! In a certain way to
cessità di aprire queste discussioni, in qualche modo Laughters… vero? No? Allora Per dire…
experiment practically about the role of the curator,
dare una forma, un’azione, attivarla in qualche modo.
the role of the artist and also the role of the public.
FB / No, all right. I’m here tonight to talk about CDL / Ma una pubblicazione od un rendere pubbli-
I see this project as a way to turn into some kind of
FB / Più che altro in questo periodo in cui il nostro my experience with this project, also to discuss the co?
practice all these discussions.
piccolo gruppo ha portato avanti e ha cercato di decisions we have taken with you, not to defend
rendere IN PRATICA TUTTE QUESTE RIFLESSIONI … them but mostly to receive some feed-back from you. GRF / Esatto ma il pubblico siamo noi. Però il
P.D. / So basically to involve an outside “public”…
Mi son perso Starting from self-criticism to widen one’s point of discorso è ci stiamo a cosa e al pubblico chi, come ci
view… rapportiamo al pubblico noi?
M.P. / we were sitting around this table, the six of
Gaston Ramirez Feltrin / Io son d’accordo!
us, thinking that we wanted to be active in Veni-
Maddalena Pugliese / Our working group has CDL / Ma infatti secondo me è davvero una co-
ce…and we thought that probably such need might
Risate evolved gradually and the number of its components struzione anche se è presto per dirlo. Si può parlare
have been shared also by others, that this necessity
has increased with time. The really initial group di quello che c’è finora. Il valore è già qui e ora, in
wasn’t solely our own but it might have been a
FB / Ah ecco. Appunto noi abbiamo preso determi- was composed of six members, then we involved questo confronto e dialogo. Questo è il Task. Cioè
shared necessity.
nate scelte, messo determinati paletti per tradurli artists Hanna and Claudio, and then other people in c’era un gruppo chiuso che si sta in qualche modo
in azioni e poi appunto c’è stata la prima mostra Frankfurt and Venice; we wanted to escape from the aprendo più o meno con successo.
Carmen Lopez del Valle / Yes, but the discourse can
e anche tutta la struttura del progetto. Quindi per fixed roles (curators/artists) and work together.
grow if there is a shared discomfort, and it can’t be
quanto mi riguarda sono qui stasera per riportare le Paolo Dusi / Ma Claudia secondo te perché avete
about the shape you’ll give to your project; the group
esperienze e le scelte che abbiamo fatto e non per FB / Yes, roles weren’t pre-fixed, but then naturally avuto il bisogno di renderlo progetto questa cosa.
exist if there’s a common dialogue and common
cercare di difenderle, ma esporre per poterle mettere everyone has been free to act following his attitude, C’è appunto questo doppio livello. Una discussione
issue.
sulla tavola ed avere dei feed-back, e poter allargare finding his own practice. When the artists were invol- informale su una tematica aperta che poi avete avuto
un singolo punto di vista. Questo per dire che il punto ved they weren’t simply told: “Do this work for this la necessità di renderlo... se vuoi una struttura chiusa
C.D.L. / what you say already gives meaning to what
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DOCUMENTAZIONE 18 aprile 2007 / April 18th 2007 DOCUMENTATION

che è quella di un progetto per cui configurarla we are doing now, to being here tonight. FB / Anche…. Open meeting #1
secondo delle dinamiche … Parte del nocciolo della F.B. / I want to go back to Paolo’s question: the
questione è anche questo. Perchè si struttura un main reason to open and structure our informal talks GRF / e quindi diventa masturbatore tutto il sistema. È questo che sto cercando di
the enterprise. Somehow I was split in two, on one
discorso? Nel senso perché non è rimasta qualcosa is because in doing so you can reach “self-criticism”; dire…
side I tried to care for the artistic part, and also to
all’interno di un gruppo di persone che si sono trova- I say “self”-criticism because while opening to the
stress its political value; we were illegally occupying
te a bere al bar e hanno continuato questa cosa? outside, getting back into the environment where FB / e quindi se non parti da questo punto di vista chiuso nella tua torre d’avorio
the building, we had broken the lock, wrenched the
you live, you can then challenge your thoughts and punto e basta, ma ti cali nella socialità temporale in cui stai vivendo e ti metti in
gates away, and cleaned the space…it was itself a
CDL / perché per me le tematiche che abbiamo trat- your system. In the moment you turn into practice questione in questi termini. Allora i risultati della tua pratica sono materiali
politically aware act, and we were a group of acti-
tato hanno avuto in un certo senso ad un certo punto your thoughts and debate, you realize if you can
vists. I really feel there is this double dimension for
hanno sentito il bisogno di essere attualizzate. Cioè il be legitimate in what you’re doing. So what you do CDL / Ecco perché per esempio, tu sei stato tirato in ballo (riferito a Baravalle)
Mars Pavilion. While now I’m working on a different
nostro è un tentativo di mettere in pratica ciò di cui becomes “social” somehow. e tu ti sei tirato in ballo (riferito a Gaston), rispetto alle vostre esperienze che
project, shared cartography of Venice-Mestre area;
abbiamo discusso. Un tentativo, ovviamente limita- appunto sono delle esperienze se vogliamo curatoriali, in un certo senso. Cioè,
to me this is totally a curatorial project, at least ac-
to…un TENTATIVO. Per esempio quale può essere un G.R.F. / But why do you need to be legitimated? quindi, rispetto al tema che avevamo cercato di darci stasera, questa divisione dei
cording to my practice; there won’t be a show of the
ripensamento del ruolo del curatore, il ripensamento ruoli, come vi siete posti, se ci avete pensato, se avete avuto un’occasione poi di
results at the end though, at least an exhibition is not
del ruolo dell’artista del pubblico. Quindi questo F.B. / I meant to say that what your doing is not riflettere su queste tematiche, cioè sul ruolo che tu hai avuto come curatore, sul
our goal. The aim is sharing a certain practice; I’m the
progetto nasce proprio con la volontà di mettere in only your small picture, masturbatory system… so ruolo che aveva l’artista che ha collaborato con te, cioè sul ruolo, sulla tensione, su
curator, and sometimes even the teacher…
pratica, attualizzare questi discorsi teorici. then you need a critic able to translate your solilo- come tu li hai coinvolti, insomma, qual è stato il lavoro, la spinta, la tensione, non
quy… so se questa domanda può servire a…
Emanuele Basso / During this two hours of con-
PD / Cioè scusa quindi il passaggio è stato quello di —
versation I’ve been reflecting…being inside or
coinvolgere un pubblico oltre… G.R.F. / Noooo…able to get excited with the same Marco Baravalle / ma sai,… Mars Pavillion è stato un processo complesso, che
outside the “system”, I think we could think of being
Puoi confrontarti anche in trenta quello che sto bullshit! ha diverse sfacettature, nella mia mostra, quella Disorders, io mi sono messo più
transversal, there is big potential in this position, I
dicendo… che altro nell’ottica di imparare dagli artisti, di lasciarli anche molto liberi di acco-
believe. What could be the necessity that brings us
F.B. / well, another way to put it… gliere consigli sulle installazioni, queste cose di nuovo, perché comunque era una
here tonight, if not the need for further development,
MP / Il passaggio che noi abbiamo fatto tra il dire prima esperienza in cui da solo curavo una mostra e mi sembra di aver avuto un
to identify a different curatorial practice that brings
siamo intorno a questo tavolo in sei e vogliamo fare G.R.F. / Look, then the whole system becomes atteggiamento piuttosto disponibile nei confronti degli artisti e aperto. Al pubblico
to the creation of a second “system”, I feel I can use
qualcosa a Venezia è stato il pensare che questa ne- masturbatory! This is what I’m trying to say... non ci ho neanche pensato, mi rendo conto che il mio pubblico ora è un pubblico
this word: a distinct system with its own reasons and
cessità non fosse solo una necessità individuale ma comunque di conoscenti, molto ristretto e poi magari di qualcuno che può leggere
development. That’s all.
condivisa. Per cui il progetto chiuso in se stesso in F.B. / but if you manage to get out of your ivory qualcosa sui giornali, se esce così, o sui siti internet, e quindi io sono ancora sulla
questo mese e mezzo è un primo tentativo di lavorare tower, and you step into social/time/space dimension fase in cui posso quasi sempre avere un rapporto molto diretto con il pubblico,
M.B. / This would be an interesting challenge…
a Venezia in una maniera un po’ diversa. Tentativo around you, and you question your practice, then the se qualcuno mi fa una domanda gli posso rispondere e… per quanto riguarda
che di sicuro non abbiamo fatto solo noi. results of your action become substantial. Mars Pavillion, li ero anche nella doppia, questo è anche più interessante, nella
E.B. / Yes.
— doppia situazione di essere uno, un’attivista del Morion, e uno che ha studiato arte
Carmen Lopez del Valle / Però c’è un discorso se C.D.L. / that’s why we brought you up (to marco contemporanea, e quindi che doveva anche essere in qualche modo consapevole di
M.B. / This wasn’t a question…?
c’è un inquietudine comune. E la inquietudine non Baravalle) and you basically brought yourself up (to tutta la parte delle opere, di tutta la parte più prettamente artistica. Il mio sforzo è
è come facciamo la forma. Un gruppo c’è se c’è un Gaston Ramirez) in respect to your experiences, in stato quello di, diciamo di pensare con due cervelli, da una parte di pensare a quel-
E.B. / No, it was the final oration…
dialogo e se c’è un tema comune… someway curatorial experiences… what do you think la che era la parte, appunto il lato prettamente artistico e dall’altro anche quello
about the issue we are addressing tonight, partition di sottolineare come componente estetica della mostra anche il suo lato politico,
Laughters…
CDL / ma nel momento in cui tu mi stai dicendo between curators, artists, public…what has your cioè il fatto che l’atto di occupare una serra, di arrivare una mattina li, di tranciare
questa cosa… a me interessa e per me ha già senso role being when you worked at a show, and the ar- il lucchetto con il trancino, di pulire la serra, e di togliere i cancelli, fosse anche
M.B. / No, the last thing, I often heard tonight peo-
il fatto di essere qua tist’s? How did you get involved with each other…if quello non solo un atto politico, ma una forma di … in qualche modo portata avan-
ple saying “are you with or without, are you inside
this can help our discussion.. ti da un centro sociale, quindi avevo questa doppia, questa doppia visione. Adesso
or outside…”, this looks to me as if a certain identity
FB / Rispondo a Paolo dicendo che, se abbiamo sto lavorando invece ad un progetto di cartografia partecipata su Venezia-Mestre
had to be placed on you…you are homologated also
tradotto in pratica quello che poteva essere un Marco Baravalle / Well, you know… Mars Pavilion dove, che io ritengo essere pienamente un progetto curatoriale, della mia storia
in going against something; it’s true! But I think this
gruppo di discussione punto e basta, è perché penso (during 2005 Biennale political group form “Morion” curatoriale, dove però non ci sarà nessuna mostra alla fine, almeno, adesso non si
is not a reason to stop “being against”. For exam-
che nel momento in cui lo fai ti trovi su una base di social centre in Venice, occupied a building close to vede lo sbocco, cioè non è, non c’è una mostra come punto d’arrivo del progetto,
ple, personally I think of Resistance, acting against
…principalmente un’autocritica. Non una critica Biennale’s ground an held an independent show the- c’è piuttosto un percorso di condivisione di un processo, io faccio il curatore, dove
History’s mechanisms; obviously there are recurren-
dall’esterno ma uno stare all’interno rispetto a quello re, called Mars Pavilion) has been a really complex ho fatto un pò l’insegnante…
ces, and Utopia will never become real, this we have
che c’è fuori. Nel momento in cui traduci in pratica and multifaceted process. While in the exhibition
learned leaving or looking back at 1968 and 1977, we
cerchi di capire se riesci a trovare una legittimità I personally curated, Disorders, I really thought I Emanuele Basso / La mia questione era questa, era proprio una domanda, quale
were drastically taught…or the Avantguardes’ set-
anche sociale, anzi soprattutto sociale a quello che wanted learn from the artists, they accepted my sug- sia stasera il punto della discussione, perché io per esempio sono molto d’accordo
back when they reached the final awareness that the
stai facendo. gestions for display, I mean it was my first experience con tutto quello che ha detto sia Marco. Da quanto ho capito in queste due ore,
last aim of Art is not the “new”; art’s role is no more
in designing a show so…I think I was quite receptive che forse mi sono servite proprio per riflettere, proprio per quello, il problema è
renewing, reforming, to be “avanguarde” for the
GRF / Ma hai bisogno di questa legittimità. Scusami with the artists… I didn’t really think to the public, legato all’essere dentro o fuori del sistema, ma l’essere trasversali, e la potenzialità
future; but still with every resistance we gain a little
eh? well besides most of the public was made of people dell’essere trasversali. Se non è questo il problema, qual è il punto critico, qual è
piece of freedom, freedom that we can be thankful
that knew me, or maybe somebody that read so- cioè la mancanza reale che forse ci spinge ad essere stasera qua, tutti insieme a
for…without resistance no freedom. Then obviously
FB / No legittimità che quello che stai facendo non mething on the paper…or on the internet; I’m really dialogare e chiaccherare, se non forse una volontà di sviluppo ulteriore che fin dal-
this resistance was institutionalized, but anyway also
è solo il tuo mondo il tuo sistema masturbatorio. Per in a stage of my career where I can have a really l’inizio io avevo inteso come una volontà di differenziazione dalla pratica curatoriale
cultural resistance brings about interesting cultural
cui poi hai bisogno di un critico che abbia la funzione direct relationship with the public, if somebody has a nominale, standard e quindi la creazione di una seconda via che non si differenzia
products…
di tradurre il tuo soliloquio… question I can answer…while in Mars Pavilion I was poi così tanto forse dalla pratica curatoriale standard ma che porta per l’appunto
in a double situation, in fact I was both an activist alla creazione, io userei tranquillamente la parola di un secondo sistema, forse
C.D.L. / but don’t you think that talking about cultu-
GRF / Nooooooo… che si ecciti con le stesse putta- from “Morion” and also contemporary art professio- minore ma che ha sviluppi e quindi una volta che un sistema minore ha sviluppi,
ral resistance is a bit vain considering that all cultural
nate di te. nal, so I was more aware of the whole artistic part of anche se sitematizzato porta qualcosa, che ha qualcosa d’altro… tutto qui.
activity is today inscribed into a productive system…?
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DOCUMENTAZIONE 18 aprile 2007 / April 18th 2007 DOCUMENTATION

MB / sarebbe una bella posta in gioco questa… spaccare tutto… Open meeting #1
M.B. / Well, but you always have fissures into this
EB / si system…what is important about Resistance is to CDL / no, d’accordo
C.D.L. / within the system
live it…not really thinking about…
MB / non era una domanda questa… MB / c’è un’importanza storica anche dell’essere contro e della resitenza, cioè,
CLV / No Claudia, here the only system of reference
C.D.L. / I don’t agree, because otherwise resistance bisognerebbe scrivere, e forse qualcuno l’ha fatto, una storia…
is economy…culture wasn’t always based on the
EB / no, era la predica finale… simply becomes another bounded entity inscribed
economy, I have to say, but today that’s the only
into the system. CDL / Ma quello che sto chiedendo io è che cosa intendi per essere contro anche
tenet, economy.
Risate a livello di produzione culturale,…
M.B. / while you’re living the Resistance…you are.
Alessandro Laita / yes, this is reality today, We have
MB / No, l’ultima cosa, ho sentito spesso interventi It’s an enriching experience, experience of freedom, MB / ma, per me il Mars Pavillion era un modo di essere contro attraversando il
to use the same words to communicate, it’s merely
sul se sei pro o contro certi, si assume che ad un Resistance creates spaces of freedom, temporary if sistema.
masochism to try something ideal….
certo punto ti viene calata una certa identità e in un you wish, but you are living in them and producing

certo momento sei stratificato; è vero! però questo, criticism. This is the point to me… CDL / quello che io mi chiedo e che mi sfugge di questi discorsi è la praticità di
CLV / I’m not talking about something ideal, on the
secondo me, non è una giustificazione per non essere questi discorsi, cioè in che ottica scegli di essere contro, cioè come si concretiz-
contrary I’m being realistic.
contro. Per esempio, la mia personale visione è quel- C.D.L. / So you’re saying that there is not really a za questo discorso? Qual è l’obiettivo, e se uno riflette anche in termini che noi
la della resistenza, di essere contro come un motore meaning in thinking about… conosciamo, e secondo me non bisogna essere dei teorici per conoscerli, cioè di
A.L. / So what?
della storia, è chiaro che ci sono i cicli, è chiaro che sistema mercificato della cultura e noi ci siamo dentro, cosa vuol dire essere contro
ogni resistenza non porterà ad un’utopia della realtà M.B. / no, I think there is a meaning in “being a questo sistema?
CLV / you are just talking about economic system,
e del futuro, su questo ci siamo, lo abbiamo capito against”…in a thoughtful way
every system has its rules…
politicamente dopo il ’68 e il ’77, lo abbiamo capito MB / vuol dire dimostrare che a costo zero uno può ottenere un ottimo risultato.

drasticamente con , insomma, lo scacco delle avan- C.D.L. / so one should not ponder about it but living
A.L. / Ok, but you have to learn the system’s rule if
guardie storiche quando siamo arrivati all’assunto, al even into such temporary realities… CDL / ma qual è l’ottimo risultato?
you want to destroy them, you have to get inside of
giusto assunto postmoderno in cui il traguardo del-
them.
l’arte non è più il nuovo. La preoccupazione dell’arte M.B. / yes, but not in a silly way, like : “Let’s go MB / per esempio di una grande visibilità del progetto Mars Pavillion, per esem-
non deve essere più quella di riformare, di spingere crashing everything…” pio una pagina di recensione su Art Forum, molto positiva.
C.D.L. / yes, but learning and going inside doesn’t
verso il nuovo, di essere avanguardie per un futuro;
imply that you have to serve them.
ma da ogni resistenza, da ogni essere contro poi na- C.D.L. / no, sure. CDL / ok, ma mi sembra che misuri il tuo successo su dei parametri che comun-
scono delle libertà, delle libertà che noi ci godiamo, que sono ancora dei parametri…
CLV / if you do this you’ll never destroy them…it’s
se non ci fossero state, noi non ce le avremmo. Poi M.B. / there is a historical relevance in “being
like if you’re playing cards and you cheat, well you
chiaro che queste resistenze sono state istituzionaliz- against” and in Resistance, one should really write an MB / classici…
keep playing, if you want to finish the game you
zate, stratificate e quello che si vuole, ma anche una account, maybe was already written…
break the pack of cards…it’s a different action…if
resistenza culturale forma prodotti culturali interes- CDL / sistematici
you are inside the system and you cheat in some way
santi ed è produttiva… C.D.L. / But what I am asking is what you mean by
you are supporting the system…
“being against” if we are talking of cultural produc- CLV / no Claudia è che qui l’unico sistema di riferimento è quello economico…
CDL / quindi forse diventa un po’ vuoto parlare della tion… la cultura non si è sempre basata sul sistema economico, bisogna dirlo, adesso
C.D.L. / I still can’t grasp in this talks…even fol-
resistenza culturale e artistica, se comunque ricono- l’unico sistema di riferimento, di cui si sta parlando, è quello economico.
lowing your metaphor, what is the goal in cheating or
sciamo penso tutti che la produzione culturale oggi è M.B. / well, for me, Mars Pavilion was a way to “be
breaking the pack. I think the problem is not whether
inserita all’interno di un sistema produttivo. against” while crossing the system. Alessandro Laita / si, ma perché adesso è così. Cioè è vero che non è sempre
you are inside or outside the “system”, but what you
stato così però adesso è così, per cui bisogna utilizzare gli stessi mezzi per poter
want to do…what is not satisfying to you basically.
MB / si però ci sono sempre delle crepe rispetto… C.D.L. / I can’t see the pragmatic part of such comunicare, è da masochisti voler fare qualcosa di idealistico…
cioè l’importanza della resistenza è quella di viverla, discourse, how do you choose to “be against”? How —
M.B. / Well, I don’t know, for example at the
non è tanto quella di pensare, adesso appunto… can you be concrete? If you think in terms we could CLV / ma non sto mica parlando di cose idealistiche… sto solo parlando concre-
Mars Pavillion we also wanted to stress the lack for
share, you don’t need to think philosophically or tamente.
available spaces in Venice, parodying many public
CDL / si, o sta diventando un sistema. anything like that… I’m talking about commoditiza-
art initiatives that try to act on the social environ-
tion of culture, and we are inside this, how can you AL / cioè cosa?
ment. I mean, those organized for the Biennale are
MB / nel momento in cui tu vivi la resistenza, tu sei. “be against” this system pragmatically?
particularly ridiculous: these artists arrive and in two
Cioè, è un’esperienza che arricchisce, un’esperienza CLV / Tu stai guardando e prendendo come metro di misura solo quello del siste-
weeks they want to connect with the city, sometimes
di libertà, crei degli spazi di libertà, temporanei quan- M.B. / well, for example reaching good results with ma economico. Ogni sistema ha le sue regole, però quello economico è solo uno,
they even manage to 90% of the times…they are like
to vuoi, però intanto li stai vivendo e intanto produci little money, that’s a way… all’interno di tanti altri.
UFOs and make no difference. With Mars Pavilion in-
critica. Questo secondo me è il fatto… Come quello scientifico che è prevalente insieme a quello economico adesso nella
stead, by recovering the space we wished to create a
C.D.L. / how do you measure a good result? sfera culturale generale.
more long-lasting reality and we had a great response
CDL / cioè quindi a tuo avviso non ha molto senso —
from the neighbourhood. We were trying to rescue
interrogarsi su… M.B. / Well, for example good visibility for Mars AL / si ma devi imparare le regole di quel sistema li e utilizzarlo per poterle, per
that building from speculation, and giving it back to
Pavilion project, a page in Art Forum about it, very poterle distruggere; devi impararle, devi entrarci dentro.
the citizens.
MB / no, a mio avviso ha ancora senso essere con- enthusiastic.
tro o anti, in maniera calibrata CDL / si, d’accordo, imparare ad entrarci dentro non vuol dire che ti ci devi asser-
C.D.L. / Well, this looks like a political action to
C.D.L. / All right, but you’re still using methods of vire.
me…
CDL / diciamo non interrogandoci, ma semplicemen- evaluation that are still
te vivendoli, come realtà temporanea… CLV / Se così fai, non le distruggi. E’ come dire guarda stai giocando una partita a
M.B. / Well, it is!
M.B. / Classical… carte e fai il baro, però per fare il baro tu stai continuando a giocare, se invece fai il
MB / si ma non in maniera scema… andiamo a guastafeste, apri il mazzo e interrompi il gioco, capisci è diverso il discorso, allora,
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DOCUMENTAZIONE 18 aprile 2007 / April 18th 2007 DOCUMENTATION

o stai infiltrato dentro il sistema e in qualche modo Open meeting #1


fai il baro, apparentemente mantieni…

CDL / si ma a me continua a sfuggire, in tutti questi


discorsi… mi sembra che sfugga, anche all’interno
della metafora qual è l’obbiettivo di questo qui che
si mette a fare il baro o che distrugge il mazzo. Si,
ma voglio dire a cosa si vuole arrivare anche con
questi…secondo me ci si può stare benissimo dentro
il sistema nel momento in cui si ha chiaro cosa si
vuole ottenere, cioè di che cosa non si è soddisfatti,
fondamentalmente.

MB / non so, un altro aspetto che è successo


al Mars Pavillion per esempio era stato quello di
sottolineare la mancanza degli spazi a Venezia e
per esempio di, in qualche modo, parodiare tutti
gli interventi di public art sul tessuto sociale della
città. In particolare quelli che fanno nelle mostre
della biennale sono spesso ridicoli, cioè di artisti che
arrivano e in due settimane pretendono di collabo-
rare con il tessuto sociale della città, a volte ce la
fanno, il 90% delle volte, cioè sono come degli ufo
che lasciano il tempo che trovano e sono delle cose
che invece il tessuto sociale della città non recepisce,
non lo recepiscono i critici, o i giornalisti, ecc. Mars
Pavillion voleva essere, per esempio, un ribadire
un punto fermo, una strategia, quindi una cosa di
lungo termine, di iniziative sulla città, cioè quella di
recupero dello spazio inutilizzato, di riapertura degli
spazi pubblici, contro la speculazione. Per esempio la
risposta che noi abbiamo avuto dal quartiere è stata
eccezionale…

CDL / Solo che a me questa sembra, vedi mi sem-


bra, un’azione politica, insomma mi sembra un’azio-
ne…

MB / Lo è!
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DOCUMENTAZIONE 18 aprile 2007 / April 18th 2007 DOCUMENTATION
Open meeting #1

[mail, 2/05/2007]

Ciao Plamen, ciao Sophia, I Plamen, I Sofia,

Come state? Come va la vostra digestione? How are you? How is your digestion proceeding?
Il mio processo digestivo personale rispetto alla nostra “esperienza Mobeel” sta andando avanti, e anche se i primi due passi sono stati fatti, My personal digestion process regarding our ‘Mobeel experience’ is going on, even if the first two steps are through I don’t feel like speaking
non me la sento per niente di parlare già di “risultati”… about the “results” at all yet...
Credo non sarò capace di avere un’idea chiara di cosa può essere e di cosa sarà, finchè non finirà. I think I won’t be able to get a clear idea of what it can and will be until the end.
Il primo incontro aperto è stato piuttosto affollato, più di quanto ci aspettassimo, con circa 30 persone che sono venute a casa di Tobia; penso The first open meeting was quite crowded, more than what we expected, with some thirty people coming over at Tobia’s house; I think the
che, al di là di un certo imbarazzo iniziale, l’atmosfera sia stata gradevole, adatta alla discussione (vi spedirò delle foto). Io ho risentito un pò atmosphere was comfortable, besides a little uneasiness at the beginning, good for talking,(I’ll send you pictures). I resented a little bit the
del vino scarso (solo quattro bottiglie…), che secondo me avrebbe facilitato il decollo della discussione. scarcity of wine (only four bottles...) that in my opinion would have helped the discussion to really take off
:--) :--)
al di là dei miei scherzi alcolici, la discussione è andata bene per qualche aspetto, e male per altri. Cercherò di scriverli, in modo di schiarirmi Besides my alcoholic jokes, the discussion was good for some things and bad for others. I’ll try to write them down, so I’ll make also my ideas
le idee anch’io… more clear....

Abbiamo fatto in modo di non parlare del progetto per tutto il tempo, e quindi l’incontro aperto non è stato il luogo per discutere se alle We managed not to talk only about the project for the whole time, so the open meeting wasn’t the place to discuss whether if people liked
persone piaccia o meno quello che stiamo facendo. Abbiamo introdotto Proj V, cercando di spiegarne alcune parti che non era state molto what we were doing or not. We introduced Proj V, trying to explain parts of it that were still not so understood but then the discussion moved
capite, ma poi la discussione si è evoluta. Considerando la prima esperienza che abbiamo avuto quando abbiamo presentato il progetto in on. Considering the first experiences we had when we presented the project in formal situations, such as in our classroom, where people
una situazione formale, come quella della nostra classe, dove la gente per la maggior parte ha attaccato il nostro modo di lavorare con un were mostly attacking our way of working not in a really constructive way, I was afraid we would have got stuck in the introduction, not
atteggiamento non molto costruttivo, temevo che ci saremmo bloccati nell’introduzione, perdendo la possibilità di sperimentare il dialogo di getting a chance to experience this so much talked of dialogue but this didn’t happened.
cui abbiamo tanto parlato. Ma questo non è successo.
People talked!
La gente ha parlato!
It didn’t happened what we had feared that small groups of people would have started more separate discussions, everybody listened and
Non è successo quello che temevamo, che piccoli gruppi di persone avrebbero iniziato delle discussioni separate; tutti hanno ascoltato e interacted in the same space.
hanno interagito nello stesso spazio.
A few times I perceived there was a moment in which even if the group of people had never talked together before, and even if the topic wa-
Qualche volta ho avuto la sensazione che ci fosse un momento in cui, anche se il gruppo era composto da persone che non avevano mai sn’t so clear or so well known by everybody there were moments of shared meaning, moments in which I had the sensation we were thinking
parlato insieme prima, e anche se l’argomento non era così chiaro o così conosciuto da tutti, c’erano dei momenti in cui il significato veniva over the same issues and that this issue had a shared reason to be.
condiviso, in cui avevo la sensazione che stessimo ragionando sugli stessi problemi e che questo argomento avesse una ragione condivisa per
esistere. Just a few people actually talked, and other just listened, especially this one guy kind of made his own personal monologue for a while…

In realtà solo qualche persona ha parlato, e altri sono stati a sentire, specialmente un ragazzo ha fatto una specie di monologo per un pò… We couldn’t really stick to the theme we had in mind at the beginning, we wanted people to talk about their past experiences, considering
we’d like to base our action and our talks on experience; but the thing I perceived was that people were bringing their experience for the
Non siamo riusciti a rimanere esattamente sul tema che avevamo in mente all’inizio. Volevamo che le persone parlassero delle loro esperienze sake of it, not really trying to make it useful for the discussion.
precedenti, considerando che vorremmo basare la nostra azione e i nostri dibattiti sull’esperienza; ma mi sono resa conto che la gente portava I mean really random stuff at times, so I think the next times we should try as a working group to keep a strong hold of the sense we’d like to
la propria esperienza per il gusto di farlo, non cercando di renderla utile alla discussione. carry on, not the sense but the topic, the direction or better try to help who is speaking to make shared sense with what he/she is saying...

Cose davvero a caso a volte, quindi penso che le prossime volte dovremmo riuscire in quanto gruppo ad aggrapparci in modo più deciso al We didn’t speak about Hanna and Claudio’s work.
senso che vogliamo portare avanti, non al senso ma all’argomento, alla direzione, o meglio cercare di aiutare chi sta parlando a produrre a
partire da quello che sta dicendo un senso condiviso … The people that came were almost all from the school, IUAV, and this was a limit I think for the dialogue; I think that maybe also older people
or with other backgrounds would have led the discussion in less already seen places, I mean maybe they would have said really unpredicta-
Non abbiamo parlato del lavoro di Hanna e Claudio. ble things that we can’t think about but that could be useful. It was a little bit too homogeneous thought.

La gente che è venuta era quasi tutta della nostra scuola, lo IUAV, e questo penso sia stato un limite per il dialogo; penso che forse gente più There was nobody from Frankfurt.
vecchia o con altri background avrebbe portato la discussione in posti meno visitati, intendo dire che forse avrebbero davvero detto delle cose
imprevedibili a cui noi non pensiamo, ma che avrebbero potuto essere utili. È stato tutto un pò troppo omogeneo. I think most people understood our intention to create a place to share opinions and ideas, there was not misunderstanding about that.

Non c’era nessuno da Francoforte. This are just the main things I can say about Wednesday, next week is approaching fast and the next open meeting with it. I’d like to transla-
te some extracts of the discussion we had on the past meeting for you, I’ll see what I can do. In the mean while I attach to this email the text
Penso che la maggior parte delle persone abbia compreso il nostro intento di condividere opinioni ed idee; riguardo questo punto non ci sono we gave out on the 18th that was written by Francesco.
state incomprensioni. This is it from me, for now, I’m thinking about the pancake issue as well.
Talk to you soon
Queste sono solo le cose principali che posso dire rispetto a mercoledì, la prossima settimana si sta avvicinando velocemente, e con essa il
prossimo incontro aperto. Mi piacerebbe tradurre per voi qualche estratto della discussione che abbiamo avuto nello scorso incontro; vedrò Claudia
cosa riesco a fare. Nel frattempo vi allego a questa mail il testo che abbiamo distribuito il 18, che è stato scritto da Francesco.
Questo è quanto mi riguarda per ora, sto riflettendo anche rispetto al problema pancake.
A presto

Claudia
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1I
DOCUMENTAZIONE / DOCUMENTATION

03 maggio 2007 May 3rd 2007

L’Associazione Culturale Mobeel - Proj V Mobeel Cultural Association - Proj V


presenta presents

II incontro aperto II open meeting

II OPEN MEETING
“TRA IL VISIBILE ED IL DICIBILE:
COME SCRIVERE DELL’ARTE CONTEMPORANEA?” “BETWEEN THE SEEN
AND THE SAID:
HOW TO WRITE ABOUT
CONTEMPORARY ART?”

“Plato said that books were a poor substitute for dialogue, and the internet allows for intellectual interchange
in a way that was impossible with the old technology. And finally, hardback books are too expensive for most
people to buy. I have always warmed to Hillaire Belloc’s lines

<< When I am gone, let only this be said:


His sins were scarlet, but his books were read.>> “

(From the ufficial website of J.R.Penrose)


50 51
DOCUMENTAZIONE 03 maggio 2007 / May 3rd 2007 DOCUMENTATION
Open meeting #2

CONDIZIONE DI IPERTESTUALITÀ HYPERTEXTUALITY CONDITION

Un’altra forma? Another shape?

Pensare al ‘come’ scrivere in termini di critica dell’arte contemporanea significa innanzitutto capire quale ruolo debba A reflection on “how” to write contemporary art critiques mainly implies understanding the expected text’s role and its
avere oggi il testo e che posizione il suo autore, nei confronti di chi scrive e per chi. author’s stance, the content and the public.

La critica d’arte come analisi della struttura dell’opera nella sua forma intrinseca e nel gioco dei suoi rapporti interni, The art critique as an analysis of the work’s structure with its inner shape and in the light of its internal relations could
potrebbe essere inadatta nello svolgere il compito di mediazione nel discorso di strutturazione estetica tra l’opera e la be inadequate to perform the task of mediation in the aesthetical structuring dialogue existing between the work and
persona, cercando di sostituirle entrambe. the spectator: in fact it tries to replace them both.

Lo scrivere può assumere un’altra forma. autonoma. in cui l’ospite sia l’opera e la sua struttura, ma l’oggetto il mon- Writing can acquire an other shape: an autonomous frame in which the guest is the work and its structure but the
do_il reale (a), in cui sia l’opera che la scrittura vivono, cercano continua sopravvivenza. object is the reality (a), the world in which both the writing and the work of art live and develop.

1 1

allora la parola non può, riconoscendosi imperfetta nel suo compito, sostituire l’opera ma divenire essa stessa opera_ Given its inadequacy to perform its task, the word can’t replace the work of art: it becomes a work itself.

(a) La frammentazione dello spazio e del tempo in cui l’eperienza si distribuisce e si dispiega, in singole unità monospa- (a) The fragmentation of space and time in which the experience develops and grows into single mono-space
ziali rischiando di fondersi se rimanesse ancorata nell’illusione dell’istante. units, running the risk to fuse if it remained linked to the illusion of an instant. If space and time became a ‘unicum’
Se spazio e tempo divenissero un unicum nell’idea e non una possibilità di diversificazione nella somiglianza, l’identità into the idea and not a chance of diversification into the similarity, identity would disappear into indifference.
si annullerebbe nell’indifferenza. Identity is seen as a specific content rather than an attempt to re-gain uniqueness.
Identità qui intesa, non come tentativo di riappropriarsi di una qualità di unicità e irripetibilità ma, come contenuto The experience can be presented as repeatable and enjoyable in itself, hence the meeting overcome the limit of com-
specifico. moditisation if it develops as comparison between differences, in a determined point of space and time.
L’esperienza può essere vendibile in quanto ripetibile e accumulabile in se stessa. Ecco perchè l’incontro può sfuggire
alla mercificazione. se avviene come confronto tra differenze, in un punto determinabile nel tempo e nello spazio.
A work that is not a more or less complex structure of symbols.
_opera che non sia organizzazione più o meno articolata di simboli. The structure of the symbol has collapsed as it has become an obsolete instrument of implicit representation of a
La bolla del simbolo è esplosa, dal momento che è divenuto obsoleto strumento di rappresentazione implicita di un world that can’t be pre-represented as it’s too dependent from a chronic individualism that perceives the figure of the
mondo non pre-rappresentabile. troppo dipendente da un individualismo cronico che trasforma la figura dell’esperto philologist into a dim, nostalgic remembrance. The relativism of the individual preference doesn’t allow the selection of
filologo in una vaga reminiscenza nostalgica. il relativismo della preferenza individuale non permette di ancorarsi a ever-empty boxes and the risk to be seduced by the packaging, in the delusion of a blinding and creative fetishism.
scatole infinitamente vuote. rischiando di rimanere affascinati dal packaging e/o omologo-massificati nell’illusione di
un feticismo creativo abbagliante. That’s how the other form of writing can be: a preferential link on the side of the page with a crucial function. It con-
structs links and develops the analysis following transversal and combining lines. It investigates the basis on which
Ecco come può essere allora l’altra forma the work is constructed, it can sometimes undermine this underlying structure in order to allow the reader to recreate
come un link preferenziale a lato pagina, può dire ed essere organo vivo. racconta e significa construendo ponti e it by its own paths and meanings.
problematizzando non linearmente ma con percorsi trasversali e combinatori.
scava attorno, con un moto circolare e ripetivo. sondando strato su strato la terra su cui poggia l’opera, ne può minare francesco bertelé
le basi per poi dare la possibilità al lettore di ricostruire con propri percorsi con altri significati.

francesco bertelé

1 “Si sapeva bene dopo Mallarmé che la parola è l’inesistenza manifesta diciò che essa designa; sappiamo adesso che l’essere del 1 “It was known after Mallarmé that the word is manifest non-existence of what it designates; we know now that the existence of
linguaggio è la cancellatura visibile di cplui che parla.”(M. Foucault, Antologia-L’impazienza della libertà, p.58 [ed. Feltrinelli 2005]) language is the visible erasure of who is speaking” (M.Foucault)
52 53
DOCUMENTAZIONE 03 maggio 2007 / May 3rd 2007 DOCUMENTATION

II INCONTRO APERTO SECONDO OPEN MEETING


TALK Cercare di descrivere in maniera neutra, quindi senza Open meeting #2
“Tra il visibile ed il dicibile: come scrivere dell’arte “Between visible and “talkable”: how to write about metterci ancora dei contenuti, o comunque senza
contemporanea?” contemporary art?” cercare di interpretarla nel suo significato ma solo
AF / Well, we actually don’t know this.
una descrizione formale, è forse il primo passo.
Valerio Del Baglivo / Oggi andremo a parlare della Valerio Del Baglivo / Today will speak about art
Nello Russo / My direct professional experience is
scrittura e di come essa possa favorire l’incontro tra critic writing and how this can encourage the CDL / Primo passo che porta a cosa? Qual è poi
related to the world of media communication, so from
lo spettatore e l’opera d’arte. encounter between spectator and work of art. I don’t l’obiettivo? A che cosa prepara? All’esperienza del-
my point of view, a fundamental initial step is to iden-
Forse non è il caso di intervenire tentando di capire think our discussion should aim at a clear definition l’opera da parte di chi leggerà il testo?
tify the target of this communication; our magazine
cosa significa scrivere, o tentando di fare un’analisi of what does writing about art mean, or attaining to
is only a small editorial project, the magazine has
della storia della critica d’arte. the history of art critic. AF / In realtà non si sa questo.
relatively limited circulation, it is distributed in very
specific locations, we try to reach a really definite tar-
Maddalena Pugliese / Penso che in generale il Maddalena Pugliese / I think we don’t want to talk Nello Russo / Io arrivo dal mondo della comunicazio-
get. So I think one always has to have clear in mind
concetto sia di cercare di non generalizzare trop- this issue in general terms, we would like to have an ne, quindi dal mio punto di vista è sempre fondamen-
who he/she is speaking to, who will read the text, in
po, quello che vorremmo creare è uno scambio tra exchange about personal experiences. tale capire qual’è il target che cerca di raggiungere
our case the reader of the magazine.
esperienze. la comunicazione: la nostra rivista è un progetto edi-
Claudia Di Lecce / One thing that has happened toriale piccolo, ha una tiratura abbastanza limitata,
CDL / So we could say that the text serves as a tool
Claudia Di Lecce / Una cosa che è successa dopo after our first display moment was that many people viene distribuita in punti specifici, abbastanza mirati
somehow…
l’esposizione è stata che alcune persone ci hanno asked why we didn’t present anything that would e abbiamo un certo tipo di target di nicchia.
chiesto perché non ci fosse nulla che spiegasse il directly explain the works and also what the work Quindi secondo me deve essere sempre ben chiaro a
AF / I think that more or less all texts written about
lavoro, che cosa esso volesse dire. Che cosa ci si meant. What does one expect when he’s watching chi stai parlando, chi leggerà il tuo testo, nel nostro
art have an instrumental use. When you start to write
aspetta nel momento in cui si va a vedere una mo- a show, why does one always expect to be guided caso chi leggerà la rivista.
a text you need to have a final aim, because through
stra, e perché ci si aspetta di essere guidati alla com- while experiencing a work of art? This, we could
that text you are trying to communicate something
prensione di quella che può essere l’esposizione di say, is the theme of the discussion tonight: does the CDL / Quindi questo testo assume un valore se
to somebody; but if you don’t know already what you
un lavoro artistico? E’ questo il nucleo di discussione writing help this encounter? What is the spectator vogliamo strumentale …
mean to say, you don’t have a structure in mind, if
stasera: come i testi possano aiutare o meno questo expecting for? Is written language able to function as
you don’t have any critical, dialectic or educational
incontro, che cosa si aspetta lo spettatore. Chiedersi a mediator between what I see and what I guess the AF / Tutti i testi che riguardano l’arte hanno alla fine
aim, you can’t even start writing the text.
come un linguaggio quale quello della scrittura si può work is telling me? un valore strumentale.
porre come mediatore tra quello che io vedo e quello Nel momento in cui ti metti a scrivere un testo, devi
CDL / Following these ideas, how can you conciliate
che suppongo l’opera mi voglia dire. MP / For example, you have the experience of the avere un fine, perché il problema del testo è che devi
communication with the artist?
magazine right? cercare di dire qualcosa a qualcuno, e se non è un
MP / Per esempio, voi avete l’esperienza della rivista (to Playzebra Magazine, Anna Follo e Nello Russo) minimo strutturato, se non sai più o meno cosa vuoi
AF / Well, it really depends if the artist is dead or
no? (PlayZebra Magazine, ndr) dire e che intenzioni hai, didattiche, critiche, o più
still alive…if you know him/her personally… becau-
Anna Follo / Well, regarding the issues you have banalmente divulgative non riesci neanche a iniziare
se dead artist is better than alive artist…
Anna Follo / Mah, rispetto alle questioni che avete raised, first of all I think of what kind of work we are a scrivere.
messo in tavola, la prima cosa che mi è venuta in talking about; I don’t want to be too specific, but at
LAUGHTERS
mente di chiedermi è esattamente di che tipo di ope- least for what we are trying to do, with our magazi- CDL / E in questo senso la comunicazione con l’arti-
ra stiamo parlando; non voglio parlare in modo troppo ne, we always need to understand how famous an sta come si può immaginare?
AF / No, I mean, an artist has the right to cast over
specifico, ma almeno rispetto a quello che cerchiamo artist is, how much has been written about him/her.
his work his own concept, which may not coincide
di fare, è necessario capire quanto sia storicizzato un I say this because when you are just referring to a AF / Dipende, dipende se è vivo se è morto…se lo
with the viewer’s concept; I think viewer and artist
artista, quanto sia famoso un artista. Perché nel mo- work in a broader discussion, if you’re writing for conosci se non lo conosci, non è una cosa da poco,
should have the same right to talk and think about
mento in cui in un discorso più generale e più ampio art professionals that you assume already know perché un artista morto è meglio che un artista vivo
the work, especially because it is the artist choice to
ti trovi a citare un’opera presumendo di scrivere per something about that artist, well some things you …
put it there to be looked at in the first place anyway;
persone più o meno interne al settore, quindi che just give for granted. Yes, generally speaking in our
so the artist is somehow “obliged” to keep into ac-
qualcosa di storia della critica sanno… certe cose le practice if some works have been really much talked Risate
count what everybody else is saying about his work,
puoi omettere, e quindi nel momento in cui si parla about we just mention them, we don’t spend lines to
either he likes it or not.
di un’opera all’interno di un discorso più grande, di describe them or anything. AF / Anche perché un artista ha il diritto di proietta-
Then I think that if the artist is still alive, this whole
una cosa su cui si è già scritto molto, in genere noi Then we try to question the work, starting from re nell’opera una sua idea, che non è sempre quello
process is very difficult, because stating himself as
nella nostra pratica saltiamo questa parte, nel senso ordinary aspects, I know it may sound old-school che ci vede il non artista; che ha lo stesso identico
the Author, the artist claims his own truth about what
che opere che sono già state molto discusse magari method, maybe these are tools that belong to very diritto dell’artista su quell’opera, anche perché è
he has created.
vengono solo citate. specialized art criticism, but in fact I think they are l’artista che l’ha messa lì perché sia vista; quindi
Nel momento in cui ci capita di parlarne in un contemporary and still vibrant. So for example: how poi deve entrare in relazione con quello che gli altri
MP / Well, I don’t know if I would really talk in
discorso più ampio passi direttamene ad un livello più big is the work, what are the materials, or if the title dicono della sua opera che gli piaccia o no.
terms of the final aim of the text, but rather its
interpretativo, che secondo me è una seconda fase. has a particular meaning for the work. Attempting Con gli artisti vivi questo è molto difficile, perché
internal meaning. If the text could be regarded as the
Cerchiamo di fare delle domande a quell’opera, a a neutral description, that doesn’t add other content giustamente a partire dal principio di autorialità di un
attempt to reveal an insight into the work: giving for
partire dalle cose più banali, lo so che può sembrare to the work, or at least is not trying a direct interpre- artista questo rivendica la sua versione delle cose.
granted that the work itself is incapable of exhaustive
un metodo vecchio, perché forse sono strumenti che tation, but it’s just trying a formal description, this I
communication. The text then becomes somehow a
appartengono ad una critica d’arte molto specializza- think could be the first step. MP / Non è tanto il fine ultimo del testo, ma piutto-
translation, interpretation and addition of meaning
ta, ma in realtà sono contemporanee e continuano ad sto l’obiettivo interno che può avere un testo, se deve
or in some cases even misinterpretation; rather we
essere vive. Allora capire di cosa sia fatta un’ope- CDL / So, this first step, what is it leading to, what rivelare una verità che l’opera ha, intrinsecamente,
could just believe that the text is the mere attempt to
ra, quanto sia grande, se il suo titolo ha un senso is it aimed at? To the possible direct experience of e si da per scontato che non riesca a comunicarla, e
share an opinion with the reader, and it is not seen as
rispetto all’opera, come si pone il nome che l’artista the work by the spectator who is now reading the quindi il testo dev’essere in qualche modo traduzio-
necessary for the work’s understanding.
le ha dato rispetto a quello che effettivamente vedi. text? ne, interpretazione, aggiunta di significato o anche
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travisamento di significato; oppure se l’obiettivo Silvia Galiazzo / I’d like to be able to tell if what ed è una cosa che c’è sempre stata probabilmente, forse con l’arte contemporanea Open meeting #2
interno del testo possa essere cercare di coinvolgere I’ve been reading, about a certain work of art, has è meno immaginabile, perché effettivamente come si diceva, il modo di arrivare ad
e condividere con la persona che legge un’ opinione actually been able to give me something more, in un’opera finita è disparato.
really carry as much meaning as the work itself.
rispetto a quello che sto scrivendo. terms of information; or if on the contrary I’m reading

an interpretation of the work, so I can choose to Anna Bianchi / Si parlava dell’opera, e della parola all’interno dell’opera, che
Francesco Bertelé / well, what I think is also inte-
Silvia Galiazzo / Vorrei capire se il modo in cui ne agree or disagree with the writer’s opinion. And also valore può avere la critica e la teoria all’interno di un’opera. Secondo me in fondo
resting is that in tonight’s meeting title we put the
è stato scritto mi ha dato qualcosa in più, che può I wonder how much is the writer adding to the work sono due linguaggi completamente diversi. Ad esempio mi capita di vedere delle
word “how”, so how is it possible to write. What is
essere a livello nozionistico o informativo; oppure se itself, how much meaning does he/she add? opere contemporanee, che se non c’è un testo che me le spiega non vogliono dire
the role played by the text in the relation established
è un testo interpretativo, e allora io posso leggerlo niente, anche perché le pre-conoscenze ad un’opera d’arte contemporanea mi
between the perceiver and the work? And also if it is
ed essere o non essere d’accordo, e quanto mi è ne- MP / But is this the final aim of the writer? Adding sembrano quasi essenziali. Ad esempio anche con l’opera di Kosuth, dico, forse ho
legitimate for the critic, as “first” viewer of a work, to
cessario da questo punto di vista, quanto la scrittura meaning to a work of art? Or is it the attempt to bisogno di leggere dieci libri di Wittgenstein prima di capire cosa vuol dire, e penso
write a text about it. In writing, one performs an act
possa aggiungere nella significazione di un’opera. make of his/her text a work of art in itself? Is the text che questo sia un problema grosso dell’arte contemporanea, e la parola che la se-
of interpretation, because when you are shifting from
absolutely made for adding meanings to a work that gue dovrebbe essere sempre più incisiva secondo me, perché veramente portatrice
one language to another interpreting is the only thing
MP / Ma è questo l’obiettivo? cioè, aggiungere maybe is not needing anymore sense to be added to di senso quanto l’opera.
you can do. And how much this act is thought about,
significazione ad un’opera? O in qualche modo essere it? —
I mean if one keeps into account also the people that
opera in sé stessa? devo assolutamente aggiungere Francesco Bertelé / Quello che mi sembra interessante è che all’interno del titolo
are going to read this text, if one is aware of its role
un significato ad un’opera che magari non ne ha biso- AF / Any act of reading is interpretation, just the dell’incontro di questa sera c’è un come, cioè come scrivere: in che posizione si in-
as a mediator.
gno perché di significati ne ha già di per sé? Secondo fact that you’re trying to write about something that serisce il testo nella tensione che si crea tra l’opera e il lettore del testo. Il percorso
Also there’s the problem of the “historicised”, derived
me il testo non può essere un’aggiunta di significato, has little to do with the act of writing implies some che si è tentato di fare è di stringere la questione su chi è il lettore, chi scrive e per
from a series of set categories, critical categories.
perché spesso si leggono testi che in qualche modo sort of interpretation… chi scrive. L’idea della questione che ci poniamo sta sera non è tanto per chi non
rileggono l’opera, anzi che sovrainterpretano, nel Nobody tries it, because probably is idiocy, but why ha bisogno del testo, ma per chi chiede l’esigenza del testo, quindi il fatto che ci
CDL / What do you mean with “historicised”?
senso che l’opera di per sé stessa ha molto da dire, e not trying to talk about an art work by means of sia una legittimità come primo spettatore di scrivere un testo critico. Quindi questo
non ha bisogno di una traduzione. another art work? With a sketch? When you decide come sta nella relazione in cui tu come spettatore dai un’interpretazione, perché
FB / I mean the creation of stiff categories providing
— you’ll be writing you are choosing a very structured stai scrivendo un testo, perché è l’unica cosa che si può fare nel momento in cui
you with a fixed key to interpretation. These catego-
AF / Qualsiasi lettura di un’opera è un’interpreta- form of expression, because a text is a very structu- c’è una traduzione di linguaggio, in che modo ti relazioni con una storicizzazione.
ries are created by some critics, so they aren’t only
zione, e proprio per il fatto che tu cerchi di mettere red entity. I believe a text works when you actually Nel momento in cui stai scrivendo il testo, come il tuo scrivere diventa riflessivo,
based on the work, but they are strictly dependent
nero su bianco qualcosa che di per sé non ha a saw something in the art work, the oeuvre has nel senso che cerchi di guardare quello che stai facendo sempre tenendo conto
on time and social background. So I think as a writer
che fare con la scrittura, è dare un’interpretazione, touched you somehow, and all you can do is put that di chi è il lettore, e quindi tu sei un mediatore del lettore, in che modo ti rapporti
one should always try to get out of the “historicised”,
nessuno lo fa perché probabilmente è un’idiozia, ma on paper. But if as a viewer, you face a work that is con una storicizzazione , che c’è anche quella dell’artista , ma essa più che altro
out of these set categories, to allow the work and
perché non spiegare un’opera con un’altra opera?o simply not telling you much, and it happens, it is a deriva da una serie di categorie, che son determinate dalle categorie critiche.
the reader to meet in a space left as free as possible.
con un disegno? tu scegli una forma che di per sé è matter also of taste and sensibility…well I think the
Moreover I think we could distance ourselves from an
strutturata, perché un testo è una forma strutturata, text can then be somehow a crutch, the incentive to CDL / Ma allora cosa intendi per storicizzazione?
old school critic trying to legitimize itself playing at
e secondo me un testo funziona nel momento in cui see something more. But I think that if you like the
being a bridge between the artist soliloquy and the
nell’opera hai visto qualcosa, quell’opera ha avuto work, if it is already meaningful to you, then the text FB / Una creazione di categorie strette e indiscutibili attraverso le quali hai un
common viewer.
qualche effetto su di te, e tu il massimo che puoi fare is only a way to share ideas and opinions about it. filtro di lettura dell’opera, ma che sono create da una critica, ma è una questione
è metterlo nero su bianco, e offrirlo a qualcuno, per- più complessa legata alla storia e ai percorsi anche sociali. Quindi, nel momento in
Pietro Rigolo / It really depends on your idea about
ché non sempre le opere riescono a parlarti in questo Anna Bianchi / I think it is very important that if one cui sei interprete che stai scrivendo un testo con questa funzione e con la coscien-
the work itself: if you see it as a jewel box, an extre-
modo, e questa è una cosa soggettiva, non significa is willing, he could be given the chance to delve into za di quello che si sta facendo, in che modo cerchi di resistere alla storicizzazione,
mely complex safe-deposit box with such a precious
che l’opera è più o meno indipendente. Nel momento a certain artist’s poetic and work. For a storied artist e quindi non essere tu stesso vittima delle categorie di storicizzazione, per non
content that you have to try to pull out. But I like to
in cui tu davanti ad un’opera non hai una risonanza, this is easier also after the show, in fact you can read riproiettarle su quello che stai interpretando e soprattutto sul lettore che sta
think of a work as an entity that can grow, germinate,
e succede, perché è una questione anche di gusti e books and articles, but this is not always possible. leggendo.
also through writing.
di sensibilità, il testo è una stampella, può diventare So I think critical writings are necessary, but I prefer Da qui si può forse prendere una distanza rispetto ad una critica di vecchio stampo
un supporto o uno stimolo a vedere qualcos’altro. those that, rather than explaining the “meaning” che giustificava la propria legittimità sul fatto di essere un ponte tra il soliloquio
Isabella Sannipoli / but sometimes texts are simply
Nel momento in cui l’opera ti parla e ti piace, diventa of the work, tell about the artist’s research and his dell’artista e il mondo comune. Penso che quando ci si arrabbia così tanto
too incomprehensible , or maybe at the reach of a
un modo di soddisfare una curiosità per capire come conceptual/emotional premises. sull’arte contemporanea e sul fatto che non si capisce, sia più un lascito dell’arte
very specialized and chosen “public” endowed with
qualcun’ altro l’ha letta. concettuale che ci tiriamo dietro. Per cui, è un azzardo, però mi sembra che l’arte
certain habits and cultural background.
CDL / I think it is very interesting to consider the contemporanea di oggi sia molto più leggibile attraverso le categorie, tra l’altro,
Anna Bianchi / E’ fondamentale che se una persona origins, or anyway the process, that led the artist to storicizzate, e quindi non c’è quasi neanche più il bisogno di un testo.
FB / I’m talking about a text that speaks on its own,
vuole abbia la possibilità di approfondire; per gli create a work. In a way it makes me feel that the text
without respecting what the artist is saying or would
artisti più affermati questo può avvenire anche dopo is then trying to remedy to the obvious lack of direct Pietro Rigolo / Dipende fondamentalmente da come intendi l’opera, cioè se la in-
like to say: if you understand your responsibility in
attraverso i libri ma non è sempre così, quindi secon- contact with the actual creative milieu of the work of tendi come uno scrigno, come una cassetta di sicurezza complicatissima con dentro
your attempt to express with a different language,
do me un testo ci deve essere, e io personalmente art; in the other end this gap is inevitable, I believe it questo significato prezioso che tu in qualche modo devi cercare di estrapolare.
your own language, the text should just work within
trovo più interessanti quei testi che più che spiegano always existed. Però io penso piuttosto all’opera come a qualcosa che possa germinare anche
its own terms.
il significato dell’opera, quelli che spiegano qual è tramite la scrittura.
stata la ricerca dell’artista, i presupposti da cui è AB / I happen to see some contemporary art works
CDL / I believe that by saying this you are all taking
partito, il percorso che ha seguito. that are simply meaningless without before reading IS / però a volte i testi sono veramente incomprensibili, quindi magari sono per
for granted the fact that artist and critic are working
a critical text. I think reading is vital to understand un pubblico molto specifico, con una certa cultura e una certa abitudine.
at the creation of two separate entities and that they
CDL / Secondo me è interessante parlare della contemporary art. Let’s take as an example Kosuth’s
never meet. Maybe we could think of contemporary
genesi, o comunque del processo che è stato attuato work, I think you need to read at least ten Wittgen- FB / Sto parlando di un testo che parla da sé e parla indipendentemente dal por-
art practice as a shared creation or the two instead.
dall’artista nel produrre l’opera. In un certo senso mi stein’s books to grasp what Kosuth is trying to do… tare rispetto a quello che vorrebbe dire l’artista: se ci si prende la responsabilità
fa intendere che il testo supplisce alla mancanza di I think this is a serious issue for contemporary art di quello che si sta dicendo e significando in un altro modo, con un altro linguag-
AB / I think this relationship, between critic and
contatto diretto con la produzione dell’arte, che c’è, and texts should be even more incisive, because they gio, l’opera comunque funziona da sola nei suoi termini.
artist, is extremely interesting; sometimes when I look
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Io penso che la parte di costruzione e di significazione at some works I have the impression that the critic AF / Secondo me l’opera non ha tanto bisogno di testo, nel senso che se l’opera Open meeting #2
da parte dello spettatore dipenda molto di più dal is really holding up a weak entity, so the work in this per me funziona, ha già al suo interno domande e risposte. Serve “dire” perché
fatto che possa trovare la possibilità di un contrad- case is really empty. crea dialogo, banalmente crea anche mestiere, l’ottanta per cento dei testi che
AF / Maybe if the work you’re writing about is not
dittorio, rispetto a quella di sottolineare tre volte la si leggono servono poi a quello, e va bene, però l’importante è essere onesti con
too storied is less complex, even for the meaning as-
stessa parola. CDL / maybe just because we are more at ease with quello che vedi e con quello che fai.
signed to it by others than the author, so you’re less
the language the critic is using…
obstructed in trying to state your idea… but on the
CDL / Però a me sembra che in tutti questi discorsi CDL / Stai dicendo che lo stimolo primo ti nasce comunque da altro, che il senso
other hand contemporary art is so close that is hard
ci sia un sottinteso: pensare sia all’artista che al SG / some artists love to talk about their works, non lo trovi in quello che leggi ma in quello che hai visto?
to bring it into focus.
critico come due entità separate, come due creatori some write about it. Other just refuse to do so and
I think both works and texts have to be “digested” so
separati e distinti, che in nessun momento della loro are even proud about it, they use their art as langua- AF / Secondo me il senso è una cosa troppo personale, per poterlo voler risolve-
there’s a gap between your digestion and “history” ’s
creazione si incontrano, e comunque queste creazioni ge, and not the spoken or written one, as if these re con un testo anche del critico più bravo e più geniale, e quindi sono cose che
digestion…
vivono sempre separatamente... forse è anche possi- were separate entities. aiutano, che fa piacere leggere perché magari innescano ulteriori riflessioni, però
bile immaginare che l’arte contemporanea del futuro alla fin fine il senso che dai ad una cosa è troppo personale...
CDL / It seems from what you’re saying that a
diventerà sempre di più una creazione condivisa. AF / I think you have to help the reader understand —
storied work is a completely different thing compared
whether if you’re writing as curator or critic. These AF / Probabilmente se la cosa è meno storicizzata è meno stratificata anche come
with a contemporary work…
AB / infatti mi sembra interessante questo rapporto, are really different actors; they use the text in extre- senso, quindi sei meno ostruito a metterci del tuo, poi le cose di oggi proprio per
solo che, a volte vedendo certa arte contemporanea mely different ways. I think that before expectations il fatto che ti son troppo sotto le mani non riesci a metterle a fuoco. Credo che le
AF / In the practice of the text writer they are two
sembra che il critico in realtà sia semplicemente from the reader comes the expectation from the opere e anche i testi siano cose che vanno digerite, e come tali ti poni in maniera
separate things. If you’re writing about a storied oeu-
quello che sostiene una cosa che è debole, e l’opera writer, chronologically at least… differente rispetto a quanto tu le hai digerite e a quanto sono state storicamente
vre you don’t beg to write a text without a four pages
a quel punto diventa come una muta del serpente, digerite.
bibliography. With a new text you can emancipate
una cosa vuota. FB / Yes, but what is this expectation you are
yourself a bit more, they’re both risky in some ways.
— talking about? CDL / Si però in questo discorso mi viene in mente una distinzione tra l’opera
CDL / Forse perché il linguaggio che utilizza è più storicizzata e quello che tu invece stai vivendo in quel momento proprio come se
CDL / I think we’re getting closer to the issue of the
appetibile, siamo più abituati a comprendere... AF / the reader’s? Well, as a reader myself, I expect fossero due materie diverse a cui reagire, come se l’opera storicizzata fosse una
life of the work after the death of its author, when
the text to be about collaboration and discussion cosa diversa.
the work becomes storied and goes into a museum;
SG / Ci sono anche artisti che fanno opere e che with the artist, that I think I expect in the curator’s
one experiences it differently, also because of all the
amano parlare delle loro opere, che ne scrivono. text, it really irritates me when I see that in the AF / Nella pratica di chi scrive testi sono due cose diverse. Per un’opera storiciz-
criticism written about it. But what happens if one
Ce ne sono altri che non sanno affatto parlare e che critic’s. zata, tu non ti permetti di scrivere un testo senza una bibliografia lunga quattro
goes see Duchamp’s works without even knowing
ne vanno pure fieri, utilizzano un linguaggio che è pagine. Con una cosa nuova di oggi ti puoi emancipare un po’ da questa cosa, ed
who he is? What will he/she say?
quello dell’arte, e non il linguaggio scritto o parlato, CDL / So you’re suggesting that the critic should entrambe le tipologie hanno i loro rischi.
perché sono due cose separate. have an outside point of view towards the art he’s
SG / But this is what everyone who loves Tiziano
— proposed, while the curator is expected to be more CDL / Secondo me si apre un po’ il discorso a quella che può essere la vita dopo
and hates Duchamp would ask…
AF / Secondo me devi far capire al tuo lettore se stai involved and in some way sharing creation. la morte dell’artista, qual’ è la sopravvivenza di una determinata opera che diventa
scrivendo come curatore o se stai scrivendo come cri- storicizzata e quindi musealizzata, che tu puoi esperire in un certo modo, oltretutto
MP / Probably our starting point was once more too
tico, che sono due figure diverse e che quindi usano il AF / Yes, at least in my personal practice, it’s sort fissata da tutta una serie di critiche che sono state scritte nel corso del tempo.
“professional”… you go to Palazzo Grassi because if
testo in modo molto diverso. of a tenet when I’m writing about something or if I’m Cosa succede nel momento in cui io vado a vedere l’opera di Duchamp senza sape-
you live in Venice and it is sort of a reference point,
Secondo me prima di esserci un’aspettativa da parte trying to evaluate, always form my humble point of re che sia sua... nel momento in cui uno di arte contemporanea non ne sa niente,
sort of a fixed rendezvous somehow, I’m afraid we are
del lettore dev’esserci un’aspettativa da parte dello view, somebody else’s text. va a palazzo grassi, vede quelle cose lì, cosa mi risponde?
not managing to escape from our own specific insi-
scrittore...
ght. When I used to go to exhibition without knowing
C.D.L.:So, this text written from the outside, starting SG / Ma questo è il punto di domanda di tutti quelli che apprezzano Tiziano e non
much about contemporary art, texts were always
FB / Si ma l’aspettativa cos’è? from a personal point of view, can it be a creative apprezzano Duchamp.
very useful. The text would reveal certain insights,
act? Creation triggered by the work of art?
maybe it wasn’t the revealed truth, but still it helped
AF / Del lettore? ma, io come lettrice, mi aspetto MP/ Infatti probabilmente il punto di vista da cui siam partiti noi è non dico
me in this approach that I found tough. I don’t know,
che si parli nel testo di collaborazione con l’artista, di AF / Well, I don’t think the work needs a text, if specializzato, ma di chi con queste cose ha a che fare. Alla mostra di palazzo Grassi
it seems that we are always there to “understand”,
dialogo con l’artista, quello me lo aspetto nel testo di the work is functioning for me it already provides all ci vai anche perché vivendo in una città come questa sai che è un punto di riferi-
everyone, “what is the question?”. Often I still ask
un curatore, mi irrita profondamente quando è nel questions and answers alone. I think “talking” is ne- mento, perché è una delle cose che avvengono a Venezia; noi forse non riusciamo
myself this: “ what is the question?” - “what should I
testo di un critico. cessary because you always need discussion, besides più a prescindere dal nostro interesse specifico. Mi ricordo che quando io andavo
do?” I feel really awkward.
it also creates occupation…well I think 80% of the alle mostre senza sapere molto, il testo mi è sempre stato d’aiuto. Un testo che mi
CDL / Mi sembra che tu sottintenda il fatto che il text that we read are made because there’s a critic rivelasse quella verità che io non riuscivo a capire, magari non era quella la verità
CDL / Yes, and the result is astonishing resentment
critico deve avere un suo angolo esterno, che gli per- structure that has to work… but this is fine, as long che dovevo sapere, però era d’aiuto perché comunque era un approccio che per
towards contemporary art!
metta nel caso di essere al di fuori, mentre il curatore you remain honest to what you see and what you do. me era difficile.
partecipa in modo diverso alla creazione. Dipende se l’opera è riconosciuta o meno forse. Però poi è il presupposto che è
MP / I think this resentment might come from this
CDL / Basically it seems you are saying that creation molto diverso, è quello che tu vuoi cercare di capire, perché sembra sempre che
apparent inexplicability, a distance dividing the per-
AF / Sì, almeno io nella mia pratica, è un punto is not to be found in what you read (texts) but only in l’intenzione di una qualsiasi persona che va ad una mostra sia capire, come se
ceiver and the work. I don’t know if this gap wasn’t
che cerco di tenermi fermo nel momento in cui devo what you see (works)? dicessi “qual’ è la domanda a cui devo rispondere?”. Io stessa ancora mi chiedo a
there when Duchamp was still working, I think it was
scrivere o cerco di valutare, sempre dal mio persona- volte sia quale sia la domanda sia cosa devo fare, mi sento molto a disagio.
there…
lissimo punto di vista, lo scritto di qualcun’altro. AF / I think meaning is too private to be solved by CDL / E infatti io quello che ho rilevato è un astio incredibile nei confronti dell’arte

a text, even if it’s written by the most brilliant and contemporanea!
MP / A text about a storied artist is so different from
CDL / E quindi, questo testo che è scritto da un’este- talented critic. I think texts help out sometimes,
one about an unknown one, I totally agree, totally dif-
riorità, forse è un punto di vista, in che modo si pone maybe they can trigger further reflection, but still the MP / Questo astio forse deriva anche appunto da una sorta di incomprensibilità
ferent premises. Categories used for reading a work
come atto creativo? è un atto creativo in risposta allo meaning remains personal and private. apparente, da una distanza che si crea tra chi guarda e l’opera, che è una distanza
are storied, so if one’s looking at “new” art probably
stimolo dell’opera? — che io non so se ai tempi di Duchamp non c’era, secondo me c’era.
he/she would need different categories.
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— — Open meeting #2
MP / Un testo su un’opera storicizzata è molto MP / Well, I would like to ask to the artists present
diverso da uno su un’opera non conosciuta, io son tonight: “what do you expect from the critics, from a
pienamente d’accordo e i presupposti sono comple- text written about your work?”… Claudio, what do
tamente diversi. Le categorie con cui si leggono le you expect?
opere sono ancora quelle storicizzate, per cui tu riesci
a riconoscere il senso comune, che ci permette e ci Claudio Marcon / Ehm, pardon me?
consente di leggere un’opera in una certa maniera,
probabilmente son le stesse categorie che andreb- LAUGHTERS… CDL / Infatti, una cosa che è saltata fuori spesso
bero spostate di grado, che andrebbero cambiate. Ci è questa cosa del virtuosismo in cui spesso cade la
sono duecentomila domande a cui io credo di non critica.
saper rispondere, é come se avessi sempre un po’ MP / It would be interesting for me to know what
l’impressione di non poter capire, presupponendo che you expect from critics, when you ask one to write a VDB / Credo che il testo sia necessario per l’opera
ci sia qualcosa da capire poi. text about your work. nel momento in cui forse riesce a mantenere vivo un
— dibattito su quell’opera e a mantenere viva anche
MP / Invece una cosa che volevo chiedere a chi è ar- CM / Well, when I have to write a text myself, I de- l’opera in maniera trasversale, per questo forse
tista, è cosa si aspetta da una critica, cosa si aspetta scribe the work from a purely formal point of view, if scegliere una forma dialogica, che comprenda un
dalla scrittura di un testo sull’opera, Claudio... the art works you need nothing else; I don’t go about dialogo con lo spettatore, può essere una prosecu-
it theoretically, some sort of research that I carry on zione, allora può rispondere forse ad una necessità
Claudio Marcon / scusa? through the years or something… I work like this, di non storicizzare, e quindi lo sforzo sta probabil-
Hanna does too, so we chose to work together and mente nel tentare di creare un tipo di scrittura che
Risate give shape to “4+1”. From the public reaction we can riesca ad essere necessaria, che riesca a diventare
guess if we worked well or not. anche una pratica nel poter continuare a far vivere
MP / Sarebbe curioso capire cosa si aspetta l’artista quell’opera, e non semplicemente a chiuderla in un
dalla critica, quando chiede che venga scritto un SG / What do you mean by saying that “you don’t ragionamento, a storicizzarla, a metterla da parte.
testo. go about it theoretically”? You don’t care for the
result? CDL / Sono d’accordo.
CM / Su cosa mi aspetti io da un testo, quando
devo descrivere un lavoro lo descrivo da un punto di CM / No, it’s not like that…but you think too much
vista proprio formale, se il lavoro funziona, funziona; about words, and then it becomes complicated,
non ragiono su basi teoriche o su una sorta di ricerca there’s no communication…even the fact that we
che porto avanti da anni. Io lavoro in un certo modo, asked you to write a text that we used in one of the
Hanna lavora in un modo simile al mio, abbiamo deci- “scenes” of 4 + 1, I mean we started out together,
so di lavorare e di costruire quello che è stato 4+1. the whole group, but at some point Hanna and I
In base all’impressione da parte dello spettatore asked you to write a text with your impressions,
possiamo ragionare su come abbiamo lavorato. about what you saw in our work… I don’t know
what you saw in it…
SG / Cosa vuol dire “non ragiono su basi teoriche”?
poi quello che arriva, arriva ? CDL / Well, I think maybe Silvia meant: “what
Adesso sto facendo la parte della critica, e tu da would you think of a text written afterwards?”
artista dici “che cosa stai dicendo?”. Però non puoi
dire che fai le cose a caso CM / I don’t know, maybe one can grasp something
that Hanna and I didn’t considerate, and we can real-
CM / No ma non era... tu pensi troppo alle parole, ly get a lot from such a text. But not from something
e allora diventa impossibile, c’è incomunicabilità... fixed, falling into virtuosity or incomprehensible stuff,
Anche il fatto di farvi scrivere questo testo... C’è stata I often see only this kind of texts around…
collaborazione tra di noi, però ad un certo punto io
e Hanna abbiamo deciso di lavorare, e quindi anche CDL / Yes, we often complained about critic’s
farvi scrivere un testo su delle impressioni vostre in virtuosity and exclusion.
base a quello che voi avete colto del nostro lavoro...
Io non so che cosa voi abbiate colto. VDB / I think the text is useful when in someway
it allows the work to be alive, even after the show,
CDL / Ma infatti la mia domanda voleva essere: so if you can involve the reader/spectator in a sort
“come vedresti un testo scritto a posteriori rispetto al of dialogue, that works for me. It is not putting
vostro lavoro?”. something into history. The text becomes something
really necessary, it’s not simply closing the work into
CM / Non lo so... Magari tu puoi cogliere delle cose his own grid of categories.
che io e Hanna non abbiamo visto, e noi possiamo
ricavarne tanto da un testo; non una cosa chiusa, che CDL / I totally agree with this.
spesso cade in virtuosismi o in cose incomprensibili...
Io sono abituato a leggere sempre quasi solo questo
quindi...
60

1I
DOCUMENTAZIONE / DOCUMENTATION

16 maggio 2007 May 16th 2007

L’Associazione Culturale Mobeel - Proj V Mobeel Cultural Association - Proj V


presenta presents

III incontro aperto III open meeting

III OPEN MEETING


“IL PROBLEMA DELLA PAROLA
COMPRENSIONE
NELL’ARTE CONTEMPORANEA” “THE ISSUE RAISED
AROUND THE CONCEPT
OF
UNDERSTANDING
CONTEMPORARY ART”
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DOCUMENTAZIONE 16 maggio 2007 / May 16th 2007 DOCUMENTATION
Open meeting #3

LA RADIO TI GUARDA. THE RADIO IS WATCHING YOU.

The only excuse for doing anything is to introduce erotism into life¹. The only excuse for doing anything is to introduce erotism into life¹.
Someone once described my work as saying: it was a bit like the experience of a deaf man staring at a radio, they said. Someone once described my work as saying: it was a bit like the experience of a deaf man staring at a radio, they said.
I’ve always, I’ve always sort of cherished that as an idea ever since². I’ve always, I’ve always sort of cherished that as an idea ever since².
Blue Velvet, a detta del suo autore, nacque dalla fantasia mai realizzata di infilarsi nella camera di una ragazza per According to its author, Blue Velvet was inspired by a never fulfilled fantasy: to enter a girl’s bedroom, spying on her at
osservarla durante la notte e, così facendo, venire inaspettatamente a conoscenza di un terribile segreto³. night and thereby getting to know a terrible secret³.
Tutto il film, visto da questa prospettiva, è un pretesto per analizzare lo sguardo come primo veicolo attraverso cui il Seen from this perspective, the whole movie is a pretext to analyse sight as the first channel through which the indi-
soggetto proietta all’esterno di sé un desiderio che lo spinge ad unirsi al fuori, anelito continuamente e originariamen- vidual projects outwards a desire: craving to be re-united with the “outside”, in a constant want but frustrated by his
te frustrato dalla nostra carne “ultra sottile”. “ultra-thin” flesh.

Ogni opera è inserita in un tempo, un tempo personale prima che storico, ed è vista da due occhi. Il rapporto è all’origi- Every work is set into a particular time (personal rather than historical) and it’s perceived by two eyes. The relation is
ne duale, e non basato sulla passività, sulla mera ricezione di un messaggio, quanto piuttosto sulla possibilità di partire dual: it’s not based on passiveness, on the simple receipt of a message but on the chance to re-elaborate one’s stan-
dalle proprie rispettive posizioni, e di rielaborarle verso un’impossibile unicità: due voci che tendono all’unisono. ces in the attempt to find an unachievable unity.
L’opera quindi si offre, nel momento in cui ciò interessi e qualora l’ambiente lo permetta, come un materiale a disposi- Therefore, when required and when the environment makes it possible, the work acts as a row material, a starting
zione, un punto di partenza da cui risignificarsi. point to re-outline one’s own meaning.

Prima di divenire una cripta, uno scrigno che conserva una conoscenza non direttamente accessibile, prima di divenire Before becoming a crypt, a jewel case enshrining a knowledge which is not directly accessible, before becoming a
un sogno, lei è presente. dream, the work of art is a presence: it shows reality in its undefined shape, in its open and evolving nature.
In quanto presenza, rivela il reale nella sua forma irrisolvibile, nel suo essere altro e nel suo darsi in quanto tale. Before acquiring a meaning, the work of art simply “exists” and it’s displayed for everyone to look at it.
Prima di dirci qualcosa, essa esiste, e si offre, disponibile, al nostro sguardo. Maybe the terrible secret rests in its eyes, looking back at us.
Il terribile segreto sta forse proprio nei suoi occhi, che ci guardano a loro volta.

Pietro Rigolo Pietro Rigolo

¹Marcel Duchamp, interview with George H. Hamilton and Richard Hamilton, in Marcel Duchamp [sic] speaks, in the Art, Anti-Art Marcel Duchamp, interview with George H. Hamilton and Richard Hamilton, in Marcel Duchamp [sic] speaks, in the Art, Anti-Art
series, BBC (London), Third Program, 1959. series, BBC (London), Third Program, 1959.
²Cerith Wyn Evans, in Cerith Wyn Evans Testimony Transcript, http://www.necronauts.org/cubitt_cerith.htm. Cerith Wyn Evans, in Cerith Wyn Evans Testimony Transcript, http://www.necronauts.org/cubitt_cerith.htm.
³Cfr. David Lynch in Laurent Bouzereau, Blue Velvet: an interview with David Lynch, “Cineaste” 3/1987. Cfr. David Lynch in Laurent Bouzereau, Blue Velvet: an interview with David Lynch, “Cineaste” 3/1987.
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DOCUMENTAZIONE 16 maggio 2007 / May 16th 2007 DOCUMENTATION
Open meeting #3

“TU L’HAI CAPITA?” “DID YOU GET IT?”

“Un’inevitabile conseguenza della libertà dell’arte dalle costrizioni morfologiche è che le forme del linguaggio, in cui “An inevitable consequence of freedom from morphological restrictions in art is that the language forms that the artist
l’artista struttura le sue proposizioni, sono spesso codici o linguaggi “privati”; e da ciò consegue, anche, che bisogna uses to construct his prepositions are often codes or “private” languages. Therefore, in order to understand and enjoy
avere familiarità con l’arte contemporanea per apprezzarla e comprenderla” .4 contemporary art, one has to be familiar with it”.¹

Quante volte, trovandoci davanti ad un’opera d’arte, proviamo una sensazione di disagio? How many times do we feel uneasy in front of a work of art?
Spesso ci si chiede se quello che abbiamo visto, guardato e pensato di capire, sia realmente quello che dovevamo We often wonder whether what we have seen, noticed and understood is truly what we were supposed to see, notice
vedere, guardare e capire. Può risultare un po’ banale, ma è come se, non potendo avere delle conferme, il nostro sto- and understand. It may sound somehow banal to say it but it’s like if our stomach tried to make us see that the distan-
maco si ribellasse e ci lasciasse intendere che la distanza fra noi e l’opera è maggiore di quanto possiamo immaginare. ce existing between us and the work is greater than what we think, as we lack any kind of certainty.

Ma cosa vuol dire capire un’opera d’arte? Carpirne il significato? Si può davvero parlare di comprensione? Io credo di But what’s “to understand a work of art”, “to capture its meaning”? Can we define it “understanding”? I believe we
si. Io credo che ogni artista, attraverso la creazione di un’opera, possa produrre senso, e cerchi di comunicarlo attra- can. To my mind, through his/her work, every artist can create meaning and tries to communicate it through his/ her
verso il suo linguaggio. Ma non possiamo più parlare di comprensione come se parlassimo della lettura di una formula own language. But talking about “understanding” is not like referring to a scientific formula or to an essay. The non-
matematica, o di un saggio letterario. L’univocità del significato è messa in discussione dalla pluralità di relazioni che ambiguity of the meaning is called into question by the plurality of relations connecting the work, the spectator, the
legano l’opera, lo spettatore e l’artista, e, più in generale, ciò che lega questi tre soggetti al mondo circostante. Si può artist and the outside world. A plurality of levels of understanding is outlined: some of them are shared and sharable,
forse parlare di una molteplicità di livelli di comprensione, alcuni condivisi e condivisibili, altri più personali, individuali. others are more personal, private.

Se penso ad un dialogo fra l’opera e lo spettatore, intendo questo dialogo come una possibilità. Una possibilità per lo Imagining a dialogue between the spectator and the work of art, I perceive it as a chance for the spectator to give
spettatore di contribuire personalmente alla costruzione di questo significato. Infatti, se come ho detto prima, l’opera its personal contribution to the construction of the work’s meaning. Indeed, if the work has a meaning that everyone
trasmette un messaggio da tutti comprensibile, penso anche che lo spettatore possa e sia chiamato a restituire la sua can understand, I believe the spectator can and is expected to elaborate his/her personal interpretation of the work,
personale lettura dell’opera, instaurando così con questa un rapporto confidenziale, intimo. Una lettura che sicuramen- thereby creating a very close and confidential relation with the work itself. This personal interpretation will surely stem
te deriva dalla sua conoscenza, dalla sua esperienza e più in generale dalle condizioni spazio-temporali in cui vive. from the spectator’s knowledge, from his/her experience and more generally from the environment in which he/she
lives.
La distanza fra l’opera e lo spettatore così diminuisce, la riverenza nei confronti di un supposto significato non può
che frantumarsi, la paura di sbagliare può finalmente scomparire, perché ciò che veramente diviene importante è lo Thereby the distance between the work of art and the spectator decreases, the supposed meaning is no longer
scambio di suggestioni che l’opera e lo spettatore riescono a regalarsi; suggestioni univoche nella loro intimità, ma surrounded by abstract reverence, the concern to be wrong can disappear at last: the focus remains on the exchange
comunque parte di una molteplicità infinita di possibili rapporti e interpretazioni. of emotions existing between the work of art and the spectator. These emotions are unique and intimate, yet forming
part of a never-ending plurality of possible relations and interpretations.
Maddalena Pugliese
Maddalena Pugliese
4Joseph Kosuth, “L’arte dopo la filosofia”, pubblicato per la prima volta in “Studio International”, Londra, 1969. Joseph Kosuth, “Art after philosophy”, first published in “Studio International”, London, 1969.
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DOCUMENTAZIONE 16 maggio 2007 / May 16th 2007 DOCUMENTATION

III INCONTRO APERTO THIRD OPEN MEETING


TALK quindi abbiamo a che fare con un cercare in que- Open meeting #3
“Il problema della parola comprensione nell’arte “The issue of “comprehension” in contemporary art” st’aria il limite tra il punto di vista personale dell’arti-
contemporanea.” sta e il punto di vista personale dello spettatore.
so is about finding in this air the border between the

personal point of view of the artist and the personal
Pietro Rigolo / […] Il progetto in qualche modo Pietro Rigolo / […] The project in some ways works Hanna Hildebrand / […] certamente non è facile,
point of view of the spectator
funziona come uno scambio, o diciamo piuttosto un as an exchange, or let’s say a meeting between the ma penso che il non capirsi sia una delle cose che

incontro tra l’ Università IUAV e la Staedelschule di IUAV University and the Staedelschule in Frankfurt, mantiene la vita dinamica, che faccia andare avanti
Hanna Hildebrand / […] of course it’s not easy, but
Francoforte, quindi oggi abbiamo qui qualche ospite so today we have some guests from Frankfurt, and le cose, in un certo qual modo. E penso che in qual-
I think it’s one of the things that keep life dynamic,
da Francoforte, ed è per questa ragione che sto that’s why I am speaking in English (risate). che modo nell’arte o all’interno dell’arte sia possibile
not understanding each other keeps things going on,
parlando in inglese (risate). sperimentare nuovi linguaggi, creare nuove combina-
somehow. And I think that somehow in art or within
Plamen Bontchev / once again it’s a challenging zioni e vedere che succede.
art you can experiment new languages, kind of crea-
Plamen Bontchev / Una volta di più è una bella exercise, because everyone will get better with his
te new combinations and see what happens.
scommessa, ognuno migliorerà il proprio inglese! English! PB / Qualche volta qualcuno che ha creato un
— — lavoro può imparare da cosa la gente dice riguardo
PB / sometimes someone who created a work can
PR / […] e oggi vorremmo avvicinarci a quello che PR / […] and today we would like to deal with ad esso. L’analisi e la creazione sono prima di tutto
learn from what people say about it. Analyzing and
è il vero nucleo del progetto (credo), che è il rapporto the real essence of the project (I think), which is the dei processi separati.
creating are first of all very separate processes. […]
tra lo spettatore e l’opera d’arte, e la comprensione relationship between the spectator and the work of
che dovrebbe, forse, o potrebbe, avere luogo. art, and the comprehension that should, maybe, or Claudia Di Lecce / Te la sentiresti di affermare che
CDL / you could say there’s not a set meaning for a
[…] ognuno dovrebbe sentirsi libero di assumere il could, arise. non c’è un significato prestabilito per un lavoro? […]
work? […]
controllo della serata in qualche modo, e magari noi […] everyone should fell free to take control of
vi diamo giusto qualche input su cui riflettere. L’idea the evening is some way, and maybe we just give Jorma Foth / Ma, voglio dire, per forza si cerca di
Jorma Foth / but I mean of course you’re trying to
è di iniziare il discorso dalle nostre proprie esperien- some inputs to think about. The idea is actually to indirizzare il pubblico. Io cerco sempre di colpirlo, di
lead the audience. I am always trying to affect them,
ze, quindi non aver a che fare con argomenti generali start from our own experiences, so not to deal with farlo andare nella mia direzione. In quanto artista,
to make them going my way. As an artist you are
o cose che abbiamo letto, ma dalla nostra esperienza, general topics or things we have read about but from cerchi sempre di rendere alcuni percorsi fruibili, di
always trying to make certain ways walkable, as the
dal nostro essere un artista, uno studente o quan- our own experience, from our own being an artist, a modo che gli altri possano seguirti. Altrimenti non ha
others can follow. Otherwise it makes no sense.
t’altro. student or whatever. senso.

Quindi, giusto per fare le presentazioni, come dicevo So just to introduce, as I said we have some students —
JF / sometimes you are standing in front of a work
abbiamo qualche studente da Francoforte: Hanna, from Frankfurt: Hanna, who was the protagonist of JF / Qualche volta ti trovi di fronte ad un lavoro e
and you get it some way, then you realize that
che è stata la protagonista della prima mostra in the first show we had in April, Jorma, Plamen and lo comprendi in un modo, poi realizzi di aver perso
you missed a kind of background information and
aprile, Jorma, Plamen e Sophia, e abbiamo anche Sophia, and we have two people from London, who molte informazioni di contorno e che ti stavi comple-
that you were totally wrong. It’s still not bad, but
due persone da Londra, Francesco e Chiara. are Francesco and Chiara. tamente sbagliando. Non è per forza un male, ma in
somehow you were wrong.
qualche modo ti stavi sbagliando.
Caterina Riva / Caterina… (risate) Caterina Riva / Caterina… (risate)
CR / maybe at that point the work is wrong and
CR / Magari a quel punto il lavoro sta sbagliando, e
you’re right.
PB / Questo è il più grosso problema di Pietro! […] PB / this is the real problem with Pietro! […] tu hai ragione.
PB / I think works are blank pages where everyone
PR / Sono dei curatori che abitano a Londra, e PR / they are curators in London and they have PB / Penso che i lavori siano pagine bianche, su cui
writes something else.
hanno uno spazio chiamato Form Content, che ha a space called Form Content, that just opened few ognuno scrive qualcosa di diverso.
inaugurato qualche mese fa, quindi forse dopo months ago, so maybe they can talk about this later.
JF / that’s not true.
possono parlarcene. Quindi…come dicevo prima So…as I said before we want to deal with the topic JF / Non è vero.
vorremmo affrontare l’argomento del rapporto tra of the relationship between the spectator and the
PB / yeah, it depends on how you place the pages
lo spettatore e l’opera d’arte e l’argomento della work of art and with the topic of comprehension PB / Si, dipende da come impagini.
together.
comprensione riferita all’arte, e in particolare quale linked to art, and especially which kind of com-
tipo di comprensione sorge da questo rapporto, se prehension arises from this relationship, if we can JF / Ma pensi che ogni opera d’arte sia stata
JF / but do you think that every work of art was
è lecito utilizzare vocaboli quali “comunicazione” e really use words like “communication” and “com- prodotta come pagina bianca? Non è vero, altrimenti
produced as a blank page? That’s not true, otherwise
“comprensione” riferiti all’arte, e in particolar modo prehension” related to art, and especially related to non cambierebbe un cazzo… niente (risate). Intendo
it won’t change a shit… nothing (risate). I mean,
riferiti agli aspetti formali del lavoro. Intendo dire, se the formal aspects of the work. I mean, se è possible dire, alcuni lavori sono politici e funzionano solo per il
some works are political and they are working only
è possibile trasmettere un significato attraverso la trasmettere un significato attraverso la forma (Clau- fatto che hanno un certo contenuto.
because they have certain content.
forma (in italiano; Claudia traduce), e poi nell’espe- dia traduce), and then in experiencing a work of art, —
rire un’opera d’arte, e nel parlarne dopo, cosa viene and then in talking about it, what is lost in the act of PB /
PB / the subjective point of view is the point in
perso nell’atto stesso della verbalizzazione. Queste verbalization. These are the main questions we were Il punto di vista soggettivo è quello in cui devi avere
which you have to deal with a zero level. It’s you,
sono le principali domande a cui abbiamo pensato in thinking about in those months I guess. a che fare con un livello zero. Riguarda te stesso,
it’s not the artist, the artist is as a knowledge, as a
questi mesi, immagino. — non l’artista, l’artista è una conoscenza, come uno
background.
— PB / […] But the question “what happens when sfondo.

PB / […] Ma la domanda “cosa succede quando la people get a work?” is existing since we are able to
PB / but it’s the contact: once you get a visual
gente capisce un lavoro?” ha senso dal momento che express ourselves visually, and at the end I found PB / Ma si tratta di un contatto; una volta che in-
contact with an object the next step is to decide
siamo in grado di esprimerci visivamente, e alla fine out that is only air between the one that looks at the stauri un contatto visivo con un oggetto, il passo suc-
either to accept it or not, and when you say that
ho realizzato che c’è solo aria tra chi guarda il lavoro work and the work itself, it’s just air, nothing else cessivo consiste nel decidere di accettarlo o meno, e
nothing happened you just removed it, but that’s also
ed il lavoro stesso, solo aria, nient’altro (risate) […] (risate) […] quando dici che non succede nulla semplicemente lo
a process.
rimuovi. Ma anche questo fa parte di un processo.
Francesco Bertelé / Penso che questo sia interes- Francesco Bertelé / I think that’s interesting, the
Silvia Galiazzo / yes but it’s not up to me to decide
sante, l’aria diviene lo spazio in cui tutto succede, air becomes the space where everything happens, Silvia Galiazzo / Sì ma non spetta a me decidere se
if nothing arises to me.
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DOCUMENTAZIONE 16 maggio 2007 / May 16th 2007 DOCUMENTATION

non mi arriva nulla. HH / why not? temporale, quindi penso che il tuo gesto debba essere in qualche modo giustificato Open meeting #3
dalla società.
HH / Perchè no? PR / it’s also up to you, it’s a one-to-one relation-
FB / that means that you are part of the spectator’s
ship. […] JF / Assolutamente.
field. I don’t care about the present of the perception
PR / Spetta anche a te, è una relazione a due. […]
of your work, and I don’t think there is a moment in
CDL / there’s also the artist’s responsibility in this. FB / Questo significa che tu sei parte del campo dello spettatore. Non mi interessa
which the spectator has a role as a productive part,
CDL / In questo c’è anche una responsabilità da il presente in cui avviene la percezione del tuo lavoro, e non credo che ci sia un
in the moment of the perception nothing happens,
parte dell’artista. Sofia Burchardi / but it’s hard to say where you momento in cui lo spettatore abbia un ruolo produttivo, nel momento della perce-
it happens looking at the posteriority, at the future.
should go with this responsibility, and when the zione non succede nulla, succede guardando al futuro. Il ruolo dello spettatore in
The role of the spectator as an active part totally has
Sofia Burchardi / Ma è difficile dire fin dove spectator should take his responsibility… you can quanto parte attiva ha influenza nel futuro, per giustificare di nuovo nel futuro, per
influence in the future, to justify again, to remark
bisognerebbe spingersi con questa responsabilità, say that if you don’t get anything it’s the artist’s sottolineare di nuovo, quello che tu hai fatto.
again, what you have done in the future.
e quando è lo spettatore che dovrebbe assumersi la responsibility that the work doesn’t work, but this —

sua responsabilità… puoi dire che se non capisci is a very difficult think to point to. That’s where the FB / Ma penso che prima di chiederti come lo spettatore reagirebbe, penso ti
FB / but I think that before asking to yourself how
nulla, il fatto che il lavoro non funzioni è responsabi- dialogue should start… […] chiederesti perchè lo spettatore dovrebbe reagire, o se dovrebbe.
the spectator would react, I think you would ask
lità dell’artista, ma è difficile da verificare. Questo è il
yourself why the spectator should react, or if.
punto in cui il dialogo dovrebbe iniziare… […] HH / artists sometimes have strategies, and they do PB / Ma il perchè viene prima del come.
it intentionally.
PB / but the why is before the how.
HH / Gli artisti qualche volta adottano delle strate- SG / Penso che questo sia l’ultimo problema di un artista quando produce un
gie, lo fanno apposta. CDL / why as an artist would you do that? lavoro. Quando un artista sente la necessità di fare un’opera d’arte lo spettatore è
SG / I think this is the last problem of an artist when
l’ultima delle sue preoccupazioni. […]
he makes a work. When an artist feels the necessity
CDL / Perchè in quanto artista dovresti fare una HH / it’s part of the game.
to make an artwork the spectator is the last of his
cosa simile? — PR / Beh, penso che produrre un lavoro abbia a che fare sostanzialmente con il
preoccupations […]
PB / […] You are studying in an art academy and condividere qualcosa. […] Dovresti sapere che stai dicendo qualcosa a qualcuno.
HH / Fa parte del gioco. you have certain ideas about creating something that —
PR / well, I think that making a work is basically
— enriches someone’s mind and creates more space PB / Il linguaggio è uno strumento molto privato, sai. Creare il lavoro è un proces-
about sharing something. […] You should know
PB / […] tu studi in un’accademia di belle arti e hai to think and all these almost metaphysical ideas but so molto privato, ognuno inizia dai suoi propri interessi.
you’re saying something to someone.
certe idee rispetto al creare qualcosa che arricchi- still you can be a spectator too. You decide to be a —

sca la mente e crei più spazio per pensare e tutte spectator, to start creating, actually. […] all these FB / Quello che è interessante in quello che stai dicendo è che la tua pratica in un
PB / the language is a very private tool, you know.
queste idee quasi metafisiche, ma allo stesso tempo terms are absolutely related one to each other: the certo qual modo ha a che fare con il re-inventarsi, con il processo della ricerca. […]
Creating the work is a very private process, everyone
puoi essere anche uno spettatore. Decidi di essere spectator, the artist and the curator… all people in- Mi piace pensare all’opera d’arte come ad un passo prima del significato. Quando
starts with his own interests.
uno spettatore, di iniziare a creare, in realtà. […] volved in the same process on a team level are equal. realizzi la forma, la forma è là, e usi la forma come uno spettatore, per realizzare il

Tutti questi termini sono assolutamente legati uno — significato. Perchè la tua pratica in quanto artista e curatore riguarda la creazione
FB / what it’s interesting about what you are saying
all’altro: lo spettatore, l’artista e il curatore… tutte JF / and there are various ways in which the specta- del campo, il passo prima del significato.
is that your practice in a way is about re-inventing
le persone coinvolte nello stesso processo hanno la tor can grasp the artwork, but I think at the end he’s
yourself, the process of the research. […] I like to
stessa importanza, come in una squadra. just taking something. FP / Penso sia una definizione migliore, in effetti.
think the work of art as a step before the meaning.
— — —
When you set up the form, the form is there, and you
JF / E ci sono modi diversi in cui lo spettatore può Francesco Pedraglio / […] because the artist PB / Cosa pensi rispetto all’idea che il curatore sia solo uno spettatore molto ben
use the form as a spectator to make your meaning.
cogliere l’opera d’arte, ma penso che alla fine si tratti addresses a problem with an action, and without educato?
Because your practice as an artist and as a curator is
sempre di cogliere qualcosa. somebody looking at it it’s just nothing.
to create the field, the step before the meaning.
— JF / È di più!
Francesco Pedraglio / […] perché l’artista solleva CDL / yes, but it’s the one proposing the issue, you
FB / I think that’s a better definition actually.
un problema attraverso un’azione, e senza qualcuno can’t say the spectator is proposing what you should PB / Uno spettatore molto ben educato con un’istituzione dietro di sé.

che lo guardi non è assolutamente nulla. be looking at, in this you can really say there’s a —
PB / what do you think about the idea that the
difference. CDL / Non appoggerei l’idea dell’artista come di qualcuno non inserito in un
curator is just a very well educated spectator?
CDL / Si, ma è quello che propone il problema, non contesto sociale, non voglio vederlo come qualcuno che galleggia nell’aria.
puoi dire che lo spettatore stia proponendo quello FP / yes, but who cares? Who comes first? They are —
JF / he’s more!
che dovresti guardare, in questo puoi dire che c’è different roles but it’s true that one without the other PB / […] tu in quanto spettatore decidi cosa guardare e cosa non guardare, e in
una differenza. doesn’t exist. quanto artista decidi lo stesso.
PB / a very well educated spectator having the

institution behind himself.
FP / Sì, ma a chi interessa? Sono ruoli diversi ma è JF / I’m not saying I’m controlling the audience! CDL / Questo succede continuamente nella vita di un essere umano.

vero che uno senza l’altro non esisterebbe. Somehow I make the choice; and this is a super arro-
CDL / I wouldn’t like the idea of the artist as not
gant scene, and I chose it like this: I placed the bench PB / Esattamente. Ma in fondo l’arte non è nient’altro che una parte della nostra
being into the social context, I don’t wanna see him
JF / Non sto dicendo che controllo il pubblico! In there, so is my choice what I gave them. I’m totally vita sociale.
as someone who is floating around in the air.
un certo qual modo faccio una scelta; è una scena depending in if they’re using it, on if they go fishing —

superarrogante, e la scelgo in questo modo: piazzo on it, but still I gave some kind of form. PB / Il tutto riguarda la capacità di guardare dal punto di vista dell’outsider, pro-
PB / […] you as a spectator decide what to see
la panchina là, quindi offro loro una mia scelta. — prio come stare qui ed ascoltare l’italiano…capisco solo poche parole, ma capisco
and what not to see, and you as an artist decide the
Dipendo totalmente dal fatto che la usino o meno, se FB / I wanna say something. If I have to think about il significato generale, e tutti questi gesti, tutto questo scambio invisibile che ha
same.
peschino da lì, ma comunque offro loro una forma. the role of the spectator I am obliged to think about luogo…penso che sia sostanzialmente la stessa cosa che capita allo spettatore,
— what is the role of the spectator in time, so I think perchè lo spettatore ogni volta si confronta con un nuovo linguaggio, con una
CDL / that’s happen every time in a human being’s
FB / Voglio dire una cosa. Se devo pensare al ruolo that your gesture has to be in a way justified by the diversa composizione.
life.
dello spettatore sono obbligato a pensare a cosa society
PB / exactly. But at the end art is nothing more then
sia il ruolo dello spettatore rispetto ad una linea JF / totally. CR / Ma non si tratta di elaborare un nuovo linguaggio, è un ri-aggiustamento del
a part of our social life.
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DOCUMENTAZIONE 16 maggio 2007 / May 16th 2007 DOCUMENTATION

linguaggio che tutti condividiamo. — PB / Sì, perchè fa parte del processo percettivo, lo spettatore non è sempre capace di guardare il lavoro Open meeting #3
— PB / it’s all about to be able to look from the outsi- direttamente nel museo o nella galleria, la maggior parte dei lavori che vedi in realtà sono nei libri, ripro-
HH / […] tutti questi linguaggi che ho studiato, der point of view, just like standing and listening to dotti, e quindi questo è un modo completamente differente di…
semplicemente si sviluppano nella mia testa e li Italian…I just get few words, but I get the general
applico sempre sull’arte che vedo. Ma succede anche meaning, and all this gestures, all this invisible CDL / Decisamente. Quindi stai dicendo che un artista mentre crea dovrebbe tener conto del fatto che la
qualcos’altro: applico questa specie di linguaggio exchange that happens…and I think that’s pretty sua opera d’arte potrebbe essere esperita anche…
dell’arte ad ogni altra cosa che vedo, ogni altra cosa much the same that happens to the spectator, be-
che non è arte, la vedo con questo linguaggio dell’ar- cause the spectator every time confronts with a new PB / sì.
te e la vedo in un modo diverso. Quindi in un certo language, with a different composition. —
modo queste cose si combinano insieme. CDL / Ok, ma in questa azione c’è un punto d’incon-
— CR / but it’s not elaborating a new language, it’s a tro tra il lavoro, quello che l’artista sta dicendo, e la
PR / Penso che dal punto di vista dello spettatore re-arrangement of the language we all share. tua produzione?
non si tratti di afferrare un significato, ma più della —
possibilità di essere toccato da un lavoro. HH / […] all these languages that I have been FB / C’è una tensione a parificarle, non c’è un punto
studying, they just develop in my mind and I am d’incontro.
SG / Sì, intendevo dire questo. always applying them on the art I see. But in addition —
something else happens: I also apply this kind of art FB / La percezione non avviene nel momento in cui
PR / Quindi ha a che fare con un’apertura, ed è language on everything else I see, like everything lo percepisci, questo è spettacolo. La percezione è un
sempre così quando ti confronti con il fuori. else that is not art, I see it with this language of art processo che avviene con il tempo.
[…] and I see it in a different way. So somehow these
things combine together. PB / È quello che i lavori fanno nel loro cammino
SG / Beh, ma il tramonto è bello per tutti! — che li rende dei lavori buoni …è grazie al tempo.
PR / I think that from the spectator point of view
JF / Non è vero, io odio i tramonti e li odio da quan- is not about getting a meaning but it’s more about HH / Cosa intendi dire?
do avevo 4 anni! letting you the possibility of being touched by a work.
— CDL / Stagionano come il formaggio?
CDL / […] è interessante il fatto che quando si par- SG / yes, I meant that.
la, ad un certo punto si arrivi sempre alla separazione PB / Sì… io direi come il vino.
di due cose, il lato emotivo… PR / so it’s about openness, and it’s always like this
when you confront yourself with the outside. […]
PB / Sì, il materiale ed il mentale. Ma perchè do- —
vremmo separare quando è il nostro corpo che causa SG / well, but the sunset is beautiful for everybody! PB / human curiosity cannot be controlled […].
il nostro…
JF / that’s not true, I hate sunsets and I hate them CDL / like monkeys.
CDL / Sì, ma non sto parlando di “corpo”. Non sei since I was 4 years old!
solo corpo e mente ma sei mente, corpo, e anche le — PB / yes.
tue condizioni storiche…il sistema di cui si parlava CDL / […] it’s interesting that when you are —
prima. Non è solo questo. Quindi forse dividere in speaking at a certain point it always comes down to CDL / could you try to keep it a little more on the
queste due cose neppure funziona, ma devi rigirarla the separation of two things, the emotional… topic?
e vederla da un’altra angolazione.
PB / yeah, the material and the mental. But why PB / yes, because it’s a part of the perception
PB / Per me l’unico limite che esiste alla partecipa- should we be separating when our body causes your process, the spectator is not always able to look at
zione sono le nostre esperienze precedenti. mental… the work directly in the museum or in the gallery,
— most of the works that you actually see are in books,
PB / […] possono tirar fuori il cellulare dalla mia CDL / yeah, but I am not speaking of “body”, you reproduced, and so this is a completely different way
tasca e filmare premendo semplicemente un tasto. know. You’re not just mind and body but you are of…
Non ho neppure bisogno di saper leggere…ho mind, body, your historical conditions too…the
bisogno di conoscere qualcuno che magari ha un system he was speaking about before. It’s not just CDL / definitely so. So what you are saying is that
cellulare simile al mio e sappia leggere, e mostrarmi that. So maybe splitting it up in these two things is an artist while he’s creating should take into account
come farlo. Scriviamo senza saper leggere! Questo è not even working, but you have to turn it around and the fact that his artwork could be experienced also…
il problema maggiore. to see it in a different angle.
— PB / yes.
PB / La curiosità umana non può essere controllata PB / for me the only border that exists in participa- —
[…]. ting is our previous experiences CDL / ok, but in this action is there a meeting point made by time
— between the work, and what the artist was saying,
CDL / Come quella delle scimmie. PB / […] I can pick the telephone out of my pocket and your production? PB / it’s what works do in the way that makes them good works… it’s because of time.
and film here just by touching one button. It doesn’t
PB / Sì. even requires from me to know how to read…it FB / there is a tension to parallel them, it’s not a HH / what do you mean?
— requires me to know somebody who has maybe a meeting point
CDL / Potresti provare a stare un pò più sull’argo- similar telephone and can read, and show me how to — CDL / aging like cheese?
mento? do it. We write without knowing how to read! That’s FB / perception is not in the moment when you
the biggest problem. perceive it, this is spectacle. Perception it’s a process PB / yeah… I would say wine.
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DOCUMENTAZIONE / DOCUMENTATION

25 maggio 2007 May 25th 2007

L’Associazione Culturale Mobeel - Proj V


presenta

II momento espositivo
Mobeel Cultural Association - Proj V
presents

Second display appointement


TOBIA’S GARDEN
ONE NIGHT, FIFTY PLANTS, SIXTEEN SQUARE METERS

Plamen Bontchev.......................... Sofia Burchardi


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DOCUMENTAZIONE 25 maggio 2007 / May 25th 2007 DOCUMENTATION
“Tobia’s garden” - II display moment

THE FIRST SENTENCE, YOU ARE ABLE TO SAY ALOUD WILL ALWAYS
DECIDE ABOUT THE DIRECTION IN WHICH YOUR IDEAS WILL DEVELOPE
MATERIALLY… BECAUSE A SENTENCE MEANS REALITY AND EVEN IF
IT DISAPPEARES IN THE AIR WITHOUT LEAVING A VISIBLE TRACE YOU
KNOW IT WAS THERE AND IT WIDENED YOUR TINY LITTLE ANGLE OF
DIRECT EXPERIENCED ENVIRONMENT.

THAT’S WHY WE DECIDED TO SKIP THE FIRST SENTENCE AS A POSSIBLE


DIRECTION AND BRING YOU TO THE END OF THE TEXT…

PLAMEN AND SOFIA

LA PRIMA FRASE CHE RIESCI A DIRE A VOCE ALTA DECIDERÀ SEMPRE


DELLA DIREZIONE IN CUI LE TUE IDEE SI SVILUPPERANNO CONCRETA-
MENTE… PERCHÈ UNA FRASE SIGNIFICA REALTÀ E ANCHE SE SI DIS-
SOLVE NELL’ARIA SENZA LASCIARE TRACCIA VISIBILE SAI CHE È STATA

FRIDAY 25 OF MAY
LÌ AD AMPLIARE IL TUO PARTICOLARE ANGOLO VISIVO SULL’AMBIENTE

S.CROCE, 1062/A
CHE ESPERISCI.

HOUR 21:00
ECCO PERCHÈ ABBIAMO DECISO DI SALTARE LA PRIMA FRASE COME
POSSIBILE INDICAZIONE DI DIREZIONE E PORTARTI DIRETTAMENTE
ALLA FINE DEL TESTO…

PLAMEN E SOFIA
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DOCUMENTAZIONE 25 maggio 2007 / May 25th 2007 DOCUMENTATION
“Tobia’s garden” - II display moment
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DOCUMENTAZIONE 25 maggio 2007 / May 25th 2007 DOCUMENTATION
“Il pensiero del fare” - II display moment

............Chiaralice Rizzi

IL PENSIERO DEL FARE IL PENSIERO DEL FARE


(THOUGHT BENEATH CREATION)

L’artista si muove come un esploratore che arrivato su un terreno inesplorato disegna quel posto nuovo sul suo diario. The artist moves and acts like an explorer that, arrived on a new piece of land, immortalizes that new place on his diary.
L’artista è qualcuno che definisce una cosa e che ha capacità di nominarla. The artist is somebody that’s able to define things and to then give them a name. Then in time that thing acquires shape and meanings inte-
Col tempo poi quella cosa prende immagine e senso andando a innestarsi sul tessuto della nostra esperienza. grating itself in the weave of our experience.
Nel momento in cui isoliamo una cosa ne acquistiamo coscienza e assieme ad essa anche il senso della nostra coscienza, e quando di quella In the moment we isolate something we achieve consciousness about it and immediately after the awareness of our consciousness is achie-
cosa ci accorgiamo e la comunichiamo automaticamente questa diventa esperienza comune. ved too.
In qualsiasi operazione conoscitiva dobbiamo ricominciare da questo punto. As soon as we realize and communicate this, it immediately becomes a common experience. In any knowledge experience we have to be
La tensione richiesta all’artista è quella per cui deve sostenere l’identificazione di una cosa, tirarla su fino all’identità. aware and start over from this point.
Il pensiero definisce un’identità. The tension the artist has to deal with is that struggle that brings him to the identification of an object, giving the object its own identity.
L’artista discute di identità . [1] By thought identity is made.
The artist argues about identity.

Il pensiero nasce quando si mettono in ordine le parole ascoltate… allora ecco, scrivo un’emozione concentrata in un esercizio di sincerità. Thought is made when you’re able to give an order to the words you listen…and so I write down an emotion concentrated in a sincerity
Una lettera può essere un appuntamento di memoria, uno spazio di pensiero da cui tirare nuovi punti di fuga intravedendo nel bianco che assignment.
rimane sulla carta una possibilità di passare, A letter can be an appointment of the memory, a space within the thought from which is possible to draw new vanishing points, Seeing in
mettendosi in gioco nel cogliere anche solo una possibilità isolata. the remaining white on the sheet new escape hatches, putting ourselves into play even if there are little possibilities to get through.
Il nostro supporre puo’ così trovare i suoi confini entro ciò che è possibile pensare, lasciando l’interrogazione aperta, senza costruire sovra- Our supposing can this way find the limits in which is possible to think, leaving open questions, without adding problematic structures to it,
strutture problematiche ma mettendo in scena i problemi e lavorare sulle preesistenze e gli errori come un progetto autoriflessivo: operazione but showing the problems and working on the mistakes and on what is real as a reflective process: operation that I’m bringing on here and
che continuo qui, ora. now.
Raggiungo l’adesso dell’incontro. I reach the meeting moment.
Forse è necessario dipanare talvolta le interrogazioni per perseguire una densità significativa che possa essere esperibile anche dagli altri, per Maybe sometimes it’s necessary to unravel the questions to pursue a signifying density that can be expiated by others, to make sure that the
fare in modo che il messaggio non diventi indifferente. message won’t become indifferent.
Proteggere l’idea del procedere del pensiero, senza pensare di poter arrivare ad una dimensione definita, a concrezioni sistematiche. Protect the idea of a proceeding thought, without thinking of being able to reach a defined dimension, systematic concretizations.
In un confronto tra pari abbiamo cercato interstizi praticabili per tentare una condivisione intesa come strategia conoscitiva. In a challenge between equivalent parts, we’ve been looking for accessible pits, to try a sharing thought as an exploring strategy.
Che cosa rimane della condivisione? What is left from sharing?
Il desiderio di condividere. The will to share. The need of this action.
L’esigenza di questo movimento. What is left is the practicable space drawn by passion, risks, by the implications that thought beneath creation always implies.
Quello che resta è lo spazio praticabile disegnato dalla passione, dai rischi, le implicazioni, che il pensiero del fare sempre comporta.
Dall’esperienza dell’incontro all’incontro come fine dell’esperienza . [2]

Chiaralice Chiaralice

________________________________________ ________________________________________
[1] cfr. Luciano Fabro, Arte torna arte – lezioni e conferenze 1981-1997 , Einaudi, Torino, 1999 [1] Luciano Fabro, Arte torna arte – lessons and talks 1981-1997 , Einaudi, Torino, 1999
[2] cit. in Gilda Policastro, Incontro & moderno, Alias 12 maggio 2007, p. 21 [2] Gilda Policastro, Incontro & moderno, Alias 12 maggio 2007, p. 21
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DOCUMENTAZIONE 25 maggio 2007 / May 25th 2007 DOCUMENTATION

Lo scarto inevitabile tra teoria e pratica, immaginare qualcosa nella mente e poi vederlo realizzarsi nella realtà.
Il processo di cui parlo è costante, si ripropone alla base di qualsiasi interazione con la realtà nel corso della nostra esi-
stenza, ma la sua pervasività non lo rende meno fondamentale. Così posso sedere immobile e immaginare di alzarmi
per prendere un bicchiere d’acqua: prefigurare lo sforzo dei muscoli delle gambe e della schiena per alzarmi, la sensa-
zione del vetro liscio e freddo nella mano, il rumore dell’acqua che scorre e cade nel lavandino, l’acqua che scende in
gola; tra il pensare questa azione e compierla fisicamente c’è una distanza, incommensurabile e sconosciuta.
Le due azioni seguono un percorso che ci è possibile sovrapporre ma le loro componenti si trovano ad un livello che
non potrà mai coincidere. Per questo motivo non esisto completamente nella mia mente, e non posso prevedere con
esattezza definitiva che cosa succederà tra il momento in cui mi levo e l’attimo in cui l’acqua mi scorrerà in gola. Pro-
prio nello spazio invisibile tra queste due trame sovrapponibili si annida il non previsto, fonte di sorpresa e conoscenza.

Claudia Di Lecce

nuovi testi / new texts


The inevitable gap between theory and practice: when something developing in one’s in mind is translated into reality.
It’s a constant process standing at the core of every interaction with the reality of life. Yet, even though it’s so pervasi-
ve, its essentiality is out of question. So you could be sitting still and start imagining to stand up to get a glass of wa-
ter: you can prefigure the tension of your legs and back muscles as you stand up, the feeling of cold and smooth glass
in your hand, the water running in the sink, then flowing down your throat. An unknown and inestimable distance is
between the thought and the physical completion of this act.
The paths followed by these two actions can be superimposed but their components will never completely coincide.
Hence you don’t fully exist in your mind and will not be able to foresee exactly everything that will happen between
the moment in which you stand up and the one in which the water flows down your throat. In the indiscernible space
existing between these two superimposed lanes is where the unforeseen is hidden, a source of unexpected and know-
ledge.

Claudia Di Lecce

1I
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NUOVI TESTI

NEW TEXTS

di Tobia Tomasi by Tobia Tomasi

Mi viene chiesto di descrivere il mio punto di vista rispetto Proj-V... e come spesso accade, non so da che I’m asked to express my opinion about Proj V…and as often in such occasions I don’t know where to
parte cominciare... start…
Non é mai stato facile per me scrivere, soprattutto riguardo le mie “prime volte”, e il progetto dei Mo- Writing for me was never easy, especially about my “first times”, and Proj V is for me a combination of
beel é per me un insieme di prime volte... La prima volta che partecipo ad un progetto di questo tipo, la “first times”…The first time I take part in a project like this, the first time I get close to contemporary art
prima volta che mi avvicino all’arte contemporanea in maniera in qualche modo “attiva”, la prima volta somehow “active” way, the first time I’m writing a text for a publication…
che mi trovo a scrivere un testo per una pubblicazione... Then I will start from the beginning: I immediately liked the idea.
Non posso che partire dal principio e dire quindi che ho sposato subito l’idea. I liked Mobeel members enthusiasm, the unofficial taste of the project and the informal manner I was
Mi piaceva l’entusiasmo dei Mobeeli (come mi piace chiamarli) e l’informalità del progetto e della introduced to it: invited at dinner by eight strangers, they try to explain shortly a one year project, to one,
maniera in cui mi veniva presentato: una cena con 8 quasi sconosciuti che tentano di riassumere in breve me, completely inexperienced with art, so extremely surprised to be involved right in a project about art,
un’idea maturata in un anno o forse piu’ ad un ignorante in arte, stupito d’essere coinvolto in un progetto and definitely dulled by all that information all at once.
che riguarda prorpio l’arte e intontito dalla mole di informazioni da assimilare... Well, as I said, by the end of the dinner and of all the explanations I was happy for the proposal and
Ma, beh... come ho detto, a fine cena e spiegazioni ero felice della proposta e colpito dal loro già sottoli- struck but their incredible and already mentioned enthusiasm! I think my first comment was really: “I
neato entusiasmo! would simply embrace you all” (Italian expression literally: “I would marry you all” is untranslatable in
La mia prima affermazione credo sia proprio stata “vi sposerei tutti subito”, uno dei miei sgangherati English”): one of my bizarre sayings that I used then to express my complete partaking into the project
modi di dire che voleva esprimere la mia completa partecipazione ad un progetto che da subito mi era that seemed to me useful and productive. At least useful for me: I was always extremely curious about art
sembrato costruttivo ed utile. but also a bit timorous; I looked at it as some sort of environment for me difficult to seize in its entirety, a
Utile almeno a me. A me che l’arte ha sempre incuriosito ma allo stesso tempo intimorito, vedendola world endowed with its own codes, roles and tacit rules.
come un mondo/ecosistema a me difficile da comprendere nella sua totalità e che mi sembrava avere tutti I had just moved back to Venice…my beloved home-town that I had lost touch with being away for so
dei suoi codici, ruoli e logiche dall’aria alquanto formale.. long…
Da pochissimo mi ero stabilito a Venezia, di nuovo..la mia amata città natale di cui pero’ancora poco I was feeling I wanted look at it differently, with stronger soul and mind, and the usual will to meet,
conoscevo... share and learning… I couldn’t hope in something better than Mobeel; new encounters leading to new
Nuovi occhi con cui guardarla, animo e mente rafforzati, maturati e la solita voglia di incontrare, condi- adventures giving me the chance to open the door to contemporary art simply opening the doors of my
videre, conoscere... home…a simple gesture that really characterizes me, and represents the act of sharing also on a broader
Non potevo desiderare di meglio: nuovi incontri portavano a nuove avventure e mi davano la possibilità level. I think also art is about sharing when we talk in terms of sensations – but I’ll stop here, I don’t feel
di far parte di un progetto che, in qualche modo, mi apriva le porte dell’arte contemporanea..semplice- prepared for such discussions-.
mente aprendo la porta di casa... But I think I can tell Proj V has been about sharing, and this is what I appreciated since the beginning.
Gesto semplice che più di altri mi si addice, mi descrive..e che più di ogni altro gesto rappresenta, a mio After these meetings I can’t say I know what art is, or what it is to me, but in every meeting of Proj V my
avviso, la condivisione... termine che credo si addica anche all’arte quando si tratta di sensazioni - ma knowledge was increased together with my will to encounter and learn; for sure thanks to this experience
qui mi fermo prima di intraprendere discorsi che non posso affrontare -. mind was cleared from the false prejudice I had about art, representing in some way an “initiation”.
Ma credo di poter dire senza dubbio che la condivisione fosse oggetto fondamentale del Proj-V, ed è
questo che più di tutto mi ha convinto fin dall’inizio.
Ora, dopo questo ciclo di incontri, ancora non posso dire di sapere cos’è l’arte, né cosa rappresenti per
me, ma so che come ogni incontro mirato, voluto, cercato Proj-V ha sicuramente accresciuto il mio sape-
re e ancor più la mia voglia di incontrare ed apprendere.
E soprattutto, questo credo valga solo per me tra i partecipanti agli incontri, mi ha finalmente “iniziato”
all’arte, cancellando l’erronea visione che ne avevo.
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NUOVI TESTI

NEW TEXTS

UN GIARDINO INCOLTO AN UNCULTIVATED GARDEN

di Milo Adami By Milo Adami

Il paesaggio culturale, dal quale lo spettatore sembra oggi allontanarsi annoiato, è come formato da tante The cultural “landscape” today’s bored spectator seems to be looking away appears composed of many
“riserve naturali”, ciascuna figlia della mano di un sapiente cartografo e ciascuna dotata di un proprio si- “natural reserves”: each one outlined by the skilful hand of a cartographer and each one sheltering its
stema di riferimento. Ognuna di queste riserve lavora per organizzare la produzione e dividerla in gruppi own peculiar environment.
e sottogruppi, in maggiore e minore, in un pubblico di prima e in uno di seconda categoria. In every reserve production is organized and then divided into bigger and smaller groups, the greater and
Una “riserva” è uno spazio circoscritto in cui vigono delle regole specifiche volte a preservare la soprav- the minor, high and low class public.
vivenza di una o più specie o, traslandolo all’oggetto di questa discussione, di uno o più generi. A “reserve” is a circumscribed space where certain rules are in force to guarantee certain species preser-
Un territorio dichiarato “riserva” è qualcosa d’immutabile nel tempo, oggetto di protezioni e sorveglian- vation, or in plain terms, the perpetuation of one or more artistic genres. If a territory is declared “reser-
ze, e allo stesso tempo destinato inevitabilmente ad esaurire il proprio contenuto comunicativo, in quanto ve” it becomes immutable, protected and supervised, inevitably doomed to exhaust its communicative
perde giorno dopo giorno ogni contatto con la contemporaneità in cui vive. Si potrebbe definire “riserva” content, loosing day-by-day contact with the outside reality.
l’insieme delle relazioni di potere che organizzano un sistema. We could call a “reserve” the body of relations of power ruling a certain system.
Se dovessi immaginarmi una pratica alternativa a quella dei generi o delle riserve, credo mi lascerei If I was to imagine a practice that could escape from reserves and genres, I think I would follow Gilles
suggestionare da Gilles Clément, noto paesaggista francese, la cui idea di giardino non era tanto quella di Clément, well known French landscape architect; his ideal garden wasn’t controlled, ordered, cleaned
un terreno da controllare, ordinare, pulire e classificare, quanto di uno spazio in cui lasciare ogni pianta and classified, it was a space where every plant was free to develop. His gardener never cuts, cleans or
libera di svilupparsi. Il giardiniere di Clément non taglia, non sistema e non pulisce, se ne sta seduto a classifies: but he sits still intrigued by the plants, full of wander for their flowing tangled locks, studying
guardare incuriosito e a studiare le piante crescere, meravigliandosi di come si mescolino in straordinari them while they grow¹ . Maybe in this kind of garden spectators might be slowly able to regain confiden-
grovigli ¹. ce in their imagination and retrace authenticity in what they’re proposed.
Mi sembra che questo tipo di giardino sia il luogo ideale in cui il pubblico possa riacquistare lentamente In this garden there are no obliged tracks to follow or restricted areas, every detail is relevant, every
fiducia nella propria immaginazione e ritrovare un legame d’autenticità con quanto gli viene proposto. growth respected, every tangle encouraged, every material is felt necessary and precious if it is useful to
In questo giardino non ci sono percorsi obbligati o zone riservate, ogni dettaglio è rilevante, ogni crescita mend the removed communication with the public. To be successful, we’ll need to stop considering it as
rispettata, ogni groviglio stimolato, ogni materiale indispensabile e prezioso se è utile a ricucire con il public, thinking and respecting it as “one”, as a single and essential interlocutor.
pubblico una comunicazione rimossa. Per riuscirci tuttavia, sarà necessario smetterla di considerarlo
pubblico e cominciare a pensarlo e rispettarlo prima di tutto come uno, come un singolo e indispensabile
interlocutore.

¹ Gilles Clément, Manifesto per un terzo paesaggio, Quodlibet, Macerata 2005. ¹ Gilles Clément, Manifesto per un terzo paesaggio, Quodlibet, Macerata 2005

Milo Adami è nato a Roma nel 1981, si è laureato in Storia dell’Arte a Roma e in Design e Arti allo IUAV di Vene- Milo Adami was Born in Rome in 1981, he has a degree in History of the Art that he received in Rome
zia. Nel suo lavoro, che si articola tra video e performance, continui cambi di tensione e d’informazione manten- and a degree in Arts and Design that he received at IUAV of Venice. Ranging from video to performan-
gono imprevedibile e possibile ogni sviluppo, definendo a volte situazioni tra loro intenzionalmente discordanti ce, his artistic practice keeps switching to higher and lower tension and kind of information opening to
e conflittuali. L’esperienza del pubblico ne esce spaesata e forse proprio per questo disposta semplicemente ad unexpected development, creating intentionally contradictory and conflictual situations. The spectator is
osservare, a tornare più volte sulla stessa immagine, a smontare e rimontare, a interrogarsi sul come guardare e unsettled and keen to simply observe, repeatedly going back to the same image, inquiring what to look at
sul che cosa. and how.
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NUOVI TESTI

NEW TEXTS

“TRA IL VISIBILE E IL DICIBILE”…DOMANDE SU COME SCRIVERE DI ARTE CONTEMPORANEA “BETWEEN THE SEEN AND THE SAID”…QUESTION ON HOW TO WRITE ABOUT CONTEMPORARY ART

di Anna Follo by Anna Follo

Quando sono stata invitata agli incontri organizzati dai membri dell’Associazione Mobeel When I was invited to the open meetings organized by Mobeel Association members I have to admit I
confesso di aver pensato ad un “salotto”…tanto romantico quanto démodé. In questo senso i titoli degli thought of a “parlour” so romantic and also so out-of-fashion. The titles of the meetings weren’t encou-
incontri non mi sembravano punto incoraggianti: “Il rapporto tra artista, curatore e spettatore. Una raging either. “The relation between Artist, Curator and Spectator. A review of their roles in this com-
revisione del proprio ruolo nel complesso gioco di relazioni tra gli attori”, oppure “Tra il visibile e il plex game of relations.” or “Between the seen and the said: How to write about contemporary art?”. I
dicibile: come scrivere dell’arte contemporanea”; mi immaginavo conversazioni noiose e inconcludenti, imagined boring and pointless discussions, but my dreadful expectations weren’t fulfilled. It was then a
ma le mie funeste previsioni sono state prontamente smentite. Quello che mi ha stupito (piacevolmente) pleasant surprise to find out that the issues were addressed with great concreteness: dialogue focused on
durante gli incontri è stata la concretezza con la quale gli argomenti sono stati affrontati, a partire dalle participants’ experiences and doubts.
esperienze e dai dubbi dei partecipanti. The meeting I felt more involved in was the one discussing writing approaches toward contemporary
L’incontro che mi ha più coinvolta è stato quello concentrato sulle modalità attraverso cui la art; I work for a magazine dealing with contemporary artistic expression, so I felt prompted to respond.
scrittura dovrebbe trovare una sua dimensione rispetto all’arte contemporanea; lavorando per una rivista Following, a quotation of the introduction text written for the meeting: “A reflection on “how” to write
che si occupa delle forme espressive della contemporaneità mi sono sentita chiamata in causa in prima contemporary art critiques mainly implies understanding the expected text’s role and its author’s stance,
persona. the content and the public.”
Cito dal testo di presentazione della serata: “Pensare al ‘come’ scrivere in termini di critica dell’arte First part of the talk was focused on this “how”: can we identify a successful “modus operandi” flexible
contemporanea significa innanzitutto capire quale ruolo debba avere oggi il testo e che posizione il suo enough to fit the multifaceted and wide-ranging contemporary art scene?
autore, nei confronti di chi scrive e per chi”. Many questions and little answers: I was only able to tell about my personal experience and my own
La serata è partita proprio dai dubbi relativi a questo ‘come’: si può individuare un “modus operandi” working approach. I think that writing about contemporary art is always somehow hazardous, the major
che sia abbastanza flessibile per piegarsi al complesso e vario mondo dell’arte contemporanea? risk for the writer is to disconnect from the object of his contemplation and reaching too far beyond, or
Tanti dubbi e poche risposte: io ho solamente potuto dire alcune cose sulla mia esperienza personale e as written in the same preface to Proj V: “Art critique as an analysis of the work’s structure with its inner
sul mio modo di lavorare. Per quanto mi riguarda il rischio nello scrivere di arte contemporanea è che il shape and in the light of its internal relations could be inadequate to perform the task of mediation in the
testo finisca per travalicare il suo stesso oggetto, o, come scritto nel testo di presentazione, che “la critica aesthetical structuring dialogue existing between the work and the spectator: in trying to replace them
d’arte come analisi della struttura dell’opera nella sua forma intrinseca e nel gioco dei suoi rapporti both.”
interni, potrebbero essere inadatta nello svolgere il compito di mediazione del discorso di strutturazione An extremely interesting solution proposed by some of the participants was hypertext, able to create non
estetica tra l’opera e la persona, cercando di sostituirle entrambe”. linear paths to reach new answers: in the light of my experience it is really intriguing but little functional.
Tra le proposte emerse fra i partecipanti una soluzione che ho trovato molto interessante è To write about contemporary art also means facing prosaic editorial milieu: often also about type-written
quella dell’ipertesto, del link capace di creare percorsi non lineari per formulare nuove risposte: alla luce pages and strict deadlines. In my direct professional environment, that of periodical edition, it is also
della mia esperienza è una tecnica accattivante, ma poco pratica. Scrivere di e per il mondo dell’arte con- difficult to know who will be reading your text in the end. Starting from this premise it is really hard to
temporanea vuol dire anche misurarsi con il prosaico sistema editoriale: fatto di cartelle tipografiche e imagine a successful hypertext approach to the magazine, in fact such a fragmented pattern, extremely
scadenze. Per quanto riguarda l’editoria periodica, panorama che mi vede coinvolta direttamente, signifi- individual, would make the reading too awkward in my opinion.
ca anche non poter monitorare con esattezza il ‘chi’, il destinatario del testo. A partire da queste premes- I believe writing about contemporary art requires the writer to formulate questions and also to answer
se un’analisi critica caratterizzata da una struttura rizomatica presenta molti problemi: porta a seguire un them, even if the result may then prove temporary or untrue. I think the right approach doesn’t lead to an
tracciato molto frammentario, spesso anche molto personale, e questo rende la lettura problematica. interpretation, but to an interview: what could we ask to a work of art?
Per quello che mi riguarda scrivere di arte contemporanea significa sapersi fare delle domande e, più
arduo, cercare delle risposte, anche se parziali e provvisorie. Il tentativo è quello di cambiare l’approccio
al testo, non una lettura dell’opera, ma un’intervista: quali domande si possono fare ad un’opera d’arte?

Anna Follo Anna Follo


Editor in Chief, Playzebra magazine Editor in Chief, Playzebra magazine
www.playzebra.it www.playzebra.it
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NUOVI TESTI

NEW TEXTS

“NOI” È LA PAROLA CHIAVE.. THE STRESS IS ON “WE”.

by FormContent * by FormContent*

“ cominciare in piccolo e usare la propria debolezza ed il proprio isolamento come punto di partenza… “start small take one’s weakness and isolation as a starting point...
consapevoli della possibilità di fallire e del pericolo di un approccio troppo ingenuo. aware of the possibility of failure and sometimes dangerous naivete of the approach.

…siamo tutti autodidatti, impariamo solo facendo, seguendo intuizione e istinto, cercando di capire ...we are all autodidacts, learning by doing, by following one’s intuition and instincts, by figuring out
quali siano le cose di cui si ha bisogno qui e ora” ¹. what are the things that are needed now and here“.¹

Ci piace pensare a FormContent come ad una palestra. FormContent è un project space curatoriale che We like to think at FormContent as a gymnasium. FormContent is the curatorial project space we (Fran-
noi (Francesco Pedraglio, Caterina Riva, Pieternel Vermoortel) abbiamo fondato nell’est di Londra cesco Pedraglio, Caterina Riva, Pieternel Vermoortel) initiated in the London’s East End since the begin-
all’inizio del 2007. Lo spazio architettonico che utilizziamo è molto particolare, essendo situato sotto i ning of 2007. The architectural space we use is very peculiar since it is situated under railway tracks, and
binari della ferrovia, infatti abbiamo a nostra disposizione un arco di mattoni alto 5 metri. we have at our disposal a 5 meters high brick arch.
Come potete facilmente immaginare, uno spazio del genere, aggiungendo il fatto che è umido per la As you can imagine, the imposing and at times damp shell is the antithesis of the white cube. It has been
maggior parte del tempo, rappresenta l’antitesi del “white cube”. FormContent è stata una sfida fin a challenge from the beginning and the idea of gymnasium is that of a testing ground both for us curators
dall’inizio e la nostra idea di “palestra” è quella di un luogo di allenamento sia per i curatori che per gli and for the artists who agree on working with us.
artisti che accettano di lavorare con noi. If you read our mission statement, we describe “a space where ideas can be experimented in a fast, fresh
Nella descrizione delle attività dello spazio abbiamo scritto “un luogo in cui le idee possono essere but nevertheless rigorous way by artists and curators working side by side”; it is a job that comprises
sperimetate in maniera fresca, veloce ma sempre con rigore sia da artisti che dai curatori che lavorano finding alternative strategies but it always proves a very enjoyable ride. What happens at FormContent is
fianco a fianco”; si tratta di un lavoro che comporta cercare strategie alternative ma che di solito si rivela that artists work with restrictions not constrictions and good dialogues and constructive exchanges can be
un viaggio piuttosto piacevole. Quello che accade a FormContent è che gli artisti lavorano con delle re- brought to fruition.
strizioni che non diventano però mai costrizioni, e allo stesso tempo si hanno delle ottime conversazioni We have begun working with one artist at a time in the space (Ryan O’Connor, Tim Davies, Robin
e uno scambio proficuo. Kirsten), for then having two artists developing a site specific intervention (Sunday, with Alex Robbins
Abbiamo iniziato lavorando con un artista alla volta nello spazio (Ryan O’Connor, Tim Davies, Robin and Jamie George) and getting also to group shows (I will not throw rocks). The pace is of having a show
Kirsten), per poi proseguire con due artisti che hanno sviluppato un intervento site-specific (Sunday, every 6 weeks and to work in such a quick way is at the same time a blessing and a curse: such a tight
con Alex Robbins e Jamie George) fino ad arrivare a una collettiva (I will not throw rocks). Il ritmo che schedule obliges us to take fast decisions but also gives us more space for experimentation.
cerchiamo di tenere è quello di una nuova mostra ogni 6 settimane e il lavorare con questa velocità è allo Every step of a show’s production stands in between a thought out plan and improvisation, where eve-
stesso tempo una benedizione e una maledizione: così poco tempo ci costringe a prendere decisioni agili rything has to be functional in order for the project to move foreward.
ma allo stesso tempo ci lascia più spazio per la sperimentazione. We usually print an A3 size sheet which functions as a press release, invite and poster. We embrace the
Ogni aspetto della produzione di una mostra è a metà strada tra un piano prestabilito e una improvvisa- fact that in a project space things can change quickly that is why our press release, printed usually a week
zione, in ogni modo tutto deve essere funzionale per permettere il passo successivo. prior to the actual opening of the exhibition, may state different things from what is then seen in the
Solitamente stampiamo un foglio A3 che funge da comunicato stmpa, invito e poster. Siamo consapevoli show; we like to think that this is also part of the process, when practicalities can shape the conceptual
del fatto che in un project space le cose cambiano con molta facilità e che il comunicato stampato per lo focus of the project.
meno una settimana prima dell’inaugurazione, può affermare cose diverse da quello che è poi il risultato We are getting a little more confident and starting also to collaborate with similar organizations to ours in
fisico nella mostra; ci piace pensare che questo fa parte del processo, il momento in cui gli intoppi pratici other parts of the world. The chance of presenting our project space in Italy was given to us by Mobeel
danno una forma differente al concetto del progetto. and hopefully is the beginning of a lasting exchange.
Stiamo anche iniziando a collaborare con organizzazioni simili alla nostra in altre parti del mondo. L’oc- We believe self-run initiatives are fundamental for a critical development of the arts and a good recipe as
casione di presentare la nostra attività in Italia ci è stata data da Mobeel e speriamo possa essere l’inizio an alternative to the mainstream.
di uno scambio ricco. In the end, it’s all about finding a balance between having complete control over things and at the same
Siamo convinti che le iniziative indipendenti siano fondamentali per uno sviluppo dell’arte e una buona time, learning to let it go, to release control, since it is a question of trust between friends, artists and
ricetta in alternativa al commerciale. curators alike.
In fondo, si tratta di trovare un equilibrio tra l’avere un controllo assoluto e al contempo, imparare a
lasciare che le cose accadano, è poi una questione di amicizia tra amici, siano essi artisti o curatori.
¹ excerpts from WHW (What, How and for whom) “we are all autodidacts”,
¹Citazioni da WHW (What, How and for whom) “we are all autodidacts”, contribution to the 10th istanbul biennale catalogue
contributo al catalogo della X biennale di Istanbul

*FormContent is a curatorial project space situated under a brick arch, on Beck Road, between London Fields and
*FormContent è un project space curatoriale situato sotto un arco di mattoni ad Hackney, nell’est di Londra. La Mare Street (Hackney). The urgency to tackle curating and the importance of developing a dialogue with the arti-
necessità di occuparsi in maniera critica della curatela e l’importanza di sviluppare un dialogo con gli artisti sta sts invited are at the core of FormContent’s aim. FormContent is Francesco Pedraglio, Caterina Riva and Pieternel
alla base della politica di FormContent è Francesco Pedraglio, Caterina Riva e Pieternel Vermoortel. Vermoortel.
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NUOVI TESTI

NEW TEXTS

SENZA TITOLO NO TITLE

di Valerio Del Baglivo by Valerio Del Baglivo

Un coinvolgimento-disinteressato A disinterested involvement


Credo sia stato un certo senso d’inadeguatezza nei confronti del sistema, entro cui noi stessi siamo I believe that we started to meet sharing a sense of inadequacy in relation to the system in which we are
coinvolti, a spingerci ad incontrarci. Il nostro non è stato un coinvolgimento costante fin dal principio. involved. At the beginning there was not a steady participation. Instead a slow way to embezzle our spa-
Piuttosto un lento appropriarsi dei nostri spazi, un moto di coscienza frammentario che ci ha condotto ces, a fragmentary conscience motion that brings ourselves to a clear vision of our limits. The aim was
ad una chiara visione dei nostri limiti. Tutto condotto con la spasmodica volontà di ricercare un modello the will to find a new practical way to work, closer to us. In latin the meaning of the term auctor is not
pratico sostitutivo, più appropriato alle nostre esigenze. someone who invents something, but someone who increases the meaning of something. I think that was
Auctor in latino, non è tanto colui che inventa qualcosa, ma colui che aggiunge significato. Ecco cosa the sense of our meetings…Simply the attempt to build a thought that wouldn’t be a person’s property,
credo siano stati i nostri incontri… semplicemente il tentativo di costruire un pensiero, non più proprietà but rather the birth of a share thought that belongs to all the people who participated in it.
di un singolo, quanto piuttosto frutto di una condivisione da parte di tutti coloro che vi hanno partecipa-
to… Thruth
To historicize = to normalize = to judge. The critical act, as a parameters’ research to frame the work of
Verità art, produces a sense of inadequacy to the spectator: he feels as a foreign to the topics. It make easier a
Storicizzare = normalizzare = giudicare. L’atto critico come ricerca di parametri entro cui inquadrare separation from the topics, because this act, judge not only the work that analyzes, but also the spectator
l’opera, produce nello spettatore un senso d’inadeguatezza, un sentimento d’estraneità rispetto agli unprepared.
argomenti trattati. Facilita un allontanamento dai temi in questione, poiché tale atto, emette un giudizio
non solo nei confronti dell’opera che analizza, ma anche e soprattutto nei confronti dello spettatore non Fragmentariness-a practical method
preparato. The only way to state the real meaning of the things is writing in a fragmentary way. The only important
thing, as I’ve already said, is the relation between all the fragments. None of these can get the deep sense
Frammentarietà-metodo pratico of the issue. The real sense of the things is nothing but in their use. So, we need to use a writing’s method
Solo operando un tipo di scrittura frammentaria si arriva ad esprimere il vero senso delle cose. Ciò che able to unify, fragments, expressions, stream of consciousness in one single text: only in this case we’ll
conta è ancora una volta l’intreccio di rapporti istituiti tra questi frammenti. Ognuno di essi non affonda are able to express life’s form.
completamente la questione.
Del resto il senso ultimo delle cose altro non è che il loro uso. Dunque è necessario utilizzare una scrittu- Silences
ra che metta in pratica, raccogliendoli in un unico testo, frammenti, espressioni, dispersioni di pensiero, I like to think about Proj-V as the after Proj-V. In my remembers (the ones of my experience) all is like
perché solo così si è in grado di esprimere le forme di vita… when you get out of the cinema after a movie. During the screening you just watch it, keeping in silence.
In front of me there were persons performing who gave opinions, told stories (as it happens in a movie),
Silenzi but I started to interact with them only at the end, after watching and hearing a lot. The interaction was
Mi piace pensare Proj V come il dopo-Proj V. In fondo nel mio ricordo (nel ricordo della mia esperienza) born in that final thick-talk usually is produced at the exit of a cinema… in the added interstice of time
tutto è stato come quando si esce dalla sala cinematografica a fine proiezione. Durante l’evento si assiste (the after), when people, confused by what they saw and heard, are not still ready to leave, feeling the ne-
in gran silenzio. E anche se di fronte a me persone preparate esprimevano opinioni, raccontavano storie, cessity to form small groups and start again to talk. But this movement, from silence to interaction, is not
si “performavano” (proprio come accade sul grande schermo) il mio interagire con essi si è attivato a to be intended in a chronological way. My post-interaction, rather than being the consequence of a long
fine corso, dopo aver visto e ascoltato a lungo. E’ nato e si è mosso in quel chiacchiericcio finale che si silence in which thoughts and reflections were collected, has been although the evidence of my nature: so
produce all’uscita dal cinema… in un interstizio di tempo aggiunto (il dopo appunto), quando le perso- slow in catching the external spurs.
ne, frastornate da ciò che hanno appena visto o udito, non sono ancora pronte per lasciarsi/dividersi, e
tendono a formare piccoli gruppi. Remembers
Ma questo movimento, dal silenzio all’interazione non va inteso in senso cronologico. La mia post-inte- What I can say about Proj V is that the entire experience is not recounted. It lives in the remembers of the
razione, cioè, non è stata la conseguenza temporale di un lungo silenzio in cui si accumulavano riflessio- people who were there in that moment. I, as part of the curatorial group, can only try to reproduce those
ni e pensieri, quanto piuttosto la prova di un’indole che raccoglie con lentezza gli stimoli esterni. dynamics, born during the project, persuaded, as I am, by the adopted method. But even in this way, I
would create another thing. That’s the reason why that part of the catalogue is so important. Not only,
Ricordi through the texts of a few persons that participated, we can understand impressions, suggestions and
Ed in effetti tutto ciò che si può dire in merito a Proj V è che l’intera esperienza non è raccontabile. O critics; neither only because these texts born by the memories of this people. The most important thing is
meglio essa vive solo nel ricordo di coloro che l’hanno vissuta. Io da parte mia (cioè dalla parte di uno that these texts criticize and show new different aspects and characteristics of it; in this way they give life
degli organizzatori) posso solo cercare di riproporre alcune di quelle dinamiche nate durante Proj V, again to the project, giving it possibilities for the future. They participate in that thick-talk produced by
convinto come sono del metodo adottato. Eppure anche così, si produrrebbe un evento sempre diverso, the project itself and they live the after time and the outside space-event. For this reason they belong to
sempre inedito. Ecco allora come questa sezione del catalogo assuma molta importanza. Non soltanto the future.
perché essa restituisce, attraverso i testi di alcuni partecipanti, impressioni, suggestioni, critiche; né
soltanto perché tale insieme di riflessioni è scaturito, a distanza di tempo, attraverso i ricordi. Ma anche
e soprattutto perché questi testi puntano il dito, mostrano e svelano per la prima volta aspetti e caratte-
ristiche completamente inedite, permettendo al progetto di RI-VIVERE, gettando i presupposti per una
prosecuzione futura. Essi fanno parte di quel chiacchiericcio inevitabilmente prodotto dal progetto, che
appartiene al tempo del dopo e allo spazio del fuori evento. Per questa ragione, questi ricordi già appar-
tengono al futuro.
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NUOVI TESTI

NEW TEXTS

di Pietro Rigolo by Pietro Rigolo

Nella realizzazione di questo archivio, la sbobinatura dei file audio dei nostri incontri aperti è stata una In realizing this archive, the writing down of our open meetings’ audio files has been a weird phase, at
fase singolare, allo stesso tempo frustrante ed estremamente proficua. Se all’apparenza richiedeva unica- the same time frustrating and extremely enriching. If apparently it was all about listening and listening
mente di ascoltare e riascoltare brani di pochi secondi, con l’intento non sempre facile di riportare in un again to some tracks of few seconds, in order to report in a written document the words that were flying
documento scritto le parole che volavano nel salotto di Tobia, nel dedicarcisi alcuni bizzarri aspetti sono in Tobia’s living room, in doing that some strange aspects came into light; the chasing for butterflies
venuti alla luce; la caccia alle farfalle si è trasformata in un inquietante scavo alla ricerca di un tesoro became a disquieting digging, looking for a hidden treasure.
nascosto.
The text, indeed, once it’s written down, looks irreparably lacking.
Il testo, infatti, una volta trascritto, appare irrimediabilmente mancante. Beyond the loss of some damaged parts, beyond little cuts and changes made unconsciously, changes
Al di là della perdita di alcune parti danneggiate, e di piccoli tagli o cambiamenti che inconsapevolmente that make a “text” something that was born as a dialogue, there’s still an overwhelming décalage. How
vengono attuati rendendo “testo” quello che nasce come dialogo, ci si trova di fronte ad un incolmabile to render the single voices and the shades, the typical way everyone has to interrupt the conversation and
décalage. Come rendere le singole voci ed i toni, i modi tipici di ognuno d’interrompere la conversazione take part in it, how to give just an approximate idea of the room’s size, of how the sits were placed, of the
ed inserirsi al suo interno, come dare anche solo un’idea approssimativa della dimensione della stanza, rough familiarity in which everyone dealt with a conversation in English?
della disposizione delle sedie, di quello che si beveva, della dimestichezza approssimativa con cui ognu-
no affrontava una conversazione in inglese? The first, spontaneous thought, is to affirm: this documentation is the attestation of an impossibility to
testify.
Il primo moto che sorge spontaneo è quello di affermare: questa documentazione è la testimonianza di
un’impossibilità di testimoniare. But, trying to unite instead of dividing, and linking the transcriptions also to other actions that took place
in these months, from discussing to paint one wall (just one), from listening to taking water from the
Ma provando ad unire piuttosto che dividere, e collegando anche l’azione di sbobinare a quelle che si canal with a bucket, this recovered “all” takes for me another value.
sono susseguite in questi mesi, dal discutere al tinteggiare una parete (una sola), dall’ascoltare al racco- The effort to round out differences between a conversation and a text is part of a movement, that com-
gliere acqua dal canale con un secchio, ecco che questo tutto ritrovato assume per me un’altra valenza. prises also the most ambitious attempts that we pointed to: to get the one who’s looking a little closer to
Lo sforzo di smussare le differenze tra una conversazione ed un testo fa parte di un movimento che com- what he’s looking to, to find a shortcut between Venice and Frankfurt, to find the way to understand and
prende anche i tentativi più ambiziosi che ci siamo posti: avvicinare chi guarda e ciò che guarda, trovare respect the other, a lot of others.
una scorciatoia tra Venezia e Francoforte, riuscire a capire e a rispettare l’altro, i tanti altri.
We are trying to fill distances, we are building bridges.
Stiamo cercando di colmare delle distanze, stiamo costruendo ponti.
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postfazione / appendix
1I
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POSTFAZIONE
APPENDIX

CHI È L’ASSOCIAZIONE CULTURALE MOBEEL WHAT IS MOBEEL CULTURAL ASSOCIATION

L’associazione culturale Mobeel nasce nel Febbraio 2005 con l’intento di promuovere lo sviluppo e la conoscenza della cultura attraverso la Mobeel was founded in February 2005 with the will to promote the development and knowledge of culture through the production of artistic
realizzazione di eventi artistici e si propone come luogo di incontro, aggregazione e creazione, nel nome di interessi culturali, assolvendo alla events and also to become an occasion of encounter, aggregation and creation accomplishing a social role in promoting civil and human
funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l’ideale dell’educazione permanente. growth, by means of permanent education. Mobeel intends to create structures able to produce and spread free knowledge. To achieve this
Mobeel si prefigge di dare vita a strutture capaci di produrre e diffondere conoscenza libera. Per raggiungere questo obiettivo si è organizzata goal we chose to join into a non-profit association. Always aiming at economic self-sufficiency, in respect of intellectual and artistic responsi-
come associazione culturale no-profit, lavorando però in un ottica di auto sostenibilità economica, facendo in modo che l’arte non si sviluppi bilities, we try to set up a planning and working environment where Art may develop free from strict market parameters and “industrialized”
fin dallo stadio ideativo secondo parametri di mercato, ma possa nascere con fini indipendenti dal mero profitto economico. Questo non per culture criteria; giving creativity a chance to desire something else beside mere monetary profit. We try to follow this belief by building and
tensioni ideologiche o ideali, ma partendo dalla constatazione che la produzione di valore culturale non risponda alle stesse necessità del working in economic structures able to reverse the fluxus of value production. This choice is not guided by ideological or dogmatic con-
mercato. Questo consente di creare uno spazio di sperimentazione in cui i partecipanti non debbano confrontarsi con i parametri dell’industria victions, but stands deeply rooted in everyday experience where we see and learn that true and valuable knowledge production can’t be
culturale, pur continuando ad assumersi responsabilità progettuali ed intellettuali. regarded and treated as an industrial or commercial one, if we don’t want it to loose its meaning.
Il motore principale è la collaborazione: Mobeel ha la caratteristica di non avere un gruppo fisso di soci che lavorano ad ogni singolo progetto, Mobeel main drive is collaboration. The association’s activity may develop from the proposals of individuals that enter the realization-network
ma di formare di volta in volta un gruppo di lavoro inedito. Le attività dell’associazione nascono anche dallo sviluppo di proposte di coloro changing and implementing it from time to time..
che entrano a far parte della rete realizzativa. Questa struttura permette di collaborare sia in modo continuativo che occasionale con soggetti This working strategy allows constant or occasional cooperation with other organization socially or culturally active such as informal or insti-
attivi a livello sociale e culturale, quali altri gruppi, sia informali che istituzionali. Il rapporto tra i soggetti coinvolti non è volto all’omologazio- tutional groups These relationships are not intent to opinions’ standardization or the definition of common agreement, but rather to develop
ne delle posizioni o alla ricerca di punti in comune, quanto piuttosto allo sviluppo dell’attenzione e della sensibilità verso le differenze. attention and respect towards differences.
Un’altra caratteristica fondamentale dell’associazione è la mobilità: i singoli progetti proposti, possono venire realizzati in contesti sociali e One way of spreading knowledge resides for Mobeel in movement: A possibility to know and involve new social, cultural or geographic con-
culturali diversi, favorendo così un continuo dialogo con realtà differenti ed instaurando le basi per una rete di relazioni destinata ad ampliarsi texts where the project actually is developed by the group; this activity will lead to the creation of an exchanging net of cooperation between
sempre di più. various cultural organizations.
Gli eventi organizzati da Mobeel non sono sostenuti da una tematica esclusiva: lasciando autonomo il campo d’indagine individuale, ci con- The events organized don’t concentrate on a single topic or theme: Mobeel tends to leave the individuals’ field of inquiry free, concentrating
centriamo nella realizzazione del sistema espositivo sulla pratica comunicativa. La ricerca e la riflessione ci portano a sperimentare le modalità in the display system creation on the communicative practice. Research and reflection lead us to experimenting different ways of building
attraverso cui l’evento stesso si costituisce, mobilitando come strumento d’indagine la pratica artistica a vari livelli. the event, using artistic practice at various levels as a searching instrument. Mobeel doesn’t own a material collection of art works(as a
Mobeel non possiede una raccolta materiale di opere, la cui proprietà, anche nel caso di lavori prodotti dall’associazione, rimane dell’auto- museum’s one), whose property remains to the artist even when the association finances its production; but we use the internet to promote
re; utilizziamo il web per favorire la circolazione e la continua riattualizzazione delle tematiche affrontate e delle opere realizzate sfruttando the topics we deal with and the art works produced. The value inherent to this action is made circulating and each time relevant through
l’archivio in modo che raccolga la documentazione prodotta durante gli eventi realizzati e la renda fruibile a chiunque, in un’ottica di copyleft. the publication on our on-line database. Inspired by a “copy-left” approach, information, video, images etc are made completely available to
everyone wishing to learn about or use them.

CURRICULUM VITAE CURRICULUM VITAE

L’associazione culturale Mobeel ha prodotto e realizzato il suo primo evento artistico pluridisciplinare, “Ex-cava”, nel settembre 2005, nel sito Mobeel has created and produced its first multidisciplinary artistic event called “Ex-cava” in September 2005, in the ex-quarry Santa Maria in
della ex-cava Santa Maria a Pusiano (CO). Pusiano (CO).
Un gruppo di lavoro costituito appositamente ha presentato nel Febbraio 2006 una domanda di partecipazione per il bando della Biennale Eu- A working group expressly set up for the experience presented an application in february 2006 to participate to European Art Biennal Manife-
ropea d’Arte Contemporanea Manifesta 6. A seguito di ciò Claudia di Lecce, quale presidente e membro dell’associazione, è stata selezionata sta6. As a result of this application, Claudia Di Lecce, being president of the association, was one of the 60 participants selected.
tra i 60 partecipanti. La manifestazione non ha però mai avuto luogo. In June 2006 Mobeel supported, in collaboration with juvenile policies and peace office of the town of Venice, the public display of the wotk
Nel giugno 2006 l’associazione ha patrocinato, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche giovanili e Pace del Comune di Venezia, la of art “…datele…” by Francesco Bertelè, which took place in Venice.
presentazione pubblica dell’opera ‘…datele…’ di Francesco Bertelè svoltasi in Campiello S.Maria Nova a Venezia. Mobeel also collaborated inside a network of other associations located in the regions of Lecco and Como to the creation and production of
Mobeel ha collaborato con una rete di associazioni tra le provincie di Como e Lecco per la produzione e realizzazione di un festival di teatro an experimental dance festival named “Traiettorie” promoted by the association Mago Merlino which is based in Como.
danza denominato Traiettorie promosso dall’associazione Mago Merlino di Como. Nello specifico è ancora in corso la promozione a livello
nazionale dello spettacolo denominato Fuochi Fatui.
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POSTFAZIONE
APPENDIX

ALLEGATO n# 2 Attachment #2

Mobeel si prefigge di dare vita a strutture capaci di produrre e diffondere conoscenza libera. Per raggiungere questo obiettivo si è organizzata Mobeel intends to create structures able to produce and spread free knowledge. To achieve this goal we chose to join into a non-profit
come associazione culturale no-profit, lavorando però in un ottica di auto sostenibilità economica, facendo in modo che l’arte non si sviluppi association. Always aiming at economic self-sufficiency, in respect of intellectual and artistic responsibilities, we try to set up a planning and
fin dallo stadio ideativo secondo parametri di mercato, ma possa nascere con fini indipendenti dal mero profitto economico. Questo non per working environment where Art may develop free from strict market parameters and “industrialized” culture criteria; giving creativity a chan-
tensioni ideologiche o ideali, ma partendo dalla constatazione che la produzione di valore culturale non risponda alle stesse necessità del ce to desire something else beside mere monetary profit. We try to follow this belief by building and working in economic structures able to
mercato. Questo ci consente di creare uno spazio di sperimentazione in cui i partecipanti non debbano confrontarsi con i parametri dell’indu- reverse the fluxus of value production. This choice is not guided by ideological or dogmatic convictions, but stands deeply rooted in everyday
stria culturale, pur continuando ad assumersi responsabilità progettuali ed intellettuali. experience where we see and learn that true and valuable knowledge production can’t be regarded and treated as an industrial or commer-
Vorremmo che gli esperimenti sviluppati all’interno degli eventi che organizziamo, e gli eventi stessi, fossero mossi da un effettivo desiderio di cial one, if we don’t want it to loose its meaning.
conoscenza e dalla necessità di raggiungerla attraverso “il fare”. We would like the experiences developed during the events we organize to be driven by a strongly felt desire for knowledge and the neces-
La struttura organizzativa dell’associazione, non gerarchica e specializzata, permette di assumere una forma flessibile e dinamica, basata su sity to reach it through action. The association framework, non-hierarchic nor specialized, allows it to assume a dynamic and flexible shape,
interazioni sempre nuove, tra persone che di volta in volta condividano determinate riflessioni e ambiti d’indagine. Il motore principale è la based on ever-changing interactions between entities sharing opinions and spheres of investigation.
collaborazione. Le attività dell’associazione nascono anche dallo sviluppo di proposte di coloro che entrano di volta in volta a far parte della Mobeel main drive is collaboration. The association’s activity may develop from the proposals of individuals that enter the realization-network
rete realizzativa. Questa struttura permette di collaborare sia in modo continuativo che occasionale con soggetti attivi a livello sociale e cultu- changing and implementing it from time to time. This working strategy allows constant or occasional cooperation with other organization
rale, quali altri gruppi, sia informali che istituzionali. socially or culturally active such as informal or institutional groups.
Una modalità di diffusione della conoscenza si realizza per noi con la mobilità. La possibilità di conoscere e coinvolgere nuovi contesti, sociali, One way of spreading knowledge resides for Mobeel in movement. A possibility to know and involve new social, cultural or geographic con-
culturali o geografici, diventa per Mobeel lo strumento più adeguato per produrre cambiamenti nello scenario locale. texts, with a somehow nomadic drive to action, becomes for our association a useful tool to produce changes in the local environment. the
L’attenzione per il territorio si esplica attraverso un rispetto verso le sue caratteristiche, tradizioni e cultura, che non ci impedisce di pensare a respect for the territory we operate in is realized through the reactive attention for its characteristics and tradition, that doesn’t prevent us
nuove forme di attivazione temporanea, e nuovi modi di esperirlo. from thinking new ways to experience or temporarily activate.
Non siamo interessati alla cristallizzazione di concetti stabili e assodati, quanto piuttosto alla scoperta di verità temporanee, che possano We are not interested in the fossilization of stable and verified believes but rather in the discovery of temporary truths, able to suggest new
suggerire dei percorsi inediti, nella consapevolezza di non avere soluzioni precostituite da offrire, ma piuttosto quesiti da condividere. trajectories, knowing not to be in possession of pre-established solution to offer, but rather questions to share. The events organized don’t
Ci prendiamo il lusso di sbagliare, di tornare sui nostri passi, di dubitare del nostro operato, per poi testare una nuova soluzione a sua volta concentrate on a single topic or theme: Mobeel tends to leave the individuals’ field of inquiry free, concentrating in the display system
contestabile, in prima istanza con una nostra azione autocritica. creation on the communicative practice. Research and reflection lead us to experimenting different ways of building the event, using artistic
Gli eventi organizzati da Mobeel non sono sostenuti da una tematica esclusiva: lasciando autonomo il campo d’indagine individuale, ci con- practice at various levels as a searching instrument.
centriamo nella realizzazione del sistema espositivo sulla pratica comunicativa. La ricerca e la riflessione ci portano a sperimentare le modalità Activating the resources Mobeel encounters and puts in touch with one another, the association catalyses reactions between the entities in-
attraverso cui l’evento stesso si costituisce, mobilitando come strumento d’ indagine la pratica artistica a vari livelli. Attivando le risorse che volved also acting as intermediary inside the dynamics triggered. We try to establish conditions for an effective communication to take place,
incontra e mette in relazione, Mobeel catalizza reazioni tra i soggetti coinvolti fungendo da mediatore all’interno delle dinamiche create. Cer- aimed at encounter between the different protagonists of the discussion. These relationships are not intent to opinions’ standardization or
chiamo di creare le condizioni perché si instauri una comunicazione effettiva, che miri ad un incontro-scontro tra i vari elementi che entrano the definition of common agreement, but rather to develop attention and respect towards differences.
in contatto attraverso un dialogo, non necessariamente verbale. Tale rapporto non è volto all’ omologazione delle posizioni o alla ricerca di Mobeel affords itself the luxury of mistake, of self-criticizing, of retracing its steps, questioning its behaviour looking for new solutions still
punti in comune, quanto piuttosto allo sviluppo dell’attenzione e della sensibilità verso le differenze. Se evitiamo di restare aggrappati ad una questionable on their turn.
o un’altra posizione insindacabilmente, si ha la possibilità di sfruttare la tensione che si crea tra queste differenze come la dinamica che ci As a result of our past experiences, we would like to think about the museum as a moving structure where various topics first developed
possa portare da qualche parte. through a net of local events may then be spread to reach a broader audience. Mobeel doesn’t own a material collection of art works(as a
In seguito ad alcune esperienze passate, vorremmo riuscire a pensare all’idea di museo come ad una struttura in movimento in cui varie te- museum’s one), whose property remains to the artist even when the association finances its production; but we use the internet to promote
matiche prima sviluppate attraverso una rete di eventi locali, possano estendersi ad un pubblico più ampio, anche attraverso il nostro archivio the topics we deal with and the art works produced. The value inherent to this action is made circulating and each time relevant through
on-line. the publication on our on-line database. Inspired by a “copy-left” approach, information, video, images etc are made completely available to
Infatti, Mobeel non possiede una raccolta materiale di opere, la cui proprietà, anche nel caso di lavori prodotti dall’associazione, rimane everyone wishing to learn about or use them.
dell’autore; utilizziamo il web per favorire la circolazione e la continua riattualizzazione delle tematiche affrontate e delle opere realizzate
sfruttando l’archivio in modo che raccolga la documentazione prodotta durante gli eventi realizzati e la renda fruibile a chiunque, in un’ottica Claudia Di Lecce, Bertelè Francesco, Pietro Rigolo, Maddalena Pugliese
di copyleft.
February 2006
Claudia Di Lecce, Bertelè Francesco, Pietro Rigolo, Maddalena Pugliese

Febbraio 2006
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Sponsors and Patronages:

“Freunde der Städelschule” - Frankfurt am Main, Assessorato alle Politiche


Giovanili e Pace – Municipality of Venice, Fondazione Bevilacqua La Masa,
Galleria Nuova Icona, Istituto Svizzero di Roma – Spazio Culturale Svizzero
di Venezia, Nite Park,Università IUAV di Venezia, Venice Film Commission,
Associazione Culturale Italo Tedesca – Deutsch-Italienische Kulturgesell-
scahaft onlus.

We would also like to thank:

Betty Abati, Stefano Abbastanotti, Milo Adami, Mara Ambrožič, Giorgio


Andreotta Calò, Marco Baravalle, Emanuele Basso, Matteo Bertelè, Pao-
lo Cantagalli, Tommaso Canziani, Nevia Pizzul Capello, Anna Castellari,
Florencia Colombo, Paolo Dusi (ProgettoZero+), Francesco Faccini, Simone
Ferraro, Caterina Riva e Francesco Pedraglio (FormContent), Anna Forlati,
Jorma Foth, Nicolò Gemin, Giovanni Giaretta, Luigi Guerrieri, Tamara Hen-
derson, Alessandro Laita, Alessio Lazzaro, Carmen Lopez del Valle, Dario
Masciello, Chiara Mendolia, Martina Moor, Santiago Mostyn, Nello Russo e
Anna Follo (Playzebra magazine), Michael Raftopoulos, Alessandra Rai-
mondi, Gaston Ramirez Feltrin, Luigi Scaglione, Marco Secco, Anita Sieff,
Cristina Spizzamiglio, Associazione Sumo, Michele Pili, Alberto Tadiello,
Tobia Tomasi, Stefan Unterburger, Vittorio Urbani, Maddalena Vantaggi,
Enrico Veronese, Jacqueline Wolf, Mariangela Zanella

and all the people who took part to Proj V.


PROJ V