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Capitolo 2 preda e cacciatore.

. Nel suo testo classico sulla strategia militare, Sun Tzu diceva: se non conosco me stesso e non conosco il mio nemico, perder 100 battaglie su 100. Se conosco me stesso ma non conosco il mio nemico, perder 50 battaglie su 100, se conosco sia me stesso che il mio nemico, non perder nessuna battaglia. Qui inizia lo studio della difesa personale: conoscere se stessi vuol dire comprendere chi siamo e come siamo fatti, quali sono i nostri punti deboli e quali sono i punti di forza. Vuol dire anche comprendere e saper utilizzare le dinamiche mentali ed emotive che entrano in gioco durante una aggressione. Un bel lavoro quindi! Conoscere il nemico vuol dire capire con chi possiamo avere a che fare, che tipo di aggressore esiste al giorno doggi e come possibile difendersi. Queste non sono solo informazioni da ricordare, dovrebbero piuttosto essere lo spunto per modificare alcuni nostri comportamenti abituali, per vivere la nostra vita in maggiore sicurezza. La parte relativa a noi stessi, che un po il tema di tutto il libro, verr{ vista e approfondita nei vari capitoli (non semplice delimitarla, spesso gli aspetti si sovrappongono). Adesso diamo unocchiata allipotetico aggressore. Le statistiche in questo sono purtroppo categoriche: la maggior parte delle aggressioni a donne avviene tra le mura domestiche o comunque da parte di persone che conosciamo. Questo un aspetto che non smette di sconcertarmi, e in realt la parte meno approfondita della difesa personale, che lavora sempre contro un nemico esterno. Che difesa pu esserci contro un coniuge che picchia la moglie? importante ritornare al primo aspetto della equazione di sun tzu, conosci te stesso In questottica una incitazione ad avere una presenza in noi stessi, uno sviluppo talmente pieno del nostro essere, un amore per noi stessi tale da non consentire a nessuno di farci del male. Non sono poche purtroppo le donne decidono di rimanere coi loro compagni anche se violenti. Non sono uno psicoterapeuta, ma credo che solo un grande lavoro su se stessi possa aiutarci a comprendere che nessuna forma di violenza pu essere spacciata per amore. Molte delle violenze in casa riguardano minori. Ovviamente non questo il campo della difesa personale, men che meno di questo testo. Passiamo allaggressore esterno: In natura ci sono delle nicchie come dei ruoli di unopera teatrale che sono disponibili. La vita, onnipervasiva, tende a riempirli tutti. Un esempio semplice: hai presente quando ci facciamo male, che so, ad un ginocchio e in qualche modo continuiamo a sbattere sempre e solo sullo stesso punto? Addirittura le altre persone, urtandoci, sembrano sapere con precisione quale punto colpire!

Vedila cos: in quel punto del corpo si creato un vuoto e per natura il vuoto attrae il pieno. Questa osservazione semplice fa parte di quella che forse la legge pi importante delle arti marziali, il concetto di yin yang, di cui probabilmente avrai gi sentito parlare. A volte vengono tradotti o intesi come gli opposti, ma dovremmo pensare a loro come gli opposti complementari. I due ruoli pi importanti per quello che ci interessa in questa sede sono quelli di preda e cacciatore. Con le dovute differenze (sostanziali, certo, ma poi non cos tante) il gioco tra aggressore e vittima segue da vicino quello esistente in natura come scontro per procurarsi il cibo. Quale criterio adotta il leone per scegliere la gazzella? Come decide su quale dei differenti animali del branco focalizzer le sue energie? Non pensare che queste scelte siano casuali, in realt quello che accade che la gazzella che appare in qualche modo pi debole, quella pi distante dal branco o quella pi distratta la gazzella che il leone sceglie come preda del giorno. In natura ci aiuta la selezione naturale, ed una Legge che ha un senso profondo. Trasposto al mondo degli umani, ci solo vigliacco, ma dobbiamo comunque prendere atto della sua esistenza. Non solo, una volta preso atto di questa regola dobbiamo utilizzarla a nostro favore, mettendo in atto tutti quei comportamenti che ci tolgono dalla nicchia con su scritto preda. Ora, attenzione, non sto dicendo che se veniamo aggrediti per la strada, in qualunque modo, colpa nostra e lo abbiamo voluto, sto solo cercando di utilizzare il buon senso per comprendere come riuscire ad evitare tutti i comportamenti a rischio. Il miglior modo per riuscire a difendersi da un attacco non essere l! E stato constatato infinite volte che le persone che modificano i loro comportamenti togliendo i fattori di rischio hanno una probabilit enormemente pi bassa di essere aggrediti. Dobbiamo uscire dalla relazione preda cacciatore! Studiando per organizzare laboratori di difesa personale donne ho avuto modo di parlare con molti membri delle forze dellordine, in italia, Inghilterra e america, e di accedere a verbali e statistiche ufficiali di casi di aggressione, proprio perch ero intenzionato a comprendere come si muove oggi il malintenzionato (ti ricordi cosa dicevo allinizio? fondamentale lapproccio basato sulle modalit reali di aggressione). Ci che esce fuori da questo studio ancora in perfetta sintonia con la natura: nonostante la superiorit fisica, il cacciatore difficilmente si paleser subito. Utilizzer al contrario tecniche o atteggiamenti per entrare nello spazio vitale della preda. Forse ricorrer al mimetismo, forse si terr{ sottovento, ma lidea comunque quella di avvicinarsi il pi possibile senza destare sospetti. Ecco un esempio di aggressione preso dalla vita reale: Immagina la situazione: stai camminando tranquillamente per la strada e una persona con il braccio ingessato ti chiede se puoi dargli una mano a mettere le buste della spesa in macchina; tu vedi la persona, vestito bene, faccia pulita da bravo ragazzo, e certamente gli dai una mano.

Questo era uno dei metodi utilizzati dallassassino seriale Ted Bundy per avvicinare le sue 28 vittime. Nella vita reale poi, Bundy non era, come nei film di una volta, riconoscibile gi nella sua fisicit{ come il cattivo. Egli utilizzava anche il suo charme come arma per distrarre e convincere. Chiedo scusa se leggere queste cose pu essere scioccante, il messaggio che deve trasparire sempre non stai attenta che molto pericoloso, questo non farebbe altro che aumentare le nostre paranoie e, in fin dei conti, sarebbe assolutamente controproducente. La cosa importante considerare la realt, ci che pu accadere, e comprendere che, come diceva Sun Tzu, la conoscenza in questo campo ci salva la vita. Limportante allora comprendere il principio che c dietro questo esempio. Tendenzialmente, il cacciatore cercher di entrare nel tuo spazio vitale, e di farti abbassare la guardia, conquistandosi la tua fiducia. Basta una domanda, basta solo chiedere che ore sono o dove una certa strada affinch la nostra mente, venga catturata e ci porti completamente in stallo. Una qualunque domanda o richiesta di dialogo impegna la mente razionale e rende pi lente le risposte fisiche estremamente pi lente, specialmente in caso di necessit. Anche in caso di superiorit{ numerica spesso laggressore preferisce entrare con linganno nello spazio vitale della vittima. Il cacciatore cercher di distrarti, di rilassarti, di conquistare la tua fiducia. Nel fare questo, egli ti sta testando per vedere se pu avere gioco facile, per vedere se sei tu la preda del giorno. come un esame, e noi dobbiamo superarlo! Cosa fare allora? La chiave da tenere a mente lidea del nostro spazio vitale. fondamentale mantenere una tana intoccabile e sicura, il giusto spazio tra noi e il mondo esterno. Dobbiamo prendere labitudine di mantenere una giusta distanza (poco meno di un braccio teso) tra noi e il nostro interlocutore. Ogni volta che ci chiedono lora, o delle informazioni per trovare una strada, o se possiamo aiutarli a ritrovare il loro cane. La cosa migliore non essere paranoici, ma rendere questo concetto una abitudine radicata. traccia il confine, mantieni il tuo spazio Delimita linizio della tua tana, sia fisicamente che interiormente, e non permettere a nessuno di oltrepassarlo. Dicecvamo allinizio che bisogna decidere cosa non vogliamo cedere, a che punto diciamo NO. Questo il senso: avere ben chiaro nella testa quella linea sia fisica che interiore che delimita la nostra tana.