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Il naturalismo nasce in Francia negli anni 70 del 1800.

La sua base ideologica è il Positivismo e da esso recupera l’interesse per l’analisi quasi scientifica
della realtà con particolare riguardo all’ambiente, ai personaggi, al momento storico in cui essi
vivono.
Il primo teorico del movimento fu Taine il quale studiò l’individuo come prodotto di tre fattori
essenziali:
 La sua eredità genetica
 Il momento storico in cui vive
 L’ambiente in cui vive
Ogni persona perciò risulta influenzata, nella sua crescita, da questi tre elementi ed è per questo che
ognuno di essi deve essere studiato approfonditamente e descritto fedelmente per dare una
rappresentazione oggettiva e realistica della vicenda in cui il personaggio è inserito.
A diffondere il pensiero naturalista fu, a Parigi, Emile Zola che tenne incontri e “salotti” letterari
nella sua casa di Mèdan (alla periferia di Parigi).

Caratteri del romanzo naturalista francese


 Analisi scientifica della realtà narrata
 Analisi dell’influenza che, sui personaggi, hanno i tre fattori sopra elencati (genetica,
ambiente, periodo storico)
 La realtà prevalentemente analizzata è quella piccolo borghese (Mme Bovary di Flaubert,
ma, ancor più diffusamente, quella del proletariato e sottoproletariato urbano Lo scannatoio
di Zola)
 La descrizione, oltre che di una precisione quasi “scientifica” deve essere oggettiva. Il
narratore (esterno a focalizzazione esterna) non deve mai intervenire con giudizi o
commenti.
 L’opera deve essere una fotografia fedele della realtà, deve sembrare “essersi fatta da sé”
 Il linguaggio utilizzato deve essere quello dei protagonisti, quindi il registro deve essere
medio-basso

I naturalisti rifiutano:

 Il perbenismo e l’idea di decoro della società borghese, che spesso nasconde realtà grette
e corrotte
 I grandi temi dell’immaginario romantico: lo spiritualismo, l’amore, gli ideali patriotici,
il titanismo, il melodramma.
 Il linguaggio troppo forbito ed elegante perché rispecchia solo le classi alto-borghesi o
nobili di cui essi non si occupano.
I naturalisti rifiutano l’idea dell’eroe romantico (titanico) ovvero colui che decide il proprio destino
seguendo i propri ideali e per essi giungendo a sfidare la morte, perché per Zola e gli altri l’uomo
non stabilisce da sé il proprio destino, non sceglie consapevolmente, ma è l’ambiente in cui vive
che lo determina e lo plasma, è la sua eredità genetica che lo condiziona….tutti fattori cioè a lui
“esterni” su cui, come uomo, non può agire.

Il Naturalismo è una corrente di pensiero che condivide con il Positivismo il gusto per l’analisi
scientifica della realtà ma non le conclusioni ideologiche: il Positivismo crede in un progresso
continuo che condurrà tutti alla civiltà e al benessere;il Naturalismo vede la situazione di povertà,
miseria e decadimento morale del proletariato come una condizione perpetua e senza via di scampo.
Zola è il maggior rappresentante del Naturalismo francese.
La sua idea centrale è quella di creare un “romanzo sperimentale”, applicare cioè il metodo
sperimentale allo studio della psiche e del comportamento umano.
Il romanziere, come uno scienziato, deve osservare il soggetto, il suo protagonista, deve analizzarne
le reazioni e come esse si modificano in rapporto all’ambiente con cui viene messo in contatto
(analisi dei principi di ereditarietà, influsso ambientale, momento storico).
Una volta conclusa l’analisi, l’obiettivo è arrivare ad un controllo degli impulsi e della passionalità.

Lo scopo del romanzo sperimentale è :


 Analizzare l’uomo e migliorarlo trovando la chiave dell’autocontrollo.
 Migliorare la società attraverso la formazione di individui migliori.
Il romanziere diventa così uno scienziato impegnato socialmente che con la sua opera promuove il
progresso e la nascita di una società migliore.

Le cavie di Zola

Quali sono i soggetti delle analisi di Zola?


Spesso i suoi protagonisti sono casi patologici dovuti a “tare ereditarie”, dimostra uno spiccato
interesse per i ceti subalterni, in particolare il sottoproletariato urbano di cui propone con lucidità e
crudezza le condizioni di vita disumane, la violenza, la fame, la disperazione che ne caratterizzano
l’esistenza. L’atteggiamento di Zola nei confronti dei suoi personaggi è duplice:
a) per la maggior parte li osserva dall’ “alto” e “dall’esterno” con l’occhio del borghese colto
che analizza le proprie cavie da esperimento, non ponendosi al loro livello, come invece
riesce a fare Verga con l’artificio della regressione.
b) Raramente, come nel romanzo “L’Assomoir” egli riesce ad avvicinarsi ai propri protagonisti
senza pretese di giudizio o atteggiamenti di superiorità, maturando, in questo senso, un
orientamento quasi “democratico-marxista” di sensibilità ed interesse.

Lo stile di Zola

Il suo linguaggio è quello degli ambienti rappresentati, per cui ricorre spesso al gergo del basso
popolo parigino. Utilizza il discorso indiretto libero.