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FAMIGLIE E IMPRESE

Il rapporto tra imprese e famiglie è uno degli aspetti caratterizzanti di un'economia mercato. Le
imprese producono e offrono i beni e i servizi che, in modo diretto o indiretto, soddisfano i bisogni
delle famiglie. D'altra parte, le famiglie prestano lavoro e risparmio alle imprese ottenendo in
cambio rispettivamente un reddito da lavoro ( salario ) e un reddito da capitale ( interesse ). Senza
il rapporto con le famiglie le imprese non potrebbero né effettuare investimenti, né avrebbero
acquirenti di mercato. D'altra parte, senza il rapporto con le imprese le famiglie non avrebbero il
reddito per soddisfare i propri bisogni. Il rapporto tra imprese e famiglie si svolge, pertanto, in tre
distinti mercati: mercato dei beni, mercato del lavoro e mercato finanziario.

Mercato finanziario. Nel mercato finanziario le imprese ottengono la liquidità ( domanda di


capitale ) necessario per effettuare gli investimenti produttivi tramite la richiesta di finanziamento o
il collocamento di titoli di obbligazione. Le famiglie, invece, entrano nel mercato finanziario per
ottenere un rendimento ( interesse ) dalla parte residuale del reddito ( risparmio ) che non è
destinata al consumo.

Mercato del lavoro. Nel mercato del lavoro le imprese assumono la forza lavoro ( domanda di
lavoro ) necessaria per avviare la produzione dei beni e dei servizi. Le famiglie, invece, offrono
prestazioni di lavoro ( offerta di lavoro ) ottenendo in cambio un reddito da lavoro ( salario ).

Mercato dei beni e dei servizi. Nel mercato dei beni e dei servizi le imprese offrono il propria
produzione ( offerta dei beni ) dalla cui vendita ottengono il ricavo economico necessario alla
copertura dei costi di produzione. Le famiglie entrano nel mercato dei beni dal lato della domanda,
grazie al reddito da lavoro possono acquistare beni e servizi ( domanda di consumo ) per
soddisfare i propri bisogni.

IL CAPIATALE

Il valore in denaro di beni; i beni stessi in cui il denaro è investito o, più comunemente, l'insieme
dei beni destinati a impieghi produttivi per ottenere nuova produzione. Si dice REALE riferito all’
insieme dei macchinari acquistati per la produzione.

L’ATTIVITA’ E IL PROFITTO DELL’ IMPRESA

Il profitto è un guadagno residuale dell'attività d'impresa ottenuto dalla differenza tra il ricavo


economico e il costo economico dell'impresa Il profitto è il guadagno finale dell'imprenditore.
Essendo una grandezza residuale, il profitto non costituisce un'entrata certa per l'imprenditore a
differenza delle altre forme di reddito ( salario, affitto, interesse, prezzi ) che, invece, sono
determinate con certezza. Il profitto è fortemente collegato al rischio di impresa e, più in generale,
al rischio economico di un'attività. Nelle imprese capitalistiche il profitto è uno degli obiettivi
principali dell'imprenditore.

Profitto = Ricavo - Costo

Il profitto è un concetto definito in modo diversa a seconda del contesto ( profitto contabile, profitto
economico, profitto del gruppo, profitto giuridico ecc. ). Volendo concentrare l'attenzione soltanto
nel contesto economico, le stesse teorie economiche spiegano in modo completamente diverso la
natura e l'origine del profitto. Secondo alcune teorie economiche il profitto è la remunerazione
dell'imprenditore per la sua capacità di organizzazione delle risorse, per altre il profitto è il premio
per il rischio economico sostenuto nell'attività di impresa. Nelle teorie economiche marxiste il
profitto è, invece, una parte del valore del lavoro che viene trattenuta dal capitalista. Il profitto è
composto dal profitto normale e dall'extraprofitto:

profitto = profitto normale + extraprofitto

o Profitto normale. Il profitto normale è il compenso dell'imprenditore per l'attività lavorativa.


È generalmente la componente non residuale del profitto ed è una voce di costo inclusa nei
costi di produzione.
o Extraprofitto. L'extraprofitto è il ricavo netto ottenuto moltiplicando la quantità di
produzione/vendita per la differenza tra il prezzo e il costo medio dell'impresa. L'extraprofitto è
un concetto economico per distinguere il profitto effettivo di una impresa dal profitto normale di
mercato. È un valore residuale che spetta all'imprenditore per aver investito capitali nel
processo produttivo.

Profitto ed economicità. Pur essendo un importante il profitto non è però considerato


un elemento necessario per l'attività di impresa. Questo si può spiegare dal fatto che
una impresa potrebbe avere degli obiettivi strategici diversi rispetto alla sola
massimizzazione del profitto. Ad esempio, una impresa potrebbe porsi obiettivi in
termini di fatturato o di quota di mercato. Inoltre, nel mercato operano delle aziende
che non hanno scopo di lucro. È il caso, ad esempio, dell'azienda pubblica, dell'azienda
cooperativa, delle organizzazioni e del terzo settore ( no-profit ). Per questa ragione come
elemento necessario dell'attività di impresa viene preferito il concetto più generale
di economicità al profitto.

INPUT E OUTPUT

Con il termine input-output si fa riferimento al sistema definito dall’economista russo Wassily


Leontief  dopo aver analizzato in modo statistico le interazione tra le industrie di una nazione. In
particolare si offre una chiara rappresentazione delle relazioni risultanti dalla produzione e dalla
circolazione dei beni tra i vari settori che caratterizzano un determinato sistema economico con
l’esterno, ovvero importazioni ed esportazioni. In questo modo si riesce a determinare l’impatto
sulle industrie fornitrici rispetto ai cambiamenti di produzione di una singola industria.

Input e’Ogni fattore di produzione impiegato da un'azienda per lo svolgimento della propria attività,
ovvero tutti i beni o servizi che la società acquista sui mercati e utilizza successivamente all'interno
della propria combinazione produttiva per ottenere uno specifico prodotto o servizio (quest'ultimo
detto output) .

Grazie ad un’analisi input-output è possibile definire l’impatto del cambiamento della domanda di
una qualunque industria sull’intero sistema economico. Si considera un’economia di scambio
suddivisa in un certo numero di settori produttivi che vengono generalmente individuati per tipo
omogeneo di prodotto realizzato. A tal proposito è importante ricordare che ogni settore si pone sul
mercato con un duplice ruolo: sia come acquirente dei beni e dei servizi degli altri settori e dei
fattori che utilizza nell’attuazione del suo processo produttivo; sia come venditore della merce che
a sua volta produLA PRODUZIONE

La produzione in economia è l'insieme delle operazioni attraverso cui beni e risorse primarie


(es. materie prime) vengono trasformati o modificati, con l'impiego di risorse materiali (es.
macchine) e immateriali (ad es. energia e lavoro umano), in beni e prodotti finali a valore
aggiunto in modo da renderli utili o più utili cioè idonei a soddisfare, in seguito alla
loro distribuzione sul mercato, la domanda e il consumo da parte dei consumatori finali.
Con costo di produzione di indica invece la somma del costo relativo ai fattori impiegati nella
produzione di un bene economico.
La definizione è applicabile pressoché a qualunque attività umana e non, in qualunque disciplina,
anche non tecnica. A causa della generalità della sua definizione, il termine "produzione" assume
sfumature diverse a seconda del tipo di risorse trattate, dei risultati ottenuti, e del contesto in cui è
utilizzata. A livello macroeconomico al livello di produzione, che rappresenta l'offerta, è collegato il
livello di consumo o domanda ed livello di occupazione. Produzione e consumo tendono
all'equilibrio in risposta all'equilibrio tra domanda e offerta.

IL CIRCUITO REALE E MONETARIO


Il CIRCUITO REALE è dato dal trasferimento di beni e servizi che ha origine dalle relazioni che
intercorrono tra gli operatori del sistema economico.
Il CIRCUITO MONETARIO è il complesso dei trasferimenti di denaro tra gli operatori del sistema
economico, in seguito allo scambio di beni e servizi.
I flussi reali sono rappresentati da trasferimenti di beni e servizi I flussi monetari sono dati da passaggi di
denaro. Questi sono una contropartita dei flussi reali, cioè rappresentano il pagamento in moneta dei beni e
servizi.

CIRCUITO

Esaminiamo il circuito economico che si pone in essere tra famiglie ed imprese. Le famiglie prestano il


loro lavoro, manuale o intellettuale, nelle imprese. Esempio: impiegati, operai, manager lavorano alle
dipendenze delle imprese. Le imprese vanno a remunerare il lavoro prestato dalle famiglie attraverso
il pagamento di salari e stipendi. Le imprese cedono alle famiglie i beni e i servizi prodotti ricevendo in
cambio il corrispettivo in denaro. Le famiglie, qualora riescano a non consumare tutto il loro reddito, e
ad avere dei risparmi, possono prestare tali somme alle imprese in cambio di un interesse.

CIRCUITO ECONOMICO FAMIGLIE-STATO

Le imprese possono offrire i loro beni e servizi, oltre che alle famiglie, anche allo Stato. Esempio: arredi
degli uffici pubblici, alimenti per le mense ospedaliere o scolastiche, ecc.. Le imprese ricevono il cambio
il loro corrispettivo in denaro. Lo Stato offre servizi anche alle imprese. Esempio: infrastrutture,
trasporti, ecc.. Tali servizi sono finanziati con il pagamento, da parte delle imprese, di imposte e tasse.
Anche le imprese, così come le famiglie, possono concedere dei prestiti allo Stato, attraverso l'acquisto
di titoli di Stato, ricevendo in cambio un interesse Infine, le imprese possono riceve aiuti economici dallo
Stato.

RELAZIONI CON IL RESTO DEL MONDO

Un paese importa dal resto del mondo beni e servizi che non vengono prodotti al suo interno o che sono
prodotti in misura insufficiente. In questi casi pagherà il loro corrispettivo in moneta. Un paese può
anche esportare nel resto del mondo beni e servizi che produce in misura superiore rispetto al proprio
fabbisogno. In questi casi riceverà, per tali beni e servizi, un corrispettivo monetario. Anche
il turismo può comportare flussi monetari in entrata, quando gli stranieri si recano in un paese, o in
uscita, quando i residenti si recano all'estero. Infine, nelle relazioni tra un paese e il resto del mondo, si
possono avere anche prestiti internazionali, cioè prestiti effettuati tra uno Stato e un altro o donazioni.