Sei sulla pagina 1di 4

L’ORIENTEERING

La parola Orienteering significa orientamento, ossia “trovare la posizione”. Deriva dal


latino oriens ossia Est, che è il punto dove sorge il sole.
L’Orienteering è uno sport nato in Norvegia a fine Ottocento, molto seguito in tutta la
Scandinavia, che comporta l’uso di una mappa topografica con scala ben dettagliata
del territorio e una bussola. Lo sport consiste nel trovare un certo numero di obiettivi
elencati nella mappa e chiamati “lanterne” (paletti con drappo arancio-bianco,
caratterizzati da numeri che ne indicano l’ordine di percorrenza). Quando il corridore
giunge agli obiettivi intermedi, trova i controllori di gara che verificano che tutti i punti di
blocco siano stati visitati nell’ordine previsto. Per marcare il loro cartellino di gara viene
usata una punzonatrice, che nelle gare più importanti è sostituita da un chip, lo Sport-
Ident (SI-Card), dove si registrano i dati di passaggio per poi essere riletti all’arrivo.
La scelta del percorso più breve e la capacità di individuare le zone di un territorio
sono gli obbiettivi dell’Orienteering, dove vince il concorrente (o la squadra a staffetta),
che arriva primo a toccare tutti i punti dell’intero percorso nella sequenza richiesta, e
talvolta anche in ordine casuale.

Ci sono diversi tipi di Orienteering che differiscono principalmente per il modo in cui


il praticante si sposta – per esempio, a piedi, con gli sci, in auto, in bicicletta, in canoa,
a cavallo; per la progettazione della pista, che può essere in un bosco, in città, in un
parco; per la lunghezza del percorso e per il momento della giornata in cui ha luogo la
gara, di giorno o di notte.
La forma più comune di Orienteering è quella in cui lo sportivo si sposta tra i controlli di
corsa. Concorsi di Orienteering vengono disputati su varie distanze: il concorso più
famoso è l’O-ring, grande evento svedese a cui partecipano circa 20 000 corridori in
rappresentanza di più di 40 nazioni, che gareggiano per 5 giorni nelle varie fasi della
competizione. Altri concorsi principali sono il Relay Tiomila e 25-man in Svezia,
e Jukola in Finlandia. I Campionati del Mondo e la Coppa del Mondo di
Orienteering vengono disputati ogni anno.

IL BASKET

Il basket, o pallacanestro, nasce negli Stati Uniti nel 1891. Lo sport viene ideato dal
canadese James Naismith, professore di educazione fisica in un college americano,
per fare in modo che nel periodo invernale i giocatori di football americano e di
baseball potessero mantenersi in allenamento anche se costretti al chiuso per il
freddo.

Naismith sviluppa l’idea del gioco dopo aver gettato una palla di carta nel cestino;
inchioda due cesti con il fondo chiuso (basket, in inglese) alle balconate opposte della
palestra, e stabilisce alcune semplici regole usando un pallone di cuoio. La prima
partita si conclude con la segnatura di un solo canestro e viene usata una scala per
recuperare la palla.
Il numero dei giocatori e le dimensioni del campo inizialmente vengono decisi di volta
in volta. Poi, nel 1897, si decide per regolamento che i giocatori in campo debbano
essere cinque.

In Italia la pallacanestro si diffondenel primo ventennio del Novecento e nel 1920 si


disputa il primo campionato. Alle Olimpiadi di Berlino del 1936 la pallacanestro entra a
far parte delle discipline olimpiche.

CAMPO DA BASKET E PALLA

Il campo regolamentare misura 28 x 15 m; è diviso a metà nel senso della larghezza


da una linea che delimita le due zone di attacco e di difesa. I canestri sono anelli di
ferro del diametro interno di 45 cm cui è appesa una rete. Si trovano a 305 cm di
altezza dal suolo.

Il pallone da basket è arancione e sferico, ed è in gomma o in materiale sintetico.


Quello usato dagli uomini ha una circonferenza di 75-78 cm e un peso che oscilla fra
567 e 650 g; quello usato dalle donne misura 72-74 cm e pesa 500-540 g.

COME SI GIOCA A BASKET

Il gioco consiste nel far entrare il pallone dall’alto verso il basso


nel canestro avversario, tirando da qualsiasi parte del campo. Allo stesso tempo, si
deve impedire alla squadra avversaria di impossessarsi della palla e fare altrettanto.
Il canestro vale 1, 2, o 3 punti a seconda di come viene realizzato:

 il canestro vale 3 punti se eseguito da un giocatore che si trova all’esterno della


linea detta appunto “dei tre punti”;
 il canestro realizzato su azione di gioco ne vale 2;
 il canestro realizzato con un tiro libero a gioco fermo vale 1 punto.

Vince la squadra che segna più punti nel tempo stabilito.


Le squadre sono composte da cinque giocatori più cinque riserve. Le squadre possono
effettuare tutte le sostituzioni che vogliono.
La partita è suddivisa in quattro tempi della durata di 10 minuti di gioco effettivi (ad
ogni interruzione il cronometro viene fermato). Poiché non è ammesso il pareggio,
sono previsti tempi supplementari di 5 minuti ciascuno sino a quando una delle
squadre risulti vincitrice.
Il gioco ha inizio con la rimessa a due. La squadra che subisce canestro effettua la
rimessa in gioco da un punto qualsiasi dietro la linea di fondo campo deve è stato
realizzato il canestro.
Dopo un infrazione, la rimessa in gioco avviene dalle linee laterali nel punto più vicino
a quello in cui è stata commessa la violazione. Nel caso in cui la palla esca dalla linea
di fondo campo, viene rimessa in campo dallo stesso punto da cui è uscita.
La palla si gioca con le mani e può essere passata, tirata, battuta, rotolata o
palleggiata in qualsiasi direzione. Non può essere trasportata o calciata
deliberatamente. Chi riceve il pallone può spostarsi con la palla ma se ne deve liberare
entro il terzo passo.

BASKET: LE REGOLE
 Le regole del tempo vanno tenute a mente: dal momento in cui si ottiene il controllo
della palla, si hanno 24 secondi per tentare il tiro al canestro; la squadra che conquista
la palla in difesa ha 8 secondi per superare la propria metà campo; non si può
trattenere la palla senza palleggiarla, passarla o tirarla per più di 5 secondi; nessun
giocatore può rimanere per più di 3 secondi nell’area avversaria detta appunto “dei 3
secondi”.
Sono vietati contatti con l’avversario a meno che non siano casuali. La violazione delle
regole causata dal contatto fisico o da comportamento antisportivo costituisce fallo. La
violazione delle regole del gioco costituisce un’infrazione.
La partita è diretta da due arbitri che hanno il compito di rilevare tutti i falli e le
infrazioni di gioco. Gli arbitri sono aiutati da:

 un segnapunti che conteggia i punti e i falli personali e ad ogni fallo alza la


paletta indicanti il numero dei falli commessi da quel giocatore;
 un cronometrista, che controlla la durata effettiva del tempo di gioco;
 un incaricato all’apparecchio dei 24 secondi: egli lo attiva non appena un
giocatore acquisisce il controllo della palla sul campo e lo arresta quando una squadra
perde il controllo della palla.