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Santa Teresa d’Avila

1 5-1582
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T
eresa di Gesù nacque ad Ávila in Tuttavia non sono nemmeno da
Spagna il 28 marzo 1515 e morì paragonarsi con quanto allora ho sofferto,
ad Alba de Tormes il 4 ottobre 1582. In specialmente al pensiero che quel tormento
un’occasione ebbe la visione dell’Inferno doveva essere senza fine e senza alcuna
che raccontò così nella sua Autobiografia: mitigazione. Ma anche questo era un
«Un giorno mentre ero in orazione, mi nulla innanzi all’agonia dell’anima. Era
trovai tutt’a un tratto trasportata intera un’oppressione, un’angoscia, una tristezza
nell’inferno. Compresi che Dio mi voleva far così profonda, un così vivo e disperato
vedere il luogo che i demoni mi avevano dolore che non so come esprimermi. Dire
preparato, e che io mi ero meritata con i che si soffrano continue agonie di morte
miei peccati. Fu una visione che durò è poco, perché almeno in morte pare che
pochissimo, ma vivessi anche molti anni, la vita ci venga strappata da altri, mentre
mi sembra di non poterla più dimenticare. qui è la stessa anima che si fa in brani da
L’ingresso mi pareva un cunicolo molto sé. Fatto sta che non so trovare espressioni
lungo e stretto, simile a un forno assai né per dire di quel fuoco interiore né per
basso, buio e angusto; il suolo tutto una far capire la disperazione che metteva il
melma puzzolente piena di rettili schifosi. colmo a sì orribili tormenti. Non vedevo
In fondo, nel muro, c’era una cavità scavata chi me li faceva soffrire, ma mi sentivo
a modo di nicchia, e in essa mi sentii ardere e dilacerare, benché il supplizio
rinchiudere strettamente. E quello che peggiore fosse il fuoco e la disperazione
allora soffrii supera ogni umana immagi- interiore.
nazione, né mi sembra possibile darne Era un luogo pestilenziale, nel quale
solo un’idea perché cose che non si sanno non vi era più speranza di conforto, né
descrivere. Basti sapere che quanto ho detto, spazio per sedersi o distendersi, rinser-
di fronte alla realtà sembra cosa piacevole. rata com’ero in quel buco praticato nella
Sentivo nell’anima un fuoco che non muraglia. Orribili a vedersi, le pareti
so descrivere, mentre dolori intollerabili mi gravavano addosso, e mi pareva di
mi straziavano orrendamente il corpo. soffocare. Non v’era luce, ma tenebre
Nella mia vita ne ho sofferto moltissimi, fittissime; eppure quanto poteva dar
dei più gravi che secondo i medici si pena alla vista si vedeva ugualmente
possano subire sulla terra, perché i miei nonostante l’assenza della luce: cosa che
nervi si erano rattrappiti sino a rendermi non riuscivo a comprendere».
storpia, senza dire dei molti altri di diverso
genere, causatimi in parte del demonio.
San Giovanni Bosco
1 5-1888
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S.
Giovanni Bosco nacque a Castelnuovo Vieni con me! – soggiunse la guida.
d’Asti il 16 agosto 1815 e morì il Mi prese per una mano e mi condusse
31 gennaio 1888. Ebbe una visione davanti ad uno sportello, che aperse. Mi
dell’Inferno che raccontò ai suoi giovani: si presentò allo sguardo una specie
«Mi trovai con la mia guida (l’Angelo d’immensa caverna, piena di fuoco.
Custode), infondo ad un precipizio Certamente quel fuoco sorpassava
che finiva in una valle oscura. Ed ecco mille e mille gradi di calore. Io questa
comparire un edificio immenso, avente spelonca non ve la posso descrivere in
una porta altissima, serrata. Toccammo il tutta la sua spaventosa realtà. Intanto,
fondo del precipizio; un caldo soffocante all’improvviso, vedevo cadere dei giovani
mi opprimeva, un fumo grasso, quasi verde, nella caverna ardente. La guida disse:
s’innalzava sui muraglioni dell’edificio e “La trasgressione del sesto comandamento
guizze di fiamme sanguigne. Domandai: è la causa della rovina eterna di tanti
Dove ci troviamo? Leggi, mi rispose la giovani”. “Ma se hanno peccato, si sono
guida, l’iscrizione che è sulla porta! C’era però confessati”. “Si sono confessati, ma
scritto: Ubi non est redemptio! Cioè: Dove le colpe contro la virtù della purezza le
non c’è redenzione. Intanto vidi precipitare hanno confessate male o taciute affatto.
dentro quel baratro… prima un giovane, Ad es., uno aveva commesso quattro o
poi un altro ed in seguito altri ancora; cinque di questi peccati, ma ne disse solo
tutti avevano scritto in fronte il proprio due o tre. Vi sono di quelli, che ne hanno Fra essi vi erano di quelli che in apparenza
peccato. Esclamò la guida: Ecco la causa commesso uno nella fanciullezza ed tengono buona condotta.
di queste dannazioni: i compagni, i libri ebbero sempre vergogna di confessarlo, Continuò la guida: Predica dapper-
cattivi e le perverse abitudini. Gli infelici oppure l’hanno confessato male e non tutto contro l’immodestia! – Poi parlammo
erano giovani da me conosciuti. hanno detto tutto”. per circa mezz’ora sulle condizioni
Domandai: Ma dunque è inutile che si Altri non ebbero il dolore e il pro- necessarie per fare una buona confessione
lavori tra i giovani, se tanti fanno questa ponimento; anzi, taluni, invece di fare e si concluse: Mutare vita!… Mutare vita!”.
fine? Come impedire tanta rovina? l’esame di coscienza, studiavano il modo Ora, soggiunse l’amico, che hai visto
Coloro che hai visto, sono ancora in vita; di ingannare il confessore. E chi muore i tormenti dei dannati, bisogna che
questo però è il loro stato attuale e se con tale risoluzione, risolve di essere nel provi anche tu un poco d’inferno! Usciti
morissero, verrebbero senz’altro qui! numero dei reprobi e così sarà per tutta dall’orribile edificio, la guida afferrò la
Dopo entrammo nell’edificio; si l’eternità… Ed ora vuoi vedere perché la mia mano e toccò l’ultimo muro esterno;
correva con la rapidità del baleno. Lessi misericordia di Dio qui ti ha condotto? io emisi un grido…
questa iscrizione: Ibunt impii in ignem La guida sollevò un velo e vidi un gruppo Cessata la visione, osservai che la
aeternum! Cioè: Gli empi andranno nel di giovani di questo Oratorio, che io tutti mia mano era realmente gonfia e per una
fuoco eterno! conoscevo, condannati per questa colpa. settimana portai la fasciatura».
Serva di Dio Edvige Carboni
8 0-1952
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E
dvige Carboni, una mistica sarda, ne andrebbe all’inferno se non facesse
fin da giovanissima rinunziò alla penitenza prima di morire. Eppure nei
scelta della vita religiosa per dedicarsi Comandamenti non l’ho messo».
con eroismo, al servizio della mamma,
della nonna e di altri familiari provati Figlia mia, un vero cristiano, da sé, può
dalla malattia. Fu arricchita di doni capire senza spiegare tutto minutamente.
soprannaturali fino ad essere configurata,
nella sua carne, a Gesù crocifisso. Le Il mio Cuore è trafitto, è grandemente
numerose grazie, seguite alla sua morte, trafitto dai cristiani. Figlia mia, non ho un
spinsero i Passionisti, nel 1968, ad cuore da poter sfogarmi tutte le Mie
iniziare i processi informativi sulla fama pene; almeno tu consolami.
di santità per avviare la Serva di Dio alla
gloria degli altari. Tra i testimoni la sorella Povero Gesù, quanto sei offeso! Anche i
Paolina racconta: «Il demonio si accaniva tuoi amici ti offendono, ma io, vedrai
contro Edvige; la picchiava alla testa, Gesù, ti consolerò per tutti quelli che
alle reni; le graffiava il collo, tanto che non ti amano.
io dovevo medicarla e disinfettarla con
l’alcool. Le ha bruciato anche i libri,
lettere; le ha disfatto il lavoro di lana
al quale la Serva di Dio attendeva…».
E ancora la sorella Paolina: «…Gesù
portò la Serva di Dio a vedere le pene
dell’Inferno. Vi era rinchiuso un giovane…
Ricordo che durante quella visione
Edvige si contorceva mostrando di soffrire
e pronunciava parole di dolore».

Nel suo Diario Edvige riferisce di un


colloquio avuto con Gesù nel 1943 :
«Ieri, 10 luglio, dopo la SS.ma Comunione,
Gesù mi disse: Figlia mia, lo nei miei
santi Comandamenti, specie nel sesto, ho
detto di non fornicare; però non spiegai
che il sacerdote è sacerdote in eterno, e
non può levarsi l’abito, per nessuna
ragione; farebbe un gran peccato, e se
Beata Anna Caterina Emmerick
7 4-1824
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A
nna Caterina Emmerick nacque tormenti, ch’egli soffre, sono il frutto
18 settembre 1774 a Flamske bei naturale e giusto dei suoi misfatti. Quanto
Coestfeld in Germania ed entrò nel si sente e si vede di orribile all’inferno
Monastero di Agnetenberg in Dülmen è l’essenza, la forma interiore del peccato
(Westfalia) delle Canonichesse Regolari di scoperto. Di quel serpe velenoso, che
S. Agostino, dove morì il 9 novembre 1824. divora quanti lo fomentarono in seno
Famosa per le sue esperienze mistiche, durante la prova mortale. Tutto questo si
la Beata ebbe anche una visione può comprendere quando si vede, ma
dell’Inferno, quando vide scendere il riesce inesprimibile a parole.
Salvatore negli inferi. «Vidi (...) il Salvatore Quando gli Angeli, che scortavano
avvicinarsi, severo, al centro dell’abisso. Gesù, avevano abbattuto le porte infernali,
L’inferno mi apparve come un immenso si era sollevato come un subbisso d’im-
antro tenebroso, illuminato appena da precazioni, d’ingiurie, di urla e di lamenti.
una scialba luce quasi metallica. Sulla sua Alcuni Angeli avevano cacciato altrove
entrata risaltavano enormi porte nere, sterminate torme di demoni, i quali
con serrature e catenacci incandescenti. avevano poi dovuto riconoscere e adorare
Urla di orrore si elevavano senza posa il Redentore.
da quella voragine paurosa di cui, a un Questo era stato il loro maggior
tratto, si sprofondarono le porte. Così potei supplizio. Molti di essi venivano quindi
vedere un orrido mondo di desolazione imprigionati dentro una sfera, che risultava
e di tenebre. L’inferno è un carcere di di tanti settori concentrici. Al centro
eterna ira, dove si dibattono esseri dell’inferno si sprofondava in un abisso
discordi e disperati. Mentre nel Cielo si tenebroso, dov’era precipitato Lucifero
gode la gioia e si adora l’Altissimo dentro in catene, il quale stava immerso tra cupi
giardini ricchi di bellissimi fiori e di frutta vapori. Tutto ciò era avvenuto secondo
squisita che comunicano la vita, all’inferno determinati arcani divini.
invece si sprofondano cavernose prigioni, Seppi che Lucifero dovrà essere
si estendono orrendi deserti e si scorgono scatenato per qualche tempo: cinquanta o
smisurati laghi rigurgitanti di mostri sessant’anni prima dell’anno 2000 di Cristo,
paurosi, orribili. Là dentro ferve l’eterna se non erro. Alcuni demoni invece devono
e terribile discordia dei dannati. essere sciolti prima di quell’epoca per
Nel Cielo invece regna l’unione castigare e sterminare i mondani. Alcuni
dei Santi eternamente beati. L’inferno, di essi furono scatenati ai nostri giorni;
al contrario, rinserra quanto il mondo altri lo saranno presto. Mentre tratto
produce di corruzione e di errore; là questo argomento, le scene infernali
imperversa il dolore e si soffrono quindi le vedo così orripilanti dinanzi ai miei
supplizi in una indefinita varietà di mani- occhi, che la loro vista potrebbe perfino
festazioni e di pene. Ogni dannato ha farmi morire».
sempre presente questo pensiero: che i
Suor Lucia di Fatima e la visione dell’inferno

«
7 4-1824
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JMJ Eccellenza Reverendissima, Bene, il segreto consta di tre parti mondo a causa dei suoi crimini, per mezzo
con lettera del 26 luglio 1941, V.E. mi distinte, di cui ne rivelerò due. della guerra, della fame e della persecuzione
ordina di pensare e prender nota ancora di alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla,
altre cose che possa ricordare di Giacinta. La prima fu dunque la visione io verrò a domandare la consacrazione della
Ho pensato e mi è parso che attraverso dell’inferno. Russia al mio Cuore immacolato e la comu-
quest’ordine parlava Dio e è giunto il La Madonna ci mostrò un grande mare nione nei primi sabati. Se daranno retta alle
momento di rispondere a due punti interro- di fuoco, che pareva che si trovasse sotto mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà
gativi, che spesso mi sono stati posti e a cui terra. Immersi in questo fuoco, i demoni e le pace; se no, diffonderà i suoi errori nel mondo,
ho sempre differito la risposta. anime come se fossero braci trasparenti e provocando guerre e persecuzioni contro la
Mi pare che sarebbe gradito a Dio e al negre o color bronzo, dalla forma umana, Chiesa. I buoni saranno martirizzati e il Santo
Cuore immacolato di Maria, che nel libro che fluttuavano nell’incendio, trasportati Padre avrà molto da soffrire, parecchie
«Giacinta» si dedicasse un capitolo all’inferno dalle fiamme, che uscivano da loro stessi, nazioni saranno annientate. Alla fine il mio
e un altro al Cuore immacolato di Maria. insieme a nugoli di fumo e cadevano da Cuore immacolato trionferà. Il Santo Padre
V.E. troverà senz’altro strano e inop- tutte le parti, simili alle faville che cadono mi consacrerà la Russia, che si convertirà e
portuno questo parere, ma non è mio: nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, sarà concesso al mondo un certo periodo
e Dio farà vedere a V.E. che si tratta tra gridi e gemiti dì dolore e di disperazione di pace».
della Sua gloria e del bene delle anime. che facevano raccapricciare e tremare di Ecc.mo e rev.mo signor vescovo, ho
A questo scopo dovrò dire qualcosa spavento. I demoni si distinguevano per le già detto all’E.V., nelle note che ho inviato
del segreto e rispondere al primo punto forme orribili e schifose di animali spaventosi dopo aver letto il libro su Giacinta, che lei
interrogativo. e sconosciuti, ma trasparenti e negri. s’impressionava molto per alcune cose rive-
Questa visione durò un istante. E siano late nel segreto. Era proprio così. La visione
Che cos’è il segreto? rese grazie alla nostra buona Madre celeste, dell’inferno le aveva causato tanto orrore,
Mi pare di poterlo dire, perché ormai che in antecedenza ci aveva rassicurati con che tutte le penitenze e mortificazioni le
il Cielo mi ha dato il permesso. I rappresen- la promessa di portarci in cielo durante la sembravano un nulla, per riuscire a liberare
tanti di Dio in terra mi hanno autorizzato a prima apparizione! Se non fosse stato così, di là alcune anime.
farlo, varie volte e con varie lettere, una credo che saremmo morti di paura e di terrore. Bene. Ora rispondo subito al secondo
delle quali (che è, mi pare, nelle mani di Poco dopo alzammo gli occhi verso la interrogativo che mi e’ stato posto da parec-
V.E.) del rev. P José Bernardo Goncalves, Madonna, che ci disse con bontà e tristezza: chie persone: com’è possibile che Giacinta,
in cui mi ordina di scrivere al Santo «Avete visto l’inferno, dove vanno le anime così piccina, si sia lasciata penetrare e abbia
Padre. Uno dei punti che mi suggerisce è la dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole compreso un simile spirito di mortificazione
rivelazione del segreto. Qualcosa ho già stabilire nel mondo la devozione al mio e di penitenza?
detto. Ma per non allungare troppo quello Cuore immacolato. Se faranno quello che io Secondo me, fu questo: prima di tutto,
scritto, che doveva essere breve, mi limitai vi dirò, molte anime si salveranno e ci sarà una grazia speciale che Dio, per mezzo del
all’indispensabile, lasciando a Dio l’occasione pace. La guerra finirà presto. Ma se non Cuore immacolato di Maria, le ha voluto
di un momento più favorevole. smettono di offendere Dio, sotto il regno concedere; in secondo luogo, la vista

Alcune persone, anche devote, …


Ho già esposto nel secondo scritto, il di Pio XI, ne comincerà un’altra peggiore. dell’inferno e il pensiero dell’infelicità delle

/…
dubbio che mi tormentò dal 13 giugno Quando vedrete una notte illuminata da una anime che ci cascano.
al 13 luglio e che svanì in quest’ultima luce sconosciuta, sappiate che è il grande
apparizione. segno che Dio vi dà, che sta per punire il non vogliono parlare dell’inferno
Suor Lucia di Fatima e la visione dell’inferno

ai bambini per non spaventarli; ma Dio non


ha esitato a mostrarlo a tre, uno dei quali
aveva solo sei anni, e Lui sapeva che sarebbe
rimasta terrorizzata a tal punto – oserei
quasi dire – da morire di paura. Con
frequenza si sedeva per terra o su qualche
masso e, pensierosa, cominciava a dire: — Anch’io me ne sono dimenticata – peccatori che mangiano troppo.
«L’inferno! L’inferno! Come mi fanno pena diceva con l’aria triste. Quand’era ormai malata e certi giorni
le anime che vanno all’inferno! E le persone Qualche volta domandava pure: andava a messa, le dicevo:
vive li a bruciare come legna nel fuoco..». E, — Ma che peccati saranno quelli che – Giacinta! Non venire; tu non puoi;
un po’ tremante, s’inginocchiava con le mani questa gente fa per andare all’inferno? oggi non è domenica.
giunte, a dire la preghiera che la Madonna ci — Non saprei. Forse il peccato di non – Non importa! Ci vado per i peccatori
aveva insegnato: «O mio Gesù! Perdonateci, andare a messa la domenica, di rubare, di dire che non ci vanno nemmeno la domenica.
liberateci dal fuoco dell’inferno, portate in parolacce, di augurare il male, di giurare… Se capitava di udire alcune di quelle
cielo tutte le anime, specialmente quelle che — E così, solo per una parola, vanno parole, che certa gente sembra farsi un
hanno più bisogno». all’inferno? vanto di pronunciare, copriva il volto con le
(Ora V.E. capirà perché mi è rimasta — Certo! E peccato… mani e diceva: «O mio Dio! Questa gente
l’impressione che le ultime parole di questa — Che cosa gli costerebbe stare zitti non saprà che a dire queste cose può anda-
orazione si riferivano alle anime che si tro- e andare a messa! Come mi fanno pena i re all’inferno! Perdona loro, o mio Gesù e
vano in maggiore o più imminente pericolo peccatori! Se potessi fargli vedere l’inferno! convertili. Di sicuro non sanno che con que-
di dannazione). E rimaneva così, per molto Improvvisamente a volte si stringeva a sto offendono Dio. Che pena, o mio Gesù!
tempo, in ginocchio, ripetendo la stessa ora- me e diceva: Io prego per loro». E ripeteva la preghiera
zione. Ogni tanto chiamava me o il fratello, — Io vado in cielo, ma tu rimani quaggiù. insegnata dalla Madonna: «O mio Gesù,
come se si svegliasse dal sonno: «Francesco! Se la Madonna ti lascia, di’ a tutti com’è perdonateci ecc.».
Francesco! Non state a pregare con me? l’inferno, perché non facciano più peccati e A questo punto, eccellenza reverendis-
Bisogna pregare molto per liberare le anime non vadano più laggiù. sima, mi viene in mente una riflessione. A
dall’inferno. Tante vanno laggiù, tante!». Altre Altre volte, dopo essere stata un po’ a volte mi è stato chiesto se la Madonna, in
volte domandava: «Ma come mai la Madonna pensare, diceva: qualcuna delle apparizioni, ci ha suggerito
non fa vedere l’inferno ai peccatori? Se loro — Tanta gente che va all’inferno! Tanta quali specie di peccati offendevano di più
lo vedessero, non peccherebbero più per gente all’inferno! Dio. Dunque, a quanto si dice, Giacinta a
non andarci. Di’ un po’ a quella Signora che — Non aver paura, tu vai in cielo! – le Lisbona, menzionò quello della carne. Può
faccia vedere l’inferno a tutta quella gente dicevo per tranquillizzarla. darsi, penso io adesso, siccome era quella
(si riferiva a quelli che si trovavano a Cova) — Io, si, ci vado – diceva con calma – delle domande che a volte faceva a me, le
da Iria, al momento dell’apparizione. Vedrai ma io vorrei che tutta quella gente ci andas- sia capitato di farla mentre era a Lisbona
come si convertono». sero anche loro. alla Madonna e che allora le sia stato
Dopo un po’ scontenta, mi domandava: Quando lei non voleva mangiare, per suggerito quello.
— Perché non hai detto alla Madonna fare una mortificazione, le dicevo: Bene, eccellenza reverendissima, mi
che facesse vedere l’inferno a quella gente? Giacinta, dai! Ora mangia! pare ormai di avere rivelato la prima parte
— Mi sono dimenticata – rispondevo. – No! offro questo sacrificio per i del segreto».
Serva di Dio Benigna Consolata Ferrero
8 6-1916
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U
n giorno Gesù, mostrò l’Inferno Durante i nove anni della sua vita
alla Serva di Dio Suor Benigna claustrale, ebbe come guida spirituale
Consolata Ferrero e le disse: «Vedi, Benigna, Mons. Alfonso Archi (1906-1925) Vescovo
quel fuoco!… Sopra a quell’abisso io ho di Como.
steso, come un reticolato, i figli della mia Suor Benigna, intanto raggiungeva
misericordia, perché le anime non vi cadano uno stato mistico elevatissimo, ricevendo
dentro. Quelle però che si vogliono dan- grazie straordinarie, immersa nell’Amore
nare, vanno lì per aprire con le proprie divino e nella confidente amicizia con
mani quei fili e cadere dentro e una volta Gesù, tanto che lei stessa, illuminata, si
che vi sono dentro neppure la mia bontà le definirà “segretaria del Sacro Cuore”.
può salvare. Queste anime sono inseguite Il suo “Diario” spirituale, già iniziato
dalla mia misericordia molto più di quanto nel 1902, riporta esperienze mistiche e
sia inseguito un malfattore dalla polizia, colloqui con Cristo. Il messaggio di Suor
ma esse sfuggono alla mia misericordia!». Benigna è un inno all’Amore di Dio e del
La Serva di Dio Benigna Consolata prossimo, è la teologia di Dio Amore.
Ferrero nacque a Torino il 6 agosto 1885, La sua è una spiritualità, intrisa di
in un’agiata e religiosissima famiglia. quotidianità, dell’ascesi applicata nel
Educata secondo i principi cristiani, vivere di ogni giorno, anche nel più
seguì il corso di studi elementari e classici. banale degli atti. La sua esperienza spiri-
Frequentò la scuola di religione e conobbe tuale si ricollega all’“infanzia spirituale”
il canonico venerabile Luigi Boccardo sull’esempio di S. Teresa del Bambino
(1861-1936). Gesù, S. Margherita Maria Alacoque,
Sotto la sua direzione, fin dal 1898, S. Faustina Kowalska e la Beata Elisabetta
la quindicenne Maria Consolata Ferrero, della Trinità. La Serva di Dio morì a soli
maturò la vocazione alla vita religiosa, 31 anni, il 1° settembre 1916, nel mona-
che sentiva dentro di sé. Discernendo stero di Como. Venne sepolta in chiesa
le aspirazioni della giovane, il canonico e fin dalla sua morte, la sua tomba è
Boccardo la indirizzò verso l’Ordine della continuamente visitata da fedeli, che
Visitazione. A ventidue anni, il 30 dicembre attirati dalla fama di santità, chiedono
1907, entrò tra le Visitandine di Como grazie.
e piena di zelo e di fervore, bruciò le
tappe dell’iniziazione alla vita claustrale.
Il 5 novembre 1908 ricevette la vestizione
e cambiò il nome in Benigna Consolata.
Il 23 novembre 1909 emise la profes-
sione religiosa e il 28 novembre 1912 i
voti solenni.
Santa Francesca Romana
8 4-1440
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S
anta Francesca Romana è famosa basso nella gerarchia celeste. Ebbene,
per le sue visioni dell’Inferno. La santa nonostante questo, la prima volta che vide
descrive Lucifero come il più brillante il suo Angelo Custode Santa Francesca
dei Serafini; per questa ragione il suo Romana fu così colpita dalla sua grandezza
peccato fu molto grave. Come sappiamo, che lo scambiò per Dio stesso. Si gettò a
i Serafini sono il più alto tra i nove cori degli terra per adorarlo. L’angelo la fermò e le
Angeli. Lucifero pertanto era il più alto spiegò chi era. Questo mostra lo splendore
in grado fra gli angeli che si ribellarono, di un semplice angelo custode. Quanto più
e per questo fu gettato nella parte più grande è lo splendore di un arcangelo, di
profonda dell’Inferno. un cherubino, di un serafino!

Ci furono angeli che scelsero di Il Diavolo agisce sempre contro di noi


seguire Lucifero con speciale malizia e di e l’Angelo Custode sempre ci protegge,
loro iniziativa. Furono gettati all’Inferno che glielo chiediamo o no. Ma dobbiamo
e sono tormentati da lui perché egli è chiedere più spesso all’Angelo Custode
più potente di loro, e – ci dice Santa di proteggerci, imparare a discernere
Francesca Romana – la Divina Giustizia l’azione del Demonio, chiedere anche la
ha delegato a Lucifero il compito di punire protezione della Madonna. Tutto questo
per tutta l’eternità coloro che egli un giorno è “vegliare e pregare” contro l’azione dei
convinse a seguirlo nella ribellione. demoni. Sono i temi su cui ci invitano a
meditare le visioni di Santa Francesca
Santa Francesca ci dice anche che i Romana
demoni principali che obbediscono a
Lucifero sono tre: Asmodeo, che rappre-
senta il vizio della carne; Mammona, che
è al vertice del vizio dell’avarizia; e Belzebù,
capo di tutte le idolatrie e attività oscure.
Vediamo qui come i due principali
angeli ribelli – Lucifero e Asmodeo – sono
rispettivamente i demoni dell’orgoglio e
della sensualità.
Questa santa non ha visto solo demoni.
Vedeva spesso anche il suo Angelo Custode,
cioè un angelo di grado relativamente
San Francesco de Geronimo
4 2-1716
16

N
ella vita di San Francesco de anche nel dossier della beatificazione.
Geronimo vi è un episodio che San Francesco nacque a Grottaglie (Taranto)
fa riflettere sulla realtà dell’Inferno. Una il 17 dicembre 1642, primo di undici figli,
pubblica peccatrice, di nome Caterina, di cui tre ecclesiastici, da una famiglia
si era spesso burlata delle prediche del benestante e di profonda fede cristiana.
Santo a Napoli, dove egli esercitava il All’età di dieci anni circa, venne
suo ministero, facendosi gioco delle sue affidato a una Congregazione di sacerdoti
minacce di castighi, cosi come del dogma dediti all’insegnamento e alle missioni fra
di fede sull’Inferno. il popolo. A sedici anni gli fu conferita la
Un giorno mentre era affacciata alla prima tonsura su proposta della stessa
sua finestra, con in mano il suo liuto, Congregazione (1658) e a diciassette
perse l’equilibrio e cadde nella strada, fu ricevuto nel seminario diocesano a
rimanendo uccisa sul colpo. Fu raccolto Taranto per continuare i suoi studi. Nel
il cadavere e messo su una barella. Come 1665 andò a Napoli, per consiglio dei popolo, che consistevano in prediche da
in un lampo si sparse per tutta la città la suoi stessi maestri, a frequentare i corsi tenersi nelle piazze e lungo le strade, dove
notizia dell’incidente. Giunta la notizia di diritto civile e canonico, conseguendo confluiva più gente nei giorni festivi,
anche a San Francesco mentre stava la laurea in tali materie, pare nel 1668, allora piuttosto numerosi. Promosse la
predicando, si interruppe e disse a quelli e in teologia. Comunione generale ogni terza domenica
che lo ascoltavano: «Andiamo a vedere!». Nel 1666 fu ordinato sacerdote e del mese, preparata anch’essa con prediche
Circondato da una grande folla di gente, nel 1670 diventò gesuita non ancora all’aperto e cercò di convertire le donne
si recò nel posto dove la morta giaceva sulla terminati gli studi teologici. Dal 1671 al di strada.
barella, la prese per mano e incomincio a 1674 fu inviato missionario nella diocesi
pregare e a scongiurarla. di Lecce.
Al terzo scongiuro, mentre le chiedeva: Una volta ritornato a Napoli per
«Caterina, dove sei adesso?», la morta completare gli studi di teologia, vi rimase
si rialzò e rispose con voce fremente di poi per tutta la vita addetto alle missioni
disperazione: «Nell’inferno!». Poi cadde popolari che lo fecero apostolo di Napoli
su se stessa e rimase distesa sulla barella. e che sostituirono le missioni dell’India
Il fatto avvenne il 4 aprile 1704. o dell’Oriente da lui insistentemente
Dopo la morte del Santo, 1’Arcivescovo chieste. Compì la solenne professione
di Napoli chiese ai testimoni oculari e religiosa (8 dicembre 1682) nel pieno
auricolari di testimoniare sotto giuramento. del suo apostolato napoletano, essendo
Erano circa 250 le persone che avevano addetto dal 1676 alla Casa Professa del
assistito alla scena. Questa inchiesta figura Gesù Nuovo. Si dedicò alle missioni al
Santa Veronica Giuliani
6 0-1727
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S
anta Veronica Giuliani ebbe varie pervertito maggiormente la fede, calpe-
visioni dell’Inferno, come annotò stando il Sangue di Gesù Cristo, mio
nel suo Diario: «Una mattina, facendo la Figlio, con tanti enormi peccati […]. Nel
Comunione spirituale provai lo stesso terzo luogo che tu vedesti, vi stanno tutte
effetto della Comunione sacramentale e le anime dei religiosi e delle religiose.
fui rapita in estasi. Ricordo che Iddio Nel quarto vi vanno tutti i confessori, per
mi raccomandò, in modo speciale, tutti i aver ingannato le anime, loro penitenti.
sacerdoti, ma sopratutto quelli che stanno Nel quinto, vi stanno tutte le anime dei
in disgrazia di Dio, poiché quanti, oh, giudici e dei governatori della giustizia.
quanti ve ne sono!» (D III, 420). Il sesto luogo, invece, è quello destinato
E un’altra volta in un’estasi, la a tutti i superiori e alle superiore della
Vergine Maria le disse: «Figlia, [...]; vi religione. Nel settimo, infine, vi stanno
sono cristiani che vivono come le bestie; tutti quelli che hanno voluto vivere di
non vi è più fede nei fedeli, vivono come propria volontà e che hanno commesso
se Iddio non esistesse; e mio Figlio sta ogni sorta di peccati, specie i peccati
col flagello in mano per punirli… Oh, carnali» (D IV 744).
quanti sacerdoti, poi, e quanti religiosi e
religiose offendono Dio! Tutti costoro In un’altra occasione, la Vergine si
calpestano i Sacramenti, disprezzano il rivolse alla Santa dicendole: «In un
Preziosissimo Sangue di Gesù e lo tengono rapimento, fosti portata nell’inferno per
sotto i loro piedi. Questi infettano le subire nuove pene e, nel tuo arrivo,
Comunità, le città intere; sono come vedesti che precipitavano in esso tante
appestati, hanno il nome di cristiani, ma e tante anime, ed ognuna aveva il suo
sono peggio degli infedeli. Figlia, prega, luogo di tormento. Ti fu fatto conoscere
patisci pene e fa’ che tutti facciano lo che queste anime erano di varie nazioni,
stesso, acciò Iddio deponga il flagello» di tutte le sorti di stati, cioè di cristiani
(D III, 999). e d’infedeli, di religiose e di sacerdoti.
Quest’ultimi stanno più vicini a Lucifero,
Un giorno la Vergine Maria descrisse e patiscono così tanto che mente umana
a Santa Veronica alcuni luoghi dell’Inferno: non può comprenderlo. All’arrivo di
«Figlia, voglio che tu descriva i sette luoghi, queste anime, tutto l’inferno si mette in
più penosi, che stanno nell’inferno, e festa e, in un istante, partecipano di tutte
per chi sono. Il primo è il luogo ove sta le pene dei dannati, offendendo Dio»
incatenato Lucifero, e con esso vi è Giuda (D IV, 353).
che gli fa da sedia, e vi sono tutti quelli
che sono stati seguaci di Giuda. Il secondo
è il luogo ove stanno tutti gli ecclesiastici
e i prelati di Santa Chiesa, poiché essendo
stati elevati in dignità ed onori hanno
Santa Faustina Kowalska
0 5-1938
19

S
anta Faustina Kowalska nacque il Queste sono pene che tutti i dannati
25 agosto 1905 a Glogowiec, in soffrono insieme, ma questa non è la fine
Polonia. Entrò nella Congregazione della dei tormenti. Ci sono tormenti particolari
Beata Vergine Maria della Misericordia. per le varie anime che sono i tormenti
Per ordine del suo Direttore spirituale dei sensi. Ogni anima con quello che ha
scrisse il Diario personale, che intitolò La peccato viene tormentata in maniera
Divina Misericordia nell’anima mia. Morì a tremenda e indescrivibile.
33 anni il 5 ottobre 1938. Ci sono delle orribili caverne, vora-
Ebbe una visione dell’Inferno, come gini di tormenti, dove ogni supplizio si
lei stessa raccontò: «Oggi sotto la guida differenzia dall’altro. Sarei morta alla
di un Angelo, sono stata negli abissi vista di quelle orribili torture, se non mi
dell’inferno. È un luogo di grandi tormenti avesse sostenuta l’onnipotenza di Dio. Il
per tutta la sua estensione spaventosamente peccatore sappia che col senso col quale
grande. Queste le varie pene che ho visto: pecca verrà torturato per tutta l’eternità.
la prima pena, quella che costituisce E aggiunse: “Scrivo questo per ordine di
l’inferno, è la perdita di Dio; la seconda, Dio, affinché nessun’anima si giustifichi
i continui rimorsi di coscienza; la terza, dicendo che l’inferno non c’è, oppure che
la consapevolezza che quella sorte non nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina
cambierà mai; la quarta pena è il fuoco Kowalska, per ordine di Dio sono stata
che penetra l’anima, ma non l’annienta; è negli abissi dell’inferno, allo scopo di
una pena terribile: è un fuoco puramente raccontarlo alle anime e testimoniare che
spirituale acceso dall’ira di Dio; la quinta l’inferno c’è. Quello che ho scritto è una
pena è l’oscurità continua, un orribile debole ombra delle cose che ho visto.
soffocante fetore, e benché sia buio i Una cosa ho notato e cioè che la maggior
demoni e le anime dannate si vedono fra parte delle anime che ci sono, sono
di loro e vedono tutto il male degli altri anime che non credevano che ci fosse
ed il proprio; la sesta pena è la compagnia l’inferno”».
continua di Satana; la settima pena è la E Santa Faustina aggiunse: «Quanto
tremenda disperazione, l’odio di Dio, le rivelato e scritto sull’inferno è solo una
imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. pallida ombra della realtà».
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori
9 6-1787
16

S
ant’Alfonso Maria de’ Liguori, popolo cristiano. Ad un testo affidò il suo
Vescovo e Dottore della Chiesa nei pensiero sui peccati che commettono gli
suoi scritti riferisce un episodio avvenuto uomini e che li conducono all’Inferno:
all’Università di Parigi. Erano gli anni «Se Dio castigasse subito chi lo
di massimo prestigio dell’ateneo, quando offende, certamente non verrebbe offeso
uno dei suoi più celebri professori morì come lo è ora. Ma poiché il Signore non
all’improvviso. castiga subito, i peccatori si sentono
Colpiti dalla tragedia, molti colleghi incoraggiati a peccare di più. È bene
docenti pregarono in suffragio della sua sapere però che Dio non sopporterà per
anima. Anche il Vescovo di Parigi, suo sempre: come ha fissato per ogni uomo
intimo amico, pregava ogni giorno per il numero dei giorni della vita, così ha
lui, perché fosse liberato dal Purgatorio. fissato per ognuno il numero dei peccati
Una notte, mentre recitava delle preghiere che ha deciso di perdonargli: a chi cento,
per il defunto, gli apparve davanti in a chi dieci, a chi uno. Quanti vivono molti
forma incandescente, col volto disperato. anni nel peccato! Ma quando termina il
II Vescovo, allora, comprese che il suo numero delle colpe fissato da Dio, sono
amico non era in Purgatorio, bensì colti dalla morte e vanno all’inferno».
all’Inferno. Volendo sapere notizie in più
sulla sua sorte, gli chiese tra l’altro: Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, prete. Ricevuta l’ordinazione sacerdotale
«“All’inferno ti ricordi ancora delle scienze Patrono dei confessori e dei moralisti, il 21 dicembre 1726, cominciò immedia-
per le quali eri così famoso in vita?”. nacque a Marianella, presso Napoli, il tamente a svolgere il suo ministero in
“Che scienze… che scienze! – rispose 27 settembre 1696, e morì a Pagani mezzo al popolo. Scrisse e pubblicò
il defunto. In compagnia dei demoni (Salerno) il 1° agosto 1787. Come i centoundici opere tra grandi e piccole.
abbiamo ben altro a cui pensare! Questi ragazzi di nobili famiglie, compì gli studi Il 9 novembre 1732, a Scala (Salerno),
spiriti malvagi non ci danno un momento letterari e scientifici, nei quali ebbero la fondò la Congregazione del Santissimo
di tregua e ci impediscono di pensare a loro parte rilevante anche la pittura e la Redentore. Nel 1762 Alfonso fu nominato
qualunque altra cosa che non siano le musica (è sua la canzoncina natalizia “Tu Vescovo di Sant’Agata dei Goti (Benevento).
nostre colpe e le nostre pene. Queste sono scendi dalle stelle”). Nel 1708 si iscrisse
già tremende e spaventose, ma i demoni alla facoltà di giurisprudenza all’università
ce le inaspriscono in modo da alimentare di Napoli, dove si laureò col massimo dei
in noi una continua disperazione!”». voti in diritto civile ed ecclesiastico.
Sant’Alfonso fu un grande teologo Dopo dieci anni di successi come avvocato
moralista e scrisse molte opere a carattere nel foro napoletano, a causa di una
divulgativo per formare e istruire il violenta delusione morale, decise di farsi
Beata Maria di Gesù Crocifisso
4 6-1878
18

I
l 7 settembre 1858, la Beata Maria a rari intervalli, la religiosa si limitava a
di Gesù Crocifisso venne quasi inumidirmi le labbra con una spugna
uccisa in odio alla fede da un fanatico candida come la neve. Mi faceva dormire
turco. Mentre era in agonia, la sua anima quasi continuamente.
fu condotta in Paradiso, come poi raccontò L’ultimo giorno, questa religiosa mi
e venne curata dalla Vergine Maria: «Mi servì una zuppa così buona, come non
sembrava, raccontava, di essere in Cielo: ne ho mai più mangiato. Terminata la
vedevo la Santa Vergine, gli Angeli e i Santi porzione, gliene chiesi una seconda.
che mi accoglievano con una grande bontà; Allora la religiosa, rompendo il silenzio,
vedevo anche i miei genitori in mezzo a mi disse: “Maria, è abbastanza per il
loro. Contemplavo il trono fulgido della momento; più tardi te la darò di nuovo.
Santa Trinità, e Gesù Cristo Nostro Ricordati di non essere come quelle
Signore nella sua umanità. Non vi erano persone che credono di non avere mai
né sole, né lampade, eppure tutto brillava abbastanza. Dici sempre: è abbastanza, e
di un chiarore indescrivibile. Gioivo di il buon Dio, che vede tutto, veglierà su
tutto quello che vedevo, quando, ad un tutti i tuoi bisogni. Sii sempre contenta,
tratto, qualcuno venne da me per dirmi: malgrado tutto ciò che dovrai soffrire, e
Tu sei vergine, è vero, ma il tuo libro non Dio, che è così buono, ti farà avere il
è ancora finito. Aveva appena finito di necessario. Non ascoltare mai il demonio,
parlare, che la visione scomparve, e io diffida sempre di lui, poiché è troppo
rinvenni. Mi trovai, trasportata senza furbo. Quando chiederai qualche cosa a
sapere né come né grazie a chi, in una Dio, non te la darà sempre subito, allo
piccola grotta solitaria. Coricata su un scopo di metterti alla prova e di vedere
povero letto, vidi accanto a me una reli- se lo ami ugualmente; e poi, un po’ più
giosa, che aveva avuto la carità di cucirmi tardi, te l’accorderà, basta che tu sia
la ferita del collo. Non l’ho mai vista né sempre contenta e che lo ami. Maria,
mangiare né dormire. Sempre accanto al Maria, non dimenticare mai le grazie
mio capezzale, in silenzio mi curava con che il Signore ti ha fatto. Allorquando ti
il più grande affetto. Era vestita di un capiterà qualcosa di spiacevole, pensa
bell’abito ceruleo, trasparente e come che è Dio che lo vuole. Sii sempre piena
cangiante; il velo era dello stesso colore. di carità verso il prossimo; dovrai amarlo
Ho visto da allora molti vestiti religiosi più di te stessa.
diversi, ma nessuno che assomigliasse Non rivedrai mai più la tua famiglia;
al suo. Quanto tempo trascorsi in quel andrai in Francia, dove ti farai religiosa;
luogo? Non saprei dirlo con precisione; sarai figlia di San Giuseppe prima di
credo di esservi rimasta circa un mese. diventare figlia di Santa Teresa”».
Non mangiai nulla durante quel periodo,
Sant’Antonio da Padova
9 5-1231
11

S
ant’Antonio di Padova, in portoghese
Santo António de Lisboa, al secolo
Fernando Martim de Bulhões e Taveira
Azevedo, fu un religioso portoghese
canonizzato dalla Chiesa cattolica e
proclamato nel 1946 Dottore della Chiesa.
Da principio monaco agostiniano a
Coimbra dal 1210, poi dal 1220 frate
francescano. Viaggiò molto, vivendo
prima in Portogallo quindi in Italia ed
in Francia. Nel 1221 si recò al Capitolo
Generale ad Assisi, dove vide di persona
San Francesco d’Assisi. Dotato di grande
umiltà ma anche di grande sapienza e
cultura, per le sue valenti doti di predica-
tore, mostrate per la prima volta a Forlì
nel 1222, fu incaricato dell’insegnamento
della teologia e inviato per questo dallo
stesso San Francesco a contrastare la
diffusione dell’eresia catara in Francia. Fu
poi trasferito a Bologna e quindi a Padova.
Morì all’età di 36 anni. Numerosissimi
sono i miracoli attribuiti a Sant’Antonio,
per questo ricordato come “taumaturgo”
cioè operatore di prodigi.
Celebre è l’episodio che narra che
«durante i funerali di un avaro, il Santo
esclamò che quell’uomo non meritava di
essere sepolto in terra consacrata, poiché
l’anima era dannata all’inferno. Ricordando
le parole di San Luca, “Dov’è il tuo tesoro,
lì è anche il tuo cuore”, gli fece aprire il
petto da due cerusici, e si vide che il morto
non aveva cuore: questo fu trovato nella
cassa dove l’avaro teneva il suo denaro».
San Paolo della Croce
9 4-1775
16

S
an Paolo della Croce ebbe la visione Specialmente nella «notte terribile»
dell’inferno appena dopo la conver- la presenza dei demoni e i loro assalti
sione che lo lasciò pieno di spavento. Ma misero a dura prova la pazienza di San Paolo,
Satana fu presente nella sua vita, fin da aumentandone notevolmente il martirio
quando venne favorito della contempla- interiore. Egli ne rimase spaventato, quasi
zione infusa sulla Passione. Nel suo sopraffatto, ne parlò spesso come di una
Diario scrisse: «… II resto del giorno lotta irriducibile. Scrive in confidenza
sono stato sepolto in desolazione, e a M. Crocifissa Costantini: «… I travagli
inquietato esternamente da pensieri crescono… per rabbia da parte dei
causati dal demonio di cose future…». diavoli… temo di restar sotto la soma…».
Lo stato di desolazione era collegato fin Un attacco terribile dell’inferno lo
d’allora ai tormenti esterni del demonio. subì nel luglio del 1760, quando era
Il 21 dicembre lo assalì con l’impazienza, ormai prossima l’erezione delle monache
gli fece provare sdegno nei confronti Passioniste e la Regola, composta da lui,
dei sacerdoti e lo spinse ad andarsene veniva esaminata per l’approvazione.
dalla chiesa, suggerendogli «orribilissime Allora passava quasi tutte le notti senza
bestemmie». Quando San Paolo chiese a dormire, tormentato in varie maniere fino
Dio quale umiltà più gli piaccia si sentì a sentirsi sbattere il capo con violenza
rispondere: «Quella che fa gettare fin contro le pareti della stanza. Ai religiosi,
sotto i piedi dei demoni». che si meravigliavano dei rumori insoliti,
Un giorno il Signore gli disse chia- spiegava: «Adesso al diavolo scotta questo
ramente il potere che dava a Satana su di monastero».
lui: «Ti voglio far calpestare dai diavoli». I tormenti più accusati dal Santo
«Quanto ciò si verificasse — scriveva il erano quelli che gli accrescevano a dismi-
Padre Giammaria — non è facile lo sura le già penose desolazioni. Spesso,
spiegarlo. Avendo la Divina Maestà data infatti «gli eccitavano e sollevavano tanta
la permissione ai maligni spiriti di bile, che sentivasi noioso perfino a se
molestarlo, ne facevano (come suol dirsi) stesso» tanto che lo stesso sole gli causava
la palla, per la gran rabbia che avevano amarezza. Altre volte lo assalivano con
contro il medesimo e per la Congregazione malinconie e tristezze fino a spingerlo ad
che aveva istituita e per le anime che andare in giro disperso per i boschi o lo
andava perdendo col mezzo delle sante incitavano a gettarsi dalla finestra.
missioni e molto più per la Passione Ss.ma
di Gesù che fervorosamente promoveva…».
Le persecuzioni da parte dei demoni
nella vita di S. Paolo della Croce fanno
parte della sua partecipazione alla Passione
redentrice di Cristo.
Santa Maria Maddalena de’ Pazzi
6 6-1607
15

L
a famosa mistica Santa Maria iniquità a versare l’ira sua, e però ricercava
Maddalena de’ Pazzi ebbe una che in noi ci fosse lo zelo e il desiderio
visione intellettuale sulla condanna delle anime così da provocare la sua
all’inferno di un’anima, a causa del misericordia.
disprezzo avuto nei confronti delle Intese questa benedetta anima che
indulgenze della Chiesa. la creatura che ha in sé questo zelo e
«Il giovedì seguente al 22 del detto desiderio della salute delle anime, e quelle
mese di dicembre 1594, circa alle ore 24, aiuta quanto a lei è possibile, è tanto
fu rapita in eccesso di mente e gli fu grata a Dio che esso reputa che lei gli
mostrata dal Signore un’ anima che in faccia dal’ canto suo quello che bramava
quel momento passava da questa vita e fargli Santo Agostino quando parlando
era condannata all’eterne pene; ma non di sé gli diceva:
seppe chi ella fosse né manco di che “Se tu, Iddio mio, fossi Agostino e io
provincia o città, ma seppe bene che era fossi Dio, vorrei diventare Agostino per far
un uomo di bassa condizione il’ quale te Dio”. E altre cose intese sopra questo,
aveva tenuto cattiva e bruttissima vita, e che per brevità le lasso».
fra le altre cose non aveva tenuto conto
dei tesori della Chiesa, dispregiando le
indulgenze e altri doni e grazie che essa
ne concede ai suoi fedeli.
Ed intese che il Signore gli dette
questa vista per destar noi e accenderci in
zelo e desiderio della salute delle anime,
poiché, diceva lei, se noi comprendessimo
che cosa comporti la dannazione d’un’
anima ci scorderemo di prendere le necessità
del’ corpo nostro.
Ma il’ Signore si doleva (sì come ha
fatto con altri Santi) che non ha chi lo
preghi e sforzi a far misericordia alle
sua creature, (e vedeva questa benedetta
creatura) esser molte più l’iniquità degli
impii che le preghiere e meriti dei giusti,
e quasi era Dio costretto dalle stesse
San Pio da Pietrelcina
8 7-196 8
18

S
an Pio da Pietrelcina dovette lotta- ancora un segno di croce sulla lettera, e
re spesso contro il demonio e mise quindi aspergetela con l’acqua santa, e
in guardia i suoi figli spirituali dalle insi- infine l’aprirete e la leggerete».
die di Satana. Il Santo scrisse ad
Annita Rodote: E ancora a Raffaellina Cerase scrisse:
«Disprezzate, come sempre, tutte le «Il desiderio che avete di vedermi per
male arti del demonio. Per farvi concepire dirmi tante cose tutte di Gesù è santo e
orrore verso chi vi dirige, egli è nemico non temete in questo di contravvenire ai
di ogni bene e quindi non deve recarvi divini voleri. Vi tengo sull’avviso però di
meraviglia se freme di rabbia non tanto non abbandonarvi soverchiamente a tal
contro di voi quanto contro di me… Non desiderio di vedermi, anche miracolosa-
gli date ascolto, non vi fermate mai sulle mente, perché potrebbe essere assai
sue suggestioni, guardate dal trattenervi pericoloso per voi. Quando si muove
dal discorrere direttamente con lui… nella vostra anima un tal desiderio,
Quando vi accadrà di sentire delle voci, e scacciatelo al primo apparire. Così
voi non sapete distinguere se provengono chiudete la porta a qualunque insidia
da uno spirito buono oppure da uno di quel cosaccio. Il demonio, voi lo sapete,
cattivo, rivolgetevi umilmente a Gesù e è un grande artefice di iniquità. Egli la
ditegli: “Se tu sei Gesù manifestati a chi sa troppo lunga. Vedendo che in voi tale
tu mi hai assegnato per direttore” e desiderio è vivissimo, potrebbe ingannarvi quello che la prudenza richiedeva…
intanto fategli ripetere: “Viva Gesù”, con qualche illusione e apparizione Guerreggi pure Satana, sia direttamente
“Viva l’Immacolata sempre Vergine diabolica, sotto angelo di luce. Questo con le sue maligne suggestioni sia
Maria”. Se questo non lo vuoi ripetere, infelice apostata sa anche camuffarsi da indirettamente a mezzo dei mondo e della
sputategli in viso e dite a Gesù che lo cappuccino e assai bene rappresentare la nostra corrotta natura. Faccia strepito
mandi all’inferno. Per evitare altri mali sua parte. Credete, vi prego, a chi è stato questo infelice apostata, minacci pure
artifizi di questo immondo spirito, prima sottoposto a una simile esperienza. Basta talora di inghiottirvi. Non importa. Esso
di leggere la mia corrispondenza, segna- per ora quel che ho detto su questo nulla potrà contro l’anima vostra che
tevi con il segno della redenzione, poi fate punto. A me pare di aver detto più di Gesù ha ormai stretta a sé.»
Santa Caterina da Siena
4 7-1380
13

N
el celebre Dialogo della Divina cessa mai di ardere. E la pena è ancora
Provvidenza di Santa Caterina da più grande perché essi lo vedono nella
Siena vi è una descrizione dell’Inferno: sua figura, la quale è tanto orribile che non
«Figliola, la lingua non è sufficiente a c’è cuore d’uomo che la possa immaginare.
descrivere la pena di queste povere E se ben ti ricordi, quando te lo mostrai
anime. Come ci sono tre vizi principali – nella sua forma in un breve spazio di
cioè l’amore per sé stessi, da cui proviene tempo (che sai che fu quasi un istante),
il secondo, che è l’amore per la propria tu scelsi, dopo che fosti tornata in te, di
reputazione, e dalla reputazione procede volere andare per una strada di fuoco,
il terzo, cioè la superbia, con l’ingiustizia, anche se dovesse durare fino al giorno
la crudeltà e con altri immondi e iniqui del giudizio, piuttosto che vederlo ancora.
peccati che seguono questi – così ti dico Malgrado tutto questo che tu vedesti,
che nell’inferno essi hanno quattro tormenti tuttavia non sai bene quanto egli è orribile,
principali, dai quali procedono tutti gli perché si mostra, per divina giustizia, più
altri tormenti. Il primo è che si vedono orribile nell’anima che è privata di me, e
privati della mia visione, e ciò è per loro più o meno secondo la gravità delle loro
pena tanto grande che, se fosse possibile, colpe. Il quarto tormento è il fuoco. Questo
sceglierebbero il fuoco e i più grandi fuoco arde e non consuma, perché l’anima
tormenti e vedermi, piuttosto che non non può consumare sé stessa; non è cosa
avere pene e non vedermi. Questa prima materiale che il fuoco può consumare,
pena produce in loro la seconda, quella perché essa è incorporea. Ma Io per divina
del verme della coscienza, il quale sempre giustizia ho permesso che il fuoco li
rode, vedendosi essi per loro colpa privati bruci dolorosamente, così che li affligga e
di me e della compagnia degli Angeli, non li consumi. E li affligga e li bruci
avendo meritato la compagnia dei demoni con grandissime pene, in diversi modi,
e la loro visione. Il vedere il demonio secondo la diversità dei peccati; chi più e
(che è la terza pena) raddoppia in loro chi meno, secondo la gravità della colpa.
ogni fatica. Come i Santi sempre esultano Da questi quattro tormenti provengono
nella visione di Me, e vedono rinnovarsi tutti quanti gli altri: freddo e caldo e
con allegrezza il frutto delle fatiche che stridore di denti e altri ancora. Ora,
essi hanno portate per Me, con tanta poiché non vollero correggersi dopo il
abbondanza d’amore e disprezzo di loro primo rimprovero che gli fu fatto, per
medesimi, così, al contrario, in questi pove- il falso giudizio e l’ingiustizia nella loro
retti si rinnovano i tormenti della visione vita, e poiché nel secondo rimprovero,
del demonio, perché nel vederlo essi cioè nell’ora della morte, non vollero spe-
conoscono più sé stessi, cioè conoscono rare né vollero dolersi dell’offesa che mi
che per loro colpa se ne sono fatti degni. avevano fatto, ma solo della loro pena,
E per questa ragione il verme rode ancor allora hanno ricevuto così miserabilmente
di più, e il fuoco di questa coscienza non la morte eterna».
Santa Teresa del Bambino Gesù
7 3-1897
18

N
ella celebre Storia di un’anima, in stato di grazia non ha nulla da temere
Santa Teresa del Bambino Gesù e da diavoli che sono solo dei vigliacchi,
del Volto Santo riferisce di aver fatto un pronti a scappare davanti agli sguardi di
sogno nel quale due diavoli scappavano una bambina…».
davanti ai suoi sguardi: «Mi ricordo di un In un altro brano, la Santa racconta
sogno che devo aver fatto verso quest’età una sua riflessione sulla realtà dell’Inferno:
(4 anni) e che si è impresso profondamente «Una sera, non sapendo come dire a
nella mia immaginazione. Gesù che lo amavo e quanto desideravo
Una notte ho sognato che uscivo per che fosse amato e glorificato dovunque,
andare a passeggiare da sola in giardino; pensavo con dolore che dall’inferno non
giunta al primo dei gradini che bisognava avrebbero mai potuto ricevere un solo
salire per arrivarci, mi fermai presa dallo atto d’amore, allora dissi al Buon Dio che
spavento. Davanti a me, vicino al pergolato, per fargli piacere avrei ben acconsentito
si trovava un barile di calce, e su questo a vedermici immersa, perché egli fosse
barile due piccoli orrendi diavoletti amato eternamente anche in quel luogo
danzavano con un’agilità sorprendente, di bestemmia…
nonostante avessero dei ferri da stiro ai Sapevo che questo non lo poteva
piedi. All’improvviso gettarono su di me i glorificare, perché Egli desidera soltanto
loro occhi fiammeggianti, ma al tempo la nostra felicità, ma quando si ama si
stesso, sembrando molto più spaventati prova il bisogno di dire mille follie.
di me, si precipitarono giù dal barile e Parlavo in questo modo non perché
andarono a nascondersi nella stanza non desideravo il Cielo, ma allora il
del guardaroba, che si trovava di fronte. Cielo per me era solo l’Amore e come
Vedendoli così poco coraggiosi, volli San Paolo sentivo che niente poteva
sapere che cosa avrebbero fatto, e mi separarmi dall’oggetto divino che mi
avvicinai alla finestra. I poveri diavoletti aveva rapita!…».
correvano sui tavoli e non sapevano S. Teresa di Gesù Bambino, carmeli-
come sfuggire al mio sguardo. Ogni tanto tana scalza, nacque ad Alençon il 2 gennaio
si avvicinavano alla finestra, guardando 1873 e morì a Lisieux il 30 settembre
con aria agitata se io ero ancora lì e 1897. Negli ultimi giorni della sua vita
vedendomi ancora ricominciavano a rassicurò le consorelle che la sua morte
correre come disperati. non le avrebbe impedito di continuare a
Sicuramente questo sogno non ha lavorare per la salvezza delle anime.
nulla di straordinario, tuttavia credo che Cominciava così la sua missione nata al
il Buon Dio abbia permesso che me ne Carmelo, quella di collaborare con Cristo
ricordassi per dimostrarmi che un’anima al bene dei fratelli.
San Giovanni Maria Vianney
8 6-1859
17

S
an Giovanni Maria Vianney (1786- Ho capito che se il materasso fosse
1859) nelle lotte contro il demonio un po’ più pieno, che se non dormisse su
si armò di una forca in ferro che mise a delle tavole, come d’abitudine, sarebbe
fianco del suo letto. E’ Caterina Lassagne, stato più facile farlo scivolare a terra.
una delle sue più strette collaboratrici a Un’altra volta disse: «Grappino è
raccontarlo: «Talvolta sentiva strappare le venuto questa notte. Si è posto sotto la
tende del suo letto, credendo di trovarle mia testa come un cuscino ben tenero e ben
in pezzi l’indomani. Si affrettava a prendere dolce. Spingeva delle grida lamentevoli
la sua forca, credeva che fossero dei ratti. come di un malato che è in agonia».
Ma più egli scuoteva, più le tende si Una volta, egli era impegnato nel
strappavano. E l’indomani, invece, le leggere il suo breviario a fianco al fuoco.
tende non avevano danno. Altre volte il Sentiva soffiare forte un rumore al suo
demonio bussava alla porta della sua fianco, come se qualcuno vomitasse del ad Ars, un borgo con meno di trecento
stanza e lo chiamava Vianney. Egli diceva pietrame o dei grani di grano. Allora, abitanti. Si dedicò all’evangelizzazione,
che era una voce aspra». «Altre volte, egli pensando che fosse il demonio, egli attraverso l’esempio della sua bontà e
diceva, Grappino ha colpito alla mia porta disse: «Vado alla casa della Provvidenza. carità. Ma fu sempre tormentato dal
questa notte. Non gli ho detto di entrare. Dirò quello che fai per farti disprezzare. pensiero di non essere degno del suo
E’ entrato lo stesso. E’ venuto a sbattere E subito ha smesso». In effetti, egli è compito. Trascorreva le giornate dedican-
la casseruola sul secchio d’acqua che è venuto all’istante a raccontarci ciò. «Altre dosi a celebrare la Messa e a confessare,
sul mio camino. L’ha battuta spesso». volte, sembrava che qualcuno salisse le senza risparmiarsi. Morì nel 1859. Papa
Un’altra volta, egli diceva: scale della sua stanza di fronte con grossi Pio XI lo proclamerà santo nel 1925.
«Sembrava che fosse un grande cavallo stivali e non vedeva nessuno. Queste
che era nell’appartamento, al di sotto visite notturne erano molto frequenti.
della mia stanza, che saltava fino al Egli notava che ciò accadeva soprattutto
soffitto e ricadeva poi sulle sue quattro quando alcuni peccatori volevano
zampe sul pavimento». Altre volte diceva convertirsi e che in effetti essi giungevano
che aveva sentito nel suo cortile come ad Ars presso di lui per porre ordine
un esercito di austriaci o di cosacchi che nella loro coscienza e menare una vita
parlavano confusamente un linguaggio migliore, cosa che non piaceva al demonio».
che non comprendeva. San Giovanni Maria Vianney nacque
Un giorno, mi disse: «Non mettete l’8 maggio 1786 a Dardilly in Francia, in
paglia nel mio letto, perché, se ve n’è una famiglia contadina. Nell’agosto 1815,
molta, il demonio mi getterà a terra». venne ordinato sacerdote. Fu mandato