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Cariche elettriche e magnetiche

Tra la forza elettrica e magnetica esiste una forte analogia. Tuttavia, una grande differenza è che mentre esistono
cariche elettriche positive o negative isolate, sia a livello microscopico che a livello macroscopico, non esistono
monopoli magnetici separati (N o S) ma dipoli N S. Come conseguenza si ha che mentre si può avere un corpo
elettrizzato con eccesso di carica + o -, non esiste un corpo che abbia un eccesso di magnetismo "nord" o "sud". Un
campo elettrico può avere linee di forze aperte (ad esempio quando si ha una carica elettrica isolata) o chiuse (ad
esempio quando si hanno 2 cariche opposte), invece le linee di forza del campo magnetico sono sempre chiuse (si dice
che un campo con questa caratteristica è solenoidale). Queste proprietà sono sintetizzate dalle due equazioni di Maxwell
che esprimono le divergenze dei campi: mentre per il campo elettrico la divergenza è proporzionale alla densità di
carica, per il campo magnetico la divergenza è nulla. L'elettrizzazione e la magnetizzazione avvengono con meccaniche
simili: possiamo elettrizzare un conduttore ponendolo a contatto con un altro corpo carico o possiamo elettrizzare un
dielettrico per strofinio;analogamente possiamo magnetizzare un materiale ponendolo nelle vicinanze o a contatto con
un materiale magnetico. Tuttavia nel primo caso vi è un passaggio di cariche da un corpo all'altro mentre nel secondo
c'è un diverso orientamento dei dipoli elementari all'interno della materia. Non tutti i materiali sono magnetizzabili.

Campo elettromagnetico

Per capire cosa sia il campo elettromagnetico bisogna partire dal concetto di campo. Oggi, il concetto di campo,
sconosciuto ai tempi di Galileo Galilei e Isaac Newton, costituisce il punto di partenza per lo studio di molti fenomeni
fisici fondamentali, e consente di evitare l'errore di credere che la forza di attrazione o di repulsione sia generata da una
sola delle due cariche che interagiscono, mentre l'altra ne subisce gli effetti. Allora si pongono delle domande come
conseguenza della precedente affermazione: come si trasmettono le forze? Per contatto o azione a distanza? Un corpo
dotato di carica elettrica viene attirato da un altro corpo elettrizzato con carica di segno diverso non perché da esso
parta una qualche forza di attrazione, ma perché esso genera un campo in cui tutti i corpi dotati di carica elettrica
subiscono una forza. Il fenomeno dell'attrazione quindi è dovuto non all'oggetto ma ad una proprietà dello spazio in cui
si trova. Il concetto di campo elettromagnetico nasce dall'osservazione di alcune correlazioni tra i fenomeni magnetici e
quelli elettrici; come descritto nella sezione cenni storici.

Relatività dell'elettromagnetismo

Quando una carica è fissa rispetto ad un osservatore, egli percepisce solo la presenza di un campo elettrico; quando
invece la carica si muove di moto rettilineo uniforme, l'osservatore percepisce anche la presenza di un campo
magnetico: il magnetismo è quindi una conseguenza del moto relativo di una carica rispetto all'osservatore.

È molto importante, anche dal punto di vista storico, notare che le leggi dell'elettromagnetismo non sono invarianti sotto
trasformazioni galileiane, rispetto alle quali è invariante la meccanica classica, bensì sotto trasformazioni di Lorentz,
che hanno portato alla nascita della relatività ristretta: si può quindi dire a differenza della meccanica Newtoniana che
l'elettromagnetismo sia una teoria intrinsecamente relativistica.

Induzione elettromagnetica

Il fatto che sta alla base della teoria elettromagnetica è la simmetria dell'interazione cioè, nel caso dell'interazione tra
un magnete ed un filo percorso da corrente, il magnete agisce sulla corrente, e viceversa la corrente agisce sul magnete.
In particolare se un filo avvolto a spirale, percorso da corrente, è immerso in un campo magnetico, comincia e continua
a ruotare finché c'è un campo magnetico. Per la situazione simmetrica, se un filo a spirale, non percorso da alcuna
corrente elettrica, viene immerso in un campo magnetico e lo si fa ruotare si genera una corrente elettrica. Questo
fenomeno è importantissimo perché ci consente di trasformare l'energia meccanica in energia elettrica come per
esempio negli alternatori o viceversa energia elettrica in energia meccanica nei motori elettrici.

Onde elettromagnetiche

Supponiamo di creare un campo elettrico variabile E mediante una corrente che oscilla in un circuito. Poiché la corrente
è variabile nel tempo, anche il campo E sarà variabile e produrrà un campo magnetico variabile B, poiché il campo
magnetico B è variabile, creerà un campo elettrico variabile E e così via. Le equazioni matematiche che descrivono
questo processo prevedono che questo fenomeno si propaghi nello spazio come un'onda, chiamata onda
elettromagnetica, oppure radiazione elettromagnetica. L'insieme delle frequenze delle onde è chiamato spettro
elettromagnetico, e va dalle onde a bassissima frequanza quali le onde radio a quelle ad altissima frequenza, come i
raggi gamma. La più convincente verifica di questa previsione teorica sono i sistemi di telecomunicazione senza fili,
quali la trasmissione dei segnali radiofonici o satellitari.

Nelle applicazioni ingegneristiche gioca un ruolo centrale il concetto di onda piana; è questa un tipo di onda che rispetta
le equazioni di Maxwell, ed ha la caratteristica di avere un campo magnetico perpendicolare a quello elettrico e la
direzione di propagazione dell'onda ortogonale al piano formato dai due campi, parallelo al vettore di Poynting. Altra
utile schematizzazione è quella di onda sferica, ad esempio il campo generato da un dipolo oscillante (a meno di
terimini di campo vicino).

Quando si studia il comportamento di un'onda bisogna sempre relazionarla al mezzo nel quale si propaga. Si definisce
mezzo senza perdite un materiale nel quale la resistenza che l'onda incontra nel percorrerlo dipende soltanto dalle
caratteristiche dielettriche (costante dielettrica e permeabilità magnetica) di quest'ultimo. Si definisce invece mezzo con
perdite quello in cui l'onda incontra una resistenza dipendente, oltre che dalle prima citate caratteristiche dielettriche,
anche dalla "sigma", cioè la conducibilità, e dalla frequenza. Un mezzo si dice dispersivo quando le sue caratteristiche
dielettriche (in particolare la costante dielettrica) dipendono dalla frequenza dell'onda che lo percorre.

Corrente elettrica

La corrente elettrica è un qualsiasi flusso ordinato di carica elettrica, tipicamente attraverso un filo metallico o qualche
altro materiale conduttore per un tempo prolungato. La corrente convenzionale venne definita inizialmente, nella storia
dell'elettricità, come il flusso di carica positiva, anche se sappiamo, nel caso della conduzione metallica, che la corrente
è causata dal flusso di elettroni con carica negativa nella direzione opposta. Nonostante ciò, l'originale definizione di
corrente convenzionale resta valida. Il simbolo normalmente usato per la quantità di corrente (la quantità di carica che
scorre nell'unità di tempo) è I, e l'unità di misura nel SI per l'intensità di corrente elettrica è l'ampere.

Nei conduttori metallici, come i cavi elettrici, la corrente è causata da un flusso di elettroni (particelle a carica negativa),
ma non è così nella maggior parte dei conduttori non metallici. La corrente elettrica negli elettroliti è data dal flusso di
atomi e/o molecole elettricamente cariche (ioni), che possono essere sia negativi che positivi. Ad esempio, una cella
elettrochimica può essere costruita con acqua salata (una soluzione di cloruro di sodio) su un lato della membrana, ed
acqua pura dall'altra parte. La membrana fa passare gli ioni di sodio con carica positiva, ma non quelli di cloro con
carica negativa, il risultato netto è una corrente. Le correnti elettriche nel plasma, sono flussi di elettroni, così come di
ioni positivi e negativi. Nell'acqua ghiacciata e in alcuni solidi elettrolitici, la corrente è costituita da un flusso di
protoni.

Esistono anche casi in cui gli elettroni sono la carica che si muove, ma dove ha più senso pensare alla corrente come ai
"buchi" positivi (gli spazi che dovrebbero avere un elettrone per rendere il conduttore neutro e vengono chiamati
lacune) come quelli in movimento. Questo è il caso dei semiconduttori tipo-p.

Sia che si tratti di un flusso di elettroni (quindi di cariche negative) o di ioni (cariche negative o positive) per
convenzione la corrente è rappresentata come un flusso di cariche positive. Questa convenzione si deve a Benjamin
Franklin.

Pericolosità della corrente [modifica]

La soglia di percezione della correnti elettrica nell'uomo è circa di 0,5 mA in c.a. (corrente alternata) a frequenza
industriale (f = 50÷60 Hz) e di 2 mA in c.c. (corrente continua), inoltre si deve tenere conto che l'effetto di una
determinata corrente elettrica varia non solo per l'intensità, ma anche per la durata della percorrenza.
Si noti che la tensione non è rilevante negli effetti sull'uomo, ma occorre una tensione minima per essere attraversati
dalla corrente, quindi sotto i 50 V circa non si corrono rischi, ma al di sopra è ininfluente la tensione, gli effetti
dipendono solo dall'intensità.
Con intensità maggiori a quelle specificate si producono nel corpo umano i seguenti effetti:

 Tetanizzazione muscolare:

Per approfondire, vedi la voce Equazione di Hill (tessuto muscolare tetanizzato).

i muscoli sottoposti ad una corrente alternata, subiscono una sequenza di stimoli elettrici; non riuscendo a contrarsi e
rilassarsi con la frequenza della corrente, i muscoli restano contratti permanentemente. Tale circostanza è
particolarmente grave quando un oggetto in tensione viene impugnato volontariamente, poiché la tetanizzazione
paralizza i muscoli impedendone il rilascio; la massima corrente per la quale si riesce a lasciare la presa viene chiamata
corrente di rilascio e si aggira sui 10÷30 mA a f.i. (frequenza industriale). La contrazione muscolare smette quando
finisce anche il passaggio della corrente.

 Blocco respiratorio: tetanizzazione dei muscoli respiratori quando il contatto interessa la regione toracico-
polmonare. Comporta ipossia quindi danni al cervello dopo pochi minuti.
 Fibrillazione ventricolare: una corrente alternata sufficientemente elevata (> 50 mA) che interessi la regione
toracica può provocare la perdita di coordinamento dei muscoli cardiaci, così il cuore non riesce più a pompare
sangue causando ipossia e danni al cervello.
 Arresto cardiaco.
 Ustioni: dovuta ad elevati densità di corrente tra cute e conduttore in tensione, per effetto Joule, provoca
elevate temperature per brevi periodi capaci di provocare gravi ustioni.

1. Limiti di corrente:

Si definisce soglia media di pericolosità:

dove con Ip : corrente pericolosa e Δt: tempo di permanenza; questa individua il limite al di sotto del quale la
corrente è percepibile ma non pericolosa; al di sopra di esso la corrente deve considerarsi potenzialmente
pericolosa.
I parametri dell'equazione si possono assumere, a frequenza industriale:
.
2. Limiti di tensione:

Il corpo umano presenta prevalentemente un comportamento resistivo: la tensione che


corrisponde alla corrente pericolosa è di difficile definizione perché la resistenza del corpo Ru può variare in
un campo molto ampio, dipendendo da molteplici fattori quali i punti di contatto, l'estensione del contatto, la
pressione, lo spessore della pelle e il suo grado di umidità. Si assume Ru > 2000Ω, per questo motivo non
vengono ritenute pericolose tensioni sinusoidali con valore efficace U < 50V e tensioni continue con U < 120V,
applicate per un tempo illimitato.

Una persona può venire a contatto con parti in tensione e quindi subire gli effetti del passaggio di corrente mediante
contatto diretto oppure contatto indiretto. Quindi per evitare ciò si devo attuare delle contromisure imposte dalla norma
vigente (norme CEI).

La protezione contro i contatti diretti si attuano prevenendo i contatti accidentali con le parti in tensione:

 isolamento delle parti attive con materiale isolante non removibile,


 involucri o barriere tali da impedire ogni contatto con le parti in tensione,
 ostacoli o distanziatori,
 interruttori differenziali ad alta sensibilità, con correnti differenziali di soglia di Is ≤30 mA

La protezione contro i contatti indiretti si realizza nei seguenti modi:

 Messa a terra delle masse,


 Interruzione automatica dell'alimentazione tramite interruttori automatici,
 Doppio isolamento delle apparecchiature
 Separazione elettrica

Schema riassuntivo degli effetti della corrente (tempi di contatto prolungato):

Valori di corrente Definizione Effetti

1-3 mA SOGLIA DI PERCEZIONE Non si hanno rischi o pericoli per la salute.

3-10 mA ELETTRIFICAZIONE Produce una sensazione di formicolio più o meno forte e può provocare movimenti
riflessi.

10 mA TETANIZZAZIONE Si hanno contrazioni muscolari. Se la parte in tensione è stata afferrata con la mano si può
avere paralisi dei muscoli, rendendo difficile il distacco.

25 mA DIFFICOLTÀ RESPIRATORIE Si hanno a causa della contrazione di muscoli addetti alla respirazione e del
passaggio di corrente per i centri nervosi che sovrintendono alla funzione respiratoria.

25-30 mA ASFISSIA La tetanizzazione dei muscoli della respirazione può essere tale da provocare la morte per
asfissia.
60-75 mA FIBRILLAZIONE Se la corrente attraversa il cuore può alterarne il regolare funzionamento, provocando una
contrazione irregolare e disordinata delle fibre cardiache che può portare alla morte.

Il campo magnetico è un campo vettoriale: associa, cioè, ad ogni punto nello spazio un vettore, eventualmente
variabile nel tempo, il cui effetto fisico si esplica in termini della forza di Lorentz subita da una carica elettrica in
movimento oppure nel momento torcente che agisce su un dipolo magnetico. Le sorgenti del campo magnetico sono le
correnti elettriche oppure i dipoli magnetici.

Storicamente gli effetti magnetici vengono scoperti grazie a magneti naturali che, allo stesso tempo, generano un campo
magnetico e ne subiscono gli effetti per via delle correnti elettriche su scala atomica.

La scoperta della produzione di campi magnetici da parte di conduttori percorsi da corrente elettrica si deve a Hans
Christian Ørsted nel 1820.

La direzione del vettore campo è la direzione indicata dalla posizione d'equilibrio dell'ago di una bussola immersa nel
campo. Il verso del vettore campo si determina con la regola della presa della mano destra.

Il campo magnetico, solitamente indicato con il vettore B, storicamente era la densità di flusso magnetico o induzione
magnetica, e H =(B/μ) era il campo magnetico: questa terminologia è oggi utilizzata per distinguere tra il campo
magnetico nel vuoto (B) e quello in un materiale (H, con μ diversa dall'unità). L'unità di misura dell'induzione
magnetica nel SI è il tesla.

Lo strumento per la misura del campo magnetico è il magnetometro.

Spettro magnetico (ovvero l'insieme delle linee di campo) dovuto ad un magnete, reso visibile da un po' di limatura di
ferro su un foglio di carta